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L’Orchestra d’Archi “Galimathias Ensemble” nasce nel 2016 all’interno

del Dipartimento di Musicologia e Beni Culturali di Cremona, con la


volontà di creare un gruppo di lavoro che riesca a conciliare gli studi
teorici, intrapresi durante l’anno accademico, con la pratica musicale.
Ogni anno il Dipartimento accoglie giovani musicisti attratti
dall’esigenza di fare musica “con la testa”, e la creazione di questo
gruppo ha arricchito le opportunità all’interno della vita accademica di
condividere l'esperienza da esecutori, oltreché da studiosi. Attualmente
il gruppo è formato da circa 15 studenti, che hanno trovato la voglia di
mettersi in gioco, confrontandosi e trovando insieme nuove soluzioni
esecutive facendo affidamento sul dialogo e la cooperazione, senza
l’aiuto di un direttore o un concertatore esterno.
Collaborando con il Comitato Concerti “Francesco Attanasi” e con
l’Associazione degli Studenti di Musicologia e Beni Culturali,
l'ensemble ha avuto la possibilità di suonare durante la rassegna
musicale “Università in Concerto” nella Sala delle Cariatidi di Palazzo
Cattaneo e nel cortile di Palazzo Raimondi (sede del Dipartimento),
partecipando contestualmente alle celebrazioni per la Festa Europea
della Musica, con un concerto nella splendida cornice di piazza del
Duomo, a Cremona. Nel luglio 2018 ha preso parte alla Baroque
Conference organizzata presso il Dipartimento di Musicologia di
Cremona, tenendo il concerto conclusivo nell’Auditorium del Museo
del Violino. Nel gennaio 2019 collabora con il prestigioso Mdi ensemble
nell’ambito del workshop organizzato dal Dipartimento di Musicologia
e Beni Culturali “See the Sound”, partecipando nel maggio 2019 alla
New MusicWeek, masterclass internazionale di musica contemporanea.
Victor Manuel Mombello (1997) Il programma proposto oggi si pone in diretta continuità con le
precedenti proposte del Galimathias Ensemble, volte a esplorare i grandi
Dìptico* capolavori del repertorio per orchestra d’archi, spesso fin troppo
marginali nei cartelloni delle stagioni concertistiche. La trascrizione
d’autore per archi di una suite originariamente per pianoforte a quattro
Edvard Grieg (1843-1907) mani di Grieg rievoca un clima “di tempi andati” rendendo omaggio al
più grande drammaturgo norvegese del Settecento, Ludvig Holberg. I
Fra Holbergs tid (Dai tempi di Holberg) op. 40 n°1 cinque movimenti guidano l’ascoltatore in un mondo galante e ricercato,
I. Preludio sospeso tra rustiche ballate e afflati lirici. La serenata di Elgar riporta
l’ascoltatore a un clima più disteso e cortese: i due tempi esterni
II. Sarabande incorniciano una gemma preziosa, il Larghetto, apoteosi del
III. Gavotte romanticismo inglese, che predilige grande cantabilità e melodie tese a
IV. Aria garantire la massima espressività degli archi. La suite di Britten
rappresenta un caso decisamente più particolare: il raffinato protagonista
V. Rigaudon del Novecento musicale mette qui da parte il proprio talento
avanguardistico per guardare con tenerezza e un pizzico di ironia a delle
sue composizioni d’infanzia, i cui fili vengono reintrecciati in un’opera
♫♫♫
che concilia la freschezza della spontaneità giovanile con la maturità di
una struttura formale che, nuovamente, porge il fianco a suggestioni
Edward Elgar (1857-1934) antiche. Apre la serata un inedito di Mombello, studente del
Dipartimento di Musicologia di Cremona, che rielabora per orchestra
Serenade op. 20 d’archi gli stilemi propri del chitarrismo latino del secolo scorso,
rendendo idealmente omaggio a compositori come Rodrigo e Albéniz.
I. Allegro Piacevole
II. Larghetto Galimathias String Ensemble
III. Allegretto
Violini I: Viole:
Benjamin Britten (1913-1976) Giacomo Lucato Lorenzo Novelli
Colomba Betti Aurelia Capaccio
Giulia Vitale
Simple Symphony Bianca Schillaci Violoncelli:
I. Boisterous Bourrée Francesco Dalla Libera
Violini II: Francesca Scigliuzzo
II. Playful Pizzicato Arianna Rigamonti
III. Sentimental Saraband Patrizia Vaccari Contrabbasso:
Silvia Vendrame Michele Bondesan
IV. Frolicsome Finale Clara Foglia

*Prima esecuzione assoluta