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La respirazione e gli elementi coinvolti!

Alcuni aspetti della didattica ai quali non sempre è dato il giusto peso
e ai quali raramente è dedicato un adeguato tempo d’insegnamento,
sono proprio quelli legati alla respirazione. Nello scorso focus che
sviluppai l’anno scorso, ho trattato questi aspetti in modo sintetico,
ora mi piacerebbe approfondire il discorso illustrando e descrivendo i
vari tipi di respirazione, i muscoli attraverso i quali questa avviene, le
varie tecniche e...

“la colonna d’aria messa in movimento grazie allo stimolo del


diaframma, passa attraverso la cavità toracica e risuona nella bocca
mettendo in moto l’ancia,’continua’ poi all’interno dello strumento
per terminare poco dopo la fine della campana o sotto il foro più
basso messo in azione” Jack Brymer

La produzione del suono tramite il sax avviene attraverso una


reazione a catena di fasi strettamente connesse tra loro.

Il flusso d’aria emesso metterà in vibrazione l’ancia che si


propagherà dapprima all’interno del bocchino e poi all’interno del
corpo cilindrico dello strumento.

La corretta vibrazione dell’ancia e la qualità del flusso d’aria,


determineranno il timbro dello strumento (anche se ritengo più
opportuno ritenere il timbro dell’esecutore).

Il flusso d’aria però, prima di arrivare a contatto con l’ancia compierà


un percorso che coinvolgerà molteplici parti anatomiche che in
ordine di percorrenza saranno: cavità orale, polmoni, vie aeree
superiori, bronchi, trachea, laringe, faringe e nuovamente cavità
orale.

Affinché il risultato “artistico” sia accettabile, le varie parti


anatomiche dovranno collaborare in modo complementare. Un
approfondimento riguardo tale tema, sebbene possa sembrare

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scomodo, è importante al fine di ottenere miglioramenti in campo
esecutivo, ma lo è altrettanto per una cultura personale.

La respirazione è un processo che in condizioni normali e ottimali, si


svolge in maniera ritmica e automatica; lo scopo è di favorire uno
scambio gassoso indispensabile alla nostra sopravvivenza. La
respirazione spontanea avviene attraverso due fasi che sono: quella
inspiratoria (immessa di aria nei polmoni) e quella espiratoria
(fuoriuscita dell’aria).

La frequenza respiratoria varia secondo l’attività svolta, delle


condizioni ambientali e dal fatto che si stia dormendo o no. In media
un adulto in condizioni normali compie dai dodici ai sedici atti
respiratori al minuto, riducendo la frequenza a 6-8 quando dorme.

Quest’azione è svolta in maniera automatica grazie all’azione


involontaria del diaframma e degli altri muscoli coinvolti. Durante
l’espirazione, il diaframma si abbassa, favorendo l’espansione della
cavità toracica e l’entrata dell’aria nei polmoni; in fase espiratoria
invece l’aria sarà spinta all’esterno dal ritorno elastico del diaframma
e delle altre strutture coinvolte.

Va da sé che mentre nella respirazione ordinaria la frequenza dei cicli


respiratori è prevalentemente ritmica con intervalli quasi regolari,
nella respirazione di un cantante o di uno strumentista a fiato, questa
sarà più irregolare con una frequenza più bassa. In seguito alla
necessità di un equilibrio tra l’esigenza di respirare e quelle musicali,
il cantante o lo strumentista a fiato, saranno obbligati a sviluppare in
modo differente l’atto d’inspirazione, che dovrà necessariamente
essere più ampio e profondo e la fase espiratoria che dovrà essere
adeguata alle esigenze musicali.

Per chi suona gli strumenti a fiato, infatti, occorrerà esercitare


un’azione maggiore dell’aria rispetto alla respirazione ordinaria.

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Muscoli respiratori

Il diaframma

Il diaframma è un muscolo impari e laminare che separa la cavità


toracica da quella addominale. Questo si può descrivere come un
pavimento a livello variabile che interagisce con la cintura muscolare
addominale.

Il diaframma è il più importante muscolo respiratorio. La sua


contrazione determina assieme all’elevazione del torace operata dai
muscoli respiratori, l’espansione della cavità toracica e dei polmoni
necessaria al richiamo d’aria nelle vie aeree durante l’inspirazione.

La contrazione del diaframma inoltre determina un aumento di


pressione nella cavità addominale.

La sua forma è di una cupola la cui convessità è rivolta verso l’alto,


mentre la concavità verso il basso verso l’addome.

A differenza degli alti muscoli del corpo, questo si differenzia giacché


in fase di contrazione si flette in maniera circolare.

Durante l’atto inspiratorio, la contrazione del diaframma e del


muscolo intercostale, esterno, permette l’allargamento del torace e
consentono l’ingresso dell’aria nei polmoni. La contrazione del
diaframma determina l’espansione delle ultime costole su cui è

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inserito, facendo aumentare anteriormente, posteriormente e
trasversalmente i diametri della gabbia toracica.

Durante l’esecuzione di massimi sforzi respiratori, questo è sollevato


grazie all’azione dei muscoli addominali e in collaborazione con quelli
espiratori, facilita l’espulsione dei gas polmonari residui.

La tecnica dell’appoggio, si basa sull’antagonismo tra il muscolo


diaframmatico e quelli addominali. Un antagonismo bilanciato tra le
parti determinerà la giusta azione diaframmatica e la conseguente
giusta spinta dell’aria.

Tipi di respirazione

I vari tipi di respirazione, a seconda dei muscoli e delle parti


anatomiche interessate, possono distinguersi in: respirazione alta,
bassa e totale. Ciò che le accomuna è che il muscolo diaframmatico è
presente in ognuna di queste.

Respirazione alta

Questo tipo di respirazione è particolarmente utilizzata dagli atleti in


tutte quelle situazioni di grande necessità di aria ed è altrettanto
utilizzata dalle donne che prevalentemente respirano attraverso il
meccanismo costo-clavicolare. In questo tipo di respirazione le coste
assumono una posizione orizzontale e i polmoni si riempiono d’aria
espandendo la cassa toracica verso l’alto. Tale respirazione è
caratterizzata dal classico movimento delle spalle verso l’alto.

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Respirazione bassa

Questo tipo di respirazione sfrutta i muscoli addominali e favorisce


l’utilizzo della parte bassa del torace. La cavità toracica
differentemente dalla respirazione alta si espande in maniera
verticale, favorendo così l’introduzione di un maggior quantitativo
d’aria.

Respirazione totale

Per respirazione totale s’intende quel tipo di respirazione che


comprende sia la respirazione alta, che quella bassa. Questo tipo di
respirazione è quella più corretta ed utilizzata per cantanti e
strumentisti a fiato. Ricercando un equilibrio tra le due, infatti,
riusciremo a immagazzinare un quantitativo maggiore di aria
ottenendo anche un buon controllo in fase di emissione.

La respirazione totale permette di incamerare il 30% in più di aria


rispetto alla respirazione bassa o diaframmatica. La nostra finalità
ovviamente, non sarà solo quella di incrementare l’incameramento
d’aria, ma soprattutto quello di riuscire ad avere una certa elasticità
diaframmatica nel gestire l’emissione dell’aria.

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Esercizi respirazione

Data la necessità di strumentisti a fiato e cantanti di avere una


discreta capacità polmonare che ci consenta di esprimere al meglio e
senza eccessive interruzioni le frasi musicali che ci troveremo ad
affrontare, gli esercizi qui di seguito potrebbero essere un buon
modo per consentirci di sfruttare e gestire al meglio le nostre riserve
d’aria.

A differenza della capacità polmonare che una volta raggiunta la


maturità non potrà essere aumentata, l’elasticità polmonare invece,
attraverso esercizi mirati e metodologie specifiche, potrà essere
sviluppata.

Va necessariamente ricordato che gli esercizi che andremo a


eseguire, dovranno essere svolti evitando qualsiasi tipo di rigidità che
non solo renderanno l’esercizio sterile, ma potrebbero anche essere
dannose.Esercizi senza strumento

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Questo è uno degli esercizi più semplici ed efficaci per far capire il
movimento del diaframma; va eseguito in maniera supina e dopo
aver inspirato lentamente e profondamente, tratterremo l’aria per
pochi secondi. In seguito espiriamo inviando l’aria verso l’esterno con
direzione e velocità.

Durante l’esercizio potremo far caso all’azione del diaframma e dei


muscoli addominali coinvolti, mentre sarà nulla l’azione dei muscoli
del torace. Dopo potremo aggiungere un peso sull’addome con il fine
di fortificare i muscoli.

Esercizi sul respiro lento e veloce

Questo tipo di esercizi a differenza dei precedenti, vanno svolti


all’impiedi, preferibilmente avanti ad uno specchio e distribuendo
equamente il nostro peso su entrambe le gambe.

Calibreremo il metronomo a 50-60bpm e inspireremo l’aria per la


durata di quattro beat cercando di acquisire il maggior quantitativo
d’aria possibile; accompagneremo l’entrata dell’aria verso il basso
anche attraverso l’uso del tatto, ovvero posizionando una mano su
un fianco e l’altra stesa verso il fianco che si alzerà gradualmente
durante l’ispirazione. In seguito bloccheremo il flusso dell’aria sia in
entrata sia in uscita per altre quattro pulsazioni e dopo la espireremo,
avendo cura di cacciare tutta l’aria in quattro beat.

Anche questo esercizio, oltre ad essere utile per la gestione dell’aria,


sarà utile per allenare l’elasticità del muscolo diaframmatico.

Un altro esercizio utile può essere quello riguardante il respiro


veloce.

Questo esercizio si svolgerà mantenendo sempre il metronomo sui


50-60bpm; in questo caso considereremo cinque pulsazioni; durante

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le prime quattro (considerando di avere i polmoni già pieni di aria)
espelleremo tutta l’aria incamerata, mentre sulla quinta pulsazione li
riempiremo.

Entrambe gli esercizi possono essere svolti in cicli di 5-6.

I polmoni

Questi possono essere descritti come un serbatoio d’aria elastico e


inerte racchiuso dalla gabbia toracica come una camera ad aria a
pareti mobili che poggia sul muscolo diaframmatico.

La funzione principale dei polmoni è di condurre lo scambio di gas fra


l’aria inspirata e il sangue. La loro forma è simile a quella dei mantici
della fisarmonica e quello di destra si differenzia rispetto a quello di
sinistra, per il fatto di avere tre lobi anziché due. Mediamente la
capacità polmonare è quantizzabile attorno ai 5-6 litri.

Questi hanno un rivestimento spugnoso e l’ambiente del polmone è


molto umido. Il 70% della respirazione è guidata dal diaframma il
quale si trova in fondo al torace. La contrazione del diaframma
espande verticalmente la cavità dove il polmone è semichiuso; il
rilassamento del muscolo ha l’effetto opposto. L’aria entra attraverso
le cavità nasali o orali; essa passa attraverso la laringe e
successivamente per la trachea arrivando ai bronchi. Questi ultimi
dividono i polmoni in parti più piccole chiamate bronchioli e
terminano con le sacche alveolari.

La laringe

E’ l’organo principale della fonazione. Questa è l’ultimo tratto delle


vie respiratorie, permette il passaggio dell’aria e la fonazione; è
deputata alla protezione della trachea durante la deglutizione grazie
all’epiglottide. La laringe pur subendo variazioni individuali e in

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rapporto all’età e sesso, ha la forma di un imbuto rovesciato, lunga
mediamente 4 cm e larga altrettanto, presenta un diametro di 3,6cm.
Nella pubertà subisce i cambiamenti che portano alla modificazione
della voce. Durante la respirazione, deglutizione e fonazione, la
laringe si alza e si abbassa. Fa parte della laringe la struttura che
provoca la sporgenza tipica del maschio adulto, il pomo d’Adamo. Le
cartilagini che la compongono sono:

• L’epiglottide
• La cartilagine tiroidea
• Le cartilagini aritenoidee
• La cartilagine cricoidea

Le corde vocali partono dalle tiroidi e poggiano sulla cricolide,


passano per le corni colate di Santorini.

I muscoli della laringe inoltre sono divisi in trinseci ed estrinseci: i


primi fanno parte della struttura della laringe, mentre i secondi sono i
responsabili dei movimenti dei movimenti della laringe stessa;
quando questi sono contratti, influenzano negativamente la
produzione vocale, l’altezza tonale e le dinamiche d’intensità.

Una laringe ben rilassata, faciliterà il passaggio dell’aria che dai


polmoni giungerà all’ancia e al bocchino.

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Posture

Posture scorrette possono indurre a una contrazione involontaria


della gola e quindi a un’eccessiva pressione sul collo che può essere
avvertita come una sensazione di strangolamento che oltre a
provocare un’emissione non sufficientemente bilanciata, avrà come
altra conseguenza l’impossibilità di sostenere adeguatamente il
suono stesso.

Per chiarire questa situazione, potremmo fare l’esempio di


un’automobilista che guida durante tutto il tragitto con freno a mano
inserito; tale azione sottoporrà la macchina a un inutile dispendio
energetico. Tornando al nostro caso, ciò avviene perché la laringe che
contiene la glottide e la relativa muscolatura, è coinvolta per
chiudere il passaggio dell’aria durante la deglutizione o quando è
richiesta una pressione maggiore verso il basso.

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Corde vocali

Le corde vocali sono lembi tendinei che attraverso il passaggio


dell’aria producono delle vibrazioni che di conseguenza generano i
suoni. Queste si trovano all’interno della laringe, nella parte
superiore della trachea; i loro bordi esterni sono attaccati ai muscoli
della laringe, mentre i margini interni sono liberi di formare
l’apertura chiamata rima glottidis.

Queste differiscono tra maschi e femmine poiché le dimensioni della


piega vocale è diversa; nei maschi, la cui voce è più bassa, le pieghe
sono più lunghe e spesse, mentre nelle femmine, di conseguenza,
sono più corte e sottili.

Per quanto riguarda la produzione di suoni, partecipano alla loro


creazione sia le corde vocali, sia le vie aeree superiori e i seni
paranasali come cassa di risonanza, sia la cavità orale come
strumento di modulazione dei suoni. Ovviamente questo discorso,
non è solo valido per i cantanti che emettono i suoni direttamente
dalla bocca, ma anche per gli strumentisti a fiato che come abbiamo
più volte accennato, prima che l’aria giunga allo strumento,
attraversa i vari organi fonatori e respiratori; per cui una postura
scorretta nell’allineamento delle spalle con il capo, con il mento mal
bilanciato verso l’alto o il basso determinerà sensibili cambi timbrici.

Un semplice esempio può essere fatto sfruttando la nostra voce;


noteremo come questa muterà al variare della postura del collo e del
capo. Ciò avviene perche le corde vocali risentiranno negativamente
delle tensioni muscolari provocate de una scorretta postura.

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La lingua

La lingua è un muscolo mobile posto all’interno della cavità orale; nel


nostro caso questa avrà un uso fondamentale sia per l’attacco, sia
per lo sviluppo delle varie articolazioni.

La sua posizione all’interno della cavità orale sarà fondamentale al


fine di regolare la pressione dell’aria all’interno della bocca, dagli
stimoli del diaframma.

Ancora una volta una corretta postura e posizionamento della lingua


saranno fondamentali per una buona qualità di suono, che sarà
ovviamente differente da persona a persona e varierà
inevitabilmente in base alla soggettiva immagine sonora. Come detto
anche prima, anche in questo caso è inutile provocare irrigidimenti e
forzature che non saranno assolutamente di giovamento per la
nostra salute innanzitutto e dopo anche per la corretta emissione dei
suoni.

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In linea di massima però possiamo asserire che la punta di questa
dovrà essere impiegata quasi esclusivamente come mezzo percussivo
per l’attacco e le articolazioni; la gobba invece non dovrà ostruire il
passaggio dell’aria e quindi dovrà rimanere in una posizione rilassata
e “media” (non eccessivamente bassa, né troppo alta).

Un tipo di pronuncia utile sia durante l’attacco che alcune


articolazioni, può essere: tii, o in altri casi dii.

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