Sei sulla pagina 1di 8

ESERCIZIO A1

Il riduttore di velocità per velivoli turboelica rappresentato in Figura 1 è costituito da due coppie di rotismi
in parallelo per trasmettere la potenza dal motore all’elica. Al riduttore sono inoltre collegati due
utilizzatori che servono ad alimentare alcuni sistemi ausiliari (Aux_1 e Aux_2). La potenza generata dal
motore si ripartisce esattamente a metà tra le ruote 1-2 e 1’-2’ grazie a opportuni parastrappi elastici
installati sull’albero del motore. Durante la fase di decollo il motore eroga una potenza di 1320 kW e in
queste condizioni sull’elica agisce una coppia resistente di 10000 Nm, sul sistema ausiliario 2 (Aux_2)
agisce una coppia resistente pari a 395 Nm e il sistema ausiliario 1 (Aux_1) assorbe una potenza di 130
kW. Si richiede di:
1. Determinare la cinematica del sistema e calcolare la velocità di rotazione dell’albero motore.
(Punti 5)
2. Calcolare il coefficiente di sicurezza a resistenza statica a flessione della trasmissione. (Punti 5)
3. Calcolare il coefficiente di sicurezza a resistenza statica a contatto Hertziano della trasmissione.
(Punti 5)

Figura 1: Schema del riduttore di velocità (disegno non in scala).


Dati geometrici:
Ruota 1 e 1’: z1=18, m1=6 mm, λ=12.
Ruota 2 e 2': z2= z2’=54, λ=12
Ruota 3 e 3': z3= z3’=28, m2=5 mm, λ=12
Ruota 4: z4=140, λ=12
Ruota 5: z5=23, λ=12
Rupta 6: z6=20, λ=12

Dati materiali:
Tutte le ruote sono realizzate in acciaio C40 temprato con le seguenti proprietà: E=210 GPa, σR=800
MPa, Durezza 650 HB.
SOLUZIONE - ESERCIZIO 1A
Dai dati geometrici delle ruote è possibile ricavare i rapporti di trasmissione delle coppie di ruote ingrananti.
In particolare

𝑧𝑧2
𝜏𝜏12 = 𝜏𝜏1′ 2′ = 3
𝑧𝑧1
𝑧𝑧4
𝜏𝜏34 = 𝜏𝜏3′ 4 = 5
𝑧𝑧3
𝑧𝑧5
𝜏𝜏35 = 0.821
𝑧𝑧3
𝑧𝑧6
𝜏𝜏2′ 6 = 0.370
𝑧𝑧2′

Il bilancio delle potenze del sistema assegnato può essere scritto come

𝑃𝑃𝑒𝑒𝑒𝑒𝑒𝑒𝑒𝑒𝑒𝑒 + 𝑃𝑃𝑎𝑎𝑎𝑎𝑎𝑎1 + 𝑃𝑃𝑎𝑎𝑎𝑎𝑎𝑎2 = 𝑃𝑃𝑚𝑚𝑚𝑚𝑚𝑚 (1)

𝐶𝐶𝑒𝑒𝑒𝑒𝑒𝑒𝑒𝑒𝑒𝑒 𝜔𝜔4 + 𝑃𝑃𝑎𝑎𝑎𝑎𝑎𝑎1 + 𝐶𝐶𝑎𝑎𝑎𝑎𝑎𝑎2 𝜔𝜔6 = 𝑃𝑃𝑚𝑚𝑚𝑚𝑚𝑚 (2)

𝜔𝜔1 𝜔𝜔1 (3)


𝐶𝐶𝑒𝑒𝑒𝑒𝑒𝑒𝑒𝑒𝑒𝑒 + 𝑃𝑃𝑎𝑎𝑎𝑎𝑎𝑎1 + 𝐶𝐶𝑎𝑎𝑎𝑎𝑎𝑎2 = 𝑃𝑃𝑚𝑚𝑚𝑚𝑚𝑚
𝜏𝜏12 𝜏𝜏34 𝜏𝜏1′ 2′ 𝜏𝜏2′ 6

Da cui (riportando la potenza in Watt)

𝑃𝑃𝑚𝑚𝑚𝑚𝑚𝑚 −𝑃𝑃𝑎𝑎𝑎𝑎𝑎𝑎1 rad (4)


𝜔𝜔1 = 𝐶𝐶𝑎𝑎𝑎𝑎𝑎𝑎2 𝐶𝐶𝑒𝑒𝑒𝑒𝑒𝑒𝑒𝑒𝑒𝑒 = 1164.19
+ s
𝜏𝜏 ′ ′ 𝜏𝜏 ′ 𝜏𝜏 𝜏𝜏
1 2 2 6 12 34

Quindi, tutte le velocità del sistema possono essere determinate

𝜔𝜔1 (5)
𝜔𝜔2 = 𝜔𝜔2′ = 𝜔𝜔3 = 𝜔𝜔3′ = = 388.06 𝑟𝑟𝑟𝑟𝑟𝑟/𝑠𝑠
𝜏𝜏12

𝜔𝜔3 (6)
𝜔𝜔4 = = 77.61 𝑟𝑟𝑟𝑟𝑟𝑟/𝑠𝑠
𝜏𝜏34

𝜔𝜔3 (7)
𝜔𝜔5 = = 472.43 𝑟𝑟𝑟𝑟𝑟𝑟/𝑠𝑠
𝜏𝜏35

𝜔𝜔2 (8)
𝜔𝜔6 = = 1047.77 𝑟𝑟𝑟𝑟𝑟𝑟/𝑠𝑠
𝜏𝜏2′ 6
Note tutte le velocità del sistema è immediato ricavare le quantità ancora incognite

𝑃𝑃𝑎𝑎𝑎𝑎𝑎𝑎2 414 kW

𝑃𝑃𝑒𝑒𝑒𝑒𝑒𝑒𝑒𝑒𝑒𝑒 776 kW

𝐶𝐶𝑚𝑚𝑚𝑚𝑚𝑚 1134 Nm

𝐶𝐶𝑎𝑎𝑎𝑎𝑎𝑎1 275 Nm

È possibile ora individuare le forze scambiate tra denti ingrananti, quindi le forze tangenziali agenti sui denti
delle ruote. Sull’albero 1 il sistema garantisce la equa ripartizione della coppia tra gli ingranaggi 1 e 1’.
Quindi, poiché 𝐶𝐶12 = 𝐶𝐶1′ 2′

𝐶𝐶𝑚𝑚𝑚𝑚𝑚𝑚 𝐶𝐶𝑚𝑚𝑚𝑚𝑚𝑚
𝐹𝐹𝐹𝐹12 = 𝐹𝐹𝐹𝐹1′ 2′ = = = 10498 𝑁𝑁 (9)
2𝑅𝑅1 𝑚𝑚𝑧𝑧1

In maniera analoga possono ricavarsi

𝐶𝐶𝑎𝑎𝑎𝑎𝑎𝑎2 𝐶𝐶𝑎𝑎𝑎𝑎𝑎𝑎2
𝐹𝐹𝐹𝐹2′ 6 = = 𝑚𝑚𝑧𝑧 = 6583 𝑁𝑁 (10)
𝑅𝑅6 6
2

𝐶𝐶𝑎𝑎𝑎𝑎𝑎𝑎1 𝐶𝐶𝑎𝑎𝑎𝑎𝑎𝑎1
𝐹𝐹𝐹𝐹35 = = 𝑚𝑚𝑧𝑧 = 4786 𝑁𝑁 (11)
𝑅𝑅5 5
2

Le forze tangenziali agenti sulla ruota 4 possono essere ricavate da un semplice equilibrio al momento
torcente valutato sui due alberi intermedi. Si avrà infatti che

𝐹𝐹𝐹𝐹12 𝑅𝑅2 − 𝐹𝐹𝐹𝐹35 𝑅𝑅3 𝑅𝑅2


𝐹𝐹𝐹𝐹34 = = 𝐹𝐹𝐹𝐹12 − 𝐹𝐹𝐹𝐹35 = 19510 𝑁𝑁 (12)
𝑅𝑅3 𝑅𝑅3

𝑅𝑅2′ (𝐹𝐹𝐹𝐹1′ 2′ − 𝐹𝐹𝐹𝐹2′ 6 )


𝐹𝐹𝐹𝐹3′ 4 = = 9061 𝑁𝑁 (13)
𝑅𝑅3′

Il calcolo delle forze tangenziali rapportate al modulo e alla larghezza di fascia (F/bm) agenti sui denti ha
messo in evidenza una criticità sui denti della ruota 3 durante l’ingranamento con la ruota 4. Si effettueranno
quindi le verifiche statiche richieste su questa ruota in particolare.
Verifica resistenza statica del dente

Nota la forza tangenziale agente sul dente nelle condizioni di funzionamento di picco, è possibile valutare la
tensione di flessione agente al piede del dente come

𝐹𝐹𝐹𝐹34 ∙ 𝑌𝑌𝐿𝐿
𝜎𝜎𝐿𝐿𝐿𝐿𝐿𝐿𝐿𝐿𝐿𝐿 = = 176 𝑀𝑀𝑀𝑀𝑀𝑀 (14)
𝑚𝑚3 ∙ 𝑏𝑏3

Dove 𝑌𝑌𝐿𝐿 = 2.72 è il coefficiente di Lewis (approssimato in eccesso) per una ruota a denti dritti con z=28
denti.

Agendo solo la componente flettente, il coefficiente di sicurezza statico potrà essere valutato come

𝜎𝜎𝑅𝑅
𝐶𝐶𝐶𝐶 = = = 4.5 (15)
𝜎𝜎𝐿𝐿𝐿𝐿𝐿𝐿𝐿𝐿𝐿𝐿

Verifica del dente al contatto Hertziano

La tensione di contatto Hertziano può essere espressa nel centro di istantanea rotazione come

𝐹𝐹𝑛𝑛𝑛𝑛,34 ∙ 𝐸𝐸 𝑟𝑟3 + 𝑟𝑟4


𝜎𝜎𝐻𝐻 = 0.417� ∙ = 796 𝑀𝑀𝑀𝑀𝑀𝑀 (16)
𝑠𝑠𝑠𝑠𝑠𝑠𝑠𝑠 𝑟𝑟3 𝑟𝑟4

𝐹𝐹𝐹𝐹34 𝐹𝐹𝐹𝐹34
Dove 𝐹𝐹𝑛𝑛𝑛𝑛,34 = 𝑏𝑏3
= 𝜆𝜆3 𝑚𝑚3
= 346 N/mm

Considerando una 𝜎𝜎𝐻𝐻0 = 2.5 𝐻𝐻𝐻𝐻 = 1625 𝑀𝑀𝑀𝑀𝑀𝑀

𝜎𝜎𝐻𝐻0
𝐶𝐶𝐶𝐶 = =2 (17)
𝜎𝜎𝐻𝐻
ESERCIZIO A2
In Figura 2 è rappresentato un sistema di sicurezza impiegato nei sistemi di espulsione dei gas di scarico
delle caldaie. Il sistema è costituito da uno strozzatore, che viene attraversato dai gas di scarico, e da un
pressostato a membrana. Quest’ultimo è composto da due camere separate da una membrana (piastra)
realizzata in gomma di silicone. Le due camere sono rispettivamente in comunicazione con la sezione
ristretta e con una sezione a monte dello strozzatore. L’incremento di velocità del gas di scarico, in
corrispondenza della sezione ristretta, genera una diminuzione di pressione. La differenza di pressione
presente tra le due camere provoca una deformazione della membrana (piastra) (vedi curva tratteggiata
in Figura 2). La membrana (piastra), che può essere considerata incastrata al bordo esterno, comanda un
microinterruttore che quando è chiuso (premuto dalla membrana) garantisce il funzionamento della
caldaia. Quando la differenza di pressione tra le due camere scende al di sotto di una certa soglia (a causa
della diminuzione della velocità dei gas di scarico) il contatto si apre, arrestando il funzionamento della
caldaia.
Sapendo che il pressostato deve garantire il funzionamento della caldaia quando la differenza di pressione
tra le due camere è compresa tra ∆pmin= 15 mbar e ∆pmax=25 mbar si richiede di:
1. Determinare lo spessore s della piastra tale da garantire un coefficiente di sicurezza pari a 3; (Punti
8)
2. Determinare la posizione dell’interruttore e; (Punti 4)
3. Determinare la corsa del microinterruttore c tale da garantirne il funzionamento nel range di
pressione indicato. (Punti 3)
Fumi di scarico

p0 p1

Microinterruttore Piastra
indeformata

2a
c e
Piastra
deformata
s
Figura 2: Schema del sistema di sicurezza per l’evacuazione dei fumi di scarico.
La deformata è rappresentata non in scala.
Dati:
Diametro della piastra 2a=120 mm
Modulo di elasticità E=60 MPa
Coefficiente di Poisson ν=0.49
Tensione di snervamento σs=3 MPa
N.B.: Si trascuri il carico resistente generato dal microinterruttore sulla piastra.
SOLUZIONE - ESERCIZIO 2A

Il sistema basa il suo principio di funzionamento sulla deformazione della membrana assialsimmetrica
quando soggetta ad una differenza di pressione tra le due camere tra cui è interposta. La membrana può
essere modellata come una piastra assialsimmetrica incastrata al bordo con carico uniformemente distribuito
sulla sua superficie. Si avrà quindi che

q
qr 4 qa 2 2 qa 4
w= − r +
64 D 32 D 64 D
a

Dove q coincide con la pressione relativa tra le due camere.

Come noto, una piastra assialsimmetrica incastrata al bordo sottoposta ad un carico uniformemente
distribuito sulla sua superficie avrà andamenti dei momenti radiali e circonferenziali come sotto.

L’incastro quindi rappresenta un punto critico per la resistenza della membrana. I momenti flettenti in
direzione radiale e circonferenziale, valgono all’incastro

∆𝑝𝑝𝑎𝑎2
𝑚𝑚𝑟𝑟 = − (1)
8

∆𝑝𝑝𝑎𝑎2
𝑚𝑚𝑐𝑐 = −𝜈𝜈 (2)
8
Considerando Tresca come criterio di analisi per la condizione di rottura, possiamo focalizzare l’attenzione
solo sulle tensioni derivanti dalla massima tensione di flessione all’incastro. L’equazione 1 può quindi essere
utilizzata per calcolare la tensione derivante dal momento radiale come

𝑚𝑚𝑟𝑟 ℎ 3 ∆𝑝𝑝𝑎𝑎2
𝜎𝜎𝑟𝑟 = 12 ∙ 3 ∙ = ∙ 2 (3)
ℎ 2 4 ℎ

E di conseguenza

𝑚𝑚𝑟𝑟 ℎ 3 ∆𝑝𝑝𝑎𝑎2
𝜎𝜎𝑒𝑒𝑒𝑒 = 𝜎𝜎𝑟𝑟 = 12 ∙ ∙ = ∙ (4)
ℎ3 2 4 ℎ2

Al limite della rottura potremo scrivere, considerando un opportuno Coefficiente di Sicurezza CS che

3 𝐶𝐶𝐶𝐶∆𝑝𝑝𝑎𝑎2
𝜎𝜎𝑠𝑠 = 𝜎𝜎𝑒𝑒𝑒𝑒 = ∙ (5)
4 ℎ2

Da cui può ricavarsi lo spessore h come

3 𝐶𝐶𝐶𝐶∆𝑝𝑝𝑚𝑚𝑚𝑚𝑚𝑚 𝑎𝑎2
ℎ= � ∙ = 2.6 𝑚𝑚𝑚𝑚 (6)
4 𝜎𝜎𝑠𝑠

Da valutare per il caso di massima differenza di pressione tra le due camere

NOTA: riportare la pressione da mbar a MPa.

1 𝑚𝑚𝑚𝑚𝑚𝑚𝑚𝑚 = 1 ∙ 10−5 𝑀𝑀𝑀𝑀𝑀𝑀 o equivalentemente 1 𝑏𝑏𝑏𝑏𝑏𝑏 = 0.1 𝑀𝑀𝑀𝑀𝑀𝑀

Una volta noto lo spessore, può essere valutata la rigidezza flessionale della piastra come

𝐸𝐸ℎ3
𝐷𝐷 = = 115.39 𝑁𝑁𝑁𝑁/𝑟𝑟𝑟𝑟𝑟𝑟 (7)
12(1 − 𝜈𝜈 2 )

E quindi è possibile valutare la posizione dell’interruttore tale da garantire il funzionamento della caldaia in
concomitanza della minima differenza di pressione.

∆𝑝𝑝𝑚𝑚𝑚𝑚𝑚𝑚 𝑎𝑎4
𝑒𝑒𝑚𝑚𝑚𝑚𝑚𝑚,𝑟𝑟=0 = = 2.63 𝑚𝑚𝑚𝑚 (8)
64𝐷𝐷
La corsa del micro-interruttore dovrà essere tale da coprire il range completo di deformazione della piastra
tra la condizione di minima deformazione (in occasione di ∆𝑝𝑝𝑚𝑚𝑚𝑚𝑚𝑚 ) che garantisca il contatto e la condizione
di massima deformazione relativa alla massima differenza di pressione tra le due camere ∆𝑝𝑝𝑚𝑚𝑚𝑚𝑥𝑥 .

∆𝑝𝑝𝑚𝑚𝑚𝑚𝑚𝑚 𝑎𝑎4
𝑒𝑒𝑚𝑚𝑚𝑚𝑚𝑚,𝑟𝑟=0 = = 4.38 𝑚𝑚𝑚𝑚 (9)
64𝐷𝐷

Da cui

𝑐𝑐 = 𝑒𝑒𝑚𝑚𝑚𝑚𝑚𝑚,𝑟𝑟=0 − 𝑒𝑒𝑚𝑚𝑚𝑚𝑚𝑚,𝑟𝑟=0 = 1.75 𝑚𝑚𝑚𝑚 (10)