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SOCIOLOGIA DELLA CULTURA

In precedenza i sociologi non avevano prestato molta attenzione alla cultura, ma


ultimamente si è data rilevanza agli studi culturali per dare una spiegazione al
comportamento umano e per comprendere l'esperienza umana; dunque l'attuale
obiettivo della sociologia è quello di comprendere come la struttura sociale e la
cultura si influenzino reciprocamente.Il ruolo della cultura nel mondo sociale viene
analizzato utilizzando il modello del DIAMANTE CULTURALE, il quale analizza i
rapporti tra: OGGETTI CULTURALI, CREATORI CULTURALI, RICEVITORI CULTURALI E
MONDO SOCIALE.Il mondo è un assortimento di culture che hanno conseguenze
sulle politiche sociali interne e sui rapporti politici ed economici con l'esterno, infatti
i processi di globalizzazione hanno influenzato e continuano ad influenzare le varie
culture; anche i conflitti per l'omogeneità etnica e sul fondamento religioso degli
anni successivi allaguerra fredda hanno avuto coinvolgono la cultura; comprendere
le basi culturali dei conflitti e delle incomprensioni passate ed attuali, infatti,
possono essere utili per evitare gli stessi errori in futuro.Nonostante sia molto
difficile dare una definizione di "cultura" è necessario comprenderla per evitare esiti
indesiderati come la perdita di un affare o incomprensioni interrazziali.PETERSON
affermò che per parlare di cultura bisognasse cosiderare quattro fattori: le NORME,
ossia il modo in cui le persone si comportano in una data società, i VALORI a cui
tengono; le CREDENZE, il modo in cui pensano; ed i SIMBOLI ESPRESSIVI,
reappresentazioni dei valori e delle credenze.MA LA CULTURA E LA SOCIETA' NON
ESISTONO NEL MONDO REALE, sonoinfatti due aspetti diversi dell'esperienza
umana; la CULTURA designa l'aspetto espressivo dell'esperienza umana, invece la
SOCIETA' quello relazionale.Ci sono due prospettive accademiche sulla cultura: un
segue le linee del pensiero UMANISTA, che vede la cultura come un riferimento alle
belle arti e che, di conseguenza, implichi uno stato sociale elevato; secondo la
TEORIA UNIVERSALE DEL VALORE CULTURALE del 1869 di Arnold vediamo la cultura
come LO STUDIO DELLA PERFEZIONE, attraverso la quale si sarebbe potuta riportare
nella civiltò umana DOLCEZZA E LUCE, elementi ripresi da una parabola di SWIFT sui
ragni e le api: il miele e le candele prodotte dalle api ed i benefici prodotti dalla
cultura derivano da: la consapevolezza e la sensibilità nei confronti delle arti (CIO'
CHE MEGLIO E' STATO PENSATO E CONOSCIUTO); e da un'intelligenza aperta,
flessibile e tollerante. QUINDI LA CULTURA NON E' FINE A SE STESSA, MA E' UN
MEZZO PER UN FINE.ANCHE WEBER, uno scienziato, condivise il pensiero di AROLD,
un letterato, sostenendo la capacità della cultura di inflenzare il comportamento
umano.Le caratteristiche principali di questo approccio sono: la visione della cultura
come perfezione e come strumento per arricchire la mente e la sensibilità umana;
l'opposizione della cultura alle normi della civiltà/società; la necessità che sia
preservata attraverso le istituzioni educative ed infine la sua separazione
dall'esistenza quotidiana.Altra scuola di pensiero è quella della SCIENZA SOCIALE, tra
i cui studiosi c'era HERDER, il quale si schierò contro il compiacimento etnocentrico
della cultura, egli ritenva che si dovesse parlare di CULTURE al plurale dato che ogni
nazione ne avevauna caretteristica, questa stessa concezione fu introdotta in
precedenza da TYLOR nelsuo dibattito tra cultur vs civiltà; egli affermò che la cultura
fosse un complesso che includeva ogni competenza ed abitudine acquisita dall'uomo
in quanto membro della società; BERGER riteneva che la cultura fosse la totalità dei
prodotti dell'uomo e che la società fosse parte ed elemento della cultura non-
materiale.GLI SCIENZIATI SOCIALI, INFATTI, TENDONO A VEDERE ARMONIA TRA
CULTURA E CIVILTA'; quest'ottica rientra in quella del FUNZIONALISMO, il quale
parte dall'assunto che un'istituzione sociale debba compiera funzioni necessarie al
benessere della collettività ed idnetifica la cultura con i valori che orientano i
livellisociali, politici ed economici di un sistema sociale.BERGER analizzò la cultura in
base a tre processi: ESTERNALIZZAZIONE, gli esseri umani proiettano la loro
esperienza sul mondo esterno; OGGETTIVAZIONE, vivono queste proiezioni come se
fossero indipendenti; infine INTERIORIZZAZIONE, incoporizzazione dei queste
proiezioni nella propria coscienza psichica.La SCIENZA SOCIALE dunque: OPTA PER IL
RELATIVISMO, crede in un LEGAME TRA CULTURA E CIVILTA', pone maggiore
attenzione sul MODO IN CUI GLI UOMINI VIVONO LA PROPRIA VITA, affermano che
LA CULTURA NON POSSA ESSERE STUDIATA EMPIRICAMENTE E CHE NON SIA UNA
COSA SACRA.Detto ciò si può affermare che la cultura si riferisca al lato espressivo
della vita umana, sia per quanto riguarda la cultura esplicita ed implicita.PER
UTILIZZARE SIA LA TEORIA UMANISTICA CHE QUELLA SCIENTIFICASONO NECESSARI
DEGLI STRUMENTI CONCETTUALI, COME GLI OGGETTI CULTURALI.Un OGGETTO
CULTURALE è un'ESPRESSIONE SIGNIFICATIVA, ed il suo status di OGGETTO
CULTURALE non è intrinseco in se stesso, ma è il risultato di una decisione analitica,
sono creati dagli esseri umani e quando diventano pubblici diventano oggetti
culturali di cui la gente ne è il pubblico ed il ricevitore (pane=cibo, ma anche
collegamento con Bibbia =corpo divino =sostegno della vita// pane=oggetto
culturale)LA SOCIOLOGIA CULTURALE ANALIZZA IL RAPPORTO TRA OGGETTI
CULTURALI E MONDO SOCIALE IN BASE A QUATTRO ELEMENTI: I CREATORI, GLI
OGGETTI CULTURALI, I RICEVITORI ED IL MONDO SOCIALE CHE FORMANO IL
DIAMANTE CULTURALE: COMPOSTO DA QUATTRO PUNTI E SEI LEGAMI, per
comprendere un oggetto culturale completamente bisognerebbe comprendere tutti
i quattro punti e le sei connessioni che li legano per poi arrivare ad una
COMPRENSIONE SOCIOLOGICA DI UN OGGETTO CULTURALE.IL SIGNIFICATO DI UN
OGGETTO CULTURALE SI RIFERISCE ALLA CAPACITA' DELL'OGGETTO DI SUGGERIRE O
INDICARE QUALCOS'ALTRO. CI SONO DUE TIPI DI SIGNIFICATO: SEMPLICE, che
denota una corrispondenza biunivoca (luce rossa=stop che precede il via); e
COMPLESSO, evoca una carietà di significati o emozioni che possono unire o
disgregare i gruppi sociali. TRAMITE IL DIAMANTE CULTURALE SI VEDE CHE CIO' CHE
CONNETTE GLI OGGETTI CULTURALI AI MONDI SOCIALI E'IL SIGNIFICATO.
I codici genetici umani non danno informazioni sufficienti alla sopravvivenza, per
colmare queste lacune si fa ricorso all'APPRENDIMENTO CHE E' UN PROCESSO
SOCIALE ATTRAVERSO IL QUALE SI TRASMETTE LA CULTURA. Secondo BERGER la
principale fonte della paura umana è il CAOS e l'ASSENZA DI UN ORDINE, ORDINE
CHE PERO' PUO' ESSERE OTTENUTO CON LA CULTURA ATTRAVERSO L'USO DI
SIMBOLI CON SIGNIFICATI CHE VANNO OLTRE L'UTILITA' MATERIALE
SECONDO LA TEORIA DEL RIFLESSO LA CULTURA E' LO SPECCHIO DELLA REALTA'
SOCIALE, DI CONSEGUENZA IL SIGNIFICATO DI UN OGGETTO CULTURALE STA NEI
MODELLI SOCIALI CHE ESSO RIFLETTE, MA ENTRAMBI GLI ELEMENTI, NONOSTANTE
POSSANO INFLUENZARSI RECIPROCAMENTE, RIMANGONO CONCETTUALMENTE
DISTINTI. LA TEORIA DEL RIFLESSO HA RADICI NEL PENSIERO DI PLATONE, IL QUALE
ELABORO' LA TEORIA DELLE FORME IN CUI VENGONO IDENTIFICATI TRE FATTORI:
LA FORMA, a livello ideale, L'APPARENZA, che sarebbe la rappresentazione
materiale della forma e L'ARTE, una copia imperfetta e/o simbolicadella forma, CHE
INSIEME FORMANO UN DIAMANTE DOPPIO, la cui conseguenza secondo Platone era
la svalutazione del terzo fattore ritenuto doppiamente lontano dalla realtà, per
Platone l'arte era un ostacolo che portava la gente a credere in un falso
sapere.ARISTOTELE INVECE SOSTENEA CHE L'ARTE RAPPRESENTASSE LE VERITA'
UNIVERSALI RIGUARDO L'ESISTENZA UMANA.Anche il FUNZIONALISMO ED IL
MARXISMO, le due teorie socialiste principali del ventunesimo secolo, fanno
riferimento alla teoria del riflesso affermando la piena adeguatezza tra cultura e
società.
Per il l'IDEALISMO la cultura è la MATERIALIZZAZIONE DELLE IDEE DI SPIRITO E
VERITA' UNIVERSALE; MARX inizialmente sostenne le idee di HEGEL, ma in seguito si
avvicinò al pensiero di FEUERBACH, filosofo materialista,il quale affermava che lo
spirito del tempo fosse un prodotto di condizioni materiali, esempio lampante fu la
religione: l'uomo crea la divinità, l'adora e prende per reale la su astessa creazione
diventandone dipendente per compensare la reale miseria umana.SECONDO LA
CONCEZIONE MATERIALISTA, DUNQUE, LA RELIGIONE, L'ARTE E LA CULTURA SONO I
PRODOTTI DELLA REALTA' MATERIALE.In seguito MARX decise di concentrarsi sul
MATERIALISMO STORICO, per comprendere le radici sociali e storiche del mondo
materiale, il suo punto di partenza fu l'HOMO FABER, il quale si sosteneva attraverso
la riproduzione e la produzione; per MARX anche la solo COSCIENZA era un
PRODOTTO SOCIALE e lo stesso rpincipio valeva per la CULTURA. Per MARX:
CULTURA, GOVERNO, RELIGIONE, POLITICA E LEGGI erano tutte SOVRASTRUTTURE
su una base diFORZE MATERIALI; secondo MARX per giudicare un periodo di
trasformazione è ncessaria un'ANALISI CRITICA basata sulla ricerca delle ORIGINI
SOCIALI DEI VALORI DELLO SPIRITO DELL'EPOCA; egli affermò anche che le IDEE
DOMINANTI in una SOCIETA' rispecchiano le idee delle CLASSI DOMINANTI che per
giustificare la propria posizione spacciano queste idee come UNIVERSALI.
Basandosi sull'analisi culturale di MARX si fondò un nuovo gruppo di pensatori: LA
SCUOLA DI FRANCOFORTE, che comprendeva LOWENTHAL E HORKHEIMER. Questi
avanzono una NUOVA TEORIA CRITICA BASATA SULLA RICARCA SULL'AUTORITA' E
SULLA CULTURA DI MASSA, ritendendo che queste fossero collegate all'IMPOTENZA
DELLA GENTE NELLA SOCIETA' MODERNA; criticarono i PRODOTTI CULTURALI DI
MASSA, i quali scoraggiavano la PROTESTA SOCIALE; utilizzarono l'espressione
IINDUSTRIA CULTURALE per sottolineare la NATURA ANTIDEMOCRATICA DELLA
CULTURA POPOLARE.Un'esempio dello scoraggiamento nei confronti della protesta
socialee lo vediamo con l'analisi di LOWENTHAL delle riviste americane del
ventesimo secolo: nella prima parte del secolo prevalgono articoli di ricercatori,
inventori ed imprenditori, mentre nella seconda parte del secolo l'attenzione si
spostò su stelle del cinema, sport ed altre forme di intrattenimento; questo implica
una REGRESSIONE INFANTILE piuttosto che un RISVEGLIO INTELLETTUALE. VEDIAMO
QUINDI IL PENSIERO MARXISTA CHE SI SCONTRA CON UNA NUOVA TEORIA IN VIA DI
SVILUPPO: IL FUNZIONALISMO, IL QUALE CONCEPISCE LA VITA SOCIALE COME UNA
SITEMATICA TENDENZA VERSO L'ARMONIA PIUTTOSTO CHE VERSO LA LOTTE E LA
PROTESTA SOCIALE.
IL FUNZIONALISMO si basa sulla NECESSITA' DELLE SOCIETA' UMANE DI SODDISFARE
I PROPRI BISOGNI; di conseguenza una società sana consisteva in un equilibrio in cui
le istituzioni sociali esistessero per soddisfare i bisogni della società, quindi ogni
livello sociale sarebbe dovuto essere il riflesso dell'altro, in modotale che LA
SOCIETA' RIFLETTESSE LA CULTURA E CHE LA CULTURA RIFLETTESSE LA SOCIETA', ma
questa visione di completo adattamento tra l'una el'altra non tiene in
considerazione l'influenza individuale delle organizzazioni di produzione della
cultura (casa discograafice, gerarchie ecclesiastice, gallerie d'arte ecc...) di
conseguenza l'idea che si possa leggere una società direttamente attraverso le sue
opere culturali è fuorviante.Un esempio più complesso del riflesso funzionalista sta
nell'analisi di BAXANDALLdei pittori italiani del quindicesimo secolo, le cui opere
riflettevano:-TRANSAZIONI COMMERCIALI, il contratto tra il pittore ed il cliente;-
VALORI MUTEVOLI, i cambiamenti negli stili di consumo, nuovi interessi per il gusto
ed il riflesso di una posizione di classe,
-OCCHIO DELL'EPOCA, capacità cognitiva e lo stile di ogni epoca: la capacità della
raffigurazione di un particolare oggetto di suggerire un'idea: per esempio la grande
quantità di contenitori raffigurati in questi dipinti è dovuta alla volontà dei clienti di
mettere sottilmente in evidenza il sapere e le proprie abilità; la società mercantile
cercava infatti di dimostrare la propria ricchezza, invece i pittori cercavano
acquirenti che capissero il senso delle loro opere; quindi come SOCIETA' E CULTURA,
anche PITTORI E MERCANTI ERANO FUNZIONALMENTE ADATTI GLI UNI AGLI ALTRI.
Ma su questo modello del riflesso rimangono degli aspetti problematici: tutt'ora su
opere che risalgono al Risorgimento italiano si scoprono significati nuovi che non
rispecchiano però l'occhio dell'epoca, ed inoltre non tutte le realtà vengono riflesse
a causa della selettività della cultura, di conseguenza si ha il riflesso epocale di
solamente una porzione della popolazione.L'unica spiegazione risiede nel fatto che
la cultura non possa essere un riflesso in senso letterale, ma nel senso di una
RIFLESSIONE o CONSIDERAZIONE DI UN ARGOMENTO CON IL PROPOSITO DI
COMPRENDERLO.
. Il FUNZIONALISMO ed il MARXISMO sostengono dunque la reciproca influenza tra
cultura e struttura sociale, ma ritengono che sia solamente la società a causare la
cultura e non il contrario; secondo WEBER invece la CULTURA POTEVA CAUSARE LA
STRUTTURA SOCIALE, WEBER nell'ETICA PROTESTANTE E LO SPIRITO DEL
CAPITALISMO concentrò i suoi studi sulla necesSità di definire la misura in cui la
religione avesse contribuito alla nascita del capitalismo, cercando di individuare le
correlazioni tra credenze religiose ed agire pratico.In seguito riconobbe che il
problema principale non era l'origine del capitalismo, ma l'ascesa del capitalismo
borghese, WEBER dunque s'interessò all'origine della borghesia. Egli voleva
esplorare come uno spirito o un'etica economicaa riflettessero delle idee religiose;
WEBER riteneva che il capitalismo implicasse un'etica del dovere verso una
vocazione.
Il concetto di vocazione fu introdotto da LUTERO, il quale afffermva che la
Provvidenza avesse assegnato ad ogni persona un lavoro specifico per servire Dio;
questo modello di azione si rifà alla Predestinazione, secondo Calvino questa era la
credenza che Dio avesse destinato tutti o al cielo o all'inferno e che ci si dovesse
fidare di lui senza fare domande; in queste due credenze religiose WEBER
identificava il PURITANO, che lavorava senza mai godersi i suoi risultati, pena la
dannazione; questo portava a: l'accrescimento del capitale ed un atteggiamento
verso il duro lavoro pensato come una cosa buona.WEBER dimostrò quindi che un
insieme di idee religiose influenzò il modo in cui la gente lavorava: in questo caso,
quindi, il lato della catena causale punta dalla cultura alla società e non
viceversa.Ma anche questo modello è stato considerato fuorviante per due motivi: è
troppo soggettivo, Weber chiedeva ai sociologi di entrare nella mente della gente,
ma questi non erano tenuti a farlo; ed inoltre l'osservazione mostra che le persone
hanno comportamenti contraddittori e che non sono sempre guidati dalla cultura,
come afferma Weber.

L'idea di base dei fondatori della sociologia: MARX, WEBER e DURKHEIM era quella
di una società in cui il colore della pelle, il nome di famiglia, la religione e la regione
di origine sarebbero contate sempre meno; che fosse basata sul merito personale e
dove ogni cosa fosse chiara ed efficiente, ma la modernità non ha fatto altro che
accentuare queste differenze producendo due reazioni culturali: il
POSTMODERNISMO ed il FONDAMENTALISMO.Il POSTMODERNISMO fa riferimento
alla cultura moderna in cui l'uomo è caratterizzato dall'assenza di illusioni e le menti
sono CINICHE, le persone infatti non credono più ad un possibile cambiamento
sociale.Il FONDAMENTALISMO ha anch'esso come base il rifiuto della modernità,
difendono gli ideali religiosi ed i modelli sociali tradizionali, offre un insieme stabile
di significati spesso basati su testi religiosi e cercano di dare un senso ad un mondo
caotico,
Gli OGGETTI CULTURALI cono creati da individui riconosciuti come CREATORI
CULTURALI (cantanti, artisti, poeti ecc...) che in momenti di ispirazione creano
qualcosa che cambia il mondo culturale in cui vivono gli esseri umani, se ne deduce
dunque che la CULTURA arrivi DAGLI SFORZI DI GENII INDIVIDUALI; ma a questo i
sociologi suggeriscono l'alternativ che la cultura e le opere culturali siano CREAZIONI
COLLETTIVE piuttosto che individuali, questa teoria fu sostenuta da DURKHEIM.
Egli confrontò la classificazione delle persone nella vita moderna con quella di uno
stato socialee precendente, caratterizzato dalla SOLIDARIETA' MECCANICA poiché la
gente era integrata ed aveva vite simili; tutto questo si è venuto a perdere a causa
della crescita delle dimensioni della società in cui gli individui iniziarono a
specializzarsi e da ciò nacque anche una specializzazione istituzionale.DURKHEIM
affermava che in ogni società fosse necessaria una RAPPRESENTAZIONE COLLETTIVA
che mantenesse i suoi membri interconnessi;per questo prestò molta attenzione alla
religione in LE FORME ELEMENTARI DELLA VITA RELIGIOSA, analizzò per primo il
TOTEMISMO per tre motivi: PERCOGLIERE GLI ELEMENTI COSTITUTIVI DELLA
RELIGIONE, PER TROVARE I FONDAMENTI DI TUTTE LE ALTRE RELIGIONI E PER
SCOPRIRE IL BISOGNO UMANO CHE CAUSA LE PRATICHE RELIGIOSE.L'analisi della
religione di DURKHEIM si basa su 4 linee chiave: LA RAPRRESENTAZIONE
COLLETTIVA, LA DISTINZIONE TRA SACRO E PROFANO, LE RIGINI DEL SACRO E LE
CONSEGUENZE SOCIALI DELLA RELIGIONE.Egli sostenne che la relgione fosse la base
di tutte le categorie del pensiero e che la religione e le categorie di pensiero insieme
fossero RAPPRESENTAZIONI COLLETTIVE CHE ESPRIMONO REALTA'
COLLETTIVE.Tutte le religioni hanno in comune la distinzione tra sacro e profano, nel
totemismo il TOTEM è SACRO poiché rappresenta il PRINCIPIO TOTEMICO/ DIO ed il
CLAN,infatti il DIO DEL CLAN E' IL CLAN STESSO.La società fa sorgere il concetto di
divino nell'essere umano attraveso: il suo POTERE/CONTROLLO CAUSANDO O
INIBENDO LE AZIONI DELL'UOMO, ed attraverso la sua FORZA POSITIVA NEL
RAFFORZARE E VIVIFICARE LA SOCIETA'.
LA FORZA RELGIOSA NON DERIVA DA UN TOTEM O DA UN DIO, MA
DALL'ESPERIENZA SOCIALE POICHE' LA RELIGIONE E' UN SISTEMA DI IDEE CON CUI
LE PERSONE RAPPRESENTANO LA SOCIETA'.L'analisi DURKHEIMIANA suggerisce che
tutti gli OGGETTI CULTURALI siano delle RAPPRESENTAZIONI COLLETTIVE.LA
CULTURA E' UNA RAPPRESENTAZIONE COLLETTIVA IN DUE SENSI: in primo luogo gli
OGGETTI CULTURALI sono prodotti da individui e si relazionano con altri individui, in
secondo luogo: nei loro prodotti culturali le persone rappresentano le loro
esperienze.
L'aapplicazione della sua prospettiva costituisce l'approccio della PRODUZIONE
COLLETTIVA ai SIGNIFICATI CULTURALI.La TEORIA DELLA PRODUZIONE COLLETTIVA
ha due facce: l'interazione tra gli individui ed il modo in cui questa generi la cultura,
questa visione ha radici nella branca della psicologia sociale nota come
INTERAZIONISMO SIMBOLICO; e l'organizzazione dei PRODUTTORI e dei
CONSUMATORI CULTURALI.
Per l'INTERAZIONISMO SOCIALE l'UOMO non è UNA FORMA PLATONICA
PREESISTENTE, ma è creata dall'INTERAZIONE SOCIALE, secondo COOLEY
un'interazione è composta da tre fasi: il sé che immagina la reazione di un altro alla
sua apparenza, il sé che immagina il giudizio dell'altro alla sua azione ed infine la
reazione emotiva del sé a questo giudizio.MEAD ha notato che i bambini imparano
ad assumere il ruolo di un'altra persona attraverso il GIOCO LIBERO, in seguito
imparano ad assumere una varietà di ruoli attraverso il GIOCO CON REGOLE, infine
imparano la risposta dell'ALTRO GENERALIZZATO (termine che MEAD usa per
intendere la SOCIETA') che è la fonte della moralità.
Dal punto di vista dell'INTERAZIONISMO SIMBOLICO lindividuo è molto incline ad
essere influenzato, ciò suggerisce che l'INTERAZIONISMO SIMBOLICO CREI LA
CULTURA, una volta creati gli OGGETTI CULTURALI, essi sono riprodotti e trasmessi
attraverso la socializzazione; BECKER fece l'esempio dei fumatori di marijuana: il
nuovo fumatore interagisce con fumatori più esperti ed apprendono, invece senza il
processo interattivo il nuovo fumatore potrebbe non sviluppare necessariamente
l'abitudine o il gusto per la marijuana.
L'IDENTITA' è un concetto chiave nell'INTERATTIVISMO, essa viene prodotta dalle
interazioni e richiede conferma dagli altri; GOFFMAN analizza questo
processousando la metafora delle performance teatrali ( l'individuo recita un ruolo
davanti aglialtri e se la performance ha successo l'individuo vede confermata una
certa identità).SNOW ed ANDERSON hanno svolto uno studio sui vagabondi che è
andato ad avvalorare questa teoria dell'identità: i vagabondi sono abili manipolatori
di parole e riescono con queste a costruire specifiche identità, essi usano le proprie
risorse del linguaggio per recitare performance sociali e rendere il loro mondo
significativo per se stessi e per gli altri.MEAD ha diviso gli individui in due gruppi: i
GRUPPI SOCIALI ASTRATTI, che operano come gruppi socilai solo indirettamente; e
le CLASSI SOCIALI che sono unità sociali i cui membri sono direttamente relazionati
l'uno all'altro; se queste relazioni reciproche riescono a resistere ad alcune inflenze il
gruppo diventa una SUBCULTURA.Nella SUBCULTURA c'è un potente insieme di
simboli e norme comportamentali vincolanti.Le SUBCULTURE sono prodotte da
persone che interagiscono, nella maggior parte dei gruppi si va a formare
un'IDIOCULTURA o AUTOCULTURA di gruppo, questa è ricca di implicazioni e simboli
comprensibili solo ai membri del gruppo e tiene lontani gli estranei.Le SUBCULTURE
creano significato producendo OGGETTI CULTURALI significativi per i membri del
gruppo ed incomprensibili per gli estranei, creando cosìdei confini simbolici in cui le
persone si distinguono.Secondo la teoria del riflesso marxista e funzionalista la
cultura riflette passivamente il mondo sociale, il mondo sociale cambia sempre per
primo lasciandosi dietro la cultura.L'ipotesi del RITARDO CULTURALE fu avanzata da
OGBURN che distinse tra CULTURA MATERIALE, costituita da oggetti materiali, e la
CUTLURA ADATTICA, che si adegua alle condizioni materiali; secondo OGBURN i
cambiamenti della CULTURA MATERIALE precedono quelli della CULTURA
ADATTIVA.Nella PRODUZIONE COLLETTIVA si notano degli elementi costanti quali:
determinati periodi più favorevoli all'innovazione, le innovazioni seguono alcune
convenzioni, alcune innovazioni hanno più probabilità di altre di
istituzionalizzarsi.L'INNOVAZIONE CULTURALE nasce da vecchie regole che non
sembrano più applicabili, si crea così un vuoto morale in cui le persone cerca nuove
linee di condotta, l'innovazione culturale dunque riorienta gli individui.La
SOCIOLOGIA INDUSTRIALE analizza l'impatto dei PRECESSI DI PRODUZIONE sugli
OGGETTI CULTURALI. Per riflettere sulla produzione culturale HIRSCH ha elaborato
un modello chiamato SISTEMA DELL'INDUSTRIA CULTURALE che descrive l'insieme di
organizzazioni che producono articoli culturali di massa; secondo HIRSCH questi
oggetti sulturali condividono: l'incertezzadella domanda (nessuno sa in precedenza
quale sarà il successo sul mercato dell'oggetto prodotto), una tecnologia economica
ed infine un'eccedenza di creatori culturali. I CRETORI sono membri di un
SOTTOSISTEMA TECNICO, il quale fornisce un input al resto del sistema, questo
input però deve superare il problema dell'ECCEDENZA NEL SOTTOSISTEMA TECNICO
e per fare ciò i CREATORI utilizzano i GESTORI DI CONFINE (agenti) per portare le
loro opere all'attenzione delle ORGANIZZAZIONI PRODUTTIVE (le quali a loro volta
utilizzano degli agenti: TALENT SCOUT); il SOTTOSISTEMA MANAGERIALE consiste in
organizzazioni che producono il prodotto (casa editrici, cinematografice ecc...)
questeorganizzazioni a loro volta utilizzano un altro tipo di AGENTI i quali si
adoperano per raggiungere l'attenzione dei MASS MEDIA che fanno parte del
SOTTOSISTEMA ISTITUZIONALE; in questo ambito c'è anche molto spazio alla
CORRUZIONE ed alle TANGENTI da parte delle ORGANIZZAZIONI PRODUTTIVE; infine
troviamo il CONSUMATORE FINALE= PUBBLICO, il quale viene a conoscenza di nuovi
prodotti attraverso i MEDIA, che possono dare un feedback del prodotto
sponsorizzato.Esistono due tipi di FEEDBACK: uno proviene dai MEDIA e consiste in
RECENSIONI, il secondo giunge dai consumatori ed è misurato in base alla
vendiatadel prodotto e dalla sua rendita sul mercato; attraverwso questi due
feedback le ORGANIZZAZIONI PRODUTTIVE valutano la POPOLARITA' di un'artista e
l'EFFICAZIA dell loro attività promozionali.L'OGGETTO CULTURALE REALE in tutto
questo sistema ha unn'importanza relativamente bassa, poiché l'ORGANIZZAZIONE
PRODUTTIVA NON HA GRANDE INTERESSE NEI CONFRONTI DEL PRODOTTO,
QUANTO PIUTTOSTO NEL SUO SUCCESSO.Queste ORGANIZZAZIONI cercano di
produrre un flusso regolare di prodotti e di ridurre l'incertezza.PETERSON ha
studiatto come I MUTAMENTI DI MERCATO POSSO RIVERBERARSI SU TUTTO IL
SISTEMA DELL'INDUSTRIA CULTURALE, infatti per andare in contro alle nuove
necessità di mercato alcuni artisti vengono inevitabilmente tagliati fuori
dall'industria culturale; i MERCATI DUNQUE REAGISCONO AI MUTAMENTI SOCIALI,
come ad esempio in periodi fertili per la poduzione di nuove forme ideologiche e
nuovi generi, in queste circostanze i mercati culturali e le forme di cultura hanno
modo di cambiare insieme.GLI OGGETTI CULTUALI POSSONO INCLUDERE ANCHE
CONCETTI ED IDEE, i quali competono sempre per l'attenzione del pubblico.UNA
VOLTA CHE L'IDEA E' ESPRESSA A PAROLE O CON SIMBOLI (manifesti,simbolo della
pace) ESSA DIVENTA UN OGGETTO CULTURALE CHE PUO' A SUA VOLTA DIVENTARE
O UN OGGETTO CULTURALE IDEOLOGICO O UN OGGETTO CULTURALE DI INFLUENZA
SOCIALE. Quelli che hanno più successo vengono selezionati dallo stato o da qualche
altro esponente istituzionale e diventano stabili attraverso
l'ISTITUZIONALIZZAZIONE.Nello schema di HIRSCH il CONSUMATORE /RICEVITORE
CULTURALE FA PARTE DEL SOTTOSISTEMA DI PRODUZIONE
DELL'INTERPRETAZIONE.Il successo ottenuto da un determinato OGGETTO
CULTURALE non è strettamente legato al suo significato, ma piuttosto alle persone,
alla loro posizione e struttura sociale che condiziona i loro gusti; ma anche questo
legame tra GUSTO CULTURARE E POSIZIONE SOCIOECONOMICA non è sempre
diretto, per questo motivo GANS ha proposto di denominare il pubblico: CULTURA
DI GUSTO,questa inoltre differisce tra classe alta e media e classe operaia; la classe
medio-altra infatti ha un più ampio repertorio che le consente di agire in una
pluralità di situazionisociali sfruttando le sue conoscenze culturali; cosa quasi
impossibili per le classi più basse le cui competenza culturali non sono trasmissibili
all'esterno a causa della poca esperienza di interazione con altre culture. Secondo
BOURDIEU la cultura va considerata come un CAPITALE CULTURALE CHE PUO'
ESSERE CONVERTITO IN CAPITALE ECONOMICO.Se ne deduce che la ricezione di un
oggeto culturale sia spesso stratificata per classe sociale e che la gente possa
utilizzare la cultura per difendere i propri vantaggi socialio per superare gli svantaggi
sociali.JAUSS fornì ai sociologi una chiave di lettura per comprendere la ricezione
culturale:quando un consumatore entra in possesso di un oggetto culturale lo pone
in un ORIZZONTE DI ASPETTATIVE, plasmato sulle sue precedenti esperienze sociali e
culturali; in seguito il consumatore interpreta l'oggetto culturale e ne costruisce un
significato che può anche allontanarsi dal suo orizzonte di aspettative.I prodduttori
di significati cercano di attirare l'attenzione dell'orizzonte delle aspettative
utilizzando il modello del FRAMING: i CREATORI CULTURALI devono dare al loro
prodotto un mssaggio o una forma che ne evochi una che già appartiene al pubblico,
in modo tale da persuaderlo più facilmente.Per quanto riguarda la costruzione di
senso troviamo due teoire antitetiche: nella prima si sostiene che si possa costruire
qualsiasitipo di significato, si presuppone dunque una libertà illimitata, LEVI
STRAUSS affermò che la mente umana fosse agisse attraverso la LOGICA DEL
BRICOLAGE: il ricevitore produce significati chepossono essere anche totalmente
indipendenti dall'oggetto culturale stesso, viene quinddi negata l'autonomia
dell'oggetto culturale ed il significato dipende solamente dalla mente del ricevitore;
la seconda teoria invece afferma che si debba sottostare ai significati intrinseci
all'oggetto culturale, i ricevitori quindi non hanno libertà di interpretazione.La prima
teoria poggia sulla teoria della CULTURA POPOLARE in cui i ricevitori possono
produrre e manipolare i significati; invece la seconda poggia sulla teoria della
CULTURA DI MASSA in cui gli oggetti culturali possono schiacciare i loro impotenti
ricevitori; i sostenitori della cultura di massa vedono l'industria culturale come uno
strumento per produrre intrattenimento con lo scopo di catturare la porzione più
grande di mercato, inoltra la cultura di massa tende a rendere i suoi ricevitori apatici
ed intorpiditi; dall'altro lato invece vediamo la concezione opposta, in cui la gente è
troppo astuta per farsi trascinare dagli oggetti culturali e si parla dunque di
CULTURA POPULAR.
La CULTURA POPOLARE include anche degli elementi della CULTURA DI MASSA dato
che sta a significare: cultura della gente; ma comprende anche la saggezza, il senso
comune, i valori ed i modi di vita della gente.Questa è stata rivalutata in due modi:
l'analisi della cultura popolare per cercare significati nascosti ignoti agli accademici,
e la capacità del ricevitore di costruire significati sovversivi; gli oggetti della cultura
di massa, infatti, tendono a rappresentare le idee della classe dominante, ma non
tutti sono obbligati ad accettare isignificati imposti.Si deve precisare che i sostenitori
di entrambe queste idee sostengono la libertà umana, ma interpretano in modo
differente la relazione tra oggetto culturale e ricevitore; il vero rischio è quello che le
persone smettano di interpretare gli oggetti culturali.Una società implica
inevitabilemente dei problemi che la classe dirigente politica è tenuta a risolvere,
ma i problemi sociali non sono sempre semplici come un approcciooggettivo
potrebbe suggerire; l'essenza dell'approccio COSTRUTTIVISTA sta nell'affermare che
i problemi sociali non siano oggettivi; inotre solo quando un situazione ha significato
negativo per uno specifico gruppo di persone può essere definito un PROBLEMA
SOCIALE, anch'esso è di fatto un OGGETTO CULTURALE. La costruzione di un
problema sociale dunque dipende dalla PRECEDENTE COTRUZIONE DI UN'IDENTITA'
COLLETTIVA.Secondo la visione COTRUTTIVISTA queste identità sono malleabili e
soggette ad interpretazione. Per compredere l'identità collettiva come costruzione si
può considerare il caso della razza o dell'etnia, vediamo che l'approccio sociologico
alla razza ha subito cambiamenti come l'assimilazione razziale, in seguito ogni
gruppo etnico volle rivendicare il proprio orgoglio e questo portò alla formazione di
leader nazionalisti che in seguito divennero anche leader politici.La rivendicazione
culturale persiste perché: la sua espressione attraverso gli oggetti culturali è
psicologicamente soddisfacente e spesso a basso costro; ed anche perché
larivendicazione impegna leader intellettuali del proprio gruppo etnico con lo scopo
di perpetuarne la cultura.La stessa ETNIA è un oggetto culturale ed i vari gruppi
etnici hanno le loro suddivisioni invisibili all'esterno. Le costruzioni etniche e razziali
secondo i sociologisono costruzioni culturali e non naturali coome potrebbe
sembrare.L'etnia e la razza sono costruzioni artificiali che esercitano un'influenza
motivazionale, gli stati ed i gruppi sociali etereogenei sono obbligati a riconoscere e
celebrare la diversità culturale costruendo una cultura comune i cui i diversi gruppi
etnici ne costituiscono le subculture, ma questo compito non è semplice e spesso è
ostacolato dai preguidizi.Anche se in modo diverso i problemi sociali più comuni
creano sofferenza in ogni cultura e società, ma il punto decisivo è il modo in cui
questi problemi sociali vengono culturalmente concepiti; infatti in ogni cultura si
può vedere che alcuni fenomeni del mondo sociale sono resi significativi e vengono
trasformati in oggetti culturali o in problemi sociali, quando avviene questa
trasformazione diventa possibile per le persone la ricerca di una soluzione, perché
l'esistenza di un problema implica l'esistenza di una soluzione.Un oggetto culturale
per essere definito problema sociale deve essere articolato con un insieme di idee
tra loro intersecantesi. I problemi sociali tendono ad esprimere un adattamento alle
idee ed alle istituzioni della società in cui essi si sviluppano; essendo culturalmente
definiti possono aumentare o calare nel tempo.Secondo HILGARTNER E BOSK le
situazioni che vengono selezionate come problemi sociali hanno caratteristiche
precise: sono drammatizzate, trattano temi mitici radicati nella cultura e sono
politicamente vitali. (infatti i valori ed i temi culturali plasmano la definizione stessa
di problema sociale).I movimenti sociali di norma nascono in risposta ad un
problema sociale e richiedonopersone motivate a riconoscere l'esistenza di un
problema e ad accettare che questo venga risolto.Per collegare il pubblico ad un
problema occorre formulare il problema in modo tale che il pubblico accetti la sua
rilevanza, questo è normalmente concepito come un problema di FRAMING;
secondo GOFFMAN un FRAME è uno schema interpretativo che permette allle
persone di dare un senso a ciò che esprimono; coloroche creano il FRAME devono
colmare il divario tra la loro visione del problema e quella del pubblico facendo
appello sia alla loro sfera cognitica che a quella emotiva in modo tale da trovare dei
possibili sostenitori della causa portata avanti; i media aiutano i problemi a
conquistare e a mantenere questa attenzione.I MEDIA POSSONO DAR FORMA A UN
PROBLEMA ED ALLA SUA SOLUZIONE PER ENORMI MASSE DI PERSONE,
COSTRUENDO UN MOVIMENTO SOCIALE IN MODI CHE NULLA HANNO A CHE
VEDERE CONIL RISULTATO DI UN PROCESSO DEMOCRATICO.LA CULTURA
INFLUENZA ANCHE I MODI IN CUI GLI IDIVIDUI AGISCONO NELLE TRANSAZIONI
ECONOMICHE, NELLE MODALITA' IN CUI I GOVERNI CERCANO DI REALIZZARE I
PROGRAMMI E QUELLE CON CUI LE ORGANIZZAZIONI CERCANO DI PRODURRE I
PRODOTTI. Le ORGANIZZAZIONI operano entro e tra culture e a loro volta
producono cultura; questo scambio di significati opera su due livelli: il livello
dell'individuo o del piccolo gruppo ed il livello del gruppo più grande o
dell'organizzazione nel suo insieme.Tutte e organizzazioni hanno degli obiettivi e di
conseguenza hanno il problema di motivare i propri membri per raggiungere questi
obiettivi; la via più diretta per motivare è la FORZA, ma questo metodo è raramente
efficacie per un lungo periodo.Un altro tipo di motivazione potrebbe essere la teoria
dell'incentivo economico, in cuil'uomo che tiene molto al guadagno lavorerà di più
in vista di un salario maggiore; ma spesso neanche questa teoria funziona perché
spesso coloro che producono di più vengono canzonati e subiscono una pressione
scialee che li porterà ad adattarsi agli altri. Non avendo portato nessuno dei due
approcci a dei risolutati duraturi alcune organizzazioni hanno applicato soluzioni di
tipo strutturale al problema dell'alienazione burocratica: MODELLO CONSESUALE
esse sottolineano l'informalità, incoraggiano l'innovazione ed evitano segnali di
status (aree riservate ai soli dirigenti), riducendo la distanza sociale tra il managment
ed il resto dell'organizzazione, facendo in modo che il lavoratore medio si identifichi
con l'organizzazione e contribuirà a conseguire i suoi obiettivi; un secondo modo per
assicurarsi che i dipendenti condividano gli obiettivi dell'organizzazione è la
selezione nella fase del reclutamento e la socializzazione attiva; un terzo modo è
quello di stabilire dei modelli di pensiero e di comportamento sotto forma di attori
esemplari e storie organizzative, in modo tale da rendere l'attore un oggetto
culturale=un modello di comportamento buono ed un modello per gli altri membri
dell'organizzazione. (storie organizzative= manager che raccontano aneddoti che
illustrano i valori e le pratice organizzative desiderate/ storie che nascono dalle
interazioni tra i lavoratori stessi).La CULTURA ORGANIZZATIVA è composta da un
insieme di simboli e significati che la maggior parte dei partecipanti di una data
organizzazione capisce e accetta; queste non sono necessariamente unitarie, hanno
delle subculture che possono diventare la base dei conflitti; sia le culture che le loro
subculture si consolidano tramite storie i cui generi principali sono il dramma e
l'autobiografia, ogni tipo di storia ha versioni positive e negative, le versioni positive
vengono diffuse attraverso miti e rituali organizzativi con il fine di motivare; quelle
negative invece hanno lo scopo di produrre solidarietà tra coloro che le
condividono.Il TEMA DELLA SOLIDARIETA' si basa su un gruppo di persone che
lavorano insieme e producono subculture ed idioculture attraverso l'interazione, ma
non è totalmente indipendente dal contesto sociale.La principale divisione che
influenza l'emergere di sottogruppi è quella che passa tra lavoratori e
management.Le CULTURE DELLA SOLIDARIETA' sorgono in periodi di crisi
organizzattiva e sono caratterizzati da scioperi e licenziamenti quando i lavoratori si
oppongono al regime dominante dentro l'organizzazione; queste culture di solito
nascono nelle organizzazioni che utilizzano il MODELLO CONFLITTUALE: in cui c'è
una linea didivisione tra lavoro e direzione.Ma MARTIN ha individuato anche un
terzo modello: MODELLO DELLA FRAMMENTAZIONE, che mette in discussione sia
l'armonia del modello consensuale, sia la stabilità del modello conflittuale; in questo
modello le organizzazioni sono bersagliate dall'ambiguità e le persone assumono
prospettive multiple. Le organizzazioni devono capire il contesto esterno, più questo
si distanzia dagli assunti culturali interni all'organizzazione, più le cose si fanno
complicate.Lo scopo delle organizzazioni, oltre al guadagno, è quello di sincronizzare
le operazioni entro una moltiplicità di culture, ciò implica il riconoscimento e la
negoziazione con sistei culturali diversi, un modo di lavorare in contesti culturali
diversi è quello di tener duro sulla missione principale, ma di adattarsi per le
questioni minori.
Il mondo ormai sta diventando sempre più interconnesso, si prosegue quindi verso
una singola omogenea cultura, ma aumentano anche le differenze tra società; LA
GLOBALIZZAZIONE INFATTI STA FACENDO PRESSIONI SIA VERSO UN'UNITA' CHE
VERSO LA FRAMMENTAZIONE.La parola COMUNITA' ha due significati fondamentali:
COMUNITA' TERRITORIALE, che ha proprietà spaziali, un nome ed un insieme di
simboli; E COMUNITA' RELAZIONALE, in cui le persono sono legate insieme da reti di
comunicazione ed amicizia anche se i membri sono dispersi geograficamente, ma
costituiscono una collettività significativa.In una società mobile e differenziata c'è
sempre meno identità tra le comunità relazionali e quelle territoriali.Una grande
rivoluzione culturale si è avuta con la crescita delle comunicazioni elettroniche che
ha trasformato la cultura e la società partendo dall'introduzioe dell'alfabeto fonetico
e la stampa; in origine la cultura era trasmessa per la maggior parte oralmente
attraverso operazioni di memorizzazione di specialisti della memoria;due
caratteristiche delle culture orali erano: l'uso di proverbi ed il fiorire della poesia
epica con i suoi ritmi e figure retoriche che aiutavano la memoria.Secondo
DIRKHEIM una società in cui prevale la cutlura orale deve presupporre un ordine
sociale su piccola scala, in cui la gente pensa e crede prevalentemente nelle stesse
cose e la coscienza dell'individuo e quella collettiva si sovrappongono quasi
completamente.L'alfabetizzazione non annullò la cultura orale, si prenda come
esempio le culture delle famiglie e delle amiciczie che sono innanzitutto
orali.L'alfabetizzazione è un fenomeno che caratterizza la società moderna rispetto a
quellepremoderne, ed è anche servita a distuìinguere l'oggetto della sociologia da
quello dell'antropologia.Due conseguenze dell'alfabetizzazione furono: la
separazione tra storia e mito ed un crescente individualismo basato su un sapere
specializzato.Sia la stampa che l'alfabetizzazione ebbero un impatto sulla società: la
conoscenza dell'alfabeto rese possibile la comunicazione relazionale, la stampa
infatti consentì a tutti di diventare membri di più comunità realzionali; la stampa
fece nascere un tipo nuovo di comunità territoriale, quello della nazione, i generi del
giornale e del romanzo furono la conseguenza della diffuzione del nazionalismo; si
generò così lo stato-nazione.Le comunicazioni elettroniche hanno segnato la terza
rivoluzione nelle comunicazioni umane; tutte queste tecnologie condividono un
insieme di attributi: mettono in relazione persone molto distanti in tempo reale,
permettono l'espressione diretta di idee ed emozioni in modo immediato,
democratizzano l'accesso culturale fondato sull'istruzione ed annullano le
precedenti barriere sociali. È inoltre aumentatoil contatto diretto con le vite
personali degli altri producendo una crescente infomralità delle relazioni umane,
mentre la stampa tende a segmentare il pubblico in gruppi di persone che leggono
libri diversi; la televisione ha pubblici immensi ed indifferenziati, grazie alle nuove
tecnologie, quindi, il flusso di nuove immagini ed idee non puà essere
interrotto.Anche internet è rivoluzionario in termini tecnologici, ma non sembra
essere rivoluzionario in termini di cultura: in alcune aree non ha cambiato le
pratiche culturali, ma le ha riprodotte.WELLMAN e HAYTHORNTHWAITE hanno
svolto delle ricerce sull'uso di internet nel ventunesimo secolo, è avvenuto infatti:
un aumento dell'accesso; un aumento del coinvolgimento, le persone passano più
tempo online e vi svolgono le più varie attività; è aumentato l'uso domestico e di
consguenza anche le ore di lavoro; viene utilizzato anche per compiti scolastici; ha
un utilizzo che permette di mantenersi aggiornai ed infine ha creato una società di
rete.Uno dei probleimi della GLOBALIZZAZIONE TECNOLOGICA è che questa sembra
unire il mondo geograficamente, ma d'altra parte sembra separarlo
relazionalmente.Le comunicazioni elettroniche sono il fondamento del
postmodernismo; la cultura postmoderna presenta queste caratteristiche: assenza
di spessore, non ci sono significati nascosti o intrinseci, all'osservatore viene
restituita un'immagine semplice e superficiale; rigetto delle metanarrazioni;
frammentazione.I media elettronici rendono gli oggetti culturali disponibili ad ampi
pubblici in tutto ilglobo, di conseguenza le persone possono interagire con oggetti
culturali per creare significati che devono parlare nella loro lingua; si viene a creare
così un significato condiviso localmente, organizzato in una forma trasmessa su scala
globale e diventa quindi un oggetto culturale.