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Progetto editoriale

Pietro Abbondanza

Immagine di copertina
Umberto Giorgione
© 2013 Edizioni Stazione Celeste

Prima ediz. cartacea: gennaio 2012


Prima ediz. e-book: settembre 2013

ISBN 978-88-6215-506-9

EDIZIONI STAZIONE CELESTE


Via Monterosa 21, Barzanò
www.edizionistazioneceleste.it

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Realizzare un e.Book è un’operazione complessa che richiede numerosi


controlli. L’esperienza insegna che è praticamente impossibile pubblicare un libro
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a: redazione@edizionistazioneceleste.it provvederemo a eliminarli e rispedirti l'ebook
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INDICE

COPERTINA

FRONTESPIZIO

INDICE

FELICI DI INCONTRARTI

PRIMA DI INIZIARE

1. ESSERE VERO DIO E VERO UOMO

2. ESSERE LIBERI

3. LO SCOPO DELLA VITA

4. PARTIRE DALLA GIOIA

5. AMARE LA VITA

6. L’ANIMA E LA LIBERTÀ

7. DIO TI SPIAZZA

8. CHI È IL CREATORE

9. LIBERI DI ESSERE SE STESSI

10. IL PROPRIO BENE E QUELLO DEGLI ALTRI

11. SENTIRSI ABBANDONATI DA DIO”

12. IL MOMENTO DELLA CREAZIONE

13. LIBERI DI SCEGLIERE


14. COSA VUOL DIRE “ESSERE”

15. LA VERITÀ

16. DELLA STESSA SOSTANZA DEL PADRE

17. AMI IL PROSSIMO COME AMI TE STESSO

18. COME CREIAMO LA NOSTRA VITA

19. LA VIA DELLA GIOIA

20. IL GRANDE ARCHITETTO

21. SPIRITUALI E MATERIALI

22. L’OTTAVO GIORNO DELLA CREAZIONE

23. LIBERI DI VIVERE

24. AMI IL PROSSIMO COME AMI TE STESSO

25. LA VIA PER IL CAMBIAMENTO

26. LA PASQUA

27. INGEGNERE DELLA TUA VITA

28. SCOPRIRE DIO È UN PROCESSO DI MANIFESTAZIONE

29. AIUTARE IL FIGLIO

30. IL RESPIRO DI DIO

31. ACCENDI IL FUOCO

32. IL PERDONO

33. HA SCELTO DI ANDARE


34. LA RICERCA SPIRITUALE

35. LA TIGRE

36. COMPRENDERE DIO

37. DIO E LA BOMBA

38. LE MONTAGNE RUSSE

39. SVEGLIATI!

UN SALUTO FESTOSO

IL MIO RINGRAZIAMENTO

NOTE

LE EDIZIONI STAZIONE CELESTE

IL PORTALE WEB

LIBRI PUBBLICATI

RETRO COPERTINA
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FELICI DI INCONTRARTI

Mia Cara, Mio Caro: chiunque tu sia, siamo felici di incontrarti.

Chiunque tu sia, qualunque il tuo passato, qualsiasi la tua idea.

Ci incontriamo attraverso queste pagine ma già ci conosciamo, siamo amici di


vecchia data.

Questo libro che hai in mano è scritto per te, anche se non è rivolto solo a te.

Forse potrai trovare parole che potranno facilitare il tuo percorrere la vita terrena.

Forse no. Forse le nostre parole ti creeranno confusione o imbarazzo. Ascolta il tuo
cuore e prova a capire se sono emozioni che normalmente appaiono quando c’è
cambiamento, quando c’è bisogno di scrostare sedimenti di credenze antiche e non più
utili al tuo sviluppo. Se, invece, senti che sono emozioni non buone per te, lascia
perdere e usa il tuo tempo in altro modo.

È un libro scritto per te, dicevamo. Nel senso che è stato scritto pensando a te e a
tutti coloro che vogliono capire quale sia il senso della loro vita e come farla
funzionare meglio. Se ti è capitato in mano, quasi certamente non è per caso.

Questo libro non contiene verità. Contiene punti di vista, idee sulla vostra vita vista
da qui e condivise attraverso un amico in grado di sentirle. Non sono La Verità.

Perciò ti suggeriamo di ascoltarle con leggiadria, con sano scetticismo ma anche


con giusta curiosità.

Attraverso questo libro ci piacerebbe che sentissi l’Amore più profondo che
proviamo per te.

Chiunque tu sia.

Qualsiasi cosa tu abbia fatto, qualsiasi siano i tuoi pensieri, qualsiasi le tue
emozioni.

Qualsiasi.

Anche le più orrende. Le più indicibili. Le più inimmaginabili.


Qualsiasi.

Anche le più splendide. Le più uniche. Le più fantastiche.

Qualsiasi.

Ti vogliamo bene.

È un amore profondo, concreto, avvolgente.

Un amore melodioso, polifonico, vibrante.

Un amore colorato, lucente, illuminante.

È un amore antico e saggio che va oltre il tempo e lo spazio. Perciò è anche un


amore futuro.

Ti vogliamo bene. Vogliamo il tuo bene. Siamo dunque profondamente rispettosi di


ciò che sei e non vogliamo fare pressioni nei tuoi confronti.

Se vuoi, se ti fa piacere, prosegui nella lettura; altrimenti appoggia il libro e goditi


la vita in altri modi.

Noi non vogliamo cambiarti. Perché non ce n’è bisogno: sei già una splendida
persona. Degna di massimo rispetto. Massimo. Perché tu sei parte dell’Essenza
Massima.

Sei Dio fatto Persona.

E Dio non ha bisogno di essere cambiato.

A meno che Dio stesso non decida che sia il caso di farlo.

Tua la libertà.

Tua la scelta.

Qualsiasi cosa tu decida, noi ti vogliamo bene.

Ti guardiamo serenamente negli occhi. Ti sorridiamo allegri. Ti facciamo una


carezza dolce e rugosa. Ti sussurriamo, con energia e vitalità: ti vogliamo bene.
Ora è il momento: gira la pagina o riponi il libro.
< ^ >
PRIMA DI INIZIARE

Non riuscivo a capire come far funzionare la mia vita.

Se curavo gli aspetti materiali o religiosi mi mancava il respiro “spirituale”, e


viceversa. Forse sarà capitato anche a te. Cercavo, cercavo, leggevo, andavo a incontri
e corsi. Mi sembravano tutte belle parole, bravissimi insegnanti ognuno con una teoria
diversa, quella giusta. Ma non adeguate a me.

“Qualcuno mi spiega come funziona questo gioco?!!” ho urlato all’universo.

E la risposta è arrivata, inaspettata nei tempi e nei modi.

Mai e poi mai avrei potuto immaginare una cosa simile. Non rientrava tra le cose
che sarebbero potute succedere a una persona normale come me. Una serie di eventi che
tralascio di raccontare, ma certamente “inspiegabili”, e l’inizio di un dialogo con una
“voce” saggia che mi spiazzava.

Ero matto, ne ero sicuro. Ma finalmente vedevo più chiaro e nella vita mi si
presentavano dei riscontri inoppugnabili. Mi sembrava così bello che ho fatto la
“pazzia” di conservare gli scritti e le registrazioni e poi quella, per me ancor più
grande, di dirlo a qualcuno. Nel tempo ho accettato i talenti e il regalo ricevuto e, su
suggerimento di molti, quel materiale ha assunto la forma di un libro.

È un dialogo con me o con altre persone, durante incontri individuali o di gruppo.

Un dialogo che, volutamente, non spiega tutto, ma si focalizza su alcuni aspetti e


aiuta a comprendere e a fare dei passi in avanti. Questi argomenti sono già stati
affrontati da altri, qui sono visti con un’ottica particolare, adeguata a chi legge.

Noterai che la Guida comunica parlando sia al singolare che al plurale, perché a
volte è una sola e altre sono più di uno. Si rivolge a chi l’ascolta usando sia il tu che il
voi, sia il maschile che il femminile, ma intendono sempre rivolgersi a te.

Perché quel che conta sei Tu, la tua vita e come la giochi. I Maestri sono degli
allenatori, la partita la giochi tu.

Nel trasmettere i messaggi, una difficoltà che di solito incontro è la limitatezza del
linguaggio umano. Ogni frammento del dialogo è un concetto molto vasto, chiaro e
completo; variopinto, sonoro e dinamico, che coinvolge tutti i sensi; al di là del tempo e
dello spazio. Io devo tradurlo istantaneamente e condensarlo in alcune parole, con una
evidente perdita di qualità.

Mi ha rincuorato scoprire che chi legge si crea magicamente una propria percezione
multi-sensoriale, una sorta di film personale.

Così il libro diventa ogni volta nuovo e il dialogo speciale con ognuno.

Forse accadrà anche a te. Cogli quello che ti va bene, goditi il film nel suo insieme
e, se qualche scena è meno felice, abbi pazienza e vai oltre.

Buona “visione”!

Bruno Scattolin
< ^ >
1. ESSERE VERO DIO E VERO UOMO

Siamo molto contenti che tu abbia scelto di incontrarci, non perché ci sia qualcosa
di speciale da dire o da fare, ma per il semplice fatto che fra di noi ci sia una relazione
di cui sei cosciente.

Potrà sembrarti strano, ma per noi è un momento di festa quando facciamo questi
incontri, così come degli amici provano gioia quando si collegano telefonicamente da
un continente all’altro.

Il nostro desiderio è quello di esserti il più possibile di aiuto, tenendo conto che
non sempre aiutarti è darti quello che chiedi né dirti tutto e consigliarti su tutto.

In ogni caso resta il fatto che siamo qui per aiutarti e servirti, e siamo felici tutte le
volte che chiedi la nostra collaborazione: è molto noioso essere a disposizione e non
aver niente da fare.

Preferiamo lavorare con te, però a condizione che tu tenga presente che Dio lavora
con te e non per te.

Siamo al tuo servizio ma non siamo tuoi servi, possiamo darti suggerimenti ma non
siamo i tuoi maestri, tanto meno siamo dei padroni nei tuoi confronti.

Sei lì sulla Terra con lo scopo di essere consapevole di alcune caratteristiche e


talenti che hai e di alcuni meccanismi che riguardano la vita in molte sue sfaccettature.

Sei lì per scegliere liberamente e per manifestare la grande dicotomia divina di


essere vero Dio e vero Uomo.

In questo, e per questo, consiste il nostro lavoro: camminare al tuo fianco affinché tu
possa manifestare la più fulgida evidenza della divinità fatta uomo.

Ti esortiamo a realizzare la più splendente, potente, abbondante, felice e completa


vita che tu riesca a immaginare.
< ^ >
2. ESSERE LIBERI

La libertà è un modo di essere. Di chiunque e di qualunque cosa.

Essere liberi di essere: ecco ciò che si è. Sembra un gioco di parole, ma in realtà è
un modo per descrivere la pura verità.

Ciascuno di voi e di noi ha bisogno della massima libertà per manifestare la sua più
profonda essenza. Ora, noi vediamo che spesso mettete dei limiti al manifestarsi della
libertà di un individuo. Tendete a dire: dovresti essere così, dovresti fare cosà; se fai
questo mi fai soffrire; se fai quest’altro lui non ti amerà più. Lo dite sempre, a chiunque.
Ai bambini piccoli e agli anziani in casa di riposo; ai colleghi di lavoro e ai partner in
famiglia; a chi dà e a chi riceve; agli altri e a voi stessi.

Quante volte censuri te stesso, quante volte blocchi il manifestarsi della tua essenza!

La tua libertà fa paura: agli altri e anche a te stesso. Quanto più bello sarebbe se
fossi capace di superare la paura e sperimentare la gioia di essere libero di fare ciò che
senti giusto. Anche se agli altri non piace, anche se gli altri non lo capiscono, anche se
la cosa costa fatica o richiede di cambiare, di lasciar andare, di imparare.

Cerca di essere libero. Libero da ogni pregiudizio. Libero da schemi mentali,


aspettative, tradizioni, insegnamenti. Impara a percorrere vie nuove.

Non si tratta di buttare via l’esistente ma di modificare, più o meno intensamente, il


tuo modo di vivere la vita. Mentre prepari il pranzo quotidiano, prova a vivere quei
gesti in modo nuovo. Osserva i tuoi pensieri, presta attenzione al tuo cuore. C’è sintonia
tra azione, pensiero, emozione? Se non c’è, prova a modificare qualcosa. Cerca
l’armonia. Forse c’è da cambiare il modo in cui stai facendo da mangiare, forse il cibo
che stai cucinando, forse gli strumenti, o l’ambiente, o le persone che ti stanno vicine.
Forse si tratta di modificare i pensieri, di concentrarti su qualcos’altro, di rallentarli, di
portarli al presente, di colorarli diversamente. Forse si tratta di ascoltare le emozioni,
di capire che cosa stanno dicendo, di quale aspetto dello spirito stanno parlando.

Quando avrai dimestichezza con la libertà attuale, altre e ben più vaste se ne
presenteranno. Ma bisogna imparare a dominare il piccolo per poi sapersi muovere nel
grande.
Vi sentiamo spesso dire: “ah se fossi libero…”. È un lamento che comprendiamo.
Ma vi diciamo che anche se aveste tutta la libertà dell’universo, non sapreste che
farvene se vi manca la padronanza per usarla. Anzi, vi sentireste peggio, vi sentireste
persi, non all’altezza, come quando vi vengono assegnati compiti e poteri ma non avete
le capacità per usarli. Se vi dessero in mano uno splendido aereo e vi dicessero “sei
libero di volare dove vuoi”, cosa fareste? Come vi sentireste?

IMPARA A ESSERE CREATORE

Uno degli insegnamenti da acquisire nel corso della vita terrena è quello di avere
dimestichezza con la creazione. Saper creare con pensieri, azioni, emozioni. Finché non
avrai imparato a usarli convenientemente per te stesso, senza creare pasticci per gli
altri, non ti verranno dati altri elementi di creazione. Ce ne sono moltissimi altri, te
l’assicuro, ma non è tempo ora di stare a disquisire di ciò.

Impara a essere Creatore, magnifico artista della tua vita.

Accontentati del poco, parti da lì. Senza aspettative o pretese su te stesso. Immagina
di avere della creta, della semplice e umile creta. Impara a muovere le mani, a usare il
cervello, a indirizzare le emozioni. Non avere aspettative e non essere in competizione
con gli altri. Affina le tue abilità. Le tue: uniche e irripetibili. Cerca la pace e la gioia
della creazione. Entra in contatto con la creatività che è in te e fuori di te.

Sii e creatore e co-creatore.

Così, un domani, quando ti verrà prospettata l’opportunità di creare dipingendo,


avrai già imparato a essere creatore e il processo di apprendimento sarà più veloce e
più lieve.

Mio caro,

finché non imparerai a essere libero di creare come vuoi, senza il timore del
giudizio di nessuno, né degli amici né dei nemici, né degli insegnanti né degli allievi;

finché non sarai libero di essere in pace sia che tu abbia creato sia che non abbia
creato;

finché non proverai amore per la creatura che hai partorito, qualunque essa sia,
splendida oppure orribile, degna o nefasta;
finché non saprai accogliere il frutto della tua creazione, qualunque esso sia e
qualunque effetto generi;

finché non sarai capace di lasciar andare la paura del giudizio di Dio e il
condizionamento che questo comporta;

finché non avrai imparato tutto ciò, non sarai un bravo creatore e non userai la
libertà che ti viene data e che in effetti hai.

È dunque un aspetto paradossale, quello di cui parliamo. Per essere liberi è


necessario avere delle caratteristiche adatte affinché la libertà si manifesti.

La libertà è un atto di creazione ed è direttamente connessa allo stato evolutivo in


cui si è.

Non c’è un progetto di Qualcuno che ti dà o ti toglie la libertà, ma è un processo


creativo che coinvolge te stesso in tutte le fasi della tua esistenza, terrena o extra
terrena.

Cerca la gioia della creazione. Metti armonia fra azioni, pensieri ed emozioni.
Cerca la gioia, è una grande bussola per indicare il tuo cammino.

Crea! Crea per te stesso e per gli altri.

Crea te stesso, crea la più alta visione di te stesso, sia dal punto di vista spirituale
che materiale.

Sii splendido creatore e godi dei benefici delle tue creature. Non rattristarti se altri
non ci riescono, non ti rabbuiare se altri creano cose più belle di te.

Godi della vita e di ogni istante che ti viene dato. Sii libero di farlo, permettiti di
farlo, osa farlo. Ne hai pieno diritto e dignità.

La libertà non è uno spazio libero, libertà è partecipazione1. Se tu non partecipi al


processo di creazione, la libertà non si manifesta. Se tu non fai la tua parte, la libertà è
monca.

Sii creatore.

Sei libero di farlo:


se vuoi,

quando vuoi,

come vuoi,

per chi vuoi,

con chi vuoi,

per mezzo di chi vuoi,

dove vuoi,

per la ragione che vuoi.

La libertà è l’essenza del tuo essere:

essendo libero, Sei.


< ^ >
3. LO SCOPO DELLA VITA

Gli insegnamenti che apprendete nella vita sono il frutto di molteplici fattori.

Uno è il vostro livello evolutivo. Di fronte alla stessa situazione le persone hanno
differenti percezioni della realtà, reagiscono in modo individuale e traggono
conclusioni personali. Ciò influenza il loro modo di essere e modifica la loro
evoluzione. Questo nuovo livello di evoluzione determina come, successivamente, le
persone reagiscono di fronte alle situazioni. È un ciclo senza fine.

Quando parliamo dello stato evolutivo intendiamo sia fisico che spirituale. Quello
fisico può dipendere, per esempio, dall’età della persona, dalle sue capacità cerebrali,
dagli studi fatti, dall’ambiente in cui ha vissuto, dalle esperienze che ha fatto. Quello
spirituale dipende, tra gli altri fattori, dallo stadio di maturità dello Spirito che anima
quel corpo, livello di maturità che può essere sia il frutto delle incarnazioni sulla Terra
sia delle esperienze fatte in altre dimensioni.

L’esperienza che fate sulla Terra non la dovete considerare una punizione per degli
errori commessi in vite precedenti ma, all’opposto, un “premio” che viene “concesso”
ad anime che hanno un certo livello di evoluzione. Orbene, abbiamo usato in modo non
del tutto corretto le parole “premio concesso”, ma pensiamo che siano adeguate alla
vostra capacità di comprensione. In realtà ogni anima può evolvere liberamente e può
fare qualsiasi progresso, lentamente o rapidamente. E non c’è nessuna giuria che
preventivamente valuta il suo livello, l’autorizza a incarnarsi e decide il percorso che
deve fare. Ci sono, in effetti, meccanismi complessi che permettono sia la libertà che
una certa selezione, in modo da garantire che le esperienze siano effettivamente utili per
l’evoluzione dell’anima stessa e degli altri elementi che compongono l’universo.

La Terra, nella scala evolutiva, si trova a un livello tutto sommato non molto
elevato ed è perfetta per l’apprendimento di alcuni insegnamenti. Il vostro percorso
“scolastico” (se ci permetti il termine) prevede che acquisiate le abilità che vi
consentono di far funzionare lo Spirito e la Materia. Per noi è una grande soddisfazione
vedere i progressi che fate nel governare elementi così differenti fra di loro.

Fra di voi ci sono delle persone che vivono completamente immerse nella materia:
fa parte del loro sviluppo evolutivo l’appagamento dei bisogni tipicamente materiali, la
sopravvivenza e la trasmissione della vita. Cose che possono raggiungere anche con
modalità brutali e spesso del tutto indifferenti del contesto in cui si trovano, delle
persone, delle cose o degli animali che li circondano.

All’opposto ci sono persone totalmente orientate allo spirito. Sembra quasi che non
riescano a vivere nell’ambito terreno, tutte orientate alla preghiera, alla meditazione, ai
viaggi extracorporei.

Tra questi due poli c’è tutta una sequenza variegata di possibilità in cui le persone
possono posizionarsi: al centro o spostati più da una parte o dall’altra. Taluni, nel
corso della vita, possono anche fluttuare e passare da una situazione a un’altra senza
che ce ne sia alcun apparente motivo.

Non sorprenderti se non riesci a comprendere le persone, dalle più vicine alle più
lontane. Più cerchi di capire dal punto di vista mentale, meno ci riesci e più aumenta il
tuo senso di frustrazione.

Allo stesso modo cerchi di comprendere te stesso e non capisci chi sei. Prova,
allora, ad accogliere la realtà così com’è senza pretendere di capirla. Concentrati su te
stesso, su ciò che sei, su ciò che ti dà soddisfazione. E non preoccuparti se in certi
momenti ti senti ispirato e attratto verso un polo spirituale e in altri verso quello
materiale. È qualcosa di sano che fa parte del tuo procedere.

Dai dunque il tuo benvenuto a tutte le manifestazioni del tuo Essere, del tuo essere
anima incarnata in quel contesto terreno. Date il benvenuto al tuo essere Spirito e
Corpo.

Parti dall’amore per te stesso e non giudicare. Tu non sai a quale livello evolutivo
appartieni, non sai perché sei lì sulla Terra, non sai quale sia il tuo scopo finale. Tutto
ciò è voluto e fa parte di un piano preciso che voi stessi avete preordinato.

A volte ti trovi a dover studiare delle materie e affrontare delle prove che trovi
insensate. Abbi la bontà di non rifiutarle e, quantomeno, se proprio non ti piacciono,
cerca di comprenderle fino a un livello di sufficienza affinché ti possano esser utili nel
prosieguo della formazione.

Non disdegnare nulla. Tanto meno non disdegnare i piaceri terreni né quelli extra
terreni. Non disdegnare, e benedici con amore tutto ciò che senti che ti fa bene.

Concentrati ad attrarre nella tua vita le cose che ti fanno star bene e non essere
preoccupato se altri non le hanno. Comincia a disinteressarti dei ragionamenti sul
perché alcune persone hanno il benessere e altre no. Smetti di giudicare con la testa,
altrimenti continuerai a vivere in una costante situazione di stress che non ti consente di
crescere e di raggiungere gli obbiettivi che ti sei posto nascendo.

Smettila di assurgerti a giudice ed esigere che ci sia una certa equità e un senso di
giustizia secondo parametri tuoi. Lascia che Qualcun altro abbia preordinato un
percorso adatto ad ognuna delle persone che vivono nei vari mondi. Studia la tua parte,
fai i tuoi compiti, se puoi aiuta qualche compagno di classe ma lascia che il Maestro
svolga la sua funzione. Fai i tuoi compiti e goditi la vita.

Il tuo scopo (e quello di chiunque) è di essere la migliore manifestazione delle tue


potenzialità, nello stato in cui sei.

Il tuo scopo è quello di riuscire a essere pienamente felice qualsiasi sia il contesto
in cui ti trovi.

Il tuo scopo è quello di essere un magnifico creatore della tua realtà.

Il tuo scopo è:

Essere vero Dio e vero Uomo,

l’Alfa e l’Omega,

il qui e il lì,

il sopra e il sotto;

lì, in quel contesto terreno;

lì, nella situazione in cui sei;

come ti è possibile fare e come ti riesce di fare.

Né più, né meno.

Tu, e solo tu, puoi fare la tua parte e, così, contribuire alla piena manifestazione
della deità collettiva.

La tua fiamma divina illumina la tua stanza, solo tu puoi farlo: e l’ombra, svanisce.
Dio è Tutto, se tu non fai la tua parte, Dio non può esserlo.

La tua parte consiste nel fare ciò che puoi, nel modo migliore che ti è possibile
senza pretese di perfezione.

Il tuo scopo è essere Amore.

L’amore non consiste nel fare tutto, nell’essere dappertutto e nel preoccuparsi di
tutti.

L’amore non consiste nell’essere perfetti, puri e pii.

L’amore consiste nel manifestare pienamente i propri talenti dicendo a se stessi: “lo
faccio per me, perché così mi va, perché me lo merito, perché valgo, anche se altri non
lo ritengono giusto”.

L’amore consiste nel fare come si è capaci e nell’accettare di avere solo due mani.

L’amore consiste nel volere bene a se stessi, prima di tutto.

L’amore consiste nel permettere che ci sia qualcun altro 2 al di fuori di sé che ha
diritto di esistere nella totale libertà.

L’amore consiste nell’accettare di non capire perché altre persone si comportino in


certi modi e vivano certe esperienze.

L’amore consiste nel creare ponti e relazioni, e anche nel lasciar libero chi non vuol
essere in relazione o che non vibra in modo compatibile.

L’amore consiste nel lasciar andare, più che trattenere.

L’amore consiste nel benedire, più che giudicare.

L’amore consiste nel dire “va bene, non ci capisco niente, non so come funziona ma
vado avanti comunque”.

L’amore consiste nel fare una carezza a un mondo così strano, nel guardarlo negli
occhi, nel sorridergli e nel lasciarlo nella sua apparente follia.

L’amore consiste nell’abbandonare il corpo e accettare che le persone che tanto


amiamo restino in quel contesto terreno, con tutte le loro difficoltà, limitazioni,
sofferenze.

L’amore consiste nel godere la gioia e la fusione in Dio nel momento del trapasso,
sapendo che altri non li stanno provando perché sono in altre situazioni.

L’amore consiste nel dire: “per me: perché adesso è il mio turno, il mio momento,
la mia esperienza”.

Pensiamo di averti sorpreso con questa descrizione particolare dell’amore,


abbiamo volutamente messo in risalto alcuni aspetti che generalmente non prendete in
considerazione. Stai tranquillo, avremo modo, più avanti, di parlarne ancora.
< ^ >
4. PARTIRE DALLA GIOIA

La vita sulla Terra non è una scuola, anche se spesso usiamo questa metafora per
farci capire.

La vita è un’opportunità, che ti è stata data e che hai scelto di cogliere, per
manifestare il più alto livello evolutivo a cui sei arrivato.

Se sei capace solo di fare le aste su un quaderno a quadretti, fallo. Fai le aste più
belle che sei in grado di fare. E infischiatene se altri, in altre classi, sanno leggere,
scrivere e far di conto. Se sei anche capace di fare dei disegni, fallo per il piacere di
farlo, indipendentemente dal fatto che altri preferiscano giocare a pallone.

Manifesta quello che sei. Non c’è aspettativa alcuna, né giudizio finale, non ci sono
esami né bocciature, tanto meno punizioni eterne. Se ti va di cantare, canta; se ti viene
di fare una corsa, falla. Ci sarà sempre il modo di capire se, in determinate situazioni,
sia opportuno correre o stare fermi. Ma non preoccuparti eccessivamente, è meglio fare
una corsa in più piuttosto che restare tutta la vita a chiedersi quale sia il momento giusto
per correre.

Abbiamo fatto l’esempio delle aste perché ci veniva facile comunicarlo in modo
comprensibile, ma voi siete a un livello molto più elevato. Da qui vediamo la vostra
luminosità che si irradia attorno a voi. È un peccato che non siate in grado di vederla e
che non possiate percepire le vibrazioni amorose che scaturiscono dal vostro cuore e si
irradiano tutt’attorno. Siete avanti nella scuola terrena, avete fatto grandi passi, capito
molte cose, acquisito competenze difficili. Sii dunque orgoglioso e soddisfatto del
lavoro fatto. Certo te ne attende dell’altro, ma anziché preoccuparti e macerarti sul fatto
che tu non sia abbastanza preparato, godi del lavoro fatto e dei risultati ottenuti.

Parti sempre dalla gioia e dal godimento. È molto più facile evolvere essendo in
questo stato d’animo piuttosto che essere contriti e prostrati dinnanzi a vostre presunte
manchevolezze.

La gioia è uno stato naturale dell’anima, lascia che permei il tuo corpo e profumi la
tua vita.

Cerca la gioia e permetti che la gioia scopra te.


Sii gioia e gioia crei.

Porta gioia e gioia trovi.

La tua gioia entra in sintonia con la gioia degli altri e la tua anima danza con
l’anima degli altri.

Non c’è altro da fare e non c’è altro da sapere.

Ti inviamo la nostra benedizione, ti raccomandiamo di non essere frustrato se in


certi momenti riesci a comprendere quello che ti diciamo e in altri ti sembra che ciò sia
lontanissimo dalla tua esperienza di vita. Abbi pietà di te stesso, dei tuoi limiti e delle
tue difficoltà. Il nostro scopo è aiutarti a evolvere.

Ti ricordiamo che ti vogliamo bene, di un amore profondo, senza aspettative e senza


giudizio alcuno: qualunque cosa tu faccia; in qualunque modo tu sia; qualunque pensiero
ti venga in mente.

Noi ti amiamo in questo modo perché siamo in una situazione particolare, per cui
non paragonarti a noi né paragona la tua capacità di amare con la nostra. La capacità
potenziale è la stessa, perché siamo fatti della stessa sostanza, ma la nostra esperienza è
diversa dalla tua, noi siamo in grado di comprendere maggiormente le leggi
dell’universo.

Noi ti amiamo e ti sorreggiamo nel tuo incedere, ma non possiamo camminare per
te. Possiamo sederci per terra ad aspettarti, e se inciampi ti sosteniamo amorevolmente
finché ti rialzi e riprendi il cammino.

Noi ti amiamo e ti benediciamo. Ti abbracciamo con tutto il calore, ti accarezziamo,


ti sorridiamo e ti sussurriamo dolci parole: perché lo meriti, perché sei una splendida
persona.

Noi ti vogliamo bene, ci vogliamo bene, e nell’amore restiamo uniti.


< ^ >
5. AMARE LA VITA

Mia cara amica, mio caro amico, Buon Natale!

È questo l’augurio fervido, gioioso, pieno di amore che vi rivolgiamo in questi


giorni che destinate a ricordare la nascita di una persona speciale. È un evento che
coinvolge milioni di persone sparse su tutta la Terra: l’evento è la ricorrenza stessa, il
fatto che voi tutti rivolgiate la vostra attenzione simultaneamente verso una direzione
che possiamo definire spirituale. Questo comporta un cambio vibratorio dell’energia
terrestre, delle persone, degli animali e delle piante che vi abitano.

La vostra religione vi aiuta a ricordarvi del vostro cuore. È una fonte meravigliosa
di energia che non solo vi permette di vivere ma anche qualifica la vostra vita. Il cuore,
pulsando, fa vivere il vostro corpo e anche, vibrando a una determinata frequenza,
caratterizza il vostro vivere. Voi stessi avete potuto sperimentarlo, voi stessi definite
una persona “dura di cuore” o “dal cuore tenero”.

Ora, ci sono molteplici altre forme di spiritualità che coinvolgono milioni di


persone, anch’esse guidate dal loro cuore e desiderose di vibrare all’unisono,
manifestando esse stesse una qualità della loro vita e uno stato del loro essere. Peccato
che gli uni e gli altri questo non lo riconoscano e si soffermino piuttosto a questionare
su aspetti relativi a percezioni culturali o intellettuali delle proprie o altrui religioni e
forme spirituali.

Se vi concentraste piuttosto sul cuore, sul vostro cuore o sul cuore dell’altro, se
poneste attenzione sulla qualità vibratoria vostra e dell’altro, le cose sarebbero molto
differenti e si avrebbe uno scatto intenso e significativo della qualità complessiva della
vita, che produrrebbe benéfici effetti su ciascuno e sulle moltitudini.

L’amore è la forza più importante che vince su tutto, non tanto perché distrugge il
resto ma perché lo trasforma (quindi usare il termine “vincere” è poco corretto, ma lo
facciamo per avere un linguaggio a voi consono).

L’amore trasforma, abbellisce, arricchisce, plasma, congiunge, coniuga, eleva,


moltiplica, unisce, fonde.
L’amore illumina, riscalda, quieta, placa.

L’amore raccoglie, conforta, stimola, spera, osa.

L’amore sa, suggerisce, incoraggia, supporta, sostiene, indirizza.

L’amore va oltre il tempo e lo spazio.

L’amore è una via, un mezzo e un fine.

L’amore è l’essenza, la sostanza.

L’amore è tutto: ciò che è stato, è e sarà.

L’amore è la vita; e la vita è Dio; e Dio è l’Amore.

Talvolta vi dimenticate, pur convinti di sapere. Scordate e collocate Dio al di fuori


di voi, come fosse un giudice arbitro di una singolar tenzone ove è premiato chi meglio
ubbidisce a strane leggi. Nel competere, ferite chi gareggia al vostro fianco, sperando
di trarne vantaggio, di arrivare primi e unici alla meta e raggiungere così l’agognato
premio.

Immaginate che Dio preferisca voi e non l’altro, che la vostra religione sia la
migliore.

Poi, in altri momenti, immaginate quel Dio pronto a colpire chi non sottostà a
presunte sue leggi e regole di comportamento, e pensate che Dio possa punire proprio
voi, che dovrebbe preferire, con un castigo impietoso ed eterno.

Cosicché vivete una vita triste e apatica, o peggio ancora affranta,


colpevolizzandovi e sottoponendovi a punizioni che nessuno vi ha mai chiesto o inferto.

Mia cara, mio caro: amati. Ama la vita. Ama le cose belle che hai. Ama gli oggetti
che adornano la tua casa, gli attrezzi del tuo lavoro, i mezzi per spostarti, gli strumenti
per creare allegria quando sei solo o in compagnia. Ama mangiare e bere, ama giocare,
danzare, correre, sciare, nuotare.

Ama ciò che è bello, amalo fino in fondo, assaporalo pienamente, momento per
momento, in tutte le sue sfumature.
Tra le cose belle, ama te stesso: ama il tuo corpo, cura i tuoi capelli, trucca i tuoi
occhi, profuma il tuo corpo, allena i tuoi muscoli. Abbi cura del tuo corpo, parte
importante del tuo essere: amalo.

Ama la ricchezza. Non sentirti in colpa se sei ricco, se c’è abbondanza nella tua
vita, non sentirti a disagio per la corrente elettrica che illumina le tue stanze. Benedici
l’abbondanza come una delle manifestazioni della gloria di Dio.

Qualora ti si presenti l’opportunità, scegli sempre il meglio, il più bello, ciò che
vibra più in sintonia con il tuo cuore e lascia andare la paura, il senso di disagio,
l’insicurezza. Scegli il bello come manifestazione dell’abbondanza e della genuina
vibrazione del tuo cuore.

Se sei in difficoltà o nei momenti tristi, dai il benvenuto a questi aspetti, ma cerca
sempre di volgere la tua attenzione a ciò che è positivo e bello, sia esso solo un raggio
di sole che illumina la tua cella, una farfalla che si poggia sulla tua mano mentre sei
solo su una panchina del viale, una canzone che senti mentre giaci in un ospizio per
anziani.

C’è sempre la possibilità di volgere la tua attenzione al bello. Forse le tue forze e i
tuoi organi non riescono a farlo, ma il tuo cuore sì, lui può. Lascia dunque che il tuo
cuore lo faccia, lascialo palpitare, permettigli di svolgere la sua funzione anche se, alla
mente, tutto ciò può sembrare bizzarro.

Permetti al cuore di essere. Permetti al cuore di amare. Permetti al cuore di fare la


funzione per cui è creato, dagli il permesso, non soffocarlo.

L’amore che il cuore esprime è la canzone di Dio.

Dio fatto Uomo, a Sua immagine e somiglianza.

Dio è Amore, l’Amore è Dio.

Dio è la Vita, la Vita è Dio.

Dio è, è stato e sempre sarà.

Dio è l’alfa e l’omega, il qui, il lì, il sopra, il sotto, l’in mezzo.

Dio è ovunque e in ognuno.


Dio è ciascuno.

Dio è l’Essenza ed, essendo, È.

Non temere e non lasciarti scoraggiare se ti sembra che queste parole siano lontane
dalla tua vita. Sono, invece, pregnanti ed espresse appositamente per illuminare il tuo
cammino; non per indirizzarti verso una meta precisa ma, piuttosto, per mostrarti un
modo di muoverti.

La meta la scegli tu.

Procedendo in un modo piuttosto che in un altro la qualità della vita è molto


diversa. Perciò questi consigli, che possono sembrare puramente spirituali, se ben
compresi, possono migliorare nettamente la qualità della vita, qualunque essa sia, che
sia tu la persona più ricca di questo mondo o la più povera, la più intelligente o la più
stupida, donna o uomo, re o suddito, prigioniero o libero.

Lascia che sia il tuo cuore a capirlo e aiuta la tua mente a comprendere ciò che il
cuore comprende. Quando entrambi lavorano all’unisono, la canzone che scaturisce
dalla tua vita è una magnifica melodia.

Ama e fa ciò che vuoi, diceva Sant’Agostino: pochi lo hanno capito e molti lo hanno
scordato.

L’amore è uno stato dell’Essere, del tuo modo di essere: se tu non impari ad amare
te stesso e ad amare la tua vita, la tua precisa vita, difficilmente migliorerà.

La tua vita, questo è ciò che conta.

Non la vita di altri, non l’insegnamento di religiosi, non risultati economici o


professionali, non la quantità di beni posseduti. La tua vita: come-tu-vivi.

Così come impari a vivere, poi impari anche a morire, a superare quel momento di
rinascita in altre forme che così tanto ti preoccupa. Ama dunque la vita, senza esserne
eccessivamente attaccato. L’amore non è mai attaccamento né per le persone che ti
stanno vicino, né per gli oggetti, per gli animali e neppure, dunque, per la tua vita
stessa.

Ama la vita e lasciala andare: sarà più facile passare di là. E ricorda, che di là non
c’è nessun giudice, nessuno pronto a punirti. C’è solo un’altra parte della tua esistenza
che ti aspetta per continuare il tuo magnifico percorso di evoluzione.
< ^ >
6. L’ANIMA E LA LIBERTÀ

Quando una persona sceglie di incarnarsi in un corpo lo fa per sua volontà e non
perché gli sia imposto dall’esterno: è una sua libera scelta.

Ma, attenzione, “libertà” è un concetto che può trarre in inganno. Quando una
persona ha fame, l’andare a lavorare per procurarsi il denaro per sfamarsi non è una
libera scelta. Sì, è vero, la persona sceglie dove lavorare ma c’è un impulso che la
obbliga, in qualche modo, ad appagare la fame.

Nello scegliere di incarnarsi non c’è nessun impulso, né obbligo e nemmeno


qualcuno che spinge a farlo. Si è veramente liberi di scegliere di sperimentare alcune
parti di sé sfruttando le magnifiche opportunità che offre l’esperienza terrena.

Un’anima sceglie di sperimentare una parte del Tutto (pur essendo lei stessa parte
del Tutto), si stacca e assume una forma che viene definita Corpo Umano. Non fa altro
che cambiare la sua vibrazione per consentire che l’energia si materializzi nello stato in
cui voi siete. Ma mantiene la sua essenza.

L’anima è libera. È la libertà. Libertà di essere, di fare, di cambiare. L’anima è


libera di esprimere se stessa nelle miriadi di modi che ritiene opportuno, non ce n’è uno
giusto, non c’è “un’anima giusta”. L’anima cambia, varia, fluttua: perché è essenza
divina, perché Dio è libertà.

L’anima è amore, è totalmente e puramente amore, ma non nella forma costretta


come l’intendete voi, perché l’amore è libero: libero di essere, manifestarsi, gioire.

E la libertà comporta il cambiare: opinione, strada, modi di fare e di essere.

Questo è l’anima: libertà di essere, di amare, di evolvere. Le stesse caratteristiche


di Dio.

E siccome l’anima racchiude e comprende il corpo, allora vuol dire che il corpo è
libertà. Il corpo ha bisogno della libertà per esprimere l’anima, il corpo ha bisogno
della libertà per esprimere l’amore.

Quando un corpo è costretto, non può essere amore. Può cercare di “fare” l’amore
ma non può “esserlo” in quanto si sente imprigionato, perché non può esprimere
totalmente la libertà dell’amore reso concreto.

Asseconda dunque il tuo corpo e lascialo libero. Libero di essere e di esprimersi,


libero di fare come vuole, libero di essere distratto, libero di aver voglia di fare, libero
di non voler fare. Libero di modificarsi. Libero di evolvere.

Attento, però a non fraintendere: libertà non vuol dire non darsi da fare, non
impegnarsi, non avere dei metodi, non avere dei punti di riferimento, non essere
costanti e perseveranti, non avere dei valori e dei principi, non avere rispetto degli
altri, delle risorse e del contesto in cui vivete. Questi sono aspetti utili a voi e alla
vostra collettività per vivere meglio ed è bene che li teniate in grande considerazione.

Sembrano due ragionamenti non congruenti. E allora, come uscirne?

L’amore è la soluzione. Non dimenticarlo, anzi ricordalo, riscoprilo, sperimentalo.


L’amore per te stesso è l’unica cosa che funziona, perché quando ami te stesso
completamente, infinitamente, liberamente, allora trascendi i tuoi limiti e ami realmente
il Tutto.

IL FULMINE

Il problema è che è difficile che l’amore ami se stesso, che l’amore ami l’amore. È
più facile che ami qualcosa di diverso da sé. Perché possa avvenire l’amore, per certi
versi è necessario che ci sia la distinzione e la disgiunzione. Ecco perché fai fatica ad
amare te stesso.

Poco fa, per aiutarti a capire, ti è stata suggerita un’immagine. Per te è stato
immediatamente tutto chiaro, proviamo ora a raccontarlo a chi legge.

C’è un cielo infinito con diverse nuvole. Un fulmine scocca da una nuvola a
un’altra. Istantaneamente un altro fulmine scocca dalla seconda nuvola alla prima. E
così via, di nuvola in nuvola, è tutto uno scoccare di fulmini.

Tu sai che ogni nuvola è fatta di energia, seppure ciascuna lo sia in forma diversa
dalle altre.

È proprio perché sono diverse, e perché entrano in relazione, che il fulmine scocca.
Non potrebbe farlo all’interno della stessa nuvola, non accadrebbe se le nuvole fossero
identiche e se non fossero in relazione.

La prima nuvola è energia; anche la seconda è energia; e anche il fulmine è energia.


Sono fatti della stessa sostanza. Sono la stessa cosa, in forma diversa.

Riesci a fartene un’idea?

Mi pare di si.

Bene, andiamo avanti.

L’amore è energia. L’amore è l’essenza di ogni cosa, perciò anche di ciascuna


nuvola.

Inoltre l’amore è anche il fulmine che va da una nuvola a un’altra. È qualcosa che si
muove, che cambia, che agisce, che diviene. È un processo. Anzi, di più: l’amore è
“l’amare” da una nuvola a un’altra. Bello, vero?

Lo dico con altre parole: l’amore è sia “l’Essenza” e sia “l’Agire” di ogni cosa.

Ti è chiaro fin qui?

Si.

Bene.

La seconda nuvola è amore come la prima, e nel ricevere il fulmine diventa una
cosa nuova. Ed ecco, allora, che un nuovo fulmine scocca dalla seconda nuvola alla
prima o verso altre. È un movimento pressoché istantaneo al primo. Ed è un continuo
dinamismo, in un verso o nell’altro, con la massima libertà nel tempo e nello spazio.

Riesci a immaginare che tutte e due le nuvole sono l’amore? Che lo sono
contemporaneamente? E che lo sono pur essendo diverse?

E che entrambe generano l’amore perché danno modo al fulmine di scoccare e, così,
all’amore di manifestarsi? Che ogni nuvola genera ed è anche generata?

Che il fulmine è il frutto? E che è anche colui che genera?

Si, è chiaro.

Ora mettiamo assieme tutte le tessere del puzzle, i vari brani della sinfonia. Vai
oltre la comprensione della mente, lasciati portare, abbandonati. Vieni con me!

L’amore è l’essenza di ogni nuvola.

L’amore è il passare dell’amore da una nuvola all’altra.

L’amore è il passare dell’amore dall’amore all’amore.

L’amore è l’amare dell’amore dall’amore all’amore.

Così avviene, in questo istante e al contempo senza fine, la generazione di amore


che genera amore.

Tutto questo viene chiamato Dio.

Dio genera ed è generato;

Dio è la generazione e il frutto;

Dio è il punto di partenza e il punto di arrivo

e anche ciò che è in mezzo;

Dio è il processo;

Dio è il momento presente e infinito;

Dio è il tutto e il nulla;

Dio è e, pure, non è.

Amen.
< ^ >
7. DIO TI SPIAZZA

Nella vostra vita manca la serenità. Siete sempre in ansia, preoccupati sia delle
cose materiali sia di quelle spirituali, avete sempre bisogno di tenere sotto controllo le
une e le altre, timorosi che vi sfuggano e che vi creino problemi.

Una grande paura che avete è quella di essere giudicati: laggiù dalla gente, quassù
da Dio.

Ciò è il frutto del lavoro della vostra mente che vi serve in modo egregio ma che,
talvolta, non vi fa un buon servizio. Lei tende a razionalizzare e a rendere poco
dispendioso il suo lavoro per cui fa ampio uso di sistemi quali la generalizzazione. Ad
esempio pensa: “La gente mi giudica, mi fa del male”. Ed è vero, in certi contesti
succede. Voi umani tendete a escludere e a punire chi non fa parte del vostro gruppo,
combattete lo straniero portatore di novità, tenete alla larga idee e modi di fare nuovi.
La mente, per farvi star bene, ne tiene conto. Ma nel fare il suo lavoro, dicevamo, tende
a generalizzare, a usare nei suoi processi i concetti “sempre” e “tutto”. Così vi viene da
pensare che “tutti” vi giudichino, che “sempre” siete giudicati. Ma è proprio vero? È
sempre vero?

Nella tua esperienza avrai visto molte volte che non è così. In molti momenti puoi
esprimere chi sei e le tue idee. E se non lo puoi fare ora, lo puoi fare dopo; se non qui,
lì; se non con queste persone, lo puoi fare con quelle; se non così, lo puoi fare in un
altro modo. Certo è faticoso, talvolta non semplice. Richiede la capacità di cambiare,
di evolvere, trasformarsi, ri-crearsi: creare di nuovo se stessi giorno per giorno,
momento per momento.

La mente usa la generalizzazione anche per l’Aldilà. Anzi, ancor di più. Per lei è
inconcepibile immaginare qualcosa che sia al di là del tempo e dello spazio, che ci
siano “persone” che non ti giudicano e che ti accettano sempre e comunque, in qualsiasi
modo tu abbia vissuto.

Tutto questo ragionamento si complica ulteriormente se analizziamo cosa sia


l’Aldilà: dov’è? Dove comincia e dove finisce? Di cosa è composto? Da chi è abitato?
Chi è Dio? Chi sono gli Spiriti, gli Angeli e i Demoni? Cosa succede dopo la morte?

Per voi è arduo capire, difficilmente ci riuscite finché siete sulla Terra. Puoi però
fartene un’idea, pur stando laggiù, se impari ad andare oltre la mente. Allora ti si
aprono degli spazi di coscienza e di conoscenza che ti aiutano ad avere una percezione
migliore di tutto, anche se necessariamente incompleta.

Perciò cerca di non essere troppo assillato e preoccupato. Cerca di vivere meglio
che puoi la tua vita. Cerca la pace e la gioia, vivi la tua materialità senza perdere di
vista la spiritualità.

Se curare il tuo spirito ti fa stare meglio, ti fa sentire più sereno e felice, fallo.
Altrimenti non corrucciarti. Non è per niente detto che quello che tu chiami
“spiritualità” sia, per te, la strada migliore da seguire.

Cerca la pace e l’amore, amore per la vita e le cose che ti circondano. Prima di
tutto cerca l’amore per te stesso: cura te stesso, il tuo modo di essere, di fare e di
pensare. Godi della vita e delle cose belle che ti capitano e sopporta meglio che puoi
quelle brutte: se riesci, bene, altrimenti pazienza, senza cercare di essere perfetto.

La vita è un processo di creazione: e tu crei quel che riesci.

La vita non è una scuola o un carcere di rieducazione dove devi superare le prove a
tutti i costi. La vita è un’opportunità, che puoi cogliere. Ti vengono offerte delle
pietanze: se vuoi le assaggi, se vuoi le mangi, altrimenti le lasci là. Non succede niente
di grave, tuttalpiù le assaggerai più avanti, se avrai cambiato gusti.

Stai sereno, stai in pace.

Dio ti ama. In modo molto più ampio di come riuscite ad amarvi sulla Terra.

È per questo che non riesci a capire Dio. Perché confondi le tue modalità di amare
con l’Amore e ti immagini che Dio ami come fai tu.

Tu hai bisogno, Dio no.

Tu hai aspettative, Dio no.

Tu dubiti, Dio no.

Tu metti alla prova, Dio no.

Tu perdi la pazienza, Dio no.


Tu ti stanchi, Dio no.

Tu perdi la speranza, Dio no.

Tu ti offendi, Dio no.

Tu separi, Dio no.

Tu allontani, Dio no.

Tu punisci, Dio no.

Tu sei limitato, Dio no.

Tu ti esaurisci, Dio no.

L’amore di Dio è talmente speciale che ti sorprende, ti spiazza, ti manda in


confusione.

Tu cerchi di mettere ordine, ma è una fatica immane: non ci riuscirai mai. Perciò
lascia perdere, ama come sei capace e lascia che Lui ami come sa fare.

Semplice, vero?
< ^ >
8. CHI È IL CREATORE

Non è facile, per voi, essere liberi. Avete così tanta paura di esserlo, che vi create
delle barriere che tengono lontani dalla libertà. Ti sembra strano? Eppure è così.

[La voce si fa più vibrante, colorata, quasi un’orchestra]

Ascoltami. Tu sei libero di creare, crei ciò che vuoi (o che sei capace). Poi guardi
il risultato del tuo lavoro, sei il giudice di te stesso. E se non ti piace cos’hai creato, lo
modifichi. Semplicemente.

Purtroppo al momento non sei in grado di farlo, e nemmeno riesci semplicemente a


pensare di poterlo fare. Hai un guazzabuglio di emozioni e di idee non adeguate su di te,
sulla vita e su Dio.

Il tuo creare quotidiano, e il giudizio che ne dai, sono influenzati da


condizionamenti fisici e mentali, individuali e collettivi, da secoli di storia, da rapporti
con il resto dell’umanità e da tutto ciò che compone te, la Terra e oltre la Terra.

Ma senza tutti questi limiti sei completamente libero.

Sei Tu.

Tu, puro. Pura Essenza.

Tu, il Tutto, l’unico vero Dio, l’alfa e l’omega, il qui e lì, il sopra e il sotto, il
bianco e il nero e tutti i colori in mezzo.

Tu, essenza delle essenze, gemma della gemme.

Tu, creatore di tutte le cose, visibili e invisibili.

Tu, Padre e Figlio e Spirito Santo.

Ma per poterti vedere, hai bisogno che esista un’altra parte di te, altrimenti non c’è
nient’altro da osservare, ci sei solo tu e tutto finisce lì: Tu infinito e, al contempo,
finito.

Allora cominci a creare. E dato che esiste già tutto, la prima cosa da creare è la
mancanza o il contrario.

“Ah ecco, proviamo a vedere com’è il Tutto senza il nero. Questa sì che è una
novità”, dici. E crei infiniti colori senza il nero.

“Adesso proviamo a vedere tutto nero”. E ti sperimenti a creare il nero più nero, il
brutto più brutto, il male più male.

E poi crei il bianco più bianco in contrasto con il nero più nero. E crei il qui e il lì.
E dopo il lì separato dal qui.

E crei miliardi e miliardi di combinazioni e di cose.

Finché crei te che vivi la tua vita sulla Terra, un essere umano unico e irripetibile.

Adesso stai facendo l’esperienza di essere Creatore in forma parziale. Ma tu sei, e


continui a essere, anche tutto il resto, l’Essenza e le miriadi di sfumature, il bene più
bene e il male più male.

Questo sei tu, ciò che Tu hai creato.

PER CAPIRE LA VITA

Se vuoi capire la vita devi accettare che quello che ti ho detto sia vero. Sembra
follia ma è così. Al livello in cui ti trovi puoi solo capirlo in parte: non puoi fare
diversamente, devi per forza accettare di essere limitato.

Quando crei, accetta di essere capace di creare solo quello che ti riesce di creare; e
quando osservi ciò che hai creato, accetta di essere capace di farlo come riesci.

Accetta la responsabilità ma allontana la colpa. Responsabilità significa essere


cosciente di creare. La colpa è un sentimento negativo che provi verso te stesso e gli
altri; lascialo andare, non ti serve.

Accetta di essere creatore, sii cosciente di quello che puoi essere cosciente, e
sorridi ai tuoi limiti.
Lascia andare il giudizio, cerca di vivere la vita al meglio, non disdegnare la salute
e il benessere e non esserne attaccato. Non rifiutare la malattia e le difficoltà. Non
avere pre-giudizi, soprattutto verso te stesso. Non preoccuparti se altri stanno peggio,
non avere invidia se altri stanno meglio.

Godi il meglio e stai in pace.

La pace non è la mancanza della guerra,

non è qualcosa da perseguire a tutti i costi.

La pace è il sentimento di Dio creatore.

Pace è lo stato d’animo della quiete in moto,

dell’azione ferma, della luce buia, del qui-lì.

Pace è lo stato dell’equilibrio sbilanciato,

del continuo divenire di ciò che è già.

Pace è un modo di essere,

il modo di essere di Chi È ciò che È.

Ognuno di noi può essere solamente ciò che è. E può provare a essere in pace con
se stesso cercando di essere intonato con la sua Essenza.

L’Essenza più alta è essere Dio.

Ma c’è anche un’Essenza parziale relativa all’essere incarnati in un corpo umano.


Essenza composta da corpo, mente e spirito. Dal dinamismo dei tre, nasce la pace.

La magia nasce dall’armonia dei tre, la trinità incarnata.

Se una persona privilegia uno degli aspetti, non è in armonia e non è in pace. Puoi
benissimo leggere tutti i libri di spiritualità che vuoi, ma se non trovi il modo di
armonizzare lo spirito in te con la tua mente e con il tuo corpo non sei che un cembalo
stonato.
Se sei lì sulla Terra per fare del bene e non lo fai, allora stai male. Se sei lì sulla
Terra per fare del male e non lo fai, allora stai male.

Non giudicare, te ne prego: abbiamo appena detto che il Tutto si manifesta anche nel
male. Tu non puoi sapere perché una persona compie del male, fa parte del suo
percorso. E ricordati che lei è comunque parte del Tutto.

Ora la domanda che ti sorge è: “Ma allora lasciamo che il male soverchi il bene?”

Innanzitutto tu non sai che cosa sia il bene o che cosa sia il male, hai una visione
parziale del Tutto e fatichi ad avere un metro di giudizio adeguato.

Comunque no: non si tratta di lasciare che il male soverchi il bene. Dipende da chi
sei e qual è lo scopo della tua vita. Se dentro di te ti senti in pace nel fare determinate
azioni, falle. Non lasciartele sfuggire!

Ma non giudicare, né te né ciò che è fuori di te.

Se ti viene di accendere la lampada sul moggio, fallo. Fallo in pace senza definire
la luce come bene e il buio come male. Il buio è una cosa magnifica, se non ci fosse non
potresti dormire e far riposare il corpo affaticato: pensa che sofferenza sarebbe essere
sempre sveglio e attivo.

Tu non puoi sapere perché alcuni fanno certe azioni. E ricordati che tutte le
situazioni o azioni (anche quelle che etichetti come “male”) ti obbligano ad assumere
comportamenti o stati d’animo che ti fanno crescere ed evolvere (e, perciò, le chiami
“bene”). La medesima situazione è, per voi, male e bene allo stesso tempo.

Per cui non rifiutare nulla, sii accogliente, dai il benvenuto e crea in pace. Se il tuo
essere creatore ti porta ad accendere il lume, fallo. Se il tuo essere creatore ti induce a
tenere la porta chiusa a chi bussa a casa tua, fallo. Se, invece, il tuo essere creatore ti
suggerisce di aprire quella porta, e ciò comporta degli sconquassi nella tua vita, fallo.
Non preoccuparti delle turbolenze che si generano, non averne timore. Accoglile. È la
vita!

La vita non è mai una palude, è un torrente che scorre e l’acqua rimbalza tumultuosa
tra le rocce, senza una direzione coerente, assurda nel suo infrangersi a volte violento.
Ma è viva, piena di energia, sana, festosa.

Così sei tu. Creatore assurdo, incomprensibile, caotico, fragoroso; e poi quieto,
prevedibile, silente; e di nuovo l’uno e poi l’altro. Finché arrivi al mare.
Non giudicarti e non darti pena se sei ora un aspetto ora l’altro.

Quando accetti di esserlo, la tua vita fluisce meglio. Altrimenti fluisce ugualmente,
con un po’ più di sofferenza: e non è detto che ciò sia male.
< ^ >
9. LIBERI DI ESSERE SE STESSI

Essere spirito è l’essenza di ogni cosa.

In ciascuno di noi e di voi, in qualunque parte dell’universo possiamo essere,


risplende una fiamma comune a tutti: è lo Spirito divino, l’energia primordiale o come
la volete chiamare. Questo Spirito si manifesta nelle innumerevoli espressioni delle
realtà di cui già siete a conoscenza o di cui non conoscete nemmeno la possibile
esistenza.

“Essere spirituale” è uno stato dell’essere di ciascuno. È un po’ difficile “fare


spirituale” eppure nella vostra realtà terrena siete tutti concentrati sul fare. In modo
particolare chi cerca di elevare la propria spiritualità concentrando le proprie energie
sul fare, spesso viene a trovarsi in una situazione di confusione. Confusione che nasce
dalla non comprensione di fenomeni sottili quali il pensiero, l’azione e la percezione
del proprio essere interiore.

Molte volte, dietro la parola spiritualità, si nascondono delle trappole mentali che
non aiutano le persone a evolvere. C’è un’aspettativa eccessiva di perfezione che trae
in inganno la maggioranza di voi tutti.

Per poter sviluppare la propria spiritualità è importante avere la capacità di amare.


Amare prima di tutto se stessi, profondamente, liberamente, indipendentemente dal
tempo e dallo spazio.

L’amore è la via maestra.

Nella vostra collettività, permeata da una religione antica e profonda, talvolta la


parola amore viene associata al concetto di sofferenza. Non sempre si è capito
l’insegnamento del grande Maestro Gesù sull’importanza dello sviluppo personale per
accedere a stati evolutivi dell’essere che permettono di trascendere la dimensione
terrena. Spesso vi viene indicata come via maestra quella di abbracciare la croce quale
esempio di amore. Ora, non tutti fra di voi sono in grado di avere una personalità, dei
talenti e delle abilità tali da poter seguire l’esempio di vita di Gesù. È forse più
opportuno che vi concentriate sugli insegnamenti profondi che Egli ha dato e li caliate
nella vostra specifica realtà: su chi siete, su qual è il vostro scopo della vita, sul
percorso evolutivo che vi siete dati quando avete scelto di incarnarvi in quel corpo.
Sii libero, dunque, di essere te stesso, unico e irripetibile, con i tuoi fallimenti e i
tuoi successi.

Impara ad amarti profondamente, senza remore, senza aspettative, senza giudizi.


Ama pienamente te stesso, il tuo corpo, la tua mente, il tuo ego, il tuo spirito. Comincia
ad accogliere la bellezza dell’unicità di tutte queste cose che compongono la tua
persona.

Ama te stesso, perché chi non ama se stesso difficilmente riesce ad amare gli altri.
È un’illusione della mente quella di immaginare di amare prima gli altri e, di
conseguenza, sperare di amare se stessi.

Essere amore è la via maestra, e amando ti si aprono delle capacità di relazione con
gli altri che ti permettono di incontrare veramente l’altro.

A questo punto, e in queste condizioni, l’altro potrà manifestare pienamente se


stesso e contribuire alla realizzazione della dicotomia divina e del grande paradosso,
che la tua mente non può accogliere, che vede unito il qui e il lì, il sopra e il sotto, il
bianco e il nero, nella manifestazione duale dell’unità: cosicché tu sei nello stesso
momento separato dall’altro e unito nella stessa essenza.

Talvolta sei troppo esigente con te stesso. Dentro di te c’è una forte pressione al
miglioramento e all’evoluzione, ma difficilmente riuscirai a evolvere finché non
imparerai ad accogliere profondamente chi sei. Dai dunque il benvenuto a tutte le tue
manifestazioni, a tutte le speranze e le delusioni, ai tentativi e agli errori, ai momenti di
azione e ai momenti di rassegnazione. Non pretendere troppo da te stesso.

Dio ci ha dato la libertà di essere noi stessi così come siamo. Permetti dunque a te
stesso di essere come sei e così facendo scoprirai che ti si aprono nuove sensibilità,
nuovi modi di essere e di fare che, paradossalmente, ti permetteranno di evolvere più
velocemente. Questo è il grande insegnamento che sono venuti a portarvi il Maestro
Gesù e i grandi maestri che si sono succeduti prima e dopo di lui. È un insegnamento
molto semplice, eppure non è stato compreso. Per comprenderlo è necessario avere un
cuore puro, limpido, libero da sovrastrutture mentali. Per comprenderlo è necessario
essere liberi dal giudizio delle persone che ti stanno attorno e la cosa, ci rendiamo
conto, non è molto facile.

Perciò prendi queste nostre parole con la dovuta soavità e non preoccuparti di
comprenderle fino in fondo. Sii libero di accoglierle o di respingerle.
Il nostro scopo non è quello di indurre le persone ad adottare comportamenti che
non sono loro propri. Tuttalpiù possiamo immaginare di illuminare alcuni aspetti della
tua vita affinché ti soffermi a osservarli con serenità per poi valutare se ti possono
essere di aiuto nel tuo incedere verso lo sviluppo.

Ti siamo molto grati di essere qui oggi. È una bella soddisfazione anche per noi
poter contribuire al miglioramento della vostra esistenza. Più voi raggiungete il vostro
obiettivo, più noi raggiungiamo il nostro: siamo qui per servirvi e sostenervi nel vostro
splendido viaggio.

AMARE L’EGO

Come mai, tra le cose da amare, hai inserito anche l’ego?

L’Ego è l’elemento che caratterizza ciascuno di voi e di noi. Se non ci fosse l’ego
saremmo tutti uguali. Per poter procedere nel percorso evolutivo, che consente lo
sviluppo di ciascuno e dell’intera collettività, c’è la necessità di essere
individualizzati. L’ego è semplicemente una parte di ciò che siete; se non ci fosse, non
saresti.

Talvolta si pensa che l’ego sia qualcosa da dover distruggere, di brutto o di


sbagliato. Ma se distruggi l’ego distruggi te stesso.

Qualche volta c’è un eccesso di ego. Questo non ti consente di essere in sintonia
con il Tutto per cui è opportuno ricercare una maggiore armonia di tutte le tue
componenti. Dal nostro punto di vista ci sembra che, piuttosto di indirizzare energie nel
tentativo di modificare l’ego (di sottometterlo, di comprimerlo, di smussarlo), sia più
proficuo indirizzare energie di amore. L’amore è il più grande mezzo di cambiamento.

Quando abbracci profondamente il tuo ego e riesci a fonderti profondamente con


lui, le differenze scompaiono e avviene la magnifica alchimia che porta alla
sublimazione di tutto il tuo essere. Amare i propri nemici è una via insegnata dal grande
Maestro. Con questo non vogliamo dire che l’ego sia un nemico, ma molti di voi, a
causa della vostra formazione, lo ritengono qualcosa da combattere. A noi sembra che
se voi imparate ad accoglierlo, a benedirlo e ad amarlo, i processi di evoluzione si
accelerano.
< ^ >
10. IL PROPRIO BENE E QUELLO DEGLI ALTRI

Perché continui a dire di cercare il proprio bene e non parli mai del bene degli
altri?

Perché non dai indicazioni su un corretto vivere sociale?

Dove finisce il proprio diritto e dove inizia quello dell’altro?

Mio caro, una cosa, perché sia capita, va ripetuta decine di volte, ogni volta in
modo diverso.

Voi siete impantanati in concetti e nozioni che derivano da secoli di storia sociale e
religiosa che, per certi aspetti, vi hanno aiutato a crescere e a evolvere, ma che sono
stati manipolati, volutamente o involontariamente. Per cui ora avete una percezione non
adeguata di chi siete, che cosa potete essere e fare.

Ci sono delle persone, tra di voi, che sono pronte a fare un salto in avanti e i vecchi
insegnamenti non bastano più. Hanno bisogno di riscoprire qualcosa di nuovo e di
antico.

L’ideale sarebbe che le persone apprendessero l’insegnamento complessivo tutto in


una sola volta, ma non sempre questo è possibile.

Se vedete una nuova automobile, avete immediatamente una percezione unitaria di


tutto ciò che la compone. Capite subito che automobile sia, vi basta vederla. Avete i
concetti dentro di voi, non serve che vi si spieghi se è una station wagon piuttosto che
un’utilitaria, se il motore funzioni a benzina o a gas e i vantaggi o svantaggi che vi siano
con un’alimentazione piuttosto che con un’altra. La vedete, ne ascoltate il rumore,
annusate l’odore, toccate il materiale, vi accomodate dentro e vi fate un giretto: per voi
è tutto chiaro, comprensibile.

Perché l’essenza dei concetti è dentro di voi e i sensi per percepirla sono adeguati.

Ma se i sensi sono limitati tutto questo non è possibile. Se siete in grado di vedere
solo un pezzo alla volta, bisogna farvi vedere prima una ruota, poi il volante, poi una
parte della carrozzeria: così è molto più difficile arrivare alla percezione del tutto.
E se non avete dentro di voi i concetti di base, anche se vi facessero vedere tutti i
pezzi, molto difficilmente riuscireste a formare, nella vostra testa, l’idea complessiva
dell’automobile.

E sarebbe difficile per voi capire se sia una cosa buona o no, utile o no, bella o no.
Quell’auto porta persone, ma può anche ammazzare; vi solleva dalla fatica, ma inquina;
vi fa risparmiare tempo, ma non vi consente di incontrate persone; favorisce alcune
persone rispetto ad altre, eccetera eccetera.

Allora nella vostra mente si affollerebbero delle domande: ma quei pezzi che cosa
sono? Perché ci sono? Chi li ha voluti? È un bene o un male che ci siano? C’è un
progetto più ampio dietro? Perché quella cosa è stata creata con tutti quei difetti? Ma
allora, poiché esistono, è Dio che li vuole! Anzi no, è il diavolo!

Alcune persone hanno già attinto dentro di sé risposte importanti e illuminanti, ma si


sentono confuse, sembra loro che non sia possibile che siano vere. Perciò hanno
bisogno di un riscontro esterno, per loro “autorevole”, con cui confrontarsi. Ecco lo
scopo dei nostri insegnamenti.

Noi parliamo una lingua che alcuni possono comprendere. Una lingua non tanto
composta di parole quanto di contenuti e di energia, adeguata allo sviluppo di quelle
persone. Adeguata, cioè un po’ più avanti e un po’ più in dietro rispetto a dove loro
sono, in modo che in qualche modo possano ritrovarcisi e che possa essere loro di
aiuto.

Così che l’incontro con noi possa essere una tappa di ristoro nel loro procedere.
Forse berranno da questa fonte, forse no. A noi non interessa, la nostra fontana zampilla
comunque. Se il viaggiatore ha sete può berne a sazietà, altrimenti vi sono infinite altre
fontane lungo il suo cammino.

Mio caro, per tornare alle tue domande iniziali, noi ti ricordiamo sempre che tu sei
Tutto. Non c’è niente al di fuori di te.

Tu sei Tutto.

Te lo ripetiamo ancora: Tu Sei Tutto.

Sei qui e lì, sopra e sotto e in mezzo.

Tu sei tu e l’altro.
Sei il carnefice e la vittima.

Sei la pace e la guerra.

Sei l’odio e l’amore.

Sei i colori dell’arcobaleno in ogni sfumatura.

Sei la goccia nel mare e il mare intero,

compresi i fiumi che lo nutrono.

Sei l’acquazzone che scroscia e la singola goccia.

Sei il sole che riscalda e ogni suo singolo raggio.

Tu sei Tutto, per certi versi reso parziale.

Sai di esserlo, ma non sai esserlo.

Questo semplice insegnamento stenti a capirlo, e se lo capisci ti sconvolge. Per cui,


tu e altri, stentate a farlo vostro oppure lo fate gradualmente.

Questo insegnamento, che Gesù stesso vi ha portato assieme a migliaia di altri


maestri prima e dopo di lui, lo hai dimenticato, rimosso, snaturato.

Questo insegnamento lo puoi ricomporre nella tua vita, con grandi benefici.

Perciò per aiutarti dobbiamo farti vedere le cose a pezzetti. Ma facendo così non
riesci ad avere la comprensione dell’intero insegnamento. Ci vuole tempo e pazienza.

Per te, e per chi legge, è opportuno imparare ad amare. Se non impari ad amare in
modo libero, neutro, puro, non riesci ad essere l’Amore umano. Sei un amore castrato.

Dunque cerchiamo di insegnarti ad amare. Prima di tutto ad amare te stesso per poi
insegnarti ad amare gli altri. Acquisito il concetto di amore, è facile estenderlo ad altri
contesti.

Comprendere l’amore non vuol dire capirlo con la mente ma acquisirlo con tutto se
stessi. Questa acquisizione richiede tempo, comporta dei cambiamenti ed effetti
collaterali. La stessa cosa di quando impari ad andare in bicicletta, ci vogliono tempo,
esercizio, cadute e successi.

Tu sai andare in bicicletta quando diventi ciclista: è la modifica del tuo essere,
agire e pensare che ti porta a padroneggiare un evento così difficile quale lo stare in
equilibrio su due ruote.

Così comprendere l’amore a un livello più alto di quello che hai conosciuto
richiede l’acquisizione di concetti teorici, azioni, emozioni e pensieri coordinati e
armonici fra di loro. Richiede il cambiamento del tuo essere. Beh, mica poco!

Ora è ovvio che amiate gli altri. È ovvio che amiate tutto ciò che è diverso da voi.

Ma c’è un nuovo modo di amare che devi apprendere. Anzi riscoprire, perché è già
in te ma è offuscato.

Non lo puoi fare a comando né con sforzi di volontà. È un passo che segue gli altri,
che necessariamente viene fatto da te, quando lo senti e sei pronto. Altrimenti non
avviene la magia dell’apprendimento. Né dell’amore.

Mio caro, certo che è giusto trovare l’equilibrio tra amare se stessi e gli altri, che ci
sia armonia fra la tua libertà e quella degli altri. Ma non vogliamo indicarlo noi. Lo
scoprirai da solo evolvendo, anche (se sarà bene per te) con i nostri insegnamenti. Ma
questo sarà il tuo successo e non la nostra imposizione.

Se noi indicassimo i giusti confini sociali fra l’uno e l’altro di voi continueremmo a
insegnare le vecchie materie. Ma per chi ci legge è il momento di evolvere. Perciò noi
ti insegniamo “materie scolastiche” nuove, complementari a quelle che avete già
affrontato nella vostra scuola di vita.

Il raggio di luce è bianco ed è composto da tutti i colori. Dov’è il limite tra il giallo
e l’arancione, tra il blu e l’azzurro?

Tu e ognuno siete il bianco, e anche il rosa che tinge il tramonto, il blu che pennella
il cielo, il rosso dei frutti dell’albero, il nero che permette alle stelle di essere viste, gli
altri colori nelle loro infinite sfumature.

Il bianco e tutti i colori a volte fusi e a volte divisi.

Sei la musica e ogni singola nota, comprese le pause; la sinfonia dell’orchestra e il


suono di ogni strumento; il concerto e gli assoli di ogni interprete.

Quando appare la musica non si percepisce più la distinzione di ogni strumento,


eppure si possono gustare le melodie di ognuno.

Impara a essere luce.

Impara a essere musica.

Impara a essere amore.

Quando lo sei, hai fatto tutto.

Tutto: esattamente ciò che Sei.


< ^ >
11. SENTIRSI ABBANDONATI DA DIO”

Il momento del parto è, per ogni bambino, un momento di sofferenza. Oltre allo
stress fisico, che deriva dal dover passare da un ambiente intrauterino a un ambiente
esterno ricco di stimoli ma anche di difficoltà, c’è la sofferenza del distacco del
cordone ombelicale e, ancor più, dal contatto sensoriale con la propria mamma. Studi
scientifici hanno dimostrato come certi animali, in tenera età, pur perfettamente nutriti
ma privati del calore del contatto materno, avvizziscono arrivando anche, in taluni casi,
a morire.

Non è facile, per una mamma, trovare il giusto equilibrio tra vicinanza e distacco,
dosare il proprio abbraccio che infonde sicurezza e protezione ma che, se è eccessivo,
può tarpare lo sviluppo delle potenzialità del proprio figlio.

In qualche modo lo è anche per lo spirito. Lasciare un luogo al di là della Terra per
incarnarsi in un corpo provoca sicuramente uno sorta di stress, di senso di abbandono,
di insicurezza.

Quando nasci dimentichi completamente lo stato di benessere e di conoscenza in cui


ti trovavi prima di incarnati e pensi di essere solamente un corpo fisico e non, anche,
una parte spirituale che, per taluni aspetti, è collegata con gli altri membri che popolano
la Terra e con le altre entità ultraterrene. Questo è un meccanismo che viene adottato
per aiutarti nel percorso che hai scelto.

Questo oblio, o dimenticanza, a talune persone non provoca disagio. Ad altre,


invece, genera un senso di grande sconforto, di tristezza, di rabbia, fino ad arrivare a
nutrire collera con tutto e tutti, con se stesse e con Dio. Gesù stesso, a un punto della
sua vita, provò una sensazione simile tanto da arrivare a esclamare: “Dio mio, Dio mio
perché mi hai abbandonato?”. Egli, che predicava che tutti siamo uno e collegati l’un
l’altro, ivi compreso Dio, Egli che fu un grande Maestro per tutti voi, proprio Egli si
sentì abbandonato: dalla propria Madre celeste, o dal proprio Padre, a seconda della
metafora che si privilegia.

La crescita spirituale di ciascuno passa attraverso momenti di grande sconforto. I


Santi, i Maestri, i Religiosi e tutti coloro che hanno deciso di vivere intensamente la
propria spiritualità passano grandi sofferenze spirituali che segnano il passaggio da uno
stadio evolutivo a un altro. Si tratta di imparare ad accogliere questi passaggi come
momenti normali della propria esistenza. Più ti alleni ad accoglierli nel corso della
vita, tanto più facile sarà il passaggio nel momento della morte.

La sofferenza nasce dalla difficoltà che hai di lasciar andare schemi, idee, immagini
di te stesso che in qualche modo ti sono cari e a cui sei profondamente attaccato, anche
se dici di non esserlo. È molto più facile dire “io non sono attaccato” piuttosto che
lavorare su di te e renderti conto di quanto in effetti lo sia.

Il problema è che non sei ancora in grado di esercitare una forma di distacco
efficace. Distacco, che non vuol dire ripudiare; che non vuol dire giudicare; che non
vuole dire prendere le distanze. Distacco che vuol dire “lasciare che sia”. Lasciare che
sia così come è e lasciare che sia in trasformazione.

Prova solo a pensare quanto sia difficile accettare che il corpo invecchi, i capelli
cadere o imbiancarsi, una ruga sul viso, un seno cadente, un bicipite non più forte, il
corpo che si ammala.

Ancora più difficile è accettare e lasciar andare la propria identità: l’essere donna
o uomo, madre, padre, professionista, atleta, seguace di una religione.

Ad esempio non è facile coniugare le scelte fatte in passato, quando hai detto a
qualcuno “io sono tuo amico”, oppure “io ti amo, ci sarò per tutta la vita”, “io credo in
questi valori”, con idee e valori che hai oggi, mentre ti rendi conto che quelle frasi
allora avevano un senso e ora ne hanno un altro.

Come accettare, ora, di essere cambiati e di desiderare di vivere diversamente?


Come accettare, ora, di avere nuove esigenze e prendersi gli spazi per sé quando si
immagina che questo non sia compatibile con il proprio status di compagna, di madre,
di amico, di socio?

Talvolta il problema sta nella poca flessibilità. Ciò scaturisce in primis da


un’errata concezione della vita e del rapporto con Dio, da quello che si pensa che Dio
voglia da te, quali siano le Sue aspettative e quali siano le Sue punizioni se le tradite.

Ma Dio non ha aspettative. Dio non vuole nulla da te. Niente che tu non voglia.

Dio è la massima libertà e vuole che tu sia libero di essere te stesso.

Tu sei libero, libero di sperimentare ciò che tu ritieni più opportuno. Impara a farlo,
diventa maestro. Non preoccuparti se questo sia bene o male secondo i criteri di altri, e
cerca di scoprire che cosa vada bene per te, per le tue parti fisica, mentale e spirituale.
Tu puoi scegliere di manifestare chi sei. Tu sei l’unico giudice. Tu sei il detentore
del metro con cui puoi valutare il successo della tua venuta sulla Terra. Al momento
della morte potrai rivedere ciò che sei riuscito a fare e ciò che non sei riuscito. E, se lo
riterrai opportuno, tu stesso valuterai la tua esperienza terrena. Nessuno ti giudicherà,
nessuno. Neppure tu, perché non c’è giudizio. C’è solo constatazione di una situazione.
Sarai aiutato a usare il metro dell’amore per constatare come sia andata la tua
esperienza terrena. È un momento magnifico, per tutti. È una crescita. È una festa.

Ma, allora, se al termine della tua vita la valutazione la farai tu, perché non farla
anche adesso nel fiore della vita? Perché stare ad aspettare che altri ti diano il loro
giudizio o il loro metro di saggezza, perché attendere un Messia che ti salvi? Sii tu il
tuo salvatore, prendi coraggio e comincia a scegliere. Scegli di accogliere ciò che sei,
scegli di lasciar andare ciò che non ti va, scegli di essere responsabile e di
sperimentare altre manifestazioni del tuo essere in forma terrena.

La solitudine che molti di voi provano è anche frutto di schemi rigidi con cui
ragionate. Imparate ad amarvi al di là di etichette quali amico, moglie, vicino di casa.
Andate oltre e amatevi in modo libero, datevi conforto anche fisico, abbracciandovi,
guardandovi negli occhi, sostenendovi l’un l’altro, tenendovi per mano. Reinventate
cosa sia ballare, giocare, lavorare, passare il tempo, usare le risorse. Andate oltre il
giudizio che dice che una cosa non si può fare: perché non lo fa nessuno, perché non sta
bene, perché una donna non può farlo, perché non è da uomini, perché io non lo merito,
perché io non valgo, perché chissà cosa pensano gli altri, perché… perché… perché.

Imparate ad amarvi l’un l’altro facendo esperienze nuove e sperimentandovi in


modo nuovo. E se non fossero adeguate al vostro stato evolutivo, non giudicatevi per
averlo fatto, lasciatele andare e fatene di nuove, finché troverete quelle più consoni a
voi.

Così la risposta vi arriverà. La risposta l’avrete creata voi e avrete capito, nel
vostro profondo, ciò che fa bene a voi. Non aspettate che la risposta arrivi dall’esterno.

Smettila di piangerti addosso. Lascia andare l’atteggiamento del bambino che cade
per terra e aspetta che sia la mamma che lo sollevi, e piange, e si arrabbia, e si dispera
perché il mondo non lo aiuta.

Alzati! Cammina carponi, indietreggia come fanno i bambini che imparano a


camminare, barcolla di qua e di là, senza giudicarti. Non importa se non prendi la
strada giusta.
L’importante è che impari a camminare con le tue gambe.

Verrà il momento in cui sarai in grado di non andare più a sbattere contro gli spigoli
del tavolo o gli stipiti delle porte, e saprai anche correre e saltare e gioire andando
nella direzione che più ti aggrada.

Tua Mamma ti ama, anche se sta lì e non allunga la mano per aiutarti ad alzarti. Tua
Mamma ti ama profondamente, intimamente, e soffre a vederti capriccioso, impiantato a
terra ad aspettare che arrivi qualcuno a sollevarti.

Tua Mamma ti ama sempre e comunque, qualunque sia la direzione che scegli di
prendere.

Se vuoi crescere spiritualmente, fallo, cammina, datti da fare. Se non vuoi farlo, sei
libero di agire come meglio ritieni opportuno.

Non è detto – ti prego ascoltami – che, al termine della vita, chi sceglie di fare una
strada “non spirituale” si trovi in una situazione diversa da chi sceglie di fare un
percorso spirituale.

Perciò lascia stare i sensi di colpa o aspettative di premi futuri. Sii libero di essere
“spirituale” o di essere “non spirituale”.

Dio è libertà. Dio è amore. Il suo desiderio più grande è che voi diventiate come
Lui, cioè amore, cioè libertà.

Per questo ti invitiamo a imparare a essere amore ed essere perfettamente libero.

Questo è un grande insegnamento che puoi ritrovare nelle nostre parole, nelle grandi
religioni, nei pensieri di saggi ma, soprattutto, nel profondo del tuo cuore qualora trovi
il coraggio di guardarci dentro.

Sarebbe più facile, sia per te che per noi, se ti dicessimo “gira a destra o gira a
sinistra, attento al gradino”. Ma ora sei cresciuto ed è bene che impari a camminare con
le tue gambe. Noi ti siamo sempre vicini.

Talvolta amare le persone richiede di essere schietti e franchi nel dire le cose come
si pensano. Ora ci permettiamo di dirti: smettila di piangerti addosso e di fare i
capricci. Lascia andare l’orgoglio ferito. Smettila di dirti “io non posso, non sono
capace”.

Ricomincia traendo insegnamento dagli errori fatti. Per farlo, devi trovare il
coraggio di guardare le tue cadute e le tue miserie in modo franco e onesto, senza
giudizio e senza pietismo, ma con l’amore limpido di chi non ha pregiudizi.

Smettila di dire che non vali, che non meriti. Tu sei degno di avere successo. Sta a
te scegliere se lo vuoi o no. Certo, si tratta di imparare: e per imparare talvolta sono
necessarie applicazione, flessibilità, voglia di mettersi in gioco.

Ti abbracciamo e ti preghiamo di aprire il tuo cuore in modo che possa percepire il


nostro amore. Le porte non sono chiuse da fuori ma dal di dentro.

Abbi il coraggio di aprire le porte: sarà più facile così che l’amore divino, nelle
sue infinite manifestazioni, riscaldi il tuo cuore, illumini il tuo cammino e ti consenta di
scoprire quale sia la porta che dà nel giardino per andare liberi nell’universo.

Un raggio di sole sta battendo alla persiana. Non dipende dal raggio se non riesce a
penetrare, intiepidire e illuminare la stanza.

Cari amici, sorridetevi l’un l’altro, non abbiate aspettative e godete dell’amore
reciproco. Vivete il presente e la gioia di essere amici. Già questo può essere l’inizio
di un lento e graduale cambiamento della vostra vita.
< ^ >
12. IL MOMENTO DELLA CREAZIONE

La Conoscenza è di tutti ed è in tutti, ma è difficile da vedere perché è ricoperta da


limiti personali, strati di pregiudizi, regole sociali, usi ed esperienze passate che fanno
sì che non riusciate a riconoscerla anche se è davanti ai vostri occhi.

Un consiglio che possiamo darti è quello di non rifiutare che sia così.

Ciò che è, È. Ciò che ti appare, È.

Cos’hai detto?

Te lo ripeto. Ciò che è, è; anche ciò che ti appare, è. Ovvero che esiste sia quello
che esiste sia quello che credi che esista. Sono veri entrambi.

Quando al mattino vedi il sole che sorge, per te questo è vero. Questo è ciò che puoi
percepire con i tuoi sensi, e questo è quello che ti consigliamo di godere. Accetta che
sia così e non stare ad arrovellarti sul fatto che sia la terra che si sta spostando.

E se, per una serie di motivi, in un altro momento, ti capita di renderti conto che sia
la terra – e non il sole – che si sposta, allora godine perché questa è la verità che puoi
percepire in quel momento. Senza star lì a chiederti cosa sia giusto, a rimuginare e a
brontolare per aver creduto che fosse il sole a sorgere all’orizzonte.

Se poi, in un momento successivo, pur avendo compreso che è la terra che gira, ti
alzi all’alba e vedi il sole sorgere, in quel momento per te quella è la verità: lascia
perdere tutte le elucubrazioni mentali, godi il momento e sii felice.

Non rifiutare la dualità, non rifiutare il paradosso che possa essere vero sia che il
sole sorge sia che la terra si sposta. Entrambe le cose sono vere contemporaneamente.

Abbiamo fatto questo esempio per aiutarti a ricordare che infinite cose nella vita e
nell’universo esistono e ti appaiono in forma duale o plurima. Non esiste solo una
risposta, bianco o nero, giusto o sbagliato. Ma ci sono diverse cause per lo stesso
evento, più piani di realtà, innumerevoli fattori che determinano le situazioni.

È un aspetto di cui necessariamente devi acquisire dimestichezza, se vuoi capire la


vita e come funziona, se vuoi vivere nel miglior modo possibile i cambiamenti in atto,
se vuoi comprendere gli insegnamenti che ti vengono dati.

Il secondo consiglio che ti possiamo dare è quello di non essere attaccato né al


passato né al futuro.

Puoi essere attaccato al passato per fatti, situazioni o persone che sono apparse
nella tua vita e con cui mantieni dei collegamenti energetici, come dei lacci che ti
tengono bloccato. Non si tratta di recidere i lacci ma di accogliere e benedire quei fatti
e lasciarli andare per la loro strada, come se fossero amici che hai incontrato lungo il
cammino della vita e che devono percorrere la loro strada. Certo, hanno influenzato la
tua vita, le tue scelte, i tuoi comportamenti. Ora liberatene e lasciali andare, siano essi
belli o brutti, allegri o tristi, eticamente accettabili o no. Non rinnegarli né giudicarti,
soprattutto se adesso li misuri con parametri che sono diversi da allora. Nessun
avvenimento di allora è bene che sia misurato e giudicato adesso, non avrebbe senso né
ti potrebbe essere utile.

E puoi essere attaccato anche ad avvenimenti futuri, avere delle aspettative rispetto
a fatti, situazioni o persone che potrebbero presentarsi sul cammino della vita.

Per esempio: se hai intenzione di fare una passeggiata, è normale che ti aspetti che
si svolga in un determinato modo. Ma, se sei attaccato a quell’aspettativa, non consenti
a te stesso di soffermarti o di cambiare itinerario e ad altri elementi dell’Universo di
apparire e di svolgere il loro compito, creando contesti e situazioni differenti da quelli
che ti sei immaginato.

È normale che nella vita ti aspetti qualcosa, non essere severo con te stesso per
questo. Il consiglio che ti diamo è di non esserne attaccato: se non hai delle aspettative,
va bene; se ne hai, va bene ugualmente.

Il fatto di non avere legami, con il passato o con il futuro, ti permette di vivere
meglio il presente e, in definitiva, di usare il grande potere della creazione e della
creatività che sono propri del presente.

C’è unicamente il presente, non esiste altro tempo. “Adesso” è il momento che tu
stai vivendo, adesso è il momento in cui tu stai agendo, adesso è il momento in cui stai
pensando, adesso è il momento in cui provi emozioni: adesso, quindi, è il momento in
cui tu stai creando. Adesso è il momento della creazione.

Per voi è un po’ difficile vivere unicamente il presente, vi viene naturale vivere
essendo rivolti verso il futuro o verso il passato. Vivete i continui istanti presenti della
vostra vita guardando qualcosa che dovete ancora fare (adesso vi vestite perché state
per andare a lavorare) o guardando qualcosa che avete fatto (adesso pranzate e
raccontate quello che avete fatto al lavoro).

Non rinnegare la necessità che hai di vivere il presente guardando il passato o il


futuro, ma ricorda che, quando sei concentrato sul presente, tu puoi essere libero di
creare in modo nuovo. Puoi farlo, ci vuole una certa concentrazione.

Un ottimo sistema per vivere il presente è ascoltare il cuore. Lasciati guidare da


esso. Non essere sorpreso se il cuore dice una cosa e la mente un’altra. Il cuore è nel
presente, la mente è nel passato e nel futuro. Può darsi che, ascoltando il cuore, tu
scopra che c’è paura. Non lottare contro di lei, accoglila e benedicila e lasciala andare
per la sua strada. E di nuovo concentrati sul presente.

Facciamo un esempio. Adesso incontri una persona e adesso ti viene da comportarti


in un modo differente da come ti eri comportato in passato. Fallo. Non bloccare questo
tuo impulso e non essere attaccato al concetto di coerenza, né al passato né al futuro,
non avere aspettative.

Lascia che sia.

Amati.

Crea.

Sorprendi te e l’altra persona con il tuo modo unico di essere. “Unico” perché non è
mai stato in passato, non sarà più in futuro, non è altrove, è ora.

Dai il benvenuto a questo tuo “unico” modo di essere. Accogli il manifestarsi


dell’unicità. E, in futuro, non cercare che si ripeta, perché non avverrà più così.

Lascia che l’unicità valga per te e anche per tutte le altre persone e per tutti gli
elementi che compongono l’universo. Tutti gli elementi sono “unici”, mai stati e mai
saranno di nuovo.

L’unicità è relativa anche a Dio. Dio è Uno e si manifesta in modo “unico”. E non
può far altro che essere così perché Dio si manifesta nel presente, e il presente può
essere solo unico.
Dio si manifesta nel presente. Dio guarda al passato, guarda al futuro ed è nel
presente.

Questa è una delle caratteristiche della Trinità divina: il Padre è il passato da cui
tutto è generato, il Figlio è il frutto e lo Spirito Santo è il momento presente, è la
creazione, è l’atto del creare.

Dio è il creare di tutti gli infiniti componenti “unici” dell’universo.


< ^ >
13. LIBERI DI SCEGLIERE

Miei cari, anche oggi siamo riuniti per condividere uno spazio di comunione e di
“amorevolità” 3.

“Libertà vo cercando” diceva un vostro famoso poeta. Che cos’è, dunque, la


libertà?

“Libertà non è uno spazio libero, libertà è partecipazione” rispondeva un vostro


cantante.

In questo apparentemente sciocco dissertare, sono racchiuse delle premesse


importantissime.

Innanzitutto per poter esser liberi è necessario che ci siano più cose e che potete
scegliere: se ce ne fosse solo una non ci sarebbe scelta, e se non ci fosse scelta non
sarebbe libertà.

Inoltre che, qualsiasi cosa uno scelga, non ci siano punizioni. Altrimenti, se fosse
punito per quello che decide, che scelta sarebbe? “Prendi pure il gelato che vuoi, ma se
prendi quello alla frutta sarai castigato”. Sarebbe libertà, questa?

E poi è necessaria la partecipazione (partecip-azione), l’azione di cui sei partecipe


e di cui rendi partecipi gli elementi che compongono la tua vita e le vite parallele. Per
essere libero è necessario far parte e agire: startene tutto il giorno seduto sotto un
albero semplicemente a non far niente, apparentemente potrebbe sembrare un atto di
libertà, ma di fatto lo è solo in parte perché è un comportamento che determina
l’astenerti dal vivere. Sì, certo, in alcuni momenti della giornata o in periodi più o
meno lunghi della vita può esserti utile ritirarti in qualche luogo e stare in pace per
conto tuo, ma il resto della vita richiede che partecipi alla vita stessa: che lo voglia o
no, sei comunque coinvolto e complice dell’esistenza.

La vita va avanti, evolve continuamente e ti coinvolge profondamente. Puoi quindi


scegliere di subire il divenire della vita, oppure puoi scegliere di tuffarti in essa e, in
qualche modo, influenzarla più o meno consciamente. In entrambi i casi fai una scelta e
dimostri una tua parte creativa: nel primo caso crei e realizzi il ruolo di vittima, nel
secondo quello di attore/imprenditore4.
Molte persone scelgono di appartenere a gruppi organizzati quali, per esempio,
società sportive, partiti politici, religioni, filosofie, comunità. Per un individuo è più
facile vivere facendo parte di una collettività ed è per questo che cerca persone che
abbiano sentimenti e modi di pensare o di fare simili ai suoi. È una spinta naturale,
fondamentale, innata. Purtroppo, però, molte volte questo processo porta
all’annacquamento dell’individualità e una persona, per stare con gli altri, soffoca
molte delle sue connotazioni individuali.

Sarebbe bello riuscire a giungere a forme di aggregazione che tengano conto sia del
collettivo che del singolo. Un prato di fiori è magnifico proprio perché ce ne sono molti
e perché ogni fiore è un’entità unica. Non sarebbe più lo stesso se i fiori fossero tutti
uguali.

Ma non è semplice riuscire a trovare forme di aggregazione che consentono di stare


assieme e contemporaneamente di esaltare l’individualità. Di solito, il processo di
integrazione è fonte di piacere e di sofferenza, spesso inutile.

Siate liberi di ricercare l’aggregazione che più rispecchia la vostra individualità, i


vostri talenti e i vostri percorsi. Non c’è un posto “giusto” dove stare, non c’è una
strada per una meta “più giusta”.

L’auto-realizzazione è un itinerario che può portarvi ad aggregarvi o a lasciare


gruppi di persone. Lasciate andare la paura o i sensi di colpa: la paura che provate sia
nell’avvicinarvi a un gruppo sia nell’abbandonarlo, e i sensi di colpa quando effettuate
le scelte.

Lasciate andare i troppo facili ragionamenti di coerenza: è la mente che, per suoi
meccanismi, chiede di essere fedeli a un modello precedentemente sperimentato o
immaginato.

La vita è un continuo cambiare e divenire, perciò propone continue manifestazioni


di incoerenza. Gesù stesso, che è stato un grande Maestro per voi, si è manifestato
molte volte apparentemente incoerente, e i suoi insegnamenti spesso non sono stati
capiti proprio per la difficoltà che avevate (e avete oggi) di essere flessibili e aperti.

La coerenza è qualcosa che viene dalla mente. Invece, se seguite il cuore, vi potete
trovate a fare delle azioni o delle scelte che sembrano non avere una logica, ma sono
frutto dell’intelligenza dell’amore e della passione: è perciò possibile che voi amiate
contemporaneamente più cose, che vi ritroviate ad apprezzare più persone, che vi
sentiate attratti da più idee, che vogliate vivere al fianco di persone che compongono
gruppi diversi.
L’amore è una cosa magnifica che permea la vita. L’amore è libero, è la vitalità che
vi spinge, è la gioia; l’amore è vita, è passione; l’amore è l’impulso primordiale di
qualsiasi cosa, è l’atto generativo per eccellenza, è la scintilla divina.

L’amore è paziente e benigno, ma a volte è così strano e incomprensibile!

Non soffocare l’amore, ma proteggilo. Consentigli di esistere e di essere, permetti


che si manifesti, lascia che si concretizzi e si sviluppi.

Ama, dunque. Ama te stesso e tutte le tue pulsioni; ama te e le tue incongruenze; ama
te, i tuoi sogni e i tuoi cambiamenti di rotta.

Non c’è un posto migliore dell’altro, non ci sono persone più sagge, depositarie
della verità. Ciascuno di voi ha un percorso da fare. Talvolta alcune persone ti possono
aiutare a trovare più facilmente la strada, ma ricorda che spesso sono persone confuse
come te. Perciò non riporre la tua fiducia solo negli altri, ma conta sulla tua saggezza e,
soprattutto, tieni conto della saggezza universale.

Dio ti parla e ti guida, e Dio è ovunque: è nel tabernacolo della chiesa e nella
sorgente d’acqua che zampilla nel bosco, è nel religioso sul pulpito e nel mendicante
per strada. Dio è ovunque, Dio è chiunque.

Dire che Dio è solo presso un gruppo di persone è dire una verità parziale. Dio è
Padre di tutti: non sceglie solo alcuni suoi figli e li definisce prediletti. Voi stessi, che
lo chiamate Padre Misericordioso e Giusto, negate l’evidenza dicendo che alcuni figli
sarebbero preferiti ad altri.

Miei cari, in alcune religioni ciò che state facendo5 viene definito un errore grave,
alcuni lo chiamano peccato. Certamente, da quel punto di vista, può sembrare tale, ma
se vi spostate un po’ forse, dalla nuova prospettiva, potete vedere che ciò non è del
tutto vero, sempre e in ogni circostanza.

È piuttosto curioso che gli uomini abbiano definito una modalità standardizzata di
comunicare con Dio, è interessante notare che alcune persone abbiano deciso che Dio
comunica solo per mezzo di libri scritti migliaia di anni fa oppure tramite alcune
selezionate persone di un determinato sesso.

Che strana concezione avete di Dio!!

Dio, Padre Misericordioso, parlerebbe solo attraverso un genere umano mentre


l’altro lo escluderebbe a priori. Quale logica di amore ci sarebbe dietro questo
ragionamento?

Che strana famiglia sarebbe se il padre volesse parlare ai figli rivolgendosi


esclusivamente, ad esempio, a uno di loro che poi riferirebbe agli altri suoi fratelli. Che
famiglia sarebbe, questa? Eppure molti di voi la definiscono una religione santa,
modello da copiare o da imporre: forse qualcosa vi sfugge, forse c’è qualcosa che
potete capire meglio.

Miei cari, non temete, siate fiduciosi di voi stessi, siate fiduciosi delle vostre
Guide. Non temete, state sereni, seguite il cuore e non solo la mente: se volete parlare a
Dio ci sono infiniti modi per farlo uno dei quali, magnifico, è la recita del rosario (ma è
uno dei tanti). Se per pregare collettivamente vi è utile recitare una preghiera o una
poesia oppure vi è utile cantare un salmo latino o uno indiano, fatelo.

Ci sono tanti modi di parlare a Dio, tanti quanti sono gli uomini: Dio li ascolta tutti.

Siate flessibili, usate tutti i modi che siete in grado di immaginare: parlate, cantate,
ballate, pregate, componete poesie, state in silenzio, preparate torte, piantate alberi,
accudite bambini e anziani, fate germogliare il sorriso sul volto di chi vi è vicino.

Ciò che conta è, sì, ciò che fate, ma lo è molto di più l’intenzione che c’è dietro: il
pensiero e, soprattutto, lo stato emozionale.

Se ricordate abbiamo parlato delle forme creative: voi create con le azioni, di più
con il pensiero e ancor di più con lo stato energetico o emozionale. Perciò potete creare
una magnifica preghiera partendo da ciascuno dei tre livelli.

Forse è opportuno che per oggi terminiamo qui. Vi ringraziamo dell’attenzione, vi


diamo un caldo abbraccio e vi ricordiamo che siamo sempre qui con voi.
< ^ >
14. COSA VUOL DIRE “ESSERE”

“Essere o non essere, questo è il dilemma” diceva un famoso drammaturgo qualche


tempo fa, ed è la domanda che si pongono milioni di persone, costantemente.

Ma cosa vuol dire “essere”?

“Io sono stanco, sono arrabbiato, sono amica, noi siamo nemici”, sono frasi che dite
più o meno spesso. Molti di voi non si rendono conto che, in effetti, quando usano la
parola “essere” la scelgono al posto di “fare”. “Io faccio l’amico, facciamo gli
arrabbiati”. Oppure la usano per esprimere il proprio stato d’animo: “sento confusione,
provo gioia”.

Tu non sei quello che fai, né quello che senti, né quello che pensi. Lo stato
dell’essere non ha a che fare con il contesto in cui ci si trova ma è un qualcosa di
assoluto.

In effetti sei unicamente energia, ma non sei in grado di percepirlo. Sei energia e
puro spirito in continuo movimento. Sei tutt’uno in te e con ciò che è fuori di te.

Tu credi di essere suddiviso in parti quali, per esempio il corpo, la mente e


l’anima, e in pezzi ancora più piccoli (la gamba, la mano, le dita) scollegati fra di loro,
e perdi di vista che sei un’unica entità, assai complessa.

La mente ha bisogno di semplificare la complessità. E quando dici “la mia anima


vuole qualcosa e il mio corpo ne vuole un’altra” fai una semplificazione che ti aiuta, in
qualche modo, a vivere più facilmente ma che, per altri aspetti, ti induce in errore. In
effetti il tuo essere è unico ed è possibile che voglia contemporaneamente una cosa e
anche l’altra.

Così, spostandoci a un livello più ampio, pensi che tu vuoi una cosa e Dio ne vuole
un’altra, senza renderti conto che, in effetti, tu e Dio siete un’unica cosa. E spesso ti
arrabbi se non ottieni quello che vuoi, talvolta scagliandoti contro Dio perché non ti dà
quello che chiedi, fa delle cose assurde, pretende cose impossibili o non si fa capire.

È opportuno che tu comprenda che Dio non può darti null’altro di ciò che tu vuoi.
Non può volere altro che quello che tu vuoi.
A questo punto la tua mente comincia ad andare in panico perché inizia a chiedersi:
“come faccio a volere una cosa così stupida come quella di ammalarmi, o quella di
essere triste o di essere violentato?”.

Ci sono dei meccanismi complessi per cui avvengono certi fenomeni, in te e fuori di
te. Li capirai evolvendo. E capirai che anche ciò che appare l’opposto dell’amore è uno
dei modi di manifestarsi dell’amore stesso.

Puoi capire un po’ di più queste cose lasciando andare, se ti è possibile, il concetto
della dualità e cercando di immaginare, solo per un attimo, che l’Universo sia una cosa
così pazza e che, in effetti, quello che vedi non esiste: per cui la separazione tra te e
Dio non esiste, né la divisione tra te e gli altri; e nemmeno la differenza tra giorno e
notte, tra caldo e freddo, tra amico e nemico; tra bene e male; tra vittima e carnefice; e
così pure quello che voi chiamate diavolo e il castigo di Dio.

Prova a immaginare che esista, in effetti, solo l’Amore che tu, in questo momento,
riesci a percepire solo in parte.

Cerca di ricordare che Dio non è separato, Dio non vuole niente da te, Dio non ha
aspettative nei tuoi confronti, Dio non pone condizioni né punisce. Dio non è sadico,
non ha bisogno delle tue suppliche né dei tuoi sacrifici. Tanto meno che tu viva male.

Che tu vada a lavorare o non vada, per Dio è la stessa cosa. Che tu ami una persona
o la odi, che sia sano o ammalato, ricco o povero, per Dio è la stessa cosa. Perché Dio
è infinito amore e Dio dà a voi la massima libertà di sperimentare Chi sei e Chi vuoi
essere.

Perciò, se riesci a entrare in questo ordine di idee, puoi accettare il fatto che la
libertà sia uno stato dell’essere di ogni persona, in modo particolare di te stesso.

Diciamo “in particolare di te stesso” perché, di solito, è più facile pensare che sì si
può essere liberi, ma sono gli altri a esserlo mentre tu sei sottoposto a dei vincoli e a
delle regole morali, a dei principi, a delle aspettative, per cui non sei libero come
vorresti. “Gli altri sono liberi di far soldi, gli altri sono liberi di avere una bella
esistenza, gli altri sono liberi di vivere la sessualità, gli altri sono liberi di aver
successo… io no”.

Ma Dio non preferisce un figlio piuttosto di un altro, il modo di vivere di uno


piuttosto di quello dell’altro: poiché Dio è libertà, dà la libertà a ognuno.

Anche tu sei libero di essere.


Tu sei libero di scegliere chi vuoi essere.

Non sei ancora in grado di realizzarlo pienamente, ma hai tutta la libertà di farlo.

Talvolta le difficoltà che incontri dipendono dall’attaccamento che hai a dei


principi, delle persone o degli animali e cose. A causa di questi attaccamenti non sei
libero di sperimentare la magnificenza di ciò che sei e non ti permetti di percorrere
strade nuove, di incontrare gente, visitare città, fare esperienze, vivere la vita, avere
successo, evolvere.

Una cosa che credi è che tu sia una vittima e non possa fare niente.

“Aiutati che il ciel t’aiuta” dice un vecchio proverbio. Comincia, quindi, ad aiutare
te stesso, comincia ad accettare l’idea che tu sei degno di essere libero, degno di avere
successo, degno di ricevere tutto l’aiuto dell’universo: proprio tu, così come sei, con
tutte le cose che non ti piacciono di te.

Comincia allora a sognare, a sognare il mondo in cui vorresti vivere. Sognalo e


lascia che, in qualche modo, si avveri. Esci dagli schemi, esci dalle gabbie dorate in
cui, talvolta, ti rinchiudi da solo. Lascia le case, lascia le strade che quotidianamente
percorri, lascia amici, lascia conoscenti, lascia pensieri e idee, lascia tutto ciò che ti
lega e ti impedisce di sperimentare nuovi modi di essere e nuove forme di vita.

La libertà è un atto di responsabilità. La libertà è uno stato dell’essere che si


conquista giorno dopo giorno, in modo paradossale senza “fare” niente ma lasciando
andare le inferriate delle nostre gabbie.

Il nostro augurio, dunque, è che tu ti permetta di abbattere i muri della prigione (che
tu stesso hai costruito o che altri hanno costruito per te), che ti permetta di abbandonare
i sensi di colpa per aver abbattuto quei muri, che tu osi sentire la libertà e superare la
paura di trovarti in uno spazio infinito senza sapere di preciso da che parte andare,

Il nostro augurio è che abbandoni il giudizio che ti dai quotidianamente e che non ti
fa sentire degno di essere libero.

Il solo ascoltare queste parole innesca in te delle forti emozioni. Accoglile e


benedicile, non rifiutarle, osservale: sono tue. Dì a queste emozioni e a questo stato di
confusione: “ti voglio bene”.

Accogliti nella capacità che hai di creare “nuovi te stesso”. Accogliti come creatore
e non avere paura delle tue creazioni. Lascia che il creato si manifesti così com’è,
libero da schemi, libero da aspettative, libero da giudizi.

Crea e contempla la creatura che hai generato, qualunque essa sia, bella o brutta,
dritta o storta, che piaccia o che non piaccia a te.

E, soprattutto, non permettere agli altri di interrompere, in qualsiasi modo, la tua


vena creativa. Ognuno di voi ha diritto di creare la propria vita, indipendentemente dal
gusto degli altri.

Non siete su questa Terra per espiare colpe né per apprendere lezioni di altri. Ma
per manifestare la vostra più alta capacità di creare.

Gloria, ci sembra che tu abbia delle domande da fare…

PAURA DI VIVERE

Non mi sento proprio a mio agio… mi sento in imbarazzo rispetto alla


situazione… al tipo di cose che sto vivendo adesso…sicuramente di cose da
chiedere ce ne sono.

Che imbarazzo provi?

Mi sento in soggezione per questa situazione, per il modo di comunicare con


voi. Quello che dite sicuramente mi arriva, mi arriva dentro, lo sento anche come
una parte di me, ma non mi sento libera di esprimermi come farei con un amico, mi
sento un po’ in soggezione.

Però questo modo che avete voi di parlare, di dire le cose, mi arriva al cuore,
lo sento una parte di me. Indubbiamente, poi, il fatto di viverle è un’altro discorso,
è difficile…

Io sento che l’amore fa parte della mia vita, ma sento anche che ci sono delle
cose che non scelgo io: non scelgo io di non star bene, non scelgo io di avere
questa tristezza che mi accompagna sempre. Non so neanche scegliere, certe
volte… Voi dite: liberatevi dalle persone che vi ostacolano. Intanto è importante
capire chi sia a ostacolarci o se siamo noi di ostacolo a noi stessi. E poi trovare
l’essenza di noi stessi… È come se io sapessi che c’è un qualcosa che devo
scoprire di me nel profondo e ancora non ho capito cos’è. E non so come trovarla.
Qual è la più grande paura che hai, Gloria?

Io ho paura un po’ di tutto. Non lo so, forse di restare da sola, di sentire che tutto
l’amore che ho deve essere riversato su qualcosa, non avere l’oggetto del mio amore…

Qual è la più grande paura, Gloria?

Di vivere…

Di cosa hai paura?

[silenzio]

Cosa succederebbe se tu cominciassi a vivere?

Non so…

Chi comincerebbe a soffrire?

E se cominciassero a soffrire gli altri? Cosa c’è di male?

Se finalmente Gloria cominciasse a vivere come vuole lei…

Se cominciassi a vivere, chi soffrirebbe? Tuo papà, i tuoi cani, il tuo fidanzato, i
tuoi vicini di casa, il parroco, il sindaco…?

Ma io non so come vivere.

[Silenzio]

Cara Gloria, per comprendere cosa ti piace e che cosa vuoi, devi prima di tutto
cominciare a farla. Nel momento in cui fai qualche cosa ti rendi conto se quella è una
cosa che va bene per te. Lo sai solo in quel momento, prima puoi immaginarla. Ma per
immaginarla devi crearti delle idee che sono figlie di idee di altri o di esperienze
passate e, quindi, frutto di lacci e laccioli.

Per sperimentare la tua vena creativa puoi solo cominciare a creare e, in quel
momento, ti rendi conto se è una cosa che per te va bene. Per te, non per altri.

Molti si chiedono “qual è la cosa giusta che posso fare, così, quando lo so, mi metto
a farla” e lo chiedono in continuazione, guardando all’esterno. Oppure si sforzano di
meditare profondamente, nella speranza di ottenere l’illuminazione.
La via più breve per arrivare alla santità è quella di cominciare a fare e a essere,
cominciare a fare e a sperimentare le proprie capacità creative e a lasciare andare
giudizi e sensi di colpa.

Cara Gloria, hai molti talenti che non ti permetti di usare, a volte per paura di far
soffrire gli altri. Ma non è giusto che altri non soffrano a scapito della sofferenza tua:
comunque c’è sofferenza. In questo tu sei co-creatrice di sofferenza e, così facendo, non
sperimenti le tue capacità creative e generative.

Cara Gloria, permettiti di essere “cattiva”, permetti che i tuoi cani soffrano, che i
tuoi amici piangano o che le persone che ti conoscono si scandalizzino e comincia a
vivere secondo quello che senti, secondo il tuo sentire.

Cara Gloria, nel vostro mondo molti desiderano arrivare a un livello spirituale più
elevato di quello che sono e, così facendo, rinnegano la loro umanità. Ma per arrivare a
un livello spirituale elevato è necessario trascendere il vostro essere umani. Per farlo,
dovete essere prima profondamente umani e vivere tutte le esperienze che il vostro
corpo ha bisogno di vivere, di provare le emozioni, le gioie e le rabbie, di provare gli
istinti. Quando voi negate una parte di questo, negate una parte di Dio, e allora la
spiritualità non si manifesta.

Talvolta si commette l’errore di voler far troppo. Altre volte, su suggerimento


altrui, si vuole cominciare a non fare niente e provare l’abbandono e, facendo così, si
va ancora più in confusione e non si capisce più niente e ci si sente in colpa perché si è
confusi.

L’abbandono non è non far niente ma è accettare che quel che si fa abbia degli
effetti. È accettare che l’universo sia fatto così, è accettare che ci siano delle cose che
non si capiscono e andare comunque avanti per la propria strada.

Come vedi, Gloria, volutamente non ti stiamo dando indicazioni perché desideriamo
farti percepire quanto importante sia, per te, sentirti degna di fare quello che vuoi e di
essere così come vuoi.

Più tu cerchi l’amore al di fuori, più scappi dall’amore. Più invece riesci a trovarlo
all’interno, più ti rendi conto che l’amore si avvicina a te ed è attorno a te.

Cara Gloria… cara Gloria. Prova a immaginare di essere una persona degna di
ricevere l’amore dell’universo e degna di fare cose che adesso non fai, non
necessariamente cose importanti, anche piccole, che appagano la tua gioia di vivere:
comincia a essere quello che ti piace essere. Un po’ alla volta, lentamente lentamente, ti
renderai conto che la vita avrà un sapore diverso. Probabilmente dovrai continuare a
lavorare e non diventerai miliardaria ma il tuo lavorare avrà un gusto totalmente
diverso.

Cara Gloria, sei degna dell’amore di Dio, in ogni istante. Anche quando tu dici
“no”, e anche quando il tuo no è un no forte, deciso, a volte apparentemente violento.
Può essere un no che fa soffrire ma può anche aiutare a crescere. Il tuo no può essere un
magnifico sì alla vita.

Cara Gloria, trasforma la tua grinta in modo che diventi strumento per te per essere
vitale, fai splendere la tua tenacia, esalta il tuo senso pratico e rendilo patrimonio per te
stessa e anche per altri. Sono talenti che hai che, uniti al grande senso di amore che
alberga nel tuo cuore, possono dare frutti magnifici, per te e per gli altri.

Dio ti ama anche quando batti i pugni sul tavolo. Dio talvolta ha bisogno dei tuoi
pugni per manifestare, attraverso di te, la sua creatività. E se sbatti il telefono in faccia
a qualcuno, può essere un magnifico modo per creare qualcosa di nuovo. Ora, può
essere che tu possa imparare sia a sbattere il telefono sia a esprimere le stesse cose in
altri modi, allora la gamma del tuo canto si amplierà.

Ma non lottare, ti prego, abbandonati e lascia che i tuoi talenti emergano…

Poni confini, Gloria, ne hai tutto il diritto. I confini non sono barriere, ma sono dei
segni posti per reciproca comprensione: chi vuole entrare nel tuo terreno è tenuto a
rispettare il tuo giardino e a contribuire alla cura dei magnifici fiori che vi crescono;
chi non vuole, è libero di stare al di là del confine. Tu hai la tua strada da percorrere e
la tua missione da compiere, hai tutto il diritto che gli altri rispettino chi sei e ciò che
vuoi.

Se in passato, Gloria, ti sei trovata sola, ciò non vuol dire che in futuro sarà lo
stesso. Prova nuove vie per essere l’amore incarnato e ti renderai conto che l’amore
tornerà a te, nei modi che meno ti aspetti.

Dio ti ama, Gloria; e se anche cadi, Dio ti ama; e se commetti degli errori, Dio ti
ama.

Non ci sono punizioni, non ci sono carnefici, non c’è inferno. Tuttalpiù c’è qualche
altro corso di creazione da fare.
< ^ >
15. LA VERITÀ

La verità non è ciò che è, ma ciò che sei.

Mi spiace che queste parole ti confondano. Ma è così.

“La realtà” è fatta di ciò che è; niente può esser al di fuori di ciò che è; tutto fa parte
di Tutto.

“La Verità” è la personalizzazione della realtà, è la realtà vista e percepita


dall’Individuo. Percepita ma, ancor più, creata.

Per questo non esiste un’unica verità ma ci sono miriadi di verità, tutte vere e tutte
giuste. Miriadi, formate dalle miriadi di essenze che compongono l’universo. Miriadi,
fatte dal mutare nel tempo e nello spazio di ciascuna di queste essenze.

Tu stesso sei in continuo divenire. Ciò che per te era vero ieri non lo è più oggi, ciò
che era vero lì non lo è più qui. Ora ami una persona, un attimo dopo la ami meno. Oggi
ti diverte uno sport, dopo no. Qui ti piace passeggiare, lì no. Adesso per te una cosa è
vera, un attimo dopo la stessa cosa non è più vera

Non sei matto, non sei incoerente: sei realista. È così. Nel momento in cui trovi ciò
che credi sia la verità, in quel preciso istante lei è da un’altra parte, è volata via, si è
tramutata.

La verità è un continuo divenire. Tu stesso lo sei. Tu sei in continuo divenire in


modalità pluridimensionale. Puoi quindi immaginare quanto complessa sia la tua vita e
la tua realtà, e quanto dinamica la verità.

Ma tu ti ostini a cercare la Verità. Verità che desideri raggiungere e possedere; che


vorresti fosse tua e non di altri; che pensi sia eterna e invece si dimostra effimera come
l’acqua che tenti di trattenere nel tuo pugno.

Ah! che delusione dev’essere per ciascuno di voi scoprire che la verità è da
un’altra parte, che per quanto vi sforziate per raggiungerla, essa si rivela altrove.

Ah! che delusione scoprire che voi stessi non siete capaci di essere coerenti con la
vostra verità.
Follia, ecco cos’è la vana ricerca della verità. Pura follia. Vi induce a uno spreco
di energie, talenti, tempo che potrebbero essere usati in altri modi, molto più saggi e
produttivi.

Quando accettate la realtà così com’è e non in base a schemi, dogmi, pre-giudizi
allora vivete meglio.

Orbene la ricerca di leggi morali immutabili e universali è uno sforzo vano e, se


permetti, sciocco. Ancor più la pretesa di definire il vostro punto di vista “giusto”.

Talvolta l’illusione di avere la verità vi spinge a ritenervi superiori agli altri, dotati
di un mandato speciale da parte di Dio. Voi sareste i prediletti, depositari della verità.
Gli altri no. Gli altri non sarebbero così intelligenti, così spirituali, così discendenti da
stirpi regali o religiose. Voi sì.

Perdona la franchezza. Ma se ragionate così siete proprio sulla strada sbagliata,


avete capito ben poco di cosa sia la vita, avete raggiunto una verità fallace.

La verità è relativa, la realtà è assoluta. Ma poiché sei immerso nel mondo del
relativo, non puoi che avere una percezione parziale della realtà. Perciò non infliggerti
inutili sofferenze nel tentativo di raggiungere la verità.

Vivi al meglio, cerca di vivere in pace. Grandi dilemmi come la vita o la morte, o
piccoli drammi quali quello di decidere se far passare per una porta prima te o l’altro,
possono essere vissuti in pace se siete scevri di aspettative di perfezione o coerenze
rispetto alla verità.

Cerca di essere intonato con la tua essenza “trinitale” (corpo, mente, spirito). Più le
tre parti sono in armonia fra di loro, migliore è il canto che ne scaturisce, e l’energia
che se ne propaga genera benefiche conseguenze sulla tua vita e su ciò che è attorno a
te. Tale energia determina l’attrazione di eventi coerenti che ti aiutano a vivere meglio.

La storia di Eluana Englaro e di suo padre6 assume connotati nuovi se vista in


questa prospettiva. Ma pochi sulla Terra hanno l’umiltà di fermarsi a riflettere, con la
mente, il corpo e l’anima. Se lo facessero sarebbero molto spiazzati e non saprebbero
più come comportarsi. È una prospettiva nuova, difficile da accogliere e foriera di
confusione che richiede un percorso di assestamento talvolta non facile e non veloce.

Ma ti esortiamo a non abbandonare il cammino che hai intrapreso. Non preoccuparti


di dove ti porterà né se ti verrà voglia di fermarti e di tornare indietro. Comunque ti
aiuterà a progredire nel percorso di evoluzione che ti sei dato venendo sulla Terra.
Non giudicarti se sei confuso, impaurito, frustrato. Anzi, benediciti e accogliti. Dai
ristoro a te stesso, confortati, sii una spalla su cui piangere, sii un amico che accoglie le
tue paure, sii il tuo miglior amico e godi del tempo in cui state assieme. L’amicizia è il
primo passo verso l’amore. Ama dunque te stesso così come sei, con tutti i tuoi “limiti”
e scopri che limiti non sono. Sono solo aspetti magnifici di una realtà più vasta.

Sei splendido, con tutte le tue insicurezze, incoerenze, “follie”. Ciò che chiami
follie a volte sono proprio delle grandi verità e ciò che chiami verità sono delle grandi
follie.
< ^ >
16. DELLA STESSA SOSTANZA DEL PADRE

Siamo contenti di incontrarti anche oggi e di condividere un momento di spiritualità.

Non c’è nessuna differenza tra te e noi, nell’essenza. La differenza si manifesta


nell’esteriorità in quanto viviamo a una vibrazione diversa ma, in effetti, siamo fatti
della stessa sostanza, della stessa sostanza del Padre. Così come non c’è differenza tra
il ghiaccio che ricopre i poli, l’acqua del mare e il vapore del cielo: sono tutti fatti
della stessa sostanza ma hanno apparenza diversa.

Quando hai scelto di incarnarti per il tuo percorso terreno, hai perso la memoria di
molte verità. Ciò fa parte del programma che ti sei dato in modo da poterlo sviluppare
adeguatamente. È opportuno che tu tenga conto che una verità temporaneamente
accantonata non perde il suo valore e la ritroverai al momento opportuno.

Una delle cose che hai dimenticato è che tu, essendo parte del Tutto, puoi accedere
alle più alte conoscenze senza aver bisogno di intermediari.

Non è detto che, per il fatto che possa accedervi, automaticamente tu sia nelle
condizioni di farlo. Ciascuno di voi è tecnicamente in grado di pattinare sul ghiaccio,
ma saperlo fare richiede delle capacità e degli strumenti adeguati che può essere che
non abbiate sviluppato e che non abbiate a disposizione in qualsiasi istante. Ma se è tuo
desiderio imparare a pattinare sul ghiaccio, sappi che sei libero di farlo, ne hai le
potenzialità e il potere per acquisire tutti gli strumenti necessari.

Fuor di metafora ciò vuol dire che quando hai bisogno di illuminare il cammino
puoi farlo anche da solo.

Illuminare il cammino non vuol dire allontanare dalla tua vita le difficoltà, le
sofferenze, le incomprensioni.

Ognuno di voi, prima o poi, incontra delle difficoltà, grandi o piccole, che a volte
sembrano insormontabili. Avviene allora una fase di scoramento in cui ci si chiede:
“Perché? Perché a me? Cosa ho fatto di sbagliato?”. Viene voglia di scatenare tutta la
propria rabbia o contro Dio, presunto fautore delle difficoltà, o contro se stessi
incolpandosi di non essere stati migliori per evitarle.
Ciascuno di voi – lo ripeto, ognuno di voi – nessuno escluso, e quindi anche tu che
stai leggendo, ha dei talenti che non sempre è in grado di utilizzare.

Ognuno di voi è alla ricerca di uno sviluppo personale perché sente dentro di sé una
spinta a evolvere. Ciascuno di voi, nessuno escluso, soffre per la limitatezza che il
corpo e i sensi gli impongono. Vi trovate in una situazione, chi più chi meno, in cui la
vostra sensibilità vi mette a dura prova, sarebbe quasi meglio essere meno sensibili.

Perciò ti inviamo un messaggio di conforto e di amore, ti abbracciamo e ti


coccoliamo, ti culliamo e ti cantiamo la nostra ninna nanna. Desideriamo colmare per
un po’ il tuo cuore riempiendolo di amore e di allegria e desidereremmo che anche tu
facessi così nei tuoi stessi confronti, perché te lo meriti.
< ^ >
17. AMI IL PROSSIMO COME AMI TE STESSO

Nel contesto culturale in cui ti trovi poche volte ti è stato insegnato ad abbracciare
te stesso, a dirti che ti vuoi bene, che vali e che meriti; ti è più facile mettere in risalto
la colpa e le manchevolezze.

Finché parti da una situazione emozionale e di pensiero concentrata sulla colpa e


sulle manchevolezze, difficilmente riuscirai a fare un salto evolutivo che ti permetta di
uscire dalla situazione in cui ti trovi, sospeso a mezz’aria e ancora non librato in uno
splendido volo.

L’amore è la via, l’amore per te stesso è il primo punto che devi apprendere.

Amare se stessi non vuol dire essere indulgenti, ma vuol dire saper apprezzare,
sostenere, accogliere, accompagnare, benedire. Accogliere te stesso, accompagnare te
nel tuo avanzare, benedire te con tutti i tuoi pregi e difetti, ciò che sei e ciò che non sei,
tutti i desideri, i pensieri, le emozioni.

Quando avrai imparato ad accogliere te stesso, a benedirti, a sostenerti, a


confortarti e tutto ciò che abbiamo detto prima, allora potrai accogliere veramente ciò
che è fuori di te.

Il grande insegnamento "ama il prossimo come te stesso" è stato frainteso. Nella


vostra tradizione siete abituati a mettere in risalto gli altri, perciò tendete a dire “ama il
prossimo tuo come te stesso” vivendolo più come un comandamento che come un
insegnamento. Non è un’imposizione, ma un dato di fatto: non si tratta di dire “ama” gli
altri, ma “ami” il prossimo come ami te stesso. Poiché sei in grado di amare gli altri
nella misura in cui ami te stesso: se tu ti ami in misura uno sei in grado di amare gli altri
uno, se ti ami dieci sei in grado di amare gli altri dieci. Se non hai dimestichezza con
l’amore, difficilmente puoi amare ciò che è esterno a te.

Sembra un discorso egoistico quello che facciamo, ma sono pietre basilari su cui
impostare un discorso coerente e costruttivo che darà risultati a breve e nel lungo
termine.

Gli insegnamenti dei grandi maestri e, per certi versi, delle vostre religioni, che
mettono in risalto l’amore, sono fondamentali ma vanno ben capiti. Altrimenti si
trasformano in una fonte di sofferenza, inutile e dannosa, che genera delle ripercussioni
in ambito individuale e collettivo e non consente una vera crescita spirituale dei singoli
individui e dell’intera comunità.

Ora se ci sono domande, se volete è il momento di farle.

SERVE RICORDARE LE VITE PASSATE?

Voi parlate spesso dei percorsi dell’anima, ma per vivere più serenamente e
facilmente la vita attuale non sarebbe più semplice avere memoria di quello che si
è vissuto nelle esperienze fatte nelle vite precedenti?

A questa domanda si può rispondere a più livelli.

Il primo livello è: mia cara, a cosa ti serve contestare il sistema? Forse è più facile
accoglierlo. Che non vuol dire subirlo ma, al contrario, dargli il benvenuto per
conoscerlo. Forse è più facile e produttivo per te dire: “Ma guarda un po’ come hanno
inventato ‘sto gioco… cosa posso fare per divertirmi il più possibile?”.

Un altro livello di risposta potrebbe essere questo: se in qualche vita passata Luca
ti ha ferito e ti ha fatto soffrire, difficilmente ricordare quei fatti può aiutare il vostro
vivere il presente. La mente andrebbe a quegli eventi. Le emozioni sarebbero forti e
impedirebbero, o quanto meno renderebbero molto più difficile, il percorso di crescita
che il fatto di frequentarvi può agevolare. È solo un esempio, quello fra te e Luca, per
cercare di spiegare il concetto più ampio.

Non ti serve guardare al passato, ti serve scoprire quali sono i lacci che ti
impediscono di vivere al cento per cento la tua umanità: umanità che è fatta di spirito e
corpo.

Talvolta è un bisogno della mente andare a cercare fatti, esperienze e


giustificazione a fenomeni e comportamenti che ti coinvolgono in questo istante. La
conoscenza mentale di cosa sia successo quattro o dodici vite fa poco ti aiuta a
sviluppare i talenti in questo preciso istante. Anche se, in certe situazioni e in certi
contesti, ti può essere utile andare a capire alcuni insegnamenti che non hai appreso
nelle vite passate e che è opportuno apprenda ora.

Il nostro consiglio, sempre in senso generale che poi va tarato persona per persona,
è quello di concentrarti sul presente.
L’attimo presente è il momento della creazione: tu sei creatore, lo sei senza
rendertene conto. Impara a governare gli strumenti della creazione (pensiero, parole,
azioni, emozioni) che ti consentono di realizzare una qualità della vita migliore, ora e in
futuro.

Cerca di imparare le lezioni che ti sei data da imparare e, se non riesci, non
preoccuparti. La preoccupazione è una delle più brutte emozioni che potete provare e
che ti allontana dal tuo sviluppo. Sii serena e concentrati su ciò che riesci a fare. Non
misurare il tuo sviluppo spirituale con i metri terreni.

Quando tornerai di qua allora potrai valutare quanto hai progredito e rimarrai
sorpresa nel riscontrare che ciò che tu, a volte, hai considerato degli errori sono stati,
in realtà, dei grandi insegnamenti per te stessa o per altre persone. E ti renderai conto,
con sorpresa, di che splendida persone sei e sei stata.

LE PERSONE CHE INCONTRIAMO INCARNANDOCI

Di vita in vita, ci si trova sempre con le stesse anime, cioè con le medesime
persone che si sono incontrate in altre epoche?

Si e no. Può succedere, e spesso succede, che anime che si sono incontrate tempo fa
sulla Terra si ritrovino poi a vivere nello stesso contesto terreno ma in posti diversi,
con esperienze totalmente differenti, talvolta a ruoli invertiti, con lo scopo che ognuna
aiuti l’altra a evolvere. Ma è anche possibile che appaiano nella vostra vita altre anime
che non avete mai conosciuto. Così come è possibile che le stesse anime si incontrino
in altri contesti e in altri tempi e portino avanti il percorso di crescita in quei luoghi.

Ma è poco importante per te sapere se la persona che ti è accanto l’hai già


conosciuta nel Medioevo, ti è poco utile sapere se sia stato tuo figlio o tua madre o tuo
nipote: è la mente che ha bisogno di queste informazioni. È forse più importante
comprendere come puoi fare a vivere più felicemente possibile l’esperienza terrena
attuale.

L’anima ha bisogno di trovare tutti i modi per vivere qui e ora la sua magnificenza,
il suo amore, la sua libertà, la sua gioia. Diventa maestra nell’assecondare questa
esigenza dell’anima e vedrai come la tua vita si schiude in modo diverso. Vivi il
presente, anche perché il presente è tutto ciò che è, non c’è altro tempo all’infuori del
presente.
FARE DEL BENE A TUTTI I COSTI NON SEMPRE FA BENE

In questi giorni ho letto che non bisogna necessariamente fare sempre il bene
ma che bisogna semplicemente “essere” e poi quello che c’è da fare verrà fatto. È
vero?

La domanda che hai posto è coerente con il discorso che abbiamo fatto e fa parte di
quelle cose di cui parleremo diffusamente in altri momenti ma, per non lasciarti deluso,
desideriamo solamente accennare all’argomento.

Quando avete scelto di incarnarvi sulla Terra avete scelto di essere sottoposti a
delle leggi universali (intese come “meccanismi” o “automatismi” che determinano il
funzionamento dell’universo; non vanno intese come prescrizioni, norme da rispettare).
Queste leggi, viste nella loro complessità, sono immutabili e universali ma sono
parziali sulla Terra e in ogni ambito dell’universo. Perciò il testo che hai letto ha senso
se inquadrato in un contesto molto ampio.

Le persone che vogliono fare del bene a tutti i costi e non sono centrate sull’amore
possono, involontariamente, fare delle azioni che determinano degli effetti che non sono
in sintonia con l’amore stesso e perciò possono ottenere dei risultati di cui non sono
contente.

Il bene e il male possono essere visti in un contesto di tempo breve oppure ampio
come quello di più vite.

Ognuno di voi sceglie di scendere sulla Terra per sviluppare alcune sue
potenzialità, e voi non sapete quale sia il suo percorso evolutivo e quale sia
l’esperienza che quell’anima vuole vivere. Imponendovi a tutti i costi di fare il bene,
inteso secondo il vostro metro di giudizio, potreste fare ciò che per l’altro è non bene.

Ora non stiamo qui a entrare nei dettagli, ma il suggerimento di “essere” è molto
importante e profondo.

Quando sei centrato sul tuo essere (corpo, mente, spirito) e vai al di là della volontà
che spesso è dettata dalla mente, puoi avere un livello di percezione della situazione
più completo, puoi essere più distaccato, puoi assumere dei comportamenti più adatti
che, in certi casi, si possono anche manifestare nel non fare niente oppure nell’agire in
modo che all’apparenza può sembrare poco incline al “bene”.
Riuscire a comprende cosa voglia dire “essere” è assai complesso e richiede tempo
e sviluppo personale che, a volte, necessitano anche più vite.

Perciò non corrucciarti più di tanto, cogli ciò che ti fa crescere e ti fa star bene e
lascia perdere tutto il resto.
< ^ >
18. COME CREIAMO LA NOSTRA VITA

La creazione è un fenomeno che avviene continuamente, nell’universo è tutto un


continuo creare. Un seme crea una pianta, il sole crea l’alba, la frana crea il dirupo. Ci
sono infiniti meccanismi che determinano la creazione, è impossibile spiegarveli tutti.

Tra gli elementi che creano c’è l’Uomo. L’uomo crea a diversi livelli.

Il primo è quello fisico. Per esempio Mario prende dell’argilla e plasma un bel
vaso, oppure dice delle parole che stimolano le azioni di un’altra persona, oppure
guarda intensamente un bambino negli occhi e il bambino cambia il suo comportamento.

Molto spesso il frutto della creazione è molto lontano, nel tempo, nello spazio e
nelle modalità di essere, dall’azione originaria e dall’intenzione sottostante. Per
esempio Mario agisce per creare il vaso, ma il lavoro finito quasi mai corrisponde a
quello che aveva immaginato nella sua fantasia. Allo stesso modo egli non è in grado di
determinare con precisione che cosa farà la persona con cui ha parlato una volta che è
tornata a casa, oppure in che modo il suo sguardo influenzerà i comportamenti da adulto
di quel bambino.

Le azioni di cui Mario è pienamente cosciente sono ben poche. Perché molte azioni
sono determinate da meccanismi inconsci, impulsi istintivi, emozioni, processi
cognitivi, meccanismi fisici. Poi perché la sua percezione della realtà dipende da vari
processi selettivi di cui non si rende conto. Inoltre perché è influenzato anche da
relazioni con genitori, avi, discendenti, partner, amici, comunità in cui vive. E infine a
causa dell’interazione con l’ambiente esterno, fisico e non.

Un secondo strumento di creazione dell’uomo è il pensiero. È una forma di energia


molto potente che determina alcuni fenomeni nella persona stessa e nell’ambiente
vicino e lontano. Questi fenomeni possono essere in parte controllabili e in parte no. Mi
spiego meglio: se scegli di orientare i tuoi pensieri sul tuo successo essi, oltre al tuo
agire, influenzano anche una serie di fenomeni indiretti che prima o poi compaiono
nella tua vita e che ti aiutano a ottenere il successo. Generalmente tu non scegli quali
specifici fenomeni si possono manifestare, ma in ogni caso effettui una scelta e una
selezione. Che tu sia cosciente o no dei tuoi pensieri, comunque essi creano.
Generalmente non hai coscienza dei pensieri, o li hai discordanti, per cui si generano
risultati lontani dalle tue attese. Più sei evoluto e più sei in grado di controllare il
processo di creazione tramite il pensiero.

Inoltre i pensieri si possono aggregare a quelli emessi da altre persone o da gruppi


e popolazioni e determinano fenomeni anche molto importanti nella tua vita e in quella
della collettività di cui fai parte. Ecco perché i mezzi di comunicazione e di influenza di
massa sono così importanti, ambiti e controllati.

Puoi quindi comprendere quanto importante sia la volontà e la capacità di


indirizzare il pensiero. È bene che cominci a fare attenzione a questi aspetti e a
prendertene cura, diventando sempre più bravo a conoscere i meccanismi, consci e
inconsci, con cui generi i pensieri e induci la creazione diretta e indiretta.

Il terzo strumento di creazione è la vibrazione. Ogni cosa è fatta di pura energia che
vibra a una propria frequenza, e lo è anche il corpo. Lo stato vibratorio della persona
influenza l’ambiente esterno, anch’esso fatto di energia, nello stesso modo in cui le
onde dei raggi di sole influenzano il cubetto di ghiaccio o le onde sonore mandano in
frantumi i vetri. Questi sono esempi macroscopici, ma ricordati che l’universo è tutto un
fluttuare di energia. Studi scientifici hanno dimostrato che lo stato vibratorio e i
pensieri di una persona modificano l’ambiente a migliaia di chilometri di distanza.

Più c’è armonia tra i tre livelli di creazione – vibrazione, pensiero, azione – più c’è
successo nella tua vita.

Per fare un esempio concreto, quando entri in un negozio il commesso è influenzato


dal tuo livello vibratorio, dai tuoi pensieri e dal tuo agire. Che il commesso vi serva
bene e che ti faccia lo sconto dipendono molto (ma non unicamente) da te.

Facciamo un altro esempio. Molte volte descrivete il successo di un’impresa


alpinistica come la sconfitta della montagna e la supremazia dell’uomo. Ma non vi
rendete conto che, in effetti, è il frutto della capacità dell’alpinista di essere in profonda
armonia con se stesso, con gli altri e con la natura, tanto da avere azioni, pensieri e
vibrazioni adeguate. La riuscita dell’impresa è il frutto anche di moltissimi altri eventi,
molti al di fuori della coscienza della persona: però se non c’è armonia tra azione,
pensiero e vibrazione, certamente il successo non si manifesta.

L’Universo è una sorta di grande fotocopiatore e ti ritorna ciò che crei. Se tu, con
pensieri, opere e vibrazioni, crei sfiducia, l’Universo ti ritorna sfiducia. Se crei paura,
ti ritorna paura. Se crei successo e benessere, ti ritorna successo e benessere.

Come crei? Agendo, focalizzandoti, dando importanza, emozionandoti.


Per questo cerchiamo di attirare l’attenzione su alcuni aspetti della tua vita. Perché,
così, cambiano i tuoi pensieri, le tue vibrazioni e le tue azioni e, di conseguenza,
l’universo ti risponde in modo coerentemente nuovo.

Non possiamo ora spiegare tutto nei dettagli, ci è sufficiente sensibilizzarti e


stimolarti ad avere attenzione a questi fatti. Se vuoi ci sono moltissimi modi per
saperne di più.

Scusa un attimo. Ma, allora, sono io responsabile di quello che accade nella
mia vita? Di tutto? Anche del terremoto o della siccità. Tutto? Tutto io?!

È impossibile!

Mio caro, capisco che dal tuo punto di vista le nostre parole ti possano sembrare
assurde. E, in effetti, dal tuo punto di vista lo sono.

No, tu da solo non puoi creare un terremoto. Tu, da solo, no. Ma non sei solo. Sei
parte di una complessità di elementi che possono fare in modo che il terremoto si
manifesti o che non si manifesti.

Oppure tu potresti sviluppare le capacità per bloccare da solo un terremoto o la


siccità.

Ti ricordo che tu sei tu e anche sei gli altri, non c’è separazione fra di voi. “Gli
altri” possono essere persone viventi, non più viventi, non persone.

Come vedi le risposte possono essere complesse, troppo complesse per la tua
mente e per il tuo attuale livello di comprensione. Ti consigliamo, per ora, di
soprassedere. Torniamo a cose che ti sono più vicine.

IL PECCATO ORIGINALE

Il tuo sistema di creazione (azione, pensiero, vibrazione) è molto influenzato dal


concetto del Peccato Originale. Prova a pensare quanto incida sulle tue azioni, su
quello che credi, sui pensieri che fai, sulle emozioni che provi. Su di te e sulle persone
che ti stanno accanto, sui loro comportamenti, i loro pensieri, le loro vibrazioni.

Immagino che tu sia sorpreso se ti diciamo che il Peccato Originale non esiste,
almeno non nei termini che credi.
Lo spirito, quando si incarna in un corpo, perde molte delle sue prerogative e
conoscenze. Questo fatto limita fortemente fin dall’origine il suo operare. È un limite,
non un peccato. È qualcosa da superare con l’evoluzione, non una punizione da espiare.

In più l’Umanità, nel corso della sua evoluzione, ha commesso degli errori che
determinano tuttora delle conseguenze sul vostro vivere quotidiano. Ma non c’è alcun
castigo divino, men che meno immutabile ed eterno.

Prova a immaginare mentre costruite una casa. Immagina di commettere un errore


che in qualche modo determina il crollo della casa. Vi ritrovate con le macerie da
spostare, il progetto da ridisegnare, materiali da procurare e lavoro da fare. Alcuni si
chiedono: “perché questa punizione?”. Altri invece si fanno quest’altra domanda: “dove
ho sbagliato?” Ma una domanda ancora migliore, perché orienta diversamente i vostri
pensieri e il vostro stato vibratorio, è: “come posso ‘fare giusto’?”.

Finché non trovate la risposta rimanete bloccati, e se vi rimettete a costruire la casa


senza averla trovata la casa continua a cadere. Non per l’eternità. Non finché verrà
mandato il “muratore" prediletto 7. Ma fino a quando troverete la risposta personale e,
come accade al vostro fumetto Archimede, vi si accende la lampadina ed esclamate
Eureka!.

Noi siamo qui con lo scopo di aiutarvi a scoprire come si fa a “fare giusto”. Non vi
diamo le risposte ma vi aiutiamo a trovarle, dentro di voi o al di fuori.

Diventa un magnifico creatore della tua casa. Crea la più bella casa che tu possa
immaginare, la più comoda, la più accogliente, la più gioiosa, la più ricca.

Splendida, da tutti i punti di vista, dai mille colori, dai mille suoni, dai mille
materiali.

Unica.

Magnifica.

Che rispecchia chi sei.

Lascia andare la paura atavica. L’errore è stato commesso, sei in grado di


comprenderlo e di lasciarlo andare.

Riprendi in mano gli attrezzi della creazione e fatti guidare dall’amore, l’elemento
che mancava.
Orsù dunque: alzati! È il tempo di fare.

Lascia che l’Illuminazione rischiari la tua vita.

Quanto ci piacerebbe vederti saltare di gioia esclamando: Eureka!


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19. LA VIA DELLA GIOIA

[Messaggio ricevuto il giorno dopo Natale]

Mio caro, il motto di riso che stava per scoppiare in te e che hai trattenuto è
un’espressione gioiosa della nostra vicinanza e che ha a che fare con il nostro spirito
giocoso. In particolare si riferisce all’idea che Gloria possa essere preoccupata di
quello che diciamo e che abbia voglia di discutere con noi. Ci fa sorridere questa cosa.
È bello, da parte sua, manifestare in tutta trasparenza la vasta gamma di emozioni e di
sentimenti che prova, compreso lo scetticismo, la rabbia, la frustrazione di una
relazione con noi che non sempre è in linea con le sue aspettative immediate.

Gioia e tristezza sono emozioni comuni del vivere la vostra realtà terrena ed è
tipico, da parte vostra, etichettarle con un giudizio. In particolare definite “bene” ciò
che ha a che fare con allegria, dinamismo, frenesia; e definite “male” ciò che ha a che
fare con tristezza, apatia, voglia di far niente. Ma via via che vi rendete conto della
complessità del vostro essere, probabilmente accoglierete nello stesso modo sia
l’allegria che la tristezza, sia la voglia di fare che quella di non fare, sia l’essere solo
che l’essere in compagnia.

Pensa a quante persone si sentono tristi perché un determinato giorno dell’anno, che
voi definite speciale, lo trascorrono senza essere in compagnia di altri. È tutto frutto
della mente. Non si capisce perché il 25 dicembre sia un giorno diverso dal sette aprile
o quattro settembre. Voi definite, con un artificio mentale, “speciale” il 25 dicembre e
se quel giorno vi trovate a essere soli in casa allora la vostra tristezza aumenta in modo
esponenziale. Se, invece, siete a casa da soli il nove settembre, lo definite una cosa
“normale” e ciò non altera per niente il vostro stato emotivo.

Se vuoi migliorare la qualità della tua vita, allenati ad accogliere la vita così come
è, a non definire “speciali” alcune cose rispetto ad altre, “positivi” alcuni fatti e
“negativi” altri.

Certamente per poter vivere in un contesto sociale è utile avere dei riferimenti
comuni, per cui è più facile, dal punto di vista collettivo, definire “particolare” il 25
dicembre: ma questa è una scelta d’opportunità vostra e non è un valore assoluto.

Comprendiamo che, dal tuo punto di vista, questo nostro ragionare possa sembrare
piuttosto paradossale e sia al di fuori del modo di pensare comune. Ma se solo provi a
usare un pochino anche il nostro modo di vedere le cose, senza avere troppe
aspettative, forse la vita assumerà connotati nuovi e ti apparirà un po’ più piacevole.

Bada bene che il giochetto di etichettare come bene e male i fatti della vita lo fate in
migliaia di modi. Per esempio se un calciatore arriva di fronte alla porta con qualche
attimo di ritardo e non riesce a colpire il pallone e infilarlo nella rete, allora lo definite
un brocco; se, invece, arriva in un istante di tempo diverso e riesce a colpire la palla,
lo osannate come un campione. Eppure si tratta sempre della stessa persona. E se il
pallone non entra in rete voi siete tristi, mentre se entra voi siete euforici. Se una
persona muore il giorno prima del suo matrimonio definite questo fatto una grande
tragedia e un accanimento del fato, se invece muore un giorno qualsiasi dell’anno dite
che è una cosa normale della vita: eppure in entrambi i casi si tratta di distacco dalla
vita terrena.

Volutamente non diamo indicazioni precise su fatti personali che riguardano


ciascuno di voi ma, chi vorrà, potrà vedere come egli stesso utilizza questi schemi e
come essi influenzino i suoi stati emotivi e le sue scelte.

Un altro modo che avete di influenzare la vostra vita è quello di avere delle
aspettative. Quando si hanno delle aspettative è quasi automatico avere delle delusioni.
È molto difficile che le cose avvengano come te le sei immaginate, per cui provi più
spesso delusione che gioia al manifestarsi dell’evento. Per esempio se un amico ti
telefona e ti chiede come va, talvolta sei deluso dal suo modo di chiederlo (molto
coerente con le tue aspettative su come dovrebbe comunicare) o dal fatto che avrebbe
dovuto chiamare prima, piuttosto che essere felice del fatto che stia condividendo una
parte del suo tempo e che ti stia manifestando interesse.

Altre volte blocchi il tuo agire perché sei timoroso che non sia conforme alle
aspettative di altri o che tu stesso hai su di te in base a modelli teorici che ti sei creato.
Facendo così blocchi il fluire della tua esistenza. Quante volte ti sarà capitato di voler
fare un’azione che ti sgorga dal cuore e di sentirti bloccato dal timore che l’altro non
capisca, oppure per timore del giudizio. Giudizio che potrebbe venire dall’altro, ma
che spesso viene anche da te stesso e che ti immagini possa venire anche da Dio: “Se io
faccio questa azione, chissà cosa lei pensa; cosa pensano gli altri; cosa penso io di me;
cosa pensa Dio”.

Mio caro, non essere troppo severo con te stesso né con la vita così come si
manifesta o con gli attori che ti si presentano nelle recite quotidiane. Diventa maestro
del godere: godi dell’attimo presente senza avere aspettative per il futuro e senza avere
rimpianti per il passato. Godi della tua felicità, godi dei tuoi pensieri, godi della tua
mente. Cerca ciò che ti dà piacere e sii libero, libero di essere. Lascia che i fatti che tu
definisci negativi avvengano, non lottare contro di essi, non cercare di resistere, lascia
che siano e che passino. Focalizzati sul piacere. È possibile essere gioiosi anche
durante un funerale, è una questione di allenamento, di attenzione e di scelte. Scegli di
essere in pace anche se la tua casa è vuota, scegli di essere in pace anche se la casa dei
vicini è piena.

Scegli.

Scegli di vivere la vita come tu ritieni giusto.

Scegli anche di dare: e se non puoi dare qui, dai altrove; se le persone che ti sono
vicine non sono pronte a ricevere, dai ad altri. Dai te stesso, dai abbondanza, dai vita.

Scegli anche di ricevere, da chiunque. Non rifiutare il regalo che ti viene fatto, non
rifiutare l’abbondanza, non rifiutare la vita, in qualunque forma appaia.

Non essere legato a schemi, non essere legato ad aspettative, né tue, né degli altri,
né di presunte aspettative divine. Dio non ha alcuna aspettativa, Dio non ha bisogno di
te né che tu sia in un certo modo prestabilito. Dio ti aiuta a manifestare ciò che tu vuoi
essere e che riesci a essere in quel contesto terreno.

Spesso chi tenta di percorrere una strada “spirituale” non si rende conto di quanto
importante sia il discorso che abbiamo fatto.

Non ti viene chiesto di essere un maestro, non ti viene chiesto di essere perfetto,
non ti viene chiesto di essere coerente.

La lezione che puoi imparare è quella di vivere al meglio le opportunità che ti si


presentano.

Non ci sono colpe da espiare, né punizioni derivanti dal passato. Se, per certi versi,
è vero che c’è qualcosa che ha a che fare con il karma, bada di interpretarlo con
flessibilità. Ci sono delle persone che restano avviluppate dentro legami derivanti dal
passato (inteso come tempo imminente o relativo a vite passate) e non riescono mai a
liberarsene e a evolvere.

Molte volte ti vediamo continuare a leggere libri e libri per cercare di comprendere
sempre di più. Il nostro invito è quello di non cercare la verità all’esterno, ma di
scoprire qual è la tua verità. Forse può esserti utile leggere qualche libro, oppure
incontrare qualche maestro può agevolare la tua scoperta: ma ricorda bene che più
cerchi al di fuori di te più perdi tempo.

La risposta è dentro di te.

La risposta non sempre è qualcosa di straordinario, a volte può essere una cosa
apparentemente irrisoria: ma è la tua verità. Finché non avrai scoperto la tua verità, la
vita continuerà a riproporre esercitazioni su esercitazioni, fino a quando l’avrai
compresa. Un’esercitazione potrebbe essere quella di trascorrere il Natale da solo
oppure, al contrario, con la casa piena di persone con cui non ti senti molto in sintonia.
Oppure, al contrario, con amici fantastici.

Trova la pace e la gioia, trova il godimento: la gioia è una delle manifestazioni


dell’anima, è una delle manifestazioni del Divino.

Ora se qualcuno ha delle domande, siamo felici di poter rispondere.

OSA CREARE

Riguardo alla gioia che, forse, è quello che noi cerchiamo, non sempre quello
che vogliamo fare è quello che ci è possibile fare.

Se io dovessi scegliere che cosa voglio fare, probabilmente sarebbe staccarmi


da certe situazioni e da certe persone che adesso mi sono di peso.

Però non lo posso fare per vari motivi: per esempio perché non sono convinta
che questo possa essere una scelta giusta e, se non lo fosse, potrei far del male
alle persone che vivono attorno a me.

Secondo me vivere nella gioia vuol dire, molte volte, vivere in un modo egoista,
egocentrico, non rispettare gli altri, certi giorni fare un po’ quello che mi sento di
fare e in altri no.

Allora mi chiedo se sono io che non sono fatta bene, se sto facendo delle scelte
sbagliate, che direzione devo prendere per rispettare gli altri e me stessa e,
comunque, riuscire a stare in qualche maniera bene?

Cara amica ti consigliamo di riascoltare quello che hai detto. Ti consigliamo di


porre attenzione (che non vuol dire giudicare ma osservare) come hai espresso i tuoi
pensieri, con quanta attenzione hai cercato di scegliere le parole in modo da essere
equilibrata e non offendere nessuno, in modo da essere una brava ragazza “perché così
ci si comporta”.

Tu ti riferivi alla relazione con il tuo compagno, probabilmente, ma non lo hai mai
nominato, non hai detto pane al pane e vino al vino. Non hai detto: “Non ne posso più!
Basta!! Ho diritto di avere una vita bella, splendida, gioiosa! Ho diritto ad avere un
compagno al mio fianco in modo che anch’io possa percorrere la mia strada e andare
fiera di me stessa e, contemporaneamente, di permettere a lui di essere libero, di essere
se stesso! E di concepire figli; e di vivere l’abbondanza; e di avere vicino delle
persone con cui godere i momenti di gioia; e di sostenerci l’un l’altro nei momenti di
fatica. Anch’io merito! Anch’io sono degna tanto quanto gli altri! Anch’io valgo!! E non
ho bisogno di prostituirmi dal punto di vista affettivo per avere un po’ di attenzione, per
avere un po’ di coccole, per essere considerata! Basta!! Basta con questo modo di
vivere, non ne posso più! Lo tronco. Perché ne ho diritto, perché ne ho il coraggio,
perché faccio una scelta”.

E invece no, cara, hai cercato parole equilibrate, mediocri; così come mediocre è
la tua vita.

Osa, mia cara: osa sognare, osa sentirti bene. Osa e non avere aspettative. Questo è
un insegnamento che puoi imparare.

Quando imparerai, mia cara, che dentro di te c’è la pace e l’amore, allora ti
renderai conto che intorno a te si dischiudono la pace e l’amore.

Mia dolce amica, purtroppo nella vostra realtà voi create a tanti livelli: c’è il
livello conscio, quello inconscio, e il superconscio. Questo è un termine che noi usiamo
per definire un livello del vostro essere che sovrintende ai processi biologici che
consentono la vita, ad esempio che regolano la crescita delle unghie o il battito
cardiaco o il riciclo delle cellule. È quasi impossibile da percepire e controllare. Può
essere che a livello conscio desideriate sperimentare il successo ma a livello inconscio
o superconscio voi desideriate fare l’esperienza del fallimento. Ecco perché, talvolta,
la vostra vita non decolla come vorreste a livello conscio.

Oltre a tutto ciò, c’è anche l’anima che crea secondo un suo progetto.

A complicare le cose c’è il processo di creazione collettivo.

Oltre ancora c’è la creazione da parte delle componenti non umane (animali,
vegetali, universo) e degli esseri non corporali. Quindi c’è anche il contributo che
danno le Guide e gli Esseri di luce che possono intervenire nella vostra vita in modo
autonomo.

Il cammino per comprendere l’intreccio di queste cose è ancora lungo, per questo
non ci soffermiamo sui dettagli ma torniamo a dirvi di cercare la gioia. Cercate ciò che
vi dà gioia perché così facendo è molto probabile che possiate arrivare a un certo
allineamento tra conscio, inconscio e una parte di superconscio.

Voi avete scelto un percorso di crescita e non sempre i frutti dello studio che state
portando avanti si manifestano così come vi immaginate. Non abbiate troppe
aspettative, non siate troppo severi. Cercate di vivere al meglio la vostra vita. Se non
capite le lezioni in questa vita, le capirete in altre, su questa Terra o su altre
dimensioni. C’è tutta l’eternità a vostra disposizione, c’è tutto il supporto dell’universo.

Non abbiate fretta, godete della vita, non correte avanti.

Godetevi la vita e, quando sarà il momento, godetevi la morte.

Mia cara, vuoi aggiungere qualcosa?

PERCORRERE LA GIOIA

Io non mi sento mediocre e non lo sono, come non lo è nessuna persona. Veramente
sono un po’ chiusa nei miei schemi.

Però io vorrei chiedere ugualmente (anche se forse l’avete già detto):


presupponendo che la serenità e la gioia partano da noi e che, forse, non è una ricetta
che gli altri ci possono dare, cosa posso fare, che percorso proprio da principiante
posso fare per percorrere la strada giusta che porta alla gioia di cui dite?

Cara amica, ci viene da sorridere per il fatto che stia a ribattere il discorso sulla
mediocrità della tua vita. Non ti volevamo offendere, non è facile per noi riuscire a
trasmettere dei concetti attraverso la mente di una persona.

Certo che ogni persona è una persona splendida. Ma, se vogliamo guardare
realmente in faccia la tua vita, tu puoi definirla come vuoi, ma a noi sembra che tu non
sia nelle condizioni di viverla bene come vorresti.

La via è la via della gioia. La via è la via di non avere aspettative. La via è la via
della libertà. La via è la via della scelta. La via è la via dell’attimo presente.
Gloria, tu sei la via, la verità e la vita. La verità non l’abbiamo noi né nessun guru a
cui puoi appellarti.

C’è una gioia che ha a che fare con qualcosa che ti arriva da altri, ma la gioia più
profonda è la gioia che nasce dal sé. È la gioia del presente e non è facile per voi
comprenderla.

Cara amica, ipotizziamo – è un esempio teorico – che tu adesso sia arrabbiata con
qualche persona, per qualcosa che ha fatto nel passato o che potrebbe fare in futuro. Tu
puoi fare un atto di volontà per concentrati sul presente e per lasciare andare la rabbia.
Qualsiasi mezzo va bene. La lasci andare e lasci emergere dentro di te un motto di
gioia, lieve, dolce, pacato, ma tuo, che può venire dal gesto di abbracciare te stessa, dal
pensare a un raggio di sole o a una spiaggia dorata o a te stessa mentre fai un bagno
delizioso o alla splendida persona che sei. Qualsiasi cosa può aiutarti a vivere
quell’attimo, quel momento, quel minuto, quell’ora di gioia. La gioia l’hai creata tu,
indipendentemente dal contesto esterno.

Probabilmente, dopo, ti capiterà di ritrovare la rabbia. E poi, di nuovo, di


concentrarti sul presente e ricreare la gioia. Così facendo, passo dopo passo, imparerai
sempre di più a concentrarti sul presente e su quello che vuoi tu, cioè la gioia.

I maestri sono quelli che riescono a vivere completamente nel presente. Quelli che
non sono maestri passano alcuni momenti, più o meno lunghi, connessi con il presente e
il resto del tempo lo vivono guardando al passato o al futuro, in balia di stimoli esterni.
Non giudicarti se tu riesci a vivere le gioie del presente solo per qualche attimo.

Comportati come i bambini che stanno imparando a camminare e sono orgogliosi di


fare i primi passi e poi cadono e ricominciano e, barcollando, passo dopo passo,
acquistano la loro libertà. Le prime volte avranno il piacere di avere la mano di
qualcuno che li sorregge, ma dopo poco la gioia di camminare con le proprie gambe
sarà molto maggiore della sicurezza di avere una mano vicino.

Questi insegnamenti sono semplici ma non facili e, poiché non sono facili e non vi
riescono subito, tendete a dire che hanno scarso effetto. Ma la via è la via della
semplicità.

Crea, crea situazioni, crea ponti, crea relazioni. Sii tu generatrice di gioia,
liberamente e non secondo aspettative, tue o di altri. Lascia che la tua gioia debordi,
dona agli altri la tua gioia e ti ritroverai ricca di gioia.
Dai amore e ti ritroverai ricca di amore.

Dai flessibilità e ti troverai ricca di flessibilità.

Permetti agli altri di essere se stessi e scoprirai te stessa.


< ^ >
20. IL GRANDE ARCHITETTO

L’Universo è infinito non solo come dimensioni ma anche per il fatto che non è
finito, che non è stato completato.

La creazione non è stata fatta in sette giorni da qualcuno, che possiamo chiamare un
Grande Architetto, che dall’esterno ha deciso cosa e come realizzare. L’universo è
infinito perché è un continuo divenire ed è il frutto della creazione istante per istante.

Anche tu contribuisci a realizzare l’infinito: realizzando la tua vita tu realizzi parte


del Tutto, di Dio.

Oh, lascia andare l’idea negativa che ti è venuta e che permea la tua vita. Stavi
pensando che, con il tuo modo di essere e di fare, tu blocchi la realizzazione di un’altra
persona. In effetti puoi influenzare la sua vita, assieme a migliaia e migliaia di altri
fattori. Ma tu non puoi bloccarne lo sviluppo e la realizzazione, puoi essere, al
massimo, un evento che influenza la sua vita.

Non sentirti in colpa perché non c’è alcun modo per evitare che questo avvenga.
Nessuno, neanche con la volontà o con l’autocontrollo. Men che meno censurandoti e
limitando la manifestazione di chi sei.

Questo riguarda anche l’anima. Tu non puoi limitare un’altra anima.

L’anima, incarnandosi, si prefigge di fare delle esperienze, non le importa molto il


percorso per farle. Per esempio, se vuole fare un’esperienza di amicizia, per lei può
essere indifferente andare in montagna piuttosto che al mare. Lo stesso se vuole fare
un’esperienza di solitudine, di sofferenza, di abbandono, di perdono, di gioia, di
pienezza.

Perciò nella vita della persona si presentano diversi percorsi ed eventi che le
consentono di fare l’esperienza di cui ha bisogno. Tu, con il tuo modo di essere e di
fare, puoi essere uno degli eventi e, se non ci fossi, forse quell’esperienza specifica non
potrebbe aver luogo. È necessario che tu sia pienamente te stesso, con tutte le tue
caratteristiche “belle” e “brutte”.

Qualsiasi cosa tu faccia, in qualsiasi modo tu sia, comunque per quell’anima si


tratta dell’esperienza che vuole fare. Se non fosse così, troverebbe il modo di evitarla.

Esprimendo te stesso non limiti un’altra anima, anzi l’aiuti. Ciò vale per tutte le
persone che incontri, anche per quelle che ti sono più vicine.

Per questo il consiglio che spesso ti diamo è: concentrati sulla tua vita, su quello
che vuoi, su quello che sei, quello che senti; concentrati su quello che ami, quello che ti
dà gioia, quello che ti dà energia. Esprimi tutto te stesso in tutte le tue caratteristiche, in
tutte le varianti, belle o brutte. E non preoccuparti degli altri.

Come vedi usiamo il termine “non preoccuparti” nel senso di non avere timore per
loro. Ma sai che, se lo ritieni opportuno, puoi benissimo avere attenzione alla vita degli
altri trovando un equilibrio tra te e loro.

LA VIA VERSO LA SANTITÀ

Molti di voi sono assillati dall’idea di seguire delle vie che li porteranno alla
santità o, se non ci riescono, di essere destinati alla perdizione. Vie che spesso dite
esser state indicate da Dio e che prevedono quasi sempre la mortificazione, l’auto-
censura, la sofferenza.

La via verso la Santità non esiste. La Santità è un concetto che vi siete creati voi,
arbitrariamente, immaginando che ci sia un percorso “giusto” per arrivare alla casa del
Padre.

È come se i figli di un padre definissero da soli quali siano le modalità per essere
accolti a casa Sua e per essere i Suoi figli preferiti. Inoltre stabilissero i criteri di
misura che il Padre adotterà. E valutassero anche il valore di ciascuno mentre vive
sulla Terra.

Per il Padre i figli hanno lo stesso valore, pur essendo ciascuno diverso e pur
essendo i loro comportamenti anche a volte completamente differenti.

Non cercare di comprendere Dio e i suoi modi di essere Padre confrontandoli con i
vostri modi di amare i vostri figli e di interagire con loro. Prima di tutto perché la
vostra capacità di amare è parziale; poi perché voi vivete l’esperienza della
separazione e della limitazione; quindi perché Dio è l’Amore e perciò non è separato
da nessuno ed è senza limiti, sia nella quantità che nei modi di essere e di fare.
Questo per dirti di vivere in pace la tua vita: Dio non ha preferenze e non punisce.
Siete voi uomini che create i contesti di paura per cui vi sentite in colpa e vi
immaginate un Dio giustiziere.

Certo l’universo ha delle regole che lo fanno funzionare. E ci sono delle regole per
cui quello che crei, poi, in un certo modo, ti ritorna. Ma fai attenzione a comprendere
bene quelle regole, nella loro bellezza e complessità e non in modo meccanicistico,
superficiale e parziale.

E ricorda che se blocchi te stesso, preferendo gli altri, comunque fai un’ingiustizia e
questo, in qualche modo, ti ritorna.

Allora anziché guardare la vita in termini negativi, per cui se esprimi te stesso gli
altri soffrono, incomincia a vedere con un’altra ottica.

D’ora in poi puoi pensare di fare del bene a te stesso e anche agli altri.

Prova a vivere convinto che tu sei abbondanza. E non amareggiarti se qualche volta
non è accettato o compreso. Non essere preoccupato se difendi la tua abbondanza e la
tua identità, talvolta è necessario essere anche assertivi per poter manifestare la propria
essenza, per consentire il manifestarsi dell’individualità e il realizzarsi dell’unicità
dell’essere.

Perciò stai tranquillo e godi più che puoi dell’esperienza di essere incompleto Co-
creatore. È un grande paradosso: accontentati di non negarlo, perché per ora puoi solo
capirlo in una piccola parte.

LA NOSTRA VITA È GIÀ STATA PROGRAMMATA?

Abbiamo detto che Dio è libertà e cambiamento. Quindi Dio non può aver
prestabilito il percorso di crescita di ogni anima, anche perché ogni anima è una parte
di Dio e, perciò, è libera.

Dio lascia libero se stesso di essere libero.

Dio è di per sé in continuo divenire. Ogni anima, proprio per la sua essenza divina,
diviene continuamente, sia che prenda la forma di un corpo sia che assuma altre forme.
Tutto è in movimento. Anche un sasso è in divenire.

Certo è che, per una serie di eventi, di meccanismi e di strane combinazioni (strane
dal vostro punto di vista) può succedere che abbiate l’impressione che alcune cose
siano già predeterminate; ma non è così. Nulla è predeterminato. Vi può sembrare che
lo sia, ma non lo è. Se voi mettete una pentola d’acqua sul fuoco, dopo un po’
probabilmente l’acqua comincerà a bollire. Ma questa non è predeterminazione, questo
è il frutto di una serie di eventi in determinate condizioni.

Così, nella vita di un’anima, molto dipende dall’intrecciarsi di una serie di fattori
quali: l’individualità e la collettività; il contesto terreno e ultra-terreno; il karma (che
va inteso in un senso più ampio di come comunemente fate); il programma che l’anima
si è data; l’azione dei vari attori (micro e macro); il tempo/non tempo; lo spazio/non
spazio; i meccanismi che regolano il funzionamento dell’universo e che sono, essi
stessi, in evoluzione.

Ci sono molte variabili in gioco. C’è molta complessità. Eppure c’è molta più
libertà di quello che immaginate: è infinita.

L’anima vuole fare delle esperienze e non è molto interessata al percorso. Il suo
scopo principale è riuscire a manifestare il più alto senso di amore e di libertà che la
contraddistingue. L’anima cercherà sempre tutti i modi possibili per sperimentare
l’amore di cui è fatta. Anche se a voi non sembra.

Qualsiasi avvenimento nella vita di un’anima avviene con il suo libero consenso e
partecipazione. Non è mai per caso. E nemmeno per un progetto predefinito. Ma è il
frutto dell’intrecciarsi della volontà liberamente espressa e attuata da ognuno degli
attori.

Allora quando una persona subisce un sopruso o una violenza, la sua anima è
d’accordo?

Sì. Non c’è nessuna vittima e nessun carnefice. Al più alto livello c’è solo amore
reciproco.

Ma se vedo una persona infierire su un’altra devo starmene in disparte e


lasciar fare?

Sì e no. Dipende da ciò che sei e che vuoi sperimentare. Da quale esperienza vuoi
fare. Ascolta la tua anima, non la tua mente. La tua anima ti parla. Sei libero di agire
come vuoi. Che tu agisca o non agisca è comunque un evento che consente alla tua
anima e alle altre due di vivere l’esperienza attesa.

È un po’ complesso, ora, spiegare perché un’anima scelga di venire nel vostro
mondo fatto di relatività e i motivi per cui avvengono alcuni fatti. La mente non può
comprendere tale complessità, per cui ti consigliamo, per ora, di lasciar perdere e
semplicemente accogliere che sia una delle stravaganze di questo curioso Dio creatore.
In un altro momento comprenderai molto meglio.
< ^ >
21. SPIRITUALI E MATERIALI

Anche oggi siamo qui per chiacchierare un po’ assieme.

Vivere nel mondo terreno richiede necessariamente di avere a che fare con la
materialità, è inutile negarlo. Se tu vivessi nel mondo dell’immateriale sarebbe
tutt’altra cosa, ma giacché non è così tanto vale che diventi maestro del vivere nella tua
realtà.

Un tuo desiderio profondo ti spinge ad affinare le arti che possiamo definire


“spirituali”. Per molti di voi è indubbiamente un anelito importante e, spesso, andate in
crisi perché vi sentite vincolati dalle vostre esigenze materiali, quasi fossero due ambiti
separati.

Vivere agiatamente la vita terrena non è in antitesi con una ricerca spirituale. Anzi.
Parlando in generale, possiamo dire che amore per Dio e amore per se stessi possono
essere due bei pilastri su cui fondare l’esistenza terrena.

Essere “spirituali” non vuol dire essere buoni. Buoni nel senso che vi è stato
inculcato fin da bambini (e poi anche da adulti) per cui è obbligatorio dar spazio prima
agli altri, non fare certe azioni, non avere successo, soffrire, rimanere dentro schemi
predefiniti, non disturbare, non creare apprensione agli altri. Questa idea di essere
buoni è un modo per controllarvi che è stato generato con le migliori intenzioni da chi è
venuto prima di voi e, forse, può anche avervi aiutato nella vostra crescita, in una fase
ben definita della vostra esistenza, ma ora ci sembra che non sia in grado di aiutarvi.

La ricerca di Dio comporta l’uscire dagli schemi di altri, fare ciò che si vuole e si
sente, avere attenzione prima di tutto a se stessi, a costo di creare qualche problema
agli altri, a chi ci è vicino o a chi non conosciamo.

Non si tratta di essere egoisti, nel senso negativo con cui di solito intendete questo
termine. Ma consiste nel far emergere il proprio “Io”, di lasciare che si definisca e si
manifesti, in modo unico, splendente, meraviglioso.

Io sono,
Io valgo,

Io merito,

Io posso,

Io oso,

Io scelgo,

Io godo,

Io uso,

Io vado,

Io ritorno.

Io provo,

Io abbandono,

Io cambio,

Io evolvo.

L’emergere dell’“Io” necessariamente comporta qualche problema, a te e


nell’ambiente in cui vivi. Se continui a vivere con la paura di ferire qualcuno, o con il
senso di colpa che il tuo vivere possa generare sofferenza negli altri, allora
difficilmente dai modo all’Io di manifestarsi nella sua pienezza.

Invece più permetti all’Io di essere, più affini le tue capacità spirituali.

Scoprirai così di poter essere in sintonia con parti dell’universo che prima non
conoscevi, o non riconoscevi, e che possono essere vicine oppure lontane (nel senso di
distanza fisica, di stato dell’essere, di modi di fare o di pensare).

Essere “spirituali” comporta necessariamente anche l’essere “materiali”: sono stati


dell’essere strettamente collegati.
Essere spirituali non richiede di soffocare la propria identità, nemmeno di
rinunciare a mangiare un buon gelato, né a disporre di abbondanti strumenti e denaro, né
a godere i piaceri della vita.

Anzi, all’opposto è l’esaltazione di tutto ciò. È il modo con cui lo fate che fa la
differenza.

Per poter vivere bene la vita terrena è opportuno che ti ricordi dell’importanza che
hanno i pensieri e le emozioni nel creare la tua realtà. Pensieri e stati d’animo congiunti
sono un potente generatore. Ci rendiamo conto che non puoi comprenderlo fino in
fondo, ma sarebbe comunque opportuno che capissi che ponendo attenzione ai tuoi
pensieri e agli stati emozionali puoi fare in modo che la tua vita si manifesti in modo
diverso.

Sii dunque felice di poter essere ricco e di vivere nell’abbondanza, poca o tanta che
sia. Sii ricchezza, sii abbondanza, manifestalo. Siate abbondanza l’un l’altro, con chi vi
è vicino e con chi non lo è.

E non essere preoccupato se qualcuno non può farlo, il tuo macerarti non aiuta né te
né lui. Se qualcuno non vive nell’abbondanza, non sentirti triste per la sua situazione.
Se qualcuno non ha da sfamarsi, non sentirti in colpa perché tu, invece, puoi gustarti un
magnifico gelato. Non è scegliendo di non mangiarlo, o di mangiarne solo una pallina
anziché due, che fai in modo che l’altro sia più ricco. Se la scelta nasce da un senso di
frustrazione, di tristezza e di povertà, in qualche modo nella tua vita creerai
frustrazione, tristezza e povertà. Perciò, se scegli di mangiare una pallina, fallo con
gioia e nella massima libertà; se scegli di mangiarne due, fallo con altrettanta gioia e
libertà.

Gli esempi che abbiamo fatto prima possono essere importanti anche su altri piani,
ad esempio sulla possibilità di incontrare persone. Taluni di voi si trovano a disagio fra
i ricchi, o tra chi ha successo, oppure in un posto di comando. Il fatto che vi sentiate
indegni di stare in mezzo a certi tipi di persone o situazioni fa sì che, in qualche modo,
voi rifiutiate una parte dell’Universo.

Impara a essere libero e aperto così da poter stare serenamente sia con i miseri che
con i potenti, sia con chi ha tanto denaro sia con chi ne ha assai poco, con chi è
ammalato e con chi è sano, con chi ha idee come le tue e con chi le ha diverse.

Impara a essere felice qualsiasi sia la situazione, a essere flessibile nel tuo
volteggiare tra la popolazione terrena; impara a ballare sia dei lenti che degli scatenati
boogie-boogie; impara a vestirti in modo elegante e sportivo; impara a cantare il canto
sia del povero che del ricco.

Non si tratta di “cosa” fai ma di “come” lo fai, cosicché non ha importanza se tu stia
tra i poveri o tra i ricchi ma di come tu stia tra gli uni e come tra gli altri.

Quando avrai imparato a essere “spirituale” in mezzo alla ricchezza, avrai fatto un
passo avanti nella tua evoluzione; e quando avrai imparato a essere “spirituale”
immerso nella povertà, avrai fatto un ulteriore differente passo; così lo avrai fatto
quando avrai imparato a essere “spirituale” dinanzi alle cose che vanno male e a quelle
che vanno bene, alla vita che inizia e alla vita che finisce.

Sei libero di farlo, non c’è alcuna costrizione. Sono discorsi che facciamo così,
liberamente, bevendo un tè assieme a te di fronte a un caminetto acceso in una bella
casa di montagna. Quattro chiacchiere tra amici che vivono in mondi diversi, poi
ognuno torna a casa sua e fa quello che vuole.

Libertà vo cercando, diceva il poeta.

Libertà tu hai.

L’augurio è che libertà tu sia.

Ti ringrazio. È bello quello che dici. Ma non hai spiegato concretamente cosa
voglia dire essere spirituale. E non hai spiegato come si fa a essere spirituali e
materiali.

Certo che te l’ho spiegato, te l’ho lasciato intendere. Oggi ti ho detto che essere
spirituale richiede anche l’essere materiale, che non c’è separazione; altre volte
abbiamo parlato dell’armonia tra mente, corpo e spirito; altre ancora della libertà;
sempre ti ricordo Chi sei.

Più avanti ne parleremo ancora, vedremo le cose da diversi punti di vista.


L’argomento è sempre lo stesso.

Ma non diamo ricette, capite da soli come fare. Chi ha orecchie per intendere,
intende.
< ^ >
22. L’OTTAVO GIORNO DELLA CREAZIONE

Ci sono voluti sette lunghi giorni per la creazione del mondo. Ovviamente questa è
una metafora che serve a raccontare un percorso che l’umanità ha fatto nel corso dei
secoli.

L’ottavo giorno della creazione è quello che state vivendo voi in questi tempi, è il
giorno della comprensione: comprendere che Dio sei tu e non solo tu.

Prova a immaginare un magnifico fiore. Puoi renderti conto che è composto da una
serie infinita di elementi che, a seconda di come li guardi, ti appaiono in modo diverso:
il bocciolo, per esempio, è composto da petali, pistilli, stami. Se tu lo guardi nel suo
insieme puoi dire “questo è un fiore”; oppure, se guardi in un altro modo, puoi dire
“questo è un petalo e quello è un pistillo”.

A seconda di come rivolgi la percezione, ti rendi conto della realtà in un modo


particolare.

L’universo è composto da miliardi e miliardi di piccole parti e


contemporaneamente è tutta una cosa unica.

Ogni uomo è composto da infiniti organi, cellule, atomi e parti subatomiche;


assieme a miliardi di uomini, ognuno diverso, compone l’umanità; e uniti a loro ci sono
anche miliardi di animali e di piante, di suoni, luci, sostanze visibili e non visibili;
assieme formano la Terra; e ci sono infinite terre e infiniti spazi. Dove finisce uno e
inizia l’altro?

Prova a guardare l’acqua del mare: dove inizia e dove finisce? L’acqua del mare è
collegata al fiume, che scorre dalla sorgente, che nasce dentro la terra, che accoglie la
pioggia del cielo: ma allora il mare e il cielo sono collegati? Sono la stessa cosa? Non
lo sono?

Come vedi la realtà è complessa, certamente ne hai avuto la percezione anche in


altri momenti.

L’ottavo giorno è, dunque, il giorno della comprensione, il giorno del ricordo. Ed è


questo il tempo che state vivendo.
Nell’ottavo giorno può succedere che alcune persone si focalizzino su alcuni
aspetti, altre su altri e abbiano delle percezioni diverse della vita. Lascia andare,
dunque, l’attaccamento alla tua visione, non pretendere di essere nel giusto e nel vero.

Tu ricerca la tua verità e quando sai che per te è tale, abbandonati a essa e non
pretendere di essere il salvatore del mondo: non c’è niente da cambiare, non c’è
nessuno da migliorare.

Ricerca la tua verità,

conosci la tua verità,

ama la tua verità,

usa la tua verità,

godi della tua verità,

e sii in pace.

E quando è per te La Verità, allora quella per te è Dio.

Nel cercare la Verità fatti guidare dal cuore, dai sentimenti; le emozioni sono il
modo con cui l’anima si esprime, lasciala esprimere e ti aiuterà a trovare la tua verità.
Abbandonati a essa e ricorda che sei mente, corpo e spirito: non negare nessuna di
queste tue parti.

Non negare la mente pensando che sia peggiore dell’anima, non negare il corpo
pensando che sia inferiore all’anima, perché, in effetti, non c’è nessuna distinzione tra
mente, corpo e anima.

È la vostra mente che ha bisogno di distinguere ma, in effetti, tutto è Uno.

Tu cerca la tua verità e, se è il caso, falla conoscere. Ma non pretendere che la


capiscano. Perché la tua verità e solo tua e la verità dell’altro è la sua verità, e lui deve
trovare la propria.

Se vuoi diventa maestro, nel senso non di insegnare a comprendere la tua verità, ma
insegna agli altri a trovare la propria Verità.
Un vero Maestro non è colui che cerca dei discepoli ma che insegna a diventare
maestri, a sviluppare la propria maestria.

Tra i Cristiani taluni dicono “non c’è amore più grande di colui che dà la propria
vita per gli altri”: questo messaggio va compreso fino in fondo. Non vuol dire
rinunciare alla propria vita, ma fare in modo che la propria vita aiuti la vita degli altri.
Non si tratta di donare facendo morire qualcosa di sé ma di dare vita, generare. Così
essere genitore vuol dire dare la vita nel senso che la propria vita diventa uno
strumento affinché la vita dell’altro risplenda.

Poiché nell’universo tutto è Tutto, non ha senso dare la vita a un altro uccidendo te
stesso: non sarebbe vita. Sarebbe andare contro le leggi dell’universo. Attento dunque
alla logica della mente, a volte aiuta ma a volte trae in inganno.

Vivi più che puoi il presente e ogni cosa che avviene benedicila, accettala e
lasciala andare. Come quando ti siedi sulla riva del fiume e vedi un tronco galleggiare
spinto dalla corrente: lo vedi arrivare, passa davanti a te e se ne va.
< ^ >
23. LIBERI DI VIVERE

La libertà dipende da chi sei, dove sei, in che stato sei.

Quando hai scelto di entrare in un corpo fisico hai liberamente deciso di rinunciare
a una parte delle facoltà che sono proprie di un essere spirituale e hai abbracciato
aspetti nuovi, quali il tempo, lo spazio e la materia.

Se osservi quanto e come ti puoi muovere, certamente puoi dire di essere limitato.
Questo è il frutto di una tua libera scelta. Non sei libero di volare ma sei stato libero di
scegliere di non esserlo; sei libero di effettuare un salto evolutivo che ti permette di
volare; e sei libero, in qualsiasi momento, di lasciare quel corpo e sospendere
l’esperienza della limitazione.

Tu sai che il vivere in quel contesto limitante ti consente di fare esperienze


fantastiche e uniche che ti danno la possibilità di elevare la tua coscienza e di
sviluppare il tuo stato dell’Essere. Così le limitazioni che provi ti consentono di
raggiungere l’obiettivo che ti sei dato quando hai scelto di incarnati.

Ogni individuo è il frutto di infiniti elementi (più o meno complessi) ognuno dei
quali contribuisce al suo funzionamento. Paradossalmente quell’organismo è tale
proprio perché è composto da tutti quegli elementi (altrimenti sarebbe un’altra cosa o
qualcun altro) e lo è anche se alcuni di essi non ci sono.

È molto difficile determinare quando un organismo è tale. Facciamo un esempio:


una persona è definita persona anche se è senza una gamba. E senza due? E senza molti
organi?

Lo è anche se migliaia di cellule muoiono e vengono sostituite da nuove? Sai


benissimo che questo processo di rigenerazione avviene ogni giorno, quindi oggi sei
diverso da quello che eri ieri e non sei più la stessa persona di alcuni anni fa perché le
cellule sono state completamente rimpiazzate. E allora, poiché non sei più la stessa
persona, quando sei morto e quando sei rinato?

Nel mentre avviene questo continuo cambiamento, gli organi globalmente


deperiscono fino ad arrivare, ad un certo momento, a un mal funzionamento dell’intero
sistema corpo. Fino a che punto è un organismo deperito e quand’è che non è più un
organismo?

Quando possiamo definire che una persona è tale; quand’è viva; e quando non lo è?

A un certo momento l’anima e il corpo si separano mentre gli organi e le cellule


continuano la loro vita con un’accelerata degenerazione fino alla decomposizione e alla
loro trasformazione in qualcos’altro. Scompare la struttura aggregata del corpo, ma non
scompare la vita. Le cellule e l’anima continuano a vivere in altre dimensioni.

Quindi quand’è che potete dire che c’è la vita e quando non c’è, quando una persona
sta morendo e quando sta vivendo? Qual è il confine? Chi lo definisce? Come?

La vita e la morte sono una grande esperienza, noi non ti diamo alcuna soluzione. Ti
invitiamo a voler continuare a studiare questi fenomeni, non tanto con la mentalità ottusa
dei secoli passati, ma con il senso di apertura che ti viene dalle vostre nuove
conoscenze fisiche, quantistiche e anche spirituali. Molte persone sono in grado di
accedere a livelli di conoscenza al di là della mente e del corpo. Se ti apri con cuore
puro a questi insegnamenti puoi iniziare a comprendere come risolvere problemi
estremamente complessi e difficili, per esempio quello della vostra libertà di decidere
se e quando interrompere l’alimentazione forzata o le terapie intensive su corpi che non
danno risposte.

Cerca di tener conto anche del fattore dell’anima: l’anima lascia il corpo quando
vuole, quando è pronta ed è matura, quando la sua esperienza è completa. Ma è anche
vero che ci sono delle anime che, per certi motivi, non si sentono pronte e mature ad
abbandonare il corpo. Con ciò bloccano l’evoluzione di se stesse e delle persone che le
stanno attorno. Non è facile capire quale sia il progetto che si sono scelte, né quello
delle persone che sono loro accanto o sono coinvolte dalla situazione.

Non si tratta di ragionare in termini di dogma, di paura o di colpa, ma di


abbracciare quelle anime e quelle persone con un profondo senso di amore – il più
grande, il più sinfonico, il più limpido – e di ricordare che voi siete anime che
interagiscono con altre anime, che siete lì per aiutarvi l’un l’altro e per sostenervi in un
grande processo di crescita e di evoluzione.

Perciò parti sempre dall’amore, il più completo, quello che sgorga dal cuore e non
dai pensieri; l’amore che risuona in te quando sei concentrato sulla tua Essenza e sei
collegato con la tua Fonte, e non quando sei aggrappato a ragionamenti o insegnamenti
di altri o che hai letto nei libri.

La tua Essenza ti consente di capire, la tua Essenza ti aiuta a sostenere il processo


di evoluzione di ogni anima, sia essa il padre che sceglie di staccare la spina o la figlia
che vuole o non vuole restare.

Cerca di vedere non il dramma, ma la grande saggezza infinita, il reciproco dono


che si stanno facendo quelle persone. Vai oltre i limiti che i corpi esprimono. Purtroppo
i corpi non riescono a manifestare pienamente ciò che lo spirito/mente/corpo di quelle
persone sente.

Collegati alle loro anime e sostienile senza giudicare, senza voler capire; invia loro
amore e lasciale libere, completamente libere di essere ciò che sono e di fare
l’esperienza che più profondamente intendono fare.

E anche se dovessero commettere un errore, cosa vuoi che sia una morte in più o in
meno rispetto a miliardi e miliardi di morti che avvengono nel corso di una vostra vita,
senza che qualcuno se ne preoccupi.

Quante volte vengono compiuti omicidi in nome della scienza, dell’economia, della
religione, della futilità e nessuno nemmeno si sofferma un istante.

Avete creato un dramma collettivo e un processo sommario a una persona che ha


deciso di lasciarne morire un’altra rapidamente e siete indifferenti al fatto che,
quotidianamente, lasciate morire persone lentamente, di fame, d’inedia, di tristezza, di
solitudine, di fatica, di disonore, di lavoro, o di punizione…

È la velocità che vi sconvolge? O il decidere?

La libertà è una grande conquista e richiede una grande saggezza. Più ti avvicini a
fenomeni sofisticati (materiali e spirituali) più è necessaria l’elevazione del tuo spirito
e della vibrazione di tutto il tuo essere, altrimenti la comprensione è una comprensione
parziale.

LIBERI DI TOGLIERSI LA VITA

Ma allora sembra quasi che siamo liberi anche di toglierci la vita.

Queste cose le capisci con l’amore e non con la mente.

Un’anima è libera di fare quello che vuole. Libera entro i limiti di ciò che è. Perché
è comunque incompleta, è comunque parte di altro.
Un’anima è libera di scegliere di venire a giocare sulla Terra, di scegliere il gioco
e di scegliere il corpo con cui giocare; credi proprio che non sia libera di scegliere
quando finire quel gioco?

Tu sei libero di andare a fare una passeggiata sulle colline vicino a casa tua, sei
libero di scegliere il percorso e la meta, sei libero di scegliere gli amici che ti
accompagnano. E sei libero di dire “mi basta, torno a casa”. I tuoi amici continuano la
passeggiata e, quando vogliono, ritornano a casa.

Vuoi forse dire che tu vali di meno perché sei tornata a casa in un tempo diverso dal
loro? Perché hai effettuato una scelta?

La vita e la vita prima della vita e la vita dopo la vita sono una faccenda piuttosto
complessa. Non puoi capirla stando lì, tanto meno con la mente.

L’amore ti aiuta.

E con l’amore puoi vedere la perfezione della trama del fiocco di neve che è la tua
vita. Del tuo apparire, del tuo vivere e del tuo partire.

Non essere lugubre se una persona non ce la fa più ad andare avanti e arriva a
togliersi la vita. Sii compassionevole. Sii comprensivo. Pensa a quanta sofferenza c’è
dietro quel gesto. Pensa al disallineamento fra mente, corpo e anima. Spesso quel gesto
è dovuto al mal funzionamento del suo sistema nervoso. E sempre ci sono moltissime
cause che determinano quel gesto. Stai lì ad arrovellarti inutilmente scrutando
quell’ultimo gesto di quell’esistenza e non vedi gli altri aspetti altrettanto co-
responsabili.

Se una persona muore perché il suo cuore non funziona più, per te è una cosa
naturale, se invece muore perché non funziona il sistema nervoso per te è un abominio.
Di cui sarebbe colpevole la persona stessa. Colpa che dovrebbe pagare con eterne e
terribili sofferenze.

Quale progetto amorevole ci dovrebbe essere dietro a tutto ciò?

Ogni vostra azione comporta dei frutti. Così anche chi si toglie la vita genera dei
frutti: in chi resta sulla Terra, in chi è oltre la Terra e in se stesso. Ci sono dei sistemi
adeguati perché tutto ciò abbia uno scopo e si trasformi comunque in una opportunità di
evoluzione.

Non soffermarti a guardare solo un gesto della danza di un singolo ballerino.


Ammira tutta la sua danza.

Osserva tutta la coreografia di tutti i ballerini.

Goditi lo spettacolo, di cui sei contemporaneamente spettatore e attore.

C’è un sacco di sofferenza e di sensi di colpa in chi resta. Quando si perde un caro,
un amico, un conoscente, il dolore è immenso: evita, se puoi, il dolore che deriva dai
vostri modi di pensare, dalle vostre paure, dalle vostre ombre.

Se una persona muore perché non ce la fa più, è confusa, assillata, irretita, cieca,
smarrita allora credete che ciò sia una pessima cosa e immaginate per lei un castigo
divino.

Se muore mentre si lancia contro le file nemiche brandendo un’arma e cercando di


ammazzare più persone possibili, la definite un eroe, degno del massimo onore terreno
e, di conseguenza, anche divino.

Se muore cadendo dalla moto a folle velocità, lo chiamate grande sportivo. Se una
persona muore scalando le vette più estreme, lo definite un gigante.

Eppure tutte queste persone scelgono di fare quei gesti sapendo di andare incontro
alla morte.

Dove starebbe allora la differenza?

Credi che ci sia un trattamento diverso per chi ha avuto la sfortuna di non farcela?

E poi, sei proprio sicuro che sia stata quella persona a determinare quei gesti? Solo
lei? Chi ha creato le situazioni per cui non ce la faceva più a vivere? Chi ha scelto che
fosse in trincea armata fino ai denti, chi ha creato la guerra e i nemici, chi ha costruito
la motocicletta, la pista e i milioni di spettatori, chi ha creato la spinta ad andare avanti
a tutti i costi per arrivare in cima?

Lei? Altri? Chi?

Mia cara, mio caro, apri gli occhi. Apri tutti i tuoi sistemi di conoscenza. Cambia
marcia, cambia frequenza vibratoria. Altrimenti capirai ben poco.

Non possiamo ora fare un trattato esaustivo di un argomento così complesso, né


vogliamo farlo perché non è lo scopo di questi incontri. Ma ne accenniamo perché
vediamo quanta inutile sofferenza viene generata nella vostra vita e nella vostra società.

State vicino a chi perde una persona a causa di un suicidio. Ci sono molta, molta
sofferenza, solitudine, pregiudizio, rabbia, confusione.

Spesso siete così giudicanti e giudici terribili che isolate le persone colpite
dall’evento, arrivando perfino a negare la cerimonia funebre.

Portate la luce. Portate l’amore. E riscaldate quei cuori; confortate quei corpi; date
serenità a quelle menti.

E non solo a loro, ma anche a tutti. Perché, chi più chi meno, tutti siete coinvolti da
questi aspetti.

Aiutate a vedere la luce:

e l’ombra svanisce,

le ferite si rimarginano,

il fiume ritorna a scorrere.

E la vita a essere Vita.


< ^ >
24. AMI IL PROSSIMO COME AMI TE STESSO

Cara Guida, sento che quello che dici rispetto all’amore risuona dentro di me
e mi dà tanta pace. Ma per certi aspetti no.

Per esempio mi sembra che manchi l’attenzione alla fatica di amare, alla
volontà, alla determinazione, alla tenacia, alla costanza, alla concretezza anche
dei gesti quotidiani, alla sofferenza. Puoi parlarne meglio?

È indubbio che fra di voi ci siano persone fantastiche, meritevoli di gloria eterna
(per usare un termine a voi caro) per i gesti eroici che hanno compiuto o stanno
compiendo per amore degli altri. Quanti sforzi, fatiche, privazioni, lotte, tenacia per far
sì che qualcuno stia meglio! È un vero è proprio donare la propria vita per la vita degli
altri.

Anche l’amore per se stessi a volte assume connotati simili, ad esempio l’impegno
profuso per studiare, per il lavoro, per abbellire la casa, per la salute, per un sogno.
Sono gesti d’amore concreti, intensi, ripetuti che meritano il massimo rispetto di tutti.

Certamente per far funzionare la vostra vita sono importanti la determinazione, la


volontà, la tenacia, la concretezza, eccetera eccetera. Ma secondo noi non bastano.

Il nostro intento è quello di allargare i vostri orizzonti. Ci sembra che siate abituati
ad affacciarvi sempre alle stesse finestre e non ne apriate altre fra le tante che esistono.
Non si tratta di dire “apro questa finestra e chiudo le altre” ma, al contrario, “la apro e
mi godo il panorama oltre a quello che vedo dalle altre finestre”. La luce che entra da
quella appena dischiusa, i colori, i suoni, i profumi, le immagini che potete vedere, le
persone che potete salutare, arricchiscono la vostra vita.

A causa sia di fraintendimenti culturali e religiosi che del vostro livello evolutivo,
avete reso rigido il concetto di amore. Spesso per voi amore vuol dire essere coerenti e
andare avanti, fino in fondo e a tutti i costi, come il pugile Rocky che soffre pene
indicibili per raggiungere la meta. O per sconfiggere l’avversario.

Spesso l’amore che manifestate è un amore statico, meccanico, ingabbiato in schemi


e aspettative vostre e di genitori, insegnanti, religiosi, politici, guru.
Non sempre conoscete l’amore, per voi stessi e per gli altri.

Non sempre siete capaci di amare liberamente, di percorrere le infinite strade


dell’amore, di cantare tutte le sue note, di usare tutti i suoi colori. Ne conoscete una
parte, e gli altri?

Se li conosceste, se li sapeste usare e li usaste, molti gesti eroici non servirebbero.


Non vi trovereste in certe situazioni, le sapreste prevenire e gestire in altri modi, meno
faticosi e più appaganti. Sapreste essere più flessibili nel far funzionare la vostra
“essenza trinitale”: mente, corpo e spirito dinamicamente interconnessi fra di loro e con
il resto dell’Universo.

Una madre che lotta per dar da mangiare al proprio figlio è l’esempio di un amore
immenso, concreto ed eroico. Quella madre potrebbe non aver bisogno di lottare se
capisse quali sono le modalità con le quali crea: i problemi che si trova ad affrontare e
le loro soluzioni. Se lei non apre le finestre, userà sempre le stesse modalità; la nuova
finestra aperta le permette di vedere altre cose che sono a sua disposizione e di cui non
immagina l’esistenza.

Così vale per chi è vicino, o lontano, a quella madre e a quel figlio. Anche loro
creano le situazioni in cui la madre si viene a trovare. Se anche loro imparassero ad
amare e a creare diversamente, i problemi sarebbero ben diversi e la vita di quella
madre molto più facile.

Lo scopo della tua vita è la tua evoluzione. Il nostro supporto serve a farti percepire
che ci sono spazi enormi di evoluzione per il tuo benessere fisico, mentale e spirituale.
Il nostro scopo non è fornirti un trattato completo e perfetto di metafisica.

Il nostro scopo è aiutarti ad aprire le finestre e affacciarci con te ad ammirare il


paesaggio e, voltandoci, guardare insieme le stanze della tua casa illuminate da una
nuova luce. In entrambi i casi (affacciandoti e voltandoti) la tua vita può migliorare, se
vuoi. Se lo farai con curiosità e la disponibilità di osservare senza giudicare,
certamente ne trarrai vantaggio.

L’amore è un’energia. È la più potente energia che esista, bisogna conoscerla e


saperla usare. A voi è concesso di averne a disposizione in funzione del vostro stato
evolutivo, potreste usarla bene per voi e per gli altri ma potreste anche usarla male.

Oh lo so, chi già presume di sapere direbbe che ciò che sto dicendo ha poco senso,
ma ne ha per le persone a cui è destinato questo messaggio e a loro queste parole
potrebbero essere di aiuto.
L’amore, se abbinato a

paura,

rabbia,

scarsa autostima,

poco rispetto di sé,

emozioni non congruenti,

pigrizia,

schemi mentali rigidi,

pensieri non adeguati,

aspettative di altri,

regole sociali rigide,

determina risultati particolari,

a volte molto lontani dall’Amore.

Per questo ti invitiamo a portare l’attenzione su Chi sei. Quando arrivi alla tua
Essenza, l’amore si fa più cristallino e puro ed è molto, molto più efficace.

Sviluppa la comprensione dell’Amore. Sviluppa la comprensione di chi sei. E via


via che progredisci su una strada (comprensione dell’amore) e sull’altra (comprensione
di chi sei) vedrai che i due percorsi convergono e ti riportano direttamente a Te, alla
tua Essenza.

Siamo certi che piano piano, parlando di queste cose, la tua vibrazione si modifica
e, di conseguenza, la tua vita comincia a cambiare.

Apri le finestre. “Aprite le porte a Dio” diceva un vostro maestro8. Apri porte e
finestre e scoprirai Dio, la magnifica essenza che sei.
< ^ >
25. LA VIA PER IL CAMBIAMENTO

A volte, mentre con gli amici passeggiate per una strada sconosciuta, vi viene
spontaneo osservare alcuni particolari che colpiscono la vostra attenzione. C’è chi si
sofferma sul portone di una casa, altri sui fiori dei giardini, altri ancora sui comignoli,
sui tetti. Tutti percorrono la stessa strada, però l’attenzione viene posta da ciascuno su
particolari differenti.

Può succedere che, più tardi, ripensiate alla strada fatta e ognuno cerchi di
evidenziare agli altri ciò che ha visto. “Ti ricordi quella bella porta che c’era in quella
via?”, e vi aspettate che gli altri ricordino. Tentate di definire con precisione cosa sia
vero: se ci fosse o meno la porta, oppure il suo colore o la forma del vetro, e arrivate
perfino ad accapigliarvi spinti dal bisogno di manifestare la vostra personale visione.
Non vi rendete conto del fatto che le altre persone si possano essere invece soffermate
sui comignoli o sui fiori, e non abbiano posto altrettanta attenzione alla porta, e che voi,
concentrati su di essa, abbiate perso di vista i particolari osservati da loro.

Ciò è dovuto a un meccanismo della mente che, non potendo elaborare tutte le
informazioni che riceve, ha la necessità di selezionarne alcune a scapito di altre. Così
perde di vista l’insieme e la percezione del tutto.

Se alleni un po’ alla volta il corpo a utilizzare anche la “non-mente”, potrai


imparare ad ampliare gradualmente le tue capacità di percezione, in modo da inglobare
progressivamente sempre più parti e, così, percepire la magnificenza e la ricchezza del
Tutto.

Un passo da fare è quello di non essere preoccupato di perdere il controllo. La


mente, che ti vuole servire ma ha delle capacità limitate, ha bisogno di tenere tutto sotto
controllo. Se inizi ad andare al di là della mente, per lei è un grave problema, per cui
lotta affinché ciò non avvenga. Pensando di aiutarti, diventa una tua nemica.

Se lasci andare il controllo, o almeno una parte di esso, puoi accedere a stati di
conoscenza superiori. Non ci riferiamo solo a concetti spirituali ma anche a cose molto
concrete inerenti la vita quotidiana.

Per esempio, per comprendere una situazione può essere utile riuscire a entrare nei
panni dell’altro e vedere le cose dal suo punto di vista, oltre che dal tuo. È una cosa
piuttosto complessa e quasi impossibile da fare se non andando al di là della mente.
Ciò richiede una certa disponibilità a metterti in gioco e a modificare valori e credenze,
e non sempre sei in grado, o ne hai voglia, di farlo.

Se, per esempio, per te è un valore non gettare una carta per terra in un luogo
pubblico, ti è molto difficile entrare nei panni di un altro che trova normalissimo
prendere il foglio di carta, con il quale ha mangiato un buon trancio di pizza, e
abbandonarlo lungo la via. Per te è una cosa brutta e non riesci neanche a immaginare,
né a tollerare, che ci siano delle persone che sporcano così un luogo pubblico, non
avendo rispetto dello spazio comune e, in definitiva, neanche di te. Ti viene da pensare:
“se si comporta così, allora chissà cosa può fare, quello lì, in altri ambiti; ah no, non ci
si può proprio fidare di una persona come quella”.

D’altra parte, se incominci ad assumere come valido il suo punto di vista (per cui si
possono tranquillamente buttare le carte per terra) ciò mette fortemente in discussione
la tua identità, anni di educazione, valori a cui hai cercato di essere fedele, modi di
fare, benessere individuale e collettivo.

Quello che ho fatto è un piccolo esempio, però vuole rappresentare una reale
difficoltà che ti trovi a vivere quotidianamente, nel piccolo e nel grande. È un fenomeno
che avviene tra due amici, tra conoscenti, tra persone che condividono lo stesso
condominio, all’interno di una fabbrica ma anche tra nazioni e religioni: gradualmente
aumenta la complessità di comprensione e di risoluzione dei problemi.

Come uscirne, allora?

Nei vostri processi educativi date grande importanza alla conoscenza che deriva
dalla mente e non vi rendete conto che tagliate fuori una grande fetta di conoscenza che
può derivare dalla “non-mente”.

La mente privilegia ragionare per processi logici, sequenziali, lineari. La “non-


mente” tende ad andare liberamente e a seguire percorsi che sono complessi, paralleli,
multipli, variegati, apparentemente assurdi che potete definire folli.

La mente preferisce la dualità: bianco o nero, giusto o sbagliato, qui o lì, sopra o
sotto, ho ragione io o hai ragione tu. La non-mente privilegia le pluralità: qui e lì, sopra
e sotto, varie sfumature e colori, io e tu e tutti.

Perciò la “non-mente” arriva dove la mente non può.


Il consiglio che ti possiamo dare è quello di provare a percorrere tu per primo, per
te stesso, le strade della conoscenza che deriva dalla “non-mente”, senza lotta nei
confronti della mente. Non si tratta di abbandonare la mente ma di affiancare, a quel
magnifico strumento che è, qualcos’altro.

Puoi imparare ad accedere a questa conoscenza in centinaia di modi diversi. Ma


prima di tutto è opportuno che ci sia la disponibilità da parte tua a farlo. Potresti
ripetere per migliaia di volte esercizi o rituali vari senza spostare di un millimetro la
tua capacità di comprensione. Viceversa, se sei disponibile e aperto, anche una
semplice passeggiata nel bosco può schiuderti scenari che non hai mai immaginato.

Puoi farti aiutare, se ti serve, da persone che in qualche modo sono riuscite a farlo.
Non si tratta di ripercorrere i loro stessi passi ma, con il loro aiuto, di trovare il tuo
metodo, di vedere e lasciar andare i blocchi che ti impediscono di seguire la tua strada,
di superare le paure che ti frenano a manifestare la grande magnificenza che sei: essere
unico nell’universo e, contemporaneamente, parte del Tutto.

La via per il cambiamento parte da te, avviene attraverso di te e arriva a te.

Attraverso di te scoprirai la tua verità.

Attraverso di te si manifesterà la vita, in un modo differente da come la stai vivendo


ora.

Questo è il significato delle parole di Gesù quando diceva “Attraverso di me potete


scoprire la via, la verità e la vita”. Attraverso di Lui, intendeva dire, puoi imparare la
strada per raggiungere la verità della tua Essenza, e realizzare la tua vita. A dir il vero
il suo insegnamento era più profondo, ma così lo puoi capire.

Attraverso di Lui, cioè attraverso i Suoi insegnamenti. Ora è difficile imparare da


una persona che non esiste più ma si può imparare da altre persone che si presentano
nella tua vita. Oppure puoi comunque accedere direttamente agli insegnamenti di Gesù
in quanto Egli è sempre e comunque un Maestro ed è al servizio dell’umanità, seppure
in forme che, al momento, sono diverse da quelle fisiche. Abbiamo specificato “al
momento” in quanto non è detto che in futuro non possa assumere di nuovo forme
fisiche, però è anche vero che potrebbe benissimo non farlo mai. Per cui l’attesa che
c’è del nuovo Messia è un qualcosa che frena la crescita delle persone, perché stanno lì
ad aspettare e sono concentrate sul futuro, non rendendosi conto dell’importanza del
vivere e del tempo presente.

Maestri ce ne sono a bizzeffe, insegnamenti ne avete ricevuti: chi vuol comprendere,


può comprendere.

Ma il Maestro più importante è il Maestro interiore, cercare di trovare surrogati al


di fuori di sé è una ricerca vana. La verità è all’interno di ciascuno. Inutile cercare
libri, guru, filosofie nella speranza di trovare quella giusta, la migliore, la perfetta.

La strada più veloce è la strada di entrare dentro di sé e lasciare che il Maestro si


manifesti, ricordando che il maestro è nella mente e nella non-mente. Coltivale
entrambe e dai il benvenuto al Maestro che è in te.

Ora se ci sono domande, siamo qui, per quel che ci è possibile.

FARSI AIUTARE DA QUALCUNO?

Non ho capito una cosa. Prima dite che bisogna farsi aiutare da qualcuno e poi
che non serve. Non riesco a mettere insieme le due cose…

Se osservi, mia cara, la tua domanda è frutto della mente che chiede che venga
definito “questo o quello” e tende a non accettare l’esistenza di “questo e quello”. Il
grande paradosso della vita è che esiste sia questo che quello e che è molto probabile
che abbiate bisogno dell’aiuto di qualcuno per scoprire il vostro Maestro interiore.
L’aiuto di un insegnante o di un amico, di qualcuno che ha percorso le strade prima di
voi e che può accompagnarvi nel vostro cammino in modo da non sentirvi soli o
prendere paura dei cambiamenti.

Mi riferivo prima a molte religioni o filosofie che tendono a invitare le persone a


leggere in un libro ciò che è stato scritto da qualcuno qualche migliaio di anni fa,
nell’attesa della sua venuta. È un esempio, questo, che facciamo perché per voi è facile
conoscere la religione cattolica. Molte, molte altre religioni o aggregazioni di persone
ragionano nello stesso modo, con sfumature diverse ma con meccanismi simili. Prova a
leggere il Vangelo con un’ottica un po’ più simile a quella di cui ti abbiamo parlato
oggi, forse ti renderai conto della ricchezza degli insegnamenti che non hai ancora
compreso a fondo.

Quando il Papa dice “Rivolgetevi a Dio con fiducia”, subito dopo tende a dire
“Rivolgetevi a Cristo” facendo, involontariamente, un processo di selezione, come se
Cristo fosse la strada unica per arrivare a Dio, come se la strada di Allah non portasse
a Dio, o le strade di Buddha o, se permetti, quelle di un amico qualsiasi che vi aiuta a
riscoprire Chi siete veramente e i talenti che potreste usare.
Certo, se le vostre società avessero una percezione migliore del Tutto, e quindi di
Dio, molti problemi che vivete sarebbero risolti. Ma finché restate dentro la mente, la
razionalità, il leggere libri e ripetere meccanicamente preghiere o testi scritti da altri,
difficilmente riuscirete a comprendere Dio e a migliorare la qualità della vita, vostra e
di tutta l’umanità.

Non aggrapparti a una religione, non appoggiarti ad alcun bastone, ma cammina con
le tue gambe. Anche se ti capita di inciampare, di perderti e di dover tornare indietro.
Ritenta, finché trovi la tua verità.

Molti sono timorosi, preferiscono appoggiarsi a quello che pensano gli altri, e non
si rendono conto che la via della conoscenza è una via di solitudine. Ciò non vuole dire
che sia necessario relegarsi in cima a un monte, né soffrire le pene dell’isolamento. Ma
vuol dire che solo ciascuno può percorrere il proprio percorso e nessun altro può farlo
per lui.

Probabilmente, anziché solitudine, la parola più adeguata potrebbe essere unicità.

Altre domande?

LA CARTACCIA PER TERRA

Riguardo all’esempio della carta che una persona abbandona per terra, questa
è una cosa che a me darebbe molto fastidio perché, per me, è veramente un valore
importante il fatto che la natura venga rispettata e non vengano gettate carte e
molte altre cose. Non capisco se quello che volevate dire fosse che io devo
accettare il fatto che questa persona pensa e agisce diversamente da me, oppure se
io debba fare qualcosa per farle cambiare idea o, perlomeno, farle vedere che ci
sono altre possibilità che forse sono migliori. Ma, a questo punto, il mio punto di
vista è veramente migliore?

Non è semplice dare una risposta a questa domanda. Basterebbe che fossimo in
grado di cancellare dentro di te i sensi di colpa e di inadeguatezza o la confusione…
basterebbe solo questo per far sì che tu avessi una percezione diversa della realtà nel
vedere una persona che getta un pezzo di carta.

Il nostro era un piccolo esempio per cercare di farti comprendere, per quel che
siamo capaci, di quanto sia difficile vivere nella vostra dimensione, soprattutto di
quanto sia difficile cercare di allargare la propria percezione in modo da comprendere
che sia vero e giusto sia il tuo punto di vista che quello dell’altro.

In effetti, gettare un pezzo di carta per terra inquina e rovina l’estetica. Ma, se
guardi bene, la carta dopo poco tempo marcisce e non inquina più…

Ma, scusate, se io butto una bottiglia di plastica, non marcisce…

Oh amica mia, amica cara, stiamo cercando di indicarti la luna, non fermarti sul
dito.

Il nostro tentativo è quello di farti comprendere che, contemporaneamente, può


essere giusto sia il tuo punto di vista che quello dell’altro e che la via maestra per
risolvere la faccenda è la via dell’amore.

La via dell’amore consente, a te e all’altro, di sviluppare la comprensione e di


crescere, nell’armonia dell’amore più grande che è l’amore assoluto.

D’altra parte, anche il concetto di cosa sia bello, e di cosa voglia dire una strada
bella, è un concetto personalissimo. Se ognuno è attaccato al proprio concetto di
bellezza quell’attaccamento, a volte, gli impedisce di evolvere. Anche l’attaccamento a
cosa sia ecologico vi impedisce di evolvere.

Siate flessibili e aperti perché, a volte, il desiderio di essere coerenti e nel giusto vi
fa perdere le grandi opportunità di amore: verso voi stessi innanzitutto, e ribadiamo
innanzitutto verso voi stessi, secondariamente nei confronti di chi vi è vicino e di tutta
l’umanità.

A volte, per genuini principi di coerenza, scoppiano guerre, liti, rotture, che non
aiutano l’umanità a evolvere.

Non lottare, mia cara, non lottare. Abbandona il tuo senso di colpa, abbandona il
tuo senso di impotenza e prova a immaginarti piena d’amore, che riesci a comprendere
l’altro che butta una bottiglia di plastica. Allora, nel momento in cui lo comprendi, puoi
trovare migliaia di strade per fare in modo che quella bottiglia diventi uno strumento di
crescita per te, o per lui, per la natura o per l’umanità.

Abbandona il giudizio: abbandona il giudizio sull’altro e il giudizio su te stessa.


Esci dagli schemi, cosa vuoi che sia una bottiglia in mezzo a un mare inquinato… Però
può essere qualcosa di magnifico che ti consente di instaurare una relazione con
un’altra parte di te stessa, l’altra parte di te che è l’altro.
Prova a immaginare che tu sei tu e sei contemporaneamente l’altro.

Non è facile, ci rendiamo conto, ma questo è un esercizio che ti esortiamo a fare e


così puoi accedere ad altri stadi.

Ma bada bene che, se non riesci a farlo, non devi giudicarti. Continua ad amarti, ad
accettarti e ad accoglierti così come sei. E se ritieni opportuno che non sia il caso di
abbandonare in mare una bottiglia, continua a crederlo, perché è giusto così.

Non chiedere a noi se sia giusto o no gettare una bottiglia di plastica. Non chiedere
a noi se sia giusto o no rimproverare l’altro o insegnare all’altro, se sia giusto il tuo
mondo o il mondo dell’altro. Noi siamo qui per aiutarvi a ricordarvi Chi siete e a
riscoprire le magnifiche potenzialità che avete.

Noi non ti diremo mai è meglio questo o è meglio quello, gira a destra o gira a
sinistra. La tua strada la devi fare tu, le tue scelte le fai tu, altrimenti non ti saremmo di
vero aiuto.

Ricorda che tu sei artefice della creazione, della creazione della tua vita e di quella
che sta attorno a te. Dio, che è in tutti e che è anche in te, è libertà. Non saremo certo
noi a influenzare, anche indirettamente, la tua libertà.

Sentiamo delle resistenze nei tuoi pensieri: hai ragione perché è vero che, mentre ti
diciamo che non ti influenziamo, stiamo comunicando con te e l’effetto che si ottiene è
quello di influenzarti. Ma il nostro intervenire nasce da una tua specifica richiesta, per
un tuo bisogno che hai espresso mediante pensieri o parole. Per cui noi cerchiamo di
essere il più possibile neutri, per quanto ne siamo capaci. Anche con la nostra
fallibilità, cerchiamo di essere vicini a te e di evitare di sostituirci a te.

Ti chiediamo perdono se a volte possiamo sembrare arroganti o non rispondiamo


direttamente alle domande. Il nostro desiderio è servirvi. Il nostro desiderio è di
condividere con voi l’amore più grande e lo facciamo come ne siamo capaci. Non è
detto che, per il fatto di vivere in un altro contesto, possiamo comportarci secondo le
tue aspettative.
< ^ >
26. LA PASQUA

Mia cara amica, mio caro amico, buona Pasqua. Buona festa, che la gioia sia con
voi.

La Pasqua, fra i cristiani, è momento di gioia, o almeno dovrebbe esserlo. In effetti,


fra le feste cristiane più importanti, spesso è più riconosciuta quella del Natale e meno
quella della Pasqua. Probabilmente perché la festa del Natale è più facile da
comprendere.

Nei giorni precedenti la domenica, vengono officiate diverse funzioni e l’attenzione


è posta intensamente sulla sofferenza e sulla malvagità di voi umani che avete osato
uccidere in modo così violento il figlio di Dio, l’unigenito, il prediletto, inviato a
salvare l’umanità. Questo modo di vedere è frutto di antiche tradizioni, ma a noi sembra
che non rispecchi la realtà, almeno dal nostro punto di vista.

Il Cristo che avete conosciuto non è “il” figlio di Dio ma uno dei figli, come lo siete
voi. Ciascuno di voi è benedetto dal Padre tanto quanto lo era Lui. Ciascuno di voi è
collegato al Padre perché tutti siamo Uno.

Cristo era una persona speciale perché assumeva in sé delle abilità soprannaturali
che derivano non tanto dal fatto di essere il figlio di Dio quanto dall’aver vissuto in
“mondi” più evoluti del vostro. Il suo incarnarsi nella vostra società è una scelta voluta
e attuata con lo scopo di aiutarvi a evolvere, principalmente di ricordare a ciascuno la
sua vera essenza: voi siete figli di Dio, “della stessa sostanza del Padre”.

Poiché, dunque, siete della stessa essenza del Padre, allora voi siete Dio, Dio in
forma particolare, unica e irripetibile.

La vostra cultura religiosa ha posto fortemente l’attenzione sulla sofferenza, tant’è


che il simbolo che preferite usare è la croce e una persona morente. Avreste potuto
scegliere quella del Cristo che realizza se stesso, che vive pienamente la vita, il Cristo
che ama le persone che incontra, il Cristo che cura, o che è felice, che se ne sta per i
fatti suoi godendosi la bellezza della vita, che trasmette il suo sapere.

Invece avete preferito soffermarvi sui momenti di sofferenza e trovate il modo di


rimarcarla, così i pensieri si aggregano l’uno all’altro formando delle onde di energia
pessimiste che non vi aiutano a vedere con occhi puri quanto siete splendidi, quanto sia
magnifica l’umanità e la Terra che vi accoglie. E non vi aiutano molto a evolvere.

LA PASQUA È UN PASSAGGIO

Durante il periodo di Pasqua voi festeggiate anche la Resurrezione. Ma non c’è


paragone né dal punto di vista della quantità di tempo dedicato, né dei gesti liturgici, né
degli stati emozionali con cui li vivete. La domenica vi basta una semplice messa e poi
siete tutti concentrati nella realizzazione del pranzo, tale e quale una giornata di
ferragosto o una festa di compleanno. La resurrezione rimane un atto di speranza, che
deriva dalla fiducia che ponete nelle vostre guide religiose o nei vostri testi sacri. Ma
in effetti è lontana dalle vostre vite.

Curiosamente tendete a festeggiare la resurrezione di una persona morta duemila


anni fa come fosse un evento misterioso, magico e unico nella storia dell’umanità e
dimenticate di collegare la resurrezione con la vostra vita.

Ognuno di voi morirà e, nello stesso istante, risorgerà a nuova vita. Non c’è morte
senza resurrezione. Ognuno di voi lascerà il proprio corpo per assumere una nuova
dimensione. Dimensione che in un primo momento sarà puramente spirituale e che
successivamente potrebbe avere altre forme.

La Pasqua è un passaggio. Un passaggio dell’Essere da uno stato a un altro. Non


necessariamente la Pasqua va collegata alla morte fisica ma, piuttosto, a innumerevoli
fenomeni ed eventi che potete vivere nella vita quotidiana.

Il passaggio del vostro essere da uno stato a un altro può avvenire in un’infinità di
circostanze: ad esempio quando passate dallo stato di bambini a quello di adulti; dallo
stato di singoli a quello di coppia; dall’essere tristi a essere allegri, da essere soli a
essere in compagnia, da sani ad ammalati, da poveri a ricchi; da addormentati a
illuminati; da corpo a spirito.

È un passaggio che può avvenire anche nel corso della stessa giornata, della stessa
ora, di minuto in minuto. Che potete subire o governare.

L’insegnamento che vi viene dalla Pasqua è quello di saper modulare il vostro stato
dell’essere e accogliere i continui cambiamenti che la vita, e la vita oltre la vita,
comportano.
Pasqua è dunque un passaggio. Uno, magnifico, è quello che vede la piena
manifestazione di ciò che siete e di tutti i vostri talenti, l’armoniosa e dinamica
connessione tra corpo, mente e spirito, la completa realizzazione del Divino-Umano in
voi.

GUSTARE IL CALICE

Il Cristo è venuto sulla Terra a modificare la cultura religiosa in vigore all’epoca e


a insegnarvi come essere connessi con lo Spirito del Padre, a vivere momento per
momento, a concentrarvi sulla benedizione e sull’abbondanza, a essere felici e pieni di
risorse per voi e per la collettività, a saper usare la mente e la non mente, ad avere
dimestichezza con gli strumenti con i quali create la vostra vita.

Questo è un insegnamento che vi è sfuggito. La vostra paura e il vostro senso di


colpa vi annebbiano la vista e non sapete riconoscere la pienezza del messaggio che vi
è stato portato dal Cristo e da migliaia di messaggeri prima e dopo di Lui.

La vita è dura, non renderla più dura di quello che è. Apri il tuo cuore alla grazia
dell’Amore e vedrai che la Resurrezione avviene ogni giorno nel tuo corpo e nel tuo
spirito.

Non si tratta di attendere un Dio che verrà in un momento imprecisato a giudicare i


vivi e i morti. Non c’è giudizio per nessuno, né punizione eterna, né inferno infinito o
beatitudine senza fine.

La vita è un ciclo ininterrotto, senza tempo e senza luogo, eppure con infiniti tempi e
infiniti luoghi. Non verrà nessuno, né lì sulla Terra né in un Paradiso ipotetico, a
valutare la tua vita. Tuttalpiù ci sarà, a ogni passaggio da una vita all’altra, un momento
di comprensione, di riassestamento della tua esperienza e della tua identità, affinché tu
possa proseguire con maggiore efficacia il tuo cammino di evoluzione.

Non c’è nessun Dio da pregare e da supplicare perché allontani il calice. Il calice
l’hai creato tu per una serie di circostanze, nella tua vita, prima di nascere o nelle vite
precedenti.

Invece potresti chiedere l’aiuto di chi ti sta a fianco, incarnati o disincarnati, per
vivere bene l’esperienza dell’assaggiare il contenuto di quel calice, per gustarlo fino in
fondo e imparare profondamente l’insegnamento che in esso è contenuto, di evoluzione
e di sviluppo dei tuoi talenti.
È normale e umano chiedere che il calice sia allontanato. È profondamente umano,
non giudicarti se lo chiedi. Talvolta potrebbe anche essere un bene per te che il calice
sia allontanato, perché potresti non essere pronto. Ma se si ripresenta, accoglilo e
benedicilo. Vedrai che non è così amaro come temi, ma è plasmato sulla tua essenza.

Cristo è venuto a insegnare e a mostrarti la via.

Cristo è venuto a insegnarti a guardare dentro di te, chi sei veramente, la tua
essenza, i talenti che hai e le enormi potenzialità.

Cristo è venuto a insegnarti ad amarvi l’un l’altro e principalmente te stesso,


profondamente, cellula per cellula, pensiero per pensiero, azione per azione. Ad amare
te stesso in pensieri, parole e opere.

Se tu ami te stesso allora puoi amare gli altri. Sei in grado di amare veramente gli
altri solo se ami te stesso. Se la misura del tuo amore per te è piccola allora quella per
gli altri è piccola. Se c’è amore profondo per te stesso allora c’è amore profondo per
ciò che è fuori di te. È un principio di fisica quantistica, di come funziona l’universo.

Riempi, quindi, la tua vita di amore profondo e fecondo per te stesso, permetti che
trabocchi e che dall’abbondanza del tuo amore sgorghi l’abbondanza per gli altri,
persone, cose o animali.

Le vostre religioni tendono ad annullare la personalità individuale e a mettere in


risalto la collettività e l’obbedienza a norme che, vi viene detto, sarebbero state sancite
indelebilmente da Dio e che solo alcuni possono interpretare. È una grande bugia che vi
tarpa le ali e vi impedisce di volare alto.

Le religioni possono aiutarvi molto di più se sono uno strumento primariamente di


crescita individuale. È pur vero che collettivamente, sostenendosi l’un l’altro, il
cammino è più facile. Ma a volte avviene il contrario.

Quando eri ragazzo ti è spesso capitato la domenica di dover decidere, con i tuoi
amici, cosa fare. Alcuni volevano andare al mare, altri in montagna. Alla fine non
andavate da nessuna parte perché le dinamiche collettive impedivano l’un l’altro di
assecondare i desideri. Finivate così per impantanarvi. Preferivate accontentavi di un
misero pomeriggio tutti assieme piuttosto che osare di fare ciò che sentivate.

Così avviene nella ricerca spirituale. Il gruppo può bloccare l’evoluzione del
singolo.
Modificate le religioni o inventatene di nuove, se serve, in modo che vi aiutino a
essere Dio profondamente realizzato nell’ambito umano.

Aiutatevi a essere Vero Dio e Vero Uomo.

Sostenetevi, spingetevi, esortatevi nell’amorevole ricerca della vostra massima


espressività, sia nel campo fisico che spirituale. Siate maestri l’un l’altro, datevi
l’esempio, spronatevi, gioite e godete dei successi di ciascuno, inventate inni per
cantare assieme e lodare il Dio di ognuno e in ognuno e le grandi o piccole conquiste
che ciascuno fa.

La Deità, l’essere degli dei, è la vostra prerogativa, vostra e di molti esseri


dell’universo.

Tutti formano il Tutto. Ognuno è parte di un raggio di luce, anche se vibra a una
frequenza diversa e assume una tinta individuale. Ma in effetti i colori, tutti assieme,
formano la magnifica luce di Dio.

Dio è Tutto e tutti concorrono a formare il Tutto.

Dio è. E tutti, essendo, sono Dio.


< ^ >
27. INGEGNERE DELLA TUA VITA

Noi siamo qui a servirti per aiutarti a fare ciò che tu vuoi fare. Per noi è come
essere un gelataio che ti serve un gustoso cono gelato: è indifferente quali gusti decidi
di assaggiare.

Se ci chiedi aiuto perché vuoi andare in una certa direzione, ti aiutiamo a farlo; e se
non vuoi andare in nessuna direzione, per noi va bene in egual modo. Non ci appare
migliori né se vai né se resti.

Noi non abbiamo aspettative su di te, né Dio le ha. Che tu sia felice o rabbuiato per
noi non cambia niente, e per Dio nemmeno. Non varia il metro di giudizio con cui
misuriamo il tuo modo di essere: per noi è indifferente.

Molti di voi restano sorpresi da queste affermazioni (nonostante non sia la prima
volta che le sentono, da noi o da altri) soprattutto perché nella vostra cultura è
dominante il pensiero meritocratico basato su premi e punizioni, sul raggiungimento di
obiettivi, sulla definizione di standard di comportamenti. Pensiero che è stato acquisito
dalle vostre religioni per cui siete proprio convinti che voi siate chiamati a servire Dio,
che dobbiate comportarvi in un certo modo, seguire regole codificate, parlare, pregare
e pensare secondo schemi che sarebbero più graditi a Dio, per le quali darebbe un
giusto premio.

Ma Dio non ha aspettative. Dio vi lascia totalmente liberi di essere ciò che ritenete
opportuno essere.

Spesso prendi come punto di riferimento persone che ammiri. Fai attenzione a non
sottovalutare i sottili pensieri che stanno alla base del tuo modo di guardarle. Se per
certi versi può esserti d’aiuto avere come punto di riferimento Nelson Mandela
piuttosto che un Santo, stai attento a non cercare di voler essere come loro perché, se
sei concentrato su di loro, non riesci più ad ascoltare né a vedere te stesso. Potresti,
invece, prenderli a esempio e vedere in che modo hanno saputo ascoltare la voce
interiore che li ha aiutati, e talvolta spinti, ad andare in una determinata direzione. Ma
bada a non ricalcare gli stessi passi, così come stai in guardia a non percorrere i passi
di chi ti sta vicino (amici, parenti, conoscenti, illustri personalità).

La via è la tua via.


Scoprila dentro di te e, se lo ritieni opportuno, fatti pure aiutare da maestri,
sacerdoti, insegnanti, guide incarnate o disincarnate.

La via, è la via della piena manifestazione di sé.

È la via della gioia; è la via del benessere; è la via della ricchezza e


dell’abbondanza; è la via della salute, della libertà, dell’armonia. Per te stesso prima di
tutto, e anche per gli altri. Sei degno di avere tempo libero, bei vestiti, vacanze,
amicizie, denaro, piacere. Sei degno di essere felice, libero, realizzato. Tutti potete
farlo, nessuno è escluso.

La via non è la via della sofferenza, ma nonostante la sofferenza, nonostante i limiti,


le privazioni e le fatiche quotidiane.

Perciò ricerca la gioia: è un sentimento che ti guida, perché è il modo con cui
comunica l’anima. È un’onda di energia a cui l’universo risponde positivamente.

Prova a scoprire come tu crei la tua realtà con i tuoi pensieri. È un gioco che ti
consigliamo di fare, una caccia al tesoro dei pensieri, sia quelli macroscopici che
quelli più sottili che si annidano nei tuoi automatismi mentali. Prova a osservarli ed
eventualmente a modificarli.

Prova a diventare creatore di un altro modo di vivere, diverso da quello che stai
vivendo ora, se non ti aggrada. Prova a sfidare l’universo e dite: “finora la mia vita ha
funzionato così, ora provo a farla funzionare colà e vediamo che cosa succede”. È
questo un modo di apprendere piuttosto empirico ma che dà dei risultati. Starà a te
scegliere se ti vanno bene oppure no, non saremo noi a giudicarlo né sarà Dio a farlo.

Prova. Prova altre vie, diventa costruttore, ingegnere della tua fortuna. Scopri i
segreti e, se lo riterrai opportuno, insegnali ad altri.

Inizia da te stesso, sii egoista nel senso più puro del termine, cerca la tua essenza e
ti renderai conto come questo indirettamente farà star meglio anche gli altri.

Immaginati degno della fortuna. Immaginati che Dio ti ama anche se sei
abbondantemente ricco, anche se stai spaparanzato sulla più bella spiaggia che possa
mai immaginare gustando il miglior prodotto di quella terra. Dio ti ritiene degno di tutto
ciò.

Cerca l’eccellenza, il benessere, la fortuna, la gioia, l’abbondanza, la pace, la


salute, l’amore: ne sei degno.
Creali nella tua vita, manifestali con la tua vita.

I talenti li hai. Usali, non nasconderli sotto qualche albero per paura di perderli.
Falli fruttare, rischia, tenta con fede e determinazione.

E se i risultati non saranno quelli che ti piacciono, cambia ancora e ancora, finché
troverai la risposta alla tua più profonda domanda: “che senso ha la mia vita?”.

La tua vita ha lo scopo di manifestare la più alta espressione di te stesso.

Il tuo giocare al minimo non serve a nessuno: non serve a te per la tua evoluzione,
non serve a chi ti è vicino per la qualità della sua vita e per la sua evoluzione.

Se tra un attimo sceglierai di cambiare i tuoi modi di pensare e di essere, non è


detto che i risultati che ti aspetti si manifestino immediatamente. Ci sono diversi motivi
perché ciò accade. Anche se non li capisci, non scoraggiarti e sii tenace. Persegui
comunque il tuo obiettivo e lascia che l’universo si manifesti come vuole.

Non avere la pretesa di comprendere, ma comincia ad aver fiducia: fiducia nelle tue
capacità, fiducia nei talenti che ti sono stati dati, fiducia nella parola di Dio che ti dice:
“Prima di tutto ama te stesso, conosci te stesso, guarda all’interno di te e trova la tua
via”.

La via è la via dell’amore, l’amore principale è quello per se stessi: quando ti ami,
ami Dio. E amando te stesso e Dio ami l’universo intero.

Ti ricordiamo che il nostro è solamente un punto di vista. Se vuoi, confrontati con


altre persone che possono darti dei suggerimenti su come interpretare quello che ti
diciamo, ciò che senti nel cuore, i pensieri che ti passano per la testa, i pareri che leggi
nei libri o che senti da amici o da altre persone. Fallo con la massima libertà.

Noi siamo qui per aiutarti, per darti le palline di gelato che tu desideri. Siamo qui a
tua disposizione, sfruttaci: ci farà piacere aiutarti.

E ricordati che una sana alimentazione non è fatta solo di gelati, per cui impara a
nutrirti rifornendoti anche da altri negozianti o raccogliendo dal tuo giardino ciò che tu
stesso hai modo di coltivare.

Ora, se ci sono domande siamo qui a disposizione.


LE “LEGGI” DI FUNZIONAMENTO DELL’UNIVERSO

Cara Guida, sono a disagio per quello che dici.

Per certi versi è in sintonia con quello che hanno detto altri esseri Illuminati o
altri Maestri terreni, ma per altri è molto diverso. Sono confuso. Mi puoi aiutare?

Quello che stiamo cercando di fare è sbloccare alcuni meccanismo mentali ed


emotivi che tarpano la vostra vita. Siete sordi e dobbiamo ripetere le cose più volte, in
alcuni casi aumentando il tono.

È una sordità che deriva anche dalla cacofonia di suoni e voci che vi circonda.
Maestri, religioni, libri, modi di pensare, tradizioni, pressioni sociali, mode… vi
bloccano nel vostro fluire.

Per favore, dammi allora una visione più completa.

Sono pagine e pagine che cerchiamo di farti vedere le cose complessivamente.


Proviamo così.

Tu sei un Essere Unico. E al contempo sei parte di un organismo più ampio.

Sei libero, totalmente libero di essere e di fare ciò che vuoi, ma sei anche
sottoposto a delle “leggi” che fanno funzionare l’Universo.

La parola “leggi” la devi intendere come quando la usi per le leggi della fisica, vale
a dire modi con cui funziona l’universo. Queste leggi prevedono molteplici possibilità.
La vostra legge di gravità prevede che una mela, se si stacca dall’albero, cada per
terra, invece le leggi universali prevedono che la mela cada a terra, che non cada, che
vada verso l’alto, che si muova orizzontalmente e obliquamente, che la mela si
trasformi in qualcos’altro, e un infinito numero di varianti. Dipende.

La vita dipende da tante cose: da ciò che Sei, dal tuo livello evolutivo, dalle tue
capacità di creare con il corpo, la mente, le emozioni, lo stato energetico; e dipende
anche da come agiscono di altri organismi che popolano la Terra e l’Universo.

Bene, una delle “leggi” dice: “Come in cielo così in Terra”. Cioè sulla Terra e “in
cielo” funzionano le stesse leggi, puoi realizzare cose che avvengono in altre parti
dell’Universo, per esempio in pianeti più evoluti, o tra gli Angeli. Lassù vivono
l’Amore e hanno maggiore dimestichezza con molte “leggi”.
Gli Angeli non fanno niente per obbligo, ma solo per amore. Sono maestri
dell’Amore. Sanno essere Amore per se stessi e per tutto ciò che è fuori di essi. Sanno
essere integri e usare al meglio gli strumenti della creazione, individuale e collettiva.

Ma per diventare maestri, prima hanno avuto bisogno di impararlo. Gradualmente.


Come voi, che prima imparate a far da mangiare per voi stessi e poi aprite un ristorante;
oppure prima imparate a leggere per voi e poi fate lo speaker televisivo; prima
imparate a guidare l’auto per voi stessi e poi trasportate gli altri; prima studiate per voi
stessi e poi diventate maestri di scuola.

Prima per se stessi e poi per gli altri. La precedenza a se stessi comporta
necessariamente saper stare bene con gli altri, saper creare benessere anche per ciò che
è intorno.

Un passo alla volta.

Il primo passo non esclude gli altri, anzi. In un’arrampicata spesso i primi passi
sono i più facili, il difficile viene dopo. Ma le Guide Alpine che vi insegnano, sanno
che se imparate a muovere i primi passi correttamente, poi vi troverete meglio ad
affrontare le cose più difficili. Spesso all’inizio devono togliervi le caratteristiche che
avete appreso passeggiando al mare.

Così noi spesso dobbiamo insistere e insistere, ripetere le stesse cose affrontandole
da vari punti di vista.

I nostri insegnamenti non sono diversi da quelli degli altri Maestri.

Sono adattati a questa “classe”, in questo momento e al suo livello di evoluzione.

Sono tarati su chi partecipa agli incontri e a chi legge il testo. Sono insegnamenti
parziali e incompleti, volutamente.

Si, capisco. Ma…

È la tua mente che ha bisogno di controllare. Sei tu che hai paura di sbagliare.

Quando ti elevi a un altro livello energetico hai una comprensione maggiore e più
completa. L’hai notato?

Si. È vero.

È quando resti al livello della mente che ti sembra che tutto sia spezzettato,
esagerato, incompleto, sbagliato.

Voi create a molti livelli, in più spazi e in più tempi. Questa è una delle leggi
universali.

Te lo ripeto. Tu crei a molti livelli, in più spazi e in più tempi.

Perciò ti diciamo di imparare a creare coscientemente per te. Puoi creare con
corpo, parole, pensieri, emozioni, stati energetici.

Scopo dei nostri insegnamenti non è quello di aiutarti a conoscere gli strumenti di
creazione e a svilupparli; altri libri, altri insegnamenti o Maestri sono più adatti.

Il nostro scopo è togliere i sensi di colpa e ampliare la tua e vostra visione.

Non ho finito…

Scusami, mi sono distratto. Le tue parole mi sembrano così adatte che mi


sembravano sufficienti.

Ci sono, nel vostro mondo, delle energie che non collaborano con il vostro
sviluppo. Vi fanno sentire in colpa, vi fanno credere che quello che diciamo è sbagliato
o frutto del diavolo o cose simili. Loro fanno la loro parte, noi la nostra. Anche loro
usano l’energia, anche loro usano parole suadenti che sembrano logiche e sagge.

Per riconoscere e scegliere quali siano più adatte a voi avete uno strumento potente:
il cuore. Ma spesso il cuore è ricoperto da ruggine, ragnatele, paure, frustrazioni,
delusioni.

Noi usiamo questo mezzo per parlare al vostro cuore, affinché si sciolga dai lacci e
si liberi. Così che possiate fare le vostre scelte con maggiore autonomia.

Per questo spero che tu senta il nostro amore quando ti parliamo.

Con i tuoi eccessivi pensieri crei dei campi energetici turbolenti che non
favoriscono il tuo sviluppo. Perciò è bene che tu non abbia troppe aspettative né che
rifiuti, che non abbia paura ma che percorra tranquillamente la tua strada.

Lo sviluppo sereno e completo delle tue attitudini, il cambiamento tranquillo di


punti di vista, l’acquisizione di nuovi modi di essere e di fare, la variazione dello stato
energetico, sono tutti passaggi utili alla tua evoluzione.
Lo scopo è aiutarti a manifestare la più fulgida visione di chi sei, a realizzare la più
concreta e completa persona di successo, sia dal punto di vista materiale che spirituale.

Imparato questo, ci sono altre lezioni.

Intanto studia e fai i compiti per casa. Ma falli, i compiti! Se non li fai, poi non
venirci a dire che la tua vita non cambia.
< ^ >
28. SCOPRIRE DIO È UN PROCESSO DI
MANIFESTAZIONE

Siamo qui riuniti anche oggi per condividere una porzione di tempo con lo scopo di
favorire la reciproca crescita.

La dimensione terrena in cui ti trovi offre delle particolari opportunità di crescita


spirituale, anche se sei immerso profondamente nella materia.

Tutto è Tutto, e tu hai il privilegio di sperimentarne una porzione, in particolare ciò


che ha a che fare con la materia. È una cosa che noi non possiamo fare, dunque, dal
nostro punto di vista, tu sei un maestro, tu puoi insegnare a noi cose che non
comprendiamo.

Secondo alcuni vostri parametri, la scala evolutiva ha a che fare con la materia, il
mondo animale, il mondo umano e il mondo spirituale: questa visione, se per certi versi
è vera, per altri può trasmettere l’immagine che ci sia un crescendo qualitativo dal
punto di vista spirituale. Ma le vere persone “spirituali” comprendono che Dio è l’alfa
e l’omega, il bene e il male, l’energia densa e quella impalpabile.

“Dio materia” non è diverso da “Dio spirito”.

L’aiuto che noi possiamo darti da qui è quello di ricordarti chi sei: tu sei spirito che
si manifesta in forma materiale, tu sei Dio reso uomo, tu sei l’alfa e l’omega, il qui e il
lì, il sopra e il sotto.

Tu sei il Tutto reso parziale.

Così come in ogni cellula del tuo corpo è possibile rintracciare il tuo DNA, nello
stesso modo tu, cellula vivente di un corpo infinitamente grande, hai in te il DNA del
Divino.

Il percorso che stai seguendo nel mondo terreno è limitato e limitante e, mentre ti
risvegli e inizi a percepire il bagliore di una nuova alba, la tua frustrazione aumenta a
causa della dicotomia che percepisci tra il tuo essere terreno e il tuo essere spirituale.
Ti suggeriamo con tutto il cuore di trovare un equilibrio tra queste tue due dimensioni.
Ci sembra sia opportuno che eviti la tentazione di mediare tra le due, limitando ora
l’una ora l’altra, e che provi a percorrere la strada opposta, cioè quella di esaltare sia
l’una che l’altra, sia il tuo essere corpo sia il tuo essere spirito.

Lascia andare, per quel che puoi, la paura e i sensi di colpa, godi pienamente di tutti
i magnifici benefici che derivano dall’avere un corpo e dalle splendide opportunità
della tua apertura spirituale.

Essere nel contempo vero Dio e vero Uomo: ecco una bella sfida che ti può
attendere nei prossimi anni.

Tanti problemi nascono dalle definizioni che voi date a Uomo e a Dio. Cerca una
definizione, inventala se non la trovi, che calzi a pennello con te stesso e che ti aiuti a
esaltare la tua vita divina-umana.

Sii maestro nel far fruttare i talenti che ti sono stati dati e nel godere delle risorse,
del denaro, delle amicizie, dei beni materiali. Sii maestro nell’ammantarli di
spiritualità, il che non vuol dire essere pii e devoti a una volontà esterna ma, piuttosto,
far risplendere l’amore che hai in te, per te stesso e per gli altri.

Talvolta si commette l’errore di immaginare la spiritualità come un punto di arrivo,


qualcosa a cui tendere, ancora di più se trascendente, e dimenticate invece che
spiritualità vuol dire amore. Amore per la materia e per l’immateriale, amore per
l’universo in qualsiasi forma si manifesti. L’amore non ha forma né limiti, l’amore “è”,
dovunque e in chiunque.

Ora, se la tua evoluzione fisica ti consente di essere un cantante, canta: canta


l’amore in tutte le sue manifestazioni; canta la vita e canta la morte, la gioia e la
tristezza; canta per te e per gli altri, da solo o in compagnia. E se il tuo livello evolutivo
fa sì che tu sia un artigiano, lavora con amore, per te stesso e per gli altri, da solo o con
altre persone, crea e realizza secondo i tuoi istinti, sogni e desideri. Non darti pena per
il fatto di essere un artigiano invece di un cantante, cercando di capire quale dei due sia
il modo migliore per seguire Dio, poiché entrambi sono Dio.

Talvolta hai l’impressione di essere finito su un binario morto: non è così, sei
solamente fermo in una stazione e il tuo viaggio riprenderà non appena avrai ripreso le
forze. Devi aver rispetto del tuo fisico, quel magnifico strumento che ti è stato dato per
crescere, non puoi pretendere di correre continuamente a perdifiato. A volte una pausa
rigenerativa è indispensabile, anche nella crescita spirituale.
Godi, dunque, del tempo del riposo come del tempo del lavoro, del tempo
dell’attesa come del tempo dell’azione: non giudicare né l’uno né l’altro e sii felice
comunque.

Non giudicarti se ti stai riposando, non punirti dicendoti: “avrei potuto fare di più e
in modo diverso”, ma guarda il presente e bèati del tuo modo di essere.

Non c’è passato né futuro: solo “adesso” è il tempo che conta.

Questo è il tempo divino: adesso.

Diventa maestro del godere dell’infinito momento presente: questo è uno dei trucchi
per poter camminare di fianco a Dio.

Così permetti a Lui di manifestarsi nella tua vita, non tanto quanto Essere separato
da te ma come Essenza che è in te e che si rende manifesta.

Scoprire Dio, dunque, non è un percorso di ricerca, ma un processo di


manifestazione dall’interno verso l’esterno.

Dio è ovunque: più lo cerchi meno lo trovi, più lo manifesti più lo trovi.

Manifesta il divino: sii Dio e Dio sarà con te.


< ^ >
29. AIUTARE IL FIGLIO

[Una mamma parla di suo figlio]

Mi potete dire qualcosa di Alessandro? Non so cosa fare e come devo


prenderlo in questo periodo.

Questa domanda parte dal presupposto che tu non sappia. Cosa vuol dire che non
“sai” come prenderlo? Cosa vuol dire che non “sai” cosa fare? Davvero non sai?

Sembra nervoso, confuso, non tranquillo. Soffre. Mi chiedo se posso fare


qualcosa oppure se devo accettare la situazione così com’è e stare a vedere come
vanno le cose da sole.

Mia cara, il dialogo è uno strumento fondamentale nella vostra vita.

Dialogo vuol dire luogo d’incontro tra due diversi.

La prima cosa da fare è accettare che voi due siete molto diversi uno dall’altra. Tu
puoi accettare che lui sia diverso. Puoi anche accettare che lui possa rifiutare la tua
diversità: perché non è capace di accoglierla oppure perché è un suo libero arbitrio.

Il dialogo è la forma di manifestazione del sé.

Se vuoi incontrare tuo figlio, manifesta chi sei.

Manifesta i tuoi pensieri, le tue preoccupazioni, l’amore profondo per lui, il tuo
grande desiderio di aiutarlo e di lasciarlo libero, la tua passione nel sostenerlo e
nell’incoraggiarlo ad andare per la sua strada; il tuo orgoglio per i suoi talenti, le sue
potenzialità, la sua sensibilità; le tue speranze per il suo futuro; i tuoi sogni; le tue
frustrazioni nel non riuscire a fare quello che vorresti.

Manifesta chi sei, la tua ombra e la tua luce, il tuo amore, la divinità che è dentro di
te.

Una lampada se non è messa in cima al lampadario non illumina, è inutile tenerla
nascosta 9.
Incontra tuo figlio, amica mia, non per curiosità, non per dare né per ricevere, ma
per manifestare Chi sei. Lascia che sia lui ad accoglierti. Lascia che sia lui ad avere la
soddisfazione di affrontare le sue sfide e a trovare le soluzioni.

È uno splendido ragazzo, molto sensibile, ricco di talenti. In certi momenti è


confuso, insicuro; ha grandi sogni, vorrebbe un mondo migliore, ma non sa da che parte
cominciare; vede le vostre difficoltà e vorrebbe poter far qualcosa, ma d’altra parte
sente la spinta a percorrere la sua strada e non sa come mediare tra le sue due pulsioni.

Parlargli, mia cara: con le tue parole abbraccialo, coccolalo, cantagli la ninna
nanna che gli cantavi quando era piccino. Ne ha bisogno ora che è grande come quando
era in braccio a te, e ne avrà bisogno domani quando sarà un uomo maturo.

Siediti accanto a lui e parlagli non dei problemi ma dell’amore, della linfa che
scorre dentro le vene di ognuno e lui scoprirà di avere la stessa linfa, vitale, energica.

Non vergognarti della tua imperfezione ma fa che la tua imperfezione sia uno dei
mezzi per manifestare il tuo amore.

Digli che lo ami e che non ti aspetti niente da lui.

Digli anche che ti piacerebbe che lui manifestasse il suo amore: non in quanto sia un
tuo diritto, quanto, invece, l’apoteosi del suo essere.

Digli di quanto grande è, quanto bravo è. Aiutalo a vedere i suoi talenti.

Digli quello che è, non quello che potrebbe essere o dovrebbe fare.

Parlagli al presente: parlagli dell’amore che tu sei e lui è.

Non importa se troverai le parole giuste perché, a certi livelli, la comprensione


passa per canali che sono sì quello della parola, ma soprattutto quello del cuore e della
non-mente.

Ti abbiamo suggerito, mia cara, una via che chiede a te di cambiare un po’.

Qual è l’amore più grande? Dare vita agli altri, dicono i vostri testi. Che non vuol
dire rinunciare alla propria, ma fare in modo che gli altri scoprano la vita, la amino e la
esprimano: pienamente.

Dio, Vita e Amore sono sinonimi.


L’amore più grande è dare Amore agli altri; è dare Dio agli altri; è dare Vita agli
altri.

Gli altri sono già Amore-Dio-Vita, ma se lo sono scordati. Si tratta di aiutarli a


riscoprire ciò che già Sono.

Ora, queste parole, sembrano difficili per te, ma siamo certi che troverai tu il modo
di sceglierne di adeguate.

Non aspettarti che lui cambi, dai con l’intenzione di dare.

Nutri la sua pianta e le sue radici, sarà lui a far fiorire i suoi magnifici rami.

Ti salutiamo e ti abbracciamo, e ti ricordiamo che siamo sempre qui con te.


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30. IL RESPIRO DI DIO

Voi vivete senza giudizio e ci accettate per quello che siamo, in un abbraccio
di puro amore.

Se anche noi umani accogliessimo noi stessi e gli altri riconoscendo che
ognuno cerca di essere felice come può, facendo del proprio meglio per riuscirci,
vivremmo molto meglio e tante guerre, personali e non, verrebbero evitate e il
giudizio, che ci allontana dalla verità, uscirebbe dalle nostre vite. Vivere i nostri
rapporti in questo modo ci aiuterebbe a sviluppare la via maestra dell’amore?

Mio caro amico, è una domanda ricca quella che è stata posta, ricca di sfaccettature
e di amore.

In effetti tutto ciò che esiste è amore. Ma l’amore, per potersi manifestare, ha
necessità di assumere forme sempre diverse, mutevoli nello spazio e nel tempo, da
persona a persona, da contesto a contesto.

Ci rendiamo conto che, dal vostro punto di vista, venga spontaneo anelare all’unità
e al raggiungimento di un amore profondo fra tutte le persone, gli esseri, le piante, le
componenti della Terra e dell’universo intero.

Questo anelito, talvolta, assume una forma di tristezza perché avete nostalgia
dell’amore totale che vivete quando, dopo la morte, tornate alla dimensione di completa
fusione con l’Assoluto.

La vita è un continuo pulsare, micro e macro, e anche il passare dalla vita terrena
alla fusione con lo Spirito è una forma di pulsazione.

Perciò, accettate che ci sia la pulsazione, che in certi momenti ci sia la fusione con
il Tutto in altri ci sia la separazione. Questo movimento simile al respiro è il respiro
della vita, è il respiro di Dio.

Se ci fosse solo la fusione in Dio non ci sarebbe evoluzione e Dio non potrebbe
manifestare se stesso nella sua essenza. Dio è la vita, se ci fosse solo la fusione non ci
sarebbe questo respiro e non ci sarebbe Dio.
Voi stessi siete parte di Dio, voi stessi respirate, voi stessi vivete.

In alcuni istanti provate delle emozioni che chiamate positive e in altri quelle che
chiamate negative, in taluni istanti vi piace essere in compagnia e in altri avete la
necessità di restare da soli. Se foste continuamente assieme ad altre persone, che amate
e con le quali vi trovate bene, alla fine non riuscireste veramente a percorrere la vostra
strada e perciò il distacco, per quanto doloroso, è un mezzo essenziale di sviluppo e di
maturazione di se stessi.

Per questo oltre a favorire la fratellanza, imparate a favorire anche l’individualità.


In una famiglia, se si continua a proteggere il figlio tenendolo avvinghiato, gli si tarpano
le ali e gli si impedisce di diventare una giovane adulto e, domani, una persona formata.

Come è nel micro, così è nel macro.

Non rifiutate le intemperie e le difficoltà della vita, qualunque siano, che le capiate
o no. Le intemperie vi aiutano crescere, vi stimolano e vi fanno avanzare nel percorso
che vi siete dati.

Non abbiamo risposto direttamente alla tua domanda ma abbiamo cercato di


illuminare una zona del vostro modo di vedere le cose.

Qualche volta, spinti dalle migliori intenzioni, correte il rischio di preferire alcuni
aspetti della vita e di rifiutarne altri. E di fare delle semplificazioni.

Alla tua domanda verrebbe da rispondere: “ovviamente sì, vivere nel modo che hai
descritto aiuterebbe a sviluppare una qualità di vita migliore”.

Se voi aveste un livello di coscienza più sviluppato e aveste dimestichezza con i


meccanismi di creazione, la vostra vita sarebbe più facile. Ma non siete in quella
situazione. La vostra mente, anche con le migliori intenzioni, vi inganna e vi fa credere
che il vostro punto di vista sia migliore, che se si facesse come dite voi tutto si
risolverebbe, che basterebbe impegnarsi, darsi da fare in un modo diverso. Invece non
è una questione di fare, ma di essere.

Quando sei sazio smetti di mangiare, non è smettendo di mangiare che diventi sazio.
Quando sei “evoluto” acquisisci certi modi di essere e di fare, non è sforzandoti di
averli che diventi evoluto. Usiamo il termine “evoluto” per cercare di farci capire, ma
non ci sembra un termine adeguato.

Per questo ti suggeriamo di dare il benvenuto a tutte le manifestazioni del tuo


essere, individuale e collettivo. Aiutatevi l’un l’altro a scoprire ciò che siete e ad
amare voi stessi.

Amandoti sei amore, il tuo stato evolutivo cambia e produce significative variazioni
nella vita, tua e dell’umanità.

Sappiamo che una perplessità che hai è relativa all’enfasi che abbiamo posto alcune
volte sull’importanza di mettere in risalto la propria individualità.

A prima vista potrebbe sembrare che il nostro sia un discorso egoistico che non
tiene conto della collettività e di tutti gli altri regni che compongono la vostra magnifica
Terra e l’intero universo.

In questi incontri vogliamo porre in evidenza alcuni aspetti, rimarcandone


l’importanza, proprio perché, talvolta, siete sordi a questi concetti. Ci vorrai scusare se
lo facciamo con intensità e insistenza. Ma noi ci diamo un tempo lungo, perciò nella
vostra vita tutti gli aspetti verranno messi in evidenza: c’è il tempo per lavorare e il
tempo per riposare, c’è il tempo per seminare e quello per raccogliere: c’è il tempo per
se stessi e c’è tempo per gli altri.

L’enfasi che poniamo serve a mettere in risalto l’importanza di imparare a


conoscere l’amore.

Finché non si impara ad amare se stessi difficilmente si riesce ad amare gli altri;

finché non si accetta se stessi difficilmente si accettano gli altri;

finché non si accolgono le proprie zone d’ombra difficilmente si accolgono quelle


altrui;

finché non si realizza pienamente se stessi difficilmente si riesce a permettere che


gli altri realizzino se stessi.

Il nostro insegnamento tende a mettere in risalto il Tutto ma, necessariamente, ne


affrontiamo un pezzettino alla volta.

IL SENSO DELLA PREGHIERA


Mi ricollego a quello che hai detto in un altro momento.

Una persona sta male e io prego gli Angeli o lo Spirito Guida o Dio di farle
passare i dolori, oppure chiedo che a un’amica si risolva una situazione
particolare: tutto questo non ha senso perché, come dite voi, la persona prima di
nascere ha già deciso quale sia il suo percorso, quindi deduco che non si possa
interferire e che voi non possiate fare niente.

Allora che senso ha pregare?

Cara amica, il senso non è dato dal risultato ottenuto. Il senso è dato dall’intenzione.
Impara a essere distaccata dal risultato.

Se misuri il successo di un atto in funzione del risultato che ti aspetti e mediante le


limitate capacità di comprensione che possiedi, corri il rischio di avere una percezione
sbagliata di un fenomeno importantissimo qual è la preghiera.

Tu non puoi sapere quale sia il percorso evolutivo di una persona né quale sia il
tuo. Una persona potrebbe aver bisogno di soffrire per poter procedere nel suo
cammino evolutivo; e chi prega potrebbe aver bisogno di ricevere una non risposta per
poter evolvere.

Se Dio dovesse dar ascolto a tutte le preghiere che gli vengono fatte, impazzirebbe.
Tutti i tifosi di una squadra sono lì a pregare perché l’attaccante segni il rigore, e tutti i
tifosi della squadra avversaria sono lì a pregare perché il portiere pari; c’è chi prega a
scuola perché l’interrogazione vada bene nonostante non abbia studiato e l’insegnante
prega perché il ragazzo studi; la madre prega perché il figlio righi dritto e il figlio prega
perché lei lo lasci in pace. E Dio sarebbe continuamente tirato di qua e di là. Non è
così che funziona.

La preghiera è un atto di relazione nei confronti dell’universo intero, nei confronti


di Dio e dello Spirito che c’è in ciascuno e ovunque.

Ci sono molti modi di pregare. Uno è quello di ringraziare, uno di chiedere, uno di
condividere. Uno di contemplare. C’è anche un modo di pregare che può essere simile a
una chiacchierata con un vostro amico, a cui confidate i vostri pensieri, sogni,
delusioni. E ce ne sono infiniti altri.

La preghiera è un atto d’amore, gratuito, disinteressato.

La preghiera ha comunque effetto. Amica cara, torniamo a ribadirlo: la preghiera ha


comunque effetto. Solo che può avere effetti nei modi e nei tempi che non ti aspetti o
che non percepisci. Perciò, mia cara, non è mai vano pregare.

Sappi che c’è modo e modo di pregare, e tu sei libera di scegliere.

Un modo splendido è quello che vi ha insegnato Gesù ma che non è quello che vi è
stato trasmesso. Non si tratta di dire: “Padre nostro che sei nei cieli, dacci il pane
quotidiano.” Ma è quello di dire: “Padre nostro che sei ovunque, che bello, anche oggi
abbiamo il pane!”

Ci sono state delle interpretazioni errate, nel passaggio da una lingua a un’altra e da
una cultura all’altra, che hanno fatto in modo che il semplice insegnamento di Gesù sia
stato travisato.

L’universo è simile a un fotocopiatore e risponde a quello che siete, al vostro stato


energetico, al vostro vibrare, a ciò su cui siete focalizzati e alle emozioni connesse. Se
chiedete il pane quotidiano vuol dire che non lo avete e che dubitate che l’universo ve
lo procuri. Per questo nella vostra vita si realizzerà la mancanza. Se ringraziate per il
pane, per l’abbondanza, l’universo risponde con abbondanza.

Se la vostra preghiera è formulata in termini dubitativi o di mancanza, l’energia che


mandate nell’universo genera effetti dubitativi e di mancanza; se la preghiera è
formulata in termini di certezza, genera certezze. Certezze che non sono dovute ad atti di
fede né ad atti di volontà, ma a semplici constatazioni. “Mio caro Dio, io sono seduto
su questa sedia”. Questo non è un atto di fede né di volontà: è una constatazione.
Quando partite da una constatazione e siete intonati con i vostri pensieri, le emozioni e
l’anima, la preghiera che sgorga è congruente e l’energia che ne viene generata ha degli
effetti molto, molto efficaci.

Gesù, quando compiva i miracoli, usava questo sistema. Era talmente concentrato
nell’Essenza e nella trinità mente-corpo-spirito che non chiedeva la guarigione ma
ringraziava per la guarigione che sarebbe avvenuta. Voi non siete ai suoi livelli per cui
l’effetto del vostro pregare non ha la stessa velocità e la stessa precisione.

Ora, hai posto l’accento sulla richiesta di guarigione.

La guarigione è un fenomeno molto simile: voi non sapete perché una persona si
ammala e non sapete quale sia il percorso che più le è adatto. Non potete sapere quale
sia il momento per quell’anima di smettere di soffrire né può saperlo la persona
ammalata.
Non ti stiamo dicendo di smettere di fare tutto il vostro possibile (compreso il
pregare) per aiutare quella persona. Anzi. Potrebbe essere che il vostro percorso
evolutivo passi attraverso il sostegno incondizionato e senza aspettative di quella
persona ammalata, che proprio la sua malattia sia per voi una grande opportunità di
evoluzione.

Lo stesso dicasi per il sostegno a un collega, un cliente, un familiare, un superiore.


Fate tutto il possibile per dare il meglio di voi, accogliete ogni sfida, usate tutti i talenti
sempre e comunque.

E ricorda che talvolta saper usare i talenti significa anche saper dire di no. Con
questo so di averti sorpresa.

Talvolta l’amore richiede di saper stare in disparte e, in taluni momenti, è


necessario saper dire di no anche se questo fa soffrire le persone che più amate. Ora
mia cara, se questo “no” viene dalla tua malvagità, possiamo accettarlo e, forse, anche
dirti che potrebbe non essere proprio adeguato al tuo sviluppo. Ma se il tuo “no” è un
atto d’amore, nei confronti dell’altro oppure di te stessa, allora quel “no” è un momento
di crescita per tutto l’universo.

L’AMICIZIA

Cosa posso fare per la mia amica Paola? Da tempo è sfuggente e non capisco
cosa stia succedendo.

La libertà è il tema di molte vostre canzoni. Voi siete capaci di cantare la libertà,
ma fate fatica ad accettarla. Non sempre siete capaci di essere liberi dalle vostre
convinzioni più profonde e non sempre siete capaci di capire cosa sia l’amicizia.

L’amicizia non è attaccamento, l’amicizia è permettere all’altro di essere libero di


essere se stesso: qualunque scelta faccia, anche se può sembrare bizzarra, stupida,
egoista o che, addirittura, possa fare male. Si, le decisioni degli altri talvolta possono
fare soffrire.

Riguardo al comportamento della tua amica, non ti serve che ti arrovelli e ti chieda
continuamente “perché?”. Forse ti è più utile accettare la situazione senza aspettative, il
perché lo capirai prima o poi, per ora sono pura curiosità e sensi di colpa che non
servono né a te né a lei.
Se, invece, la tua domanda è “cosa posso fare?”, la prima cosa che mi viene da dirti
è: lascia andare, non essere attaccata a tue aspettative di comportamenti che, secondo
te, lei dovrebbe avere. Ricorda che spesso i comportamenti sono dettati dalla paura, dal
senso di inadeguatezza, dall’incapacità di gestire la situazione.

Tu, amica mia, per ora non puoi fare niente. Può darsi che un domani possa fare
qualcosa, come pure che non possa fare niente. Il mio consiglio è di volerti bene e di
accettarti, così come sei. Capisco quanto tu soffra per la perdita di un’amicizia.

Ma non temere, trova altre amicizie, sii fonte di altre amicizie, crea ponti. Apriti,
buttati, lasciati andare: hai un cuore grande e un modo di fare molto accogliente. Non
restare fossilizzata in un rapporto dualistico, apriti, non rifiutare te stessa né rifiutare il
mondo: ci sono infinite possibilità che tu puoi cogliere.

Coglile, se vuoi, se senti che questo è bene per te, e non sentirti in colpa per non
aver fatto abbastanza per la tua amica. Tu hai fatto quello che potevi e che sei stata
capace. Certo a tutti viene da dire “se avessi fatto in modo diverso le cose, forse,
sarebbero andate meglio”, ma non lo puoi sapere né puoi tornare indietro.

Cerca di volerti bene, amica cara, perché volendo bene a te stessa attorno a te si
crea un campo di energia positivo che fa sì che le persone che incontri siano attratte dal
tuo modo di essere. Senza avere aspettative.

Sii come un porto che accoglie e protegge chi vuole entrare e lascia partire chi
vuole far rotta verso la propria destinazione.

Non nutrire rancori per chi resta poco o decide di navigare altrove. Non dipende da
te, e se qualcosa dipende da te cerca di curare le cose che puoi curare. Ma non
arrovellarti per cose che non puoi controllare.

La libertà è uno spazio libero, Dio è libertà.

Nell’andare ognuno manifesta una delle caratteristiche di Dio.

Nel restare ognuno manifesta una delle caratteristiche di Dio.

Nell’accogliere tu manifesti una delle caratteristiche di Dio

E nel respingere tu manifesti una delle caratteristiche di Dio.

Perciò prenditi tutto il diritto di accogliere e di respingere ciò che senti giusto. Non
è detto da nessuna parte, e non v’è scritto nei cieli, che chi accoglie sia migliore di chi
tiene lontano. I vostri schemi mentali a volte vi confondono e vi creano dei sensi di
colpa. Non è detto che ciò che non brilla in Terra non sia immagine di Dio.

Abbi pietà, dunque, della tua amica, benedicila e lasciala andare. E se dovesse
tornare da te accoglila e benedicila, se questo è ciò che senti.

Dio è grande, l’universo è grande: c’è posto per tutti. La pace sta nel trovare il
proprio posto. Con l’augurio che la tua amica trovi il suo e tu il tuo.

Ciao. E ricordati che siamo sempre con te.


< ^ >
31. ACCENDI IL FUOCO

Care Guide, sono molto, molto confuso.

Quando elevo la mia energia riesco a percepire una connessione con il tutto e
posso capire di essere parte di Dio. E posso anche capire di essere io creatore
della mia vita.

Ma in altri momenti mi sembra che sia tutto così assurdo. Secondo quello che
ho sentito altrove e i vostri insegnamenti, la mia vita dipenderebbe da: il
programma che mi sono fatto prima di nascere, il programma che si sono fatti gli
altri, la libertà di ognuno di fare quello che vuole, i limiti fisici, gli impulsi
istintuali, la costituzione genetica, i cromosomi dei miei genitori, l’influenza degli
astri, le emozioni che ho provato fin quando ero nella pancia della mamma e per
tutta la vita, l’educazione che mi hanno dato e le esperienze che mi sono successe,
l’alimentazione, i condizionamenti dell’ambiente in cui vivo, i blocchi energetici
del mio karma, le influenze dei miei antenati, la coscienza collettiva, il campo
energetico universale, l’azione delle Guide, il tempo non tempo, le multi-
dimensioni ecc. ecc. Mi fermo qui per brevità.

E secondo voi io sarei libero di creare chi sono? E di fare quello che voglio?!

Mi sembra tutta una balla che mi sono inventato io. O che vi siete inventati
voi. Scusate la franchezza.

Ah, mio caro, com’è complessa la vita!

È da tanto che lo diciamo. Non sei in grado di comprendere una complessità così
vasta e te ne fai un cruccio, come se fosse colpa tua, o nostra.

Mio caro amico, abbandona il controllo, lasciati prendere in braccio e appoggia la


testa sulla nostra spalla. Lasciati cullare.

L’insegnamento può essere per forza personalizzato e parziale, dipende da ciò che
sei in grado di essere e di fare. Certo che ci sono stadi evolutivi che consentono di
essere e di fare in modo diverso, ma volutamente non li indichiamo. Maestri ne hai
avuti, libri ne hai letti molti: non ti serve affastellare altre fascine di conoscenza teorica
nella legnaia.

Ti serve accendere il fuoco della Tua Conoscenza.

Tu hai timore di accendere il fuoco, hai paura di scottarti e di bruciare tutto, hai
paura della luce. E allora preferisci che qualcuno ti porti altra legna.

Il nostro obbiettivo è quello di aiutarti ad accendere il tuo fuoco. Che lo faccia tu,
non noi né nessun altro per te.

Il fuoco ha permesso all’umanità di fare un balzo in avanti, è stato un passo


prodigioso che ha favorito un’evoluzione magnifica che ha benefici tuttora. Così
l’accensione del fuoco della tua comprensione ti permetterà di evolvere, di godere in
modo nuovo delle magnifiche opportunità della vita, di generare benefiche influenze su
quella di chi ti è vicino, o lontano o che verrà dopo di te.

Il fuoco è l’amore, complesso e dinamico.

Guarda il fuoco come danza, mai fermo, mai uguale; ascoltane il crepitare sempre
vario; annusane il profumo a folate. Il fuoco è sempre nuovo.

È meglio un fuoco imperfetto che una perfetta legnaia!

Comincia a usare le conoscenze che hai; integrale; plasmale con le tue mani; dai
loro vita. A tutte le conoscenze, dal saper riparare la bicicletta ai concetti di teologia
più raffinati che ti sono stati dati qui e altrove. Trasforma te stesso da ciocco di legna in
fuoco. Non in un burattino come Pinocchio ma in un essere che Sa.

Sa di essere perfettamente imperfetto, in eterno divenire.

Tu, parte del Tutto, hai la Conoscenza parziale.

Usala.

Siila.

Ho capito. Ma sono frastornato. Non so da che parte cominciare.

Comincia a far ordine nella tua legnaia. Comincia a prenderti le tue responsabilità.
Comincia a essere adulto. Da bambino ti dicevano di non andare nella legnaia, di non
accendere il fuoco perché è pericoloso. Ora non sei più un bambino. Ora puoi farlo.
Non perché ti autorizzo io, ma perché sei cresciuto, è un dato di fatto. Stai ancora
aspettando che tua Madre10 e tuo Padre ti dicano cosa fare? Il cancello dell’Eden è
aperto. Nessuno ti impedisce di entrare a cogliere la mela della conoscenza. È un tuo
diritto, è una tua libertà, è una tua responsabilità.

Apri la legnaia e comincia a far ordine. Scegli la legna (conoscenza) che più ti
aggrada, lo sai anche tu che per far un buon fuoco ci vogliono diversi tipi di legna.
Decidi quale ti va bene e quale no. Mettila in ordine in modo da poterla usare. Portane
fuori i pezzi che ritieni più adatti ora. Vai al camino. Avvicina gli elementi
potenzialmente pericolosi quali la carta, la legna, i fiammiferi.

Agisci con intenzione.

Accatasta i vari elementi e prepara una pira, lo sai come si fa.

Strofina il fiammifero della libertà e fai brillare la fiamma della tua anima,
avvicinala alla materia e permetti che si incontrino.

È un rischio! Va corso.

Diventa la fiammella che brucia la carta, che si propaga agli stecchi, che divampa e
incendia la legna.

Prenditi la responsabilità e agisci. È il modo migliore.

Non puoi essere scintilla divina realizzata se non ti unisci alla carta e alla legna: il
fuoco non divamperà mai.

Usa le conoscenze che hai scelto. Usale. Usale! Per te e per gli altri. Dedica più
tempo a fare e meno a leggere. Allenati, intensamente, come i giocolieri del circo: loro
maneggiano oggetti disparati e tu destreggiati fra le infinite conoscenze. La maestria non
è frutto di teoria, ma di azioni provate e riprovate, e di consapevolezza.

La conoscenza ti viene data, ma se non la usi non serve a niente, è concime


sprecato. Ulteriore conoscenza ti verrà data, non temere, abbi fiducia. La attiverai con
il tuo divenire.

Non è chiaro. Sono belle parole, ma cosa me ne faccio? Non avete risposto alla
domanda. Non sono stato io che ho scelto di essere basso e avere pochi capelli.
Non sono io che ho creato una società dove chi è basso e ha pochi capelli ha meno
successo. Non sono stato io che mi sono dato i cromosomi sbagliati per cui mi
ammalo.

Scusa se ti interrompiamo, abbiamo capito il tuo punto di vista. Potresti fare


migliaia di esempi, tutti giusti. Hai ragione, dal tuo punto di vista è così. A meno che
non lo sia.

Tu sei riuscito a diventare un dirigente d’azienda nonostante il tuo fisico. Sei stato
libero di farlo?

Si

E di esserlo?

Si.

Allora vedi che il tuo ragionamento è vero, ma in parte?

Si e no. Non ho scelto io la malattia di mia mamma che mi ha molto influenzato


durante la mia infanzia.

Sì che l’hai scelto, prima di nascere.

Allora tutto è programmato. Non c’è libertà.

No, non è tutto programmato. La malattia di tua madre avrebbe potuto non esserci.

Allora è stata mia mamma durante la sua vita a scegliere di ammalarsi, di


soffrire lei e far soffrire noi?

Sì e no.

Ma allora è tutta una contraddizione! È una presa in giro.

Non ti stiamo prendendo in giro. Ti stiamo rispettando profondamente, ma ci sono


dei limiti nella relazione fra noi e voi.

Hai presente il tuo cane? È intelligente, vi capite, riuscite a divertirvi assieme


facendo dei complessi esercizi. Lui capisce te. Tu capisci lui. Prova ora a spiegargli
come fare una pastasciutta o un concetto di matematica.
Capisco.

Capisci e non capisci. Stai capendo che non capisci, ma non capisci come sia
possibile che tutto sia programmato e che contemporaneamente tu sia libero. Che ci
siano limiti che ti condizionano e che puoi superare, ma non è detto che tu sia in grado
di farlo.

È tutto complesso, molto complesso.

Non farti prendere dallo sconforto. Sii sereno.

Nella buca non ci entra il mare. Continua a giocare sulla spiaggia e a divertirti11. È
più saggio.

Ti ringrazio.

Non ringraziare me ma te. Tu sei l’artefice del tuo sviluppo. Tu hai chiesto e ti sei
dato da fare per conoscere. Tu ti sei messo in gioco.

Ringrazia te, dunque, e applaudi te stesso. Tu ti stai cimentando in quel contesto


terreno, tu stai danzando la vita, tu stai recitando la commedia. Sei un maestro in questo.

E stai anche imparando nuove modalità di farlo, sei un allievo.

Tu sei maestro e allievo al contempo.

Ti invitiamo a mettere entrambi al centro del proscenio e a farvi un inchino l’un


l’altro, poiché siete degni ognuno del massimo rispetto. Onoratevi l’un l’altro.

E goditi l’applauso, fragoroso e amorevole, di tutti noi e di tutto l’Universo.


< ^ >
32. IL PERDONO

Puoi parlarci del perdono? Sono confuso, si sentono così tante cose al
riguardo, per esempio che secondo Gesù si deve perdonare sempre oppure che,
secondo altri, se si perdona senza che l’altro paghi allora si genera una situazione
che non va bene. Come è bene comportarsi?

Caro amico, c’è in te e in chi ti è vicino una certa preoccupazione dovuta alle
diverse interpretazioni che vengono date agli insegnamenti del grande Maestro Gesù e a
quelli che avete avuto dai molti maestri che si sono succeduti nel tempo.

Quello di Gesù è un insegnamento molto complesso e completo che può essere


capito in base al livello di evoluzione di ciascuno. “Chi è in grado di capire, capisce”
non è un ordine, come erroneamente vi è stato tramandato, ma una constatazione della
realtà. Constatazione che vi dovrebbe rasserenare.

Ognuno è in grado di capire in funzione di ciò che è. Per cui avrete infinite
interpretazioni, tutte giuste e tutte sbagliate. In effetti alcune sono più funzionali al
vostro sviluppo, quali siano lo scoprirete da soli.

Gesù aveva a fianco a sé persone molto diverse, alcune delle quali erano in grado
di comprendere l’insegnamento che al giorno d’oggi chiamate esoterico, che significa
nascosto. Nascosto non perché sia celato, ma perché va compreso da ciascuno e non è
possibile insegnarlo: va scoperto. Il bravo insegnante è colui che vi accompagna fino
alla porta della comprensione, ma il passo definitivo affinché ciò avvenga, che
corrisponde al superamento della soglia, spetta a ognuno.

Altre persone presenti agli insegnamenti di Gesù erano meno o per nulla sensibili a
questi aspetti e molte erano profondamente ancorate alle tradizioni religiose e sociali di
allora.

Gesù parlava a tutti e cercava di farsi comprendere da tutti. E ovviamente il livello


di comprensione dei suoi insegnamenti era molto diverso. In via generale, possiamo
dire che ciò che vi è stato tramandato è più il frutto della comprensione di queste ultime
che delle prime.

In questi anni voi assistete a un fiorire di insegnamenti da parte di diversi maestri.


Questi insegnamenti vi erano già stati dati ma sono stati offuscati dalla paura, per cui
non eravate più in grado di comprenderli e di usarli per la vostra vita. Ora vi vengono
ripresentati adattati ai tempi attuali e al livello evolutivo da voi raggiunto. Talvolta li
capite e altre volte no.

Inoltre, grazie alla maggiore diffusione delle informazioni, vi arrivano frammenti di


insegnamenti di culture, tradizioni e religioni disparate.

Non vi è facile orientarvi in tutto questo marasma. Per cui non essere preoccupata
se sei confusa, capisci ciò che ti riesce e vivi in pace.

IL PERDONO È UN’ARMONIA

Per quel che riguarda il Perdono, il discorso è piuttosto complesso e può essere
affrontato a diversi livelli. Ci vorrebbe un libro intero per cui accenniamo solo a
qualche aspetto.

A volte succedono degli eventi che vi feriscono, soffrite, si modificano i vostri


livelli vibrazionali, cambiano i vostri pensieri, le emozioni saettano incontrollabili,
sorgono dei blocchi che impediscono alla vita di fluire: c’è la necessità di lenire le
sofferenze, riportare ordine, ritrovare la pace, sciogliere i blocchi.

Il perdono non è un regalo magnanimo che fa chi ha subito un torto. Non è un atto di
bontà che nasce dall’essere più bravi del colpevole.

Il perdono è il riallinearsi con le forze creatrici della vita, è la ritrovata armonia


del proprio essere nei confronti dell’esistenza.

Non è perdonando che si trova la pace, ma essendo in pace che si perdona.

C’è un Perdono che viene dal vostro massimo livello evolutivo. È la constatazione
che tutto è perfetto, che non c’è niente di sbagliato, che nessuno vi ha effettivamente
fatto del male, che non c’è niente e nessuno da perdonare.

Semplicemente constatate questa realtà, vi rilassate e lasciate andare ogni


resistenza. E permettete alla Saggezza Universale di essere se stessa e di fare ciò che
va fatto, Saggezza Universale di cui voi siete parte e co-attori.

Questo perdono è un “fatto” che avviene automaticamente, senza sforzo da parte


vostra, senza volontà, che ci sia o non ci sia un atto riparatorio da parte dell’altro. È
spontaneo, come lo sbocciare di un fiore, lo sciogliersi della neve, il sorgere del sole
che dissipa le tenebre e riscalda i cuori.

Ma ci sono innumerevoli altri tipi di perdono. Ci sono infiniti modi di farlo, tanti
quanti siete voi. Come lo fate dipende da chi siete e dal vostro stato evolutivo. Non c’è
quello giusto. Non ci sono modalità da preferire, ognuna ha delle caratteristiche, potete
cercare quelle che meglio si adattano a chi siete.

BISOGNO DI RIEQUILIBRARE

Per molte persone il perdono passa attraverso una sorta di “riequilibrio” della
relazione con l’altro. A volte avete bisogno di un meccanismo che lo agevoli, per
esempio il rimborso da parte dell’altro o il suo patire una pena, più o meno
proporzionale al danno che ha commesso.

Spesso ciò aiuta a trovare una certa pace, un senso di giustizia, un acquietarsi delle
emozioni, il rasserenarsi del pensiero, la stabilizzazione dell’energia. Per queste
persone, in base al loro livello evolutivo, tutto ciò consente la riappacificazione con la
vita e con l’Esistenza, cioè il perdono.

Per ottenere il riequilibrio, per molti di voi è necessario agire, a volte con
determinazione. Una vostra tradizione insegna: occhio per occhio, dente per dente. Voi
l’avete interpretata come se fosse un invito alla vendetta, invece era un modo di
indicare una modalità di riequilibrio: se vi hanno ferito un occhio, chi lo ha cagionato
dovrà pagare con un occhio, non di più. Il “riequilibrio” non è una vendetta. Deve
permettere all’altro di comprendere e andare avanti nella sua esistenza. Chi, per
compensare la morte di un caro, chiede la morte del colpevole, esige troppo perché non
è il morto che lo chiede ma coloro che sono vivi. Voi non sapete cosa voglia adesso il
morto, al massimo forse potete sapere cosa volete voi. Spesso volete non soffrire più,
ma non è causando sofferenza all’altro che lo ottenete. Voi volete essere in pace, è
lavorando su di voi che la create.

Ora permetti che aggiungiamo un altro tassello al mosaico.

Se una persona ti truffa, è sano per te subire passivamente?

È sufficiente dire “ti perdono” per sentirti in pace? O ti servirebbe che ti restituisse
i soldi? Oppure senti l’esigenza di qualcos’altro? E se lui non rimedia, senti il
desiderio che ci sia qualcuno che glielo faccia fare? A chi spetta farlo, a te o a qualcun
altro? E come misurare quanto adeguata sia la persona che lo fa? Qual è il prezzo giusto
che deve pagare, chi lo decide e come lo si misura?

E se, per caso, i soldi che quella persona ti ruba sono frutto di azioni non belle, tue
o di altri: qual è il riequilibrio più adeguato, per te e per gli altri? E quale il perdono?
Da parte di chi e a favore di chi?

Spesso sei concausa del problema che ti ha ferito. Molto più spesso di quello che
immagini. E allora, perché ci sia il perdono, è necessario che anche tu sia perdonato e
che, talvolta, riequilibri l’energia delle relazioni.

Alcune volte, per una serie di circostanze, non è possibile il riequilibrio materiale.
Allora è necessario trovare altre forme, ne avete a disposizione molte. E se proprio non
ne trovate, lo strumento di riequilibrio è l’accettazione attiva, e non passiva, della
situazione.

Sono accenni, questi, che facciamo per sbloccare alcuni meccanismi di pensiero e
per ampliare le vostre vedute, per aiutarvi a comprendere l’essenza e a superare la
soglia.

IL PERDONO È UNA SINFONIA

Siete tutti collegati gli uni agli altri, come le cellule di un corpo. Se c’è sofferenza
in una cellula soffrono anche le altre. Se guarisce una, guariscono anche le altre.

Così chi ha creato una sofferenza in qualche modo soffre anche lui. Le due persone
restano avvinghiate e non riescono a proseguire liberamente nel loro percorso
evolutivo. Liberando il tuo fardello, lasci libero anche l’altro. Lasciando libero lui,
liberi anche te.

Il perdono consente questa liberazione. Probabilmente il dolore resta, così pure la


perdita fisica subita, ma l’energia vitale scorre molto più libera.

Sia che tu abbia commesso uno sbaglio, sia che lo abbia subito, a volte sei così
preso dal tuo dolore o dalle tue rigidità che rifiuti la vita stessa e le sue magnifiche
opportunità di rappacificarvi. A volte sei così chiuso che non riesci a perdonare né a
essere perdonato.
Ricorda: c’è sempre un modo di perdonare; c’è sempre un modo di essere
perdonati.

Qualunque cosa abbia subito, qualunque cosa abbia fatto.

Qualunque sia il modo con cui la vita ha scelto di giocare con te. E tu con lei.

Il tuo bisogno di capire come perdonare nasce dalla paura: “Se lo faccio a modo
mio rischio di sbagliare, allora è meglio che chieda”. Preferisci che te lo dicano gli
altri e non stai ad ascoltare cosa ti suggerisce la tua trinità corpo-mente-anima.

Ciò può dipendere da una serie di condizionamenti che ti inducono a pensare che
quello che tu senti è sbagliato, che dovresti imitare certi maestri, che Dio vorrebbe che
tu agissi in un certo modo.

Oppure la tua ricerca dipende dal fatto che senti che i sistemi che di solito vengono
adottati per riequilibrare (il ricorso alle leggi, a tribunali, a sentenze) non vanno bene
per te. Senti che le procedure o le pene non sono adeguate, vedi che sono solo cavilli
legali e lotte tra avvocati, tra vittime e colpevoli. Tu vorresti ottenere il rispetto di te
stessa e il riequilibrio della relazione energetica, ma non in quel modo, che non ha
niente a che fare con il senso di amore e di equità che vorresti fosse alla base di quei
procedimenti. Vorresti trovarne uno tuo, che rispecchia chi sei.

Ti capiamo. Non è semplice riuscire ad amare se stessi e gli altri e trovare la


propria modalità di riequilibrare.

Se stai lì a rimuginare e a cercare di capire cosa sia giusto, impazzisci. Spesso


continui ad avvilupparti sul fatto che prima di nascere tu hai scelto il tuo percorso, per
cui quel dolore lo hai scelto tu, e quindi… bla, bla, bla.

È tutto un girare a vuoto della mente. Devi scendere a livello dell’armonia tra
corpo, mente e anima. Allora ti si chiarisce lo scenario. Allora puoi agire. Allora puoi
perdonare.

Abbiamo più volte detto che voi siete creatori. Tu puoi creare perdono al livello in
cui sei. A volte è un perdono parziale, a volte è un perdono a passettini, a volte è
subordinato a qualcosa e a volte è libero.

Se dici “ti perdono” ma il tuo vibrare non è in sintonia, tu non crei il perdono.

Se ti imponi di lasciar perdere, e il tuo vibrare non è in sintonia, non crei il


perdono.

Il perdono fiorisce dall’armonia fra mente, corpo e anima.

Il perdono è una sinfonia, ora lieve e ora roboante, ora lenta e maestosa ora
frizzante.

Svariati perdoni avvengono nella tua vita, da parte tua e di altri, anche nei tuoi
confronti.

Non cercare “il” perdono, ma diventa artista del perdonare.

PER FAVORIRE IL PERDONO

Il perdono è una sorta di riallineamento tra mente, corpo e anima.

Perché avvenga è necessario che ci sia il fluire della vita e dell’amore.

A partire da se stessi.

Che ci sia l’amore per se stessi, che siate “carnefice” o “vittima”.

L’amore, che fa dire al presunto “carnefice”: “Io mi amo e mi accolgo così come
sono, accolgo i miei limiti, accolgo i miei bisogni, le mie emozioni; accolgo le scelte
che ho fatto, accolgo di aver ferito l’altro, accolgo le conseguenze; mi faccio carico
delle mie responsabilità e lascio andare tutto ciò che non mi appartiene. E permetto a
chi ho ferito e a chiunque di essere libero di fare la sua strada.”

Da questo punto l’eventuale azione riequilibratrice assume una valenza diversa.


Non più colpa, non più energia negativa, ma amore in azione.

L’amore, che fa dire alla presunta “vittima”: “Io mi amo e mi accolgo così come
sono fatto, accolgo i miei limiti, i miei bisogni, le mie emozioni; accolgo le mie ferite,
la mia voglia di riequilibrio, le scelte che ho fatto e le conseguenze; mi faccio carico
delle mie responsabilità e lascio andare tutto ciò che non mi appartiene. E permetto a
chi mi ha ferito e a chiunque di essere libero di fare la sua strada”.

Da questo punto di pace e di amore la riappacificazione con la vita ha un sapore


diverso. Non serve più “fare il perdono” perché il perdono fiorisce da solo.
Ma non sempre il perdono avviene facilmente, a volte non siete pronti o in grado di
farlo, oppure non ci sono le condizioni perché avvenga. Spesso i vostri modi di fare e
di essere sono fortemente condizionati da lacci e interferenze esterne che vi influenzano
pesantemente. A volte il dolore è troppo intenso. Allora non siete liberi di essere voi
stessi. Perché ci sia il perdono a volte ci vuole tempo, lavoro e un concentrarsi di
eventi che a volte non dipendono da voi.

Il perdono è il lasciar andare i legami con l’evento o la persona che vi ha ferito.


Con il perdono si lascia libero l’altro di essere se stesso e di proseguire la sua
evoluzione.

Senza il perdono, i lacci restano e le due persone rimangono entrambe legate e


faticano a evolvere.

Per questo Gesù diceva di perdonare. Non diceva di lasciare che gli altri continuino
a ferirti. Non entrava nel merito delle forme di equità nelle relazioni o di meccanismi di
riequilibrio. Metteva in risalto l’importanza del perdono, del lasciar andare, del
permettere a se stessi di essere ciò che si è e alla vita di essere vita. Gesù partiva
dall’Amore. Dal Suo livello.

Tu puoi perdonare in base al tuo livello e alla tua capacità di amare.

Il perdono è un momento alchemico fantastico, in cui tutto si trasforma. Non ci sono


più vittima e carnefice, ieri e domani. Ma una cosa sola nell’adesso.

Questa alchimia può avvenire a diversi livelli e con varia efficacia. Dipende da chi
sei.

Non pretendere di essere diverso da quello che sei o di essere qualcun altro, non
scimmiottare gli altri, non farti trarre in inganno dalla mente e dai pensieri. Tu puoi
essere te stesso, ed è già tanto. E puoi perdonare come tu sei in grado di fare.

Il primo perdono è per se stessi. È accettando se stessi; è imparando a essere in


armonia con mente, corpo e anima; è accogliendo tutte le proprie infinite sfumature; è
amando se stessi che si creano le condizioni affinché avvenga il perdono.

Il perdono, dicevamo, è il rifiorire della vita, è il miracolo che la trasforma.

Perdonando te stesso, trasformi la tua vita.

E la Vita si trasforma attorno a te.


Perdonando te stesso, la tua vita fluisce.

Perdonando te stesso, puoi perdonare l’altro e la Vita.

Perdonando te stesso, permetti all’altro e alla Vita di perdonarti.

Perciò:

Tu sei il perdonante, il perdonato e il frutto del perdono.

Tu sei il perdono che genera perdono.

Tu sei il perdono generato dal perdono.

Tu sei il perdono.

Perdono e amore sono sinonimi.

Tu sei amore che genera amore.

Tu sei amore che è generato dall’amore.

Tu sei l’amore.

Come vedi, tutto torna.

PORGERE L’ALTRA GUANCIA

Un amico mi ha detto che la frase “porgi l’altra guancia” ha un significato


diverso da quello che ci è stato tramandato. Volevo chiederti se puoi parlarci di
questo diverso significato.

Mio caro amico, il cervello e tutto il tuo essere è un grande creatore per cui la tua
vita si realizza anche in funzione di come li usi. Più sei focalizzato su un fenomeno, più
questo genera delle onde energetiche che danno origine a fenomeni simili che si
ripresentano, in svariati modi, nella tua vita.

Se permetti non stiamo qui a spiegare dettagliatamente perché richiederebbe troppo


tempo. Ma, semplificando, possiamo dire che se tu sei focalizzato su qualcosa che non
ti piace, i tuoi pensieri e il tuo stato emozionale generano delle onde che portano, in
tempi successivi più o meno brevi, fatti che non ti piacciono.

L’insegnamento di Gesù era quello di dire: se c’è qualcosa che non ti piace, invece
di focalizzarti su di essa e darle energia, gira la faccia dall’altra parte. Volgiti verso
qualcosa che ti piace, che desideri, che ti fa star bene, in modo da generare onde di
pensiero ed emozioni adeguate.

Per questo, se incontri una persona ammalata dalle tutta l’attenzione di cui sei
capace, ma non soffermarti troppo sulla malattia e concentrati piuttosto sul benessere e
la salute. E nonostante lei ti parli della malattia concentra la tua attenzione sul
benessere (suo, tuo, di chiunque). E se non è curabile, concentrati su ciò che comunque
c’è di positivo. E se sta morendo, concentrati sugli aspetti belli della morte.

Questo è un grande strumento di supporto che può aiutare quella persona a


migliorare il suo stato di salute o a vivere meglio la malattia e il suo decorso.

Concentrarsi non vuol dire non avere sensibilità e attenzione, non vuol dire
rinnegare la realtà. Vuol dire scegliere. Non è opportuno che non guardi in faccia il suo
reale stato di salute, né che non veda le sue precarie situazioni economiche o i dolori
che soffre. Si tratta di accogliere e dare dignità a ciò che è, alla morte, ai debiti, ai
dolori. E di usare al meglio la tua energia creatrice.

“Porgi l’altra guancia” non va dunque inteso nel senso quasi pietistico di vittima, di
dover subire la violenza altrui. Talvolta questo comportamento può essere uno
strumento utile per la crescita vostra e dell’altro, ma non lo è sempre.

Cristo ha insegnato parecchi anni: attingi al Suo insegnamento puro e globale. Non è
crocifiggendoti che diventi Maestro, è perché sei Maestro che puoi superare la croce.

Molti problemi, quasi tutti potremmo dire, nascono dal fatto che non sei capace di
essere in armonia con la tua essenza trinitale corpo, mente, spirito.

Quando impari a esserlo, a non avere aspettative, ad accogliere e a lasciar andare, a


essere in armonia con il Flusso universale, allora la tua vita scorre facilmente, le ferite
si cicatrizzano, la malattia guarisce, l’energia fluisce e la gioia prorompe.

È il Perdono di tutto e tutti. Te stesso per primo.

È ciò che farai dopo la morte.


Sarai aiutato a farlo.

Sarà bellissimo.

E ti scoprirai in Paradiso.
< ^ >
33. HA SCELTO DI ANDARE

Un uomo è morto, si è tolto la vita. Era conosciuto, stimato professionista,


molto religioso. Una malattia fin da ragazzo gli ha reso la vita difficile. La sua
storia, la sua sofferenza, la sua morte hanno sorpreso e fatto riflettere molti.

Sono forti e variegate le emozioni che hai provato quando hai saputo della morte
del tuo amico, di fronte a te si è aperto un baratro, il buio totale senza più punti di
riferimento.

Molta sofferenza svanirebbe se riusciste a conoscere meglio i meccanismi che


regolano il fluire della vita.

La vostra vita è senza fine. Ma è anche in pluri-dimensioni. Voi siete vita. Siete
parte della vita in più esperienze contemporaneamente. Il tempo lineare non esiste,
esiste in multi-dimensioni. Così voi siete ora qui e al contempo in altre parti e in altre
dimensioni. La vita continua, continua sempre e ha sempre un significato e un senso.

Tra le emozioni c’è il senso di colpa per non averlo aiutato, per averlo lasciato
solo nel momento del dolore e anche in tutti i momenti della sua lunga vita, lunga se
vista dal suo punto di vista, lunga se misurata con i metri della sofferenza ma, vista
l’età, tutto sommato breve. “Ah, se avessi fatto questo e quest’altro, avrei dovuto fare di
meglio, di più”. È possibile che sia vero, probabilmente ognuno di voi, chi più chi
meno, avrebbe potuto fare le cose diversamente.

Ciò avrebbe comportato dei risultati differenti nella sua vita, ma non è detto che il
tuo amico non avrebbe sofferto né che non si sarebbe sentito solo, né che la sua vita
sarebbe stata “migliore”. Perché lui aveva un progetto di vita determinato da lui stesso,
fin da prima del suo concepimento, con l’aiuto di altri Esseri, una parte dei quali si
sono incarnati, altri invece l’hanno supportato restando al di qua del velo.

Il senso di impotenza che hai provato di fronte a una vita così, è normale che ti lasci
annichilito. Molte persone l’hanno amato, molte l’hanno sostenuto, molte gli hanno teso
la mano. Tutto ciò non è stato sufficiente dal vostro punto di vista: ma lo è stato dal suo.

Il fatto che non abbia più retto fisicamente e abbia deciso di togliersi la vita non
deve essere visto con giudizio da parte vostra, né nei vostri confronti né nei suoi.
Semplicemente non ce l’ha fatta più. Umanamente ha scelto di sedersi e di riposarsi un
po’. Come quando camminate lungo un impervio sentiero di montagna e a un certo punto
vi sedete su un sasso per godervi il panorama, per apprezzare il percorso fatto, per
ritemprarvi e riprendere le forze. Non c’è nulla di male. Fa parte della vita, fa parte del
percorso che avete scelto.

Voi temete pene pesanti per chi non porta avanti la vita. Voi temete il raddoppiare
della prova quando non avete compreso la lezione. Ma non è così.

Ci sono sì dei percorsi che certe anime devono fare, ritornate di qua, per liberarsi
dalla zavorra della vita terrena. Ma non è una punizione, è un lavaggio e una
liberazione. Questo lavaggio, questa liberazione, richiede tempi che sono indefiniti a
priori perché dipendono dall’anima stessa, da quanto tempo essa impiega a ricordare
Chi è e a lasciar andare una serie di legami energetici che la vincolano alla Terra.

Quando ritornate a nascere non è detto che dobbiate farvi carico della stessa
situazione, in genere la lezione è appresa e potete andare avanti.

Non è con la paura che potete comprendere queste cose, ma è con l’amore e con la
libertà. È stato saggio quel parroco che, al funerale di quell'uomo, vi ha fatto riflettere
su ciò e vi ha aiutato a stemperare il senso di angoscia e di paura.

La sua vita, la sofferenza, le gioie, le situazioni che ha provato sono state utili per
sperimentare fenomeni che si era ripromesso di sperimentare. La sua Vita ha permesso
a decine e decine di persone che l’hanno incontrato, direttamente o indirettamente, di
sperimentare parti di se stesse che altrimenti non avrebbero potuto sperimentare. La sua
apparente non vita ha consentito il manifestarsi della vita degli altri.

Possiamo capire che dal vostro punto di vista ciò abbia poco senso, che per voi sia
sciocco che una persona debba soffrire perché altri debbano vivere. E in effetti noi
stessi vi abbiamo sempre detto che non è uccidendo se stessi che gli altri vivono.

Ma egli è Vissuto! È vissuto secondo modalità che andavano bene alla sua anima e
a quella degli altri.

Ci sono casi complessi, e ce ne sono molti nelle vostre comunità. Il suo è un caso
complesso. Complesso non vuol dire difficile ma che ha molte sfaccettature e molte
correlazioni. Per voi, a volte, è impossibile connettere tutti i fili e vedere tutte le
sfaccettature.

Possiamo anche dire, onestamente, che la sua sofferenza oltre che fisica era anche
di tipo relazionale, e ciò è anche il frutto di un atteggiamento complessivo della vostra
società che non sempre riesce a comprendere persone come lui e a dar loro adeguato
spazio e giusto valore. Stiamo parlando in generale e non ci riferiamo alle persone che
le sono state vicine e che l’hanno aiutato. La vostra società è piuttosto immatura e non
sempre è in grado di accogliere adeguatamente anime come la sua.

Il rammarico che provi per non aver fatto di più è frutto anche di questo. Non sei
stato educato e non eri pronto a essere in relazione con persone come lui, per cui,
quando lo incontravi, qualche volta non sapevi cosa fare ed eri impacciato, non riuscivi
a essere al meglio di te stesso, non riuscivi a interagire con lui come avresti voluto.

Non sentirti in colpa per non aver fatto di più e dai il benvenuto al rammarico che
provi. È lo stesso di quando, alla sera, ripensi ai momenti della giornata e ti dispiace di
non aver avuto modo di godere del magnifico tramonto che hai visto di sfuggita. Se
avessi avuto più tempo, se non fossi stato oppresso dalle cose da fare, se fossi stato
capace di essere un po’ più centrato su di te, avresti agito per fermarti: e avresti
ascoltato la splendida canzone di quei colori e annusato i profumi del sole che si sposta
all’infinito.

Dal rammarico può nascere un insegnamento: “ho capito, la prossima volta sto più
attento, la prossima volta faccio diversamente”. Allo stesso modo in cui un ragazzo che
gioca si accorge che non gli riesce come vorrebbe e scatta in lui lo stimolo per
migliorare, così non tramutare il rammarico in colpa, ma trasformalo in potente
propellente che ti spinge in avanti ed essere sempre migliore.

Lascia andare i sensi di colpa che ti tengono legato a lui e che lo tengono legato al
tuo contesto.

Lascialo andare per la sua strada, ampia come un’autostrada e libera da ostacoli,
che porta direttamente in braccio al Padre.

Mio caro… Miei cari: non siate soli, non isolatevi. Non isolatevi di fronte alla vita
né di fronte alla morte. Non isolatevi di fronte alle altre persone, perché siete tutti
membri dello stesso corpo, cellula fra le cellule, spirito fra gli spiriti.

Non isolatevi, condividete con gli altri Chi siete.

Così il cammino è più agevole e più gioioso. I saliscendi restano, ma è più facile
affrontarli.

A tutti l’augurio di un buon giro nella giostra della vita.


Quello che dici è chiaro, ma molti restano preoccupati per le conseguenze per
chi si toglie la vita. Da più parti si sentono pareri autorevoli, anche di maestri
spirituali o di Spiriti Illuminati, secondo i quali chi lo fa paga sempre delle
conseguenze e il suo cammino dopo la morte è difficile e lungo. Inoltre, se uno si
toglie la vita, rifiuta la prova che esso stesso si era riproposto e non impara la
lezione, e allora, nella vita successiva, la lezione sarà più pesante.

Mio caro, questi ragionamenti sono frutti della paura. Tu non sai quale fosse il
programma che si era prefisso scendendo sulla Terra, tu non sai come avesse
programmato la sua vita e come avesse programmato la sua morte. Né cosa avessero
deciso i comprimari nella magnifica recita nel teatro della sua vita. Come puoi ora
pensare di giudicare e di valutare se sia un bene o un male il suo modo di lasciare il
corpo? Non ne hai gli elementi.

Quando un’anima sceglie di incarnarsi, c’è tutto un processo che le permette di


scegliere liberamente cosa vuole sperimentare e di determinare con precisione molti
elementi della vita, e concorda, con diversi amici e maestri nel mondo dello spirito,
azioni che dovranno avvenire nel corso della sua vita e ruoli che essi interpretano. Ogni
attore interpreta la sua parte fedele al patto fatto e con la massima libertà, agendo in
modo da consentire a quell’anima di sperimentare ciò che si era prefissa.

Scusa un attimo, ma allora, se tutto è già stato programmato, non c’è libertà?

Poiché voi siete creatori, se non vi deste un canovaccio, se non definiste uno
scenario, se non precisaste i punti cardine di cosa volete, continuereste a creare
esperienze sempre nuove, illimitate. Ma ciò sarebbe dispendioso e poco utile. Di solito
preferite, incarnandovi nel mondo del relativo, darvi una libertà parziale. Per vostra
scelta.

È una cosa dinamica e complessa, non puoi capire tutto istantaneamente, devi
accontentarti che la tua comprensione sia parziale.

Possiamo andare avanti?

Si, ti prego.

L’apprendimento non va inteso come una lezione, come qualcosa che altri sanno e
che voi dovete imparare a tutti i costi, ma come qualcosa da fare e da essere.
Te lo ripeto. L’apprendimento è qualcosa da fare e da essere.

Quando fai per la prima volta l’esperienza di mangiare un buon budino, capisci
qualcosa. Finché il budino lo guardi e lo studi con l’intelletto, capisci poco. Quando tu
metti in moto la tua intenzione, tu agisci, tu usi il tuo corpo, tu scateni i tuoi sensi e le
tue emozioni scorrono… allora c’è un ampliamento della tua essenza, allora c’è la
comprensione!

L’apprendimento di mangiare una squisita pietanza non è una lezione intesa come
una punizione ma un’opportunità per completare e arricchire chi siete. Anche il
successo è una lezione da imparare, e non solo il fallimento; non solo la sofferenza, ma
anche il benessere e l’essere pienamente realizzati.

Ogni persona è libera di nascere e di morire, di scegliere come nascere e come


morire. Per noi non c’è differenza.

È come se tu, volendo andare a Roma, decidessi se andare in aereo, in treno, in auto
o a piedi. Per noi è indifferente come viaggiate e la velocità con cui portate a termine il
vostro intento. Allo stesso modo per noi è indifferente come e quando portate avanti il
vostro intento di lasciare quel corpo.

Ci sono delle situazioni per cui alcune vite lasciano degli strascichi, ed è opportuno
che ci siano dei meccanismi che consentono a quegli strascichi di avere effetti adeguati.
E questo può richiedere più o meno tempo e lavoro a chi è al di qua del velo e ad
alcune persone che sono lì sulla terra.

Ciò ha a che fare sia con le morti violente che con le morti dolci, con le morti
repentine che con le morti lunghe. Non dipende da chi ha scelto e cosa ha scelto, ma da
tutto il complesso processo della vita e del distacco, da ciò che viene prima della morte
e durante il morire.

Perciò ti consigliamo di approfondire meglio questi aspetti, non soffermarti solo su


parole che ti vengono dette e ripetute da qualcuno, a volte senza avere cognizione di
causa.

Per quel che riguarda le lezioni da apprendere, un esempio ti può aiutare. Immagina
di essere un insegnante. Tu vuoi che i tuoi alunni imparino e ti viene spontaneo spiegare
loro le cose e poi lasciarli fare.

Ad esempio è bene per loro che imparino a prepararsi una magnifica pietanza.
Spieghi come si fa, lo mostri, glielo fai fare. Se ti accorgi che un alunno non ci riesce e
lascia la pietanza cruda, glielo spieghi nuovamente e gli proponi di riprovare, ma non
gli dai un compito più difficile. Sarebbe assurdo che l’insegnante, che vede che il
ragazzo non è capace di cuocersi una pastasciutta, gli desse da fare un pranzo completo.

E quando vedi il suo successo, la sua soddisfazione sprizzare da ogni poro, i suoi
occhi brillare di felicità, il suo corpo saltare dalla gioia, valuti con lui se sia opportuno
farlo un’altra volta, eventualmente con qualche variazione. Non per un automatismo né
per punizione ma, all’opposto, per rinfrancare in lui quello che ha imparato, la
percezione del successo e della sicurezza in se stesso. Tutto ciò se è il caso. Se lui lo
vuole. Se lui lo sceglie.

Perciò ci sono apprendimenti che hanno ritmi e complessità adeguati all’allievo. È


dalla relazione tra l’allievo e il maestro che nasce l’apprendimento; dall’amore
reciproco; dalla piena realizzazione di sé, di ciascuno dei due e di loro assieme.

Ma questo che dici è diverso da quello che si legge in giro, come faccio a
fidarmi?

Mio caro, ciò che diciamo è adatto alle persone che ci ascoltano e leggono. Se vuoi
puoi fidarti, se vuoi puoi andare in cerca di altre risposte. E se vai in cerca di altre
risposte, per noi è un atteggiamento saggio e intelligente e lo comprendiamo
perfettamente.

Finché trovi la Tua risposta.

Finché crei la Tua verità.

Mi sembra che queste idee siano un po’ rivoluzionarie.

Mio caro, ogni vostra evoluzione è una rivoluzione. Mette in discussione ciò che
eravate prima, ridefinisce chi siete ora e il contesto in cui siete.

Evoluzione e rivoluzione camminano di pari passo.

Certo noi non ritrattiamo quello che abbiamo espresso per tuo timore che qualcun
altro abbia detto qualcos’altro.

Dal nostro punto di vista, questa è la verità che tu puoi comprendere e accogliere, è
la verità che ti fa bene. La verità che ti consente di progredire nel tuo cammino
evolutivo, in linea con il patto che ci siamo fatti l’un l’altro prima che tu nascessi.

Vedi tu se ti siamo utili oppure no.

In ogni caso resta forte il vincolo di amore che ci affratella e ci accomuna, e ci


lascia nel contempo liberi di essere, ciascuno, se stesso, unico e irripetibile.

Come sempre, ti ricordiamo che ti vogliamo bene, qualunque cosa tu faccia e in


qualunque modo tu sia.

E ti ricordiamo che siamo sempre qui con te.


< ^ >
34. LA RICERCA SPIRITUALE

Cara amica, caro amico, buona giornata!

Tutti voi siete Spirito.

Lo Spirito è il soffio divino che alimenta la vostra vita, è l’essenza più profonda di
voi stessi.

Lo Spirito è ciò che aleggia in ogni uomo, in ogni essere vivente e nella materia
stessa, solo che assume forme diverse ed è percepibile dai vostri sensi in modo
parziale.

Molte vostre religioni raccomandano di santificare le feste. Questo è un saggio


consiglio che aiuta a ricordare di dar spazio alla propria essenza. Purtroppo da un
consiglio lo avete trasformato in un dogma e, di conseguenza, è diventato un atto
puramente simbolico e meccanico.

Quando vi riunite nelle vostre chiese la domenica, difficilmente riuscite a


raggiungere uno stato di coscienza tale da percepire un particolare stato del vostro
essere. Siete tutti presi a ripetere automaticamente frasi elaborate da altri, attenti a non
sbagliare i gesti e i tempi della liturgia. È molto difficile essere in tanti
contemporaneamente concentrati, rilassati, non disturbati dal via vai di persone che
entrano ed escono.

Il sacerdote, anziché essere un maestro che vi aiuta a trovare in voi il modo


migliore per elevare la vostra coscienza, è diventato un attore. Si è praticamente
ribaltato il rapporto tra di voi: invece di essere lui attento a voi e ai vostri bisogni,
siete voi attenti a lui.

Con questo non stiamo dicendo che la liturgia domenicale sia un evento sbagliato,
stiamo cercando di farti capire che, probabilmente, non basta.

La religione è un’ottima via per evolvere, talvolta però non è sufficiente e in taluni
casi, se male interpretata, può essere anche dannosa perché non vi aiuta a trovare ciò
che state cercando.
La ricerca spirituale è un andare oltre.

È un’attività di scoperta, prettamente individuale anche se supportata dalla


collettività. Per trovare è necessario addentrarsi, percorrere vie nuove che a volte
sembrano non portare da nessuna parte e che talvolta danno l’impressione di essere
perigliose e buie. Generalmente si è presi dallo sconforto, come i naviganti che hanno
lasciato il porto sicuro e non vedono l’approdo finale e si chiedono se abbiano
sbagliato, se non fosse stato più saggio rimanere a terra o navigare in acque conosciute.

La ricerca spirituale è un’attraversata tutta particolare, a volte lunga e faticosa, a


volte veloce e tranquilla, che va di porto in porto, apparentemente senza fine. Ma ogni
volta c’è una crescita e un apprendimento. Crescita e apprendimento che sembrano non
aver senso se guardati nell’ottica del breve termine della vita terrena ma che acquistano
tutt’altro significato in una prospettiva più ampia.

Mia cara, mio caro , non temere. Se ora stai imparando a danzare, concentrati
sull’essere il migliore ballerino possibile e non preoccuparti se altri tuoi amici si
stanno allenando a cantare o a suonare. Tutto ha un senso e scoprirai che, prima o poi,
formerete tutti assieme una magnifica compagnia teatrale in cui gli apprendimenti e
l’unicità di ciascuno saranno ricchezza per tutti.

Non temere se tu, ballando, non riesci a suonare o a cantare. Non pensare di essere
peggiore o migliore di altri, né che ci sia una punizione se non lo sai fare. Tutto ha un
senso e uno scopo.

Il nostro consiglio è quello di centrarti sul tuo cuore e sull’amore.

Se stai ballando, balla con passione, con amore per te stesso, per i gesti che fai, per
chi ti sta insegnando o per chi ti sta guardando. Con Amore, in modo pacato ed
equilibrato puoi dar forma alla tua danza, unica e irripetibile, fantastica, soave e
leggiadra oppure vigorosa e piena di energia. Sia il tuo ballo la danza della vita. E non
rammaricarti se altri stanno gorgheggiando in altre stanze del palazzo.

Non c’è una via migliore, ogni via è una via maestra e puoi percorrerla in molti
modi: a seconda di come scegli di percorrerla dà dei frutti diversi e ogni frutto è
benedetto da Dio, qualunque esso sia. Perché Dio è la pianta che dà magnifici frutti, uno
diverso dall’altro.

Dio è tutto.
Dio è l’essenza.

È la pianta e i frutti.

Dio è la danza e il canto e la musica.

Dio è il suonatore e il cantante e il danzatore.

Dio è l’alfa e l’omega, il qui e il lì e l’in mezzo.

Dio È, e voi Dio siete.


< ^ >
35. LA TIGRE

[Questo messaggio ci è pervenuto mentre eravamo immersi nella natura, tra


colline, animali, piante, fiori.]

Ora che vi siete accomodati in questo magnifico teatro potete ammirare il grandioso
spettacolo che è la vita.

È una recita che viene improvvisata momento per momento, nel senso che tutte le
parti che vi concorrono non recitano avendo un copione da seguire ma si limitano a
interagire l’un l’altra rispettando l’unica regola di essere se stesse.

Così può capitarvi di assistere a fenomeni totalmente diversi che, a seconda del
vostro modo di percepire, potete catalogare in base a schemi quali, ad esempio, amore
e odio, pace e violenza, altruismo ed egoismo. Ma sono solo schemi, null’altro che
schemi dentro la vostra testa.

Quando vedete una tigre che allatta i suoi cuccioli, lo definite un magnifico
spettacolo della natura, frutto dell’amore e della generosità. Poi lo definite cruento (e
che quindi non va bene) quando la stessa madre si appresta a uccidere per procurare il
sostentamento per se stessa e, di conseguenza, anche per i cuccioli. Eppure il procurarsi
da mangiare è una forma d’amore come quella di allattare, una forma d’amore per se
stessi e per gli altri. Se uno ha solo le zanne non può far altro che azzannare. Come può
un figlio di Dio che ha solo le zanne mettersi a cuocere delle erbe e piante?

Talvolta cose simili avvengono anche tra le persone e voi siete lesti a giudicare
secondo schemi: buono-cattivo, onesto-disonesto, giusto-ingiusto, divino-diabolico. La
cosa buffa è che, a volte, giudicate anche voi stessi secondo gli stessi schemi, e fate
fatica ad accettare che possiate essere in certi momenti totalmente amorevoli e in altri
molto aggressivi.

Miei cari amici, lasciate andare il giudizio e cercate di accettarvi così come siete,
vivete come vi viene da vivere. E se ci sono cose che, secondo voi, funzionerebbero
meglio se vissute in un modo diverso, allora provate a viverle in quel modo. Senza
aspettative rispetto al nuovo modo e senza giudicare come vi eravate comportati prima.

In molti ambiti vi comportate già così. Per esempio, se alla fine della stagione
invernale ti rendi conto che è opportuno cambiare vestito, ti viene spontaneo lasciare il
maglione di lana per indossare una camicia di cotone. Così facendo non giudichi male il
maglione di lana, né investi troppe aspettative nella camicia di cotone, e neppure ti
giudichi negativamente per aver cambiato idea su come vestirti.

Voi vivete con dei sensi di colpa frutto di pensieri, talvolta vostri ma molto spesso
di altri che vi hanno preceduto, o di filosofi, o di maestri o di persone religiose. A volte
sono pensieri di persone illuminate che hanno compreso quello che riuscivano a capire
e hanno provato a spiegarlo ad altri, e questi ad altri ancora, e così via. Ma nei vari
passaggi il discorso spesso si è intorbidito e ha cambiato prospettiva, pur mantenendo
un’apparenza di veridicità e coerenza. Così l’insegnamento che era stato dato all’inizio
vi arriva distorto e non vi aiuta a capire e a evolvere.

Ecco perché è opportuno che proviate a raggiungere direttamente la fonte della


conoscenza, fonte che si manifesta all’interno di ciascuno.

Ognuno è portatore della verità. Ognuno può accedervi rivolgendosi all’interno del
proprio Sé. Questo è un discorso che vale per tutti, uomo o donna, giovane o vecchio; a
nessuno è precluso il percorso della conoscenza qualunque cosa abbia fatto, qualunque
cosa sia nella vita.

Il discorso che ho fatto inizialmente, di guardare le cose senza giudicarle, ben si


adatta, caro Luigi12, anche al tuo desiderio di trovare un lavoro. Talvolta, è necessario
azzannare, nel senso non di fare del male agli altri, ma di osare di manifestare quello
che sei.

Sei un uomo e non uno spirito, quindi devi usare la materia, la forza, l’energia
concreta. E se si tratta di procurare da mangiare o di difenderti e hai solo dei denti
aguzzi, usali. Perché, rifiutando di usarli, rifiuti una parte di te e in definitiva rifiuti una
parte di Dio.

Per quel che riguarda i soldi, talvolta il tuo atteggiamento è quello di dire che sono
una cosa brutta. Hai quasi paura dei soldi, è per questo che non te ne arrivano, li tieni
lontani! Cambia il tuo atteggiamento e dì che i soldi sono energia concreta che ti
permette di fare, per te e per gli altri: vedrai che fluiranno con maggiore facilità. Hai
diritto ad averne e hai diritto di tenerli in tasca o in banca, hai diritto ad accumularli.
Questo non vuol dire avere un atteggiamento di possesso, di bramosia e di cupidigia.

Come avete cura di riporre nel frigorifero un alimento che poi scadrebbe di qualità
se lasciato al caldo, così è opportuno che abbiate cura dei soldi e li conserviate con
l’obiettivo di poterli far fruttare, per voi stessi, per le persone che vi stanno care o per
l’umanità.

È una forma di intelligenza del contadino mettere via le sementi per la stagione
prossima, è una forma di intelligenza degli animali mettere da parte le scorte per
l’inverno, è una forma di intelligenza vostra accantonare del denaro per i momenti in
cui ne avrete di meno.

Siate orgogliosi del denaro, godetene, comprate belle maglie, belle scarpe, belle
auto; questo non vuol dire sprecare soldi ma avere un atteggiamento di gioia e di
energia positiva nei confronti del denaro.

Puoi vestirti con pantaloni bucati oppure con pantaloni belli e stirati: Tu sei sempre
lo stesso, ma l’energia che circola intorno a te è diversa. Se usi i pantaloni bucati
perché hai solo quelli, ma sei in pace con te, va bene. Ma se scegli di indossarli per
pigrizia, sciatteria, convinzione di essere “sfigato”, quei pantaloni rafforzano l’energia
negativa dei tuoi pensieri.

Se osservate, gli uccelli del cielo passano del tempo a ravvivare il loro piumaggio
e il Dalai Lama, quando incontra le persone, è sempre curato, rasato e pettinato. Ora il
Dalai Lama vive senza essere attaccato agli strumenti che ha, ma non trascura di lodare
Dio anche attraverso i vestiti belli o strumenti quali l’aereo, il computer e la tecnologia
moderna.

Vi invitiamo a provare, anche solo per un breve periodo, a vivere tenendo conto di
questi punti di vista e poi valutare se la vita vostra e attorno a voi migliori oppure no.

LA TERRA STA MORENDO?

Stiamo vedendo che la Terra sta cambiando in peggio, secondo i nostri criteri,
ad esempio il clima peggiora. Allo stesso tempo, si sente dire che c’è una
variazione di energia positiva e che il pianeta sta migliorando. Mi sembra una
contraddizione, potreste spiegare qualcosa?

Sono vere entrambe le cose. Uno stato evolutivo di un certo tipo ha determinato dei
comportamenti che ora fanno sì che la Terra sia fortemente inquinata. Una serie di
eventi naturali, tipo il sovrappopolamento, indipendentemente dallo stato evolutivo
delle persone, determina un impatto ambientale. È anche vero, però, che c’è
contemporaneamente una evoluzione spirituale di molte persone e un profondo
cambiamento, continuo e globale. Rispetto a qualche secolo fa, ci sono più persone
molto, molto evolute, e moltissime altre mediamente evolute. Il problema è che voi
avete una percezione parziale delle cose e anche gli “osservatori” sono in grado di
osservare solo una parte del tutto: per cui chi si occupa del clima lamenta un crescente
pericolo, chi si occupa della spiritualità vede fiorire nuovi significativi fenomeni, ma è
difficile poterli vedere entrambi.

Cara Rossella il tuo amore per la Terra e per l’Universo ti fa particolarmente


vedere il degrado, ti fa soffrire per l’organismo terrestre; è un segno del tuo stato
evolutivo.

Non temere, Rossella. Tutto si aggiusta. E anche se la Terra dovesse sparire non
sarebbe un grave problema, ci sono miliardi e miliardi di terre nell’universo che
appaiono e scompaiono costantemente nell’infinito divenire di Dio creatore.

Non essere attaccata, non soffrire preoccupata per i tuoi figli o per i figli dei tuoi
figli; lascia che sia, fai del tuo meglio e vivi in pace. Li ritroverai più avanti, da
un’altra parte, vi abbraccerete ridendo di questo strano gioco che avete giocato sulla
Terra in cui uno era padre e l’altro figlio, rendendovi conto che di fatto eravate una
cosa sola.

Non temere, Rossella, ama te stessa, accogliti con tutte le tue limitazioni, con i tuoi
talenti, con la tua generosità e con la tua sensibilità.

Abbraccia, Rossella, la Rossella che vedi al mattino riflessa nello specchio;


accoglila; dalle il benvenuto con tutti i suoi limiti, e non giudicarla se non è in grado di
fare tutto ciò che il suo cuore vorrebbe che lei facesse.

Accoglila e benedicila, permettile di esistere e dalle una mano, Rossella, a


manifestare tutti i suoi talenti, capacità, intuizioni, il suo senso pratico, la sua
spiritualità ricca e profonda.

Lascia, Rossella, che Rossella sia come l’onda del mare che va e che viene: che
nasce dal mare, si erge fra gli scogli e ritorna al mare.

Permetti, Rossella, a Rossella di esistere. E permetti che come lei non ci sia
nessuno.

Permettile di provare, di osare e di sbagliare.


Perché facendo così, Rossella, permetti a Rossella di essere profondamente umana
e profondamente spirituale. Essendo, in definitiva, Dio.
< ^ >
36. COMPRENDERE DIO

Ci sono degli spiriti che creano dei problemi alle persone, queste entità sono
Dio? O sono al di fuori di Dio? Oppure Dio permette che esistano? Ma non
possono essere al di fuori di Dio, poiché Dio è tutto.

Dio è Tutto, è l’Alfa e l’Omega. Ma dal tuo punto di vista hai una percezione così
parziale che non puoi comprenderlo. È come se una cellula del tuo corpo cercasse di
capire tutto il corpo e i fenomeni che gli accadono.

Il contesto terreno in cui abiti è di livello energetico piuttosto basso e può capitare
che tu abbia a che fare con persone, e con non persone, di livello poco evoluto. In
questi incontri non è possibile dare una spiegazione esauriente, ma sappi che, se vuoi,
ci sono altre opportunità di capire di più. Limitati per ora ad accogliere questi
fenomeni, studiali pure ma non avere la pretesa di comprenderli pienamente.

Ma, mia cara, per rispondere alla tua domanda, forse questo esempio ti può aiutare.

Immagina di essere in un prato su una montagna. Dal tuo versante vedi alcuni aspetti
del mondo, scorgi fiori e alberi, animali, un piccolo torrente.

Poi, camminando in salita, man mano che ti alzi ti rendi conto che lo spazio attorno
a te è più ampio, e vedi che il torrente, che hai lasciato laggiù, più avanti è un fiume.

Man mano che sali ti accorgi che quel fiume dà origine a un lago.

E tu sali ancora e vedi che quel fiume prosegue oltre il lago. E noti anche che,
attorno a te, la vegetazione cambia e non ci sono più i fiori.

Proseguendo, incontri alcune persone che sono salite da altri versanti. Loro ti
dicono che non esiste nessun torrente, né fiume, né lago e che ci sono solo sassi e l’erba
non esiste.

Salendo incontri nuove persone che di dicono altre cose diverse.

Cos’è vero? Qual è la verità?

Se tu vuoi comprendere, mia cara, devi scendere dalla loro parte e risalire. E poi
scendere da un’altra parte e risalire, e scendere da un’altra ancora e risalire, e
riscendere e risalire…

E quando sei arrivata in cima, puoi vedere dappertutto. Ma il paradosso è che, dalla
cima, tu non scorgi i fiorellini che vedevi stando sul prato da dove sei partita. Quando
sei giù sul prato accanto ai fiorellini dici che Dio è lassù sulla vetta. E quando sei in
cima alla montagna dici che è laggiù tra i fiori, lungo il fiume.

Cos’è dunque Dio, mia cara? Dov’è Dio? In cima alla montagna o sul prato, su un
versante o sull’altro? Sui sassi o nel lago?

Dov’è Dio: dove sei tu o da un’altra parte?

Dio è Tutto. E tu sei Dio.

Dio È. Nell’eterno divenire della divinità.


< ^ >
37. DIO E LA BOMBA

Dio è grande. Il mio Dio è il più grande.

Sono parole che pronunciano alcune persone che invocano Dio, ma dietro queste
parole ci sono cuori che vivono emozioni e sentimenti, a volte, molto differenti.

Alcuni rivendicano il diritto di essere i migliori e, perciò, anche di avere l’autorità


di decidere come devono vivere gli altri e talvolta anche della loro vita. Altri invocano
l’aiuto di Dio affinché il mondo sia migliore, perché la loro vita fluisca più facilmente,
perché Dio li inondi di amore e li aiuti ad accogliere-perseguire la vita in tutte le sue
manifestazioni. In tutto il mondo si invoca Dio per interessi personali e in molte parti si
chiede a Dio l’aiuto per portare avanti azioni a volte molto violente, si chiede a Dio di
dare la forza per vincere la guerra o per sterminare altri figli di Dio.

E non vi rendete conto, ovunque siate, che vi comportate in modo sciocco: Dio è
Dio, per tutti, ovunque, sempre e nello stesso modo.

Quello che varia è la relazione che instaurate con Lui, e ciò non dipende da Dio ma
da voi.

Un albero è sempre un albero; il suo essere bello o brutto, utile o dannoso, dipende
dalle persone che lo guardano. L’albero “è”, non può far altro che essere se stesso. Il
suo valore viene definito dagli altri con criteri e metri di giudizio molto soggettivi e
variabili: non dipende dall’albero il fatto che qualcuno lo definisca bello e qualcun
altro brutto, utile o dannoso.

Così avviene per Dio. Dio non può che Essere. Le sue caratteristiche ed “il valore”
vengono definite dalle persone in base al loro modo di essere. Non dipende da Dio.

Voi pensate che siano caratteristiche definite da Dio, “perché Dio tutto vuole e tutto
può”, e che quindi sia Lui che sceglie di manifestarsi ora amico e ora nemico, ora
comprensibile ora incomprensibile, ora pacato e ora furente. Ma ragionando così
continuate a perpetuare un’idea di un Dio che è distaccato da voi e che voi siate
semplicemente dei burattini nelle sue mani.

Dio “è”. Il giudizio lo date voi.


Dio è. È ovunque, è tutto, è sempre, e si manifesta in maniera a volte sbalorditiva.

Dio è. È la pace e anche la guerra, è il giorno e anche la notte. Dio è: siete voi che
definite cosa sia “giorno” e cosa “notte”, cosa sia “guerra” e cosa “pace”.

È un discorso profondo, per alcuni di voi difficile da comprendere, soprattutto se


usate solo la mente. Ma è talmente semplice. E finché non lo comprendete non riuscite a
vivere pienamente la vita, vi create delle inutili difficoltà e dei lacci fisici e mentali
che vi tengono lontani dalla vita stessa e, in definitiva, da Dio.

Dio è la vita. E Dio è anche la morte. Mentre state facendo l’esperienza di vivere, è
bene che facciate l’esperienza di vivere la vita al cento per cento, e quando farete
l’esperienza del morire sarebbe bello che la faceste al cento per cento.

Perciò ora focalizzatevi sul fatto che Dio è vita. Vita: vitalità, energia, slanci di
amore o di odio. Qualunque manifestazione della vita è una manifestazione di Dio.

È TUTTO COLLEGATO

Voi dite “sì, ho capito”. Ma poi vi è facile vedere Dio nello sguardo di una mamma
che allatta il suo piccolo e vi è molto più difficile immaginare Dio che mette una bomba
dentro una metropolitana.

Dio È. Dio è ogni cosa e ogni dove.

Dio è l’uomo che mette la bomba, pregando Dio.

Dio è la donna che muore a causa di quella bomba.

Dio è il passante che soffre ferito a causa di quella bomba.

Dio è il soccorritore che lotta per salvare la vita del ferito.

Dio è il ragazzo che, ignaro, continua a giocare a pallone su un prato poco lontano.

E Dio è l’uomo d’affari che specula sull’andamento di borsa conseguente allo


scoppio di quella bomba.
La vita è tutto un continuum, è tutto collegato. Capisco che per voi sia difficile
rendervi conto delle relazioni tra cause ed effetti (spesso lontane nel tempo e nello
spazio). Ma, anche se vi è difficile, potete farlo.

Ci sono dei precisi collegamenti tra azioni e reazioni, tra ciò che si fa e si ottiene:
individualmente e collettivamente, al di là dello spazio e del tempo.

Pensieri ed emozioni creano fatti e situazioni. È opportuno che cerchiate di avere


attenzione ai vostri pensieri e di verificare in che modo essi siano collegati al vostro
cuore e ai vostri sentimenti. Il recitare preghiere, declamare mantra, ripetere parole, ma
anche pensieri fissi e ricorrenti di singole persone o di gruppi, generano forme di
energia molto ampie nell’universo e possono determinare fatti e comportamenti (di
singoli o di masse) che poi voi definite miracoli o catastrofi.

Abbiate attenzione anche a questi aspetti perché non basta scandalizzarsi per una
persona che mette la bomba e non voler guardare, e vedere, come in effetti ci sia un
nesso con le azioni, i pensieri, le emozioni o le preghiere che vengono immessi
nell’universo, costantemente, da milioni e milioni di persone, anche nelle zone che
apparentemente sono vittime delle bombe.

Pensieri, emozioni e azioni creano il manifestarsi della catastrofe.

È forse opportuno che cominciate a controllare i vostri pensieri e i vostri stati


d’animo. Ora non vi stiamo dando istruzioni su cosa fare, stiamo solo dialogando con
voi e chiacchierando in libertà su alcuni aspetti che riguardano la vita.

E, come negli incontri tra amici si parla un po’ per ciascuno, ci farebbe piacere
sentire voi, per esempio sapere se Silvia abbia dei pensieri da condividere o delle
domande da fare.

Le domande ve le ho fatte prima, col pensiero, mentre parlavate, non so se ora


riesco a formularle perché sono un po’ disorientata.

Quindi il bene e il male non esistono… Ma se Dio è il bene e anche il male,


perché allora alcune civiltà ritenute evolute praticano di più il bene? Allora il
bene esiste.

Il bene e il male esistono, come esistono il caldo e il freddo. Ma che cos’è il bene e
che cos’è il male? Il caldo è bene o è male? Quando hai freddo, poter avere vicino una
fonte di calore viene giudicato da te bene, quando sei nel deserto e il sole picchia forte
il caldo è male.
Dobbiamo per forza estremizzare un pochino gli esempi per riuscire a scardinare un
vostro modo di ragionare che spesso è collegato alle parole “E” e “O”. Vi viene da
dire: c’è il bene o il male, c’è il caldo o il freddo. Difficilmente riuscite a ricordarvi
che esistono il bene e il male, il caldo e il freddo: e che tutto è relativo. Tutto, tutto è
relativo. E al contempo assoluto.

Ma, scusate, perché Dio dovrebbe mettere una bomba contro se stesso?
Perché, alla fine, il ragionamento è questo…

Ti è mai capitato, Silvia, di darti uno schiaffo? Che senso ha farti del male? A volte
ti può succedere di darti uno schiaffo perché c’è una zanzara che ti sta pungendo. Ma se
qualcuno ti guarda, e non è in grado di vedere la zanzara, giudica il tuo gesto insensato,
mentre per te è sensatissimo. Qui è la stessa cosa.

Puoi immaginare che lo stato di evoluzione della Terra e delle persone che ci
vivono nel suo insieme è omogeneo, eppure è piuttosto differenziato per zone o gruppi
di persone. Allora, forse, puoi renderti conto che Dio, in ogni zona e in ogni persona,
svolge una parte della sua evoluzione, una parte del suo cammino, una parte del suo
continuo divenire.

È vero, in alcune parti del mondo ci sono livelli di evoluzione anche molto
differenti. Ma non è detto che siano migliori l’uno dall’altro. Per esempio, il cosiddetto
mondo occidentale, ricco di religioni e di persone molto colte e potenti, dove il tasso di
mortalità è bassissimo e le disponibilità economiche sono immense, si comporta in un
modo che possiamo definire ambivalente. Per certi versi è molto attento a valori
spirituali e nello stesso tempo crea delle leggi per cui chi non ha soldi non può curarsi,
oppure scarica su altre popolazioni del pianeta medicinali di dubbio effetto se non
dannosi, o armi o inquinamento, o promuove guerre anche in nome di Dio. Eppure,
contemporaneamente, realizza concreti progetti di pace e di sviluppo che sono di
grande utilità per tutto il mondo, e porta avanti bellissime esperienze di comunione
inter-religiose. Per questo dal nostro punto di vista facciamo fatica a comprendere cosa
intendi.

Non intendevo in alcune parti del mondo, mi riferivo ad alcune società extra–
terrestri; in “Conversazioni con Dio” 13 c’è scritto che ce ne sono di evolute dove,
da quello che ho capito, c’è più bene che male.

Puoi spiegare meglio il tuo dubbio?

Praticamente avete detto che nell’universo esistono sia il bene che il male. E si
potrebbe concludere che vada bene che ci siano entrambi… Per cui si deduce che
non si deve combattere il male e favorire il bene. È giusto che sia così?

Ma allora perché su altre civiltà prevale il bene? Non so se avete capito la


domanda…

Mia cara, la risposta che ti diamo adesso deve per forza tener conto dello stato di
evoluzione in cui vi trovate. Oh, non offenderti né alterarti. Per voi é difficile spiegare
a un bambino una cosa complessa e, a volte, siete costretti a semplificare i concetti.
Così dobbiamo fare noi.

Il vostro livello evolutivo non vi consente di rendervi conto facilmente che siete voi
che create la vostra realtà; e che, perciò, è assolutamente inutile definire cosa siano il
bene e il male, perché li avete creati voi e perché qualsiasi cosa è comunque bene e
male. Non è altro che ciò che create: siete voi che definite bene o male.

Dal punto di vista della qualità della vostra vita è evidente che è molto più
opportuno fare il bene, perché se tutti fanno il bene tutti stanno meglio. Ma il problema
è che ognuno ha la sua percezione di che cosa sia il bene, e ognuno ha la sua capacità di
realizzarlo e ognuno ha dei momenti di debolezza.

Certo, nell’Universo vi sono delle società, delle comunità, dei gruppi di forme
viventi che hanno uno stadio evolutivo e dei comportamenti diversi dai vostri. E allora?
Cosa cambia per te?

Il problema è che io non riesco ad accettare che Dio sia il bene e anche il
male. È una cosa che devo digerire un po’ alla volta.

È facile dire che c’è un Dio unico ed è difficile accettare che lo sia davvero: che
sia qui e lì, l’alto e il basso, l’alfa e l’omega. Facile dirlo, più difficile accettarlo. Più
difficile se restate dentro la vostra testa, più facile se percorrete altre strade. Che sono
le strade del cuore, strade che possono essere rivolte verso l’esterno e l’interno, verso
il grande e il piccolo, verso il corporeo e l’extracorporeo.

Sospendi il giudizio, mia cara. Lo diciamo a te perché ci hai rivolto la domanda ma


intendiamo rivolgerci a chiunque avrà modo di leggere queste parole. Sospendi il
giudizio, non giudicare. Anche cosa sia il bene e il male. Lascia che sia. Lascia essere.

Facendolo, consenti a Dio di essere se stesso. E, contemporaneamente, ti comporti


come si comporta Dio: non giudica, semplicemente È.

Siete confusi? Accettate di esserlo. Siete tristi? Accettate di esserlo. Siete


arrabbiati, innamorati, fiduciosi, altruisti, egoisti, pessimisti, felici…? In qualsiasi stato
in cui vi venite a trovare, non giudicate. Semplicemente permettetevi di esserlo. Ed
essendolo non fate altro che Essere.
< ^ >
38. LE MONTAGNE RUSSE

Nel corso di incontri precedenti abbiamo affrontato il discorso della vitalità, di


quanto importante sia permettere alla vita di fluire.

Spesso tu blocchi il flusso perché ti fai guidare un po’ troppo dalla mente e non
consenti all’intelligenza che pervade tutto il resto di te di emergere e di manifestarsi.

Sentimenti quali la paura e i sensi di colpa fanno sì che tu dia così tanto potere alla
mente.

Se vuoi vivere al meglio è bene che impari a vivere il presente, a lasciare andare il
passato e non preoccuparti del futuro.

Uno dei trucchi è non avere aspettative. Puoi allenarti a farlo: si tratta di vivere dei
pezzetti della tua esistenza lasciando semplicemente che la vita scorra, senza avere
eccessive aspettative rispetto a te stesso o all’esito di questo tuo atteggiamento. Scegli
delle porzioni della giornata in cui, deliberatamente e con intenzione, ti concentri sugli
infiniti momenti presenti, fai le cose come ti vengono e lasci che le cose succedano
come vogliono. Non preoccuparti se poi, per tutto il resto del giorno non lo fai, non
giudicarti, lascia che sia così.

Molte volte sei talmente severo con te stesso che pretendi di essere perfetto: ciò
nasce da un’aspettativa, che viene dalla mente. E non ti rendi conto che sei già perfetto
così.

LIBERTÀ NELLE RELAZIONI

Come è bene non avere aspettative su te stesso, è opportuno che non ne abbia sugli
altri, a iniziare da chi ti è vicino.

Molte volte instauri delle relazioni, più o meno strette, con altre persone (per
esempio amicizie, rapporti di lavoro, vita di coppia) avendo delle aspettative su di te,
sugli altri, sulla qualità della relazione e sui risultati. E giudichi le relazioni “buone” se
corrispondono a degli schemi mentali che ti sei fatto, oppure “cattive” se non ne
corrispondono.

Ma il giudizio buono o cattivo è sempre soggettivo, non c’è un valore assoluto che
definisca cosa sia buono o cattivo, bene o male. Sei tu che scegli. E come scegli, puoi
anche modificare.

Essere amico o amare una persona vuol dire permettere di essere se stessi, così
come si è, senza condizioni o aspettative. Vuol dire permetterlo a se stessi e all’altro.

Quando dici a una persona o a te stesso: “ti amo (o ti sono amico) purché tu sia
così, se tu ti comporti in questo modo, se mi dai quest’altro”, allora c’è qualcosa che
non funziona.

Dio non ama “a condizione che”, Dio ama.

Uno dei meccanismi che fa soffrire le persone è il concetto, che vi viene instillato
fin da piccoli, di coerenza. Tu pensi: siccome ieri mi sono comportato in quel modo,
ragionavo così, avevo quei valori… allora oggi devo fare altrettanto.

Sarebbe meglio che ti ricordassi che la vita è un continuo cambiare e un eterno


divenire. Perciò un tuo diverso approccio potrebbe essere: quello che ho creduto ieri,
oggi non va più bene per me; quello che ho fatto ieri, oggi non lo rifarei più; il modo in
cui ho amato ieri, non è più adeguato al mio modo di essere di oggi.

La libertà è un altro concetto fondamentale per la qualità della vita e delle relazioni.

Essere liberi è una conquista non facile. Essere liberi dai propri pensieri e dai
propri schemi mentali, dalle aspettative altrui, dalle pressioni sociali, dalle emozioni;
essere liberi di manifestare quello che si è senza aver paura delle proprie ombre e,
soprattutto, della propria luce.

Quando sei in una relazione, prova a vedere che effetto ti fa pensare così: io sono
libero di dirti che sono fatto in questo modo. Sono libero di amarti, e proprio perché ti
amo, ti lascio libero di essere te stesso, anche di andare per la tua strada. Sono libero
di dirti che ti amo e che mi amo e che, se scegliamo di essere assieme, è perché
scegliamo di vivere al meglio l’attimo presente senza aspettative reciproche. Io e te
siamo liberi di definire le modalità e i meccanismi che fanno funzionare meglio la
nostra relazione, siamo liberi di rispettarli e di modificarli qualora ne sentissimo
l’esigenza. Io sono libero di valutare se questa relazione è ancora funzionale per me ed,
eventualmente, di decidere di lasciarla andare. Io sono libero di lasciarti libero di fare
altrettanto.

Attento a comprendere bene quello che ti stiamo dicendo. Attento a non ingannare te
stesso o l’altro in nome della propria o altrui libertà. Attento anche a non soggiogare te
stesso o gli altri con vincoli e aspettative non sane.

Amare ed essere liberi è una tappa importante della vostra evoluzione: richiede un
equilibrio dinamico e una saggezza interiore che si acquisiscono passo dopo passo,
provando e riprovando.

Le relazioni richiedono di mettersi in discussione in continuazione, di modificare i


propri schemi, di uscire dallo stato di conforto in cui ci siamo adagiati.

L’amare assomiglia alle montagne russe, con tutti gli emozionanti saliscendi, più
che al tepore del camino in una stanza in montagna.

Amare è tutto,

è forte passione,

è momenti di grande tenerezza o di intensa discussione.

Amare è tener duro e anche mollare.

Amare è essere tenaci e flessibili.

Amare è lottare e anche arrendersi.

Amare è costruire e legare, e talvolta è sciogliere o distruggere.

Amare è proteggere e lasciare alle intemperie.

Amare è abbracciare e lasciar andare.


Tutto ciò vale per se stessi. E per gli altri.

La libertà è un atto di coscienza ed è una scelta. Sono necessarie entrambe: sia


avere un alto livello di coscienza di sé e di ciò che è fuori di sé, sia prendersi la
responsabilità di scegliere.
La libertà è una delle manifestazioni della divinità: Dio è libero, Dio è libertà e tu,
che sei parte di Dio, sei libertà e sei libero.

Sei libero di scegliere di stare dentro una relazione, di modificarla o di lasciarla


andare, e sei libero di non giudicarti per qualsiasi scelta faccia.

Sei libero di accogliere Dio mentre fai queste scelte e sei libero di essere Dio
mentre le fai.

Non avere paura di scegliere e affrontate con saggezza gli effetti.

Su, coraggio: vivila, la vita!

Scegli momento per momento, e poi lascia andare qualsiasi giudizio in merito alla
scelta che hai fatto: vedrai che così la vita è più facile.

Miei cari amici, vi guardiamo negli occhi.

Ognuno di voi. Uno per uno.

Ti sorridiamo e cantiamo una canzone per te.

Ci piacerebbe che sentissi quanto e come ti vogliamo bene, quanto ti consideriamo


speciale e degno di attenzione.

Non tanto per quello che fai, ma per quello che sei.

Ti guardiamo negli occhi, ti teniamo le mani e ti diciamo “sei speciale… sei


speciale”.

Ora ci mettiamo al tuo fianco e appoggiamo la nostra mano sulle tue spalle.

Con questo abbraccio, delicato e affettuoso, camminiamo a fianco a te, tutti i giorni
della tua vita.

Ricordati, siamo vicini in ogni istante. Ci puoi sentire, ci puoi contattare; quando
vuoi, quando puoi.

Se qualche volta ti sembra di sentirci o di vederci, lascia andare il giudizio della


mente, sorridi, apri il tuo cuore e dai il benvenuto a questi amici, birichini e un po’
speciali, che giocano la vita con te.
Mia cara, mio caro: ti vogliamo bene.
< ^ >
39. SVEGLIATI!

[Il tono è forte, pieno di energia, molto risoluto].

La vita è meravigliosa: Vivila!

La vita è un fiore magnifico, colorato, profumato: Coglilo!

La vita è un momento d’estasi infinito: Godilo!

Svegliati, Uomo. Scuoti il torpore. Esci dalle tenebre. Apri gli occhi.

Tutta la tua sofferenza è un’illusione. Te lo stiamo dicendo da tempo. Te lo stiamo


urlando adesso!!

Smetti di lottare. Smetti di farti ingannare dalla mente. Smetti di creare inutile
sofferenza.

Numerosi elementi concorrono a condizionare il tuo divenire. Ma tu sei più forte.


Non è una lotta, ma una manifestazione.

Finché te ne stai accovacciato a terra non te ne rendi conto. Alzati in piedi, ergiti
nella tua maestosa pienezza. E ti renderai conto che quelli che ti sembravano giganti che
ti tenevano legato non sono altro che dei nanetti fastidiosi.

Mio Gulliver, osa dimostrare chi sei. Non c’è niente di speciale da fare, basta che
tu faccia la cosa più naturale del mondo: stare in piedi. No sforzo, no lotta, no pensieri.

Non essere pusillanime. Non essere meschino con te stesso. Non essere pigro.
Alzati e cammina! esci dal buio della morte in cui ti sei cacciato. Non sei morto, ma
vivo. Sei tu che non ci credi. Svegliati!

Lascia scorrere la vita. Vai libero per il mondo, Tu gigante tra i pigmei, tu Essere
Divino tra gli Dei. Non rinnegare la tua Essenza, ma manifestala.

È ora! È ora!!

Smetti di chiedere conferma al di fuori di te. Tua è la vita, tua la forza, tua la gloria.
Vai maestoso tra i sentieri della vita, godine ogni singolo istante! Assapora ogni goccia
di quel nettare! Danza ogni nota di quella splendida canzone!

Mia cara, mio caro, svegliati!

È l’alba, da un pezzo. Alzati.

È l’ora. La tua ora!

Vai e sorprendi il mondo con la tua vita. Vita. Vita. VITA!! Pienamente vissuta,
completamente realizzata.

Risorgi, o Uomo, nel tuo splendore. O Araba Fenice, O Santo Graal, svelati al
mondo.

E l’illusione svanisce.

Il velo si dissolve.

La lezione è appresa.

Il compito realizzato.

E ti trovi, finalmente, a Casa.

Amen.
< ^ >
UN SALUTO FESTOSO

L’evolvere della Terra e dell’Umanità possono essere percepite e comprese in


molti modi differenti.

Più persone possono contribuire a creare un evento, ma il significato che ne


traggono è diverso per ciascuno.

Più persone possono guardare la stessa scena, ma quello che vedono è diverso per
ciascuno.

Più persone possono ascoltare la stessa storia, ma quello che sentono è diverso per
ciascuno.

Puoi leggere infiniti libri di scienza e teologia, ascoltare tutti i saggi del mondo e
chiedere lumi anche a Esseri disincarnati, ma non otterrai mai la stessa risposta. Perché
ciascuno di loro è diverso, ha vissuto situazioni diverse, ha un livello di evoluzione e
di comprensione diverso, trasmette ciò che ha compreso con modalità diverse.

Tutti possono tuffarsi nello stesso mare di saggezza, ma l’apprendimento è diverso


per ognuno.

L’apprendimento è qualcosa che si genera tra l’allievo e il maestro. Ogni maestro è


diverso, ogni allievo è diverso, ogni processo è diverso: ne consegue che ogni
apprendimento è diverso, unico, speciale.

Lo Spirito che aleggia nell’universo si manifesta in miriadi di forme. Noi,


volutamente, non ne abbiamo messo in risalto nessuna in particolare, perché farlo ti
avrebbe confuso.

Ciò che conta è la crescita di ognuno, che evolva, progredisca, migliori.

Ciò che conta è lo sviluppo del tuo Essere. Sulla Terra è fondamentale che si
realizzi lo sviluppo dinamicamente equilibrato sia del tuo Essere Corpo che del tuo
Essere Spirito. In effetti sono la stessa cosa, ma li percepite differenti.

Ciò che conta è la manifestazione della tua Pienezza: essere vero Dio e vero Uomo
lì sulla Terra, nel contesto in cui sei, nella sostanza che sei.<
Tu, in qualche modo, hai chiesto aiuto, e l’aiuto si manifesta in svariati modi. Uno è
il passaggio di energia di un certo livello attraverso le parole che hai letto. Non sono
nuove, non sono speciali, non svelano niente di sconvolgente o che non sapevate. Ma
sono un concime, un lievito, un catalizzatore che facilita l’alchimia.

Avremmo potuto usare parole ben più difficili, o rivelare misteri nascosti, ma non ti
serviva.

L’Amore è un attivatore fantastico. L’Amore è ciò che cerchiamo di profondere, in


modo che l’amore che è in te riverberi in sintonia. È un fenomeno fisico che conosci
bene. E il tuo pulsare, risvegliato anche dalla nostra presenza, attiva in te processi di
evoluzione.

Certamente la Meta finale -Tua, Vostra e della Terra- è l’Amore Universale. Questo
è il frutto dell’evoluzione di ciascun elemento che compone la Terra.

In questo periodo abbiamo tralasciato molti argomenti e ci siamo concentrati a


lavorare assieme per l’evoluzione di ciascuno di voi. Per scrostare antichi sedimenti e
rendere più libero l’amore in te e attraverso di te.

Lo Spirito Divino è venuto a fecondare la Terra e si manifesta in infiniti modi.


Dagli la possibilità di manifestarsi in ogni suo aspetto, dagli il tempo di far maturare i
frutti della fecondazione.

Molti tra di voi sono aggrappati a insegnamenti elargiti, in migliaia di anni su tutto
il globo, che sono saggi e profondi, ma non sempre adatti a Chi siete oggi.

Altri sono avvinghiati agli insegnamenti profusi dal Cristo e da altri Maestri, ma
non sempre siete capaci di cogliere il profondo significato e trasmetterlo
adeguatamente.

Altri ancora si abbandonano con passione agli insegnamenti che vi pervengono da


Esseri disincarnati (noi compresi) ma non è detto che siate in grado di discernere e
comprenderli.

Perciò non cercare di paragonare i vari insegnamenti nella vana speranza di trovare
quello giusto. Invece guarda alla tua Essenza e cerca di capire se quello che ti diciamo
ti fa sentire bene. Se sì, prova ad approfondirlo e a metterlo in pratica. Se no, lascia
perdere.
Stai attento, però, al tuo amico ego: talvolta fa brutti scherzi e ti fa inseguire
insegnamenti sempre nuovi senza che ne acquisisca nessuno.

L’apprendimento è un fenomeno complesso, ricco di sfaccettature e


interdipendenze. Apprendere è un’arte. Ci vuole maestria nell’essere apprendisti.<

Più volte ci hai chiesto chi siamo, più volte non ti abbiamo risposto. Volutamente,
perché ciò che conta non è la nomea del Maestro ma il processo di apprendimento.

Chi conta sei tu, è il brillare della tua stella nel firmamento, è la concretizzazione
del tuo Tesoro sulla Terra.

Per correttezza nei tuoi confronti ti diciamo che siamo un Gruppo di Maestri. Se
chiedi in giro, ti verrà detto che nelle sfere celesti occupiamo un ruolo particolarmente
elevato. Se venissimo a te con tutte le nostre forze ti bruceresti, perciò veniamo in
piccole dosi.

Noi siamo Spirito, Energia Divina, pura Luce priva di impurità.

Lo Spirito che si è incarnato sulla Terra si è diviso in tante fiammelle, ognuna delle
quali illumina il percorso di un gruppo di persone.

Il percorso non è un cammino terreno da un posto a un altro, ma un passaggio da uno


stato evolutivo a un altro.

Per questo non vogliamo trasmettere un messaggio di chiusura per il libro. Perché il
percorso continua e noi siamo sempre qui con te.<

Noi siamo qui nel corso della tua vita.

Siamo qui anche quando giunge la sera e la notte ti sembra così lunga.

Siamo qui nel momento dell’azione e del tuo maggior successo.

Siamo qui nel momento del dolore e della sconfitta.

Siamo qui nel momento della pace e del godimento.


Siamo qui nel momento del passaggio ad altra vita.

Siamo qui, con te. Il nostro spirito è con te.

Sempre. In ogni istante. In ogni luogo.

Concentrati sulla tua Essenza e ci trovi.

Se lo vuoi.

Quando vuoi.

Come vuoi.

Perché tu sei libero di essere ciò che vuoi essere.

Tu sei l’essenza della libertà.

Tu sei l’essenza.

Tu Sei.

Con un abbraccio festoso ci salutiamo.


< ^ >
IL MIO RINGRAZIAMENTO

Con una risata fragorosa

inondo il cielo con il mio ringraziamento.

Rido di gioia e di gratitudine.

Rido onorando le Guide,

l’aiuto amorevole, la presenza paziente,

i preziosi insegnamenti.

Rido abbracciando Papà, Mamma,

la mia Compagna di avventure, i nostri figli,

e tutti quelli che mi amano.

Rido stringendo la mano a chi mi ha fatto del male.

Rido cantando le difficoltà

che ho incontrato nella vita

e che mi hanno forgiato.

Rido facendo le capriole

con chi ha reso possibile questo libro.


Rido e danzo con Te che l’hai letto.

Mi sbellico.

Mi asciugo le lacrime.

Mi piego in avanti dal ridere.

È il mio inchino.

Alla Vita.
< ^ >
NOTE

1. Fanno riferimento alla canzone La libertà di Giorgio Gaber.[link]

2. “Qualcun altro”: si riferisce sia a Dio sia ad altre persone e cose che
compongono l’universo, come fossero una cosa sola e, contemporaneamente, anche
separate.

3. Parola che le Guide usano per indicare la potenzialità, il potere, la volontà, la


scelta, l’azione consapevole di essere amore.

4. Attore è colui che fa, che attua. Imprenditore è colui che intraprende, agisce di
propria iniziativa.

5. Si riferisce agli incontri durante i quali dialoghiamo con la Guida.

6. Eluana Englaro è una ragazza che per molti anni è rimasta in stato vegetativo. Suo
padre Beppino ha portato avanti una lunga lotta legale per poter staccare i macchinari,
volendo esaudire i desideri espressi dalla figlia prima che si ammalasse. [link]

7. Alludono al passo del Vangelo “Questi è il Figlio mio, l'amato (il prediletto): in
lui ho posto il mio compiacimento”. (Mt 3, 17). [link]

8. Si riferiscono a Papa Giovanni Paolo II.

9. Intendono anche far riferimento alla parabola del Vangelo della lampada sotto il
moggio, in modo che ne comprendiamo il significato:
"Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città collocata sopra un
monte, né si accende una lucerna per metterla sotto il moggio, ma sopra il lucerniere
perché faccia luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce
davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al vostro
Padre che è nei cieli." (Mt 5,14).

10. Madre e Padre: alludono a Dio.

11. Si stanno riferendo a un passo di S.Agostino: un bambino gioca sulla spiaggia e


vuole fare entrare tutta l’acqua del mare in una buca. Così l’uomo vorrebbe far entrare
tutta la Conoscenza nella propria testa.

12. Una persona presente all’incontro.

13. Conversazioni con Dio di Neale Donald Walsh, Sperling & Kupfer.
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BRUNO SCATTOLIN

Bruno Scattolin è nato nel '59 a Valdobbiadene in provincia di Treviso. Parlando di


sé dice di essere una persona come le altre, con una naturale predisposizione per la
medianità e la guarigione. Questo suo primo libro è una concreta testimonianza dei suoi
momenti di profonda comunicazione medianica con l'infinito. Già da alcuni anni ha
lasciato andare le sue maschere per un viaggio alla scoperta di sé stesso. Al di là di
questo libro, Bruno continua a camminare per la vita sostenuto dalle sue Guide.
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LE EDIZIONI STAZIONE CELESTE

Il nostro proposito è quello di ricercare e proporre opere che contengano chiavi per
aprire nuove porte della coscienza, mostrando una nuova via a tutti coloro che
attraverso la libera ricerca interiore per la conoscenza del sé vogliono essere
protagonisti della propria esistenza, affinché si affermi un “nuovo paradigma”, ovvero,
un nuovo modo di percepire la realtà basato su una visione energetico-
spirituale dell’esistenza che dia valore a tutto ciò che di bello e di vero vi è
nell’Uomo: Pace, Equilibrio, Armonia, Energia, Libertà, Consapevolezza di sé e
dell’universo che lo circonda.

Questo è l’intento che ci ha spinto ad allargare i nostri confini oltre il portale web
stazioneceleste.it e dar vita a una piccola casa editrice che per sostenere il buon livello
qualitativo della propria produzione letteraria, ha scelto di pubblicare non più di 4 libri
l’anno: libri che resistano al passare del tempo, capaci di accompagnare il lettore verso
le frontiere dell’esistenza, offrendo sempre nuovi spunti di riflessione e di
comprensione, utili, in quest’epoca di grandi cambiamenti e straordinarie opportunità,
per migliorare sé stessi e il mondo.

Per informazioni sui cataloghi dei libri in formato cartaceo e gli eBook e le novità
editoriali, per sottoscrivere un abbonamento annuale alle nostre pubblicazioni, per
proporre un’opera letteraria coerente con la nostra linea editoriale, o per una qualsiasi
e v e n t u a l e collaborazione o segnalazione visitate il nostro
sito: www.edizionistazioneceleste.it oppure telefonateci allo 0331.1966770.
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IL PORTALE WEB

Il portale web Stazione Celeste è un sito non profit nato nel 2003 con l’obiettivo di
diffondere informazioni che favoriscano una presa di coscienza libera da ogni dogma.

È un libero spazio multimediale in cui rigenerare e nutrire lo Spirito.

È una biblioteca virtuale interamente dedicata alla nuova spiritualità, con tantissimo
materiale liberamente fruibile on-line.

È una fonte da cui attingere consapevolezza, ispirazione, musica, arte, suggerimenti,


consigli e tecniche per una vita più armoniosa ed equilibrata.

È una community con tanti spazi sociali che favoriscono il dialogo, l’incontro e la
nascita di nuove amicizie tra persone in cammino unite da un forte senso di fratellanza.

È un blog, un oblò da cui guardare il mondo con una visione nuova, più etica e
consapevole.

È una newsletter, una e-mail di contenuti spirituali inviata settimanalmente a


migliaia di persone.

Questo e oltre è il portale della Stazione Celeste, un punto di Luce alimentato dai
suoi visitatori, affinché una immensa rete fatta di tanti punti luminosi abbracci l’intero
Pianeta e illumini i Cuori di tutti coloro che lo abitano.

L’indirizzo internet del portale è: www.stazioneceleste.it

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LIBRI PUBBLICATI

eBook Gratuiti

1. Bruno Scattolin, Una Carezza per l'Anima


L’Amore e la Saggezza delle Guide per Manifestare la Tua Essenza

2. Barbara Marciniak, 1987-2012 - Il Portale del Risveglio Planetario


Saggezza Pleiadiana per l’evoluzione umana

3. Celia Fenn, Bambini Indaco & Cristallo


I Pionieri della Nuova Era

4. Marina Diwan, Siamo Tutti Angeli

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Collana Biblioteca Celeste

1. Barbara Marciniak, La Via del Risveglio Planetario


Saggezza Pleiadiana per l’evoluzione umana

2. Jane Roberts, Superanima Sette, La Scuola Celeste


Un Romanzo Oltre i Confini del Tempo e dello Spazio

3. Susanna Garavaglia, Stavolta Sarò Femmina (eBook disponibile)


Un Romanzo Multidimensionale

4. Celia Fenn, L’Avventura Indaco-Cristallo


Bambini e Adulti Indaco e Cristallo – I Pionieri della Nuova Era

5. Jean-Claude Koven, Going Deeper


Tutto nella tua vita sta per cambiare

6. Geoffrey Hoppe, Maestri nella Nuova Energia


Il Libro di Adamus Saint-Germain

7. Steve Rother, Segnali di Luce


Messaggi dal “Gruppo” per la Nuova Era

8. Jane Roberts, Superanima Sette, Le Porte della Rinascita


Il Secondo volume della Trilogia

9. Carla L. Rueckert, Il Manuale dell’Errante Vol.1


Una Guida personale per E.T. e altri pesci fuor d’acqua

10. Carla L. Rueckert, Il Manuale dell’Errante Vol.2


Una Guida personale per E.T. e altri pesci fuor d’acqua

11. Rasha, Uno


Sperimentare l’Unità con Tutto Ciò Che È

12. Mario Rigoni, Intervista con l’Arcangelo


Michele, la “Guida delle Guide” risponde a domande su l’uomo, la vita, il mondo e Dio

13. Bruno Scattolin, Siamo Qui Con Te - Una Carezza per l’Anima (eBook disponibile)
L’Amore e la Saggezza delle Guide per Manifestare la Tua Essenza

14. Adamus Saint-Germain, Vivi la tua Divinità


Rivelazioni della Nuova Energia – Canalizzato da Geoffrey e Linda Hoppe

15. Emmanuel, Il Ritorno dell'Uomo a Dio (eBook disponibile)


Emmanuel canalizzato da Cristina Sanbres

16. Paul Selig, Io Sono il Verbo (eBook disponibile)


Una guida all’autocoscienza in un mondo in transizione

17. Talia/ Stefania Croce, Moanja


Lo spirito di Lemuria

Collana Kryon
(IN CO-EDIZIONE CON MACRO EDIZIONI)

1. Lee Carroll, Kryon – Sollevare il Velo


Le rivelazioni della nuova energia

2. Lee Carroll, Le Parabole di Kryon


Nuova Edizione

3. Lee Carroll, Kryon – I Tempi Finali


Nuova Edizione

4. Lee Carroll, Kryon – I 12 strati del DNA


Un Insegnamento Metafisico per Sviluppare la Maestria Interiore
5. Lee Carroll, Kryon – Lettere da Casa
Nuova Edizione

6. Lee Carroll, Kryon –Il Viaggio verso Casa


Una parabola di Kryon

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