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Matteo Menzato

ARMONIZZAZIONE SCALA MAGGIORE, MINORE MELODICA,


MINORE ARMONICA

MAGGIORE
Struttura 1+T+2+T+3+S+4+T+5+T+6+T+7+S+1
Grado I II III IV V VI VII
Accordo maj7 m7 m7 maj7 7 m7 
MINORE ARMONICA
Struttura 1+T+2+S+3+T+4+T+5+S+6+(T+S)+7+S+1
Grado I II III IV V VI VII
Accordo m/maj7  maj7/#5 m7 7 maj7 
MINORE MELODICA
Struttura 1+T+2+S+3+T+4+T+5+T+6+T+7+S+1
Grado I II III IV V VI VII
Accordo m/maj7 m7 maj7/#5 7 7  

Questo modello è utile per analizzare la struttura armonica e il possibile sviluppo di un brano
musicale tonale. La musica tonale è ogni tipo di musica organizzata attorno ad un suono centrale, o
"tonica" ed è tipico della musica classica fino al 1900 e della musica leggera del XX secolo.
In musica, un'ottava è l'intervallo tra una nota musicale ed un'altra, con lo stesso nome, la cui
frequenza in Hertz è doppia. L'orecchio umano tende a sentire due note separate da un'ottava come
se fossero "uguali". Nella musica occidentale l’ottava è divisa in dodici suoni con uguale distanza
l’uno dall’altro chiamati semitoni. Due semitoni formano un tono. La musica tonale è organizzata
su scale con precise strutture. Partendo da qualunque nota seguendo la struttura di toni (T) e
semitoni(S) che separano i sette gradi delle scale otteniamo una precisa tonalità che parte da una
nota e arriva ad un’altra con distanza un’ottava, dopodichè la struttura si ripete.Il primo grado di
queste scale è chiamato tonica. Con le note di ogni scala è possibile formare delle strutture
armoniche (accordi), sovrapponendo simultaneamente più suoni. Le sigle che classificano l’accordo
identificano delle precise strutture di quattro suoni sovrapposti. Ogni accordo è formato da suoni
con predefinite distanze l’uno dall’altro. Sigle uguali identificano accordi con stessa struttura, anche
se ad un grado diverso della scala. In base all’accordo che si utilizza quindi è possibile identificare
la tonalità e vista la polivalenza di alcuni di questi il possibile sviluppo di un brano musicale. Ad es.
un accordo m7 può essere sia un II,III oppure un VI di una scala maggiore un IV di un’armonica o
il II di una melodica, quindi è possibile utilizzare diverse scale sullo stesso accordo. Se avessi un
re/m7 ( re minore settima ) potrebbe essere un II grado quindi utilizzare la scala di do maggiore, un
III quindi la scala di si bemolle maggiore , un VI quindi la tonalità sarebbe di fa maggiore, e così
via. Questo schema permette perciò data una struttura armonica prevedere quali saranno le possibili
tonalità e i possibili sviluppi sia armonici che melodici. Tuttavia questa è una semplificazione,
prima di tutto l’armonizzazione dello schema non è la sola possibile; possono essere aumentati o
diminuiti i suoni sovrapposti , le distanze tra le note di un accordo possono essere diverse da quelle
usate e nonostante ciò si continuerebbe a parlare di musica tonale. Spesso i compositori non
utilizzano accordi con forma base oppure creano melodie sovrapposte. Inoltre non viene presa in
considerazione la possibilità di modulare gli accordi ( cambiare struttura) che è sempre tipico della
musica tonale.
Matteo Menzato