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SECOLO D’ITALIA 3

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DOMENICA 7 NOVEMBRE 2010
RIMETTIAMOCI
IN CAMMINO

PARTE LA COMPAGNIA,
QUANDO DIVERSE CULTURE
FANNO LA DIFFERENZA
Nomi e cognomi ◆ Domenico Naso stra possibile, quella della bava alla una destra politica e culturale che dell’etica repubblicana, invece, è im-
bocca e del gossip, delle intransigen- c’è sempre stata e vuole tornare a es- pregnato il giornalismo di Aldo Caz-
di possibili interlocutori, ze novecentesche e dell’identitari- serci, nonostante il lungo sonno del- zullo, che, con il suo libro Viva l’Ita-

A
nche senza un Consiglio di
perché non tutti i moderati Elrond, senza un Gandalf smo cieco. Sono davvero tanti gli in- la Seconda Repubblica. Esiste, all’in- lia (Mondadori), scommette sulla
che mette insieme “razze” di- tellettuali che in questi ultimi anni terno di quest’Italia diversa, una carta dell’analisi storica e sociologi-
sono berlusconiani. verse, pare che in Italia si sia forma- hanno caldeggiato una politica di- spiccata capacità di scattare una fo- ca. Pesca nella nostra memoria, ci
Ma ce ne possono essere ta, magari inconsapevolmente, una stante dal berlusconismo. E lo han- tografia nitidissima di un paese in af- invita a essere orgogliosi della no-
“Compagnia dell’Anello” che si è no fatto rivendicando un dna mode- fanno. È la quintessenza dell’aberlu- stra nazione e ce ne fornisce anche i
tanti altri, basta cercarli... rato, eppure apparentemente sov- sconismo. Attenti al prefisso, ché è motivi. È un’operazione propositiva,
messa in testa di dimostrare, final-
mente, che in Italia esiste una larga versivo agli occhi di chi credeva al fondamentale. “A-”, non “anti-”, per- non distruttiva, che spulcia la mi-
schiera culturale e intellettuale che, ché questa Italia è all’antiqualcosa, gliore tradizione italiana che dal Ri-
se da un lato non si può certo defini- alle crociate sacre contro il tiranno. sorgimento alla Resistenza, passan-
re di sinistra, dall’altro non possia- Preferisce la riflessione pacata, fic- do per la Grande Guerra, ci ha offer-
mo dire berlusconiana. Non è terzi- Esiste un patrimonio cante e ironica. to vagonate di esempi positivi. Roba
smo o terzopolismo, sia chiaro, ma di idee che non riesce L’Italia che vuole capire il berlu- vecchia, sorpassata? Nient’affatto.
solo un patrimonio di idee che non a trovare spazio sconismo senza buttare tutto a ma- Tant’è che uno degli ultimi esempi
riesce, e non certo per colpa sua, a re, fingendo che non sia successo positivi di “italianità” citati da Caz-
trovare spazio all’interno degli stec- nell’ambito ristretto niente, legge Beppe Severgnini, al- zullo è Fabrizio Quattrocchi, morto
cati politici dei giorni nostri. degli steccati politici lievo di Montanelli, uno dei più effi- in Iraq per mano dei terroristi isla-
Questa élite intellettuale (espres- dei giorni nostri caci cantori del gene italico. Nel suo mici. «Gli italiani – scrive il giornali-
sione però della società civile e della libro appena uscito per Rizzoli (La sta del Corriere – al momento cru-
gente comune) può tranquillamente pancia degli italiani) ha tentato di ciale sono capaci di battersi e anche
essere considerata il perno di una “spiegare Berlusconi ai posteri”. Eb- di sacrificare la vita, certo per amore
destra repubblicana, che sfida il pre- mantra del “berlusconismo unica bene, la domanda che si/ci pone è della loro famiglia, ma anche per
sentismo e la sindrome dell’emer- via”. È una “destra intellettuale” (ci fondamentale, cruciale, anche se amor di patria. Quante leggende so-
genza a tutti i costi, che ha sensibili- sia permessa l’etichetta che sappia- certo non inedita: «Com’è possibile no nate sul video della morte di Fa-
tà nuove e perfettamente in linea con mo decisamente riduttiva) con cui che Berlusconi sia stato votato brizio Quattrocchi. Da sinistra gli
il resto delle democrazie liberali oc- un soggetto nuovo e dinamico come (1994), rivotato (2001), votato ancora davano del mercenario. A destra
cidentali, attenta ai nuovi diritti e al- Futuro e Libertà deve e vuole parla- (2008) e rischi di vincere anche le raccontavano che, togliendosi la
l’integrazione. Un’Italia che non ha re. Proprio perché hanno la stessa prossime elezioni? Qual è il segreto benda, avesse detto “ora vi faccio ve-
niente a che spartire con quella che missione, lo stesso core business: ri- della sua longevità politica?». Di mo- dere come muore un camerata”. In-
ci è stata presentata come l’unica de- dare dignità e piena cittadinanza a tivi, dice, non ce n’è uno, ma addirit- vece aveva detto: “Vi faccio vedere
tura dieci, sviscerati in quasi due- come muore un italiano”». Punto.
cento pagine di spassosa sagacia. Ec- Gioco. Partita. È o non è un ottimo
co, allora, qualcuno di questi “fatto- esempio di quel patriottismo repub-
ri”: umano («Ci somiglia, è uno di blicano così caro alla neodestra fu-
noi». E chi non lo pensa, aggiunge turista?
Severgnini, lo teme!); Robinson Più pop, accattivante, giovane è
(Ogni italiano si sente solo contro il l’Italia di Enrico Brizzi, scrittore
mondo, o almeno contro i vicini di bolognese eterno “giovane di belle
casa. E Berlusconi incarna un “indi- speranze” della letteratura italiana
vidualismo nazionale” paradigmati- del 2000, che con La vita quotidiana
co); Hoover (il Cav. come principe di in Italia ai tempi del Silvio (Laterza)
tutti i piazzisti, genio del door-to- ci offre il ritratto ironico e impietoso
door, imbattibile nell’arte di vende- di un’altra Italia, quella che nasce (e
re qualcosa a qualcuno); harem (agli muore) in tv. Dagli anni Ottanta al
italiani il machismo sciupafemmine 2010, ecco l’Italia berlusconiana an-
piace. E i continui scandali poco edi- cor prima della “discesa in campo”.
Beppe Severgnini, ficanti non fanno altro che accresce- Il Drive in, le vallette poppute, il pae-
allievo di Montanelli, re la sua fama di tombeur de fem- se della televisione commerciale,
uno dei più efficaci me); T.i.n.a. (There is no alternative, l’esplosione berlusconiana del 1994 e
cantori del gene italico diceva la Thatcher. E in effetti, «l’al- le altalenanti vicende politiche e non
ternativa di centrosinistra s’è rivela- dell’uomo di Arcore: «Quando il Sil-
ta poco appetitosa»). Di forte senso ➔
4 SECOLO D’ITALIA

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DOMENICA 7 NOVEMBRE 2010
RIMETTIAMOCI
IN CAMMINO
tendenza tutta italica a non saper
Con una visione eroica guardare lontano, a non program-
della lotta per la legalità, mare il futuro, ad accontentarsi del-
che non conosce ideologismi, le briciole dell’oggi perché in fondo il
domani è domani, e domani, appun-
l’autore di Gomorra dimostra to, tocca pensarci.
di credere nell’individuo Ma l’Italia che più di tutte vuole
riemergere dal calderone berlusco-
come motore della storia niano degli ultimi quindici anni è
quella che incarna alla perfezione
Pierluigi Battista, firma di punta
del Corriere della Sera. Mai stato ber-
lusconiano, mai stato antiberlusco-
niano, Battista è l’italiano che in que-
sti ultimi tre lustri è rimasto fedele
alle proprie idee, mentre tutto attor-
no girava il teatrino cultural-politico
che ha annacquato le virtù migliori
dell’Italia repubblicana. L’ultima
prova di questa stoica tempra libera-
le, Pigi Battista l’ha data durante l’ul-
tima, caldissima, estate. Mentre al-
cuni giornali urlavano sguaiatamen-
te, sputando veleno, creando opposte
fazioni di ultras, lui ha preferito trar-
ne la lezione migliore, quella politica,
reale e tangibile, lontana da fango,
dossier e gossip. Ha capito che la ri-
voluzione liberale in Italia non pote-
La battaglia per la legalità di Roberto Saviano non può che essere un esempio condiviso va essere la bandiera di una fazione
che si era dimostrato ferocemente il-
liberale, cacciando senza troppi com-
vio, raccontatore di miracoli impa- averlo fatto perché è un uomo di in proprio. E si precipita nell’anar- plimenti uno dei suoi leader perché
reggiabile, si affacciò sulla scena po- buon cuore? Peggiorerebbe soltanto chia». E nessuno ci venga a dire che si era macchiato dell’orrida colpa del
litica, ancora si ripeteva in giro che la situazione. L’abuso di potere, la sa- Roberto Saviano non scrive e dice dissenso. Ma è anche l’uomo, libera-
la televisione era lo specchio della so- cralità della carica, bla-bla. [...] E la cose di “destra”. Con una visione le per davvero, altro che millantato-
cietà. Era un’interpretazione ormai Francia giacobina? Neanche a par- eroica della lotta per la legalità, che ri di ogni genere, che su alcuni temi
inadeguata: presto la società italiana larne. Lì un presidente può tenere non conosce sociologismi né ideolo- molto importanti (legge sulle inter-
sarebbe entrata dentro quello strano nascosta una figlia tutta la vita come gismi, l’autore di Gomorra dimostra cettazioni, ad esempio), ha scelto la
specchio, tutta intera come Alice e, Mitterrand o sposare una modella di credere nell’individuo come moto- via della ragione e non quella del tifo.
come lei, sarebbe partita per il viag- col birignao più appuntito delle cavi- re della storia. Come graffio all’omo- Perché lui tifoso non lo è mai stato. E
gio più colorato e spaventoso della glie, ma se telefonasse alla Gendar- logazione, come sgarbo all’intruppa- da uomo libero sottolinea, rilancia,
propria Storia». Non c’è lieto fine, pe- merie per far rilasciare una mino- mento. Contro qualsiasi inquadra- indica, bacchetta. Sempre ironica-
rò. Anzi, c’è la “fine del mito”, “l’au- renne arrestata per furto, oltretutto mento dogmatico. Contro ogni so- mente, sempre con cognizione di
tunno del nostro scontento”, l’aura spacciandola per nipotina di Muba- vrastruttura. La persona prima di causa. Ecco, Battista è l’italiano che
infallibile che viene macchiata dalle rak, sarebbe costretto a ritirarsi a vi- tutto, insomma. Anche per questo non ama urlare né esagerare, e che
pruderie, dalle Noemi e dalle D’Ad- ta privata. [...] Ecco, forse solo in Saviano non può che stare da queste finalmente, dopo anni di amarezze e
dario, dai nomignoli ridicoli alla “pa- Egitto, dove la democrazia affonda parti: perché è un moralista liberta- delusioni, magari ha capito che sì,
pi”. Però Brizzi riesce a raccontare nei millenni (i famosi Faraoni della rio, un antitotalitario vero che snoc- forse può sperare di nuovo in qual-
con lucidissimo scoramento un pae- Libertà), il presidente telefonerebbe ciola un anticomunismo vero, genui- cosa. Abbiamo citato questi nomi a
se che è maledettamente reale, frutto alla polizia per far rilasciare una mi- no, non strumentale, svuotato da puro scopo esemplificativo. Avrem-
di trent’anni di Silvite acuta che pri- norenne arrestata per furto. Ma non quella retorica che in troppi usano mo potuto parlare di migliaia di Ma-
ma o poi bisognerà iniziare a curare. la spaccerebbe per nipotina di Muba- ancora come arma, uccidendo il sen- rio Rossi, Paolo Bianchi o Franco Ne-
L’Italia che si indigna, senza però rak, essendo lui Mubarak. Semmai so di ogni battaglia. ri, che sono i protagonisti di quel-
prendersi troppo sul serio, è quella di per nipotina di Berlusconi: esisterà, Contro l’emergenza, contro la dit- l’Italia non di sinistra e aberlusco-
Massimo Gramellini, un grillo par- al riguardo, un accordo bilaterale?». tatura del presentismo più volte de- niana che ha ritrovato lo spazio che
lante senza moralismo, un fratello Per capire la destra legalitaria, ir- scritta da Gianfranco Fini, ci affidia- meritava. Ma citando, articoli alla
maggiore che non si lascia prendere regolare, con un forte senso dello Sta- mo alle parole di Antonio Scurati, mano, il pensiero di alcuni intellet-
la mano dal predicozzo. Il suo “Buon- to ci si può affidare a un recente arti- scrittore acclamato e alfiere della tuali liberi del nostro paese, forse ab-
giorno” su La Stampa è davvero il colo di Massimo Fini, pubblicato dal “visione”, di uno sguardo oltre la sie- biamo potuto rendere meglio il qua-
breviario laico dei nostri tempi. Uno Fatto a commento della richiesta bi- pe asfittica del contingente: «Quasi dro di una società ultralilquida che
degli ultimi, quello del 30 ottobre, era slacca del presidente del Consiglio non abbiamo più desideri che non si sta sconfiggendo la stagnazione e si è
ALDO CAZZULLO dedicato all’ormai noto caso Ruby: che avrebbe voluto (e vuole ancora!) riducano a bisogni (tutti soddisfatti). rimessa in circolo. Contro il presen-
«Gli americani sono dei quaccheri. Lì una commissione di inchiesta sulla Raramente azzardiamo un program- tismo, fiera della propria radice re-
IL SUO NUOVO LIBRO un presidente può fare bunga bunga magistratura: «Se l’intera magistra- ma di vita che vada oltre l’orizzonte pubblicana e democratica, rispettosa
S’INTITOLA “VIVA L’ITALIA”: con Marilyn Monroe o una stagista tura è inquinata – scriveva il giorna- del week-end. Pochi, pochissimo, si delle regole e delle leggi, sempre in-
della Casa Bianca, ma se telefonasse lista – chi garantisce me che la sen- avventurano in pensieri a lunga git- clina alla sagacia e all’ironia ma sen-
LA FIRMA DEL “CORRIERE” all’Fbi per far rilasciare una mino- tenza che mi colpisce è regolare e tata, in prospezioni di archi tempo- za mai scadere nella volgarità.
VUOLE SCOMMETTERE renne arrestata per furto, oltretutto non manipolata? Salta lo Stato di di- rali che abbraccino l’intera esisten- Un’Italia che credevamo in letargo e
spacciandola per nipotina di Muba- ritto, anzi lo Stato “tout court” [...], za. Quasi nessuno si azzarda oltre che invece s’è svegliata e vuole tor-
SUL NUOVO PATRIOTTISMO rak, sarebbe costretto a dimettersi al- perché ognuno si sentirà libero e giu- questa misura». Una fissazione uti- nare a dire la sua.
la velocità della luce. E se dicesse di stamente legittimato a farsi giustizia lissima, la battaglia al presentismo, Domenico Naso