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MASTER

GESTIONE DEI SERVIZI PORTUALI


GESTIONE DELLE INFRASTRUTTURE
PORTUALI E MARITTIME
FRANCESCO GRANATA

1
I Porti

2
I Porti
Un porto è uno specchio d’acqua più o meno ampio sufficientemente
protetto da una favorevole conformazione della costa o da opere artificiali,
o da una combinazione di entrambe, le quali consentono la protezione e il
sicuro ormeggio alle navi dai cosiddetti fattori meteomarini (moto
ondoso, correnti, venti, effetti di marea).

3
Le opere portuali
Il porto ha una funzione di rifugio con due obiettivi
fondamentali:

-la definizione di un’area attrezzata con particolari


strutture fisse per ricevere e ormeggiare le navi;

-la predisposizione di un sistema di opere e mezzi mobili


per trasferire merci e passeggeri dalle navi alla
terraferma e viceversa.

Tali obiettivi si ottengono con la costruzione e l’adeguata


disposizione planimetrica di “opere esterne” (frangiflutti)
per la protezione dal mare e di “opere interne”, per la
movimentazione delle merci.

4
I Porti
Classificazione dei porti
La normativa italiana (legge 28 gennaio 1994, n. 84) distingue i
porti in due categorie:
1A categoria: Porti finalizzati alla difesa militare e alla sicurezza
dello Stato;
2A categoria: Tutti gli altri porti, che possono avere varie funzioni,
suddivisi in tre classi in relazione alla loro rilevanza
economica:
Classe I – rilevanza economica internazionale;
Classe II – rilevanza economica nazionale;
Classe III – rilevanza economica interregionale o
regionale

Una precedente legge del 1885 prevedeva per la 2A categoria 4 classi


distinte in base al peso totale di merci annue trasportate 5
I Porti
Classificazione dei porti
La funzione svolta dal porto offre lo spunto per un’altra distinzione:

 Porti commerciali: costituiti da un avamporto e da una serie di


darsene e banchine dotate di attrezzature per la movimentazione delle
merci, magazzini di ricovero, etc.

6
I Porti
 Porti industriali: officine e industrie si collocano nell’ambito portuale per
poter beneficiare dell’impiego delle materie di base, senza sopportare la
maggiore spesa richiesta da un ulteriore inoltro nell’entroterra delle stesse,
e del diretto smistamento a destinazione dei prodotti finiti.

7
I Porti
 Porti militari: sono caratterizzati dalla presenza di una grande rada di
facile accesso per consentire manovre a intere squadre navali;
necessitano, inoltre, di installazioni a terra per le riparazioni e in mare per
impianti di difesa.

8
I Porti
Porti pescherecci: finalizzati alle attività pescherecce, ivi
comprese la lavorazione e la commercializzazione del pescato.

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I Porti
 Porti turistici: adibiti all’esercizio del diporto nautico, sono costituiti da
uno o più specchi d’acqua dotati di banchine per l’ormeggio delle
imbarcazioni e la loro assistenza. Sono in genere costruiti con capitali
privati.

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I Porti
Porti passeggeri: servono come mezzo di spostamento delle persone e
dei mezzi di trasporto.

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I Porti
Porti intermodali: sono particolarmente attrezzati per la velocizzazione
delle merci trasportate in container mediante navi portacontainer.

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I Porti
Piani regolatori dei porti
Le opere da realizzare variano in relazione al tipo di porto e sono
indicate dai Piani regolatori dei porti, redatti per tutti i porti italiani
negli anni ‘50 e ‘60 dello scorso secolo dagli Uffici del Genio Civile
per le OO.MM. e soggetti a periodico aggiornamento.

Nei Piani regolatori dei porti è contenuta la programmazione delle


opere da eseguire nel tempo per lo sviluppo del porto, seguendo un
criterio di priorità. In particolare, i contenuti riguardano:
- la previsione dello sviluppo del traffico;

- il dimensionamento degli specchi liquidi per l’accesso, le manovre

e l’ormeggio;
- la disposizione dell’imboccatura;

- il dimensionamento degli spazi a terra che possono servire per la

movimentazione e lo stoccaggio delle merci;


- il dimensionamento dei collegamenti del porto con le principali
13
arterie viarie e ferroviarie
I Porti
Piani regolatori dei porti
Un Piano regolatore di un porto non può contenere previsioni in
contrasto con gli strumenti urbanistici vigenti.

Nei porti in cui è istituita l’Autorità Portuale, il Piano regolatore è


adottato dal Comitato Portuale, d’intesa con il Comune o i Comuni
interessati; invece, per i porti per i quali non è istituita l’Autorità
Portuale, il Piano regolatore viene adottato dall’Autorità Marittima,
d’intesa con il Comune o i Comuni interessati.

In entrambi i casi il Piano regolatore viene inviato per il parere al


Consiglio Superiore dei LL.PP., che deve esprimersi entro 45 giorni.

Esaurita la procedura sopra descritta, il Piano regolatore di tutti i


porti di 2° categoria viene approvato dalla Regione, dopo essere
stato sottoposto alla procedura di valutazione di impatto ambientale.
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Le opere portuali
Moli: sono strutture che, radicate a terra, si spingono in mare,
dotate in genere di banchine per l’ormeggio

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Le opere portuali
Moli guardiani: sono le difese parallele in mare dei porti canale,
perpendicolari alla costa

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Le opere portuali
Dighe foranee: sono opere di difesa in mare, distaccate dalla riva;
a volte con tale termine si indica anche il tratto di un molo più
distante da terra, avente un andamento pressochè parallelo alla riva

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Le opere portuali
Antemurali: sono le opere foranee emergenti, realizzate a
protezione dell’imboccatura dei porti

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Le opere portuali
Pontile: opera a giorno, costituita da una sovrastruttura fondata su
pali, destinata all’ormeggio, la quale ha origine dalla terraferma, da
una banchina a terra o da un molo.

19
Le opere portuali
Banchina: opera destinata all’ormeggio.

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Le opere portuali
Disposizioni planimetriche delle opere esterne dei porti

I problemi che si presentano all’imboccatura di un porto


sono essenzialmente:

- facilità di ingresso delle imbarcazioni

- riduzione dell’agitazione ondosa

- interrimento

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Le opere portuali
Disposizioni planimetriche delle opere esterne dei porti

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Le opere portuali
Disposizioni planimetriche delle opere esterne dei porti

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Le opere portuali
Disposizioni planimetriche delle opere esterne dei porti

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Le opere portuali
Disposizioni planimetriche delle opere esterne dei porti

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Le opere portuali
Disposizioni planimetriche delle opere esterne dei porti

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Le opere portuali
Disposizioni planimetriche delle opere esterne dei porti

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Le opere portuali
Disposizioni planimetriche delle opere esterne dei porti

28
Le opere portuali
Disposizioni planimetriche delle opere esterne dei porti

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Le opere portuali
Disposizioni planimetriche delle opere esterne dei porti

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Le opere portuali
Disposizioni planimetriche delle opere esterne dei porti

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Le opere portuali
Disposizioni planimetriche delle opere esterne dei porti

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Le opere portuali
Disposizioni planimetriche delle opere esterne dei porti

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Le opere portuali
Disposizioni planimetriche delle opere esterne dei porti

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Le opere portuali
Disposizioni planimetriche delle opere esterne dei porti

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Le opere portuali
Disposizioni planimetriche delle opere esterne dei porti

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Le opere portuali
Disposizioni planimetriche delle opere esterne dei porti

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Le opere portuali
Disposizioni planimetriche delle opere esterne dei porti

38
Le opere portuali
Esempi di configurazioni planimetriche dei porti

39
Le opere portuali
Esempi di configurazioni planimetriche dei porti

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Le opere portuali
Esempi di configurazioni planimetriche dei porti

41
Le opere portuali
Esempi di configurazioni planimetriche dei porti

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Le opere portuali
Esempi di configurazioni planimetriche dei porti

43
Le opere portuali
Esempi di configurazioni planimetriche dei porti

44
Le opere portuali
Esempi di configurazioni planimetriche dei porti

45
Le opere portuali
Esempi di configurazioni planimetriche dei porti

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Le opere portuali
Esempi di configurazioni planimetriche dei porti

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Le opere portuali esterne
Moli
 Moli a parete verticale

 Moli a scogliera o a gettata o frangiflutto

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Le opere portuali esterne
Moli a parete verticale
Viene in genere realizzato quando esso sia in grado di
determinare la riflessione delle onde, con il raddoppio
dell’altezza nel caso più critico, in modo che sia soggetto a
sollecitazioni statiche.
La realizzazione richiede un adeguato fondale.

49
Le opere portuali esterne
Moli a scogliera
Determinano il frangimento dell’onda anche quando questa
sarebbe stabile nel fondale su cui sorge il molo.

Sono dimensionati in base alle sollecitazioni dinamiche cui


sono sottoposti (maggiori di quelle statiche)

Richiedono, in alti fondali, volumi di materiale molto


maggiori

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Le opere portuali esterne
La scelta tra
 Moli a parete verticale

 Moli a scogliera o a gettata o frangiflutto

Dipende da
 Considerazioni economiche

Stratigrafia dei fondali

Caratteristiche geotecniche dei terreni di posa


 Considerazioni tecniche
Reperibilità dei materiali adoperati per la costruzione

Maggiore flessibilità dei moli a gettata

Moli di tipo misto


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Le opere portuali esterne
Moli a parete verticale

Massiccio di coronamento

Sovrastruttura a pareti
verticali

Imbasamento in scogliera

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Le opere portuali esterne
Moli a parete verticale

Domanda

Quale deve essere il fondale minimo


dmin richiesto per poter realizzare un
molo a parete verticale, effettuandone il
dimensionamento in base all’ipotesi di
riflessione dell’onda?

53
Le opere portuali esterne
Moli a parete verticale

Occorre innanzitutto precisare


che per stabilire l’altezza
d’onda H in base alla quale
viene determinato il fondale
dmin è opportuno precisare sia il
tempo di ritorno della
mareggiata di progetto, sia
l’altezza d’onda alla quale si fa
riferimento (H1/3, H1/10, H1/100,
etc. )

54
Le opere portuali esterne
Moli a parete verticale

Un primo criterio per stabilire


dmin
consiste nel fare riferimento all’altezza
d’onda significativa
H1/3
Assumendo un tempo di ritorno
Tr = 100 anni

Ricordando che, in prima approssimazione, al frangimento risulta


Hb/db = 0.78 e assumendo un coefficiente di sicurezza al frangimento
dell’onda pari almeno a 2, deve risultare:

d min= 2db + s= 2.56 H1/ 3 + s


55
Le opere portuali esterne
Moli a parete verticale
Altre relazioni

=
d min 1.5 H max + s

=
d min 3H1/ 3 + s

=
d min 1.5 H1/100=
+ s 2.5 H1/ 3 + s (Istruzioni Tecniche
Italiane per la
Progettazione delle
dighe marittime)
56
Le opere portuali esterne
Sollecitazioni contro i moli a parete verticale
Teoria di Sainflou (Istruzioni Tecniche Italiane per la Progettazione delle dighe marittime)

Sollecitazioni su un molo a parete


verticale secondo Sainflou al passaggio
della cresta

π aH πH2
=
4s =
L 2π d
L tanh
L
H
a* =
 2π d 
cosh  
 L 

pmax H + 4s
= ( d + a *)
γ H + 4s + d

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Le opere portuali esterne
Sollecitazioni contro i moli a parete verticale
Teoria di Sainflou (Istruzioni Tecniche Italiane per la Progettazione delle dighe marittime)

Sollecitazioni su un molo a parete


verticale secondo Sainflou al passaggio
del cavo

π aH πH2
=
4s =
L 2π d
L tanh
L
H
a* =
 2π d 
cosh  
 L 

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Le opere portuali esterne
Sollecitazioni contro i moli a parete verticale
Teoria di Sainflou (Istruzioni Tecniche Italiane per la Progettazione delle dighe marittime)

Per quanto riguarda il valore dell’altezza d’onda H in base alla quale vanno
calcolate le sollecitazioni viste, le Istruzioni Tecniche Italiane consigliano di
assumere

H1/ 20 = 1.40 H1/ 3 Al passaggio della cresta

H1/100 = 1.67 H1/ 3 Al passaggio del cavo

Riferite entrambe ad una mareggiata avente Tr = 100 anni

59
Le opere portuali esterne
Sollecitazioni contro i moli a parete verticale
Teoria di Sainflou (Istruzioni Tecniche Italiane per la Progettazione delle dighe marittime)

Al passaggio della cresta Al passaggio del cavo


60
Le opere portuali esterne
Moli a parete verticale

Aspetti geotecnici
Indagini geognostiche

Interventi di consolidamento

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Le opere portuali esterne
Moli a parete verticale
Aspetti costruttivi

Masso paraonde

Serie di massi prefabbricati in


calcestruzzo ciclopico sovrapposti
(oggi in disuso)

I massi costituenti la scogliera


di base sono naturali e hanno in
genere un peso compreso tra
1000 e 3000 kg.
L’altezza della scogliera dipende
dal fondale minimo richiesto per
assicurare sempre la riflessione
delle onde e tenendo conto del
fondale richiesto per l’ormeggio
delle navi. 62
Le opere portuali esterne
Moli a parete verticale
Aspetti costruttivi
Masso paraonde
Cassoni cellulari prefabbricati in
conglomerato cementizio armato

Le celle interne al cassone sono in


genere a sezione quadrata, con lato di
lunghezza massima 4-5 m. Le pareti
esterne del cassone hanno
generalmente uno spessore di 60-80
cm, mentre i setti divisori interni di 40-
50 cm. La base di fondo ha uno
spessore di 1.20-1.50 m, la soletta
superiore di 30-50 cm.

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Le opere portuali esterne
Moli a parete verticale
Aspetti costruttivi

64
Le opere portuali esterne
Moli a parete verticale
Verifiche di stabilità

1. Al ribaltamento
2. Allo scorrimento
3. Alla pressoflessione

Al passaggio della cresta


Al passaggio del cavo

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Le opere portuali esterne
Moli a scogliera
Vengono realizzati quando il fondale di posa non è sufficiente a
garantire sempre la riflessione delle onde

66
Le opere portuali esterne
Moli a scogliera

I massi impiegati nelle costruzioni marittime hanno la seguente


classificazione in base al peso:

- Pietrame scapolo 5 – 100 kg


- Massi di 1
A categoria 100 – 1000 kg
- Massi di 2
A categoria 1000 – 3000 kg
- Massi di 3
A categoria 3000 – 7000 kg

67
Le opere portuali esterne
Moli a scogliera

La dimensione dei massi aumenta dall’interno verso l’esterno.

I moli a scogliera sono costituiti dalle seguenti parti:

 un rivestimento esterno che costituisce la mantellata;


 un corpo interno, detto nucleo, di forma trapezia;

 uno o più strati intermedi o di transizione

68
Le opere portuali esterne
Moli a scogliera
s  nK ∆ D50

P
D50 = 3
γm

69
Le opere portuali esterne
Moli a scogliera

I massi impiegati per la scogliera possono essere:


Naturali
Si estraggono da cave e vengono trasferiti sul luogo di impiego
via terra e via mare.
Devono presentare le seguenti caratteristiche:
- notevole compattezza e durezza;
- essere chimicamente non reagenti (per assicurare la durabilità)
- essere esenti da fratture e piani di sfaldamento

70
Le opere portuali esterne
Moli a scogliera

71
Le opere portuali esterne
Moli a scogliera

I massi impiegati per la scogliera possono essere:


Artificiali

Dolos
Tetrapodi

72
Le opere portuali esterne
Moli a scogliera
Accropodi

73
Le opere portuali esterne
Moli a scogliera

Il peso unitario dei massi della mantellata va determinato in base alle


sollecitazioni trasmesse dall’onda di progetto

74
Le opere portuali esterne
Moli a scogliera

Formula di Iribarren

N ⋅ H 3 ⋅γ m
P= 3
3  γm 
( f cos α − sin α )  − 1 
γ
 a 

Massi naturali Massi artificiali Tetrapodi


(parallelepipedi)
f = 2.38 f = 2.84 f = 3.47
N = 0.430 N = 0.430 N = 0.656 75
Le opere portuali esterne
Moli a scogliera – Confronti tra i tipi di massi

A parità di angolo si
osserva che il peso
unitario dei massi va
diminuendo passando dai
massi naturali, ai massi
artificiali parallelepipedi e
ai tetrapodi

76
Le opere portuali esterne
Moli a scogliera – Confronti tra i tipi di massi

A parità di peso P e di altezza


d’onda H si ha uno stesso valore
dell’ordinata per valori dell’angolo
a che vanno via via aumentando
passando dai massi naturali a
quelli artificiali parallelepipedi e ai
tetrapodi.

77
Le opere portuali esterne
Moli a scogliera
Occorre osservare che la testata dei moli a scogliera viene sagomata a
tronco di cono e deve avere una maggiore larghezza in sommità per
consentire le manovre degli automezzi.
La testata è la parte del molo più sollecitata, sia perché il suo andamento
curvilineo determina un minore grado di incastro tra i massi, sia perché,
mentre i massi della sezione corrente del molo hanno collaborazione statica
da entrambi i lati, quelli della testata hanno collaborazione da un solo lato.
Per tale motivo essi devono avere un peso unitario maggiorato (Iribarren
consiglia un incremento del 10 %).

78
Le opere portuali esterne
Moli a scogliera

Formula di Hudson

H 3 ⋅γ m
P= 3
γ 
K d  m − 1 cot α
 γa 

Kd Coefficiente di stabilità, funzione del tipo di masso e di altri fattori.


Le costanti della formula non sono più due, ma una sola.

79
Formula di Hudson

H 3 ⋅γ m
P= 3
 γm 
Kd  − 1 cot α
 γa 

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Le opere portuali esterne
Moli a scogliera

Formula di Hudson

H 3 ⋅γ m
P= 3
 γm 
Kd  − 1 cot α
 γa 
Il motivo per cui la formula di Hudson è più utilizzata di quella di Iribarren
va ricercato soprattutto nel fatto che essa dispone di una maggiore
casistica.
Per ogni tipo di masso si fa la distinzione tra onda frangente e non
frangente.
Si fa inoltre distinzione tra massi della sezione corrente del molo e massi
della testata.
I valori di Kd dipendono anche dal numero di strati di massi compresi nello
spessore della mantellata.
81
Le opere portuali esterne
Moli a scogliera

Formule di Van der Meer

82
Le opere portuali esterne
Moli a scogliera – Modalità di costruzione

I moli a scogliera possono essere realizzati con l’impiego contemporaneo


o esclusivo di mezzi terrestri o marittimi.
Utilizzando mezzi terrestri occorre prevedere, durante la fase di
costruzione, un’adeguata larghezza in sommità del molo e un’altezza tale
da evitare continui danneggiamenti e sospensioni dei lavori in presenza di
agitazioni ondose.

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Le opere portuali esterne
Moli a scogliera – Fasi della costruzione
1. Realizzazione del nucleo
2. Realizzazione dello strato intermedio
3. Posa in opera del masso paraonde
4. Realizzazione della mantellata
5. Realizzazione del banchinamento interno
6. Riempimento dell’intercapedine
7. Realizzazione della soletta di collegamento

84
Le opere portuali esterne
Moli a scogliera

Molo attraccabile non riflettente

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