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G Ital Med Lav Erg 2010; 32:4, Suppl, 171-194 © PI-ME, Pavia 2010

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LA TERAPIA OCCUPAZIONALE NELLA RIABILITAZIONE


DELL’INFORTUNATO SUL LAVORO
G Ital Med Lav Erg 2010; 32:4, Suppl, 172 © PI-ME, Pavia 2010
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C. Bertolini, C. Nigito, G.P. Ronconi, A. Specchia, L. Maggi, P.E. Ferrara, A. Rabini, D.B. Piazzini

Il ruolo della terapia occupazionale nella riabilitazione


dell’infortunato sul lavoro

Physical and Rehabilitation Medicine Unit, Policlinico “A. Gemelli”, Catholic University of Sacred Heart, Rome, Italy

L’evoluzione del contesto socio-sanitario nei suoi pa-


ABSTRACT. THE ROLE OF OCCUPATIONAL THERAPY
rametri demografici, produttivi e previdenziali fanno si
IN REHABILITATING INJURED AT WORK. The evolution of social
and health setting in its demographic, productive and welfare che il lavoro abbia oggi il significato di attività finalizzata
elements make work as a finalized activity oriented to different a compiti che vanno da quelli dell’autonomia personale a
tasks, from individual indepencence to social integration. quelli di inserimento sociale.
In this context, the word “re-habilitation” has a double value; In questo contesto la parola ri-abilitazione presenta
on one hand consideration of lifetime acquired abilities;
una doppia valenza; da un lato considerazione delle abilità
on the other hand recovery of residual activities, consistent
with the disablement. acquisite nella vita; dall’altro la ripresa di abilità residue
In Italy, for years, rehabilitation activities were performed compatibili con la menomazione.
by physiotherapists, who had inadequate occupational In Italia, per decenni, l’attività di riabilitazione in am-
knowledge and preferred technical skills of non-finalized bito professionale è stata svolta dalla figura del Fisiotera-
function recovery.
pista, che aveva insufficiente cultura occupazionale e pri-
The acknowdlegment of Occupational Therapist took place
in the end of the ’90s, so that the few organizations sensitive vilegiava l’uso di tecniche di recupero di funzioni non fi-
to Occupational Therapy, as “Fondazione Maugeri” and nalizzate. Il riconoscimento della figura del Terapista Oc-
“Fondazione Don Gnocchi”, found “prepared ad hoc” cupazionale è avvenuta solo alla fine degli anni ’90, per
personnel only abroad, above all in Spain and Switzerland. cui le poche realtà italiane sensibili alla Terapia Occupa-
Nowadays we have specific first degree courses, but what
zionale, come la Fondazione Maugeri e la Fondazione
really obstacles the development of this field is the economic
crisis which afflicts healthcare services and avoids the growth Don Gnocchi. trovavano solo all’estero, soprattutto in
of new sectors. Spagna ed in Svizzera, personale preparato ad hoc.
Oggi, abbiamo i Corsi di Laurea specifici, ma l’osta-
colo allo sviluppo del settore è rappresentato dalla crisi
economica che colpisce la Sanità ed impedisce la crescita
di nuovi settori.

Bibliografia

1) Capodaglio E. Lavoro e riabilitazione nell’IRCCS “Salvatore Maugeri.


G Ital Med Lav Erg 2002; 24: 2, 167-69.
1) Zasler ND. The role of medical rehabilitation in vocational reentry.
J. Head trauma rehabil. 1997; 12(5): 42-56.
G Ital Med Lav Erg 2010; 32:4, Suppl, 173-175 © PI-ME, Pavia 2010
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G. Bazzini

Il modello Fondazione Salvatore Maugeri-IRCCS

Servizi di Fisiatria Occupazionale ed Ergonomia degli Istituti Scientifici di Pavia e di Montescano (PV), Fondazione Salvatore Maugeri-IRCCS

RIASSUNTO. Presso l’Istituto Scientifico di Pavia della


Introduzione
Fondazione Maugeri è stato sperimentato un modello di
intervento polidisciplinare (fisiatra, medico del lavoro,
neurofisiologo, radiologo, ecc.) e multiprofessionale (terapista Questa esperienza prende avvio da un lato dalla speci-
occupazionale, fisioterapista, ergonomo) per la riabilitazione ed fica ‘mission’ della Fondazione Maugeri, che tende a co-
il reinserimento dell’infortunato sul lavoro.Questo percorso per niugare storicamente il mondo della medicina del lavoro
il reinserimento lavorativo si sviluppa su diverse fasi e
con quello della riabilitazione, e dall’altro dai progetti
comprende potenziamento della forza e della resistenza, attività
specifiche di terapia occupazionale per la ripresa della scientifici svolti in questi ultimi anni dalla Fondazione
funzionalità e della gestualità lavorativa, allenamento aerobico, Maugeri e dall’INAIL ed in particolare dal recente studio
eventuale prescrizione ed assegnazione di ausili, sopralluogo al “Definizione di una batteria di test per la valutazione del-
domicilio ed al posto di lavoro. Un elemento particolare è le capacità funzionali dell’infortunato sul lavoro” che ha
costituito dalla valutazione funzionale finale, i cui scopi sono:
riguardato l’implementazione e soprattutto la revisione
studiare le “capacità residue” e le “capacità sostenibili” del
soggetto, fornire elementi utili al medico del lavoro per la critica di una batteria di test per la valutazione delle capa-
verifica di idoneità, contribuire ad un reinserimento “mirato”, cità funzionali dell’infortunato sul lavoro ed ha costituito
fornire parametri utili per la prevenzione e la progettazione per noi una valida base per gli studi in questo importante
ergonomia. I principali aspetti del disabile che vengono settore in ambito sia di medicina del lavoro, sia di medici-
indagati sono: livello della disabilità, abilità motorie
na legale, sia di medicina riabilitativa. Un ulteriore stimo-
(articolarità, forza, resistenza), funzioni cognitivo-verbali,
sensibilità e funzioni sensoriali, componenti psicologiche ed lo costante è anche costituito dalla presenza a Pavia, fra le
emotive, necessità di ausili, aspetti di tipo educativo- primissime avviate in Italia, del corso di laurea per terapi-
professionale, possibilità di trasporto autonomo, motivazione. sta occupazionale.
Il passo successivo ci ha portato quindi a progettare un
Parole chiave: terapia occupazionale, capacità residue,
vero e proprio percorso che partisse da una specifica valu-
reinserimento lavorativo.
tazione dell’infortunato sul lavoro in termini operativi
propositivi ed utili ad un corretto reinserimento lavorativo
ABSTRACT. MODEL FOUNDATION S. MAUGERI-IRCCS. A e che si basasse sui nuovi concetti dell’Organizzazione
multidisciplinary (physiatrist, occupational physician, Mondiale della Sanità che si rifanno all’International
neurophysiologist, radiologist, etc.) and multiprofessional
Classification of Functioning.
(occupational therapist, physiotherapist, ergonomist) strategy for
rehabilitation and re-introduction of people with work-related
injuries was tested at the ”Fondazione Maugeri” Scientific
Institue (Pavia, Italy).This process of re-introduction to work Scopo
has several stages including increasing strength and resistance,
specific occupational therapy activities to recover working
Obiettivo del lavoro è l’organizzazione presso l’Istitu-
functions and movements, aerobic training, prescription and
allocation of any auxiliaries necessary, and inspections of the to Scientifico di Pavia della Fondazione Maugeri di un’U-
home and workplace. One particular feature is the final nità Operativa funzionale che sperimenti un modello di in-
functional evaluation, whose aims are: to study the subject’s tervento polidisciplinare (fisiatra, medico del lavoro, neu-
“residual capacities” and “sustainable capacities”, to supply rofisiologo, radiologo, ecc.) e multiprofessionale (terapi-
useful information to the occupational physician in view of the
sta occupazionale, fisioterapista, ergonomo) per la riabili-
verifying the patient’s suitability for work, to contribute to
“targeted” re-introduction, and to offer parameters useful for tazione ed il reinserimento dell’infortunato sul lavoro.
prevention and ergonomic planning. The main features of the
disabled person which are studied are: degree of disability,
motor capacity (joint movements, strength, resistance), Materiali e metodi
cognitive-verbal functions, sensitivity and sensory functions,
psychological and emotional components, need for auxiliaries,
educational-professional aspects, possibility of autonomous L’assetto organizzativo si incentra su un Servizio ospe-
transport, and motivation. daliero denominato di Fisiatria Occupazionale ed Ergono-
mia (in cui lavorano fisiatri, ergonomo, terapisti occupa-
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zionali e fisioterapisti) che lavora in stretta collaborazione


con i Servizi di Medicina del Lavoro dell’Istituto e con la
sede INAIL del capoluogo Pavia e che si avvale della prio-
ritaria collaborazione soprattutto degli altri Servizi dia-
gnostici (neurofisiologia, radiologia, ecc.)
È stato implementato quindi un “percorso diagnostico-
rieducativo dedicato” per l’infortunato sul lavoro, inviato
dall’INAIL, che prenda in considerazione dal punto di vi-
ta dell’infortunato tutte le diverse esigenze di intervento e
che cerchi di ottimizzarne la realizzazione coordinata e se-
quenziale. Tale percorso viene sintetizzato in fig. 1.

Figura 2. Test di valutazione funzionale.

Figura 1. Percorso dedicato per l’infortunato sul lavoro

I punti nodali particolarmente significativi su cui si sta


lavorando riguardano la quantificazione delle “abilità resi-
due”, effettuato dal fisiatra, e lo studio critico capacità-ri-
chieste mansionarie che viene svolto in team, coordinato Figura 3. Test di riproduzione del lavoro
dal medico del lavoro.
La quantificazione delle abilità residue riguarda sia gli
aspetti sistemici (cardiocircolatori, respiratori, metabolici)
ma soprattutto artro-muscolari e neuro-motori. La valutazio-
ne funzionale si compone di 3 livelli di testistica specifica:
– prove segmentarie,
– prove globali,
– test pre-lavorativi,
ed ha come scopi principali:
• lo studio delle “capacità residue” e delle “capacità cri-
tiche” del soggetto,
• lo studio delle “capacità sostenibili” in sicurezza,
• la raccolta di elementi utili al Medico del Lavoro per la
verifica di idoneità,
• la collaborazione ad un reinserimento “mirato”,
• la messa a disposizione di parametri utili sia per la ge-
stione del caso da parte del Medico Competente, sia Figura 4. Valutazioni di spesa energetica della mansione
per la prevenzione e l’eventuale ri-progettazione ergo-
nomia del posto di lavoro.
I test eseguiti indagano i diversi aspetti significativi
della prestazione motoria, come viene illustrato sintetica-
mente in fig. 2. Risultati
La valutazione di sostenibilità “in sicurezza” della
mansione di destinazione dopo riabilitazione dell’infortu- I risultati dei primi 2 anni di sperimentazione (pre-
nato si avvale di prove specifiche di riproduzione lavora- sentati in dettaglio nei successivi interventi della Ses-
tiva su dinamometri dedicati e di studi inerenti la spesa sione) sono sicuramente incoraggianti, sia dal punto di
energetica della mansione, come illustrato in fig. 3 e 4. vista dell’efficacia e della qualità, sia del gradimento,
G Ital Med Lav Erg 2010; 32:4, Suppl 175
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sia della sostenibilità economica. I punti critici riguar- Luisi F, Gabrielli M, Feragnoli A. Protocolli valutativi sperimentali del-
dano il numero ancora limitato di soggetti inseribili in le residue capacità del disabile del lavoro ai fini del collocamento
mirato. Europa Medico-Physica 2001, 37 (suppl.1), 3, 334-339.
questo percorso e l’organizzazione pratica del coinvol- Imbriani M, Bazzini G, Franchignoni F. Argomenti di Terapia Occupa-
gimento di tutti gli “attori” del processo, soprattutto zionale. Vol. 1 - Aracne Edit. Roma 2006; vol. di 240 pagg.
quelli esterni al nostro Istituto, in momenti di condivi- Franchignoni F, Oliveri M, Bazzini G. Work rehabilitation programs:
sione clinica. work hardening and work conditioning. In: “Vocational Rehabilita-
tion” (C. Gobelet & F.Franchignoni). Springer-Verlag France 2006;
pagg. 95-130.
Imbriani M, Bazzini G. Terapia occupazionale per il reinserimento al la-
Conclusioni voro del disabile motorio. Riunione SIMLII Lombardia; Pavia, 5
maggio 2007.
Concludiamo quindi con soddisfazione dando come at- Bazzini G., Panigazzi M., Capodaglio E. Nuovi sviluppi in terapia occu-
tori del processo un giudizio decisamente positivo dell’e- pazionale ed ergonomia.G Ital Med Lav Ergon. 2007 Jan-Mar;29(1):
47-51.
sperienza avviata, che ci pare possa fornire elementi di la- Bazzini G, Franchignoni F. Definizione di una batteria di test per la va-
voro molto utili per contribuire al miglioramento continuo lutazione delle capacità funzionali dell’infortunato sul lavoro. Rela-
delle prestazioni fornite agli infortunati sul lavoro ed ele- zione finale del Progetto Finalizzato INAIL-Centro Protesi
menti altrettanto stimolanti dal punto di vista delle cono- 31.1.2008.
scenze scientifiche. Franchignoni F, Bazzini G. La valutazione dell’outcome in medicina ria-
bilitativa. In: Trattato di Medicina Fisica e Riabilitazione-Vol.1 (a
cura di N. Valobra) - UTET Editore, Torino 2008, pagg. 511-520.
Bazzini G, Franchignoni F. Medicina del lavoro in riabilitazione. In:
Bibliografia Trattato di Medicina Fisica e Riabilitazione-Vol. 2 (a cura di N. Va-
lobra), UTET Editore, Torino 2008, pagg. 915-946.
WHO. International Classification of Functioning, Disability and Health Imbriani M, Bazzini G, Franchignoni F. Argomenti di Terapia Occupa-
(ICF). Geneva, 2001. zionale. Vol. 2 - Aracne Edit. Roma 2009; vol. di 280 pagg.

Richiesta estratti: Dott. Giacomo Bazzini - Fondazione Salvatore Maugeri-IRCCS, Servizi di Fisiatria Occupazionale ed Ergonomia
degli Istituti Scientifici di Pavia, Via Maugeri 10, 27100 Pavia, Italy.
G Ital Med Lav Erg 2010; 32:4, Suppl, 176-178 © PI-ME, Pavia 2010
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M. Panigazzi

Risultati di 2 anni di attività

Servizio di Fisiatria Occupazionale ed Ergonomia dell’Istituto Scientifico di Pavia, Fondazione Salvatore Maugeri-IRCCS

RIASSUNTO. Gli infortuni sul lavoro e le malattie


Introduzione
professionali sono una piaga che le moderne società
occidentali, seppur tecnologicamente avanzate, hanno evidenti
difficoltà a prevenire, a trattare ed a riabilitare con Gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali sono
tempestività ed efficacia. Le attuali strutture riabilitative una piaga che le moderne società occidentali, seppur tec-
neuromotorie ospedaliere, sia pubbliche, sia private nologicamente avanzate, hanno evidenti difficoltà a preve-
accreditate, presentano notevoli difficoltà a rispondere ad una
nire, a trattare ed a riabilitare con tempestività ed efficacia.
domanda che, pur con oscillazioni annuali e con necessità
magari diverse fra loro, non pare però sostanzialmente Le attuali strutture riabilitative neuromotorie ospedaliere,
diminuire nel suo complesso. sia pubbliche, sia private accreditate, presentano notevoli
Nel lavoro vengono presentati i risultati del modello difficoltà a rispondere ad una domanda che, pur con oscil-
organizzativo messo in atto presso l’Istituto Scientifico lazioni annuali e con necessità magari diverse fra loro, non
di Pavia della Fondazione Maugeri, i criteri seguiti per
pare però sostanzialmente diminuire nel suo complesso.
l’attività, le innovazioni tecnologiche utilizzate per le
valutazioni di idoneità, le prospettive di sviluppo. È quindi attuale l’esigenza di costruire sperimentazio-
Anche alla luce dei nuovi scenari legislativi tale modello ni clinico-organizzative in grado di rispondere a queste
di attività risulta efficace dal punto di vista sanitario- esigenze della nostra società.
riabilitativo, sostenibile dal punto di vista economico
e quindi efficiente nel suo complesso.
Scopo
Parole chiave: infortuni, riabilitazione, reinserimento.
Scopo del lavoro è la presentazione dei primi 2 anni di
ABSTRACT. RESULTS OF 2 YEARS OF ACTIVITY. Work-related attività del servizio ospedaliero ambulatoriale di visita, va-
injuries and occupational diseases are a scourge of modern, lutazione funzionale/lavorativa e trattamento riabilitativo
western societies, which, although technologically advanced, avviato in collaborazione fra Istituto Fondazione Maugeri
have difficulty in preventing, treating and rehabilitating victims ed INAIL di Pavia.
with speed and efficiency. The current hospital neuromotor
rehabilitation centres, whether public or accredited private
structures, have notable difficulty in meeting the demand,
Materiali e metodi
which despite annual fluctuations and variable needs, does not,
overall, seem to be decreasing.
We present the results of an organization model developed at Presso l’Istituto Scientifico di Pavia della Fondazione
the “Fondazione Maugeri” Scientific Institute (Pavia, Italy), Salvatore Maugeri-IRCCS è stato avviato un servizio ospe-
the criteria used for the activity, the technological innovations daliero ambulatoriale per la visita clinico-fisiatrica, la valu-
employed to determine ability, and the prospects for further tazione funzionale e lavorativa ed il trattamento riabilitativo
development.
di pazienti con esiti di infortunio o malattia professionale
This model is effective from a health care-rehabilitative point
of view, also in the light of the new legislative scenarios, assistiti dalla sede INAIL di Pavia. Questo servizio viene
and is sustainable from an economic points of view; overall it is, coordinato dell’U.O. di Fisiatria Occupazionale ed Ergono-
therefore, efficient. mia dell’Istituto, in collaborazione con altre U.O. quali la
Medicina del Lavoro, la Neurofisiologia, la Radiologia, ecc.
Il “percorso” implementato in via sperimentale preve-
de in dettaglio una prima visita da parte dello Specialista
della sede INAIL, l’invio alla ns. Unità di Fisiatria Occu-
pazionale che provvede alla visita fisiatrica, a completare
eventualmente la diagnosi con l’apporto degli altri Spe-
cialisti dell’Istituto, alla stesura del piano riabilitativo ed
al trattamento; esegue infine la valutazione delle capacità
residue in collaborazione con i Colleghi Medici del Lavo-
ro e con gli Specialisti INAIL della sede.
G Ital Med Lav Erg 2010; 32:4, Suppl 177
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Negli anni 2009-2010 sono stati valutati e trattati circa


300 soggetti, distribuiti come illustrato nelle fig. 1, 2, 3, ed
aventi patologie sintetizzate in fig. 4, 5.
In accordo anche con i dati epidemiologici INAIL
(www.inail.it) la problematiche più frequenti hanno riguarda-
to infortuni alle mani, periartriti di spalla e lombo-sciatalgie.
Per la grande maggioranza di questi pazienti è stato ese-
guito presso l’Istituto anche il programma rieducativo pre-
scritto, che al termine prevedeva una valutazione funziona-
le ed una ri-valutazione di indicatori, riportati in tab. I.
Figura 5. Sede di lesione.

Tabella I. Indicatori di risultato misurati prima


e dopo la riabilitazione

SOGGETTIVI
Analogo Visivo Funzionalità (norm.: 100)
Analogo Visivo Dolore (norm.: 0)
SEMI-QUANTITATIVI
Neck Pain Questionnaire (norm.: 0)
Figura 1. Sesso della casistica. Oswestry Disability Index (norm.: 0)
QuickDASH (norm.: 0)
Funzionalità della mano lesa (norm.: 64)
WOMAC (norm.: 0)
STRUMENTALI
Forza max presa palmare mano lesa (norm.: > 40…- 20 Kg)
Forza max presa fine mano lesa (norm.: > 7… - 5 Kg)
Efficacia presa grossolana [Box & block Test] (norm.: > 60 blocchi)
Velocità presa fine dita [Nine-Hole Peg Test] (norm.: < 18 sec.)
Forza massimale di sollevamento arti inf. estesi (norm.: > 30… - 15 Kg)
Figura 2. Età della casistica.
Forza massimale di sollevamento arti inf. flessi (norm.: > 60… - 30 Kg)
Forza massimale di spinta (norm.: > 35… - 25 Kg)
Forza massimale di tiro (norm.: > 20… - 15 Kg)
Velocità del cammino (norm.: > 100 cm./sec.)
Resistenza nel cammino [6 minuti-walking test] (norm.: > 600 m.)

Risultati

Pur non essendo per ora comparabili con altre espe-


Figura 3. Settore di lavoro. rienze analoghe, in quanto il campione era decisamente
selezionato, i risultati iniziali sono decisamente incorag-
gianti e vengono sintetizzati nelle fig. 6 e 7.

Figura 4. Tipo di patologia. Figura 6. Customer satisfaction


178 G Ital Med Lav Erg 2010; 32:4, Suppl
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Resta la criticità legata al fatto che per mantenere alta


qualità e veloci tempi di intervento il numero dei soggetti
che possono accedere a questa modalità di approccio è an-
cora limitato, anche se riesce a coprire almeno una parte
dei casi più complessi.

Bibliografia

G. Bazzini, M. Panigazzi. Valutazione e novità in terapia occupazionale.


Figura 7. Ripresa del lavoro Convegno: “Aggiornamenti in medicina fisica e riabilitativa. Pre-
sente e futuro. Omaggio al prof. A. Ruju”. Università di Pavia, 20-
21 ottobre 2006.
Panigazzi M, Bazzini G. Il day-hospital di terapia occupazionale. In:
Conclusioni “Argomenti di Terapia Occupazionale”. Aracne Edit., Roma 2006,
pagg. 193-211.
Bazzini G, Panigazzi M., Capodaglio E. Nuovi sviluppi in terapia occu-
Anche alla luce dei nuovi scenari legislativi, crediamo pazionale ed ergonomia. G Ital Med Lav Ergon 2007 Jan-Mar;
di poter affermare che questo modello di attività multidi- 29(1): 47-51.
sciplinare in collaborazione risulta efficace dal punto di Panigazzi M, Bazzini G. Innovazioni tecnologiche nella prescrizione di
vista sanitario-riabilitativo, di soddisfazione sia per l’uten- ausili di alta specialità. Atti 4° SIRAS, Pavia, 26-27 novembre 2009.
Panigazzi M, Scafa F, Saade A, Capodaglio E, Candura SM, Bazzini G.
te sia per le strutture sanitarie e previdenziali coinvolte, Innovazioni tecnologiche per un servizio multidisciplinare di riabili-
sostenibile dal punto di vista economico e quindi efficien- tazione in medicina del lavoro. Atti 4° SIRAS, Pavia, 26-27 novem-
te nel suo complesso. bre 2009.

Richiesta estratti: Dott.ssa Monica Panigazzi - Fondazione Salvatore Maugeri-IRCCS, Servizio di Fisiatria Occupazionale ed
Ergonomia, Istituto Scientifico di Pavia, Via Maugeri 10, 27100 Pavia, Italy.
G Ital Med Lav Erg 2010; 32:4, Suppl, 179 © PI-ME, Pavia 2010
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C. Nuccio, D. Mino, G. Giardini, V. Santachiara

Le esperienze dell’INAIL

RIASSUNTO. Lo studio prende spunto da un caso giunto ABSTRACT. EXPERIENCE OF INAIL (ITALIAN NATIONAL
all’osservazione degli AA per riconoscimento di MP: INSTITUTE FOR INSURANCE FOR OCCUPATIONAL DISORDERS).
patologia da sovraccarico arti superiori in amputato This study was triggered by a case observed by the authors during
di avambraccio, protesizzato. the request for recognition of an occupational disorder: an upper
Nella sua mansione, movimenti ripetuti, uso di strumenti limb overload pathology in a forearm amputee with a prosthesis.
vibranti, posture incongrue, mmc, erano variamente The worker’s tasks included repeated movements, use of
combinati in attività dalla cadenza irregolare: R non vibrating tools, inappropriate postures, and manual movement
quantificabile utilizzando la criteriologia di riferimento, of loads, variously combined in irregularly recurring activities:
che, tarata per i lavoratori normodotati, nel caso specifico the risk was not quantifiable using reference criteria which,
mostrava tutti i suoi limiti. calibrated for physically normal workers, revealed numerous
Da qui alcune riflessioni. limitations in the specific case. This led to some reflections.
In particolare le caratteristiche della protesi, differenti In particular, the characteristics of a prosthesis, which differ
rispetto ai tessuti umani, l’impugnatura incongrua degli from those of human tissues, its grip, which according to the
strumenti di lavoro rispetto alle raccomandazioni delle Ditte manufacturing companies’ recommendations, is incongruous
produttrici, i criteri di riferimento codificati per la definizione with work tools, the reference criteria classified for the
del R da sovraccarico, i primi contributi, assai limitati, della definition of overload risk, and the first, very limited,
letteratura in merito, fanno considerare la necessità di contributions in the literature on the subject, highlight the need
introdurre adeguate L.G. a supporto della valutazione dei to introduce adequate guidelines to assist the evaluation of risks
rischi e dei giudizi di idoneità, strumento di lavoro in ambito and judgements on suitability in the field of prevention for both
prevenzionale che sia di riferimento anche a fini medico-legali. reference and medico-legal purposes.
G Ital Med Lav Erg 2010; 32:4, Suppl, 180-181 © PI-ME, Pavia 2010
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M. Bentivegna

Performance e sicurezza sul lavoro

AITO, Istituto Trivulzio Milano

L’approccio valutativo della terapia occupazionale,


RIASSUNTO. L’approccio valutativo della terapia
centrato sulla persona, sull’analisi della performance e
occupazionale, centrato sulla persona, sull’analisi
della performance e dell’ambiente, può fornire importanti dell’ambiente, può fornire importanti stimoli nella pro-
stimoli nella programmazione di interventi sulla sicurezza grammazione di interventi sulla sicurezza nel lavoro. L’af-
nel lavoro. L’affidabilità della performance lavorativa fidabilità della performance lavorativa è condizionata da
è condizionata da molti fattori, alcuni non direttamente molti fattori, alcuni non direttamente dipendenti dall’uo-
dipendenti dall’uomo come quelli legati all’ambiente, ai
mo come quelli legati all’ambiente, ai materiali, agli spa-
materiali, agli spazi, ai luoghi e all’organizzazione del lavoro
altri invece strettamente correlati ai comportamenti umani. zi, ai luoghi e all’organizzazione del lavoro altri invece
Questi ultimi, influenzati dalle diverse caratteristiche strettamente correlati ai comportamenti umani.
individuali e dalle specifiche condizioni psicofisiche, Questi ultimi, influenzati dalle diverse caratteristiche
non si prestano ad essere facilmente strutturati in modelli individuali e dalle specifiche condizioni psicofisiche, non
di comportamento definiti e controllabili.
si prestano ad essere facilmente strutturati in modelli di
Pertanto, nell’ottica di assicurare una buona prevenzione
di tutti gli eventi dannosi, il processo di valutazione dei rischi comportamento definiti e controllabili.
deve comprendere anche il ruolo del comportamento umano Pertanto, nell’ottica di assicurare una buona preven-
e la sua capacità funzionale. zione di tutti gli eventi dannosi, il processo di valutazione
Nel nostro intervento quotidiano, noi Terapisti Occupazionali dei rischi deve comprendere anche il ruolo del comporta-
utilizziamo l’occupazione per promuovere il benessere
mento umano e la sua capacità funzionale.
e la salute delle persone coinvolgendole nelle attività,
con la consapevolezza che ogni occupazione è percepita Nel nostro intervento quotidiano, noi terapisti occupa-
dall’individuo come qualcosa di singolarmente proprio zionali utilizziamo l’occupazione per promuovere il be-
e significativo. nessere e la salute delle persone coinvolgendole nelle atti-
L’occupazione è il focus del nostro intervento perché vità, con la consapevolezza che ogni occupazione è perce-
viene impiegata in modo trasversale incrociando tra loro
pita dall’individuo come qualcosa di singolarmente pro-
valutazione - obiettivo - risultato e rappresenta il metodo per
coinvolgere la persona verso comportamenti maggiormente prio e significativo.
responsabili improntati alla tutela della propria salute. L’occupazione è il focus del nostro intervento perché
viene impiegata in modo trasversale incrociando tra loro va-
Parole chiave: performance, terapia occupazionale, lutazione - obiettivo - risultato e rappresenta il metodo per
sicurezza sul lavoro.
coinvolgere la persona verso comportamenti maggiormente
responsabili improntati alla tutela della propria salute.
ABSTRACT. PERFORMANCE AND SAFETY AT WORK. The evaluative Questo tipo di approccio discende dai modelli teorici a cui
approach of occupational therapy, centred on the person, solitamente facciamo riferimento nella nostra professione:
on an analysis of performance and an assessment of the work – il MOHO (Model of Human Occupation) che prevede
environment, can provide important information for planning
l’integrazione di tre sfere quali la motivazione (valori,
interventions to increase safety at work. The reliability of work
performance is influenced by many factors, some of which are interessi, consapevolezza delle proprie capacità), l’abi-
not directly dependent on humans, such as those related to the tudine (ruoli, routine) e le capacità stesse (esperienze,
environment, to materials, to spaces, to places and to the componenti psicofisiche);
organization of work; others, however, are closely related – il CMOP (Canadian Model Occupational Performane)
to human behaviours.
che vede l’intersecarsi di ambiente (culturale, sociale,
For this reason, for the purpose of ensuring prevention
of all harmful events, the process of risk evaluation must istituzionale, fisico), attività (produttività, tempo libero,
also include an analysis of the role of human behaviour and cura di sé) e persona (fisicità, cognitività, spiritualità).
functional capacity. – il PEO (Person-Occupation-Enviromnent) che evidenzia
In our daily clinical practice, we Occupational Therapists come le caratteristiche dell’individuo (soggetto motivato
use work to promote the wellbeing and health of people by
ed in continuo divenire), quelle dell’ambiente (che può
involving them in activities, with the knowledge that every
occupation is perceived by an individual as something essere limitante o facilitante) e quelle dell’occupazione
particularly personal and significant. (gruppi di compiti e di attività in cui una persona si im-
pegna) possano predire l’esito della performance.
G Ital Med Lav Erg 2010; 32:4, Suppl 181
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La performace occupazionale viene quindi intesa in rezza e di autonomia. Il report valuta 16 item motori e 20
tutti modelli di riferimento come il risultato della transa- item procedurali e viene elaborato da un software statisti-
zione persona, ambiente e occupazione ed è vista come un co che, con le opportune correzioni scaturite dalle annota-
fenomeno complesso e dinamico le cui componenti inte- zioni del terapista sui dati personali dell’esaminato, trac-
ragiscono continuamente in diversi modi per aumentare o cia il grado di performance segnalando le situazioni di cut
diminuire le proprie congruenze. La loro migliore compa- off che escono dai parametri standard e quindi possono co-
tibilità e la loro massima sovrapposizione contribuiscono stituire un rischio per la persona.
all’ottimizzazione della prestazione. Un’analisi di questo tipo non si limita solo a cogliere
L’occupazione viene inoltre intesa come dimensione gli aspetti funzionali (abilità fisiche, sensoriali, cognitive
umana capace di permettere quella realizzazione persona- ecc) delle situazioni ma riesce a leggerne anche il conte-
le che idealmente dovrebbe essere perseguibile da tutti e nuto strutturale (descrizione delle azioni, dei materiali, de-
che nello specifico lavorativo deve fare i conti anche con gli utensili ecc) e fenomenologico (la complessità, l’auto-
esigenze di ordine economico, organizzativo e produttivo. maticità, lo spazio, il tempo ecc) rilevando la qualità della
Sono perciò convinta che chi si occupa di sicurezza sul transazione tra la persona e l’ambiente durante il dispie-
lavoro e di performance debba riflettere con attenzione su garsi del compito
queste considerazioni (specifiche della terapia occupazio- Questa scala di valutazione è attualmente impiegata in
nale) non solo, come solitamente avviene, in relazione al- ambito clinico, ma sarebbe interessante rielaborarne i pre-
l’inserimento o al reinserimento della persona disabile ma supposti di base e modificarne la struttura per renderla ap-
per tutti i lavoratori. plicabile nella sfera lavorativa.
Proprio perché ciascun individuo inserito in un conte- Posture, ergonomie, abbigliamento, sequenze motorie,
sto lavorativo si trova comunque vincolato, in misura va- valutazione delle distanze, capacità attentive sono tutti ele-
riabile poiché estremamente soggettiva, da condizioni che menti che il terapista occupazionale può quindi valutare,
si intersecano tra performance, contesto ambientale, biso- correggere, migliorare e per i quali può suggerire strategie
gni e aspettative personali. alternative utili all’ottimizzazione della performance che
Da qui l’importanza di determinare nel modo più ogget- sappiamo essere elemento portante per la sicurezza sul la-
tivo possibile la valutazione funzionale per arrivare a rag- voro, intesa non solo come eliminazione di rischi immedia-
giungere un valore di massima sicurezza nella prestazione. ti ma come prevenzione all’insorgere di possibili future pa-
La valutazione può prevedere un approccio bottom-up tologie invalidanti che tanto pesano sul benessere dell’indi-
che rinvia ad un ragionamento che parte dalla presenza di viduo e in termini economico-sociali sull’intera collettività.
abilità o di deficit oppure basarsi su un metodo top-down do- La rilevazione dei comportamenti a rischio, esito della
ve si va ad osservare preliminarmente cosa “fa” la persona. valutazione, diventa punto di partenza per attivare la per-
Questo ultimo approccio è più propriamente specifico cezione del rischio da parte del lavoratore, tenendo sempre
della Terapia Occupazionale dove dalla osservazione di- in debito conto che questa ultima risente delle diverse co-
retta della performance, intesa come sequenza di azioni noscenze ed esperienze maturate dall’individuo e dal pa-
che le abilità concorrono a costruire in un compito globa- trimonio valoriale e culturale di cui è portatore.
le, si passa alla registrazione delle modalità con cui si af- Non può quindi essere trascurato l’aspetto dell’autovalu-
frontano le diverse unità del compito (rilevare ciò che in- tazione dell’attività da parte del lavoratore, processo che ci
terferisce nell’esecuzione) per poi tradurre l’intervento permette di cogliere ulteriori caratteristiche soggettive su cui
nell’ambito più appropriato (funzioni corporee - ambiente costruire specifici percorsi di formazione e di educazione in
- fattori personali) slide. cui egli assume il partecipe e consapevole ruolo di attore.
È un tipo di valutazione osservativa praticata dai tera-
pisti occupazionali attraverso l’utilizzo di svariati stru-
menti, uno dei quali è a mio parere particolarmente perti- Bibliografia
nente all’argomento di cui stiamo trattando. Si tratta del
modello di valutazione standardizzato AMPS (Assessment Canadian Association of Occupational Therapist, ed. Enabling Occupation.
of Motor and Process Skill) ideato da Anne Fisher e coll. an occupational therapy perspective. Ottawa, ON: CAOT Publications
attraverso una rielaborazione del MOHO. slide ACE, 1997.
L’AMPS valuta le prestazioni nelle attività della vita Fisher, A. G. Assessment of Motor and Process Skills. Vol. 1: Develop-
ment, Standardization, and Administration Manual (6th ed.) Fort
quotidiana (ADL) attraverso la compilazione di un appo-
Collins, CO: Three Star Press, 2006.
sito form: vengono prese in considerazione 80 attività Fisher, A. G. Assessment of Motor and Process Skills. Vol. 2: User
standardizzate (ma il modello è tuttora in continua evolu- Manual (6th ed.) Fort Collins, CO: Three Star Press, 2006.
zione) che consentono di valutare le modalità di svolgi- M. Madonna, G. Martella, L. Monica, E. Pilchin, L. Tomassini. Il fatto-
mento delle proposte (le attività vengono scelte tra quelle re umano nella valutazione dei rischi: confronto metodologico fra le
tecniche per l’analisi dell’affidabilità umana. Prevenzione Oggi Vol.
più congeniali per bisogni, interessi e background cultura-
5, n1/2, 67-83, 2009.
le dell’individuo) dal punto di vista delle abilità motorie, Taylor, Sallie E. Industrial rheabilitation in Hopkins, Helen L., Smith,
delle abilità di processo e delle abilità di interazione so- Helen D. Willard and Spackman’s Occupational Therapy.
ciale in termini di sforzo, di efficienza, di grado di sicu- Philadelphia: J.B. Lippincott Company VIII ed., 1993.

Richiesta estratti: Michela Bentivegna, Dipartimento di Riabilitazione, Pio Albergo Trivulzio, Via Trivulzio 15, Milano, Italy.
G Ital Med Lav Erg 2010; 32:4, Suppl, 182-183 © PI-ME, Pavia 2010
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C. Foti, E. Ciocchetti, E. Antignani, M. Pitruzzella, A. Laurini

La Terapia Occupazionale nel danno lavorativo indotto


da vibrazione meccanica

Cattedra e Scuola di Specializzazione in Medicina Fisica e Riabilitativa, Università degli Studi di Roma, Tor Vergata

Si definiscono vibrazioni i movimenti oscillatori di


RIASSUNTO. Si definiscono vibrazioni i movimenti
un corpo aventi carattere ripetitivo nel tempo; esse pos-
oscillatori di un corpo aventi carattere ripetitivo nel tempo;
esse possono trasmettersi per contatto all’uomo. sono trasmettersi per contatto all’uomo. Le vibrazioni si
Le vibrazioni si differenziano, sotto il profilo fisico, differenziano, sotto il profilo fisico, in funzione della fre-
in funzione della frequenza, della lunghezza d’onda, quenza, della lunghezza d’onda, dell’ampiezza, della ve-
dell’ampiezza, della velocità e dell’accelerazione. locità e dell’accelerazione. In relazione alle lavorazioni,
In relazione alle lavorazioni, è possibile distinguere
è possibile distinguere due criteri di rischio: il primo in-
due criteri di rischio: il primo interessa le vibrazioni
con bassa frequenza (conducenti di veicoli), il secondo teressa le vibrazioni con bassa frequenza (conducenti di
quelle con alta frequenza (attrezzi manuali a percussione). veicoli), il secondo quelle con alta frequenza (attrezzi
La modalità di trasmissione dell’energia vibratoria manuali a percussione). Le vibrazioni elastiche più fre-
può essere localizzata o generalizzata. quentemente coinvolte nelle patologie professionali in-
La prevenzione terziaria dell’esposizione a vibrazioni
dotte da vibrazioni sono le perturbazioni armoniche con
si effettua attraverso l’utilizzo di guanti anti-vibrazione
(per vibrazioni a sistema mano-braccio) e di scarpe frequenza 1 ÷ 80 Hz (ISO 2631-1) per quanto riguarda il
anti-vibrazione (per vibrazioni a corpo intero). corpo intero, 8 ÷ 1000 Hz (ISO 5139-1) per il sistema
I danni da vibrazione sono dovuti al loro effetto mano-braccio e 20 ÷ 20000 Hz (ISO 1999) per l’esposi-
di riduzione della circolazione sanguigna e di sollecitazione zione dell’udito.
meccanica nelle articolazioni esposte.
La modalità di trasmissione dell’energia vibratoria può
Parole chiave: vibrazione, terapia occupazionale, danno. essere localizzata (“le vibrazioni meccaniche che, se tra-
smesse al sistema mano-braccio nell’uomo, comportano
un rischio per la salute e la sicurezza dei lavoratori, in par-
ABSTRACT. OCCUPATIONAL THERAPY FOR WORK-RELATED DAMAGE ticolare disturbi vascolari, osteoarticolari, neurologici o
INDUCED BY MECHANICAL VIBRATION. Vibrations are defined
muscolari” art. 200 comma 1, punto a) o generalizzata (“le
as repeated oscillatory movements of a body; they can be
transmitted by contact to humans. From the point of view vibrazioni meccaniche che, se trasmesse al corpo intero,
of physics, vibrations can be differentiated on the basis comportano rischi per la salute e la sicurezza dei lavorato-
of frequency, wavelength, amplitude of the oscillation, velocity ri, in particolare lombalgie e traumi del rachide” art. 200
and acceleration. As far as concerns occupational hazards, comma 1, punto b).
two risk factors have been identified: the first involves low
È necessario valutare correttamente il rischio da espo-
frequency vibrations (vehicle drivers), while the second involves
high frequency vibrations (manual percussion tools). sizione a vibrazioni per poter effettuare un’adeguata pre-
The transmission of vibration energy can be localized venzione ovvero il livello soglia, il livello di azione, il va-
or generalized. lore limite, il livello di rischio. Gli interventi di preven-
Tertiary prevention of exposure to vibrations is based zione devono essere attuati già in fase di realizzazione tec-
on the use of anti-vibration gloves (for vibrations
nica degli strumenti e delle macchine cercando di modifi-
of the hand and arm) and on anti-vibration shoes
(for vibrations of the whole body). care le caratteristiche delle vibrazioni prodotte.
The damage caused by vibrations is due to reduced blood La prevenzione terziaria dell’esposizione a vibrazioni
circulation and mechanical stimulation in the joints exposed. si effettua attraverso l’utilizzo di guanti anti-vibrazione
(per vibrazioni a sistema mano-braccio) e di scarpe anti-
vibrazione (per vibrazioni a corpo intero). Tali dispositivi
di protezione, nello specifico i guanti antivibranti, devono
possedere delle specifiche caratteristiche tecniche consi-
stenti nella proprietà di attenuare le vibrazioni certificate
secondo la norma UNI EN ISO 10819.
I danni da vibrazione sono dovuti al loro effetto di ri-
duzione della circolazione sanguigna e di sollecitazione
meccanica nelle articolazioni esposte, per cui:
– utilizzare sempre guanti e/o scarpe protettivi
G Ital Med Lav Erg 2010; 32:4, Suppl 183
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– evitare il tabagismo e l’assunzione di bevande alcoli-


che se esposti a vibrazioni mano-braccio Bibliografia
– utilizzare un abbigliamento che protegga le articola-
zioni dal freddo 1) Marzano D, Buono E, Gilioni D, Mastrominico E, Ulissi A. 100
– evitare pasti abbondanti prima di esporsi a vibrazioni misure di vibrazioni in ambiente lavorativo. Direzione Regionale
– utilizzare attrezzature adeguate concepite nel rispetto Toscana - Consulenza Tecnica Accertamento Rischi e Prevenzione
dei principi ergonomici e che producano il minor li- - 2004.
vello possibile di vibrazioni 2) Ciappi E, De Bernardis E, Dessi D, Stritoli A, Draicchio F. Quaderno
di Formazione per la sicurezza sul lavoro Vibrazioni meccaniche e
– limitare la durata e l’intensità dell’esposizione radiazioni. IPSEMA - 2009.
– sottoporsi alle visite di controllo effettuate dal medico 3) Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza del lavoro “La
competente. banca dati vibrazioni dell’ISPESL”. www.ispesl.it
I disturbi osteoarticolari sono da riferirsi non solo agli 4) McCallig M, Paddan G, Van Lente E, Moore K, Coggins M. Eva-
effetti delle vibrazioni, della movimentazione luating worker vibration exposures using self-reported and direct
observation estimates of exposure duration. Applied Ergonomics
manuale dei carichi e ad altri fattori ambientali, ma an- 2010, May 10.
che alle posture scorrette assunte dal lavoratore. Per cia- 5) Marcello Imbriani, Giacomo Bazzini, Franco Franchignoni (a cura
scun distretto articolare (ad esempio la regione cervicale, di). Argomenti di Terapia occupazionale. Aracne Editrice, giugno
quella lombare o la spalla) esiste una condizione di equili- 2009.
brio che è quella che richiede il minor impegno muscolare 6) Foti C, Annino G, D’ottavio S, Sensi F, Tsarpela O, Masala S, Magni
E, Tranquilli C, Francavilla C, Bosco C. Preliminary study on the ef-
ed articolare: la posizione di riposo. Ogni postura che si al- fects of high magnitude, low frequency of whole body vibration in
lontani dalla posizione di equilibrio deve essere, se possi- physical activity of osteoporotic women. Medicina dello sport 2009;
bile, evitata o mantenuta per il più breve tempo possibile. vol. 62: 97-106.

Richiesta estratti: Prof. Calogero Foti - Cattedra di Medicina Fisica e Riabilitativa, Università degli Studi di Roma Tor Vergata,
Via Montpellier 1, 00133 Roma, Italy.
G Ital Med Lav Erg 2010; 32:4, Suppl, 184-186 © PI-ME, Pavia 2010
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E.M. Capodaglio

Ergonomia e terapia occupazionale

UO Neuroriabilitazione, IRCCS, Fondazione Salvatore Maugeri, Istituto Scientifico di Pavia

RIASSUNTO. L’ergonomia interviene nell’ambito


Introduzione
occupazionale fondamentalmente attraverso le due fasi
di valutazione del rischio e di interventi migliorativi
e preventivi, allo scopo di aumentare il livello di sicurezza, L’Ergonomia è una disciplina applicativa e sistemica, che
benessere, efficienza dei lavoratori e del sistema. Il percorso utilizza conoscenze scientifiche per l’applicazione in diversi
valutativo, orientato da una serie di standard internazionali contesti dell’attività umana, considerando l’essere umano
e linee-guida si differenzia secondo gli ambiti di interesse
nella sua relazione con ambienti, attività, strumenti. Essa mi-
e giunge alla identificazione di interventi appropriati
per l’abbattimento o riduzione del rischio. Questa seconda ra fondamentalmente all’ottimizzazione di tale rapporto, nel
fase si può esplicare a diversi livelli (organizzativo, rispetto delle capacità fisiche, psicologiche, relazionali del-
ergonomico, ingegneristico) ma comporta in modo l’individuo. Gli interventi ergonomici vengono orientati per-
imprescindibile la responsabilizzazione ed il coinvolgimento ciò verso la sicurezza e la protezione della salute, la riduzio-
dell’operatore, destinatario principale, attraverso interventi
ne della fatica e del discomfort, l’aumento dell’efficienza e
educativi (formazione, addestramento) e l’uso di strumenti
tecnologici. L’ergonomia può costituire un utile complemento della produttività, operando tramite la interdisciplinarietà e la
nella fase di ritorno al lavoro, provvedendo al’adeguamento collaborazione tra diverse figure professionali, secondo un
della postazione o alla modifica dei compiti, per aumentare approccio sistemico. Nell’ambito occupazionale l’intervento
il livello di sicurezza e comfort del lavoratore, ridurre ergonomico può assumere fondamentalmente due dimensio-
il rischio di infortuni e di disabilità.
ni: valutativa -focalizzata sugli aspetti di impegno biomecca-
Parole chiave: prevenzione, ergonomia, sicurezza. nico, energetico o posturale- e progettuale - basata sulla revi-
sione dell’organizzazione e della struttura delle attività. Er-
gonomia e terapia occupazionale possono costruire percorsi
ABSTRACT. ERGONOMICS AND OCCUPATIONAL THERAPY. condivisi e complementari per consentire il ritorno al lavoro
Occupational ergonomics mostly deals with risk assessment
sicuro, riducendo il rischio di infortuni e di disabilità.
and design/redesign of the work layout, oriented to enhance
the worker’s safety and wellbeing and the system’s efficiency.
Risk assessment is the fundamental phase, conducted through
international standards and guidelines, according to the La sicurezza sul lavoro
different areas. Then the risk level is connected with preventive
or corrective measures. This second phase is direct to
L’importanza dell’ergonomia viene sottolineata nel D
organizational, ergonomic, engeneering interventions but
it behaves in essential way the employer participation. Lgs 81/2008 (art 15, capo d), per cui si prevede il rispetto
At this scope, educational, training and technological tools dei principi ergonomici nell’organizzazione del lavoro, nel-
are available. Ergonomics configure itself as a valid la concezione dei posti di lavoro, nella scelta delle attrezza-
complement in the return-to-work phase, providing for ture e nella definizione dei metodi di lavoro e produzione,
workstation adjustment or job modification, contributing
in particolare al fine di ridurre gli effetti sulla salute del la-
to enhance safety and comfort and to reduce the risk of injury
and disability in the worker. voro monotono e di quello ripetitivo. Il rimando della legge
è dunque sia verso la progettazione ergonomica delle posta-
zioni e delle strutture destinate al lavoro, sia verso interven-
ti correttivi basati sulla organizzazione del lavoro e sulle
modalità di ausiliazione e facilitazione dei compiti in vista
della riduzione dei rischi di tipo muscolo scheletrico, dovu-
ti sia a sovraccarico biomeccanico che ad attività ripetitive.

La valutazione del rischio

La valutazione ergonomica del rischio, attraverso me-


todi e procedure validate, fornisce una classificazione
G Ital Med Lav Erg 2010; 32:4, Suppl 185
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delle mansioni secondo gli impegni richiesti e consente di Attività ripetitive degli AS
definire un piano di prevenzione organizzato in fasi se- Ambito: manifatturiero, alimentare, tessile, meccani-
condo priorità. Il contributo dell’ergonomia supporta l’o- co, artigianale. Malattie correlate: Disturbi muscolosche-
perato di diverse figure professionali (Medico del Lavo- letrici lavoro-correlati. Riferimenti normativi: linee guida
ro, Medico competente, RSPP, datore di lavoro, ASL) europee (ISO 11228-3; EN 1005-5). Valutazione del ri-
nelle procedure di: schio: metodologie osservazionali,quantitative e semi-
– sorveglianza sanitaria: prevenzione dell’insorgenza di quantitative (fattori di rischio: ripetitività, forza, posture,
malattie lavoro-correlate attraverso l’indicazione delle durata del compito, pause, fattori complementari) (3). In-
misure da attuare per l’abbattimento del rischio; for- dicazioni per l’abbattimento del rischio: progettazione, or-
mazione degli addetti; ganizzazione, ausiliazione.
– verifica del giudizio di idoneità nel soggetto patologi-
co / appaiamento tra requisiti mansionari e capacità in- Movimentazione e assistenza di pazienti
dividuali; Ambito: ospedaliero, assistenziale-residenziale. Ma-
– reinserimento al lavoro di soggetti riabilitati / verifica lattie correlate: Disturbi muscoloscheletrici lavoro corre-
di tollerabilità di compiti (criterio energetico, biomec- lati, LBP, burn-out, stress. Riferimenti normativi europei
canico, psicofisico); utilizzo ottimale delle residue ca- (direttiva 90/269/EEC) e italiani (D. Lgs 81/2008). Valu-
pacità funzionali (impiego di ausili/facilitatori, moda- tazione del rischio: metodologie osservazionali,quantitati-
lità di svolgimento del compito, aggiustamenti/modifi- ve e semiquantitative. Indicazioni: automatizzazione, au-
che alla postazione di lavoro). I fattori di rischio che siliazione, adeguamento di spazi e arredi, formazione, ad-
l’ergonomia occupazionale identifica, valuta e quanti- destramento, organizzazione del lavoro.
fica possono riguardare il sovraccarico biomeccanico
da posture (lavoro in posture incongrue, a tronco fles-
so, in spazi ristretti, …), da movimenti ripetitivi (fre- Interventi di abbattimento e riduzione del rischio
quenza, forza applicata, durata, pause, …), da movi-
mentazione di carichi (sollevare, spingere, tirare, tra- Interventi in ambito industriale:
sportare, … o fattori psicosociali, relazionali ed orga- – strutturali / ingegneristici, con modifica fisica del po-
nizzativi. In tutto il mondo industrializzato sono infat- sto di lavoro
ti in declino le malattie da lavoro un tempo più fre- – organizzativi, basati sulla rotazione dei compiti, turna-
quenti (silicosi, intossicazioni, …), mentre sono in co- zione, introduzione di pause
stante aumento (fino a rappresentare oltre il 50% del – amministrativi, basati sulla formazione e addestramen-
totale) le malattie occupazionali che colpiscono il si- to del personale
stema neuro-muscolare e scheletrico (sindrome del Gli interventi più significativi ai fini dell’abbattimento del
tunnel carpale, tendiniti, cervico-brachialgie, mal di rischio risultano:
schiena) e che sono correlate alla presenza di fattori di – Automatizzazione della manovra, eliminando i mo-
rischio specifici (sovraccarico muscolare statico o di- menti di forza eccessivi
namico, posizioni anatomiche sfavorevoli, compres- – Modifiche alla postazione di lavoro, in riferimento al-
sioni localizzate) annidati nelle modalità stesse di pro- l’antropometria e ai gesti lavorativi
gettazione e realizzazione del ciclo lavorativo. L’inci- – Modificazioni degli attrezzi di lavoro, per migliorare
denza di questo tipo di patologie potrebbe essere ridot- sicurezza, manovrabilità, sforzo.
ta tramite programmi preventivi multidisciplinari, che
prevedano anche l’applicazione di principi ergonomi- Interventi in ambito ospedaliero:
ci. L’ergonomia contribuisce a progettare percorsi per Adozione di ausili (letti, dispositivi antidecubito, solle-
un ritorno al lavoro che risulti tollerabile e attuato nei vatori, ausili minori) in riferimento alle caratteristiche dei
tempi raccomandati (1). pazienti (dipendenza, patologia, dolore, collaborazione, ca-
pacità residue), degli ambienti, delle attività, e dei requisi-
ti operativi (addestramento all’uso, facilità d’uso, sicurez-
Ambiti di applicazione za, manutenzione, …). Interventi di formazione e addestra-
mento contestualizzato per acquisire e sviluppare compe-
Movimentazione manuale dei gravi tenze circa l’uso degli ausili (4), le tecniche di movimenta-
Settori: edilizia, trasporti, distribuzione di merci, fac- zione, la conoscenza del rischio, anche attraverso strumen-
chinaggio, attività che richiedono elevata applicazione di ti tecnologici (e-learning, formazione a distanza) (5, 6).
forza. Malattie correlate: Low Back Pain, danni al rachide.
Riferimenti normativi: europei (direttiva 90/269/EEC;
CEN 1005-2) e italiani (D. Lgs 81/2008). Valutazione del Sinergia e completezza nei programmi di prevenzione
rischio: confronto con valori limite di carico discale (com-
pressione e taglio) per la protezione della popolazione la- Occorre ribadire comunque che qualsiasi intervento
vorativa; stima dell’impegno energetico; misura dell’atti- volto alla prevenzione deve essere compreso all’interno di
vazione muscolare e della percezione di sforzo (2). Indi- un progetto partecipativo, che vede come attore e destina-
cazioni per l’abbattimento del rischio: automatizzazione, tario principale il lavoratore stesso. In questo senso risul-
ausiliazione, uso condizionato della forza manuale. tano poco o per niente efficaci azioni volte unicamente al-
186 G Ital Med Lav Erg 2010; 32:4, Suppl
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la adozione di ausili o alla modificazione della postazione


di lavoro (7), se non precedute e accompagnate da un se- Bibliografia
rio coinvolgimento del lavoratore in termini di attivazione
di conoscenze, scelte, motivazioni. Inoltre, il solo inter- 1) Williams RM, Westmorland M. Perspectives on workplace disability
vento atto a modificare la postazione di lavoro non risulta management: a review of the literature. Work. 2002; 19(1): 87-93.
efficace nel ridurre i sintomi in soggetti già affetti da pa- 2) SIMLII (Società italiana Medicina del Lavoro ed Igiene Industriale)-
Fondazione Maugeri - ISPESL: “Linee guida per la prevenzione dei
tologie muscolo scheletriche, ma deve essere accompa-
disturbi e delle patologie muscoloscheletriche del rachide da movi-
gnato da interventi mirati alla cura e riabilitazione del sog- mentazione manuale dei carichi”, 2004 - come riferimento essenzia-
getto (8). L’ergonomia costituisce cioè una via comple- le per il Medico del Lavoro nella gestione del rischio.
mentare a quella di altri settori fondamentali (Medicina 3) SIMLII (Società italiana Medicina del Lavoro ed Igiene Industriale)-
Preventiva, Terapia Occupazionale, Sicurezza sul Lavoro, Fondazione Maugeri - ISPESL: “Linee guida per la prevenzione dei
disturbi e delle patologie muscoloscheletriche dell’arto superiore
Psicologia del Lavoro) e non deve mai assumere un ruolo
correlati con il lavoro (Upper Extremity Work-related Musculoske-
esclusivo nel trattamento delle problematiche. letal Disorders - UE WMSDs”, 2003 - come riferimento essenziale
Spesso inoltre i risultati ottenuti dall’ergonomia sono per il Medico del Lavoro nella gestione del rischio.
stati evidenziati solo in un miglioramento dei sintomi e del 4) Resnick ML, Sanchez R. Reducing patient handling injuries through
benessere, mentre per confermarne l’efficacia sarebbe op- contextual training. J Emerg Nurs. 2009 Nov; 35(6): 504-8.
5) Wanless S, Page A. Moving and handling education in the commu-
portuno valutare le ricadute sul livello di produttività e di
nity: technological innovations to improve practice. Br J Community
sicurezza (9,10). A tale proposito alcuni studi cominciano Nurs. 2009 Dec; 14(12): 530-2
a considerare l’efficacia relativa alla riduzione degli infor- 6) Mazzoleni MC, Rognoni C, Finozzi E, Landro M, Capodaglio EM,
tuni (11) e al rapporto costo-benefici secondo l’Health Te- Imbriani M, Giorgi I. Earnings in E-learning: Knowledge, CME cre-
chnology Assessment (12,13). dits or both? Hints from Analysis of Attendance Dynamics and
Users’ Behaviour. Proceedings of MEDINFO 2010, Stud Health Te-
chnol Inform. IOS press, in press.
7) Kennedy CA, Amick Iii BC, Dennerlein JT, Brewer S, Catli S, Wil-
liams R, Serra C, Gerr F, Irvin E, Mahood Q, Franzblau A, Van Eerd
Ricerca e sviluppo D, Evanoff B, Rempel D. Systematic Review of the Role of Occu-
pational Health and Safety Interventions in the Prevention of Upper
Extremity Musculoskeletal Symptoms, Signs, Disorders, Injuries,
L’ergonomia non può essere disgiunta da un continuo
Claims and Lost Time. J Occup Rehabil. 2009 Nov 3.
riferimento agli studi applicativi, né dall’aggiornamento 8) van Oostrom SH, Driessen MT, de Vet HC, Franche RL, Schonstein
costante sullo sviluppo tecnologico. In diversi ambiti di E, Loisel P, van Mechelen W, Anema JR. Workplace interventions
interesse ergonomico è necessario confrontarsi continua- for preventing work disability. Cochrane Database Syst Rev. 2009
mente con le problematiche emergenti esplorando soluzio- Apr 15; (2): CD006955.
9) Leyshon R, Chalova K, Gerson L, Savtchenko A, Zakrzewski R,
ni nuove. Alcuni esempi sono:
Howie A, Shaw L. Ergonomic interventions for office workers with
nell’ambito ospedaliero: studio delle caratteristiche er- musculoskeletal disorders: a systematic review. Work. 2010; 35(3):
gonomiche di ausili tecnologici (ausili maggiori, minori, 335-48.
ergometri, letti, dispositivi antidecubito) e indicazioni per 10) Koppelaar E, Knibbe JJ, Miedema HS, Burdorf A. Determinants of
l’uso appropriato; implementation of primary preventive interventions on patient hand-
ling in healthcare: a systematic review. Occup Environ Med. 2009
nell’ambito riabilitativo: definizione delle condizioni
Jun; 66(6): 353-60.
di tollerabilità al lavoro in soggetti con ridotta capacità 11) Pompeii LA, Lipscomb HJ, Schoenfisch AL, Dement JM. Musculo-
(anziani) o con diverse patologie (obesi, broncopneumo- skeletal injuries resulting from patient handling tasks among hospi-
patici, …) in base alla risposta psicofisica, fisiologica e di tal workers. Am J Ind Med. 2009 Jul; 52(7): 571-8.
performance; 12) Nelson A, Matz M, Chen F, Siddharthan K, Lloyd J, Fragala G. De-
velopment and evaluation of a multifaceted ergonomics program to
nell’ambito di interventi territoriali (ASL, MMG, Mi-
prevent injuries associated with patient handling tasks. Int J Nurs
nistero Salute, …): realizzazione e promozione di pro- Stud. 2006 Aug; 43(6): 717-33.
grammi preventivi della salute rivolti a categorie a rischio 13) Rockefeller K. Using technology to promote safe patient handling
(anziani, operatori ospedalieri, …). and rehabilitation. Rehabil Nurs. 2008 Jan-Feb; 33(1): 3-9.

Richiesta estratti: Dott.ssa Edda Capodoglio - IRCCS, Fondazione Salvatore Maugeri, Istituto Scientifico di Pavia, UO Neuro-
riabilitazione, Via Boezio 27100 Pavia, Italy.
G Ital Med Lav Erg 2010; 32:4, Suppl, 187-189 © PI-ME, Pavia 2010
http://gimle.fsm.it

A. Saade

Applicazioni operative di terapia occupazionale

Fondazione Salvatore Maugeri-IRCCS, servizio di Fisiatria Occupazionale ed Ergonomia, Istituto Scientifico di Pavia

RIASSUNTO. La Terapia Occupazionale (TO) è una


Introduzione
disciplina riabilitativa che ha come principale obbiettivo
il raggiungimento della massima autonomia possibile
e la più completa integrazione sociale, famigliare e lavorativa La Terapia Occupazionale (TO) è una disciplina riabi-
della persona disabile. litativa che ha come principale obbiettivo il raggiungi-
Nei soggetti con disabilità motoria conseguente ad infortunio mento della massima autonomia possibile e la più com-
sul lavoro, il programma rieducativo comprende una serie
pleta integrazione sociale, famigliare e lavorativa della
di interventi che mirano alla progressiva riacquisizione delle
capacità di svolgere la mansione lavorativa, compatibilmente persona disabile.
con le capacità motorie residue del lavoratore.Il lavoro illustra Nei soggetti con disabilità motoria conseguente ad
alcuni esempi relativi alle diverse fasi di cui si compone infortunio sul lavoro o a malattia professionale di natu-
il programma rieducativo specifico: dalle fasi iniziali ra muscolo-scheletrica il programma rieducativo deve
(con tecniche più prettamente cinesiterapiche) rivolte
comprendere una serie di interventi che mirano alla pro-
alla ripresa dell’articolarità e della forza muscolare, alle fasi
intermedie e finali (più tipicamente ergoterapiche) rivolte gressiva riacquisizione delle capacità di svolgere la
dapprima al recupero delle funzionalità di base: stringere, mansione lavorativa, compatibilmente con le capacità
tirare, spingere, sollevare, abbassare, portare, ecc., ed infine motorie residue del lavoratore. Per questi motivi sarà
al riallenamento del gesto lavorativo, allorché necessario con necessario implementare dei programmi rieducativi
l’addestramento a modalità compensatorie e/o allenamento
multiprofessionali, in particolare di Terapia occupazio-
all’uso di eventuali ausili.
nale, mirati a dapprima al recupero delle funzionalità di
Parole chiave: terapia occupazionale, autonomia, gesto base: stringere, tirare, spingere, sollevare, abbassare,
lavorativo. portare, ecc., ed infine al riallenamento del gesto lavo-
rativo, allorché necessario con l’addestramento a moda-
lità compensatorie e/o allenamento all’uso di eventuali
ABSTRACT. OPERATIVE APPLICATIONS OF OCCUPATIONAL THERAPY.
Occupational therapy is the branch of rehabilitation whose main ausili.
aim is to achieve maximum possible autonomy of the disabled
person and the most complete integration into society, family
and work. In subjects with motor disabilities following Scopo
an occupational injury, the re-education programme includes
a series of interventions aimed at progressive recovery
of the ability to carry out work tasks compatible with the Scopo del lavoro è la presentazione delle attività rie-
residual motor capacity of the worker.This article presents ducative, in particolare di terapia occupazionale, che ven-
some examples related to the different stages making up the gono svolte nell’ambito del servizio per la valutazione,
specific re-education programme: from the initial stages trattamento e reinserimento dei soggetti con esiti di trau-
(with more purely kinesiotherapeutic techniques) directed at
mi lavorativi o malattie professionali di natura muscolo-
recovering movements and muscle strength, to the intermediate
and final stages (more typically ergotherapeutic) directed first scheletrica.
at the recovery of basic functions (clasping, pulling, pushing,
lifting, lowering, carrying, etc.) and then, finally, retraining
of work movements, with the introduction of compensatory Materiali e metodi
methods and/or use of auxiliaries, when necessary.

La casistica sottoposta a trattamento rieducativo di te-


rapia occupazionale di questi primi 2 anni sperimentali di
collaborazione con INAIL era composta da circa 300 pa-
zienti: 220 maschi e 80 femmine, età media 44 anni (±12),
230 con esiti di infortunio e 70 con malattie professionali
di natura muscolo-scheletrica.
Le patologie maggiormente rappresentate sono sinte-
tizzate in fig. 1.
188 G Ital Med Lav Erg 2010; 32:4, Suppl
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Risultati

I risultati di questi primi 2 anni


di attività sono particolarmente in-
coraggianti in quanto abbiamo regi-
strato ottime performances sia nella
prestazione funzionale al termine
dei trattamenti, misurate mediante
una serie di indicatori specifici: sog-
gettivi, obiettivi e strumentali (forza,
velocità ed efficacia della presa pal-
mare e della presa fine, forza di sol-
levamento, di spinta, di tiro, velocità
e resistenza del cammino), sia nella
customer satisfaction dei pazienti
stessi (il 97% dei pazienti si è di-
chiarato molto o discretamente sod-
Figura 1. Patologie maggiormente rappresentate disfatto del programma effettuato).

I programmi rieducativi di terapia occupazionale ap-


plicati hanno come obiettivi principali:
– miglioramento delle attività motorie e del recupero
funzionale in pazienti con esiti non ancora stabilizzati
o con sequele importanti dal punto di vista del reinse-
rimento familiare, sociale e lavorativo.
– apprendimento di norme di economia articolare per la
corretta gestione di protesi o osteosintesi, onde evitare
sovraccarichi, usura, complicanze, rischio di mobiliz-
zazioni o lussazioni.
– trattamento volto alla minimizzazione di dolore e disa-
bilità ed alla riduzione dell’handicap.
– analisi, valutazione e affinamento delle capacità resi- Figura 2. Esempio di esiti di lesione della mano
due ai fini del reinserimento in ambito familiare, so-
ciale e lavorativo.
– miglioramento della qualità di vita.
La valutazione si compone di
– analisi della funzionalità della mano
– test di riproduzione lavorativa per arti superiori
– prove all’ergometro a braccia
– test di riproduzione lavorativa per tronco
– test di equilibrio e postura
– analisi della deambulazione
– analisi della postura di lavoro
Le prestazioni del percorso terapeutico-rieducativo
sono: Figura 3. Rieducazione delle sensibilità
– Recupero dei pre-requisiti di articolarità, elasticità,
forza e resistenza
– Recupero dell’autonomia personale
– Apprendimento di tecniche posturali corrette e correttive
– Allenamento aerobico strumentale
– Rieducazione della destrezza manuale e del gesto la-
vorativo
– Terapie manuali e terapie fisiche
– Interventi ergonomici di prevenzione
In particolare per queste attività concorrono in équipe
tutti gli operatori del servizio che hanno acquisito partico-
lare competenza ed esperienza in quest’ambito: Terapisti
Occupazionali, Fisioterapisti, Infermieri, Tecnici. Figura 4. Rieducazione della motricità fine
G Ital Med Lav Erg 2010; 32:4, Suppl 189
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sti soggetti con esiti di traumi lavorativi o malattie profes-


sionali di natura muscolo-scheletrica, spesso di giovane
età ed ansiosi per le loro sorti lavorative future. La realiz-
zazione di una sede dedicata a queste problematiche rende
altresì più appropriato e veloce l’intervento rieducativo,
anche se un’organizzazione siffatta consente per ora di ri-
spondere solo parzialmente alla domanda di intervento,
che è di una discreta consistenza.

Bibliografia

Saade A. La mobilità, il superamento delle barriere e la progettazione


dell’accessibilità. Atti Corso di aggiornamento ‘La presa in carico
globale della persona con lesione midollare’. Pavia, 8-9 giugno
2005.
Figura 5. Rieducazione del gesto funzionale Saade A. Esempi applicativi di terapia occupazionale. Atti 1° congresso
nazionale SIRAS, Pavia, 26-27 giugno 2006.
Saade A. La terapia occupazionale. Atti 3° congresso nazionale SIRAS,
Stresa (VB), 16-17 ottobre 2008.
Panigazzi M, Scafa F, Saade A, Capodaglio E, Candura SM, Bazzini G.
Conclusioni Innovazioni tecnologiche per un servizio multidisciplinare di riabili-
tazione in medicina del lavoro. Atti 4° congresso nazionale SIRAS,
Pavia, 26-27 novembre 2009.
Il modello di approccio multiprofessionale avviato Saade A, Quaccini C, Imarisio C, Balia G, Bazzini G. Neurolesione: tec-
permette un’ottimale integrazione fra tutte le competenze niche di intervento della terapia occupazionale. Il fisioterapista
necessarie ad una corretta e completa riabilitazione di que- 2010, 4: 71-78.

Richiesta estratti: Abdo Saade, Terapista Occupazionale - Fondazione Salvatore Maugeri-IRCCS, servizio di Fisiatria Occupazionale
ed Ergonomia, Istituto Scientifico di Pavia, Via Maugeri 10, 27100 Pavia, Italy.
G Ital Med Lav Erg 2010; 32:4, Suppl, 190-191 © PI-ME, Pavia 2010
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T.A. Moscato, D. Orlandini

L’applicazione della TO nell’amputato di arto superiore

Centro Protesi INAIL, Budrio

Se cerchiamo in un dizionario la definizione del voca-


RIASSUNTO. Dalla preistoria, sino ad arrivare all’uomo
bolo “mano” non troveremo solo una descrizione anato-
moderno, l’uso sempre più affinato della mano è stato
fondamentale per il progresso dell’umanità. La lista mica di questo organo ma anche verrà evidenziata la gran-
delle funzioni di questo arto prodigioso potrebbe occupare de rilevanza di questa parte del corpo per l’uomo. Il lin-
svariate pagine e questo dimostra l’enorme rilievo che riveste guaggio utilizza questo termine in un incredibile numero e
in tutte le nostre azioni; si potrebbe dire che esiste ben poco varietà di espressioni a riprova della grande importanza di
che l’uomo possa fare che non comporti l’uso delle mani.
quello che Galeno, grande medico dell’antichità, definì ef-
La mano offre spunti per un discorso quasi inesauribile e
rappresenta l’organo esecutore per eccellenza responsabile, ficacemente come lo “strumento degli strumenti”.
o compartecipe, della quasi totalità delle nostre azioni; Il termine mano può rivestire moltissimi significati,
è un organo di comunicazione ed uno strumento di benessere dal “chiedere la mano” intendendo una proposta di matri-
oltre ad essere principale depositaria di uno dei cinque sensi, monio, al “dare una mano” inteso come sostegno ed aiuto;
quello tattile. Da questo panorama si focalizzerà l’attenzione
si potrebbero riportare molte citazioni dove le mani stan-
sull’importanza che la mano ricopre all’interno della nostra
vita quotidiana e soprattutto, sulle difficoltà che no ad indicare azioni diverse come “giù le mani” per dire
inevitabilmente si incontrano quando si è costretti di non toccare e non appropriarsi; ”su le mani” per inti-
ad affrontare la vita senza di essa, anche se sostituendola mare la resa; “a mani giunte” in segno di preghiera e de-
con un ausilio ortopedico. Ecco il senso della Terapia vozione. “Lavarsene le mani” è invece un’espressione che
Occupazionale nell’ambito dell’amputato di arto superiore.
indica disinteresse e rifiuto di responsabilità: fu ricorren-
Parole chiave: terapia occupazionale, mano, amputato. do a questa metafora che Ponzio Pilato dichiarò di non vo-
lersi occupare di Gesù Cristo, portatogli davanti per esse-
re interrogato e giudicato.
ABSTRACT. THE USE OF OCCUPATIONAL THERAPY IN UPPER LIMB “Mordersi le mani” è invece un segno di rabbia, dolo-
AMPUTEES. Since pre-history until modern times, the ever more
re, pentimento; ed infine si può dichiarare di essere dispo-
refined use of the hand has been fundamental to the progress
of mankind. The list of functions of this incredible part of the sti a “mettere le mani sul fuoco” per una cosa, o per una
body would fill several pages and show its fundamental persona, quando si vuole garantirne la totale attendibilità.
importance in all our actions; in fact, there is very little that Tale espressione deriva dalla cosiddetta “prova del fuoco”
humans do that does not involve the use of the hands. The hand alla quale venivano sottoposte nel Medioevo, le persone di
offers points for unlimited dissertation and is the executive
cui si metteva in dubbio l’innocenza o l’onestà.
organ par excellence, carrying out directly or participating
in almost all our actions; it is an organ for communication and Salutare, giurare, riconciliarsi… e quante altre cose an-
an instrument of well-being as well as being the main site of one cora può compiere, ed esprimere, la mano. La lista delle
of the five senses: touch. On this background, attention will be funzioni di questo arto prodigioso potrebbe continuare per
focused on the importance that the hand plays in daily life and, svariate pagine e questo dimostra l’enorme rilievo che ri-
particularly, on the difficulties inevitably faced by people
veste in tutte le nostre azioni; si potrebbe dire che esiste
who are forced to live without a hand, even if replaced by
an orthopaedic prosthesis. This is the sense of occupational ben poco che l’uomo possa fare che non comporti l’uso
therapy in the context of upper limb amputees. delle mani.
Nel libro “L’uomo questo sconosciuto” Alexis Carrell,
chirurgo e filosofo francese dei primi del ’900, offre delle
svariate funzioni della mano una sintesi perfetta:” La ma-
no si adatta a tutti i lavori, dal più rozzo al più delicato. Ha
controllato con eguale abilità il coltello di pietra del cac-
ciatore primitivo, il martello del fabbro, l’accetta del le-
gnaiolo, l’aratro del contadino, la spada del cavaliere me-
dievale, gli strumenti sofisticati dell’aviatore moderno, il
pennello dell’artista, la penna del giornalista, i fili della
tessitrice. È capace di uccidere e di benedire, di rubare e di
dare, di spargere il grano sulla superficie dei campi e di
G Ital Med Lav Erg 2010; 32:4, Suppl 191
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lanciare granate nelle trincee”. L’uomo, con molta proba- Dalla preistoria, sino ad arrivare all’uomo moderno,
bilità, non avrebbe potuto dominare il mondo se non aves- l’uso sempre più affinato della mano è stato fondamentale
se potuto usare le mani. per il progresso dell’umanità. Fra tutte le discipline che
I Romani adottarono un sistema di numerazione a ba- hanno utilizzato l’abilità della mano emergono, natural-
se decimale i cui simboli, i cosiddetti «numeri romani», mente, quelle artistiche. Il messaggio dell’arte, che ac-
erano una modificazione dei simboli adoperati dagli Etru- compagna da sempre la vita dell’uomo, ne ha segnato il ri-
schi, gli antichi abitanti dell’Italia centrale, i quali si ispi- cordo, la perfezione, la bellezza, ma spesso anche le brut-
rarono, per la loro rappresentazione, alla forma delle mani ture, le imperfezioni ed i dolori.
e delle dita. I primi tre simboli della numerazione romana Nelle grotte dei nostri antenati troviamo mani rappre-
rappresentano una (I), due (II) o tre (III) dita distese della sentate a decine, nelle scene di caccia, nelle rappresenta-
mano, il cinque (V) ravvisa il disegno schematico della zioni della vita quotidiana, ecc. Ci sono infinite mani la-
mano aperta e il dieci (X) potrebbe essere la rappresenta- sciate a memoria della loro utilità, rappresentate con tec-
zione approssimativa di due mani aperte e congiunte, at- niche uguali dalla Siberia all’Australia, dal Sahara alla Pa-
traverso i polsi, in senso opposto. tagonia, all’Europa... Sono ricordi che arrivano da più di
In ebraico, la stessa parola, “iad”, significa sia mano 30.000 anni fa, mani che riaffiorano dal passato dipinte
che potenza. Nella tradizione religiosa di questo popolo la sulle pareti tra alci, bisonti, renne cavalli e mammut; sono
mano sinistra di Dio rappresenta la giustizia, mentre la de- mani impegnate in mille attività, a volte dalle dita ampu-
stra rappresenta la misericordia. tate, forse per ricordare, e fissare nel tempo, il dolore, co-
Nel Taoismo, sistema filosofico e religioso cinese, la me sostengono alcuni.
mano destra corrisponde all’azione e la sinistra alla sag- Come si vede la mano offre spunti per un discorso qua-
gezza. si inesauribile e rappresenta l’organo esecutore per eccel-
Per i Buddisti la mano chiusa è simbolo di segreto; la lenza responsabile, o compartecipe, della quasi totalità
mano aperta del Buddha vuol significare che la sua dottri- delle nostre azioni; è un organo di comunicazione ed uno
na non è tenuta segreta. Nella civiltà celtica, il simbolismo strumento di benessere oltre ad essere principale deposita-
della mano non è disgiunto da quello del braccio e ad es- ria di uno dei cinque sensi, quello tattile.
sa si attribuisce un valore magico: la destra è fonte di po- Da questo panorama “grandangolare” si focalizzerà
tere benefico, la sinistra di potere malefico. È per tale mo- l’attenzione sull’importanza che la mano ricopre all’inter-
tivo che al re Buada, personaggio di questa tradizione, non no della nostra vita quotidiana e soprattutto, sulle diffi-
fu più concesso di regnare dopo l’amputazione del braccio coltà che inevitabilmente si incontrano quando si è co-
destro perché gli rimanevano solo poteri sinistri. Nel Me- stretti ad affrontare la vita senza di essa, anche se sosti-
dioevo, il vassallo, spesso inginocchiato, a testa nuda e di- tuendola con un ausilio ortopedico.
sarmato, poneva le mani in quelle del suo sovrano, con Ecco il senso della Terapia Occupazionale nell’ambito
questo gesto di sottomissione e accettazione si suggellava dell’amputato di arto superiore.
l’impegno reciproco.
Qualcosa di analogo si ritrova nel gesto degli ordinan-
di che pongono le mani giunte tra quelle del Vescovo: in Bibliografia
tal modo consacrano la loro vita al servizio di Dio. Così
pure, le ultime parole di Cristo “alle tue mani, Signore, af- Bazzini G, Orlandini D, Moscato T.A., Nicita D, Panigazzi M. Tests of
fido il mio spirito”, suggellano la resa totale del Figlio al- hand functionality in upper limb amputation with prosthesis. G Ital
la volontà del Padre. Med Lav Ergon. 2007 Apr-Jun; 29(2): 203-9.

Richiesta estratti: Dott. T.A. Moscato - Centro protesi INAIL, Vigoroso di Budrio, 40054 Budrio (BO), Italy.
G Ital Med Lav Erg 2010; 32:4, Suppl, 192-194 © PI-ME, Pavia 2010
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M. Franceschini1, G. Felzani2, C. Marini3, M.C. Pagliacci4 a nome gruppo GISEM II*

Terapia Occupazionale e reinserimento lavorativo delle persone


con esiti di mielolesione (TSCI)

1 IRCCS San Raffaele-Pisana, Roma


2 San Raffaele Sulmona
3 Dip Medicina Interna e Sanità Pubblica, Università dell’Aquila
4 Unità Spinale Unipolare Ospedale Silvestrini, Perugia

* Gruppo Italiano Studio Epidemiologico Mielolesioni fase II (GISEM II)


Coordinatore: M Franceschini, Roma
Comitato Scientifico: M Agosti, S Aito, MG Celani, A Citterio, B Di Clemente, MC Pagliacci, L Spizzichino, MA Taricco, M Zampolini

CENTRI PARTECIPANTI:

REFERENTE CENTRO CITTÀ

Dr.ssa Ceravolo Clinica di Neuroriabilitazione Ancona


Dr. Nardulli Fond. Maugeri Cassano Murge - IRCCS Cassano Murge (BA)
Dr.Aito Unità Spinale CTO Firenze
Dr.ssa Cellotto Centro Riabilitazione “Villa Beretta” Costamasnaga (LC)
Dr.ssa Zucchi Sezione Mielolesi Magenta (MI)
Dr. Manera Unità Spinale Unipolare Osp. Niguarda Milano
Dr.ssa Bava Divisione Paraplegici CTO Milano
Dr.Ghislandi SRRF Ospedale di Bergamo Sez. Mozzo (BG)
Dr. Ortolani Servizio di Riabilitazione Ortopedica Padova
Dr.ssa Taricco Ospedale Casati Passirana di Rho (MI)
Dr.ssa Pistarini Fondaz. Maugeri-IRCCS Pavia
Dr. Bernardi Ospedale Villa Rosa - CRF Pergine Valsugana (TN)
Dr.ssa Pagliacci Unità Spinale Unipolare Osp. Silvestrini Perugia
Dr. Gatta SRRF - Ospedale S.M delle Croci Ravenna
Dr. Scivoletto IRCCS Santa Lucia Roma
Dr. Trigila Unità Spinale Unipolare CTO Roma
Dr. Occhi Unità Spinale Sondalo (SO)
Dr. Loria Unità Spinale Torino
Dr. Zampolini U.O di Riabil. Intensiva Neuromotoria Trevi (PG)
Dr. Di Benedetto Centro di Riabilitazione Trieste
Dr. Cordioli Reparto di RR Osp. Don Calabria - Negrar Verona
Dr.ssa Leucci UORRF Unità Spinale Osp. S. Bartolo Vicenza
Dr. Lotta Centro di R.R.F. Villanova d’Arda (PC)
Dr. Strazzabosco Istituto Riabilitazione Neuromotoria Mezzaselva, Roana (VI)

RIASSUNTO. L’obiettivo dello studio è stato di valutare


l’attività lavorativa in persone con TSCI 4 anni dopo l’evento
Introduzione
acuto e quali fattori sono correlati con un miglior outcome. Nel
Follow-up abbiamo intervistato 403 persone. Noi abbiamo L’occupazione è considerata nel campo della disabilità
registrato: lavoro attuale,motivo di non lavoro e le loro uno dei maggiori indicatori di autonomia, di integrazione1
correlazioni con i dati demografici, lo stato clinico ed altre e di qualità di vita più in generale (2); nello specifico del-
informazioni in nostro possesso alla dimissione. Il 51,4% delle
persone intervistate non lavorava, il 34,7% lavorava e il 7,2% la riabilitazione l’impiego in un’attività lavorativa o di
era studente. Tra i non lavoratori il 34% aveva subito un studio è visto come uno dei successi più importanti (3, 4)
incidente sul lavoro, il 31% non era stato in grado di trovare un Alcuni autori (5, 6) affermano che le persone paraplegi-
lavoro adatto a lui ed il 31% era pensionato. Il lavorare era che, in confronto a persone non disabili, sono più portate
correlato significativamente con l’età giovane, stato di single,
essere paraplegico ed in grado di guidare ed avere buona
a considerare l’occupazione come una fonte di soddisfa-
qualità di vita. La multivariata mostra predittori buon outcome: zione personale e di riconoscimento sociale. Molti studi
età giovane, guidare l’auto e una buona qualità della vita. hanno dato una percentuale dal 31 al 48% di persone che
rientrano al lavoro dopo mielolesione di origine traumati-
Parole chiave: terapia occupazionale,reinserimento lavorativo,
mielolesione. ca (TSCL). Molteplici sono i fattori che concorrono a fa-
vorire o limitare il ritorno al lavoro (7, 8).
G Ital Med Lav Erg 2010; 32:4, Suppl 193
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ABSTRACT. OCCUPATIONAL THERAPY AND RETURN TO WORK


Risultati
OF THE PEOPLE WITH TRAUMATIC SPINAL CORD INJURY (TSCI).
The aim of this study was to evaluate the employment condition
of persons with TSCI 4 years after discharge from rehabilitation Il campione è costituito per l’83.4% da maschi e per il
facilities, as well as the factors related to better outcome. In the 16.6% da femmine; per il 63% da persone con paraple-
follow-up we interviewed 403 persons. We recorded the following gia/paresi, mentre il 37% presentava una tetraplegia/pare-
variables: current employment status, causes of unemployment
si; le lesioni sono per il 51% complete dal punto d vista
and their correlation with demographic status, clinical status
and other information. In our results 51.4% of the interviewed motorio, e per il 49% incomplete (secondo la classifica-
persons were unemployed, 34.7% had a job and 7.2% were zione dell’American Spinal Injury Association). L’età me-
students. Among the unemployed persons 34% had suffered dia è di 41.9 anni.
an accident at work, 31% had been unable to find suitable La maggior parte degli intervistati (51,4%) non ha
work and 31% were retired. Employment significantly
un’occupazione, mentre il 42,1% degli intervistati riferi-
correlated with younger age, single status, being paraplegic,
being autonomous in bladder/bowel management, driving sce di essere occupato in attività lavorativa per il 34,7% e
a car and a better quality of life. In the multivariate analysis di studio per il 7,2%. La percentuale di soggetti per cui la
the factors predicting better outcome were younger age, ability situazione professionale è cambiata in seguito al trauma è
to drive and a better quality of life. del 47,1%; la maggior parte (40,4%) riporta come cam-
biamento la cessazione di un’occupazione precedente. Tra
i motivi della disoccupazione le persone intervistate ripor-
tano principalmente l’aver subito un infortunio sul lavoro
Lo scopo dello studio è indagare il reinserimento lavo- (34%), l’impossibilità di trovare un’occupazione adeguata
rativo e il ritorno a scuola in persone con mielolesione po- (31%) e il pensionamento (31%). Le persone che conti-
st-traumatica a quattro anni dalla dimissione. In questo la- nuano a lavorare riferiscono di aver dovuto modificare la
voro in particolare esporremo i dati preliminari riguardan- propria attività nel 70,4% dei casi: il cambiamento riguar-
ti la situazione lavorativa e di studio. da il tipo di lavoro (39,2%), l’orario (13,6%), o entrambe
le cose (14,4%). Diversamente i cambiamenti riportati da
chi continua a studiare riguardano il 48% dei casi e si trat-
Materiali e metodi ta nel 28% del passaggio all’università.
Il sostentamento economico ha come fonte principale
Hanno aderito allo studio 24 centri di riabilitazione e non il lavoro, ma la pensione d’invalidità (51,4%) e l’as-
unità spinali italiane (GISEM II), che precedentemente segno di accompagnamento (56,8%); il lavoro viene cita-
avevano partecipato ad uno studio epidemiologico pro- to dal 15,4% delle persone come ben retribuito e dal
spettico (GISEM). Lo studio di follow-up considera 608 19,6% come scarsamente retribuito.
pazienti mielolesi traumatici dimessi tra il 1997 ed il Confrontando i valori ottenuti nelle variabili osservate
1999 dal primo ricovero riabilitativo. Dopo un aggior- con il livello di lesione, troviamo che le persone con le-
namento dei dati demografici dei pazienti a cura dei cen- sione più bassa (paraplegia/paresi) differiscono in modo
tri di provenienza, le persone contattate tra quelle reclu- significativo (p<0,0001) dai quelle con lesione più alta (te-
tate, e delle quali è stato ottenuto il consenso al follow- traplegia/paresi) rispetto all’occupazione: il 45% delle
up, sono state intervistate. Il follow-up è stato eseguito persone con lesione dorso lombare non ha un’occupazio-
mediamente a 4 anni dall’evento acuto. Hanno risposto ne, mentre il 55% di loro riferisce di essere occupato in at-
al questionario telefonico 403 persone, 72 non hanno tività di studio (7%), lavoro (38%) o altro (7%); per le per-
dato il consenso, 36 sono decedute, 97 non sono state sone con lesione cervicale il 61% non ha un’occupazione,
trovate per cambio di domicilio. Le 511 persone recluta- mentre il 39% riferisce di essere occupati in studio (6%),
te al follow-up sono risultate omogenee alla popolazio- lavoro (27%) o altro (4%). Il confronto tra i due gruppi
ne iniziale di 608 soggetti (9). L’indagine è stata con- non comporta una differenza significativa nella variabile
dotta telefonicamente da una psicologa con un questio- “cambiamento di occupazione”.
nario strutturato, validato rispetto all’attendibilità con Rispetto al sostentamento economico le persone con
un’indagine pilota su un campione di persone mielolese. lesione più bassa differiscono significativamente da quelli
Il questionario è composto da 24 items in forma di do- con lesione più alta nella percentuale di chi usufruisce del-
mande chiuse e indaga i seguenti aspetti: dati demogra- l’assegno di accompagnamento (53% para vs 64% tetra;
fici, stato di salute, relazioni affettive, qualità della vita, p<0,05) e della pensione lavorativa (13% para vs 25% te-
autonomia, mobilità, occupazione e reintegrazione so- tra; p<0,005).
ciale (10). Nell’analisi multivariata non emergono come fattori
Lo studio della frequenza per le variabili disconti- fortemente significativi gli indicatori di gravità clinica,
nue e dicotomiche, e delle medie per le variabili conti- mentre si confermano fattori importanti nel predire il ri-
nue ha permesso di fare un’analisi descrittiva degli torno al lavoro o a scuola la minor età e la capacità di gui-
items indagati. dare l’auto. Emerge poi una stretta correlazione tra ritorno
È stata effettuata, inoltre, l’analisi univariata per la va- al lavoro e a scuola e buona sensazione soggettiva di qua-
riabile dipendente “occupazione” e “ritorno a scuola”. lità della vita, nel senso che il ritorno a scuola o al lavoro
Successivamente abbiamo proceduto con l’analisi multi- determina una migliore qualità della vita percepita sogget-
variata per le medesime variabili. tivamente.
194 G Ital Med Lav Erg 2010; 32:4, Suppl
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del reinserimento lavorativo, che diventa un obiettivo pri-


Discussione mario nella programmazione del percorso riabilitativo.

I dati tratti dal nostro studio relativi al tasso di disoc-


cupazione nei mielolesi sono paragonabili con quanto ri- Bibliografia
portato in altri lavori in letteratura. Franceschini et al (2)
in un lavoro italiano sui mielolesi a sei anni dal trauma tro- 1) Whiteneck G, Tate D, Charlifue S. Predicting community
vano che la percentuale di soggetti con un’occupazione è reintegration after spinal cord injury from demographic and injury
characteristics. Arch Phys Med Rehabil 1999; 80: 1485-1491.
del 40%; Lotta et al (11) in uno studio su persone con mie-
2) Franceschini M, Di Clemente B, Rampello A, Nora M, Spizzichino
lolesione ad almeno sei mesi dal trauma trovano una per- L. Longitudinal outcome 6 years after spinal cord injury. Spinal
centuale del 38%. In quest’ultimo lavoro si riscontra che il Cord 2003; 41: 280-285.
66% degli intervistati ha dovuto modificare la propria at- 3) Conroy L, McKenna K. Vocational outcome following spinal cord
tività, analogamente al 70% del nostro campione. injury. Spinal Cord 1999; 37: 624-633.
4) Krause JS, Anson CA. Employment after spinal cord injury: relation
I dati relativi al sostentamento economico mostrano
to selected participant characteristics. Arch Phys Med Rehabil 1996;
come il lavoro retribuito, seppure riferito dal 35% degli in- 77: 737-743.
tervistati non è considerato una fonte di reddito soddisfa- 5) Tomassen CD, Post MWM, Van Asbeck FWA. Return to work after
cente per più ella metà dei lavoratori. Anche in altri lavo- spinal cord injury. Spinal Cord 2000; 38: 51-55.
ri in letteratura (2, 3, 5, 7) si nota come la percentuale dei 6) Wehman P, Wilson K, Parent W, Sherron-Targett P, Mc Kinley W.
Employment satisfaction of individuals with spinal cord injury. Am
mielolesi con un’occupazione è di gran lunga maggiore ri-
J Phys Med Rehabil 2000; 79: 161-169.
spetto a quella di chi ha un lavoro retribuito, ad indicare 7) Krause JS, Terza JV. Injury and demographic factors predictive of
che la variabile occupazione non può essere considerata disparities in earnings after spinal cord injury. Arch Phys Med
un indicatore di indipendenza economica. Rehabil 2006;87: 1318-26
Questo dato è particolarmente significativo se conside- 8) Lidal IB, Hjeltnes N, Roislien J, Stanghelle JK, Biering-Sorensen F.
Disabil Rehabil 2009; 31: 2174-84
riamo che l’età media dei soggetti intervistati è di circa 42
9) MC Pagliacci, M Franceschini, B Di Clemente, M Agosti and L
anni e che la produttività nella nostra cultura è considera- Spizzichino A multicentre follow-up of clinical aspects of traumatic
ta un valore molto importante per l’affermazione di sé e spinal cord injury. Spinal Cord. 2007 Jun;45: 404-10.
per il riconoscimento sociale. L’analisi multivariata sug- 10) Franceschini M, Di Clemente B, Citterio A, Pagliacci MC.Follow-
gerisce come la capacità di guidare incide in maniera im- up in persons with traumatic spinal cord injury: questionnaire
reliability. Eur Med Phys 2006; 42: 211-18
portante sul reinserimento lavorativo, quindi il progetto
11) Lotta S, Nora M, Borselli M, Bocchi R, Nicolotti D. Family, vocational
riabilitativo dovrebbe includere l’addestramento all’uso di and social reintegration of spinal cord injured patients following
veicoli adeguatamente modificati. La stretta connessione discharge from a rehabilitation centre. Europa Medicophysica 1999;
tra occupazione e qualità della vita dimostra l’importanza 35: 49-59

Richiesta estratti: Dott. Marco Franceschini - San Raffaele Pisana-IRCCS, UO di Riabilitazione Neuromotoria, Via della Pisana 235,
Roma, Italy.