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La rivoluzione americana

• Nel corso del 1600 la monarchia


inglese, facendo delle concessioni
commerciali a varie compagnie
mercantili o a semplici cittadini,
favorì un processo di colonizzazione
del Nuovo Mondo.

• Si costituirono così delle colonie


americane che, pur riconoscendo il
re e il suo Governatore in loco, si
autogovernavano.

• Nelle cartina a fianco, vediamo la


situazione nel 1732, con le 13
colonie concentrate nella costa
atlantica.

• Le colonie erano obbligate a


commerciare i propri prodotti solo
col Regno Unito. Inoltre, non erano
autorizzate a produrre quei beni
che la madrepatria era in grado di
vender loro.
• Questo sistema però non impedì il
contrabbando.
• Tenendo ancora presente la cartina precedente, possiamo distinguere:

New Hampshire Massachusets


• le colonie del Nord (New England)
Rhode Island Connecticut

• le colonie del Centro New York Pennsylvania


New Jersey Delaware

• le colonie del Sud Maryland Virginia


North/South Carolina Georgia
.

La popolazione che abitava le città del nord (New England) era


prevalentemente inglese, formata in particolare dai molti coloni puritani arrivati nel 1600,
durante la persecuzione da parte della dinastia cattolica degli Stewart.

Le colonie del centro erano abitate da gente di diversa provenienza: inglesi,


olandesi, svedesi, tedeschi, scozzesi e irlandesi.
Le professioni religiose erano varie (calvinisti, luterani, anglicani), cattolici ed ebrei, ma era
praticata la tolleranza.

Le colonie del sud, la cui economia era basata


Sulle grandi piantagioni di tabacco, d’indaco (pianta da cui si
ricavava il colorante azzurro per i tessuti) e di riso (il cotone
arriverà dopo), erano dominate da un’aristocrazia terriera
d’origine inglese (anglicana), le cui grandi piantagioni erano
coltivate da schiavi.
• Nonostante questa grande diversità di popoli e culture, nel corso del 1700
cominciò a manifestarsi l’idea di un unico popolo americano e di una nazione
unita.

• La partecipazione dei coloni alla Guerra dei sette anni (1756-1763, combattuta
principalmente da Regno Unito e Prussia contro Francia e Austria) esaltò un
comune modo di sentire anticattolico che funzionò da collante tra le varie
componenti americane.

• Come compenso, i coloni avrebbero voluto l’autorizzazione a conquistare nuove


terre verso Ovest, ma Giorgio III (1738-1820) si oppose.

• Durante il lungo regno di Giorgio III, si verificarono


avvenimenti decisivi per la storia della Corona: l'inizio
della rivoluzione industriale, la guerra d'indipendenza
degli Stati Uniti e le guerre napoleoniche. Giorgio III fu
il primo sovrano del Regno Unito.
• Uscito dalla Guerra dei sette anni, il Regno avviò una politica fiscale che
intendeva imporre un maggiore carico fiscale sui coloni.

• Degno di rilievo fu l’introduzione dello Stamp Act (1765, Legge sul Bollo), un
tributo che si basava sull’obbligo di apporre una marca da bollo sui giornali e su
qualsiasi atto legale.

La Madrepatria motivava queste tasse con il fatto che


la guerra era stata fatta per proteggere ANCHE gli
interessi delle Colonie, le quali ora doveva dare il loro
contributo economico.

I coloni si opponevano, in particolare, perché ritenevano l’azione della


Madrepatria incoerente rispetto alle
1689 acquisizioni della Glorious Revolution.
Gli americani non erano presenti nel
parlamento, per cui questo non aveva
il diritto di imporre loro dei tributi.
Per l’occasione fu coniato lo slogan No taxation without representation.

• Uno dei maggiori protagonisti di questa


rivendicazione fu l’avvocato Patrick Henry
(1736-1799), che spinse il parlamento del suo
stato, la Virginia, a dichiarare solennemente
che esso – e non il regno britannico – aveva il
diritto di imporre tributi.

• Dopo queste proteste unanimi, lo Stamp Act


fu abolito, ma venne subito (1766) rimpiazzato
dal Declaratory Act, un atto con il quale il
Parlamento della Madrepatria dichiarava e riaffermava la sua sovranità
sulle terre abitate dai coloni. Nel frattempo si estendeva la lista dei
prodotti sottoposti ai dazi, tra i quali il tè.
Boston Massacre (The Incident on King Street)
• Il massacro di Boston, che per gli inglesi fu
solo un semplice incidente, avvenne nel
marzo del 1770 quando I soldati inglesi
spararono sulla folla uccidendo cinque
persone.
Pare che all’origine del fatto ci fosse una
semplice baruffa tra un cittadino e alcuni
militari ma il vero problema stava nel fatto
che Boston era piena di milizie inglesi
inviate dal Regno per garantire
l’applicazione di provvedimenti fiscali.

Tea Act
• Nel 1773 una legge del Parlamento (Tea Act) attribuì alla East India Company
(EIC) il monopolio della vendita del tè importato in America dalle colonie dell’Asia.
Il Tea Act produsse almeno tre tipi di problemi:

• Colpiva gli interessi dei commercianti americani;

• Viene avvertito come la prova del disinteresse della Madrepatria nei confronti dei
coloni;

• Allarma i contrabbandieri che non hanno più molta possibilità di manovra, dato
che tutto il traffico è nelle mani dell’EIC.
• Il 16 dicembre 1773 a Boston un gruppo di coloni
sale a bordo su alcuni navi della EIC e butta a mare le
balle di tè.

• La reazione del governo britannico fu durissima:


chiusura del porto di Boston;
chiusura del Parlamento del Massachusetts.

• I ribelli decidono di convocare un CONGRESSO per


decidere come agire nei confronti di Londra.
Il primo congresso di Filadelfia: settembre 1774
• Le posizioni sono varie: si va da quanti intendono restare fedeli a Londra a coloro
che vogliono una rottura radicale fino all’indipendenza.

• Il Congresso decide di chiedere al governo britannico di rivedere le misure


repressive al fine di trovare insieme con i coloni una soluzione di compromesso.

• Non si trovarono soluzioni e nel 1775 l’esercito britannico di stanza nel


Massachusetts ricevette l’ordine di arrestare i capi dei ribelli. I coloni, nel
frattempo, cominciano a mettere in piedi una milizia. I primi scontri si avranno a
Lexington e Boston.

FILADELFIA: amore fraterno, φιλέω, amare + ἀδελφός , fraterno


Il secondo congresso di Filadelfia: maggio 1775
• Preso atto del conflitto tra coloni e governo
britannico, il Congresso giunge alla Dichiarazione
del 6 luglio 1775:

• «La nostra causa è giusta. La nostra unione è


perfetta […] dobbiamo solennemente dichiarare
che […] useremo per la conservazione delle
nostre libertà […] quelle armi cui siamo stati
costretti dai nostri nemici a ricorrere.»

• Gli scontri cominciano a moltiplicano perché il re britannico inquadra come ribelli


i coloni. A George Washington (1732-1799), un proprietario della Virginia, viene
affidato il comando dell’esercito americano. È l’inizio ufficiale della Guerra
d’indipendenza.

• Infatti l’idea di una rottura radicale con la Madrepatria comincia a farsi strada e si
giungerà alla Dichiarazione di indipendenza approvata il 2 luglio e resa pubblica il
4 luglio 1776.
«Noi riteniamo […] che tutti gli uomini sono stati creati uguali, che essi sono stati
dotati dal loro creatore di alcuni diritti inalienabili, che fra questi sono la vita, la
libertà e la ricerca della felicità.»

• Ogni volta che tali diritti sono negati, il popolo ha il dovere di trovare
una nuova forma di governo che li garantisca: è quello che gli
Americani sono convinti di star facendo.

I cinque membri del comitato presentano la Dichiarazione al Congresso: in piedi da sin., John Adams, Roger Sherman,
Robert Livingston, Thomas Jefferson, Benjamin Franklin; seduto, il presidente del Congresso, John Hancock.
• Non tutti i coloni sono d’accordo con l’ indipendenza, e c’è una
fazione che sceglie una via mediana tra le posizioni più radicali e i
lealisti che vogliono restare fedeli al re.

• Ciò non significa che non ci siano estreme manifestazioni di


entusiasmo: molte effigi di Giorgio III vengono bruciate; talvolta si
inscenano i funerali del re; a N. York la sua statua equestre viene
abbattuta e decapitata.
• Dopo la Dichiarazione inizia una guerra dichiarata tra madrepatria e
coloni.

• Il Regno britannico invia un esercito di circa 45.000 uomini e può


contare su una flotta tradizionalmente potente.

• L’esercito è costituito in gran parte da mercenari tedeschi e si avvale


dell’appoggio dei coloni fedeli al re.
• Sulla carta, l’esito della guerra sembrava scontato, cosa che fu
confermata dalle prime fasi.

• George Washington decise però di adottare una tattica indiretta:


evitare il più possibile le battaglie campali, attaccando invece di
sorpresa le divisioni britanniche.

• Va poi considerato che i coloni avevano una forte motivazione


psicologica e ideale, mentre l’esercito nemico era costituito da
mercenari che facevano guerra per danaro.

• Oltre a questi aspetti, va però ricordato che i coloni non erano tutti
uniti, visto che c’era una forte componente lealista, avversaria della
rivoluzione.
• Questo portò a una situazione di guerra civile, con divisioni, scontri
e atti sanguinosi e crudeltà di ogni genere.
E. G. Leutze, Washington attraversa il Delaware (1851)

• Il fatto avvenne nel 1776: Washington guidò il suo esercito in un attacco a


sorpresa contro i britannici; l’azione, che prevedeva l’attraversamento del fiume
Delaware, fu coronata da un grande successo e, pur non essendo decisiva per le
sorti della guerra, determinò un forte effetto sul morale delle truppe americane.
Per questi motivi è rimasto un avvenimento emblematico della rivoluzione.
• Con l’andare del tempo, la tattica di Washinton cominciò a fruttare
successi decisivi per i coloni.
• Una svolta alla guerra venne però data dalla discesa in campo delle
potenze nemiche della G. Bretagna: FRANCIA, SPAGNA e OLANDA.
Inoltre, queste nazioni strinsero accordi commerciali e offrirono
prestiti ai ribelli.
• 1778: la Francia riconosce l’indipendenza degli Stati Uniti.
• 1781: si combatte la decisiva battaglia di Yorktown (Virginia).
• La città era occupata dalle truppe britanniche. Venne assediata dalle
forze francesi e americane (guidate da Washington)

• 19 ottobre 1781: le truppe britanniche si arrendono.

• Il governo britannico avvia le trattative con i coloni per arrivare alla


pace. .

John Trumbull, Surrender of Lord Cornwallis (Il comandante delle truppe britanniche si arrende a francesi e americani)
.

• La pace sarà firmata a Parigi il 3


settembre 1783 (Trattato di Parigi ).

• La Gran Bretagna riconosce


l’indipendenza delle colonie americane
(i futuri STATI UNITI).

• Nello stesso trattato, alla Spagna viene


restituita la Florida (da essa occupata nel
1763). Nel 1819 la Spagna cederà la
Florida agli Stati Uniti.

• Già negli anni del conflitto, le tredici


colonie si proclamavano stati autonomi e
si dotavano di una carta costituzionale.
Le firme dei delegati nella pagina finale del Trattato
• Il voto era riservato ai cittadini più ricchi, di Parigi, 1783

in Pennsylvania però vige il suffragio universale maschile.


• Inizialmente gli stati si coordinano tra loro mediante un Congresso
formato dai loro vari delegati.
• Nel 1787, sotto la presidenza di G. Washington, la Convenzione di
Filadelfia, prepara la COSTITUZIONE, che dà forma a uno Stato
federale la cui legittimità è fondata sul popolo degli Stati Uniti (e non
sugli Stati in quanto tali): We, the people (sono le parole con cui si
apre la costituzione)

Impara la differenza tra:

• Confederazione: associazione di stati autonomi con istituzioni


comuni; comunque gli organi di governo confederali hanno poteri
ridotti e gli stati membri mantengono proprie prerogative.
• Federazione: formazione politica basata su Stati, oppure Regioni, che
godono di un’ampia autonomia, per quanto siano coordinate da un
governo centrale che ha competenze esclusive: battere moneta,
organizzare la difesa, pianificare la politica estera
• La nuova carta costituzionale stabilisce la centralità del Congresso:
esso esercita il potere legislativo attraverso due camere:

dei Rappresentanti

CONGRESSO 2 Camere

Senato

• La Camera dei rappresentanti si occupa di questioni finanziarie,


mentre il Senato (costituito da 2 Senatori per Stato) interviene in
materia di politica estera.
• Il potere esecutivo è affidato al Presidente della federazione, che
resta in carica per 4 anni (rieleggibile per un secondo mandato). Egli
ha eventuale diritto di veto sulle leggi approvate dal Congresso,
sceglie i componenti del governo federale e comanda le forze armate.
• Il potere giudiziario è affidato alla Corte Suprema (che coordina le
varie corti). La Corte Suprema vigila sulla effettiva applicazione dei
principi stabiliti dalla Costituzione.

• Dopo un lungo dibattito, la Costituzione fu approvata dai singoli stati,


e con essa il modello FEDERALISTA .

• Tra gli avversari del Federalismo ci fu Thomas Jefferson, uno degli


estensori della Dichiarazione di Indipendenza del 4 Luglio 1776.

• Jefferson – che non aveva preso parte ai lavori della Convenzione


essendo ambasciatore a Parigi – era convinto che gli Stati Uniti
avrebbero dovuto garantire forme di auto-governo locali e non
affidarsi a forti poteri piramidali (come nel sistema federalista) che
ricordavano certe modalità europee di sottomissione dei cittadini.
Ideato e realizzato da
Renato Curreli
Filosofia e Storia
Liceo Classico G. Siotto Pintor – Cagliari

Visita il mio sito didattico: https://sites.google.com/view/lo-studio-della-filosofia/home

Nota: Tutti i testi sono produzioni originali dell’autore. Laddove vi siano citazioni si riporta la fonte e si rimanda alla eventuale
bibliografia. Ugualmente produzioni dell’autore sono gli schemi grafici e le mappe concettuali. La fonte delle immagini è invece
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