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Il Mulino - Rivisteweb

Rossella Selmini, Gian Guido Nobili


V. La questione giovanile. Nuove forme di conflitto
nelle occasioni di divertimento
(doi: 10.1447/27911)

Autonomie locali e servizi sociali (ISSN 0392-2278)


Fascicolo 2, agosto 2008

Ente di afferenza:
Universitgli studi di Milano Bicocca (unibicocca)

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Attività promozionali sui problemi della comunità
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La questione giovanile. Nuove forme di conflitto


nelle occasioni di divertimento

1. Introduzione calcistico (anche qui, però, si parla di «tifo


violento» e non di «violenza giovanile»).
L’analisi delle forme del divertimento gio- Dalla metà degli anni ’90 il discorso pub-
vanile nello spazio pubblico e della perce- blico e l’attenzione scientifica e istituzio-
zione di questo comportamento in maniera nale si sono gradualmente scostate da una
problematica mette in luce molte questioni. idea del giovane e dell’adolescente come
Nel contesto italiano, esso è innanzitutto soggetto immaturo, bisognoso di tutela,
la spia di una profonda trasformazione nel che metteva a rischio soprattutto se stesso
leggere e nel percepire i comportamenti (una visione che rimane tuttavia forte nel
s. 1
giovanili, da un lato, ma anche un indica- contesto italiano, per le peculiarità di cui si
tore importante di che cosa è socialmente dirà) ad una idea della fase adolescenziale
costruito e collettivamente percepito come e giovanile come fase pericolosa e come ri-
«comportamento violento» e di come, inol- schio per gli altri. Si intrecciano, in queste
tre, le politiche locali di sicurezza siano il tendenze, sia le trasformazioni che riguar-
contenitore in cui nuove interpretazioni dano la realtà della vita e della condizione
della criminalità si affermano, e in cui si giovanile e il modo di leggerla e interpre-
esprimono nuove sensibilità collettive verso tarla, sia le trasformazioni del concetto di
i fenomeni. Lo spazio pubblico, che qui si violenza e delle sensibilità collettiva verso
intende come contesto della competizione di essa. Le politiche di sicurezza, nel caso
tra diversi gruppi sociali, infine, diviene il italiano, hanno rappresentato il luogo che
luogo per eccellenza in cui leggere e analiz- ha permesso questo incontro tra una con-
zare queste trasformazioni. dizione anagrafica e una connotazione dei
Da una situazione in cui la condizione gio- comportamenti.
vanile, pur interpretata come condizione Nelle pagine successive si cercherà di svi-
«a rischio» – soprattutto nella fase ado- luppare ulteriormente questo discorso, at-
lescenziale – è stata vissuta come scarsa- traverso un contributo che ha i seguenti
mente problematica sul piano della peri- obiettivi:
colosità e dell’allarme sociale, si è passati, – identificare i caratteri salienti della «que-
nel corso degli anni ’90, ad una attenzione stione giovanile» in Italia, tra criminalità,
decisamente maggiore verso i compor- devianza e comportamenti collettivi consi-
tamenti giovanili. Nello stesso periodo derati di trasgressione, nella sua evoluzione
abbiamo assistito ad una tendenza ad uti- storica (gli ultimi decenni);
lizzare in senso più ampio l’aggettivo «vio- – analizzare lo stato della ricerca sociolo-
lento», prima riservato esclusivamente ad gica e criminologica sui giovani;
alcuni reati individuali particolarmente – ricostruire le trasformazioni nella con-
gravi, commessi da giovani o, nel caso di siderazione e nell’atteggiamento pubblico
comportamento collettivi, soltanto al tifo verso la condizione giovanile attraverso

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Anni
Minorenni denunciati con inizio az. penale Minorenni denunciati alle Procure

Fig. 1. Denunce a carico di minorenni dal 1971 al 2005 (valori assoluti).


Fonte: Elaborazioni Regione Emilia-Romagna su dati Istat, Statistiche giudiziarie, v.a.

l’analisi di quali fenomeni sono venuti insieme all’analisi delle caratteristiche e del
emergendo come problematici; funzionamento del sistema di giustizia mi-
– offrire un primo, sintetico quadro delle norile. Buona parte degli studi che riguar-
forme di conflitto tra giovani negli spazi dano la condizione giovanile nel nostro
pubblici. paese, infatti, si concentrano sull’analisi del-
Per comprendere e contestualizzare il tema l’andamento della criminalità tra i giovani.
che è oggetto specifico dell’analisi, cioé Va premesso che questi studi, a parte po-
quello della violenza giovanile nelle occa- che eccezioni, non sono mai approfonditi e
sioni di divertimento, si è ritenuto oppor- continuativi, al punto da poter dire che esi-
tuno e utile ricostruire il contesto in cui sta una tradizione di lavoro scientifico sulla
esso si sviluppa, dando uno sguardo com- criminalità giovanile e il suo andamento.
plessivo a come è stata trattata, analizzata, Inoltre, essi si basano esclusivamente su
costruita e declinata da diversi attori la fonti statistiche (dati della delittuosità e
questione giovanile nel suo insieme. della criminalità) i cui limiti, ben noti in ge-
Da questo punto di vista, la contestualizza- nerale, si accentuano nel caso di autori di
zione non poteva prescindere, ad avviso di reato minorenni. Altre fonti informative di
chi scrive, dall’analisi di come si sono mani- tipo statistico, potenzialmente utilizzabili,
festate la devianza e la criminalità giovanile come le indagini di vittimizzazione, non
nel corso degli ultimi decenni e di come esse sono state ancora impiegate per analizzare
sono state interpretate nel discorso scienti- i comportamenti devianti giovanili.
fico. Per questo motivo, prima di entrare nel Ci si limita qui ad offrire un quadro di ca-
merito dello stato dell’arte relativo ai feno- rattere molto generale, utilizzando come
meni di violenza nelle occasioni di diverti- fonti di informazioni le statistiche relative
mento, è stato ricostruito il quadro generale ai minorenni denunciati dalle forze di poli-
della criminalità dei minori e delle interpre- zia cui è seguito l’avvio dell’azione penale
tazioni dominanti di questi fenomeni. e i minorenni denunciati alle Procure.
L’andamento delle denunce a carico di mi-
norenni in generale denunciati alla polizia
2. La criminalità giovanile in Italia e in rimane sostanzialmente costante dall’inizio
Emilia-Romagna degli anni ’70. In questa tendenziale stabi-
lità, si nota tuttavia una ciclo decrescente
Il coinvolgimento dei giovani nella crimi- nel periodo tra la fine degli anni ’70 e la
nalità è stato ed è tuttora un tema impor- fine degli anni ’80 (cfr. fig. 1).
tante all’interno della letteratura dedicata La caduta del numero di minori denunciati
alla «patologia» della condizione giovanile, a partire dal 1979 può essere messa in re-

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lazione, più che con una diminuzione di ma anche un incremento delle denunce, e
comportamenti criminosi, con una diversa soprattutto delle denunce alle Procure: si
reazione delle istituzioni del controllo passa da circa 25.000 denunce negli anni
della devianza giovanile e precisamente precedenti a circa 40-45.000 negli anni suc-
con l’entrata in vigore del d.p.r. n. 616/1977 cessivi.
che, come meglio si vedrà in seguito, ha Questo conferma che la riorganizzazione
trasferito dallo Stato agli Enti locali molte del processo penale minorile ha facilitato
competenze relative ai servizi sociali per e in qualche modo promosso le denunce.
i minorenni. Come afferma Gatti (2003, Ancora secondo Gatti (Ibidem, 409) non
408), ciò ha comportato una riorganizza- va trascurata la crisi dei servizi sociali, che
zione dei servizi sociali, un investimento dalla fine degli anni ’80 hanno visto ero-
in questo settore ed una trasformazione dersi la loro egemonia sia sul piano cultu-
dell’ideologia e della prassi degli interventi rale che su quello delle risorse disponibili.
preventivi e rieducativi, configurando nei Un ulteriore elemento che va considerato
fatti una consistente operazione di diver- per valutare questo aumento delle de-
sione, che ha riservato ai servizi sociali or- nunce riguarda la crescente presenza, tra i
ganizzati dai comuni e dalle aziende socio- minori denunciati, di ragazzi e giovani stra-
sanitarie una serie notevole di casi, allon- nieri: una percentuale che passa dal 18%
tanati così dal sistema penale. del 1991 al 28% del 1995, per attestarsi sul
Nella storia del trattamento della delin- 22% nel 2001 2.
quenza giovanile in Italia è decisiva l’im- Questo andamento crescente vede una
portanza assunta dagli strumenti di wel- nuova flessione tra la fine degli anni ’90 s. 2
fare, che hanno dominato la scena del trat- e l’inizio del nuovo secolo, flessione che,
tamento della devianza giovanile per un come si può vedere dal successivo grafico,
lungo periodo, anche in coerenza con una che contempla una diversa serie storica e
visione culturale dell’infanzia e dell’ado- distingue tra Italia ed Emilia-Romagna,
lescenza caratterizzate da un forte pater- pare confermata fino al 2003 a livello na-
nalismo, da una presunzione di irrespon- zionale, ma non a quello locale (cfr. fig. 2).
sabilità dei minorenni che si estende fino Per quanto riguarda la distribuzione dei
ai 18 anni 1 e da un forte intervento della diversi tipi di reato per i quali i minorenni
famiglia come fattore di controllo sociale vengono denunciati, si può notare come
informale. essi si concentrino sui reati contro il patri-
Dal dopoguerra in poi, e con una forte ac- monio, mentre i reati contro la persona o
centuazione a partire dalla metà degli anni i reati violenti in generale hanno una rile-
’70, quindi, la delinquenza giovanile è stata vanza minore (cfr. fig. 3).
declinata in termini di welfare ed è stata Tuttavia, gli studiosi dell’andamento della
ampiamente sottratta all’ambito dell’inter- criminalità minorile tendono ad attribuire
vento penale. questa impennata nelle denunce che si nota
Questa situazione non è sostanzialmente alla fine degli anni ’80 anche ad un altro
cambiata neppure alla fine degli anni ’80, fattore: l’aumento dei reati violenti rispetto
quando è entrato in vigore il nuovo codice a quelli contro il patrimonio che, pure es-
penale per i minorenni, che ha comportato sendo più diffusi, rimangono sostanzial-
una modernizzazione e una razionalizza- mente stabili nel tempo. A ciò si aggiunge
zione del sistema della giustizia minorile, l’aumento delle denunce per spaccio di
droga. In quest’ultimo caso, va osservato
che i cambiamenti nel mercato dello spac-
1
Per un’analisi comparata delle diverse età a cui si
riconduce la responsabilità penale si veda Muncie
2
(2005) e del concetto di maturità, con particolare rife- Tra questi, il numero più alto riguarda minori di 14
rimento al dibattito italiano, Ceretti (2003). anni appartenenti a comunità Rom.

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Fig. 2. Minori denunciati dalle Ff.Oo. all’Autorità giudiziaria dal 1998 al 2003 (numero indice con base 1998).
Fonte: Elaborazioni Regione Emilia-Romagna su dati Istat, Statistiche giudiziarie, v.a.

Furto 13.813
Altro 7.532
Spaccio 4.652

Lesioni volontarie 3.776

Ricettazione 3.332

Danneggiamenti 3.017

Rapina 1.803

Violenza privata, minaccia 1.177


Violenza, resistenza 1.153
Omicidio volontario e tentato 109

0 2.000 4.000 6.000 8.000 10.000 12.000 14.000 16.000

Fig. 3. Denunce di minorenni alle Procure per tipo di reato. Anno 2005 (valori assoluti).
Fonte: Istat, Statistiche giudiziarie, 2005.

cio di droga hanno determinato una pre- La figura 4 riguarda i minori denunciati
senza sempre più significativa di minorenni per lesioni dolose, un reato questo la cui
– spesso anche al di sotto dei 14 anni – di definizione penalistica mal si adatta alla
origine nordafricana in questo mercato ille- realtà sociale e che comunque comprende
gale. numerosi comportamenti di carattere con-
Relativamente alle tipologie di reato per flittuale e violento: un indicatore di vio-
le quali i minorenni sono indagati e per lenza, si potrebbe dire. Tuttavia, questo
una verifica di questa ipotesi dell’aumento aumento riguarda in modo spiccato l’Emi-
dei reati violenti, vediamo, dalle successive lia-Romagna (e le altre regioni del Centro-
figure 4 e 5, come essa sia solo in parte di- Nord), mentre il suo andamento a livello
mostrata. nazionale pare costante.

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Fig. 4. Minori denunciati per lesioni dolose dalle Ff.Oo. all’Autorità giudiziaria dal 1998 al 2003 (numero indice
con base 1998).
Fonte: Elaborazioni Regione Emilia-Romagna su dati Istat, Statistiche giudiziarie, v.a.

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Emilia-Romagna Italia

Fig. 5. Minori denunciati per rapina dalle Ff.Oo. all’Autorità giudiziaria dal 1998 al 2003 (numero indice con
base 1998).
Fonte: Elaborazioni Regione Emilia-Romagna su dati Istat, Statistiche giudiziarie, v.a.

Anche l’andamento del numero di minori cioè la ridotta rilevanza dell’entità della
denunciati per rapina presenta, in Emilia- delittuosità minorile.
Romagna, un andamento assai meno sta- Come rilevano alcune indagini comparate 3 –
bile che nel resto del paese, oltre che tassi
più elevati (cfr. fig. 5).
In ogni caso, e con tutti i limiti che i dati 3
Facciamo qui riferimento ad una indagine interna-
sulla criminalità presentano, soprattutto zionale di tipo «self-report» condotta in tredici paesi,
quando si vogliano avanzare considera- tra cui l’Italia, che ha riguardato 1.009 studenti di di-
zioni di natura comparata con altri paesi, versi tipi di scuole superiori (Gatti et al. 1994). Esi-
stono numerose altre ricerche di comparazione inter-
emerge un aspetto peculiare della delin- nazionale basate però su dati di polizia e altri fonti
quenza giovanile nel contesto italiano, e statistiche, che per le difficoltà metodologiche delle

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Tab. 1. Percentuali di minori denunciati dalle forze dell’ordine all’autorità giudiziaria dal 1998 al 2003 in Italia e
in Emilia-Romagna sul totale dei denunciati per tipo di reato
1998 1999 2000 2001 2002 2003

Italia 2,9 2,8 2,6 2,5 2,5 2,4


Totale
Emilia-Romagna 2,9 2,7 2,4 2,5 2,7 2,7
Italia 2,1 2,6 2,5 2,5 2,6 2,3
Lesioni dolose
Emilia-Romagna 1,0 2,6 1,8 2,6 2,0 3,3
Italia 8,7 8,9 9,0 9,0 9,7 10,1
Furti
Emilia-Romagna 8,2 8,1 7,7 8,2 10,2 10,1
Italia 6,9 6,7 7,5 6,8 7,9 7,6
Rapine Emilia-Romagna 2,1 4,3 3,8 3,8 5,3 4,5

Fonte: Elaborazioni Regione Emilia-Romagna su dati Istat, Statistiche giudiziarie, v.a.

e limitandoci al contesto europeo – si tende di sostegno da parte del governo. Una


comunque a concludere che la delinquenza famiglia più controllante e bambini meno
giovanile del nostro paese si attesti su livelli liberi, ma anche lasciati meno a sé stessi»,
più bassi di quella di altri paesi, sia per i come afferma la sociologa Chiara Sara-
reati contro la proprietà, sia per i reati vio- ceno in una intervista nello stesso quoti-
lenti. Si è così diffusa, in ambito scientifico diano.
e nel discorso pubblico, una convinzione al- Questo panorama complessivo è confer-
quanto radicata rispetto alla scarsa «proble- mato, per quanto riguarda le denunce di
maticità» rappresentata dalla delinquenza e minorenni di 18 anni alle Forze di Polizia,
dalla devianza giovanile nel nostro paese. dalla precedente tabella, in cui viene pre-
Le ragioni, secondo alcuni (Killias 2002), sentato il quoziente di denunce a carico
andrebbero cercate nella struttura della fa- di minori rispetto al totale delle denunce,
miglia italiana e nella sua capacità di man- sia in Italia che in Emilia-Romagna. Ov-
tenere un livello di controllo informale viamente, non si tratta di una rappresen-
relativamente più significativo, e nella per- tazione reale dell’effettivo coinvolgimento
manenza dei legami tra le generazioni per di minori nella criminalità, ma di ciò che
un periodo di vita molto prolungato. viene denunciato. In ogni caso, il rapporto
Il rapporto «Infanzia e adolescenza a con- con la criminalità adulta è decisamente
fronto nell’Unione Europea» curato del- basso e conferma, se non una ipotesi di
l’Istituto degli Innocenti di Firenze (2002) scarsa partecipazione alla criminalità, un
ha confermato in pieno questo assunto. Il tasso di denunce di minorenni molto limi-
titolo con cui la ricerca è stata presentata tato: le peculiarità del sistema di giustizia
dal più diffuso quotidiano italiano è, signi- penale minorile, che sarà descritto nel pa-
ficativamente, «Che bravi i ragazzi italiani, ragrafo successivo, daranno in parte ra-
sono i meno sbandati d’Europa» («La re- gione di questo quadro.
pubblica», 13 agosto 2002). I commenti ai
risultati di questa ricerca 4 si concentrano
di nuovo sul tema delle peculiarità della 3. L’interpretazione dei comportamenti
famiglia italiana, basata su una rete di rap- giovanili devianti nella letteratura crimi-
porti parentali che ha radici profonde «e nologica e sociologica
che è in grado di sostenere, accudire, pro-
teggere i nostri figli nonostante l’assenza Nella letteratura italiana scientifica sul
mondo giovanile notiamo innanzitutto l’esi-
stenza di due grossi settori di analisi:
– il primo centrato sul tema della devianza,
comparazioni, non consentono, a nostro avviso, di o più spesso della delinquenza giovanile,
trarre conclusioni significative. è basato soprattutto sui lavori di carattere
4
Che ha evidenziato, oltre a ridotti tassi di crimina-
lità, minori percentuali di suicidio e di aborti rispetto scientifico o pseudo-scientifico da parte di
ai minorenni di altri paesi. criminologi e di psicologi sociali;

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– il secondo è incentrato sull’approfondi- dizioni sociali di povertà e di marginalità,


mento sociologico della condizione giova- scarso accesso alle opportunità, condizioni
nile in generale, all’interno del quale sono familiari disagiate dal punto di vista eco-
stati selezionati i lavori relativi all’ana- nomico, affettivo, culturale, inserite in un
lisi dei comportamenti giovanili che sono modello biologico, sono state a lungo (e
espressione di subculture e che afferiscono sono spesso tuttora) i paradigmi determi-
ai comportamenti collettivi di divertimento nanti con i quali spiegare le varie forme
nello spazio pubblico. del disagio e della devianza giovanile.
Se si passa ad analizzare il primo settore di Un modello più raffinato di quello appena
studi, si può osservare innanzitutto come, descritto si può trovare negli studi condotti
forse in conseguenza della scarsa rilevanza da De Leo, che ha cercato di mettere in
che la questione giovanile ha occupato nel evidenza come la devianza giovanile non
dibattito italiano dei decenni passati, la sia solo un fenomeno a più dimensioni e
produzione scientifica sulla devianza e la componenti, ma anche esso presenti una
delinquenza giovanile sia comunque limi- natura psico-sociale complessa, circolare e
tata. A questa limitatezza ha sicuramente processuale:
contribuito, in via generale, lo scarso svi-
luppo della ricerca sociale sulla criminalità ...Ciò significa che i fattori e i rischi che gene-
tipico del contesto italiano e la scarsa qua- rano la devianza non sono né lineari, né unidi-
lità delle informazioni statistiche. Si deve rezionali, ma hanno un carattere interattivo e
agiscono attraverso forme di reciprocità circo-
poi aggiungere che, alla diffusione limitata lari che si modificano non solo in relazione ai
di studi e ricerche, si accompagna spesso s. 4
diversi contesti di azione e ai sistemi di appar-
una qualità di approfondimento altrettanto tenenza, ma anche in relazione al tempo, ossia
inadeguata, che riflette quanto appena si costruiscono processualmente (De Leo e Vol-
detto rispetto alla diffusione limitata della pini 2004, 145).
ricerca sociale ed empirica.
Il primo approccio all’analisi dei compor- Gli studi di De Leo – ormai condivisi da
tamenti giovanili devianti o criminali è il un folto gruppo di studiosi della devianza
più tradizionale e, come si diceva, in buona giovanile, il cui ambito di lavoro è princi-
parte anche quello prevalente. Il suo punto palmente la psicologia sociale assai più che
di partenza è l’idea dell’adolescenza come la criminologia – si concentrano quindi su
momento cruciale e fase «patologica» della tre fattori da tenere in considerazione nel
vita e si impronta al modello della «tempe- ricostruire i comportamenti giovanili di ca-
sta ormonale» (Newburn 2002, 533) diffuso rattere deviante:
in molta della letteratura sul tema in tanti 1. il fattore della personalità;
contesti europei ed extraeuropei. 2. il fattore ambientale (inteso in senso am-
L’idea di fondo di questo modello è che la pio come famiglia, scuola, gruppo dei pari,
fase adolescenziale in particolare e quella adulti significativi, sistema dei servizi);
giovanile in generale siano fasi «a rischio» 3. le interazioni del soggetto con il resto
per ragioni essenzialmente biologiche/psi- dell’ambiente e i meccanismi di reazione
cologiche. Il modello, in Italia come al- sociale alla devianza che a loro volta inter-
trove, è stato poi ampliato ed integrato con feriscono con i comportamenti stessi.
l’inserimento delle influenze di natura so- In questo approccio si è tentata quindi una
ciale ed ambientale. Ne risulta un modello combinazione tra il modello tradizionale
complessivo di costruzione dell’età giova- psico-sociale integrato da elementi di ana-
nile come età a rischio in cui sono deter- lisi che danno rilievo alla costruzione so-
minanti la natura psicologica dello scarso ciale del fenomeno e alla interazione tra i
autocontrollo in un contesto depauperato devianti con le agenzie del sistema penale
dal punto di vista familiare e sociale. Con- e sociale in generale.

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Il secondo filone di studi a cui si è prece- ressa, in una prospettiva assai più di sociolo-
dentemente accennato riguarda le analisi gia della cultura che della devianza, è l’ana-
di carattere sociologico su specifici com- lisi dei comportamenti e dei riti collettivi
portamenti giovanili. Qui l’attenzione si che si creano in questo luogo specifico: la
sposta da un modello psicopatologico più discoteca come territorio di appartenenza e
o meno influenzato da variabili sociali per di costruzione dell’identità (Chiarello 2000)
concentrarsi sull’analisi degli stili di vita, e l’analisi della notte, come luogo privile-
dei comportamenti e delle abitudini all’in- giato delle culture della festa e del diverti-
terno del mondo giovanile. Questo filone mento giovanile (Torti 1997, 1998). Ed è sul
di studi si rifà, almeno in parte, alle teorie tema della notte che troviamo alcuni legami
delle subculture e sposta l’attenzione da con la costruzione dei temi dell’insicurezza
comportamenti di tipo patologico o cri- urbana: «Questa ossessione della notte, che
minale verso comportamenti legati allo spinge talvolta cittadini probi a dar vita a
stile di vita, alle credenze, al tempo libero. comitati anti-discoteca […] finisce per tra-
Oppure, quando il centro dell’attenzione sformare – al di là dell’onestà delle loro
rimane la devianza giovanile, ci troviamo motivazioni – un problema circoscritto in
comunque di fronte ad una interpretazione una guerra mitica che, lungi dal risolverlo,
non ancorata ai fattori della criminologia tende, al contrario, a riprodurlo e amplifi-
tradizionale (Prina 2000). carlo» (Chiarello 2000, 9).
In questo contesto, peraltro non molto svi- Il tema, tuttavia, non viene ulteriormente
luppato, troviamo soprattutto ricerche sul approfondito. Inoltre, va segnalato, i lavori
mondo dei naziskin e del tifo violento (Dal di questo genere sono decisamente pochi.
Lago 1990; 1995) o, più recentemente, sui Lo stato dell’arte della ricerca sociologica
movimenti giovanili di opposizione come i e criminologica italiana relativa al feno-
gruppi no-global, o sugli stili di vita dei c.d. meno specifico oggetto della nostra ricerca
«nomadi urbani» (Cardinali 2001). è quindi decisamente carente.
Questo tipo di ricerche propone un mo-
dello di analisi dei comportamenti giovanili
decisamente diverso dal primo, non tanto 4. I comportamenti giovanili e la loro cre-
per la natura dei fenomeni su cui esso si scente percezione come rischio. I feno-
interroga, quanto per il diverso paradigma meni emergenti
che ne sta evidentemente alla base.
La questione dei comportamenti giovanili L’evoluzione della letteratura sulla condi-
viene qui più chiaramente collegata alle zione giovanile appena presentata ci porta
trasformazioni sociali, economiche e delle anche alla ricostruzione storica di che cosa
sensibilità collettive della tarda modernità. è stato interpretato e proposto come «pro-
L’esclusione di alcuni gruppi sociali dal blema» della condizione giovanile.
mondo del consumo, la frantumazione delle Il modello psico-sociale, come si è detto,
identità collettive, la perdita di egemonia è stato tuttavia utilizzato per spiegare nu-
culturale di altri gruppi sociali (per esempio, merosi comportamenti giovanili, di diversa
nel caso italiano, la classe operaia) ha favo- natura e di diversa gravità (dall’omicidio,
rito lo sviluppo di comportamenti giovanili alla violenza, all’uso di sostanze, al vanda-
collettivi altamente specifici rispetto alle al- lismo, ecc.).
tre generazioni, che rafforzano quindi i con- Ciononostante, per alcuni decenni, il con-
fini tra i giovani e «gli altri», e che danno testo italiano è stato dominato prevalente-
a queste culture un carattere prevalente- mente dalla questione della tossicodipen-
mente antagonista rispetto ad altri gruppi denza come tema centrale della devianza
sociali. Questo antagonismo, in alcuni studi, e della criminalità giovanile, come espres-
è sostenuto come un valore, in altri come sione più diffusa e più significativa di quel
un rischio per la sicurezza urbana. disagio che veniva dalla bassa capacità di
Rientrano in questo filone alcuni dei pochi controllare gli istinti tipica dell’età giova-
lavori attinenti i comportamenti giovanili nile e dal concorso di ambienti familiari e
nelle occasioni di divertimento, che riguar- sociali degradati.
dano prevalentemente la frequentazione Dagli anni ’70 fino a pochi anni fa, quindi,
delle discoteche. Anche qui, ciò che inte- il tema della dipendenza da droghe è stato

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quello centrale nell’analisi della devianza mento giovanile come condizioni di rischio
giovanile ed è attorno a questo che si è per il resto della società. La droga, uscita
coagulata la preoccupazione e la reazione dalla strada per rientrare in un ambito di
sociale verso la devianza giovanile stessa. consumo privato o nei luoghi (chiusi) del
La questione della dipendenza, infatti, è divertimento, ritorna così sulla strada.
stata associata ad una serie di comporta- Si tratta di un passaggio importante sul
menti criminali percepiti come pericolosi piano della costruzione sociale della peri-
per la vita urbana. colosità dei comportamenti giovanili, pe-
La notevole trasformazione avvenuta tra ricolosità che, come si è detto più volte, è
l’inizio degli anni ’80 e la fine degli anni ’90, stata sempre piuttosto scarsa.
con la consistente diminuzione della diffu- Parallelamente alla questione delle stragi
sione di eroina e la crescente espansione
del sabato sera, un altro comportamento
delle anfetamine nelle sue varie forme ha
giovanile, di carattere del tutto episodico
ricondotto la questione del pericolo legato
all’uso di droga su altri piani: non più sulla e non legato né a stili di vita né a com-
strada, ma all’interno delle discoteche o portamenti collettivi, ha contribuito alla
nelle occasioni di divertimento giovanile crescita dell’allarme sociale verso il rischio
(rave parties, feste e raduni di vario genere, rappresentato dai giovani: la questione dei
ecc.). Questo tipo di sostanze stupefacenti e «sassi dal cavalcavia». A metà degli anni
la relativa modalità di assunzione ha tem- ’90, alcuni giovani di un piccolo centro del
poraneamente attenuato l’impatto sociale Nord Italia, lanciando sassi di notevoli di-
della tossicodipendenza – non a caso de- mensioni da un cavalcavia dell’autostrada, s. 5
finita «di strada» – vista come la causa di uccisero una giovane donna 6. Altri epi-
comportamenti criminali, in particolare di sodi simili provocarono alcuni feriti. I gio-
furti di auto e su auto, di scippi e rapine, vani, individuati e arrestati, dichiararono di
spostando invece la preoccupazione sul averlo fatto senza nessuna precisa ragione,
piano della sicurezza stradale. per trovare qualcosa di divertente da fare.
Nell’ultimo decennio, infatti, sulla que- Episodi simili si sono ripetuti, per quanto
stione della sicurezza stradale si è concen- raramente, nel corso degli ultimi dieci anni,
trata una attenzione notevole, soprattutto provocando la morte di altre persone. In-
da parte delle istituzioni e delle forze di sieme a comportamenti analoghi, ma di
polizia, associata a campagne di comuni-
cazione di forte impatto emotivo, non di
6
rado guidate da associazioni di famigliari Si tratta del caso di Maria Letizia Berdini, una
di vittime della strada. Sotto la definizione donna di 31 anni di Civitanova Marche (Mace-
rata), morta sulla A21 Torino-Piacenza la sera del
di «stragi del sabato sera» si è declinato, 27 dicembre 1996 per un lancio di sassi che in di-
con ondate cicliche durante l’ultimo decen- versi processi ha portato alla condanna dei quattro
nio, un insieme di preoccupazioni sociali e giovani della cosiddetta «banda della Cavallosa».
istituzionali verso l’uso di alcool e di dro- Per ogni annata successiva al 1997 si trovano casi
segnalati alle cronache locali di un fenomeno per-
ghe non controllato all’interno dei locali e sistente da almeno un ventennio. Prima della Ber-
delle discoteche, che non è azzardato defi- dini erano state contate sette vittime a partire dal
nire come «panico morale» 5 ed è a partire 1986, di cui due in un unico episodio: quello in cui
nel 1991 persero la vita gli anziani coniugi Dome-
da questo fenomeno che si coglie una at- nico Fornale e Rosa Perena sulla A22 a causa di
tenzione specifica alle occasioni di diverti- alcuni sassi che centrarono il parabrezza della loro
vettura. Soprattutto nel 1994 vi erano state almeno
una decina di segnalazioni relative al lancio di
5
Nella accezione che ne dà Cohen, cioè come «con- massi, sassi, blocchi di cemento, mentre nel ’96 c’è
dizione, episodio, persona o gruppo di persone che chi imitò un caso americano lanciando una palla
vengono ad essere definiti come una minaccia per i da bowling e causando un ferito sulla tangenziale
valori e gli interessi della società» (1980, 9). di Catania.

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minore gravità 7, questi fatti hanno fatto cente ricerca condotta nell’ambito del pro-
emergere una attenzione forte delle istitu- getto Violence amongst juveniles in leisure
zioni e dei mezzi di comunicazione su un places: a status report and measures adop-
tema decisamente nuovo per la società ita- ted by institutional stakeholders, nell’am-
liana: la imprevedibilità del comportamento bito del programma europeo Daphne II.
giovanile e la sua «gratuità», il legame tra Il caso di Bologna è paradigmatico per
divertimento e pericolo. molte città universitarie, anche di minori
Un altro fenomeno che ha contribuito al- dimensioni ed è un interessante esempio
l’emergere di attenzione verso i compor- anche delle trasformazioni del mercato del
tamenti giovanili e allo spostamento verso divertimento, oltre che degli stili di vita e
la connotazione violenta di tali compor- del rapporto dei giovani con il tempo li-
tamenti è stato quello della c.d. violenza bero.
nella scuola, per definire il quale si utilizza, In molte delle città italiane, in particolare
italianizzandolo, il termine di «bullismo». quelle che ospitano centri universitari di
A questo fenomeno si sono dedicati nume- grandi dimensioni, il mercato del diver-
rosi studi e ricerche, e buona parte della timento notturno si concentra i tre diffe-
letteratura sui comportamenti giovanili si renti contenitori: le discoteche, i luoghi di
indirizza ora verso questo fenomeno. Paral- ritrovo «alternativi» come i centri sociali
lelamente, si sono diffusi in maniera straor- – che attraggono schiere ridotte di gio-
dinaria gli interventi di Enti locali, scuole, vani maggiormente politicizzati alla ricerca
servizi sociali, ecc. orientati allo studio e al di offerte diverse da quelle tradizionali
controllo della violenza nelle scuole. – ed infine gli spazi pubblici. Le piazze e
Si ritiene che sia in questo passaggio che si le strade vengono usate come spazio di
colloca l’attenzione al tema della violenza intrattenimento per lo più da chi non può
giovanile legata al divertimento e all’emer- permettersi i costi di ingresso e di consu-
gere di una percezione di rischio rivolta a mazioni previsti nei locali da ballo e fre-
un gruppo di popolazione ampiamente tu- quenta solo saltuariamente i locali under-
telato e protetto e tradizionalmente poco ground (Pavarini 2004).
responsabilizzato. I primi due contenitori sono luoghi di di-
Da ultimo il tema dei conflitti tra giovani vertimento specializzati e più formalizzati
e tra questi ultimi ed altri universi sociali e fanno della musica e del ballo l’elemento
per la fruizione di piazze e strade nelle ore catalizzatore della partecipazione giova-
serali e notturne che sembra divenire negli nile. Gli spazi pubblici offrono forme di
ultimi tempi, sia nel dibattito pubblico che divertimento non formalizzato e la musica
nelle campagne dei mezzi di informazione, solo eventualmente diviene un fattore di
uno dei problemi centrali della sicurezza richiamo.
delle città. I conflitti e i problemi legati ad episodi di
Ed è alla questione del divertimento not- devianza o disordine urbano sono sostan-
turno, connesso alle tensioni per l’utilizzo zialmente simili nei tre diversi contesti del
dello spazio pubblico tra gruppi sociali ca- divertimento notturno, ciò che muta è l’in-
ratterizzati da stili di vita diversi che dedi- tensità con cui si manifestano. La capacità
cheremo l’approfondimento del prossimo di intervento e di controllo delle manife-
capitolo. stazioni di conflitto è ovviamente più forte
nei locali specializzati come le discoteche
che non negli spazi pubblici.
5. Un caso studio: la violenza intragiova- Un altro aspetto comune a questi spazi
nile nelle occasioni di divertimento nella del divertimento notturno è dato dal con-
città di Bologna sumo di alcool e droghe (seppur di diverso
genere a seconda della tipologia di luogo
In quest’ultima parte del nostro articolo frequentato) come modalità abituale di so-
riportiamo i principali risultati di una re- cializzazione.
Naturalmente la frequentazione di uno
7
Una ricostruzione di alcuni comportamenti analoghi
spazio non esclude l’altro e chi vive atti-
si trova in Andreani (2003) in un articolo dal signifi- vamente strade e piazze della città può poi
cativo titolo: «Giochi pericolosi in nome dello sballo». spendere altri momenti della notte in locali

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alternativi. Solo le discoteche sembrano ca- introdotto dalla legge n. 3 del 16 gen-
ratterizzarsi come un luogo riservato ad un naio 2003, ha indirettamente incentivato
pubblico selezionato. molti avventori a spostarsi al di fuori
L’area universitaria di Bologna, come detto, dei locali per lunghe pause dedicate al
rappresenta in maniera esemplare la tra- tabacco.
sformazione di uno spazio pubblico in luogo Questa forma di aggregazione alimenta
eletto del divertimento giovanile. inevitabilmente i fenomeni di disordine
La pluralità dell’offerta commerciale pre- urbano e le relazioni conflittuali, in parti-
sente solo dieci anni prima nella zona è oggi colare tra i giovani e i residenti. I primi in-
superata. Resistono alcune librerie, attorniate fatti, espulsi dai locali specializzati per i co-
da un crescente numero di piccoli spacci e sti insostenibili, utilizzano strade e piazze
laboratori alimentari, street bar e pub. come spazio privato per il loisir notturno:
Nel centro storico di Bologna, così come suonano chitarre e tamburi, cantano, gri-
in altre realtà studiate della Regione come dano, abbandonano o rompono bottiglie
Rimini, si diffonde una nuova forma di ag- e lattine, urinano negli angoli delle strade,
gregazione giovanile. Giovani, ma anche eventualmente litigano e di conseguenza
meno giovani, nelle ore serali e notturne, possono nascere scontri o vere e proprie
stazionano nelle piazze e nei pressi dei risse (Pavarini, ibidem).
pubblici esercizi di somministrazione di La ricerca 8 condotta sulla zona universi-
alimenti e bevande per assumere grandi taria di Bologna ha messo in evidenza la
quantità di alcool, e di birra in particolare, scarsità di spazi di aggregazione giovanile,
privilegiando il bere direttamente dalla in particolare per chi ha minori disponi- s. 6
bottiglia senza l’utilizzo del bicchiere. È bilità economiche. La qualità dei servizi
un fenomeno ben conosciuto in tante al- offerta dai locali è spesso modesta e per
tre città europee, basti citare la pratica del nulla variegata, a fronte di costi di accesso
botellon che caratterizza la vita notturna elevati. I centri sociali sono stati collocati
di molte città spagnole: gli studenti si ri- fuori dal centro cittadino e risultano diffi-
trovano nelle vie e nelle piazze per con- cilmente raggiungibili con i mezzi pubblici
sumare insieme le bottiglie di vino o birra nelle ore notturne.
che si sono portati da casa. Per chi altro non può permettersi, non ri-
Un simile modello comportamentale trova il mangono che le strade e le piazze del cen-
pieno favore anche degli esercenti, non solo tro, trasformate in una grande isola del di-
perché si vendono grandi quantità di pro- vertimento in concorrenza con chi vive la
dotti, ma anche perché un simile modello di medesima zona con differenti stili di vita,
consumo evita loro l’acquisto, l’utilizzo e il primi fra tutti i residenti.
successivo lavaggio dei bicchieri, nonché lo La città mantiene all’esterno una fama se-
stoccaggio delle bottiglie vuote. Inoltre que- dimentata di centro che offre molteplici
sta modalità di consumo riduce l’esigenza occasioni di divertimento, ma nei fatti non
del personale (il banconiere può facilmente è in grado di accogliere molti dei giovani
sostituirsi ad uno o più camerieri), velocizza che vi soggiornano, che spesso maturano
i tempi di lavoro e soprattutto permette, di sentimenti di ostilità e rancore. Una fru-
fatto, l’utilizzo di vaste superfici di suolo
pubblico senza necessità di concessione e di 8
La ricerca sul campo si è basata su una ventina di
pagamento della relativa tassa. interviste semistrutturate indirizzate a funzionari dei
Va inoltre ricordato che il divieto di fu- Servizi sociali e agenti della Polizia municipale del
mare in uffici pubblici, ospedali e locali Comune di Bologna, commerciati, studenti, punkabe-
stia e membri di comitati di cittadini. Inoltre tra no-
pubblici e privati aperti al pubblico, com- vembre 2006 e gennaio 2007 una serie di osservazioni
presi bar e ristoranti (salvo in aree riser- partecipanti è stata condotta tre volte la settimana in
vate ai fumatori, chiaramente segnalate) due discoteche di Bologna.

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strazione che, a detta di molti osservatori, consumo in pubblico di alcool e droghe, un
si traduce in stimolo per la proliferazione abbigliamento che richiama il movimento
di condotte incivili negli spazi pubblici. Punk degli anni ’70/’80 (vestiti sdruciti, ca-
Alcune decine nei mesi più freddi, i fre- pigliature rasate con creste colorate, i pier-
quentatori della zona universitaria diven- cing in tutto il corpo), l’aspetto trasandato
tano facilmente molte centinaia nei mesi e il cattivo odore dato dalla vita di strada
estivi. Si incontrano nelle strade e nelle contribuiscono ad alimentare un’immagine
piazze già dal tardo pomeriggio fino a aggressiva dei punkabestia in diretta rela-
notte inoltrata per bere insieme e spesso zione con il degrado lamentato nella zona
per fumare, in genere marijuana e hashish, universitaria (Nobili 2003, 110).
consumare anfetamine e, meno frequente- La loro presenza varia durante l’anno: una
mente, eroina. In altre forme sopravvive cinquantina nei mesi invernali, possono di-
così nella zona universitaria le vecchia li- ventare oltre un centinaio nei mesi estivi e
turgia collettiva dell’incontro (e a volte an- in occasione di eventi musicali. Alcuni vi-
che dello scontro). vono di piccolo spaccio o di accattonaggio,
Secondo i frequentatori e altri testimoni sovente aggressivo, e spesso sono protago-
privilegiati, la partecipazione ricreativa delle nisti di episodi di inciviltà legati al decoro
vie e delle piazze è volta semplicemente a e alla pulizia della città.
stare insieme, all’aperto, in maniera infor- 2) I «normali studenti» naturalmente. Bo-
male per bere e conoscere persone nuove. logna, tra i centri italiani con oltre 300mila
Difficile dire quanto questo modo di vivere abitanti, è infatti quello con la maggior
gli spazi pubblici sia spontaneamente ricer- percentuale di studenti rispetto alla po-
cato, in una fase attuale in cui lo stile di so- polazione residente e soprattutto di stu-
cializzazione è fortemente improntato alla denti fuori sede. In particolare in alcune
semplicità e quanto al contrario sia indotto zone di Bologna, tra cui il centro storico,
dalle locali offerte del mercato del loisir gli studenti fuori sede sono uno ogni tre
notturno. È ragionevole pensare che le due residenti. La giovane età incentiva la pro-
opzioni si rinforzino reciprocamente. pensione a comportamenti creativi e sre-
In estrema sintesi possono essere distinti golati, incoraggiata per molti anche dal
quattro differenti gruppi di soggetti che vivere lontano dalla famiglia, dunque
coesistono negli stessi spazi pubblici, non in una condizione di innegabile allenta-
raramente in maniera conflittuale. mento del controllo sociale.
1) I c.d. «punkabestia» o nomadi della Per le ragioni già ricordate, molti stu-
nuova era (Cardinali 2001, 265). denti – ancora una volta va sottolineata
I punkabestia possono essere considerati la presenza particolarmente alta di fuori-
come una nuova forma di «senza fissa di- sede in continua lotta con i costi di allog-
mora» in quanto privi di un’abitazione e di gio, vitto, studio e tasse universitarie, viaggi
un lavoro fisso. Si distinguono dagli home- e trasporti – non hanno accesso ad altro
less tradizionali in particolare per la gio- contenitore del divertimento notturno che
vane età, per l’intenso rapporto di compa- gli spazi pubblici della zona universitaria.
gnia con uno o più cani e per le ideologie In questi spazi si assiste ad un processo
che li portano ad autoescludersi nella loro di osmosi con l’universo punkabestia.
scelta di vita nomade e a rifiutare l’attuale Lo stile di vita trasgressivo di questi ul-
società, con la conseguenza di divenire ag- timi è spesso preso a modello, almeno
gregazioni difficilmente avvicinabili da chi nel modo di abbigliarsi, da tanti giovani
non appartiene al loro gruppo. che tuttavia non fanno esperienza della
La presenza di cani di grossa taglia 9, vita di strada e delle problematicità ad
spesso privi di guinzaglio e museruola, il essa connesse. Efficace in questo senso
la classificazione individuata dagli ope-
ratori sociali per questi ragazzi: punka-
9
Secondo i dati forniti dall’assessore alla Sanità fiction. Tuttavia l’emulazione dello stile
e Comunicazione del Comune di Bologna nel 2007 di vita punkabestia comporta rischi evi-
sono state elevate dalla Polizia municipale 217 multe
e sono stati eseguiti 350 interventi per abbandono
denti per questi giovani: un uso smodato
di cane «o altre situazioni collegate al fenomeno dei di sostanze stupefacenti e l’abuso di alco-
punkabestia e ai loro animali». lici, ancora una volta negli spazi pubblici.

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3) Il terzo gruppo è dato dall’insieme di «libero», dove qualsiasi cosa si può fare e
spacciatori di origine Nordafricana. I pu- qualsiasi cosa può accadere.
sher, non di rado minorenni, sono conside- Si può certamente affermare che il loisir
rati il gruppo più problematico, in quanto che caratterizza la zona universitaria del
spesso coinvolti nei più gravi episodi crimi- capoluogo emiliano è accompagnato da
nosi avvenuti nelle strade e nelle piazze manifestazioni di stress esistenziale pro-
della zona universitaria: aggressioni, anche dotte dal moltiplicarsi di un insieme di fat-
a sfondo sessuale e risse. Inoltre i conflitti tori di disordine urbano che si cumulano
che sorgono tra gli stessi spacciatori o con ad elementi di reale impatto criminale e
i clienti per ragioni legate allo spaccio pos- tale processo contribuisce fortemente ad
sono avere esiti più gravi poiché la gran alimentare l’insicurezza negli spazi pubblici
parte dei pusher è armata di coltello. durante le ore serali e notturne.
4) Infine, anche se in misura meno signifi-
cativa, vivono la piazza nelle ore notturne
anche visitatori occasionali, attratti dalla 6. Conclusioni
fama di Bologna come centro di un diverti-
Vorremmo riproporre, per sintetici punti,
mento notturno di massa. I visitatori occa-
le considerazioni che sono state avanzate
sionali difficilmente condividono le attività
in questa ricostruzione dello stato dell’arte
ludiche offerte con gli altri gruppi presenti
sulla questione giovanile in Italia, con par-
nella zona universitaria. Spesso questa ticolare riferimento al tema del tempo li-
area viene semplicemente attraversata alla bero e del divertimento giovanile nella sua
ricerca di un locale dove passare la serata s. 00
relazione con lo spazio pubblico e la per-
ed è in questa fase che si determinano oc- cezione di insicurezza.
casioni di conflitto con gli altri gruppi. 1) La ricostruzione, anche storica, dei tassi
Le condizioni della vita notturna che emer- di denuncia dei minorenni mette in luce un
gono dalle parole dei protagonisti sono ridotto contributo di questo gruppo sociale
fortemente caratterizzate da un clima di alla criminalità. L’andamento della crimi-
reciproca intolleranza e ostilità che genera nalità minorile appare sostanzialmente sta-
sentimenti di paura. Gli spazi pubblici de- bile, anche se, nel corso dell’ultimo decen-
dicati al divertimento notturno sono vissuti nio, sembrano in aumento i reati a conno-
da tribù – come ricorda Pavarini (2004) tazione violenta e aumenta la componente
– con propri riti, linguaggi e culture, non di di minorenni denunciati appartenenti a
rado in conflitto tra loro. gruppi Rom ed extraeuropei (soprattutto
Molti dei conflitti, che possono degene- giovani nordafricani e dei paesi dell’est).
rare in violente aggressioni o in risse, pos- 2) Il contesto italiano ha conosciuto un
sono essere provocati da futili motivi: uno ridotto allarme sociale ed una ridotta per-
sguardo o una parola male interpretati, cezione di insicurezza relativamente alla
l’apprezzamento rivolto ad una ragazza devianza e alla delinquenza giovanile. Con-
accompagnata. La causa ultima dell’ag- trariamente a quanto è avvenuto in altri
gressività manifesta è tuttavia da molti paesi europei (si pensi in particolare alla
ricondotta all’abuso di alcool e droghe. Francia e al Regno Unito), dove il connu-
Non a caso molti dei conflitti più violenti bio «violenza giovanile-insicurezza urbana»
avvengono dopo le 11 di sera, quando il è stato ampiamente sostenuto e diffuso,
consumo di alcool e sostanze stupefacenti in Italia i temi della insicurezza urbana si
raggiunge il picco massimo. sono, almeno fino ad un periodo recente,
Questo clima di tensione si sovrappone, decisamente concentrati su altre figure del
in maniera ambigua, con l’idea di diverti- pericolo, e precisamente gli immigrati, dei
mento evocato dagli stessi giovani frequen- quali si coglieva il dato etnico e non quello
tatori: stare insieme in uno spazio aperto, anagrafico.

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3) Un sistema di giustizia penale mino- essere oggi sempre di più un’ineludibile
rile decisamente orientato al garantismo necessità per le politiche pubbliche locali.
e alla protezione e che, per almeno dieci,
quindici anni, è riuscito ad integrarsi con [Rossella Selmini,
le misure del welfare locale nella gestione Gian Guido Nobili]
e nel trattamento della devianza e della
criminalità minorile. Combinato con un
clima culturale di «protezione» verso i gio- Bibliografia
vani e con un basso allarme sociale, questo
aspetto ha consentito una resistenza alle Andreani, G. (2003), Giochi pericolosi in nome dello
tendenze verso la responsabilizzazione cre- sballo: studio su alcuni comportamenti degli adole-
scenti, in «Rivista di polizia», 2, pp. 319-337.
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Cardinali, M. (2001), I nomadi della nuova era: uno
politiche penali minorili di altri paesi, resi- studio di sociologia della devianza, in «Dei delitti e
stenze che, tuttavia, come si è detto, stanno delle pene», 1-2-3, pp. 265-301.
recentemente indebolendosi. Ceretti, A. (2003), Il concetto di maturità del minore.
4) Le chiavi di lettura privilegiate della Alcune proposte per la sua valutazione dal punto di
devianza e della criminalità minorile si vista dello scienziato dell’uomo, in «Minori e Giusti-
sono basate a lungo su un modello psico- zia», 2, pp. 272-299.
Chiarello, F. (2000), Le derive della notte, i giovani e le
patologico. Soltanto di recente, attraverso discoteche, in «Minori e Giustizia», 2, pp. 68-82.
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alcuni sociologi della devianza, l’analisi don, Martin Robertson.
dei comportamenti giovanili è stata conte- Dal Lago, A. (1990), Descrizione di una battaglia. I ri-
stualizzata socialmente e si è approfondita tuali del calcio, Bologna, Il Mulino.
un’analisi di tipo culturale (e subculturale) Dal Lago, A. (1995), I nostri riti quotidiani. Prospet-
dei comportamenti giovanili. tive nell’analisi della cultura, Genova, Costa & Nolan.
De Leo, G.,Volpini, L. (2004), La devianza giovanile,
5) Si è assistito ad una evoluzione dell’im- in Selmini R. (a cura di), La sicurezza urbana, Bolo-
magine della pericolosità giovanile e della gna, Il Mulino, pp. 143-152.
tipologia dei fenomeni che creano allarme Gatti, U. et al. (1994), Self-reported Delinquency in
sociale. Nel corso dell’ultimo decennio, e three Italian Cities, in Junger-Tas J., Terlow G., Klein
attraverso alcuni passaggi cruciali che ab- M.W. (a cura di), Delinquent Behavior among Young
biamo cercato di delineare, l’immagine People in the Western World, Amsterdam, Kluger Publ.
Gatti, U. (2003), Delinquenza e giustizia minorile, in
dei comportamenti giovanili si è costan- Barbagli M. (a cura di), Rapporto sulla criminalità in
temente connotata in termini di rischio e Italia, Bologna, Il Mulino, pp. 399-435.
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(un antagonismo tuttavia ben diverso, se dall’esterno, in Barbagli M., Gatti U. (a cura di), La
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gruppi no-global, da quello dei movimenti Muncie, J. (2005), The globalization of crime control-
giovanili degli anni ’60 e ’70). I compor- the case of youth and juvenile justice: neo liberism,
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tamenti collettivi giovanili vengono in mi- «Theoretical Criminology», 9, 1, pp. 35-64.
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dello spazio pubblico determinano rela- Pavarini, M. (2004), Conflitti nell’uso dello spazio
zioni altamente conflittuali tra diversi at- pubblico: zona universitaria e Pratello. Qualche pro-
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