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IL LIBRO BIANCO

SULLA TELEVISIONE
DIGITALE TERRESTRE
il libro bianco
sulla televisione
digitale terrestre

indice del volume


SINTESI p.170 2.2.6.2 DVB-T interferito da TV analogica p.170
2.2.6.3 TV analogica interferita da DVB-T p.170
REQUISITI DEL SERVIZIO 2.2.7 Probabilità di copertura
DI TELEVISIONE DIGITALE TERRESTRE p.170 e fattore di correzione delle località p.170
2.2.7.1 Fattore di correzione
1.1 FUNZIONI, APPLICAZIONI, SERVIZI p.170 delle località e della propagazione p.170
2.2.7.2 Metodi statistici approssimati
1.1.1 EPG e Navigatore p.170 di composizione dei campi. p.170
1.1.1.1 Benefici p.170 2.2.8 Percentuale di tempo interferenze p.170
1.1.1.2 Costi p.170 2.2.9 Pianificazione SFN p.170
1.1.2 Super TELETEXT p.170 2.2.9.1 Scelta finestra temporale
1.1.2.1 Benefici p.170 nel ricevitore p.170
1.1.2.2 Costi p.170 2.2.10 Esempi di modi operativi
1.1.3 Sottotitoli p.170 per l’analisi di copertura p.170
1.1.3.1 Benefici p.170 2.2.10.1 Ricezione fissa, rete SFN e MFN
1.1.3.2 Costi p.170 (alta priorità) p.170
1.1.4 Aspetto dell’immagine (16:9 ; 4:3) p.170 2.2.10.2 Rete MFN p.170
1.1.4.1 Benefici p.170 2.2.10.3 Rete SFN p.170
1.1.4.2 Costi p.170 2.2.10.4 Ricezione portatile indoor, rete MFN p.170
1.1.5 Audio p.170 2.2.10.5 Ricezione mobile, rete MFN p.170
1.1.5.1 Servizi multilingu p.170
1.1.5.2 Programmi multicanale (surround) p.170 MODELLO NAZIONALE
1.1.5.3 Home Theatre p.170 DI PREVISIONE DI CAMPO p.170
1.1.5.4 Benefici p.170
2 1.1.5.5 Costi p.170 2.3.1 Definizione di “Modello nazionale” p.170
1.1.6 Servizi interattivi 2.3.2 Limiti del Modello nazionale p.170
senza canale di ritorno p.170 2.3.3 Coordinamento internazionale p.170
1.1.6.1 Benefici p.170 2.3.4 Definizione dei parametri
1.1.6.2 Costi p.170 di propagazione p.170
1.1.7 Servizi interattivi p.170 2.3.5 Caratterizzazione del segnale utile p.170
con canale di ritorno. p.170 2.3.6 Caratterizzazione
1.1.7.1 Benefici p.170 del segnale interferente p.170
1.1.7.2 Costi p.170 2.3.7 Database geo-morfologico
2.3.8 Algoritmo di calcolo
PIANIFICAZIONE dell’attenuazione. Finalità p.170
DELLA RETE DI DIFFUSIONE p.170 2.3.8.1 Flusso dell’algoritmo. p.170
2.3.9 Rettificazione del profilo terrestre p.170
2.1.1 Parametri tecnici p.170 2.3.10 Calcolo dell’attenuazione
2.1.2 Modello nazionale per la previsione da diffrazione p.170
di campo elettromagnetico p.170 2.3.11 Interpolazione dei valori
2.1.3 Metodologia di pianificazione, del data-base geo-morfologico p.170
scenari, tipologie di servizio e
di rete. Principali risultati p.170 SCENARI DI PIANIFICAZIONE p.170

DEFINIZIONE DEI PARAMETRI p.170 2.4.1 Introduzione p.170


2.4.2 Parametri tecnici p.170
2.2.1 Modo operativo p.170 2.4.2.1 Condizioni di ricezione p.170
2.2.1.1 Modulazione/codifica di canale p.170 2.4.2.2 Qualità del servizio p.170
2.2.1.2 Numero portanti 2.4.2.3 Finestra di guardia del ricevitore p.170
e intervallo di guardia (Tg) p.170 2.4.2.4 Previsione di campo
2.2.2 Tipologia di ricezione p.170 elettromagnetico e modello
2.2.3 Tipo Antenna p.170 digitale del territorio p.170
2.2.3.1 Perdita di feeder p.170 2.4.3 Metodologia di pianificazione p.170
2.2.4 Tipologia di rete p.170 2.4.4 Scenari esaminati p.170
2.2.5 Prestazioni in presenza 2.4.5 Risultati p.170
di rumore gaussiano p.170
2.2.5.1 C/N richiesto p.170 PIANO DIGITALE A REGIME p.170
2.2.5.2 Margine di implementazione p.170
2.2.5.3 Cifra di rumore del tuner p.170 2.5.1 Determinazione del numero
2.2.6 Rapporti di protezione di programmi nazionali e locali p.170
dalle interferenze co-canale p.170 2.5.1.1 Scenario SFN + MFN a 4 frequenze p.170
2.2.6.1 DVB-T interferito da DVB-T p.170 2.5.1.2 Scenario SFN + 2-SFN p.170
2.5.1.3 Scenario SFN + 3-SFN p.170 ANALISI DEI COSTI p.170
2.5.1.4 Utilizzo dei 4 canali resi DEL RICEVITORE DIGITALE
disponibili dal Piano Analogico p.170
GLI SCENARI OPERATIVI
ARCHITETTURA E COMPONENTI PER L’AVVIO E LO SVILUPPO p.170
DI COSTI DELLA RETE DTT IN ITALIA p.170 DELLA TELEVISIONE DIGITALE

ARCHITETTURA DELLA IL PIANO DIGITALE:


RETE DTT ITALIANA MODELLI DI RETE E NUMERO p.170
p.170 DI PROGRAMMI DIGITALI
3.1.1 Elementi regolamentari p.170
3.1.2 Il modello di architettura di rete p.170 5.1.1 Modelli di rete p.170
3.1.2.1 Il playout p.170 5.1.2 Numero di programmi digitali
3.1.2.2 La rete di distribuzione p.170 p.170
3.1.2.3 Note sulle reti di diffusione p.170 GLI SCENARI DI TRANSIZIONE
3.1.2.4 Le reti SFN p.170
3.1.2.5 Le reti MFN p.170 5.2.1 Scenario A: liberazione dei canali p.170
3.2 ?????????? p.170 previsti dal PNAF.
3.2.1 Introduzione p.170 5.2.2 Scenario B: trasformazione
3.2.2 Le tipologie di impianto p.170 progressiva dei canali analogici p.170
3.2.3 Gli impianti centralizzati p.170 in canali digitali.
3.2.4 Conclusioni p.170 p.170
CONCLUSIONI
IL TERMINALE D’UTENTE p.170
E L’INTERATTIVITÀ Fase di transizione p.170 3
p.170 Situazione a regime p.170
COMPONENTI DI COSTO Glossario
p.170
3.4.1 Premessa
3.4.2 Costi di apparecchiature p.170 APPENDICE 1.
e impianti professionali LO SVILUPPO DELLA DTT
3.4.3 Costo degli impianti di utente p.170 IN EUROPA E NEL MONDO p.170
p.170
CONSIDERAZIONE SULLO STANDARD APPENDICE 2.
DEL RICEVITORE-DECODIFICATORE QUALITA’ DEL SERVIZIO
INTEGRATO PER LA FRUIZIONE DEI E AMPIEZZA IN COPERTURA
SERVIZI DI TELEVISIONE DIGITALE p.170 NEGLI SCENARI DI PIANO:
TABELLE NUMERICHE p.170
IL CONCETTO DI DECODER UNICO p.170
APPENDICE 3.
4.1.1 Il caso spagnolo p.170 ANALISI TECNICO ECONOMICA
DEL RICEVITORE-DECODIFICATORE
ITALIA: SIMULCRYPT O MULTICRYPT p.170 INTEGRATO (IRD) DIGITALE p.170

4.2.1 La regolamentazione della fornitura APPENDICE 4


di sistemi e servizi di accesso SCENARI DI TRANSIZIONE AL DIGITALE p.170
condizionato e della piattaforma
multimediale domestica in Europa p.170 APPENDICE 5
4.2.2 Un sistema di normativa a due livelli p.170 LISTA PARTECIPANTI p.170

INDICE DELLE TABELLE antenna direttiva a 10 m (s.l.m), con discriminazione


d’antenna e di polarizzazione.
Tabella 2-1 Guadagni d’antenna per ricezione fissa Tabella 3-1 Costi attuali di apparati professionali -(Valori in EURO )
Tabella 2-2 Guadagni d’antenna per ricezione portatile e mobile Tabella 3-2 Costo del Playout nazionale per reti SFN (Valori in Euro)
Tabella 2-3 Perdita di feeder per ricezione fissa Tabella 3-3 Stima dei costi per famiglia dei sistemi riceventi
Tabella 2-4 C/N richiesto per avere BER = 2E-4 dopo Viterbi
Tabella 2-5 Rapporti di protezione co-canale, DVB-Tinterferito DVB-T
Tabella 2-6 Rapporti di Protezione co-canale. DVB-Tinterferito PAL INDICE DELLE FIGURE
Tabella 2-7 Rapporti di Protezione: PAL interferito DVB-T
Tabella 2-8 Fattore di correzione delle località Figura 3-3-1 Macromodello di riferimento
Tabella 2-9 Scenari di rete esaminati nelle simulazioni di copertura Figura 3-2 Schema generale del playout
digitale per ricezione “fissa”, modulazione 64 QAM, Figura 3-3 Modello del sistema di diffusione con rete SFN
8K portanti, FEC=2/3, Tg=Tu/4 (SFN) e Tg=Tu/32 (MFN), Figura 3-4 Modello del sistema per la diffusione con reti MFN
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digitale terrestre

Sintesi
INTRODUZIONE grande formato (dagli schermi 16:9 a quelli
piatti a grandi dimensioni). Inoltre il broad-

L
a trasmissione digitale costituisce caster può usare le risorse di trasmissione
una tappa di capitale importanza con maggior flessibilità: in una determinata
nello sviluppo tecnologico dei siste- area di copertura può ridurre il numero di
mi televisivi. Essa rappresenta il passaggio programmi trasmessi, privilegiando una mi-
essenziale verso la convergenza di infor- gliore qualità delle immagini, da diffondere
matica e telecomunicazioni e consente di eventualmente anche in alta definizione.
trasformare l’apparecchio televisivo in una • l’offerta di una serie di servizi aggiun-
piattaforma per lo sviluppo dei servizi inte- tivi di tipo interattivo accessibili tramite il
rattivi, che si aggiungono così alla funzione televisore. L'adattatore digitale (detto in se-
tradizionale di diffusione circolare dei se- guito: set-top-box) da applicare al normale
gnali. All'origine delle attività europee in televisore, o il televisore digitale integrato
questo campo c’è il progetto Digital Video nelle versioni più evolute, hanno capacità di
Broadcasting (DVB) promosso dalla Com- memoria e di elaborazione tali da trattare e
4
missione europea allo scopo di definire immagazzinare le informazioni: l’utente le
standard comuni. Il progetto, cui hanno può acquisire in forma interattiva semplice-
partecipato 170 società coinvolte nei diversi mente collegando l'apparecchio alla linea
settori dell'industria televisiva, ha raggiunto telefonica domestica. Ciò significa che an-
l'obiettivo di stabilire un unico standard con- che nelle case prive di personal computer
diviso su scala europea per le trasmissioni sarà possibile accedere all'insieme dei ser-
televisive digitali via satellite (DVB-S), via vizi associati a Internet. Attraverso il televi-
cavo (DVB-C) e via terra (DVB-T). Questi sore i servizi interattivi potranno essere uti-
standard sono stati ora adottati anche dal lizzati da soli o abbinati alle trasmissioni te-
Giappone e da altri paesi non europei. levisive per arricchire i programmi di infor-
mazione a richiesta.
I vantaggi dello standard digitale si riassu- • la progressiva sostituzione degli attua-
mono in tre principali ordini di fattori: li mezzi analogici di produzione, trasmis-
sione e ricezione televisiva con una nuova
• il potenziamento del servizio televisivo generazione di mezzi digitali. Sul fronte del-
in termini di quantità e di qualità. A parità la produzione dei contenuti televisivi il pro-
di frequenze utilizzate per le reti televisive cesso di sostituzione è in corso già da qual-
analogiche, il numero dei programmi digita- che tempo. Sul fronte degli apparati e delle
li irradiabili potrebbe quadruplicarsi o quin- reti di trasmissione i mezzi satellitari si sono
tuplicarsi. La trasmissione digitale offre una aggiornati con grande rapidità per diventare
migliore qualità delle immagini e dei suoni e oggi il supporto più usato per la televisione
permette di utilizzare schermi televisivi di digitale. È lecito supporre che nell'arco dei
prossimi 10-15 anni, nella maggiorparte dei pertura geografica molto ampia, non circo-
paesi europei, le reti di trasmissione televi- scrivibile su scala regionale.
siva, via terra, via cavo o via satellite, sa-
ranno completamente digitali. Sotto il profilo strettamente economico le
trasmissioni digitali terrestri rappresentano
La televisione digitale può essere trasmes- una risorsa per lo Stato, i consumatori e l’in-
sa via satellite, via cavo e via etere terre- dustria dei prodotti elettronici di largo con-
stre. Ciascun supporto ha caratteri propri sumo.
che si riflettono in specifici vantaggi e limiti. Nel decidere il passaggio alle trasmissioni
La diffusione analogica televisiva terrestre digitali terrestri il Governo genera effetti
assicura da tempo in Europa una copertu- economici di lungo termine. Vengono infatti
ra capillare del territorio, essendo dispo- poste le condizioni per un uso più efficiente
nibile nella quasi totalità (oltre il 95%) delle dello spettro hertziano, con la liberazione di
abitazioni tramite antenne poco costose e una parte delle frequenze da destinare, se-
semplici da installare. Essa presenta quindi condo le scelte, a ulteriori canali televisivi
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potenzialità superiori rispetto a quelle offer- terrestri, ad altri servizi diffusivi (data broad-
te dalla televisione via cavo e via satellite e casting) o di telecomunicazione (servizi in-
rappresenta la soluzione ottimale per chi terattivi mobili) o da ripartire tra le diverse
voglia diffondere programmi in un numero funzioni.
elevato di famiglie e voglia perseguire, an- I vantaggi del digitale terrestre, tuttavia, so-
che con il digitale, quegli obiettivi di servizio no innegabili anche per i consumatori e l’in-
universale che da sempre in Europa hanno dustria. I consumatori non solo disporranno,
caratterizzato l’attività televisiva. sul televisore domestico e senza significati-
vi aggravi di spesa, di una assai più ampia
Le reti terrestri presentano tuttavia altri van- gamma di programmi fra i quali scegliere,
taggi essenziali, quali: ma potranno anche compiere da casa ope-
razioni che oggi richiedono l’utilizzo del
• la portabilità del servizio, la possibilità computer o implicano spostamenti in luoghi
cioè, di ricevere i programmi ovunque, gra- specifici (e-commerce, home banking, per-
zie a un'antenna mobile, senza predisporre sino adempimenti amministrativi). Per le at-
punti di allacciamento alla rete in ognuno tività svolte attraverso i servizi interattivi che
dei luoghi deputati, anche temporaneamen- passano per il televisore, vi sarà dunque
te, al consumo televisivo. una drastica riduzione dei costi di transazio-
• la regionalità. Il territorio regionale è trop- ne (home banking, e-finance) e di informa-
po esteso per essere coperto capillarmente zione (e-commerce).
da una rete di trasmissione via cavo a costi Per l’industria elettronica di largo consumo
non elevati, laddove il satellite ha una co- si apriranno ottime prospettive, determinate
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sulla televisione
digitale terrestre

Sintesi
dal necessario rinnovo degli apparecchi te- • un’offerta di programmi e servizi più am-
levisivi e dalla maggiore produzione di set- pia e meglio rispondente alle richieste del
top-box. pubblico;
In una fase transitoria, i consumatori che non • un incremento dei consumi e degli introiti
vorranno sostituire il proprio apparecchio do- dell’industria produttrice (in ambito software
vranno aggiungere al televisore tradizionale e hardware);
una "scatola" esterna, il set-top box, in grado • l’accelerazione alla diffusione, presso il
di convertire i segnali analogici in segnali di- grande pubblico, dell’uso di Internet e dei
gitali. La tecnologia contenuta in tali appara- servizi interattivi sofisticati;
ti, la cui produzione già in alcuni Paesi ha da- • un impulso all’adozione di nuove tecnologie
to vita a un autonomo e fiorente segmento e relativi guadagni di posizione nella compe-
produttivo, può essere può o meno comples- tizione internazionale.
sa: in alcuni casi i set-top-box possono con-
vertire i segnali trasmessi da una sola piat-
taforma di trasmissione, in altri sono compa- ISTITUZIONE E ORGANIZZAZIONE
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tibili con due o più piattaforme, in altri ancora DEL COMITATO PER LO SVILUPPO
possono fornire l'accesso non solo ai canali DEI SISTEMI DIGITALI
televisivi digitali, ma anche a vari servizi di ti-

I
po interattivo. Questa evoluzione è partico- l presente Libro Bianco costituisce il re-
larmente rilevante per l’industria italiana che, soconto dell’attività del Comitato per lo
nell’ultimo quindicennio, ha vissuto una fase sviluppo dei sistemi digitali, istituito con
di progressivo declino. delibera n. 77/98 del 25 novembre 1998 del
In futuro le componenti elettroniche necessa- Consiglio dell’Autorità per le garanzie nelle
rie a ricevere le trasmissioni digitali saranno comunicazioni, allo scopo di definire obiettivi,
incorporate nel televisore che diventerà in tal condizioni e modalità di sviluppo in Italia del-
modo un apparato integrato per la ricezione la tecnologia digitale nel campo della ra-
di servizi digitali domestici. Già oggi si regi- diofonia, della televisione e della multimedia-
stra un aumento nella produzione di televiso- lità. La creazione del Comitato si inscrive nel
ri digitali con funzioni interattive e una netta quadro di una più ampia attività di studio,
diminuazione dei prezzi. promozione, sviluppo e integrazione delle
comunicazioni e dei servizi multimediali, de-
I vantaggi di sistema derivanti dalla rapi- mandata all’Autorità dalla legge istitutiva, la
da adozione della televisione digitale ter- n. 249 del 31 luglio 1997.
restre sono dunque: Il Libro Bianco vuol essere punto di partenza
di una verifica e di un approfondimento - con-
• l’uso efficiente delle risorse frequenziali de- dotti nel rispetto delle esigenze e dell’espe-
stinate alla diffusione terrestre; rienza specifica delle parti interessate - volti
a individuare le migliori soluzioni legislative, fine di coordinare e armonizzare i risultati dei
tecniche e commerciali per il successo del di- gruppi A, B, C,D. art 2 comma 9 .
gitale in Italia. La prima riunione del Comitato per lo svilup-
Ai lavori del Comitato, presieduto dal Presi- po dei sistemi digitali si è tenuta il 22 febbraio
dente dell’Autorità Enzo Cheli, hanno parte- 1999; il Comitato ha chiuso i propri lavori il 18
cipato i Commissari dell’Autorità Mario Lari, Maggio 2000.
in qualità di vice Presidente operativo, Anto-
nio Pilati, Silvio Traversa, tre rappresentanti
del Ministero delle Comunicazioni, di cui uno ANALISI RELATIVA ALL’INTRODUZIONE
dell'Istituto superiore delle comunicazioni e E ALLO SVILUPPO DELLA TELEVISIONE
delle tecnologie dell'informazione e le impre- DIGITALE TERRESTRE IN ITALIA
se, diverse associazioni di categoria e alcuni

N
istituti di ricerca attivi nel settore delle comu- elle pagine che seguono sono
nicazioni. esposti in sintesi i risultati conse-
Il Comitato ha suddiviso la propria attività in guiti dal Comitato per lo sviluppo
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quattro aree di studio, assegnate ad altret- dei sistemi digitali attraverso i vari Gruppi di
tanti gruppi di lavoro. studio.
Obiettivo di tali pagine è quello di sottolinea-
Al Gruppo di studio A è stato assegnato il re gli aspetti che potranno maggiormente
compito di definire gli standard di qualità dei caratterizzare il processo di digitalizzazione
programmi televisivi trasmessi, il numero dei del sistema televisivo italiano e i problemi
canali audio associati al video e le risorse ne- che ne potranno derivare. Per descrizioni e
cessarie per lo sviluppo della convergenza e considerazioni più approfondite si rimanda ai
della multimedialità. capitoli successivi. Si sottolinea comunque
Il Gruppo di studio B è stato incaricato di de- che i diversi scenari prospettati hanno valore
finire la struttura e il numero delle reti VHF e essenzialmente ricognitivo e solo in parte
UHF e il numero di programmi irradiabili. propositivo. Infatti, la competenza delle scel-
Il Gruppo di studio C ha avuto il duplice com- te e degli indirizzi generali da adottare in
pito di definire lo standard del decoder e i re- questo campo è, in primo luogo, del Parla-
lativi costi e di analizzare le problematiche in- mento e del Governo.
dustriali relative agli impianti trasmittenti, di
collegamento e di multiplexaggio. Servizi e applicazioni
Al Gruppo di studio D è stato assegnato l’in-
carico di formulare proposte operative, di in- Gli standard digitali, sviluppati in seno al
dicare modalità e costi per l’avvio e lo svilup- Consorzio europeo DVB e ratificati dall’ET-
po della televisione digitale terrestre. SI (European Telecommunications Stan-
Il Gruppo di studio E, infine, è stato istituito al dard Institute), offrono nuove opportunità
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sulla televisione
digitale terrestre

Sintesi
per i fornitori dei servizi, i gestori di rete e sel) che vengono memorizzati nel ricevito-
l’industria del settore, in un mercato caratte- re e utilizzati successivamente da parte
rizzato dalla convergenza fra radiodiffusio- dell’utente.
ne, telecomunicazioni e information techno- L’interattività con canale di ritorno risulta
logy. Gli standard DVB forniscono la solu- fondamentale per promuovere lo sviluppo di
zione globale alla domanda crescente di nuovi servizi di specifico interesse per il sin-
nuovi servizi generalisti e tematici, free-to- golo utente. Ne sono un esempio la pay-tv
air e a pagamento, multimediali e interattivi e la pay per view, l’acquisto di prodotti e di
e consentono un sensibile miglioramento servizi tramite televisore e così via.
della qualità del servizio. L’accesso ad Internet tramite televisore of-
fre all’utente tutte le potenzialità offerte da
I nuovi servizi resi disponibili possono esse- un personal computer. Il ricevitore-decodifi-
re suddivisi in tre classi: catore integrato diventerà nel tempo un ter-
• enhanced broadcasting; minale d’utente multimediale e rappresen-
• televisione interattiva; terà uno degli elementi propulsivi della co-
8
• accesso a Internet. siddetta “nuova economia”.

L’enhanced broadcasting si caratterizza per: Grazie alle sue molteplici potenzialità, la te-
levisione digitale terrestre (T-DVB), lanciata
• il formato delle immagini in 16:9 (HDTV – in Gran Bretagna nell’autunno 1998 ed at-
High Definition Television), particolarmente tualmente in fase pre-operativa in Svezia e
adatto alla visione di film ed eventi sportivi; in Spagna, è destinata a diventare, nel me-
• l’audio con qualità CD (Compact Disk) e la dio e lungo termine, la forza trainante di un
possibilità di avere più canali audio per un mercato di massa di portata europea, in
programma multilingue; grado di soddisfare le richieste d’accesso,
• l’EPG (Electronic Programme Guide), in da parte degli utenti, sia ai servizi informati-
grado di fornire informazioni sulla program- vi di base sia ai servizi promossi dal merca-
mazione aggiornate in tempo reale. to della comunicazione. Punti di forza della
• il super-Teletext, che può fornire contenuti nuova televisione saranno infatti la facilità e
graficamente arricchiti, immagini, ipertesti, l’economicità di ricezione e l’“universalità”
clip audio e video, ecc. del servizio offerto, prevalentemente rivolto
La televisione interattiva consente una “in- al grande pubblico. Essa potrà inoltre inte-
terattività locale” e una “interattività con ca- grare e completare l’offerta dei canali satel-
nale di ritorno”. litari e via cavo e rispondere alle esigenze
dei servizi nazionali e locali.
L’interattività locale consiste nella tra- La capacità trasmissiva di una rete DVB-T
smissione ciclica di contenuti (data carou- consente un sostanziale aumento dell’offer-
ta: da 4 a 5 programmi digitali al posto di un motivo il Comitato non si è limitato a esami-
programma analogico, a seconda della con- nare il cosiddetto “scenario di piano” che fa
figurazione adottata nel servizio operativo. Il riferimento al PNAF, ma ha considerato an-
miglioramento sostanziale della qualità di ri- che altre ipotesi meno “ortodosse” allo sco-
cezione con apparati portatili e la possibilità po di confrontare i risultati. Nelle pagine che
di servire anche l’utenza mobile rappresen- seguono si fa riferimento allo “scenario di
tano altri fattori premianti. Inoltre, a diffe- piano” che meglio risponde ai criteri di pia-
renza di quanto accade per la televisione di- nificazione stabiliti nella legge 249/97. In
gitale via satellite o via cavo, la ricezione dei particolare siti, potenze e diagrammi di an-
servizi DVB-T è compatibile con gli attuali tenna sono gli stessi inseriti nel PNAF.
sistemi di ricezione condominiali a costi
marginali per l’utente. La tecnologia digitale consente di pianificare
reti che utilizzano la stessa frequenza per tut-
ti gli impianti trasmittenti che le compongono
MODELLI DI RETE E NUMERO (reti SFN – Single Frequency Network) e re-
9
DEI PROGRAMMI IRRADIABILI ti che richiedono, invece, più frequenze, di-
verse l’una dall’altra, per la loro realizzazione
Modelli di rete (reti MFN – Multiple Frequency Network). Le
analisi condotte hanno messo in evidenza la

L
a tipologia e la struttura delle reti di- possibilità di realizzare reti miste MFN-SFN
gitali terrestri sono state studiate te- (reti k-SFN), ossia reti MFN estese local-
nendo conto della necessità di loca- mente con reti SFN costituite da pochi im-
lizzare gli impianti in siti comuni che do- pianti, che permettono di servire una mag-
vranno essere di norma coincidenti con giore porzione di territorio e di popolazione,
quelli individuati dal Piano Nazionale di As- con un incremento limitato del numero degli
segnazione delle Frequenze per la radiodif- impianti.
fusione terrestre della televisione analogica
(PNAF). I vari tipi di reti devono rispondere Le reti per il servizio nazionale e locale sono
alle esigenze dei diversi tipi di servizio, na- pertanto:
zionale o locale, cui sono destinate, defi-
nendo le soluzioni ottimali in termini di uso • reti SFN
efficiente dello spettro e di territorio e popo- • reti MFN
lazione serviti e tenendo presente le esi- • reti k-SFN
genze di tutto il sistema radiotelevisivo nel-
la sua complessa articolazione e nel suo Tali reti si distinguono anche per la capacità
prevedibile sviluppo, soprattutto sotto il pro- di trasmissione, minore per le reti SFN ri-
filo dell’offerta di nuovi servizi. Per questo spetto alle reti MFN. Ciò comporta che le re-
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digitale terrestre

Sintesi
ti SFN possono, rispetto alle reti MFN, tra- e sub-provinciale, corrispondenti alle reti
smettere un minore numero di programmi o MFN per le quali il numero delle frequenze
lo stesso numero di programmi, ma di peg- da utilizzare è risultato pari a 4.
giore qualità. L’espressione “reti pianificate a livello na-
Si deve poi considerare che le reti pianifi- zionale” non fa riferimento all’emittenza a
cate a livello nazionale possono essere o carattere nazionale, bensì a una modalità
meno decomponibili in reti a livello regiona- di pianificazione degli impianti da utilizzare
le, provinciale o sub-provinciale, laddove sia per l’emittenza nazionale sia per l’emit-
per reti sub-provinciali si intendono quelle tenza locale.
reti che servono parzialmente il territorio di
una provincia (coincidente, al limite, con Numero dei programmi irradiabili
l’area servita da un solo trasmettitore). Poi-
ché su ogni rete possono essere trasmessi Come è noto, i criteri dettati dalla normati-
più programmi e servizi (almeno 4 pro- va vigente per la pianificazione delle fre-
grammi oltre ai servizi), le reti pianificate a quenze prevedono:
livello nazionale non decomponibili sono
rappresentate dalle reti SFN: per ragioni • l’equivalenza, nei limiti delle compatibilità
tecniche, infatti, il loro buon funzionamen- tecniche e in termini di copertura del terri-
to richiede che i segnali trasmessi (pro- torio, di tutte le emittenti in ambito nazio-
grammi e altri servizi) da ogni singolo im- nale e locale;
pianto siano gli stessi. • la riserva di 1/3 dei canali in favore del-
l’emittenza locale.
I modelli di rete individuabili nel contesto Sulla base dei criteri enunciati e tenendo
italiano sono dunque: presenti le caratteristiche tecniche specifi-
che di ciascun modello di rete, sono stati
• reti pianificate a livello nazionale non de- elaborati alcuni esempi al fine di determi-
componibili a livello regionale, provinciale, nare il numero di programmi digitali che
o sub-provinciale, coincidenti con il model- possono rendersi disponibili a livello nazio-
lo SFN; nale e locale sulla base delle seguenti ipo-
• reti pianificate a livello nazionale decom- tesi:
ponibili a livello regionale o pluriprovincia- • le reti considerate sono tutte quelle piani-
le, pianificabili con il sistema k-SFN, dove ficate a livello nazionale, siano esse de-
k rappresenta il numero delle frequenze componibili in reti locali o meno;
utilizzate (nei casi esaminati 2 o 3 fre- • le reti locali risultano dalla suddivisione
quenze); delle reti pianificate a livello nazionale de-
a) reti pianificate a livello nazionale de- componibili in reti regionali o provinciali o
componibili a livello regionale, provinciale sub-provinciali;
• il numero di programmi per rete è pari a 4 SFN a copertura nazionale per un totale di
(supponendo che tale sia la capacità del 3 multiplex e 12 programmi nazionali.
multiplex);
Negli esempi di calcolo del numero dei pro- Altre soluzioni in grado di rispondere alle
grammi non vengono considerate le reti esigenze di uso efficiente dello spettro e di
provinciali e sub-provinciali. massimizzazione del numero dei program-
I risultati degli esempi di cui si è detto si ri- mi, nel rispetto dei criteri di ripartizione tra
feriscono alla “situazione a regime”, cioè al emittenti nazionali e locali, sono date dai
momento in cui il sistema televisivo è inte- due seguenti esempi di combinazione di
ramente digitale. In tale situazione si può modelli di rete:
ipotizzare, a solo titolo di esempio teorico e
con le necessarie riserve, che tutte le 55 • la combinazione di reti nazionali SFN e
frequenze assegnate alla radiodiffusione MFN. Essa consente la realizzazione di 19
televisiva siano dedicate alla radiodiffusio- reti nazionali SFN e 9 reti nazionali MFN. I
ne digitale. Come esempi estremi di scar- programmi irradiabili per ogni bacino regio-
11
sa o nessuna rilevanza pratica, si è imma- nale o provinciale, risultano pari a 112, di
ginato di: cui 76 assegnabili all’emittenza nazionale
e 36 all’emittenza locale.
• utilizzare le 55 frequenze disponibili per • la combinazione di reti nazionali SFN e 3-
la realizzazione di reti SFN pianificate a li- SFN. Le reti nazionali realizzabili sono 33,
vello nazionale (non decomponibili in reti di cui 22 di tipo SFN e 11 di tipo MFN. I pro-
locali); grammi irradiabili per ogni bacino regiona-
• utilizzare le 55 frequenze disponibili per le sono 132, di cui 88 riservati all’emitten-
la realizzazione del maggior numero tecni- za nazionale e 44 assegnabili all’emittenza
camente possibile di reti MFN pianificate a locale.
livello nazionale (decomponibili in reti loca-
Nella tabella seguente si riassumono i risultati
li). degli esempi considerati.
N. programmi ricevibili in ciascuna regione
N. N.
TIPO multiplex multiplex programmi programmi Totale
Nel caso a) le reti a copertura nazionale DIRETE (reti SFN) (reti MFN nazionali regionali programmi
o k-SFN) (a) (b) per regione
(a+b)
realizzabili sono 55 per un totale di 55 mul-
tiplex e di 220 programmi nazionali. RETI SFN 55 - 220 - 220

Nel caso b) sono possibili 13 reti nazionali RETI MFN 3 13 40 24 64


MFN per un totale di 13 multiplex e 52 pro-
RETI SFN
grammi nazionali. Inoltre, con le 3 frequen- +
RETI MFN 19 9 76 36 112
ze residue non utilizzabili per un’ulteriore
rete MFN (ne sarebbero necessarie 4) si RETI SFN
+
3-SFN 22 11 88 44 132
può ipotizzare di realizzare 3 reti nazionali
il libro bianco
sulla televisione
digitale terrestre

Sintesi
Come si evince dalla tabella, la ripartizione nella prospettiva della “convergenza” ormai
dei programmi tra nazionali e locali risultan- in atto nei sistemi di comunicazione. Il Pia-
te dagli esempi teorici descritti non è equili- no, tra l’altro, dovrà essere inserito e armo-
brata, essendo eccessivamente alto il nu- nizzato con il piano di Stoccolma, la cui re-
mero dei primi. Si potrebbe, quindi, pensa- visione è prevista per il 2005.
re di variare opportunamente tale ripartizio- La maggior parte delle associazioni delle
ne in favore dell’emittenza locale. Se si con- emittenti locali non condivide l’ipotesi se-
sidera il caso con modelli di rete SFN+MFN, condo la quale le emittenti a carattere na-
per esempio, è ipotizzabile l’uso di 4 reti zionale possono offrire servizi differenziati
SFN in meno per realizzare una rete MFN in ambito locale. Si ritiene infatti che, anche
in più. In questo caso si avrebbero per cia- per la trasmissione di servizi, debbano va-
scuna regione 60 programmi nazionali e 40 lere le stesse norme previste per i program-
programmi regionali per un totale di 100 mi televisivi e la pubblicità. La normativa di
programmi. settore non prevede la possibilità per le reti
nazionali private di effettuare trasmissioni
12
Per chiarezza espositiva è bene sottolinea- differenziate a livello regionale, provinciale
re che gli esempi riportati si identificano con o subprovinciale, mentre prevede la possi-
schemi che, per la loro rigidità, sono pura- bilità di emissioni regionali differenziate per
mente teorici. Essi presuppongono infatti le reti della concessionaria pubblica nei li-
che tutte le reti nazionali siano del tipo SFN miti fissati dal contratto di servizio – art. 15,
da assegnare ai concessionari che operano comma 15 della legge 223/90 -. In ogni ca-
in ambito nazionale. Se tali concessionari so è vietata la differenziazione delle tra-
intendessero fornire servizi (diversi dai pro- smissioni pubblicitarie da parte delle reti na-
grammi televisivi in chiaro, teletext incluso) zionali, art. 8, comma 10 della legge
anche a carattere locale, ciò potrebbe es- 223/90.Tali norme sono finalizzate a garan-
sere fatto solo con reti decomponibili local- tire nei vari ambiti territoriali il ruolo riserva-
mente che utilizzano più di una frequenza. to all’emittenza locale.
Inoltre non si è tenuto conto di altri aspetti,
come le norme relative agli accordi sull’uso La maggior parte delle associazioni delle
delle frequenze in zone di confine. Ne con- emittenti locali ritiene pertanto opportuno
segue che il numero complessivo di reti, che i servizi offerti dalle reti nazionali deb-
multiplex e programmi può risultare inferio- bano essere identici per l’intero territorio
re a quello indicato negli esempi. nazionale.
Da quanto esposto risulta evidente che l’e- Il Comitato ricorda a tale proposito che la
laborazione del piano digitale effettivo do- concessionaria pubblica, nei limiti previsti dal
vrà tener conto, oltre che degli aspetti tec- contratto di servizio, potrà trasmettere servi-
nici, anche dell’offerta dei diversi servizi, zi differenziati anche in ambito regionale.
IL RICEVITORE-DECODIFICATORE prattutto a una ricca offerta di programmi in
INTEGRATO E I SISTEMI RICEVENTI chiaro ed a pagamento;
DI UTENTE • il mercato della televisione digitale terre-
stre, che farà il suo debutto commerciale in
Il ricevitore-decodificatore integrato Italia non prima del prossimo anno.
Nella fase di avviamento del servizio, se-

P
er i ricevitori-decodificatori integrati il condo il Comitato, è necessario prevedere
Comitato ha studiato alcune soluzioni una normativa il più possibile aperta, capa-
tecniche e di regolamentazione in li- ce di favorire il servizio stesso senza osta-
nea col dettato della legge (la n. 78 del 29 colare le molteplici possibilità offerte dalla
marzo 1999). Le raccomandazioni tecniche rapida evoluzione tecnologica e in grado di
sono state formulate sulla base di un’analisi dare stabilità al sistema.
del “modello funzionale” del decoder e sulla
base di previsioni sui costi di produzione e Usufruire dei servizi di televisione digitale
sui prezzi al consumatore dei decoder digita- con un decoder unico può significare:
13
li. Gran parte delle considerazioni di seguito • ricevere con lo stesso decoder le offerte
riportate sono state recepite dalla recente dei differenti operatori sia in chiaro sia crip-
delibera 216/00 che l’Autorità per le garanzie tate;
nelle comunicazioni ha emanato il 5 aprile • ricevere con lo stesso decoder le offerte
scorso, dopo aver ottenuto il parere positivo di televisione digitale (in chiaro e criptate)
delle Commmissione europea e del Ministe- su differenti mezzi trasmissivi (cavo, satel-
ro delle comunicazioni. lite, terrestre).
Il modello funzionale del ricevitore-decodifi- La prima interpretazione è quella che al
catore e le considerazioni economiche sono momento riveste maggior rilevanza com-
esposte in dettaglio all’appendice 3 del Libro. merciale, essendo l’offerta dei servizi di te-
levisione digitale attualmente limitata al sa-
Il decoder unico tellite o al cavo. Anche se ancora non sono
disponibili moduli multistandard per riceve-
La possibilità per gli utenti di fruire del re con lo stesso decoder la televisione di-
maggior numero di offerte di servizi di tele- gitale terrestre, via cavo e via satellite, è le-
visione numerica tramite un decoder unico cito prevedere che il decoder terrestre, con
si confronta con due realtà di mercato che l’aggiunta di opportuni moduli, sarà com-
presentano una dinamica differente: patibile con la ricezione via satellite e/o via
cavo. Si ritiene tuttavia, in considerazione
• il mercato della televisione via satellite e dell’elevato costo e dell’attuale assenza
via cavo che sperimenta un notevole incre- sul mercato di questi moduli, che tale rice-
mento nella vendita dei decoder, grazie so- zione multistandard debba per ora rimane-
il libro bianco
sulla televisione
digitale terrestre

Sintesi
re opzionale. attualmente due tecniche distinte, così co-
La ricezione delle offerte dei differenti ope- me stabilite dal DVB:
ratori di pay-tv dovrebbe, in un decoder
unico ideale, essere possibile semplice- SIMULCRYPT : nella sua forma più sempli-
mente tramite l’attivazione dell’apposita ce consiste nel trasmettere la stessa offer-
smart-card, in maniera del tutto simile a ta digitale criptata con differenti sistemi
quanto accade nei servizi di telefonia mo- d’accesso condizionato. A differenza di
bile GSM (Global Standard for Mobile Te- quanto comunemente ritenuto, il simulcrypt
lephony). Il principale ostacolo a questa non richiede un accordo fra operatori, ma
modalità di funzionamento, alla base del un semplice accordo di licenza fra i fornito-
sistema Eurocrypt, è costituito dal fatto che ri dei sistemi d’accesso condizionato utiliz-
tutti i sistemi d’accesso condizionato oggi zati e il broadcaster. Accordi più complessi
esistenti in Europa sono proprietari, e ciò possono avvenire per ragioni d’opportunità
essenzialmente in ragione del dilagare del commerciale, (come ad esempio la condivi-
fenomeno delle smart-card illecite. La sicu- sione della stessa smart-card che dà all’ab-
14
rezza del sistema di criptaggio è d’altronde bonato accesso a servizi differenti).
condizione essenziale per il successo
commerciale di un operatore di televisione MULTICRYPT : consiste nell’avere nel de-
a pagamento. La normativa europea vi- coder uno o più slot ad interfaccia comune
gente fissa nell’algoritmo comune europeo in grado di ospitare un modulo d’accesso
il sistema obbligatorio di descrambling per condizionato fornito da un altro provider. Il
tutti i ricevitori, ma lascia piena libertà ai modello multicrypt è per il momento scar-
fornitori di sistemi di accesso condizionato samente applicato. Sul totale dei ricevitori
di elaborare algoritmi proprietari per la pro- circolanti in Europa, solo una minima parte
tezione delle chiavi di accesso. La stessa ha uno slot d’interfaccia comune, mentre in
normativa tuttavia obbliga i depositari di al- Italia non sono disponibili sul mercato. Si
goritmi proprietari di accesso condizionato potrebbe tuttavia valutare l’opportunità di
a fornire, su licenza, la tecnologia a condi- inserire il multicrypt sul mercato della tele-
zioni eque e non discriminatorie. visione digitale terrestre. Nel caso di televi-
sore con decoder integrato la slot ad inter-
I sistemi simulcrypt e multicrypt faccia comune è obbligatoria per legge ed il
Comitato raccomanda che tutti i set-top-
Anche nel caso di decoder proprietario, box utilizzati per servizi di televisione digi-
dunque, la tecnologia deve essere acces- tale terrestre a pagamento siano dotati di
sibile a tutti coloro che ne facciano richie- almeno una slot di tale tipo.
sta. Per consentire all’utente di abbonarsi Anche se non deve essere sottovalutata
alle offerte di differenti providers esistono l’importanza del multicrypt, il simulcrypt
rappresenta indubbiamente, a breve termi- successo nella commercializzazione dei
ne, la soluzione meno onerosa in relazione servizi di televisione digitale è quello basato
allo sviluppo del mercato satellitare e al nu- su una forte integrazione verticale, in cui il
mero assai rilevante di decoder circolanti. fornitore di contenuti (broadcaster) appartie-
Al di là di una normativa di garanzia, tutta- ne allo stesso gruppo o ha forti legami com-
via, il successo commerciale dipende in pri- merciali o di proprietà con il fornitore di ser-
mo luogo dagli accordi commerciali fra gli vizi trasmissivi (trasmissione e multiplex) e
operatori. Pur essendo tecnicamente pos- col fornitore servizi di accesso condizionato
sibile, per esempio, che ogni operatore pro- (gestione abbonati e controllo smart- card),
duca le proprie smart-card, per evitare costi giungendo addirittura a controllare pure la
aggiuntivi e complicazioni agli utenti, è au- distribuzione e il noleggio dei decoder pro-
spicabile che la fruizione delle differenti of- prietari.
ferte avvenga con un’unica smart-card con- La maggioranza dei decoder circolanti in Ita-
divisa dagli operatori. Per tutelare l’indipen- lia sono a noleggio. Il successo del modello
denza di ogni operatore è indispensabile verticale è dovuto al fatto che l’operatore,
15
che tale condivisione sia basata su accordi avendo potere di mercato su tutta la catena
commerciali liberamente stabiliti. del valore, riesce a ottimizzare i costi e evita-
re esternalità negative commesse alla perdi-
Il mercato e la regolamentazione ta del controllo sulle smart-card o sui dati de-
gli abbonati. Il consumatore, dal canto suo,
Nel regolare il mercato della pay-tv in Euro- percepisce il noleggio come mezzo per ab-
pa le autorità nazionali stanno cercando di battere la barriera d’ingresso costituita dal
promuovere un mercato orizzontale di appa- costo del ricevitore e come una scelta in gra-
rati e servizi basati sulla televisione digitale. do di tutelarlo dalla rapida obsolescenza de-
Si riconosce ad esempio che il decoder digi- gli apparati.
tale può essere utilizzato per servizi non te- La direttiva 95/47, fulcro della regolamenta-
levisivi e in particolare per servizi legati al zione europea in materia di accesso condi-
mondo Internet, quali ad esempio il commer- zionato, ha introdotto i principi di separa-
cio elettronico o i servizi multimediali interat- zione contabile e di condizioni eque e non-
tivi. Sviluppare servizi e applicazioni con discriminatorie per la fornitura dei sistemi di
standard mutuati da Internet e sostenibili dai accesso e ha imposto l’indicazione separa-
decoder digitali può essere un’attività acces- ta del prezzo del servizio e del canone di
sibile anche alla piccola e media impresa e locazione del ricevitore (se offerto a noleg-
come tale rappresentare una grande occa- gio). A partire da queste norme, gli enti re-
sione di sviluppo e di creazione di nuove op- golatori nazionali hanno tratto una serie di
portunità di lavoro nel nostro paese. linee-guida nell’attribuzione dei costi e nel-
Peraltro il modello che al momento ha più le tipologie di licenza (multiplex, accesso
il libro bianco
sulla televisione
digitale terrestre

Sintesi
condizionato, per esempio). Oftel, nel disci- tools a costi ragionevoli.
plinare costi e tipologie di licenze ha detta- È prevedibile che, nel medio-lungo periodo,
to anche alcuni principi relativi alla riparti- sarà possibile realizzare un decoder com-
zione delle spese dei ricevitori a noleggio patibile con le differenti offerte, svincolando
fra fornitore di accesso condizionato e così definitivamente la piattaforma hardwa-
broadcaster. re dal fornitore di servizio. Il DVB sta pro-
Già oggi la normativa italiana prevede che gredendo nella definizione del concetto
le società operanti nel mercato dei servizi della Multimedia Home Platform (MHP) che
di televisione numerica a pagamento che rappresenterà un decisivo passo verso la
utilizzino sistemi proprietari debbano forni- definizione di un decoder aperto, anche se
re assistenza alle terze parti (tipicamente la comparsa sul mercato di prodotti DVB
emittenti in chiaro o società che forniscono MHP a basso costo (inferiore a 500 Euro)
servizi multimediali) che ne facciano richie- non è ipotizzabile prima del 2002-2003.
sta. In particolare, gli operatori che tra- Inoltre gli standard aperti (HTML – Hyper
smettono ai ricevitori una EPG unica, basa- Text Mark-up Language e XML) legati al
16
ta su dati proprietari, compatibilmente con mondo Internet potranno divenire parte del
la capacità del mezzo trasmissivo utilizza- software residente, garantendo così ulterio-
to, dovrebbero offrire a a tutte le emittenti re compatibilità con le applicazioni multi-
interessate, a condizioni eque, non discri- mediali. Per raggiungere l’ obbietivo finale
minatorie ed orientate ai costi sostenuti, la di API aperte e standardizzazate è dunque
possibilità di inserire la propria programma- opportuno adottare un approccio evoultivo
zione. Poiché l’ EPG rappresenta una for- considerando, per il momento, forme di
ma di editoria eletttronica, sarebbe bene la- compatibilità’ basate su sistemi totalmente
sciare all’operatore la libertà di scelta della proprietari o semi-proprietari. Il DVB MHP
linea editoriale. Gli operatori verticalmente sarà d’altra parte in grado di garantire la
integrati e/o i fornitori che distribuiscono compatibilità con un vasto numero di le-
decoder associati alla loro offerta dovreb- gacy systems.
bero assistere le parti terze (a condizioni
economiche eque, non discriminatorie ed L’esperienza degli altri paesi europei, in
orientate ai costi attribuibili alla fornitura di particolare di Regno Unito, Scandinavia e
assistenza e di software) a sviluppare ap- Spagna, dimostra che l’approccio alla stan-
plicazioni basate su sistemi operativi e API dardizzazione del decoder deve essere af-
(Application Programme Interface) proprie- frontato su due piani differenti:
tarie. Dovrebbero inoltre alternativamente
includere nel software di sistema del deco- • l’azione normativa: in un mercato in con-
der elementi basati su standard aperti per i tinua evoluzione come quello della televi-
quali siano facilmente reperibili authoring sione digitale, ci si deve limitare a norme
minime che favoriscano lo sviluppo proteg- standardizzato a livello europeo per i servi-
gendo l’interesse dei consumatori senza zi avanzati multimediali interattivi.
soffocare l’innovazione tecnologica.
Secondo quanto elaborato dal Comitato
• gli accordi volontari fra operatori e co- per i sistemi digitali la normativa minima
struttori: è un approccio molto diffuso nel per tutti i prodotti deve contenere:
mondo dell’information technology e sta
guadagnando sempre più favori nell’ambito • norme obbligatorie derivate dagli starn-
delle telecomunicazioni e della radiodiffu- dard DVB che regolano trasmissione ed
sione. Nel Regno Unito, le principali carat- elaborazione dei segnali;
teristiche tecniche del decoder sono state • norme relative alle interfacce che garanti -
individuate da un gruppo per la promozione scono la compatibilità con le norme inter-
e la diffusione della televisione digitale, co- nazionali;
stituito su base puramente volontaristica. In • norme che tengano conto delle peculiari-
Scandinavia il gruppo Nordig, formato da ta’ del mercato italiano (come la necessità,
17
tutti gli attori del settore, sta elaborando le per i decoder terrestri, di sintonizzare i ca-
norme Nordig I e Nordig II per un decodifi- nali VHF (banda III, canali da 7 MHz) e
catore aperto per cavo, satellite e digitale UHF (bande IV e V, canali da 8 MHz) e di
terrestre. Sia nel Regno Unito sia in Scan- operare sia in modalità “2k” sia in modalità
dinavia i gruppi hanno carattere informale e “8k” per favorire lo sviluppo di reti MFN e
sono aperti a tutti gli interessati. Le delibe- SFN);
razioni adottare hanno il peso di “impegno • norme che garantiscano la compatibilità
morale” fra le parti, ma nessun valore lega- con la televisione analogica (con riguardo
le. Anche in Italia, la costituzione di un ta- al trattamento del segnale Teletext e alla
volo digitale permanente su base esclusi- passthrough RF per i decoder terrestri, per
vamente volontaristica potrebbe essere uti- esempio).
le allo scopo di elaborare e garantire il ri- • norme che garantiscano una navigazione
spetto delle specifiche adottate, che costi- basata sui dati SI DVB obbligatori e su altri
tuiranno la base per l’autoregolamentazio- ritenuti essenziali.
ne del settore. Il Gruppo C, del quale fanno
parte tutti gli operatori e i soggetti interes- Le norme sopraelencate hanno trovato
sati allo sviluppo del settore, potrebbe co- espressa previsione nella delibera 216/00
stituirne il nucleo fondante. A partire dalle del 5 aprile scorso. Nell’ottica di un’evolu-
norme obbligatorie, il gruppo di autoregola- zione della normativa internazionale e di
mentazione potrà elaborare regole tecni- un’analisi approfondita dei risultati della
che e promuovere liberi accordi in vista sperimentazione, il provvedimento dell’Au-
dell’ adozione di un sistema di API aperto e torità ha previsto anche la revisione, entro
il libro bianco
sulla televisione
digitale terrestre

Sintesi
18 mesi dall’adozione, della normativa tec- Per questa fase sono state avanzate le se-
nica applicabile ai ricevitori digitali terrestri. guenti ipotesi:
• percorso definito: avvio e sviluppo della
Adeguamenti degli impianti fase di transizione in base al Piano naziona-
riceventi di utente le di assegnazione delle frequenze per la ra-
diodiffusione televisiva analogica (PNAF),
L’introduzione della radiodiffusione televisiva così come elaborato e approvato dall’Auto-
terrestre in tecnologia digitale potrebbe cau- rità secondo le indicazioni della legge n.
sare qualche problema agli attuali utenti del 249/97. Questa ipotesi è praticabile se la da-
servizio analogico, laddove i sistemi di an- ta del passaggio al digitale viene fissata non
tenna individuali o centralizzati esistenti do- prima del 2010;
vessero richiedere opportuni adeguamenti. I • sviluppo a “macchia di leopardo : avvio
sistemi individuali, infatti, dovrebbero essere e sviluppo della fase di transizione secondo
sostituiti se le antenne risultassero scarsa- uno scenario evolutivo legato allo sviluppo
mente direttive. Inoltre, qualora le trasmissio- spontaneo del mercato e alla progressiva
18
ni digitali venissero irradiate da postazioni di- trasformazione delle reti analogiche in digita-
verse da quelle analogiche, sarebbe neces- li. Questa ipotesi potrebbe rivelarsi più utile
sario aggiungere un’antenna a quella già esi- se la data del passaggio al sistema numeri-
stente. Per i sistemi centralizzati sono da pre- co venisse anticipata al 2006, ma sarebbe
vedere, almeno nel 20/30% dei casi, interven- praticabile anche se la data venisse fissata
ti condominiali al fine di consentire una buona non prima del 2010.
ricezione dei programmi e servizi digitali.
L’attuazione delle due ipotesi considerate ri-
chiederà, comunque, un adeguamento della
PROPOSTE OPERATIVE normativa.

I
possibili scenari operativi per l’avvio e lo SCENARIO A:
sviluppo della televisione digitale terre- avvio e sviluppo della fase di transizione in
stre sono stati studiati sulla base di una base al PNAF
serie di ipotesi legate al reperimento delle
frequenze e delle risorse. Per il passaggio Il PNAF riserva 4 frequenze alla televisione
dall’attuale sistema analogico al sistema “tut- digitale terrestre, in particolare il canale 9 in
to digitale” il punto critico è rappresentato banda VHF ed i canali 66, 67, 68 in banda
dalla fase di transizione, il cui avvio è stretta- UHF.
mente legato alla fissazione della data entro Le 4 frequenze sono attualmente utilizzate
la quale l’intero sistema televisivo dovrà es- dalle reti analogiche e potranno, quindi, es-
sere convertito alla tecnologia numerica. sere disponibili per il digitale solo dopo l’at-
tuazione del PNAF (scenario A1) o nel corso sato sul PNAF prima descritto, ad accelerare
dell’attuazione dello stesso (scenario A2), i tempi di avvio della fase di transizione. Si
comunque non prima di 3-4 anni. Per com- tratterebbe infatti dfi avviare il servizio digita-
pletare il processo di attuazione del PNAF, le in quelle aree per le quali ci sono frequen-
tenendo anche conto delle procedure ammi- ze comunque disponibili, assegnandole prio-
nistrative, è infatti necessario, a giudizio del ritariamente alla televisione digitale.
Comitato, un lasso di tempo di tale durata. Lo schema di sviluppo a macchia di leopardo
Per utilizzare al meglio le frequenze si ipotiz- prescinde dall’attuazione del PNAF. Rimane,
za di realizzare 4 reti nazionali SFN, per un tuttavia, ineludibile l’obbligo di realizzare i si-
totale di 4 multiplex e 16 programmi digitali, ti inseriti in tale Piano, anche se all’avvio po-
che potranno essere utilizzati in parte per il tranno essere utilizzati i siti esistenti, in parti-
simulcast analogico-digitale dei programmi colare quelli coincidenti con i siti di piano. Lo
nazionali (11 canali), in parte per nuove of- schema in esame, che di per sé darebbe
ferte di programmi e servizi (5 canali). Il pas- luogo a una situazione finale non proprio or-
saggio al digitale può avvenire nel momento dinata sotto il profilo dell’uso delle frequenze,
19
in cui la diffusione di decoder e ricevitori digi- deve tendere a un modello definitivo di Piano
tali raggiunga un “limite critico”, anche non digitale capace di gestire le frequenze utiliz-
coincidente con la totalità dei ricevitori analo- zate inizialmente e quelle via via rese dispo-
gici attualmente esistenti. Se la diffusione dei nibili da un organismo pubblico con i relativi
decoder e dei ricevitori digitali è opportuna- poteri. La gestione dei canali destinati alla te-
mente incentivata, il limite critico può essere levisione digitale comporta la necessità, per
ragionevolmente raggiunto entro 4-5 anni l’utente, di risintonizzare i ricevitori, operazio-
dall’avvio del simulcast. ne di estrema semplicità perché gestita auto-
Da quanto sopra enunciato deriva che il pas- maticamente dal ricevitore.
saggio al digitale dell’emittenza locale potrà Il processo di transizione dalla situazione at-
avvenire solo dopo l’introduzione del simul- tuale alla situazione prevista dal futuro Piano
cast analogico-digitale dei programmi nazio- digitale può essere logicamente suddiviso in
nali, oppure al momento di avvio del passag- tre fasi:
gio a tutto digitale.
• fase di avvio,
SCENARIO B: • fase di transizione analogico-digitale,
avvio e sviluppo della fase di transizione in • fase di switch-off.
base all’evoluzione del mercato
Le caratteristiche della fase di avvio dovreb-
Lo sviluppo della televisione digitale secondo bero essere le seguenti:
lo schema di sviluppo “a macchia di leopar- a) impatto minimo - possibilmente nullo- sul-
do” meglio si presta, rispetto al modello ba- le trasmissioni analogiche;
il libro bianco
sulla televisione
digitale terrestre

Sintesi
b) massimizzazione della diffusione dei set- tiva e gestionale, diversi da quelli propri del
top box e dei ricevitori digitali. sistema analogico.La transizione al digita-
le contribuirà a costituire un nuovo vasto
La fase di transizione analogico-digitale può sistema di comunicazione, in cui conver-
essere avviata in tempi brevi, anche crean- ganno tutti i sistemi specifici che utilizzano
do le condizioni per una volontaria cessione tecnologie diverse, quali cavo, satellite,
del diritto a utilizzare frequenze analogiche DVB-T, DAB-T (Terrestrial Digital Audio
da parte delle emittenti. Questa eventualità Broadcasting), UMTS (Universal Mobile
è legata a molti fattori, la cui quantificazione Telecommunications System), x-DSL (Digi-
dovrà essere oggetto di uno studio più ap- tal Subscriber Line), Internet, WLL (Wire-
profondito. In ogni caso il processo di digi- less Local Loop), ecc. Si può affermare
talizzazione dovrà avvenire in modo da ga- che, in questo contesto, la tecnologia as-
rantire l’effettivo accesso della emittenza lo- sumerà una connotazione di “quasi-neu-
cale alla nuova tecnologia. tralità” rispetto ai contenuti offerti, potendo-
Per quanto riguarda i programmi, sarebbe si usare tecnologie diverse per soddisfare
20
opportuno differenziare l’offerta digitale da la domanda di uno stesso servizio. Nello
quella analogica, allo scopo, in primo luogo, scenario prospettato, che gli addetti ai la-
di sostenere la crescita dell’utenza. Ade- vori definiscono di “convergenza e multi-
guati incentivi economici per gli operatori at- medialità”, il terminale d’utente non sarà
tivi nella realizzazione del sistema della te- più un televisore o un computer, ma un ap-
levisione digitale (emittenti e imprese), po- parato capace di ricevere i servizi utiliz-
trebbero accelerare il passaggio a “tutto nu- zando il sistema tecnologico più adatto.
merico”; è indispensabile tuttavia che la ca- Per quanto riguarda la televisione, consi-
pacità produttiva dell’industria del settore derando che la normativa vigente fornisce
sia tale da immettere sul mercato, nel giro di indicazioni sufficienti per l’avvio della spe-
pochi anni set-top-box e ricevitori digitali a rimentazione sulle frequenze riservate al
prezzi accessibili. PNAF, si segnala l’opportunità di avviare,
tra le parti interessate, una fase di rifles-
Problemi connessi alla gestione sione e verifica su alcuni punti che potreb-
del sistema televisivo digitale bero rappresentare fattori “critici” nella fase
di realizzazione. Per quest’ultima è previ-
Qualunque sia la soluzione prescelta per sto infatti che:
l’avvio della televisione digitale e per la
transizione dall’analogico al numerico, è • sia rilasciata una concessione per ogni re-
bene sottolineare che la gestione del siste- te analogica e, quindi, per ogni programma;
ma televisivo digitale nel suo complesso • le frequenze siano assegnate al conces-
solleva problemi specifici, di natura norma- sionario che è titolare non soltanto dell’e-
sercizio della rete (network provider), ma • previsione di content provider generici
anche della produzione dei programmi da che siano soggetti a un’autorizzazione ge-
trasmettere (content provider); nerale che permetta loro di produrre conte-
• possano essere costituiti unicamente con- nuti e raccoglierne proventi, in forma diret-
sorzi o altri tipi di associazioni per l’uso in ta o indiretta;
comune di infrastrutture e impianti; • previsione di content provider soggetti ad
• l’esercizio della TV digitale terrestre sia af- autorizzazione specifica che, oltre ad esse-
fidato alla concessionaria del servizio pub- re content provider di tipo generico, abbia-
blico e ai concessionari e autorizzati per la no il diritto di fornire contenuti specifici su
TV analogica. un determinato mezzo trasmissivo (in parti-
Si possono fare in proposito le seguenti colare la televisione numerica terrestre)
considerazioni: sottoposta a concessione;
• possibilità di configurare come network
• il rilascio della concessione per una rete e provider, oltre a consorzi, anche società
quindi per un programma, nel campo della con scopo di lucro, con l’obbligo di fornire
21
TV digitale, risulta molto difficoltoso in quan- l’accesso alle loro reti a chi ne faccia ri-
to una rete digitale può trasmettere almeno chiesta, rispettando i criteri di trasparenza,
4 programmi; concorrenza, non discriminazione e prezzi
• la previsione di poter costituire solo con- orientati ai costi per gli autorizzati specifici.
sorzi per l’uso comune di infrastrutture e im- Consorzi e società possono essere costi-
pianti potrebbe costituire un intralcio allo tuiti anche da concessionari e possono es-
sviluppo rapido della TV digitale che richie- sere titolari della gestione di più multiplex.
de modelli di business innovativi. Nella fase di sperimentazione le emittenti
televisive locali potranno condividere gli im-
Per rendere più flessibile ed efficace la ge- pianti attraverso intese contrattuali tra le
stione del sistema televisivo digitale nel stesse emittenti;
suo complesso, tenendo presente anche il • possibilità di assegnare le frequenze ai
fatto che con il sistema digitale si possono network provider (consorzi e società). Per
trasmettere con una sola rete almeno 4 quanto riguarda la facoltà per i concessio-
programmi, la revisione del quadro norma- nari di costituire società in funzione di
tivo potrebbe dunque basarsi sui seguenti network provider, sarà opportuno prevede-
principi: re opportune forme di separazione contabi-
le/societaria fra network provider e content
• separazione della figura del content pro- provider, che tengano conto della particola-
vider da quella del network provider. Que- re natura del fornitore di contenuti (emitten-
st’ultimo dovrebbe gestire anche il multi- ti nazionali, locali o pay-tv). Si sottolinea
plex; comunque che, nei confronti di tale even-
il libro bianco
sulla televisione
digitale terrestre

Sintesi
tualità, sono state espresse riserve da par- • il concessionario, pur rimanendo titolare
te di alcune associazioni di emittenti locali della concessione, cede al network provi-
che sostengono l’incompatibilità dello sta- der il diritto a trasmettere su una data fre-
tus di concessionari televisivi e la parteci- quenza, partecipando, come contropartita,
pazione a una società di gestione di reti e al capitale del consorzio o società (network
multiplex (network provider), se non nel li- provider). Il concessionario mantiene co-
mite del 5% del capitale. munque il diritto di essere content provider.

Altri aspetti potrebbero riguardare i rappor-


ti tra network provider e content provider. CONCLUSIONI
Nel caso in cui un titolare di concessione
analogica rinunci, nella fase di transizione, L’introduzione della televisione digitale ter-
alla trasmissione analogica del programma restre presenta vantaggi economici per l’in-
concesso, si potrebbero verificare alcune tero sistema economico nazionale. In parti-
situazioni di cui la futura normativa dovrà colare, il settore industriale e commerciale
22
necessariamente tener conto. dell’elettronica professionale e di consumo
vede aprirsi un vasto mercato che, come
• il concessionario può cedere al network evidenziato dalle analisi contenute nel pre-
provider a titolo permanente il diritto di uti- sente Libro bianco, può essere stimato nel-
lizzare le frequenze oggetto di concessio- l’ordine dei 60.000 miliardi.
ne, a fronte del diritto di trasmettere a titolo
gratuito un programma digitale per tutto il Le prospettive sono da considerare ottime
tempo di validità della concessione. Inoltre, anche per i vari soggetti interessati allo svi-
la restante capacità del multiplex può esse- luppo di questa tecnologia, in considerazio-
re utilizzata o dallo stesso concessionario ne della vasta gamma di servizi che po-
che ha ceduto la frequenza o da altri con- tranno essere offerti. La moltiplicazione
tent provider direttamente o, ancora, attra- della capacità garantirà infatti nuove possi-
verso accordi commerciali con il network bilità di sviluppo al settore, favorendo la na-
provider. Lo stesso concessionario poi, ac- scita di una pluralità di iniziative che con-
quisisce l’opzione di trasmettere contenuti sentiranno ai nuovi entranti di proporre
per la restante parte del multiplex a prezzi contenuti di alto livello.
orientati ai costi. Tale opzione è rivendibile Lo sviluppo di questo mercato dipende an-
al network provider stesso o ad altri fornito- che, specialmente nella fase di avvio e di
ri di contenuti. Si può ipotizzare che nella transizione, da una accorta politica di in-
fase di sperimentazione le imprese televisi- centivazione e regolamentazione che per-
ve locali possano condividere gli impianti metta di alleggerire gli oneri da sostenere
attraverso intese contrattuali. in tale fase dagli operatori e dall’utenza.
Requisiti
del servizio di televisione
digitale terrestre
R1.1 FUNZIONI, APPLICAZIONI te base per il set-top-box, semplice, es-
E SERVIZI senziale e con minimi requisiti di memo-
ria; la descrizione del palinsesto fornisce

I
l DVB ha individuato tre famiglie di essenzialmente informazioni sul program-
servizi e applicazioni per la televisio- ma in onda e su quello successivo
ne digitale terrestre: (Now/Next);
• enhanced broadcasting; • la seconda, di tipo multimediale, si ba-
• televisione interattiva; serà sulla piattaforma domestica DVB-
• accesso ad Internet. MHP in fase di normalizzazione e offrirà
Le funzioni e le applicazioni di base de- all’utente un servizio più evoluto sia per
scritte di seguito si riferiscono essenzial- l’interfaccia grafica di presentazione sia
mente alle prime due categorie alle cui per la modalità di gestione dei contenuti
specifiche tecniche il DVB conferisce ca- (foto, animazioni, preview, ecc.). Faciliterà
rattere di priorità, nell’ottica di una rapida inoltre l’accesso alla programmazione te-
evoluzione del mercato e dei terminali. levisiva, su base giornaliera o periodica,
consentendo all'utente di personalizzare 23
1.1.1 EPG E NAVIGATORE le modalità di fruizione dei servizi secon-
do i propri gusti.
L’EPG (Electronic Programme Guide) è L’EPG, nella versione multimediale "aper-
una funzione che conferisce reale valore ta" basata sul DVB-MHP, include il Navi-
aggiunto al servizio di televisione digitale gatore e costituisce lo strumento più adat-
rispetto all’analogico. L’EPG offre infatti to per introdurre e gestire l’intera famiglia
all’utente una guida aggiornata in tempo di nuovi servizi che la tecnologia digitale
reale dei palinsesti dei vari servizi dispo- rende disponibili, lasciando all’editore la
nibili. Esso permette inoltre di avviare la massima libertà operativa e garantendo
ricezione del programma scelto, navigan- all'utente l'accesso all' EPG fornito dai
do all’interno del “bouquet” e di ottenere vari gestori.
informazioni aggiuntive sull’evento (nome
del regista, attori, trama, ecc.) direttamen- 1.1.1.1 Benefici
te sullo schermo utilizzando il telecoman-
do. Tramite l’EPG l’utente può anche co- L’EPG/Navigatore è una componente es-
noscere e selezionare eventi a pagamen- senziale per la fruizione della crescente e
to (pay-per-view), o soggetti in genere a diversificata offerta di programmi sui ca-
controllo d’accesso. Dell’EPG sono previ- nali digitali (satellite, terrestre, cavo). Il
ste due versioni: beneficio per l’utente è tanto più evidente
• la prima, essenzialmente testuale, è de- quanto più semplice e rapido è il metodo
nominata “navigatore”, utilizza il protocol- di utilizzo all’interno del bouquet di pro-
lo DVB-SI, e costituisce l’interfaccia-uten- grammi.
il libro bianco
sulla televisione
digitale terrestre

Requisiti
del servizio di televisione
digitale terrestre
1.1.1.2 Costi può essere propria del STB (Set-Top-
Box), e può quindi essere definita dal co-
Il costo per l’utente si riflette direttamente struttore del ricevitore - si parla in questo
sul set-top-box che, specie nel caso di un caso di “EPG residente” - o specifica per
servizio EPG multimediale, richiede una il fornitore di servizio. In questo secondo
buona capacità di memoria e di elabora- caso, occorre che il STB disponga di uno
zione (prestazioni grafiche, software di strato software d’interfaccia standard (API
navigazione, ecc.), sia per la gestione dei - vedi 3.10) che consenta il funzionamen-
dati in esame sia per la consultazione. to su diversi ricevitori dell' EPG fornito dai
In termini di banda occupata - o bit-rate ri- vari fornitori di servizio. Sono in corso di
chiesto – i parametri da considerare sono: definizione due diverse normative interna-
zionali che definiscono questo strato
• quantità di informazioni che si vogliono software: EuroMHEG e DVB-Java. Lo
fornire all’utente; standard DVB-Java, che rappresenta il
• modalità di presentazione (testuale o “cuore” della futura piattaforma multime-
24 multimediale); diale domestica (MHP) è basato sulla tec-
• numero di servizi nel bouquet; nologia più avanzata attualmente disponi-
• descrizione del palinsesto e tempi di ag- bile e dovrebbe quindi garantire prestazio-
giornamento: su base giornaliera ni superiori. Supporta come estensione
(Now/Next) oppure su base settimanale compatibile il linguaggio EuroMHEG, le
e/o mensile. cui specifiche tecniche sono state recen-
temente definite dal DigiTAG, e che po-
L’EPG di un bouquet T- DVB può quindi trebbe essere disponibile a breve.
richiedere un bit-rate variabile da poche In relazione al servizio audio, che verrà
decine di Kbit/s, nel caso del Navigatore, discusso in seguito, è opportuno sottoli-
a 0,5 ÷ 1 Mbit/s o forse più. neare che l’EPG è in grado di offrire un
I costi di produzione dipendono dalla pos- valido supporto alla configurazione multi-
sibilità o meno di automatizzare il proces- lingua, poiché permette di associare
so di codifica e messa in onda delle infor- informazioni specifiche a ogni singolo ca-
mazioni partendo dai palinsesti (giornalie- nale audio.
ri, settimanali, mensili). Inoltre l’edizione e
la gestione di un EPG multimediale, in lin-
guaggio MHEG-5 (impiegato nei servizi 1.1.2 S UPER TELETEXT
DVB-T in Gran Bretagna), EUROMHEG
(versione europea di MHEG-5 sviluppata La normativa DVB prevede la trasmissio-
dal DigiTAG) o DVB-Java, richiede l’im- ne “trasparente” delle pagine di Teletext
piego di una apposita redazione. convenzionale fornite dagli attuali canali
La modalità di visualizzazione dell'EPG televisivi analogici (ad es. il Televideo-RAI
e il Mediavideo - Mediaset). In ricezione, zata per la trasmissione.
le righe dati Teletext vengono reinserite A titolo di esempio si consideri che il Tele-
sul segnale PAL in uscita dal set-top-box text analogico, trasmesso su 11 righe di
e inviate attraverso la presa SCART al te- cancellazione di quadro del segnale tele-
levisore equipaggiato con decodificatore visivo e con una durata del ciclo di circa
Teletext. In alcuni casi la decodifica Tele- 20 secondi, utilizza un flusso dati netto di
text è effettuata direttamente all'interno circa 250 Kbit/s. La banda utilizzata dal
del set-top-box. Super Teletext digitale sarà sicuramente
Anche per il servizio Teletext digitale (Su- superiore (almeno 0.5 ÷ 1 Mbit/s). Da un
per Teletext) valgono alcune delle consi- punto di vista pratico si può ritenere che la
derazioni fatte per l’EPG multimediale: i configurazione e la gestione editoriale
contenuti sono arricchiti nella veste grafi- delle redazioni dell’EPG multimediale e
ca e la modalità di navigazione è simile a del Super Teletext sono le stesse.
quella offerta dai browser Internet, anche
se realizzata con un diverso linguaggio. 1.1.3 S OTTOTITOLI
Compatibilmente con la capacità di me- 25
moria e di elaborazione del set-top-box è I sottotitoli possono essere trasmessi sui
possibile introdurre un Super Teletext in canali di diffusione digitali in modalità Te-
grado di fornire immagini, grafici, ipertesti letext standard – ciò che permette di uti-
(HTML), clip audio e video, streaming au- lizzare la programmazione già sottotitola-
dio e video, giochi, telesoftware. ta per l’analogico - oppure in modalità
DVB propria del Super Teletext, che con-
1.1.2.1 Benefici sente di arricchire sensibilmente la qua-
lità grafica.
Il servizio Teletext digitale offrirà presta-
zioni sicuramente superiori a quelle del- 1.1.3.1 Benefici
l’attuale servizio analogico. Elevate pre-
stazioni grafiche e multimediali e ridotto La sottotitolatura in lingua originale dei
tempo di accesso all’informazione saran- programmi televisivi effettuata in modalità
no caratteristiche essenziali del nuovo Teletext (ad es. Pagina 777 di Televideo)
servizio. è un servizio dedicato essenzialmente ai
non udenti. Essa è correntemente impie-
1.1.2.2 Costi gata da alcuni operatori satellitari anche
in versione multilingue per fornire la tra-
Quanto più esteso è l’utilizzo del multime- duzione del parlato in lingua diversa da
diale, tanto più alti sono i costi in termini di quella originale. La modalità DVB è parti-
risorse del STB d’utente (memoria e colarmente adatta a soddisfare questa
software di navigazione) e di banda utiliz- esigenza.
il libro bianco
sulla televisione
digitale terrestre

Requisiti
del servizio di televisione
digitale terrestre
1.1.3.2 Costi riprese sportive (calcio, tennis, ecc.). Può
rappresentare quindi un fattore premiante
Per visualizzare i sottotitoli, gli utenti ne- per lo sviluppo della televisione digitale
cessitano soltanto di un set-top-box capa- terrestre. L’utente dovrà tuttavia munirsi di
ce di decodificarli. L’attivazione della mo- display piatti al plasma di dimensioni ade-
dalità sottotitoli può avvenire o meno at- guate (almeno 28”), ancora piuttosto co-
traverso l’EPG/Navigatore. In genere il stosi. Il mercato offre tuttavia anche rice-
flusso dati associato ai servizi sottotitoli è vitori domestici da (16:9), di dimensione
di poche decine di bit/s per lingua: la tra- massima di 32” con tecnologia convenzio-
ma DVB permette comunque di ottimizza- nale a CRT (???), a prezzi accessibili (fra
re e gestire al meglio il servizio. I costi di 1,5 e 4 milioni di lire).
produzione del servizio sottotitoli su cana-
le digitale, in modalità Teletext, sono simi- 1.1.4.2 Costi
li a quelli attualmente richiesti dal servizio
sottotitoli analogico. La sottotitolatura Il costo aggiuntivo per l’utente è imputabi-
26 multilingue richiede ovviamente una ade- le all’acquisto dello schermo piatto al pla-
guata struttura editoriale. In entrambi i sma, disponibile esclusivamente nel for-
casi, Teletext convenzionale e DVB, la mato (16:9). I set-top-box digitali consen-
sottotitolatura è associata solitamente, tono di riprodurre correttamente immagini
per necessità pratiche, a una programma- riprese in (4:3) o (16:9) o su schermi di
zione non in diretta. entrambi i formati, grazie a un’opportuna
segnalazione del formato inserita durante
1.1.4 ASPETTO DELL’IMMAGINE (16:9 ; 4:3) la programmazione.
Nel caso di trasmissione in (16:9), l’uten-
La televisione, nata con una geometria del- te con schermo (4:3) riceverà dal set-top-
l’immagine nel formato (4:3) – laddove per box un’immagine in formato “letter-box”
formato si intende il rapporto fra le dimen- costituita da un numero ridotto di righe vi-
sioni orizzontale e verticale dell’immagine - sualizzate (con fasce nere nella parte su-
sperimenta, ormai da alcuni anni, l’utilizzo periore e inferiore dello schermo), con
del formato (16:9), più vicino a quelli nor- conseguente riduzione della risoluzione
malmente adottati in cinematografia: verticale dell’immagine stessa. Nel caso
(17:9) su schermo panoramico o su grande invece di trasmissioni in (4:3), l’utente
schermo e (21:9) nel cinemascope. che dispone di uno schermo (16:9) vedrà
l’immagine contornata da strisce verticali
1.1.4.1 Benefici nere a sinistra e a destra.
Nella pratica corrente della produzione te-
Il formato (16:9) è particolarmente adatto levisiva il bit-rate richiesto per la codifica
alla trasposizione televisiva di film e alle MPEG-2 delle immagini nei due formati
(16:9) e (4:3) è sostanzialmente uguale. • colonna internazionale stereo, associata
In produzione, la ripresa in (16:9) compor- a più canali di commento multilingue, rea-
ta l’utilizzo di telecamere e monitor con il lizzata utilizzando lo standard MPEG-2
suddetto formato. Già da alcuni anni sono Layer 2 (estensione di MPEG-1).
disponibili apparati video operanti nei due
formati (4:3) e (16:9). Qualche attenzione La prima configurazione, al pari di quanto
meritano i monitor, poiché quelli bi-stan- gia avviene sui satelliti analogici - dove un
dard, ma con schermo (4:3) non sembra- segnale video può avere associate più
no adatti per le sale di regia. sottoportanti audio (ad es. Wegener) - ha
L’impiego del formato (16:9) richiede la una applicabilità generale, in quanto le
modifica delle tecniche di ripresa televisi- colonne sonore nelle varie lingue sono in-
va, poiché una ripresa ottimale in (4:3) dipendenti fra loro. Può essere utile per
non corrisponde ad una ripresa ottimale in film e fiction e in generale per materiale
(16:9) e viceversa. preconfezionato. Il bit-rate richiesto cre-
sce linearmente con il numero di lingue
1.1.5 AUDIO supportate, avendo ogni coppia stereo, 27
per ciascuna lingua, un bit rate tipico di
Nello standard DVB il segnale audio ste- 192 kbit/s. Il costo aggiuntivo per l’utente
reofonico, campionato a 48 KHz, viene è nullo. Il costo per l’emittente è rappre-
codificato secondo il MPEG-1 Layer 2, lo sentato dal doppiaggio.
standard già impiegato nei servizi radiofo- La seconda configurazione è invece adat-
nici DAB. In aggiunta al servizio stereo di ta alla trasmissione con copertura interna-
base sono previste altre due modalità zionale di eventi dal vivo, quali manifesta-
operative. zioni sportive o concerti. In questo caso si
ha un’occupazione di banda inferiore alla
1.1.5.1 Servizi multilingue precedente poiché si trasmette un segna-
le stereo di qualità (ad es. 192 kbit/s) per
I servizi multilingue sono interessanti so- la colonna internazionale e un numero di
prattutto nel caso di trasmissioni satellita- segnali vocali mono a banda ridotta (64
ri (DVB-S) con copertura sovranazionale: kbit/s) per i commenti giornalistici nelle
per la trasmissione su reti terrestri l’uso è varie lingue. Questa configurazione, non
limitato alle aree bilingue. particolarmente interessante nel caso di
Le modalità operative che permettono di servizi DVB-T, richiede all'utente di utiliz-
realizzare tali servizi sono due: zare un set-top-box di nuova generazione
ancora non disponibile sul mercato. I rice-
• Simulcast di più colonne sonore stereo, vitori DVB attuali (satellite, terrestre, ca-
secondo lo standard MPEG-1 Layer 2 vo) decodificano solo segnali codificati in
adottato dal DVB; MPEG-1 Layer 2 e non sono quindi com-
il libro bianco
sulla televisione
digitale terrestre

Requisiti
del servizio di televisione
digitale terrestre
patibili con questa modalità. sioni audio surround in grado di garantire
Il costo che deve essere sostenuto dall’e- la compatibilità con gran parte dei sistemi
mittente è molto basso. audio multicanale analogici da tempo in-
trodotti sul mercato è rappresentata dal
1.1.5.2 Programmi multicanale sistema Dolby Pro LogicTM che prevede la
(surround) ripresa multicanale e la codifica “Dolby
surround” su coppia stereo MPEG-1
L’industria cinematografica produce già Layer 2. L'utente che dispone del decodi-
da anni film con audio multicanale, com- ficatore Pro Logic TM potrà riprodurre l'au-
posto da 5 canali a banda 20-20000 Hz dio con effetto surround. Tuttavia la qua-
(sinistro, destro, centrale, surround sini- lità del segnale audio riprodotto risulta es-
stro, surround destro) e canale sub-woo- sere inferiore a quella ottenibile con il for-
fer (per effetti audio a frequenze molto mato 5+1.
basse). Questa configurazione permette Il costo per il fornitore del servizio è bas-
una maggiore fedeltà del suono rispetto so nel caso di trasmissione di materiale
28 all'audio stereo, ed è quindi adatta per cinematografico, ma può essere elevato
programmi televisivi video a qualità mi- nel caso di produzioni interne, in quanto,
gliorata in formato wide-screen (16/9) e, in tal caso, si rende necessario modifica-
in prospettiva per l’ HDTV. re la catena di produzione (in particolare
L’audio multicanale può essere utilizzato, i mixer) e riqualificare il personale di ri-
negli standard DVB, con la codifica presa.
MPEG-2 Layer 2, compatibile con i ricevi-
tori MPEG-1 attualmente in commercio. Il 1.1.5.3 Home Theatre
servizio può perciò essere attivato senza
necessità da parte dell’utente di aggior- Gli sviluppi dei sistemi audio/video digita-
nare il ricevitore. Il segnale ricevuto con li permettono oggi di offrire all'utente un
un ricevitore MPEG-1 è stereo e non può prodotto tecnicamente qualificato ove im-
quindi beneficiare dell'elevata qualità del magine e suono raggiungono una qualità
suono multicanale. Il bit-rate necessario in grado anche di simulare in piccolo am-
per la trasmissione dei 5+1 canali audio è biente l'esperienza della grande cinema-
di almeno 384 kbit/s. tografia. A ciò concorre anche la recente
Il costo che deve essere sostenuto dall’u- disponibilità di display a grande schermo
tente include l’aggiornamento del set-top- planare di formato (16/9), sia a proiezione
box per la decodifica audio MPEG-2 e sia a plasma.
l’installazione di un amplificatore audio L'utilizzo dei segnali video digitali a defi-
adatto, 5 altoparlanti e, opzionalmente, nizione standard (SDTV, 625 linee, 50Hz)
un sub-woofer. codificati in MPEG-2 a 6 ÷10 Mbit/s con-
Un’interessante soluzione per le trasmis- sente una qualità adeguata anche per ap-
plicazioni grande schermo, al punto da In termini di occupazione di banda, la
poter spesso soggettivamente competere qualità video richiesta dall’home theatre
con l'HDTV. Ne è un esempio il DVD (Di- impone un bit-rate per la codifica MPEG-
gital Video Disk), il nuovo supporto multi- 2 (MP@ML) non inferiore a 6Mbit/s. Per
mediale domestico che offre immagini la produzione video, trattandosi di SDTV,
SDTV, con bit-rate variabile entro un i prezszi non sono eccessivamente eleva-
massimo di circa 9 Mbit/s, e un audio ti. Ormai quasi tutte le catene di produ-
Dolby AC3 a sei canali (tri-fronte, un sub- zione video possono lavorare in formato
woofer e due surround). (4:3) o (16:9), in analogico o in numerico.
Per la produzione audio valgono regole
1.1.5.4 Benefici simili, ma in funzione del livello di qualità
richiesto può variare la complessità del-
La realizzazione di un ambiente home l’impianto.
theatre è al momento piuttosto costosa e
certamente non destinata all’utenza di
massa: essa comporta infatti l’acquisto di 1.1.6 S ERVIZI INTERATTIVI SENZA 29
un lettore DVD, il set-top-box DVB, il di- CANALE DI RITORNO
splay planare a grande schermo (es.
50/60") e i diffusori audio di qualità HiFi. Sulla piattaforma digitale DVB è disponi-
bile una famiglia di servizi completamen-
1.1.5.5 Costi te nuovi, che arricchiscono significativa-
mente l’offerta televisiva tradizionale.
I costi per l’utente sono ancora molto ele- Dove non esiste canale di ritorno dall’u-
vati. Un display planare da 50" al plasma tente verso il Centro servizi, il telespetta-
costa mediamente 25 milioni di lire (16 tore può accedere a un determinato ser-
milioni di lire per il 42"). vizio attraverso un'applicazione con ca-
L'impianto audio HiFi può assumere mol- ratteristiche di "interattività locale". L’ap-
teplici connotazioni; un modello di buona plicazione utilizzerà cioè una serie di
qualità può costare dai 2 ai 3 milioni. Da contenuti (dati) trasmessi ciclicamente
non sottovalutare, infine, la necessità di nello stesso canale diffusivo via etere, al-
disporre di ambienti adatti. L'ipotesi di al- l'interno del multiplex DVB, mediante un
largamento del mercato dell'home theatre data carousel, ed eventualmente memo-
ridurrà gli attuali prezzi, certamente im- rizzati nel ricevitore (downloading). Nel-
proponibili al grande pubblico; tuttavia il l’ambito della Piattaforma Multimediale
prezzo di alcuni componenti non potrà Domestica (MHP), in corso di definizione
scendere in misura significativa e quindi, presso il DVB, questi servizi ricadono al-
anche a mercato stabilizzato, si tratterà l'interno del cosiddetto profilo Enhanced
prevalentemente di un’utenza di nicchia. Broadcasting.
il libro bianco
sulla televisione
digitale terrestre

Requisiti
del servizio di televisione
digitale terrestre
1.1.6.1 Benefici sione sono fattori determinanti per la qua-
lità e le prestazioni del servizio.
L'utente potrà accedere a servizi multime- La produzione dei suddetti servizi, analo-
diali e di data broadcasting, associati al gamente all’EPG multimediale ed al Su-
programma in onda (quali arricchimenti, perTeletext, presuppone la realizzazione
dati storici, riassunto degli eventi salienti di una apposita redazione che, nel caso di
in caso di sintonizzazione a programma servizi correlati con il programma, dovrà
già iniziato, ecc.) oppure autonomi rispet- lavorare in stretto collegamento con le
to al programma. Queste applicazioni strutture di produzione del programma te-
possono essere sfruttate on-line oppure levisivo vero e proprio.
memorizzate nel set-top-box per essere
utilizzate successivamente, navigando al-
l’interno dell’applicazione stessa. Nel ca- 1.1.7 S ERVIZI INTERATTIVI
so in cui il set-top-box disponga di memo- CON CANALE DI RITORNO
ria di elevata massa (hard-disk) sarà inol-
30 tre possibile introdurre servizi basati sul La presenza di un canale di ritorno via
caricamento via etere (downloading) di modem è essenziale per promuovere lo
elevate quantità di dati, per esempio nelle sviluppo di nuovi servizi di specifico inte-
ore notturne. resse per il singolo utente, come la posta-
elettronica, il commercio elettronico e, in
1.1.6.2 Costi genere, i servizi pay e pay-per-view. Tutte
queste applicazioni ricadono nel profilo In-
Le caratteristiche e le modalità di fruizione teractive Broadcast per il quale il DVB ha
di tali servizi saranno fortemente dipen- definito i protocolli di comunicazione e di
denti dalle "dotazioni" (in termini di memo- interfaccia con la rete in grado di assicu-
ria) e dalle “prestazioni” (in termini di ca- rare l’elevato livello di affidabilità e sicu-
pacità di elaborazione) del terminale di rezza che questi servizi richiedono.Anche
utente, che incidono in modo direttamente in questo caso, valgono alcune delle con-
proporzionale sui costi. siderazioni già fatte per i servizi interattivi
In secondo luogo, laddove non vi siano senza canale di ritorno. In aggiunta si può
capacità di memorizzazione sufficienti nel dire che, per certe tipologie di servizio, la
terminale ricevente, si dovrà accedere ai capacità di memorizzazione o la presenza
dati trasmessi nel data carousel che dovrà di un data carousel con ciclo di aggiorna-
pertanto essere adeguatamente dimen- mento breve non è più un requisito fonda-
sionato in termini di banda (bit-rate) per ri- mentale in quanto il "contenuto" deve es-
durre il tempo di accesso entro valori ac- sere fruito solamente nell'istante in cui
cettabili. Capacità di memoria del set-top- viene richiesto.Va comunque tenuto conto
box e disponibilità di capacità di trasmis- che tutti i set-top-box attualmente utilizza-
ti per il servizio DVB-S dispongono di un sazioni. A questi costi si aggiunge quello
modem interno che viene già corrente- del terminale, la cui piattaforma SW&HW
mente utilizzato per la realizzazione dei (capacità di memoria e di gestione) deve
servizi di pay-per-view. essere compatibile con la tipologia del
servizio.
1.1.7.1 Benefici
In termini di banda del canale di ritorno, il
L’interazione on-line dell’utente con il for- DVB ipotizza tre livelli di occupazione det-
nitore dei contenuti, attraverso la rete te- tati dalla prevedibile evoluzione dei servi-
lefonica, consente libertà maggiore nella zi e dei terminali d’utente:
creazione di nuove tipologie di servizi (l'u-
tente potrà per esempio rispondere a quiz • livello basso (tipicamente 2,4÷9,6 kb/s),
e partecipare a giochi, esprimere la pro- nei servizi attuali che utilizzano la rete te-
pria opinione sul programma mentre è an- lefonica commutata;
cora in corso, o effettuare tramite teleco- • livello medio (tipicamente 64 kb/s),
mando l’acquisto di prodotti offerti dai ser- quando l’utente potrà disporre di connes- 31
vizi commerciali (e-commerce, home- sioni ISDN con accesso a Internet;
shopping, home-banking) o, più in gene- • livello alto (tramite ADSL, cable-modem,
rale, accedere all’offerta pay e ppv. ecc.), compatibilmente con la reale diffu-
sione, a lungo termine, dei servizi.
1.1.7.2 Costi
I costi per il fornitore dei servizi, una volta
Il costo per l’utente nel caso di servizi ammortizzati gli investimenti sulla piat-
pay e ppv è essenzialmente legato alle taforma tecnologica, dovrebbero essere
condizioni di abbonamento e di fruizione determinati essenzialmente dalla com-
del servizio. Nel caso di e-commerce il plessità di gestione dell’SMS (Subscriber
costo è direttamente imputabile alle tran- Management System).
il libro bianco
sulla televisione
digitale terrestre

Pianificazione della rete


di diffusione
2.1 INTRODUZIONE terazione con le reti analogiche esistenti.
L’analisi del Comitato è iniziata con uno stu-

L
o scopo di questo capitolo è quello di dio approfondito del documento di Chester
delineare la struttura di massima di ed è proseguita con l’acquisizione delle più
un PianoNazionale Digitale, indican- recenti indicazioni fornite dagli organismi in-
do il numero e le caratteristiche dei pro- ternazionali (CEPT, EBU). Sono state esa-
grammi irradiabili, il numero di siti necessari minate in modo critico tutte le modalità di tra-
e le potenzialità di modularità e decomponi- smissione e ricezione e si è giunti alla defi-
bilità (regionale, provinciale e sub-provincia- nizione dei parametri fondamentali di simu-
le) delle reti di diffusione. Tali indicazioni lazione per le modalità di trasmissione (SFN
hanno carattere “preliminare” e sono suscet- e MFN, 2k o 8k portanti) e per le modalità di
tibili di integrazioni e miglioramenti. ricezione mobile e fissa. Oggetto di analisi è
Il processo di pianificazione di una rete di stata anche la modalità di apertura della fi-
diffusione DVB-T richiede l’utilizzo di meto- nestra di guardia, effettuata tramite un co-
dologie di previsione del campo elettroma- stante confronto con i costruttori. Si è infine
32 gnetico, di algoritmi per la minimizzazione provveduto a definire tutti i parametri neces-
del numero dei siti e delle potenze irradiate sari alla simulazione del servizio (rapporti di
(siting) e di algoritmi per la scelta ottimale protezione, indicatori della qualità del servi-
delle frequenze da assegnare a ciascun tra- zio etc.), in modo da consentire una facile e
smettitore. Gli algoritmi di previsione e otti- sicura riproducibilità dei risultati ottenuti. I
mizzazione richiedono, a loro volta, la defini- dettagli dei risultati sono riportati nel para-
zione degli “scenari” operativi nonché quella grafo 2.2.
dei principali parametri tecnici necessari alla
valutazione della qualità del servizio. Nelle 2.1.1 Modello nazionale per la previsione
pagine seguenti si analizzeranno in dettaglio di campo elettromagnetico
la natura e la funzione di tali elementi e me-
todologie. I principali operatori e centri di ricerca sono
provvisti di strumenti software più o meno af-
2.1.1. Parametri tecnici fidabili e sofisticati per la previsione del cam-
po elettromagnetico. Tali strumenti sono di
I parametri di trasmissione, ricezione e qua- fondamentale importanza nella pianificazio-
lità della DVB-T e del DAB sono stati ampia- ne poiché qualsiasi previsione di servizio e
mente studiati e verificati a livello internazio- di interferenza è inevitabilmente basata sui
nale. Il documento finale della Conferenza di valori di campo elettro-magnetico stimati. In
Chester (1997) può essere considerato la generale, tali strumenti non si fondano sugli
principale fonte di standardizzazione per le stessi algoritmi e sulle stesse informazioni
questioni relative alla pianificazione di reti di geografiche. Da ciò deriva che i risultati del-
trasmissione digitale terrestre e alla loro in- la pianificazione possono spesso essere di-
versi e contrastanti. la quale appartiene l’area di servizio. Lo sco-
Nel paragrafo 2.3 viene descritto in modo po dell’algoritmo di pianificazione è quello di
completo un modello nazionale per la previ- determinare l’insieme dei siti da attivare
sione dell’intensità del campo elettromagne- (scelti tra quelli candidati) e, per ciascun sito
tico generato da sistemi terrestri di diffusio- attivato, la frequenza di servizio e l’attenua-
ne in banda VHF-UHF. Il risultato ottenuto, zione ottima da applicare al diagramma
assieme ad alcune raccomandazioni gene- d’antenna nominale. Per semplificare il pro-
rali sulle modalità di utilizzo delle basi dati cesso di ottimizzazione si è scelto di consi-
territoriali, ha consentito la realizzazione di derare un valore di attenuazione uguale in
un “algoritmo di previsione di campo” in gra- tutte le direzioni (attenuazione circolare).
do di porsi come riferimento unico per tutti gli
operatori. La definizione di un tale simulato- Evidentemente, a diversi insiemi di siti can-
re standard dovrebbe anche avere il positivo didati e a diverse configurazioni dei parame-
effetto di favorire la convergenza di tutti gli tri caratteristici corrispondono diverse confi-
strumenti utilizzati dai principali operatori e gurazioni della rete. Si otterranno per esem-
di fornire agli operatori minori un riferimento pio risultati diversi assumendo, come siti 33
certo e indipendente. candidati, i 487 siti definiti dal Piano Nazio-
nale di Assegnazione delle Frequenze ana-
2.1.2 Metodologia di pianificazione, logiche o i siti attualmente utilizzati per le tra-
scenari, tipologie di servizio e di rete. smissione analogiche in banda VHF o UHF.
Principali risultati
Nel seguito, definiremo scenario il comples-
La metodologia di selezione dei siti nei qua- so delle informazioni relative a un insieme di
li localizzare gli impianti trasmissivi prevede siti candidati.
la definizione di un ampio insieme di localiz- In particolare, nelle sperimentazioni effettua-
zazioni potenziali (o siti candidati) tra le qua- te sono stati considerati quattro possibili
li scegliere, tramite un algoritmo di ottimizza- scenari. Il primo, detto “scenario di piano”, è
zione, il sottoinsieme che garantisca il mas- quello definito dai 487 siti descritti dal Piano
simo servizio e il minimo costo in termini di Nazionale di Assegnazione delle Frequenze
numero di impianti e potenze utilizzate. Analogiche.

Ciascun sito appartenente all’insieme dei si- Il secondo scenario, detto “scenario piano
ti candidati è caratterizzato da un insieme di equivalente”, è invece caratterizzato da siti
parametri, quali la localizzazione (coordina- esistenti “equivalenti” a quelli definiti nel
te geografiche e quota s.l.m.), la potenza PNAF, ove per “equivalente” si intende un si-
ERP irradiata nelle varie direzioni (diagram- to esistente “corrispondente” ad un sito del
ma d’antenna nominale), l’altezza del siste- PNAF. Il range di tolleranza indicato dall’Au-
ma radiante rispetto al suolo e la regione al- torità nel PNAF per stabilire la corrisponden-
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di diffusione
za è costituito da una fascia di 50” di distan- se il segnale emesso da ogni sito può esse-
za e da una differenza di 50 m in quota. re considerato utile per ogni “pixel” del terri-
Sono stati successivamente esaminati due torio nazionale. La rete pianificata a livello
scenari, detti “scenario VHF” e “scenario nazionale svolge invece un servizio regiona-
UHF”, costituiti rispettivamente dai siti esi- le se siti associati a regioni diverse irradiano
stenti più utilizzati per la diffusione televisiva programmi diversi. Infine, una rete pianifica-
nella banda III (VHF) e nelle bande IV e V ta a livello nazionale svolge un servizio di
(UHF). Anche in questi scenari i siti “equiva- area locale se siti diversi (indipendentemen-
lenti” al PNAF sono stati messi in evidenza. te dalla regione o provincia di appartenenza)
irradiano programmi diversi.
A ciascuno degli scenari appena descritti è Evidentemente, per una data rete pianificata
stato applicato l’algoritmo di pianificazione a livello nazionale l’estensione del servizio
con l’obiettivo di determinare, per ogni tipo- nazionale è sempre superiore a quella del
logia di servizio e di rete, una rete pianifica- servizio regionale. In quest’ultimo i segnali
ta a livello nazionale di diffusione digitale ter- iso-frequenza che provengono da regioni di-
34 restre. I dettagli delle procedure di pianifica- verse da quella in esame, anche quando ca-
zione utilizzati e dei risultati ottenuti sono ri- dono all’interno della finestra di guardia, so-
portati nel paragrafo 2.4. no considerati interferenti. L’estensione del
servizio regionale è sempre superiore a
Per rete pianificata a livello nazionale si in- quella del servizio di area locale poiché in
tende un insieme di impianti trasmissivi con quest’ultimo caso due segnali iso-frequen-
relative frequenze, potenze e diagrammi za, anche quando cadono entrambi all’inter-
d’antenna, caratterizzato da una copertura no della finestra di guardia, sono considera-
del territorio di livello “buono” superiore ti interferenti.
all’80%. La valutazione del servizio di una Le definizioni precedenti garantiscono che
rete pianificata a livello nazionale non è uni- una rete pianificata a livello nazionale che
voca e dipende sia dall’estensione geografi- assicuri un servizio regionale nel t% del ter-
ca del servizio (tipologia di servizio) sia dal- ritorio (o per il t% della popolazione) possa
la modalità di valutazione dell’interferenza in essere decomposta in 21 reti regionali che
funzione del tipo di tecnologia utilizzata (ti- irradino programmi diversi per ciascuna re-
pologia di rete). gione e abbiano una copertura complessiva
In questo documento sono state considera- del t% del territorio (o del t% della popola-
te tre diverse tipologie di servizio: il servizio zione). Analogamente, una rete pianificata a
nazionale, il servizio regionale e il servizio di livello nazionale che assicuri un soddisfa-
area locale. cente servizio di area locale può essere de-
Una rete pianificata a livello nazionale svol- composta in un numero di reti locali pari al
ge un servizio nazionale se tutti i trasmetti- numero dei siti.
tori irradiano lo stesso programma e, quindi, Come detto, le diverse tipologie di rete si di-
stinguono per le modalità tecniche di gestio- giungono al ricevitore all’interno della fine-
ne dei segnali provenienti da altri trasmetti- stra di guardia. Una rete MFN può svolgere
tori che utilizzino la stessa frequenza. Nel un servizio nazionale, regionale o di area lo-
presente studio sono state considerate tre ti- cale. In questo documento, al fine di limita-
pologie di rete: le reti SFN, k-SFN e MFN 4f. re il lavoro di simulazione ai casi ritenuti più
significativi, vengono analizzate esclusiva-
Una rete SFN è una rete che impiega una mente le prestazioni delle reti MFN che uti-
sola frequenza in tutti i siti di diffusione e lizzino 4 frequenze (MFN 4f). In una rete
che, grazie alle proprietà della tecnologia MFN si valuta il servizio utilizzando i para-
COFDM (Coded Orthogonal Frequency Di- metri del Canale di Rice riportati nel para-
vision Multiplexing), è in grado di comporre grafo 2.2.
positivamente gli echi iso-frequenza che
giungano al ricevitore con un ritardo limitato I risultati ottenuti vengono riportati in detta-
(ovvero, cadano all’interno della finestra di glio nel paragrafo 2.4.5. In sintesi:
guardia).
a) Una rete SFN a servizio nazionale per- 35
Una rete k-SFN (che può anche dirsi rete mette di raggiungere, con un numero di siti
MFN con estensioni realizzate attraverso inferiori ai 487 del PNAF, un grado di coper-
SFN locali) è una rete costituita da k>1 “sot- tura del territorio pari al 73%, al 69% e al
toreti” isofrequenziali (SFN locali), ciascuna 64% e la copertura di tutti i capoluoghi di
delle quali utilizza la composizione degli provincia rispettivamente per le bande III, IV
echi iso-frequenza che cadono all’interno e V. Per quanto riguarda la popolazione, le
della finestra di guardia. In particolare, in percentuali di copertura sono, rispettiva-
una rete k-SFN a servizio nazionale si com- mente, pari al 91%, all’ 89% e all’86%.
pongono tutti gli echi iso-frequenza che ca-
dono nella finestra di guardia, mentre in una b) Con le reti k-SFN a servizio nazionale si
rete k-SFN a servizio regionale si compon- ottengono percentuali di estensione del ser-
gono costruttivamente i soli echi iso-fre- vizio in termini di territorio e popolazione
quenza in guardia che giungono al ricevito- maggiori delle reti SFN, anche se con un nu-
re provenienti da siti la cui area di servizio mero di siti superiore di 30-40 unità, ma
appartenga alla regione in esame.La coper- sempre inferiori ai 487 del PNAF. In partico-
tura totale di una rete k-SFN nella specifica lare, con le reti 2-SFN si raggiungono per-
area geografica è data dalla somma delle centuali di servizio di circa l’84% (banda III),
coperture delle k “sottoreti”. 78% (banda IV) e 74% (banda V) per quan-
to riguarda il territorio, e di circa il 96% (ban-
Infine, una rete MFN è una rete multifre- da III), il 94% (banda IV), il 92% (banda V)
quenza che non prevede la composizione per la popolazione. Con le reti 3-SFN le per-
costruttiva degli echi iso-frequenza che centuali di servizio sono di circa l’87% (ban-
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da III), l’81% (banda IV) e il 78% (banda V) “scenario di piano” e lo “scenario di piano
per il territorio, e di circa il 98% (banda III), il equivalente” forniscono indicazioni impor-
96% (banda IV), il 94% (banda V) per la po- tanti per la fase introduttiva della televisione
polazione. Per quanto riguarda le reti k-SFN digitale terrestre: grazie ad essi è possibile
a servizio regionale, si hanno in tutti i casi effettuare valutazioni “costi/benefici” sia in
gradi di servizio inferiori di alcuni punti per- termini di efficienza nell’utilizzo dello spettro
centuali rispetto alle reti nazionali. sia in termini di numero di impianti necessa-
ri per ottenere determinate estensioni di ser-
c) Con riguardo alle reti MFN a servizio di vizio. Lo “scenario VHF” e lo “scenario UHF”
area locale, per le quali tutti i segnali iso-fre- analizzano invece gli aspetti legati all’esten-
quenza sono considerati interferenti, le si- sione della televisione digitale, in una fase
mulazioni hanno indicato che il numero di cioè di maturità del servizio. Per quanto sia
frequenze da utilizzare non può essere in- possibile avviare il sistema anche mediante
feriore a 4 se si vuole un livello di servizio di l’utilizzo di reti SFN, eventuali estensioni del
“qualità buona” su almeno l’80% del territo- servizio su tutto il territorio, sia esso nazio-
36 rio. Queste reti realizzano un servizio più nale o regionale/locale, richiedono configu-
esteso di quello assicurato dalle reti SFN, razioni miste MFN-SFN.
ma inferiore a quello delle reti k-SFN.
I dati ottenuti per gli altri scenari indicano
che, rispetto allo “scenario di piano”: 2.2 DEFINIZIONE DEI PARAMETRI
• lo “scenario di piano equivalente” dà risul-

I
tati migliori per le bande IV e V, ma non per n questo paragrafo si elencano alcuni
la banda III, specialmente per quanto riguar- dei modi operativi della DVB-T, insieme
da la popolazione servita; ai relativi parametri tecnici finalizzati alla
• lo “scenario VHF” migliora di qualche pun- valutazione della copertura del servizio, alla
to il livello del servizio per il territorio e per la stima e ottimizzazione della capacità del
popolazione, salvo che per le reti SFN, ri- Piano nazionale delle frequenze, alla verifi-
spetto alle quali si vengono a perdere circa ca della compatibilità interferenziale fra i va-
3 punti per la popolazione; ri servizi.
• lo “scenario UHF” migliora di alcuni punti il
servizio per il territorio e la popolazione. 2.2.1 MODO OPERATIVO
Va segnalato che per gli ultimi due scenari i
siti utilizzati vanno da 938 (SFN – banda III) 2.2.1.1 Modulazione/codifica di canale
a 1412 (3-SFN banda V), rispetto al numero
massimo dei siti utilizzati dallo scenario di Le valutazioni delle coperture saranno effet-
piano per le reti 3-SFN banda V, pari a 468. tuate relativamente a tre modalità operative,
Sembrano opportune, a questo punto, alcu- rappresentative del sistema DVB-T, come ri-
ne considerazioni sul ruolo degli scenari. Lo portato nel paragrafo 2.2.10.
2.2.1.2 Numero portanti e intervallo Tabella 2-1 Guadagni d’antenna per ricezione fissa

di guardia (Tg) 200 MHz 500 MHz 800 MHz

7 dB 10 dB 12 dB
2K o 8K per reti MFN; Tg/Tu=1/32.
2K per reti MFN e ricezione mobile; Tg/Tu=1/32.
8K per reti SFN (distanza TX fino a circa 50-60 Km); In banda 4 e 5, la variazione del guada-
Tg/Tu=1/4. gno d’antenna con la frequenza può es-
sere tenuta in considerazione sommando
2.2.2 Tipologia di ricezione un termine di correzione empirico (Cfr [1]
pag.31):
Saranno considerate le seguenti tipologie Corr: 10 log10 (FA/FR) [dB]; Dove:
di ricezione: FA = frequenza attuale
FR = frequenza di riferimento
• fissa (alta priorità) • Antenna per ricezione portatile e mobile: si
• portatile indoor differenzia da quella fissa per l’assenza di
• mobile (bassa priorità) guadagno e direttività. (Cfr [1], pag.33) 37

2.2.3 Tipo di antenna Tabella 2-2


Guadagni d’antenna per ricezione portatile e mobile (1)
Si noti che nelle
UHF VHF simulazioni di tipo
Nell’analisi di copertura sarà tenuta in Montecarlo si
considerazione la direttività dell’antenna 0 dB -2,2 dB ottengono risultati

ricevente per il caso della ricezione fissa. migliori, perché


l’antenna viene
L’antenna punterà al trasmettitore princi- puntata al trasmet-
pale che copre la relativa area di servizio 2.2.3.1 Perdita di feeder titore che dà il

(campo medio più alto)1. contributo più alto


di campo effettivo,
• Antenna per ricezione fissa: i guadagni piuttosto che
- Altezza antenna ricevente (agl): 10 me- d’antenna usati per calcolare il minimo livel- di campo medio.
(2)
tri per ricezione fissa; 1.5 m per ricezione lo di segnale medio sono forniti in tabella 3
Riferimenti:
portatile indoor (piano terreno) e mobile. (Cfr [1] pag.31): [1] Chester
- Discriminazione di polarizzazione: da • Antenna per ricezione portatile e mobile: si Agreement ANNEX
1 (CH97)
tenere in considerazione solo per ricezio- può assumere che la ricezione portatile ab- [2] CEPT/EBU
ne fissa. bia perdita di feeder di 0 dB (Cfr [1] pag.33). “Report on plan-

- Direttività e guadagno: secondo ma- ning and introduc-


tion of Digital
schera ITU R BT.419. Tabella 2-3
Terrestrial
Perdita di feeder per ricezione fissa
- Antenna per ricezione fissa: i guadagni Television (DVB-T)
200 MHz 500 MHz 800 MHz in Europe”
d’antenna usati per calcolare il minimo li-
[3] Documento
vello di segnale medio è fornito in tabella 2 dB 3 dB 5 dB [EBU] per metodo
2-1 (Cfr [1] pag.31)2 : k-LNM
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di diffusione
2.2.4 TIPOLOGIA DI RETE Corr = 20 log10(FA/FR) [dB]; Dove:

• MFN FA = frequenza attuale


• SFN FR = frequenza di riferimento
Ad esempio, per il CH 66 (frequenza centra-
Entrambe devono essere analizzate nel le del canale = 834 MHz), Corr = 0,36 dB
contesto della copertura del territorio na-
zionale. 2.2.5 PRESTAZIONI IN PRESENZA
DI RUMORE GAUSSIANO
Frequenze di riferimento per i calcoli:
2.2.5.1 C/N richiesto
• UHF (banda III) 200 MHz
• UHF (banda V) 800 MHz Per le altre fre- In base allo schema di modulazione/codifica
quenze si può utilizzare la seguente formula adottato come illustrato in tab.2-4 (Cfr [1]
correttiva empirica (Cfr [1] pag.31): pag.28):
38
C/N richiesto per avere BER = 2E-4 dopo Viterbi tab. 2-4
required C/N for BER = 2 x 10-4
after Viterbi Useful bit-rate (Mbit/s)
QEF after Reed-Salomon
CHANNEL ∆2= Tg / Tu

Modulati Code Gaussian Ricean Rayleigh 1/4 1/8 1/16 1/32


on Rate (F1) (P1)

QPSK 1/2 3,1 3,6 5,4 4,98 5,53 5,85 6,03


QPSK 2/3 4,9 5,7 8,4 6,64 7,37 7,81 8,04
QPSK 3/4 5,9 6,8 10,7 7,46 8,29 8,78 9,05
QPSK 5/6 6,9 8,0 13,1 8,29 9,22 9,76 10,05
QPSK 7/8 7,7 8,7 16,3 8,71 9,68 10,25 10,56
16 QAM 1/2 8,8 9,6 11,2 9,95 11,06 11,71 12,06
16 QAM 2/3 11,1 11,6 14,2 13,27 14,75 15,61 16,09
16 QAM 3/4 12,5 13,0 16,7 14,93 16,59 17,56 18,10
16 QAM 5/6 13,5 14,4 19,3 16,59 18,43 19,52 20,11
16 QAM 7/8 13,9 15,0 22,8 17,42 19,35 20,49 21,11
64 QAM 1/2 14,4 14,7 16,0 14,93 16,59 17,56 18,10
64 QAM 2/3 16,5 17,1 19,3 19,91 22,12 23,42 24,13
64 QAM 3/4 18,0 18,6 21,7 22,39 24,88 26,35 27,14
64 QAM 5/6 19,3 20,0 25,3 24,88 27,65 29,27 30,16
64 QAM 7/8 20,1 21,0 27,9 26,13 29,03 30,74 31,67
La tabella 2-4 non include nessun margine za che la percentuale dei ricevitori con (8 dB
d’implementazione. > NF >7 dB) sia sufficientemente poco ele-
vata da non abbassare in modo significativo
• Canale Rice per ricezione fissa. la probabilità di copertura media.
• Canale Rayleigh per ricezione portatile.
• Canale Rayleigh + 4 dB 2.2.6 RAPPORTI DI PROTEZIONE
per ricezione mobile. DALLE INTERFERENZE CO-CANALE

2.2.5.2 Margine di implementazione 2.2.6.1 DVB-T interferito da DVB-T

Misure di laboratorio hanno stabilito che in Valori variabili a seconda del modo operati-
prima approssimazione si può considerare vo, così come indicato in tabella 2-5 (Cfr [1]
un valore fisso di 3 dB per ogni modo ope- pag.41, Tab. A1.17):
rativo (Cfr [1] pag.27). Questo include un
Tabella 2-5
margine di 2.5 dB per il ricevitore e di 0.5 dB Rapporti di protezione co-canale, DVB-T interferito DVB-T

per la catena di diffusione. Modulazione Code rate PR (*) PR (**) PR (**) 39


(Valutazioni accurate indicano che i margini Gaussiano Rice Rayleygh
di implementazione dei ricevitori crescono QPSK 1/2 5 7 8
16-QAM 1/2 13 14
all’aumentare della efficienza spettrale di
16-QAM 3/4 14 16 20
modulazione/ codifica e della frequenza. I
64-QAM 1/2 18 19
valori indicati possono essere troppo strin- 64-QAM 2/3 19 20 22
genti per il 64QAM rate 5/6 e 7/8).
(*) da misure in IF loop, modo 2k; (**) risultati estrapolati

2.2.5.3 Cifra di rumore del tuner 2.2.6.2 DVB-T interferito da TV analogica

Sia per la ricezione fissa sia per quella mo- Valori variabili in base al modo operativo, co-
bile si assume un valore di cifra di rumore me indicato in tabella 6 (Cfr [1] pag.42, Tab.
(NF) pari a 7 dB, come indicato da CEPT A1.18).
nel Chester Agreement (Cfr [1] pag.33).
N. B.: tale valore va inteso come valore da Tabella 2-6
utilizzare per le simulazioni di copertura e Rapporti di Protezione co-canale. DVB-T interferito PAL

non come valore minimo richiesto per il rice- Rapporti di protezione

costellazione QPSK 16-QAM 64-QAM


vitore d’utente. Ad esempio, EACEM indica
code rate 1/2 2/3 3/4 5/6 7/8 1/2 2/3 3/4 5/6 7/8 1/2 2/3 3/4 5/6 7/8
il valore NF=8 dB come riferimento soddi-
CW e
PAL/SECAM -12
sfatto dal 100% dei ricevitori. Per quanto ri- con teletext
-8 -5 2 6 -8 -4 0 9 16 -3 4 10 17 24
e portanti
guarda la specifica dei ricevitori, si assume audio

NF= 7 dB come il valore raccomandato, e (l’offset del PAL rispetto al DVB-T non sarà tenuto in conto,
per lasciare un margine al piano)
NF=8 dB come il valore massimo. Si ipotiz-
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Pianificazione della rete


di diffusione
2.2.6.3 TV analogica interferita da DVB-T preferenza del 95% per la ricezione fissa e
mobile, e del 70% per la ricezione portatile
PR(CCI) = 34 dB indoor (più difficile a causa dell’attenuazione
per interferenza Troposferica determinata dagli edifici).
PR(CCI) = 40 dB
per interferenza Continua Griglia di riferimento 100*100 m,
sigma = 5,5 dB
In tabella 2-7 sono riportati i PR per i vari si- Griglia di riferimento 250*250 m,
stemi analogici sigma = 5,5 dB
(Cfr [1] pag.45, Tab. A1.24)
2.2.7.1 Fattore di correzione delle località
Tabella 2-7 e della propagazione
Rapporti di Protezione: PAL interferito DVB-T

Sistema Interferenza
Il fattore di correzione delle località (location
Interferenza
analogico Troposferica Continua correction factor) indica l’incremento del va-
40 lore di campo che permette di passare dal
PAL B,B1,G,D,K 34 40 50% all’x% di probabilità di copertura. In ba-
PAL I 37 se all’ipotesi di distribuzione log-normale del
41
campo (contributo di un singolo trasmettito-
SECAL L 37 42 re) è possibile calcolare il fattore di correzio-
SECAM D,K ne [dB] in funzione della deviazione stan-
35 41
dard per varie probabilità x% di copertura.

C1 = µ x σ (Cfr [1], pag.29)


2.2.7 PROBABILITÀ DI COPERTURA E FATTORE µ = 0.52 per 70%
DI CORREZIONE DELLE LOCALITÀ 768 µ =1.64 per 95%
σ = 5.5 dB
Probabilità di copertura in una piccola area: per ricezione esterna (fissa e mobile)
σ = 6.3 dB (VHF) ; 8.1 dB (UHF)
95% = buona; per ricezione indoor (fissa e mobile)
70% = accettabile.
Tabella 2-8
Fattore di correzione delle località

Ai fini del calcolo della percentuale di coper-


VHF UHF
tura della popolazione o del territorio, una
70% 95% 70% 95%
piccola area è da considerarsi coperta se
Autdoor
raggiunge la probabilità di copertura presta- fissa e mobile 2,9 dB 9 dB 2,9 dB 9 dB
bilita. Entrambe le percentuali menzionate
Indoor 3 dB 10 dB 4 dB 14 dB
(95% e 70%) devono essere valutate, con
Il fattore di correzione della propagazione ne statistica dei vari contributi log-normali).
(propagation correction factor, per calcoli in- Nel caso di più contributi, il location correc-
terferenziali, Cfr[1], pag 58) è: tion factor deve essere calcolato caso per
caso, utilizzando la distribuzione statistica
C= x approssimata.
C = fattore di correzione
per la propagazione 2.2.8 PERCENTUALE DI TEMPO INTERFERENZE
= fattore di distribuzione
(distribution factor) • 1% per MFN o SFN per echi fuori da GI.
= deviazione standard in dB • 50% per SFN per echi entro GI (in questo
(standard deviation) caso gli echi non sono da considerarsi come
interferenze, si veda il paragrafo 9).
x% C
Propagation
Location distribution Correction Copertura 2.2.9 PIANIFICAZIONE SFN
factor
probability factor
( = 5,5 dB)
La valutazione delle coperture utilizzerà il 41
95% 1,64 13 dB (12,75) Buona modello indicato in [2] pag. A3-3.
90% 1,28 10dB (9,97) Il rapporto C/(N+I) disponibile relativo agli
echi artificiali (contributi SFN) è dato dalla
80% 0,84 7dB (6,53)
formula, dove:
70% 0,52 4dB (4,08) Accettabile Ci è il contributo dell’eco i-esimo all’ingresso
del ricevitore;
50% 0dB (0)
C è la potenza effettiva totale del segnale
utile;
2.2.7.2 Metodi statistici approssimati I è la potenza effettiva dell’interferenza;
di composizione dei campi Wi è il fattore di peso della componente i-
esima;
Per sommare i contributi di vari trasmettitori Tf è l’intervallo di corretta equalizzazione.
(sia per il calcolo delle interferenze sia per il Attualmente i ricevitori danno Tf =Tg =Tu/4.
calcolo del segnale utile equivalente in una L’algoritmo di ricezione più sofisticato CD3
SFN), si fa riferimento al metodo k-LNM (proposto da RAI e compatibile con la norma
[(somma di contributi con statistica log-nor- DVB-T), che permette Tf =Tu/2, non è at-
male, con pesatura dei singoli contributi)] tualmente disponibile in chip commerciali,
presentato da [EBU] nel documento [3]. Ta- ma solo a livello prototipale.
le metodo approssimato ha il vantaggio di La valutazione delle coperture sarà effettua-
essere molto più rapido dal punto di vista ta con Tf =Tu/4 (alta priorità); con più bassa
computazionale rispetto al metodo “esatto” priorità, si valuteranno anche i vantaggi of-
Montecarlo (simulazione della combinazio- ferti da Tf =Tu/2.
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Il sistema DVB-T può operare in una data lo- nibili. Per semplicità nelle valutazioni di
calità quando il C/(N+I) aggregato è mag- copertura si propone di aprire la finestra
giore o uguale di EPT: sul primo contributo (oppure sul primo
contributo che abbia una potenza non in-
feriore di 25 dB rispetto al contributo do-
minante).
Si ritiene che le coperture ottenute con
tale metodo siano molto simili a quelle
relative all’algoritmo ottimo (massimizza-
zione della potenza nella finestra), tutta-
via è consigliabile effettuare ulteriori veri-
fiche.

C/NF = rapporto segnale / rumore richie-


sto dal sistema su canale Rice, vedi Ta- 2.2.10 ESEMPI DI MODI OPERATIVI
42 bella 2-4; PER L’ANALISI DI COPERTURA
C/NP = rapporto segnale / rumore richie-
sto dal sistema su canale Rayleigh, vedi
Tabella 2-4; 2.2.10.1 Ricezione “fissa”, rete SFN e
∆1 = margine totale di implementazione MFN (alta priorità)
del sistema = 3 dB (vedi paragrafo 5);
∆2 = 0 dB. Antenna direttiva a 10 m (a.g.l.), con e sen-
za discriminazione di polarizzazione, punta-
Ka = criticità del canale: è il rapporto (in mento come analogico
dB) tra la potenza del contributo princi-
pale e la somma delle potenze degli altri Modulazione 64QAM 2/3, 8K portanti;
contributi all’interno dell’intervallo di cor- Tg = Tu/4 (SFN) Tg = Tu/32 (MFN)
retta equalizzazione T f (se Ka<0 dB, al-
lora Ka viene forzato a 0 dB). Per i meto- PR(CCI) = 4 dB DVB-T interferito da PAL
di statistici approssimati (non simulazioni
Montecarlo) le potenze da considerare PR(CCI) = 34 dB PAL interferito da DVB-T
sono quelle medie (50% delle locazioni). (interf. troposferica)

2.2.9.1 Scelta finestra temporale PR(CCI) = 40 dB PAL interferito da DVB-T


nel ricevitore (interf. continua)

Gli algoritmi utilizzati nei ricevitori com- Probabilità copertura 95% (alta priorità) e
merciali non sono pubblicamente dispo- 70% (bassa priorità)
Fattore correttivo di propagazione C=13 dB 2.2.10.4 Ricezione portatile indoor,
(95%), C=4 dB (70%) rete MFN

2.2.10.2 Rete MFN Antenna omnidirezionale


Modulazione 64QAM rate 2/3 (alto bit-rate) e
EPT = C/N richiesto = 20 dB (Rice) 16QAM rate 1/2 (sistema robusto)
PR(CCI) = 34 dB PAL interferito da DVB-T
PR(CCI) = 20 dB DVB-T interferito da DVB-T (interferenza troposferica)
PR(CCI) = 40 dB PAL interferito da DVB-T
VHF (banda III – 200 MHz) (interferenza continua)
Probabilità di copertura 70%
Campo minimo medio (95% locazioni, loca- Fattore correttivo di propagazione C=4 dB
tion factor 9dB) = 48 dBµV/m (70%)
Riferimento piano terra (ground floor)
UHF (banda V – 800 MHz)
64 QAM rate 2/3 43
Campo minimo medio (95% locazioni, loca- PR(CCI) = 4 dB DVB-T interferito da PAL
tion factor 9dB) = 57 dBµV/m PR(CCI) = 22 dB DVB-T interferito da DVB-T
C/N (Rayleigh) = 22 dB

2.2.10.3 Rete SFN VHF (banda III – 200 MHz)


Campo minimo medio (70% locations,
EPT : formule al paragrafo 9, Cfr [2], a se- location factor 3 dB) = 69 dBµV/m
conda della configurazione degli echi attivi. UHF (Banda V – 800 MHz)
Campo minimo medio (70% locations, loca-
PR(CCI) = 22 dB DVB-T interferito da DVB-T tion factor 4 dB) = 80 dBµV/m
(es: echi fuori dall’intervallo di guardia).
Per il calcolo approssimato del campo mini- 16 QAM rate 1/2
mo, si può utilizzare il caso peggiore EPT= 22 PR(CCI) = -8 dB DVB-T interferito da PAL
dB (canale Rayleigh). PR(CCI) = 14 dB DVB-T interferito da DVB-T
C/N (Rayleigh) = 14 dB
VHF (banda III – 200 MHz)
Campo minimo medio (95% locazioni, loca- VHF (banda III – 200 MHz)
tion factor 9 dB) = 50 dBµV/m Campo minimo medio (70% locations, loca-
tion factor 3 dB) = 61 dBµV/m
UHF (banda V – 800 MHz) UHF (banda V – 800 MHz)
Campo minimo medio (95% locazioni, loca- Campo minimo medio (70% locations,
tion factor 9 dB) = 59 dBµV/m location factor 4 dB) = 72 dBµV/m
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2.2.10.5 Ricezione mobile, rete MFN Le differenze relative alle varie modalità di ri-
cezione (ad esempio in interni, su mezzi mo-
16 QAM rate 1/2 bili, o con antenne ad altezza diversa) do-
C/N (Rayleigh+4dB) =18 dB vranno, pertanto, essere considerate sepa-
PR(CCI) = -8 dB DVB-T interferito da PAL ratamente. La definizione dei valori minimi di
PR(CCI) = 34 dB PAL interferito da DVB-T campo e dei rapporti di protezione necessa-
(interferenza troposferica) ri per ottenere una copertura con i livelli di
PR(CCI) = 40 dB PAL interferito da DVB-T qualità desiderati è funzione delle dimensio-
(interferenza continua) ni e della destinazione d’uso dell’area ele-
PR(CCI) = 18 dB DVB-T interferito da DVB-T mentare stessa, ma non viene considerata
Fattore correttivo di propagazione C=13dB in questo documento. Quanto segue, per-
(95%) tanto, ha una validità generale, indipenden-
temente dalle caratteristiche dell’area.
VHF (banda III – 200 MHz) La precisione del modello è il risultato di un
Campo minimo medio (95% locations, loca- compromesso tra la complessità dell’algorit-
44 tion factor 9 dB) = 63 dBµV/m mo, la risoluzione della base dati (introdotta
UHF (banda V – 800 MHz) di seguito) e valutazioni di ordine pratico (re-
Campo minimo medio (95% locations, loca- lative ai tempi di calcolo e all’affidabilità del-
tion factor 9 dB) = 74 dBµV/m le informazioni relative agli impianti di tra-
smissione). Occorre dire che si attende un
errore quadratico medio nel raffronto tra va-
2.3 MODELLO NAZIONALE lori previsti e valori reali che può giungere fi-
DI PREVISIONE DI CAMPO no a valori di alcuni dB, e un errore medio
che tende statisticamente ad annullarsi (nei

Q
uesto paragrafo descrive il modello limiti resi possibili da specifici fattori corretti-
di previsione di campo elettroma- vi che hanno lo scopo di eliminare ogni po-
gnetico per i servizi di radiodiffusio- larizzazione degli errori). Ne consegue che
ne televisiva e sonora (di seguito definito vi sarà differenza tra l’area di copertura pre-
Modello nazionale). vista e quella reale, significativa per un sin-
Il modello intende fornire indicazioni di natu- golo trasmettitore, ma che tenderà ad annul-
ra statistica: esso fornirà il valore mediano larsi al crescere del numero dei trasmettitori
del campo elettromagnetico previsto riferito considerati. Si ipotizza che, detto N il nume-
ad un punto di ricezione sul territorio (detto ro di osservazioni effettuate (pari al numero
punto di verifica) e relativo ad una porzione di trasmettitori considerati), l’incertezza si ri-
di territorio, che definiamo area elementare, durrà secondo una legge proporzionale alla
centrata attorno al punto di ricezione stesso. radice quadrata di N.
Quest’ultimo è rappresentato da un’antenna L’approccio statistico adottato non prevede
posta ad una altezza di dieci metri dal suolo. che all’esecuzione dei calcoli di previsione
del campo elettromagnetico seguano opera- sivo digitale terrestre al formato di ingresso
zioni di allineamento dei valori previsti basa- dell’algoritmo sono al di fuori delle finalità del
ti su valori di campo misurati sul territorio. modello nazionale. Inoltre la verifica di con-
gruenza (il cosiddetto “riallineamento del da-
tabase”) o la definizione di criteri di con-
2.3.1 DEFINIZIONE DI MODELLO NAZIONALE gruenza tra il sistema di broadcasting reale
ed i dati in ingresso all’algoritmo di previsio-
Alla luce delle finalità esposte nel paragrafo ne sono procedure non definite nell’ambito
precedente, appare opportuno definire che del modello nazionale.
cosa si intende per “modello nazionale”. Analogamente, l’uscita del modello naziona-
Il modello nazionale risulta composto da due le potrà essere convertita secondo criteri di-
elementi: versi, che comunque non sono oggetto di
trattazione nel presente documento: essa in-
1. un database del territorio nazionale ita- fatti non si presta a finalità diverse dalla va-
liano (almeno); lutazione della percentuale di territorio na-
2. un algoritmo di calcolo dell’intensità zionale nella quale è assicurata copertura, 45
del campo elettromagnetico generato da così come definito dai dati di ingresso.
una sorgente.

Le proprietà di cui devono godere i due 2.3.3 COORDINAMENTO INTERNAZIONALE


elementi sono oggetto del presente docu-
mento. In ambito internazionale, il WP 11 C della
Il modello nazionale è destinato alla verifi- Commissione 11 dell’UIT-R ha affrontato il
ca della copertura nazionale ottenibile con problema dell’uniformità dei modelli di previ-
un sistema di broadcasting in banda sione. In seno alla Commissione è prevalso
VHF/UHF e quindi ogni utilizzo del model- l’orientamento di lasciare piena libertà ope-
lo stesso al di fuori di questo ambito porta rativa ai singoli paesi nell’ambito del territo-
a risultati non attendibili. rio nazionale. Per il coordinamento interna-
zionale si suggerisce invece l’impiego della
raccomandazione ITU-R PN.370. Il modello
2.3.2 LIMITI DEL MODELLO NAZIONALE nazionale deve essere pertanto in grado di
rifarsi alle disposizioni contenute nella rac-
Il modello nazionale è una “black-box”, fun- comandazione.
zionante indipendentemente dalla localizza- Si auspica tuttavia che il modello presentato
zione sul territorio delle stazioni del sistema di seguito sia esteso alle questioni di coordi-
di broadcasting che analizza. La definizione namento bilaterale, per consegire risultati
di opportune procedure che garantiscano la più precisi di quelli ottenibili con la racco-
conformità dei dati relativi al sistema televi- mandazione ITU. Occorre, comunque, pen-
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sare di calibrare il modello per ottimizzarne riferimento a una densità di potenza attiva P
le prestazioni, qualora esso debba essere [W/m2], legata al valore mediano efficace del
utilizzato con datebase di risoluzione diver- campo elettromagnetico dalla relazione (ap-
sa da quella prevista in questo documento. prossimata, adimensionale) 120 πP= E2 (er-
rore relativo inferiore allo 0.1%). La densità di
2.3.4 DEFINIZIONE DEI PARAMETRI potenza attiva in spazio libero nella direzione
DI PROPAGAZIONE θ [rad] ad una distanza r [m] dalla sorgente è
legata all’ERP [W] del sistema radiante nella
La propagazione elettromagnetica in ambien- direzione θ [rad] dalla relazione P0 =
te reale è un fenomeno complesso del quale ERP(θ)/(4 π r2).
si possono offrire solo alcuni modelli sempli- L’algoritmo del modello nazionale dovrà cal-
ficati e strutturati, utilizzabili solo in casi spe- colare, per ogni coppia di punti geografici, al-
cifici. cune grandezze che, convenzionalmente, in-
Per la previsione dell’intensità di campo elet- dicheremo come relative al segnale utile e al
tromagnetico per il sistema di interesse, si segnale interferente.
46 farà riferimento in questo documento ad un
modello di propagazione in spazio libero del 2.3.5 CARATTERIZZAZIONE DEL SEGNALE UTILE
(3 ) segnale. Il modello è opportunamente modifi-
L'aggettivo “media-
cato così da includere gli effetti macroscopici La densità di potenza utile ricevuta in un
no” è riferito alla di-
stribuzione statisti- di principale interesse che fanno deviare la punto è calcolata lungo la tratta di lunghez-
ca che segue la propagazione reale dal caso ideale. Non tutti za minima (arco minimo sul geoide di riferi-
densità di potenza
i possibili effetti macroscopici sono presi in mento) congiungente il sistema radiante ed
elettromagnetica
nell'area elementa- considerazione in quanto l’obiettivo è quello il ricevitore.
re attorno ad un di un modello non ridondante.
punto di previsione.
Esistono in letteratura svariate ipotesi che La densità di potenza del segnale utile è
(4)
Il parametro ku è possono guidare nella definizione del model- [dBW] Pu = P0-Ad(ku)-Am
anche dipendente lo di propagazione. Si ritiene che alcune di
dalla morfologia
del percorso di
esse siano di utilità per questo progetto, ma Il valore di Ad(ku) [dB] è il valore di attenua-
propagazione in si pensa che il progetto abbia caratteristiche zione per diffrazione sul percorso di propa-
quanto, per percen- di unicità tali da imporre la ricerca di soluzio- gazione costituito da due termini
tuali di tempo supe-
riori al 50%, le cur-
ni specifiche e una deviazione rispetto alle te- Ad1(ku)+Ad2(ku) = Ad(ku)
vature equivalenti si già pubblicate.
dell'atmosfera su Le indicazioni relative alla copertura del terri- Il primo termine dà conto delle perdite di dif-
tragitto terrestre
e marino sono
torio mediante broadcasting sono general- frazione per terra sferica. Il secondo termine
differenti. Per sem- mente riferite al modulo del valore mediano3 dà conto delle perdite di diffrazione per
plicità, questa
efficace del campo elettromagnetico garanti- ostacoli naturali posti sul percorso. Il para-
dipendenza verrà
esplicitata solo to per una percentuale di tempo pari ad X (E metro ku è dipendente dal valore di X, defi-
nell'appendice A. = E(50,X)). Nel seguito del documento si farà nito nella sezione precedente4 .
Il valore Am [dB] è un margine correttivo che lare dell’arco minimo e della differenza tra gli
consente di trasformare il valore mediano angoli dell’orizzonte ottico alla sorgente e al
della densità di potenza in un valore di ‘co- punto di previsione, calcolati in condizioni di
da’ della distribuzione statistica su un’area di atmosfera standard e quindi anche del valo-
dimensioni superiori a quelle dell’area ele- re dell’ERP del trasmettitore all’orizzonte.
mentare. È quindi la somma di due termini:
il primo, con riferimento alla griglia dei punti 2.3.7 DATABASE GEO-MORFOLOGICO
di verifica che può presentare valori di di-
stanza fra punti adiacenti fino a 500 metri, Il database geo-morfologico contiene i dati
corregge la previsione mediana sul quadra- relativi all’altimetria, al profilo morfologico e
to di 100 m di lato in una previsione su un alla destinazione d’uso del territorio italiano.
quadrato di lato maggiore; il secondo modi- Per renderlo compatibile con il Modello na-
fica il valore mediano in un valore al di sotto zionale deve essere esteso per le informa-
del quale la densità di potenza non scende zioni altimetriche alla chiusura convessa del
per almeno una percentuale Y dei punti pre- territorio nazionale.
senti nell’area. I dati digitalizzati sono ottenuti a partire da 47
una grigliatura regolare del territorio: la gri-
2.3.6 CARATTERIZZAZIONE DEL SEGNALE glia ha almeno passo in longitudine di 10” e
(5)
INTERFERENTE di 7”.5 in latitudine. L’informazione contenu- Previa l'identificazio-
ta all’interno delle areole della griglia fa rife- ne di una soglia mi-
nima di densità di
Il segnale interferente è caratterizzato da rimento a:
abitazione che per-
due valori di densità di potenza attiva: • altezza massima e media; metta di definire la
• morfologia, limitatamente alle indicazioni destinazione in mo-
do univoco: in prima
Pir = P0-Ad(ki)-Am terra o mare;
istanza si può assu-
• destinazione d’uso, limitatamente alle indi- mere questo valore
Pits = P0-Ats-Am cazioni abitato o non-abitato5. pari a 100 ab/km2

La densità Pir è analoga alla densità Pu a 2.3.8 ALGORITMO DI CALCOLO


meno del termine di perdita per diffrazione DELL’ATTENUAZIONE. FINALITÀ
Ad(ki) = Ad1(ki)+Ad2(ki), riferito al parame-
tro ki, generalmente diverso da ku, che L’algoritmo di calcolo del Modello nazionale
estende la previsione ad una percentuale di richiede in ingresso due coordinate geogra-
tempo X’diversa da X (vedi inoltre la nota 2). fiche di punti appartenenti al territorio italia-
La densità Pits è invece una potenza attiva no, alle quali si farà riferimento in seguito co-
interferente irradiata verso il punto di previ- me T (sorgente di radiazione) e R (punto di
sione a causa del fenomeno di diffusione previsione) e calcola i valori di Pu, Pir e Pits,
troposferica (troposcatter). L’intensità del per un ERP di 1 kW (ipotesi di radiatore iso-
troposcatter è funzione dell’ampiezza ango- tropico).
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2.3.8.1 Flusso dell’algoritmo tesa, accorpamento degli ostacoli, Deygout,
vedi appendice B).
Richiede in ingresso le coordinate di T ed Calcola il valore A ts, secondo quanto de-
R. Del punto T richiede anche l’altezza del scritto nella raccomandazione ITU-R P.452:
traliccio su cui è posizionato il sistema ra-
diante (D h) e la frequenza alla quale effet- Ats = 190 + Lf + 20 log(D) + 0.573
tuare i calcoli. 0.15N0 + Lc + Ag-10.1[-log(1/50)]0.7
Determina n punti sull’arco minimo, definiti
tramite la relazione: Qj = T + j D0, dove D0 in cui la frequenza è espressa in Gigahertz,
è la distanza di campionamento, pari al φ è la distanza angolare, e
massimo a 1 km, n è il quoziente intero del
rapporto D/D0, essendo D la distanza tra T Lf = 25log(f)-2.5[log(f/2)]2
ed R. Lc = 0.051 exp(0.055Gt), Gt [dB]
guadagno in trasmissione dell’antenna
Per gli n+2 punti (Q0=T, Qn+1=R) estrae N0 = 320
48 dal database le altezze (Hj)6 e la morfolo- Ag = 0
gia. L’altezza del punto Q0 è incrementata
(6) di Dh [m]. Estrae per il punto Qn+1 la desti- 2.3.9 RETTIFICAZIONE DEL PROFILO TERRESTRE
Il valore di Hi è
nazione d’uso: l’altezza del punto Qn+1 è
univocamente defi-
nito dall'interpola- incrementata di 15 m se il punto è abitato, di La rettificazione del profilo terrestre può es-
zione bilineare sui 10 m negli altri casi. sere realizzata (nel caso di distanze piccole
valori delle altezze
Trasforma l’insieme di n+2 coordinate in rispetto al raggio della terra) introducendo
dei quattro punti
del data-base geo- due insiemi di punti T1 e T2. Le ascisse dei l’approssimazione parabolica del profilo ter-
morfologico che punti in T1 e T2 (in metri) sono le distanze restre8 .
definiscono i vertici
dei punti da Q0. Indicando con k il valore di correzione della
del più piccolo ele-
mento di griglia Le ordinate dei punti sono determinate se- curvatura terrestre e con re [m] il raggio ter-
contenente il punto guendo la raccomandazione ITU-R restre effettivo, si ponga c = (2 k re)-1:
Pi. L’altezza del
PN.834, impiegando il parametro ku nel ca- l’ordinata yi [m] dell’i-esimo punto dell’insie-
trasmettitore e del
ricevitoresi assu- so dell’insieme T1 ed il parametro ki nel ca- me Tx (x = 1,2) vale:
me invece pari alla so dell’insieme T2 come fattori di correzio-
massima fra le al- 2

tezze dei quattro


ne del raggio di curvatura terrestre (vedi yi = Hi-c Di (A-1)
punti più vicini. appendice A).
in cui D i [m] è la distanza del punto Qi da
Calcola un’approssimazione dei valori Q0.
Qualora il valore di k risulti essere funzione
Ad(ku) = Ad2(ku) ed Ad(ki) = Ad2(ki)7 , della morfologia dei punti, è necessario mo-
dificare opportunamente la formula di rettifi-
seguendo la revisione ITU 3/1007-E (corda cazione. Per semplicità si ipotizzi una varia-
zione dal valore k1 nel punto Qi-1 al valore B1. Procedura della corda tesa
k2 nel punto Qi. La rettificazione si ottiene
imponendo la continuità del profilo a un’a- Il metodo consiste nell’identificare quei pun-
scissa media tra quelle dei due punti, ti del profilo che sarebbero toccati da una
Dm = (i +1/2)D0. Posti c1 = (2 k1 re)-1 e corda tesa fra il trasmettitore e il ricevitore.
c2 = (2 k2 re)-1 si modifica la (A-1) Sebbene non sia più presente nella racco-
per i punti Qj, j > = i in: mandazione ITU-R P.526-5, la procedura è
qui comunque introdotta per razionalizzare
yi = Hi-c2 Di2- (c1-c2) Dm2 (A-2) la struttura dell’algoritmo. Il filtraggio riduce
l’insieme dei punti sulla tratta all’insieme dei
La (A-2) può essere estesa a casi di ripetu- cosiddetti “picchi attivi”, assieme al trasmet-
te variazioni della morfologia lungo il profilo. titore e al ricevitore.
A1. Dipendenza del fattore di correzione del-
la curvatura terrestre dalla disponibilità Si ponga Qcurr = T

Le normative internazionali suggeriscono i Siano rispettivamente 49


seguenti valori per i parametri ku e ki in fun- ycurr l’altezza di Tcurr e Dcurr,j
zione della disponibilità:
la distanza di
Disponibilità= 50.00% Disponibilità= 90.00% Disponibi- Qj da Tcurr (Dj-Dcurr):
lità= 99.00%

Terra 1.3 1.6 4 per tutti i punti Qj per i quali Dcurr,j


Mare 1.3 2 10 è positiva,

si calcoli ai = (yi-ycurr) / Dcurr,i


Il valore del raggio terrestre si assume pari a
re = 6,370 103 [m] Si aggiunga alla lista dei picchi attivi il punto
Qi per il quale ai è massima
2.3.10 CALCOLO DELL’ATTENUAZIONE
DA DIFFRAZIONE Si ponga Qcurr = Qj e si ripeta la ricerca dal
punto (2)
Il calcolo dell’attenuazione da diffrazione è
operativamente suddiviso in tre passi: B2. Accorpamento dei picchi vicini
• filtraggio dei picchi non attivi
(c.d. “procedura della corda tesa”) Va eseguito nel caso in cui la distanza di di-
• accorpamento dei picchi vicini scretizzazione del profilo è approssimativa-
• calcolo del valore di attenuazione mente pari al passo di griglia del database
(Metodo di Deygout) geo-morfologico. In questo caso, gruppi di
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ostacoli separati da distanze non superiori a principale della tratta T-Qp; il picco principa-
dmin metri (opportunamente definita), ven- le sinistro è invece il picco principale della
gono sostituiti da un unico ostacolo equiva- tratta Qp-R.
lente la cui posizione ed altezza sono tali da
non alterare la geometria della corda tesa 2.3.11 INTERPOLAZIONE DEI VALORI
nella restante parte del profilo altimetrico. DEL DATA-BASE GEO-MORFOLOGICO

Sia Qk, Qk+1, ..., Qk+N l’insieme di N+1 pic- Può essere necessario interpolare, a partire
chi attivi da accorpare. Siano Qb e Q e ri- dalle informazioni contenute nel database, il
spettivamente i due picchi attivi precedente valore di altezza di un punto Q non appar-
e successivo al gruppo. tenente all’insieme dei vertici della griglia. Il
procedimento suggerito è quello dell’inter-
Sia a = (yk-yb) / (Dk-Db) e polazione bilineare, descritto qui di seguito.
b = (ye-yk+N) / (De-Dk+N). Siano A1, A2, B1 e B2 punti della griglia che
definiscono il rettangolo curvilineo ad area
50 L’accorpamento sostituisce all’insieme degli minima contenente il punto Q. A1 e A2 e B1
ostacoli un unico ostacolo Qa,k, a distanza e B 2 hanno a coppie la stessa latitudine.
Analogamente A1 e B 1 e A2 e B 2 hanno a
9)
Riferimenti
Da,k = (yb-ye-a Db+b De) / (a-b) coppie la stessa longitudine. La latitudine e
1]“Parametri di rete”, dal trasmettitore e di altezza a (Da,k-Db). la longitudine di A1 siano le più piccole tra i
Documento finale del 4 punti (vertice in basso a sinistra del ret-
Sottogruppo di studio B3. Metodo di Deygout tangolo). Siano Dlong e Dlat [rad] le lun-
B.1
ghezze dei lati del rettangolo e dlong e dlat
2]”Modello nazionale
per la previsione dell’in-
Sul profilo ottenuto vengono identificati i tre le distanze angolari in longitudine e latitudi-
ensità del campo elet- picchi principali. ne di Q da A1.
romagnetico generato
da sistemi terrestri Diciamo che Qp è un picco principale se ha Si indichi con h(x) l’altezza di uno dei punti
broadcast in banda VHF
il massimo valore del parametro (A1, A2, B1, B2 oppure Q).
e UHF”, Documento fi-
nale del Sottogruppo di
v = hi2 / (Di (D-Di)) tra tutti i punti della tratta,
studio B.2. avendo posto D pari alla lunghezza della Si ponga:
3]“The Chester 1997 tratta e Di distanza del picco dal primo estre- h1= h(A1) (1-dlong / Dlong) + h(A2) dlong /
Multilateral Coordination mo della tratta ed hi la distanza del picco dal Dlong
Agreement relating to
segmento congiungente gli estremi della
echnical Criteria, Coor-
dination Principles and
tratta. h2 = h(B1) (1-dlong / Dlong) + h(B2) dlong /
Procedures for the intro- Il primo picco principale è il picco principale Dlong
duction of Terrestrial Di- della tratta T-R.
gital Video Broadcasting Suddivisa la tratta in due sottoinsiemi (T-Qp Allora si può porre:
DVB-T)”, Chester 25
e Q p-R), il picco principale destro è il picco h(Q) = h1 (1-dlat / Dlat) + h2 dlat / Dlat
July 1997.
2.4 SCENARI DI PIANIFICAZIONE che raggiungono tale obiettivo saranno in
grado di consentire l’estensione graduale

Q
uesto paragrafo riassume le ipo- del servizio digitale fino alla copertura del-
tesi tecniche e gli scenari ai quali l’attuale servizio analogico (espandibilità
sono stati applicati gli algoritmi della copertura).
per la localizzazione degli impianti tra- La metodologia utilizzata ha consentito di
smissivi (siting) e per l’assegnazione delle valutare l’andamento della copertura del ter-
frequenze. Le questioni relative all’archi- ritorio e della popolazione in funzione dell’in-
tettura della rete necessaria per la distri- sieme degli impianti attivati. Il risultato otte-
buzione dei segnali verranno affrontate nuto garantisce che le reti digitali qui esami-
nel prossimo capitolo. nate possano essere implementate in fasi
successive (modularità della rete).
2.4.1 INTRODUZIONE I risultati ottenuti rappresentano unicamente
la base di partenza per l’individuazione dei
Nel paragrafo 2.1.3 sono stati introdotti i metodi più opportuni per l’introduzione della
concetti di scenario, tipologia di rete e tipo- DVB-T in Italia e per la valutazione degli 51
logia di servizio e sono state brevemente de- obiettivi raggiungibili .
scritti i principali scenari (Scenario di piano,
Scenario di piano equivalente, VHF e UHF) 2.4.2 PARAMETRI TECNICI
le principali tipologie di servizio (Servizio na-
zionale, regionale e di area locale) nonchè le 2.4.2.1 Condizioni di ricezione
principali tipologie di rete (SFN, k-SFN, MFN
4f). In questo paragrafo si descriveranno, in Si è considerato prioritario l’esame del caso
modo più dettagliato, i risultati ottenuti. di ricezione fissa del segnale, pur essendo
Il lavoro svolto si è basato sulle indicazioni stati messi a punto gli strumenti per effettua-
presenti nella legge 249/97, indicazioni alle re una successiva valutazione del servizio
quali si è uniformato anche il Piano naziona- con ricezione portatile indoor e mobile.
le di assegnazione delle frequenze (PNAF) In particolare, i parametri utilizzati nell’otti-
approvato il 30 ottobre 1998. mizzazione e nella simulazione di copertura
In particolare, nel caso del servizio naziona- sono i seguenti (cfr. paragrafo 2.2):
le e come semplice valore di riferimento uti- Ricezione fissa, rete SFN e MFN (alta
le per dare una chiave di lettura dei risultati priorità)
delle simulazioni stesse, si sono presi in Antenna direttiva a 10 m (a.g.l), con e senza
considerazione un servizio esteso all’80 % discriminazione di polarizzazione, punta -
del territorio nazionale e la copertura di tutti mento come analogico, modulazione 64
i capoluoghi di provincia con qualità buona QAM 2/3, 8k portanti; Tg=Tu/4 (SFN)
(95% dei luoghi). Tale scelta è stata effettua- Tg=Tu/32 (MFN)
ta nella ragionevole ipotesi che gli scenari PR(CCI) = 4 dB DVB-T interferito da PAL
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Pianificazione della rete


di diffusione
PR(CCI) = 34 dB PAL interferito da DVB-T (95% locazioni, location factor 9 dB) = 59
(interf. troposferica) dB V/m

PR(CCI) = 40 dB PAL interferito da DVB-T 2.4.2.2 Qualità del servizio


(interf. continua)
Probabilità copertura 95 % (alta priorità) Per valutare la qualità di servizio si è fatto
e 70% (bassa priorità) riferimento al seguente passo del para-
Fattore correttivo di propagazione grafo 2.2:
C = 13 dB (95%), C = 4dB (70%) Probabilità di copertura in una piccola area:
95 % = buona
Rete MFN 70 % = accettabile
EPT = C/N richiesto = 20 dB (Rice) Nel calcolo della percentuale di copertura
PR(CCI) = 20 dB DVB-T interferito da DVB-T della popolazione o del territorio, una piccola
area è da considerarsi coperta se raggiunge
VHF (Banda III – 200 MHz) la probabilità di copertura prestabilita.
52 Campo minimo medio (95% locazioni, Entrambi i casi (95 % e 70 %) dovranno es -
location factor 9 dB) = 48 dB V/m seri valutati, con preferenza del 95 % per la
ricezione fissa e mobile, e del 70 % per la ri -
10)
mprecisione nella sti-
UHF (Banda V – 800 MHz) cezione portatile indoor (più critica a causa
a della copertura che Campo minimo medio (95% locazioni, dell’attenuazione degli edifici).
riverebbe dalla simu- location factor 9 dB) = 57 dB V/m I risultati riportati per ogni scenario con rice-
ione teorica con il mo- zione fissa sono perciò ricavati con probabi-
llo nazionale è inac-
Rete SFN lità di copertura superiore al 95 % dei luoghi
ttabile data la risolu-
ne del database oro-
EPT = C/N richiesto compresi in un’area elementare di 100x100
afico utilizzato e del + Margine Implementazione = 19 + 3 dB m, un’ipotesi di servizio digitale con buona
etodo di calcolo dei PR(CCI) = 22 dB DVB-T interferito da DVB-T qualità. Nelle tabelle riportate nell’Allegato
mpi elettromagnetici. (es. echi fuori dall’intervallo di guardia). vengono presentati i risultati ottenuti dalle si-
Per il calcolo approssimato del campo minimo, mulazioni di copertura con qualità compresa
1)
La particolarità dell’oro-
tra “accettabile” e “buona”.
grafia italiana e le pro- si può utilizzare il caso peggiore
blematiche tipiche della EPT = 22 dB (Canale Rayleigh) 2.4.2.3 Finestra di guardia del ricevitore
propagazione del cam-
po elettromagnetico in-
VHF (Banda III – 200 MHz) La modalità di apertura della finestra tempo-
ducono a credere che
sia richiesto un numero
Campo minimo medio rale di guardia del ricevitore non sono state
di siti con potenza ERP (95% locazioni, location factor 9 dB) = 50 dettagliatamente definite nel paragrafo 2,
minore di 200 W para- dB V/m laddove si sottolinea che:
gonabile all’attuale. • gli algoritmi utilizzati nei ricevitori commer-
UHF (Banda V – 800 MHz) ciali non sono pubblicamente disponibili. Per
Campo minimo medio semplicità nelle valutazioni di copertura si
propone di aprire la finestra sul primo contri- denominato Modello nazionale che impiega
buto (oppure sul primo contributo che abbia un database territoriale di adeguata risolu-
una potenza non inferiore di 25 dB rispetto al zione.
contributo dominante). In particolare, si è decomposto il territorio
• le coperture ottenute con tale metodo sono nazionale in 55012 pixel di circa 2 Km di la-
presumibilmente simili a quelle relative all’al- to e si è valutata l’intensità del campo elet-
goritmo ottimo (massimizzazione della po- tromagnetico utile e interferente in ciascun
tenza nella finestra), ma è consigliabile ef- pixel, in accordo alle metodologie ed ai pa-
fettuare ulteriori verifiche. rametri stabiliti nel paragrafo 3.
Nella fase iniziale del progetto ottimo della I calcoli sono stati effettuati utilizzando un
rete si è deciso di fare riferimento, come database territoriale disponibile presso il Di-
suggerito nel documento [1]9 , sia alla fine- partimento di informatica e sistemistica del-
stra ottimizzata (ricevitore ottimo), sia alla fi- l’Università di Roma che ha una risoluzione
nestra con apertura sul primo contributo che planimetrica di base pari a 250 m.
abbia una potenza non inferiore a 25 dB ri-
spetto al contributo dominante (ricevitore 2.4.3 Metodologia di pianificazione 53
semplice). Si parla di finestra ottimizzata nel
caso in cui il ricevitore sia caratterizzato da Durante la sperimentazione sono state esa-
una finestra temporale centrata, in ogni minate le prestazioni di reti a singola fre-
pixel, attorno all’istante di tempo che massi- quenza (SFN), reti a multifrequenza pura
mizza la potenza utile in essa contenuta. (MFN 4f), reti miste SFN-MFN (2-SFN, 3-
Dagli esperimenti fatti nel caso di rete SFN a SFN) per le tipologie di Servizio nazionale e
Servizio nazionale, si è riscontrato che i ri- regionale e per la banda III (VHF) e per le
sultati di copertura ottenuti con il ricevitore bande IV e V (UHF), oggi utilizzate per la dif-
ottimo non differiscono mai più del 3% in ec- fusione del segnale televisivo analogico.
cesso rispetto a quelli ottenuti con il ricevito- Per ciascuno scenario, per ciascuna tipolo-
re semplice. Si è perciò deciso di adottare la gia di rete e per ogni tipologia di servizio è
finestra ottimizzata per simulare gli scenari. stato individuato il sottoinsieme dei siti can-
didati da attivare e si sono indicate le oppor-
2.4.2.4 Previsione di campo lettromagne- tune modifiche da apportare ai diagrammi di
tico e modello digitale del territorio antenna nominali. Inoltre, per l’insieme dei
siti attivati, è stata determinata l’assegnazio-
Per quanto concerne la valutazione della co- ne di frequenze che massimizza il territorio e
pertura del servizio digitale è stato necessa- la popolazione serviti con qualità “buona”.
rio realizzare un programma per la stima del Per conseguire i due obiettivi è stato rea-
campo elettromagnetico. lizzato un algoritmo di ottimizzazione che
Il segnale, scomposto in “segnale utile” e agisce sulla configurazione delle potenze e
“segnale interferente”, è stato stimato me- sull’assegnazione delle frequenze di servi-
diante un modello di calcolo deterministico zio agli impianti di diffusione del segnale
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Pianificazione della rete


di diffusione
televisivo. Come funzione obiettivo è stata che, assunto come scenario di riferimento,
scelta la massimizzazione della percentua- equivale allo Scenario di piano.
le di territorio servito con qualità buona. Lo Scenario di piano equivalente è carat-
L’algoritmo agisce sull’insieme di “siti can- terizzato da siti esistenti “equivalenti” a
didati” che caratterizza lo scenario in esa- quelli definiti nel PNAF, ove per equivalen-
me e per i quali sono stati definiti opportu- te si intende un sito esistente corrispon-
ni diagrammi di antenna nominali. Per cia- dente a un sito del PNAF.
scun impianto candidato sono determinate Come si è già detto, il range di tolleranza
la riduzione di potenza ottima (della stessa indicato dall’Autorità nel PNAF per stabili-
entità in tutte le direzioni) rispetto a quella re la corrispondenza è costituito da una fa-
nominale e la frequenza di servizio: en- scia di 50” di distanza e da una differenza
trambe consentono di massimizzare la di 50 m in quota.
percentuale di territorio servito con qualità
buona. Per gli scenari ritenuti più significa- Il criterio di equivalenza è stato esteso fino
tivi sono stati prodotti i seguenti output: a considerare equivalenti anche alcuni siti
54 esistenti (meno del 10%) di poco al di fuo-
• la percentuale del territorio e della popola- ri del range di tolleranza purché la tipolo-
zione serviti con qualità “buona” sia con un gia di sito esistente fosse riconducibile ad
Servizio nazionale sia con un Servizio re- un sito del PNAF, ovvero, le rispettive aree
gionale; di copertura ottenute con i parametri ra-
• i dati della rete di diffusione dopo l’ottimiz- dioelettrici del PNAF e con quelli del sito
zazione effettuata con gli algoritmi di siting; esistente risultassero assimilabili.
• le mappe di estensione del servizio delle re- Sono stati successivamente esaminati
ti nazionali, regionali e locali; due scenari, detti Scenario VHF e Scena-
• gli istogrammi della percentuale di servizio rio UHF, costituiti rispettivamente dai siti
all’aumentare dei siti utilizzati. attualmente esistenti maggiormente utiliz-
zati per la diffusione televisiva in banda III
2.4.4 Scenari esaminati (VHF) e nelle bande IV e V (UHF). Anche
in questi scenari i siti “equivalenti” al PNAF
In questo paragrafo sono descritti gli scena- sono stati messi in evidenza.
ri di rete digitale presi in considerazione in Più in dettaglio:
questo studio. Gli scenari esaminati sono :
• Scenario di piano • Scenario di piano: 487 siti del PNAF
• Scenario di piano equivalente analogico caratterizzati dalle ERP nelle
• Scenario VHF varie direzioni indicate dal PNAF;
• Scenario UHF • Scenario di piano equivalente: 487 siti
“piano equivalenti”, cioè siti ove possibile
Lo scenario definito dal Piano Nazionale di esistenti, localizzati in prossimità (di nor-
Assegnazione delle Frequenze analogi- ma con coordinate che differiscono di me-
no di 50” da quelle di Piano) degli impianti versale (che utilizzi impianti di bassa po-
del PNAF, caratterizzati dai sistemi radian- tenza) come quella dei due scenari in og-
ti ove possibile attuali (altrimenti quelli del getto. Il confronto ha consentito di valutare
PNAF); l’ “elasticità” della rete ovvero l’andamento
• Scenario VHF: 1563 siti e corrispondenti della copertura a seguito dell’aggiunta degli
valori di ERP nelle varie direzioni, attual- impianti a copertura marginale.
mente esistenti, maggiormente utilizzati Lo Scenario di piano e lo Scenario di pia-
per la diffusione televisiva in banda VHF; no equivalente sono stati analizzati sia in
• Scenario UHF: 1682 siti e corrispondenti VHF sia in UHF, mentre i due scenari VHF
valori di ERP nelle varie direzioni, attual- e UHF sono stati analizzati nella rispettiva
mente esistenti, maggiormente utilizzati banda di frequenza.
per la diffusione televisiva in Banda UHF. Si è deciso di non esaminare a fondo l’inte-
grazione dei siti di Piano con siti caratteriz-
Lo Scenario di piano consente di esamina- zati da potenza ERP inferiore a 200 W, ne-
re i risultati di uno scenario di rete digitale cessari a incrementare la copertura percen-
costituita dai 487 siti del PNAF. tuale del territorio (popolazione). Il motivo di 55
Lo Scenario piano equivalente consente di tale decisione è lo stesso che ha condotto
esaminare i risultati di uno scenario di rete alla scelta di non considerare nella pianifica-
digitale avente come punto di partenza il zione analogica tali impianti, ovvero: con le
PNAF. In corrispondenza degli impianti in- approssimazioni (geografiche e radioelettri-
dicati dall’Autorità nel PNAF si sono sosti- che) che inevitabilmente sono presenti nel
tuiti i sistemi radianti e i parametri radioe- processo di ottimizzazione e simulazione,
lettrici con quelli dei siti oggi esistenti. In non è significativo10 tenere conto di impian-
corrispondenza dei 31 siti del PNAF indivi- ti con aree di servizio di pochi chilometri
duati come siti non “equivalenti”, si sono quadrati. In ogni caso, allo scopo di verifica-
utilizzati sistemi radianti con le caratteristi- re la flessibilità del Piano e la sua capacità di
che indicate dal PNAF. rispondere a problemi di copertura su scala
Lo Scenario VHF e lo Scenario UHF sono molto ridotta, si è provveduto ad effettuare
stati definiti e studiati per due motivi princi- alcuni esperimenti di integrazione del Piano
pali. In primo luogo per definire, in modo il con impianti di bassa potenza. Si può ipotiz-
più possibile realistico, la struttura di una zare che sarà richiesto l’impiego di un nu-
rete nazionale esistente allo scopo di av- mero di siti con potenza ERP inferiore a 200
viare una sperimentazione delle metodolo- W paragonabile11 a quello attuale, al fine di
gie di transizione dalla situazione attuale a giungere a una copertura con un servizio in
quella di un possibile Piano Frequenze Di- tecnologia digitale analogo a quello ottenuto
gitale. Si è voluto inoltre comparare i risul- oggi con la televisione analogica.
tati ottenuti nello Scenario di piano con Per ciascuno degli scenari elencati si è deci-
quelli ottenibili su una rete a copertura uni- so di simulare il servizio di una :
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Pianificazione della rete


di diffusione
rete SFN a servizio nazionale; rete MFN a servizio regionale.
rete k-SFN a servizio nazionale;
k-SFN a servizio regionale La Tabella 2-9, riportata di seguito, riassu-
rete MFN a servizio nazionale; me tali scenari.
Tabella 0-9 Scenari di rete esaminati nelle simulazioni di copertura digitale per ricezione fissa, modulazione 64 QAM, 8K portanti,
FEC=2/3, Tg=Tu/4 (SFN) e Tg=Tu/32 (MFN), antenna direttiva a 10 m (s.l.m.), con discriminazione d’antenna e di polarizzazione.

Scenari Database Banda di frequenza Tipologia di servizio

Scenario PNAF PNAF UHF Rete SFN a servizio nazionale


Rete k-SFN a servizio nazionale
Rete k-SFN a servizio regionale
Rete MFN a servizio nazionale
SceNnAaFrio PNAF VHF
Rete
Rete
MFN a servizio regionale
SFN a servizio nazionale
PNAF Rete k-SFN a servizio nazionale
Rete k-SFN a servizio regionale
Rete MFN a servizio nazionale
Rete MFN a servizio regionale
UHF Rete SFN a servizio nazionale
56 Rete k-SFN a servizio nazionale
Rete k-SFN a servizio regionale
Rete k-SFN a servizio regionale
Scenario Rete MFN a servizio nazionale
‘Piano DB1 VHF Rete MFN a servizio regionale
Rete SFN a servizio nazionale
Equivalente’ Rete k-SFN a servizio nazionale
Rete k-SFN a servizio regionale
Rete MFN a servizio nazionale
VHF Rete MFN a servizio regionale
Scenario VHF DB3 Rete SFN a servizio nazionale
Rete k-SFN a servizio nazionale
Scenario DB3 Rete k-SFN a servizio regionale
VHF Rete MFN a servizio nazionale
UHF Rete MFN a servizio regionale
Rete SFN a servizio nazionale
Rete k-SFN a servizio nazionale
Scenario DB2 Rete k-SFN a servizio regionale
UHF Rete MFN a servizio nazionale
Rete MFN a servizio regionale

2.4.5 RISULTATI [1]. Per convenzione nel presente documen-


to il termine SFN è riferito esclusivamente al-
Si è provveduto a ottimizzare la rete di diffu- le reti di servizio nazionale. Come evidenzia-
sione (siting e assegnamento di frequenze) to dal successivo capoverso, tuttavia, non si
con riferimento a reti SFN, k-SFN e MFN 4f. esclude di applicare la tecnologia SFN anche
• La rete SFN (Single Frequency Network) a servizi pluri-regionali, regionali e sub-regio-
è una rete isofrequenziale, che impiega cioè nali.
una sola frequenza in tutti i siti di diffusione • La rete k-SFN (o una rete MFN con esten-
considerati ed ha le caratteristiche riportate in sioni realizzate attraverso SFN locali) è in-
vece una rete che utilizza k>1 frequenze per tori che appartengono alla “sottorete” k, che
assicurare il servizio sul territorio nazionale, consente una composizione costruttiva degli
una rete cioè costituita da k “sottoreti” isofre- echi compresi nell’intervallo di guardia che
quenziali (SFN locali), ciascuna delle quali giungono al ricevitore.
utilizza la composizione degli echi iso-fre- I risultati ottenuti dalla simulazione sono
quenza che cadono all’interno della finestra contenuti nelle tabelle allegate (scenari di re-
di guardia e che provengono da siti associati te esaminati per ricezione fissa, modulazio-
ad una specifica area geografica (nazione o ne 64 QAM, 8K portanti, FEC=2/3, Tg=Tu/4
regione). In una rete k-SFN a servizio nazio- (SFN) e Tg=Tu/32 (MFN), antenna direttiva a
nale si compongono tutti gli echi iso-frequen- 10 m (s.l.m), con discriminazione d’antenna e
za compresi nella finestra di guardia, laddo- di polarizzazione). I risultati in oggetto (per-
ve, in una rete k-SFN a servizio regionale, si centuale di copertura del territorio e della po-
compongono i soli echi iso-frequenza in guar- polazione e il numero di siti dello scenario ot-
dia che giungono al ricevitore da siti il bacino timizzato) fanno riferimento al servizio nazio-
di utenza è competenza della regione. nale e a quello regionale nelle tre bande di
La copertura totale di una rete k-SFN nella frequenza, al variare della probabilità di co- 57
specifica area geografica è data dalla somma pertura, e possono essere schematizzati co-
delle coperture delle k “sottoreti”. me segue:
• La rete MFN (Multi Frequency Network) è • una rete SFN nazionale permette di rag-
una rete multifrequenza a servizio nazionale, giungere, con un numero di siti relativamente
regionale o di area locale. Al fine di limitare il basso, estensioni del servizio pari circa al
lavoro di simulazione ai casi ritenuti significa- 70% del territorio e all’ 85% della popolazione
tivi, nel presente documento sono state ana- e a tutti i capoluoghi di provincia; tali esten-
lizzate esclusivamente le prestazioni delle re- sioni possono considerarsi sufficienti per
ti MFN che utilizzino 4 frequenze (MFN 4f). In obiettivi ben precisi. Una maggior copertura
una rete MFN il servizio è valutato tramite i di territorio e di popolazione può essere rea-
parametri del Canale di Rice riportati in [1]. lizzata se aumenta il numero degli impianti
Merita di essere sottolineato che la metodo- (l’aumento di siti è superiore a quello delle al-
logia e i parametri di calcolo del servizio per tre tipologie di rete a parità di copertura). A ta-
una rete k-SFN sono gli stessi di una rete le proposito si noti l’aumento di copertura ot-
SFN sopra richiamati. Il valore dell’EPT (22 tenuto per le reti SFN nel caso degli scenari
dB) e del campo minimo medio (59 dB in VHF e, in modo particolare, UHF.
UHF - banda V e 50 dB in VHF – banda III) • le reti k-SFN utilizzano k frequenze asse-
utilizzati per il calcolo del servizio, dunque, gnate nei siti di diffusione (gli echi iso-fre-
sono più elevati di quelli previsti per il servizio quenza si compongono come nelle reti SFN).
MFN. Ciò conduce a valori di servizio inferio- Va segnalato che tali reti (sia 2-SFN che 3-
ri a quelli ottenuti utilizzando i parametri pre- SFN) ottengono gradi di estensione del servi-
visti per la rete MFN, effetto in parte compen- zio (territorio e popolazione) maggiori di quel-
sato dalla sincronizzazione di tutti i trasmetti- li ottenibili con una rete SFN. Tale risultato è,
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Pianificazione della rete


di diffusione
per altro, una naturale conseguenza del fatto iso-frequenza sono interferenti e utilizzano
che le reti 2-3 SFN riducono la presenza di un numero massimo di canali pari a 4. Per le
echi iso-frequenza al di fuori dell’intervallo di reti MFN si è deciso di utilizzare 4 frequenze
guardia (autointerferenza di rete). Per tutti gli per tenere conto del valore di riferimento per
scenari tali reti ottengono estensioni del ser- l’estensione dei servizi nazionali indicato dal-
vizio maggiori dell’80% del territorio e del la legge 249 del 31 luglio 1997; un numero di
90% della popolazione (compresi tutti i capo- canali inferiore non permetterebbe di rag-
luoghi di provincia). giungere sufficienti estensioni del servizio.
• in generale la copertura di territorio e po- Le estensioni di servizio ottenibili con una re-
polazione decresce col passaggio dal servi- te MFN 4f risultano essere inferiori a quelle
zio nazionale al servizio regionale, dalla ban- ottenibili con una rete k-SFN ma superiori a
da III alla banda IV e dalla banda IV alla ban- quelle ottenibili con una rete SFN.
da V. Servizio nazionale - qualità “buona” (location
• le reti MFN 4f sono così definite: i segnali probability: 95%) - ricevitore “ottimo

58 VHF - banda III


Scenari Tipologia di rete % Territorio % Popolazione # Siti
Scenario
di piano SFN 72.93 91.33 389
2-SFN 83.75 95.99 428
3-SFN 87.26 97.59 456
MFN 4f 78.29 93.05 357

Scenario
di piano
equivalente SFN 72.59 86.86 306
2-SFN 85.14 95.48 419
3-SFN 88.84 96.73 427
MFN 4f 84.36 95.00 326

Scenario VHF SFN 73.56 88.37 938


2-SFN 87.42 97.70 1164
3-SFN 90.70 98.93 1318

UHF - banda IV
Scenario
di piano SFN 69.39 89.11 393
2-SFN 78.34 93.94 439
3-SFN 81.50 95.68 470
MFN 4f 75.59 92.49 406

Scenario
di piano
equivalente SFN 72.56 87.55 387
2-SFN 84.06 95.38 436
3-SFN 87.85 97.47 449
MFN 4f 81.96 93.97 374

Scenario UHF SFN 74.26 92.16 1344


2-SFN 83.56 96.82 1271
3-SFN 87.00 98.20 1349
UHF - banda V
Scenari Tipologia di rete % Territorio % Popolazione # Siti

Scenario
di piano SFN 63.85 86.05 403
2-SFN 74.32 92.28 438
3-SFN 77.55 94.16 468
MFN 4f 72.03 90.65 412

Scenario
di piano
equivalente SFN 69.19 86.03 391
2-SFN 80.23 93.54 446
3-SFN 83.77 96.01 462
MFN 4f 78.51 92.52 395

Scenario UHF SFN 72.50 91.49 1365


2-SFN 83.45 97.30 1411
3-SFN 85.30 97.87 1412

Servizio regionale – Qualità “buona” (location probability 95%) – Ricevitore “ottimo”

VHF - banda III


59
Scenari Tipologia di rete % Territorio % Popolazione # Siti

Scenario
di piano 2-SFN 73.84 90.31 426
3-SFN 81.62 95.70 462
MFN 4f 75.73 91.90 357

Scenario
di piano
equivalente 2-SFN 74.98 91.24 413
3-SFN 82.01 95.11 427
MFN 4f 79.41 92.61 326

Scenario VHF 2-SFN 82.45 95.06 1122


3-SFN 88.54 98.04 1175

UHF - banda V
Scenari Tipologia di rete % Territorio % Popolazione # Siti

Scenario
di piano 2-SFN 64.57 86.62 436
3-SFN 72.17 91.74 473
MFN 4f 70.35 89.79 412

Scenario
di piano
equivalente 2-SFN 71.11 89.41 437
3-SFN 76.11 91.34 458
MFN 4f 73.37 90.26 395

Scenario UHF 2-SFN 72.04 90.40 1426


3-SFN 78.22 94.53 1427
il libro bianco
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digitale terrestre

Pianificazione della rete


di diffusione
UHF - banda IV
Scenari Tipologia di rete % Territorio % Popolazione # Siti

Scenario
di piano 2-SFN 69.05 89.17 442
3-SFN 75.96 93.77 469
MFN 4f 71.55 90.19 406

Scenario
di piano
equivalente 2-SFN 74.43 89.91 441
3-SFN 80.91 94.10 451
MFN 4f 76.92 91.66 374

Scenario UHF 2-SFN 74.40 90.58 1382


3-SFN 80.70 95.04 1398

60 2.5 PIANO DIGITALE A REGIME lizzo dei 4 canali destinati alle trasmissioni
digitali dal PNAF.

L
a struttura e le proprietà delle reti L’attività di sperimentazione descritta nei
descritte nel paragrafo 2.4 consen- paragrafi precedenti ha consentito di defi-
tono di definire agevolmente la par- nire alcune tipologie di rete pianificata a li-
tizione ottimale dello spettro in reti nazio- vello nazionale caratterizzate, da un lato,
nali, regionali e locali. Tale partizione (che da una diversa valutazione dei segnali in-
diremo Piano digitale) può essere effettua- terferenti (reti a Singola Frequenza (SFN),
ta tenendo conto dell’equilibrio necessario reti k-SFN, reti Multi-frequenza) e dall’altro
tra reti nazionali e reti regionali nonchè dall’estensione geografica del servizio (na-
dell’obiettivo di ottimizzare l’uso dello spet- zionale, regionale e di area locale). Le con-
tro e di massimizzare il numero e la qualità clusioni raggiunte possono così essere
dei programmi irradiabili. I risultati del pa- riassunte:
ragrafo 2.4 possono essere anche utilizza-
ti per definire la partizione ottimale di una Ipotesi di base:
porzione limitata dello spettro (come per
esempio i 4 canali destinati dal PNAF alle • tutte le reti considerate sono reti pianifi-
trasmissioni digitali) o di una collezione di cate a livello nazionale, che definiscono i
insiemi di frequenze disponibili in ogni sito. siti e le frequenze necessarie a coprire l’in-
L’obiettivo di questo paragrafo è quello di tero territorio nazionale. È noto infatti che
descrivere alcune tra le possibili configura- l’effetto della modifica delle caratteristiche
zioni del Piano digitale (situazione a regi- radioelettriche dei trasmettitori (siting) e
me) e alcune tra le possibili modalità di uti- dell’assegnazione delle frequenze ai siti
deve essere simultaneamente verificato del servizio. In una rete nazionale decom-
sull’intera rete nazionale. Una rete pianifi- ponibile a livello di area locale si può ipo-
cata a livello nazionale può svolgere un tizzare che in ogni area di servizio sia con-
servizio nazionale, regionale e di area lo- temporaneamente irradiabile un program-
cale. In base alla qualità del servizio, una ma diverso a contenuto locale. Evidente-
rete nazionale può essere decomponibile mente, una rete decomponibile a livello di
in reti regionali o di area locale ovvero non area locale può essere suddivisa (aggre-
decomponibile. Una rete nazionale si dice gando più aree di servizio) in reti pluri-pro-
decomponibile a livello regionale se il ser- vinciali, provinciali, sub-provinciali o regio-
vizio regionale con un livello di qualità nali.
“buono” che essa può svolgere si estende Una rete nazionale si dice non decomponi-
oltre una soglia giudicata soddisfacente bile se il servizio regionale o di area locale
(ad es. l’80% del territorio o il 90% della che essa può svolgere ad un livello di qua-
popolazione). In altre parole, una rete è de- lità “buono” è inferiore ad una soglia giudi-
componibile a livello regionale se è possi- cata soddisfacente. Questo è quanto acca-
bile considerare interferenti tutti i segnali de alle reti SFN a servizio nazionale. In 61
iso-frequenza provenienti da regioni diver- quelle reti, infatti, l’utilizzo della stessa fre-
se da quella in esame, senza provocare quenza per programmi diversi in regioni
una drastica riduzione del servizio. Di con- adiacenti provoca, come è logico, un dra-
seguenza, una rete decomponibile in reti stico degrado del servizio.
regionali può irradiare contemporanea- Le reti nazionali SFN garantiscono la mas-
mente, su una porzione ampia del territorio simizzazione dello sfruttamento della risor-
nazionale, 21 diversi programmi a conte- sa spettrale (ovvero la massimizzazione
nuto regionale. È importante anche osser- del numero di programmi a parità di fre-
vare che una rete decomponibile a livello quenze utilizzate), ma non sono decompo-
regionale di tipo k-SFN può godere, local- nibili a livello regionale o di area locale.
mente, di tutti i vantaggi offerti dalla com- Le reti MFN (Multi Frequency Network) so-
posizione dei segnali utili nelle reti SFN. no reti nazionali decomponibili a livello di
Analogamente, una rete nazionale si dice area locale e possono essere decomposte
decomponibile a livello di area locale se il in reti regionali e provinciali a fronte di una
servizio di area locale regionale con un li- peggiore utilizzazione della risorsa spettra-
vello di qualità “buono” che essa può svol- le (ciascuna rete MFN utilizza un minimo di
gere si estende oltre una soglia giudicata 4 frequenze).
soddisfacente. In altre parole, una rete è Le reti 2-SFN e 3-SFN (ovvero reti MFN a
decomponibile a livello di area locale se è 2 o 3 frequenze con estensioni realizzate
possibile considerare interferenti tutti i tra- attraverso SFN locali) offrono il miglior
smettitori che operano alla stessa frequen- compromesso tra l’efficienza dell’utilizzo
za senza provocare una drastica riduzione dello spettro e l’esigenza di assicurare una
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Pianificazione della rete


di diffusione
flessibile scalabilità regionale e provincia- mi locali dovranno essere ricavati da multi-
le. Infatti, tali reti sono decomponibili a li- plex MFN.
vello regionale e sub-regionale anche gra- Si osservi inoltre che, grazie alla decom-
zie all’uso locale di sotto-reti SFN. ponibilità a livello di area locale della rete
Le precedenti osservazioni hanno come MFN a 4 frequenze, il limite teorico di pro-
immediata implicazione che la struttura del grammi provinciali corrispondente ai 22
Piano digitale potrà essere definita solo programmi locali MFN è di 22×103=1166
dopo aver quantificato le esigenze di de- (22 programmi per provincia).
componibilità delle reti e le proporzioni tra
reti nazionali e reti regionali e provinciali. A A 1 2 3 4 49 50 51 52 53 54 55
combinazioni diverse di reti SFN e MFN (k-
B 1 13 53 54 55
SFN) corrisponderanno infatti valori molto
diversi del numero di programmi nazionali
e locali ricevibili dagli utenti. Come evidente, questi numeri sono di un
ordine di grandezza superiore agli attuali e,
62 Esaminiamo gli scenari estremi. Se ipotiz- probabilmente, irrealistici da un punto di vi-
ziamo di dedicare tutti i 55 canali (VHF e sta economico.
UHF) alle trasmissioni digitali e di trasmet- Appare quindi ragionevole tentare di indivi-
tere 4 programmi in ciascun multiplex, duare una soluzione di compromesso che
avremo lo scenario A, che massimizza il utilizzi la lettera e lo spirito della legge
numero di programmi nazionali con la rea- 249/97 per giungere ad una corretta ripar-
lizzazione di 55 multiplex SFN, per un tota- tizione delle risorse.
le di 220 programmi nazionali non decom-
ponibili in programmi regionali e locali. Atale proposito si osservi che la legge 249 ri-
serva “.. almeno un terzo dei programmi ir-
Lo scenario B, che massimizza il numero radiabili all’emittenza televisiva locale”. Il
di programmi locali irradiabili, realizza 13 concetto di “programmi irradiabili” deve es-
multiplex MFN (che utilizzino 4 frequenze sere quindi chiaramente definito per indivi-
ciascuno) e 3 multiplex SFN sui canali re- duare il numero minimo di programmi locali.
sidui. I 13 multiplex MFN consentono di de- Nel caso del Piano analogico, le caratteri-
finire 52 programmi nazionali scalabili a stiche della generica rete pianificata a li-
52¥21=1092 programmi regionali. Di con- vello nazionale sono univocamente defini-
seguenza, il numero totale di programmi ir- te; in particolare, è definito il numero (3) di
radiabili in ciascun bacino è pari a 64 frequenze necessario a realizzarla. Di con-
(52+12). Di questi programmi, un terzo seguenza, il numero massimo di program-
(pari a 22) saranno programmi locali men- mi irradiabili (programmi con aree di servi-
tre due terzi (pari a 42) saranno program- zio equivalenti) è dato dal numero totale di
mi nazionali. Evidentemente i 22 program- frequenze diviso per il numero di frequen-
ze necessarie a realizzare una rete nazionali e locali è che il servizio naziona-
(51/3=17). le e locale debbano essere assicurati da
Al contrario, il Piano digitale deve utilizza- reti con caratteristiche diverse. In particola-
re una combinazione di reti con caratteri- re, come osservato nei paragrafi prece-
stiche diverse (SFN, k-SFN, MFN) e quin- denti, il servizio locale (regionale, provin-
di il numero massimo di programmi irradia- ciale e sub-provinciale) può essere garan-
bili deve essere definito in modo diverso. tito da reti MFN e da reti MFN integrate lo-
calmente con sotto-reti SFN (dette conven-
Di seguito viene illustrato un criterio di zionalmente k-SFN). Al contrario, il servizio
scelta della combinazione ottima delle va- nazionale può essere garantito da reti SFN
rie tipologie di rete. A titolo di esempio si il- (singola frequenza su tutto il territorio na-
lustrerà l’applicazione del suddetto criterio zionale), MFN e k-SFN.
in tre diversi scenari. In ciascuno degli sce- Dal punto di vista dell’uso dello spettro è
nari verrà utilizzata la tipologia di rete non consigliabile l’uso di reti SFN per il servizio
decomponibile (SFN) per i programmi na- nazionale; con tale tipo di reti, la rete na-
zionali e una delle tre tipologie di reti na- zionale perde sì la possibilità di irradiare 63
zionali decomponibili (MFN a 4 frequenze, programmi locali (regionali, provinciali,
2-SFN e 3-SFN) per i programmi locali (re- sub-provinciali) - la proprietà, cioè, di es-
gionali, provinciali e sub-provinciali). sere decomponibile a livello regionale e di
Il criterio di scelta della combinazione di re- area locale - ma utilizza in modo più effica-
ti è basato sulla risoluzione di un problema ce lo spettro. Al contrario, una rete locale
di ottimizzazione che ha l’obiettivo di mas- deve essere ricavata necessariamente da
simizzare il numero dei programmi irradia- una rete MFN o k-SFN, se si vuole che i
bili rispettando il vincolo di legge sulla per- suoi programmi siano differenziati a livello
centuale di programmi locali rispetto al to- regionale, provinciale o sub-provinciale.
tale dei programmi irradiabili. Da notare Assumeremo dunque che il Piano digitale
che questo criterio determina in modo uni- sia costituito da due tipologie di rete diver-
voco il numero di reti a servizio nazionale, se: una rete nazionale adatta al servizio
regionale e di area locale, una volta speci- nazionale (non decomponibile) e una rete
ficata la tipologia di rete utilizzata per il ser- nazionale decomponibile a livello regiona-
vizio locale (MFN a 4 frequenze, 2-SFN e le o di area locale.
3-SFN).
Detto N il numero di programmi realizzabi-
2.5.1 Determinazione del numero li, sia k il numero di reti nazionali, h il nu-
di programmi nazionali e locali mero di reti nazionali decomponibili a livel-
lo regionale o di area locale. Sia inoltre f il
L’ipotesi base di questa metodologia per la numero di frequenze necessarie a realiz-
determinazione del numero di programmi zare una rete nazionale non decomponibi-
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Pianificazione della rete


di diffusione
le e F il numero di frequenze necessarie a ammette infinite soluzioni. Il nostro obietti-
realizzare una rete nazionale decomponi- vo è quello di individuare la soluzione che
bile. massimizza il numero di programmi irra-
Se ipotizziamo che ciascuna rete naziona- diabili, ovvero:
le trasmetta un multiplex di q programmi (q
può variare da 1 a 6), risulta che il numero max N
totale di programmi irradiabili può essere N = q(k + h);
espresso come somma dei programmi as- 55 = fk + Fh;
sociati alle reti nazionali e dei programmi 3qh > N
associati alle reti nazionali decomponibili,
ovvero: N =q(k + h). Il precedente problema di programmazio-
Inoltre, se ipotizziamo la disponibilità di 55 ne lineare può essere facilmente risolto per
frequenze nello spettro da pianificare, ab- sostituzione.
biamo che 55 = fk + Fh (ovvero che il nu-
mero totale di frequenze deve essere sud- Infatti, dalla prima equazione si ottiene
64 diviso tra k reti nazionali da f frequenze, e che:
h reti locali da F frequenze).
Di seguito si assumerà che 1< f<F (ovvero h=N-k
che il numero di frequenze utilizzate per q
una rete nazionale non decomponibile sia
minore del numero di frequenze utilizzate Dalla seconda equazione ricaviamo il valo-
da una rete nazionale decomponibile) e re di k = 55/f - Fh/f che, sostituito nell’e-
quindi che la tipologia di rete nazionale non spressione di h, ci consente di scrivere
decomponibile sia diversa da quella nazio-
nale decomponibile. h = N/q + Fh/f - 55/f

Ora, considerato che i programmi locali e, quindi:


(programmi irradiati da reti regionali, pro-
vinciali e sub-provinciali) debbono essere h(1 F)=N 55
f q f
realizzati utilizzando le h reti nazionali de-
componibili e che tali programmi debbono
Di conseguenza, il valore di h in funzione
essere in numero maggiore di N/3, con il
dei parametri del problema e del numero di
vincolo qh > N/3, ovvero, 3qh > N, il si-
programmi irradiabili N è il seguente:
stema:

h = 55q - Nf
N = q(k + h);
q(F - f)
55 = fk + Fh;
3qh > N reti nazionali decomponibili
il valore di k è invece: mentre il numero di reti nazionali decom-
ponibili a livello di area locale (MFN) è:
k = 55 - fh
f h = 55q - Nf = 55 x 4 - 110 x 1 = 110 = 9
reti nazionali non decomponibili q(F - f) 4(4 - 1) 12

Sostituendo il valore di h nella terza dise- reti nazionali decomponibili a livello di area
quazione otteniamo il problema di ottimiz- locale
zazione semplificato:
infine, il numero di reti nazionali non de-
max N componibili (SFN)
165q - 3Nf N
(F - f) k = 55 - Fh = 55 - 36 = 19
f f
La soluzione del problema precedente,
che fornisce il numero ottimo N di pro- reti nazionali non decomponibili
65
grammi irradiabili è:
In conclusione, la soluzione ottima che ri-
N= 165q spetta i vincoli della legge 249 prevede 9
(F + 2f) multiplex MFN (per un totale di 36 pro-
grammi locali) e 19 multiplex SFN (per un
Applichiamo ora la metodologia descritta a totale di 76 programmi nazionali).
tre scenari particolarmente significativi.
Si noti che i 36 programmi locali possono
2.5.1.1 Scenario SFN + MFN corrispondere a 36 x 21 = 756 reti regiona-
a 4 frequenze li ovvero a 36 x 103 = 3708 reti provinciali.

In questo scenario ipotizziamo che le reti 2.5.1.2 Scenario SFN + 2-SFN


nazionali non decomponibili siano di tipo
SFN e che le reti nazionali decomponibili In questo scenario ipotizziamo che le reti
siano di tipo MFN a 4 frequenze (e, quindi, nazionali non decomponibili siano di tipo
siano decomponibili a livello di area locale). SFN mentre le reti nazionali decomponibili
Abbiamo quindi che q=4, F=4 (rete MFN a siano di tipo 2-SFN (e, quindi, sono de-
4 frequenze) e f=1 (rete SFN). Pertanto il componibili a livello regionale).
numero dei programmi irradiabili in ciascun
bacino è dato da: Abbiamo quindi che q = 4, F = 2 (rete 2-
SFN) e f = 1 (rete SFN). Pertanto il nume-
N= 165q = 165 x 4 = 110 ro dei programmi irradiabili in ciascun baci-
(F + 2f) 4+2x1
no è dato da:
il libro bianco
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di diffusione
N= 165q = 165 x 4 = 165 livello regionale).
(F + 2f) 2+2x1 Di conseguenza, abbiamo che q=4, F=3
(rete 3-SFN) e f=1 (rete SFN). Pertanto il
mentre il numero di reti nazionali decom-
numero dei programmi irradiabili in ciascun
ponibili a livello regionale (2-SFN) è:
bacino è dato da:

N= 165q = 165 x 4 = 132


h = 55q - Nf = 55 x 4 - 165 x 1 = 55 = 13 (F + 2f) 3+2x1
q(F - f) 4(2 - 1) 4

mentre il numero di reti nazionali decom-


reti nazionali decomponibili
ponibili a livello regionale (3-SFN) è:
a livello regionale

infine, il numero di reti nazionali non de-


h = 55q -Nf = 55x4-132x1 = 88 = 11
componibili (SFN) è dato da q(F - f) 4(3 - 1) 8
66
reti nazionali decomponibili
k = 55 - Fh = 55 - 26 = 29 a livello regionale
f f
infine, il numero di reti nazionali non de-
reti nazionali non decomponibili
componibili (SFN) è dato da

In conclusione, la soluzione ottima che ri-


spetta i vincoli della Legge 249 prevede
k = 55 - Fh = 55 - 33 = 22
13 multiplex 2-SFN (per un totale di 52 f f
programmi locali) e 29 multiplex SFN (per
un totale di 116 programmi nazionali). reti nazionali non decomponibili

Si noti che i 52 programmi locali possono In conclusione, la soluzione ottima che ri-
corrispondere a 52 x 21=1092 reti regio- spetta i vincoli della legge n. 249 prevede
nali. 11 multiplex 3-SFN (per un totale di 44 pro-
grammi locali) e 22 multiplex SFN (per un
2.5.1.3 Scenario SFN + 3-SFN totale di 88 programmi nazionali).

In questo scenario ipotizziamo che le reti Si noti che i 44 programmi locali possono
nazionali non scalabili siano realizzate con corrispondere a 44 ¥ 21=924 reti regionali.
una rete SFN e che le reti nazionali scala- Nella tabella che segue sono riportati i ri-
bili siano realizzate con una rete 3-SFN a 3 sultati ora esposti (tra parentesi il numero
frequenze (e, quindi, siano decomponibili a totale di programmi regionali):
Scenari Mux SFN Mux MFN (k-SFN) Programmi Programmi Programmi
Nazionali per Regione Regionali

Solo SFN 55 220


Max MFN 4 3 13 42 22 462
SFN + MFN 4 19 9 76 36 756
SFN + 2-SFN 29 13 116 52 1092
SFN + 3-SFN 22 11 88 44 924

2.5.1.4 Utilizzo dei 4 canali resi numero totale di programmi irradiabili


disponibili dal Piano analogico
h = 4q - Nf
Per descrivere la possibile utilizzazione dei q(F - f)
4 canali resi disponibili dal Piano analogico
reti nazionali decomponibili (a livello regio-
(9, 66, 67, 68) è sufficiente riprendere le
nale o di area locale)
formule del paragrafo precedente e sosti- 67
tuire al numero 55 (totale di canali disponi-
k= 4 - Fh
bili) il numero 4. Il risultato è il seguente:
f

N= 12q
reti nazionali non decomponibili
(F + 2f)
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digitale terrestre

Architettura e componenti
di costi della rete DTT in Italia

S
ulla base dei risultati dell’attività dei ra (DAB-T), e quattro, cioè i canali
Gruppi di studio A, B, C e dell’espe- 66,67,68 della banda V della gamma UHF
rienza di alcuni paesi europei, il Co- ed il canale 9 della banda III della gamma
mitato ha analizzato diverse soluzioni tec- VHF, per radiodiffusione digitale televisiva
niche per la definizione di architetture di re- (DVB-T);
te adatte allo sviluppo della televisione di-
gitale terrestre in Italia, con particolare rife- • il territorio nazionale è suddiviso in baci-
rimento ai sistemi di codifica, multiplexing, ni di utenza coincidenti con il territorio del-
distribuzione e diffusione. Con riguardo a le regioni e delle province;
tali architetture, sono state definite alcune
componenti di costo relative agli apparati • a ogni impianto ricompreso nel Piano è
necessari alla diffusione dei servizi. Sono assegnata un'area contenuta nell'ambito di
stati stimati inoltre i costi che i singoli uten- una sola regione o provincia, fatti salvi gli
ti dovranno sostenere laddove sia neces- inevitabili “straripamenti”;
sario adeguare gli attuali sistemi riceventi
alle esigenze del servizio digitale. • è necessario configurare una struttura re-
gionale delle reti per la radiodiffusione tele-
visiva di programmi in ambito nazionale,
68 3.1. ARCHITETTURA assicurando per tutte una copertura alme-
DELLA RETE DTT ITALIANA no dell'80% del territorio nazionale e di tut-
ti i capoluoghi di provincia, con un servizio
di circa il 92% della popolazione;
3.1.1. E LEMENTI REGOLAMENTARI
• tutti gli impianti che servono la stessa
I riferimenti regolamentari più significativi area devono essere localizzati in un "sito
ai fini dell’analisi di un’architettura di rete in comune", le cui dimensioni e quote altitudi-
Italia sono contenuti nelle delibere n.69/98, nali devono essere tali da assicurare la
105/99 e 95/2000 riguardanti il PNAF. compatibilità interferenziale e la ricezione
In base a quanto disposto da tali delibere: dei segnali emessi dagli stessi impianti con
una sola antenna di utente per ogni gam-
• la qualità di ricezione è fissata in un valo- ma di frequenze (VHF,UHF), minimizzando
re corrispondente di norma al grado 4, rife- l'impatto ambientale e l'inquinamento elet-
rito ai livelli della scala di qualità soggettiva tromagnetico.
UIT-R (Unione Internazionale delle Teleco-
municazioni - Radiocomunicazioni); Nell’ottica dell'integrazione del PNAF, l’Au-
torità ha inoltre previsto (cfr.delibera n.
• al servizio di radiodiffusione televisiva 95/2000) di adottare il criterio di servire la
sono destinate le bande I e III della gam- maggiore percentuale possibile di popola-
ma VHF e le bande IV e V della gamma zione e tutti i capoluoghi di regione e di
UHF; provincia, suddividendo in tal modo il terri-
torio nazionale in bacini di utenza coinci-
• sono riservati al servizio di radiodiffusio- denti - per quanto tecnicamente possibile -
ne in tecnica digitale cinque canali, di cui con il territorio delle province.
uno, il canale 12 della banda III della gam- Non è previsto infine l'uso di collegamenti
ma VHF (H2 della canalizzazione italiana), a rimbalzo e, quindi, la protezione di questi
destinato per radiodiffusione digitale sono- contro le interferenze.
3.1.2 Il modello di architettura di rete

Il macro-modello di rete definito è illustrato nella seguente figura 3-1.

Playout Rete di Rete di Sistemi di Ricevitore


distribuzione diffusione ricezione integrato o
d’utente Set-Top Box

canale di ritorno Modem per


servizi
interattivi
Figura 0-1 Macromodello di riferimento

Le componenti e le funzioni del modello rap- condominiale;


presentato sono i seguenti: • il terminale di utente, costituito dal ricevito-
• il playout, la cui funzione è di codificare e re integrato digitale o dal set-top-box da ap-
assemblare programmi, dati e informazioni, plicare al ricevitore analogico;
creando il transport-stream (flusso digitale • il modulo per il servizio interattivo.
per il trasporto);
• la rete di distribuzione, che trasferisce il Si evidenzia che il playout è sostanzialmente
transport-stream all’ingresso dei trasmettitori lo stesso sia quando le reti di diffusione uti-
della rete di diffusione; lizzate siano del tipo SFN sia quando tali reti
• la rete di diffusione, che irradia verso gli siano del tipo MFN, con la sola differenza
utenti il segnale costituito dal transport- che in quest’ultimo caso manca il modulo
69
stream; “SFN adapter”.
• il sistema ricevente di utente, costituito dal- Nel seguito viene illustrata la struttura dei vari
l’impianto di antenna ricevente individuale o componenti del modello di riferimento di rete.

3.1.2.1 Playout

Lo schema generale del playout è quello riportato nella figura 3-2. Esso comprende, tra l’al-
tro, gli apparati per la pay-tv, i codificatori MPEG-2 e il multiplex, opportunamente ridondati.

Figura 0-2 Schema


generale del playout
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sulla televisione
digitale terrestre

Architettura e componenti
di costi della rete DTT in Italia
Nel centro playout i programmi televisivi e ra- loro uso per la distribuzione dei segnali tele-
diofonici vengono codificati nello standard visivi.Tale difficoltà risulta evidente ove si
MPEG-2 e assemblati insieme con altri dati e pensi che la massima parte dei trasmettitori
informazioni presenti (riguardanti gli utenti televisivi sono allocati su siti posti in aree di
pay, le applicazioni interattive, ecc.) dal mul- altitudine elevata (su colline o monti). Ciò
tiplex. Il transport-stream in uscita dal multi- comporta una struttura di rete ad “albero”,
plex viene, quindi, inviato al “SFN adapter” costituita da una dorsale e tante ramificazio-
(quando necessario) che crea la struttura di ni quanti sono i trasmettitori della rete di dif-
Mega Frame e inserisce il MIP (Mega Frame fusione da alimentare.
Initialization Packet). Il network adapter ha la Le reti che utilizzano il satellite per la distri-
funzione di interfacciare la rete di distribuzio- buzione primaria richiedono una serie di ri-
ne che alimenta i trasmettitori della rete di dif- dondanze che comportano una maggiore
fusione. complessità e, quindi, costi più elevati, ri-
spetto al caso in cui esse siano impiegate co-
L’SFN adapter è usato solo quando la rete di me riserva di altri sistemi.
diffusione è del tipo SFN in quanto non ne-
cessario nel caso in cui tale rete è del tipo Nel caso di utilizzo del satellite, la distribuzio-
MFN. Infatti, la sua funzione è di inserire i se- ne può essere fatta nelle seguenti modalità
70 gnali GPS (Global Position System), ricevuti distributive:
attraverso un opportuno ricevitore, per la sin-
cronizzazione del transport-stream necessa- • distribuzione numerica trasparente;
ria per il funzionamento delle reti SFN. • trasporto del segnale numerico utilizzando
la modulazione di frequenza;
3.1.2.2 La rete di distribuzione • distribuzione del transport-stream nel for-
mato DVB-S.
La rete di distribuzione ha la funzione di tra-
sferire il segnale in uscita dal playout ai tra- Va rilevato comunque che una rete di distri-
smettitori delle reti di diffusione. buzione può essere realizzata in segmenti,
Le reti di distribuzione possono essere rea- per ciascuno dei quali si utilizzi, secondo la
lizzate attraverso: convenienza tecnica ed economica, il ponte
radio, il satellite o la fibra ottica. In ogni caso
• ponti radio terrestri; le reti di distribuzione non devono introdurre
• fibre ottiche; ritardi nel trasporto del segnale digitale ai tra-
• satelliti. smettitori delle reti SFN superiori a 1 secon-
do, affinchè possano essere compensati all’-
Le reti di distribuzione attualmente utilizzate SFN sync.
in Italia per la televisione analogica sfruttano
prevalentemente ponti radio terrestri. Per il 3.1.2.3 Note sulle reti di diffusione
trasporto del segnale digitale è necessario
che esse siano convertite alla nuova tecno- Come accennato nelle pagine precedenti,
logia. Questo tipo di rete si adatta facilmente la tecnologia digitale consente di pianificare
alla distribuzione sia di programmi nazionali reti che utilizzano la stessa frequenza per
sia di programmi locali, strutturandola oppor- tutti gli impianti trasmittenti che le compon-
tunamente. gono (reti SFN) e reti che richiedono, come
La realizzazione di reti in fibra ottica presen- nel caso analogico, frequenze diverse in im-
ta in generale difficoltà per quanto riguarda il pianti diversi allo scopo di minimizzare gli
effetti dell’interferenza (reti MFN). Vi è inol- sono essere progettate per servizi rivolti pre-
tre la possibilità di realizzare reti miste valentemente all’utenza fissa o all’utenza
MFN-SFN (reti k-SFN), ossia reti MFN este- mobile. Nel primo caso è più adatta la moda-
se localmente con reti SFN costituite da po- lità di modulazione OFDM a 2000 portanti,
chi impianti, che consentono di coprire una nel secondo caso è da preferire la modalità a
maggiore percentuale di territorio e di popo- 8000 portanti.
lazione, pur con un incremento limitato nel
numero degli impianti. I suddetti tipi di reti si 3.1.2.4 Le reti SFN
distinguono anche per quanto riguarda la
loro capacità di trasmissione, minore per le Le reti SFN, come è stato detto in prece-
reti SFN rispetto alle reti MFN. Ciò compor- denza, possono essere usate quando nel-
ta che le reti SFN possono, rispetto alle reti l’ambito nazionale o locale servito si debba-
MFN, trasmettere un minore numero di pro- no irradiare gli stessi programmi e servizi,
grammi o lo stesso numero di programmi cioè quando non è richiesto di inserire nel
ma con minore qualità. Ricordiamo che le transport-stream nuovi contenuti o sostituire
reti pianificate a livello nazionale possono parti del contenuto da irradiare solo in parti-
essere o meno decomponibili in reti a livel- colari aree del complessivo ambito territoria-
lo regionale o provinciale o sub-provinciale, le servito dalla rete. La criticità posta da que-
intendendo per reti sub-provinciali quelle sto tipo di reti risiede nel fatto che tutti i tra- 71
che servono parzialmente il territorio di una smettitori debbono diffondere lo stesso tran-
provincia coincidente, al limite, con l’area sport-stream in uscita dal playout in un inter-
servita da un solo trasmettitore. vallo di tempo non superiore a 1 sec. Ciò
comporta la necessità di una sincronizzazio-
Per quanto riguarda l’hardware delle reti di ne di tutti i trasmettitori. Questa è ottenuta
diffusione, si distinguono i seguenti tipi di im- attraverso l’inserimento nel transport-stream
pianti: dei segnali GPS tramite l’SFN adapter, i
quali vengono confrontati con gli stessi se-
• il trasmettitore, che riceve in banda base il gnali all’ingresso di ogni trasmettitore, rice-
transport-stream da irradiare direttamente vuti tramite un ricevitore GPS. Il confronto
dalla rete di distribuzione; avviene per mezzo del modulo SFN sync
• il ripetitore, che riceve in banda base il tran- che provvede, anche, a compensare il tem-
sport-stream da irradiare da un trasmettitore. po di propagazione sulla base della differen-
La frequenza di funzionamento del ripetitore za calcolata tra l’istante di invio (uscita dal
è diversa da quella del trasmettitore da cui ri- playout) e l’istante d’arrivo all’ingresso di cia-
ceve il segnale da irradiare. Questo tipo di scun trasmettitore della rete.
apparato è utilizzato per l’estensione dell’a- Le reti SFN sono costituite da trasmettitori e
rea di servizio della rete; gap-filler. I ripetitori non possono essere uti-
• il gap-filler , che riceve il segnale in alta fre- lizzati nella realizzazione di queste reti in
quenza irradiato da un trasmettitore o ripeti- quanto non è possibile compensare le diffe-
tore e lo re-irradia sulla stessa frequenza di renze nei tempi di propagazione. L’uso di
funzionamento senza passare per la banda gap-filler, tuttavia, presenta alcune difficoltà
base. Viene utilizzato per servire piccole zo- che riguardano in particolare il raggiungi-
ne d’ombra all’interno dell’area di servizio di mento dell’elevato disaccoppiamento tra an-
un trasmettitore. tenna ricevente e antenna trasmittente. Si
ha anche una riduzione della qualità del se-
Da segnalare anche che i vari tipi di reti pos- gnale.
il libro bianco
sulla televisione
digitale terrestre

Architettura e componenti
di costi della rete DTT in Italia
Lo schema generale del sistema da Figura 0-3 Modello del sistema
di diffusione con rete SFN
utilizzare per il servizio diffuso tramite
reti SFN è riportato nella fig. 3-3.
Ricevitore
GPS

Playout Apparato Apparato


tramittente ricevente SFNSYNC trasmettitore

72 rete di distribuzione rete di disffusione

In sintesi il sistema opera come segue: il logamente, nei trasmettitori mancano sia i ri-
transport-stream, nel quale sono inseriti an- cevitori GPS che i moduli SFN sync.
che i segnali GPS di sincronizzazione, viene Le reti MFN sono costituite da trasmettitori e
trasferito ai trasmettitori attraverso la rete di ripetitori. Difficilmente vengono usati gap-fil-
distribuzione. Nel centro trasmittente si com- ler. Gli impianti ripetitori che, come si è ac-
pensa tramite l’SFN sync il ritardo accumula- cennato, sono utilizzati per l’estensione delle
to dal transport-stream che viene poi irradia- aree servite dai trasmettitori, sono allocati al
to dal trasmettitore. di fuori di tali aree. Va segnalato che la nor-
mativa vigente per l’elaborazione dei piani di
3.1.2.5 Le reti MFN assegnazione delle frequenze prevede che
per i collegamenti tra impianti di diffusione si
Le reti MFN possono essere impiegate per la debbano usare ponti radio, cavo o satellite,
diffusione di programmi e servizi sia in ambi- con la conseguenza che per i ripetitori, che ri-
to nazionale sia locale. La loro caratteristica cevono i segnali da ritrasmettere da un tra-
specifica, rispetto alle reti SFN, è data dalla smettitore, non è prevista alcuna protezione
possibilità di inserire nel transport-stream dalle interferenze. Questo fatto limita forte-
nuovi contenuti o parti del contenuto da irra- mente l’uso di ripetitori nelle reti in esame. Se
diare in aree specifiche del complessivo am- si considera, come esempio, una rete nazio-
bito territoriale servito dalla rete. Va ricordato, nale MFN che viene decomposta in reti re-
inoltre, che questo tipo di rete ha la proprietà gionali, si ha il modello schematico del siste-
di essere decomponibile. I trasmettitori delle ma per servizi nazionali e servizi regionali in
reti in questione non debbono essere sincro- parte diversi da quelli nazionali, che è ripor-
nizzati come nel caso delle reti SFN. Ne con- tato in fig. 3-4.
segue che nei relativi playout non sono pre- Il funzionamento può essere sinteticamente
senti i ricevitori GPS e gli SFN adapter; ana- descritto come segue: dal playout nazionale
Figura 0-4 Modello del sistema
per la diffusione con reti MFN

Apparato trasmettitore
ricevente

Playout Apparato Apparato Playout apparato


nazionale tramittente regionale
ricevente trasmit- Apparato
tente trasmettitore
ricevente

Apparato trasmettitore
ricevente

rete di distribuzione nazionale rete di distribuzione regionale rete di


diffusione

73

il transport-stream è inviato ai playout regio- za degli impianti è dunque, una realtà, e co-
nali mediante una rete di distribuzione nazio- stituisce sicuramente, nei casi più gravi, un
nale. forte handicap per una adeguata distribu-
Nei playout regionali, se previsto, vengono zione di segnali digitali senza dover prov-
eliminati alcuni programmi provenienti dal vedere a interventi radicali di bonifica. Tut-
playout nazionale, inseriti contenuti locali - tavia ciò potrebbe anche rappresentare
provenienti per esempio dalle emittenti locali l’occasione per un adeguamento infrastrut-
- e aggiornate le informazioni contenute nel turale che tra l’altro consentirebbe la fruibi-
SI (Service Information). L’uscita dal playout lità di servizi digitali d’avanguardia.
regionale viene quindi inviata tramite la rete
di distribuzione regionale in ponte radio ai 3.2.2 LE TIPOLOGIE DI IMPIANTO
trasmettitori della rete regionale di diffusione.
I sistemi riceventi d’utente si suddividono in
due grandi categorie:
3.2 SISTEMI RICEVENTI D’UTENTE
• i sistemi di ricezione individuali;
• i sistemi di ricezione centralizzata.
3.2.1 INTRODUZIONE
In Italia sono molto più numerosi i sistemi

N
egli ultimi 20 anni i sistemi riceventi individuali.
di utente, per effetto della crescente
offerta analogica terrestre, si sono I componenti fondamentali dei sistemi rice-
adeguati alle mutate esigenze di ricezione venti sono:
con una moltiplicazione di impianti spesso • per gli impianti individuali, il sistema di an-
approssimativi e “di fortuna”. L’obsolescen- tenne e la rete di distribuzione interna agli
il libro bianco
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digitale terrestre

Architettura e componenti
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edifici. Vi rientra, in taluni casi, anche l’am- La realizzazione di impianti MATV, nelle re-
plificatore; ti di distribuzione, ha sempre sofferto, in
• per gli impianti centralizzati, il sistema di Italia, della carenza di una seria pianifica-
antenne, il preamplificatore, la centrale di zione, contestuale alla costruzione o alla ri-
testa (che può essere a larga banda, a ban- strutturazione degli immobili. Tale carenza
de separate o canalizzata) e la rete di di- ha avuto (e continua ad avere) conseguen-
stribuzione interna agli edifici. ze spesso disastrose nella creazione delle
colonne montanti.
Per quanto riguarda le antenne, i casi nei In questi casi occorre procedere ad un rifa-
quali si rende necessario provvedere alla cimento completo della rete, con elevati co-
loro sostituzione a causa di una ricezione sti anche strutturali (ad es. opere murarie).
difficoltosa della televisione digitale, posso- Negli impianti MATV di più recente realiz-
no essere i seguenti: zazione sarà opportuno effettuare verifiche
di funzionalità rispetto, soprattutto, ai se-
• antenne scarsamente direttive (special- guenti parametri:
mente nel caso di log periodica);
• antenne con guadagno inadeguato (spe- • risposta in frequenza;
cialmente nel caso di log periodica). • attenuazioni sulle colonne montanti;
74 • efficienza di schermatura;
Nel caso in cui i trasmettitori per la televi- • disadattamento;
sione digitale siano posizionati diversa- • disaccoppiamento tra prese d’utenza;
mente da quelli del servizio analogico o uti- • disaccoppiamento tra colonne montanti;
lizzino bande di frequenze non previste dal- • invecchiamento dei cavi;
l’antenna esistente (specialmente nel caso • comportamento dei partitori di linea;
di antenne Yagi) potrebbe essere necessa- • verifica delle derivazioni d’utente.
ria una antenna aggiuntiva.
Per quanto riguarda gli impianti SMATV,
l’introduzione della ricezione satellitare ne-
3.2.3 G LI IMPIANTI CENTRALIZZATI gli impianti centralizzati ha portato quasi
sempre a un adeguamento dell’impianto
I sistemi centralizzati si suddividono in: esistente MATV o alla realizzazione ex-no-
vo dello stesso. Quando si è proceduto al-
• sistemi MATV (Master Antenna TV), che la trasformazione dell’impianto da MATV a
distribuiscono segnali terrestri captati dal SMATV la situazione si è rivelata quasi
sistema d’antenna, tipicamente nelle bande sempre ottimale poiché, in tale eventualità,
VHF e UHF, ma talvolta includono la distri- le verifiche sulla rete di distribuzione erano
buzione di segnali inseriti localmente (per già state effettuate.
esempio quelli generati da telecamere di L’adeguamento degli impianti dipende ovvia-
controllo per la sicurezza); mente dalla soluzione tecnologica scelta per
la distribuzione. Le soluzioni individuate sono:
• sistemi SMATV (Satellite Master Antenna
TV) che, oltre ai segnali terrestri, captano e • transmodulazione dei segnali analogici e
distribuiscono anche segnali provenienti da digitali satellitari ricevibili “in chiaro” in un
satellite, che vengono convertiti in antenna segnale PAL-AMVSB;
nella banda di “prima frequenza interme- • distribuzione monocavo con conversione
dia” (1^ IF) da 950 a 2150 MHz. IF-IF;
• distribuzione multicavo; re in modo globale alla crescente domanda
• transmodulazione dei segnali QPSK in di nuovi servizi generalisti e tematici, free-
segnali 64QAM. to-air e a pagamento, multimediali ed inte-
rattivi, e di migliorare sensibilmente la qua-
lità del servizio, grazie all’introduzione del
3.2.4 CONCLUSIONI formato wide screen (16:9), l’audio digitale
con qualità CD, l’accesso ad Internet e, in
L’introduzione della TV digitale richiederà prospettiva, l’HDTV.
di rivedere la situazione degli impianti di di- Il carattere distintivo della televisione digi-
stribuzione negli edifici, soprattutto se, co- tale sarà tuttavia l’interattività. A rendere
me previsto, sarà necessario soppiantare possibile tale evoluzione sarà soprattutto la
in toto la distribuzione analogica attuale. piattaforma “aperta” dei ricevitori multime-
Le ragioni di tale cambiamento sono prin- diali domestici della nuova generazione
cipalmente due: (set-top-box e ricevitori TV integrati). Nel
caso di diffusione nazionale, il grado di in-
• l’ introduzione del nuovo Piano di Asse- terattività sarà pari a quello della televisio-
gnazione delle Frequenze, che prevede la ne via satellite DVB-S dove il canale di ri-
riallocazione di circa 180 dei 487 siti pri- torno degli utenti è collegato al playout na-
mari di diffusione. Come conseguenza, zionale per accedere per esempio, a livello 75
una buona percentuale di utenza dovrà di multiplex nazionale, all’offerta pay e ppv
riorientare le antenne; . Nel caso di diffusione regionale, poiché
• la linearità intrinseca al segnale COFDM, l’utente è collegato al playout regionale a li-
che richiederà di verificare e in alcuni casi vello di remultiplex regionale, il canale di ri-
ottimizzare il funzionamento del preampli- torno permette una “de-localizzazione” dei
ficatore e della centrale di testa. servizi interattivi.

A titolo di curiosità si segnala che, nel Re- La presenza di un canale di ritorno via mo-
gno Unito, circa il 20% degli impianti ha ri- dem è essenziale per promuovere lo svi-
chiesto l’ intervento dell’antennista per la luppo di nuovi servizi di specifico interesse
risoluzione di problemi specifici. per il singolo utente quali, ad esempio, la
posta elettronica ed i servizi commericali
pay e ppv. Tutte queste applicazioni ricado-
3.3 IL TERMINALE D’UTENTE no nel profilo “interactive broadcast” per il
E L’INTERATTIVITÀ quale il DVB ha definito i protocolli di co-
municazione e la tecnologia di interfaccia

L’
ultimo dei componenti dell’archi- con la rete in grado di assicurare l’elevato
tettura di rete per la televisione di- livello di affidabilità e sicurezza che questi
gitale terrestre è rappresentato servizi richiedono.
dal terminale di utente (ricevitore TV inte-
grato o set-top-box). Per quanto riguarda il In aggiunta si può dire che, per certe tipo-
modello funzionale e le prestazioni si ri- logie di servizi, la capacità di memorizza-
manda al cap. 4. zione o la presenza di un data carousel con
Scopo delle pagine che seguono è quello di ciclo di aggiornamento breve non è più re-
esporre alcune considerazioni relative al- quisito fondamentale in quanto il “contenu-
l’interattività. to” deve essere fruito solamente nell’istan-
Gli standard DVB consentono di risponde- te in cui viene trasmesso.
il libro bianco
sulla televisione
digitale terrestre

Architettura e componenti
di costi della rete DTT in Italia
3.4 COMPONENTI DI COSTO ogni operatore intende dare alla propria re-
te (si pensi, ad esempio, al tipo e alla capa-
cità del mezzo di trasporto, alle riserve per
3.4.1 PREMESSA aumentare l’affidabilità del sistema o al gra-
do di servizio del territorio). Nelle pagine

I
n questa sede si vogliono fornire alcuni che seguono è contenuta inoltre una stima
elementi di costo connessi alla realizza- dei costi per i sistemi riceventi di utente.
zione delle reti per la televisione digitale Per semplicità di presentazione, le compo-
terrestre, elaborati con riferimento al macro- nenti di costo vengono riportate distinta-
modello di rete precedentemente descritto mente per le apparecchiature professionali
al par. 3.1.2..Va subito sottolineato che i da- e per quelle di utente, di competenza degli
ti riportati sono assolutamente parziali, non operatori le prime, di competenza degli
essendo stato possibile reperire le neces- utenti le seconde.
sarie informazioni per tutte le apparecchia-
ture considerate. Inoltre, quand’anche fos-
sero disponibili tutti i dati, la determinazione 3.4.2 COSTI DELLE APPARECCHIATURE E IMPIANTI
dei costi effettivi risulterebbe piuttosto incer- PROFESSIONALI
ta, poiché i dati stessi dipendono, in ultima
76 istanza, dalla configurazione effettiva che I costi in questione sono a carico degli opera-

Costi attuali di apparati professionali - (Valore in EURO)


codificatore SFN NA + TRATTA IN MODULATORE TRASMETTITORE
Costruttore MPEG-2 MUX Adapter Remux PONTE RADIO (*) COFDM (**) (***)

MIN MAX MIN MAX MIN MAX MIN MAX MIN MAX MIN MAX MIN MAX

PRODUTTORE 1 28000 32000 30000 10000

PRODUTTORE 2 30000 10000

PRODUTTORE 3 28000 60000 23000 40000 7500 7500 23000 90000

PRODUTTORE 4 15000 20000 45000 120000

EMITTENTE 1 21000 26000 26000 31000 26000 31000 15500 60000 26000 36500

EMITTENTE 2 26000 57000 15000 21000 5000 10000 26000 87000 21000 31000

EMITTENTE 3 28000 45000 20000 30000 5000 10000 22000 53500 18000 25000

(*) Capacità di 45 Mbit/s. (**) Nei trasmettitori più moderni il modulatore è incorporato nel trasmettitore.
(***) Gli apparati si intendono in configurazione non protetta.
tori e riguardano esclusivamente le apparec- 3.4.3 COSTO DEGLI IMPIANTI DI UTENTE
chiature e gli impianti e non le infrastrutture.
La tabella 1 si riferisce ad ogni singola appa- La tabella che segue rappresenta il tentativo
recchiatura per la quale è stato possibile repe- di immaginare, all’interno dello scenario at-
rire i dati. I costi indicati sono stati forniti da al- tuale della ricezione televisiva terrestre, l’am-
cuni produttori e da alcune emittenti. montare complessivo delle spese da soste-
Per completezza d’informazione, si è ritenuto nere per l’introduzione della televisione digi-
opportuno riportare il costo minimo ed il costo tale nelle abitazioni italiane.
massimo per ciascuna apparecchiatura. L’analisi tiene conto:
• del censimento delle diverse tipologie abi-
Sulla base dei dati indicati nella tabella 1 si è tative (differenziazione della tipologia di ap-
voluto calcolare a titolo puramente esemplifica- partamenti e di condomini in funzione del
tivo il costo di un playout nazionale per reti di numero di abitazioni presenti in ciascuno di
diffusione del tipo SFN. Come base di calcolo essi);
è stata utilizzata una composizione del playout • del censimento delle vaire tipologie di distri-
di questo tipo: buzione delle unità abitative per immobile;
• del censimento degli impianti esistenti.
• 5+1 codificatori MPEG-2
In relazione a queste variabili sono stati sti- 77
• 1+1 multiplex mati i costi a carico della singola unità fami-
liare.
• 1+1 SFN adapter
Tipologia di abitazione Numero Totale Costi per
• 1+1 ricevitori GPS. famiglia
Abitazioni 24.000.000
Nel computo non sono stati considerati i co- Abitazioni con meno
sti dei sistemi di accesso condizionato e di di 10 appartamenti 6.000.000 187.000
monitoraggio, non suscettibili di essere Abitazioni con più
quantificati. La stima del costo totale è da di 10 appartamenti 18.000.000
considerarsi, pertanto, parziale. Abitazioni servite
da impianti MATV 9.700.000 620.000
Abitazioni servite
Apparati Quantità Costo totale da impianti individuali 8.300.000 670.000
Minimo Massimo
Tabella 3-3 Stima dei costi per famiglia
MPEG-2 5+1 168.000 360.000 dei sistemi riceventi (Valori in lire)
Multiplex 1+1 46.000 80.000
SFN Adapter 1+1 15.000 15.000 Occorre specificare che, nel caso di realizza-
Ricevitore GPS 1+1 1.000 1.000 zione di nuovi impianti, i costi comprendono
Totale 230.000 456.000
anche le spese di interventi murari per il rifa-
cimento delle canalizzazioni sulle colonne
Tabella 3-2 Costo del playout nazionale montanti, la stesura della rete e il costo della
per reti SFN (valori in euro) centrale di testa.
il libro bianco
sulla televisione
digitale terrestre

Considerazioni sullo standard


del ricevitore-decodificatore
integrato per la fruizione
dei servizi di televisione digitale
4.1 IL CONCETTO DI DECODER UNICO card, in maniera del tutto simile a quanto
accade nei servizi di telefonia mobile GSM

C
on riferimento allo standard del de- (Global Standard for Mobile Telephony). Il
coder per la televisione digitale, l’art. principale ostacolo a questa modalità di
2, comma 2, del decreto legge 30 funzionamento, alla base del sistema Euro-
gennaio n. 15 (convertito, con modificazio- crypt, è costituito dal fatto che tutti i sistemi
ni, dalla legge 29 marzo 1999 n. 78) intro- d’accesso condizionato oggi esistenti in
duce il seguente principio: “i decodificatori Europa sono proprietari. I sistemi proprieta-
devono consertire la diversa fruibilità delle ri si sono sviluppati proprio in ragione del
offerte di programmi digitali con accesso dilagare del fenomeno delle smart-card ille-
condizionato e la ricezione dei programmi cite. La sicurezza del sistema di criptaggio
radiotelevisivi in chiaro mediante l’ utlizzo di è condizione essenziale per il successo
un unico apparato”. commerciale di un operatore di televisione
a pagamento. La normativa europea vigen-
Usufruire dei servizi di televisione digitale te fissa nell’algoritmo comune europeo il si-
con un decoder unico può significare: stema obbligatorio di descrambling per tut-
ti i ricevitori, ma lascia piena libertà ai forni-
78 • ricevere con lo stesso decoder le of- tori di sistemi di accesso condizionato di
ferte dei differenti operatori sia in chiaro elaborare algoritmi proprietari per la prote-
sia criptate; zione delle chiavi di accesso. La stessa
• ricevere con lo stesso decoder le of- normativa tuttavia obbliga i depositari di al-
ferte di televisione digitale (in chiaro e goritmi proprietari di accesso condizionato
criptate) su differenti mezzi trasmissivi a fornire, su licenza, la tecnologia a condi-
(cavo, satellite, terrestre). zioni eque e non discriminatorie.

La prima interpretazione è quella che al I sistemi simulcrypt e multicrypt


momento riveste maggior rilevanza com- Anche nel caso di decoder proprietario,
merciale, essendo l’offerta dei servizi di te- dunque, la tecnologia deve essere acces-
levisione digitale attualmente limitata al sa- sibile a tutti coloro che ne facciano richie-
tellite o al cavo. Anche se ancora non sono sta. Per consentire all’utente di abbonarsi
disponibili moduli multistandard per riceve- alle offerte di differenti providers esistono
re con lo stesso decoder la televisione digi- attualmente due tecniche distinte, così co-
tale terrestre, via cavo e via satellite, è leci- me stabilite dal DVB:
to prevedere che il decoder terrestre, con
l’aggiunta di opportuni moduli, sarà compa- simulcrypt, che nella sua forma più sempli-
tibile con la ricezione via satellite e/o via ca- ce consiste nel trasmettere la stessa offerta
vo. Si ritiene tuttavia, in considerazione del- digitale criptata con differenti sistemi d’ac-
l’elevato costo e dell’attuale assenza sul cesso condizionato. A differenza di quanto
mercato di questi moduli, che tale ricezione comunemente ritenuto, il simulcrypt non ri-
multistandard debba per ora rimanere op- chiede un accordo fra operatori, ma un
zionale. semplice accordo di licenza fra i fornitori dei
La ricezione delle offerte dei differenti ope- sistemi d’accesso condizionato utilizzati ed
ratori di pay-tv dovrebbe, in un decoder uni- il broadcaster. Accordi più complessi posso-
co ideale, essere possibile semplicemente no avvenire per ragioni d’opportunità com-
tramite l’attivazione dell’apposita smart- merciale, (come ad esempio la condivisione
della stessa smart-card che dà all’abbonato di scegliere tra simulcrypt e multicrypt. A se-
accesso a servizi differenti). guito delle modifiche introdotte, la Commis-
multicrypt , che consiste nell’avere nel de- sione europea ha dato il proprio nulla osta,
coder uno o più slot ad interfaccia comune introducendo così un precedente valevole
in grado di ospitare un modulo d’accesso anche per gli altri Stati membri. Conseguen-
condizionato fornito da un altro provider. Il za diretta delle norme adottate dalla Spa-
modello multicrypt è per il momento scar- gna è stata l’adozione del sistema simul-
samente applicato. Sul totale dei ricevitori crypt da parte dei due operatori presenti sul
circolanti in Europa, solo una minima parte mercato della tv a pagamento. I vantaggi
ha uno slot d’interfaccia comune e non so- per gli utenti rischiano tuttavia di rivelarsi
no al momento disponibili moduli d’inter- teorici poiché le due piattaforme digitali ope-
faccia comune per tutti i sistemi d’accesso rano su satelliti differenti (Hispasat (Viadigi-
condizionato offerti in Italia. Sarebbe tutta- tal) situato a 7 gradi Ovest ed ASTRA a 19.2
via da valutare l’opportunità di inserire il gradi Est (Canal +)) non ricevibili con la
multicrypt sul mercato della televisione di- stessa antenna.
gitale terrestre. Nel caso di televisore con
decoder integrato la slot ad interfaccia co-
mune è obbligatoria per legge ed il comita- 4.2 . ITALIA: SIMULCRYPT 79
to raccomanda che tutti i set-top-box utiliz- O MULTICRYPT
zati per servizi di televisione digitale terre-

A
stre a pagamento siano dotati di almeno lla luce dell’analisi del caso spa-
una slot a interfaccia comune. gnolo, il Comitato per lo sviluppo
Un altro modo per offrire servizi a paga- dei sistemi digitali ha ritenuto che la
mento con un unico decoder, nei sistemi via disciplina che l’Autorità dovrà adottare nel
cavo e per analogia nelle reti digitali terre- rispetto della legge europea dovrà in ogni
stri, è la cosidetta tecnica del “transcon- caso lasciare aperta la possibilità di scelta
trol” che consente agli operatori di una rete fra simulcrypt e multicrypt.
cavo di uniformare l’ offerta sulla rete ad un Anche se non va sottovalutata l’importanza
unico sistema di accesso condizionato del multicrypt, il simulcrypt appare a breve
conforme ai decoder da loro distribuiti. termine una soluzione meno onerosa in re-
lazione al mercato satellitare, in considera-
zione del numero rilevante dei decoder cir-
4.1.1 I L CASO SPAGNOLO colanti. Fatta salva l’importanza di una nor-
mativa “di garanzia”, tuttavia, il successo
Il precedente più rilevante di interpretazione commerciale dipende dagli accordi com-
della direttiva 95/47 in senso favorevole al- merciali fra gli operatori. Sebbene sia tec-
l’adozione di un modello di decoder aperto è nicamente possibile che ogni operatore
quello spagnolo. La Spagna è incorsa in produca le proprie smart-card, per evitare
una procedura d’infrazione della Commis- costi aggiuntivi e complicazioni agli utenti,
sione europea perché, nella conversione è auspicabile che la fruizione delle diffe-
della 95/47 in legge, il significato di decoder renti offerte sia alla fine resa possibile con
aperto era stato limitato ai soli sistemi di ti- una smart-card comune a tutti gli operato-
po multicrypt. A seguito delle obiezioni mos- ri. Per tutelare l’indipendenza di ogni ope-
se da Bruxelles, la Spagna ha modificato la ratore, tale condivisione dovrà basarsi su
normativa lasciando agli operatori la facoltà accordi commerciali liberamente stabiliti.
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Considerazioni sullo standard


del ricevitore-decodificatore
integrato per la fruizione
dei servizi di televisione digitale
4.2.1 LA REGOLAMENTAZIONE DELLA FORNITURA scriminatorie per la fornitura dei sistemi di ac-
DI SISTEMI E SERVIZI DI ACCESSO CONDIZIONATO E cesso e ha imposto, a tutela del consumatore,
DELLA PIATTAFORMA MULTIMEDIALE DOMESTICA IN l’indicazione separata del prezzo del servizio e
EUROPA. del canone di locazione del ricevitore (se of-
ferto a noleggio). Sulla base di tali principi, gli
Nel regolare il mercato della pay-tv in Europa enti regolatori hanno elaborato una serie di li-
le autorità dei vari paesi intendono promuove- nee-guida relative ai costi e ai tipi di licenza.
re un mercato orizzontale di apparati e servizi In Gran Bretagna Oftel si è preoccupata di di-
basati sulla televisione digitale. Il decoder digi- sciplinare anche la ripartizione dei costi dei ri-
tale, in tale prospettiva, può essere utilizzato cevitori a noleggio fra fornitore di accesso con-
per applicazioni non televisive, in particolare dizionato e broadcaster.
legate al mondo Internet, quali il commercio Nel rispetto delle indicazioni di Bruxelles la
elettronico o i servizi multimediali interattivi. Si normativa italiana dovrebbe prevedere per le
tratta di un’attività accessibile anche alla pic- società di servizi di televisione numerica a pa-
cola e media impresa, che può rappresentare gamento che utilizzino sistemi proprietari l’ob-
una grande occasione di sviluppo, soprattutto bligo di fornire assistenza alle parti (ad
occupazionale, per il nostro paese. es.emittenti in chiaro o società che forniscono
Gli sforzi degli enti di regolazione devono pe- servizi multimediali) che ne facciano richiesta.
80 raltro fare i conti con il progressivo affermarsi, In particolare, gli operatori che trasmettono ai
nella commercializzazione dei servizi di televi- ricevitori una EPG unica basata su dati pro-
sione digitale, di un modello basato su una for- prietari, compatibilmente con la capacità del
te integrazione verticale. In tale contesto il for- mezzo trasmissivo utilizzato, dovrebbero offri-
nitore di contenuti (broadcaster) appartiene al- re a condizioni eque, non discriminatorie e
lo stesso gruppo o ha forti legami commercia- orientate ai costi, la possibilità di includere la
li – se non vincoli di tipo proprietario - con il for- propria programmazione a tutte le emittenti
nitore di servizi trasmissivi (trasmissione e che ne facciano richiesta. L’EPG rappresenta
multiplex) e col fornitore servizi di accesso una forma di editoria eletttronica: si dovrà dun-
condizionato (gestione abbonati e controllo que lasciare all’operatore la facoltà di sceglie-
smart card), giungendo persino a controllare la re la linea editoriale giudicata più consona. Gli
distribuzione e il noleggio dei decoder proprie- operatori verticalmente integrati e/o i fornitori
tari. Il successo del modello verticale è dovuto che distribuiscono decoder associati alla loro
al fatto che l’operatore, avendo potere di mer- offerta dovrebbero inoltre assistere le parti ter-
cato su tutta la catena del valore, riesce ad ot- ze (a condizioni economiche eque, non discri-
timizzare i costi e a mantenere il controllo sul- minatorie ed orientate ai costi attribuibili alla
la produzione e distribuzione delle smart-card fornitura di assistenza e di software) nello svi-
o sulla raccolta dei dati relativi agli abbonati. Il luppare applicazioni basate su sistemi operati-
consumatore, dal canto suo, è favorevole al vi e API proprietarie. Nel software di sistema
noleggio perché tale forma di contratto gli con- del decoder, inoltre, dovrebbero essere inclu-
sente di risparmiare sull’acquisto del decoder si elementi basati su standard aperti per i qua-
e lo tutela dalla rapida obsolescenza degli ap- li siano facilmente reperibili, a costi ragione-
parati. La maggioranza dei decoder circolanti voli, authoring tools. Tenendo conto dei ritmi
in Italia è a noleggio. dell’evoluzione tecnologica è lecito prevedere
Punto di partenza della disciplina comunitaria che, nel medio-lungo periodo, sarà possibile
in materia di accesso condizionato è la diretti- realizzare un decoder compatibile con le dif-
va 95/47 che ha introdotto i principi di separa- ferenti offerte, svincolando definitivamente la
zione contabile e di condizioni eque e non-di- piattaforma hardware dal fornitore di servizio.
Il DVB sta progredendo nella definizione del la promozione e la diffusione della televisione
concetto della Multimedia Home Platform digitale, costituito su base puramente volonta-
(MHP), che rappresenterà un passo significa- ristica (ha un nome?). In Scandinavia il gruppo
tivo per la definizione di un decoder aperto. Nordig, formato da tutti gli attori del settore, sta
Appare tuttavia poco probabile l’apparizione elaborando le norme Nordig I e Nordig II per
sul mercato di prodotti DVB MHP a basso co- un decodificatore aperto per cavo, satellite e
sto (al di sotto dei 500 euro) prima del 2002- digitale terrestre. Sia nel Regno Unito sia in
3. Va inoltre aggiunto che gli standard aperti Scandinavia i gruppi hanno carattere informa-
(HTML e XML, per esempio) legati al mondo le e sono aperti a tutti gli interessati.
Internet potranno divenire parte integrante del Le deliberazioni adottare hanno il peso di “im-
software residente garantendo sempre mag- pegno morale” fra le parti, ma nessun valore
giore compatibilità con le applicazioni multi- legale. Anche in Italia, la costituzione di un ta-
mediali. volo digitale permanente su base esclusiva-
Consigliabile sembra dunque, al momento, l’a- mente volontaristica potrebbe essere utile allo
dozione di approccio “evolutivo” nella prospet- scopo di elaborare e garantire il rispetto delle
tiva di API aperte e standardizzate (conside- specifiche adottate, che costituiranno la base
rando forme di compatibilità basate su sistemi per l’autoregolamentazione del settore. Il
totalmente proprietari o semi-proprietari). Il Gruppo C, del quale fanno parte tutti gli ope-
DVB MHP, d’altronde, sarà in grado di garan- ratori e i soggetti interessati allo sviluppo del 81
tire la compatibilità con un vasto numero di le- settore, potrebbe costituirne il nucleo fondan-
gacy systems. te. Apartire dalle norme obbligatorie, il gruppo
di autoregolamentazione potrà elaborare re-
4.2.2 Un sistema di normativa gole tecniche e promuovere liberi accordi in
a due livelli vista dell’adozione di un sistema di API aperto
e standardizzato a livello europeo per i servizi
L’esperienza degli altri paesi europei, in parti- avanzati multimediali interattivi.
colare di Regno Unito, Scandinavia e Spagna, Secondo quanto elaborato dal Comitato per i
mostra che il tema della standardizzazione del sistemi digitali la normativa minima per tutti i
decoder deve essere affrontato su due piani prodotti dovrebbe comprendere:
differenti. • norme obbligatorie derivate dagli starndard
DVB che regolano trasmissione ed elabora-
• l’azione normativa: zione dei segnali;
in un mercato in continua evoluzione come • norme relative alle interfacce che garanti-
quello della televisione digitale, essa si deve scono la compatibilità con le norme interna-
limitare a norme minime che favoriscano lo zionali;
sviluppo proteggendo l’interesse dei consu- • norme che tengano conto delle peculiarità
matori senza però soffocare l’innovazione del mercato italiano (come la necessità, per i
tecnologica. decoder terrestri, di sintonizzare i canali VHF
• gli accordi volontari fra operatori e co- (banda III, canali da 7 MHz) e UHF (bande IV
struttori: e V, canali da 8 MHz) e di operare sia nei mo-
è un approccio molto diffuso nel mondo del- di “2k” sia “8k” per favorire lo sviluppo di reti
l’information technology e sta guadagnando MFN e SFN);
sempre più favori nell’ambito delle telecomuni- • norme che garantiscano la compatibilità
cazioni e della radiodiffusione. Nel Regno Uni- con la televisione analogica (trattamento del
to, le principali caratteristiche tecniche del de- segnale Teletext e il passthrough RF per i de-
coder sono state individuate da un gruppo per coder terrestri, per esempio).
il libro bianco
sulla televisione
digitale terrestre

Considerazioni sullo standard


del ricevitore-decodificatore
integrato per la fruizione
dei servizi di televisione digitale
• norme che garantiscano una navigazione l’accesso a tutti i servizi della televisione a pa-
“elementare” basata sui dati SI DVB obbligato- gamento;
ri e su altri ritenuti essenziali. • l’EPG e il Superteletext;
Tutte queste norme hanno trovato espressa • l’accesso ai servizi interattivi (commercio
previsione nella nella delibera 216/00 del 5 elettronico, home banking ecc.);
aprile scorso. Il provvedimento dell’Autorità ha • la compatibilità con altri mezzi (es. satelliti,
previsto altresì la revisione, entro 18 mesi dal- cavo anche condominiale);
l’adozione, della normativa tecnica applicabile • la registrazione locale di programmi.
ai ricevitori digitali terrestri, nell’ottica di un’evo-
luzione della normativa internazionale e dei ri- Il successo della diffusione sul mercato italiano
sultati della sperimentazione. di un bene elettronico come il decoder digitale
L’ appendice 3 contiene i parametri tecnici che terrestre dipende da vari fattori:
dovranno essere inseriti nello standard minimo
obbligatorio per tutti i ricevitori. Essa specifica • l’offerta dei produttori di set-top-box dovrà es-
inoltre tutte quelle funzioni che sono racco- sere flessibile e differenziare il prodotto, preve-
mandate per i decoder evoluti, ma che non co- dendo una versione base e una gamma di mo-
stituiscono norme obbligatorie. delli a funzionalità estese.
82
• il prezzo di vendita al pubblico del modello
4.3. ANALISI DEI COSTI base non potrà superare le 400 mila lire nel
DEL RICEVITORE DIGITALE 2000 e quello del modello a funzionalità estese
dovrà collocarsi tra le 500 mila e il milione di li-

L’
analisi economica presentata re nel 2000.
nell’allegato 2 considera i se- • la struttura distributiva dovrà essere più
guenti fattori: ampia dell’attuale: l’analisi condotta dal Co-
• i benefici del digitale per l’utente; mitato ha infatti evidenziato il peso rilevante
• la domanda di tecnologia delle famiglie italiane; dei costi di distribuzione. In vista dell’introdu-
• la spesa per tecnologie delle famiglie italiane; zione della televisione digitale terrestre il pro-
• la catena del valore; blema acquista particolare rilevanza: il mer-
• l’analisi della capacità produttiva; cato del set-top-box satellitare è destinato in-
• gli scenari e le previsioni di mercato. fatti prevalentemente al noleggio mentre il
decoder digitale terrestre “di base”, è desti-
Sulla scorta dei risultati dell’indagine di merca- nato alla vendita diretta.
to sono state individuate due classi di prodotti: Si potranno immaginare incentivi per l’utente,
l’industria e le emittenti. Uniti a misure anti-
1. STB e IDTV “di base”, le cui funzionalità es- evasione tali incentivi non dovranno necessa-
senziali sono: riamente costituire un aggravio per il bilancio
• la ricezione di programmi digitali in chiaro e dello Stato. Al consumatore potrà per esem-
Teletext in un’offerta televisiva a pagamento pio essere assicurata un’aliquota IVA agevo-
cosiddetta “di base”; lata e una contributo all’acquisto, mentre altre
• la presentazione dell’offerta nella sua inte- forme di finanziamento potranno essere stu-
rezza (attraverso un Navigatore); diate nell’ ambito della ricerca e dello svilup-
• la possibilità di scelta del canale per l’utente. po, anche al fine di formare nuove professio-
2. STB e ITDV a funzionalità estese, le cui nalità nel settore della progettazione di siste-
caratteristiche principali sono: mi e servizi “convergenti”.
Gli scenari operativi
per l’avvio e lo sviluppo
della televisione digitale
5.1 IL PIANO DIGITALE: MODELLI DI RE- k-SFN), ossia reti MFN nelle quali le sotto-re-
TE E NUMERO DI PROGRAMMI DIGITALI ti composte dai trasmettitori che utilizzano la
stessa frequenza godono dei vantaggi offerti

N
el secondo capitolo sono stati esa- dalla tecnologia SFN. Grazie a questi van-
minati i diversi tipi di reti e di servi- taggi, le reti k-SFN consentono la copertura
zi ipotizzabili nei sistemi di diffu- di una maggiore percentuale di territorio e di
sione digitale terrestre. Nella stessa sede popolazione con un incremento limitato del
si è anche provveduto a illustrare modelli numero degli impianti.
di reti pianificate a livello nazionale con im- I tipi di rete che possono essere considerati
pianti localizzati in siti comuni e scelti al- per il servizio nazionale, regionale, provincia-
l’interno di scenari coerenti. Oltre allo sce- le e di area locale sono pertanto i seguenti:
nario principale, definito dal Piano Nazio-
nale di Assegnazione delle Frequenze reti SFN,
(PNAF), sono stati esaminati anche altri reti MFN,
scenari derivanti dall’attuale struttura delle reti k-SFN.
reti trasmissive analogiche.
Le reti pianificate a livello nazionale hanno Tali reti si distinguono anche sotto il profilo
caratteristiche tecnologiche (SFN, MFN) e della capacità di trasmissione, minore per le 83
di servizio (nazionale, regionale, provincia- reti SFN rispetto alle reti MFN. Ciò comporta
le e di area locale) diverse. L’obiettivo del che le reti SFN possono, rispetto alle reti
presente capitolo è quello di descrivere il MFN, trasmettere un minore numero di pro-
modo in cui i vari tipi di rete possono com- grammi o lo stesso numero di programmi,
binarsi ai fini di un piano digitale coerente ma con qualità obiettivamente più modesta.
e, quindi, della soddisfazione delle esigen- Deve inoltre essere segnalato che le reti pia-
ze di tutto il sistema radiotelevisivo in via di nificate a livello nazionale possono essere o
profonda trasformazione. Oggetto della meno decomponibili a livello regionale o di
trattazione che segue è inoltre la transizio- area locale e, quindi, dar luogo a reti a servi-
ne dalla situazione odierna, interamente zio regionale o provinciale o sub-provinciale.
analogica e non pianificata, a una situazio- In particolare, le reti SFN non sono decom-
ne futura di “Piano digitale” che massimiz- ponibili a livello regionale e di area locale
zi l’estensione del servizio e ottimizzi l’uso mentre le reti k-SFN sono decomponibili a li-
dello spettro disponibile. vello regionale e quelle MFN lo sono a livello
di area locale.

5.1.1 MODELLI DI RETE I modelli di rete individuabili nel contesto ita-


liano sono:
La tecnologia digitale consente di pianificare
reti che utilizzano la stessa frequenza per tut- • reti pianificate a livello nazionale non de-
ti gli impianti trasmittenti che le compongono componibili in reti regionali, provinciali, o sub-
(reti SFN) e reti che richiedono, come nel ca- provinciali, coincidenti con le reti SFN;
so di trasmissione analogica, frequenze di- • reti pianificate a livello nazionale decompo-
verse in impianti diversi allo scopo di mini- nibili in reti regionali o pluri-provinciali, piani-
mizzare gli effetti dell’interferenza (reti MFN). ficabili con il sistema k-SFN, dove k rappre-
Le analisi condotte hanno evidenziato la pos- senta il numero delle frequenze utilizzate (nei
sibilità di realizzare reti miste MFN-SFN (reti casi esaminati 2 o 3 frequenze);
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Gli scenari operativi


per l’avvio e lo sviluppo
della televisione digitale
• reti pianificate a livello nazionale decompo- • il numero di programmi per rete è pari a 4,
nibili in reti regionali, provinciali e sub-provin- supponendo che tale sia la capacità del mul-
ciali, realizzate in modalità MFN . Utilizzano tiplex;
4 frequenze. • le reti sub-provinciali non vengono conside-
Si precisa che con l’espressione “reti pianifi- rate.
cate a livello nazionale” non si fa riferimen-
to all’emittenza nazionale, ma alla modalità Gli esempi sono naturalmente riferiti alla “si-
di pianificazione degli impianti da utilizzare tuazione a regime”, cioè al momento in cui il
sia per l’emittenza nazionale sia per l’emit- sistema televisivo è tutto digitale.
tenza locale. In questa situazione a regime si può immagi-
nare, a puro titolo di esempio e con le ne-
cessarie riserve, che tutte le 55 frequenze
5.1.2 Numero di programmi digitali assegnate alla radiodiffusione televisiva sia-
no dedicate alla radiodiffusione digitale. Le
I criteri dettati dalla norativa vigente per la formule di calcolo sono riportate nel para-
pianificazione delle frequenze comprendono grafo 2.5.
tra l’altro:
• l’equivalenza, nei limiti delle compatibilità Come esempi estremi di scarsa o nessuna
84 tecniche e in termini di copertura del territo- rilevanza pratica, si può ipotizzare di:
rio, per tutte le emittenti in ambito nazionale • utilizzare tutte le 55 frequenze disponibili
e locale; per la realizzazione di reti SFN nazionali (non
• la riserva di 1/3 dei canali in favore del- decomponibili in reti locali);
l’emittenza locale (l’art. 2, comma 6 lett. c, • utilizzare tutte le 55 frequenze disponibili
della legge 249/97 prevede inoltre che ulte- per la realizzazione del maggior numero
riori risorse possano essere assegnate alla tecnicamente possibile di reti MFN nazionali
emittenza locale successivamente alla piani- (decomponibili in reti locali).
ficazione);
• la coincidenza dei bacini televisivi con il Nel primo caso le reti a copertura nazionale
territorio della regione (bacini regionali) e con realizzabili sono 55, per un totale di 55 multi-
il territorio della provincia (bacini provinciali). plex e di 220 programmi. Nel secondo si de-
ve tener presente che delle 55 frequenze di-
In considerazione di tali criteri e delle carat- sponibili solo 52 possono essere utilizzate
teristiche tecniche specifiche di ciascuno dei per la realizzazione delle reti MFN che, come
modelli di rete, sono stati elaborati (si veda in indicato, richiedono ciascuna l’impiego di 4
proposito quanto detto al paragrafo 2.5) al- frequenze. Si ipotizza che le 3 frequenze ri-
cuni esempi volti a stabilire il numero di pro- manenti vengano usate per la costruzione di
grammi digitali eventualmente disponibili a li- 3 reti SFN.
vello nazionale e locale sulla base delle se-
guenti ipotesi: La seconda ipotesi porterebbe a prospettare:
• le reti considerate sono tutte pianificate a li- • 3 reti a copertura nazionale SFN per un to-
vello nazionale, siano esse decomponibili in tale di 3 multiplex e 12 programmi digitali;
reti locali o meno; • 13 reti MFN a copertura nazionale per un
• le reti locali risultano dalla suddivisione del- totale di 13 multiplex e 52 programmi digitali.
le reti pianificate a livello nazionale decom-
ponibili in reti regionali o provinciali o sub- Suddividendo le 13 reti MFN in reti locali si
provinciali; otterebbero 273 reti regionali (Trento e Bol-
zano considerate come regioni) per un totale zioni vigenti relative alla riserva di programmi
di 1092 programmi digitali; oppure 1339 reti per l’emittenza locale, sarebbe auspicabile la
provinciali per un totale di 5356 programmi combinazione di modelli diversi di reti (SFN,
digitali. k-SFN, MFN) capace di massimizzare il nu-
Se, nel primo dei casi ipotizzati, si decidesse mero di programmi irradiabili nel ripetto del-
di applicare il criterio della riserva di 1/3 dei la percentuale di programmi da assegnare al-
programmi in favore dell’ emittenza locale, ta- l’emittenza locale. Si riportano a tale proposi-
le criterio risulterebbe non applicabile. Nella to due esempi (si veda il paragrafo 2.5 per
seconda ipotesi, tenendo presente che i pro- una trattazione più dettagliata e per ulteriori
grammi digitali irradiabili in ogni bacino regio- esempi), il primo dei quali costituito da una
nale (o provinciale) risultano pari a 64, i pro- combinazione di reti nazionali SFN e MFN, il
grammi assegnabili all’emittenza nazionale e secondo da una combinazione di reti nazio-
a quella locale dovrebbero essere, rispettiva- nali SFN e 3-SFN, quest’ultime decomponibi-
mente, pari a 42 e a 22. li in reti regionali (e reti pluriprovinciali).
I due esempi appena riportati presentano al- La combinazione di reti nazionali SFN e
cuni problemi di rigidità che impediscono lo MFN consente la realizzazione di 19 reti na-
sfruttamento efficiente della risorsa spettrale zionali SFN e 9 reti nazionali MFN.
e il rispetto delle riserve garantite dalla legge. I programmi irradiabili per ogni bacino regio-
Nel primo caso, infatti, l’impossibilità di de- nale (o bacino provinciale) risultano pari a 85
comporre le reti SFN in reti locali rende im- 112, di cui 76 sono assegnabili all’emittenza
possibile l’applicazione della riserva di 1/3 dei nazionale e 36 all’emittenza locale.
programmi all’emittenza locale. Nel secondo La combinazione di reti nazionali SFN e 3-
caso, invece, tutte le reti MFN sarebbero de- SFN permette la realizzazione di 22 reti SFN
componibili a livello di area locale, anche e 11 reti 3-SFN.
quelle destinate a trasmettere programmi na- I programmi irradiabili per ogni bacino regio-
zionali. Tale proprietà aumenterebbe la flessi- nale (o pluriprovinciale) sono 132, di cui 88
bilità delle reti destinate alle trasmissioni na- assegnabili all’emittenza nazionale e 44 ri-
zionali a prezzo, però, di un’utilizzazione non servati all’emittenza locale.
ottimale dello spettro.
Per raggiungere l’obiettivo di un uso efficien- In conclusione, i risultati ottenuti possono es-
te dello spettro nell’osservanza delle disposi- sere così riassunti:

TIPO DI RETE N. MULTIPLEX N.MULTIPLEX N.PROGRAMMI RICEVIBILI


(RETI SFN) (RETI MFN O k-SFN) IN CIASCUNAREGIONE

PROGRAMMI PROGRAMMI TOTALE PROGRAMMI


NAZIONALI (a) REGIONALI (b) PER REGIONE (a+b)

Reti SFN 55 220 220

Reti MFN 3 13 40 24 64

Reti SFN + MFN 19 9 76 36 112

Reti SFN + 3-MFN 22 11 88 44 132


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Gli scenari operativi


per l’avvio e lo sviluppo
della televisione digitale
Come evidenziato dalla tabella, la riparti- La maggior parte delle associazioni delle
zione dei programmi tra nazionali e locali emittenti locali non condivide l’ipotesi se-
non sembra equilibrata, essendo eccessi- condo la quale le emittenti a carattere na-
vamente alto il numero dei primi. Si po- zionale possano offrire servizi differenziati
trebbe ipotizzare di variare opportunamen- in ciascun ambito locale. Le stesse asso-
te tale ripartizione a vantaggio dell’emit- ciazioni infatti ritengono che, anche per la
tenza locale. Se, per esempio, si conside- trasmissione di servizi debbano valere le
ra l’ipotesi di modelli di rete SFN+MFN, si stesse norme previste per i programmi te-
può immaginare di utilizzare 4 reti SFN in levisivi e la pubblicità. Si ricorda che la
meno, per realizzare una rete MFN in più. normativa di settore non prevede la possi-
In questo caso si avrebbero 60 programmi bilità per le reti nazionali private di effet-
nazionali per ciascuna regione e 40 pro- tuare trasmissioni differenziate a livello re-
grammi regionali, per un totale di 100 pro- gionale, provinciale o subprovinciale,
grammi. mentre prevede la possibilità di emissioni
regionali differenziate per le reti della con-
Per chiarezza espositiva va sottolineato cessionaria pubblica nei limiti fissati dal
che gli esempi sopra riportati si identifica- contratto di servizio – art. 15, comma 15
no con schemi puramente teorici per la lo - della legge 223/90 -. In ogni caso è vieta-
86 ro rigidità. Essi presuppongono infatti che ta la differenziazione delle trasmissioni
tutte le reti nazionali siano del tipo SFN da pubblicitarie da parte delle reti nazionali,
assegnare ai concessionari operanti in art. 8, comma 10 della legge 223/90). Tali
ambito nazionale. Verosimilmente però ta- norme sono finalizzate a garantire nei vari
li concessionari vorranno fornire servizi ambiti territoriali il ruolo riservato all’emit-
(diversi dai programmi televisivi in chiaro, tenza locale. La maggior parte delle asso-
compreso il Teletext) anche a carattere lo- ciazioni delle emittenti locali ritiene, per-
cale, ciò che può accadere soltanto con la tanto, che i servizi offerti dalle reti nazio-
disponibilità di reti decomponibili local- nali debbano essere identici sull’intero ter-
mente (che utilizzano, si ricorda, solo una ritorio nazionale.
frequenza). Nei casi descritti non si è poi
tenuto conto di altri aspetti quali, ad Il Comitato ricorda a tale proposito che la
esempio, le norme relative agli accordi sul- concessionaria pubblica, nei limiti previsti
l’uso delle frequenze in zone di confine. dal contratto di servizio, potrà trasmettere
servizi differenziati anche in ambito regio-
Da quanto si è detto deriva che il numero nale.
complessivo di reti, multiplex e programmi
può risultare inferiore a quello indicato ne-
gli esempi. La elaborazione del Piano di- 5.2. GLI SCENARI DI TRANSIZIONE
gitale effettivo, quindi, dovrà tener conto,

O
oltre che di tutti gli aspetti tecnici, anche biettivo del presente paragrafo è di
dell’offerta dei servizi, con un occhio alla analizzare alcuni possibili scenari
“convergenza” in atto dei sistemi di comu- di transizione dalla situazione at-
nicazione. Il Piano, tra l’altro, dovrà esse- tuale a una nella quale lo spettro venga to-
re inserito e armonizzato con il piano di talmente utilizzato per le trasmissioni digi-
Stoccolma, la cui revisione è prevista per tali. Elementi comuni a tutti gli scenari di
il 2005. transizione sono:
• la perfetta conoscenza della situazione 5.2.1. SCENARIO A: LIBERAZIONE DEI CANALI
attuale (localizzazione e caratteristiche dei PREVISTI DALPNAF
trasmettitori attualmente utilizzati);
• la progettazione di un Piano digitale che L’obiettivo della prima strategia (A) può es-
garantisca la massima utilizzazione della sere conseguito:
risorsa spettrale;
• la compatibilità delle configurazioni rag- A1. attuando completamente il PNAF;
giunte nelle fasi intermedie del processo di
transizione con il nuovo Piano digitale; A2. liberando i soli canali destinati alle tra-
• la minimizzazione dei disagi per l’utenza; smissioni digitali, ovvero i canali 66-67-68
• la definizione di garanzie di equa riparti- (banda V) ed il canale 9 (banda III), indi-
zione dei disagi e di non discriminazione pendentemente dal completamento del-
all’accesso per i broadcaster. l’attuazione del PNAF.

I risultati illustrati nel capitolo 2 consento-


no di definire scenari di partizione ottimale Scenario A1
dello spettro in reti nazionali e locali e pos-
sono essere utilizzati anche per definire la Il PNAF ha assegnato a ciascun sito una o
partizione ottimale delle 4 frequenze desti- più frequenze generiche scelte in un insie- 87
nate alle trasmissioni digitali dal PNAF o di me di tre. Tale assegnazione è stata effet-
una collezione di insiemi di frequenze di- tuata allo scopo di garantire il massimo li-
sponibili in ogni sito. Sulla base di tali ri- vello di qualità di servizio compatibile con i
sultati, inoltre, sarà possibile realizzare l’e- vincoli imposti dalla legge 249/97. Una vol-
quilibrio tra reti nazionali e reti regionali, ta realizzati i nuovi siti, l’effettiva attuazio-
ottimizzando l’uso delle frequenze e mas- ne del PNAF richiede l’assegnazione delle
simizzando il numero e la qualità dei pro- frequenze alle emittenti nonché la pro-
grammi irradiabili. grammazione e la realizzazione della tran-
Il PNAF, approvato dall’Autorità per le Ga- sizione dalla situazione attuale alla situa-
ranzie nelle Comunicazioni il 30 Ottobre zione di piano. Queste due fasi richiedono
1998, riserva alle trasmissioni digitali i ca- tempi alquanto lunghi (3-4 anni).
nali 66-67-68 ed il canale 9. A partire dal
Piano si possono ipotizzare le due diverse La programmazione della transizione
strategie di transizione al digitale: costituisce la fase più critica dell’attuazio-
ne del piano analogico. Oltre all’analisi
• la liberazione delle frequenze assegnate dettagliata dettagliata della situazione di
alle trasmissioni digitali dal PNAF. Questa partenza sono infatti necessari:
ipotesi è praticabile se la data del passag -
gio al digitale viene fissata non prima del • la realizzazione di un algoritmo di sequen-
2010; ziamento delle variazioni di frequenza che,
• la trasformazione progressiva dei canali in fasi temporali successive, agevoli il pas-
da analogici in digitali. Questa ipotesi po- saggio dalla situazione attuale a quella del
trebbe rivelarsi la più vantaggiosa se la da- Piano digitale. La sequenza individuata do-
ta della transizione al digitale venisse anti- vrà minimizzare, in ciascuna fase tempora-
cipata al 2006, ma sarebbe praticabile an- le, la popolazione servita con un livello d’in-
che se la data fosse fissata prima del 201°. terferenza superiore all’attuale;
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Gli scenari operativi


per l’avvio e lo sviluppo
della televisione digitale
• la sincronizzazione degli interventi di ta. La frequenza alternativa potrebbe essere
broadcaster diversi che condividono la libera o utilizzata da un diverso programma.
stessa frequenza; Nel secondo caso si renderebbe necessaria
• la sincronizzazione delle modifiche degli im- una “ristrutturazione”, il più possibile limitata,
pianti di ricezione e di trasmissione con il pro- delle frequenze utilizzate in quel bacino d’u-
cesso di variazione delle frequenze. tenza;
Il tempo necessario per la transizione nello • lo “spostamento” dell’emittente che utilizza
scenario A1 è di difficile quantificazione. Es- le frequenze da liberare sulla frequenza al-
so infatti dipende: ternativa.
•dal numero di tecnici che, nel tempo, ver-
ranno dedicati da ciascun broadcaster alla ri- I motivi principali per cui la liberazione delle
strutturazione della rete; frequenze digitali (66-67-68 e 9) è meno im-
•dal numero massimo di utenti non serviti in pegnativa dell’attuazione del PNAF risiedono
ogni fase della transizione ritenuto accettabi- nel numero limitato di frequenze interessato
le da ciascun broadcaster; dal cambiamento, nella semplicità della pro-
• dalla disponibilità di tecnici per la ristruttura- cedura di transizione che si riduce ad un nu-
zione degli impianti degli utenti; mero limitato di “spostamenti” di frequenza,
• dalle difficoltà (di tipo urbanistico, ambien- nei disagi minimi per l’utenza e nella ristretta
88 tale, igienico-sanitario) incontrate per ottene- porzione di banda coinvolta nel processo.
re le autorizzazioni necessarie alla realizza- I tempi di transizione, in questo caso, sareb-
zione dei nuovi siti. bero di circa due anni, inferiori a quelli di at-
tuazione del Piano, visto che le “ristruttura-
Una stima prudente dei tempi di attuazione zioni” locali delle reti nelle zone nelle quali
non dovrebbe ipotizzare un periodo di tempo non sia stata individuata una frequenza alter-
inferiore ai 3-4 anni. nativa libera potrebbero essere molto com-
plesse. Una versione semplificata dell’ipotesi
A2 potrebbe prevedere la liberazione delle 4
Scenario A2 frequenze solo nelle zone con maggiore den-
sità di popolazione (città principali).
La procedura di liberazione delle frequenze Lo svantaggio della soluzione A2, sopratutto
destinate alle trasmissioni digitali è certa- rispetto agli scenari associati alla strategia B,
mente meno complessa dell’attuazione com- è il numero limitato di frequenze (4) rese di-
pleta del PNAF. Elementi indispensabili di ta- sponibili alla fine del processo di transizione.
le pianificazione sono: Il vantaggio di una delle soluzioni della stra-
tegia A è di consentire un avvio ordinato del
• l’individuazione delle caratteristiche dei tra- sistema digitale.
smettitori (localizzazione degli impianti, dia-
grammi d’antenna, frequenze utilizzate) che
attualmente utilizzano i canali da liberare 5.2.2 SCENARIO B: TRASFORMAZIONE PROGRES-
(66-67-68 e 9); SIVA DEI CANALI ANALOGICI IN CANALI DIGITALI.
• l’individuazione di una frequenza alternati-
va (da assegnare all’operatore al posto del- La caratteristica principale dello scenario B è
la frequenza liberata al fine di poter prose- quella di superare il vincolo imposto dal
guire le trasmissioni in tecnica analogica) in PNAF e che limita i canali destinati alle tra-
ciascun bacino d’utenza nel quale una fre- smissioni digitali ai soli canali 66-67-68 e 9.
quenza da liberare sia attualmente utilizza- Tale superamento deve tuttavia garantire l’e-
sistenza, a regime, di un certo numero di fre- garantisce che le configurazioni raggiunte
quenze da destinare, su tutto il territorio na- nelle varie fasi del processo di transizione
zionale, alla realizzazione di reti SFN. L’esi- siano compatibili con l’attuazione del Piano
genza di disporre di tali frequenze è motiva- digitale.
ta, come detto nei paragrafi precedenti, della Il principale svantaggio dello scenario B1 è
necessità di realizzare reti nazionali non de- costituito dalle maggiori difficoltà di attua-
componibili a livello locale. L’esigenza appe- zione della strategia descritta nel punto A2
na illustrata restringe a due possibili modalità all’aumentare del numero di frequenze libe-
l’attuazione dello scenario B: liberazione (su rate. Infatti, il meccanismo di “scambio” di-
tutto il territorio nazionale) di ulteriori fre- viene via via più difficile da applicare al di-
quenze oltre a quelle previste dal Piano, o minuire del numero di frequenze libere e
avvio delle trasmissioni digitali sulle frequen- non dedicate alle trasmissioni analogiche o
ze disponibili. Avremo quindi due possibili digitali. Parallelamente, diminuiscono le
scenari: possibilità di ristrutturare “localmente” le
frequenze. Tuttavia, considerando l’oriz-
B1. utilizzazione (su tutto il territorio nazio- zonte temporale all’interno del quale si arti-
nale) di ulteriori frequenze da dedicare al di- cola la transizione, si può anche valutare
gitale; che l’avviamento di un certo numero di
bouquet digitali possa favorire una volonta- 89
B2. avvio delle trasmissioni sulle frequenze ria messa a disposizione di frequenze ana-
disponibili. logiche da parte di operatori interessati alla
conversione della propria tecnologia di tra-
smissione.
Scenario B1

Lo scenario di transizione B1 consiste nel- Scenario B2


l’applicazione della stessa procedura ipo-
tizzata per lo scenario A2. In fasi successi- Lo scenario B2 si differenzia dallo scenario
ve si individuano frequenze da liberare in B1 (e dall’A2) in quanto non prevede la li-
aggiunta ai canali 66-67-68 e 9, si indivi- berazione della stessa frequenza in tutti i
duano, in ogni sito, frequenze alternative bacini d’utenza, ma piuttosto l’utilizzo diret-
sulle quali non siano irradiati programmi to delle frequenze disponibili in ogni bacino
analogici o digitali ed infine si “trasferisco- d’utenza (soluzione cosiddetta a macchia
no” su queste ultime i programmi attual- di leopardo).
mente irradiati su frequenze da liberare. Una conseguenza immediata di tale scelta
In altre parole, nello scenario B1 la trasfor- è la necessità di verificare in modo accura-
mazione analogico-digitale non si limita al- to l’idoneità delle frequenze destinate alle
le frequenze individuate dal PNAF ma, in trasmissioni digitali. In modo più specifico:
fasi successive ed utilizzando la stessa l’interferenza iso-canale subita dalla fre-
strategia descritta nel caso A2, si preoccu- quenza alternativa dovrà essere compati-
pa di liberare il massimo numero di fre- bile, in ogni pixel dell’area di servizio, con
quenze da dedicare alle trasmissioni digita- la qualità richiesta per il segnale digitale.
li. Il vincolo che lo scenario B1 impone è Questa verifica implica che, per ogni area
che la liberazione di una frequenza debba di servizio, dovranno essere note le carat-
avvenire, come per i canali 66-67-68 e 9, teristiche dei trasmettitori interferenti sulla
su tutto il territorio nazionale. Tale vincolo frequenza destinata alle trasmissioni digi-
il libro bianco
sulla televisione
digitale terrestre

Gli scenari operativi


per l’avvio e lo sviluppo
della televisione digitale
tali e dovrà essere effettuata “ a priori”una rio da un network provider. A fronte di una
verifica simulata della qualità del servizio gestione tecnica unitaria del playout, della
digitale in presenza di tali disturbi. rete di distribuzione e della porzione di
La transizione analogico-digitale prevista spettro a lui affidata, il network provider po-
nello scenario B2 non conduce, al contra- trebbe facilmente ri-allocare i multiplex
rio di quella prevista nello scenario B1, al- sulle frequenze, ottimizzando l’uso dello
la progressiva liberazione di frequenze su spettro.
tutto il territorio nazionale. In conclusione, la scelta dello scenario B2
Al contrario, la transizione “a macchia di implicherebbe la ri-assegnazione delle fre-
leopardo” porta naturalmente ad una situa- quenze durante il processo di transizione,
zione a regime caratterizzata da un insie- allo scopo di avere, a regime, un giusto
me di reti MFN digitali composte da tra- “mix” di reti SFN e MFN. A sua volta, la ne-
smettitori che operano, sostanzialmente, cessità di ri-assegnare le frequenze in mo-
alle stesse frequenze delle attuali reti ana- do efficiente implicherebbe la presenza di
logiche. Tale situazione a regime, oltre a un numero limitato di network provider per
soffrire delle stesse inefficienze dell’attuale ciascun bacino di utenza.
assetto analogico, avrebbe il difetto di ren-
dere molto difficile la realizzazione di reti Il processo di transizione nello scenario B2
90 nazionali SFN o k-SFN e, di conseguenza, dovrebbe essere articolato in fasi succes-
di forzare l’utilizzo di reti MFN decomponi- sive. In ciascuna fase si dovrebbe:
bili a livello locale per la realizzazione di re-
ti nazionali. • individuare nuove frequenze disponibili
nei vari bacini d’utenza. Le nuove frequen-
Questa inefficiente gestione dello spettro ze disponibili potrebbero essere libere op-
(utilizzo di reti decomponibili per program- pure utilizzate da un diverso programma.
mi che non possono essere diversificati a Nel secondo caso (nel quale la disponibi-
livello locale) può essere evitata solo attra- lità è ovviamente condizionata al consenso
verso una periodica ri-assegnazione delle dell’operatore) si renderebbe necessaria
frequenze destinate al digitale che ottimiz- una “ristrutturazione”, il più possibile limita-
zi il “mix” delle reti SFN e MFN. Tale ri-as- ta, delle frequenze utilizzate in quel bacino
segnazione non pone problemi agli utenti d’utenza;
del servizio poiché il software del set-top- • verificare l’idoneità alle trasmissioni digi-
box consente la modifica “trasparente” del- tali di ciascuna frequenza disponibile, va-
le frequenze di trasmissione. I problemi po- lutando l’interferenza analogica iso-fre-
sti dalla ri-assegnazione gravano, al con- quenza;
trario, tutti sui broadcaster. É infatti eviden- • utilizzare le nuove frequenze disponibili
te che una situazione analoga a quella at- (se idonee) per ridefinire (gestione dinami-
tuale, con centinaia di broadcaster impe- ca delle frequenze) un insieme di reti (re-
gnati a gestire gruppi di (o anche singole) gionali, nazionali e locali) che utilizzi al me-
frequenze, renderebbe molto difficile la ri- glio le frequenze a disposizione (“pool” del-
assegnazione dei multiplex a frequenze ir- le frequenze disponibili).
radiate da impianti diversi, con diverse ge-
stioni tecniche (playout e reti di distribuzio- Si osservi che la ristrutturazione delle fre-
ne) e appartenenti a diverse reti MFN. quenze si rende necessaria solo in una fa-
Diversa sarebbe la situazione se porzioni se molto avanzata della transizione. In par-
dello spettro fossero gestite in modo unita- ticolare, è necessario modificare le asse-
gnazioni solo quando le reti si estendono il livello di diffusione che spinge l’operatore
ad ampie porzioni del territorio (con molti alla transizione) varia da operatore ad ope-
siti trasmissivi) e le assegnazioni fatte nel- ratore ed è fortemente correlato alla per-
le prime fasi rendono impossibile la realiz- centuale di audience analogica raggiungi-
zazione di nuovi programmi. Pertanto, tale bile dopo la transizione al digitale. Eviden-
questione deve essere opportunamente temente il livello di diffusione critico decre-
impostata, ma non condiziona la difficile sce nel passare da operatori nazionali a
fase di decollo del digitale. operatori regionali, provinciali e locali. Nel-
la fase di switch-off è evidente che, quan-
Nel quadro dello scenario B2, il processo to più conveniente e interessante sotto il
di transizione dalla situazione attuale alla profilo della composizione dei “bouquet”
situazione di Piano digitale può essere lo- sarà l’offerta del mercato, tanto prima si
gicamente suddiviso in tre fasi: giungerà al livello di diffusione critico e al
momento della transizione per ciascun
a) fase di avvio; operatore.
b) fase di trasformazione Tutti questi fattori suggeriscono che nella
analogico-digitale; fase di transizione saranno le emittenti lo-
c) fase di “switch off”. cali le prime a trasformare il servizio da
analogico a digitale. 91
La fase di avvio dovrebbe essere caratte-
rizzata da un impatto minimo - possibil- La fase di “switch off” è la fase conclu-
mente nullo- sulle trasmissioni analogiche, siva del processo di transizione e potrà es-
dall’utilizzo delle frequenze resesi disponi- sere realizzata solo quando il numero di
bili, dall’ampia diffusione dei set-top-box e utenti dotati di impianti di ricezione digitale
dei ricevitori digitali. avrà raggiunto il livello di diffusione critico
accettabile dagli operatori con la massima
La fase di trasformazione analogico-di- copertura e con i maggiori immobilizzi in
gitale, indipendentemente dalla fissazione termini di apparati e strutture di servizio. In
di una data, può essere avviata favorendo tale situazione, l’interruzione definitiva del-
il volontario abbandono delle frequenze le trasmissioni analogiche sarà a “costo
analogiche da parte degli operatori. Que- zero” per tutti gli operatori.
sta eventualità è evidentemente correlata Se, come sembra ragionevole, gli opera-
alla maggiore o minore diffusione dei set- tori nazionali con maggior copertura sa-
top-box -considerando il ciclo di vita dei ri- ranno gli ultimi a cessare le trasmissioni
cevitori domestici e il tempo necessario al- analogiche, una lunga fase di trasmissio-
la sostituzione di questi ultimi con i ricevi- ne simultanea dei programmi analogici
tori digitali – alle valutazioni economiche nei “bouquet” digitali “simulcast” non
dei concessionari al progredire del proces- avrebbe più alcuna ragion d’essere. Al
so di transizione e all’offerta di accordi van- contrario, tutte le risorse disponibili per il
taggiosi da parte di network provider spe- digitale dovrebbero essere utilizzate per
cializzati. massimizzare l’interesse del pubblico e
La quantificazione di tali fattori dovrà esse- incoraggiare la diffusione dei ricevitori di-
re oggetto di un serio studio economico gitali. L’adozione di questo scenario ri-
statistico.È comunque possibile osservare chiederà comunque un adeguamento del-
fin d’ora che, per quanto riguarda la fase di la normativa di legge per stabilire le rego-
avvio, il "livello di diffusione critico” (ovvero le necessarie.
il libro bianco
sulla televisione
digitale terrestre

Conclusioni
I
l rapido avvio della televisione digitale terre- prevede, per esempio, oltre ai consorzi, anche
stre dipende in larga misura dalla presenza intese contrattuali per l’attività di trasmissione
di incentivi che promuovano sia la doman- in contemporanea tra diverse emittenti locali;
da sia l’offerta dei servizi digitali terrestri. • definire un quadro regolamentare chiaro per
I principali incentivi volti a promuovere la do- incoraggiare gli investimenti nella tecnologia
manda dei consumatori potrebbero essere i digitale; garantire che la durata delle conces-
seguenti: sioni sia, anche in considerazione della durata
degli analoghi titoli rilasciati nel settore delle te-
• la trasmissione, nei bouquets digitali terrestri, lecomunicazioni, compatibile con il recupero
di nuovi contenuti, anche a pagamento, non di- degli investimenti.
sponibili in analogico, per stimolare l’utenza ad La normativa esistente non è sufficientemente
acquistare o noleggiare ricevitori digitali terre- flessibile per garantire la fase di transizione al
stri. In una prima fase attuativa, il simulcast dei digitale: non risulta possibile, in particolare, as-
programmi analogici nazionali potrebbe non segnare le frequenze disponibili e quelle da li-
essere necessario al successo commerciale berare ai soggetti in possesso di “titolo ido-
della televisione digitale; in un secondo mo- neo”. Infatti le leggi 249/97 e 122/98 prevedo-
mento non è escluso che possa rivelarsi un no che le attuali frequenze possano essere as-
elemento di grande importanza per lo sviluppo segnate fino all’approvazione, da parte del-
92 della tv digitale terrestre, l’Autorità, del nuovo Piano di assegnazione
• la previsione, in linea con quanto indicato dal delle frequenze (si ricorda che tale Piano è sta-
Comitato per lo sviluppo dei sistemi digitali, di to già approvato).
un regime fiscale favorevole per apparati e ab-
bonamenti, nonché incentivi del tipo "rottama- Le frequenze da liberare che possono essere
zione" per l' acquisto di televisori e set-top-box utilizzate sia nell’ipotesi di attuazione del
compatibili con le trasmissioni digitali terrestri, PNAF (scenario A), sia in quella di sviluppo
• l’adeguamento dei sistemi di ricezione, so- prevista nello scenario B, sono:
prattutto nel caso dei sistemi condominiali. Si
potrebbe in particolare favorire un accantona- • quelle delle emittenti la cui domanda di con-
mento annuo da parte delle ammistrazioni cessione non sia stata accolta;
condominiali al fine di adeguare e ampliare i si- • quelle delle emittenti che gestiscono più di
stemi di ricezione collettiva, ripartendo così il una rete in ambito nazionale per la trasmissio-
carico economico in un intervallo temporale ne analogica di programmi in forma codificata
più lungo. e quelle delle emittenti private che gestiscono
più di due reti analogiche in ambito nazionale
Per incentivare gli operatori sarebbe opportuno: per la trasmissione di programmi in chiaro.
Spetta all’Autprotà, ai sensi della legge 249/97
• ridurre al minimo, in particolare nella fase di fissare il termine di cessazione dell’esercizio di
avviamento dei servizi digitali terrestri, la ne- queste reti;
cessità di nuove infrastrutture favorendo, an- • quelle che possono essere recuperate attra-
che per via regolamentare, la nascita di con- verso una limitata ristrutturazione delle reti
sorzi o società di gestione identificando sog- analogiche esistenti;
getti che siano in grado di garantire forme di • quelle delle emittenti nazionali e locali dichia-
utilizzo condiviso degli impianti. Nella fase di rate fallite dopo il rilascio delle concessioni ai
sperimentazione le imprese televisive posso- sensi della legge 422/93;
no condividere gli impianti anche attraverso in- • quelle dismesse al 31 dicembre 1997 ai sen-
tese contrattuali. L’art. 21 della legge 223/90 si dell’art. 3 comma 11 della legge 249/97 e
non ancora riassegnate (trattasi della quota di ne dall’analogico al digitale, la gestione del si-
1/3 di tali frequenze di spettanza della emitten- stema televisivo digitale nel suo complesso
za locale ai sensi del DM 20/2/98). solleva problematiche specifiche, diverse da
quelle relative al sistema analogico, di natura
Per l’avvio e la regolamentazione della fase di normativa e gestionale. La normativa vigente
transizione dall’analogico al digitale, occorre fornisce certo una base sufficiente per l’inizio
innanzitutto stabilire in modo certo la scaden- della sperimentazione della televisione digitale
za per l’attuazione del “tutto digitale” e decide- terrestre sulle frequenze riservate dal PNAF,
re se esiste compatibilità tra l’attuazione del ma si segnala l’opportunità di avviare una fase
PNAF e l’avvio rapido della digitalizzazione. di riflessione e verifica tra le parti interessate
su alcuni punti che potrebbero rappresentare
Se si considera che, con l’ottimizzazione dell’u- fattori di possibile difficoltà per lo sviluppo del
tilizzo dello spettro assegnato alla radiodiffusio- sistema digitale. Infatti essa prevede che:
ne televisiva, il PNAF non lascia spazi liberi, ad
eccezione delle frequenze riservate al digitale • sia rilasciata una concessione per ogni rete
che non possono essere liberate se non a analogica e quindi per ogni programma;
PNAF attuato integralmente o parzialmente, i • la concessione, che comprende l’assegna-
tempi per l’avvio della televisione digitale ri- zione delle frequenze, sia rilasciata all’emitten-
schiano di allungarsi di tre o quattro anni circa. te che non è titolare solo dell’esercizio della re- 93
Per accelerare i tempi, si potrebbe allora pen- te (network provider), ma anche della produ-
sare di avviare il processo di digitalizzazione zione di programmi da trasmettere (content
sulla base dello sviluppo del mercato (a “mac- provider);
chia di leopardo”, scenario B2), attivando, cioè, • possano essere costituiti solo consorzi o altri
il servizio in quelle aree nelle quali vi siano già tipi di associazioni per l’uso in comune di infra-
frequenze disponibili assegnandole prioritaria- strutture e impianti;
mente alla TV digitale. Per rendere operativa • l’esercizio della tv digitale terrestre sia ga-
quest’ultima ipotesi, tuttavia, si rendono neces- rantito alla concessionaria del servizio pubbli-
sarie nuove norme che consentano l’uso di tut- co e ai concessionari e autorizzati per la TV
te le frequenze disponibili, nonostante l’avvenu- analogica.
ta approvazione del PNAF.
Tale ipotesi potrebbe tradursi in realtà in tempi L’insieme di tali disposizioni rende difficile lo
piuttosto brevi. Immaginando di completare il sviluppo della TV digitale in tempi brevi.
percorso regolamentare nei prossimi sei mesi, Il rilascio della concessione per una rete e
le infrastrutture per un servizio destinato a circa quindi per un programma, nel campo della TV
il 50% della popolazione e 4-5 multiplex potreb- digitale, risulta difficoltoso per una serie di mo-
bero essere realizzati verso la fine del 2001. tivi. Infatti:
Una volta rese disponibili le frequenze neces-
sarie, è lecito ritenere che nei due anni se- • una rete digitale può trasmettere almeno 4
guenti sarà possibile avviare altri 3-4 multiplex programmi;
e che il servizio riuscirà a raggiungere circa il • l’assegnazione delle frequenze ai concessio-
70 % della popolazione. Solo allora si potrà nari potrebbe comportare lo sfruttamento non
parlare di un’accelerazione dell’offerta e della ottimale delle possibilità tecniche e di mercato
qualità del servizio capace di far considerare offerte dalla tecnologia digitale;
matura la fase di transizione. • la previsione di poter costituire solo consorzi
Occorre tenere presente che, a prescindere per l’uso comune di infrastrutture e impianti po-
dalla scelta adottata per stimolare la transizio- trebbe costituire un intralcio allo sviluppo rapi-
il libro bianco
sulla televisione
digitale terrestre

Conclusioni
do della TV digitale che richiede modelli di bu- tiene che in questa fase sia più opportuna
siness innovativi. un’offerta nettamente differenziata da quella
analogica, soprattutto nell’ottica di sostenere lo
Per rendere più flessibile ed efficace la gestio- sviluppo dell’utenza. L’adozione del simulcast,
ne del sistema televisivo digitale, sarebbe op- quindi, che non deve essere obbligatoria, po-
portuno rivedere la normativa esistente, sulla trebbe essere rinviata alla fine della fase di
base del principio di un progressivo avvicina- transizione, che potrà ritenersi ultimata con il
mento della regolamentazione del settore ra- raggiungimento del 50-60% della popolazione
diotelevisivo a quella degli altri mercati della servita a livello nazionale.
convergenza, mediante la previsione di una Per convergere verso la situazione a regime
netta separazione della figura del content pro- che sarà rappresentata dal Piano digitale, sarà
vider da quella del network provider, che do- necessaria, nel corso della fase di transizione,
vrebbe gestire anche il multiplex. un’appropriata gestione delle frequenze utiliz-
Il network provider, assimilabile a un operatore zate inizialmente e di quelle che mano a mano
della rete di accesso, potrebbe avere la for- si renderanno disponibili. Tale gestione, con la
ma giuridica di un consorzio, ma anche di una quale si dovrà governare il passaggio gradua-
società costituita appositamente. Tale società le dall’uso delle frequenze provvisoriamente
deve fornire accesso alla rete a tutti i soggetti assegnate a quelle definitive del Piano digita-
94 che ne facciano richiesta, rispettando i criteri di le, garantendo comunque il servizio, sarà faci-
trasparenza, equità e non discriminazione e, in litata dalla presenza di un numero limitato di
casi particolari, di fornitura a prezzi orientati ai network provider e soprattutto dal conferimen-
costi. Consorzi e società possono essere co- to a un organismo pubblico di poteri idonei (al-
stituiti anche da concessionari. I network pro- l’Autorità o al Ministero delle Comunicazioni) a
vider dovrebbero, come nel caso delle reti in gestire la fase di transizione.
cavo, essere autorizzati a gestire una offerta al Qui di seguito si indicano alcune ipotesi rego-
dettaglio che comprenda una serie di servizi a lamentari sia per la fase di transizione sia per
pagamento e anche il decoder in locazione la situazione a regime.
(come in Spagna). L’assegnazione delle fre-
quenze verrebbe fatta direttamente ai network FASE DI TRANSIZIONE
provider.
Le ipotesi che seguono si riferiscono solo al
In considerazione dei notevoli investimenti ne- caso in cui un titolare di concessione analogi-
cessari, è possibile che siano gli attuali mag- ca rinunci alla trasmissione analogica del pro-
giori concessionari di servizi analogici in chia- gramma.
ro e criptati (servizio pubblico e privati) a dover In questo caso si aprono, per il titolare stesso,
essere incoraggiati ad avviare la tv digitale. Al- diverse possibilità, tra le quali:
meno per tutta la fase di transizione potrebbe
essere assegnata a tali soggetti la gestione di • la partecipazione al multiplex: il concessio-
2-3 multiplex ciascuno, impegnandoli a mette- nario cede al network provider a titolo perma-
re a disposizione anche di altri soggetti parte nente il diritto a utilizzare le frequenze oggetto
della capacità dei multiplex. Questo non esclu- di concessione in cambio del diritto a trasmet-
de comunque che il processo di digitalizzazio- tere a titolo gratuito un programma digitale per
ne debba avvenire in modo da garantire l’ef- tutto il tempo di validità della concessione. La
fettivo accesso alla emittenza locale alla nuo- restante capacità del multiplex potrà essere
va tecnologia digitale. utilizzata o dallo stesso concessionario che ha
Per quanto riguarda i programmi, il Comitato ri- ceduto la frequenza o da altri content provider
attraverso accordi commerciali con il network Nella regolamentazione a regime, tra l’altro, si
provider. Inoltre, lo stesso concessionario ac- potrebbero distinguere due diverse categorie
quisisce l’opzione di trasmettere contenuti per di content provider:
la restante parte del multiplex a prezzi orienta-
ti ai costi. Tale opzione è rivendibile al network • content provider generici che sono soggetti
provider stesso o ad altri fornitori di contenuti. ad autorizzazione generale, grazie alla quale
Nella fase di sperimentazione le emittenti loca- possono fornire contenuti e raccogliere pro-
li possono condividere gli impianti attraverso venti in forma diretta o indiretta. I content pro-
intese contrattuali; vider possono diffondere i contenuti con le op-
• partecipazione al consorzio o alla società: il portune modalità, in base al mezzo di trasmis-
concessionario, pur rimanendo titolare della sione disponibile: DVB-C (cavo a larga ban-
concessione, cede al network provider, che da), DVB-S (satellite), DVB-T (terrestre), DAB-
può essere costituito da più concessionari, il T, UMTS, IP INTERNET, xDSL, ecc.
diritto a trasmettere su una data frequenza as- • content provider soggetti ad autorizzazione
sumendo, come contropartita, una quota del specifica (equivalente all’attuale concessione)
capitale del consorzio o società. Il concessio- che, oltre ad essere content provider di tipo ge-
nario mantiene, comunque, il diritto di fornire nerico, hanno il diritto a fornire contenuti speci-
contenuti. fici, in particolare la televisione numerica terre-
stre, su un determinato mezzo trasmissivo. Ri- 95
Per quanto riguarda la possibilità dei conces- spetto a questi soggetti il network provider ha
sionari di costituire società operanti come l’obbligo di fornire la capacità necessaria orien-
network provider, sarà opportuno prevedere le tata ai costi. Gli autorizzati specifici non supe-
opportune forme di separazione contabile/so- rano un numero ristretto e ricevono autorizza-
cietaria fra network provider e content provider, zioni specifiche a livello nazionale o locale.
che tengano conto della particolare natura del
fornitore di contentui (emittenti nazionali, locali Da tale modello consegue che, a regime, i
o pay-tv). Alcune associazioni di emittenti loca- network provider saranno in possesso di un tito-
li ritengono che tali società non possano esse- lo autorizzatorio comprendente anche l'uso del-
re costituite dai concessionari o che comunque le frequenze, ma dovranno riservare obbligato-
nessun concessionario possa avere una quota riamente una quota della capacità ai content
di partecipazione al capitale sociale superiore provider in possesso di autorizzazione specifi-
al 5%. Inoltre, le stesse società non potranno ca. Mediante le concessioni e le autorizzazioni
svolgere attività di content provider. Questa im- specifiche nazionali o locali si manterrà il neces-
postazione viene motivata con l’esigenza di sario equilibrio fra emittenza nazionale e locale.
prevenire l’insorgere di posizioni dominanti nel Tale ipotesi prevede, in un’ottica di neutralità
settore delle trasmissioni digitali con danno per tecnologica della disciplina dei mezzi di comu-
il comparto locale e per l’intero sistema. nicazione, che la televisione digitale terrestre,
seppur nel rispetto delle specifiche peculiarità
5.2.1. SITUAZIONE A REGIME del mezzo televisivo, venga regolamentata
con strumenti simili a tutte le altre infrastrutture
La situazione a regime si avrà con la cessa- tecnologiche. Una sovraregolamentazione
zione delle trasmissioni analogiche e delle at- della televisione digitale terrestre porrebbe
tuali concessioni. Tale situazione potrebbe ve- ostacoli allo sviluppo delle offerte innovative di
rificarsi nel 2010 - con l’adozione dello scena- servizi interattivi e limiterebbe l’accesso di nuo-
rio Asopra esposto – o alla fine del 2006 – con vi entranti nel settore dei contenuti e delle pro-
l’adozione dello scenario B. grammazioni.
il libro bianco
sulla televisione
digitale terrestre

Glossario
API (Application Program Interface): interfaccia software per applicazioni multimediali.

ATM (Asynchronous Transfer Mode)

BER (Bit Error Rate): probabilità d’errore sul bit.

Best Server: in una rete MFN, il sito che garantisce il miglior rapporto
segnale/disturbo in un determinato “pixel”.

CA (Conditional Access): controllo d’accesso.

CEPT (European Conference of Postal and Telecommunications Administrations):

C.e.m. : campo elettromagnetico

COFDM (Coded Orthogonal Frequency Division Multiplexing)

Diagramma d’antenna potenza ERP irradiata nelle varie direzioni.

DAB (Digital Audio Broadcasting)

DVB GROUP (Digital Video Broadcasting): gruppo di standardizzazione


per la radiodiffusione televisiva.
96
DVB-C: standard per le trasmissioni televisive digitali via cavo.

DVB-S : standard per le trasmissioni televisive digitali via satellite.

DVB-T : standard per le trasmissioni televisive digitali via terra.

DTT (Digital Terrestrial Television)

EBU (European Broadcasting Union)

EPG (Electronic Program Guide): guida elettronica dei programmi.

ERP (Emitted Radiated Power): potenza irradiata emessa

ETSI (European Telecommunication Standards Institute)

FEC (Forward Error Correction)

GPS (Global Positioning system)

HDTV (High Definition Television): TV ad alta definizione.

HTML (Hypertext Mark-up Language)


I
DTV (Integrated Digital TV): televisore digitale integrato.

IRD (Integrated Receiver Decoder): ricevitore-decodificatore integrato.

ITU (International Telecommunication Union)

Livello di qualità: misura della qualità del servizio. Il livello di qualità è classificato
“buono” se la probabilità di copertura -location probability- è superiore al 95%,
“accettabile” se la probabilità di copertura è superiore al 70%.
JPEG (Joint Picture Expert Group)

MATV (Master Antenna TV): sistema di ricezione centralizzato per la ricezione televisiva.

MHP (Multimedia Home Platform) : piattaforma multimediale domestica.

MHEG-5 (Multimedia and Hypermedia Experts Group)

MIP (Mega Frame initialization packet)

MPEG-2 (Motion Picture Expert Group): gruppo internazionale


di standardizzazione per la compressione digitale del segnale video.

NVOD (Near Video On Demand)

OFDM (Orthogonal Frequency Division Multiplexing)

Pixel: area elementare per la quale è disponibile un valore previsto


del c.e.m. e sulla quale viene valutato il livello di servizio.

PNAF: Piano Nazionale di Assegnazione delle Frequenze


per la radiodiffusione terrestre della televisione analogica.

PPS (Pulse Per Second) 97


PPV (Pay Per View): servizi per i quali l’utente è temporaneamente abilitato
previo pagamento alla ricezione di un segnale video.

PR (Protection Ratio)

PSI (Program Specific Information)

QAM (Quadrature Amplitude Modulation)

QEF (Quasi-Error-Free)

QPSK (Quadrature Phase Shift Keying)

Rete MFN (Multi Frequency Network): rete a copertura nazionale multifrequenza


che non prevede la composizione costruttiva degli echi iso-frequenza che giungono
al ricevitore all’interno della finestra di guardia.

Rete pianificata a livello nazionale: insieme di impianti trasmissivi con relative frequenze,
potenze e diagrammi d’antenna e con la proprietà che la percentuale di territorio nazionale
servita ad un livello di qualità “buona” superi un valore determinato (ad es. 80%).

Rete decomponibile a livello regionale: rete pianificata a livello nazionale che garantisca
la trasmissione di programmi diversi in regioni diverse (servizio regionale) con un livello
di qualità “buono” esteso oltre una soglia giudicata soddisfacente (ad. es. 80%).

Rete decomponibile a livello di area locale: rete pianificata a livello nazionale che garantisca
la trasmissione di programmi diversi in ogni area di servizio (servizio di area locale) con
un livello di qualità “buono” esteso oltre una soglia giudicata soddisfacente (ad. es. 80%).

Rete locale: rete regionale, pluri-provinciale, provinciale, sub-provinciale.

Rete nazionale: rete pianificata a livello Nazionale che garantisca la trasmissione degli
stessi programmi su tutto il territorio nazionale (Servizio nazionale) con un livello di qualità
il libro bianco
sulla televisione
digitale terrestre

Glossario
“buono” esteso oltre una soglia giudicata soddisfacente (ad. es. 80%).

Rete provinciale: insieme di tutti i trasmettitori pianificati in una rete decomponibile a livello
di area locale le cui aree di servizio appartengano al territorio di una provincia.

Rete pluri-provinciale: insieme di tutti i trasmettitori pianificati in una rete


decomponibile a livello di area locale le cui aree di servizio appartengano
al territorio di un gruppo di provincie.

Rete regionale: insieme di tutti i trasmettitori pianificati in una rete decomponibile


a livello regionale o di area locale le cui aree di servizio appartengano al territorio di una regione.

Rete sub-provinciale: insieme di alcuni trasmettitori pianificati in una rete


decomponibile a livello di area locale le cui aree di servizio appartengano al territorio di una
provincia. Una rete sub-provinciale può essere anche composta da un singolo trasmettitore.

Rete SFN (Single Frequency Network): rete pianificata a livello nazionale che impiega una
sola frequenza in tutti i siti di diffusione e che, grazie alle proprietà della tecnologia COFDM,
è in grado di comporre positivamente gli echi iso-frequenza che giungano al ricevitore con
un ritardo limitato (ovvero, cadano all’interno della finestra di guardia).Rete k-SFN (detta
anche rete MFN con estensioni realizzate attraverso SFN locali): rete pianificata a livello nazionale
e costituita da k>1 “sottoreti” isofrequenziali (SFN locali), ciascuna delle quali utilizza la composizione
degli echi iso-frequenza che cadono all’interno della finestra di guardia. La copertura totale
98 di una rete k-SFN nella specifica area geografica è data dalla somma delle coperture delle k “sottoreti”.

SI (Service Information): tabelle di informazioni utilizzate dal navigatore.

Sito: insieme delle informazioni che caratterizzano la generica postazione della rete.
Tra le informazioni associate al sito abbiamo la localizzazione (coordinate, altezza s.l.m),
l’altezza del traliccio, il diagramma d’antenna.

Siti candidati: insieme di localizzazioni potenziali tra i quali, grazie ad un opportuno algoritmo
di ottimizzazione, scegliere il sottoinsieme che garantisce il massimo servizio e il minimo costo
in termini di numero di impianti e potenze utilizzate.

Sito equivalente: sito esistente “corrispondente” ad un sito del PNAF. Il range di tolleranza indicato
dall’Autorità nel PNAF per stabilire la corrispondenza è costituito da una fascia di 50” di distanza
e da una differenza di 50 m in quota.

Scenario: complesso delle informazioni relative ad un insieme di siti candidati.

Servizio nazionale: tipologia di servizio di una rete pianificata a livello nazionale


per la quale ogni sito irradia lo stesso programma e, quindi, può essere considerato
utile in ogni pixel del territorio nazionale.

Servizio regionale: tipologia di servizio di una rete pianificata a livello nazionale per la quale
siti associati a regioni diverse irradiano programmi diversi. Nel servizio regionale i segnali
iso-frequenza che provengono da regioni diverse da quella in esame, anche quando cadono
all’interno della finestra di guardia, sono considerati interferenti.

Servizio di area locale: tipologia di servizio di una rete pianificata a livello nazionale per la quale
siti diversi (indipendentemente dalla regione o provincia di appartenenza) irradiano programmi
diversi. Nel servizio di area locale due segnali iso-frequenza, anche quando cadono entrambi
all’interno della finestra di guardia, sono considerati interferenti.

SFN Sync: sistema di sincronizzazione dei trasmettitori delle reti SFN

SMATV (Satellite Master Antenna TV): sistema centralizzato per la ricezione televisiva.
Appendice I
Lo sviluppo della DTT
in Europa e nel mondo
Appendice I

1. Isole britanniche
GRAN BRETAGNA L’esigenza di contenuti dedicati a diverse
realtà culturali ha richiesto lo sviluppo di una

L
a Gran Bretagna è stato il primo pae- struttura di rete nazionale con numerose in-
se europeo ad avviare il servizio te- serzioni di programmi, pubblicità e servizi in-
levisivo digitale terrestre. Il lancio è terattivi a carattere regionale e locale. Al fine
avvenuto il 15 novembre 1998, nel ventino- di ottemperare a una richiesta dell’ITC (In -
vesimo anniversario delle prime trasmissio- dependent Television Commission), secon-
ni televisive a colori. Fino ad allora il 70% do la quale ogni utente deve essere in gra-
delle abitazioni usufruiva dei servizi televi- do di ricevere le System Information (SI) re-
sivi attraverso la distribuzione analogica lative a tutti i servizi presenti sulla rete, è sta-
terrestre, un contesto ideale per lo sviluppo ta ideata la peculiare gestione delle SI nel-
del DTT. líambito dellíarchitettura di questo Paese il-
lustrata nella figura 2.1. In pratica, líutente fi-
Il modello adottato possiede una forte inte- nale deve avere visibilità di tutti i descrittori
grazione verticale ed è, in sintesi, la replica di network, bouquet e servizi interattivi pre-
di quello analogico. Gli obiettivi che esso senti in ogni transport-stream della rete DTT.
doveva perseguire erano il rapido “deploy - Le SI generate da ogni multiplex confluisco-
ment”, la massima copertura nel più breve no cosÏ, tramite linee dedicate ad 8 Mbps
100 tempo possibile, líinserzione di contributi “leased lines”, al centro operativo di raccolta
regionali/locali (come nellíequivalente ana- situato nella città di Londra. In questo luogo,
logico) e la disponibilit‡, per líutente, di 11 re-multiplex generano flussi a 500Kbps
informazioni dettagliate sui programmi di che contengono le SI destinate ai multiplex
tutti i multiplexer. a carattere regionale e locale dislocati sul
territorio. Ogni flusso viene inviato al centro
L’architettura iniziale era costituita da 30 regionale di competenza per l’inserzione
playout connessi a 24 siti trasmittenti. Oggi il delle corrette SI nel Transport Stream (SI -
sistema offre 6 multiplex in modalità 2K su PSI, Service Insertion Point of System Infor -
una rete MFN. Su tre multiplex sono tra- mation).
smessi programmi free-to-air, mentre sui ri-
manenti tre sono forniti i servizi della televi-
sione a pagamento ONDigital, joint-venture
fra i gruppi media privati Carlton e Granada.
L’adozione di una rete MFN ha consentito
l’utilizzo di canali taboo senza dover proce-
dere a una nuova assegnazione delle fre-
quenze, originando una trasmissione di tipo
simulcast. La grande disponibilità e affidabi-
lità dei chipset 2K per i ricevitori ha favorito
l’avvio del servizio in questa modalità. All’ini-
zio del 2000, ONDigital copriva più del 90%
del territorio nazionale e superava il mezzo
milione di abbonati, grazie anche all’offerta
gratuita del set-top box. Il bouquet iniziale di
circa 20 canali si è nel frattempo arricchito
includendo anche servizi in pay-per-view e
servizi interattivi. Figura 2.1 - UK - Sistema di Gestione delle Si
In conclusione, in figura 2.3, si ripor ta líarchitettura generale adottata nel Regno Unito.
101
Appendice I

1.Isole britanniche
IRLANDA salga in tempi brevissimi al 98%. Si preve-
de inoltre un periodo di simulcasting breve,
dai cinque ai sette anni.

I
n Irlanda, dove il governo ha dimostra-
to forte interesse per lo sviluppo della Sui primi due multiplex saranno ospitati ca-
DTT sin dal 1996, la pianificazione del nali gratuiti e servizi interattivi (Internet è
digitale terrestre è in fase avanzata. Se- considerato uno strumento informativo ed
condo il Broadcasting Bill del maggio educativo essenziale per la popolazione
1999, la DTT sarà in grado di offrire le mi- delle aree rurali nonchÈ un sostegno del-
gliori soluzioni di trasmissione televisiva ad l’industria nazionale), mentre sugli altri
alta qualità alla popolazione tipicamente quattro multiplex troveranno posto canali a
rurale su un territorio a bassa densità abi- pagamento a programmazione nazionale e
tativa (e quindi non facilmente raggiungibi- internazionale. I costi per la digitalizzazio-
le dal cavo nÈ facilmente incline a soste- ne degli apparati di trasmissione, per la
nere i costi della TV via satellite). produzione e il marketing dei programmi e
Il piano di lancio della DTT prevede líatti- per la gestione degli utenti verranno soste-
vazione nella seconda metà del 2000 di sei nuti dal consorzio Digico, che ha come
multiplex in modalità 8K su una rete MFN azionisti la televisione pubblica irlandese
102 a copertura nazionale, con uníofferta di 30- RTE (al 40%), ed alcune altre aziende
50 canali. Nel 1996 RTE, nellíambito del pubbliche e private. Digico appronterà an-
ìEU Validate Projectî mise in opera la pri- che la EPG e il CAS. RTE sta progettando
ma rete SFN totalmente digitale, ma i risul- un canale all-news con differenziazioni re-
tati della sperimentazione furono tali che si gionali e un canale dedicato alla trasmis-
preferÏ optare per una tipologia di rete sione dei dibattiti parlamentari e di impor-
MFN, pi˘ flessibile e capace, con canale di tanti manifestazioni sportive e culturali ir-
ritorno via etere. La copertura iniziale del landesi. Trattative sono aperte con la BBC
territorio sarà del 75%, ma è previsto che e BSkyB per líofferta dei loro canali.
2. Paesi scandinavi
I vari operatori televisivi hanno costituito un
organismo, NORDIG, allo scopo di coopera-
re alla realizzazione dei ricevitori per i nuovi
servizi digitali.

SVEZIA

L
a Svezia, con una popolazione limita-
ta ma sparsa su una superficie vasta
e in gran parte montagnosa, si è
orientata da tempo verso il digitale terrestre.
Il rapido lancio della DTT è stato fortemente
sostenuto dal governo, interessato, da un
lato, a liberare risorse radioelettriche a favo-
re del florido mercato della telefonia cellula-
re e, dallíaltro, a sostenere la televisione di
stato (STV) e i suoi programmi educativi an-
che su base regionale, prima che la compe- 103
tizione dei programmi digitali satellitari di
Canal Digital e ViaSat diventi troppo forte.

Data la scarsità di risorse radioelettriche,


nella fase di lancio sono disponibili solo tre
multiplex con una rete SFN in modalità 8K. Figura 2.8 - Prima fase roll out in Svezia
Ciascun multiplex porta quattro canali e la
copertura iniziale è prevista su cinque gran- Nel giugno 1998, il governo ha concesso le
di aree metropolitane che raccolgono il 50% licenze, valide per quattro anni, al broad-
circa della popolazione svedese (vedi tabel- caster pubblico svedese (STV, al quale è
le seguenti). Entro il 2004 saranno operativi riservato il primo multiplex), a sette televi-
anche gli altri tre multiplex pianificati, per sioni private nazionali ed estere, a cinque
una copertura del 98% della popolazione. televisioni regionali e a un operatore di
servizi interattivi. Nellíottobre 1998 vi è
ricezione fissa ricezione in door stato il lancio tecnico del DTT nelle cinque
copertura copertura aree prescelte, mentre il lancio commer-
della popolazione della popolazione %
ciale è partito, in ritardo sulla tabella di
GOTEBORG 920.000 630.000 68.5
marcia, solo nellíaprile 1999. La compa-
SUNDSVALL& OSTERSUND 195.000 135.000 69.2 gnia che ha coordinato il lancio della DTT,
STOCCOLMA 2.315.000 1.340.000 57.9 sviluppato líEPG e scelto líAPI (la scelta è
SKANE 955.000 445.000 46.6 caduta su OpenTV), è Senda, un consor-
NORRKOPING&LINKOPING 475.000 200.000 42.1 zio fra STV e líoperatore del network Tera-
com. Al momento il successo dei nuovi
POPOLAZIONE TOTALE 4.750.000 3,250.000 68.4 programmi digitali terrestri è ancora infe-
riore alle aspettative. Alcuni dei canali in
possesso di licenza non hanno ancora co-
Tabella 2.2 - Copertura della popolazione minciato le trasmissioni ed anche Nokia, il
Appendice I

2.Paesi scandinavi
provider officiale dei set-top box, ha lancia- NORVEGIA

N
to in ritardo, sul mercato, isuoi decoder.Al el giugno 1999 il governo norvege-
momento non sono state prese decisioni se si è impegnato ad introdurre in
definitive riguardo alla data di spegnimen- tempi celeri i servizi digitali terrestri
to dellíanalogico, ma tutto fa ritenere che nel Paese. Sono stati previsti tre multiplex
ciÚ avverrà nel 2010. in modalità 8K su reti prevalentemente
MFN a copertura nazionale, la cui pianifica-
zione è stata coordinata con Svezia e Da-
FINLANDIA nimarca.
Il broadcaster pubblico Norkring ha ottenu-

L
a fase di pianificazione della DTT in to la licenza per iniziare trasmissioni digita-
Finlandia è stata completata nell’au- li terrestri. Le trasmissioni, ancora speri-
tunno 1998, dopo una serie di test mentali, sono effettuate con due multiplex
tecnici preliminari condotti dalle tre televi- nelle aree di Oslo e Bergen, che coprono
sioni nazionali svedesi durante líanno nel- pi˘ di un milione di cittadini. Il lancio com-
líarea di Helsinki. Il lancio commerciale è merciale dovrebbe avvenire nel corso del
previsto per líautunno del 2000, in coinci- 2000. Il terzo multiplex potrebbe diventare
denza con líinaugurazione delle Olimpiadi operativo nel 2001, mentre altri multiplex
104 di Sydney e con líimmissione sul mercato potranno entrare in funzione dopo che lo
dei set-top box di seconda generazione, spegnimento dellíanalogico sarà comincia-
maggiormente interattivi. to (anche se una data finale non è stata an-
cora fissata).
Tutti e tre i multiplex pianificati partiranno
simultaneamente, con una copertura ini-
ziale limitata a circa il 50% della popola- DANIMARCA
zione ma destinata a salire al 70% nel

N
2001 e al 100% nel 2006. Il piano per il di- el giugno 1998 il governo danese ha
gitale terrestre non prevede per ora una istituito una speciale commissione
data di spegnimento dell’analogico. per analizzare i costi e i benefici con-
Nel settembre 1999 si è concluso il pro- nessi allíintroduzione del digitale terrestre.
cesso di assegnazione delle licenze, vali- Si sta progettando una rete SFN ad ampia
de per dieci anni. Il primo multiplex è stato copertura territoriale in modalità 8K con
riservato al broadcaster publico YLE, quattro multiplex (di cui solo tre potranno es-
mentre sugli altri due multiplex troveranno sere inizialmente disponibili). Test pilota so-
posto otto televisioni commerciali, sia na- no stati condotti a partire dal novembre
zionali sia estere. 1999, per una copertura del 30%, da parte
Visto che solo due dei tre multiplex saran- dellíoperatore pubblico Danish Broadcasting
no in grado di coprire líintero territorio, è in collaborazione con altri attori del panora-
probabile che si svilupperanno accordi fra ma televisivo danese. Non ci sono ancora
le televisioni per una condivisione dei ca- stati pronunciamenti ufficiali riguardo alla da-
nali nazionali. ta di inizio delle trasmissioni nazionali.
3. Europa centrale
Franco-tedesca
GERMANIA tali e cinque programmi radio digitali. I test
coinvolgono anche le case automobilistiche

I
n Germania il digitale terrestre deve fa- Volkswagen e Daimler-Benz. Il servizio di
re i conti con una altissima penetrazio- ricezione mobile sarà operativo per líespo-
ne della televisione via cavo (nella par- sizione mondiale EXPO 2000 che si terrà a
te occidentale del Paese, solo il 12% delle giugno ad Hannover.
abitazioni è raggiunto dalla distribuzione
analogica terrestre, mentre il rimanente è In base allíattuale bozza di piano per la DTT,
raggiunto dal cavo) e da uníampia diffusio- sulla quale i 16 L‰nder tedeschi stanno rag-
ne (pari al 40% delle abitazioni) dei pro- giungendo un accordo, i servizi digitali terrestri
grammi analogici via satellite. dovrebbero essere distribuiti nel corso del
2000 nelle aree metropolitane pi˘ popolose e
Data la sovrabbondanza di offerta televisi- nel 2001 nelle aree metropolitane di medie di-
va, líinteresse del governo federale per il mensioni. A partire dal 2000 non verranno pi˘
digitale terrestre è recente e si è venuto assegnate concessioni analogiche. Per il
concentrando su due caratteristiche preci- 2003 le principali televisioni nazionali dovreb-
pue dei servizi DTT, non riscontrabili negli bero essere in grado di trasmettere in simul-
altri servizi digitali: la ricezione ìportable in- cast su tutto il territorio; fra il 2004 e il 2010 si
doorî e la ricezione mobile a velocità eleva- completerà la digitalizzazione di tutti i network 105
ta. Per questi motivi, i piani tedeschi per tedeschi e cesseranno le trasmissioni analogi-
líintroduzione della DTT prevedono che tut- che. Nelle aree urbane potranno costituirsi nu-
ti i trasmettitori siano in grado di operare in merose televisioni private a forte localizzazio-
modalità 2K, principalmente su rete MFN ne di contenuti e di servizi interattivi. In questo
con piccole aree a copertura SFN. La figu- modo, grazie anche allíelevata mobilità offerta
ra seguente illustra i parametri scelti nella da questo tipo di servizio, la DTT riuscirà pro-
prima fase di test. babilmente a sottrarre telespettatori al satellite
e al cavo. Lo spegnimento dell'analogico è fis-
sato, indicativamente, per il 2010: la data è da
rivedere perÚ alla fine del 2003.

AUSTRIA

L
a diffusione delle trasmissioni via sa-
tellite dei broadcaster tedeschi in Au-
stria, insieme alla difficile conforma-
zione geografica del paese e alla scarsa vi-
vacità del panorama televisivo locale (ca-
ratterizzato dallíassenza di televisioni pri-
vate terrestri), disincentiva il rapido pas-
Figura 2.9 - Germania - Parametri di Test
saggio al digitale. Líunica emittente a mo-
strare interesse per il digitale terrestre è il
Le sperimentazioni si sono svolte nellíarea broadcaster pubblico ORF, mentre il gover-
di Berlino e nel nord del Paese, dove sono no non ancora elaborato alcuna strategia di
stati costruiti nel marzo 1999 ben 40 siti pianificazione delle frequenze o di speri-
che trasmettono nove canali televisivi digi- mentazione.
Appendice I

3. Europa centrale
Franco-tedesca
SVIZZERA RTBK ed altre due televisioni parteciperan-
no al test di due multiplex che coprono lía-

A
nche la Svizzera è caratterizzata da rea di Bruxelles. Data la conformazione
una conformazione geografica diffi- pianeggiante del Paese, si ritiene che, a re-
cile, da una forte penetrazione del gime, basteranno pochi trasmettitori per
cavo e del satellite (che occupano pi˘ del- assicurare la copertura dellíintero Belgio.
lí85% del mercato) e da profonde differen-
ziazioni linguistiche e culturali interne. No-
nostante ciÚ, nellíarea di Bienne, si sta pro- OLANDA
cedendo ad alcune sperimentazioni di

E
DDT. Nel corso dei prossimi due anni, il levatissima penetrazione delle reti
broadcaster pubblico SSR sperimenterà in via cavo e scarsità di frequenze ra-
particolare le possibilità di ricezione mobile dioelettriche sono le caratteristiche
e portatile. Anche in Svizzera non sono sta- del sistema televisivo anche in Olanda: so-
ti elaborati piani governativi per líintrodu- lo il 5% della popolazione si affida alla di-
zione della DTT. stribuzione terrestre. Tuttavia, un lancio in
tempi brevi del digitale terrestre, oltre a non
trovare ostacoli nella geografia del paese,
BELGIO è stato di recente sollecitato dal governo,
interessato a liberare frequenze e ad inco-

A
nche in Belgio líelevatissima pene- raggiare la concorrenza al cavo con la
trazione della televisione via cavo creazione di un sistema di trasmissione al-
(98% della popolazione raggiunta) ternativo pi˘ flessibile.
costituisce un ostacolo al decollo commer-
ciale della DTT. Tuttavia le possibilità di ri- Nella primavera del 2000 si terrà la gara per
cezione portatile e mobile suscitano consi- líassegnazione delle licenze per i multiplex
derevole interesse nel Paese. pianificati (di cui uno verrà certamente as-
segnato al broadcaster pubblico, NOS). Al-
La realtà nazionale è caratterizzata da tre la fine dellíanno cominceranno le trasmis-
differenti comunità linguistiche: francese, sioni sui primi tre multiplex. Questi copriran-
fiamminga e tedesca. L’autorità indipen- no le aree urbane ad ovest del paese, com-
dente delle telecomunicazioni belga, líIBPT prensive di Amsterdam, Rotterdam e líAia,
(Institut belge des services postaux e de dove già sono state condotte prove tecni-
tèlècommunications), sta coordinando i che da parte del consorzio Digitienne for-
piani di assegnazione delle frequenze per mato da NOS, dal network operator Noze-
le tre diverse realtà culturali. Al momento si ma (che ha realizzato una rete SFN con due
prevede di adottare 4 reti SFN e almeno 3 trasmettitori, adottando la modalità 8K), da
reti MFN per la comunità di lingua francese, televisioni private e da società che fornisco-
altrettante per la comunità di lingua fiam- no servizi interattivi per la televisione.
minga, mentre la comunità di lingua tede-
sca ha intenzione di accordarsi con quella
francese. La scelta della modalità si orien- FRANCIA
terà verso l’8K con l’utilizzo del più alto va-

S
lore dellíintervallo di guardia. carsità di frequenze si registra anche
in Francia, dove la DTT affronta la
Nel corso del 2000, il broadcaster pubblico concorrenza del digitale via satellite e
via cavo, attivi rispettivamente dal 1996 e del Conseil Superieur de l’Audiovisuel che
dal 1997, con uníampia scelta di canali. Il nel settembre 1998 ha autorizzato Télédif -
governo francese dovrebbe varare nella fusion de France, la sussidiaria di France
primavera 2000 il nuovo quadro legislativo TÈlÈcom che possiede la rete delle infra-
per le trasmissioni digitali, che includerà strutture terrestri di trasmissione, ad avvia-
anche il piano definitivo per il passaggio al re la sperimentazione in Bretagna al fine di
digitale terrestre. Un primo studio di fattibi- valutare la capacità di copertura dei tra-
lità sul digitale terrestre è stato comunque smettitori, la compatibilità con le antenne
condotto nel 1998 dallíAgence Nationale esistenti e la qualità della ricezione da par-
des Frèquences. Il piano prospettava la te dei televisori portatili. La sperimentazio-
possibilità di quattro multiplex nazionali a ne, con tre multiplex, ha coperto circa un
copertura dellí80% delle abitazioni (i pro- milione e mezzo di abitanti ed è durata sei
blemi principali riguardano le aree montuo- mesi. Si attende ora il piano definitivo del
se) e altri due multiplex di copertura stima- governo, ma nellíipotesi più ottimistica il di-
bile intorno al 50-60% delle abitazioni, per gitale terrestre non potrà partire che a fine
un totale di 20-30 canali. 2000. Nessuna procedura per l’assegna-
Fino a oggi líiniziativa è rimasta nelle mani zione delle licenze è stata ancora definita.

107
Appendice I

4.Penisola Iberica
SPAGNA copre líintera Spagna. Il consorzio include
anche il gruppo televisivo inglese Carlton,

L
o sviluppo del digitale terrestre è sta- che ha accumulato esperienza in patria al-
to agevolato in Spagna dal limitato l’interno della joint-venture OnDigital.
utilizzo della distribuzione via cavo e Onda Digital ha optato per il set-top box
via satellite da parte degli operatori televisi- Sagem, per Open TV come API e per Na-
vi e, soprattutto, da una considerevole di- gravision come CAS. Il primo lancio tecnico
sponibilità spettrale. di programmi da parte di Onda Digital è sta-
La sperimentazione è stata condotta a par- to effettuato nel novembre 1999 nelle aree
tire dal dicembre 1997 e nell'ottobre 1998 il di Madrid e Barcellona.
governo ha approvato il Plan Tecnico de la A fine febbraio 2000 sono cominciate, in via
Television Digital Terrestre che ha disegna- sperimentale, su tutto il territorio nazionale,
to un mercato da 11 multiplex, 100 canali e le trasmissioni di 8 dei 14 programmi che
nuovi operatori su scala nazionale. Onda Digital trasmetterà a regime.
La visione dei programmi, gratuita per un
La modalità DVB-T utilizzata è quella 8K in paio di mesi, viene commercializzata da
prevalenza di tipo SFN, ma si prevede il maggio.
servizio MFN in ambito regionale e locale, A fine 2001, Onda Digital dovrebbe essere
108 con la seguente assegnazione: in grado di coprire l’80% del territorio.
A lungo termine la copertura dovrà essere
• 4 multiplex nazionali in modalità SFN na- del 95%, con la definitiva migrazione verso
zionale sui canali 66-67-68-69 per un to- il digitale nel 2012.
tale di 14 programmi; Attualmente l’architettura prevede il solo
• 1 multiplex nazionale in modalità SFN re- servizio universale nazionale, ovvero quat-
gionale su un possibile canale nella gam- tro multiplex sui canali 66-67-68-69 in mo-
ma che va dal 57 al 65, con 4 programmi dalità SFN.
nazionali e uno a carattere regionale;
• 1 multiplex regionale in modalità SFN re- Il modello pianificato ha molte analogie con
gionale su un possibile canale nella gam- l’architettura delle reti TV via cavo. In effet-
ma che va dal 57 al 65, con 4 programmi ti, nel caso del servizio nazionale, esiste un
nazionali; unico centro in cui tutti i contenuti vengono
• 3 multiplex regionali in modalità MFN su raccolti e inseriti nei multiplex.
tre possibili canali nella gamma che va Da tale centro ha origine una rete di distri-
dal 21 al 65, per un totale di 15 program- buzione che raggiunge l’utente finale.
mi;
• 2 multiplex locali in modalità MFN su due Conseguentemente, esiste un unico
canali, se disponibili, con 5 programmi playout con 4 multiplex in cui vengono in-
ciascuno. serite le relative informazioni gestionali (i.e.
System Information, EPG, CA per servizi
Nel giugno 1999 il governo ha assegnato la pay, gestione abbonati, etc.).
licenza per i servizi di DTT ad Onda Digital, L’ottimizzazione della qualità del segnale
unico partecipante alla gara di assegnazio- audio e video emesso viene effettuata me-
ne bandita dal governo. diante l’utilizzo della multiplazione statisti-
Onda Digital è un consorzio guidato dalla ca, mentre la qualità del servizio è ottenuta
compagnia di telecomunicazioni Retevi- tramite ridondanze di tipo hardware mo-
sion, proprietaria della rete analogica che strate in figura 2.4.
109

Figura 4.1 - Spagna - Playout nazionale

I contenuti, sia per i servizi nazionali sia per informazioni relative ai programmi.
quelli regionali, sono gli stessi degli esistenti Il trasporto e la distribuzione del segnale
programmi analogici. Ciò avviene per la di- uscente dal playout nazionale ai trasmetti-
sponibilità di canali UHF liberi, soprattutto nel- tori avviene utilizzando il satellite in moda-
la parte alta dello spettro. L’architettura è lità DVB-S. PoichÈ líup-link non risiede fisi-
orientata alla massima semplicità nei riguardi camente nella stessa locazione del
dello sviluppo e della gestione. Ne deriva una playout, si è creata una connessione dedi-
netta separazione fra rete nazionale e regio- cata ( fibra ottica e radio-link ) per connet-
nale, líassenza di inserzione locale nel servi- tere playout e up-link. La figura 2.5 illustra
zio nazionale, una distribuzione via satellite lo schema a blocchi sia della rete di tra-
dei multiplex nazionali, il venir meno della ne- sporto sia dellíup-link satellitare. La qualità
cessità di pianificare servizi mobili e la man- del servizio è ottenuta tramite la ridondan-
canza di condivisione (cross-carriage), fra i za del collegamento playout-up-link e del-
vari multiplex, di System Information o di altre líhardware dell’up-link stesso.Il servizio
Appendice I

4.Penisola Iberica

110
Figura 4.2 - Spagna - Sistema di Trasporto e Uplink Satellitare

Attualmente pianificato non contempla líin- cui líarchitettura per i trasmettitori principa-
serzione di tipo regionale o locale per la pe- li risulta quella mostrata in figura 2.6.
culiarità della modalità SFN adottata, per

Figura 4.3 - Spagna - Architettura di Rete


Per quanto riguarda i trasmettitori secondari è stato pianificato un largo uso di ripetitori iso-
canale. In figura 2.7 si riporta come Retevision intende implementare líarchitettura nazio-
nale della rete DTT.

111

Figura 4.4 - Spagna - Architettura di rete

PORTOGALLO da quattro canali, di un quarto multiplex a


programmazione regionale (attivabile nel

A
differenza della vicina Spagna, il 2001) e di un quinto multIiplex a program-
Portogallo è ancora abbastanza mazione locale, attivabile fra il 2006 e il
lontano dalla fase del lancio com- 2010, a seguito della progressiva liberazio-
merciale della DTT. Una prima rete SFN ne dello spettro. Al broadcaster pubblico
sperimentale è stata comunque attivata già RTP sono stati assegnati due slot sul primo
nel 1998 dall’operatore Portugal Telecom multiplex, mentre un altro slot è stato asse-
nell’area di Lisbona e una proposta di pia- gnato alla televisione commerciale SIC. Il
nificazione è stata avanzata nell'ottobre piano non prevede una data di spegnimen-
1998 dai due organismi di garanzia porto- to dell'analogico.
ghesi, l’Istituto di Comunicazione e l’Istituto
di Comunicazione Sociale. Tale piano, che I costi di digitalizzazione degli apparati di tra-
dovrebbe essere definitivamente approvato smissione sembrano preoccupare i network
nel corso del 2000, prevede l'attivazione di nazionali che si contendono il piccolo mer-
tre multiplex nazionali (due attivabili già nel cato televisivo ed il loro atteggiamento è im-
2000, il terzo nel 2002) ciascuno costituito prontato alla massima cautela.
Appendice I

5. Europa Orientale
CROAZIA POLONIA

I N
n questo paese si prevede l’inizio di tra- el 1997 è stata creata una piattafor-
smissioni di test per l’anno 2000. Lo sco- ma per l’introduzione del digitale
po che ci si prefigge è quello di confron- terrestre. Si adotterà una tipologia di
tare le diversi modalità operative e in parti- rete MFN, anche se il governo non ha adot-
colare il possibile utilizzo di reti k-SFN come tato alcuna decisione ufficiale in merito.
gap-fillers. Al momento non vi sono canali di-
sponibili per una copertura nazionale del se- ROMANIA
gnale digitale. Il governo non ha ancora as-

I
sunto una posizione riguardo all’introduzio- l piano per l’introduzione del DVB-T è
ne del nuovo scenario digitale terrestre. previsto per l’anno 2000, insieme alle
prime trasmissioni di test.

REPUBBLICA CECA
SLOVACCHIA

N
el 1999 sono state assegnate le li-

I
cenze per due progetti pilota en- l nuovo piano di assegnazione delle fre-
112 trambi nella regione di Praga. Con- quenze studiato dal VUS sarà pronto
stano entrambi di una rete SFN costituita in per il novembre 1999. Il 1∞ ottobre la
un caso da tre trasmettitori e nell’altro da Slovak Telecom ha iniziato le trasmissioni
due. A livello governativo esiste un preciso di test a Bratislava. L’esperimento è frutto
impegno volto alla regolamentazione. della collaborazione di vari enti governativi,
broadcaster e costruttori.

LITUANIA
SLOVENIA

L
a pianificazione per l’introduzione dei

P
servizi DVB-T è stata avviata. Si sono er il 1999 sono state previste trasmis-
realizzate reti k-SFN e MFN entrambe sioni di test nell’area di Ljubijana con
in modalità 8K e il sevizio riguarda, al mo- trasmettitori di media potenza sul ca-
mento, la sola ricezione fissa. Le trasmissio- nale 37. Da parte del Governo non è stata
ni effettive sono previste per la fine del 2000 presa alcuna decisione sull’introduzione
nelle maggiori città; Vilnius e Kaunas. dei servizi DVB-T.
6. Resto del Mondo
TURCHIA utile di circa 19.3 Mbit/s, anche se i broad-
caster hanno la possibilità di utilizzare altri

S
ono in corso studi per l’introduzione schemi di modulazione per migliorare la co-
del digitale terrestre.Il canale utilizza- perture o la capacità trasmissiva. L’ABA
to è il 64 (UHF). cercherà di incrementare l’utilizzo di reti
SFN durante il periodo di simulcast in modo
da minimizzare le esigenze spettrali per la
AUSTRALIA conversione.
In base a quanto stabilito dall’ABA:

I
l primo test sul digitale terrestre è stato ogni possessore di licenza televisiva per
condotto nei dintorni di Sydney fra otto- aree ad estensione metropolitana deve ini-
bre e novembre 1997 nell’ambito del ziare le trasmissioni digitali il 1∞ gennaio
progetto FACTS. In tale occasione, sono 2001; ogni possessore di licenza televisiva
stati messi a confronto il sistema europeo per aree ad estensione regionale deve av-
DVB-T 2K COFDM e il sistema l’americano viare le trasmissioni digitali tra il 1∞ gennaio
ATSC 8VSB. Le prove sono state effettuate 2001 e il 1∞ gennaio 2004; deve essere pre-
in VHF (banda III). visto un periodo di trasmissioni in simulcast
di 8 anni ( prolungabile se necessario); dopo
Il confronto si è rivelato esaustivo e non ha l’inizio del periodo di simulcast, per quanto 113
lasciato margini di dubbio sulla superiorità, possibile, le trasmissioni digitali devono as-
in termini di prestazioni, dello standard euro- sicurare un livello di copertura e di qualità
peo. Nel giugno 1998 l’organizzazione Au- superiore a quello offerto dalle trasmissioni
stralian Digital Terrestrial Broadcasting Se- analogiche;durante il periodo di simulcast, i
lection Panel ha deliberato all’unanimità l’a- siti analogici e digitali devono essere co-lo-
dozione dello standard DVB-T per le tra- cati;in prospettiva, si deve prevedere l’intro-
smissioni televisive digitali terrestri in Austra- duzione della televisione ad alta definizio-
lia. Nel Luglio 1998 ha avuto inizio il proces- ne.La trasmissione potrà avvenire con 2K
so di conversione dall ’analogico al digitale. oppure 8K portanti, mentre tutti i ricevitori
L’autorità australiana, ABA (Australian dovranno essere in grado di ricevere en-
Broadcasting Authority) ha individuato i ca- trambe le modalità. Lo shut-down analogico
nali disponibili per le trasmissioni digitali ter- è previsto per il 2012.
restri di banda 7 MHz (la stessa dei canali
analogici). La modulazione da impiegare per
la pianificazione sarà quella utilizzata per le SINGAPORE
trasmissioni di test nell’area di Sydney, an-

N
che se la modalità 8K potrà essere impie- el marzo 1998 la Singapore Broad-
gata nelle eventuali reti k-SFN da realizzare. casting Authority ha effettuato una
sperimentazione sul digitale terre-
Notevole è l’interesse nei confronti delle reti stre per un periodo di tre mesi, la prima di
SFN, che consentono un pi˘ efficiente utiliz- questo tipo nel Sud Est asiatico. Singapore
zo dello spettro; a tale proposito l’Autorità ha ha scelto lo standard europeo dopo averlo
istituito un gruppo di studio ad hoc. La mo- comparato con lo standard giapponese
dulazione di riferimento da adottare per la ISDB-T ( Integrated Services Digital Broad-
pianificazione è la seguente: 64 QAM; FEC casting Terrestrial ). L’interesse principale
2/3; Tg 1/8. CiÚ equivale, in un canale di lar- è rivolto alla ricezione mobile e alla possi-
ghezza di banda di 7MHz, a una capacità bilità di adottare ripetitori SFN.
Appendice I

7. Conclusioni
Dall’analisi della situazione europea e delle Unito è molto flessibile e consente di effet-
scelte effettuate nelle architetture di rete tuare oggi sia trasmissioni nazionali sia in-
nei vari paesi emerge che: serzioni regionali. Essa consentirà in futuro
di fornire servizi interattivi. Già adesso è in
1. L’introduzione dei servizi di televisione corso la sperimentazione dei servizi di e-
digitale terrestre nella maggior parte dei mail e home-banking.
paesi europei presi in considerazione av-
verrà tra il 2000 ed il 2001, con una co- 2. La maggior parte dei paesi si è orientata
pertura iniziale della popolazione del verso una pianificazione che prevede
50%, che si estenderà, in pochi anni, al l’introduzione di un numero di multiplex
90%. compreso fra tre e sei.
Nonostante l’enorme interesse mostrato da
tutti gli stati, lo sviluppo della DTT è in ritar- 3. La prima modalità di diffusione imple-
do rispetto alle previsioni. Le ragioni sono mentata è quella MFN, che favorisce
da imputare ai seguenti fattori: l’introduzione del digitale terrestre senza
• sottostima delle difficoltà tecniche iniziali penalizzare i servizi analogici esistenti.
e dei costi associati;
• complessità della procedura di assegna- 4. La maggior parte dei paesi ha optato per
114 zione delle frequenze; la modalità 8K che consente l’utilizzo di
• mancata comprensione delle aspettative reti SFN anche a livello regionale/locale
del consumatore; o come estensione di copertura.
• debolezza dei business models adottati.
5. La modalità 2K riveste grande importan-
In particolare va sottolineato che l’introdu- za per la sperimentazione della ricezione
zione della DTT non deve prescindere dal- portatile e mobile (Germania).
le esigenze delle società televisive, con ri-
ferimento ai costi di avvio del servizio. 6. La data definitiva di migrazione al DTT
L’architettura di rete adottata nel Regno viene indicata fra il 2006 e il 2015.
Appendice II
Qualità del servizio
e ampiezza di copertura
negli scenari di piano:
tabelle numeriche
Appendice II

A1. Risultati ottenuti


con location probability
compresa tra il 70% e il 95%
VHF Banda III Servizio regionale
qualità maggiore qualità maggiore qualità maggiore qualità maggiore qualità maggiore
di 0,95 di 0,95 di 0,95 di 0,95 di 0,95
RETI SITI
territorio popolazione territorio popolazione territorio popolazione territorio popolazione territorio popolazione

2 SFN 73.84 90.31 76.42 91.82 77.91 92.51 79.16 92.97 81.03 93.55 426
scenari 3 SFN 81.62 95.70 83.57 96.45 84.75 96.84 85.71 97.15 87.19 97.52 462
MFN 4F 75.73 91.90 77.83 93.07 79.63 93.70 80.90 94.26 82.94 95.09 347

scenari 2 SFN 74.98 91.24 77.34 92.37 78.87 93.05 80.09 93.48 81.91 94.36 413
di piano 3 SFN 82.01 95.11 83.87 95.92 85.03 96.35 85.91 96.63 87.24 97.08 427
equivalente MFN 4F 79.41 92.61 81.22 93.30 82.66 93.89 83.68 94.27 85.15 95.00 326

scenario 2 SFN 82.45 95.06 84.32 95.82 85.70 96.38 86.66 96.66 88.08 97.29 1122
UHF 3 SFN 88.54 98.04 89.83 98.52 90.66 98.74 91.30 98.86 92.32 99.07 1175

UHF Banda IV Servizio regionale


qualità maggiore qualità maggiore qualità maggiore qualità maggiore qualità maggiore
116 RETI
di 0,95 di 0,95 di 0,95 di 0,95 di 0,95
SITI
territorio popolazione territorio popolazione territorio popolazione territorio popolazione territorio popolazione

2 SFN 69.05 89.17 71.35 90.59 72.80 91.18 73.95 91.65 75.71 92.38 442
scenari 3 SFN 75.96 93.77 77.86 94.50 79.03 94.92 79.94 95.24 81.32 95.96 469
MFN 4F 71.55 90.19 73.76 91.95 75.55 92.75 76.70 93.18 78.70 94.14 406

scenari 2 SFN 74.43 89.91 76.92 91.52 78.48 92.37 79.53 93.04 81.24 93.81 441
di piano 3 SFN 80.91 94.10 82.78 95.06 83.97 95.69 84.99 96.23 86.33 96.66 451
equivalente MFN 4F 76.92 91.66 79.10 92.96 80.66 93.60 81.86 94.14 83.51 94.80 374

scenario 2 SFN 74.40 90.58 76.30 91.67 77.61 92.57 78.66 93.00 79.46 93.41 1382
UHF 3 SFN 80.70 95.04 82.11 95.48 83.03 95.83 83.65 96.01 84.72 96.34 1398

UHF Banda V Servizio regionale


qualità maggiore qualità maggiore qualità maggiore qualità maggiore qualità maggiore
di 0,95 di 0,95 di 0,95 di 0,95 di 0,95
RETI SITI
territorio popolazione territorio popolazione territorio popolazione territorio popolazione territorio popolazione

2 SFN 64.57 86.62 66.82 87.78 68.19 88.50 69.27 89.04 70.91 89.97 436
scenari 3 SFN 72.17 91.74 73.98 92.70 75.07 93.51 75.96 93.84 77.15 94.32 473
MFN 4F 70.35 89.79 72.86 91.18 74.92 92.08 76.21 92.48 78.44 93.58 412

scenari 2 SFN 71.11 89.41 73.40 90.75 74.82 91.69 75.91 92.27 77.65 93.18 437
di piano 3 SFN 76.11 91.34 78.09 92.57 79.50 93.42 80.51 93.96 82.01 94.78 458
equivalente MFN 4F 73.37 90.26 75.53 91.48 77.20 92.49 78.27 93.05 80.02 93.82 395

scenario 2 SFN 72.04 90.40 73.99 91.51 75.18 92.01 76.14 92.44 77.52 93.19 1426
UHF 3 SFN 78.22 94.53 79.62 95.05 80.48 95.37 81.18 95.64 82.17 95.88 1427
VHF Banda III Servizio nazionale
qualità maggiore qualità maggiore qualità maggiore qualità maggiore qualità maggiore
di 0,95 di 0,95 di 0,95 di 0,95 di 0,95
RETI SITI
territorio popolazione territorio popolazione territorio popolazione territorio popolazione territorio popolazione

SFN 72.93 91.33 76.18 93.21 77.84 93.92 79.29 94.49 81.53 95.35 389
scenari 2 SFN 83.75 95.99 85.53 96.80 87.75 97.46 88.56 97.66 89.15 97.80 428
3 SFN 87.26 97.59 88.83 97.98 89.72 98.19 90.47 98.38 91.51 98.59 456
MFN 4F 78.29 93.05 80.93 94.12 82.81 94.70 84.12 95.20 86.31 96.15 347

scenari SFN 72.59 86.86 75.62 88.74 77.36 89.88 78.80 90.80 80.91 91.85 306
di piano 2 SFN 85.14 95.48 87.21 96.61 88.49 97.22 89.49 97.48 90.85 98.03 419
equivalente 3 SFN 88.84 96.73 90.21 98.22 91.69 98.69 92.21 98.82 92.56 98.88 427
MFN 4F 84.36 95.00 86.29 95.77 87.74 96.25 88.71 96.66 90.13 97.34 326

scenario SFN 73.56 88.37 76.60 90.22 78.24 91.29 79.65 91.98 81.73 92.97 938
UHF 2 SFN 87.42 97.70 88.97 98.17 89.88 98.47 90.60 98.60 91.67 98.90 1164
3 SFN 90.70 98.93 91.70 99.16 92.33 99.29 92.79 99.35 93.27 99.46 1318
117

UHF Banda IV Servizio nazionale

qualità maggiore qualità maggiore qualità maggiore qualità maggiore qualità maggiore
di 0,95 di 0,95 di 0,95 di 0,95 di 0,95
RETI SITI
territorio popolazione territorio popolazione territorio popolazione territorio popolazione territorio popolazione

SFN 69.39 89.11 72.25 90.87 73.87 91.76 75.25 92.60 77.34 93.62 393
scenari 2 SFN 78.34 93.94 80.19 94.71 81.22 95.28 82.40 95.90 83.75 96.11 439
3 SFN 81.50 95.68 83.21 96.01 84.36 96.74 84.98 96.95 85.81 97.01 470
MFN 4F 75.59 92.49 77.73 93.62 79.61 94.64 80.68 94.83 82.60 95.42 406

scenari SFN 72.56 87.55 75.28 89.58 77.03 90.72 78.35 91.50 80.52 92.54
di piano 2 SFN 84.06 95.38 86.06 96.17 87.21 96.69 88.09 97.09 89.50 97.58 387
equivalente 3 SFN 87.85 97.47 89.21 97.92 89.99 98.12 90.71 98.29 92.68 98.64 436
MFN 4F 81.96 93.97 84.33 95.19 86.00 95.77 87.15 96.26 88.87 96.87 449
374
scenario SFN 74.26 92.16 76.96 93.40 78.58 94.24 79.87 94.76 81.94 95.48
UHF 2 SFN 83.56 96.82 85.43 97.61 86.42 97.90 87.27 98.13 88.39 98.41 1344
3 SFN 87.00 98.20 88.27 98.49 89.01 98.69 89.60 98.62 90.46 98.98 1271
1349
Appendice II

A1. Risultati ottenuti


con location probability
compresa tra il 70% e il 95%
UHF Banda V Servizio nazionale

qualità maggiore qualità maggiore qualità maggiore qualità maggiore qualità maggiore
di 0,95 di 0,95 di 0,95 di 0,95 di 0,95
RETI SITI
territorio popolazione territorio popolazione territorio popolazione territorio popolazione territorio popolazione

SFN 63.85 86.05 66.55 87.90 68.44 89.20 69.95 90.06 71.93 91.15 403
scenari 2 SFN 74.32 92.28 76.13 93.10 77.27 93.66 78.27 94.08 79.51 94.55 438
3 SFN 77.55 94.16 79.06 94.82 79.93 95.21 80.72 95.50 8176 95.85 468
MFN 4F 72.03 90.65 74.06 91.58 75.79 92.52 76.86 93.15 78.56 93.89 412

scenari SFN 69.19 86.03 71.67 87.43 73.38 88.50 74.72 89.07 76.81 90.35 391
di piano 2 SFN 80.23 93.54 82.22 94.54 83.54 95.31 84.48 95.76 85.89 96.32 446
equivalente 3 SFN 83.77 96.01 85.25 96.60 86.22 97.11 86.99 97.35 88.10 97.72 462
MFN 4F 78.51 92.52 80.75 94.76 82.51 94.75 83.60 95.30 85.36 96.01 395

scenario SFN 72.50 91.49 77.73 93.62 79.61 94.34 80.68 94.83 82.60 95.42 1365
UHF 2 SFN 83.45 97.30 84.93 97.62 85.76 97.86 86.46 98.15 87.50 98.41 1411
3 SFN 83.45 97.87 86.48 98.12 87.19 98.27 87.77 98.47 88.61 98.67 1412
118
A2. Qualità della copertura
nella pianificazione
digitale DVB-T

C
ome è noto, l’effettiva area di copertu- 95% ed “accettabile” se tale percentuale su-
ra di un trasmettitore televisivo analo- pera il 70%. L’area di copertura complessiva
gico si ricava, a partire dell’entità dei è costituita dalla somma delle areole in cui è
segnali interferenti, utilizzando i rapporti di raggiunta almeno una data percentuale (70%
protezione fissati nella Rec. ITU-R BT.655. o 95%) di copertura (Chester Agreement).

In un’area di copertura analogica, al degra- Per il calcolo di queste aree di copertura digi-
darsi del rapporto tra segnale utile ed interfe- tale, secondo il già citato Chester Agreement,
rente, si registra una progressiva perdita del- è quindi necessario utilizzare l’opportuno va-
la qualità Q del segnale, generalmente anche lore del fattore correttivo di propagazione C.
prima che sia raggiunto il minimo utile del
campo. Le variazioni statistiche, tra loro indi- C= 2xµx (Chester Agreement)
pendenti, del campo medio utile ed interfe-
rente in ciascuna “areola”, tipicamente del- C = fattore correttivo di propagazione
l’ordine di 100x100m, si riflettono quindi in (propagation correction factor)
una variazione della qualità Q del segnale ri - µ = fattore di distribuzione
cevuto nelle diverse locazioni. Tali variazioni (distribution factor), riferito alla
statistiche sono imputabili alle irregolarità del densità di probabilità di una distribu-
terreno (inclusi i fabbricati) nei pressi di cia- zione gaussiana 119
scuna locazione ricevente e nella direzione di = deviazione standard in dB
ricezione, compresi i relativi punti di riflessio- (standard deviation)
ne. La densità di probabilità del valore di
campo ricevuto intorno al valore medio previ- Di seguito si riporta una tabella con alcuni va-
sto è da considerarsi log-normale: ossia i va- lori di C, tutti calcolati per = 5,5 dB
lori di campo elettromagnetico, espressi in dB (ricezione esterna, fissa e mobile)
V/m, hanno statistica “gaussiana”, con un va- % µ C
lore di deviazione standard intorno al valore LOCATION Distributio Propagation
medio. Lo stesso valore di deviazione _ è va- PROBABILITY n factor correctionfactor Note
lido sia nel caso di trasmissioni analogiche
che digitali, in quanto legato solo alla propa-
95% 1,64 13 dB (12,75) Copertura “buona”
gazione del campoelettromagnetico e non al-
la natura del segnale trasmesso.
90 % 1,28 10 dB (9,97)

Ovviamente, nel caso di un trasmettitore tele-


80 % 0,84 7 dB (6,53)
visivo digitale, dette variazioni statistiche non
possono riflettersi sulla qualità del segnale,
70% 0,52 4 dB (4,08) Copertura “accettabile”
poiché la ricezione è, in pratica, solo “ON” op-
pure “OFF”. L’effetto è quindi una variazione Nel caso particolare di ricezione fissa DVB-T,
percentuale delle locazioni coperte (o servi- il calcolo delle aree con copertura accettabile
te), ossia di quelle locazioni riceventi che, in consente di individuare anche quella fascia di
una data areola, oltre al requisito di campo aree dove, in una percentuale dei sistemi
minimo, soddisfano anche il rapporto di pro- d’antenna ricevente (comunque inferiore al
tezione richiesto. 30%), si potrebbe migliorare il rapporto tra il
La qualità della copertura digitale di una data segnale utile e quello interferente con una
areola è perciò considerata “buona” se la modesta variazione verticale o orizzontale del
percentuale di locazioni servite è superiore al sistema di antenne riceventi.
Appendice II

A3. Alcuni esempi di anda-


mento del servizio sui pixel
del territorio nazionale
Scenario di piano - SFN - 1 Frequenza - Servizio nazionale - Banda III

120

Scenario di piano - SFN - 2 Frequenza - Servizio nazionale - Banda III


Scenario di piano - SFN - 3 Frequenza - Servizio regionale - Banda III

121

Scenario di piano - MFN - 4 Frequenza - Servizio regionale - Banda III


Appendice II

A3. Alcuni esempi di anda-


mento del servizio sui pixel
del territorio nazionale
Scenario di piano - MFN - 4 Frequenza - Servizio nazionale - Banda III

122

Scenario di piano - SFN - 1 Frequenza - Servizionazionale - Banda V


Scenario di piano - SFN - 2 Frequenza - Servizio nazionale - Banda V

123

Scenario di piano - SFN - 3 Frequenza - Servizio regionale - Banda V


Appendice II

A3. Alcuni esempi di anda-


mento del servizio sui pixel
del territorio nazionale
Scenario di piano - MFN - 4 Frequenza - Servizioregionale - Banda V

124

Scenario di piano - MFN - 4 Frequenza - Servizio nazionale - Banda V


A.4 Alcuni esempi di andamento di
servizio (territorio e popolazione)
all’aumentare degli impianti attivati
Scenario di piano Rete SFN Nazionale - Banda III

125

Numero trasmettitori

Scenario di piano Rete 3SFN Regionale - Banda III

Numero trasmettitori
Appendice II

A.4 Alcuni esempi di andamento di


servizio (territorio e popolazione)
all’aumentare degli impianti attivati
Scenario di piano Rete 4MFN Regionale - Banda III

126

Numero trasmettitori

Scenario di piano Rete SFN Nazionale - Banda V

Numero trasmettitori
Scenario di piano Rete 2 SFN Nazionale - Banda V

127

Numero trasmettitori

Scenario di piano Rete 3 SFN Regionale - Banda V

Numero trasmettitori
Appendice II

Scenario di piano Rete 4 MFN Regionale - Banda v

128
Numero trasmettitori
Appendice III
Analisi tecnico economica
del ricevitore-decodificatore
integrato (IRD) digitale
Appendice III

Analisi tecnico economica


del ricevitore-decodificatore
integrato (IRD) digitale
INTRODUZIONE mento (Inghilterra, Scandinavia, Spagna);
Nelle pagine che seguono sarà dapprima in-
trodotta l’architettura generale dell’ IRD e la

I
l presente documento illustra il modello possibile segmentazione in differenti classi di
funzionale dell’IRD, specificamente stu- prodotto, come riportato in tabella 1; si pro-
diato per soddisfare le esigenze del mer- cederà poi a illustrare i blocchi funzionali con
cato italiano con riferimento alla televisione le relative caratteristiche tecniche. Nell’ap-
digitale terrestre. L’ IRD può essere realizza- pendice, infine, si spiegherà come combina-
to sia con un set-top-box (STB) disgiunto re i blocchi funzionali nelle diverse classi di
dallo schermo televisivo, sia con un televiso- prodotto.
re digitale integrato.
Il modello può essere utilizzato anche per la
ricezione delle trasmissioni satellitari e via ARCHITETTURA DI RETE
cavo. Le norme per la ricezione via satellite
e cavo sono stabilite dal DM 307 (25 Luglio In fig. 1, l’immagine dell’architettura IRD a
1997). un livello di astrazione elevato, per eviden-
I criteri guida per la definizione del modello ziare le interfacce e i principali blocchi fun-
funzionale sono stati: zionali.
130 • un’analisi tecnica condotta sulla base dei L’ architettura generale si compone di:
requisiti del servizio; • Un livello hardware e firmware compren-
• un’analisi economica che ha tenuto in con- dente le interfacce verso l’esterno (per
to della possibile segmentazione del merca- maggiori dettagli si veda la fig. 2) e il boo-
to e dell’ impatto delle scelte tecnologiche tloader, che consente l’aggiornamento del
sull’utenza finale; software residente;
• un esame della situazione europea e delle
scelte già effettuate in alcuni mercati di riferi- • Un livello software residente che include il

Funzionalità Set-Top-box (STB) Integrated digital television (IDTV)

Base Set-top-box di funzionalità e televisore digitale di funzio-


costo minimi che consente nalità e costo minimi che
la ricezione di segnali televi- permette ricezione di se-
sivi digitali su un solo mezzo gnali televisivi digitali su un
trasmissivo. solo mezzo trasmissivo

Estese Set-top-box multimediali per la televisori multimediali con


gestione di servizi interattivi possibilità di gestione dei ser-
con eventuale capacità di in- vizi multimediali interattivi con
terfacciarsi con pc, DVD e altri eventuale interfacciarsi con
apparati multimediali; ricezio- pc, DVD e altri apparati multi-
ne dei segnali televisivi digitali mediali e ricezione dei segnali
su più mezzi trasmissivi. televisivi digitali su più mezzi
trasmissivi
N.B. sul mercato possono essere N.B. sul mercato possono esse-
presenti modelli di funzionalità re presenti modelli di funziona-
tabella 1 differente lità differente
Applicazioni (esempi: EPG, Teletext avanzato, ecc.)

API (esempi: DVB MHP, MHEG, ecc.)

SW Residente (esempi: Sistema Operativo, Navigatore SI, ecc.)

Hardware Firmware (vedi figura 2)

131

software di sistema, il navigatore e, ove ne- canale di ritorno e del relativo strato softwa-
cessario, il middleware (JAVA, browsers re di gestione è raccomandata per i ricevito-
XML,HTML, ecc.); ri di funzionalità estesa.
• Un livello di API per l’ulteriore gamma di Relativamente al software, si fa notare che
applicazioni (EPG, Teletext evoluto). in tutti i ricevitori terrestri, satellitari e via ca-
Le interfacce verso l’esterno possono com- vo, è essenziale la presenza di un navigato-
prendere l’ ingresso/ uscita RF/IF, le uscite re in grado di presentare all’utente il conte-
audio e video, gli ingressi/uscite audio/video nuto delle informazioni sulla programmazio-
e dati, telecomando, l’interfaccia comune, le ne diffuse dagli operatori televisivi, secondo
interfacce smart-card e il canale di ritorno. la normativa DVB-SI. Le interfacce software
Occorre precisare che la dotazione dell’in- (API) che permettono di scaricare sull’ IRD
terfaccia comune è obbligatoria per i soli ri- applicazioni multimediali sono raccomanda-
cevitori con accesso condizionato integrati te nei soli ricevitori evoluti. Di fondamentale
negli apparecchi televisivi ed è raccomanda- importanza, inoltre, è la possibilità di modi-
ta per i set-top-box che prevedono le funzio- ficare in tutto o in parte il software residente
ni di accesso condizionato. La presenza del del IRD
Appendice III

Analisi tecnico economica


del ricevitore-decodificatore
integrato (IRD) digitale

132

Figura 2: principali blocchi dell’ IRD


(*) raccomandata, (**) il Teletext può essere decodificato internamente o reinserito nel VBI del video analogico, (***) front-
end DVB-S e CATV- SMATV possono essere collegati esternamente tramite un’interfaccia comune

1.1 FUNZIONALITÀ HARDWARE E FIRMWARE l’IRD terrestre dell’interfaccia comune e del


CA Embedded con relativo lettore di smart-
Entrando nel dettaglio dell’architettura di re- card risponde all’esigenza di massima fles-
te proposta, è possibile individuare i blocchi sibilità sotto il profilo del controllo d’accesso.
principali che costituiscono la struttura In tal modo un unico IRD è infatti in grado di
hardware e firmware dell’ IRD, come illustra- gestire e offrire all’utente servizi criptati di
to in figura 2. differenti operatori sia in multicrypt (EN
I moduli a fondo scuro costituiscono la strut- 50221) sia in simulcrypt (TS 101-197). Il let-
tura base del IRD terrestre e devono tutti es- tore di smart- card deve essere in grado di
sere considerati come essenziali. gestire smart-card avanzate che permettano
I moduli a fondo chiaro rappresentano l’e- di realizzare transazioni di commercio elet-
stensione della struttura tramite la quale tronico.
l’IRD acquisisce funzionalità estesa (es:
multimedialità, interattività, registrazione lo- 1.2 FRONT-END
cale). Nel caso di servizi provenienti da di-
versi mezzi di trasmissione (satellite, cavo, Il front-end deve essere in grado di ricercare
terrestre) si raccomanda che l’utente sia automaticamente ogni segnale presente all’in-
messo in condizione di navigare, in modo terno dell’intervallo di frequenze disponibile e
semplice, tra i servizi originati da diversi riconoscere automaticamente la modalità tra-
front-end. La presenza contemporanea nel- smissiva (modulazione, il symbol rate e la cor-
rezione di errore). Deve inoltre essere in grado L’off-set di frequenza foffset può essere [-
di ricevere le informazioni sulla sintonia trami- 166.67 kHz, 0, + 166.67 kHz]. L’ off-set fine
te le tabelle PSI/SI. Opzionalmente l’ IRD si può essere nell’ intervallo [-10 kHz, 10 kHz] in
sintonizza sul canale RF richiesto dall’utente. modo continuo.
Una volta acquisiti, i dati relativi alla sintonia Il front-end deve essere in grado di demodula-
devono essere memorizzati in modo da poter re correttamente tutti i modi non gerarchici
essere rapidamente disponibili. specificati nella normativa EN 300 744. Il front-
Queste caratteristiche devono essere condivi- end deve inoltre essere in grado di operare in
se da tutti i front-end (terrestre, cavo e satelli- tutte le configurazioni di costellazione (QPSK,
te) installati nell’IRD. Nelle pagine che seguo- 16-QAM o 64-QAM), code rate (1/2, 2/3, 3/4,
no si esamineranno in dettaglio le caratteristi- 5/6 e 7/8), intervallo di guardia (TU/4, TU/8,
che del front-end VHF-UHF utilizzato per la ri- TU/16 e TU/32) e modo di trasmissione (2K e
cezione delle trasmissioni digitali terrestri. Gli 8K). L’ IRD dovrà automaticamente rilevare
eventuali front-end per le trasmissioni satellita- quale modo di trasmissione è in uso. La de-
ri e via cavo dovranno essere conformi alle modulazione e decodifica dei modi gerarchici
normative europee vigenti e alla legislazione è opzionale.
italiana (DM 25 Luglio 1997, numero 307). Al fine di ottimizzare la ricezione, l’ IRD deve
Il front-end del set-top-box terrestre dovrà in- fornire l’indicazione del livello del segnale e/o
cludere un by-pass RF analogico, funzionante del rapporto segnale / rumore e/o del BER (do- 133
anche in stand-by. Si raccomanda una realiz- po decodifica convoluzionale e prima di quella
zazione che includa anche il modulatore RF RS).
PAL, per il reinserimento del programma digi- Il front-end deve essere in grado di adattarsi
tale decodificato. automaticamente a modifiche dei parametri
trasmissivi (code rate e modulazione). Il front-

1.2.1 Front-end VHF-UHF


Canale D E F G H H1 H2
(5 europeo) (10 europeo) ( 11 europeo) (12 europeo)

Tale front-end dovrà prevedere un demodula- fc (MHz) 177,5 186 194,5 203,5 212,5 219,5 226,5
tore in grado di ricevere i segnali trasmessi, in
conformità alla normativa EN 300 744.
Per quanto riguarda le frequenze, il front-end end deve presentare un connettore di ingres-
dovrà essere in grado di ricevere tutti i segnali so sul sintonizzatore di tipo femmina in
con canalizzazione italiana ed europea VHF conformità con IEC 60169-2, parte 2. Deve
a 7 MHz in banda III e UHF a 8 MHz in ban- inoltre avere una cifra di rumore migliore di 8
da IV e V. dB, e preferibilmente di 7 dB.
Nel caso delle bande IV e V UHF, il front-end In presenza di rumore gaussiano, deve esse-
deve essere in grado di ricevere le frequenze re rispettata la normativa EN 300 744, con un
centrali fc dei segnali DVB-T, dove: margine di implementazione del IRD migliore
fc= 474 MHz + (N-21) x 8 MHz + foffset di 3 dB e preferibilmente migliore di 2.5 dB Il
N Œ [21, …., 69] numero del canale UHF margine di implementazione nei modi 64
Nel caso della banda III VHF (canali da 7 QAM 5/6 e 7/8 può essere superiore.
MHz), canalizzazione Europea: Il front-end deve essere in grado di operare
fc=177.5 MHz + (N-5) x 7 MHz + foffset su canale gaussiano con prestazioni QEF
N Œ [5, …., 12] numero del canale VHF (Quasi Error Free) con livello di segnale mini-
Nel caso della banda III VHF (canali da 7 mo pari a –78.2 dBm misurato in UHF con
MHz), canalizzazione Italiana: modulazione 64 QAM e code rate 2/3 (la po-
Appendice III

Analisi tecnico economica


del ricevitore-decodificatore
integrato (IRD) digitale
tenza di rumore è calcolata con una cifra di una qualità del segnale QEF in assenza di
rumore di 8 dB e una banda di ricezione di rumore. Nel caso di segnali TV analogici, la
7.61 MHz). potenza è misurata al picco dei sincronismi. I
In presenza di echi, il front-end deve essere rapporti di protezione sono specificati da
in grado di funzionare con un margine di im- quanto segue.
plementazione di 3.5 dB quando il profilo di Rapporto di protezione co-canale: DVB-T in-
canale corrisponda a quello riportato nella terferito dal PAL/VSB (incluso il Teletext e l’
norma EN 300 744 (profili Rice e Rayleigh, audio analogico (mono o stereo)).
utilizzando i sei raggi più potenti). In presen- Nel caso del DVB-T interferito dal DVB-T (co-
za di un’eco a 0 dB, in assenza di rumore, ai canale), vale il valore di C/N gaussiano
limiti dell’ intervallo di guardia, e per qualsiasi espresso dalla specifica EN 300 744 aumen-
intervallo di guardia, il front-end deve essere tato del margine di implementazione sopra in-
in grado di funzionare con prestazioni QEF dicato. Per tutti i modi - eccetto che per
nel modo 64 QAM e code rate 2/3. 64QAM rate 3/4, 5/6 e 7/8 - i rapporti di pro-
Il front-end deve essere in grado di operare tezione da canale adiacente per DVB-T inter-
con il margine di implementazione sopra spe- ferito dal PAL devono essere di –34 dB (ca-
cificato con segnale massimo di –35 dBm. nale interferente inferiore) e di –38 dB (cana-
I rapporti di protezione (dislivelli fra segnale le adiacente superiore).
134 utile e segnale interferente) sono espressi co- Per tutti gli altri canali il rapporto di protezione
me rapporti segnale/interferenza che danno deve essere di –50 dB, esclusi i canali imma-

Mod QPSK QPSK QPSK QPSK QPSK 16QAM 16QAM 16QAM 16QAM 16QAM 64QAM 64QAM 64QAM 64QAM 64QAM

Cod 1/2 2/3 3/4 5/6 7/8 1/2 2/3 3/4 5/6 7/8 1/2 2/3 3/4 5/6 7/8

PR -12 -8 -5 2 6 -8 -4 0 9 16 -3 4 10 17 24

gine, per i quali il rapporto di protezione deve Il demultiplexer deve essere conforme alla
essere di -46 dB. normativa ETR 154. È necessario inoltre:
Per il caso DVB-T interferito da DVB-T e per • utilizzare le tabelle MPEG-2 SI-DVB;
tutti i modi - eccetto per 64QAM rate 3/4, 5/6 • interpretare il descrittore CA come definito
e 7/8 - i rapporti di protezione su canali adia- in ETR 289;
centi devono essere di –25 dB (canale inter- • “demultiplare” un flusso ISO/IEC 13818-1
ferente inferiore e superiore). con data rate fino a 60 Mbit/s;
Per tutti gli altri canali il rapporto di protezione • selezionare, opzionalmente, uno o più flus-
deve essere di –50 dB, esclusi i canali imma- si dati ,definiti in EN 300 192, e inviarli a un’u-
gine, per i quali i l rapporto di protezione de- scita compatibile;
ve essere di -30 dB. • ignorare strutture dati che, allo stato attuale,
sono classificate reserved, in modo da ga-
1.2.2 DEMULTIPLEXER MPEG-2 rantire la compatibilità con versioni future.

Ricompone i flussi relativi ai programmi a par- 1.2.3 VIDEO DECODER MPEG-2


tire dai pacchetti TS ed effettua la sincroniz-
zazione dei flussi audio e video secondo la Il decoder video deve rispettare gli standard e
codifica di trasporto MPEG-2 definita in le linee guida fornite dai seguenti documenti:
ISO/IEC 13818-1. • ISO/IEC 13818-1, ISO/IEC 13818-2
• ETS 300 468, ETR 211 screen), come descritto in ETR 154;
• ETR 154. • formati 4:3 e 16:9 (aspect ratio informa-
• ITU-R BT.1119-1, ETS 300 294 tion);
• supporto del formato MPEG-1;
In particolare devono essere decodificati i for- • supporto di bit rate video fino a 15 Mbit/s.
mati video descriti in ISO/IEC 13818-1, Si raccomanda la decodifica di immagini sta-
ISO/IEC 13818-2 e in ETS 300 468, con i li- tiche (still pictures), definite come sequenze
miti e le interpretazioni descritti in ETR 211 ed video consistenti in un singolo quadro “intra”,
in ETR 154 come stabilito in ETR 154 e in ISO/IEC
Il decoder deve essere conforme al MPEG 2 13818-1.
MP @ ML (main profile @ main level), e de-
ve le seguenti caratteristiche minime:: Si raccomanda che le rappresentazioni del
• risoluzioni (riferite ai pixel di luminanza) di: formato 16:9 nel formato 4:3 e del formato
720x576, 544x576, 480x576, 352x576 or 4:3 nel formato 16:9 avvengano con i metodi
352x288 rappresentabili, sulle uscite video previsti da ETR 154; nella figura che segue
analogiche, anche a pieno schermo (full sono evidenziate le principali opzioni:

Figura 3: Modi di rappresentazione dei differenti formati video


135
Appendice III

Analisi tecnico economica


del ricevitore-decodificatore
integrato (IRD) digitale
1.2.4 CA Embedded 1.2.6.1 Bootloader

L’unità di decodifica è basata sull’algoritmo co- Questo modulo è realizzato in software resi-
mune europeo fornito a chi ne faccia richiesta dente e ha la funzione di gestire lo scarica-
dall’ ETSI, vedi DVB A011. L’ IRD dovrà esse- mento di tutto o di parte del software (drivers,
re in grado di processare in parallelo almeno 6 SO, e applicazioni) nel IRD. Il caricamento
differenti flussi con differenti accessi condizio- del software può avvenire:
nati, sia a livello di trasporto sia in formato • Attraverso il canale broadcast (over-the-air);
PES. Dovrà essere presente un by-pass che • Attraverso un modulo appropriato connesso
permetta a flussi dati senza controllo d’acces- all’interfaccia comune;
so di oltrepassare l’unità di decodifica. • Utilizzando il canale interattivo;
• Attraverso le interfacce dati.
1.2.5 Decoder audio Si raccomanda che il bootloader sia in grado di
prevenire il caricamento sull’ IRD di software
Il decoder audio MPEG dovrà rispettare le li- non certificato e che il protocollo di sicurezza
nee guida fornite dal DVB ETR 154 che si ri- sia basato su un meccanismo di crittografia
ferisce agli standard ISO/IEC 13818-3 e asimmetrica (chiave pubblica / chiave privata,
11172-3. In particolare: con le chiavi pubbliche presenti nel IRD).
136 • supporto del MPEG layer I e II, III opzionale,
ma si raccomanda l’estrazione di almeno una 1.2.7 Funzionalità grafiche
coppia di canali stereo MPEG-2;
• supporto delle velocità di campionamento 32, L’IRD deve essere in grado di gestire funzio-
44.1, 48 kHz e per MPEG-2 22.05 e 24 kHz. nalità grafiche per il controllo dello stesso tra-
mite on-screen-display (OSD) e per il naviga-
1.2.5.1 Sincronismo audio video tore di base basato sulle informazioni DVB SI
(paragrafo 6.1).
Almeno un decoder audio dovrà rispettare i L’IRD a funzionalità estesa deve essere in gra-
requisiti di decoding della ETR 154. do di gestire funzionalità grafiche avanzate e la
Il ritardo relativo introdotto dal decoder fra se- visualizzazione del segnale OSD. Deve inoltre
gnali audio e video non dovrà superare i 5 ms. soddisfare i seguenti requisiti minimi:
Livelli di set-up In linea con DVB ETR 154. • risoluzione 720x576 con aspect ratio
16:9 e 4:3;
1.2.6 Unità di controllo • numero di colori 256 più trasparenza con
modo di presentazione specificato dalle API;
La configurazione minima dell’unità di con- • supporto simultaneo di grafica, video e still
trollo per l’ IRD a funzionalità estesa dovrà pictures;
essere di: • supporto della sottotitolazione DVB (ETS
• 4 Mbyte RAM; 300 743).
• 4 Mbyte flash memory; Si raccomanda che il segnale OSD sia dispo-
• Mbyte video RAM; nibile sull’uscita PAL, ove presente.

Ogni IRD dovrà avere le seguenti funzioni: 1.2.8 Interfacce e livelli di segnale
• orologio e, in via opzionale, calendario in
tempo reale, aggiornati via SI; Questo capitolo elenca, con indicazione delle
• timer opzionale per il controllo dell’ accen- normative di riferimento, i requisiti delle varie
sione e lo spegnimento automatico. interfacce esterne di cui l’IRD deve/può esse-
re dotato (si veda in proposito la figura 1 - Ar- Interfaccia seriale
chitettura generale). Nei singoli casi sarà spe- • RS232 C secondo EN50201 4.6.1;
cificato quali requisiti possano essere consi- • connettore maschio a 9 PIN.
derati facoltativi.

PAL 1.3 SOFTWARE E SERVIZI


• ITU/R re. 624-4;

N
• controllo di volume presente ; el software dell’ IRD si possono di-
• connettore IEC maschio, IEC 60169-2. stinguere: il software residente di si-
stema e le applicazioni.
Transport -stream Il software di sistema deve fornire due classi
• Common interface secondo di funzioni: una classe è accessibile solo al-
EN50221 (obbligatoria se il decoder l’interno del medesimo software di sistema -
è integrato, raccomandata negli altri casi); come il navigatore di base, par. 4.1 - mentre
• Interfaccia IEEE 1394 con packet l’altra è disponibile internamente ed esterna-
layer secondo IEC 1883 (MPEG-2) mente per le varie applicazioni, quali l’EPG, e
facoltativa. costituisce l’API dell’ IRD. Mentre il profilo
“base” non richiede in generale la disponibi-
Smart-card lità di API, quello a funzionalità estesa deve 137
• ISO 7816 part 1-3; fornire un insieme di API. (puntatore al docu-
• supporto delle carte sincrone (facoltativo); mento principale).
• frequenza di cIlock minima 3.72 MHz (rac-
comandata 5 MHz).
1.3.1 NAVIGATORE
È consigliabile che la slot per la smart-card
supporti carte bancarie e altri tipi di carte (ad Il software di sistema sia per il profilo base
es. carte ricaricabili). La presenza di tale slot sia per quello a funzionalità estesa deve
nell’architettura del IRD multimediale potrà contemplare un navigatore definito dal co-
essere oggetto di revisione in base agli svi- struttore, che permetta all’utente di configu-
luppi in corso nell’industria del settore. rare e di controllare la sintonia dell’ IRD.
Sarà pertanto compito del costruttore stabi-
Modem lire l’aspetto grafico della presentazione dei
• ITU-T v32bis (14400); dati.
• correzione d’errore ITU-T V42; Il Navigatore deve fornire tutte le informa-
• connettore RJ-11; zioni sulla programmazione trasmesse se-
• omologazione del Ministero condo la normativa DVB-SI e avviare la ri-
delle Comunicazioni; cezione del programma scelto; deve inoltre
• supporto DMTF, PABX, carrier select. fornire la lista di tutti i servizi presenti su tut-
ti i canali accessibili, anche quando i se-
Interfaccia Scart gnali non trasportino le informazioni SI in-
• secondo EN 50049-1 e EN 50 157-2-1 crociate (cross-carriage). Il Navigatore de-
ve poi elencare i programmi presenti e futu-
Audio ri del multiplex sul quale è sintonizzato e
• disponibile all’uscita Scart; fornire informazioni aggiuntive (es: regista,
• uscita audio stereo secondo attori, trama), ove tali informazioni vengano
IEC4B(Sec)316. trasmesse.
Appendice III

Analisi tecnico economica


del ricevitore-decodificatore
integrato (IRD) digitale
Per la sintonia e/o per la visualizzazione, il ogni caso poter configurare manualmente
Navigatore deve utilizzare le informazioni l’ordine dei canali preselezionati in automa-
contenute nelle tabelle DVB-SI e nei descrit- tico e richiamare, tramite telecomando, la
tori più avanti indicati (si fa riferimento alla funzione di navigazione e aggiornamento
normativa ETS 300 468). L’utente deve in dei dati.

Network Information Table (NIT) Event Information Table schedule


(tutti opzionali)
Descrittori della tabella
Descrittori della tabella
Network_name_descriptor
Service_list_descriptor Short_event_descriptor
Satellite_delivery_system_descriptor (*) Component_descriptor
Cable_delivery_system_descriptor (*) Extended_event_descriptor
Terrestrial_delivery_system_descriptor (*) Content_descriptor
Linkage_descriptor (**) (opzionale) Parental_rating_descriptor

138 Nota (*): xxx_delivery_system_descriptor relativo al


front-end xxx presente.
Nota: la capacità di visualizzare le informazioni contenute
nella tabella EIT Schedule è opzionale.
Nota (**): il bootloading via canale broadcast può preve-
dere l’utilizzo del Linkage_descriptor.

Service Description Table (SDT) Time Date Table e Time Offset Table

Descrittori della tabella Descrittori della tabella

Service_descriptor Local_time_offset_descriptor
* CA_identifier_descriptor
(opzionale)
Linkage_descriptor Requisiti tabelle PSI
(opzionale)
Service_move_descriptor (opzionale)
Nota (*): obbligatoria solo se il CAè applicato Teletext_descriptor
ad un componente del servizio.
Subtitling_descriptor (opzionale)
Event Information Table I descrittori o altre strutture dati non definiti allo
present/following (EIT p/f) stato attuale devono essere ignorati e non devono
causare avarie.
Descrittori della tabella L’ IRD, in via opzionale, deve essere in grado di
processare le tabelle PSI/SI, sia per il TS “Actual”,
Short_event_descriptor sia per i TS “Other”.
Component_descriptor È auspicabile che i broadcaster attivi nel mercato
Extended_event_descriptor (opzionale) digitale terrestre trasmettano all’interno dei propri
TS le informazioni sulla programmazione degli al-
Content_descriptor (opzionale)
tri operatori contenute nelle relative tabelle EIT
Parental_rating_descriptor (EIT p/f Other).
1.3.2 TELETEXT E SOTTOTITOLI segnale video composito in uscita. Tale inser-
zione deve essere conforme alla normativa
1.3.2.1 Teletext ITU-R BT.653-2. I dati Teletext andranno quindi
inseriti nelle righe da 6 a 22 e da 320 a 335. Si
L’ IRD deve essere in grado di interpretare in raccomanda che i ricevitori a funzionalità abbia-
parallelo i flussi dati MPEG-2 video, audio, dati no una memoria cache minima di 150 pagine.
ed il servizio Teletext trasmesso secondo il for-
mato definito dalla normativa ETS 300 472. L’ 1.3.3 Sottotitoli
IRD base deve essere in grado di decodificare
i segnali Teletext e di visualizzarli tramite le fun- L’ IRD base deve essere in grado di visua-
zioni grafiche, oppure i segnali Teletext devono lizzare i sottotitoli Teletext.
essere re-inseriti all’interno delle righe VBI nel Tabelle Riassuntive

139
Appendice III

individuazione
dei requisiti del servizio

140
L’obiettivo del presente documento è quello 1.4 TRANSIZIONE ANALOGICO-DIGITALE
di analizzare le componenti di costo di un set-
top-box al fine di stimare il prezzo finale all’ Alla fine degli anni ’80 venivano poste le basi
utente. per l’introduzione della televisione digitale su
L’analisi economica del SET-TOP-BOX digi- tutti gli anelli della catena di diffusione, dalla
tale terrestre ha tenuto conto dei seguenti produzione alla distribuzione dei programmi.
aspetti: La transizione analogico-digitale coinvolgerà
circa 21 milioni di famiglie; i dati di penetra-
• i vantaggi economici del digitale; zione delle tecnologie, di fonte Niche Consul-
• i benefici del digitale per l’utente; ting, danno un totale di circa 35 milioni di ap-
• la domanda di tecnologia della famiglia ita- parati televisivi (con una media di circa 1,7
liana; apparecchi a famiglia).
• la spesa per tecnologie della famiglia italia-
na; Tabella 2
• la catena del valore; APPARATI/SERVIZI GIUGNO 1999 %
• l’economicità dei contenuti; 1° TELEVISORE 96
• l’analisi della capacità produttiva; 2° TELEVISORE 51
• gli scenari e le previsioni di mercato
3° TELEVISORE 13
141
Tale analisi è stata effettuata attraverso un’in- TELEVIDEO 59
dagine tra i costruttori e i distributori di STB PC 26
con il preciso obiettivo di analizzare la rela- 1° CELLULARE 53
zione tra le prestazioni e i prezzi dei nuovi ter- 2° CELLULARE 17
minali e di identificare le caratteristiche mini- 3° CELLULARE 4
me dei set-top-box. In base ai servizi offerti e
al comportamento degli utilizzatori, è possibi- L’esperienza maturata nello sviluppo dei ser-
le distinguere due tipologie di set-top-box: vizi digitali di pay-tv ha dimostrato che, nono-
stante l’impiego generalizzato dello standard
1) SET-TOP-BOX di base le cui funzionalità DVB, che garantisce piena compatibilità nel-
essenziali sono: le trasmissioni in chiaro, l’introduzione di si-
• ricezione di programmi digitali in chiaro e stemi di controllo di accesso proprietari (Se-
teletext; ca, Irdeto, Viaccess, Nagravision, ecc.), sui
• presentazione dell’offerta in un insieme (at- canali satellitari e via cavo, ha stabilito di fat-
traverso un “navigator”); to uno stretto legame di dipendenza fra solu-
• possibilità di scelta del canale per l’utente zione tecnologica e servizi offerti, favorendo
la proliferazione di decodificatori incompatibi-
2) SET-TOP-BOX a funzionalità estese le cui li che hanno disorientato l’utenza e penaliz-
funzionalità sono principalmente: zato lo sviluppo del mercato.
• accesso alla TV a pagamento; Gli elementi che caratterizzano questo nuovo
• EPG, Superteletext; scenario si possono così sintetizzare:
• compatibilità con i servizi multimediali inte-
rattivi (commercio elettronico, home • gli operatori pay-tv leader sono sempre più
banking); gruppi multinazionali a forte capacità di inte-
• compatibilità con altri mezzi (satellite, cavo); grazione verticale (News Corp., Canal+, Di-
• registrazioni locali di programmi recTV/Hughes, ecc.);
(TV anytime). • il ruolo degli operatori di telecomunicazioni
Appendice III

Analisi tecnico economica


del ricevitore-decodificatore
integrato (IRD) digitale
assume rilevanza sempre maggiore (France tecnologia digitale. I dati forniti in questo ca-
Telecom, Telefonica, BT, ecc.); pitolo sono tratti da una serie di indagini svol-
• i fornitori di contenuti assumono importan- te dalla Niche Consulting dal 1995 al 1998 . Il
za crescente, a causa dell’aumento del costo confronto dei valori assunti nel corso degli
per l’acquisizione dei diritti (film, sport, ecc.). anni è utile per valutare l’evoluzione tecnolo-
• viene premiata la capacità di stringere al- gica delle famiglie.
leanze internazionali e trasversali.
È prevedibile che il periodo di transizione dal- Tabella 3
la TV analogica alla TV digitale costituirà una 1995 1997 1998 ‘98/’95
delle fasi più critiche del processo di introdu- Audio/Video
zione della tecnologia numerica. Impianto HI-FI 45,3% 45,6% 0,6%
Il nuovo servizio dovrà essere allocato nelle VCR 57% 59% 65,9% 11,5%
bande VHF/UHF esistenti, dove un elevato Abbonamento
numero di servizi analogici ha portato a una Tele+ 4% 4,3% 5,5% 36%
situazione prossima alla saturazione. I pro- TV satellite 2,1% 5,9% 8% 376%
blemi relativi alla transizione saranno comun- Te l e c o m u n i c a z i o n i
que affrontati da un apposito gruppo, il cui Cordless 14,4% 20,3% 40,9%
obiettivo sarà quello di suggerire il più velo- Segreteria
142 cemente possibile le specifiche di detta tran- telefonica 11,6% 16,7% 18% 55,2%
sizione. La durata del periodo di transizione Seconda linea
dipende, in ultima istanza, dalla velocità con telefonica 1,2% 1,9% 58,3%
cui i ricevitori digitali si diffondono nel merca- FAX 1,8% 3,7% 5,3% 294%
to consumer. Cellulare 6,9% 25,4% 40% 579%
Informatica
PC 13,6% 23% 24% 74%
2. IL MERCATO DIGITALE Modem 1,6% 5,6% 6,7% 318%
Lettore CD-ROM 1,7% 11,2% 14,5% 853%
2.1 LA DOMANDA DI TECNOLOGIA Videogiochi 14,7% 8,4%
DELLA FAMIGLIA ITALIANA
Dai risultati dell’analisi è possibile stilare

A
lcune considerazioni sul grado di pe- una classifica delle famiglie italiane basata
netrazione degli apparati tecnologici e sulla loro dotazione tecnologica e sul loro
sul loro utilizzo nelle case degli italia- interesse per le nuove tecnologie. Per sem-
ni possono aiutare a definire il grado di inte- plicità di consultazione i dati sono stati rac-
resse dell’utenza nei confronti della nuova colti in tabella:

Caratterizzata da una fase di rincorsa tecnologica Dotata di tecnologie multimediali


per poter svolgere a domicilio parte del proprio lavoro o attività ulteriori (FAX, PC, mo-
Multimediale 14% (11%) dem, Internet, telefono cellulare, ecc.) Il trasferimento del lavoro a casa riduce l’inte-
resse per tutte le tecnologie finalizzate a creare a domicilio occasioni di svago e spet-
tacolo (TV, pay TV, antenna satellite, ecc.). Si diverte fuori casa.

Dotata di tecnologie quali il telefono cellulare, il VCR ed il PC. Spesso e volentieri sono i figli
Tecnologicamente 22% (19%) adulti presenti in famiglia a indirizzare i genitori verso questo “aggiornamento tecnologico”
avanzata Potenzialmente aperta alle nuove tecnologie.

Denuncia ancora un ritardo tecnologico, ma potrebbe cambiare le abitudini nel prossimo fu-
Tecnologia di base 20% (23%) turo Disponibile a utilizzare versioni semplificate di nuove tecnologie e nuovi media.
Tecnologia elementare

Tecnologia elementare 44% (47%) Ferma alle tecnologie elementari (TV, frigorifero, lavatrice, telefono fisso). Tra queste "fami-
glie senza tecnologia" vi sono i nuclei con un solo componente, spesso anziano e con bas-
sa istruzione. Chiusa verso nuove tecnologie e nuovi media.
La tabella che segue fornisce indicazioni un’indagine pubblicata dall’Eurisko nel no-
sull’indice di penetrazione di alcuni servizi vembre 1998 e confermano la maggior at-
tecnologici nei segmenti a diversa fascia di tenzione delle classi a medio reddito ri-
reddito in cui può essere suddivisa la po- spetto agli altri segmenti verso questi nuo-
polazione italiana. I dati sono tratti da vi sistemi.
Tabella 5

CLASSE DI REDDITO (II)


Totale basso medio basso medio medio alto alto

Totale 46.819.000 4.558.621 11.991.350 19.009.900 6.516.131 4.742.992


campioni 100,0% 9,7% 26,6% 40,6% 13,9% 10,1%

Antenna 2.114.583 124.344 373.735 992.087 308.103 316.314


parabolica 4,5% 5,9% 17,7% 46,9% 14,6% 15,0%

PC 10.748.420 618.668 2.231.776 4.947.352 1.702.462 1.248.169


23,0% 5,8% 20,8% 46,0% 15,8% 11,6%

D+ satellite 199.943 17.971 13.104 102.827 22.822 43.219


0,4 9,0% 6,6% 51,4% 11,4% 21,6%
143
Telepiù 1.362.840 136.867 216.504 613.665 191.559 204.245
terrestre 70,1% 10,0% 15,9% 45,0% 14,1% 15,0

Video 32.822.860 2.876.746 8.255584 13.502.850 4.810.044 3.377.631


registratore 70,1% 8,8% 25,2% 41,1% 14,7 10,3%

Internet 1.110.540 22.540 168.931 536.630 210.984 171.456


2,4% 2,0% 15,2 48,3% 19,0% 15,4
(i) percentuali relative al totale assoluto dei campioni; (ii) percentuali relative al totale dei campioni che godono del servizio

2.2 LA SPESA PER TECNOLOGIA to residenziale è l’uso congiunto di informati-


DELLA FAMIGLIA ITALIANA ca e di telefonia mobile;

Nella tabella qui di seguito riportata, sono in- • nel 1998 la spesa per telecomunicazioni ha
dicati, in ordine decrescente, i valori annuali superato la spesa per elettricità;
delle spese sostenute dai nuclei familiari ita-
liani per questo scopo (dati relativi al 1998). • nel 1998 la spesa per telecomunicazioni mo-
L’analisi ha confermato il crescente interes- bili ha superato, in alcuni segmenti, la spesa
seper le telecomunicazioni mobili e l’informa- per telecomunicazioni su linea fissa;
tica, a scapito della stampa e della televisio-
ne. Le conclusioni dell’indagine sono riassu- • nel 1997 la spesa per informatica ha supe-
mibili in questi punti: rato la spesa per l’acquisto di quotidiani e set-
• la domanda si concentra su tecnologie e ser- timanali;
vizi a forte tasso di innovazione;
• nel 1999 la spesa per il video discrezionale su-
• il modulo tecnologico dominante sul merca- pererà la spesa per la televisione generalista.
Appendice III

Analisi tecnico economica


del ricevitore-decodificatore
integrato (IRD) digitale
Tabella 6
Spesa annua per famiglia %

Elettricità 1.363.000 Lit. 28,8%


Telefonia fissa 959.000 Lit. 20,3%
Telefonia mobile 643.000 Lit. 13,6%
Informatica 525.000 Lit. 11 , 1 %
Stampa 430.000 Lit. 9,1%
Te l e v i s i o n e 414.000 Lit. 8,8%
Video discrezionale 388.000 Lit. 8,2%
To t a l e 4.720.000 Lit. 100%

Tabella 7
Spesa delle famiglie per apparecchi audiovisivi e servizi ricreativi
1990 91 92 93 94 95 96
144
Apparecchi radio/TV
Articoli ricreativi 33.116 35.94 37.364 36.801 39.858 41.866 43.203

Spettacoli ed altri
servizi ricreativi
e culturali 20.216 21.635 24.272 25.813 26.403 28.862 30.213

Totale spesa 53.332 57.584 61.636 62.614 66.261 70.728 73.416

Fonte ISTAT, valori in miliardi di lire correnti

3. TERMINALE DI RICEZIONE Tabella 8


Struttura media di fatturato di produttori
3.1. LA CATENA DEL VALORE ed importatori, in percentuale
Produttori Importatori
TOTALE 100 100

L’
analisi della catena del valore, per i
Consumi di esercizio 69 75
produttori di beni di elettronica di Altri costi esterni 13 13
consumo, evidenzia come principale Valore aggiunto 18 12
voce quella di costo relativa ai componenti co- Costo del lavoro 13 6
me circuiti integrati e strumentazione. La ten- Produttori Importatori
denza decrescente dei prezzi medi dei com- TOTALE 100 100
ponenti segue di pari passo la diminuzione Consumi di esercizio 69 75
dei prezzi di vendita dei prodotti finiti. Altri costi esterni 13 13
Il peso del costo del lavoro, che pure ha un’in- Valore aggiunto 18 12
cidenza significativa, viene mantenuto stabile Costo del lavoro 13 6
Ammortamenti 3 1
da misure di ottimizzazione dei fattori di pro-
Reddito operativo 2 5
duzione.
Fonte: Databank
Tabella 9
Sensitività della catena del valore rispetto ai volumi
200 k pezzi 300 k pezzi 500 k pezzi 1.000 k pezzi
Acquisti 53% 52% 50% 48%
Costo del lavoro 19% 13% 8% 8%
Ammortamento impianti 1% 1% 1% 3%
Altri costi di produzione/R&D 4% 3.5% 3% 2%
G&A 1.5% 1.5% 1% 1%
Advertising 7% 7% 5.5% 4.5%
Logistica/Distribuzione 1% 1% 1% 1%
Gestione finanziaria 1% 1% 1% 1%
Reddito operativo -14% -7% 2.5% 4.5%
Margine del grossista 8% 8% 8% 8%
Margine di distribuzione 19% 19% 19% 19%
TOTALE 100% 100% 100% 100%

Esempio di struttura del costo di produzio- dirette. Come si può vedere il peso dei ma-
ne di un set-top-box per la televisione via teriali è e rimarrà preponderante, conside-
145
satellite rando che sebbene ci si attenda una ridu-
La tabella sottostante riporta un’ipotesi di zione generalizzata del costo della compo-
ripartizione del percentuale del costo nelle nentistica di base, le prestazioni aggiuntive
sue componenti variabili/fisse e dirette/in- richiederanno maggiori costi in termini di
memoria e capacità elaborativa.
Tabella 10

2000 2002
VOCE Peso% Peso% 3.2 STRUTTURA DISTRIBUTIVA

Costo totale 100.0 100.0


Costi diretti variabili (*) 89.9 90.4
Il 75-85% dei set-top-box satellitari destinati al-
Materiali
la ricezione dei programmi a pagamento è a
71.6 71.5
noleggio; per il set-top-box digitale terrestre, in-
Manodopera 13.4 13.4
vece, è ipotizzabile un modello distributivo re-
Spedizione 0.1 0.1
tail, tipico dei prodotti di elettronica di consumo.
Handling & Overcost 0.8 0.9
Da un’analisi effettuata sui distributori è emersa
Royalties 4.5 4.5
la distinzione tra due diverse tipologie di distri-
Costi indiretti (**) 9.4 9.0 buzione:
R&D 5.2 4.9 • Costruttore-Grossista-Installatore-Utente:
Commerciale 3.6 3.5 destinata, in primo luogo, all’utente che richiede
G&A 0.6 0.6 interventi di installazione. Frequente nel caso di
Ammortamenti televisione digitale via satellite e prevedibilmen-
per investimenti (**) 0.7 0.7 te significativa (circa 20%, come nel caso ingle-
Impianti di produzione 0.2 0.2 se) anche nel caso di televisione terrestre.
R&D 0.4 0.4
Commerciale 0.1 0.1 • Costruttore-Grande distribuzione-Utente:
è rivolta all’utenza con una competenza tecno-
(*) i costi diretti fissi sono stati distribuiti su manodopera, Handling & overcost.
(**) ipotizzando volumi pari a 500 k nel 2000 e 1,000 k nel 2002. logica di base.
Appendice III

Analisi tecnico economica


del ricevitore-decodificatore
integrato (IRD) digitale
La struttura distributiva mercato retail minor grado di specializzazione oltre che per
il ricorso a politiche di discount (prodotti di pri-
All’interno del settore, le diverse formule di- mo prezzo), lay-out espositivo ridotto all’es-
stributive si caratterizzano per le differenti senziale, vendita a libero servizio, assorti-
scelte relative all'assortimento, al personale, mento poco profondo e relativamente ampio.
alla superficie e alla localizzazione del punto Le politiche di localizzazione privilegiano le
vendita. zone periferiche di densità abitativa medio-al-
Ciò rende possibile individuare i seguenti tipi ta, situate lungo le grandi arterie di transito.
di esercizi: • Centri commerciali: non costituiscono formu-
• Grandi superfici specializzate: sono punti di le di vendita in senso stretto, ma piuttosto
vendita a libero servizio di elevate dimensioni, scelte nuove, la cui diffusione è frutto delle
generalmente ubicati in aree
periferiche e lungo importanti
vie di transito. L’assortimento (*) Al netto delle esportazioni
merceologico è orientato a sod-
disfare precise esigenze del
consumatore.
In questa tipologia rientra anche
146 il Megastore, formula innovativa
di importazione straniera, che si
sta rivelando particolarmente
adatta alla vendita di prodotti
specifici quali dischi, videocas-
sette, libri e articoli sportivi.
La localizzazione privilegia i
grandi centri abitativi e i centri
commerciali.
• Grandi superfici non specia-
lizzate: sono strutture di vendi-
ta di dimensioni medio-grandi,
con una vendita self-service ed un’offerta modifiche subite dalle città e in particolare del-
non specializzata. Localizzate specialmente la minore disponibilità di spazi all’interno dei
nei centri storici e in zone periferiche, stanno centri urbani.
cominciando a inserirsi anche nei centri I centri commerciali possono essere definiti
commerciali. come un complesso di attività commerciali,
• Negozio tradizionale specializzato: è la for- paracommerciali, artigianali e di servizi svilup-
mula distributiva tipica degli operatori aderen- pati e gestiti in modo unitario.
ti ai gruppi d’acquisto presenti soprattutto nei Nell’ultimo biennio il numero di nuove apertu-
settori degli elettrodomestici e del tessile. re annuali è fortemente diminuito, ma si è as-
• Mercatoni: sono punti vendita organizzati a sistito alla crescita delle dimensioni medie dei
catena, caratterizzati da superfici di vendita centri.
elevate (5.000-8.000 mq.), preposti alla com-
mercializzazione di prodotti generalmente Il prospetto che segue raffigura la struttura di-
dell’area casa (elettrodomestici, arredamento, stributiva del mercato dell’elettronica di con-
accessori, ecc.) e abbigliamento. Tale formu- sumo con le percentuali della ripartizione sui
la si differenzia dalle grandi superfici per un vari canali.
3.2.1. Set-top-box satellitare: la struttura tal caso, oltre a provvedere alle installazioni
distributiva del mercato retail degli apparati d’antenna condominiali, è an-
che il fornitore di set-top box.
Oltre a essere commercializzata negli eserci- Dell’universo degli installatori fanno parte ol-
zi sopra elencati, la nuova gamma di prodotti tre 14,000 operatori, dei quali circa 4,000
introdotta sul mercato con l’avvio della tv digi- hanno seguito corsi di alta specializzazione
tale via satellite (in particolare set-top-box e professionale. L’importanza del canale si
apparati per la realizzazione di impianti di ri- riassume in alcune stime che evidenziano co-
cezione), può essere venduta anche presso: me la quota di terminali facenti parte di gran-
di impianti centralizzati passerà dall’attuale
1) il negozio specializzato in prodotti satellitari: 8% ad oltre il 40% nel 2005.
costituisce una formula innovativa ancora po-
co diffusa, ma destinata a espandersi. Occorre rilevare che attualmente i tre quarti
I punti di forza di questo canale sono tre: del mercato retail dei set-top-box è appan-
• l’ampiezza dell’offerta, comprendente an- naggio delle categorie “specializzate”: negozi
che gli accessori e gli impianti di ricezione di impianti satellitari, grossisti e distributori.
(forte collegamento con il mondo dell’installa- L’importanza di questi canali, pur attenuando-
zione); si nel tempo, permarrà ancora per alcuni anni.
• l’assistenza post-vendita; Il prospetto sottostante mostra come il prezzo 147
• la vendita complementare di abbonamenti. finale all’utente subisca una maggiorazione
del 50% (+ Iva al 20%) rispetto al prezzo ap-
2) l’installatore: si tratta dell’unico soggetto plicato dal produttore al distributore. All’inter-
attualmente in grado di assistere il cliente in no della struttura distributiva vi possono es-
tutte le fasi dell’acquisto. Il suo ruolo è tanto sere altri intermediari, tra i quali viene riparti-
più importante negli impianti centralizzati; in ta la spesa.

Tabella 11

2000 2000 2000 2000


struttura ricarico struttura ricarico
Costo al distributore (dal produttore) 100 10-15% 100 10-15%
Costo al grossista (dal distributore) 110-115 15-18% (*)
Costo al dettagliante/Antennista 126-138 13-18% 110-115 16-18%
Prezzo (Iva 20% esclusa) 143-160 20% 128-136 20%
Prezzo di vendita (Iva 20% inclusa) 171-192 153-163
(*) A partire dal 2001 le vendite si effettueranno sempre più nelle Grandi superfici
specializzate con conseguente “salto” di un anello della catena distributiva.

3.2.2 Set-top-box terrestre: la struttura distri- ra fornita nei condomini dove saranno richie-
butiva mercato retail ste attività di miglioramento per la ricezione
dei canali digitali terrestri.
Il nuovo set-top box terrestre sarà “di basso Il prospetto sottostante mostra indicativa-
profilo” (“zapping machine”) e sarà venduto mente come il prezzo finale all’utente – al net-
principalmente nelle Grandi superfici specia- to di Iva - subisca una maggiorazione del
lizzate; il guadagno, per l’installatore, deri- 30%, rispetto al prezzo applicato dal produt-
verà essenzialmente dalla prestazione d’ope- tore al distributore. Il minor ricarico sull’uten-
Appendice III

Analisi tecnico economica


del ricevitore-decodificatore
integrato (IRD) digitale
te, inferiore del 20% rispetto a quello del set- tecnologia di un ricevitore terrestre è più com-
top-box satellitare, è dovuto principalmente al plessa, per cui il relativo costo, a parità di ca-
più basso livello tecnologico dell’apparato (ri- ratteristiche, non potrà, almeno all’inizio, es-
cevitore base). sere inferiore a quello degli altri decoder.
Oltre a soddisfare le esigenze del mercato
Tabella 12 nazionale, le caratteristiche di un decoder di-
2002 2002
gitale terrestre dovrebbero tener conto delle
struttura ricarico necessità del mercato europeo. Ciò favori-
Costo al distributore (dal produttore) 100 10-12% rebbe l’esportazione all’estero e garantirebbe
Costo all’esercizio
al consumatore italiano tutti i vantaggi di
(Grande superficie specializzata) 110-115 15-18%
maggiori economie di scala.
Prezzo (Iva 20% esclusa) 126-132 20% Gli standard promossi dal DVB sono nati co-
Prezzo di vendita (Iva 20% inclusa) 152-159 me standard market driven, a testimonianza
del fatto che il Consorzio DVB, che ha posto
le basi per l’introduzione della nuova TV di-
gitale, ha ritenuto strategico definire anzitut-
Il mercato dei ricevitori in locazione: ipo- to i requisiti commerciali dei nuovi servizi.
148 tesi di costo per gli operatori
L’avvio delle trasmissioni digitali nel Regno
Come accennato in precedenza, il modello Unito ha confermato la bontà delle scelte
distributivo più diffuso per il set-top-box satel- operate dal DVB e ha evidenziato l’impor-
litare è il noleggio. Si tratta di una scelta com- tanza di un terminale di ricezione flessibile,
merciale che incide in misura rilevante sull’o- in grado di adattarsi alle caratteristiche del
peratore, che deve puntare a valori di break- servizio, sia esso free o pay, e alle richieste
even sempre più “ravvicinati”. Considerando degli utenti segmentate in fasce diverse (ac-
il flusso finanziario medio di un operatore, il quisto/noleggio), in funzione della capacità
break-even viene raggiunto ogni 4-5 anni. di spesa e della familiarità con l’informatica
e la tecnologia digitale.

3.3 Stime di costo dei set-top-box


Costo STB Base (out of plant)
Per poter usufruire dei servizi di televisione
digitale, oltre che di un antenna parabolica, •Costo di produzione al 2000: Lire 260.000/290.000
l'utente dovrà dotarsi di un set-top-box per la
decodifica dei segnali digitali. Si tratta dell’in- •Costo di produzione al 2002: Lire 235.000/210.000
vestimento più consistente, rappresentato da
una scatola “esterna” ai televisori analogici o •Costo di produzione al 2007: Lire 140.000/125.000
incorporata ai televisori digitali di nuova con-
cezione (IDTV), attualmente in vendita al co- •Decrescita annua del 10%
sto di circa 3.000.000 di lire.
In una politica di diffusione della TV digitale •Volumi previsti per costruttore
terrestre, il prezzo del set-top-box è un fatto- nel 2000 (base europea): 100.000/500.000 di unità
re determinante. Esso deve infatti essere
competitivo con i prezzi applicati ai decoder •Volumi previsti per costruttore
per la TV via satellite o via cavo. Purtroppo, la nel 2002 (base europea) 500.000/2.000.000 di unità
Figura 3 Costo volumi out of plant

149

La figura sopra riportata mostra chiaramente una stima di costo (min. e max.) tra 260.000 e
290.000 lire. Tale stima è condizionata dal numero di set-top-box commercializzati (pure evi-
denziati in figura).

Prezzo set-top-box base

Prezzo di vendita al pubblico nel 2000 Lire 420.000/470.000 (IVA inclusa al 20%)
Prezzo di vendita al pubblico nel 2002 Lire 340.000/380.000 (IVA inclusa al 20%)
Prezzo di vendita al pubblico nel 2007 Lire 200.000/230.000 (IVA inclusa al 20%)
Economie di scala nell’ordine del 10% annuo (anno 2000-2005).
Volumi previsti per costruttore nel 2000 (base europea) 100.000/500.000 di unità
Volumi previsti per costruttore nel 2002 (base europea) 500.000/2.000.000 di unità
Appendice III

Analisi tecnico economica


del ricevitore-decodificatore
integrato (IRD) digitale
Fig.3 Prezzo STB IVA inclusa

Prezzo set-top-box Nella tabella di seguito riportata sono indicati


con funzionalità estese i costi di massima delle singole funzionalità
150 estese, non essendo possibile indicare il co-
• il set-top-box a funzionalità estese, rispetto sto complessivo.
a quello base, evidenzia un costo di produ- Le stime proposte hanno validità nel breve
zione tra 350 mila e 700 mila lire; periodo (2000-2002), ma possono subire ri-
• sarà possibile realizzare economie di scala duzioni limitate nel tempo data la personaliz-
dell’ordine del 10% annuo (anno 2000-2005); zazione dei modelli nell’ambito di un mercato
• i set-top-box con funzionalità estese offri- europeo.
ranno prestazioni crescenti e l’economia di
scala si tradurrà soprattutto nello sviluppo di Tabella 13
applicazioni finalizzate al commercio elettro- Conditional Access 30.000 ÷ 200.000
nico, all’interattività, anche di basso livello Servizi interattivi (modem) 10.000 ÷ 25.000
(Teletext avanzato con memorizzazione loca-
Compatibilità front-end 30.000 ÷ 35.000
le di molte pagine anche con grafica evoluta)
, ai servizi di PAY-TV e PPV, e al potenzia- Registrazione locale 150.000 ÷ 200.000
mento delle capacità di memorizzazione lo-
cale dei programmi.
Entrambi i tipi di set-top-box devono comun-
Le funzioni raccomandate e/o opzionali sono que avere un prezzo contenuto, poiché la
essenzialmente: spesa che il cliente deve ssotenere, rappre-
• accesso alla TV a pagamento; senta il principale vincolo alla rapida diffusio-
• EPG, superteletext; ne del servizio TV digitale terrestre (DVB-T),
• interattività locale, commercio elettronico, ho- insieme alla limitata offerta televisiva da par-
me banking, via di ritorno; te degli operatori,.
• compatibilità con altri mezzi (es. satelliti, cavo I costruttori considerano altresì un vantaggio
anche condominiale); competitivo la diversificazione dei modelli so-
• registrazioni locali di programmi (TV anytime). prattutto nelle funzioni/prestazioni che si ba-
Tali funzionalità verranno implementate dai sano sulla varietà delle interfacce oltre che
costruttori secondo soluzioni originali. sulla capacità di memoria.
Conclusioni
3.4 CONCLUSIONI re conseguenze sostanziali sui costi perché
riduce l’economia di scala .
Gli studi condotti hanno evidenziato che Alcuni costruttori ritengono inoltre che non
un’ampia offerta di set-top-box costituisce sia economicamente vantaggioso effettuare
la condicio sine qua non del successo del la progettazione e l’housing a prezzi conte-
DVB-T. nuti per volumi di commercializzazione infe-
riore a 100.000 unità/anno. Nel corso dell’a-
Per i consumatori sono fattori determinanti: nalisi condotta, è emerso che la fascia di
utenza più sensibile alle nuove tecnologie
• il prezzo del set-top-box e il servizio offerto; (l’informatica e le telecomunicazioni mobili)
• la semplicità d’uso; e, quindi, più propensa all’acquisto, è quel-
• l’eventuale utilizzo di un unico telecomando la definita “famiglia multimediale”, posizio-
in grado di controllare i diversi apparati elet- nata nella fascia media di reddito.
tronici. Le ricerche hanno evidenziato inoltre che la
possibilità di accedere agli altri segmenti di
I costruttori di decoder ritengono che, per i popolazione è legata, per la tv digitale ter-
due diversi tipi di set-top-box, i prezzi potran- restre, a due requisiti essenziali del ricevi-
no divergere anche in modo consistente: tore d’utente : la semplicità di utilizzo e un
prezzo di vendita il più contenuto possibile. 151
• Il set-top-box base offrirà prestazioni co- Nell’analisi dei costi per l’utenza, il numero
stanti e l’economia di scala determinerà una delle variabili in gioco rende difficile fornire
riduzione nei costi di produzione e nei prezzi dei numeri precisi; si è tentato di individua-
per l’utente. La riduzione è stimabile in circa il re delle utenze “tipiche” e per queste sono
10% annuo (15% annue per l’IDTV) almeno stati riportati i costi medi, a valori attuali, del
per i prossimi 5 anni a partire dal 2000. (La di- passaggio al digitale.
namica dei prezzi si rifarebbe al “modello te-
lefono cellulare”). In particolare, si è distinto l’utente singolo
(abitazione mono-familiare) dall’utenza col-
• Il set-top-box a funzionalità estese offrirà lettiva (edifici dotati di impianto SmaTv), il
prestazioni crescenti e l’economia di scala servizio gratuito dal servizio pay, la tv digi-
si tradurrà soprattutto nello sviluppo di appli- tale terrestre da quella satellitare. Le voci
cazioni di commercio elettronico, nel poten- che formano la spesa totale per l’utente so-
ziamento dell’interattività anche di basso li- no “di impianto” (da realizzare nuovo o co-
vello (Teletext avanzato con memorizzazione munque da “bonificare”), per apparati (rice-
locale di molte pagine anche con grafica evo- vitore) e per l’eventuale abbonamento.
luta), nell’implementazione dei servizi di pay Il costo orientativo del decoder, così come
tv e pay per view e nel potenziamento delle risulta dalle indagini di mercato condotte, è
capacità di memorizzazione locale dei pro- di circa 400 mila lire.
grammi. (dinamica di prezzo “modello pc”) Per l’utente è ipotizzabile inoltre la riduzio-
ne dell’aliquota IVA (attualmente al 20%) o
Poiché i costruttori di decoder ragionano un contributo/sovvenzione per l’acquisto del
prevalentemente in termini di mercato euro- set-top-box. Un opportuno mix dei due
peo, ogni modifica apportata agli apparati provvedimenti fiscali potrebbe incentivare
destinati ai consumatori italiani, che in qual- un mercato che deve crescere, vista l’evo-
che caso è indispensabile (per motivi di luzione in corso, soprattutto nel ramo
banda VHF o UHF, per esempio), può ave- software.
Appendice III

Bibliografia
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Digital Video Broadcasting (DVB): support for use of ISO/IEC International Standard IS 13818.
scrambling and conditional access within digital broad- ISO 13818 - 3
casting systems. ETSI. Information Technology - Generic Coding of Moving Pic-
ETR 290 tures and Associated Audio Information. Part 3: Audio.
Digital Video Broadcasting (DVB): measurement guide- ISO/IEC International Standard IS 13818.
lines for DVB systems. ETSI. NorDig 1.2 ISO 13818 - 6
ETS 300 421 Information Technology - Generic Coding of Moving Pic-
Digital Video Broadcasting (DVB): digital broadcasting tures and Associated Audio Information. Part 6: Exten-
systems for televisionsound and data services. Framing sion for Digital Storage Media Command and Control.
structure channel coding and modulation for 11/12 GHz ISO/IEC International Standard IS 13818.
satellite services. ETSI. ISO/IEC 13522-5
ETS 300 429 Information Technology - Coding of multimedia and hy-
Digital Video Broadcasting (DVB): digital broadcasting permedia information-Part 5: Support for base-level ap-
systems for television sound and data services. Framing plications.
structure, channel coding and modulation for cable sy- ISO 7816
stems. ETSI. 1-3 Identification cards - Integrated circuit cards with
ETS 300 468 contacts Parts 1-3. ISO/IEC International Standard IS
Digital Video Broadcasting (DVB): digital broadcasting sy- 7816.
stems for television sound and data services: specification ITU/R Report 624-4
for Service Information (SI) in Digital Video Broadcasting Characteristics of Television Systems
(DVB) systems (Edition 2). ETSI. ITU/T-V32bis
ETS 300 472 V32bis modem
Digital Video Broadcasting (DVB): Digital Broadcasting ITU/T-V42
Systems for Television Sound and Data Services; V42 modem
Specification for Conveying ITU-R System B Teletext in PCMCIAPCMCIA
Digital Video Broadcasting (DVB) Bitstreams. European PC Card Standard release 2.1. Personal Computer
Telecommunications Standards Institute ETSI. Memory Card International Association
Appendice IV
Lo sviluppo della DTT
in Europa e nel mondo
Appendice IV

Scenari di transizione
al digitale
PREMESSA pio i 4 canali destinati alle trasmissioni digitali
dal PNAF) o di una collezione di insiemi di fre-

L
o scopo di questo capitolo è di analizza- quenze disponibili in ogni sito.
re alcuni possibili scenari di transizione
dalla situazione attuale a una situazione In questo paragrafo sono illustrate alcune delle
nella quale lo spettro venga totalmente utilizza- possibili configurazioni del Piano digitale a regi-
to per le trasmissioni digitali. Per scenario di me e le possibili modalità di utilizzo dei 4 cana-
transizione intendiamo un processo che, in mo- li destinati alle trasmissioni digitali dal PNAF.
do non traumatico e nel rispetto delle esigenze
dei broadcaster e degli utenti, trasformi l’attuale Il Piano digitale:
assetto dell’emittenza televisiva in un nuovo as- risorse disponibili a regime
setto basato sulla tecnologia digitale. Elementi
fondamentali del processo di transizione, in tut- Il documento finale del Gruppo B descrive al-
ti i possibili scenari, sono: cune tipologie di rete a coperura nazionale ca-
ratterizzate da un diverso utilizzo della risorsa
• la conoscenza della situazione attuale (loca- spettrale (reti a Singola Frequenza SFN, reti k-
lizzazione e caratteristiche dei trasmettitori at- SFN, reti Multi-frequenza) e da altri tipi di servi-
tualmente utilizzati); zio. Le conclusioni del Gruppo B possono es-
154 • la convergenza verso una situazione intera- sere così riassunte:
mente regolata dal Piano digitale, che garanti-
sca la massima utilizzazione la risorsa spettra- Ipotesi di base:
le;
• la compatibilità delle eventuali configurazioni A. Tutte le reti considerate sono reti a copertu-
intermedie con il Piano digitale; ra nazionale, ovvero definiscono i siti e le fre-
• la limitazione dei disagi per l’utenza; quenze necessarie a coprire l’intero territorio
• la definizione di garanzie di equa ripartizione nazionale. Infatti, è noto che l’effetto della mo-
dei disagi e di non discriminazione all’accesso difica delle caratteristiche radioelettriche dei tra-
per i broadcaster. smettitori (siting) e dell’assegnazione delle fre-
quenze ai siti deve essere simultaneamente
verificato sull’intera rete nazionale.
IL PIANO DIGITALE
B. Una rete a copertura nazionale può essere

L
a struttura e la proprietà delle reti studia- decomponibile in reti regionali o locali ovvero
ta nel Gruppo B consente di definire age- non decomponibile.
volmente una partizione ottimale dello
spettro in reti nazionali, regionali e locali. Tale • Una rete nazionale si dice decomponibile in
partizione ottimale (che diremo Piano Digitale) reti regionali se trasmettitori appartenenti a re-
può essere effettuata tenendo conto dell’equili- gioni diverse ed operanti alla stessa frequenza
brio necessario tra reti nazionali e reti regionali possono essere considerati interferenti senza
e dell’obiettivo di ottimizzare l’uso dello spettro che ciò provochi una drastica riduzione del ser-
e di massimizzare il numero e la qualità dei pro- vizio previsto. Questo implica, evidentemente,
grammi irradiabili. che trasmettitori appartenenti a regioni diverse
possono trasmettere programmi diversi. In altre
Il lavoro del Gruppo B può essere anche utiliz- parole, una rete decomponibile in reti regionali
zato per definire la partizione ottimale di una può essere suddivisa in 21 diverse reti a servi-
porzione limitata dello spettro (come ad esem- zio regionale. È importante anche osservare
che una rete decomponibile a livello regionale gitale potrà essere definita solo dopo aver defi-
può godere, localmente, di tutti i vantaggi offer- nito quante e quali reti debbano essere decom-
ti dalla composizione dei segnali utili nelle reti poste e quali debbano essere le proporzioni tra
SFN. reti nazionali e reti regionali e provinciali.
• Una rete nazionale si dice decomponibile in
reti locali (o di bacino) se è possibile considera- A combinazioni diverse di reti SFN e MFN (k-
re interferenti tutti i trasmettitori che operano al- SFN), infatti, corrisponderanno valori molto di-
la stessa frequenza senza provocare una dra- versi del numero di programmi nazionali e locali
stica riduzione del servizio previsto. In una rete ricevibili dagli utenti.
nazionale decomponibile in reti locali si può ipo-
tizzare che in ogni bacino venga irradiato un Esaminiamo gli scenari estremi. Ipotizziamo di
programma diverso. Evidentemente, una rete dedicare tutti i 55 canali (VHF e UHF) alle tra-
decomponibile a livello di bacino può essere smissioni digitali e di trasmettere 4 programmi
suddivisa in reti provinciali (aggregando più ba- in ciascun multiplex. Lo scenario A, che massi-
cini) o regionali. mizza il numero di programmi nazionali, corri-
• Una rete nazionale si dice non decomponibile sponde alla realizzazione di 55 mux SFN con
se la sua decomposizione in sotto-reti regionali un totale di 220 programmi nazionali non de-
o locali provoca una drastica riduzione del ser- componibili in programmi regionali e locali; lo
vizio previsto. Questo è quanto accade alle reti scenario B, che massimizza il numero di pro- 155
SFN a copertura nazionale. In tali reti, infatti, l’u- grammi locali irradiabili, corrisponde alla realiz-
tilizzo della stessa frequenza per programmi di- zazione di 13 mux MFN (che utilizzino 4 fre-
versi in regioni adiacenti provoca, come è logico quenze ciascuno) e di 3 mux SFN sui canali re-
attendersi, un drastico degrado del servizio. sidui. I 13 mux MFN consentono di definire 52
programmi nazionali scalabili a 52x21=1092
1. Le reti nazionali SFN garantiscono la massi- programmi regionali. Di conseguenza, il nume-
mizzazione dello sfruttamento della risorsa ro totale di programmi irradiabili in ciascun ba-
spettrale (ovvero la massimizzazione del nu- cino è pari a 64 (52+12). Di questi programmi,
mero di programmi a parità di frequenze utiliz- un terzo (pari a 22) saranno programmi locali
zate), ma non sono decomponibili a livello re- mentre due terzi (pari a 42) saranno programmi
gionale o locale. nazionali. Evidentemente i 22 programmi locali
2. Le reti MFN (Multi Frequency Network) sono dovranno essere ricavati da multiplex MFN.
reti nazionali decomponibili a livello di bacino e
possono essere decomposte in reti regionali e Si osservi inoltre che, grazie alla decomponibi-
provinciali a fronte di una peggiore utilizzazione lità locale della rete MFN a 4 frequenze, il limi-
della risorsa spettrale (ciascuna rete MFN uti- te teorico di programmi provinciali corrispon-
lizza un minimo di 4 frequenze). dente ai 22 programmi locali MFN è di
3. Le reti 2-SFN e 3-SFN (ovvero reti MFN a 2 22x103=1166 (22 programmi per provincia).
o 3 frequenze con estensioni realizzate attra-
verso SFN locali) offrono il miglior compromes- A 1 2 3 4 49 50 51 52 53 54 55
so tra l’efficienza nell’utilizzo dello spettro e l’e-
sigenza di assicurare una flessibilità regionale e B 1 13 53 54 55
provinciale. Infatti, tali reti sono decomponibili a
livello regionale e sub-regionale anche grazie Come si vede, questi numeri sono di un ordi-
all’uso locale di sotto-reti SFN. ne di grandezza superiore agli attuali e, pro-
Le precedenti osservazioni hanno come imme- babilmente, irrealistici da un punto di vista
diata implicazione che la struttura del Piano di- economico.
Appendice IV

Scenari di transizione
al digitale
Appare quindi ragionevole tentare di individua- Determinazione del numero
re una soluzione di compromesso che utilizzi la di reti nazionali e locali
lettera e lo spirito della legge 249 per giungere
ad una corretta ripartizione delle risorse. L’ipotesi base di questo modello è che il servi-
zio nazionale e quello locale debbono essere
A tale proposito si osservi che la legge 249 ri- assicurati da reti con caratteristiche diverse. In
serva “.. almeno un terzo dei programmi irra- particolare, come osservato nel documento
diabili all’emittenza televisiva locale”. Il concetto predisposto dal Gruppo B, il servizio locale (re-
di “programmi irradiabili” deve essere quindi gionale, provinciale e di bacino) può essere ga-
chiaramente definito per individuare il numero rantito da reti MFN e da reti MFN integrate lo-
minimo di programmi locali. calmente con sotto-reti SFN (dette convenzio-
nalmente k-SFN). Al contrario, il servizio nazio-
Nel caso del Piano analogico le caratteristiche nale può essere garantito da reti SFN (singola
della generica rete a copertura nazionale sono frequenza su tutto il territorio nazionale), MFN e
univocamente definite; in particolare, è definito k-SFN. Dal punto di vista dell’uso dello spettro
il numero (3) di frequenze necessario a realiz- è consigliabile l’uso di reti SFN per il servizio
zarla. Di conseguenza, il numero massimo di nazionale; infatti, con questo tipo di reti, la rete
programmi irradiabili (programmi con aree di nazionale perde la possibilità di irradiare pro-
156 servizio equivalenti) è dato dal numero totale di grammi locali (regionali, provinciali e di bacino),
frequenze diviso per il numero di frequenze ne- la proprietà cioè di essere decomponibile a li-
cessarie a realizzare una rete (51/3=17). vello locale, ma utilizza in modo più efficace lo
Al contrario, il Piano digitale deve utilizzare una spettro. Al contrario, una rete locale deve esse-
combinazione di reti con caratteristiche diverse re ricavata necessariamente da una rete MFN
(SFN, k-SFN, MFN) e quindi il numero massi- o k-SFN se si vuole che i suoi programmi siano
mo di programmi irradiabili deve essere defini- differenziati a livello regionale, provinciale o di
to in modo diverso. bacino.

Di seguito viene illustrato un criterio di scelta ot- Assumeremo quindi che nel Piano digitale sia-
tima della combinazione di reti in tre diversi sce- no contemplate due diverse tipologie di rete:
nari. In ciascuno degli scenari viene utilizzata la una rete nazionale adatta ai programmi nazio-
tipologia di rete non decomponibile a livello re- nali e una rete nazionale decomponibile a li-
gionale e locale (per realizzare i programmi na- vello regionale o di bacino.
zionali) e una tra le tre tipologie di reti naziona-
li decomponibili studiate dal Gruppo B (MFN a Detto N il numero di programmi realizzabili, sia
4 frequenze, 2-SFN e 3-SFN) per i programmi k il numero di reti nazionali, h il numero di reti
locali. Il criterio di scelta delle combinazione di nazionali decomponibili a livello locale (regiona-
reti è basato sulla soluzione di un problema di le, provinciale o di bacino); sia inoltre f il nu-
ottimizzazione che ha l’obiettivo di massimizza- mero di frequenze necessarie a realizzare una
re il numero dei programmi irradiabili mentre si rete nazionale adatta ai programmi nazionali e
rispetta il vincolo di legge sulla percentuale di F il numero di frequenze necessarie a realizza-
programmi locali rispetto al totale dei program- re una rete nazionale decomponibile fino a li-
mi irradiabili. Questo criterio determina in modo vello regionale (o di bacino).
univoco il numero di reti a servizio nazionale e Ipotizzando che ciascuna rete nazionale tra-
locale una volta specificata la tipologia della re- smette un multiplex di q programmi (q può va-
te utilizzata per il servizio locale (MFN a 4 fre- riare da 1 a 6), il numero totale di programmi ir-
quenze, 2-SFN e 3-SFN). radiabili può essere espresso come somma dei
programmi associati alle reti nazionali e dei pro- di h, ci consente di scrivere h=N/q+Fh/f -55/f e,
grammi associati alle reti nazionali decomponi- quindi:
bili a livello locale, ovvero: N=q(k + h).
Inoltre, se ipotizziamo la disponibilità di 55 fre- h( 1- F ) = N - 55
quenze nello spettro da pianificare, abbiamo f q f
55= fk + Fh (ovvero che il numero totale di fre-
quenze deve essere suddiviso tra k reti nazio- Di conseguenza, il valore di h in funzione dei
nali da f frequenze, e h reti locali da F fre- parametri del problema e del numero di pro-
quenze). grammi irradiabili N è il seguente:
Nel seguito si assumerà che 1< f<F (ovvero
che il numero di frequenze utilizzate per una re- h = 55q - Nf
te nazionale non decomponibile è minore del q(F - f)
numero di frequenze utilizzate da una rete na- •Numero di reti nazionali decomponibili a livello
zionale scalabile a livello locale) e quindi che la locale (regionale, provinciale o di bacino)
tipologia di rete nazionale non decomponibile
sia diversa da quella nazionale decomponibile. il valore di k è invece:
Considerato che i programmi locali (regionali e k = 55q - Fh
provinciali e di bacino) debbono essere realiz- f
zati utilizzando le h reti nazionali decomponibili •Numero di reti nazionali non decomponibilii 157
a livello locale e che tali programmi debbono
essere in numero maggiore di N/3, abbiamo il Sostituendo il valore di h nella terza disequa-
vincolo qh > N/3, ovvero, 3qh > N. zione otteniamo il problema di ottimizzazione
semplificato:
Ora, il sistema: N = q(k + h)
55 = fk + Fh max N
3qh N 165q - 3Nf N
(F - f)
ammette infinite soluzioni. Il nostro obiettivo è
quello di individuare la soluzione che massi- La soluzione del problema precedente, che
mizza i programmi irradiabili, ovvero: fornisce il numero ottimo N di programmi irra-
diabili è:
max N
N = q(k + h) N= 165q
55 = fk + Fh (F + 2f)
3qh N

Il precedente problema di Programmazione Scenario SFN + MFN a 4 frequenze


Lineare può essere facilmente risolto per so-
stituzione. In questo scenario ipotizziamo che le reti na-
Infatti, dalla prima equazione otteniamo che: zionali non decomponibili siano realizzate con
una rete SFN e che le reti nazionali decompo-
nibili siano realizzate con una rete MFN a 4 fre-
h= N - k quenze (e, quindi, siano scalabili fino al singolo
q bacino).
Dalla seconda equazione ricaviamo il valore di
k = 55/f – Fh/f che, sostituito nell’espressione Abbiamo quindi che q=4, F=4 (rete MFN a 4
Appendice IV

Scenari di transizione
al digitale
frequenze) e f=1 (rete SFN). Pertanto il nume- mentre il numero di reti nazionali scalabili a li-
ro dei programmi irradiabili in ciascun bacino è vello regionale (2-SFN) è:
dato da:
h = 55q - Nf = 55 x 4 - 165 x 1 = 55 = 13
N= 165q + 165 x 4 = 110 q(F - f) 4(2 - 1) 4
(F + 2f) 4+2x1 Numero di reti nazionali scalabili a livello regio-
nale.
mentre il numero di reti nazionali scalabili a li-
vello di bacino (MFN) è:
infine, il numero di reti nazionali non decompo-
h = 55q - Nf = 55 x 4 - 110 x 1 = 110 = 9 nibili (SFN) è dato da
q(F - f) 4(4 - 1) 12
Numero di reti nazionali scalabili a livello locale k = 55 - Fh = 55 - 26 = 29
f f
infine, il numero di reti nazionali non decompo- Numero di reti nazionali non decomponibili
nibili (SFN)
In conclusione, la soluzione ottima che rispetta
h = 55 - Fh = 55 - 36 = 19 i vincoli della Legge 249 prevede 13 multiplex
158 f f 2-SFN (per un totale di 52 programmi locali) e
Numero di reti nazionali non scalabili 29 multiplex SFN (per un totale di 116 pro-
grammi nazionali).
In conclusione, la soluzione ottima che rispetta
i vincoli della legge 249 prevede 9 multiplex Si noti che i 52 programmi locali possono corri-
MFN (per un totale di 36 programmi locali) e spondere a 52 x 21 = 1092 reti regionali ovve-
19 multiplex SFN (per un totale di 76 pro- ro a 52 x 103 = 5356 reti provinciali.
grammi nazionali).

Si noti che i 36 programmi locali possono corri- Scenario SFN+3-SFN


spondere a 36 × 21 = 756 reti regionali ovvero
a 36 × 103 = 3708 reti provinciali. In questo scenario ipotizziamo che le reti na-
zionali non scalabili siano realizzate con una re-
te SFN e che le reti nazionali scalabili siano rea-
Scenario SFN+2-SFN lizzate con una rete 3-SFN a 3 frequenze (e,
quindi, sono scalabili fino a livello regionale e
In questo scenario ipotizziamo che le reti na- sub-regionale).
zionali non scalabili siano realizzate con una re-
te SFN mentre le reti nazionali scalabili sono Di conseguenza, abbiamo che q = 4, F = 3 (re-
realizzate con una rete 2-SFN a 2 frequenze (e, te 3-SFN) e f = 1 (rete SFN). Pertanto il nume-
quindi, sono scalabili fino a livello regionale). ro dei programmi irradiabili in ciascun bacino è
dato da:
Abbiamo quindi che q = 4, F = 2 (rete 2-SFN) e
f = 1 (rete SFN). Pertanto il numero dei pro- N= 165q = 165 x 4 = 132
grammi irradiabili in ciascun bacino è dato da: (F + 2f) 3+2x1

N= 165q + 165 x 4 = 165 mentre il numero di reti nazionali scalabili a li-


(F + 2f) 2+2x1 vello regionale e sub-regionale (3-SFN) è:
h = 55q - Nf = 55 x 4 - 132 x 1 = 88 = 11 N= 12q
q(F - f) 4(3 - 1) 8 (F + 2f)
Numero di reti nazionali scalabili a livello regio- • Numero totale di programmi irradiabili
nale
h = 4q - Nf
infine, il numero di reti nazionali non decompo- (F - f)
nibili (SFN) è dato da • Numero di reti nazionali decomponibili a livel-
lo locale (regionale, provinciale o di bacino)
k = 55 - Fh = 55 - 33 = 22
f f h = 4q - Nf
Numero di reti nazionali non decomponibili (F - f)
• Numero di reti nazionali non decomponibilii
In conclusione, la soluzione ottima che rispetta
i vincoli della legge 249 prevede 11 multiplex 3-
SFN (per un totale di 44 programmi locali) e 22
multiplex SFN (per un totale di 88 programmi
nazionali).

Si noti che i 44 programmi locali possono corri- 159


spondere a 44 x 21=924 reti regionali ovvero a
44 ¥ 103=4532 reti provinciali.

I risultati ottenuti sono esposti nella seguente


tabella:

Scenari Multiplex Multiplex Programmi Programmi Programmi


SFN MFN (k-SFN) nazionali per regione regionali

Solo
SFN 55 220
Max
MFN 4 3 13 42 22 462
SFN +
MFN 4 19 9 76 36 756
SFN +
2-SFN 29 13 116 52 1092
SFN +
3-SFN 22 11 88 44 924

2.2.1 Utilizzo dei 4 canali resi disponibili


dal Piano analogico

Per descrivere la possibile utilizzazione dei 4


canali resi disponibili dal Piano Analogico (9,
66, 67, 68) è sufficiente riprendere le formule
del paragrafo precedente e sostituire al nume-
ro 55 (totale di canali disponibili) il numero 4. Il
risultato è il seguente:
Appendice V

Liste partecipanti
AER CSELT S.P.A.
AVV. MARCO ROSSIGNOLI ING. CESARE MOSSOTTO
SIG. FABRIZIO BERRINI ING. LEONARDO CHIARIGLIONE
ING. MARIO GUGLIELMO
ANIE
DOTT. DANIEL KRAUS
DOTT. MARIO PAGANI CORALLO SOC.
ING. ALBERTO PIZZI COOP. A R. L.
SIG. BRUNO VALERI DOTT. LUIGI BARDELLI
ING. STEFANO MARTINI DOTT. PIETRO MARIA PUTTI
DOTT. ROBERTO LISOT
DOTT. AUGUSTO PEZZOTTA
DR.SSA MARCELLA EUROSATELLITE
QUATTROCCHI
ING. CIRO FRALICCIARDI
ING. EMILIO ZECHINI FONDAZIONE
UGO BORDONI
ING. FRANCESCO FEDI
ANTI ING. VITTORIO BARONCINI
160 AVV. EUGENIO PORTA ING. MARIO FRULLONE
SIG.RAELENA PORTA ING. PAOLO TALONE
SIG. CESARE CARANDO ING. MARIA. MISSIROLI
ING. CRISTIANO. PASSERINI

ASSINFORM
DOTT. FEDERICO BARILLI FRT
DOTT. TONIO DI STEFANO DOTT. FILIPPO REBECCHINI
DOTT. MARIO COMINETTI ING. MARCO MEZZETTI
ING. SECONDO MONTRUCCHIO SIG. DIEGO TONELLI
DOTT. STEFANO SELLI

BETA TELEVISION S.P.A.


DOTT. SAURO VANNINI ISCTI (ISTITUTO SUPERIORE DELLE COMUNICAZIONI
SIG. PAOLO PIERINI E DELLE TECNOLOGIE DELL'INFORMAZIONE)
ING. ANTONIO RICCIARELLI
ING. ANTONIO SALEMME
CNT ING. ANGELO CANZIO
DOTT. CLAUDIO FEDERICO
ING. PAOLO DEL MASTRO
DOTT. ARTURO ULISANO MEDIASET S.P.A.
DOTT.SSAGINANIERI
DOTT. VINCENZO PROCHILO
CONNA DOTT. CARLO MOMIGLIANO
DOTT. MARIO ALBANESI, DOTT. MANLIO CRUCIATTI
DOTT. BRUNO DE VITA ING. ARNALDO CERATO
SIG. MASSIMO COLOMBO ING. ADRIANO BARZAGHI
SIG. GIANFRANCO LOVISOLO ING GUIDO GENTILE
SIG. GIULIANO MARSILI ING. STEFANO OPRENI
MINISTERO DELLE TBS S.P.A.
COMUNICAZIONI DOTT. ROCCO MONACO
ING. GIORGIO GUIDARELLI MATTIOLI SIG. GIOVANNI APREA
DOTT. CLAUDIO LORENZI
ING. BRUNO ARTEMISIO

TELE + S.R.L.
RAI DOTT.SSADANIELA TALAMO
PROF. FRANCESCO DE DOMENICO ING. NUNZIO CHIARIZIO
ING. STEFANO CICCOTTI DOTT.SSA PAOLAFORMENTI
DOTT. MARIO COMINETTI DOTT. FABIO INCUTTI
DOTT. ANGELO TEODOLI DOTT. ERIK LAMBERT
ING. ALBERTO MORELLO DOTT. GIUSEPPE VIMERCATI
ING. ROBERTO SERAFINI
ING. LUIGI ROCCHI
ING. MARCELLO PICCHIOTTI TERZO POLO
ING STEFANO DEODORI DOTT. SALVATORE CINGARI
ING PAOLO FORNI DOTT. CLAUDIO MAUGERI
ING. GIUSEPPE CARERE
161
REA TV INTERNAZIONALE S.P.A.
DOTT. ANTONIO DIOMEDE ING. GIAN MARIO POLACCO

UNIVERSITÀ
RETE AS.R.L. DEGLI STUDI DI ROMA
DOTT. ROSARIO PACINI PROF. ANTONIO SASSANO

VALLAU ITALIANA
STREAM S.P.A. PROMOMARKET S.R.L.
ING. ROBERTO MONTEMURRO AVV. MARIO AMOROSO
DOTT. TOMMASO MARIA LAZZARI ING. ANDREABRUNDI
ING. MASSIMO CICARDO DOTT. ITALO ELEVATI