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Ivan Valbusa

Primi passi
con LATEX
su Windows

— Versione 1.0 —
28 ottobre 2016
© Copyright 2016 – Ivan Valbusa

Questo documento è stato composto con LATEX


in Fira Sans Light (The Mozilla Corporation),
distribuito con licenza Open Font License
1. Introduzione

1.1. Cos’è LATEX

LATEX è un programma di composizione tipografica open source e multipiattaforma


particolarmente vocato alla scrittura accademica. Oltre agli eccellenti risultati
che permette di ottenere sul piano tipografico, mette a disposizione dell’utente
molti strumenti che consentono di ottimizzare la scrittura, tra i quali spiccano il
sistema di gestione della bibliografia, delle lingue e dei riferimenti incrociati, il
supporto per la composizione di formule logico-matematiche e per la gestione di
immagini e tabelle. Grazie alla sua natura wysiwym (what you see is what you
mean) permette di concentrarsi sul contenuto e sulla struttura logica del proprio
elaborato, facilitando così la produzione di un testo ben curato sotto il profilo
scientifico, stilistico e redazionale.

1.2. Su questa guida

Questa non è l’ennesima guida a LATEX (a tal proposito si veda la bibliografia e, in


particolare, Pantieri e Gordini (2012)). Si propone piuttosto come un how to,
dedicato principalmente agli utenti che hanno un rapporto conflittuale con il
proprio computer e che tendono a spaventarsi di fronte a programmi, procedure
e ambienti poco familiari. Se la si segue attentamente consentirà all’utente di
acquisire tutte le informazioni necessarie per mettersi a regime in poco tempo,
partendo con il piede giusto ed evitando così spiacevoli sorprese anche in futuro.

1.3. I template

Questa guida è accompagnata da due template pronti all’uso, da modificare in


base alle proprie esigenze (vedi 4.2). Il primo (template-tesi) è pensato per tesi di
laurea, dottorato, libri e in generale documenti lunghi e strutturati; il secondo
(template-articolo) è adatto invece per brevi relazioni, report e articoli.

Entrambi i template sono auto-esplicativi, nel senso che contengono molti


esempi di codici e comandi utili in diverse occasioni. Una volta appresone il
funzionamento si consiglia di creare il proprio documento “pulito”, come
consigliato nella sezione 4.2.

Altri template utili sono distribuiti con la classe suftesi nella sottocartella di
TEXLive: .. texlive 2016 texmf-dist doc latex suftesi.

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2. Installazione e aggiornamento

Per usare LATEX sono necessari: (1) la distribuzione TEX Live; (2) un editor, cioè un
programma con cui scrivere il codice sorgente LATEX dal quale verrà generato il pdf
e (3) un programma per gestire gli archivi bibliografici.

2.1. Installare TEX Live

1. Scaricate il file texlive2016.iso da una delle seguenti pagine:


http://mirror.switch.ch/ftp/mirror/tex/systems/texlive/Images/
http://ctan.mirror.garr.it/mirrors/CTAN/systems/texlive/Images/
e salvatelo in una cartella a vostra scelta (possibilmente non sul desktop).

2. Importante: disabilitate temporaneamente l’antivirus.

3. Windows 10
(a) Fate click destro sul file texlive2016.iso e scegliete “Apri con...”
“Esplora Risorse”
(b) Fate doppio click sul file install-tl-windows
Windows 8
(a) Montate il file .iso con l’utility del sistema operativo
(b) Spostatevi all’ interno della cartella texlive2016
(c) Fate click destro sul file install-tl-windows e scegliete
“Esegui come amministratore”.
Windows 7, Vista e Xp
(a) Se non lo avete già, scaricate e installate l’utility WinRAR da
http://www.winrar.it/
(b) Fate click destro sul file texlive2016.iso
(c) Scegliete “Gestione archivi WinRAR” ed estraete il file in una
cartella a vostra scelta. Otterrete la cartella texlive2016.
(d) Spostatevi all’ interno della cartella texlive2016
(e) Fate click destro sul file install-tl-windows e scegliete
“Esegui come amministratore”.

4. In pochi secondi comparirà la finestra Install-tl. Seguite le istruzioni


sullo schermo senza cambiare nulla. Premete il pulsante Installa.

5. Cliccate su Fine al termine dell’operazione.

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2.2. Aggiornare TEX Live

Dopo l’installazione deve essere eseguito subito l’aggiornamento.

In seguito si consiglia di aggiornare la distribuzione una volta alla settimana.

1. Avviate TeX Live Manager Start Programmi TeX Live 2016 TeX Live Manager .

2. Aprite la finestra tlmgr Carica altro archivio… , premete il pulsante Archivio


dei pacchetti remoto predefinito e scegliete questo indirizzo
dalla finestra a tendina, nella sezione EUROPE: http:
//ctan.mirror.garr.it/mirrors/CTAN/systems/texlive/tlnet.
Date Ok per confermare.

3. Premete il pulsante Aggiorna installati in basso e attendete la fine


della procedura.

2.3. Problemi noti

Talvolta si riscontrano difficoltà nell’ installazione o nell’aggiornamento della


distribuzione TEXLive a causa di problemi di connessione e/o conflitti software.

Spesso queste difficoltà sono in qualche modo legate al programma Perl (per
esempio può apparire l’errore “Perl ha smesso di funzionare”). In tali casi basta
riavviare l’installazione, che provvederà automaticamente a completare la
procedura.

In rari casi è necessario disabilitare temporaneamente l’antivirus. In alcune


circostanze può essere necessario reinstallare manualmente alcuni pacchetti e/o
alcune collezioni di pacchetti.

Se il tempo richiesto per il download della distribuzione o degli aggiornamenti


appare eccessivo (più di due ore) si può provare a cambiare archivio (punto 2
della precedente sezione) o utilizzare una linea più veloce.

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3. Programmi accessori

Configurare correttamente l’editor e il gestore bibliografico è molto importante e


altrettanto importante è imparare a sfruttarne appieno le potenzialità.

Oltre alle indicazioni che darò, è qui il caso di ricordare che 1) questi programmi
sono sempre accompagnati da apposite guide e 2) molte informazioni utili si
possono reperire anche online. Pertanto, se non sapete come fare una certa cosa,
prima di disperarvi cercate la soluzione: quasi sempre esiste!

Le procedure descritte di seguito richiedono di agire nella finestra di


configurazione (ovvero nelle “Preferenze”) dei rispettivi programmi, accessibile
tramite percorsi diversi, a seconda del sistema operativo e della sua versione.

3.1. Editor

Gli editor descritti in questa sezione integrano al loro interno un visualizzatore


pdf. TEXworks viene installato con la distribuzione, mentre TEXstudio deve essere
installato a parte (dopo aver installato la distribuzione).

Si consiglia di utilizzare fin da subito l’editor TEXstudio con le configurazioni base.


Le configurazioni avanzate possono essere fatte in un secondo momento.

3.1.1. Configurare TEXstudio

TEXstudio è un editor multipiattaforma avanzato consigliato a tutti gli utenti.


Consente di gestire facilmente progetti di più file e ha numerosi strumenti che
facilitano la scrittura del codice sorgente: riconoscimento di comandi, gestore
bibliografico integrato, generatore di tabelle, ecc.

L’installazione deve essere fatta a parte, dopo aver installato la distribuzione,


scaricando il file adeguato al sistema operativo da
http://texstudio.sourceforge.net/.

Configurazioni base

Vediamo anche per quest’editor alcune configurazioni di base su motore


bibliografico, virgolette e correttore ortografico:

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virgolette In Configure TeXstudio Editor Replace Double Quotes: scegliete English
Quotes: ``”.

correttore Il correttore ortografico per la lingua italiana si installa in pochi passi:

1. Scaricate il file del dizionario desiderato da


http://extensions.openoffice.org/dictionaries. Questo
file è lo stesso richiesto per configurare TEXworks.
2. Cambiate l’estensione del file scaricato da .oxt a .zip.
3. Scompattate il file .zip e posizionate la cartella ottenuta in un luogo
sicuro.
4. In Configure TeXstudio General Spelling Dictionary Directory: cliccate sul
simbolo , cercate la cartella che avete scompattato al punto 3.
Selezionate la sottocartella /it_IT e cliccate su Choose.
5. In Configure TeXstudio Editor mettete la spunta su Inline Checking.
6. In Configure TeXstudio General Default Language: selezionate it_IT.
7. Cliccate su OK per registrare la modifica.

+ Cliccando su it_IT in basso a destra e selezionando Insert


language as TeX comment è possibile inserire una riga “magica” che
abilita il controllo ortografico per il documento corrente con la lingua
selezionata.

bibliografia Solo se si vuole usare sempre Biber come motore bibliografico, in


Configure TeXstudio Build Default Bibliography: scegliete Biber. I template di
questa guida richiedono Biber.

Configurazioni avanzate

Anche con quest’editor si possono creare degli shortcut in modo da eseguire


diverse compilazioni in successione premendo pochi pulsanti:

1. In Configure TeXstudio mettete la spunta su Show Advanced Options in


basso a sinistra.

2. In Configure TeXstudio Build User Commands: cliccate su e poi su


.

3. Nella finestra di sinistra selezionate PdfLaTeX, Biber, PdfLaTeX e


aggiungeteli (in quest’ordine) nella finestra di destra con il pulsante Add .
Date Ok per confermare.

4. Nel riquadro bianco sopra , scrivete pdflatex+biber o una


stringa a piacere.

5. Date OK per confermare.

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Nel menù Tools Users potete trovare il comando appena creato, con
l’indicazione della scorciatoia da tastiera. Usando questa scorciatoia o
selezionandolo nel menù a tendina verrà avviato il processo associato. Nello
specifico verrà eseguito pdflatex, poi biber e infine ancora pdflatex: i tre
passaggi necessari per ottenere bibliografia e citazioni (vedi sezione 4).

3.1.2. Configurare TEXworks

TEXworks è un editor multipiattaforma molto semplice e minimale, consigliato


soprattutto a chi è alle prime armi (vedi anche Gregorio 2011). Viene installato
contestualmente all’installazione di TEX Live.

Vediamo quindi quali sono le configurazioni da eseguire prima di iniziare a


scrivere con LATEX (alcuni punti delle procedure descritte di seguito potrebbero
essere superflui, ma è bene assicurarsi che tutto si a posto):

virgolette In TeXworks Preferences Editor Modo Virgolette: scegliete TeX


Ligatures.

correttore Il correttore ortografico per la lingua italiana si installa in pochi passi:

1. Scaricate il file del dizionario che volete installare dal sito:


http://extensions.openoffice.org/dictionaries. Questo
file è lo stesso richiesto per configurare TEXstudio.
2. Cambiate l’estensione del file scaricato da .oxt a .zip.
3. Scompattate il file .zip e aprite la cartella così ottenuta. Nella
sottocartella /it_IT troverete due file: it_IT.aff e it_IT.dic.
4. Cliccate sul link vicino alla riga Risorse: in Aiuto Preferenze e Risorse .
Verrà aperta la relativa cartella.
5. Aprite la cartella dictionaries e posizionate al suo interno i file
it_IT.aff e it_IT.dic.
6. In TeXworks Preferences Lingua verifica ortografica: selezionare Italian -
Italy (it_IT) nella finestra a scorrimento.

bibliografia In TeXworks Preferences Composizione Strumenti di processo


cliccate sul pulsante + e nella finestra che si aprirà, mettete come Nome:
Biber e come Programma: biber.exe. Cliccate quindi sul pulsante + nella
sezione Argomenti e scrivete $basename. Salvate e uscite. In questo modo
avete creato una nuova voce nel menù a tendina da utilizzare quando è
richiesto Biber. Per esempio per compilare i template di questa guida.

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3.2. Gestori bibliografici

I gestori di archivi bibliografici sono dei programmi che permettono di archiviare,


ordinare e ricercare in maniera semplice ed efficace, le voci bibliografiche da
citare nei documenti. Di fatto costituiscono la forma elettronica delle vecchie
schede bibliografiche. Per imparare a comporre una bibliografia con LATEX si
rimanda a Pantieri e Gordini (2012) e Valbusa (2013), che descrive in dettaglio gli
stili bibliografici usati anche nei template (vedi 1.3).

+ I programmi descritti di seguito permettono numerose configurazioni. Oltre


all’impostazione della codifica, che vedremo subito, si tenga presente che
qualora alcuni tipi di voci non fossero direttamente supportati, si possono creare
molto facilmente. Si veda pertanto la guida dei rispettivi programmi.

3.2.1. JabRef

Programma multipiattaforma integrato con alcuni siti web per ricerche


bibliografiche online come Google Scholar, JSTOR, ArXiv. Lo si consiglia a tutti gli
utenti, che lo devono installare a parte. Può essere scaricato da
http://jabref.sourceforge.net/. C’è una sola configurazione
fondamentale:

1. In JabRef preferences General Default Encoding: scegliete UTF8.

2. In JabRef preferences Advanced mettere la spunta su BibLateX mode.

+ Se aprendo il file cognome-tesi.bib alcune voci non vengono riconosciute,


il programma emette un warning e dando Ok vengono classificate come Other
nella colonna Entrytype. Per risolvere questo problema, chiudete il file senza
salvarlo (solo quello, non il programma) e nel menù Options Customize entry types
aggiungete i tipi di voce non riconosciuti e configurate i campi richiesti e
opzionali nelle rispettive finestre Required fields e Optional fields. Per
vedere quali sono, cliccate sul record “ incriminato” e quindi sulla finestra
BibTeX source. Il nome dei campi è quello prima del segno =.

3.2.2. TEXstudio

L’editor TEXstudio ha al proprio interno un semplice gestore bibliografico che può


risultare utilissimo nella maggior parte dei casi. L’unica accortezza è di scegliere
le voci bibliografiche nello stile di BibLATEX: selezionate Type: BibLaTeX in
fondo alla finestra del menù Bibliography .

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4. Il primo documento LATEX

Vedremo ora come usare i template contenuti nella cartella templates.zip. Le


indicazioni fanno riferimento all’editor TEXstudio, installato e configurato
seguendo le istruzioni della sezione 3.1.1.

4.1. Generare il PDF

1. Aprite con TEXstudio il file cognome.tex che trovate all’ interno di una
delle due cartelle template-tesi o template-articolo.
2. Cliccate sul pulsante e aspettatela la generazione del pdf.
3. Visualizzate il pdf cliccando sul pulsante . Il pdf generato apparirà,
assieme ad altri file, all’ interno della cartella.
4. Nel Strumenti Comandi cliccare su Biber o, se avete configurato Biber di
default (sezione 3.1.1), cliccate sul pulsante Strumenti Bibliografia e aspettate
la fine del processo.
5. Ripetete il punto 2.

Otterrete in questo modo la bibliografia finale e le citazioni presenti nel


documento. Con un po’ di esperienza vi accorgerete che alcuni di questi passi
possono essere eseguiti solo quando vogliamo vedere il risultato finale. Quando
si lavora alla tesi e si vuole semplicemente controllare ogni tanto l’output, infatti,
è sufficiente il passo 2.

4.2. Creare una cartella di lavoro

Dopo aver compreso la procedura per generare il pdf completo, è opportuno


creare una propria cartella di lavoro. Per fare questo dobbiamo semplicemente
rinominare i file e modificare alcune righe del codice.

1. Fate una copia della cartella template-tesi o template-articolo e


rinominatela, per esempio, in cognome-tesi o cognome-articolo, dove
cognome sta per il vostro cognome, senza usare spazi né accenti.
2. Aprite la cartella cognome-tesi appena rinominata.
3. Cambiate il nome dei file cognome.tex e cognome.bib, mettendo il
vostro cognome al posto di cognome.

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4. Aprite il file cognome.tex e modificate le righe seguenti in accordo con il
nome dato ai file .tex e .bib:

=>> % !TEX root = ../cognome.tex


=>> \addbibresource{cognome.bib}

Nel mio caso diventerebbero:

=>> % !TEX root = ../valbusa.tex


=>> \addbibresource{valbusa.bib}

+ Nel caso del template-tesi, la prima riga va modificata in tutti i file .tex
contenuti nella sotto-cartellaCapitoli.

Dopo aver fatto questo, è consigliato ripulire il file cognome.tex da tutto ciò
che è superfluo per la stesura del documento. Se per esempio nel vostro
documento non farete uso di immagini e tabelle, eliminerete le righe

% Immagini e tabelle
\usepackage{graphicx}
\graphicspath{{immagini/}}
\usepackage{booktabs}

Se non avete intenzione di riportare passi in greco o in tedesco eliminerete


polutonikogreek,german, da

\usepackage[polutonikogreek,german,english,italian]{babel}

Per la composizione della bibliografia è sufficiente cambiare il contenuto del file


.bib in base alle proprie esigenze. Tale file può essere aperto e modificato con
qualsiasi editor oppure con uno dei gestori bibliografici descritti
precedentemente. La soluzione più semplice, almeno all’ inizio, consiste
nell’usare lo stesso editor che si usa per il documento .tex.

Il file cognome.bib contiene già parecchie voci bibliografiche che coprono la


maggior parte dei casi più comuni: @book, @article, @collection,
@incollection, @inbook, @online. A seconda delle esigenze potrebbe essere
necessario comporre una bibliografia “ragionata” o suddivisa in sezioni. Per
esempio: “Riferimenti bibliografici” e “Siti Web consultati”. A tal proposito si
rimanda al capitolo dedicato alla bibliografia di Pantieri e Gordini (2012).

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5. Utile da sapere

LATEX è un programma modulare. I moduli che ne estendono le funzioni sono


perlopiù classi e pacchetti. Ciascuno di questi moduli è installato assiame alla
distribuzione (pochi sono i pacchetti non distribuiti con TEXLive) ed è corredato
da apposita documentazione. La documentazione deve essere consultata ogni
volta che si desidera conoscere il funzionamento di un determinato modulo.

5.1. Come leggere le documentazioni

Per leggere la documentazione di classi e pacchetti ci sono tre possibilità:

1. Usare il Prompt dei Comandi, scrivendo texdoc seguito dal nome del
pacchetto e premendo Invio. Ad esempio:

C:\Users\Name>texdoc suftesi

2. Usare il programma TEXdoc GUI , installato automaticamente con TEXLive


3. Usare il repository del CTAN, all’ indirizzo https://www.ctan.org.

5.2. Alcuni pacchetti fondamentali

Alcuni pacchetti e classi utili sono i seguenti: fancyhdr, titlesec, biblatex, graphicx,
array, booktabs, amsmath, amssymb, amsthm.

Per capire cosa fanno questi pacchetti è sufficiente leggerne la documentazione.


Si invita a farlo, anche per familiarizzare un po’ con la procedura.

Per esempio, per avere un elenco di migliaia di simboli da usare con LATEX è
sufficiente aprire il Prompt dei comandi e digitare

C:\Users\Name>texdoc symbols-a4

5.3. Alcune classi fondamentali

Le classi di documento contenute in TEXLivesono molte. Molte sono corredate da


ampia documentazione. Tra queste ricordo: toptesi, suftesi, amsbook, amsart,
memoir, scrartcl, scrbook.

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6. Considerazioni finali

LATEX è uno strumento molto potente e complesso e comprenderne tutte le


potenzialità richiede anni di pratica. La curva di apprendimento è un po’ lenta
all’inizio, ma in poche settimane se ne possono apprezzarne facilmente i
vantaggi.

Le guide disponibili ad oggi sono moltissime, specie in lingua inglese.


Abbondano anche i forum online, tra cui ricordo quello del guIt, Gruppo
Utilizzatori Italiani di TEX (http://www.guitex.org/home/it/forum/index)
e il portale TEX–LATEX Stack Exchange (http://tex.stackexchange.com). Molto
spesso si possono trovare risposte semplicemente cercando su Google. Alcune
risorse molto utili sono riportate in bibliografia.

Generalmente la prima esigenza che si sente è di personalizzare il proprio


documento secondo i canoni estetici a cui si è abituati. Ricordo che
l’impostazione del layout, la scelta dei font e dei formati di titoli, indici, testatine,
ecc. è un lavoro che richiede una certa esperienza tipografica. Consiglo pertanto
di affidarsi a classi di documento già pronte piuttosto che arrischiarsi in creazioni
personali che rischierebbero quasi sicuramente di apparire sgradevoli ad un
occhio esperto.

Infine, come in tutte le TEXniche è bene seguire i consigli dei maestri di bottega,
anche se a volte sono dati a suon di bacchettate.

Riferimenti bibliografici

Beccari, Claudio (a cura di) (2013), Introduzione all’arte della composizione


tipografica con LATEX, http://www.guitex.org/home/it/guide-per-
iniziare/la-guida-guit.
Gregorio, Enrico (2011), Introduzione a TEXworks,
http://profs.sci.univr.it/~gregorio/introtexworks.pdf.
Pantieri, Lorenzo e Tommaso Gordini (2012), L’arte di scrivere con LATEX,
prefazione di Enrico Gregorio,
http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/ArteLaTeX.pdf.
Valbusa, Ivan (2012), «User’s Guide to suftesi. A document class for typesetting
theses, books and articles», versione 1.3, http://mirrors.ctan.org/
macros/latex/contrib/suftesi/suftesi.pdf.
— (2013), «User’s Guide to biblatex-philosophy. Bibliography styles for (Italian)
users of biblatex», versione 0.8d, http://tug.ctan.org/tex-
archive/macros/latex/exptl/biblatex-contrib/biblatex-
philosophy/doc/biblatex-philosophy.pdf.

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