Sei sulla pagina 1di 4

Cos'è la chimica?

La chimica studia la materia che ci circonda con la descrizione delle sue proprietà misurabili, o
grandezze: la massa, il volume, la densità, l' energia, e la temperatura.

I corpi materiali possono essere distinti e classificati in rapporto ai diversi stati fisici, o stati di
aggregazione, in cui si manifestano e in rapporto alla composizione omogenea o eterogenea in cui si
presentano.

Le caratteristiche generali della materia

Per materia si intende tutto ciò che occupa uno spazio. La massa di un corpo è la quantità di materia
ed è la stessa in ogni punto dell’universo, mentre il suo peso varia (perché il peso dipende anche
dalla massa terrestre, che attrae ogni oggetto, e quindi ogni massa, con più o meno forza).
Volume, massa e peso sono alcune delle qualità o proprietà della materia. Altre proprietà della
materia sono: la densità (data dal rapporto massa/volume), la durezza, il colore, l’odore, la
temperatura, la conducibilità elettrica, lo stato fisico (solido, liquido o aeriforme).
Sono dette proprietà estensive quelle che dipendono dall’estensione (cioè dalla quantità, ciò che si
può misurare ed esprimere con un numero) del campione di materia considerato, come per esempio
il volume, la massa, il peso, l’energia.
Sono dette proprietà intensive quelle che non dipendono dall’estensione del campione, cioè non
dipendono dalla quantità di materia, come la densità, il colore, la temperatura, la conducibilità
elettrica.
La grande varietà dei corpi è dovuta alla grande varietà di sostanze componenti, ciascuna delle quali
è formata da un differente tipo o da differenti combinazioni di tipi di particelle (gli atomi).

Grandezza e unità di misura

Molto importante è descrivere la realtà in termini quantitativi : occorre esprimere con una misura le
sue proprietà. Le proprietà della materia che si possono misurare sono dette grandezze (lo sono per
esempio, la massa, il volume, il peso, ma non la lucentezza o l'odore).
Per misurare una grandezza occorre confrontarla con una unità di misura, cioè con una grandezza di
riferimento. Il gruppo di unità di misura che nasce dall'adozione di alcune unità fondamentali si
chiama sistema di unità di misura. Un tale sistema adottato universalmente in campo scientifico è
chiamato Sistema Internazionale (SI). Le grandezze fondamentali del SI attualmente sono sei:
lunghezza, massa, tempo, intensità di corrente elettrica, temperatura e quantità di materia. In alcuni
casi le unità di misura fondamentali e derivate sono troppo piccole o troppo grandi per l'uso pratico.
Si utilizzano perciò, rispettivamente, dei loro multipli e sottomultipli, caratterizzati da prefissi. Così,
per esempio, mille metri equivalgono a un chilometro e un miliardesimo di secondo a un
nanosecondo.
Tabella 1.4 STATI DI AGGREGAZIONE
stato caratteristiche

solido
possiede forma e volume propri; è le particelle sono molto vicine tra
praticamente incomprimibile; loro, con limitatissime possibilità
presenta spesso struttura cristallina di movimento, a causa di forze di
che si riflette nella forma coesione di elevata intensità
geometrica regolare

liquido le particelle sono più distanziate


possiede volume proprio; è rispetto al caso di un solido e
praticamente incomprimibile; posseggono una maggiore
assume la forma del recipiente che possibilità di movimento, essendo
lo contiene le forze di coesione meno forti

le particelle hanno distanze


aeriforme
reciproche molto elevate, per cui
non possiede forma e volume
l'influsso delle forze di coesione è
propri; si comprime facilmente;
minimo; esse sono quindi dotate di
tende a occupare tutto il volume
movimento rapido, continuo e
del recipiente che lo contiene
disordinato

Uno stesso materiale può presentarsi in ciascuno dei tre differenti stati fisici, come per esempio
l'acqua, che può essere ghiaccio (solido) acqua (liquido) o vapore (aeriforme).

Sono detti passaggi di stato le trasformazioni dei materiali da uno stato di aggregazione a un altro.
In generale, se fornisco energia sotto forma di calore ad un materiale si passa da uno stato di
aggregazione in cui le particelle sono associate nel modo più compatto e ordinato (solido) a stati in
cui sono associate in modo via via meno compatto e ordinato (liquido e aeriforme). L'acqua passa
quindi da liquido a vapore. Se sottraggo calore, cioè raffreddo, si ha l'effetto contrario: l'acqua
diventa ghiaccio. Per ogni materiale formato da una determinata sostanza, i passaggi di stato
avvengono a temperature ben determinate, a seconda della pressione a cui si opera. Per l'acqua la
temperatura è di 100 gradi centigradi alla pressione atmosferica.
Sistemi omogenei e sistemi eterogenei
Si definisce sistema un certo insieme, cioè una certa porzione, di materia di cui vogliamo esaminare
il comportamento fisico, chimico o chimico-fisico. Il resto della materia circostante è definito
ambiente.
Una porzione di materia, oltre a essere delimitata da superfici nette, può possedere in ogni punto le
stesse caratteristiche (per esempio, di stato di aggregazione, calore, consistenza, ecc.): in tal caso
viene più propriamente definita fase e costituisce un sistema omogeneo.
Una porzione di materia può anche essere formata da più fasi omogenee, per cui le sue
caratteristiche non sono ovunque le stesse: in tal caso costituisce un sistema eterogeneo.

Trasformazioni fisiche e trasformazioni chimiche

Sono trasformazioni fisiche quelle che un materiale subisce nella sua forma, senza che venga
alterata la sua natura chimica. Ne sono esempi i cambiamenti di stato o la dissoluzione di un solido
(come lo zucchero o il sale) in acqua. Dopo una trasformazione fisica si può ripristinare la
situazione di partenza sempre con una trasformazione fisica (reversibilità delle trasformazioni
fisiche). Per esempio, da un liquido trasformato in vapore si può per raffreddamento di quest'ultimo
riottenere il liquido di partenza.
Le trasformazioni chimiche, o reazioni chimiche, sono quelle per cui un materiale è trasformato in
un nuovo tipo di materiale, con proprietà chimiche diverse. La combustione del carbone o di un
pezzo di legno, l'arrugginimento del ferro all'aria o la digestione degli alimenti sono esempi di
trasformazione chimiche. Le trasformazioni chimiche sono generalmente irreversibili vale a dire
che nella maggior parte dei casi lo stato iniziale del sistema è irrecuperabile. Per esempio, dai
prodotti della combustione del legno o del carbone non si può in nessun modo riottenere legno o
carbone. Sono dette reversibili le reazioni chimiche, meno frequenti, in cui dai prodotti si possono
ottenere di nuovo le sostanze di partenza.

Sostanze (elementi e composti) e miscugli

Tutti i materiali sono costituiti da singole sostanze o da miscugli di due o più sostanze (questo è il
caso di gran lunga più frequente).
Una sostanza è un materiale che possiede specifiche proprietà uguali in ogni punto (come già
accennato) e che, inoltre, non può essere separato in un altro materiale per mezzo di processi fisici.
Le sostanze si distinguono in: sostanze semplici, o elementi, quando non possono essere
decomposte per mezzo di processi chimici in sostanze più semplici (le sostanze semplici sono
formate da atomi di un solo tipo, o elementi);
sostanze composte, o composti, quando sono formate da due o più elementi differenti chimicamente
combinati secondo determinati rapporti fissi, identici in qualunque porzione di materia considerata
(i composti, per mezzo di processi chimici, possono essere separati negli elementi costituenti).
I miscugli risultano dall'unione fisica di due o più sostanze e hanno una composizione e quindi
proprietà chimiche e fisiche variabili da punto a punto. I miscugli si distinguono in:
miscugli eterogenei, quando sono individuabili due o più fasi e i componenti sono distinguibili a
occhio nudo o con l'ausilio di un microscopio (una sospensione è un miscuglio eterogeneo tra un
solido e un liquido; un'emulsione è un miscuglio eterogeneo tra due liquidi immiscibili);
miscugli omogenei, quando si presentano in un'unica fase e i componenti non sono più distinguibili,
neppure al microscopio. I miscugli omogenei sono anche detti soluzioni, formate da una solvente, il
componente più abbondante (che determina lo stato fisico del sistema), e da un soluto il
componente dissolto nel solvente. Le soluzioni colloidali sono particolari sistemi intermedi tra un
miscuglio eterogeneo e un miscuglio omogeneo, in cui si distingue una fase dispersa (formata da
particelle di dimensioni comprese tra quelle di polveri microscopiche e quelle di singoli atomi)
contenuta in una fase disperdente.