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Romanorum magna-magna

Virgilio s’è svegliato: Si dia inizio alla coena,


le sette di mattina, il pasto principale!
il viso suo assonnato Con tutta la famiglia,
e già quel pazzo va nella cucina. Virgilio mangia come un animale.

Ma tanto ch’è affamato Zuppa di cereali,


quello s’affanna e grida, legumi, latte e pane:
ansioso di mangiare è questo il suo menu
lo stesso cibo della sera prima. se la serata va normale.

Ientaculum si chiama, Ma quando c’è una festa


e si consuma in piedi: o una speciale ricorrenza,
un uovo, olive e capperi è lì che del convivium
senza nessun bisogno che ti siedi. si sente l’incombenza.

A colazione fatta Si chiamano gli amici,


e qualche oretta di lavoro, si chiamano i parenti,
Virgilio non resiste si inizia la gustatio
a stare solo con quell’uovo. e tutti son contenti.

Con le energie rimaste, Il cibo non scarseggia,


il vecchio saggio corre alla popina, prima e secunda mensa:
deciso a rimpinzarsi Virgilio ha già ottenuto
di sgombri, orate, lardo e selvaggina. la meritata e lauta ricompensa.

Poeti, tutti a tavola, Ormai s’è fatto sero,


il prandium è servito! gli amici vanno a letto.
Torte di ceci a raffica, Arriva notte tempore:
così gustose da leccarsi il dito. son tutti al suo cospetto.

La pancia bella piena, Virgilio è stanco e triste,


passato il meridiem, la festa è già finita.
Virgilio si precipita Sul suo diario scrive
a scrivere poesie. la strofa più sincera della vita:

Ma quando giunge il vesper, “qualunque cosa mangi,


che in italiano è il vespro, che sia una bella zuppa o una lasagna,
passato tutto l’estro, amico mio tu sappi:
il saggio si ritira per mangiar. è tutto un romanorum magna-magna.”