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Lupa capitolina

Datazione : V secolo (anteriore alla leggenda dei gemelli Romolo e Remo,


fondatori della città)
Materiale : bronzo
Scultore : anonimo, prob. di origine sicula, campana o greca.
Tredici altari di Pratica di mare (ex Lavinium)
Datazione : VI secolo
Destinati al culto dei Dei penati, portati da Troia, e di Vesta, dea del fuoco e
del focolare.
Cista Ficoroni
Datazione : 340 a.C.
Materiale : rame
Si tratta di un regalo di nozze di una madre ad una figlia, con la forma di un
recipiente cilindrico, che doveva contenere gli oggetti da toilette , i vasetti con
i profumi ecc. Sulla parete si trova una pittura in stile greco (V/IV secolo), che
rappresenta la storia degli Argonauti, mentre sul manico è visibile un gruppo
in bronzo, che deriva la sua forma dalla scultura dei maestri greci del IV secolo.
E’ il primo esempio di una produzione artistica a Roma, infatti il suo
fabbricante, un certo Plautios, era un immigrato campano che operava a Roma.
La forma dell’oggetto ricorda i manufatti prodotti a Praeneste, che all’epoca
era tornata da poco alleata di Roma (354 a.C.).
In una tomba sull’esquilino è stato trovato il piu ’ antico frammento di pittura
romana. Si tratta di una scena storica, divisa in quattro zone. Vengono indicati
i nomi di due personaggi raffigurati, Marcus Fannus e Marcus Fabius. I
personaggi sono rappresentati in una dimensione maggiore rispetto alle altre
figure, secondo una particolarità tipicamente romana. Nella zona inferiore si
svolge un combattimento, in cui possiamo distinguere la figura di un soldato
con guerriero ovale ed elmo con due penne, anch’essa resa piu’ grande rispetto
alle altre figure. Il soggetto di questa pittura è stato collegato, fra le varie
ipotesi, a Quintus Fabius Maximus, console e trionfatore nel 322 a.C nella
seconda guerra contro i sanniti. Questa pittura è un incunabolo della pittura
romana e in particolare della pittura trionfale, che sorge quindi nel terreno
della cultura medio-italica influenzata dall’arte ellenistica.
Ara di Domizio enobarbo
Si doveva trovare nel tempio di Nettuno, nel circo flaminio. Attualmente i
rilievi che ornavano l’ara si trovano divisi in una serie di Monaco e in una del
Louvre. Le due serie presentano grandi differenze di stile.
Serie di Monaco : rappresenta un corteo di divinità marine e appartiene al
gusto tardo- ellenistico.
Serie del Louvre : ha come soggetto un sacrificio di animali con un altare
davanti al quale è collocata, presumibilmente, la figura di Marte, una serie di
soldati corazzati, e quattro cittadini togati, di cui uno seduto, occupati in
un’operazione di registrazione amministrativa o elettorale. A proposito di
quest’ultimo si può parlare, a ragione, di uno stile ‘’romana’’.
L’ara dunque mostra la commistione ‘eclettica’ di due stile : l’ellenismo per il
soggetto mitologico, lo stile romano per il soggetto civico. Gli animali da
sacrificare sono rappresentati piu’ grandi, violando le norme del naturalismo
ellenistico. [cfr con il rilievo sito nell’Arco di Augusto a Susa, dove le
proporzioni gigantesche del toro, della pecora e dell’ariete celano una forma di
simbolismo].
La serie del Louvre è un esempio di arte plebea, prodotta nelle località
municipali, già dotati nel I secoli di precise regole iconografiche come :
1. Il valore simbolico delle decorazioni non naturalistiche
2. La presentazione frontale, di faccia, delle figure piu’ importanti.
3. La composizione delle figure su piano uniforme, che evita scorci o
illusioni prospettiche
4. La disposizione delle figure in un ordine paratattico.
Questo tipo di arte esprime un desiderio di affermazione individuale, tipico
della categoria dei liberti. Si associa ad un certo realismo, cioè alla predilezione
per temi inerenti alla vita quotidiana che porta a preferire la raffigurazione di
insegne di botteghe o utensili di artigiano in luogo di episodi mitici.
Se il rilievo storico ha le sue radici concettuali nell’arte plebea di tradizione
medio-italico, il ritratto è una forma d’arte che appartiene interamente all’elite
dei patrizi. Si tratta di un ritratto realistico, fisionimico, caratterizzante un
preciso individuo. Nasce in ambito privato [in Grecia il ritratto fisionomico è
un prodotto dell’età ellenistica, perché i ritratti dell’età classica erano
profondamente idealizzati]. Il ritratto romane nasce nella sfera del culto
familiare, per mantenere il legame con i parenti defunti. Polibio è un testimone
importante della presenza e diffusione di questo “culto” nella prima metà del
II secolo. Esisteva anche una forma giuridica, lo ius imaginum, che garantiva
il diritto di conservare le immagini dei propri antenati nell’atrio. All’inizio si
trattava di immagini di cera, ma poi queste furono sostituite da busti in
scultura : di entrambi, cmq, si fecero molte repliche.
Il ritratto assume la sua forma canonico durante l’età di Silla, età in cui non a
caso la nobilitas riprende il suo antico ruolo politico. Il particolare stile
ritrattistico che sorge in questo tempo a Roma si distingue per un minuzioso
realismo, che ama descrivere le accidentalità dell’epidermide quasi si trattasse
di un rilievo geografico. Si pone attenzione piuttosto all’analisi che all’effetto
di insieme. SI intende celebrare l’ austerità e la forza di volontà del contadino
romano. Questa tipologia di ritratto sarà sostituita, nell’età augustea, dal
ritratto raffinato di gusto neoattico.
Come nasce il ritratto? Il ritratto nasce da uno sforzo di conciliazione fra le
esigenze formali di uno stile duttile/plastico e la volontà di una
documentazione quanto piu’ possibile esatta fin nel minimo dettaglio.
Il ritratto è strettamente legato all’espressione artistica ufficiale, di parata e di
propaganda.
Eclettismo : carattere predominante dell’arte romana nel secolo II a.C. I romani
sono smaniosi di possedere il patrimonio artistico greco sviluppatosi in ben
secoli, ma non lo hanno ancora assimilato. Lo stile romano è la continuazione
della tradizione artistica medio-italica.
Possiamo farci un’idea della pittura romana osservando i resti delle case di
Ercolano e Pompei, che presentano sulle loro pareti vari esempi di pittura
murale. Esisteva una pittura su tavola, ma è andata completamente perduta.
2 TIPI diversi di pittura:
1. Pittura di età romana derivata dalla tradizione ellenistica
2. Pittura romana
La pittura ellenistica era penetrata in pieno nell’ambiente medio-italico
(dall’Apulia all’Etruria).
Casa dei Grifi : è una casa sul palatino (datata attorno al 100 a.C) che
costituisce il piu’ antico esempio di quella decorazione parietale detta di
secondo stile, caratterizzata da finte colonne dipinte sulla parete con acceno
prospettico. Anche a Pompei le prime pareti di secondo stile sono databili in
età sillana.
I resti della domus aurea invece ci permettono di vedere uno stile fantasioso
(quarto stile) in cui :
- Le architetture sono estremamente teatrali
- La propspettiva