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Lezione n.

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Introduzione e schema del corso
L’idea di queste dispense è quella di riassumere i contenuti principali del corso di Tecnica delle
Costruzioni per i corsi di Laurea in Ingegneria dell’Ambiente.
Dopo una serie di lezioni introduttive di richiamo e complemento a concetti già visti in precedenti
corsi (Meccanica dei Solidi, Scienza delle Costruzioni), il corso si indirizzerà verso la definizione
delle procedure, dei metodi di analisi e dei criteri di verifica necessari per giungere ad una corretta
progettazione di una struttura. Pertanto, Anziché introdurre uno schema del Corso, è forse utile
riassumere quelli che sono i passi che costituiscono la serie di operazioni che, complessivamente,
possono essere definite come “progettazione strutturale”.

A
SCHEMA
MATERIALI GEOMETRIA
ZZ STRUTTURALE

STRUTTURA

AZIONI
O
DIMENSIONI
B

ANALISI
STRUTTURALE

no
VERIFICA

si

fine

Gianni Bartoli – Appunti di Tecnica delle Costruzioni Revisione – 21/10/01


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Il grafico precedente mostra l’iter di progetto che porta alla definizione delle caratteristiche
geometriche della parte che costituisce la struttura resistente di una qualunque opera costruita.
Per struttura si intende, almeno dal punto di vista di un Corso di Tecnica delle Costruzioni,
l’insieme degli elementi resistenti di un edificio o di un’opera costruita in genere.
Ogni struttura è definita mediante la “composizione” di diversi parametri, in quanto un elemento
strutturale risulta definito una volta che siano noti:
- i materiali con il quale è realizzato (ad esempio il legno, l’acciaio, il cemento armato, il cemento
armato precompresso, tanto per citare i più frequenti materiali da costruzione, alcuni dei quali
saranno oggetto del presente corso)
- la geometria che lo costituisce (dettata da esigenze funzionali, ossia collegate alla funzione che
deve svolgere l’oggetto, e da eventuali vincoli che lo condizionano), intendo per geometria
quelle caratteristiche note indipendentemente dal percorso di progettazione strutturale vera e
propria (ad esempio: nel caso di un progetto di un muro a sostegno di un terreno, sarà nota

A
l’altezza del muro e, forse, la massima dimensione della fondazione, dettata, ad esempio, da
vincoli offerti da manufatti già presenti. A priori non saranno note le caratteristiche geometriche
degli elementi che lo compongono, ad esempio lo spessore del muro, l’altezza della fondazione,
e così via)
- lo schema strutturale, cioè la scelta dello schema resistente. Ad esempio, nel caso di una trave,
si intenderà per schema strutturale il fatto che si tratti di una trave isolata, semplicemente
ZZappoggiata ad altri elementi strutturali, piuttosto che si tratti dell’elemento orizzontale di un
telaio.
L’insieme di queste tre caratteristiche definisce, almeno in parte, la struttura oggetto della
progettazione. Il passo successivo sarà quello di fornire, all’elemento strutturale o alla struttura nel
suo insieme, le corrette dimensioni trasversali (gli spessori, le dimensioni delle sezioni) in modo
tale da soddisfare a taluni requisiti prestazionali, che verranno specificati attraverso l’operazione di
verifica.
Una volta effettuate le scelte definite in precedenza, a condizionare le dimensioni degli elementi
resistenti intervengono le azioni che la struttura dovrà sopportare. Tra le azioni si annoverano, ad
esempio:
- i carichi permanenti, ossia carichi che graveranno stabilmente sull’opera
O
- i carichi accidentali, ossia carichi che, per loro natura, possono insistere o meno sull’elemento
strutturale (ad esempio il carico dovuto alla spinta delle terre, alla spinta idrostatica, al
sovraccarico dovuto alla presenza di persone, all’azione del vento, alla presenza della neve,
all’azione dovuta al sisma)
- le coazioni, cioè tutte quelle situazioni che, se presenti, possono indurre uno stato di
deformazione e, nel caso di strutture iperstatiche, uno stato di sollecitazione (si pensi, a titolo di
B

esempio, all’eventuale presenza di variazioni termiche o di cedimenti vincolari)


La presenza di un “feed-back” (ossia di una retroazione) tra la voce “dimensioni” e la voce “azioni”
è dettata dalla presenza del peso proprio della struttura, ovviamente dipendente dalle proprie
dimensioni. Tale forza va indubbiamente contemplata nell’elenco delle azioni che la struttura stessa
deve sopportare, e può rappresentare, in taluni casi, anche l’azione maggiormente significativa nel
dimensionamento della stessa. Inoltre, la presenza dell’accelerazione di gravità (e quindi della forza
peso) rende il procedimento di progetto un procedimento di tipo “iterativo”, poiché una volta
modificate le dimensioni trasversali dell’elemento occorrerà ricalcolarne il peso e quindi procedere
nuovamente ad una fase di verifica.
Successivamente alla definizione delle azioni esterne gravanti sulla struttura e delle dimensioni
(che, inizialmente, possono essere definite attraverso una procedura di pre-dimensionamento) è
possibile procedere all’analisi strutturale vera e propria, che consiste nella definizione delle
caratteristiche di sollecitazione e di deformazione che, nelle varie sezioni della struttura, nascono a
causa dei carichi applicati. E’ importante sottolineare il fatto che, nel caso generale di struttura
iperstatica, i valori delle sollecitazioni dipendono dalle dimensioni della struttura oltre che dalle
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forze applicate, per cui occorre comunque definire, per tutti i vari elementi che la compongono, le
dimensioni trasversali della struttura.
La freccia verde tratteggiata che unisce “azioni” e “analisi strutturale” indica che, in alcuni casi, è
possibile procedere alla definizione delle sollecitazioni indipendentemente dalla conoscenza dalla
geometria delle sezioni della struttura in esame: è questo il caso delle strutture isostatiche in cui lo
stato di sollecitazione risente esclusivamente della disposizione dei vincoli e della geometria della
struttura ma non dalle dimensioni trasversali della sezione, oggetto della procedura di
dimensionamento.
I risultati ottenuti attraverso il procedimento di analisi costituiscono l’input per il successivo
processo di verifica della struttura. Per verifica si intende la procedura che affronta il controllo
della corrispondenza tra i requisiti richiesti all’opera progettata e le prestazioni che a questa
vengono richieste.
In generale, il controllo viene quindi esercitato definendo sia i requisiti richiesti all’opera, sia i

A
metodi per definire la corrispondenza o meno a tali requisiti. In ambito strutturale, il primo requisito
che viene ovviamente richiesto riguarda la sicurezza dell’opera, intesa come “distanza” dalla
possibile condizione di crisi (spesso identificata con il termine “collasso”): i metodi di verifica
utilizzati saranno quindi in grado di permettere di classificare una struttura come sicura o meno.
Ma la sicurezza, per quanto di primaria importanza, non rappresenta l’unico requisito richiesto ad
una struttura: i controlli, di volta in volta, riguarderanno anche altri aspetti connessi non soltanto
ZZ
con la situazione “limite” della struttura, ma anche con condizioni che vengono definite “di
esercizio”, per le quali si richiede che l’opera costruita risponda in modo altrettanto efficace.
A titolo di esempio si possono citare, come richieste di requisiti aggiuntivi oltre alla sicurezza
strutturale, il controllo della durabilità dell’opera (intesa come capacità dell’opera a durare nel
tempo mantenendo inalterate alcune sue caratteristiche), della sua deformabilità (assenza di
eccessivi spostamenti che possono rendere l’opera inutizzabile o che possono condurre al
malfunzionamento di alcune sue parti accessorie), della sua duttilità (ossia della capacità di
presentare un buon comportamento anche oltre il limite elastico, condizione questa necessaria per la
buona risposta nei confronti di azioni quali quelle causate da un evento sismico).
Il controllo della risposta a tali requisiti avviene facendo ricorso a metodi di verifica: accanto al
metodo delle tensioni ammissibili, già incontrato in corsi precedenti (e che storicamente rappresenta
O
il primo metodo di verifica introdotto), si affiancano metodi di calcolo a rottura e, più recentemente,
i metodi che vengono classificati come “metodi agli stati limite”, che rappresentano i metodi verso i
quali si stanno orientando tutte le normative mondiali.
VERIFICA DELLA STRUTTURA
REQUISITI METODI
B

- sicurezza al collasso (crisi per - tensioni ammissibili (T.A.)


resistenza, per instabilità, etc.) - calcolo a rottura (analisi limite,
- duttilità etc.)
- durabilità - stati limite (S.L.)
- deformabilità

Nel caso in cui il procedimento di verifica abbia dato esito favorevole, il percorso di progettazione
si conclude, in quanto l’opera, con le dimensioni adottate, risponde ai requisiti richiesti.
Viceversa, se la verifica non ha successo occorre procedere ad una variazione delle dimensioni
dell’opera, modificandone la sezione resistente.
Può anche verificarsi la situazione per la quale la semplice variazione delle dimensioni trasversali
dell’oggetto progettato non sia sufficiente a far sì che la struttura corrisponda ai requisiti richiesti. In
questo secondo caso, occorrerà ridiscutere la scelta progettuale dall’inizio, eventualmente

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modificando qualcuno dei parametri che inizialmente hanno concorso alla definizione della struttura
(e quindi la geometria, i materiali o lo schema strutturale).

Il Corso di Tecnica delle Costruzioni si ripromette, almeno in parte e per qualche elemento
strutturale particolare, di percorrere il percorso appena tracciato.
Il Corso risulta quindi suddiviso in due parti.
Nella prima parte si analizzeranno alcuni aspetti collegati alla “Teoria delle Strutture”: partendo
dall’analisi della deformazione delle strutture (indagando aspetti legati alla deformabilità ed alla
caratterizzazione dello stato di spostamento di elementi strutturali prevalentemente inflessi), si
introdurrà il metodo dell’equilibrio per la risoluzione dei sistemi a molte iperstatiche. In questa
parte verranno inoltre caratterizzate le principali azioni che condizionano il progetto di una
struttura. Un’ultima parte riguarderà l’analisi dello stato di sollecitazione in strutture a sviluppo
bidimensionale anziché monodimensionale, con particolare riguardo al caso dei serbatoi cilindrici.

A
Nella seconda parte si affronteranno invece aspetti collegati alla “Progettazione strutturale”.
Verranno definiti ed analizzati i principali materiali utilizzati nella realizzazione di strutture civili
(quali l’acciaio ed il cemento armato), introducendone i principi di utilizzazione ed il percorso
progettuale che ne porta al dimensionamento ed alla verifica. Si accennerà inoltre al progetto di
strutture realizzate con altri materiali (il legno, il cemento armato precompresso). Il percorso
prevede poi l’illustrazione di alcune tipologie strutturali, più vicini alle tematiche proprie di un
ZZ
corso di Ingegneria per l’ambiente: si analizzerà quindi il progetto di un serbatoio (o di una vasca)
in c.a., di un muro a retta, di un tombino interrato. Alcuni cenni di calcolo di strutture in zona
sismica concluderanno il corso.
O
B

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PROGRAMMA DEL CORSO DI TECNICA DELLE COSTRUZIONI

Prima Parte: TEORIA DELLE STRUTTURE


Generalità sul calcolo delle strutture
- La deformabilità per sforzo normale, per taglio e per momento flettente
- Il Principio di identità
- La linea elastica ed il disegno della deformata di una struttura
Le Azioni sulle strutture
- Generalità
- Alcuni esempi di azioni sulle strutture
I metodi di verifica delle strutture
- Il metodo delle Tensioni Ammissibili
- Il metodo degli Stati Limite
Il Metodo dell’equilibrio

A
- Introduzione al metodo dell’equilibrio
- La rigidezza: casi fondamentali di rigidezza alla rotazione
- Il metodo dei vincoli ausiliari
- La rigidezza alla traslazione
- La matrice di rigidezza di una struttura
Analisi delle sollecitazioni in serbatoi cilindrici
- Definizione del problema: serbatoi “lunghi” e “corti”
ZZ
- Condizioni di vincolo di estremità
- Serbatoio con fondazione
- Variazioni termiche in serbatoi cilindrici

Parte Seconda: CENNI DI PROGETTAZIONE STRUTTURALE


L’acciaio
- Introduzione al calcolo di strutture in acciaio
- Il caso monoassiale: la prova di trazione
- Tipologie strutturali in acciaio
- Classificazione acciai da carpenteria
- Verifiche in strutture in acciaio
- Unioni bullonate e unioni saldate
O
Il Cemento Armato
- Proprietà di calcestruzzi e acciai per c.a.
- La teoria statica del c.a.: il coeff. di omogeinizzazione
- Progetto e verifica di pilastri in c.a.
- Progetto e verifica di sez. inflesse
- Taglio e flessione in c.a.
- Esempio di calcolo di trave in c.a.
B

- La pressoflessione in sezioni in c.a.


- Il problema della fessurazione
Il Cemento Armato Precompresso
- La precompressione
- Cenni di calcolo di strutture precompresse
Progetto di opere di sostegno delle terre
- La spinta delle terre: richiami
- Pareti di sostegno: tipologie e calcolo
- Muri di sostegno in c.a.
- Muri di sostegno a gabbioni
- Palancole e diaframmi
Elementi strutturali in c.a.
- Progetto di un serbatoio in c.a.
- Progetto di un tombino in c.a.
Cenni di ingegneria sismica
- La risposta delle strutture sotto sisma
- La progettazione in zona sismica
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