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Età protogeometrica e geometrica

- Materiali deperibili
- Povertà delle testimonianze su questi secoli
- C’è una continuità nella transizione tra cultura micenea et età
protogeometrica
- 2 tipi di edifici sacri, quelli di area dorica e quelli di area ionica
Gli edifici di area dorica si ispirano a due tipologie architettoniche già
sperimentate:
- Megaron miceneo : edificio a vano rettangolare, suddiviso in 2/3
navate da file di colonne/pilastri. In origine era la sala micenea, dove
risiedeva l’anax, poi sarà usato come spazio per delimitare il culto della
divinità  casa del dio e del suo agalma (statua di culto)
- Oikos : edificio quadrangola absidato, da cui deriva il naiskos, un
tempio di piccole dimensioni.
Heroon di Lefkandi: prima metà del X secolo; pianta regolare dotata di
abside, accessibile dal lato corto tramite un’anticamera. Fondazione in
pietre, alzato in mattoni crudi, tetto a doppio spiovente in canne e paglia.
Inizialmente doveva servire da abitazione del re locale, poi ne diventò la
sepoltura, è stata trovata infatti una statua suddivisa in due sezioni, di cui
una conteneva le ceneri di un guerriero, poste dentro un’anfora, insieme
con delle armi e ai resti di una donna; l’altra sezione conteneva le ossa di
cavalli  doppia funzione : funebre e cultuale (culto di matrice eroica). Il
recinto di 60 pali attorno alla struttura è stato interpretato come precursore
della persistati, tipica dei templi antichi.
Smirne, casa, X secolo : forma ovale e rettangolare, con fondamenta in
pietra e alzato in legno e mattoni crudi. La città di Smirne, dalla forma
circolare, è piena di centinaia di queste abitazioni addossata l’una sopra
l’altra, come agglomerati di abitazioni a stretto contatto fra loro, a cui si
arriva mediante viuzze tortuore e spazi liberi angusti. In seguito a un
incendio dell’VIII secolo la città viene ricostruita e presenta un tipo di
disposizione degli abitati più regolare in file ordinate lungo vie di
percorrenza.
Vivere nella città e nello spazio domestico
Tipica casa dell’età geometrica è l’oikos  ambiente quadrangolare,
monovano (senza divisioni strutturali interne), di estensione 15/20 mq.
Ospitava una famiglia mononucleare. VI dovevano essere degli spazi
esterni come orti, cortili e aree di produzione. Per le famiglie aristocratiche
abitazioni piu’ grandi a pianta rettangolare piu’ fila di pali/colonne come
sostegno del tetto.
Città di Karphi (Creta): Karphi è un piccolo villaggio cretese abitato tra
1100 e 900 a.C  nella zona piu’ antica, a ovest, le case, di forma
irregolare, si addensano l’una vicino all’altra, mentre a est abitati piu’
recenti, di forma rettangolare, si dispongono ordinatamente a squadra.
Architettura VII secolo: i tempi potevano trovarsi sull’acropoli, dove
erano i palazzi micenei, nell’astu, oppure in campagna nelle aree sacre dei
santuari, compresi nel temenos. Il monumento non serviva per svolgere
riti o liturgie, ma era concepito come casa del dio. L’altare, situato
all’esterno, serviva per le liturgie pubbliche. Si dava molta cura alla forma
esteriore del tempio perché esso veniva osservato proprio dall’esterno.
Heraion di Samo : Attorno all’ 800 a.C fu costruito un tempio dedicato ad
Hera a Samo :
- cella di forma rettangolare, divisa al centro da una fila di colonne che
sostengono il tetto  la statua della divinità era spostata verso destra
per essere visibile. Successivamente il tempio fu circondato da colonne
(17x7). Per le basi si usarono piccole pietre, per i muri mattoni crudi, gli
lo
Nel 670 a.C il tempio fu ricostruito
– la cella aveva pilastri addossati alla parete per sostenere il tetto piano.
- Mancava la fila di colonne interne
- Il simulacro era visibile all’accesso
- L’accesso era diviso in tre aperture da pilastri.
- Sullo stilobate si elevava un colonnato di 18x6 colonne
VI secolo : il tempio raggiungere la sua forma completa, nel frattempo i due
ordini fondamentali, dorico e ionico, vengono canonizzati.
Il tempo nel mondo dorico : A Corinto nel 540 a.C fu eretto un tempio
dedicato ad Apollo:
Caratteristiche: possediamo soltanto alcuni resti da cui possiamo ricavare
- Stilobate di 4 gradini.
- Peristati di 6x15 colonne.
- Presenta una divisione interna in pro-naos, naos e opistodomos
- Senso di robusteszza reso dal materiale calcare stuccato
- Nelle colonne doriche sopra l’architrave si trova il fregio, diviso in
metope e triglifi.
Sono già applicate alcune correzioni ottiche:
- Lo stilobate è incurvato di 2 cm.
- Contrazione negli intercolumni laterali (2 cm)
- Allargamento metope laterali per compensare lo spostamento del
triglifo, non piu’ allineato con l’asse della colonna.
Un altro esempio di tempio dorico è l’Heraion di Olimpia; nella forma che
esso assunse agli inizi del VI secolo. Già in origine doveva contenere una cella
divisa in :
- Naos (con pilastri addossati alle pareti alternati a colonne che
reggevano un tetto ancora non piano).
- Pronaos, situato a est con 2 colonne tra le ante.
- L’opistodomo venne aggiunto.
Tempi di ordine ionico : difficile la ricostruzione dell’architettura ionica per la
scarsità dei resti:
- Nel modello ristrutturato dell’Heraion di Samo (4 fase) possiamo notare
la presenza di alcune regole proprie dell’ordine ionico : Rhoikos e
Theodoros sono ricordati come coordinatori di tale architettuera, che
condiziona la costruzione di altri monumenti, come l’Artemision di
Efeso e il Didymaion di Mileto.
Artemision di Efeso -560 a.C :
Le fonti ricordano 2 architetti, Chersiton e Metagenes. L’edificio fu distrutto
nel 356 a.C e ne sono giunti a noi soltanto alcuni resti.
- Stilobate di enormi dimensioni
- Doppia peristasi con 21 colonne sui lati, 8 sul fronte, 9 sul lato
posteriore.
- Tre file di colonne precedevano il pronaos, diviso in 3 navate
- Il capitello poteva essere considerato di stile ionico.
- La colonna ionica doveva essere piu’ agile esnella rispetto a quella
dorica.
- Le colonne avevano 1 base, elemento che diverrà canonico dell’ordine
ionico, e alcune di esse avevano delle decorazioni nella parte inferiore.
- Sopra l’architrave un fregio continuo che esponeva le lotte tra giganti
ed eroi greci.
Differenze tra vari ordini:
E’ Vitruvio nel suo De architectura a parlare di tre tipi di ordini : dorico,
ionico, corinzio.
Corinzio : presenta un capitello fogliato, suggerito, secondo la leggenda,
all’architetto Kallimakos da un cesto di foglie di acanto posto sulla tomba di
una fanciulla.
Dorico: la base del tempio era un krepidoma di 3 scalini. Le colonne erano
composte di fusto e capitello e presentavano entasis. Il fusto presentava delle
scanalature (20 negli esempi canonici). Il capitello era formato da un echino,
di dimensione conica, su cui poggiava l’ abaco, parallelelepipedo dalla base
quadrata. Il capitello raccordava alla colonna la trabeazione. La trabeazione
aveva una parte inferiore liscia, l’epistilio (o architrave), e una parte
superiore, il fregio, diviso in metope triglifi. La trabeazione era conclusa dal
geison. Il geison componeva il frontone , circondando la parete interna
triangolare detta timpano.
Ionico : La colonna era dotata di una base. Il fusto aveva piu’ scanalature
rispetto all’ordine dorico  secondo le misure canoniche queste erano 24. Il
fusto era rastremato in modo regolare : non aveva entasis. Il capitello era
costituito da una fascia di ovuli che sorreggevano il cuscino con volute
angolari. Il cuscino poteva accordarsi alla trabeazione attraverso l’abaco. La
trabeazione era divisa in 1)architrave, composto da tre fasce 2) fregio
continuo 3) geyson.
Ceramica
Stile protogeometrico: 1050- 900 a.C
Stile geometrico antico: 900-850 a.C
Stile geometrico medio : 850-760/750 a.C
Stile geometrico tardo: 760-750- 700 a.C
Stile geometrico: L’espolerazione delle necropoli e il quartiere del ceramico
ad Atene consentono di localizzare impianti produttivi ad Atene già in età
protogeometrica:
- il fiume Eridano ad Atene forniva l’argilla e l’acqua necessaria alle
botteghe.
- Non c’è una cesura netta con la facies ceramica submicenea.
- I vasi sono meglio proporzionati e rifiniti piu’ vivacemente.
- Anfore a collo distinto, oinochai, crateri, skyphoi.
- Fantasie decorative : linea ondulata (elemento di tradizione micenea),
triangoli, losanghe, scacchiere, semicerchi e cerchi concentrici.
Geometrico antico:
- Ripresa dei contatti con il vicino oriente.
- Si torna a usare l’oro e l’avorio.
- Anfore, larghi crateri, skyphoi, pissidi globulari.
- Anfore per i corredi funebri delle tombe femminili, crateri per quelli
delle tombe maschili.
- Decorazione : fregi orizzontali sovrapposti, predilezione per elementi
rettilinei e obliqui (zig-zag, meandri, clessidre)
Geometrico medio:
- Compaiono raffigurazioni di animali e di uomini resi a silhouette.
- I vasi assumono proporzioni monumentali (le anfore possono superare
gli 80 cm)
- I vasi destinati ai corredi funebri devono esprimere l’orgoglio e i valori
etici della famiglia del defunto.
- Esempio : tomba femminile, datata alla seconda metà del IX secolo,
contiene un modellino fittile di granaio  simbolo di ricchezza agraria.
- Skyphos di Eleusi : piu’ antico esempio di composizione figurata.
Stile geometrico tardo:
- La decorazione occupa tutta la superficie del vaso.
- Aumento delle scene figurate.
- Episodi funebri di esposizione (prothesis) o trasporto (ekfora) dei
cadaveri.
- Compaiono scene di carattere narrativo con riferimenti all’Iliade e
all’Odissea.
- La raffigurazione del corpo umano non è semplificata, ma segue canoni
geometrici precisi. I pittori enfatizzano alcune parti del corpo umano.
- Uomini (raffigurati) con spalle ampie, vita stretta, donne con seni e
tuniche lunghe.
- Inizia ad operare in questo periodo (760 a.C) la bottega del Dyplon ad
Atene, che si specializza nella produzione e decorazione di vasi
funerari, come l’Anfora 804  questa presentam, accanto a una
tessitura goemetrica, una scena di prothesis  sul letto è esposta una
donna con tunica lunga; ai piedi 2 donne inginocchiate e 2 uomini
seduti si impegnano nel lamento rituale.
Piccola plastica:
- Microplastica in bronzo, terracotta e avorio.
- Cervo fittile (X Secolo), decorato con mano di un pittore di vasi.
- Centauro di Lefkandi : fine età protogeometrica – alto 36 cm  è stato
trovato spezzato e diviso fra 2 tombe  testimonia un legame con la
produzione cipriota (Vicino oriente).
- Il principio costruttivo della figura in età geometrica è l’essenzialità
(diverso da semplificazione).
- IX / VIII secolo  tripodi bronzei , offerti come doni votivi ai vari
santuari oppure portati in dono durante i giochi olimpici.
- Questi tripodi presentano manici ad anello; sulle loro anse troviamo
spesso una serie di cavallini in bronzo, status symbol degli aristocratici.
- Numerose le rappresentazioni a tutto tondo di tori, cervi, arieti, volatili,
offerte votive.
- Raffigurazioni umane in bronzo, difficile capire se rappresentano le
divinità cui sono dedicate o il dedicanti.
- Soggetti piu’ frequenti di queste raffigurazioni umane  aurighi, opliti,
atleti, suonatori.
- Principali luoghi di produzione dei bronzetti figurati: Atene, Argo,
Corinto, Sparta.
Età orientalizzante
- Secolo VII
- Fenomeno di natura stilistica: motivi orientali nelle decorazioni dei vasi
 conseguenza dei piu’ intensi scambi commerciali con l’Oriente.
- A nord nei porti del mar nero e della penisola anatolica confluivano
manufatti sirofenici, assiri, iranici.
- Intorno alla metà dell’VIII secolo il processo di assimilazione è
completato.
- L’assimilazione avvenne in modo diverso da luogo a luogo; in Attica il
patrimonio iconografico geometrico resistette piu’ a lungo, opposto il
caso di Corinto, isole Cicladi, Creta.
- Le prime città a farsi condizionare dalla cultura orientale sono quelle
dell’area ionica ed eolica.
Verso la pietrificazione del tempio
- Forme architettoniche esteticamente piu’ complesse.
- Il tetto in tegole sostituisce il tetto stamineo.
- La terracotta sostituisce l’argilla cruda.
- La pietra sostituisce il legno (pareti della cella, capitelli).
- Secondo la tradizione letteraria Corinto introduce per prima la tecnica
della copertura a tegole fittili.
- Minore inclinazione del tetto in tegole  ampliamento della campata
della cella.
- Si impone la peristasi, con colonne per sorreggere il maggior peso del
tetto.
Heraion di Argo
- Inizi secolo VII
- Il piu’ antico tempio peloponnesiaco con peristasi lignea sormontata da
capitelli in pietra.
Heraion di Olimpia:
- 650 a. C (1’ costruzione)
- Cella di 100 piedi, preceduta da un pronao di 20
- Tempio distilo in antis (2 colonne tra le ante)
- Alla fine del secolo è aggiunto un opistodomo al nuovo edificio
ricostruito con peristasi 6x16
- Si impone la peristasi, con colonne per sorreggere il maggiore peso del
tetto.
- Lo spazio chiuso del tempio è per la prima volta ripartito in un pronao,
cella e opistodomo  divisione che divverà canonica in area dorica.
Tempio periptero di Apollo (Thermos):
- 630 / 625 a.C
- Privo di pronao, ma con opistodomo molto profondo
- Peristasi 5x15 colonne lignee.
- Trabeazione lignea e fregio d’oro con metope in cui sono dipinte
immagini mitiche.
- Testimonianza molto antica dello sviluppo del fregio in area dorica.
In area ionica ricordiamo il santuario extraurbano di Samo:
- Nell’ VII secolo il vecchio hekatompedon fu sostituito da un nuovo
edificio hekatompedon II.
- La cella, con muri costruiti in blocchi di calcare squadrato, è circondata
da una peristasi di colonne/basi rotonde.
- È stato abolito il primitivo colonnato centrale all’interno  i pali sono
addossati alle pareti del naos.
- Decorazione con elementi vegetali di ispirazione orientale
- Fregi figurati continui
- Si conserva solo un fregio litico continuo con guerrieri armati di lancia.
Scultura monumentale (nascita)
Apollo di Mantlikos (VIII – VII secolo)
- Bronzo di piccole dimensioni (20 cm)
- Abbandono del nucleo piatto ritagliato dallo spazio circostante.
- Definizione della massa muscolare  ogni massa è un blocco unico, che
si aggiunge agli altri formando un volume solido e potente  principio
dell’addizione assiale, che ispira la scultura nei secoli VII e VI a.C.
La scultura monumentale è collegata dai Greci alla figura mitica di Dedalo
(arte dedalica)  da considerare un prototipo d’artista d’arte plastica.
- La tradizione letteraria riconosce nei primi xoana e sphyrelata la mano
di Dedalo.
- Xoana = statue di culto  idoli aniconici, realizzati in argento, bronzo,
marmo, ma soprattutto in legno.
- Sphyrelata = statue di non piccole dimensioni realizzate inchiodando
una lamina di bronzo ad un nucleo di legno (tecnica orientale).
Triade di Apollo, Latona, Artemide
Scultura sita nel piccolo tempio di Apollo Delphinios a Creta  Tempio di
Drera  edificio a forma di oikos quadrangolare, che presenta una
concezione antica dello spazio sacro, in cui si possono individuare il focolare,
l’altare e la base su cui erano esposti i tre sphyrelata. Apollo è la figura piu’
grande della triade. Notiamo una struttura corporea tubolare nelle 2 figure
femminili  gli arti si fondono con i fianchi, senza lasciare alcuna traccia
delle gambe, coperte da una pesante veste. Rispetto all’Apollo di Mantiklos i
volumi sono piu’ consistenti. Gli sphyrelata di Dreros precedono lo sviluppo
dello stile dedalico, che si definisce con la metà del secolo VII.
Di questo stile dedalico una delle primitive manifestazioni è la dama di
Auxerre:
1. è stata trovata nel museo di Auxerre, ma non si sa da dove provenga.
2. Statua femminile in pietra calcarea, realizzata a tutto tondo.
3. Plastica cretese di piena età orientalizzante
4. Forme solide e compatte
5. Peplo aderente al corpo con una cintura alta forse intesa in metallo
6. Capelli : trecce simmetriche, spartite ai lati del volto, corta francia a ricci
 sembra indossi una parrucca.
7. Volto trapezoidale, arrotondato sul mento
8. Grandi occhi ipnotici e larga bocca atteggiata a sorriso.
9. La frontalità imperiosa e il braccio destro piegato fanno pensare a una
statua votiva : raffigura una dea o la dedicante?
10. Troviamo gli stessi elementi stilistici nelle sculture del tempio A di
Prinias  deduciamo che la scultura orientalizzante cretese prediligeva
la figura femminile vestita in piedi (kore) o seduta.

Il gruppo piu importanti di sculture dedaliche è stato rinvenuto a Delos. Il


materiale usato è il marmo di Naxos.
Nikandre da Nasso, Atene  Kore dedicata da Nikandre, in occasione del
suo matrimonio con Phraxos, ad Artemis. Lo si legge nei tre versi, dal tono
epico, dell’iscrizione. Nikandre indossa un peplo stretto da una cintura. La
figura è ricavata da un parallelepipedo di marmo allungato. Lo scultore curò
molto la costruzione del viso, che ora è in pessimo stato di conservazione. La
superficie della scultura era caratterizzata da policramia. I doni che Nikandre
portava nelle mani erano di bronzo. La scultura ha un’impostazione
monumentale e presenta dimensioni maggiore del vero. Va elogiata la
capacità dello scultore disuperare le difficoltà insite nella lavorazione del
marmo. Quest’iconografia avrà una grande fortuna a Samos.
Nei santuari di Creta sono state ritrovate arme in miniatura ed armi vere.
Esse spesso furono esportate da Creta per essere dedicate nei santuari di
Olimpia e Delfi. Un esempio di questa produzione può essere considerata la
corazza rinvenuta ad Olimpia, ma prodotta sicuramente da officine cretesi.
Su di essa troviamo :
- In alto due leoni e due tori araldici (e tra questi due sfingi e due pantere
araldiche); piu’ in basso Zeus, accompagnato da Lato e Thermis, si
incontra con Apollo. Le figure hanno una monumentalità che non è
sottomessa alla ricchissima decorazione incisa, scandiscono lo spazio
nell’imponenza dell’incontro.
A Gortina (creta) sono state trovate numerose terracotte, site nei depositi di
alcuni santuari. I tipi iconografici sono vari, ma prevale la figura femminile ,
nuda o vestita. Meno frequente è la figura maschile. Le sculture possono
anche rappresentare animali mostruosi (sfingi/grifi) o selvaggi (leoni e
pantere). Tra le prime statuette di terracotta, databile attorno al 700 a.C, deve
essere considerata una statuetta che raffigura Athena. La dea, a capo
scoperto, reggeva lancia e scudo (prob. di bronzo). La parte inferiore è stat
lavorata al tornio, mentre il torso e le braccia a stecca. Per il volto invece è
stata usata un matrice. La statuetta presenta una robusta unità formale.
Corcira – tempio dedicato ad Artemis

- Costruito attorno al 580

- Forma allungata

- Ampio portico tra peristasi e cella  tempio pseudo-diptero

- 8 colonne x 17

- 2 colonne in antis sia nella parte posteriore che anteriore

- I 2 frontoni mostrano scene da repertorio realizzate in pietra. Sul

frontone orientale si trova al centro la Gorgone alata in corsa,

accompagnata da Pegaso e Chrysaion e fiancheggiata da due pante


araldiche. Ai lati notiamo scene dell’Ilioupersis ( a sinistra: morte di

Priamo) e della Gigantomachia (Zeus abbatte un gigante).

- Il frontone manca di unità infatti il modulo delle figure della parte

centrale è diverso da quello delle laterali.

Atene, hekatompedon

Il piu’ antico hekatompedon fu costruito tra il 577 e il 566 a.C, sul luogo poi
occupato dal Partenone. La sima dell’edificio è in marmo, policromato in
bianco e nero. Sulla cima del fronte orientale si trova la figura di una Gorgone
in marmo. Il frontone presenta un ritmo narrativo : al centro due leoni mentre
abbattono un toro, a destra Herakles combatte con Nereo, mostro dai tre
corpi; a sinistra si trova Tritone. Emergono dei legami con l’iconografia
corinzia, ritradotta in stile ateniese. La figura di Herakles riceve maggior
spazio dei soggetti marini.
Tempio di Aphaia ad Egina
- Tempio, sito su un alto promontorio dedicato ad Aphaia, divinità
locale.
- Fu ricostruito su edifici presistenti attorno al 510 con calcare rivestito di
stucco.
- I lavori di costruzione furono interrotti nel 500, ripresi attorno al 490 e
completati attorno al 480.
- I frontoni presentano cronologie diverse. Figure del frontone
occidentale  505-500 a.C. Figure del frontone orientale  485-480 a.C.
- Sui frontoni del tempio si trovavano esposti gli episodi della I e della II
spedizione contro Troia  sono celebrati gli eroi egineti che vi
parteciparono (come Aiace).
- Frontone ovest : prima spedizione frontone est : 2’ spedizione.
Frontone occidentale : Athena al centro, ai lati lotte fra due coppie di opliti.
- Affollamento di figure nello spazio frontonale
- Esaltazione del nudo
- Attenzione per i dettagli anatomici.
- Ricostruzione dei volti per elementi anatomici distinti
I frontoni est ed ovest furono realizzati da scultori diversi.
- Il frontone est, piu’ recente, mostra al centro Atena, che rivolge l’egida
contro un troiano (Priamo?)  ritmo compositivo rivolto verso l’interno
 le figure sono fuse in un unico insieme, mentre nel frontone ovest
apparivano a blocchi separati. La minore attenzione ai dettagli
anatomici rende i volti delle figure piu’ malinconici in un modo tipico
delle figure di stile severo.