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LA DEMOCRAZIA IN AMERICA di Toqueville

Di quali sforzi è capace la democrazia


La repubblica statunitense è stato messa in pericolo una sola volta all’epoca della guerra d’indipendenza. Più la lotta si
prolungava, più si accentuava egoismo (non arrivavano pagamenti tasse, non più uomini all’esercito..). Da quell’epoca
più nessuna grande guerra. Non si può ancora sapere quindi quali sforzi è capace la democrazia. In America la coscrizione
è sconosciuta, gli uomini si arruolano per soldi. Hanno arruolamenti volontari, non forzati. È difficile sostenere una grande
guerra con questo presupposto. I popoli liberi sprigionano nella lotta una forza superiore a quelli non liberi, ma questo
nei popoli dove prevale elemento aristocratico. La democrazia sembra più adatta alla pace.  gli uomini si espongono ai
pericoli per entusiasmo, ma vi restano lungo tempo solo per riflessione. Questa percezione del futuro manca nella
democrazia, il popolo è più incline agli atti non ragionati, non a valutare i mali in caso di disfatta. Gli aristocratici, invece
vedono meglio l’avvenire. Inoltre il popolo soffre diversamente per i mali presenti: l’aristocratico va verso il pericolo con
la gloria, mentre il popolo va verso la morte senza gloria. E gli effetti della guerra vanno minimamente a minare i beni
del ricco, mentre dissecano le fonti di vita del povero. La democrazia debole nei confronti della guerra, in Europa per
averla bisognerebbe che tutti gli altri stati la adottassero.
Potere che la democrazia americana esercita su se stessa
Il popolo quando si vuole imporre un sacrificio, anche approvato dalla sua ragione, si rifiuta. La legge è fatta dal popolo
per il popolo: una legge fastidiosa non verrebbe mai presentata o verrebbe violata. Vi è tolleranza per la non osservazione
che ognuno condanna teoricamente. Ex: bevande alcoliche causa molti delitti, perché vendute a basso prezzo, ma visto
che i bevitori sono in maggioranza vi sarebbe una rivolta se si alzasse il prezzo. La democrazia però ha più possibilità di
sbagliarsi, come visto, ma anche più di tornare alla verità, ma lo fa solo con l’esperienza, e per questo possono passare
decenni.
Lo spirito pubblico negli stati uniti
Amore di patria che nasce da sentimento irrazionale che lo lega a luogo in cui è nato, si unisce ad antichi costumi e
tradizioni e con memoria del passato. Si ama paese come casa paterna. Diviene una specie di religione. Spinge a grandi
sforzi passeggeri. Quando popoli sono semplici, sopra ordine di cose stabilite di cui la legittimità non è contestata, questo
amore della patria regna. Ve ne è uno più razionale, che nasce con leggi, diritti e si confonde con interesse personale. Si
comprende che il benessere del paese si riflette sul singolo individuo, si interessa della prosperità del paese, perché gli è
utile. Quando i costumi cambiano, però, gli uomini vedono patria sotto luce debole. Si rinchiudono in egoismo. In questo
caso, l’unico modo per far interessare gli individui alla sorte della patria è farli partecipare al governo. Così succede negli
stati uniti. Prende parte a vita politica, e la difende in ogni cosa che gli viene criticata.
L’idea dei diritti negli stati uniti
Idea di diritti e virtù si confondono: i diritti sono virtù nel mondo politico. L’uomo che obbidisce a violenza si abbassa,
con i ditti no. In america non vi sono proletari, ognuno ha bene da difendere, per cui riconosce il diritto di proprietà. Così
nel mondo politico: l’americano ha una grande idea dei diritti perché li possiede, non attenta a quelli degli altri purchè
non si violino i suoi. In Europa si mette in discussione il diritto di un re, qua si ci sottomette ad un magistrato.
Tirannide della maggioranza
La maggioranza non ha diritto di far tutto, però va posta nella maggioranza l’origine dei poteri. Esiste una legge generale
fatta dalla maggioranza di tutti i popoli: la giustizia. La giustizia è il limite del diritto di ogni popolo. Il rifiuto di obbedire
ad una legge ingiusta non nega alla maggioranza il diritto di comandare, ma si appella non più alla sovranità del popolo
ma a quella del genere umano. La maggioranza è come un individuo che interessi diversi da un altro individuo che è la
minoranza. Può abusare del suo potere contro chi è più piccolo. Se ci indiniamo di un uomo solo al governo, perché non
farlo con la maggioranza. Non penso nemmeno il contrario: il governo misto è una chimera, conduce a rivoluzione.
Bisogna per forza, per governare, porre un potere sociale superiore in qualche parte, ma è pericoloso quando non trova
argini. Nella maggioranza vi è il germe della tirannide. Non è debole la democrazia, anzi, è troppo forte. Il corpo
legislativo rappresenta, l’opinione pubblica forma, il potere esecutivo è nominato dalla maggioranza. Per cui, almeno i
due poteri devono essere indipendenti, schiavi delle passioni della maggioranza.
Ciò che tempera la tirannide della maggioranza
in america vi è solo l’accentramento politico, non amministrativo. Il potere di comandare e l’esecuzione del comando non
sono legate, se lo fossero sarebbe bandita la libertà. Il governo si occupa di pochi oggetti. La maggioranza non ha
accresciuto le attribuzioni del potere centrale ma la reso onnipotente nella sua ristretta sfera. Il governo infatti non agisce
da solo ma si serve di agenti che non dipendono da lui.
Giuristi
Formano barriera contro eccessi di democrazia. Attingono dai loro studi abitudini d’ordine, amore per la regolarità,
avversi alle pulsioni rivoluzionarie o alle irriflessive passioni della democrazia. Sono come classe privilegiata. Dirigono
e districano passioni della folla. Si rifanno idealmente ad aristocrazia.
Razze negli stati uniti
3 razze distinte: educazione, legge e forma esteriore hanno elevato barriere, si sono trovate nello stesso luogo, si sono
mescolate senza confondersi (come in Europa). Vi è l’uomo bianco, nero, indiano. Neri: il nero ha perso i privilegi
dell’umanità, il ricordo del suo paese, non appartiene più ad Africa ma nemmeno ha alcun diritto ai beni d’Europa. L’unica
sua dimora è il focolare del padrone. È in schiavitù, ha una mentalità e ambizioni da schiavo. Entra contemporaneamente
nella servitù e nella vita. La sua vita è proprietà di un atro. Non sa sottomettersi alla ragione, ma a tutto il resto. Indiani:
vita errante e vagabonda nei loro territori. Gli europei indebolendo il loro sentimento di patria, oscurando le loro tradizioni,
li ha resi più disordinati e incivili di quanto non fossero prima. Gli hanno distrutti ma non sottomessi. È al limite estremo
della libertà (a differenza del nero, al limite della schiavitù). Essere libero per lui è sfuggire ad ogni legame con la società
(il nero invece fa mille sforzi per una società che lo respinge). Il nero si vergogna di sé, l’indiano è orgoglioso dei suoi
sogni.
Posizione occupata dai neri negli Stati uniti
il più grande pericolo per gli stati uniti: presenza dei neri nel suo suolo. Questo male è la schiavitù. I mali della schiavitù
sono uguali presso antichi e moderni, ma le conseguenze opposte. Negli antichi lo schiavo era della stessa razza del
padrone e gli era superiore per cultura. Solo la liberà li separava, una volta giunta, si confondevano. Ora, invece, la
schiavitù si combina con la differenza di razza. La schiavitù disonora la razza e la razza perpetua il ricordo della schiavitù.
Lo schiavo moderno non solo differisce per la mancanza di libertà ma per l’origine. Non è un problema di legge, ma di
costume e di naturalità. Si abbassa infatti negli stati uniti la barriera legale, ma non quella dei costumi: indietreggia la
schiavitù ma non il pregiudizio che l’ha fatta crescere, anzi. Il pregiudizio è più forte negli stati in cui la schiavitù è stata
abolita. Il nero è libero, ma non può avere diritti né i piaceri di colui a cui è stato dichiarato uguale. Nel sud le abitudini
invece sono più tolleranti. Nel Sud il padrone non teme di elevare a sé il suo schiavo perché quando vuole può gettarlo
nella polvere. Nel nord invece per paura di confondersi, essendosi abbassata la barriera legare, lo respinge sempre più.
Non è nell’interesse dei neri ma dei bianchi che si toglie la schiavitù. Le province senza schiavi aumentavano di benessere,
qui l’uomo doveva lavorare e pagare un altro per farlo lavorare, in quelle con la schiavitù invece il padrone oziava facendo
lavorare i neri. Dimostrazione: fiume Ohio, da una parte nel Kentucky con gli schavi vi è poca popolazione, si ozia,
nell’Ohio invece benessere industria e tanta vita.  operario libero è pagato ma lavora di più. Il lavoro viene acquistato
solo quando ce né bisogno, il nero invece deve sempre essere mantenuto. L’uomo libero pone, obbligato a vivere dei suoi
sforzi, nel benessere materiale lo scopo della sua esistenza. Ha desiderio di ricchezza. Mentre quello del Kentuchy
disprezza il lavoro ma ogni effetto del lavoro. Vive in agiatezza, e fa attività come caccia e guerra. Non vogliono far
fortuna. Via via che questa verità si manifesta la schiavitù si ritira. Nel sud l’uomo bianco non lavorava, per cui il nero
era indispensabile non aveva concorrenti. Con l’abolizione della legge sulle successioni, le fortune sono diminuite, il
lavoro divenne necessario. Creare classe di operai liberi che è entrato in concorrenza con lo schiavo, la schiavitù è stata
attaccata nel suo stesso principio cioè nell’interesse del padrone. La schiavitù retrocede e i neri piano piano vengono
spinti verso sud. Con ll’abolizione a nord della vendita dello schiavo e poi che i figli nati da genitori schiavi sarebbero
divenuti liberi: lo schiavo diventa un peso> viene trasportato a sud. La sua discendenza nemmeno entra nel mercato.
L’abolizione della schiavitù non dà la libertà allo schiavo ma gli fa cambiare padrone. I neri nati dopo l’abolizione della
schiavitù a nord si trovano nella stessa condizione degli indigeni nei confronti dei bianchi. La popolazione bianca cresce,
la nera si indebolisce. Una tribù nomade. A sud invece non può essere abolita: 1 clima, i neri lavorano meglio al sud
rispetto ai bianchi, si dice. Ma soprattutto i prodotti coltivati: a nord il frumento tiene al suo servizio pochi operai che
aumentano molto nel periodo di semine e raccolto, quindi una grande quantità di schiavi è inutile nel corso dell’anno da
mantenere. A Sud invece cotone, tabacco e zucchero richiedono cure continue, per cui nero è più utile a sud. 2 nel sud
non sarebbe facile spedire via i neri, sono molti di più che al Nord. Abolendo la schiavitù si va contro a grandissimi
problemi. A nord tengono schiavi la generazione presente, e emancipano quelle future, neri introdotti poco a poco. A sud
è più difficile applicare questo: dicendo che il figlio nasce libero, si introduce l’idea di libertà nel concetto stesso di
schiavitù. I neri lasciati in schiavitù si irritano. La schiavitù perde il potere morale. A nord questo non creava problemi, i
neri erano pochi, a sud invece rischio rivolta. O i neri si confondono con i bianchi o si separano. L’americano del sud ha
paura però di assomigliare al nero, per questo si isolerà. Questo fa crescere discriminazione nei confronti dei neri. Rischio
di lotta. Iniziativa: Liberia, riportare indietro i neri dove essi hanno introdotto istituzioni americane. Ma non può
controbilanciare crescita naturale della popolazione tra i neri stessi. Al sud vi è consapevolezza della nocività della
schiavitù, ma anche della sua inevitabile esistenza. Si è addolcito la sorte materiale degli schiavi ma hanno trovato
garanzie di controllo intelletuali: non con violenza, ma evitando che questi leggano e scrivano.
Il metodo filosofico degli americani
Posseggono metodo filosofico comune a tutti.-> sfuggire al sistema, alle abitudini, prendere la tradizione solo come
un’informazione, i fatti presenti come un indizio per fare meglio. Cercare in se stessi la ragione delle cose> metodo
filosofico degli americani. Ogni americano fa appello solo allo sforzo individuale della propria ragione. Il loro stato
sociale li distoglie da ciò che è speculativo, nel movimento della democrazia il legame tra generazioni si allenta. Mancano
opinioni di classe. Vedono la propria ragione come la fonte più prossima alla verità, ognuno giudica il mondo da solo.
Non attingono ad un metodo filosofico nei libri, ma lo trovano in se stessi.
Nel 16 sec i riformatori sottomettevano alla ragione individuale alcuni dogmi della fede. Nel 17 Bacone e Cartesio
distruggono le tradizioni, rovesciano autorità del maestro, infine nel 18 sec pretendono di sottometterre all’esame
individuale di ciascun uomo l’oggetto di ogni sua credenza.
Credenze dogmatiche
Nessuna società può prosperare senza alcune di queste, senza idee comuni non può esserci azione comune e senza azione
comune gli uomini non possono essere un corpo sociale. Se l’uomo dovesse dimostrare a se stesso tutte le verità non
finirebbe mai.
Più pratiche che teoria
L’eguaglianza sviluppo in ogni uomo il desiderio di giudicare tutto da sé, gli dà il gusto del tangibile e del reale e il
disprezzo delle tradizioni. Le scienze nei popoli democratici diffidano dei sistemi e amano tenersi vicino ai fatti per
studiarli da soli. Le tradizioni scientifiche hanno scarso potere. In America> coltivata parte puramente pratica delle
scienze, così come la parte teorico necessaria all’applicazione. Manca però momento della meditazione. Non esiste classe
che non lavora perché agita, ognuno si agita per raggiungere benessere. L’uomo che agisce spesso si accontenta
dell’approssimativo. Si sopravvaluta il valore dei rapidi slanci e le concezioni approssimative di intelligenza e si disprezza
il ragionamento lento e profondo. > vi è desiderio di utilizzare le scienza per scopi pratici, non il puro desiderio di
conoscerle.
Nelle società aristocratiche> non concepiscono pensieri bassi e disprezzo piaceri piccoli. Concernono disprezzo per la
pratica. Nelle società democratriche> uomini avidi di gioie materiali, poiché scontenti della posizione che occupano e
sempre liberi di abbandonarla, vogliono accrescere e cambiare la propria fortuna. Bisogna però che il gusto della pratica
conduca gli uomini a non trascurare la teoria perché in mezzo a tante azioni ripetute si manifestano leggi generali. A forza
di rinchiuderci nella applicazioni si perderebbero di vista i principi, e quando sarebbero completamente dimenticati, si
seguirebbero i cattivi metodi che ne derivano. Ex> Cina in Cina Europei trovanoro arti giunte a un certo livello di
perfezione, e si stupirono che non avessero più progredito. La nazione era industriale, i metodi scientifici erano conservati
in essa, ma la scienza non esisteva più. Immobilità.
Arti
Nazioni democratiche> coltivano arti che rendono vita comoda, non quelle che l’abbelliscono. Preferiscono l’utile al
bello. Nelle società aristocratiche coloro che si occupano della stessa arte formano classe distinta. Il loro singolo lavoro
fa l’interesse del corpo intero. Nelle democrazie, invece, in cui nei lavori la massa esce ed entra continuamente, i membri
di una classe diventano estranei, si rompe legame, si cerca solo di guadagnare con il minor sforzo.
Gli individui molto deboli nelle società democratiche, ma lo stato è molto forte. Gli uomini, qui, mirano al gigantesco
quando si tratta di monumenti pubblici. Gli uomini producono piccole opere, lo stato gigantesche. In mezzo il nulla.
Individualismo e rivoluzione
Isolamento uomini e egoismo sono evidenti quando una società democratica si forma sui rottami della democrazia.
Uomini appena giunti alla indipendenza, inebriati dal loro potere, fiducia nelle proprie forze, convinti di non aver più
bisogno dei propri simili. La democrazia, soprattutto se nata da rivoluzione, porta uomo a non avvicinarsi al suo simile.
Il vantaggio degli americani è di essere giunti a democrazia senza rivoluzione, di essere nati uguali invece di diventarlo.
Dispotismo vede nell’isolamento degli uomini un pegno di durata e si cura di isolarli. Cerca egoismo, vuole che il popolo
non si ami tra loro. Il dispotismo fa nascere quei vizi che l’eguaglianza favorisce. Il dispotismo è temibile nei popoli
democratici. Per questo l’individuo deve essere costretto ad occuparsi di affari pubblici> si accorge di non essere tanto
indipendente dai suoi simili come immaginava.
Gusto del benessere
Passione del benessere materiale è generale, tutti la sentono. Quando ricchezze sono fissate in modo ereditario nelle
famiglie, si vedono uomini che godono del benessere senza provarne un gusto esclusivo. Qui invece> desiderio mai
soddisfatto di possedere ciò che non si ha e di perdere ciò che si ha. Nell’aristocrazia non vi è questo, non è uno scopo
della vita, ma una condizione quasi naturale della loro stessa esistenza. Così anche i poveri nelle società aristocratiche si
abituano alla povertà, imamginazione del povero respinta verso altro mondo. In America invece anche il più povero ha
speranza, vuole essere ricco, mentre i ricchi lo vogliono essere di più. La maggior parte dei ricchi, qui, sono stati poveri.
L’amore dei godimenti materiali> nei popoli aristocratici avviene che una aristocrazia senza valori si rivolga verso questa
unica occupazione, non basta ricerca del benessere, la hanno già: serve depravazione e corruzione. Nei popoli democratici
questo amore è una passione tenace ma limitata, i loro oggetti di desiderio rimangono piccoli, uno alla volta. Non è
depravato, non è nemico dell’ordine, ma anzi, nell’ordine trova la sua stabilità.
irrequietezza
pensano continuamente ai beni che non hanno. Il pensiero della brevità della vita spaventa la ricerca del benessere.
Inquietudine anche per mobilità sociale e mutamento> eguaglianza da speranze, ma rende tutti deboli, tutti contro tutti>
diventa diseguaglianza, il desiderio di eguaglianza diventa più forte tanto più l’eguaglianza è grande.