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Vol. CXXXI 2016 N.

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Nova series

MONITOR
ECCLESIASTICUS
Commentarius internationalis iuris canonici

ROMAE
La separazione manente vinculo:
ratio, natura e causae
Paolo Giuseppe Maria Lobiati

Sommario: 1. Ratio e natura della separazione canonica. 2. La causa per la con-


cessione della separazione perpetua. 3. Le cause legittimanti la separazione prov-
visoria. 4. Conclusioni.

Summary: Ratio and natura of canonical separation. 2. The reason for the gran-
ting of perpetual separation. 3. The reasons for the provisional separation. 4.
Conclusions.

Abstract: The article aims is to draw the essential lines of the manente vinculo
canonic separation, starting from an investigation on his normative ratio. It then
outlines how this institute can be considered as a waiver of the obligation of coha-
bitation coming from the marriage. Stated it in advance, just underling the simila-
rities with the dispensation institute, the article tries on the base of a doctrinal and
jurisdictional analysis of canons, to strictly show up which are, in their evolution,
the reasons why the authority provides the separation of the spouses.

Keywords:
separation; dispensation institute; separation’s reasons evolution

Monitor Ecclesiasticus, CXXXI (2016), 425-440


PAOLO GIUSEPPE MARIA LOBIATI LA SEPARAZIONE MANENTE VINCULO: RATIO, NATURA E CAUSAE

Gli interventi che sono stati offerti fino ad ora, riflettendo originale ed originario, l’istituto della separazione come strumento
sul processo di dichiarazione di nullità del matrimonio nella sua atto, se non a superare del tutto, per lo meno a rispondere in modo
forma brevior1, partivano da un presupposto basilare: la messa adeguato alla crisi coniugale. Qualificato come extrema ratio, tale
in discussione, atteso il favor matrimonii, da parte di coloro che strumento, necessita di essere applicato con massima cautela da
adiscono il Tribunale, della validità di un vincolo celebrato e che ha parte dell’autorità ecclesiastica, e solo alla presenza di determinate
visto un naufragio. Nel trattare, invece, della separazione manente e precise cause definite ex lege, così come si può leggere in una
vinculo è bene richiamare all’attenzione che adendo questo istituto delle prime sentenze della Rota Restituta, redatta nel 1910 dal card.
la coppia non mette in discussione l’esistenza del vincolo contratto Lega: «Quippe quod separatio opponatur directe finibus ipsius
che sta attraversando una crisi, ma ne presuppone la sua validità e matrimonii quod est coniunctio maris et foeminae individuam
sussistenza, pur chiedendo la sospensione di un effetto fondamentale consuetudinem retinens, scandalum gignit, familiam pessumdat,
da questo scaturente, ossia la coabitazione2. periculo incontinentiae coniuges exponit, prolemque, si quae sit,
damnis afficit»3.
1. Ratio e natura della separazione canonica Ciò premesso, nella sua valenza di extrema ratio l’istituto della
separazione dispiega i suoi effetti non sulla sostanza del vincolo,
L’ordinamento canonico ha previsto, in modo del tutto quanto sulla sua modalità attuativa, arrivando a derogare, utilizzando
in modo squisito la così detta elasticità dell’ordinamento canonico,
uno dei doveri fondamentali scaturenti dal foedus matrimoniale,
attraverso l’intervento dell’autorità. Proprio in virtù di questo
1
Testo della relazione tenutasi al convegno Crisi coniugale e prospettive di aspetto non si può, parlando di separazione, non collegarne la natura
soluzione tra diritto canonico e diritto civile il 18 Febbraio 2017 presso L’Univer-
sità degli Studi di Taranto. all’istituto della dispensatio, così come si andrà ora mettendo in luce.
2
Per un maggiore approfondimento degli argomenti qui trattati si propone la Se si guarda alla definizione dell’istituto fornita dal canone
seguente bibliografia: A. Baccolo, Riflessioni sul tema della separazione dei co- 1129 del Codice previgente la separatio veniva qualificata come «ius
niugi in diritto canonico, in Il Diritto Ecclesiastico, 104 (1993, II, 88-97; P. Bian- solvendi, etiam in perpetuum, vitae communionem» esercitabile da
chi, Processi e procedimenti canonici per la separazione dei coniugi, in Quaderni
uno dei due coniugi, vittima di adulterio o stanti altre cause; mentre
di diritto ecclesiale, 13 (2000), 146-168; G. comotti, La flessibilità dell’ordina-
mento canonico, in J. otaDuy, Lezioni di diritto canonico. Parte generale, trad. i canoni 1130 e 1131 del medesimo codice esplicitavano quali
it., Venezia 2011, 199-210; J. escrivá ivars, «De separatione manente vinculo», fossero le modalità in cui questo istituto venisse applicato, ossia ex
in instituto martin De azPilcueta. facultaD De Derecho canonico universi- iudicis audientia in caso di adulterio ed ex auctoritate Ordinarii loci
taD De navarra, Commentario exegético al Codigo de Derecho canónico, 3 ed., qualora ci si trovasse presenza di un’altra giusta causa ammessa dal
Pamplona, 2002, vol. III/2, 1580-1606; A. inGoGlia, La separazione coniugale diritto. È questa seconda modalità, che prevede l’utilizzo della via
in diritto canonico, Milano, 2004; P. G. M. loBiati, Profili di comparazione del-
la separazione coniugale canonica, Città del Vaticano, 2014; G. maraGnoli, La amministrativa, a permettere maggiormente di riflettere sulla natura
separazione personale dei coniugi tra legge della Chiesa e legge dello Stato in di derogatio legis casualis et causalis che, insita nell’istituto della
Italia, in Quaderni di diritto ecclesiale, 13 (2000), 169-193; R. naz, «Séparation separatio, racchiude in sé, sempre atteso che fin dal periodo più
des époux», in Dictionnaire de droit canonique, 6 ed., Paris, 1957, vol. VI, 962- risalente l’istituto veniva applicato durante l’Episcopalis audientia,
970; R. PalomBi, La separazione con permanenza del vincolo, in aa. vv., Diritto quindi con un procedimento giudiziario.
Matrimoniale Canonico, Città del Vaticano, 2005, 493-516; U. tramma, Regola-
mentazione canonica della crisi coniugale, aa. vv., Crisi coniugali: riconcilia- Che già sotto la vigenza del Codice Piano Benedettino il
zione e contenzioso giudiziario, Città del Vaticano, 2001, 101-119; E. zanetti, La
Chiesa ammette la separazione tra i coniugi?, in Quaderni di diritto ecclesiale,
13 (2000), 117-145. 3
Coram Lega, decisio diei 5 Iulii 1910, in rrDec, II, 240, 4.

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ricorso alla via amministrativa era considerato essere una strada Proseguendo nell’analisi si nota che se da un lato il canone
preferibile per ottenere il provvedimento che facesse cessare 90 sottolinea che la concessione della dispensatio non sottostà in
l’urgenza dell’obbligo di coabitazione si ricava da quanto, a livello modo automatico alla mera domanda del richiedente, ma deve essere
giurisprudenziale, riferito in una coram Florczac del 1925, in cui si subordinata alla presenza di una iusta ac rationabilis causa; dall’altro
legge «huiusmodi nempe controversias non necessario iudicialem il canone 1151 riferendo che ai coniugi è permesso interrompere la
figuram ac strepitum requirere», ed a livello dottrinale da quanto coabitazione qualora “legitima causa eos excuset” rientra in modo
affermato da R. Naz nel Dictionnaire de droit canonique dello stesso chiaro in questa linea normativa6. Tale causa deve necessariamente
anno, in cui la separazione viene definita come «une dérogation à essere valutata dall’autorità che, con il suo intervento, compie una
la règle énoncée par le can. 1128»4. Tale derogatio regulae risulta prudente valutazione dei motivi allegati dal coniuge richiedente
debba essere sorretta, da un lato, dalla sussistenza di una giusta causa, il provvedimento separativo, e quanto questo possa incidere sulla
che nel codice vigente è tipizzata nelle condotte riportate nei canoni salus animarum di entrambi7.
1152 e 1153, e, dall’altro, dalla presenza di un atto autoritativo, Da quanto sottolineato si può evincere che, al di là della modalità
promanante dall’autorità amministrativa o giudiziale il cui compito con cui si attui, la cessazione della convivenza, nell’ordinamento
è valutare, prima ancora che gli effetti e la durata del provvedimento, canonico, presuppone un’attenta valutazione delle cause che la
la sussistenza di una delle cause tipizzate ed atte a concederlo nonché motivino, che permane sempre demandata all’autorità costituita – sia
l’utilità di questo alla salvaguardia dell’istituto5. In questo senso amministrativa che giudiziaria – la quale, nel ponderare le situazioni
risulta ancora più fondato il confronto tra separazione e dispensa, è sempre chiamata a non limitarsi a suggellare la richiesta dei
soprattutto qualora si accostino tra di loro i canoni 85 e 1152 del coniugi, quanto piuttosto a prodigarsi per trovare una via alternativa
Codice vigente. Infatti la dispensa è definibile quale concessione al conflitto, così che la sua attività sia qualificabile come «ministero
dell’autorità ad un soggetto – che si trova in una condizione tale per dedicato a coloro la cui relazione matrimoniale si è infranta», come
cui seguire la legge nel suo disposto precettivo lo conduca a non sostenuto dal pontefice in Amoris Laetitia, n. 238.
realizzare quel bene che è lo scopo proprio della legge stessa- affinché
venga esonerato dall’urgenza di una norma, la cui obbedienza invece 2. La causa per la concessione della separazione perpetua
lo conduca a non realizzare il bene dalla medesima tutelato, così che
il fine della legge sia, paradossalmente, maggiormente fruibile. Di L’ulteriore distinzione che viene compiuta affonda le sue radici
qui, posto che i fini del matrimonio sono il bonum coniugum ed il
bonum prolis, ordinariamente perseguibili nel convictus coniugalis,
non risulta totalmente avulso dalla ratio legislatoris l’esistenza di 6
In G. comotti, La flessibilità dell’ordinamento canonico, 203-204 è riba-
circostanze per cui tali fini possano essere tutelati, invece, attraverso dito con forza il concetto generale in merito alla concessione della derogatio le-
gis che non sottostà in modo automatico alla mera domanda del richiedente, nè
la sospensione della loro modalità ordinaria di attuazione. tanto meno all’arbitrio dell’autorità concedente, quanto piuttosto alla valutazione
da parte di quest’ultima della «prudente valutazione comparativa tra le esigenze
comunitarie espresse dalla legge e quelle individuali di chi richiede la dispensa».
4
R. naz, «Séparation des époux», 962. 7
È da ricordare, in questa sede, che nonostante la normativa preveda che la
5
Sull’argomento J. escrivá ivars, «De separatione manente vinculo», separazione, in determinate situazioni, possa essere messa in atto anche su sem-
1581 afferma: «La separación sólo origina la suspensión, no la desaparición, plice iniziativa di uno dei coniugi in misura che si potrebbe definire cautelare (cf.
del conjunto de derechos y obligaciones que dimaman del vínculo y correlativa- can. 1152, § 3; 1153, § 1), al fine di evitare il periculum in mora, ciò non ostante è
mente interrumpe la cohabitación», mettendo in luce come la separazione non sempre richiesto un intervento successivo dell’autorità competente che valutando
comporterebbe nessun effetto sulla sussistenza del vincolo matrimoniale in sè, l’opportunità di merito dell’atto compiuto ne sancisca la legittimità. Si veda: J.
quanto piuttosto della sua modalità attuativa. escrivá ivars, «De separatione manente vinculo», 1585.

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nel Codice che prevede una separazione perpetua e una separazione la separazione perpetua dei coniugi, è necessario ricercare la ratio
temporanea, la cui distinzione è chiaramente fondata sulla diversità di tale statuizione normativa riferendoci sia al diritto naturale che al
di durata del provvedimento, oltre che sulle cause che la motivino. diritto positivo, dal momento che in tale condotta è insita una iniuria
Circa la separazione perpetua, la normativa codiciale attuale al cui il coniuge, soggetto passivo, può risponde con la separazione.
canone 1152 recita: In questo ambito, tuttavia, il ricorso all’extrema ratio non
deve essere ridotto come una sorta di punizione che viene inferta
Ǥ 1. Licet enixe commendetur ut coniux, caritate christiana motus et al coniuge colpevole del tradimento, ma quale strumento attraverso
boni familiae sollicitus, veniam non abnuat comparti adulterae atque cui l’ordinamento canonico, ponendo costui di fronte alla propria
vitam coniugalem non disrumpat, si tamen eiusdem culpam expresse
aut tacite non condonaverit, ius ipsi est solvendi coniugalem convictum, responsabilità in merito all’offesa arrecata alla scelta matrimoniale
nisi in adulterium consenserit aut eidem causam dederit aut ipse quoque compiuta e allo status coniugalis assunto, tutela sia il coniuge
adulterium commiserit. innocente sia lo stesso sacramento del matrimonio, bene della Chiesa
§ 2. Tacita condonatio habetur si coniux innocens, postquam de adulterio che, per sua natura, è chiamata anche a tutelare i sacramenti quali
certior factus est, sponte cum altero coniuge maritali affectu conversatus mezzi di grazia salvifica.
fuerit; praesumitur vero, si per sex menses coniugalem convictum
servaverit, neque recursum apud auctoritatem ecclesiasticam vel civilem In merito la dottrina sostiene che l’adulterio, emulando quegli
fecerit. atti che segnano l’unione dei due in una sola carne, che trovano il
§ 3. Si coniux innocens sponte convictum coniugalem solverit, intra loro vero significato solamente se vissuti all’interno dello status
sex menses causam separationis deferat ad competentem auctoritatem coniugalis in cui solo i due coniugi si trovano, è un comportamento
ecclesiasticam, quae, omnibus inspectis adiunctis, perpendat si coniux da qualificare in antitesi con il matrimonio. In questo senso i
innocens adduci possit ad culpam condonandam et ad separationem in
perpetuum non protrahendam». fondamenti dell’iniuria che tale condotta porta con sé sono rinvenibili
sia in precetti di diritto naturale che di diritto divino - positivo, come
La richiesta da un lato e la concessione dall’altro della riportato dalla giurisprudenza rotale e dalla dottrina.
separazione perpetua possono avvenire, quindi, soltanto in presenza Nell’ambito dei precetti di diritto naturale, che con l’adulterio
di adulterio, fermo restando il richiamo al perdono fatto al coniuge verrebbero frustrati, rientra quello per cui colui che abbia infranto la
che subisce tale iniuria, legato all’essere “caritate christiana motus”. fedeltà debba essere privato degli effetti, degli iura et officia, che da
Con questo inciso il legislatore non vuole limitare il diritto della parte tale fedeltà dipendevano, così che a fronte della rottura della fides
offesa alla separazione, quanto piuttosto il suo exercitium, evitando che si attua con l’adulterio, la parte lesa che invece ha mantenuto
così che a causa anche di una sola caduta, di per sé già giuridicamente la parola data può far valere il proprio ius a che la giustizia sia
rilevante ai fini di ottenere il provvedimento, si utilizzi questo ristabilita, così come riporta la sentenza coram Masala 1975:
istituto in modo automatico e repentino, dimenticando la ratio «Etenim “frustra sibi fidem quis postulat ab eo servari, cui fidem
misericordiae che la grazia sacramentale corrobora. Non a caso pur a se praestitam servare recusat” (Reg. Iuris 75 in VI), “Frangenti
rimanendo il ricorso a tale mezzo a disposizione del coniuge che non fidem, fides frangatur eidem”, “Nec tu ei, etiamsi promissum tuum
abbia perdonato, circa la sua perpetuità è l’autorità ecclesiastica atta iuramento vel fidei obligatione interposita conditione firmasses,
decidere. aliquatenus teneris si constat eum conditioni minime paruisse” (C.
Pervenit 3 de iure iurando)”»8.
2.1. Ratio dell’adulterio quale causa di separazione perpetua

Atteso che l’adulterio risulta essere l’unica causa motivante


8
Coram Masala, decisio diei 19 Februarii 1975, in RRDec, LXVII, 66, 4. Il
ponente nella sentenza prosegue, poi, asserendo: «Nam adnotat cl.mus Bartoccet-

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Circa il fondamento nel diritto divino positivo, invece, sia difende il coniuge che viene defraudato nella sua fides dal momento
la dottrina, che la giurisprudenza, invocano il testo di Mt. 19, 9: che, con l’atto analizzato, si violano gli obblighi più peculiari
«Dico autem vobis, quia quicumque dimiserit uxorem suam, nisi ob del matrimonio, cioè la fedeltà relativa all’atto che viene definito
fornicationem et aliam duxerit moechatur; et qui dimissam duxerit propriamente coniugale.
moechatur». Avendo trattato di tutela dell’identità ultima del soggetto-
Considerata come pacifica la qualificazione dell’adulterio coniux, non si può non rilevare che la sussistenza dell’adulterio non
come iniuria, è fondamentale ricondurre tale violazione ad un abilita automaticamente il coniuge che lo abbia subito a esperire
bene giuridico, un ius, per poter appieno comprendere verso cosa l’azione per ottenere la separazione perpetua: infatti è necessario
si diriga la tutela attuata dall’istituto della separazione. Nella che, per essere legittimato attivamente, quest’ultimo non ricada
fattispecie considerata il punto di partenza è fornito dalla dottrina sotto una delle condizioni che lo rendono inabile a richiedere tale
di Sanchez che, nel De Sacto Matrimonii Sacramento, mette in derogatio legis, definite in numero di quattro dallo stesso canone
luce la sottile differenza tra la qualità di coniuge, coinvolta e messa 1152. Le prime tre, descritte in forma negativa nel canone 1152, §
a repentaglio dalla fornicatio carnalis, unica specie di inuria che 1, sono: l’acconsentire all’adulterio, l’essere causa di questo ovvero
arrivi a ledere e mettersi in conflitto «fidei coniugali et substantiae commettere a propria volta adulterio; la quarta, invece, è descritta
ipsius matrimonii»9, e la condizione fondamentale dell’essere nel canone 1152, § 2 e consiste nella condonatio adulterii, ossia il
persona, nel cui ambito «multae aliae causae possent accidere, ob perdono di questo una volta conosciutolo. Anche in questo caso,
quas ius divinum naturale, causa incolumitatis corporis vel animae, la ratio di tale statuizione è facilmente rinvenibile nella volontà di
a coniuge discedere concedit»10, così che si può sostenere che con tutelare non solo il coniux quale persona, ma anche il bonum, ossia
l’adulterio il soggetto passivo sia violato precipuamente nella sua il Sacramento celebrato, così che atteso il brocardo consentienti non
qualità di coniux. Inserendosi, quindi, all’interno della relazione fit iniuria non risulta strano qualificare come impossibile la richiesta
coniugale nel suo senso e valore più profondo, l’adulterio costituisce di tutela di uno status, o ius, che è già stato violato col proprio
in primo luogo una rottura dell’alleanza coniugale dell’uomo e della comportamento dallo stesso agente in giudizio.
donna, comportante una frattura che il soggetto mette in atto della
propria identità, cioè quella di coniux che viene tradita nel suo status 3. Le cause legittimanti la separazione provvisoria
più intimo e profondo.
Proprio la tutela della condizione di coniuge contro la L’altra forma di separazione manente vinculo normata dal
falsificazione del segno coniugale che l’adulterio inscrive in sé, ha Codice al canone 1153 è quella temporanea che, come già spiegato dal
portato il legislatore a tutelare il coniuge passivo di questa iniuria nome, prevede la sospensione del ius cohabitationis solo ad tempus,
per mezzo della separazione perpetua e non temporanea: con essa si cioè fintanto che sussista la causa questa originante, al cessare della
quale i coniugi sono chiamati a ristabilire la comunione coniugale.
La norma in esame recita:
ti, “qui fidem praestitam non servavit iam expoliatur omni iure petendi ab altera
parte ut fides servetur, primo quia ipse, uti legis pactae violator, qualibet actione Ǥ 1. Si alteruter coniugum grave seu animi seu corporis periculum
ipso facto expoliatur; actio enim tantum ius non iuris violationem tuetus; secundo alteri aut proli facessat, vel aliter vitam communem nimis duram reddat,
quia quodammodo pactionem irritavit, quae subaudit semper condicionem impli- alteri legitimam praebet causam discedendi, decreto Ordinarii loci et, si
citam dummodo fidem datam altera pars servaverit”». periculum sit in mora, etiam propria auctoritate.
9
t. sanchez, De Sancto Matrimonii Sacramento, lb. X, disp. XV n. 2, Ant- § 2. In omnibus casibus, causa separationis cessante, coniugalis convictus
verpiae 1626, t. III, 389. restaurandus est, nisi ab auctoritate ecclesiastica aliter statuatur».
10
Ivi, 389.

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Accanto alla previsione della cessazione della separazione è invece necessario che una parte attui una grave lesione dei
al venir meno della causa che le ha dato origine, riportata al § 2, doveri matrimoniali, cioè la cummunio vitae et amoris, il mutuo
nel primo paragrafo del testo, in merito all’elencazione delle cause perfezionamento materiale e spirituale, il rispetto della pari dignità
che possano determinare questo provvedimento, la normativa e della pari responsabilità nella conduzione della vita famigliare,
risulta, tuttavia, segnata da una certa vaghezza. Di fronte ad un tale così come sono sanciti dai canoni 1055, 1056, 1135 e 1151. Il
atteggiamento mantenuto dal legislatore, è innegabile la necessità canone in esame, infatti, sintetizza queste forme di inadempienze
di confronto con il canone 1131 del Codice piano benedettino, in tre condotte lesive di carattere generale che hanno come minimo
inerente alla stessa materia, anch’esso snodato in due paragrafi, di comune denominatore e fondamento l’impossibilità di proseguire la
cui il secondo regola, come nel codice attuale, la cessazione della vita comune, così da abilitare il coniuge che le subisce a domandare
separazione, mentre il primo le cause che vi danno luogo: all’autorità la cessazione dell’obbligo di coabitazione.

Ǥ 1. Si alter coniux sectae acatholicae nomen dederit; si prolem 3.1.1. Il grave pericolo spirituale
acatholice educaverit; si vitam criminosam et ignominiosam ducat; si
grave seu animae seu corporis periculum alteri facessat; si saevitiis vitam
communem nimis difficilem reddat, haec aliaque id genus, sunt pro altero Nel codice previgente il canone riferiva di periculum
coniuge totidem legitimae causae discedendi, auctoritate Ordinarii loci, et animae che, se nel commento del Dictionnaire, era definito come
etiam propria auctoritate, si de eis certo constet, et periculum sit in mora». «provocatìon habituelle au péché», – affermazione che comprende
in sé una serie di condotte molto ampie all’interno delle quali si
Se da un lato il testo codiciale riporta un elenco di cause atte sottolineava non solo l’aspetto libero del soggetto agente ma anche
a giustificare la separazione, ossia l’adesione a setta non cattolica, i risvolti che tale azione potessero darsi nei confronti dell’altro
la mancata educazione cattolica della prole, la gerenza della vita coniuge – da parte della dottrina veniva invece ridotto alla difficoltà
in modo criminoso e l’essere di pericolo al consorte, tuttavia è di vivere serenamente la pratica religiosa. La giurisprudenza post
necessario rilevare che anche in questo caso l’inciso «haec aliaque id codiciale, invece, fa propria l’interpretazione di Naz, affermando
genus, sunt pro altero coniuge totidem legitimae causae discedendi» in una coram Matriten del 1988 che: «Separatio vero ad tempus
mostra la non tassatività dell’elenco riportato, dal momento che con diversas ob ratione fieri potest, occurrenti gravi periculo physico
esso la norma ingloba in sé tutta quella serie di comportamenti non aut morali tam alteri coniugi quam proli vel vita communi nimis
elencabili ma che possono arrivare a ledere il consortium coniugale. dura effecta ex culpa coniugis»11.
Se ne deduce che il confronto con la normativa previgente risulterebbe Risulta agevole comprendere che la condotta incriminata è
anch’esso lacunoso allo scopo di ritrovare quali comportamenti o quella che attenta alla vita spirituale del coniuge o dei figli da intendere
situazioni legittimino un provvedimento di separazione provvisoria, nella sua totalità, non meramente da collegare alla pratica religiosa.
di qui la necessità di rifarsi alla dottrina ed alla giurisprudenza di Vi rientrano quindi non solo le condotte apertamente delittuose o
merito. ignominiose, ma tutte quelle che inducono a comportamenti contrari
alla morale coniugale
3.1 Analisi specifica delle cause Si evince chiaramente che l’espressione animi periculum,
utilizzata nel codice vigente, racchiude in sé la preoccupazione
Se a dare origine alla separazione perpetua è l’adulterio
commesso da un coniuge, dal tenore della norma sulla separazione
provvisoria, invece, si deduce che, per essere legittimati a questa, 11
Coram Matriten, decisio diei 26 Aprilis 1988, inedita, in r. PalomBi, La
separazione, 503 nota 37.

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che la Chiesa ha, sulla scia della spinta personalistica, di tutela del altro rimedio oltre alla separatio per evitare il pericolo. Emerge che
cammino virtuoso del coniuge la cui vita morale e spirituale può in questo caso non può essere il dato soggettivo della colpa a dare
essere messa a rischio dalle condotte lesive dell’altro. origine alla causa di separazione, ma fondamentale risulta l’elemento
soggettivo del pericolo che da uno status – o condotta – ne derivi13.
3.1.2. Il grave pericolo corporale Sulla stessa linea dottrinale si sono sempre mosse anche
le pronunce giurisprudenziali, di cui si ritiene emblematica una
Entrambe le normative codiciali inseriscono il corporis sentenza coram Bejan del 1971, si afferma che circa la separazione:
periculum quale causa di separazione temporanea, intendendo con «Agi semper debet (attentis verbis can. 1331) de gravi causa
questa espressione quelle situazioni in cui la vita, l’integrità fisica quamvis Codice non recensita (…) Iudex insuper sistere non debet
ovvero la salute dei coniugi siano messe a repentaglio dal protrarsi in culpa unius coniugis, quia perraro accidit quod ex coniugibus
del ius cohabitationis12. discordantibus alter sit totaliter bonus, alter totaliter malus»14.
La dottrina corrente riconduce all’interno del periculm corporis
una duplice categoria di atti (o di fatti), che può essere delineata sulla 3.1.3. La grave difficoltà nella vita comune
base dell’origine volontaristica o meno di questi. Da un lato sono
annoverati quegli atti che possono procedere dall’atteggiamento Sotto questi lemmi si inseriscono una serie di comportamenti
doloso di un coniuge: essi sono definibili i pericula cum culpa, di ampio spettro che trovano la loro ratio di causae separationis nel
essendo alla loro base l’azione volontaria di un coniuge, ed, in questo brocardo ad impossibilia nemo tenetur.
caso il soggetto attivo pone attentati contro la vita dell’altro o dei Questo concetto può essere generalmente compreso anche
figli, o li minaccia gravemente di morte o di lesioni gravi o quando se si pensa a quei casi in cui la convivenza non necessariamente è
si prevede che questo possa accadere anche senza minaccia seria. In impossibile ma, a rigore della norma, risulti nimis dura, cioè quando
questo caso la richiesta di separazione può essere letta, nell’ottica l’atteggiamento di un coniuge renda arduo il ménage alla controparte
della giustizia retributiva, come risposta dell’altro coniuge ai in ragione di una serie di condotte che per la loro complessità non
comportamenti messi in atto dal colpevole. possono essere tipizzate ma solo esemplificate, quali l’insanabile
Dall’altro lato, diversamente dall’ottica della giustizia avversione, l’assoluta incompatibilità di carattere o altro. La
retributiva, deve essere ricondotto il caso in cui la separazione sia giurisprudenza arriva a definire una tale difficoltà come scaturente
richiesta per via di una malattia contratta da uno dei coniugi, da cui ex gavi animorum dissociatione, come si può leggere in una coram
deriva il periculum sine alterius culpa per il coniux patiens. In questo Jarawan 1989: «Inde separatio, etsi sevitiae non adsint, concedi
caso la causa giustificante la richiesta della separazione è scevra da potest ad tempus si obiectiva intolerabilitas adsit conviventiae, immo
responsabilità morale del coniuge che la origina ma che si trova a si ex gravi animorum dissociatione damnum physicum vel psychicum
patire una grave malattia contagiosa o uno stato di follia e non esista

13
Una tale concezione può essere ravvisata già negli anni del Concilio Vati-
cano II, ad esempio in a. Bertola, Il matrimonio religioso nel diritto canonico e
12
La dottrina più risalente definiva una tale situazione di pericolo sostenen- nell’ordinamento concordatario italiano, Torino, 1966, 160, dove si può leggere:
do che esso era definibile come: «Provoqué par une infection coìntagieuse, telle «La colpa non può assumersi come principio informatore (pur non escludendo che
une maladie vénérienne, ou un état dangereux, telle la demence. Hors ces cas, la possa ricorrere) in quanto è assorbita dall’altro principio: il periculum corporis vel
maladie ne serait pas un motif de séparation, mais plutôt une occasion de pra- animae, sotto cui può raffigurarsi anche una causa incolpevole, come, per esempio
tiquer l’aide mutuelle, qui est une des fines secondaires du mariage». r. naz, il caso di morbo contagioso di cui sia affetto l’uno dei coniugi».
«Séparation des époux», 965. 14
Coram Bejan, decisio diei 13 Ianuarii 1971, RRDec. LXXIII, 9, 5.

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PAOLO GIUSEPPE MARIA LOBIATI LA SEPARAZIONE MANENTE VINCULO: RATIO, NATURA E CAUSAE

coniugi eveniat»15. A fronte di tali espressioni non mancherebbe la Ciò atteso, non è solo il dato empirico esperienziale a
tentazione, apparentemente giustificata, di assimilare a questa causa mostrare una sovrabbondanza di casi in cui la responsabilità della
l’art. 151 del Codice civile16, in cui la separazione può essere richiesta crisi coniugale, derivante da condotte attive o omissive, è legata
al giudice qualora si verifichino fatti tali da rendere intollerabile la alle responsabilità di ambo i coniugi, ma si assiste anche ad una
convivenza, facendo rientrare in questi l’incompatibilità di carattere. presa di coscienza di tale situazione nei documenti magisteriali,
Tuttavia il confine entro cui si muove la sussistenza di questa causa di cui esemplificativo è Familiaris consortio, in cui si afferma:
per la separazione non si limita a voler rispondere con una sorta di «Causae variae, cuius generis sunt mutuae contentiones aut nulla
automatismo all’istanza del coniuge ma deve vedere, da un lato, la facultas se aperiendi veris necessitudinis rationibus inter personas
volontà di tutelare il ius cohabitationis nei confronti di una spinta che intercedentibus hisque similes, acerbe validum matrimonium
lo porterebbe ad essere sospeso per la mancata volontà di affrontare ad disruptionem saepe insanabilem possunt adducere. Ut patet,
quelle sfide quotidiane che il percorrere la stessa sorte comporta, separatio habenda est extremum remedium, cum omnis alius conatus
dall’altro la necessità che questo itinerario di santificazione proceda fuerit vanus»17.
cessando la convivenza per l’assolutezza della impossibilità dei due Nel testo riportato, attesa la concezione della separazione
coniugi a procedere un cammino di consortium. come ultimo rimedio – dove extremum deve, a nostro avviso, essere
inteso non meramente in senso cronologico ma qualitativo, ossia
3.1.4. La corresponsabilità nei comportamenti lesivi della vita come mezzo oltre al quale non c’è altra possibilità per tutelare il
familiare consortium verso la santità – da esperire solo dopo aver cercato
una riconciliazione, si sottolinea la reciprocità dell’atteggiamento
In merito alle condotte comportanti una grave difficoltà nella lesivo della vita coniugale, così che se da un lato è lapalissiano che
vita comune è da sottolineare un aspetto fondamentale che, anche se nel caso di “concorso” all’adulterio non sia possibile domandare
non esplicitamente normato dal codice, tuttavia viene proposto in tutta una separazione perpetua, tuttavia nulla vieta che anche in caso di
la sua forza dalla quotidianità esperienziale. Infatti la normativa, la reciprocità nella creazione delle situazioni di cui al canone 1153
dottrina e la giurisprudenza fino ad ora citate fondano la loro espressione i coniugi possano domandare un provvedimento di separazione
sull’esistenza di due comportamenti antitetici: quello del coniuge la temporanea. Ne consegue che, quindi, la prassi della Chiesa, permane
cui azione segna un inadempimento dei doveri coniugali, così creando attenta alla totalità del vissuto di una coppia in crisi, riconoscendo
situazione di disagio, e quello del coniuge innocente che, in virtù della non solo la tutela unilaterale di un coniuge ma intendendo anche
propria autotutela, può domandare la separazione, fermo restando la il comportamento reciprocamente lesivo della santità del vincolo
decadenza della legittimazione attiva qualora la sua condotta fosse di contratto come idoneo a condurre alla pronuncia del provvedimento
incentivazione o cooperazione all’adulterio a norma del canone 1152. autoritativo.

15
Coram Jarawan, decisio diei 15 Maii 1989, RRDec. LXXXI, 351, 3.
16
Il testo della normativa dello Stato italiano recita: «La separazione può 17
F.C. n. 83. La medesima linea veniva sposata, anteriormente, dalla nota
essere chiesta quando si verificano, anche indipendentemente dalla volontà di uno pastorale CEI del 26 aprile 1979 La pastorale dei divorziati risposati e di quanti
o di entrambi i coniugi, fatti tali da rendere intollerabile la prosecuzione della vivono in situazioni matrimoniali irregolari o difficili, al cui numero 42 si legge:
convivenza o da recare grave pregiudizio all’educazione della prole. Il giudice, «La vita concreta della coppia può registrare situazioni tali di incomprensioni reci-
pronunziando la separazione, dichiara, ove ne ricorrano le circostanze e ne sia proche, di incapacità o insufficienza a un rapporto interpersonale, con ripercussio-
richiesto, a quale dei coniugi sia addebitabile la separazione, in considerazione del ni negative sia sull’equilibrio coniugale sia sull’educazione dei figli, che possono
suo comportamento contrario ai doveri che derivano dal matrimonio». rendere legittima la separazione».

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PAOLO GIUSEPPE MARIA LOBIATI

4. Conclusioni Il processus brevior: una forma sui generis


Il breve percorso svolto è stato ben lungi dal descrivere in modo di “divorzio canonico” breve?
esaustivo quelli che sono i tratti caratterizzanti della separazione
canonica manente vinculo, tuttavia attraverso l’analisi della sua natura Elena Di Bernardo
e delle cause che possono fondarne l’accoglimento della richiesta, si è
voluto mostrare come questo sia un istituto epesegetico della visione
personalistica e nello stesso tempo “flessibile” dell’ordinamento
canonico. Infatti l’autorità che statuisce la cessazione – perpetua
o temporanea – dell’onus cohabitationis è chiamata a concertare
insieme sia le esigenze personali dei coniugi sia il valore del
Sommario: 1. La distorta assonanza tra il processus brevior e il divorzio civi-
Sacramento da essi celebrato. Ne consegue che la decisione, intesa
le nell’opinione della stampa. 2. La nuova normativa italiana sulla separazione
fondamentalmente come extrema ratio -da cui il valore dato all’analisi consensuale e sul divorzio congiunto breve. 3. L’improponibile equipazione tra il
autoritativa delle cause che fondano la richiesta più che degli effetti processus brevior e il divorzio breve.
che da essa debbano scaturirne- di concedere il provvedimento di
separazione sia subordinata alla ricerca di una mediazione non solo Summary: The distorted assonance between the so called “Brevior Processus”
and civil divorce in the public opinion and in the press. 2. The New Italian civil
ex ante ma anche separatione perdurante che possa condurre la
law concerning separation by mutual consent and short “Catholic divorce” by
coppia in crisi a rivalutare e ripercorrere un cammino che permetta mutual consent. 3. The unacceptable equalization between the so called “Brevior
loro di recuperare quel rapporto apparentemente ormai spentosi. In Processus” and the short Civil divorce.
questo senso, tuttavia, la maggiore differenza che può essere ritrovata
nei confronti dell’ordinamento statale risiede nel ruolo ricoperto Abstract. In the overwhelming public opinion, increased by the press and mass
media, the recent Reform of the “Matrimonial Canonical Process” induced by
dall’autorità, che, prima ancora che valutare gli effetti scaturenti da
Pope Francis on September 8, 2015, would have introduced a special kind of short
provvedimento, è chiamata ad una analisi puntuale e precisa delle “catholic divorce” by mutual consent. The joint initial question of spouses in the
cause che ne hanno portato la richiesta, al fine di impedire che questo configuration of c.d. “Brevior Processes” and the brevity of procedures have led to
istituto diventi un mezzo con cui i coniugi dispongono liberamente equating this new type of judicial process with the Italian civil laws of the years
ed arbitrariamente di un bene, il sacramento del matrimonio, che una 2014-2015 concerning consensual separation and short divorce. But these solutions
to the marriage crises in each of the legal system are based on different purposes,
volta celebrato diventa loro indisponibile.
although in the same way they originate from agreements between the parties The
confirmed canonical court procedure for the declaration of nullity maintains the
indissolubility of the marriage bond and pursues the salvation of souls and the di-
scovery of truth. Civil family law promotes “degi-disionalization” by promoting
self-management of spouses for a better and faster dissolution of their own mar-
riage. This is a kind of autonomy completely out of the process of the Catholic
Church. Therefore, the same attempt to speed up and simplify procedures in both
systems must not mislead the different nature And the different purposes of these
legal institutions conceived for solving family crises.

Keywords:
“Processus Brevior”; Civil Family Law; “Catholic divorce”; Short and fast divor-
ce; Self-management of spouses in dissolution of marriage.

440 Monitor Ecclesiasticus, CXXXI (2016), 441-457