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Z E

E N
Nicola Comodo – Dipartimento Sanità Pubblica – Università degli Studi di Firenze

FIR
D I
A ’
S IT
E R
I V
U N
LA PREVENZIONE
CA
LI
B B
U
A ’P
I T
AN
S
T O
EN
Nicola Comodo

T IM Università degli Studi di Firenze

A R Dipartimento di Sanità Pubblica

IP
D
Completo stato di benessere fisico, psichico, sociale
Z E
E N
Nicola Comodo – Dipartimento Sanità Pubblica – Università degli Studi di Firenze

F IR
D I
A ’
normale stato di benessere SIT
preventiva
medicina

promozione
E R
I V
prevenz. primaria UN
A
esposizione
C
prevenz. secondariaBL
I
U B malattia
’ P
diagnosi precoce
T A
N I diagnosi complicanze, recidive
SA
clinica
medicina

terapia
T O
EN riabilitazione invalidità

I M assistenza terminale
RT
PA
D I Decesso
PREVENZIONE PROFILASSI E
Z
(m.non infettive) (m.infettive) EN
Nicola Comodo – Dipartimento Sanità Pubblica – Università degli Studi di Firenze

FIR
D I

Προφυλασσω:
A
Praevenio:
S ITprevengo
prevengo
V ER
I
UN
CA
INFEZIONI CAUSA DILMALATTIEI CRONICHE
B B
U
P pylori D Ulcera peptica
Helicobacter

A C virus D Cirrosi, cancro epatico
Hepatitis BIT
and
ANherpes virus 8 D Sarcoma di Kaposi
S
Human
T O D Cancro cervice, infez.respirat.ricorrenti, papillomatosi
Human papillomavirus
E N
M virus D Malattia linfoproliferativa post trapianto, linfoma B-cellule
Epstein-Barr
I
RT Coxsackie virus D Miocarditi
PA Streptococco B emolitico D Valvulopatie
D I
Prevenzione primaria (a livello eziologico):
Z E
Agire sui determinanti di salute per evitare o diminuire E N
Nicola Comodo – Dipartimento Sanità Pubblica – Università degli Studi di Firenze

l’esposizione o la probabilità di esposizione a fattori di malattia. FIR


D I
Si attua a livello del singolo e della comunità. ’
A
S IT
E R
Prevenzione secondaria (a livello patogenetico):I V
UN
Agire per evitare o limitare la progressione di processi
CA
patogenetici prima dell’instaurarsiL I della malattia.
Si attua a livello del singolo.B B
PU
A ’
I T
AN
S
c.d. Prevenzione T Oterziaria (a livello clinico-riabilitativo-sociale):
N
Agire perEevitare complicanze, recidive, invalidità
T IM
per far acquisire funzioni perdute
A R per reinserire i soggetti nella società (famiglia, lavoro,..)
IP
D
AMBIENTE FISICO
- ACQUA, ARIA, SUOLO PATRIMONIO GENETICO
Z E
- AMBIENTI DI VITA (IMMODIFICABILE ?)
E N
Nicola Comodo – Dipartimento Sanità Pubblica – Università degli Studi di Firenze

- AMBIENTI DI LAVORO…….
IN FA IR
D IF
TT
AMBIENTE BIOLOGICO
’ DVI O
I
- MICRORGANISMI
T A D RI
U
- VETTORI
S I A
ER
- PIANTE E ANIMALI LI
I I - UOMO ……….
I V
UN
R
O AR STILE DI VITA
T
T IT
A
F UN
AMBIENTE SOCIALE
CA - ABITUDINI VOLUTTUARIE

M O TA LI - CULTURALE
- ECONOMICOBL
I - ABITUDINI ALIMENTARI
- COMPORTAMENTI
O
C
I EN U B
- LAVORATIVO……….
M
B ’ P
A
T A CONDIZIONE:
N I - CULTURALE

SA
- ECONOMICA

T O -
-
SOCIALE
LAVORATIVA
EN SALUTE/MALATTIA
IM RELAZIONI
RT - AFFETTIVE
PA - SOCIALI
D I - FAMILIARI
Prevenzione primaria E
N Z
E
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I R
- informare, formare, educare I F
- se necessario, obbligare, proibire ’ D
- contrastare l’azione nell’ambiente di vita e di lavoro Idegli
A
T agenti
R S
eziologici e dei fattori di rischio E
V ambientali, culturali,
- favorire la realizzazione di favorevoli condizioni N I
sociali, economiche U
CA
- identificare i soggetti con comportamenti L I a rischio
- aumentare le resistenze e le difese B B individuali
PU
- favorire la realizzazione dei
A ’ “prerequisiti per la salute”
•la pace
I T
•un alloggio
AN
•l'educazione
S
•il cibo
•il reddito T
O
EN sicuro di vita
•un ambiente
•unIMecosistema stabile
R T
•risorse sostenibili
P A •giustizia sociale ed equità
DI
Agente eziologico: Z E
E’ necessario (sine qua non) per la comparsa della E N
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FIR
malattia
D I
A ’
S IT
Fattore di rischio: E R
Non è necessario per la comparsa della I Vmalattia; tuttavia
U N
l’esposizione ad esso aumenta laAprobabilità di comparsa
della malattia LIC
B B
PU
A ’
I T
N agenti eziologici o a fattori di rischio non
L’esposizioneSAad
T O condizione sufficiente per la comparsa di
costituisce
EN malattia
I M
R T
PA
DI
Epatite virale B E
N Z
E
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FIR
caratteristiche HBV Situazione D I
immunitaria
A ’
S IT
ER
inoculazione accidentale
di HBV I V
UN
A vaccinazione
L
uso strumenti non steriliIC
B B precedente infezione
PU
A ’
I T
impreparazione distrazione obbligo di legge
AN
S
livello formazioneTO organizzazione lavoro intervento educazione sanit.
EN
T IM prestazioni
livello
A R situazione economica
P
DI situazione sociale organizzazione servizi sanitari
Infarto miocardico E
N Z
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F IR
occlusione coronarie I miocardico
predisposizione tessuto
D
deficit circolo collaterale A ’
S IT
aterosclerosi E R
I V
U N fumo di sigarette
ipertensioneA
iperlipidemia
LIC
B B ereditarietà
U
obesità A ’P
I T
N
eccessi dietetici
SA
tipo di personalità

TO
EN
mancanza di attività fisica stimoli sociali

T IM livello culturale
A R
situazione economica
P
DI attività lavorativa
Prevenzione secondaria E
NZ
E
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FIR
- si attua nel periodo di latenza o incubazione
D I
- è di fondamentale importanza quando:
A ’
- è fallita o mancata la prevenzione primaria S IT
E R
- non esiste prevenzione primaria efficace e/o attuabile
I V
UN
CA
LI
B B
I programmi di screening PU per la prevenzione secondaria
A ’
I T
NScreening = vaglio, separazione
SA
T O sani con elementi di
E N sani
avvenuta esposizione
malati asintomatici
T IM
A R
IP (diagnosi precoce)
D Prevenzione Prevenzione
primaria secondaria Terapia
Z E
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I R
I programmi di screening: requisiti I F
D
’ di screening
- rilevanza sociale (diffusione o gravità) della patologia oggettoT A
S I
- disponibilità trattamenti efficaci
E R
I V
- disponibilità di servizi di 2° livello per approfondimento diagnostico
UN
- esistenza di uno stadio pre-clinico individuabile
C
- disponibilità di un test attuabile e a rischioA accettabile
LI
B
- accettabilità del test da parte della popolazione
B
PU
- definizione di parametri di normalità
A ’
- rapporto favorevole costi benefici
I T
- attuazione continuativa
ANdel programma
S
T O
EN
T IM
A R
IP
D
Z E
Cosa è la sanità pubblica E N
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FIR
D I
A ’
La sanità pubblica è la scienza e l’arte di
S IT
9 prevenire le malattie, ER
V
9 prolungare la vita I
UN
9 promuovere salute fisica e mentale ed efficienza
C Aper
I
attraverso sforzi organizzati della comunità
L
9 migliorare le condizioni igieniche
B B dell’ambiente,
9 controllare le infezioni ed PU
educare l’individuo ai principi dell’igiene
A ’
personale,
I T
AN
9 organizzare il servizio medico ed infermieristico per la diagnosi
S
O
precoce e il trattamento preventivo delle malattie,
T organizzazioni sociali che assicurino ad ogni individuo
9 sviluppare
N
E
M
dellaIcomunità uno standard di vita adeguato per il mantenimento della
A RT
salute
P
DI C.E.A Winslow, 1920
Z E
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Nicola Comodo – Dipartimento Sanità Pubblica – Università degli Studi di Firenze

FIR
D I
definizione di Sanità Pubblica: (OMS, A ’ 1996)
S IT
E R
insieme degli “sforzi organizzati della I V società per
U N
sviluppare politiche per la salute A pubblica, la
I C
prevenzione delle malattie, B Lla promozione della salute
U B
e per favorire l’equità ’ Psociale nell’ambito di uno
T A
I
sviluppo sostenibile”.
N
SA
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T IM
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IP
D
SANITA’ PUBBLICA E
NZ
Compiti di: E
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PREVISIONE
D I
A ’
Valutazioni di
ALLERTA S IT
Pericolo
PREVENZIONE E R
e di Sistemi e
I V
Rischio modalità N
Primaria Secondaria
U
Valutazione in
d’allerta
C A
Collettiva Individuale
termini di Tra sicurezza LI Interventi su CONTROLLO
Probabilità e B B agenti eziologici su
allarme tardivoPU fattori di rischio fonti d’infezione,
A ’ concause serbatoi,
Uso di
I
Ministero TSalute agenti fisici,
Modelli matematici N
SA ASL
Regioni Riduzione chimici,
O
T Dipart.Prevenz.
morbosità e sue
conseguenze
biologici

E N Protez.Civile Eradicazione
T IM Volontariato malattie infettive
A R Privati
IP PROMOZIONE DELLA SALUTE
D Salute come risorsa di vita quotidiana