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La nuova geopolitica

- ritorno del dato geopolitico sopra quello ideologico


- tornare a capire la complessità del mondo
- attenzione all’interesse nazionale spiegato all’opinione pubblica
- nuovi temi della geopolitica
- geopolitica contemporanea legata as aspetti locali e indentitari
- geopolitica neoclassica e critica geopolitics

Rivoluzione in Iran: antiamericana e antisovietica

Yves Lacoste 1929


primo che reintroduce il termine geopolitica in Francia e Europa, parte dal conflitto tra Vietnam e Cambogia
dicendo di dover uscire dal sistema bipolare e analizzare altri elementi comprese le realtà locali, per
inglobare la complessità che caratterizza i fenomeni internazionali. Attenzione all’elemento locale e
regionale dei conflitti, attenzione all’opinione pubblica, democratizzazione della geopolitica. Inizia ad
intervenire nel dibattito della geopolitica in Francia, non considerandosi mai geopolitologo ed essendo contro
la geopolitica classica. Collega la geografia alla sia dimensione strategico militare, pubblica nel 1976 la sua
rivista. Secondo Lacoste la conoscenza geografica permette il potere, inizialmente il sottolio della sua rivista
“Hérodote” era differente, secondo le sue analisi che sto andate perfezionandosi nel corso del tempo,
sostanzialmente abbiamo un collegamento tra geografia e politica. Denuncia in un articolo i bombardamenti
statunitensi che hanno avuto effetti disastrosi sulla popolazione locale, le geografia non è importante solo in
ambito militare e strategico, ma è anche alla base di una amministrazione corretta. C’e un collegamento
molto stretto tra la conoscenza della geografia e il potere, che è stato studiato dal filosofo francese Foucault.
La conoscenza geografica essendo uno strumento di potere, andare a vedere in che modo vengono
rappresentati i territori è sintomo di quanto e come lo stato interpreta i propri interessi su quel territorio.
Necessario analizzare la rappresentazione che ogni forza esercita sul territorio. Viene introdotto il concetto di
idea e rappresentazione di cui non si era mai parlato in precedenza, viene utilizzato questo termine perché è
collegato al significato letterale del termine rappresentazione (rendere presente), ed inoltre è collegato
all’aspetto teatrale, drammatico, perché rappresentiamo in modo simbolico un conflitto, gli attori sono gli
stati che sono rappresentati dai loro interessi, ed è un aspetto drammatico poiché il conflitto necessariamente
viene letto in modo drammatico, se non si vince il conflitto, vengono meno gli interessi. Foucault diceva che
fondamentale era concentrasi sul concetto di discorso, come racconto le cose, ed ha un valore che è collegato
direttamente alla potenza, poiché ha un risvolto pratico.
Lacoste pubblica nel 1997 un articolo “tutto tranne la fine della storia” dove definisce quelli che sarebbero
stati i grandi insiemi geopolitici del 3 millennio.
Verso gli anno ’90 Lacoste fa una evoluzione del suo pensiero concentrandosi sull’idea della nazione, se
inizialmente si concentrava sul marxismo, ora si orienta verso il nazionalismo. Il ruolo fondamentale nella
geopolitica rimane comunque la rappresentazione, poiché sono queste idee a guidare le scelte in ambito
strategico e politico. L’atra novità riguarda il metodo geopolitico , a seconda della scala con cui noi
analizziamo un determinato conflitto, questo si associa a logiche, problematiche ed attori diversi. es : guerra
in Siria seconda del livello di analisi che si assume può essere vista come un conflitto interno, o un conflitto
regionale, o un conflitto interno tra USA e URSS.
GEOPOLITICA INTERNA —> seccessione, autonomia, indipendenza
GEOPOLITICA ESTERNA —> conflitti legati a questioni di frontiera
GEOPOLITiCA LOCALE —> legata a questione di organizzazione del territorio, pianificazione territoriale
Zbigniew Brzezinski (1928-2017)
-.> origine polacche, studia ad Harvard e poi docente di relazioni internazionali e diventa consigliere presso
Carter
Tenat di capire come si sarebbe riorganizzato il SI con la fine del sistema bipolare. La sua analisi viene
presentata nel 1997 “La grande scacchiera” -> è d’accordo con Mckinder in vantaggi geopolitici sono
collegati all’eurasia
Spyckman -> x importanza data agli stati ai margini dell’Eurasia. Rinnova questa analisi applcandole al
periodo post-bipolarismo.
C’è un vanataggio a livello globale di USA -> c’è stata una specie di scivolamento geopolitico -> prima
EURASIA sede di una delle + grandi potenze (URSS) ora il potere si è spostato fuori dall’eurasia, non è +
nelle mani dell’eurasia.
È vero che US hanno una supremazia globale ma:
1 Questa supremazia si esplicita in modo inedito, non si stratta di conquista territoriale e
politica ma di una dominazione x ottenere la collaborazione/cooperazione degli altri stati (collegato al
carattere DEMOCRATICO degli stati), collegare gli stati alla sfera di Influenza USA . c’è il tentativo di
applicare questo modello a livello globale
2 Il potere si è spostato dall’ eurasia però la posta in gioco principale per gli US rimane
sempre in eurasia. Devono cercare di mantenere questo primato, e per farlo devono prestare attenzione a ciò
che succede in eurasia, potrebbe emergere una potenza che superasse quella statunitense. à recupero parziale
di Mackinder.
Come aveva suggerito Spykman le principale i potenze a cui rivolgere l’attenzione si trovano nelle zone
periferiche (in Europa -> Francia e Germania e Cina e Giappone). USA Deve mantenere diviso il potere
senza provocare lo scoppio di conflitti geopolitici troppo forti
La sua analisi si concentra su 3 aree:
◦ Europa
◦ Russia
◦ Asia orientale

In Europa USA:
◦ Devono evitare eventuali accordi tra URSS e attori come Cina e India -> permetterebbe una
riemersione di URSS come grande potenza -> impedire una possibile ripresa russa
◦ Evitare egemone euroasiatico
◦ Deve rafforzare il partenariato euroatlantico

X USA il crollo sovietico non deve portare a una situazione di anarchia -> poterebbe eccessiva instabilità ->
attenzione all’ Ucraina che si trova in una situazione particolare (anticamera della Russia)
Per quanto riguarda l’asia orientale à USA devono:
◦ Rafforzare una cooperazione con la Cina senza compromettere la relazione creatasi con il
Giappone dopo la guerra
◦ Importante il sostegno alla corea del sud (posizione importante a livello geopolitico)

1 Arco di crisi corrisponde alla zona di vuoto di potere -> ossia nei balcani eurasiatici
(partono nei balcani ed è una zona che segue l’asia centrale fino alla mongolia) definita così xkè c’è la
possibilità di una destabilizzazione. Non c’è una grande potenza che guida la zona -> vuoto di potere . ma c’è
interesse da parte delle potenze vicine -> importante x le risorse di idrocarburi (URSS e Cina etc.. sono
interessati, USA deve impedire che una potenza prenda potere)

Francis Fukuyama (1952-)


->1992: ”the end of History* and the last man”
La fine della Guerra fredda e il collasso dell’URSS ha permesso di raggiungere un MODELLO LIBERAL-
DEMOCRATICO che è il punto finale dell’evoluzione ideologica e dei sistemi politici a livello globale.
Questa è stata una tesi molto CRITICATA -> relative alla
◦ semplificazione dell’analisi e della classificazione delle civiltà non ha tenuto conto delle
diversità che sono invece presenti in ogni raggruppamento fatto da Hungtinton
◦ e perché è stato letto come una spiegazione del fatto che si era arrivati alla fine di un sistema
conflittuale e si stava iniziando un’ epoca di maggiore armonia globale
◦ e soprattutto è stato messo in contrapposizione con l’analisi di Samuel Hungtinton

Samuel Hungtinton -> la sua analisi viene primapubblicata in un articolo del 1993 e poi in un libro nel 1996.
Docente di scienze politiche.
Ciò che dice è che non è finita la storia in senso hegeliano ma è finita una storia, la storia di un periodo
globale- >ciò non implica la pace o la fine dei conflitti. Questa sua analisi prevede la definizione di uno
scenario internazionale in cui la cultura occidentale deve interagire con altre civiltà caratterizzate da
elementi diversi.
Cosa muore la storia??
◦ Prima era mossa dalle ideologie
◦ Ora da una dimensione + collegata all’identità -> la CIVILITA’
Hungtinton analizza la storia soffermandosi sull’interazione tra civiltà.
◦ Inizialmente non c’era dinamismo-> c’era separazione
◦ con il XV sec c’è una maggiore importanza del occidente cristiano che tenta di espandersi
(ha caratteri aggressivi con l’imperialismo)
◦ Con la fine del XX sec, dopo la fine della guerra fredda l’occidente (civiltà occidentale) si
trova in un sistema multipolare dove deve interagire con altre civiltà e perde la propria supremazia. Questo
perché il crollo URSS ha causato ed è stato causato dal risveglio di nazionalismi che erano stati coperti dallo
scontro bipolare.

X Hungtinton -> Si combatte x difendere la propria identità. Ciò che prevede è l’idea di uno scontro tra
civiltà -> ne identifica 8/9:
◦ Civiltà confuciana -> cinese
◦ Civiltà giapponese che rimane separata rispetto all’occidente perché con la fine della GF
viene visto come un nemico geoeconomico
◦ Civiltà induista
◦ Civiltà islamica che riconosce altre subculture
◦ Civiltà occidentale (ingloba l’ Europa occidentale, il nord America e l’ Australia)
◦ Civiltà sud americana
◦ Civiltà africana -> sub sahariana

L’unico modo di concepire un possibile ordine internazionale è basarsi su questa divisione di civiltà.
Ognuna è dominata da uno stato nucleo, STABILIZZATORE , se questo non c’è vi è un rischio di
aggressività e destabilizzazione

CRITCHE:

• eccessivaSemplificazione nella classificazione delle civiltà non ha tenuto conto delle diversità che
sono invece presenti in ogni raggruppamento fatto da Hungtinton
• POCA ATTENZIONE ALLE DIFFERENZE ALL’INTERNO DIOGNI AREEA
• Rischio di un eccessiva aggressività e stigmatizzazione dell’altro
• Rischio di profezia che si autoavvera
Dominique Moisi
-> la geopolitica delle emozioni
Punto di partenza : non si può + considerare l’ideologia come motore della geopolitica globale ma bisogna
pensare di + all’elemento dell’identità. Quale influenza ha l’identità su ogni stato a livello internazionale.
Iniziata la globalizzazione essa ha messo in crisi l’identità dello stato (durante la GF era + facile perché o
facevi parte di un blocco o dell’altro).
La globalizzazione ha aumentato la crisi degli stati. Il suo punto di vista è tenatre di capire le dinamiche
internazionali utilizzando l’elelmento delle emozioni. Ne identifica 3 e che associa a delle zone geografiche:
1 Speranza
2 Paura
3 Umiliazione
Strettamente collegate alla fiducia in se stessi, cioè quell’elemento che era stato modificato dal cambiamento
del SI. Ovvero in base a come le popolazioni reagiscono alle sfide e come si rapportano con gli altri,
vengono associati a una delle 3 emozioni.

◦ Pace di Vesfalia
◦ L’elemento emozionale ritorna con la riv francese 1789 e poi viene bloccato con il congresso
di Vienna
◦ Fino al 1848 quando ritornano sotto passioni del nazionalismo
◦ Con la guerra fredda