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Fondamenti di Sperimentazione Aerospaziale Prova del 12 settembre 2012

Anno Accademico 2011-2012

Modalità di valutazione:
E’ richiesta una risposta almeno sufficiente su ogni singolo punto indicato come fondamentale (F); è consentita una
singola eccezione a patto che l’insufficienza non sia grave;.
Le risposte ai punti Complementari (C) non utili per la sufficienza, concorrono alla valutazione solo se nei punti
fondamentali è rispettato il requisito precedente
Si ritiene del tutto insufficiente una risposta che comporti un livello di degrado nella qualità del risultato tale da
rendere inutilizzabile il risultato; viene considerato solo leggermente insufficiente un errore che comporti un
degrado della qualità della misura ma non la perdita di significatività del dato.

Nello svolgimento sono evidenziati in giallo i contenuti minimi perché la risposta possa essere considerata sufficiente;
in generale la mancanza della discussione o delle motivazioni non inficia la sufficienza. La rimanente parte della
discussione porta alla valutazione massima di ogni singolo contributo.

Quesito 1
E’ dato il ponte di Wheatstone rappresentato in figura, in configurazione
ad ¼ di ponte, resistenza nominale dell’estensimetro 120Ω; si richiede di: ε
R
a) F ricavare l’uscita del ponte

b) F indicare, motivando la risposta, se alimentando il ponte alla


R
coppia di cavi A-D e misurando alla coppia B-C o alimentando la
coppia B-C e misurando A-D, cambi qualcosa nella misura;
R
c) C dati i quattro cavi A, B, C e D, e assumendo che il ponte non
sia visibile, definire una procedura sperimentale per
determinare la coppia di cavi da alimentare e quella alla quale
leggere la tensione di uscita.

a) F ricavare l’uscita del ponte


Si vedano gli appunti di lezione
Si noti che per la soluzione del circuito occorre definire il riferimento di alimentazione (terra) e il riferimento
di misura

b) F indicare, motivando la risposta, se alimentando il ponte alla coppia di cavi A-D e misurando alla coppia B-
C o alimentando la coppia B-C e misurando A-D, cambi qualcosa nella misura
Sia lo scambio dei capi di alimentazione che quello dei capi di misura comporta il cambio di segno nello
sbilanciamento in tensione del ponte; un doppio scambio non modifica l’uscita di tensione.
Anche lo scambio dei capi di alimentazione con quelli di misura può sia comportare un cambio di segno che
nessuna variazione nello sbilanciamento di tensione.

c) C dati i quattro cavi A, B, C e D, e assumendo che il ponte non sia visibile, definire una procedura
sperimentale per determinare la coppia di cavi da alimentare e quella alla quale leggere la tensione di
uscita.
La caratteristica tipica di un ponte è il bilanciamento delle resistenze sui diversi rami. Quindi il metodo da
utilizzare non può che essere una misura di resistenza ai vertici del ponte. Serve un ohmetro per misurare la
resistenza ai capi dei cavi.
Scegliendo a caso due coppie di fili ci si può ritrovare in una delle seguenti due situazioni:
1) cavi AB (o in generale due cavi corrispondenti alle estremità di un ramo, quindi anche CA, BD o CD): la
resistenza rilevata è data dal parallelo di RAB con la serie di RBD, RDC, RCA; nell’ipotesi di resistenze circa
uguali 1/Req=1/RAB +1/(RBD+RDC+RCA)=1/R+1/(3R)=4/(3R) e Req=3/4 R

1
2) cavi AD (o BC); la resistenza equivalente rilevata è il parallelo di due resistenza in serie:
1/Req=1/(RAB+RBD)+1(/RAC+RCD)= 1/(2R)+ 1/(2R)=1/R e Req=R
Quindi le coppie di cavi da utilizzare sono quelle che corrispondono alla misura di resistenza maggiore e
quella complementare. Le due coppie potranno essere usate indifferentemente per alimentazione o misura:
sappiamo che al massimo cambierà il segno dello sbilanciamento di tensione.

Quesito 2
F Elencare e motivare le proprietà di cui deve godere una funzione per poter essere una funzione di distribuzione
cumulativa.

Si deve fornire la Definizione di funzione di distribuzione cumulativa definita nei lucidi 48 e 49 del modulo
p300_elementi_di_probabilita.pdf

Per definirne le proprietà si applicano le regole immediatamente derivabili da quelle definite per la funzione di densità
di probabilità p(x) nel lucido 25 o 37 del modulo p300_elementi_di_probabilita.pdf ; tali proprietà sono:
+∞
Integrale tra –∞ e +∞ unitario:
∫ p( x)dx = 1
−∞

Integrale tra gli estremi a e a+ε maggiore o uguale a zero per qualsiasi a ed ε, per definizione di probabilità; quindi la
funzione densità è sempre positiva, al più nulla.
a +ε


a
p( x )dx ≥ 0 ⇒ p( x) ≥ 0 ∀a, ε

Proprietà della funzione di densità cumulativa:

nulla a –∞ e unitaria a +∞

monotona crescente o al più costante, quindi anche sempre maggiore o al più uguale a zero, minore o al più uguale ad
uno

Nel caso di una funzione di densità limitata tra a e b è nulla per x<a e unitaria per x>b, positiva e crescente tra a e b.

Quesito 3
F Dimostrare che l’incertezza tipo di una distribuzione rettangolare di limiti ±a/2 è pari a a .
2 3
Calcolo della deviazione standard per la distribuzione rettangolare
Non è richiesto altro se non quanto riportato nei lucidi di lezione: applicare le definizioni dei lucidi 7 e 8 del modulo
p340_DefinizioneIncertezze.pdf e vedere esempi del lucido 9 dello stesso modulo e il lucido 42 del modulo
p300_elementi_di_probabilita.pdf

Quesito 4
F Ricavare la relazione fondamentale dell’estensimetria.

Non è richiesto altro se non quanto riportato nei lucidi di lezione: lucidi da 12 a 15 del modulo
p200_principi_di_trasduzione.pdf

2
Esercizio 1
Un test consiste nello sparare un proiettile sferico di massa pari a 0.02 kg contro un bersaglio ed è stato progettato
in modo tale da ottenere una energia cinetica al momento dell’impatto pari a 5.29 J. Per misurare la velocità
istantanea all’impatto si ricorre all’uso di due fotocellule poste ad una distanza tra loro di 0.1m (±0.001m), ciascuna
fotocellula è collegata ad un cronometro; al passaggio del proiettile davanti a ciascuna fotocellula il sistema
acquisisce il tempo trascorso dallo sparo. Vengono eseguite 7 prove che forniscono le seguenti misure di tempo:

Cronometro 1 [s] Cronometro 2 [s]


0.82334 0.82769
0.82336 0.82774
0.82333 0.82768
0.82330 0.82762
0.82334 0.82768
0.82331 0.82769
0.82333 0.82768

a) F Valutare l’incertezza tipo con cui viene stimata l’energia cinetica all’impatto
b) C Espandere il valore determinato al punto precedente ad un livello di confidenza del 95%
c) C Indicare se ad un livello di confidenza del 90% si può ritenere che la prova soddisfi i requisiti di progetto

Richiesta: energia cinetica all’impatto= E = 1 mv 2 (1)


2

Dati disponibili: Massa proiettile

Dati rilevati: Distanza fotocellule


Tempo di passaggio alle due stazioni (7 misure)

Per valutare l’energia cinetica all’impatto necessario determinare la misura delle velocità a partire dai dati disponibili

Il problema ammette uno schema elementare:

M
Distanza
T1i E
DeltaTi DeltaTm Vmedia
T2i

Nello schema utilizzato la velocità è calcolata come: D D


vM = v = =
∆ 1 N
∑ ∆i
N i =1

In linea di principio sono possibili anche altri due schemi:


N N
Calcolo delle velocità per ogni misura: v = v = 1 v = 1 D D N 1
M ∑
N 1
i ∑ = ∑
N 1 ∆i N 1 ∆i

M
Distanza
T1i E
DeltaTi Vi Vmedia
T2i

3
calcolo del ritardo come differenza dei tempi medi: D D
vM = =
1 N N
 T1 − T2
∑ T1i − ∑1 T2i 
N  1

M
Distanza
T1i T1m E
Tm1-Tm2 Vmedia
T2i T2m

In termini di valori medi i risultati sono identici mentre si ha un’influenza sull’incertezza a seguito della differente
struttura dell’espressione di calcolo dell’energia.

Prima di procedere con la stima dell’incertezza dell’energia definiamo il quadro delle informazioni disponibili.

Tempo: Ragionando con la prima forma di calcolo dell’energia basata sul tempo di volo medio, a partire dalle misure
abbiamo un valore medio pari a 0.0043528s con dev.std 2.1381e-05: per essa si farà l’ipotesi di incertezza di tipo A,
pari a dev.std/sqrt(7)= 8.0812e-06 con 6 gdl

Massa: è data la sola indicazione “0.02 kg” per cui ipotizzabile, in funzione della modalità di scrittura un’incertezza di
tipo B con distribuzione uniforme di semiampiezza 0.005 kg, cui corrisponde una stima dell’incertezza standard pari a
0.005/sqrt(3)=0.002887 kg

Energia: è data la sola indicazione “5.29 J” per cui ipotizzabile, in funzione della modalità di scrittura un’incertezza
standard di tipo B con distribuzione uniforme di semiampiezza 0.005 J, cui corrisponde una stima dell’incertezza tipo
pari a 0.005/sqrt(3)=0.002887 J

Distanza: è data la sola indicazione “0.1m (±0.001m)” per cui ipotizzabile una distribuzione uniforme di semiampiezza
0.001 m, cui corrisponde una stima dell’incertezza tipo pari a 0.001/sqrt(3)=0.0005774 m

Valutazione dei valori nominali delle misure derivate:

D 0.100
vM = = = 22.973m/s
∆ 0.0043528

1 2 1
E= mv = 0.02 ⋅ 22.9732 = 5.2776J
2 2

Punto a) Valutazione delle incertezze: Valutare l’incertezza tipo con cui viene stimata l’energia cinetica all’impatto

Per valutare l’incertezza dell’energia cinetica all’impatto necessario applicare le regole di propagazione all’espressione
(1) tenendo conto della modalità di misura della velocità.

Quindi essendo le incertezze tutte scorrelate e le variabili indipendenti tra loro si applica la semplice RSS
2
all’espressione: E = 1 mv 2 = 1 m  D 
 
2 2 ∆

Quindi

2 2 2 2 2 2
 ∂E   ∂E   ∂E  1   mD   mD 
2
wE =  wm  +  wD  +  w∆  =  v 2 wm  +  2 wD  +  3 w∆  =
 ∂m   ∂D   ∂∆  2   ∆   ∆ 
2 2 2
1   0.02 ⋅ 0.1   0.02 ⋅ 0.1 
2
2
 22.97341 ⋅ 0.002887 +
  2
0.0005774 +
  3
8.0812e − 06  =
2   0.0043528   0.0043528 
0.58041+ 0.003715+ 0.001028= 0.7652J

4
Dall’analisi dei contributi risulta che l’incertezza sull’energia è dominata da quella sulla massa.

Assumendo un’incertezza sulla massa 10 volte inferiore (m=0.020kg) si otterrebbe un’incertezza di 0.07126J.

Dall’analisi dei pesi risulta che in una fase preliminare occorrerebbe prestare maggiore attenzione alla misura del
tempo, cui l’energia presenta la massima sensibilità percentuale:

2 2 2 2
wE % = ( wm % ) + ( wD % ) + ( 3) ( w∆ % )

Punto b) Estensione dell’incertezza: Espandere il valore determinato al punto precedente ad un livello di confidenza
del 95%

L’incertezza propagata sull’energia è da considerarsi di tipo gaussiano

Per poterla estendere al livello fiduciario richiesto è necessario valutare il numero di gdl corrispondenti con la formula
di Welch- Satterthwaite
2
2  m  ∂Q 2 
 m 2  ∑ w 
 ∑Wi   i =1  ∂xi i   wQ 4
ν =  mi =1 4  =   =
m 
 ∂Q  1   1
4 m
Wi
∑ ν ∑  wi   ∑  (W ) ν i
4

i =1   ∂xi νi   i 
i =1 i
  
i =1

wE 4 0.76524
νE = 4 4 4
= > 1e6
 ∂E   ∂E   ∂E  0.58041 / ∞ + 0.0037152 / ∞ + 0.0010282 / 6
2

 wm  / ν m +  wD  / ν D +  w∆  / ν ∆
 ∂m   ∂D   ∂∆ 

Essendo applicabile l’ipotesi di una grandezza combinata con distribuzione gaussiana, il livello fiduciario del 95% si
ottiene con un fattore di copertura k=2; in conclusione la misura dell’energia è:

E95% = 5.2776 ± 1.5304J

Punto c) soddisfacimento requisiti di prova: Indicare se ad un livello di confidenza del 90% si può ritenere che la
prova soddisfi i requisiti di progetto

Il requisito di prova è che l’energia sia compresa tra i valori limite 5.2871 (5.29-0.002887) e 5.2893 (5.29+0.002887) J
con il livello di confidenza del 90% di probabilità, mentre la misura nominale è 5.2776±0.765J.

Quindi occorre valutare se P(5.2871 < E < 5.2893) ≥ 90% che evidentemente non risulta verificata:

Essendo il valore medio della misura inferiore al valore minimo ammesso, più del 50% degli eventi possibili non rientra
nell’intervallo di accettabilità.

5
Esercizio 2

Si vuole caratterizzare il livello vibratorio a cui è sottoposta la cabina di un elicottero usando 6 accelerometri.
Considerando che la banda di interessa è di 150 Hz e che si dispone di:

• scheda di acquisizione a 16 bit, 10 canali, fondo scala 0:10V o ±5V, guadagno programmabile 1, 10,
100, 1000 e velocità massima 100 ksamples/s
• accelerometri piezoceramici, banda passante 0.5-7kHz, sensibilità 100 mV/g
• filtro dell’8° ordine programmabile in frequenza, livello rumore/segnale 0.1%

a) F supponendo che durante il volo si prevedono valori di accelerazione massima pari a ±6g si configurino i
parametri della scheda di acquisizione
b) F descrivere la procedura per determinare la frequenza di taglio dei filtri e la minima frequenza di
campionamento necessarie per evitare il fenomeno di aliasing e determinarne i valori
c) F determinare il tempo di osservazione necessario per ottenere una risoluzione in frequenza pari a 0.2 Hz
d) C assumendo una frequenza di campionamento di 1000 Hz, si stimi l’errore compiuto nella misura della
massima ampiezza dell’accelerazione associata al disturbo prodotto dal rotore ad una frequenza di 25 Hz,
disturbo da ritenersi con buona approssimazione sinusoidale.

Elementi di riferimento per la configurazione dell’acquisizione:


• Fondoscala (parametro di carattere statico)
• Guadagni (parametro di carattere statico)
• Frequenza filtri AA (parametro di carattere dinamico)
• Frequenza di campionamento (parametro di carattere dinamico)

a) Configurazione statica della scheda AD: fondoscala e guadagni

Si deve applicare lo schema conclusivo riportato nel lucido 63 del modulo p100_ConvAD-1.pdf e applicato
nell’esercizio di cui al lucido 91 del modulo p110_ConvAD-2.pdf

I canali misurano tutti la stessa grandezza per cui possiamo assumere lo stesso requisito di fondoscala

Ingressi di misura previsti: ±6g in tensione diventano ±6g x 100 mV/g = 600 mV o 0.6 V

Fondoscala compatibile con le misure è quello bipolare ±5V

Guadagni: l’amplificazione minima (10) porta già a saturare il fondoscala; quindi necessario operare senza
amplificazioni pur con parziale copertura del FS pari al 12%. L’elevata risoluzione mantiene limitato il peso della
quantizzazione , potrebbe invece diventare pesante l’effetto di nonlinearità del convertitore che, peraltro, non è un
dato disponibile nel caso specifico.

b) Configurazione dinamica della scheda AD: frequenza di taglio dei filtri e frequenza di campionamento

Si devono applicare gli schemi conclusivi riportati nei lucidi 86 e 87 del modulo p110_ConvAD-2.pdf e applicati
nell’esercizio di cui al lucido 91: devono essere definiti tutti i parametri di configurazione di un sistema di acquisizione
dati, sia statici (guadagni, polarità) che dinamici (frequenza di taglio dei filtri, frequenza di Nyquist e di
campionamento).

La procedura per la definizione della frequenza di campionamento è sintetizzabile nei seguenti passi:
• Definizione della banda passante richiesta, BP
• Definizione della frequenza di taglio del filtro AA : k BP con k dipendente dalla legge di attenuazione del filtro
nell’intorno della frequenza di taglio; in assenza di informazioni specifiche si opera una ragionevole
assunzione
• Definizione della frequenza di Nyquist k x Fcut: si determina il moltiplicatore k della frequenza di taglio Fcut
in funzione dall’attenuazione richiesta per ridurre un possibile aliasing residuo a livello del rumore di misura
tenendo conto della caratteristica di attenuazione del filtro (ordine o dB/ decade o /ottava)
• Frequenza di campionamento: h FNyq con h >=2
Quindi:
• banda passante richiesta (0-150Hz): BP=150
6
• frequenza di taglio del filtro AA (filtro 8° ordine) : k BP ; poiché si conosce solo l’ordine del filtro si ipotizza la
necessità di almeno 20% di margine, quindi k=1.2: FCut=180 Hz
• frequenza di Nyquist:
il filtro attenua 20* ordine dB/decade ( o 6* ordine dB/ottava)
Il livello di attenuazione richiesto deve essere commisurato al rumore del sistema di misura; sono presenti i
seguenti motivi di incertezza:
o AD a 16 bit, in dB=20log10(1/2^15)=-90dB
o Accuratezza del filtro AA 0.1%, in dB=20log10(1/1000)=-60dB
Si dovrebbe assumere come riferimento di attenuazione un rumore 10 volte più piccolo del peggiore tra
quelli disponibili, in modo da rendere l’aliasing trascurabile nella propagazione delle incertezze
(un’attenuazione inferiore comporterebbe di dover tenerne conto dell’aliasing in termini di ulteriore
incertezza); quindi:
dB=20log10(1/10000)=-80dB
Essendo però il filtro AA stesso lo strumento più “rumoroso”, cioè l’anello debole della catena, non ci si può
aspettare una attenuazione più elevata del rapporto rumore-segnale che lo caratterizza; adotteremo quindi
tale rumore per definire il livello di attenuazione richiesto; quindi: dB=20log10(1/1000)=-60dB
Nel caso si dovesse determinare l’incertezza del sistema di acquisizione occorrerebbe tenere conto sia delle
caratteristiche di accuratezza del filtro che dell’aliasing residuo (entrambi 0.1%); nel caso specifico essendo
questi della stessa entità sarà sufficiente considerare l’accuratezza del filtro moltiplicata per un fattore 1.4, il
fattore moltiplicativo che fornisce l’accuratezza complessiva di da due elementi della stessa qualità posti in
serie.
La frequenza di Nyquist (al di sopra della quale il contenuto armonico produrrà un aliasing residuo al livello di
attenuazione di -66dB rispetto al fondoscala di acquisizione) è pertanto:
n ⋅ dBatt 60
f Nyq = Fcut ⋅ 10 20⋅ordine = 180 ⋅ 10 20⋅8 = 180 ⋅ 2.37 = 426.8 ≈ 450 Hz
• Frequenza di campionamento: k FNyq con k >=2; occorrerà quindi utilizzare una frequenza di campionamento
pari a 900 Hz o superiore.

c) F determinare il tempo di osservazione necessario per ottenere una risoluzione in frequenza pari a 0.2 Hz

Si applica la relazione ricavata nel lucido 59 del modulo p110_ConvAD-2.pdf

La risoluzione in frequenza è l’inverso del tempo di osservazione; quindi il minimo tempo di osservazione richiesto è di
5s

Se si interpreta la richiesta con la necessità di risolvere due toni nel segnale, tenendo conto del leakage, occorre
adottare una risoluzione in frequenza maggiore in modo che l’effetto si diffonda su di un campo di frequenze
abbastanza ristretto da consentire la lettura dei due picchi: indicativamente è necessaria una risoluzione 4-5 volte
superiore alla semplice risoluzione dello spettro.

d) C assumendo una frequenza di campionamento di 1000 Hz, si stimi l’errore compiuto nella misura della
massima ampiezza dell’accelerazione associata al disturbo prodotto dal rotore ad una frequenza di 25 Hz,
disturbo da ritenersi con buona approssimazione sinusoidale.

Necessario analizzare il problema ed elaborare una strategia di soluzione.

La definizione del valori massimi dell’accelerazione può essere fatta identificando i valori massimi delle misure nel
periodo osservato. L’identificazione di tale valore è inficiata dalla possibilità di avere istanti di campionamento che
non coincidono con quelli in cui l’accelerazione raggiunge il proprio massimo.

Nell’ipotesi di sinusoidalità del segnale, quindi costruendo un modello del fenomeno, il campionamento a 1000Hz di
una sinusoide a 25 Hz comporta la discretizzazione di un periodo con 40 punti, quindi un passo angolare di 9°.

Questo comporta che i punti di misura possono non campionare i valori massimi e minimi della sinusoide; il caso
peggiore si verifica con ±4.5° di sfasamento rispetto al valore massimo. Per l’angolo (90-4.5) il seno vale 0.9969; con
una errore massimo di 0.31% circa.

7
In teoria questo valore andrebbe trasformato in un’incertezza standard di tipo B, assumendo una distribuzione di
probabilità appropriata, es triangolare: massima al centro e nulla a +-4.5°) e poi propagata con le incertezze del
sistema di misura (strumento, filtro AA, risoluzione e linearità AD).

Esercizio 3

Su di una struttura sono incollati, in configurazione ad un quarto di ponte estensimetri di resistenza nominale pari a
120Ω (±0.8%) e gauge factor 2.1 (±1.0%). Per la misura si dispone di una centralina estensimetrica, di una
alimentazione a 10V (±0.5%) e di un voltmetro da ritenersi ideale. I cavi della lunghezza di 10m hanno un diametro
di 0.2mm ed il materiale di cui sono realizzati ha resistività pari a 0.018e-6 Ωm. Si richiede di:

a) F ricavare l’espressione della sensibilità nominale del ponte


b) F ricavare l’espressione della sensibilità del ponte tenendo conto della presenza dei cavi
c) C fornire i valori numerici delle tensioni misurate nei due casi per una deformazione di 1800 µε
d) C valutare la lunghezza dei cavi massima per mantenere la differenza di tali valori sotto l’1%

a) F ricavare l’espressione della sensibilità nominale del ponte


Si rimanda alla soluzione del punto Q1
In più viene esplicitamente richiesto di fornire il legame in termini di funzione di trasferimento dello
strumento, quindi il rapporto sbilanciamento di tensione / deformazione.

b) F ricavare l’espressione della sensibilità del ponte tenendo conto della presenza dei cavi
In linea di principio occorrerebbe riscrivere le equazioni del ponte identificando i rami sui quali si inserisce la
resistenza aggiuntiva di cavi e quindi risolverle.
Per il caso specifico di ¼ di ponte la situazione a seguito del collegamento della centralina risulta quello di
figura:

Quindi Il ramo 1 risulta essere caratterizzato da una resistenza equivalente data dalla serie tra la resistenza
dell’estensimetro (R1) e le resistenze dei due cavi Rk1 e Rk2 che potranno essere ragionevolmente
considerati di pari lunghezza, quindi Rk1=Rk2=0.018e-6 * A * L Ω

Req=R1+2Rk=120+ 0.018e-6 *L/2.146E-8 Ω=120+ 0.573 *L Ω

Il problema si semplifica in quanto l’uscita del ponte mantiene la struttura


VS  ∆R 
∆V =  
4 R 
Dove la variazione di resistenza è data sempre dalla deformazione dell’estensimetro (kεRest) mentre la
resistenza di ramo è Req.

Vs  ∆R  Vs  kε Rest 
∆V =   =  
4  Req  4  Rest + 2 RCavo 
L’effetto dei cavi può essere visto come una modifica dal gage factor dell’estensimetro:

8
kε  Rest  R  V  Rest  Vs
=  ⇒ k = k  est  ⇒ ∆V = s k ε = k ε
kε  Req  R 
 eq  4  Rest + 2 RCavo  4

 
V  kε REst  VS  kε  VS  kε  V
∆V = S  =   =   = 0.9128 S kε
4  REst + 2 ⋅ ρ L / A  4  1 + 2 0.573 L  4  1 + 0.0955  4
 120 

La presenza dei cavi riduce quindi la sensibilità effettiva di un fattore 0.9128 rispetto a quella nominale.

c) C fornire i valori numerici delle tensioni misurate nei due casi per una deformazione di 1800 µε
Utilizzare l’espressione ottenuta ai punti precedenti per fornire le informazioni richieste:
 2 ⋅ 1800e − 6 
VS
∆V =   = .003274
 1 + 0.00995 ⋅ 10 
4
V V V
∆V = S kε = S 2 ⋅ 1800e − 6 = S 0.00360
4 4 4

d) C valutare la lunghezza dei cavi massima per mantenere la differenza di tali valori sotto l’1%
La lunghezza dei cavi non è compatibile con la richiesta: la differenza percentuale è infatti 4.55%
In generale occorrerebbe scrivere l’uscita del ponte nominale e risolvere l’equazione che limita l’errore
percentuale all’1% dell’uscita nominale:
|Voutnom- Vout|≤0.01*Voutnom
con
VS
Vout _ nom = ( kε REst )
4
VS  kε REst 
Vout =  
4  REst + 2 ρ L / A 
Poiché la lettura in presenza dei cavi non può che essere inferiore a quella nominale, scriveremo:
 
VS  kε REst  VS V
  − ( kε ) = E% S ( kε )
4  REst + 2
ρL  4 4
 A 
Semplificando i termini moltiplicativi comuni otteniamo:
1
= (1 − E% )
ρL 1
1+ 2
A R e st
Da cui
E% A ⋅ REst
L= = 1.058m
1 − E% 2 ρ
Poichè una simile lunghezza potrebbe non essere compatibile con le esigenze di prova occorrerà utilizzare
cavi sempre da 10 m ma con sezione maggiorata: dato che la resistenza richiesta è circa 5 volte inferiore, sarà
necessario un cavo di sezione 5 volte superiore, quindi un diametro di almeno d ′ = 5d ≈ 2.25d ; cioè
circa 0.5mm