Sei sulla pagina 1di 78

© 2017 Area51 Publishing s.r.l.

, San Lazzaro di Savena (Bologna)


Prima edizione ebook Area51 Publishing: ottobre 2017
Immagine di copertina: © GraphicStock (it.graphicstock.com)
Cover e sviluppo ebook: © Area51 Publishing - Marienrica Caravita
Se intendi condividere questo ebook con un’altra persona, ti chiediamo
cortesemente di acquistarne una copia a pagamento per ciascuna delle persone
a cui lo vuoi destinare. Se stai leggendo questo ebook e non lo hai acquistato, ti
chiediamo, se ti piace, di acquistarne anche una copia a pagamento, al fine di
poterci permettere di far crescere il nostro lavoro e di offrirti sempre più titoli e
una qualità sempre maggiore. Grazie per il tuo aiuto e per aver rispettato il
lavoro dell’autrice e dell’editore di questo libro.

L’autore di questo ebook non dispensa consigli medici né prescrive l’uso di


alcuna tecnica come forma di trattamento per problemi fisici e medici senza
il parere di un medico, direttamente o indirettamente. L’intento dell’autore è
semplicemente quello di offrire informazioni di natura generale per aiutarvi
nella vostra ricerca del benessere. Nel caso in cui usaste le informazioni
contenute in questo ebook per voi stessi, che è un vostro diritto, l’autore e
l’editore non si assumono alcuna responsabilità delle vostre azioni.

Segui Area51 Publishing su:


Facebook

Twitter

YouTube

Spreaker

Instagram

www.area51editore.com
www.area51editore.com/blog

2
SAPEVI CHE QUESTO EBOOK È ANCHE IN AUDIO?

Area51 Publishing è la casa editrice di crescita personale


con il più ampio catalogo di contenuti audio in lingua
italiana.
Pensiamo infatti che non ci sia un unico modo per
diffondere i contenuti di qualità: ecco perché tutti i nostri
titoli di crescita personale (incluso quello che stai
leggendo) li realizziamo anche in audio: così puoi restare
sempre connesso, in qualunque momento tu voglia, ai
contenuti che più ami.
Se non hai mai pensato di leggere un libro “con le orecchie”, hai
voglia di provare?

Vai su:

3
www.area51editore.com/audiobook/Crescita-
personale
scopri tutti i titoli di crescita personale

4
CLICCA O FAI TOUCH QUI

5
Mark Johnson
LA VIA DEL SAMURAI SPIRITUALE

10 STRATEGIE DEI MAESTRI GUERRIERI


PER PRENDERE IN MANO LA TUA VITA

6
“Per poter continuare a lungo a seguire la Via bisogna pensare di allenarsi
tutto il tempo, ed ecco che quando riconosciamo la verità di questo pensiero,
la parola ‘allenamento’ acquisisce un nuovo senso. Diventa sviluppare, ogni
giorno della propria vita, la coscienza del proprio corpo, della propria mente,
del proprio spirito, e guidare questa coscienza a farci evolvere fino alla più
alta espressione di noi stessi – che significa fino al meglio che possiamo fare,
fino al migliore punto in cui possiamo arrivare. Non è più una questione di
allenarsi per vincere, non si tratta più di prepararsi per una competizione, o
un’esibizione, non c’è più nessuno con cui competere perché non si tratta più
di vincere, ma di realizzarsi. E ognuno può sempre portare la propria
realizzazione a un livello più alto di quello precedente. Chiunque può fare
questo, dal più celebrato campione al più sconosciuto degli uomini. A quel
punto ci si allena per due soli scopi: vivere bene, e vivere sempre meglio.

Vivere bene diventa l’allenamento. E vivere diventa un continuo allenamento.


È così che si può continuare a seguire la Via per tutta la vita, fino alla fine
della vita. Vivere bene significa tracciare la linea che termina con la morte,
nel modo più soddisfacente possibile. Si cerca di avanzare. Non sono
soddisfatto di ciò che sono attualmente e voglio andare più lontano. Oggi va
meglio di ieri e meno bene di domani. L’obiettivo è quello di camminare bene
fino all’ultimo giorno della vita.”

(Kenji Tokitsu)

7
Premessa

Sono qui condensate in dieci strategie, desunte dai testi e


dagli insegnamenti dei più grandi maestri guerrieri
orientali, dieci leggi mentali che ti permettono di prendere
in mano la tua vita e di guidarla verso la direzione in cui
veramente vuoi andare.
In questi tempi di tempeste umane e sociali la metafora
meteorologica della tempesta è quanto mai appropriata:
non l’uomo e la donna che evitano la tempesta, ma l’uomo
e la donna che sanno restare fermi e dritti nel mezzo della
tempesta, che sanno navigare nella tempesta e sanno
uscirne grazie alla loro capacità e alla loro mente, questi
sono gli uomini e le donne che conquisteranno il mondo,
gli uomini e le donne di vero successo, gli uomini e le
donne più grandi.
Dovrei trovare una similitudine orientale, ma non mi
viene in mente niente di più esemplificativo della Bibbia.
Come il popolo di Israele nell’Esodo biblico tutti, prima o
poi, dobbiamo attraversare il nostro deserto. La nostra
capacità di attraversare la prova o le prove della nostra
vita determina la nostra riuscita nella vita. Senza Mosè,
Gioele non avrebbe potuto conquistare la Terra Promessa.
Senza la nostra mente-guida, che ci fa mantenere ferma la
nostra determinazione, forte la nostra resistenza e salda la
nostra direzione, non potremo mai conquistare una vita
felice.

8
Queste dieci strategie ti permettono di addestrare la tua
mente per farla diventare la tua guida per attraversare i
tuoi deserti, e conquistare la tua Terra Promessa.

L’autore

9
Prima strategia

10
Accetta tutto come è

“Accetta tutto com’è.


Accetta i tuoi pensieri, le tue emozioni e qualunque cosa è intorno a te.
Accettare ogni cosa che è come è: questo è tutto quello che devi fare.
Anche se è qualcosa che odi.
Accettala con tutto il cuore.
Non opporle resistenza.”

È più importante portare il tuo sé nello stato di


accettazione che portarlo nella condizione di opporre
resistenza o combattere contro qualcosa su cui non hai
alcun controllo. Una volta che sei in grado di raggiungere
questo stato di coscienza, allora puoi prendere decisioni
più sagge.
Di’ a te stesso che qualunque cosa ti accada… tu puoi
accettarla.
Devi riconoscere pienamente il fatto che, nella vita, le
cose possono anche “andare male”. Anche se tu fai del tuo
meglio per evitare gli errori, a volte qualcosa non va
secondo i tuoi piani, a volte molte cose non vanno, a volte
tutto non va. È proprio in questi casi che devi accettare le
cose come sono, che devi accettare tutto com’è, con
serenità ma non con rassegnazione: con distacco. Così
potrai senza dubbio dissolvere il dolore dalla tua vita.
L’accettazione di ciò che è così come è ti libera
immediatamente dal pensiero negativo, ti riconcilia con te
stesso e con il mondo e ti permette di sviluppare il

11
migliore atteggiamento mentale verso ogni situazione
della vita – il che fa di te un vero samurai.
Come dice un grandissimo maestro di arti marziali, Kenji
Tokitsu, seguire il Bushido, la via del guerriero – che
significa per prima cosa, e forse soltanto, guerriero della
mente – significa acquisire una nuova percezione. “In
questo senso,” dice, “cambiare è comprendere, come
quando le bende cadono dagli occhi. Si vedono le cose
diversamente, si vede il mondo diversamente. E
soprattutto si vive la propria vita diversamente”.
Ogni volta che ti accade qualcosa che giudichi negativo,
accettalo in modo distaccato, senza giudizio, senza
attaccamento. Unicamente come qualcosa che è. Poi
riconosci con la stessa accettazione che vuoi superare
questa condizione. Infine resta nel presente, senza dare
giudizi, senza farti condizionare in alcun modo. Lasciando
andare ogni attaccamento, ogni contrapposizione, ogni
conflitto, ogni resistenza.
Poi agisci e segui il flusso del tuo presente, con la certezza
che questa situazione, necessariamente, passerà.
Ma lo stesso atteggiamento di accettazione è bene che tu
lo eserciti anche rispetto ai piaceri, alle gioie, ai successi.
Anche quando le cose vanno bene, e perfino quando vanno
le cose vanno magnificamente, meravigliosamente, bene.
Anche in queste occasioni accetta tutto così com’è, senza
attaccarti al tuo successo, alla tua gioia, al tuo piacere.
Lo stesso atteggiamento, infine, impara a svilupparlo per
ciò che accade nella tua mente. È lì, infatti, nella tempesta
dei pensieri e delle emozioni, che avviene il novanta
percento di ciò che di negativo ci accade nella vita. Se
impari a restare distaccato dai tuoi pensieri e dalle tue
emozioni, riconoscendoli e accettandoli come sono, senza

12
attaccarti a essi, senza seguirli, scivoleranno via e la tua
mente sarà ripulita, libera.
Mantenendo un atteggiamento di accettazione sviluppi il
distacco necessario che ti permette di raggiungere la virtù
dell’imperturbabilità e dell’equanimità – la pura, perfetta
imparzialità.

“Il bambù che si piega è più forte della quercia che si spezza.”

LA VIA SENZA LIMITI


“È come spegnere il fuoco con l’acqua, sciogliere la
neve con l’acqua bollente: in qualunque direzione
come si può non ottenere successo? Dove non si
potrà arrivare?
All’interno bisogna rendere lo spirito leggero,
all’esterno far sì che le intenzioni siano
imperscrutabili, muoversi al di là delle forme,
attaccare dove il pensiero non arriva.
Gli eserciti che seguono la Via rapidi vanno e
vengono e nessuno sa da dove arrivano;
improvvisamente appaiono e misteriosamente
scompaiono, nessuno sa dove sono radunati.
D’un tratto irrompono come il tuono, rapidi come la
pioggia e il vento, come se sorgessero dalla terra,
come se discendessero dal cielo, soli si mostrano e
scompaiono, non è possibile definire un limite, veloci
come lo schiocco di una freccia, com’è possibile aver
ragione della loro immagine? Ora oscuri ora

13
luminosi, chi può conoscere l’inizio? Ancora non
sono partiti e sono già arrivati.
Così chi è abile in battaglia, individua i vuoti del
nemico e approfitta del momento favorevole senza
indulgenza, persegue l’attacco senza demordere,
incalza senza tregua.
Attacca quando il nemico è esitante, approfitta della
sua indecisione, rapido come il tuono che arriva
prima che ci si possa tappare le orecchie, come il
fulmine che non dà il tempo di chiudere gli occhi; è
come il suono cui segue l’eco, come il rullo che segue
al percuotere del tamburo, come aver la polvere negli
occhi e non poterli strofinare, come rimanere senza
fiato.”

(LIU AN, SULLA STRATEGIA)

14
Seconda strategia

15
Liberati dall’attaccamento

Per realizzare la suprema qualità dell’uomo e della donna


nobili, la suprema virtù del guerriero della mente,
l’accettazione, l’azione principale deve essere quella di
liberarsi dall’attaccamento.
L’attaccamento, secondo il buddismo, è l’origine della
sofferenza, e la liberazione dall’attaccamento è uno dei più
originari insegnamenti di Buddha Sakyamuni, il fondatore
della dottrina buddista.
L’attaccamento a qualsiasi pensiero, sensazione, oggetto,
persona o qualsiasi altra cosa conduce a sofferenze inutili.
Perché a qualunque cosa ci attacchiamo, finiamo per
dipendere da essa, e da quella dipendenza nasce il
desiderio, e dal desiderio la paura. Desiderio di avere
ancora e ancora quella cosa, di averla per sempre, di
averne sempre di più, e paura di perdere quella cosa.
La felicità non può dipendere dalle cose. Non può
dipendere dalle cose materiali – gli oggetti che si
possiedono, lo status sociale che si raggiunge, il conto in
banca, le auto che si comprano, i vestiti che si indossano –
ma non può dipendere nemmeno dalle cose immateriali: il
piacere sessuale e in genere il godimento dei sensi, l’amore
di un’altra persona, l’affetto per i figli, l’assenza di
preoccupazioni e di problemi, perfino la devozione verso
Dio e la preghiera. Qualsiasi cosa, quando diventa oggetto
di attaccamento, diventa fonte di sofferenza. E di
sconfitta.

16
Così accade infatti anche nella via della spada, come
insegna il maestro Takuan Sōhō nell’opera La
testimonianza segreta della saggezza immutabile:

“Il termine ‘ignoranza’ indica l’assenza


dell’illuminazione, l’oscurità. È come dire inganno,
errore, illusione.
Luogo di stallo è quello in cui la mente si ferma.
Nella pratica del buddismo si dice vi siano cinquantadue
stadi e, tra l’uno e l’altro di questi, il luogo in cui la mente
si ferma viene detto ‘luogo di stallo’.
La mente si ferma quando è trattenuta da un oggetto,
un’azione, una riflessione, una preoccupazione di
qualsiasi natura.
Nell’arte della spada fermarsi significa, per esempio,
osservare la spada in movimento mentre sta per colpire.
La mente, fissa, si preoccupa della spada in sé, e non
permette ai movimenti dello spadaccino di essere liberi e
completi. In quel medesimo istante l’avversario ha la
meglio.
Occorre fare in modo che la mente non venga trattenuta
dalla visione della spada che si muove per colpire.
Occorre, altresì, entrare in sintonia con il ritmo della
spada che avanza.
Se non si pensa che si è in procinto di colpire, se non si
permette che nascano pregiudizi o riflessioni, se,
nell’istante preciso in cui si vede la spada che oscilla,
questa visione non invaderà totalmente la mente, si potrà
intervenire nell’azione dell’avversario strappandogli la
spada. Ci si potrà impossessare dell’arma che stava per
ferirci rendendola, all’opposto, strumento del ferimento
dell’avversario.

17
Se ci si pone davanti all’avversario, la mente sarà
totalmente assorbita da questi. La mente non dovrebbe
mai essere rinchiusa in noi stessi.
La mente può essere occupata dalla spada altrui o dalla
propria, può concentrarsi sul ritmo della disputa, può
soffermarsi sulla visione di un attimo; la mente può
essere occupata da un ‘luogo’ qualunque, ma in questo
modo diviene simile a un guscio vuoto. Ciascuno, di certo,
ha avuto talvolta esperienza di ciò.
Nel buddismo si definisce ‘infermità’ il fermarsi della
mente in condizione di stallo. Ecco perché diciamo
‘L’infermità [che consiste] nel permanere
dell’ignoranza’.”

La nostra mente viene condotta all’errore quando ritiene


di credere che il successo, come la realizzazione, nasca da
un risultato particolare. Quando si attacca a un successo,
così come quando si attacca all’insuccesso, è come lo
spadaccino che si fissa sulla spada in movimento, verrà
ferita e soffrirà.
La mente deve sempre restare il più possibile distaccata:
questo è il vero segreto del guerriero e del saggio.

Lascia andare ciò di cui non hai bisogno

Per praticare la via del non attaccamento, che ti permette


di vivere con distacco, equanimità e imperturbabilità ogni
evento della vita, e che ti libera dal desiderio e dalla paura
delle cose esteriori, perché ti conduce alla felicità, che è
sempre e solo interiore, ricorda sempre a te stesso di
lasciare andare il possesso di ciò di cui non hai più

18
bisogno. Se una cosa non ti porta alcun beneficio per la
tua crescita personale, è inutile averla o praticarla ancora.
Se infatti non lascerai andare la zavorra di cui puoi
liberarti, non farai altro che continuare ad accumulare e
accumulare inutile spazzatura, che ti appesantirà, ti tirerà
giù.
Liberati da tutto quello che non ti serve, da tutto il
superfluo: lascialo andare. Soltanto con questa decisione e
la conseguente azione ti sentirai sempre meglio.
E liberati, sempre di più di tutto il passato inutile. È
soprattutto quello, che non ti serve. Dobbiamo accettare
tutti il fatto che la nostra vita è in parte incontrollabile.
Molte delle cose che ci accadono, accadono e basta, e
anche gli errori che abbiamo commesso, li abbiamo
commessi e basta. Oggi non li rifaremmo più, certo. Ma
quando li abbiamo commessi eravamo diversi, eravamo
altri da adesso, eravamo laggiù, indietro, nel passato che
non c’è più. Bene. Non ti resta perciò altro da fare che
accettare gli errori fatti, perdonare quel te stesso che sta
laggiù nel passato, fare tesoro della lezione imparata, e
voltare pagina, scaricando la zavorra del passato, come
una mongolfiera scarica la zavorra che le impedisce di
prendere il volo.
Liberati, alleggerisciti dal passato, non ti serve più. Non
stare a rimuginare, a recriminare (“Se invece di, avessi
fatto… Se avessi avuto la possibilità… Se solo mi fossi
accorto… Se solo non fossi stato così stupido…”): scarica la
zavorra dei sensi di colpa, e vola avanti nella tua vita.
Gesù insegnava che nemmeno un capello sulla nostra
testa può crescere per nostra volontà. Non sappiamo
quanti giorni ci sono dati, non sappiamo cosa ci attende
oggi, o domani. Possiamo solo essere pronti a ricevere,
accogliere e accettare. Accettare ciò che giudichiamo

19
negativo, e imparare da esso, e riconoscere con gioia ciò
che di bello ci accade, ringraziando per esso, senza darlo
per scontato ma senza neppure avere paura di perderlo.
Dobbiamo davvero, sempre di più, imparare a vivere nel
presente, a tenere la nostra mente nel e sul presente. E per
farlo non ci serve altro che mantenere il giusto
atteggiamento mentale.
Perché se è vero che non possiamo controllare ciò che
accade nella nostra vita quotidiana, possiamo controllare
il nostro modo di pensare la nostra vita, possiamo stabilire
la direzione della nostra vita e seguirla.
E così facendo, questo è il miracolo dell’universo, ci
accorgiamo, ogni giorno sempre di più, che possiamo
davvero creare la nostra migliore vita. Ci accorgiamo che
i pensieri, sempre, diventano cose.

ESCI DALLA TUA ZONA DI COMFORT


“Tra venti anni a partire da adesso, resterete delusi più dalle cose che
non avete fatto di quelle che avete fatto. Perciò sciogli le vele e veleggia
via dal tuo porto sicuro. Gonfia le tue vele nel vento e vai. Esplora.
Sogna. Scopri.”

(Mark Twain)

Come dice Mark Twain, nella vita dovremmo tutti


veleggiare via dal nostro porto sicuro, in ogni aspetto
della nostra vita. Nel lavoro, per esempio. Quante
persone – forse anche tu – scelgono per tutta una
vita un impiego che gli è stato detto “essere sicuro”,
ma in cui si annoiano o che li rende infelici! Scelgono

20
il percorso di studi, e poi l’impiego che i loro genitori
volevano per loro invece di perseguire quello che
realmente desiderano nella vita.
Lasciare il tuo lavoro e cominciare qualcosa di
nuovo può suonare come un pauroso suono di una
campana di notte, nel deserto di un piccolo paese
immerso nel buio, e il solo pensiero potrebbe
raggelarti le ossa.
Prova però a immaginare te stesso tra dieci,
quindici, o venti anni. Nella stessa identica
situazione di adesso, con lo stesso lavoro che ti rende
pesante ogni giorno della tua giornata, come adesso.
Come sarai? Come ti sentirai? Non ti sembra più
spaventosa questa prospettiva che quella della paura
di compiere il salto? E come ti sentirai quando ti
guarderai indietro e ammetterai a te stesso che
avresti potuto farlo, quel salto, e non hai avuto il
coraggio di farlo?
Non è meglio fare lo sforzo adesso, uscire dalla tua
zona di comfort, la zona della tua apparente
sicurezza, delle tue vecchie abitudini, delle tue
vecchie credenze e, come ti spinge a fare Mark
Twain, gonfiare le tue vele e veleggiare via dal tuo
porto sicuro?
Non devi per forza compiere subito, il grande salto.
Puoi però fin da subito iniziare a compiere quei
piccoli passi che ti permettono di uscire dalla tua
zona di comfort, compiere esplorazioni, e ritornare.
Ti accorgerai che, come successo chiama successo,
avventura chiama avventura, e ti sarà sempre più
facile allontanarti dalla tua zona di comfort per
esplorare luoghi sconosciuti della tua vita – cioè le
tue più profonde e autentiche potenzialità.

21
Inizia a uscire dalla zona di comfort e inizia a
conoscere e a sperimentare lo sforzo di creare le
cose, lo sforzo di raggiungere il tuo risultato.
Da tempo vorresti iniziare una dieta? Iniziala!
Da tempo vorresti imparare una lingua? Inizia a
studiarla!
Da tempo vorresti imparare uno strumento
musicale? Inizia a farlo!
E perservera. Perservera, persevera. Ogni giorno,
tutti i giorni. Il richiamo della tua zona di
tranquillità, di comfort, di abitudine, sarà forte,
sempre più forte. Non mollare. Non ascoltarlo,
persevera e vai avanti. Sempre. Non c’è altra strada,
non ci sono scorciatoie.
Così inizi ad abituarti, ad addestrarti all’avventura
dell’esplorazione delle tue potenzialità, così, davvero,
senza accampare scuse, inizi a prendere in mano il
timone della tua vita, e come dice il poeta, diventi tu,
davvero “il padrone del tuo destino, il capitano della
tua anima.”
Perché il segreto per uscire dalla zona di comfort è
uno solo, e lo dice ancora Mark Twain:

“Il segreto per andare avanti, è iniziare.”

22
Terza strategia

23
Percepisci quello che
non puoi vedere con gli occhi

Questo insegnamento per la tua crescita personale deriva


da uno dei più celebri samurai di tutti i tempi, il samurai
che, come scrive lui stesso in una delle pietre miliari della
filosofia guerriera e della strategia giapponese, Il Libro dei
Cinque Anelli, “non c’è mai stato duello in cui non abbia
riportato la vittoria, pur avendo combattuto la bellezza di
sessanta duelli”: il suo nome è Miyamoto Musashi.
Musashi ci insegna che la mente può percepire tutto
quello che può concepire. Anche con i sensi esterni, può
percepire oltre quello che può vedere: i suoni, gli odori, i
gusti, le sensazioni tattili. Ma la mente può andare ben
oltre i cinque sensi, può attingere a risorse più profonde,
invisibili, come l’intuizione, che costituisce un vero e
proprio sesto senso.
È a questo sesto senso che Musashi si riferisce quando ci
insegna di percepire le qualità del nostro avversario, i suoi
punti forti, e le criticità dell’avversario, i suoi punti deboli,
e ci sprona a riconoscere l’intenzione dell’avversario.
Non possiamo vincere nessuna battaglia nella vita se non
riusciamo a riconoscere l’intenzione del nostro avversario.
Tutto quello che vediamo con i nostri occhi è un riflesso
della cosa. Non è la cosa reale. Per percepire le cose che
non possono essere viste, dobbiamo guardare oltre il
visibile, oltre il riflesso della cosa, e cercare sempre di più
di percepire, di penetrare la cosa in sé.

24
Una storia zen illustra bene questo concetto.
Un uomo lavorava in un cantiere. Ogni sera, per uscire
dal cantiere, doveva passare le verifiche di controllo di una
guardia. Ogni sera, usciva con la carriola da lavoro
ricoperta di paglia e ogni sera veniva ispezionato. La
guardia lo osservava circospetta, ispezionava
scrupolosamente l’uomo, la carriola e la paglia, perché
sospettava che l’uomo rubasse qualcosa. Ma non trovando
niente lo lasciava andare.
Ogni sera, si ripeteva lo stesso episodio. L’uomo passava
con la carriola, la guardia lo fermava, ispezionava
scrupolosamente l’uomo, la carriola e la paglia, ma non
trovando niente, lo lasciava andare.
Esasperato, una sera la guardia guardò l’uomo negli
occhi e gli disse: “Ti ho visto uscire da qui ogni sera con la
carriola ricoperta di paglia. Non sono riuscito a trovare
niente né sotto i tuoi vestiti né sotto la paglia, ma sono
certo che tu abbia rubato. Te lo prometto, non dirò niente
al capo, ma dimmi che cosa rubi e come fai a fregarmi
sempre. Sto diventando pazzo!”
L’uomo si limitò a sorridere e gentilmente gli rispose:
“D’accordo, te lo dirò. Io sto rubando carriole!”.
Se non vai oltre quello che vedi, quello che ti appare sulla
superficie degli occhi, sarai sempre ingannato, come la
guardia.

“Se ti fissi sul dito, non vedrai il cielo.


Se ti fissi sulla foglia, non vedrai l’albero.
Se ti fissi sull’albero, non vedrai la foresta.
Non fissarti su un singolo punto.
Vedi tutto nella sua interezza…
Senza sforzo…
Questo è ciò che significa veramente ‘vedere’.”

25
(Takuan Soho)

“Non c’è espressione più significativa dell’ultima strofa della poesia: ‘Quando
il tuo cuore chiama, come rispondi?’
In passato era una poesia molto popolare.
Ai giorni nostri, coloro che sono considerati gli uomini capaci e mostrano di
possedere la sapienza, non fanno altro che imbrogliare la gente. In realtà,
però, essi sono inferiori agli stupidi. Gli stupidi infatti sono sinceri.
Se, riflettendo su queste parole, ci interroghiamo nel profondo del nostro
cuore, non possiamo nascondere nulla a noi stessi. Il cuore è una buona
guardia. Non bisognerebbe provare nessuna vergogna quando ci si incontra
con questa guardia.”

(Yamamoto Tsunetomo)

MIYAMOTO MUSASHI: 10
INSEGNAMENTI FONDAMENTALI

Dalla vasta saggezza del grande samurai Myamoto


Musashi, l’autore del Libro dei Cinque Anelli, ecco
dieci insegnamenti fondamentali che puoi applicare
tutti i giorni, per la tua crescita personale in ogni
aspetto della tua vita.

Primo insegnamento. Percepisci quello che non


puoi vedere con gli occhi
Vai oltre la superficie delle percezioni visive e vai
oltre la percezione dei sensi. Entra in te stesso e
cerca sempre di più di percepire le cose a un livello

26
profondo, affinando giorno per giorno la tua
sensibilità e capacità intuitiva.

Secondo insegnamento. Riconosci l’intenzione


dell’altro
Cerca di capire, negli altri, quali sono le vere
ragioni, le vere motivazioni, le vere finalità che
hanno. Questo ti permette di capire la loro reale
intenzione nei tuoi confronti e nei confronti delle
cose che fanno. È un vantaggio strategico di
inestimabile valore.

Terzo insegnamento. Conosci il tuo nemico, conosci


la sua spada
Oltre a riconoscere l’intenzione dell’altro, cerca di
conoscerlo: i suoi punti forti, i suoi punti deboli, la
sua storia, le sue esperienze, il suo stile di vita, i suoi
valori, la sua psicologia. Questo insegnamento si
rivela risolutivo nell’ambito professionale e si rivela
altresì decisivo nell’ambito relazionale: se
approfondisci la conoscenza dell’altra persona e fai
attenzione ai suoi comportamenti, difficilmente
rischierai di essere colto di sorpresa o di subire una
delusione.

Quarto insegnamento. Fai attenzione ai dettagli


Saper guardare, saper vedere oltre il visibile.
Affinare la percezione interiore, l’intuizione.
Conoscere l’altro, studiarlo. Per raggiungere questa
capacità devi sviluppare le tue abilità in ogni
dettaglio. Non devi trascurare le sfumature, le

27
domande che emergono, gli aspetti più sottili.
Imparare a fare attenzione ai dettagli che contano
per quella situazione specifica è una strategia
decisiva per il tuo successo.

Quinto insegnamento. Non coltivare cattivi


pensieri
Mantieni un atteggiamento distaccato, non
giudicante. Questo ti permette di valutare con
obiettività le intenzioni delle altre persone – sia che
siano positive sia che siano negative. Ti permette
inoltre di mantenere la mente ripulita e centrata
unicamente sulla vera natura delle cose. Ti permette
inoltre di vivere la vita con virtù e nobiltà.

Sesto insegnamento. Vinci su te stesso


Oggi la tua vittoria deve essere sul te stesso di ieri,
domani la tua vittoria dovrà essere sul te stesso di
oggi. Meglio di ieri, peggio di domani: questo è il
motto di chi – il vero guerriero – combatte con se
stesso, per vincere su se stesso e raggiungere livelli
sempre più alti di realizzazione

Settimo insegnamento. Addestrati con disciplina


La vita è allenamento per migliorare e avanzare,
solo con l’allenamento puoi migliorare e avanzare.
Addestrati perciò ogni giorno per migliorare sempre,
in qualunque campo tu voglia, e non permettere alla
pigrizia di farti desistere o rimandare. Anche se ti
costa sforzo, sii ogni giorno disciplinato: compi
quello sforzo e addestrati.

28
Ottavo insegnamento. Non rivelarti mai del tutto
“Uno spirito elevato è debole quanto uno spirito
basso è debole. Non permettere che il nemico veda il
tuo spirito”. Mantieni un atteggiamento aperto e
propositivo, ma non rivelare mai tutto di te, non
scoprirti del tutto. Lascia che qualcosa di te resti
sempre segreto. Gesù diceva lo stesso quando
insegnava: “Voi siete nel mondo, ma non siete del
mondo”.

Nono insegnamento. Distingui l’utile dall’inutile


La tua energia è limitata, così come il tuo tempo. Se
vuoi raggiungere il successo e la realizzazione, per
prima cosa devi scegliere tra quello che ti è utile e
quello che non ti è utile. Scarta quello che non ti è
utile, anche se potrebbe allettarti, e concentrati
unicamente su quello che ti è utile, anche se
potrebbe risultare più impegnativo.

Decimo insegnamento. Accetta la vita, accetta la


morte
Non attaccamento, equanimità, assenza di giudizio,
equilibrio, imperturbabilità: sono le qualità che
sviluppi con l’accettazione. L’accettazione di ogni
evento che ti accade nella vita, infausto e fausto,
triste e gioioso, doloroso e felice. “In generale,” dice
Musashi, “la via del guerriero è l’accettazione decisa
della morte.” Accettazione decisa: cioè la decisa
intenzione di accettare la nostra finitezza, e di
utilizzare tutto il tempo che ci è dato, fino all’ultima

29
goccia, per fare la differenza, nella nostra vita e nel
mondo.

LE QUATTRO VIE DELLA VITA


“Nel corso dell’esistenza, gli esseri umani si
imbattono in quattro Vie: la via del contadino, la via
del mercante, la via dell’artigiano e la via del
guerriero.
La prima via è la via del contadino. I contadini si
servono di vari strumenti agricoli. Essi osservano
senza posa le primavere e gli autunni, cioè gli anni,
cercando di comprendere i mutamenti e le
alterazioni delle quattro stagioni. Questa è la via del
contadino.
La seconda via è la via del mercante. Il produttore
di sakè si procura vari ingredienti, e poi vi traffica,
ricavandone un profitto più o meno elevato.
Trascorre la sua vita a perseguire il profitto. Questa è
la via del mercante.
La terza via è la via dell’artigiano. Alla via
dell’artigiano compete la preparazione di vari tipi di
strumenti da lavoro. Egli deve anche saperli usare.
Elabora un progetto, poi lo verifica concretamente
attraverso i propri attrezzi. Trascorre così la vita,
impiegando senza posa la sua arte.
La quarta via è la via del guerriero. Al guerriero
compete la preparazione delle armi, nonché la
conoscenza del loro potere. Deve conoscere le regole,

30
della propria casa, della propria provincia e del
proprio stato. Egli deve inoltre essere pronto a
combattere, e ad accettare la morte. In generale, la
via del guerriero è l’accettazione decisa della morte.
Questa è la via del guerriero.
Sono queste le quattro Vie: il contadino, il
mercante, l’artigiano, il guerriero.”
(Miyamoto Mushashi, Il Libro dei Cinque Anelli)

31
Quarta strategia

32
Non invidiare nessuno

Come la bramosia, come l’avidità, come l’avarizia, come


l’odio, l’invidia è uno dei peggiori veleni della mente.
Se vuoi avere la mente libera, caccia l’invidia dalla tua
mente. Sempre. Sforzati di farlo ogni volta che senti che
quel veleno si inietta nella tua mente.
Riconoscere il fatto di provare invidia è già un ottimo
modo di iniziare. Tutti proviamo o abbiamo provato
invidia. Non è un atteggiamento naturale, è un effetto del
condizionamento sociale, il frutto dell’energia “di campo”
del nostro tempo ipercompetitivo, votato unicamente
all’affermazione esteriore, al riconoscimento sociale, al
successo a scapito di qualunque morale, al materialismo e
al consumismo sfrenati.
Non è l’energia che deve abitare nella tua mente e nel tuo
cuore, se vuoi veramente essere libero, se vuoi veramente
vincere le tue battaglie, se vuoi veramente trovare la tua
pace.
L’energia dell’invidia perciò non deve appartenerti,
cacciala via, come si caccia via con fastidio una mosca che
ti ronza persistente intorno.
Invidiare gli altri, poi, è un spreco di tempo. Spendi il tuo
tempo saggiamente. Se non riesci a gioirne, fregatene dei
successi degli altri, non ti riguardano, e di sicuro non
impediscono di raggiungere il tuo, di successo. L’universo
non funziona come la nostra epoca ci fa credere: funziona
all’opposto. “Più per tutti e meno per nessuno”, dice

33
l’universo. E aggiunge: “Non c’è nessun altro che possa
occupare il tuo posto al posto tuo”. Ognuno ha il suo
sogno, ognuno ha il suo obiettivo; ogni sogno, ogni
obiettivo è sempre diverso, sempre unico. Nessuno può
avere il tuo esatto obiettivo, nessuno può avere il tuo
esatto sogno. Perciò, nessuno ti sta rubando nulla,
nessuno sta vincendo a scapito tuo, nessuno ti sta
battendo o sconfiggendo.
Mantieni la mente occupata da questa affermazione: Più
per tutti e meno per nessuno. L’universo non funziona per
sottrazione, ma per crescita, per espansione. Invece di
occuparti del successo dell’altro e invidiarlo, desiderando
che non lo abbia o che finisca presto, concentra tutte le tue
energie sul tuo successo, sul tuo obiettivo.
E cerca il tuo vero successo, che non è materiale ma
spirituale. Esercita il distacco, il non attaccamento,
l’imparzialità, porta la tua attenzione dentro di te, non
fuori di te, accetta che ciò che ti accade è il risultato del
tuo modo di pensare e che puoi cambiare la tua realtà
cambiando il tuo modo di pensare.
Per vincere, bisogna sconfiggere se stessi. Questo è il vero
duello finale del moderno samurai, questo il vero trionfo
dell’eroe che porta beneficio a tutta l’umanità, e così fa
davvero la differenza.

LA NOBILE BATTAGLIA
“Anticamente, chi faceva uso delle armi non mirava
a guadagnare un più vasto territorio, né bramava il

34
possesso di ori e giade preziose, bensì faceva in
modo che fossero preservati dalla distruzione i regni
in pericolo e conservate le dinastie prossime a
estinguersi, faceva in modo che si mettesse fine al
disordine sotto il cielo e si eliminassero i rischi per la
popolazione.
L’avidità insaziabile dell’uomo nuoce al mondo
intero, rende il popolo insicuro e impedisce a
ciascuno di vivere in pace con ciò che possiede.
Allora il sovrano saggio si solleva irato, punisce i
violenti, fa scomparire il disordine, appiana le
difficoltà, estirpa le erbe cattive; ciò che è torbido
torna limpido e il pericolo si trasforma in pace; così i
malvagi non hanno possibilità di agire.
Non vi è danno maggiore che uccidere chi non ha
colpa e sostenere i signori privi di rettitudine; non vi
è sventura più profonda che dissipare le ricchezze del
mondo per soddisfare i desideri di un solo uomo.”

(LIU AN, SULLA STRATEGIA)

LA MENTE IMMUTABILE
“La mente immutabile è quella che non si ferma su
di un aspetto o su di un altro. Questo fermarsi si
definisce illusione.
È come una palla che galleggia su una corrente
veloce: noi mostriamo considerazione per la mente

35
che sa fluire senza fermarsi un istante. Così, quando
non si ferma su nessuna cosa in particolare, quando
non si attacca a nessuna cosa e da nessuna cosa
pertanto è soggiogata, poiché attaccamento significa
sempre essere soggiogati, è allora che la mente è
immutabile.
La mente è immutabile quando vede senza
guardare. Per guardare si dovrebbe fermare. Quando
la mente si ferma su qualcosa, poiché il cuore si
riempie di ogni genere di preconcetti, trattiene
diversi movimenti in sé. Quando i movimenti nella
mente cessano, la mente che si era fermata si muove,
senza però muoversi affatto.
Se dieci uomini armati venissero verso di te con le
spade tratte, se tu sapessi schivare ogni spada senza
fermare la mente a ogni azione, passando da un
nemico all’altro, certo non ti mancherebbe la giusta
azione per ciascuno dei dieci.
La mente può agire dieci volte contro dieci uomini,
senza arrestarsi a ognuno di essi, agendo contro
tutti, uno dopo l’altro; ma se si ferma davanti a uno
solo, anche se il colpo della spada nemica verrà
schivato, quando arriverà l’uomo seguente, l’azione
giusta sarà scivolata via.
Quando si è di fronte a un albero, se si guarda una
sola delle tante foglie, non si vedranno tutte le altre.
Quando l’occhio non si concentra su una singola
foglia, e si sta davanti all’albero con la mente vuota,
si vedrà un numero infinito di foglie. Ma se l’occhio
si fermerà su una sola foglia, sarà come se le altre
non fossero lì.”

(TAKUAN SOHO, LA MENTE IMMUTABILE)

36
37
Quinta strategia

38
Non sopravvalutarti mai

Questa è una società votata all’esibizione e


all’ostentazione. Una società fondata sulla performance,
sull’affermazione esteriore, sulla pura apparenza.
Da ciò consegue un’immagine di sé sempre più
ipertrofica, “gonfiata” come gli anabolizzanti gonfiano
artificialmente i muscoli di un body-builder. Il doping è
diventato oggi quasi il simbolo dello spirito del tempo. Da
una società dopata, non può che conseguire un’immagine
di sé dopata. Questo genera una serie di conseguenze
inedite, sconosciute alle generazioni passate: si ha
un’altissima aspettativa di sé e ci sopravvaluta,
pretendendo di raggiungere subito risultati che invece,
necessariamente, inevitabilmente, richiedono tempo ed
esperienza.
La sopravvalutazione di sé è uno degli errori più diffusi
nel mondo occidentale di oggi e rischia di provocare effetti
estremamente pericolosi: perché più pensi di essere
infallibile e invulnerabile, e più schiacci sul pedale
dell’acceleratore, più lo schianto sul muro della realtà sarà
terribile. Perché lo schianto arriverà, se non sai valutare le
cose – e soprattutto te stesso – nella corretta prospettiva.
Perciò se davvero vuoi vincere, nella tua vita, ma vincere
sul serio, radicandoti in te stesso e nel mondo non come
una foglia di pesco che il primo alito spezza dal ramo ma
come una quercia che affonda le radici nella terra e si
rafforza a ogni colpo di vento, togli il pedale

39
dall’acceleratore del tuo ego, osserva le cose nella corretta
prospettiva, e non sopravvalutarti mai.
Tu sei unico, la tua vita è unica, e tu puoi davvero
realizzare il meglio per te e raggiungere i più alti livelli di
sviluppo, evoluzione, benessere e realizzazione, quelli che
nessun altro potrebbe mai raggiungere: ma devi agire ogni
giorno per avanzare, devi nutrirti ogni giorno dell’energia
di quel giorno, per acquisire esperienza, approfondire e
comprendere sempre di più, imparare dagli errori,
migliorare sempre. La via si fa con l’andare e Tu Sei La
Via. Non c’è altra strada, non ci sono scorciatoie: la tua
vita diventerà un capolavoro soltanto se avrai l’umiltà di
imparare, di sederti, prendere i pennelli, iniziare a
tracciare linee sulla tua tela, iniziare a dipingere le tue
forme, a sperimentare i tuoi colori, a correggere,
cancellare, riprovare.
I grandi maestri zen dedicano ogni giorno della loro vita
alla ricerca della perfezione, in ogni gesto: nell’uso della
spada, nel tiro con l’arco, nella cura dei giardini, nella
preparazione del tè. Dovremmo avere la stessa intenzione
nelle nostre azioni quotidiane, in ogni cosa che facciamo, e
soprattutto in ciò che facciamo per raggiungere i nostri
più alti obiettivi e le nostre più elevate aspirazioni.
La perfezione, lo sanno bene i maestri zen, è fuori dalla
portata dell’essere umano: ma il continuo miglioramento,
il continuo perfezionamento è invece alla portata di ogni
grande uomo, e di ogni grande donna, se avrà l’umiltà di
valutarsi nella giusta misura e la determinazione di voler
crescere e migliorare sempre.

40
SHIBA YOSHIMASA: CINQUE
INSEGNAMENTI SULLA VITA NOBILE

Shiba Yoshimasa (1350-1410) è stato un grande


politico, guerriero e poeta, un esempio per tutti di un
uomo che per tutta la vita ricerca il miglioramento di
sé e il perfezionamento continuo in suo gesto e in
ogni sua azione. Questi sono cinque suoi
insegnamenti che tutti noi possiamo applicare nella
nostra vita moderna.

Primo insegnamento. In ogni cosa è importante


avere un atteggiamento attento
Purtroppo, sono poche le persone che fanno
attenzione nella vita. Attenzione al proprio
comportamento, alle proprie parole, ai propri
pensieri, e attenzione al comportamento, alle parole
e ai pensieri degli altri. L’uomo nobile deve
mantenere un atteggiamento attento e distaccato,
pacificare la propria mente e non distrarla ma
tenerla focalizzata. “Gli uomini con menti acute si
trovano solo tra coloro che hanno inclinazione per la
riflessione.”

Secondo insegnamento. Non è importante vivere in


modo religioso, è indispensabile vivere in modo
sacro
Non serve ostentare il proprio credo religioso ed
esibire pubblicamente la propria devozione. Ed è
inutile pregare solo quando vogliamo ricevere dei
favori o quando siamo afflitti da problemi personali.

41
Se preghiamo, dobbiamo farlo solo per riempire noi
stessi e il mondo di felicità, e con l’obiettivo di
ricevere l’energia spirituale più alta per vivere ogni
giorno della nostra vita in modo sacro. Dobbiamo far
diventare sacra ogni nostra azione e sacro ogni
nostro gesto. La religione non conta, conta la nostra
intenzione spirituale più profonda.

Terzo insegnamento. Non agire senza considerare


la pena degli altri.
Se si vuole vivere una vita nobile, bisogna avere
compassione degli altri e rispettare il loro spazio
personale. Tutti condividiamo la vita, e tutti
sperimentiamo gioie e sofferenze. Dovremmo
sempre muoverci come ospiti, pieni di premura, con
delicata attenzione, per non disturbare. Dovremmo
avere lo stesso sacro rispetto anche per i nostri
cosiddetti nemici, e perfino per coloro con cui
dobbiamo scontrarci. Distacco, accettazione e
compassione: così modelli in te la natura del
guerriero virtuoso.

Quarto insegnamento. Elimina il superfluo


Dedicati soltanto alle cose importanti ed elimina
tutto ciò che è superfluo. Non farti condizionare da
nulla e non dedicarti a nulla che non sia veramente
importante. Togli tutto quello che non conta,
dedicati solo a quello che conta.

Quinto insegnamento. Non diventare amico di


persone senza valore

42
Scegli bene i tuoi amici. E scegli bene il tuo partner.
Scegli bene con chi vuoi condividere il tuo viaggio.
Scegli persone che condividano la tua stessa
intenzione di vivere nel mondo, con nobiltà e virtù.
Diventa sempre migliore e pretendi sempre di avere
vicino a te i migliori. Meglio restare solo, che
accompagnarsi a gente priva di anima.

43
Sesta strategia

44
Non sottovalutarti mai

Essendo questa una società votata all’esibizione e


all’ostentazione, una società fondata sulla performance,
sull’affermazione esteriore, sulla pura apparenza, se da
una parte l’effetto è la creazione di individui dalla
personalità megalomane, che sopravvalutano se stesse e
gonfiano il loro ego fino alle dimensioni di un pianeta,
dall’altra parte un effetto opposto e speculare è la
creazione di individui, e sono sempre di più, che si
deprezzano, si svalutano e sottovalutano.
Sono, queste, è bene precisarlo, le persone più sensibili,
la cui apparente fragilità psicologica e comportamentale in
realtà, nella maggior parte dei casi, è mossa nel profondo
da un’anima luminosa, empatica, solidale,
compassionevole e amorevole.
In una società ideale – nella società ideale di virtù,
benessere e pace che ricerchiamo – queste persone
sarebbero indicate come modello di nobiltà ed eccellenza,
nella nostra società reale, squilibrata e aggressiva, spesso
si sentono invece inadeguate, non riescono a trovare la
sintonia con questo mondo. E allora ancora di più si
sminuiscono e si sottovalutano.
Se sei questo tipo di persona, apri gli occhi e smetti di
sottovalutarti.
Non importa quello che gli altri ostentano, quanti amici
hanno su Facebook o follower su Instagram o Snapchat, è
irrilevante. E irrilevanti sono i modelli di successo,

45
ricchezza, carisma e fascino modellati da questa società.
Come un vero samurai, non fermare la tua mente
sull’illusione di nessun movimento, non attaccarti a
nessuna illusione di realtà: tieni lo sguardo fisso nella tua
direzione, e afferma il tuo valore unico, la tua energia
unica, il tuo potere unico, esprimendolo ogni giorno, in
ogni azione della tua vita, piccola o grande che sia.
Non pensare mai che quello che hai da offrire sia
insignificante. Non ostentare, non esibire, non vantarti,
ma afferma comunque il tuo valore con determinazione e
sicurezza. Se ti sembra di essere diverso da tutti gli altri,
non reputarlo uno svantaggio ma un vantaggio: significa
che sei diverso dalla massa. Perciò, non seppellirti sotto la
massa, elevati sopra la massa.
E ricorda: c’è sicuramente qualcuno, nel mondo, che ha
bisogno di ricevere ciò che hai da dare. E sono molti di più
di quelli che potresti mai pensare.
Non buttare via la tua unicità, falla volare alta sul mondo.

L’IDEALE DELLA VITTORIA


“Forse il più grande stratega tra tutti fu Sun-tzu,
autore del classico antico cinese L’arte della guerra.
Nel suo libro, scritto probabilmente nel IV secolo
avanti Cristo, è possibile trovare le tracce di quasi
tutti i principi e le tattiche poi sviluppati nel corso
dei secoli. Ciò che agli occhi di Sun-tzu costituisce
l’arte della guerra stessa, è l’ideale della vittoria
senza spargimento di sangue.

46
Giocando sulla debolezza psicologica del nemico,
manovrandolo verso posizioni precarie, inducendo
sentimenti di frustrazione e confusione, uno stratega
può portare l’avversario al crollo mentale prima che
questo si arrenda fisicamente. In questo modo la
vittoria può essere ottenuta quasi senza perdita. E lo
Stato che vince le guerre con il minor numero di vite
perse e di risorse sprecate è lo Stato che può
prosperare più a lungo nel tempo. Certamente la
maggior parte delle guerre non sono mosse in
maniera così razionale, ma le campagne storiche che
hanno seguito questo principio (Scipione l’Africano
in Spagna, Napoleone a Ulm, T.E. Lawrence nel
deserto durante le campagne della prima guerra
mondiale) spiccano tra le altre e servono da ideale.
La guerra non è un regno a parte separato dal resto
della società. È in maniera eminente come un’arena
dell’umanità, piena del meglio e del peggio della
nostra natura. Le strategie che hanno successo in
guerra, convenzionali e non convenzionali, si basano
su una psicologia senza tempo, e le grandi sconfitte
belliche hanno molto da insegnare sulla stupidità
umana e sui limiti della forza in qualsiasi arena.
L’ideale strategico bellico – essere sommamente
razionali ed emotivamente equilibrati, lottare per
vincere con minimi spargimenti di sangue e minima
perdita di risorse – ha applicazione e rilevanza
infinite nelle nostre battaglie quotidiane.”

(ROBERT GREENE, LA 33 STRATEGIE DELLA GUERRA)

47
Settima strategia

48
Adattati a ogni situazione

Miyamoto Musashi, il più leggendario tra i samurai


giapponesi, era uscito vincitore da tutti i duelli utilizzando
una sola strategia: non avere una strategia
predeterminata. Sapeva adattarsi a ogni situazione e a
ogni contesto, la sua mente era sempre mobile e
imperturbabile e non si attaccava mai a un successo
precedente. Con un avversario, utilizzava l’effetto
sorpresa, con un altro, ideava una nuova arma, con un
altro ancora utilizzava tattiche di logoramento psicologico.
Miyamoto Musashi non dava mai nulla per scontato. Non
dava per scontato le sue vittorie, non dava per scontato i
suoi avversari, non dava per scontato le forze in campo.
Non diceva: “È troppo forte”, cercava un punto debole
nella forza; non diceva: “È troppo veloce”, gli spezzava il
ritmo; e non diceva neppure: “Sono troppo forte, sono
imbattibile”. Sapeva che la vittoria, il successo, è il
risultato di un insieme di elementi contingenti, e che non
c’è una formula definitiva per vincere: si doveva cancellare
il passato e reinventare ogni volta il proprio presente.
Diceva:

“Quando tu e il tuo avversario siete coinvolti in una


battaglia che si trascina senza alcuna conclusione in
vista, è molto importante adottare una tecnica
completamente diversa. Se rinfrescate la mente e le
tecniche mentre continuate a combattere contro il vostro

49
avversario, troverete il tempismo appropriato per
sconfiggerlo.
Tutte le volte che voi e il vostro avversario vi
abbandonate alla stasi, dovete subito impiegare un
metodo differente di combattere, se volete vincere.”

Così Musashi divenne il più invincibile dei samurai.

Rinfresca la tua mente

Rinfrescare sempre la mente: ecco un eccellente consiglio


per restare sempre attenti al cambiamento e soprattutto
per adattarsi al cambiamento e a ogni situazione nuova.
Rinfrescare la mente, cioè cercare sempre idee, strade e
soluzioni nuove. Non sedersi mai sugli allori e non sedersi
mai neppure sullo sconforto, che è altrettanto confortevole
delle routine più abituali.
Sì, anche lo sconforto ci conforta. Sembra un gioco di
parole fine a se stesso, in realtà racchiude una semplice
quanto dura verità: tendiamo a rifugiarci nelle nostre
autolimitazioni, a utilizzarle come scuse per non cambiare,
per non migliorare, per non evolvere, per restare trincerati
nella nostra zona di comfort.
Perciò, tieni sempre la mente e l’attenzione allenate.
Non dare per scontato quello che hai, non dare per
scontato quello che non hai. Quello che hai lo hai ottenuto
con il tuo lavoro, lo hai creato tu, con le tue idee, con le tue
mani, con il tuo denaro. Non darlo per scontato: i tuoi

50
successi sono tutti intorno a te, non devi fare altro che
aprire gli occhi e accorgerti di essi.
E anche quello che non hai non darlo per scontato. Il che
significa che se non ce l’hai, o che se non hai raggiunto
ancora quello che vuoi o che vorresti, non vuol dire che tu
non possa raggiungerlo o averlo, non vuol dire che quella
cosa ti è preclusa “per natura” o “per destino”. Se attivi le
tue risorse per raggiungerla, quella cosa puoi
raggiungerla. Devi essere disposto a pagare il prezzo, però.
Devi essere disposto a mettere tutte le tue energie per
arrivare a quella cosa. Sei disposto a farlo? Sei disposto a
rinunciare alle tue abitudini, alle tue routine, ai week-end,
ai piaceri ordinari per dedicare tutto te stesso a
raggiungere quella cosa? Sei pronto a trasformare quella
cosa in una (magnifica) ossessione?
Come credi che si formino i campioni di ogni settore, dal
nulla? Dal “talento”? Sai bene che non è così, sai bene che
la verità è nelle parole di Thomas Edison: “Il genio è per il
5% intuizione e per il 95% sudore”. Sei pronto a sudare?
Se sì, non c’è niente che tu non possa raggiungere, nei
limiti oggettivi della tua natura, s’intende ovviamente.
Perciò, non dare nulla per scontato: osserva i tuoi
successi e gioiscine, ma subito distaccati da essi e ritorna a
tuffarti nell’acqua della vita, sempre in movimento,
sempre in cambiamento. Sii come l’acqua: rinnovati in
ogni istante e adattati a ogni situazione.

CANCELLA IL RICORDO DELL’ULTIMA


GUERRA

51
“L’ultima guerra che hai combattuto è pericolosa,
anche se l’hai vinta. È fresca nella tua mente. Se ne
sei uscito vittorioso, cercherai di ripetere le strategie
appena usate, perché il successo rende pigri e
compiacenti; se avete perso, potreste essere volubili
e indecisi. Non pensate all’ultima guerra: non avete
la distanza o il distacco. Fate invece tutto ciò che
potete per estirparla dalla mente. Durante la guerra
del Vietnam, il grande generale vietnamita Vo
Nguyen Giap aveva una semplice regola empirica:
dopo una campagna di successo, si convinceva che in
realtà si era trattato di fallimento. Di conseguenza
non si ubriacava mai di successo, e non ripeteva mai
la stessa strategia nella battaglia successiva. Al
contrario doveva escogitare ogni situazione da capo.
Per Ted Williams, probabilmente il più grande
battitore puro di baseball, diventò un dovere cercare
sempre di dimenticare l’ultima sua battuta. Sia che
avesse raggiunto una base sia che fosse stato
eliminato, buttava tutto alle spalle. Due battute non
sono mai identiche, anche se contro lo stesso
lanciatore, e William aveva una mente aperta. Non
aspettava la battuta successiva per dimenticare: nel
momento in cui tornava alla panchina, cominciava a
concentrarsi su ciò che era accaduto nel gioco in
corso. L’attenzione ai dettagli del presente è di gran
lunga la maniera migliore per non dare spazio al
passato e dimenticare l’ultima guerra.”

(ROBERT GREENE, LA 33 STRATEGIE DELLA GUERRA)

52
Ottava strategia

53
Migliora sempre

Nel film L’ultimo samurai, il capitano Nathan Algren,


interpretato da un grande Tom Cruise, incontra la sua
rinascita umana e spirituale in un villaggio di samurai.
Vivendo con loro si stupisce ogni giorno di più della loro
disciplina e dedizione.

“Sono un popolo enigmatico. Dal momento in cui si


svegliano, si dedicano a raggiungere la perfezione in
ogni gesto. Non ho mai visto una simile disciplina.”

La perfezione è impossibile da raggiungere –


semplicemente perché la perfezione non esiste, è un punto
ideale. La perfezione è una tensione, un tendere verso.
Non è la perfezione che in realtà si sta cercando quando si
dice di cercare la perfezione, quello che in realtà si sta
cercando è la tensione alla perfezione.
La perfezione non può esistere perché se esistesse
sarebbe uno stato, e nessuno stato può essere mai
perfetto, poiché la vita è sempre avanzamento e
superamento dello stato precedente.
La tensione alla perfezione è invece il “movimento
perfetto”, perché è continua azione, continuo dinamico
sforzo, di superamento del livello precedente.
C’è una bella espressione moderna che traduce questa
tensione in termini pratici: ricercare standard elevati.

54
Come gli abitanti del villaggio dell’Ultimo samurai,
anche tu dovresti, dal momento che ti svegli al mattino a
quello in cui ti addormenti la sera, cercare di raggiungere
standard elevati in ogni cosa che fai. In ogni tua azione, in
ogni tuo gesto, in ogni tua relazione, in ogni tua parola, in
ogni tuo pensiero e in ogni tua emozione.
Standard elevati significa ricercare il meglio che tu puoi
raggiungere commisurato a quel dato contesto o
situazione. Non significa essere ossessionati dalla ricerca
della perfezione o dell’eccellenza, quanto piuttosto sentire
sempre il bisogno di migliorare.
Migliorare sempre è la traduzione esatta del raggiungere
la perfezione. Migliorare sempre il livello che hai
raggiunto. Se hai appena iniziato a studiare arabo, non
puoi pretendere di tradurre il Corano in cinque giorni:
questo sarebbe essere ossessionati dall’eccellenza;
migliorare sempre in questo caso significa fare ogni giorno
o ogni volta che studi la lingua avanzare un po’ di più nel
comprendere, nel parlare, nel leggere o nello scrivere la
lingua. Se sei al livello zero, significa puntare ad arrivare
al livello zero virgola cinque, e poi zero virgola sette, fino
al livello uno. E dal livello uno avanzare ancora.
Ma lo stesso criterio di miglioramento vale anche per
quelle competenze o abilità in cui sei bravo o in cui
addirittura eccelli. Dovresti anche qui puntare sempre ad
alzare l’asticella, anche soltanto un millimetro più in alto,
con un’ancora maggiore tensione alla perfezione che ti
permette di affinare sempre di più la tua abilità.
Ti accorgerai così, ben presto, che la tensione alla
perfezione, oltre a essere un percorso di addestramento
fisico, mentale, professionale, estetico, morale, si rivela
essere un vero e proprio percorso di ascesi spirituale. È
nell’esperienza della tensione alla perfezione che si vive

55
infatti l’evento della trascendenza, o en-stasi: l’esperienza
dell’illuminazione, del samadhi yogico, l’esperienza della
pura totalità, dell’assorbimento assoluto, della
concentrazione totale dello spirito, della congiunzione
infinita. Questa è la perfezione.

Ripeti diecimila volte lo stesso colpo

Il mitico attore e campione di arti marziali Bruce Lee


diceva:

“Non temere l’avversario che ha provato diecimila colpi


una volta, temi l’avversario che ha provato diecimila
volte un colpo.”

In questa frase c’è il segreto di tutto il senso spirituale


del miglioramento di sé. Imparare diecimila colpi denota
curiosità, certo, ma denota soprattutto volubilità,
distrazione, superficialità. Le persone che hanno sempre
bisogno di cambiare look, pettinatura, vestiti, auto,
televisore, fidanzata; le persone che non sono capaci di
stare ferme più di un secondo in uno stesso posto, che non
riescono a mantenere l’attenzione più di mezzo secondo e
cambiano sempre discorso saltando di palo in frasca, di
argomento in argomento come furetti impazziti; le
persone che ripetono sempre: “Secondo me è importante
provare tutto” e poi neppure si ricordano quello che hanno
provato il giorno prima; le persone che in un secondo si
stancano di tutto, che hanno bisogno solo di novità che
subito gli vengono a noia… eccole, le persone che provano

56
diecimila volte un colpo solo. Quanta strada pensi che
faranno? Dove pensi che arriveranno.
Ripetere diecimila volte lo stesso colpo indica
perseveranza, intenzione incrollabile, determinazione,
autodisciplina, autocontrollo, capacità di superare le
resistenze e di sopportare la frustrazione. Indica anche
umiltà, che è forse la dote più rara in questi tempi ebbri di
euforia artificiale e di presunzione globalizzata.
Ma come in ogni cosa che riguarda la vera realtà della
vita, le chiacchiere stanno a zero. Alla fine chi è più
allenato vince, e allenarsi richiede, ieri come ora come
sempre, volontà, sacrificio, passione.
“Puoi combattere solo come ti eserciti”, diceva Miyamoto
Musashi. Che cosa rende bella una fotografia? L’occhio del
fotografo o la fotocamera? Che cosa rende trascinante un
assolo di chitarra: l’abilità del chitarrista o la potenza della
chitarra e dell’amplificatore? Che cosa rende comodo un
divano, eccellente un vino, splendido un dipinto,
indimenticabile un libro, eccelsa un’azienda? L’abilità
umana o le caratteristiche dell’artigianato, della
coltivazione agricola, della pittura, della scrittura, del
management?
Non è l’arma, né la prestanza fisica di un samurai che lo
rende vittorioso, è unicamente la sua abilità, e l’abilità la si
forgia solo con l’allenamento. E così è nella vita, in ogni
settore della vita.
Puoi avere tutti i santi in paradiso che ti proteggono, puoi
giocare con tutte le carte truccate del mazzo, ma alla fine
una cosa sola fa la differenza: la tua capacità di fare.
Non conta nient’altro che questo.

57
LA GRANDE COMPASSIONE
“La cosiddetta ‘grande vita’ non è altro che la
grande compassione. Un canto sacro dice:
‘Gli occhi pieni di compassione non hanno odio per
nessuno e guardano anche a coloro che sono senza
colpa.’ La grande compassione è immensa e non ha
limiti. Gli antichi saggi sono venerati ancora oggi per
la loro grande compassione.
Ogni azione deve essere compiuta per gli altri. In
questo consiste la grande compassione. La vera
origine del coraggio e della sapienza sta in essa. Non
c’è fede più forte e più giusta di questa. Agire
unicamente per il proprio vantaggio è di una mente
povera e chiusa e porta a una cattiva condotta.
Tokugawa Ieyasu diceva: ‘Quando amo i miei
sudditi come se fossero i miei figli, anche i miei
sudditi si affezionano a me come a un padre. Il
principio dell’armonia nel mondo è la compassione.’
Il signore Nabeshima Kaoshige ammoniva: ‘Coloro
che fanno le correzioni usando unicamente la
ragione, presto o tardi ne vedranno le conseguenze
negative.’ Questo pensiero proviene dalla
compassione. Insegnava anche: ‘C’è una ragione
oltre la ragione.’ Questa è la compassione che va
oltre la ragione e l’errore. Bisogna cercare di
comprendere il profondo e inesauribile significato di
queste parole’.”

(YAMAMOTO TSUNETOMO, IL CODICE SEGRETO DEL SAMURAI)

58
Nona strategia

59
Tu sei l’artefice del tuo destino

Solo tu sei l’artefice del tuo destino. E solo tu sei colui che
può irrobustirsi o abbattersi, diventare più forte o lasciarsi
sopraffare, che può vincere o perdere, che può creare o
distruggere. E che può distruggere se stesso. Tu puoi
distruggere te stesso prima che chiunque altro possa farlo.
Anzi nessun altro può farlo: nessun altro può veramente
distruggerti, e neppure ferirti, e neppure persino colpirti,
se non sei tu che glielo lasci fare.
Tu sei quello che decide se farsi colpire, e soprattutto tu
sei quello che decide se continuare a riaprire le tue ferite.
Solo tu sei quello che decide se continuare a farsi
dominare dal passato o chiudere il libro del passato e
creare il proprio futuro. Rinnovandosi in ogni istante,
come si rinnova l’acqua che scorre limpida in un ruscello.
La vita è sempre e solo movimento, è continuo
mutamento: la mente può essere immutabile? No: la
mente può essere imperturbabile. Come diventa
imperturbabile? Non attaccandosi a nessun pensiero, a
nessuna emozione, a nessuna esperienza. La mente
imperturbabile è in continuo mutamento, perché segue il
flusso, ma resta imperturbabile a ogni flusso. Così
conquista il suo trionfo.
Un racconto giapponese ci mostra la grandezza di questa
conquista.
Uno shogun possedeva vasti territori e la sua lussuosa
residenza dominava una città ricca e prospera. Aveva

60
accesso a immense ricchezze e a ogni suo gesto chiunque
si prostrava ai suoi piedi. Nel bosco di fronte alla lussuosa
residenza dello shogun venne ad abitare un monaco, che
aveva dedicato la sua vita soltanto alla meditazione e
aveva rinunciato a ogni bene materiale. L’unica cosa che
possedeva era la sua kesa, il suo abito da monaco, ormai
stinto e logoro. Mentre lo shogun passava le sue giornate
nel lusso e nell’oziosa opulenza dei sensi, il monaco
passava le sue seduto sotto un albero a meditare e
digiunare.
Una notte, un vasto incendio devastò la città. Il palazzo
dello shogun fu presto preda delle fiamme. Lo shogun e i
suoi familiari fuggirono a cavallo mentre tutto quello che
possedeva veniva divorato dal fuoco in pochi minuti.
Mentre si allontanava dalla città, lo shogun si voltò,
guardò per un’ultima volta tutte le sue ricchezze bruciare e
disse: “Così va la vita, inutile piangere su ciò che si è
perso, domani è un nuovo giorno”.
Anche il bosco stava andando a fuoco. Il monaco aveva
portato la sua kesa al fiume per lavarla e l’aveva lasciata
ad asciugare. Era completamente nudo quando venne
sorpreso dalle fiamme. Allora si spaventò terribilmente e
cominciò a correre di qua e di là disperato. Fu costretto a
fuggire via e mentre fuggiva gridò: “Oh no, la mia kesa era
tutto quello che possedevo, come farò adesso a vivere
senza!”.
Chi era veramente distaccato tra i due, il ricco shogun o il
povero monaco? Quale mente era davvero
imperturbabile? Chi tra i due era un vero saggio?
Non importa il tuo abito: prima o poi qualunque abito
andrà a fuoco. Quello che soltanto importa è il tuo stato
mentale. Non attaccandoti a nessun pensiero, a nessuna

61
emozione, a nessuna esperienza, rendi la tua mente
imperturbabile, indistruttibile.
Restare imperturbabili ai mutamenti? Non attaccarsi a
nessun pensiero, nessuna emozione, nessuna esperienza?
Ma questo non significa diventare dei robot? Non significa
essere “meno umani”? Sapendo che questo tipo di
domanda è posta in genere da chi non ha alcuna
esperienza di cosa significhi agire sulla propria mente, la
risposta più efficace è una provocazione: “Sono a pronto a
correre il rischio, se ciò significasse diventare migliore”.
La gente continua a preoccuparsi di perdere l’umanità
quando per il novanta per cento della sua giornata vive in
modo disumano, travolta dalle sue emozioni negative e
dai suoi istinti primitivi.
Prima di preoccuparsi di perdere la propria umanità, è
meglio preoccuparsi di diventare umani, non credi?

Lascia andare il passato

Vuoi conoscere un segreto per vivere al meglio il tuo


presente e il tuo futuro? Lascia andare il passato.
Guarda il tuo corpo di oggi, guarda il tuo viso, osserva la
tua vita, le tue emozioni, i tuoi pensieri. Ecco, tutto questo
è il frutto del passato. Cosa vuoi tenere, e cosa vuoi gettare
via? Quali pesi vuoi toglierti per correre più leggero, fino a
volare?
Ecco, questa è l’unica azione da compiere, per vivere
meglio, fin da subito. Cambia i tuoi pensieri e tutto
cambia: cambiano le tue emozioni, cambia il tuo corpo,
cambia il tuo viso, cambia la tua vita. Non ci credi? Prova!

62
Molla tutto quello del passato a cui ancora stai attaccato e
poi, tra un mese, osservati e guarda cosa è cambiato.
Vuoi cambiare il tuo corpo, vuoi cambiare la tua vita?
Cambia i tuoi pensieri e lascia andare il passato.
Non potrai mai avanzare e tantomeno raggiungere la
grandezza che dovresti sempre tenere come tuo obiettivo
supremo, se resti attaccato alle cose del passato.
Trattenere il passato ti impedisce di raggiungere ed
esprimere il tuo pieno potenziale.
Devi chiudere il libro del tuo passato, imparare ad
accettare le cose del passato, entrare in pace con il
passato, e aprire il libro del tuo futuro.
Non importa che tu perdoni: non c’è bisogno di
perdonare. Perdonare non è un’azione che si può
improvvisare. Il perdono è sempre prima di tutto
perdonare se stessi, poi si può perdonare gli altri. E per
perdonare se stessi occorrono tempo e distanza. Lasciare
andare il passato è perciò la prima azione da compiere,
perché ti permette di prendere le distanze dal passato e di
mettere distanza tra te e il passato. E più il passato è
distante, più diventi distaccato dal passato, e più diventi
libero.
Puoi sperimentare subito la realtà di questa sensazione di
distacco: pensa a un evento passato che ancora ti pesa, poi
chiudi gli occhi. Immagina che questo evento sia
proiettato su uno schermo di fronte a te. Immagina di
stare seduto in poltrona, nella terza fila di un cinema, e di
guardare lo schermo. Guarda l’evento come se fosse un
film staccato da te, come se fosse qualcosa che non ti
appartiene. Poi rendi l’immagine sempre più piccola,
sempre più piccola, fino a ridurla a un puntino; infine
riapri gli occhi. Se provi a fare questo semplice esercizio, ti

63
accorgerai che più l’immagine si allontana più ti senti
distaccato, e più ti senti distaccato più ti senti libero.
Attua la stessa strategia per tutto ciò che vuoi lasciare
andare del tuo passato e ti accorgerai come, giorno dopo
giorno, puoi costruire il tuo nuovo te stesso.

LA MENTE CORRETTA E LA MENTE


CONFUSA
“La Mente Corretta è quella che non si ferma in un
luogo. È la mente che si estende per tutto il corpo e il
sé.
La Mente Confusa è quella che, ripensando a
qualcosa, si congela in un luogo.
Quando la Mente Corretta si congela in un luogo e lì
si ferma, diviene quella che è chiamata Mente
Confusa.
Per il fatto che non si concentra in un solo luogo, la
Mente Corretta è simile all’acqua. La Mente Confusa
è come il ghiaccio, e il ghiaccio non può lavare né le
mani né il viso. Quando il ghiaccio si è sciolto,
diviene acqua che scorre ovunque e può la vare le
mani, i piedi o qualsiasi cosa.
Se la mente si congela in un luogo e si blocca a
causa di una cosa, è come l’acqua ghiacciata e non
può essere usata liberamente: il ghiaccio non può
lavare né mani né piedi. Quando la mente è libera è

64
simile all’acqua, si estende attraverso tutto il corpo e
può andare ovunque la si voglia mandare.
Questa è la Mente Corretta.”

(TAKUAN SOHO, LA MENTE IMMUTABILE)

ESSENZA DELLA VITA


“Il monaco Tannen disse: ‘L’insegnare soltanto il
vuoto mentale non è una cosa convincente. Il non
pensare significa pensare rettamente’. Queste sono
parole interessanti.
Il nobile Senjo Sanemori aggiunse: ‘La Via consiste
nella giusta respirazione, senza curarsi dei pensieri
vani. Questo non significa non pensare, ma pensare
rettamente, non fermandosi neppure per un istante
sui pensieri inutili. Questa Via è l’unica, ma sono
pochi quelli che capiscono questa logica luminosa.
Non è possibile raggiungere una tale purezza, se o
non dopo una costante disciplina’.”

(YAMAMOTO TSUNETOMO, IL CODICE SEGRETO DEL SAMURAI)

65
Decima strategia

66
Crea i tuoi migliori pensieri

Un racconto buddista illustra meglio di ogni altra parola il


significato di questa strategia.
Un capo guerriero del Tibet decise di rinunciare alla
guerra, alle arti marziali e a tutte le cose mondane per
diventare monaco e andare a vivere in una grotta a
meditare. Rimase a meditare per oltre tre anni, in
completo silenzio. Un giorno alcuni uccelli si posarono
davanti alla grotta. Gli uccelli attirarono l’attenzione del
monaco che iniziò a osservarli. Osservandoli, gli tornarono
in mente le legioni di cui era stato al comando, e da quel
pensiero ritornò il pensiero delle spedizioni e da quello le
battaglie combattute, e da quello i nemici. Dal ricordo dei
nemici ritornò la rabbia e la voglia di distruggerli. Allora il
monaco uscì dalla grotta, ritornò nel suo villaggio, ritrovò
i suoi vecchi compagni, diventò di nuovo il loro capo
guerriero e ripartì per la guerra.
Ecco: è bastato un solo pensiero, una sola immagine, per
far scattare l’azione nefasta della concatenazione dei
pensieri. Come un cavo elettrico sepolto sotto la sabbia, è
bastato che soltanto un lembo affiorasse per riportarlo alla
luce e riattivare in un istante la corrente.
Shoma Morita, fondatore della “Morita Therapy”, un
metodo di trattamento psicologico fondato sui principi
zen, affermava che tutte le nevrosi provengono da una
focalizzazione cristallizzata della mente sui pensieri
negativi ricorrenti. Più rivolgiamo la nostra attenzione a

67
ciò che è distruttivo, più ciò che è distruttivo diventa la
forza che governa la nostra vita. Vadim Zelan, il fondatore
del Transurfing, esprime la stessa idea nell’immagine dei
“pendoli”: più attiviamo un pendolo negativo (il pendolo
della rabbia, della paura, del pessimismo, eccetera) più
diamo forza a quel pendolo e lo facciamo oscillare più
ampiamente. L’oscillazione del pendolo genererà un
campo di oscillazione che tenderà a estendersi sempre di
più fino a ricoprire l’intero campo di energia della nostra
vita.
Questo è il reale potere del pensiero. La nostra vita è il
prodotto dei nostri pensieri e tu, ciò che tu sei oggi è il
prodotto dei tuoi pensieri passati. Cioè è il prodotto del
pendolo che più hai fatto oscillare, del campo di energia
che tu stesso hai attivato e alimentato.
Perciò la cosa più importante da fare per cambiare la tua
vita è cambiare i tuoi pensieri. Ferma il pendolo che hai
fatto oscillare fino a ora, sposta la tua attenzione su altri
tipi di pensieri, di energie, e la tua vita sicuramente
cambierà.
Sei tu che hai creato i tuoi pensieri e sei soltanto tu colui
che può cambiarli. La tua prima azione deve perciò essere
quella di fermare volontariamente le vecchie abitudini di
pensiero: rifiutarle, metterle a tacere, cacciarle dalla
finestra della tua mente. Compi questa azione soltanto,
con perseveranza e disciplina quotidiana e vedrai fin dai
primi giorni dei risultati straordinari. Ti accorgerai che
non siamo vittime del mondo e che possiamo invece
essere i creatori del nostro mondo, a partire dalla
creazione dei nostri pensieri.
Se sei infelice, hai due scelte: puoi lamentarti, lasciarti
naufragare nella disperazione, sperare che tutto

68
magicamente cambi, oppure puoi decidere di fare tu il
cambiamento per diventare ciò che vuoi essere.
I pensieri negativi creano negatività e infelicità, i pensieri
positivi creano positività e felicità. E tutto questo si
traduce necessariamente, inevitabilmente in una vita
piena di eventi negativi e di infelicità o in una vita piena di
positività e felicità.
Non ci sono dubbi in merito, se non i dubbi dei tuoi
pensieri.

“Non c’è niente al di fuori di te che ti possa permettere di diventare più forte,
più ricco, più veloce o più intelligente. Tutto è dentro dei te. Tutto esiste solo
dentro di te. Non cercare niente fuori di te, cerca tutto dentro di te.”

(Miyamoto Musashi)

LA GUERRA È NELLA MENTE


“La guerra, come qualsiasi altro tipo di conflitto, è
intrapresa e vinta attraverso la strategia. Pensate alla
strategia come a una serie di linee e di frecce che
mirano verso un obiettivo: farvi raggiungere un certo
scopo nel mondo, aiutarvi ad affrontare un problema
sul vostro cammino, riuscire a capire come
circondare e sconfiggere il vostro nemico. Prima di
dirigere queste frecce ai vostri nemici, comunque,
dovete dirigerle verso voi stessi.
La vostra mente è il punto di partenza di tutta la
guerra e di tutta la strategia. Una mente che si lascia
facilmente sopraffare dall’emozione, che è radicata

69
nel passato anziché nel presente, che non sa vedere il
mondo con chiarezza, creerà strategie che
mancheranno sempre il bersaglio.
Per diventare veri strateghi, dovete compiere tre
passi. Innanzitutto, diventate consapevoli delle
debolezze e dei malesseri che possono bloccare la
mente, deformandone i poteri strategici. Secondo,
dichiarate una specie di guerra a voi stessi per
permettere a voi stessi di andare avanti. Terzo,
muovete una battaglia continua e spietata contro i
nemici che portate dentro.”

(ROBERT GREENE, LE 33 STRATEGIE DELLA GUERRA)

70
Continuare la ricerca per tutta la
vita

“Non ci si deve mai distrarre, neppure nei momenti di riposo, e si deve invece
rimanere sempre attenti. Se ci si abitua a distrarsi quando si è nei momenti di
riposo, si tenderà a continuare a farlo anche quando ci si troverà alla
presenza degli altri, e soprattutto nei momenti importanti, in cui è richiesta
tutta la nostra presenza mentale. È quindi importante mantenere una
continua attenzione.

Non è bene mantenersi attaccato alle proprie opinioni. È un errore pensare di


aver raggiunto la perfezione per il fatto di aver delle belle convinzioni e dopo
aver fatto un certo sforzo. Dopo aver cercato di comprendere la natura delle
cose, bisogna continuare nella ricerca per tutta la vita, in modo da ottenere
frutti o duraturi.

Non ti fermare nel pensiero di aver raggiunto la Via, solo per il fatto di esserti
formato un buon giudizio. Pensa invece di non sapere ancora abbastanza, che
ci sono altre soluzioni e chiediti come devi fare per proseguir snella Via. Devi
perseverare nella ricerca per tutta la tua vita. Non fermarti per strada, ma
continua nella pratica fino a conseguire la verità.”

(Yamamoto Tsunetomo, Il codice segreto del Samurai)

71
Trovi tutti i podcast anche sul nostro sito
CLICCA O FAI TOUCH QUI

72
Nel nostro catalogo trovi anche

L’Energia tra le tue mani. Manuale di Usui Reiki

73
Nel nostro catalogo trovi anche

Simboli cinesi del benessere

74
Nel nostro catalogo trovi anche

Conoscere la Mindfulness

75
Nel nostro catalogo trovi anche

Yogasutra

76
Nel nostro catalogo trovi anche

Benessere per le 5 stagioni

77
Nel nostro catalogo trovi anche

Conoscere le Medicine Orientali

78