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La nascita della definizione di forma – sonata va attribuita a tre individui.

Antonìn Reicha
(1770/1836), compositore e teorico cèco (naturalizzato francese), con il trattato (Grande coupe
binaire), a Adolph Bernhard Marx (1795/1866), musicologo e critico tedesco, con il trattato
(Sonaten – form) e Carl Czerny (1791/1857), pianista e compositore austriaco, che realizzo la
(prima classificazione completa di tutte le forme musicali). Tutti e tre questi trattati si basano
sulla produzione beethoveniana, infatti furono tre teorici che furono molto vicini a Beethoven:
Reicha (contemporaneo); Marx (deificatore); Czerny (allievo di Beethoven). I 3 trattati sono stati
ideati come strumenti utili per l’aspirante compositore, e seguono come modello le sonate di
Beethoven. Per questo motivo il modello formale descritto è estremamente semplificato e
standardizzato. Per capire meglio le origini della forma – sonata converrebbe quindi considerare i
trattati scritti negli ultimi decenni del 700. In particolare quello di H. C. Koch (1749/1816) teorico
musicale tedesco, la (Forma divisa in due “sezioni” e tre “periodi principali”) e quello di F.
Galeazzi (1758/1819), compositore, violinista e teorico italiano, (forma divisa in due parti). La
forma – sonata va quindi considerata come una struttura formale che è sia bipartita (dal punto di
vista armonico/tonale) che tripartita (dal punto di vista tematico). Fino a metà 700 solo la musica
sacra e l’opera godevano del fascino dell’autentica musica pubblica. La musica per tastiera aveva
scopi prevalentemente didattici. La musica strumentale riservata ad eventi pubblici si basava sul
virtuosismo infatti fiorisce il genere del (concerto). Le forme – sonata, però con la loro struttura
contribuirono a far emancipare la musica strumentale garantendole anche un certo successo
commerciale. La destinazione della musica per tastiera al mondo dei dilettanti, contribuì a
semplificare la scrittura. Ciò segno il trionfo della musica strumentale su quella vocale,
liberandola dalla teoria degli affetti barocca. Questa rivoluzione stilistica avvenne in due fasi:

· Dal 1730 al 1765 texture semplificata, fraseggio più regolare e la “continuità” dello stile
barocco lasciò il posto ad una “discontinuità” più marcata, evidenziata da cadenze.

· Dal 1765 al 1795 le nuove forme assunsero una maggiore complessità e un’ampiezza
monumentale.

La prima fase, figlia anche dell’estetica neoclassica, contribuì a formare negli ascoltatori la
capacità di percepire con chiarezza le strutture formali, rese più complesse nel periodo
successivo. Questa evoluzione interessò anche altre forme di quel periodo. La forma – sonata
non è tanto una “forma compositiva” quanto piuttosto un certo modo di organizzare un’ampia
gamma textures contrastanti. In definitiva non è il risultato dell’evoluzione di una singola forma
preesistente, ma ciascuna delle forme precedenti ha contribuito a questa evoluzione.