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IL SENSO DELLA PAROLA CUORE Bibbia guardandola attraverso il pane, i bambini, l’acqua, il

dolore, le madri. O inseguendo le declinazioni e i sensi della


L'esilio e la promessa/21 È la straordinaria alchimia dello parola cuore.
Spirito a cambiare la pietra in carne di Luigino Bruni
pubblicato su Avvenire il 31/03/2019 Leb (o Lebab) ricorre circa mille volte all’interno della
Bibbia, più di ottocento volte nell’Antico Testamento. Una
«E l'anima mia si è addolorata per i figli dell'uomo, perché essi parola che come tutte le parole grandissime dall’inizio alla
sono ciechi nel cuore, e poiché sono venuti al mondo nudi, essi fine porta con sé una radicale ambivalenza. Il cuore bilico
cercano di uscire di nuovo nudi dal mondo» [Vangelo di non concede nulla al sentimentalismo, e anche quando è
Tommaso] immagine di sentimenti resta parola seria e sobria come la
vita che massimamente simboleggia. E così, la prima volta, la
I bambini che imparano le parole sono uno degli spettacoli troviamo in un contesto tragicissimo, incastonata tra Caino e
più belli sulla terra. Nel giro di qualche settimana il loro Noè, al centro della prima notte oscura dell’umanità che
vocabolario esplode, e le pochissime parole dei primi due culminerà nel diluvio: «Il Signore vide ... che ogni intimo
anni di vita si moltiplicano, diventano centinaia e poi intento del loro cuore non era altro che male, sempre» (Gen
migliaia. Ogni giorno porta con sé la sua dote di parole 6,5). E farà la sua ultima apparizione nel libro
nuove, che il bambino apprende tutte assieme. Una volta dell’Apocalisse, ancora in un contesto buio e minaccioso, nei
divenuti adulti, però, le parole si re-imparano solo una alla dialoghi dell’angelo con la donna e con la bestia (17,17).
volta, quando un incontro, una malattia, una grande crisi
diventano levatrici di parole. All’improvviso una parola- Ma nell’Esodo il cuore è anche il luogo dove Dio infonde
suono pronunciata migliaia di volte diventa parola-carne. l’ispirazione, dove nasce la creatività dell’arte: «Nel cuore di
Chissà che cosa sapeva Abramo della parola altare finché ogni artista ho infuso saggezza» (Es 31,6). Tutta la Legge di
non ci distese sopra un figlio; o che cosa pensasse del mare Mosè è poi una faccenda di cuore: «Tu amerai il Signore, tuo
Mosè prima di vederlo aperto davanti ai suoi occhi. Era Dio, con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutte le forze»
cresciuto in mezzo ai legni nell’officina di suo padre, ma (Dt. 6,5). La durezza del cuore degli israeliti è un grande
forse il senso della parola legno Gesù lo capì veramente sul tema profetico, ma ancora più grande è l’invocazione del
Golgota. La Bibbia è anche una grande mappa per orientarsi cuore in Geremia, nella sua crisi vocazionale più tremenda:
nell’universo e nel mistero della parola e delle parole. Molte «Mi dicevo: "Non penserò più a lui, non parlerò più nel suo
persone, dopo decenni di mutismo spirituale e morale, un nome!". Ma nel mio cuore c’era come un fuoco ardente»
giorno l’hanno incontrata e hanno reimparato a parlare, e con (Ger 20,9). Non c’è luogo più profondo di quello dove
quelle parole donate hanno iniziato a pregare, senza alberga la voce che chiama per nome, e non c’è parola
accorgersene. migliore di leb-cuore per indicare questa profondità
profondissima. C’è poi un rapporto speciale tra donne e
Alcune parole bibliche sono poi così centrali e parlanti da cuore. Anna per dire dove si trova l’esultare dello spirito, nel
rappresentare ideali libri nel Libro. Potremmo raccontare la
suo Magnificat evoca il cuore: «Il mio cuore esulta nel prima volta; come fossimo nati oggi, ignoranti di Bibbia e di
Signore» (1 Sam 2,1). E il cuore continua a occupare il parole. Ascoltarlo seduti sulle macerie delle idolatrie infinite
centro anche nel nuovo testamento: arde nei discepoli di del nostro tempo, sul silenzio del nostro Dio sconfitto, in
Emmaus, è al centro di una beatitudine bellissima, è la casa mezzo al rumore assordante delle chiacchiere religiose delle
che Maria custodisce. nostre spiritualità a buon mercato. Solo se ascoltate in questa
indigenza antropologica e teologica le parole-canto di
Ma tra i molti stupendi passi nei quali la Bibbia ci ha Ezechiele possono conservare oggi un’eco della forza con cui
spiegato la semantica della parola cuore, su tutti svetta quelle sue prime parole giunsero agli esiliati lungo i fiumi di
altissimo il canto di Ezechiele. Siamo in esilio, Gerusalemme Babilonia che le ascoltarono per la prima volta – ogni lettura
è stata distrutta insieme al suo tempio. Il popolo di Israele è della Bibbia non ci lascia indenni se si ricrea lo stesso
immerso in una desolazione e un fallimento totali, che miracolo del primo ascolto: «Vi prenderò dalle nazioni, vi
Ezechiele legge come culmine di una lunga storia di radunerò da ogni terra e vi condurrò sul vostro suolo. Vi
perversione e di infedeltà iniziata quando il popolo era ancora aspergerò con acqua pura e sarete purificati; io vi purificherò
schiavo in Egitto e poi continuata per oltre cinque secoli nella da tutte le vostre impurità e da tutti i vostri idoli» (36,24-25).
terra promessa (Ezechiele 36,17). Questo capitolo di Ritorno in patria e purificazione da tutti gli idoli e
Ezechiele sul "cuore nuovo" arriva dunque dopo mille contaminazioni: per tanta letteratura e teologia questi due
idolatrie, dopo i reiterati culti nei santuari sbagliati, dopo i versi sarebbero sufficienti per indicare la grande luce che
molti olocausti dei bambini, le numerose orge con le attende il popolo ancora immerso nelle tenebre. Per Ezechiele
prostitute sacre delle alture cananee, dopo le illusioni dei falsi no. Perché lui vuole dirci qualcosa di estremamente
profeti e le derisioni e lo scherno di cui era stato oggetto il importante per comprendere la logica dei ritorni.
profeta nei primi anni della sua predicazione, solo per aver
denunciato pubblicamente le corruzioni della sua comunità. Il Ci vuole dire che per porre fine a un esilio non basta tornare
canto di Ezechiele risuona in questo paradiso perduto, dentro in patria. Anche in quel grande giorno del ritorno – e ce lo
il patto spezzato e l’Alleanza tradita, in questa lunghissima ripeterà più tardi con una forza straordinaria quel profeta e
eclisse della Promessa. E da questo suo paesaggio prende poeta anonimo noto come "terzo Isaia" – il popolo ritornato a
colore, senso e forza. casa continuerà la sua infedeltà, a meno che non accada
qualcosa di molto più importante di un ritorno materiale.
Se vogliamo tentare di intuire qualcosa di questo canto, Dagli esili si ritorna sempre peggiori di come si era partiti, se
dobbiamo provare a metterci nel suo stesso deserto morale e il ritorno non diventa nuovo esodo verso una nuova terra
teologico, sederci accanto a Ezechiele nel suo posto di promessa.
vedetta, e da lì udire le sue parole, intercettandole in mezzo al
rumore assordante degli dèi egizi, cananei e babilonesi. Ecco perché per ricominciare davvero dopo le deportazioni
Dovremmo poi cercare di ascoltare questo suo salmo come se non bastano i riti di purificazione. Dopo una lunga malattia
non lo avessimo mai udito, come se ci fosse annunciato per la non basta tornare dal parrucchiere, andare a comprare un bel
vestito nuovo, magari confessarsi, invitare tutti gli amici a impegno, non li costruiamo, perché sono soltanto e
cena, rimettersi "esteriormente" a nuovo. Tutto questo è semplicemente dono. E noi troppe volte non ci accorgiamo di
importante e in molti casi è anche necessario; ma per quanta grazia riempie la nostra vita perché siamo troppo
ricominciare davvero c’è bisogno di qualcosa di diverso e di occupati a meritarci le nostre conquiste – e così nella parete
più profondo: ci serva un’altra terra promessa, una nuova dei nostri meriti non resta alcun pertugio dove la Provvidenza
chiamata, un nuovo grande sogno. Ed è per dirci tutto questo può entrare e raggiungere il nostro cuore. Ecco perché
che Ezechiele non trova immagine più adatta del "cuore Ezechiele ci dice che questa alchimia della pietra morta e
nuovo", con cui compone uno dei versi più belli e sublimi dura in carne viva e morbida è operata dallo Spirito, e lo
della Bibbia e della letteratura sacra di tutti i tempi. Eccolo: vedremo meglio nel gigantesco capitolo delle ossa inaridite.
«Vi darò un cuore nuovo, metterò dentro di voi uno spirito
nuovo, toglierò da voi il cuore di pietra e vi darò un cuore di Molto suggestiva e rivelativa è anche l’ultima parte di questo
carne» (36,26). grande capitolo: «Chiamerò il grano e lo moltiplicherò e non
vi manderò più la carestia. Moltiplicherò i frutti degli alberi e
Parole che spezzano il fiato, che diventano immediatamente il prodotto dei campi, perché non soffriate più la vergogna
preghiera perché ci fanno esclamare: "Ah, che desiderio e della fame fra le nazioni» (36,29-30). La fame è una
nostalgia di questo cuore nuovo: così sia, amen, amen. Per vergogna. Una frase che dovremmo affiggere all’ingresso di
noi, per me, per i nostri figli, per chi amiamo". La bella ogni istituzione e organizzazione per lo sviluppo umano.
notizia è che queste conversioni intime e segrete (il cuore è
invisibile dall’esterno) qualche volta accadono davvero. Sono Torna ancora il linguaggio dell’economia e della prosperità
rarissime, ma ci sono. Non dovremmo lasciare questa terra per esprimere benedizione e vita nuova. Ormai lo sappiamo: i
senza averne vissuta almeno una – in noi stessi, o, ed è lo profeti hanno solo le parole della vita per parlare di Dio,
stesso, averla vista in un figlio o in un amico. Accadono dopo perché sono molto più laici di noi. E quindi torna il lavoro:
aver provato invano molte volte a cambiare vita, dopo aver «Quella terra desolata ... sarà di nuovo coltivata e si dirà: "La
fatto cento promesse a noi stessi e agli altri e averle fallite terra, che era desolata, è diventata ora come il giardino
tutte. E poi arriva un giorno diverso e il "cuore" cambia dell’Eden"» (36,34-35). Non è raro che ci accorgiamo di aver
davvero. È un giorno non cercato, non programmato, in ricevuto un cuore nuovo quando ricominciamo a lavorare.
genere un giorno normalissimo e ordinario. Non arriva come Ritorniamo al normale lavoro di sempre, e lì sentiamo che
frutto del nostro impegno e delle nostre virtù, ma giunge qualcosa di profondo è cambiato, ma non lo sapevamo prima
quando siamo abbastanza deboli per non opporre resistenza di tornare in ufficio o in fabbrica. Lavorare è anche tutto
al normale scorrere della vita. Non lo attendavamo, ma è questo.
arrivato. Non lo abbiamo riconosciuto mentre arrivava; solo *
alla fine della lotta notturna ci ha rivelato il suo nome, mentre
ci cambiava il nostro, per sempre. Perché gli eventi davvero
decisivi dell’esistenza non giungono come premio del nostro
Il canto delle ossa risorte l’effimero della vita, che ci ricorda che tutto passa, e passa
velocemente. Havel è anche il nome del fratello ucciso da
L'esilio e la promessa/22 - Parole per questi tempi di Caino, ed è un nome degli idoli (in Geremia), di ciò che è
templi distrutti e di terre promesse scomparse vuoto, niente, nulla. Il vento-havel somiglia al vento-ruah, e
qualche volta sono anche amici. Perché senza il soffio dello
di Luigino Bruni pubblicato su Avvenire il 07/04/2019 spirito non potremmo riconoscere la dimensione di vanitas
pur presente nel cuore delle cose, saremmo ingannati dalle
«Disse a Gesù Nicodemo: «Come può nascere un uomo ricchezze e dai beni e resteremmo intrappolati per sempre
quando è vecchio? Può forse entrare una seconda volta nel nelle auto-consolazioni e nelle illusioni. Perché lo spirito-
grembo di sua madre e rinascere?».» [Vangelo di Giovanni, ruah ci dona la tipica intelligenza che sa vedere l’effimero e,
capitolo 3] al di là di esso, celebrare la vita, che per essere capìta e
vissuta come vera ha bisogno di essere colta, prima, nella sua
I profeti sono esperti e maestri dello spirito. Lo riconoscono dimensione fragile e fugace. Ma se una volta sperimentata la
quando soffia sulla terra, fuori e dentro di loro. Tra i molti vanità del tutto (tappa essenziale dell’esistenza) non si scopre
vènti, sanno intercettarlo come vento diverso. Ne hanno un l’altra brezza dello spirito, se ruah non prende il posto di
bisogno vitale per rispondere alla loro vocazione. Senza lo havel, nella vita adulta resta solo il nulla del pessimismo e
spirito i profeti non sarebbero capaci di capire le parole che delle depressioni. Ci sono vite che non giungono a fioritura
ascoltano e riferiscono. È l’esegeta della parola che ricevono. perché non hanno mai raggiunto la fase dell’havel/vanità, e
Lo attendono, lo pregano, lo implorano, e sanno stare in restano ingabbiate dentro nelle illusioni, comprese le illusioni
silenzio quando pur ricevendo le parole non ricevono anche religiose; ma ce ne sono altre che regrediscono perché una
lo spirito. Nella Bibbia lo spirito è affratellato con la parola. volta toccati dal vento dell’havel non sono riusciti a spiccare
Entrambi danno la vita, entrambi creano, trasformano, il volo con il nuovo vento della ruah. I profeti per vocazione
fecondano, bagnano, generano e rigenerano. Elohim, Parola, sanno dirci che "ruah batte havel", che il soffio vivificante e
Ruah; Padre, Logos, Pneuma. L’unità e la molteplicità del rinnovatore è più forte e vero di quello nichilista. Ecco
Dio biblico erano già presenti nella Bibbia e nell’esperienza un’altra ragione della necessità dei profeti.
storica di quella fede. I profeti, poi, sono essenziali per
discernere gli spiriti, per distinguere il vento della vanità, Ezechiele è il profeta dello spirito-ruah, anche perché ha
l’havel, dal vento dello spirito, la ruah. La Bibbia li conosce conosciuto bene lo spirito-havel. La parola ruah ricorre nel
bene entrambi, i profeti li conoscono e riconoscono suo libro più che in qualsiasi altro testo dell’Antico
benissimo. Testamento. Il cuore può cambiare soltanto nello spirito. Il
soffio di Elohim donò la vita al primo uomo, e un misterioso
Anche l’havel di Qoelet – havel havalim: vanità delle vanità soffio spirituale continua a generare e rigenerare la vita
– è soffio, è vento; è quel tipo di vento che anche noi nell’universo. E così, dopo averci annunciato il miracolo del
conosciamo, quello che ci rivela l’inconsistenza delle cose, cuore nuovo di carne, Ezechiele ci sconvolge con una delle
scene più originali e stupende di tutta la Bibbia: «La mano di lui, accorgerci che manca lo spirito essenziale: «Egli
YHWH fu sopra di me e mi portò fuori in spirito e mi depose aggiunse: profetizza allo spirito, profetizza, figlio dell’uomo,
nella pianura che era piena di ossa... Vidi che erano in e annuncia allo spirito: "Così dice YHWH: Spirito, vieni dai
grandissima quantità nella distesa della valle e tutte inaridite. quattro venti e soffia su questi morti, perché rivivano". Io
Mi disse: "Figlio dell’uomo, potranno queste ossa rivivere?"» profetizzai come mi aveva comandato e lo spirito entrò in
(Ezechiele 37,1-3). Siamo dentro un’altra visione di essi e ritornarono in vita e si alzarono in piedi; erano un
Ezechiele. In una valle di Babilonia, forse la stessa dove il esercito grande, sterminato» (37,9-10).
giovane Ezechiele era stato trasportato in visione all’inizio
delle sua vocazione (3,22) – non è raro che nei profeti le Lo spirito è il grande protagonista di questa visione. L’uomo
vocazioni tremende della vita adulta accadano negli stessi antico vedeva più cose di noi. Accanto alla rosa dei venti
luoghi incantati della prima chiamata. Ezechiele ora vede la sentiva soffiare un vento diverso che rendeva vive le cose. E
grande valle tutta ricoperta di ossa, inaridite, secche, vecchie, lo riconosceva, lo celebrava. La Bibbia è anche una lunga
senza più carne né nervi. Dio gli dice: «Profetizza su queste pedagogia per insegnarci che lo spirito della vita non era
ossa e annuncia loro: "Ossa inaridite, udite la parola del soltanto lo spirito delle montagne o delle foreste, ma che
Signore. Così dice YHWH a queste ossa: Ecco, io faccio nella sua essenza era un altro nome del Dio vero e invisibile,
entrare in voi lo spirito e rivivrete. Metterò su di voi i nervi e vero perché spirito. E per affermare la natura spirituale di
farò crescere su di voi la carne, su di voi stenderò la pelle e Dio la Bibbia ha ingaggiato una lotta radicale con gli idoli,
infonderò in voi lo spirito e rivivrete"» (37,4-6). Una scena di che presentandosi come la fonte del soffio divino sulla terra
una potenza narrativa e lirica infinita. Ezechiele esegue il toglievano fiato all’uomo, che può respirare solo dentro un
comando, e profetizza: «Mentre profetizzavo, sentii un vento infinito. È stata questa custodia assoluta del mistero
rumore e vidi un movimento fra le ossa, che si accostavano dello spirito che un giorno ha consentito ai cristiani di poterlo
l’uno all’altra, ciascuna al suo corrispondente. Guardai, ed chiamare Dio.
ecco apparire sopra di esse i nervi; la carne cresceva e la
pelle le ricopriva, ma non c’era spirito in loro» (37,7-8). Queste ossa che tornano a vivere sono la Pentecoste
dell’Antico Testamento. Una chiesa impaurita e morta sul
Solo chi aveva assistito alla scena e avuto una parte attiva Golgota che torna a vivere e collettivamente risorge; un
poteva scriverla e raccontarcela così. La Bibbia non è una popolo distrutto e umiliato che spera ancora in una nuova-
fiction. E se noi non vogliamo trasformarla in un film antica promessa. In entrambe epifania dello spirito, vivo e
dobbiamo credere nella parola di Ezechiele; credere che vivificante.
"vide" quelle ossa e poi "sentì" un rumore – i profeti biblici
sono dei mendicanti di fiducia, che quasi mai ricevono da noi La trasformazione di quelle ossa in esseri umani vivi si
lettori, che continuiamo a deriderli e sbeffeggiarli insieme ai svolge in due fasi. Dapprima le ossa diventano scheletri
loro contemporanei. Dobbiamo rivedere con lui quelle ossa attorno ai quali si ricreano e ricompongono carne e tendini.
muoversi e riaggregarsi, sentire il loro scricchiolio; e poi, con
Questo primo miracolo crea però solo dei cadaveri, se non prima parte del suo profetizzare consiste nel ricomporre lo
giunge lo spirito. scheletro, e attorno a questo far rinascere carne e tendini.
Queste comunità dopo essere morte e aver capito di essere
Quest’opera in due atti di Ezechiele racchiude un messaggio morte veramente – per mancanza di vocazioni, perché siamo
prezioso per le comunità spirituali morte che sperano in una invecchiati dentro liturgie e forme diventate più vecchie di
nuova vita. noi, per scandali gravi, scismi, per non essere riusciti a
scrivere una nuova narrazione carismatica dopo la morte del
Gerusalemme è stata distrutta. Il popolo esiliato e fondatore che è sempre una morte mistica della comunità, per
scoraggiato: «Figlio dell’uomo, queste ossa sono tutta la casa aver speso tutte le energie residue nelle battaglie sbagliate... –
d’Israele». La fede vacilla, la speranza si spegne. Il popolo ricominciano una nuova fase. Tornano nuove persone,
ripeteva nel pianto: «Le nostre ossa sono inaridite, la nostra arrivano risorse economiche, progetti, strutture, energie,
speranza è svanita, noi siamo perduti» (37,11). Dentro questa nuove attività e opere. Le ossa disperse si ricompongono e
tragedia immensa, Ezechiele ci suggerisce una grammatica danno vita a uno scheletro ordinato, e attorno a esso si
per risorgere dopo le grandi crisi. E noi dobbiamo imparare riformano carne e nervi. La comunità riprende forma e poco a
ad ascoltarlo, in questi tempi di templi distrutti e di terre poco inizia a somigliare a quella che si era estinta.
promesse scomparse.
Ma, ci dice Ezechiele, questa fase necessaria non è ancora
Quando una comunità carismatica si accorge di avere "le ossa sufficiente perché la comunità torni veramente a vivere.
inaridite", che la speranza è "svanita", di essersi "perduta", Manca lo spirito. Ci sono persone ma mancano vocazioni; ci
c’è ancora la possibilità di rinascere se un profeta riesce a sono racconti ma non racconti carismatici; ci sono parole ma
profetizzare e a invocare lo spirito. C’è però una pre- senza il verbo che le lega; ci sono opere ma manca il soffio
condizione: la comunità deve intonare il canto funebre, deve vitale; ci sono progetti ma mancano i sogni grandi; ci sono
essere consapevole di avere le ossa inaridite – molte preghiere ma non sanno parlare. La resurrezione di Cristo
comunità morte non risorgono perché pensano di essere vive. non fu la rianimazione del cadavere. E se la resurrezione di
Non è da escludere che la visione sia stata una risposta al Lazzaro non è letta come segno e annuncio della diversa
lamento-preghiera del popolo esiliato. Celebrare il lutto è la resurrezione di Cristo, è solo la riesumazione del corpo di un
prima necessaria preghiera di resurrezione. uomo che ebbe la triste sorte di morire due volte. La rinascita
delle comunità non avviene (o è solo quella di Lazzaro) se si
Poi serve un profeta, sopravvissuto alle persecuzioni, che non riformano soltanto lo scheletro e i segni esterni della vita.
sia stato espulso o non si sia trasformato in falso profeta (in Occorre che un profeta vero, tornando nella valle della prima
buona o cattiva fede). Non tutte le comunità dalle ossa vocazione ora divenuta valle di ossa, riesca a invocare lo
inaridite hanno profeti, perché spesso muoiono anche loro spirito e questo, docilmente, arrivi. Alcune di queste
durante la distruzione della città e del tempio. Ma quando se invocazioni si chiamano riforme.
ne salva almeno uno – la "massa critica" profetica è 1 – la
Ezechiele ci dice che queste resurrezioni sono possibili. Che i cose veramente necessarie per continuare a vivere e crescere
cimiteri possono trasformarsi in giardini dell’Eden. Che sono poche e molto semplici. Nella buona evoluzione della
possiamo addormentarci vecchi e risvegliarci bambini. vita spirituale, si parte semplici, si diventa complicati, si
termina tornando di nuovo semplici, quando la saggezza del
vecchio che siamo diventati si incontra con la purezza del
giovane che eravamo, e in mezzo resta solo tanta
riconoscenza. Nei lunghi attraversamenti dei deserti si impara
*
che, oltre all’acqua e al pane, le cose davvero essenziali sono
poche – è invece nei viaggi brevi e comodi che ci carichiamo
di equipaggiamenti pesanti e in massima parte inutili. Il
profeta Elia dovette ritrovarsi nel deserto, con in cuore il
desiderio di morire, per scoprire che la voce di Dio si trovava
in una «brezza leggera», dopo averlo immaginato e cercato
invano nel terremoto e nel fuoco (1 Re 19,12). Assetati di
vita e di paradiso, trascorriamo molti anni a cercare Dio nei
templi e nei luoghi del sacro, per accorgerci, alla fine, che
quanto cercavamo era, semplicemente, sotto casa.

LA SACRALITÀ DELL’ORDINARIO Ezechiele in un preciso giorno è di nuovo trasportato in


visione a Gerusalemme, sul monte Sion: «Nell’anno
L’esilio e la promessa/24 - Senza luoghi né recinti si venticinquesimo della nostra deportazione, al principio
dell’anno, il dieci del mese, quattordici anni da quando era
impara ad adorare Dio "in spirito e verità" di Luigino
stata presa la città, in quel medesimo giorno, la mano del
Bruni pubblicato su Avvenire il 21/04/2019 Signore fu sopra di me ed egli mi condusse là» (Ezechiele
40,1). Dopo aver visto nel capitolo 37 la resurrezione delle
«Per l’uomo religioso lo spazio non è omogeneo. Questa non ossa rinsecchite del suo popolo morto, ora il profeta vede la
omogeneità dello spazio si manifesta in una pratica resurrezione del tempio, distrutto quattordici anni prima.
contrapposizione tra lo spazio sacro, l’unica cosa reale, Ezechiele aveva visto e annunziato la distruzione del tempio
realmente esistente, e tutta la restante informe distesa che lo anni prima che si avverasse, e attorno a questa distruzione
circonda.» "teologica" necessaria aveva costruito tutta la sua attività
profetica in esilio. E un giorno, ormai vicino alla fine della
Mircea Eliade, Il sacro e il profano sua missione e della sua vita, riceve il dono di vedere il
nuovo tempio nella nuova Gerusalemme, come caparra della
Le grandi prove della vita sono spesso una purificazione
della spiritualità e della morale, perché ci insegnano che le
fine dell’esilio e della restaurazione del nuovo Israele dal sopra un monte altissimo, sul quale sembrava costruita una
«cuore nuovo». città, dal lato di mezzogiorno. Egli mi condusse là: ed ecco
un uomo, il cui aspetto era come di bronzo, in piedi sulla
Per Ezechiele il tempio di YHWH, Dio diverso e vero, era porta, con una cordicella di lino in mano e una canna per
qualcosa di estremamente importante. Ezechiele è uomo misurare» (40,2-3). Sotto la guida di un essere celeste,
antico, medio-orientale, sacerdote. Nel suo mondo non Ezechiele vede questa immensa costruzione, che descrive nei
avrebbe potuto affermare una fede dove «i veri adoratori suoi particolari architettonici e religiosi in tre lunghi e
adoreranno il Padre in spirito e verità» (Gv 4,23). dettagliatissimi capitoli, che ci donano, tra l’altro, la
L’adorazione di Dio aveva bisogno del suo luogo. Ma tra possibilità di immergerci idealmente nell’esperienza del
Ezechiele e i profeti e i sacerdoti che l’hanno preceduto c’è sacro dell’uomo biblico.
stato un evento storico decisivo: l’esilio babilonese.
Noi, in un mondo desacralizzato e disincantato, dove ormai
Ezechiele ha svolto l’intera sua missione lungo i fiumi di le uniche tracce sacre sono quelle segnate dai suoi consumi e
Babilonia, dunque senza il luogo sacro del tempio. Ha quindi dai riti aziendali del capitalismo, abbiamo perso
dovuto imparare una fede essenziale, dove neanche la completamente contatto con il mondo antico per riuscire a
frequentazione del tempio e i sacrifici erano più intuire che cosa fosse in quel mondo la manifestazione del
fondamentali. La vita gli insegnò a caro prezzo a semplificare sacro, la ierofania. La prima e immediata esperienza che
la religione; l’assenza forzata delle condizioni materiali del l’uomo antico faceva del mondo era quella del caos, un
culto lo istruì a una fede più spirituale e astratta. Essere insieme indistinto e irrazionale dove l’unico "ordine"
sacerdote senza tempio lo costrinse a ripensare cosa fosse possibile era quello, inaccessibile e incomprensibile, gestito
veramente il tempio in rapporto alla fede – e cosa fosse dei demoni. Le religioni sono state anche un tentativo di dare
veramente il sacerdozio (come accade a chi reimpara il ordine al caos, individuando all’interno del disordine
sacerdozio stando per mesi e anni impotente su un letto di ordinario alcuni luoghi diversi, i luoghi sacri, dotati di una
ospedale, senza comunità né culto). certa razionalità e prevedibilità. Gli altari e i santuari, e nella
Bibbia la tenda, l’arca, e infine il tempio di Gerusalemme,
E così, esiliato in una terra senza tempio ma non senza Dio, sono stati il modo con cui lo spazio è stato gestito, tramite la
servitore di un Dio sconfitto ma ancora vero, Ezechiele fondamentale distinzione tra sacro e profano. Indicativa è
riceve la visione del nuovo tempio. Ha svolto tutta la sua infatti la conclusione della descrizione architettonica del
missione ricordando nell’anima, con tinte sempre più tempio di Ezechiele: «Da quattro lati egli misurò il tempio;
sbiadite, il tempio di Salomone dove si era formato nella sua aveva intorno un muro lungo cinquecento canne e largo
giovinezza; e ora, al termine della sua vita, lo vede con gli cinquecento, per separare il sacro dal profano» (42,20).
occhi profetici, come "premio" per aver terminato la corsa e
conservato la fede in un Dio spogliato del suo tempio: «In Anche nella Bibbia, che ha un suo particolare rapporto col
visione divina mi condusse nella terra d’Israele e mi pose sacro, il tempio serve per separare il sacro dal profano. Il
sacro era spazio e tempo. La soglia del tempio segnava e Ecco perché quando, alla fine della sua visione, Ezechiele
delimitava lo spazio, lo separava da tutto l’ambiente vede «la gloria» di YHWH ritornare nel tempio dal quale si
circostante, apparentemente simile ma sostanzialmente era allontanata prima che fosse distrutto a causa delle
diverso; ma oltrepassando quella soglia spaziale si entrava infedeltà del popolo, rivive la stessa esperienza della sua
anche in un altro tempo, iniziava un altro ordine temporale chiamata profetica presso il fiume Chebar: «La visione che io
(cronos diventava kairos), un altro ritmo veniva scandito, un vidi era simile a quella che avevo visto presso il fiume
altro orologio segnava un’altra ora. E così, nel caos generale Chebar. Io caddi con la faccia a terra. La gloria di YHWH
della natura e dei rapporti sociali, in balìa entrambi della entrò nel tempio per la porta che guarda a oriente» (43,3-4).
forza e dell’irrazionale, quando l’uomo antico varcando la Il ritorno della Gloria nel tempio produce in Ezechiele la
soglia del tempio superava anche la soglia del tempo e stessa teofania della sua prima vocazione, gli fa rivivere il
assaporava l’eternità, vinceva in quel tempo-tempio la morte, momento più divino dell’intera sua esistenza. Perché per lui e
la cui angoscia è una delle radici delle religioni. In quel luogo per il suo popolo niente era più divino del tempio.
l’eterno comunicava col tempo, la nube di fuoco scendeva
ancora sul Sinai, e lì, fuori dallo spazio e dal tempo ordinario, Ma c’è ancora qualcos’altro da aggiungere. Lo sviluppo
Mosè dialogava ancora e veramente con YHWH, il popolo storico della fede biblica è stato anche una grande pedagogia
non udiva la voce ma credeva e vedeva qualcosa di stra- sul sacro e sul vero luogo di Dio. Nella fase più arcaica i
ordinario. Il tempio è il nuovo Sinai, dove l’ascendere verso santuari in Israele dove si poteva trovare YHWH erano più di
la cima della montagna sacra è diventato il procedere verso il uno. Poi la dimora di YHWH fu limitata al solo tempio di
centro del tempio (il "Santo dei santi", il cuore segreto del Gerusalemme. Con la distruzione del tempio e l’esilio il
tempio accessibile solo una volta l’anno al sommo sacerdote, popolo di Israele comprese, grazie ai profeti, che Dio
è la cima del Sinai). continuava a essere presente anche in Babilonia, capì che
l’esperienza della presenza della gloria di Dio non era
C’era, forse, tutto questo nel cuore di un ebreo che varcava la limitata dai confini sacri del tempio. E anche se dopo l’esilio
soglia del tempio di Salomone, e anche nel cuore di il tempio di Gerusalemme fu ricostruito, l’esperienza della
Ezechiele. Lo scorrere del tempo incerto e caotico della dura presenza di Dio liberata dal perimetro della sua casa aveva
vita quotidiana si interrompeva, e nel tempo del tempio segnato un punto di non ritorno nell’anima collettiva del
tornava alle pendici del Sinai, rivedeva Mosè, si riapriva il popolo, che cambiò per sempre la natura dell’esperienza
mare, sentiva di non essere più schiavo. Una esperienza religiosa. Essere riusciti a sentire la stessa presenza di Dio
meravigliosa, che faceva di quel luogo diverso un nuovo fuori della patria e al di fuori del tempio rappresentò una
Eden, dove Dio passeggiava ancora alla «brezza del giorno». mutazione profonda della fede biblica, forse quella più
Gli ebrei non avevano bisogno di credere nel paradiso oltre la importante dell’intera storia della salvezza.
vita, perché lo toccavano ogni volta che si recavano nel
tempio. Per questo amavano follemente quel luogo, e per La critica al tempio che ritroviamo nelle parole e nei gesti di
questo lo piangono ancora. Gesù di Narareth, che fu decisiva per la sua condanna a
morte, non sarebbe stata possibile senza l’esperienza
dell’esilio e la rivoluzione religiosa sullo "spazio sacro" che
durante quel tempo maturò nella coscienza dei profeti e
quindi del popolo. Un’anima di Israele riuscì a riconoscere il
"figlio di Dio" in quel "figlio dell’uomo" crocifisso sul
Golgota, quindi fuori dal perimetro della città santa, perché
secoli prima alcuni profeti avevano sperimentato e poi
insegnato a tutti la presenza di YHWH in terra di esilio,
senza tempio e "fuori dalle mura". Non lo potevano sapere,
ma in Babilonia gli ebrei iniziarono ad adorare Dio «in
spirito e verità».

I vangeli non ci narrano di apparizioni di Gesù risorto


avvenute nel tempio. Ci parlano invece di una casa, di un
giardino, di rive di un lago, di due viandanti delusi che
scendevano da Gerusalemme. Possiamo continuare a cercarlo
nei luoghi sacri, a frequentare, costruire e ricostruire templi, e
forse qualche volta sentiremo anche lì la sua presenza. Ma i
luoghi dove certamente la possiamo sentire sono le case, i
giardini, le rive di un lago, dialogando con le persone
scoraggiate e deluse che camminano sulle nostre strade.
Buona Pasqua.