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6/19/2018 hsh.info/preguX-68.

htm

STRAUS7 - NESSUN LIMITE ALLE APPLICAZIONI - Per richiedere il listino

ALCUNI DEI QUESITI TECNICI PERVENUTI


QUESITO 68 : Sono alle prese con la modellazione di un impalcato da ponte e
volevo sapere se con Straus7 è corretto dare l'offset alla soletta gettata in opera
(modellata con plate) rispetto alle travi prefabbricate(modellate con beam). I
valori si discostano molto se considero o no l'offset.

RISPOSTA 68 : La questione se considerare l'offset dipende dalla realtà che si


va a modellare. Tenga presente che l'attributo di offset è equivalente ad una
connessione rigida tra l'entità soggetta ad offset e quelle di "partenza". Una
conseguenza dell'offset è la nascita di un momento flettente addizionale in
presenza di carico assiale (e viceversa), conseguenza che bisogna avere la
premura di verificare se corrisponde alla realtà fisica o meno. Tanto per fare un
esempio, nei capannoni industriali gli arcarecci di falda hanno ovviamente un
offset geometrico ma tale offset solitamente non viene modellato dal punto di
vista strutturale in quanto la flessione degli arcarecci generalmente non crea
sforzo assiale (data la natura del loro collegamento alle membrature sottostanti).
Viceversa, un esempio di offset strutturale possono essere gli irrigidimenti degli
scafi delle navi, o anche dei serbatoi. Un consiglio che mi permetto di dare è di
prendere atto che esiste anche l'offset degli elementi beam. In alcuni/molti casi è
preferibile utilizzare questo piuttosto che l'offset dei plate. Consiglio comunque
caldamente di effettuare semplici prove che simulino pannelli irrigiditi (per
esempio con mesh plate beam) per prendere confidenza con questo attributo e
verificare la convenienza o meno di applicare l'offset agli elementi plate
piuttosto che agli elementi beam.

QUESITO 67 : Se voglio creare un piano rigido tramite "rigid connections"


(menu autoassign), che NON sia un piano individuato dal sistema globale di
riferimento, creo un sistema di riferimento cartesiano "user defined" i cui assi
XY individuano il piano che voglio rendere rigido. Il comando autoassign-
>restraint->rigid connections non sembra funzionare con il nuovo sistema di
riferimento in quanto mi da sempre l'errore "some nodes do not lie in the
selected plane" anche se seleziono solo tre nodi che *per forza* appartengono al
piano selezionato.

RISPOSTA 67 : Il warning è relativo al fatto che il master node che presumo lei
setti come 'automatic' non giace 'esattamente' nel piano. Ma questo si risolve con
un move by absolute.

QUESITO 66 : Ho questo problema. Estrapolare il momento e il taglio


massimo in una trave da ponte costruita con elementi plate. Tra i risultanti dell'
elemento plate vengono forniti i momenti in (KN.mm/mm). Adesso per cercare
di trovare una equivalenza tra momenti di una trave in elementi beam e momenti
su una trave costruita con elementi plate ho costruito una trave prima come

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elementi beam e poi come elementi plate, caricate allo stesso modo. Tuttavia
non riesco ha trovare l' equivalenza tra il momento massimo dell' elemento
beam e elemento plate (leggendo i valori dei momenti). Stesso problema vale
per il taglio.

RISPOSTA 66 : Trova la procedura per l'estrazione dei parametri di


sollecitazione in modelli a shell al seguente link:
http://www.hsh.info/quesiti/procedura.pdf

QUESITO 65 : Volevo sapere se c’era un opzione per poter stampare una


relazione con tutti i dati d’ingresso del modello senza dover fare copia ed incolla
per ogni opzione (materiali, elementi).

RISPOSTA 65 : Per quanto riguarda la trasmissione cartacea dei dati di un


modello di Straus7, potrà trovare utile la funzione File/Export e salvare il
modello come file .txt di Straus. Il file contiene *tutte* le informazioni relative
al modello (elementi, materiali, solutore utilizzato, carichi e vincoli).

QUESITO 64 : Con i Point Contact Normal che prevedono un attrito statico,


una volta che viene superato e si innesca il movimento, il programma tiene
conto dell'attrito radente ?

RISPOSTA 64 : Per lo sliding friction la risposta è positiva. Esempi di questo si


trovano nel Verification Manual, problemi VNS23 e VNT12.

QUESITO 63 : Desidero sapere in caso di analisi non lineare geometrica e dei


materiali in riferimento al solver, scheda “default”, sottoscheda “non linear”: ·
se si toglie la spunta "Include" della Geometric Stiffness sembra che aiuti la
convergenza, · se si pone un valore alto (p.e. 0,5) a "Sliding Factor" sembra che
aiuti la convergenza, in tutti questi casi la soluzione è attendibile come sembra
dica il manuale? Ed è attendibile una soluzione anche se qualche sub step non
converge?

RISPOSTA 63 : Per quanto riguarda la spunta sulla 'geometric stiffness matrix'


confermo che può modificare il rate di convergenza (non sempre però in senso
positivo) senza affliggere i risultati numerici finali in maniera significativa
(ammesso che l'analisi sia andata a convergenza). Per quanto concerne il
parametro 'Sliding Friction Factor' esso deve rimanere basso ed, eventualmente
zero. I risultati numerici variano se si aumenta questo valore, pertanto si
raccomanda di utilizzare il valore di default, che è praticamente zero. Per quanto
riguarda l'ultimo quesito la risposta è in generale negativa, tuttavia possono
esistere dei casi particolari (specialmente quando non è coinvolta la non-
linearità di materiale) in cui la mancata convergenza ad un increment non
pregiudica la soluzione finale. E' comunque buona prassi che tutti gli increment
convergano. E' possibile a posteriori eliminare gli increment non conversi e
rilanciare l'analisi.

QUESITO 62 : Le chiedo cosa devo fare per utilizzare Straus7 in modo da


analizzare le strutture anche per il sisma in special modo alla luce della
normativa NTC2008 ed in che modo sono inseribili i dati sismici richiesti .
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RISPOSTA 62 : Le consiglio di svolgere il tutorial n°5 "Spectral Response


Analysis" presente nel programma (menu Help->Tutorial). In questo tutorial si
mostra l'utilizzo dello spettro come input sismico. Lo spettro in questo esempio
è inserito tramite formula matematica, tuttavia in generale si può inserire anche
in forma tabellare.

QUESITO E RISPOSTA 61 : D1) Qual'è la differenza fra "NON-


STRUCTURAL MASS" e "TRANSLATIONAL MASS"? - R1) La differenza
sostanziale riguarda il fatto che la non-structural mass, pensata per modellare
carichi "non strutturali" (quali "live loads"), è associata ad uno specifico load
case, mentre la massa strutturare (di tipo translational o rotational è sempre
attiva). Altre differenze riguardano le possibilità di applicazione: la massa
strutturale può essere applicata solo ai nodi, quella non strutturale anche agli
elementi beam, shell e brick. Consiglio di far riferimento all'help di Straus7 per i
dettagli. D2) Nel momento in cui si effettua un'analisi dinamica lineare di un
edificio, è meglio creare il modello con una NON STRUCTURAL MASS
applicata ad esempio su elementi Load Patch (in modo quindi da simulare la
distribuzione uniforme di massa del solaio), oppure concentrare tutta la massa
del piano nel centro di massa mediante TRANSLATIONAL MASS? - R2)
Dipende dallo scopo dell'analisi e dalle ipotesi che si fanno: sicuramente la
prima via permette di distribuire opportunamente (utilizzando i load patch
corretti) la massa non strutturale sugli elementi orizzontali (travi) e di cogliere
fenomeni locali dovuti a questi carichi, il secondo metodo è più adatto per le
risposte globali del sistema. Si tenga presente che è opportuno modellare con le
masse non-strutturali SOLO il contributo dovuto ai carichi non strutturali, non la
massa dell'edificio strutturale. D3) Ipotizzando di usare la NON
STRUCTURAL MASS, come si può tenere conto di un'eventuale eccentricità
del centro di massa? - R3) E' possibile a partire dalla release R2.4 del software,
assegnare un offset alle masse non strutturali.

QUESITO 60 : Vorrei sottoporvi il seguente quesito: quando applico le NON-


STRUCTURAL MASS ad esempio a dei plate, mi viene data la possibilità di
assegnare un dynamic factor. Quando poi passo alla schermata del seismic load
cases, nella sezione seismic parameters posso assegnare un NON
STRUCTURAL MASS FACTOR F. Inoltre ho l’opzione per attivare o meno i
dynamic factor (apply dynamic factors). La mia domanda è: quando nell’analisi
simica lineare voglio ridurre il coefficiente di partecipazione delle masse non
strutturali, utilizzo il dynamic factor (mettendolo ad esempio pari a 0,3) o
eseguo la riduzione delle masse modificando il non structural mass factor F, e
lasciando il dyn factor uguale a 1? Qual è la differenza tra il dynamic factor e il
non structural mass-factor F? Come influiscono sui calcoli?

RISPOSTA 60 : Il Dynamic Factor che si inserisce nella finestra di attribuzione


delle "non structural mass" è un coefficiente moltiplicativo delle masse stesse
che viene applicato nelle analisi dinamiche e nell'analisi lineare sismica (seismic
load case - statica equivalente). Il fattore F che trova nei seismic load cases è un
fattore di combinazione adimensionale positivo che viene utilizzato per scalare
le masse non strutturali nella valutazione del carico gravitazionale G, che è
legato al "base shear" V dalla relazione: V = ßG. Consiglio a tal proposito la
lettura della guida in linea alla voce "Solver Special Topics: Seismic Analysis"
in cui troverà tutte le informazioni a riguardo.

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QUESITO 59 : Per la verifica di un edificio esistente multipiano con struttura


mista pareti-telai in c.a. (7 livelli, forma in pianta ad L inscritta in un rettangolo
di dimensioni: 50x36m) adibito a civile abitazione, sorge la necessità di
modellare i solai con la loro reale deformabilità nel piano. Il solaio misto in c.a.
è quello nell’immagine allegata (le quote sono in mm). L’attuale modello di
calcolo, non potendo i solai esse considerati come rigidi nel loro piano, è
costruito mediante elementi beam che riproducono il comportamento di travi,
pilastri e setti, da elementi plate (load patch) per trasmettere i carichi alle travi.
Considerata la complessità della struttura stiamo cercando, nell’ambito di
un’analisi lineare, un elemento nella libreria di Straus7 che possa riprodurre
l’ortotropia geometrica del solaio (introducendo la deformabilità nel piano del
solaio) e che consenta un onere computazionale gestibile. Quale può essere la
soluzione migliore per procedere, evitando di perdere, per quanto possibile, il
lavoro fatto?

RISPOSTA 59 : E' possibile tener conto della rigidezza finita del solaio
utilizzando gli elementi plate. Probabilmente sarà necessario suddividere i plate
e i beam afferenti per avere una migliore accuratezza dei risultati (a tal proposito
vi invito a fare semplici prove su un modellino test). Per quanto riguarda
l'ortotropia di piano è gestibile creando uno user defined plate e gestendo le
matrici assegnando opportuni valori ai coefficienti ed avendo l'accortezza di
allineare in maniera coerente gli assi locali dei plate. Si veda allegato. Anche in
questo caso è bene fare dei test con modelli semplici.

QUESITO 58 : Le invio i file di Straus 7 - R 2.4 - B6 di una semplice travatura


reticolare per la quale il solutore da degli strani messaggi (Warning) la stessa
trave risolta con il solutore installato sul portatile non dà luogo ad alcun tipo di
messaggio come è ovvio che sia.

RISPOSTA 58 : Il motivo risiede nel fatto che nelle condizioni globali di


vincolo è attiva la rotazione attorno a Z globale, che il programma sopprime per
eseguire il calcolo. Se vincola (ad esempio con il tasto "2D Plane") anche tale
rotazione i warning scompaiono. Non dovrebbero comunque esistere differenze
tra la soluzione con e senza i warning.

QUESITO 57 : Per qualche strano motivo mi si è modificato il font della


finestra del log del solutore di Straus7 ed è diventato illeggibile. Dove è
l'impostazione che lo modifica? E' dentro Windows o è in Straus7 ? Io utilizzo
Windows Vista. Mi sapete dare indicazioni in entrambi i sistemi?

RISPOSTA 57 : Con un click-destro sulla finestra del log si trovano le opzioni


per il font (ce ne sono tre - piccolo, medio e grande).

QUESITO E RISPOSTA 56 : D1 - Con la presente sono a richiedere supporto


tecnico per la modalità di lettura dei risultati derivanti da un’analisi statica
lineare per una scala con rampe e pianerottoli in muratura a mattoni pieni,
modellata attraverso degli elementi plate/shell a quattro nodi con
comportamento isotropico. - R1 - Premettiamo che con l'analisi lineare non è
possibile tener conto della non-linearità associata al materiale (resistenza
solamente a compressione) e pertanto la rigidezza della struttura risente di tale
approssimazione. D2 - M’interessa sapere all’interno di Results Settings –
Contour – Stress a quale sistema assiale devo riferirmi per avere una

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raffigurazione tensionale il più possibile realistica, dal momento che la muratura


resiste solo a compressione, mentre il modello FEM che ho sviluppato individua
anche alcune zone tese sia sulle rampe sia sul pianerottolo. - R2 - Una strada,
tenendo conto delle forti limitazioni che impone l'analisi come detto sopra,
potrebbe essere quella di individuare un criterio di resistenza. La lettura dei
risultati dipende dal criterio di resistenza scelto. Esempio: supponiamo, a titolo
puramente esemplificativo, di utilizzare il criterio di resistenza della massima
tensione principale. In questo caso nei risultati dei plate andrà visualizzata la
massima tensione principale. In ogni caso, per una digressione completa sulle
convenzioni dei segni che il programma utilizza per gli elementi plate e delle
tipologie di risultato si rimanda all'help alla voce: "Element Library: Plate Stress
Conventions" e "Results Quantities: Plate Stress".

QUESITO 55 : Non ho ancora capito come calcolare lo smorzamento modale


da inserire nell'analisi spettrale usando la CQC. Io inserisco il valore 5%. E'
corretto o bisogna determinarlo di volta in volta? Sto parlando di un calcolo
relativo ad una struttura a telaio in c.a.

RISPOSTA 55 : Le norme generalmente indicano la possibilità di assegnare


uno smorzamento costante (dipendente dalla tipologia della struttura). Tale
smorzamento può essere assegnato tramite l'opzione 'modal damping' presente
nella finestra del solutore spettrale, inserendo per ogni modo il valore costante
considerato, che nel suo caso è il 5%.

QUESITO 54 : Ormai da tempo abbiamo sviluppato delle applicazioni che


sfruttano le API di Straus. Con Windows XP copiavamo le librerie St6List.dll e
St7API.dll nelle cartelle C:\WINDOWS\system e C:\WINDOWS\system32 e
tutto funzionava. Passando a W7, tale procedura generava un errore, che il
supporto tecnico ci risolse, spiegandoci la procedura corretta da fare in W7 per
poter utilizzare le API. Ora però non ricordo più dove mettere le mani... La
domanda è quindi la seguente: cosa occorre fare per poter utilizzare le API sotto
Win7 (ed anche Win8)?

RISPOSTA 54 : Non è mai consigliabile copiare le DLL da una parte all'altra.


La procedura corretta è illustrata nella Webnote allegata. Occorre che l'utente: 1.
Cancelli tutte le copie delle DLL di Strand7 che ha copiato in giro; 2. Installi il
programma completamente e correttamente nella usuale cartella C:\Program
Files (x86)\ecc. 3. Applichi il PATH come spiega la Webnote.

QUESITO 53 : Operiamo nel campo della progettazione e produzione di


guarnizioni principalmente per applicazioni automotive. Nell'ambito di un forte
sviluppo tecnico dell'Azienda in atto, saremmo interessati ad introdurre anche il
calcolo ad elementi finiti dei profili in gomma. In particolare ci interessa la
possibilità di simulare il comportamento allo schiacciamento del profilo (load
deflection), sia 2D (deformazione della sezione, cioè configurazione finale della
sezione in corrispondenza di schiacciamento imposto) che 3D (modellazione di
un tratto di profilo o di una guarnizione stampata di forma complessa) e di
valutarne la portanza, cioè il carico di reazione della guarnizione allo
schiacciamento. Stiamo parlando di particolari in gomma (EPDM), spugna,
bicomponenti gomma-spugna con eventuale presenza di inserti plastici o
metallici. Vi chiedo quindi cortesemente informazioni sui moduli che possono
essere utilizzati per questo tipo di calcolo.

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RISPOSTA 53 : Straus7 e' dotato di tutto quello che serve per queste
modellazioni. Oltre al programma base, occorre l'opzione solutori non-lineari. E'
consigliato anche l'acquisto delle opzioni Meshatore e Sparse solver. Sono
presenti i modelli constitutivi per la gomma (tipo Neo Hookean, Mooney-
Rivlin, Ogden), gli elementi di contatto e la deformazione finita (finite
deformation) utili per questo tipo di calcolazioni. Se l'utente desidera proporre
un benchmark, e' possibile eseguirlo. Occorre che ci invii il file CAD e i dati del
materiale e il carico.

QUESITO 52 : Analizzando una semplice trave vincolata alle estremità con una
cerniera ed un carrello ho constatato che nel file di analisi compare il seguente
messaggio di avviso: *WARNING[237]:Default freedom conditions appear to
be over-constrained - one or more elements may require additional freedom.
Essendo la trave puramente isostatica, non capisco tale messaggio.

RISPOSTA 52 : Il messaggio di warning indica che il sistema potrebbe essere


sovra-vincolato (over-constrained). In effetti lo è in quanto ha spuntato nei
freedom case l'opzione 2D beam. Se leva tale opzione, mantenendo i vincoli che
ha assegnato il messaggio di warning scompare. Una nota: se decidesse di
mantenere il freedom case 2D beam e rimuovere dal modello i vincoli
sovrabbondanti il programma darebbe comunque il warning. Il motivo risiede
nel fatto che quando si utilizzano le condizioni globali di vincolo (2D beam, 2D
plane) il programma ci "avvisa" che i nodi apparentemente non vincolati sono
comunque vincolati dalle condizioni globali di vincolo. E questo è un aiuto in
quanto a volte ci si può dimenticare di avere impostato tali condizioni.

QUESITO 51 : Abbiamo necessità di modellare una scaffalatura drive in,


eseguendo una analisi non lineare transiente (con accelerogrammi) considerando
l'attrito tra i pallet e le guide sulle quali questi scorrono. Ho già guardato sul
vostro sito i tipi di contatto (point contact) che sono implementati, ma non
riesco a capire come effettivamente modellare il contatto ad attrito. Sono a
conoscenza di altri software che implementano il contatto tipo "hard contact",
per quanto riguarda le forze assiali e con coefficiente di attrito nelle direzioni
trasversali. Al contrario mi sembra che i vostri contatti funzionino con una molla
in direzione assiale e un coefficiente di attrito in direzione trasversale.

RISPOSTA 51 : Quello che scrive l'utente e' corretto. La rigidezza assiale non è
fissa ma è controllabile dall'utente. Con l'opzione Autoscaling che si seleziona
nella Beam Property, il programma aumenta o diminuisce la rigidezza assiale in
base a quello che serve per mantenere il contatto con una minima penetrazione.
Il valore della penetrazione viene specificato nel pannello
Solver/Defaults/Nonlinear - si chiama Zero Contact Factor, con valore di default
uguale a 1.0E-6. L'Online Help contiene ulteriori informazioni sull'argomento.

QUESITO 50 : Nella costruzione dello spettro uso uno smorzamento x = 0.05.


Facendo poi un'analisi sismica ed utilizzando una CQC torno ad inserire lo
smorzamento sopra riportato (la CQC richiede l'inserimento obbligatorio di uno
smorzamento x). E' corretto?

RISPOSTA 50 : Con riferimento all'analisi spettrale, l'utilizzo 'tipico' prevede


di utilizzare uno spettro già definito (per es. dalle Norme) e di svolgere
un'analisi spettrale considerando (eventualmente) lo smorzamento, inserendolo

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sotto forma di smorzamento modale o Rayleigh. In tal caso si inserirà il valore


stimato dello smorzamento nel pannello del solutore. Lo smorzamento, invece,
che si inserisce in fase di generazione dello spettro a partire da un
accelerogramma, è il valore dello smorzamento del sistema dei singoli
oscillatori che permettono la trasformazione accelerogramma -> spettro. Noti
che è possibile generare uno spettro anche ponendo tale valore eguale a 0
(approccio conservativo).

QUESITO 49 : Dovrei studiare una struttura che presenta degli elementi cut off
sollecitata dall'azione sismica. E' possibile combinare in un'analisi non lineare
per materiale i carichi provenienti da un'analisi dinamica lineare (modale con
spettro di risposta)?

RISPOSTA 49 : Ci sarebbero due possibilità per fare questo calcolo: 1. Time


History - Con il solver Nonlinear Transient Dynamic, si può applicare
direttamente l'accelerazione sismica nel tempo e calcolare correttamete tutti i
risultati che servono, tenendo conto di qualsiasi nonlinearità (cut-off, contatto,
materiale). Questo sarebbe il metodo più corretto. 2. Spectral Response - Si può
fare un'analisi nonlineare per stabilire lo stato di cut-off, contatto e nonlinearità
di materiale. Questo stato si può poi usare come condizione iniziale per
calcolare i modi propri della struttura, però assumendo che la risposta dinamica
rimane lineare anche se la parte statica è stata nonlineare. Avendo calcolato i
modi, si può poi fare il calcolo sismico lineare. Questo metodo è valido solo in
casi particolari, e non è il metodo suggerito quando si sia in presenza di
situazioni importanti di nonlinearita'.

QUESITO 48 : Sto modellando una torre in muratura con elementi plate,


scegliendo come criterio di rottura Mohr-Coulomb. Ho assegnato all'angolo di
attrito e alla coesione rispettivamente i seguenti valori: 45°, 0.84 MPa. Vorrei
avere conferma della correttezza della scelta del criterio di rottura. Inoltre ho un
dubbio: se il valore di tensione in combinazione MC è minore di 0 vuol dire che
appartiene al dominio di rottura mentre se è maggiore di 0 non appartiene al
dominio, cosa significa? Che se MC>0 l'elemento si è ?rotto?? Devo fare le
verifiche di vulnerabilità della struttura modellata, c'è un criterio di rottura più
adatto per l'analisi che voglio eseguire? E' possibile considerare un'eventuale
non linearità del materiale?

RISPOSTA 48 : Il criterio di snervamento di Mohr-Coulomb si utilizza


generalmente per il calcestruzzo armato, per la roccia e per modellare il suolo.
La bontà del criterio deve ricercarla nella letteratura di studi analoghi.
Un'alternativa potrebbe essere il criterio di Drucker-Prager. Rimango
dell'opinone comunque che debba essere la letteratura tecnica a darle una
risposta con riferimento alla bontà della Sua scelta. Con riferimento agli aspetti
operativi del software: D) se il valore di tensione in combinazione MC è minore
di 0 vuol dire che appartiene al dominio di rottura mentre se è maggiore di 0 non
appartiene al dominio, cosa significa? R) non capisco, il criterio di Mohr-
Coulomb risponde alla legge t = c - sn·tan(f), pertanto per ogni coppia di valori
sn-t o ci si trova fuori dal dominio (condizione di snervamento, elemento
'plasticizzato') o all'interno del dominio (elemento completamente collaborante).
Per elemento intendo elemento finito. L'elemento finito non si 'rompe', ma si
snerverà, contribuendo in maniera nulla alla rigidezza del sistema. Tale
problema è forzatamente non lineare in quanto la rigidezza del sistema è
variabile in funzione del numero di elementi che oltrepassano la 'frontiera' di
Mohr Coulomb. Un'ultima nota: ho notato che (evidentemente) la struttura non è
continua ma interrotta dalle crepe. Anche qui è necessario rivolgersi alla
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letteratura di casi analoghi per capire come se ne tiene conto. Facendo una mesh
continua della muratura non è possibile tenere in conto l'effetto delle fessure.
Facendo una mesh sconnessa se ne tiene conto, ma forse in maniera troppo
conservativa (in quanto non si considera il contatto tra le facce della fessura).

QUESITO 47 : Sto eseguendo delle analisi non lineari, lato materiale, su una
struttura in muratura. Trattandosi di muratura vado ad inserire io, tramite tabella
tensione-deformazione, il legame costitutivo e nella fattispecie do una resistenza
a compressione di 50 kg/cm^2 e una resistenza a trazione di 0,4 kg/cm^2; i due
punti estremi e l'origine sono collegati da una retta. Inoltre, ho dato un piccolo
tratto orizzontale dalla parte delle trazioni. E' stato dato un legame di questo tipo
allo scopo di trovare una soluzione in cui le tensioni non superassero certi valori
limite e le deformazioni fossero congruenti con lo stato di tensione. Il modello è
in shell; ho assegnato incrementi di carico bassi per facilitare la convergenza.
Finita l'analisi, il programma mi avvisa che vi sono degli warnings: WARNING[
73]:Internal angle is out of range in plate 4516. NOTE[ 11]:No singularities
found. *WARNING[ 1]:Upper bound has been exceeded in table - end values
will be used. TABLE NAME : "Masonry-like". Ho guardato il manuale ma non
sono riuscito a chiarirmi le idee a pieno. Andando a vedere i risultati io trovo
che non vi sono trazioni maggiori di 0,4 kg/cm^2 ma le deformazioni sono
maggiori rispetto alla deformazione ultima che io ho impostato coincidente con
la fine del tratto orizzontale. Questo pare essere un legame costitutivo di tipo
elasto-plastico senza limite di deformazione; ma non è quello che io voglio
simulare e che deve venire fuori dal legame costitutivo che ho dato in input.
Togliendo invece il tratto orizzontale e rifacendo l'analisi il programma mi
avvisa ancora degli stessi warnings e dai risultati trovo che la tensione è
maggiore del limite che ho fissato a 0,4kg/cm^2. come se fosse stata eseguita
una analisi elastica lineare senza tenere conto dei limiti impostati. Detto questo
vorrei capire: 0) quando nello warning 1 mi dice "...end values will be used...",
non vuol dire che è stato raggiunto il limite superiore e il valore finale (ovvero
quello dato nel legame costitutivo e che ha un certo valore di tensione e
deformazione precisi) verrà utilizzato? in tal caso, se il programma arriva a
convergenza, non posso trovare valori di tensione e deformazioni maggiori di
"end values"; 1) come mai se io impongo dei limiti questi non vengono
rispettati? 2) nel caso in cui essi vengano superati perchè il programma non si
ferma dicendomi che non è arrivato a convergenza; 3) il programma una volta
raggiunto il limite fissato fa delle ulteriori iterazioni per vedere se riesce a
trovare nuovi campi di spostamento che diano tensioni e deformazioni
congruenti con il legame costitutivo o no? 4) io mi aspetto di trovare una
soluzione in cui non ci siano tensioni di trazioni maggiori di un certo valore e
deformazioni che siano congruenti con quel valore anche perchè quel modello
nella realtà funziona e quindi il calcolatore dovrebbe dare ragione di questa
cosa.

RISPOSTA 47 : Tutti i dubbi contenuti nel quesito sono spiegati nella parte
dell'help di Straus7 che si intitola: "Tables: How the Solvers Use Tables" Lì è
spiegato che il solutore, quando utilizza una table 'stress vs. strain', se le
deformazioni escono dal range della tabella, il programma estrapola i valori
seguendo la pendenza dell'ultimo tratto. Pertanto la curva è indefinita con
riferimento all'ascissa. Ovviamente può essere limitata nell'ordinata (gradiente
nullo).

QUESITO 46 : Volevo chiedere, come mai in una trave incastrata-incastrata,


caricata in modo uniforme, il diagramma del momento presenta delle
discontinuità. Ciò accade quando si aumenta la discretizzazione della trave.
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RISPOSTA 46 : Il motivo è che, erroneamente, ha assegnato nelle condizioni di


vincolo globali (global -> load & freedom cases), la condizione 2D PLANE
invece che quella corretta 2D BEAM. Infatti, la condizione 2D PLANE vincola
anche il grado di libertà rotazionale attorno all'asse globale Z, il che è errato in
quanto l'inflessione della trave non deve essere impedita se non agli estremi (in
cui lei, correttamente, ha applicato un vincolo esterno di incastro perfetto).
Faccio notare anche che i vincoli alle estremità sono sovrabbondanti, NON sono
necessari infatti i seguenti: - traslazione impedita lungo Z - rotazione impedita
attorno a X - rotazione impedita attorno a Y in quanto già presenti nelle
condizioni di vincolo globali.

QUESITO 45 : Volevo chiedere un'informazione relativamente alla funzione


"automeshatore". In pratica volevo sapere se è possibile, tramite
l'automeshatore, realizzare modelli di vari elementi solidi in continuità ma di
diverse proprietà. Io ho fatto alcune prove ma non sono riuscito, in quanto
normalmente utilizzo l'automeshatore per modelli solidi continui e omogenei.
Allego ad esempio un semplice file .dwg con vari elementi "solid". So che il
tutto va convertito in formato ACIS (.sat), per cui allego anche tale formato.

RISPOSTA 45 : Si assume che ci si stia riferendo al processo automatico di


mesh (elementi tetraedrici). Il modello da lei allegato può essere generato senza
troppe difficoltà per estrusione di elementi piani a quattro lati, in modo da
generare una mesh esaedrica. Se si desidera procedere con una mesh automatica
(tetraedrica) si deve considerare che nel modello geometrico sono presenti parti
a spessore sottile, pertanto questo potrebbe portare delle difficoltà nella fase di
mesh a meno di utilizzare elementi molto piccoli. Per quanto riguarda il
processo di mesh (tetraedrica) di solidi multipli in una singola operazione,
assicurandosi di assegnare ad ogni solido una proprietà diversa, si può procedere
come segue: 1. Assicurarsi che ogni solido appartenga ad un gruppo diverso. Se
si importa un file ACIS Straus7 assegna automaticamente un gruppo separato ad
ogni solido 2. Procedere alla surface mesh della geometria. Ogni elemento
“plate” verrà automaticamente collocato nel gruppo del solido 3. Procedere con
la mesh solida. E’ necessario specificare i seguenti settaggi: il primo è l’opzione
“Group as Solids” e il secondo è “Part property increment”. Nel secondo
settaggio inserire 1 nell’opportuna casella. In questo modo per ogni gruppo
verrà generata una proprietà diversa durante l’opzione di mesh solida. Da
evidenziare che per un corretto funzionamento di detta procedura è necessario
che ogni solido sia propriamente definito come un volume racchiuso da elementi
plate del medesimo gruppo. Ciò implica che alle interfacce due set differenti di
plate saranno sovrapposti.

QUESITO 44 : Invio una bozza della barriera e dell'elemento proiettato in


modo da fornire un'idea più precisa del problema. Ci servirebbe sapere come
affrontare il problema, tramite il Vs. codice di calcolo, della resistenza della
barriera all'impatto. Nel dettaglio vorremmo poter dimensionare i profili di
supporto, la piastra base, le sollecitazioni sui tirafondi e la larghezza di
sovrapposizione della lastra frontale al fine di evitare lo scalzamento della stessa
in caso di "grandi deformazioni".

RISPOSTA 44 : Il supporto tecnico ci trasmette il file che segue, avvertendo


che, nell'animazione AVI presentata, gli spostamenti sono stati amplificati di un
fattore pari a 2. - URTO.AVI

SEGUITO QUESITO 44 : Dalla simulazione AVI inviata direi che è


http://hsh.info/preguX-68.htm 9/31
6/19/2018 hsh.info/preguX-68.htm

esattamente quanto inteso. Le chiederei solamente conferma se alla massa


schematizzata sia possibile attribuire una velocità, e quali altre proprietà siano
assegnabili (ad esempio accelerazioni, spostamenti nel tempo, velocità variabili
nel tempo, accelerazioni variabili nel tempo...etc.).

RISPOSTA : Il programma offre varie possibilità per l’applicazione di attributi


tempo-varianti. Tuttavia non ha molto senso fisico attribuire delle accelerazioni
che sono funzione del tempo, a meno che non ci si riferisca all’effetto inerziale
di un accelerazione agente su una massa (i.e. forza statica equivalente). Ciò è
comunque possibile in Straus7. Comunque, cambiare accelerazione in funzione
del tempo per un problema dinamico è di solito traducibile in un azione di una
forza su una massa per produrre un particolare effetto dinamico. Infine, le
condizioni iniziali del problema (spostamento, velocità), sono facilmente
assegnabili in Straus7.

QUESITI E RISPOSTE 43 : Ho modellato un pannello di vetro 10.10.1,52 che


fa parte di un sistema più complesso su cui sto lavorando. Per ora il modello si
limita alla sola lastra di vetro, è composto essenzialmente da 2 strati di elementi
plate (le due lastre da 10 mm) uniti da pinned link che modellano l'intercalare
polimerico (lo strato da 1,52). A favore di sicurezza si è trascurata la rigidezza
flessionale di questo strato di materiale polimerico supponendo che trasferisca
uno sforzo di sconnessione nullo e modellandolo solo come collegamento tra le
due lastre. Questo al fine di semplificare fortemente la modellazione. La mesh è
a maglia piuttosto ampia perchè, prima di raffinarla, volevo accertarmi che il
modello funzionasse ed avere il Vostro parere sulla correttezza deil legami
costitutivi adottati. Ci sono alcune circostanze riguardo questi modelli che vorrei
chiarire: - Per il vetro ho inserito un legame stress-strain bilineare ed adottato un
criterio di rottura di tipo max stress, inserendo il diagramma stress-strain
asimmetrico che riporto di seguito. Il diagramma prosegue indefinitamente a
compressione mentre ha un limite superiore a trazione in quanto ci aspettiamo
una rottura fragile per il vetro teso. (Criterio di Galilei). D1) Il primo problema è
che, pur inserendo questo diagramma, quando interrogo il modello sulle tensioni
massime di trazione (peak_sigma 11) vedo che vengono superate, ovvero ci
sono degli elementi che spingendo oltre l'analisi non lineare vanno oltre i
+50MPa, tensione caratteristica di rottura per trazione che ho caratterizzato
mediante il plateu del diagramma sopra riportato. Da cosa dipende questa
circostanza ? Ho letto la guida (how the solver use the tables) ed in base a
questa ho pensato di inserire il diagramma siffatto. L'ultimo tratto è orizzontale
perchè volevo che il solutore lo troncasse attraverso un abbattimento della
rigidezza degli elementi fratturati. Ci sono forse errori concettuali nel modus
operandi ? R1) Se interroga con lo strumento di peek l'elemento plate più
sollecitato troverà che i valori che eccedono il limite di +50 MPa sono in
corrispondenza dei nodi. Il programma invece effettua il controllo ai punti
Gauss dell'elemento (che in questo caso sono interni all'elemento stesso). I
valori ai punti di Gauss sono inferiori al limite da Lei imposto. Raffinando la
mesh queste differenze tra valori nodali e valori ai punti di Gauss dovrebbero
ridursi (tuttavia si aspetti sempre un leggero superamento del limite ai nodi).
D2) Il secondo modello, del tutto simile al primo ma con contrasti di circa 30
cm (qui le cutoff bar non sono presenti, perchè la modellazione si è arrestata
ancor prima), presenta dei problemi in controllo di forza, per quanto gli
incrementi siano stati scelti molto piccoli. R2) Suggerisco di ereditare il modello
dal modello M1 e poi modificarlo, magari provando a tenere i cutoff bar. D3)
Ottengo con queste analisi dei carichi di instablità (in corrispondenza dei quali
la soluzione diverge rapidamente in termini di spostamento) sensibilmente
maggiori di quelli ottenuti con la semplice analisi di buckling lineare. R3)
Questo è possibile, in quanto non sta considerando le imperfezioni iniziali che
necessariamente devono essere previste in caso di buckling non lineare (analisi
http://hsh.info/preguX-68.htm 10/31
6/19/2018 hsh.info/preguX-68.htm

non lineare a grandi spostamenti). Bisogna pertanto introdurre delle


imperfezioni iniziali. D4) Quale è la maniera corretta di inserire una
imperfezione iniziale nel mio modello? Ci sono indicazioni sull'on line help a tal
riguardo? (Ad esempio volendo inserire un difetto di tempra termica del vetro
attraverso una deformazione iniziale di 3mm nella mezzeria del pannello?) R4)
Per inserire delle imperfezioni si può agire essenzialmente in due modi:
applicando delle imperfezioni di carico (eccentricità del carico) o agendo sulla
struttura deformata. Nel primo caso si inserisce un carico instabilizzante
(potrebbe essere una forza laterale in mezzeria nel suo caso) sufficientemente
piccola ma tale da innescare il fenomeno di instabilità. Nel secondo caso
(consigliato) si opera agendo su una mesh deformata (per far ciò è sufficiente
salvare un modello con i risultati aperti ed impostare una deformata
sufficientemente piccola ma tale da innescare il fenomeno di instabilità).

QUESITO 42 : Sto facendo delle prove per familiarizzare con le analisi non
lineari che devo impiegare attivamente nel prosieguo del mio lavoro. Nel caso
specifico ho modellato una parete in muratura 3x3m, vincolata alla base
fissando i tre spostamenti e la rotazione lungo x. Il carico assegnato in testa è di
1 kN, ed ho scelto degli step di carico con incrementi di 10. Tipo una prova di
taglio. Ho utilizzato banalmente dei plate isotropi ed ho assegnato un legame
elastoplastico con criterio di snervamento Mohr-Coulomb (C=0.03MPa, Fi =
21°). Il problema è che già dalla terza iterazione il modello non converge. Potete
darmi dei suggetimenti per risolvere questo problema nella giusta maniera?
Suddivisione mesh, step di carico più piccoli ecc... Vorrei ricavare la curva
taglio spostamento portando il pannello al collasso. Ho già impiegato
l'automatic sub step ma senza trarne vantaggio, perchè dopo 20 iterazioni il
modello non converge nonostante i sub step e se non limito il numero di
iterazioni la procedura diventa lunghissima per cui per un pannello così
semplice credo di non essere sulla strada buona. Altra questione, rilasci: ho
provato ad impiegare il comando Attribute, beam, end relase ma in questo caso i
rilasci mi vangono assegnati ad entrambi gli estremi dei beam. Come faccio ad
assegnare i rilasci ad un solo estremo, ad esempio volendo modellare un
semplice telaio con cerniere alla base ed incastri in sommità delle colonne ?

RISPOSTA 42 : Alcune osservazioni: - la tabella stress vs. strain non serve, in


quanto il criterio di Mohr-Coulomb risulta definito completamente dalla
coesione e dall'angolo di attrito (inseriti da Lei a livello delle proprietà del plate
- corretto) - suggerisco di effettuare l'analisi in controllo di spostamento (allego
modello), in sostanza invece che applicare una forza si applica uno spostamento
imposto e lo si aumenta. La forza sarà poi valutata leggendo la reazione
vincolare di detto spostamento imposto. Lo spostamento è il valore che si da
come increment nel freedom case nella tabella del solutore non lineare "load
increment". - siamo partiti da uno spostamento esiguo (5E-6m) per poi
aumentarlo di 100 volte, e così si ricava la curva forza spostamento (in realtà il
grafico riporta la reazione del vincolo (spostamento imposto) vs. il load
increment. Dal grafico si nota la perdita di rigidezza della struttura (tangente
orizzontale). IMPORTANTE: La curva che si ricava va controllata con le curve
teoriche. Sarebbe opportuno infittire la mesh globalmente (fatto) e localmente
dove si distorcono di più gli elementi (lasciamo a lei per esercizio questa parte,
utilizzando la funzione di 'grade'). Con riferimento al quesito end-release è
sufficiente attivare la finestra dell'attributo e, solo successivamente, selezionare
l'end del beam che si vuole rilasciare. Se si seleziona prima, il programma
seleziona tutto l'elemento, come ha potuto constatare.

QUESITI E RISPOSTE 41 : D1) Mi sto addentrando nelle verifiche a


http://hsh.info/preguX-68.htm 11/31
6/19/2018 hsh.info/preguX-68.htm

buckling di alcune strutture e mi interessa capire se interpreto correttamente i


numeri che mi escono. Le allego a tal scopo il modello associato ad una verifica
lineare statica e successiva verifica a buckling. Il fattore di carico più critico
risultante è poco superiore a 4; R1) Considerazione sulla modellazione - Il
modello è con elementi interamente di tipo shell. La struttura è evidentemente
una struttura ad aste, pertanto, a meno di non voler inseguire buckling locali di
membrana, è sufficiente un modello a beam, opportunamente suddiviso. A noi
risulta un moltiplicatore critico euleriano di 2.9 e non 4. D2) E' corretto dire che,
nell'ipotesi di soluzione statica lineare, affinchè nella struttura in esame si
inneschi un fenomeno di buckling dovrei applicare un carico 4,1 volte superiore
a quello attuale? R2) Non è corretto, in quanto se si fa girare un'analisi lineare
statica il buckling non si innesca in genere, essendo la struttura perfetta e
l'ipotesi di piccoli spostamenti. Più corretto è dire che essendo il fattore di
buckling (euleriano) eguale a 4, un carico 4 volte superiore a quello attualmente
applicato rappresenta una stima, seppur in difetto di sicurezza (il carico critico è
più basso di quello euleriano, a causa delle imperfezioni strutturali), del carico
critico della struttura. Per cogliere l'instabilità a livello di analisi bisogna
utilizzare un solutore non lineare ed aumentare il carico fino al raggiungimento
dell'instabilità stessa, con l'ausilio di imperfezioni iniziali. D3) C'è un modo per
capire (e/o visualizzare graficamente), quale sia la zona della struttura in esame
ove si innescherebbe il buckling di cui sopra? Le confermo altresì che mi è
abbastanza chiaro quali siano i limiti derivanti dall'ipotesi di soluzione statica
lineare. R3) Certo, basta fare un plot della deformata della struttura
(opportunamente amplificata) per cogliere la forma del modo di buckling
calcolato col solutore lineare.

QUESITO 40 : In una analisi di Natural frequency compare il seguente


WARNING[152]:Off-diagonal terms for torsional part of beam mass matrix are
ignored. Use consistent mass to include these terms. Domando cosa significa.

RISPOSTA 40 : Questa informazione si trova sia nell'Online Help che nel


Theoretical Manual. Aprendo l'Online Help nel capitolo
"Solvers/Messages/Warning messages", si trova la sequente spiegazione: [152]
Off-diagonal terms for torsional part of beam mass matrix are ignored. Use
consistent mass to include these terms. When the lumped mass matrix is used
for beam elements, the contribution to the mass matrix for torsional rotation
may contain off-diagonal terms if the element?s axial direction is not aligned
with one of the global coordinate axes. As off-diagonal terms cannot be
considered in a lumped (diagonal) mass matrix, such off-diagonal terms are
ignored and this warning is given. Praticamente quando si vede questo
messaggio, è meglio usare l'opzione Consistent Mass. In generale, si può sempre
usare l'opzione Consistent, essendo l'opzione più corretta matematicamente. Ma
in pratica, l'opzione Lumped va benissimo ugualmente per la maggior parte dei
modelli; per modelli molto grandi, Lumped è più veloce dell'opione Consistent,
producendo resultati quasi identici.

QUESITO 39 : Sono in possesso del file IGES e STEP creati con INVENTOR
di una struttura metallica reticolare. E possibile importare il file e trasformare
tutti i componenti della struttura in questione in elementi beam ? E' necessario
disporre del meshatore ?

RISPOSTA 39 : Attualmente non c'è un tool automatico in Straus7 per


convertire file del tipo che ci avete inviato in un modello beam. I file CAD sono
tipicamente tessellati con elementi plate/shell ma, per questa particolare
struttura, una mesh con elementi beam è sicuramente più appropriata. Il nostro
http://hsh.info/preguX-68.htm 12/31
6/19/2018 hsh.info/preguX-68.htm

consiglio è di ricostruire la geometria con delle linee d'asse ed importare il file


in formato DXF in Straus7, quindi di assegnare le sezioni trasversali alle singole
aste. Stiamo comunque sviluppando un tool che dovrebbe fare esattamente
quanto avete richiesto. Questo tool non è pronto per essere rilasciato, ma nella
speranza che possa aiutarvi, lo abbiamo testato sul vostro modello e abbiamo
estratto gli elementi beam che potete vedere nel file ST7 allegato. Naturalmente
il modello non è ancora pronto per essere analizzato e serve del lavoro extra per
correggere le geometrie delle sezioni e ripristinare/modellare le connessioni tra
le aste, tuttavia dovrebbe farvi risparmiare un po' di tempo.

QUESITI E RISPOSTE 38 : D1) In un'analisi non-lineare è necessario definire


un diagramma momento-curvatura-azione assiale M-CHI-N, in modo che ad
ogni iterazione si aggiorni per la sezione l'opportuna curva M-CHI per il valore
corrente N, è possibile con la nuova release? R1) L'opzione momento-curvatura
(m-k) non offre la possibilità di accoppiare diagrammi m-k con la forza assiale
N. Per ovviare a ciò si raccomanda di utilizzare l'opzione non-linearità di fibra,
descritta nella Webnote allegata, che risulta molto più potente e flessibile. D2) E'
possibile definire legami costitutivi sigma-epsilon a trazione e compressione
non simmetrici? E lo stesso per diagrammi M-CHI? R2) Sì. D3) E' possibile con
la nuova release definire in elemento beam un legame Azione assiale-
Spostamento con comportamento bilineare non simmetrico a trazione e
compressione? R3) Sì.

QUESITO 37 : Devo fare una operazione con Straus7 che è segnata come
nuova funzionalità della versione 2.4. L'operazione è la proiezione normale a
superfici. In pratica ho alcuni plate uniti tra loro, ma orientati diversamente
nello spazio (non stanno su unico piano), ed ho una beam che vorrei si potesse
estrudere in un plate normale ai plate già esistenti. Non riesco a svolgere
l'operazione. Il software non fa nulla. Ho provato a fare un caso elementare con
un solo plate ed una sola beam ma il comando extrude to surface con flag su
Source (plate) Normal non funziona.

RISPOSTA 37 : L'opzione "Source (Plate) Normal" si applica all'operazione di


estrusione solamente quando la 'Source' sono elementi di tipo plate, non quando
essi sono dei 'target'. Se si sta estrudendo un elemento beam sino ad una
superficie definita da elementi plate l'opzione non è applicabile; in questo caso
le uniche opzioni rilevanti sono "Conical" e "Parallel". Si possono trovare
ulteriori informazioni a questo proposito nell'Online Help.

QUESITO 36 : Mi servirebbe una spiegazione su un errore che mi da il solutore


in Linear Static. In particolare mi compare questo messaggio: Global Stiffness
Matrix Singular at Equation 98: Pivot = 0.000000E+00 (Node 107 RZ)
*ERROR[ 4]:Global stiffness matrix is singular. *Solution terminated on
30/01/2014 at 16:00:41 *Solution time: 2 Seconds *SUMMARY OF
MESSAGES *Number of Notes : 0 *Number of Warnings : 0 *Number of
Errors : 1 Quindi ho un errore sulla matrice di rigidezza e quindi perdo la
relazione tra forze statiche e spostamenti. Ho controllato il nodo 107 e non ho
trovato errori evidenti (non so cosa significhi RZ e Pivot).

RISPOSTA 36 : La singolarità avviene in quanto ci sono dei nodi che non


hanno rigidezza rotazionale. Il modello utilizza sia elementi di tipo 'beam' (che
hanno sei gradi di libertà per nodo, tre traslazionali e tre rotazionali) sia

http://hsh.info/preguX-68.htm 13/31
6/19/2018 hsh.info/preguX-68.htm

elementi di tipo 'truss' (essi sono elementi a sola rigidezza assiale, che non
supportano flessione e taglio, anche se possono supportare torsione se richiesto).
Nel nodo 99, che si trova in un truss all'altro estremo del nodo 107, ci sono
solamente elementi truss collegati tra loro. Qui non ci sono vincoli rotazionali e,
di conseguenza, la matrice globale è singolare. Ci si deve assicurare che tutti i
gradi di libertà attivi siano collegati a elementi che possono provvedere loro
della rigidezza. Sembra che in questo caso almeno uno degli elementi truss sia
in realtà da modellarsi come elemento beam.

QUESITO 35 : Allego un file in cui ho svolto un'analisi non lineare del


medesimo modello inserendo delle molle non lineari per simulare il terreno a
tergo di una paratia. Inoltre viene simulata una fase di precompressione
mediante cavi verticali. Anche in questo caso, la nuova versione risponde
diversamente dalla versione 2.3. In pratica con la versione 2.3 il modello
converge facilmente come sempre e senza problemi, anche perché non c'è niente
di complesso, mentre nella nuova sembra non trovare delle soluzioni. Forse
anche qui è un problema di taratura di alcuni parametri che è necessaria per la
nuova versione.

RISPOSTA 35 : A differenza di Straus7 R23x, nella release R24x gli attributi


del tipo 'support' quali Beam Support, Plate Support, etc... sono ora dipendenti
dai Freedom Cases. Ciò implica che nella tabella dei load Increments
(Solver/Load Increments) il Freedom Case che contiene questi attributi deve
essere selezionato/spuntato. Nel modello che ci avete spedito non è selezionato
nessun Freedom Case, quindi gli attributi 'Beam Support' sono esclusi dalla
soluzione, rendendo il modello senza supporti. Attivando il Freedom Case, la
soluzione converge. Questo cambiamento nella versione R24x permette una
maggiore versatilità degli attributi 'support', specialmente quando si conducono
analisi per fasi.

QUESITO 34 : Vi contatto per avere un aiuto nella corretta modellazione di un


problema di "contatto". ll modello in oggetto vuole simulare il rinforzo di un
solaio esistente in cap con l’inserimento di una struttura metallica IPE140
disposta al di sopra. Il contatto tra le due avviene puntualmente con elementi in
neoprene di altezza 5cm. Utilizzando elementi di contatto zero gap e risolutore
non lineare volevo simulare la completa deformazione del neoprene e il
successivo contatto tra l’orditura in acciaio e quella in cap. I risultati non sono
soddisfacenti in quanto superati i 5cm di deformazione del neoprene gli
elementi non entrano in contatto.

RISPOSTA 34 : Se si considera la forza assiale negli elementi di contatto


all'ultimo increment si può osservare che gli elementi di contatto sono, di fatto,
attivi. Molti di loro si attivano all'incremento n°7. E' possibile controllare questo
fatto mostrando il contour della forza assiale degli elementi beam solo sugli
elementi di contatto (nascondere gli altri con il comando "View/Show by
Type/Property"). Naturalmente il contatto può avvenire solo dove vi sono gli
elementi di contatto, quindi se c'è la necessità (reale) di considerare un contatto
distribuito (i.e. lungo l'intera lunghezza delle travi) sarà opportuno suddividere
le aste e inserire ulteriori elementi (di contatto). In questo modo si ridurrà
l'inflessione tra due elementi di contatto adiacenti e quindi delle travi stesse. E'
opportuno ricordare che lo spostamento totale supererà i 5 cm dato che la
struttura si deformerà in senso globale e non solo in senso relativo. Il
movimento relativo tra i punti con gli elementi di contatto sarà comunque
limitato a 5 cm.

http://hsh.info/preguX-68.htm 14/31
6/19/2018 hsh.info/preguX-68.htm

QUESITO 33 : 1) NEL FILE DI LAVORO E NEL SOLUTORE NTA POSSO


LANCIARE SOLO UNA COMBINAZIONE DI ACCELEROGRAMMI. PER
ESEGUIRE ALTRE ANALISI CON ACCELEROGRAMMI DIVERSI COME
POSSO FARE ? - 2) LA COMBINAZIONE DI PIU' ACCELEROGRAMMI
COME PUO' ESSERE GESTITA DA STRAUS7 ?

RISPOSTA 33 : I solutori Linear e Nonlinear Transient Dynamics permettono


l'utilizzo di fino a tre accelerogrammi per problemi eccitati alla base, uno per
ogni direzione del sistema di riferimento cartesiano globale. Se è necessario
considerare più accelerogrammi bisogna ricorrere a più run di soluzioni. Se
invece è sufficiente sovrapporre l'effetto di accelerogrammi multipli, questi
ultimi possono essere combinati prima di lanciare la soluzione. L'effetto finale
sarà lo stesso in termini di carico dato che gli accelerogrammi producono
semplicemente forze inerziali equivalenti.

QUESITO 32 : Devo svolgere l'analisi dinamica di una struttura in muratura


modellata con elementi Brick. Il legame costitutivo scelto per la porta è elastico
lineare (scelto volontariamente per non rendere l'analisi troppo onerosa in
termini di tempo). Al contempo vorrei inserire un adeguato DAMPING RATIO
per tener conto dello smorzamento. La forzante applicata alla base è un
accelerogramma. La risposta che ho ottenuto in termini di accelerazione risulta
indipendente dal Damping Assegnato. CHIEDO dove sbaglio.

RISPOSTA 32 : Il parametro 'Damping Ratio' definito a livello di proprietà


dell'elemento non è utilizzato nelle analisi Nonlinear Transient Dynamics. Il suo
scopo è relativo al calcolo dello smorzamento modale. Ciò è descritto
nell'Online Help: in breve esso permette di definire differenti rapporti di
smorzamento per differenti materiali, e quindi di calcolare gli smorzamenti
modali basandosi sulla partecipazione di ogni elemento alla risposta del sistema.
Questi rapporti di smorzamento calcolati possono essere usati in una successiva
analisi a Sovrapposizione Modale (Mode Superposition) come ad esempio
l'analisi Spettrale o l'analisi Armonica. Per conteggiare lo smorzamento in una
struttura in muratura probabilmente l'approccio più efficace nel transitorio
dinamico non-lineare è quello basato sullo smorzamento alla Rayleigh. Questo
può essere selezionato nella finestra del solutore per le analisi Nonlinear
Transient Dynamics. Esso è descritto nell'Online Help.

QUESITO 31 : Dal programma vedo che è possibile attribuire degli ID (n°


d'identificazione che si può attribuire ai vari elementi). Non sono finora riuscito
però dal manuale a capirne l'utilità. Forse è un po' come i groups: una maniera
per ragruppare degli elementi anche diversi come plates e beams ?

RISPOSTA 31 : Ci sono svariati utilizzi per l'attributo ID. Prima di tutto gli IDs
possono essere usati come gruppi, per definire 'collezioni' di entità. Possono
anche essere utilizzati come insiemi di selezione, dato che una volta che viene
assegnato uno specifico ID, è possibile selezionare le entità tramite ID. Alcuni
utenti utilizzano gli ID per il post-processing e le verifiche. Dato che l'ID non
cambia mentre la numerazione degli elementi può cambiare (per esempio
quando elementi sono aggiunti o cancellati), l'ID può identificare in maniera
completamente univoca un elemento, anche se la numerazione dell'elemento
cambia. Infine, gli utilizzatori del modulo API possono sfruttare gli IDs come
aiuto allo sviluppo delle proprie procedure.
http://hsh.info/preguX-68.htm 15/31
6/19/2018 hsh.info/preguX-68.htm

QUESITO 30 : Vorrei sapere se è possibile spostare i numeri dell'output in


modo da posizionarli diversamente rispetto alla visualizzazione di default.
Come vede ad esempio nell'immagine sottostante i numeri relativi ai valori di
spostamento si sovrappongono con i vettori. C'è un modo per impostare che i
numeri si posizionino sopra le frecce invece che a lato ?

RISPOSTA 30 : Attualmente non esiste questo controllo, ma si può cambiare la


grandezza dei caratteri (scegliendo un differente font), o si può fare uno Zoom
nell'area di interesse. Anche se in questo caso particolare si potrebbe fare come
chiede l'utente, nel caso generale, in 3D, non esiste un modo di farlo.
Comunque, si sa subito a quale vettore appartiene ogni numero perchè c'è il
puntino bianco che lo definisce. Vedere immagine allegata.

QUESITI E RISPOSTE 29 : D1) E' possibile definire delle masse per


effettuare un'analisi dinamica a partire da valori di carico e pressioni? R1) Si
deve fare un distinguo tra carichi 'meccanici' (come forze puntuali e pressioni) e
carichi inerziali dovuti a masse. Raccomandiamo che i carichi dovuti alle masse
siano applicati come non-structural mass (massa non strutturale) sin dall'inizio
(quindi non come carichi nodali o pressioni). In questo modo nell'analisi statica
le masse non-strutturali produrranno forze (o pressioni) che derivano
dall'applicazione dell'accelerazione di gravità, e nell'analisi dinamica
contribuiranno alla massa in maniera corretta. Esiste anche l'opzione di scalare
la massa nell'analisi dinamica applicando un Dynamic Factor. Nel caso, tuttavia,
si abbia un modello in cui sono stati già definiti dei carichi di pressione e li si
voglia convertire in masse non-strutturali, si può seguire questa semplice
procedura (si supponga, a titolo di esempio, di aver applicato la pressione a
degli elementi plate): i) Aprire l'Online Editor (Edit/Online Editor) ii) Impostare
l'Online Editor nella modalità Expanded View (è uno dei tasti nella barra
superiore) - questo mostra tutte le Tab, anche se sono vuote iii) selezionare la
Tab relativa ai Plate (in alto) iv) selezionare la sotto-Tab 'Normal Pressure' (in
basso) v) selezionare l'intera colonna - opzione 'Select Column' - di dati
numerici e copiarla (Ctrl+C) vi) selezionare la sotto-Tab 'Non-Structural Mass'
vii) incollare i valori delle pressioni (Ctrl+V) viii) Right-click sulla colonna e
selezionare l'opzione 'Select Column' ix) Right-click sulla colonna e selezionare
l'opzione 'Scale Selected Cells' x) inserire un valore di scala 1/g (e.g. 1/9.81 se si
utilizzano unità mks) Questo scalerà tutti i valori delle pressioni per il fattore 1/g
generando masse per unità di area, che daranno il carico di pressione specificato
una volta che saranno accelerate dall'accelerazione gravitazionale. NB: Si
ricorda che per non conteggiare due volte il carico è necessario rimuovere le
pressioni originali o spostarle in un load case che non verrà combinato. D2) In
che modo si può dare un'imperfezione iniziale ad un asta all'interno di un telaio?
Nella guida si fa riferimento a una "slight imperfection" ma non troviamo un
modo per realizzarla. E' a questo riguardo possibile avere delle web notes su un
analisi di buckling per un telaio? R2) Per analisi lineari di buckling non è
necessario includere nessuna imperfezione iniziale. Il solutore lineare di
buckling calcola il carico euleriano per una struttura 'perfetta' (ossia scevra da
imperfezioni). Nel caso di buckling non-lineare (e post-buckling) per la maggior
parte delle strutture reali non è necessario applicare delle imperfezioni per
innescare il buckling (premesso che la mesh sia sufficientemente fitta). Per
strutture perfette, o accademiche, talvolta è necessario applicare delle
imperfezioni o un eccentricità del carico. Le imperfezioni iniziali possono essere
applicate in vari modi, una via molto comune è la seguente: i) far girare l'analisi
statica lineare ii) far girare l'analisi di buckling lineare iii) aprire la soluzione
dell'analisi di buckling e selezionare uno dei modi di buckling di interesse

http://hsh.info/preguX-68.htm 16/31
6/19/2018 hsh.info/preguX-68.htm

(tipicamente è il primo, ma non è sempre così) iv) fare un plot della deformata
della struttura con un fattore di scala appropriato per generare delle 'piccole'
imperfezioni iniziali v) salvare con nome tramite 'Save As' per salvare il
modello deformato come nuovo modello vi) far girare questo nuovo modello
con le imperfezioni con il solutore non-lineare Un'altra opzione è quella di di
applicare una piccola eccentricità di carico, che può essere rimossa una volta
che il buckling si è innescato. Un semplice esempio può essere trovato nello
Straus7 Verification Manual, problema VNS3. Questo manuale si trova nella
cartella di installazione, dentro la sotto-cartella Verification.

QUESITO 28 : Abbiamo effettuato alcune analisi sul nostro modello e con i


vostri suggerimenti siamo arrivati ad avere buoni risultati anche se con il silo
pieno non riusciamo a concludere le analisi. Ho provato poi a fare un successivo
passo avanti ma non mi è ben chiaro l'utilizzo degli elementi brick di tipo soil.

RISPOSTA 28 : Per velocizzare la soluzione del modello consultate la versione


allegata. In questa versione abbiamo rimosso gli Attachment Links tra gli
elementi Fluid e la parete del silo, e abbiamo suddiviso gli elementi Fluid in
modo da avere unqa corrispondenza esatta con le posizioni verticali dei nodi dei
plate. Questa operazione genera più nodi, ma permette di evitare l'uso di
Attachment Links, che computazionalmente sono più onerosi. La connessione
tra gli elementi Fluid e la parete è realizzata con un elemento beam di tipo
'connection'. Per una soluzione a piccoli spostamenti questo è ragionevole. Da
notare che abbiamo lasciato la sezione conica immutata, con gli Attachment
Links, tuttavia si può migliorare anche questa zona del modello. Con questo
cambiamento, il modello gira in tempi più rapidi. Abbiamo registrato un run
completo con tutti gli 81 incrementi in poco più di 8 ore, utilizzando un PC non
particolarmente performante. In aggiunta abbiamo ridotto ulteriormente il 'fluid
penalty parameter' fino al valore di 1.0E-7. Questa operazione riduce la
rigidezza tagliante fittizia del fluido, che per teoria dovrebbe essere nulla. Anche
con questa riduzione non si notano particolari difficoltà nella convergenza della
soluzione. Con riferimento alla modellazione del materiale granulare: vari
ricercatori sembra abbiano usato i modelli di materiale Mohr-Coulomb o
Drucker-Prager per approssimare materiali granulari in continui equivalenti.
Suggeriamo di adottare questo approccio poiché l'elemento Soil presente in
Straus7 non è specifico per materiali granulari. Troverete probabilmente un
miglior comportamento a convergenza utilizzando Drucker-Prager piuttosto che
Mohr-Coulomb, pertanto il primo criterio potrebbe essere un buon punto di
partenza. Tuttavia, la prima cosa da fare è trovare i parametri del materiale
(modulo di Young, coesione e angolo di attrito).

QUESITO 27 : Noi abbiamo risolto un modello di calcolo in due fasi distinte


ottenendo due file di soluzioni statiche .lsa. Poi, per esigenze nostre, abbiamo
combinato i due file di soluzione in un unico file .lsa attraverso il comando
combine results files. Successivamente, nella soluzione combinata, abbiamo
creato delle linear load case combination. Infine, ed arrivo al problema,
vorremmo utilizzare le combinazioni effettuate, negli inviluppi e precisamente
nei factors envelopes. Purtroppo Straus7 non riesce a tenere a memoria la
combinazione di carico nei factors enveloppes: mi permette di sceglierla nel
menù a tendina ma una volta generata e controllando che sia stata effettivamente
inserita essa scompare e viene sostituita dal primo caso di carico elementare in
elenco. Questo problema non si riscontra usando le linear static analysis
generate direttamente dal solutore di Straus7 (non usando cioè il combine files).
Mi conferma che c'è un problema e che quindi devo scegliere un'altra strada per

http://hsh.info/preguX-68.htm 17/31
6/19/2018 hsh.info/preguX-68.htm

utilizzare le combinazioni di carichi elementari negli envelopes oppure sto


sbagliando qualche procedura?

RISPOSTA 27 : Se abbiamo capito correttamente, state affermando che una


volta creato un Factor Envelope utilizzando un file dei risultati che è stato
generato tramite l'opzione Combine Result Files, gli Envelope factors non sono
tenuti in memoria la volta dopo che accedete alla finestra degli inviluppi. Non
possiamo riprodurre il problema, almeno non con la release R246 B5 - non
abbiamo controllato con altre release. Fate attenzione al fatto che se aprite un
file di risultati diverso, i fattori di inviluppo afferenti al file combinato non
saranno mostrati. Questo avviene perché gli inviluppi sono associati con i
diversi file di risultati - c'è un inviluppo per i tipi di file standard (i.e. .LSA,
.NLA, .NTA, ecc...) e un inviluppo per i file combinati.

QUESITO 26 : Nel listings dei dati nella cartella Force/Moment si può


selezionare beam stations. Domanda: E' possibile variare il numero di queste
sezioni? di default è 10.

RISPOSTA 26 : Basta fare View/Entity Display/Beam e settare Slices, come


nella cartella allegata.

QUESITO 25 : Devo eseguire analisi statiche non lineari di strutture 2D e 3D,


costituite da elementi "trave", solamente considerando la non linearità
geometrica. Con le impostazioni attuali che utilizzo mi sono reso conto, dalle
curve "incremento di carico/spostamento", che Straus7 sta eseguendo le suddette
analisi considerando i "grandi spostamenti". Io devo ottenere le curve
"incremento di carico/spostamento" che considerino i "piccoli spostamenti"
(curve non lineari convergenti ai primi carichi critici globali delle strutture).
Dove si trova l'impostazione per poter considerare i "piccoli spostamenti" ?

RISPOSTA 25 : Solitamente, il termine "non linearità geometrica" è sinonimo


di "analisi in grandi spostamenti". Pertanto se deve condurre un analisi non
lineare in piccoli spostamenti non potrà mai escludere la nonlinearità geometrica
e quindi i grandi spostamenti. Giusto per fissare le idee la nonlinearità
geometrica consente di cogliere gli effetti del secondo ordine e fenomeni di
stress-stiffening associati a un comportamento a membrana.

QUESITO 24 : Vi scrivo per chiedere un chiarimento sulla possibilità di


applicare al centro di massa una eccentricità accidentale secondo quanto
previsto al punto 7.2.6 delle NTC/08: nella versione di Straus7 R2.4.6 è stato
implementato un comando per fare automaticamente questa operazione sia per
le masse strutturali (calcolate automaticamente dal software) che per quelle non
strutturali ?

RISPOSTA 24 : La versione 2.4.6 del software non aggiunge ulteriori capacità


con riferimento all'eccentricità delle masse rispetto alla precedente versione
2.4.5. Ricordo che è vi è la possibilità di applicare un offset direttamente
all'attributo 'massa non strutturale'.

QUESITO 23 : Si chiede cortesemente se si possono avere chiarimenti su come


http://hsh.info/preguX-68.htm 18/31
6/19/2018 hsh.info/preguX-68.htm

effettuare la modellazione di un cavo reagente a sola trazione con analisi lineare.


Devo modellare le aste di alcuni controventi (croce di S. Andrea) in modo tale
che resistano solo a sforzo assiale di trazione; se solo per questi elementi
utilizzerò nella modellazione elementi di tipo Cutoff Bar (per i quali è
necessaria un'analisi non lineare), Straus7 è in grado di eseguire un' analisi non
lineare per questi elementi e contemporaneamente una lineare per tutti gli altri
elementi che costituiscono il modello?

RISPOSTA 23 : Questo, in generale, non è possibile con analisi lineare. In


Straus7 si usa il solutore nonlineare. Riguardo la seconda parte del quesito,
l'animazione allegata mostra un semplice modello. Solo una delle aste inclinate,
quella in tensione, sviluppa forza assiale. L'altra rimane scarica.

QUESITO 22 : Poiché in azienda stiamo rinnovando alcuni computer vorrei


chiederle quale scheda video consiglia per il corretto funzionamento di Straus7,
ovvero quali sono i minimi requisiti richiesti.

RISPOSTA 22 : Straus7 rel 2.4 funziona con qualunque scheda - non ha


esigenze particolari. Qualsiasi scheda che funzioni con Windows va benissimo.
Il PDF allegato consiglia una scheda 'mid-range' (ATI, nVidia, etc).

QUESITO 21 : 1) Possibilità di gestire elementi shell in lamiera corrugata 2)


Possibilità di gestire elementi tipo beam in sezioni sottile ad omega 3)
Possibilità di gestire le pressioni su una struttura cilindrica che variano lungo
l'altezza e lungo lo sviluppo della circonferenza 4) Possibilità di gestire elementi
shell conici. Si possono fare queste cose con la versione base?

RISPOSTA 21 : 1) Le lamiere corrugate possono essere modellate


esplicitamente con gli elementi finiti in modo da riprodurre correttamente la
forma della lamiera. Questo può richiedere modelli piuttosto 'grandi'. In
alternativa a questo, in Straus7 è possibile modellare una lamiera corrugata
utilizzando elementi plate/shell ortotropi. 2) Il profilo omega non è disponibile
da interfaccia come sezione 'standard' (anche se sono presenti sezioni 'top hat'),
tuttavia Straus7 permette agli utenti di definire una sezione completamente
arbitraria e di immagazzinarla nella libreria anche per uso futuro. Notare che,
comunque, gli elementi 'beam' in Straus7 sono di tipo Bernoulli, e pertanto non
tengono in conto il warping della sezione, che viceversa potrebbe essere un
effetto importante in sezioni aperte e sottili. In questi casi particolari è
preferibile modellare le sezioni utilizzando elementi plate. 3) In Straus7 è molto
semplice applicare pressioni variabili secondo leggi matematiche (e.g. pressione
idrostatica). 4) Eccezion fatta per la potenziale difficoltà di connettere tutti gli
elementi al vertice del cono non ci sono problematiche particolari. Alcune
approssimazioni saranno necessarie per considerare il vertice.

QUESITO 20 : Il problema è il seguente : se utilizzo un hardening isotropo o


un materiale elastico (con rami di carico e scarico uguali) l'analisi dinamica non
lineare di tipo time history converge senza problemi. Se uso il modello
kinematic o takeda ( che è quello che dovrei usare visto che ho una sezione in
c.a) l'analisi ad un certo punto non converge più. La mia osservazione è questa:
il modello con incrudimento isotropo restituisce delle sollecitazioni e degli
spostamenti che sono la metà del modello elastico senza isteresi. Questi sono i
due casi limite con massima dissipazione e dissipazione nulla. Se convergono

http://hsh.info/preguX-68.htm 19/31
6/19/2018 hsh.info/preguX-68.htm

questi due, a meno di problemi numerici devono convergere anche gli altri
modelli di hardening, ma questo non succede. Quindi secondo me o sbagliamo
qualche settaggio di parametri dell'analisi (li abbiamo ricontrollati piu volte ma
puo comunque essere) oppure c'è qualcosa che non va in questi modelli.

RISPOSTA 20 : I problemi laddove le leggi momento-curvatura e/o stress-


strain presentano una tangente orizzontale possono far insorgere delle difficoltà
di convergenza. In generale si dovrebbe notare che l'elemento beam converge
meglio se è assegnata una relazione nonlineare a fibre piuttosto che diagrammi
momento-curvatura. Proponiamo i due modelli allegati, entrambi i quali
convergono ragionevolmente bene anche se richiedono molte iterazioni. Il primo
modello è "oscillatore dinamico_2.st7". Esso è sostanzialmente il modello che ci
ha inviato, ma con due cambiamenti importanti. Il primo riguarda la riduzione
del time step di un fattore 10, e di conseguenza sono necessari 10 step in più per
volta. Tuttavia il file di soluzione avrà la stessa dimensione in quanto i risultati
vengono salvati ogni dieci step. Il secondo (cambiamento) è apportato agendo
sullo 'slider' del materiale nella tab Solver/Defaults/Nonlinear. Esso è stato
impostato su 'Fast'. Questo può risultare utile in questo caso. Un ulteriore
cambiamento è stato quello di aumentare i punti di integrazione dell'elemento
beam sulla tab 'Section' che si trova in Property/Beam. Questo cambiamento non
è determinante. La soluzione evolve con solamente una coppia di step non
conversi completamente (anche se sono veramente prossimi alla convergenza).
Il processo di soluzione impiega pochi minuti se sia il log file sia il grafico di
convergenza sono disattivati. Il secondo modello è "oscillatore dinamico_2-
FB.st7". In questo modello si è evitato l'utilizzo delle tabelle momento-curvatura
e si è preso in considerazione una plasticizzazione a fibre 'equivalente'. Ciò è
stato fatto definendo una table 'stress-strain' assegnando le proprietà non-lineari
del materiale e levando la spunta al flag "Use Moment Curvature Tables".
Questo modello arriva a convergenza per tutti i time step anche considerando le
Vs. impostazioni del time step (time step grande), con solo pochi step non
conversi (anche in questo caso erano prossimi alla convergenza). Per entrambi i
modelli si può pensare di aumentare il numero di iterazioni consentito e/o
diminuire l'ampiezza dei time step, in modo da ottenere la convergenza di tutti i
gli step. Per quanto riguarda l'utilizzo del modulo Combine Result File: per
aprire un file di risultati e trasferire un qualsiasi numero di step in un nuovo file
di risultati si può utilizzare la seguente procedura: 1. Aprire il modello
chiudendo il file dei risultati; 2. Selezionare Results/Combine Result File; 3.
Inserire un nuovo nome per il file di risultati da creare (es. "oscillatore
dinamico_2R.nta); 4. Nella colonna 'File 1' selezionare il file dei risultati
esistente - si vedrà che che tutti gli step disponibili nel file originale sono
elencati - ciò può richiedere un po' di tempo se il file dei risultati originale
contiene molti step; 5. Eliminare semplicemente gli step che non si desidera
avere nel nuovo file di risultati; 6. Selezionare Generate per produrre il file che
contiene solo gli step desiderati; 7. Questo nuovo file può essere aperto come un
normale file di risultati.

QUESITO 19 : Chiedo chiarimenti in merito alla "buoyancy and stability


analysis". E' sicuro che sia già compresa nella nostra licenza ? Se sì, dove si
trova ? Per quanto riguarda i "cable system" e il "Mohr-Coulomb yield
criterion" pensavamo fossero moduli aggiuntivi con funzionalità nuove, per
questo avevamo chiesto informazioni. Invece mi sembra di capire che sia quanto
abbiamo già: elementi "cable" e elementi brick "Mohr-Coulomb soil". Mi
conferma ?

RISPOSTA 19 : Riguardo al "buoyancy and stability analysis", avendo il


modulo nonlineare, l'analisi si affronta con il solutore Nonlinear Transient
Dynamic (e anche con il Quasi Static per situazioni in cui l'inerzia non importa -
http://hsh.info/preguX-68.htm 20/31
6/19/2018 hsh.info/preguX-68.htm

questo solo a partire dalla R246). Per il cable e Mohr-Coulomb, anche qui serve
il modulo nonlineare. Questi si possono usare nel Nonlinear Static, Quasi Static
e Nonlinear Transient Dynamic. Il Mohr-Coulomb Soil è un materiale diverso
del Mohr-Coulomb generale nel senso che supporta non solo la nonlinearità del
materiale, ma anche la presenza di liquido - pore pressure.

QUESITO 18 : Con Straus7 posso realizzare le fasi di costruzione. Posso


inserire le proprietà reologiche (viscosità e ritiri), nella sequenza di costruzione,
considerando tempi di inizio della viscosità all'interno del modello per fasi e
misurare le sollecitazioni al variare del tempo e al variare dei vincoli tra gli
elementi ?

RISPOSTA 18 : Attualmente la feature fasi costruttive non è supportata per


analisi dipendenti dal tempo (Quasi-Static e Transient Dynamic). Una futura
release coprirà anche questa feature. Ciò implica che se si desidera considerare
le fasi di costruzione assieme al fenomeno del creep e dei ritiri del materiale, al
momento non è possibile avvalersi dei solutori suddetti. Tuttavia, è possibile
fare le seguenti cose:
1. Si può fare un'analisi per fasi di costruzione con il solutore Non-lineare
statico, quindi utilizzare un particolare set di risultati dell'analisi per fasi come
condizione iniziale per una analisi Quasi-Static. In questo modo il creep e il
ritiro sono considerati partendo da un'analisi statica per fasi, che normalmente
ha un tempo trascurabile rispetto alle tempistiche con cui evolvono i fenomeni
di creep.
2. Se le fasi costruttive sono relative esclusivamente ad un cambiamento di
vincolo, si può utilizzare il solutore Quasi-Static senza utilizzare la feature delle
fasi, e quindi con l'utilizzo dei Restart. Bisogna far girare l'analisi con il Quasi-
Static solver fino al momento in cui i vincoli cambiano. Quindi si interrompe in
quel punto, si cambiano manualmente i vincoli e si rilancia tramite restart il
solutore Quasi-Static.
3. Se, a differenza del punto 2., è fondamentale considerare anche la
'disattivazione' di elementi, è possibile, almeno parzialmente, condurre l'analisi
in modo manuale, sempre con l'utilizzo del solutore Quasi-Static. L'approccio
richiede l'utilizzo di condizioni di vincolo multiple per 'accendere e spegnere'
regioni della mesh, che sono collegate alle altre tramite links Master-Slave. Ad
ogni "fase" effettiva, si utilizza il solutore Quasi-Static in cui gli elementi che
non devono essere attivi avranno tutti i corrispondenti nodi fissi. Alla fase
successiva, il solutore viene interrotto, gli elementi che devono essere attivati
vengono rilasciati (rimuovendo la condizione di vincolo fissa), la condizione di
vincolo della "fase" viene attivata e il solutore viene rilanciato tramite restart.

QUESITO 17 : Ho notato che, mentre nelle releases precedenti, dove sotto


View options/numbers esisteva il pre-processing e il post-processing, nella
recente release 2-4-6 l'opzione e' disponibile solo per il pre-processing.

RISPOSTA 17 : Nella rel 2.4 i setting per options/numbers si trovano : - Per il


pre-processing, in View/Options/Numbers (come già sa l'utente) - Per il post-
processing, in Results/Results Options/Numbers.

QUESITO 16 : C'è modo in una struttura molto complessa di limitare la ricerca


dei moltiplicatori di collasso di buckling ad una sola zona specifica, escludendo
taluni elementi dalla ricerca ?

http://hsh.info/preguX-68.htm 21/31
6/19/2018 hsh.info/preguX-68.htm

RISPOSTA 16 : Generalmente non è possibile escludere elementi dal buckling


(se elementi significa elementi finiti). Per escluderli bisogna cancellarli prima di
fare l'analisi (ma poi la struttura non e' più la stessa). Se invece 'ecludendo taluni
elementi' significa 'escludendo alcuni moltiplicatori', allora la risposta è ancora,
'no, non si può fare'. Però c'è l'opzione SHIFT, per concentrare la ricerca di
moltiplicatori più vicini a SHIFT. Questo si vede sul pannello del Linear
Buckling Solver, ed è ben spiegato sia nell'Online Help che nel Theoretical
Manual.

QUESITO 15 : I am assesing the quality of the analysis by using Straus7. I saw


that there is a significant difference in the linear static analysis of a water tank
under gravity, depending by the meshing. In order to understand the problem I
have taken into account three problem: 1) square tank l=2m, water high h=1,3m,
square mesh l?100mm 2)circular tank r=1m, water high h=1,3m, square mesh ?
l100mm 3)circular tank r=1m, water high h=1,3m, triangular mesh ?l100mm In
case 1), where the mesh is organised and confined, the behaviour of the water is
in accordance with theorical methods. In case 2) displacements appear too much
large. In case 3) in order to obtain the correct solution I need to restraint
tangential dof of lateral points. This behaviour appears analyising also only the
first level of water (h=100 mm), Displacements appear wrong for other tanks
and with different dimension of the mesh. I have noted that something similar
happen substituting water with steel, even if differences are lower. I wuold like
know why is that. If it possibile to achieve good results in the circular tank with
square mesh too, ideed this solution seems the best for the NFAnalysis.

RISPOSTA 15 : Regarding the Straus7 fluid elements, we can provide the


following guidance: - When using the Hexa8 element, a regular mesh without
distortions should be used (as in your first example). - When a regular mesh is
not possible a mesh of quadratic elements should be used (in this case a mesh
composed of Hexa20 and Wedge15 elements, rather than Hexa8 and Wedge6
elements). Fluid elements are very difficult to model accurately with low order
elements. In theory the shear stiffness of the fluid is zero and this presents
significant numerical challenges. Some of these challenges are satisfactorily
addressed by using higher order elements. Attached is your mesh of case 2 with
the following changes: - Linear elements have been converted to quadratic
elements (Hexa20 and Wedge15); - Radius of mid-side nodes have been moved
to 1m; - Walls have been created using Tools/Tessellate/Faces; - Restraints have
been applied at the base of the wall; and - Walls have been detached using
Tools/Detach Parts with master-slave links coupling DR and DT. If only DR is
coupled (that is, slip around the theta direction is allowed) a non-uniform
displacement field is encountered for the reason that you have a free motion in
that direction. Unfortunately the Hexa20 mesh takes a significantly longer time
to solve, but that will be necessary if accurate solutions are required. Regarding
the difference when you substitute steel for water: This is due to the mismatch
between the Hexa8 elements which have a bubble function (i.e. internal degree
of freedom) and the Wedge6 elements which do not. For structural analysis, the
internal degree of freedom in a Hexa8 element significantly improves the
performance of the element, bringing it nearly to the level of a Hexa20.
Unfortunately such bubble functions do not exist for a Wedge6 element, so at
the interface between a Wedge6 and a Hexa8, you may find some discrepancy in
the stiffness. If you deactivate the Hexa8 bubble function on the Element tab of
the brick's property dialog, the results should be more uniform. However, this
means degrading the performance of the Hexa8 element.

QUESITO 14 : Con la presente vorrei chiedere delle delucidazioni sull'impiego


http://hsh.info/preguX-68.htm 22/31
6/19/2018 hsh.info/preguX-68.htm

dell'opzione Results/Combine results files. Sto eseguendo l'analisi dinamica con


spettro di risposta di un edificio. Dopo aver assegnato le masse e calcolato i
modi propri ho lanciato l'analisi Spectral response e ottenuto i risultati. L'output
dell'analisi modale va però combinato con i carichi gravitazionali (la
combinazione quasi permanente prevista dalle NTC) e bisogna aggiungere gli
effetti dell'eccentricità accidentale (che io ho applicato come una coppia nodale
ai vari piani) da me valutati attraverso un'analisi statica lineare. Ho pensato che
per ottenere questo risultato potevo combinare i risultati dell'analisi dinamica
con quelli della statica lineare, così attraverso "Combine results files" ho
coefficientato opportunamente i vari casi di carico precedentemente creati e
generato la combinazione. Es. 1*sismaX +0.3*sismaY +1*carichi verticali
+1*eccentricità accidentale; ... Straus7 mi avverte che combinando i risultati di
due analisi diverse posso avere risultati incompatibili e genera il file richiesto.
Valutando il file generato noto che effettivamente la deformata della struttura è
incompatibile, per esempio è violato il vincolo di piano asseganto mediante
rigid link xy. In relazione a questo risultato desideravo chiederLe se la
procedura da me adottate è comunque corretta ai fini del calcolo delle
sollecitazioni o se ho utilizzato impropriamente il comando. In tal caso quale
procedura si può seguire per combinare i carichi gravitazionali, con i risultati
della dinamica modale ? C'è una maniera di valutare detti effetti con la stessa
analisi ? Sono a disposizione per eventuali chiarimenti su quanto sopra esposto..
Anticipo un altra questione. In Straus7 c'è qualcosa di simile alle Section cuts di
Sap per integrare le tensioni attraverso una sezione scelta per esempio di un
modello solid ?

RISPOSTA 14 : Per combinare il file spettrale (.SRA) con il file lineare statico
(.LSA) è sufficiente recarsi nel Results->Linear Load Case Combinations ed
attivare l'icona della cartella (si veda l'immagine che segue), la quale aprirà una
finestra di dialogo che permette di scegliere il file spettrale da dove trarre i
risultati da combinare. La procedura da Lei seguita con il 'combine result file'
non è, purtoppo, corretta. Per quanto concerne la funzione di 'sezione' di
contour, essa esiste, si chiama 'Cutting Plane' e può trovarla nell'help in linea di
Straus, alla voce "Results: Brick Result" (verso la fine).

http://hsh.info/preguX-68.htm 23/31
6/19/2018 hsh.info/preguX-68.htm

QUESITO 13 : Sto eseguendo alcune analisi dinamiche non lineari (NonLinear


Transient Dynamic Analysis). Le analisi in questione partono da una precedente
analisi non lineare statica (Non Linear Static Analysis) nella quale è mia
intenzione modellare una costruzione per fasi. Le Initial Conditions della
NonLinear Transient Dynamic Analysis sono rappresentate perciò dallo step
finale della NonLinear Static precedentemente eseguita. Il problema che
riscontro è il seguente: · 1 - Sulla struttura registro degli stati tensionali
completamente errati; · 2 - Diagrammando l’accelerazione di un punto in testa
alla struttura rispetto alla base fissa, riscontro una fase iniziale, che potremmo
definire un “transitorio”, nel quale il programma attinge valori di accelerazione
che sono di almeno due ordini di grandezza più grandi di quelli attesi. Dopo
questa fase iniziale, la soluzione tende a stabilizzarsi intorno ad un valore di
accelerazione che però continua ad essere molto diversa da quella attesa. Può
trovare conferma di quanto le dico nel grafico "Accelerazione cresta"
Sembrerebbe come se l’analisi partisse da condizioni iniziali rappresentate da
velocità ed accelerazione diversa da zero. Sottolineo che questo problema
continua ad osservarsi anche se assegno un accelerogramma completamente
piatto. Questo tipo di problema è già stato osservato nelle analisi lineari con
accelerogrammi, risolto in questo caso condensando tutte le condizioni di carico
in un unico Primary Load Case, che rappresenta la Initial Conditions della
Linear Transient Analysis. Mi sembra un espediente un po’ strano, ma l’unico
attraverso il quale riesco a risolvere questa anomalia del programma. Non è
possibile ripetere lo stesso in una NonLinear Transient Dynamic Analysis
perché in questo caso perderei completamente lo stato tensionale ricavato da una
precedente Non Linear Static Analysis.

RISPOSTA 13 : Il motivo per il quale la soluzione dell'analisi nonlinear


transient dynamic (NTA) non è 'consistente' con le condizioni iniziali imposte
dalla precedente analisi nonlineare (NLA) risiede nel fatto che i carichi applicati
nell'analisi NTA sono differenti da quelli applicati nell'ultimo step dell'analisi
http://hsh.info/preguX-68.htm 24/31
6/19/2018 hsh.info/preguX-68.htm

NLA. In particolare, i carichi presenti nell'analisi NLA all'ultimo step sono


solamente: - 1 x dead + 1 x impounding 640 d/s 503, mentre nell'analisi NTA
sono inclusi tutti i carichi, oltre che l'eccitazione alla base. Per rendere
consistente la soluzione NTA con le condizioni iniziali dell'analisi NLA si deve
togliere la spunta alle condizioni di carico che non sono presenti nell'ultimo step
della NLA, come illustrato nell'immagine. Le 'tables' del NTA solver
permettono di scalare i carichi applicati in funzione del tempo. Se è presente la
spunta ma non si utilizza alcuna 'load table', il fattore moltiplicativo è assunto
pari a 1.0 e quindi il carico viene considerato costante nel tempo. Quando la
spunta verde non è presente, il carico non è presente. Per ulteriori dettagli sulle
'load tables' nelle analisi NTA fare riferimento all'Help di Straus7.

QUESITO 12 : Con la presente Le chiedo se mi può indicare un metodo veloce


per estrapolare le reazioni alla base si un setto in cemento armato. Come vede
nella schermata sottostante, ho un setto molto irregolare e devo valutare le
azioni in corrispondenza delle varie section cut: 1. orizzontale alla base 2.
orizzontale in corrispondenza del cambio di sezione 3. verticake in
corrispondenza della mensola Ho creato i grafici per le varie sollecitazioni
(FZZ, FYY, FZX,FYZ, FXY, MYY, MZZ, MZY), ho calcolato l'area del grafico
e mi servirebbe sapere in che modo posso estrarre i dati delle aree sottese dai
grafici per le varie sollecitazioni (che mi danno la risultante dell'azione agente)
in formato excel per calcolare le varie armature. Inoltre chiedo se mi può per
favore indicare se MYYè il momento di rotazione attorno a Y nel piano di
normale Y.

RISPOSTA 12 : Il momento MYY riferito agli assi globali è il momento che


genera stress normale sui plate in direzione Y globale. Lo stesso vale per gli assi
locali, solamente che si utilizza la notazione con y minuscolo. Trova sull'help di
Straus7 tutte le informazioni sulle convenzioni di segno dei plate. Qui di seguito
trova un pdf che spiega come estrarre i parametri delle sollecitazioni in setti
mediante l'utilizzo dei "free body diagrams" senza passare per i grafici. E' un
metodo meno oneroso ma altrettanto preciso.

QUESITO 11 : Le chiedo la cortesia di indicarci la sequenza di comandi per la


visualizzazione della Progressione della formazione di cerniere plastiche fino al
collasso come mostrato nell'esempio riportato sul Vostro sito per l'analisi di
pushover di un telaio.
http://hsh.info/preguX-68.htm 25/31
6/19/2018 hsh.info/preguX-68.htm

RISPOSTA 11 : Dopo aver fatto girare il modello, basta richiedere il contour di


Yield Ratio, come indicato nella figura che segue.

QUESITO 10 : Un dubbio su Spectral Response: struttura con beam e plate -


linear static - natural frequency - spectral response - scelgo i risultati di Spectral
response - Result settings - scelgo BEAM contour stress total fiber ... e a questo
punto sparisce la visualizzazione delle sezioni dei beam e appare solo la
rappresentazione in wireframe delle sezioni stesse con la tabella a colori fiber
stress tutta posta = a zero

RISPOSTA 10 : La sua osservazione è corretta, in quanto non sono stati salvati


i risultati modali e pertanto il programma, senza di essi, non produce contour di
stress negli elementi beam. Se oltre a SRSS e CQC spunta l'opzione "Modal"
(immagine che segue) i risultati saranno visibili.

http://hsh.info/preguX-68.htm 26/31
6/19/2018 hsh.info/preguX-68.htm

QUESITO 9 : Avrei necessità di comprendere quale è l'unità di misura in cui


viene espressa la Engineering Modal Mass e la Engineering Modal Stiffness.
L'Help in linea dice di far riferimento al manuale teorico.

RISPOSTA 9 : Per Modal Mass e Modal Stiffness si intendono i termini delle


matrici rispettivamente di massa e rigidezza che vengono calcolate
premoltiplicando e postmoltiplicando le matrici di massa e rigidezza globali
della struttura per la matrice modale. Esse sono diagonali. L'unità di misura dei
termini presenti in tali matrici è quella che utilizza il solutore (si vede nel file di
log). Queste informazioni sono reperibili anche in rete (è sufficiente fare una
ricerca con la chiave "modal mass"). Suggerisco di riferirsi ai coefficienti di
partecipazione modale più che alla modal mass per vedere quanta massa
partecipa al fenomeno vibrazionale. Le ricordo che il mass participation factor
del modo i-esimo PF,i è pari a: PF,i = (fi,T x M x d0)^2 / (d0,T x M x d0) dove:
fi è l'autovettore i-esimo (il modo di vibrare), M è la matrice delle masse del
sistema (non la modale), d0 è un vettore di spostamenti e rotazioni che eccita la
struttura rispetto agli assi globali.

QUESITO e RISPOSTA 8 : D1) Come posso modellare degli elementi a


MOLLA con comportamento a sola compressione? R1) Sia con elementi "point
contact" sia con elementi "spring". Consiglio di utilizzare i "point contact" per
un contatto rigido a sola compressione, altrimenti utilizzare gli "spring" con una
legge non lineare tra carico applicato e spostamento. D2) Con dei point contact
"normal"? In questo caso, l'elemento beam che disegno come "point contact"
che lunghezza deve avere? Oppure la lunghezza è indipendente dal
comportamento? R2) La lunghezza deve essere tale da definire la superficie di
http://hsh.info/preguX-68.htm 27/31
6/19/2018 hsh.info/preguX-68.htm

contatto. Per esempio, se siamo nel piano medio di elementi plate, una
lunghezza potrebbe essere metà dello spessore dei plate. La lunghezza non
incide sulla rigidezza degli elementi di contatto in maniera diretta, ma può
incidere (e questo dipende dal problema) sulla rigidezza del sistema.

QUESITO 7 : Per comprendere meglio l'impiego del materiale SOIL ho


raffrontato i due modelli disponibili Mohr-Coulomb Soil (MC) e Linear Elasic
Soil (LE) ottenendo però risultati a cui ho difficoltà dare una spiegazione: il
modello LE valuta sempre la pressione orizzontale indotta dal peso del terreno
anche quando non definisco la forza di gravità nel caso di carico. Svolgo
correttamente l'analisi ?

RISPOSTA 7 : Forse l'utente non ha interpretato correttamente l'uso


dell'elemento Soil. Il primo punto importante è che l'elemento Soil è inteso
come elemento che funziona in presenza della gravita', quindi non ha senso
togliere l'accelerazione verticale al secondo incremento come ha fatto l'utente. Il
secondo punto è che occorre applicare correttamente il "In Situ Stress" prima di
far partire l'analisi nonlineare. Non avendolo applicato, il programma non sa
cosa fare e, avendo dato un Warning, procede ad applicare qualche valore di In-
Situ Stress in base solo alla profondità e alla densità del materiale (questo viene
applicato anche se non c'è la gravità). Il modo corretto di usare elementi Soil è il
seguente : 1. Calcolare correttamente l'In-Situ Stress. Questo si può applicare
come attributo (Attribute/Plate/Soil/In-Situ Stress), o meglio ancora con il tool
Tools/Auto Assign/Soil In Situ Stress. 2. La gravità rimane per tutti gli
incrementi. Nel primo incremento la gravità equilibra direttamente il In-Situ
Stress applicato. Per un modello Soil preparato correttamente gli spostammenti
verticali nel primo incremento dovrebbero essere praticamente nulli. Poi,
quando si applicano i carichi, si sviluppano spostamenti e tensioni. 3. Non è
consigliabile cambiare i valori delle Iteration Convergence Tolerance come è
stato fatto dall'utente. Se il modello non converge, di solito questo significa
qualcosa di importante. E' meglio lasciare i valori di default. 4. Se all'utente
serve solo un material Mohr-Coulomb, allora è meglio usare l'elemente
nonlineare Mohr-Coulomb invece del material Soil.

QUESITO e RISPOSTA 6 : D1- Il modello che abbiamo realizzato è molto


semplice: travi e pilastri con beam (end relase alle travi poichè è una struttura
prefabbricata), piani rigidi modellati con rigid link (auto assign--->restraints---
>rigid connection--->piano XY ossia il piano di appartenenza dei solai). Per
quanto riguarda la massa sismica come bisogna schematizzarla: traslazionale in
X e Y o come massa non strutturale??? Ciò che volevamo fare noi è concentrare
la massa di ogni singolo campo di solaio (tra 4 pilastri) nel nodo centrale che
lega i rigid link. La suddivisione in campi è stata necessaria in quanto non
abbiamo una distribuzione di masse uniforme sul e del solaio. R1 - Si può
modellare in entrambi i modi (considererei anche la componente Z della massa
comunque). La massa non strutturale è un po' più versatile come tipo di attributo
(coefficiente dinamico, offset...). D2 - I contributi alla massa sismica ( G1, G2 e
fi2*Qk) è necessario inserirli separatamente nei tre load case corrispondenti? R2
- non ci sono regole scritte a quanto mi risulta: tuttavia è sicuramente una buona
cosa mantenere l'ordine e pertanto quella da voi suggerita sembra una buona
suddivisione (optando quindi per le non structural mass). D3 - E' possibile
visionare e ottenere le coordinate del Centro di massa e rigidezza della struttura?
Come? R3 - Le coordinate del centro di massa sono reperibili nel menù
summary->model, per quanto riguarda il centro di rigidezza, in Straus7 non è
possibile tale visualizzazione. D4 - Analisi con spettro: Per quanto riguarda le
32 combinazioni sismiche e quelle statiche previste dalle NTC08 c'è modo di
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poterle avere o creare???e soprattutto qual'è il procedimento da dover seguire?


Come viene introdotta l'eccentricità accidentale del Centro di Massa prevista da
normativa per ottenere le 32 combinazioni? R4 - Risposta che richiederebbe
molto spazio: consiglio di seguire il tutorial #5 - Spectral Response Analysis.
Per quanto riguarda l'eccentricità accidentale del Centro di Massa è possibile
modellare tutte le masse come non strutturali e attribuire loro un offset,
altrimenti tale offset potrebbe essere indotto variando la densità delle parti.

QUESITO 5 : Le volevo chiedere come gestire un problema di non linearità nel


modello che ho realizzato. Ho una galleria completamente interrata. Ho
vincolato il mio modello con delle molle assegnate ai plate e reagenti solo a
compressione. La galleria è soggetta a carichi verticali (peso proprio e peso del
terreno gravante sulla calotta) e carichi orizzontali (spinta del terreno). Ho
creato 4 Load Case e 2 Freedom Case. La domanda è la seguente: posso
assegnare ai primi due Load Case il Fredom Case1 (in cui vincolo X adn Y
TRanslation e Z Rotation) e poi assegnare ai secondi due Load Case (spinte
orizzontali) il Freedom Case 2 (in cui vincolo X and Z Translation e Y
Rotation)? Altrimenti non riesco ad arrivare a convergenza.

RISPOSTA 5 : Presti attenzione al fatto che quando va a vincolare le traslazioni


e/o le rotazioni all'interno di un freedom case, il vincolo vale per TUTTI i nodi
della struttura. Pertanto credo sia inopportuno, senza tuttavia entrare nel merito
dell'analisi che sta svolgendo, vincolare la struttura in questo modo, a meno che
non sia ciò che succede nella realtà. Conseguentemente, le ricordo che la scelta
delle condizioni al contorno è condizionata dalla fisica del problema: nel suo
caso ci sono dei vincoli elastici sulle pareti a sola compressione, mancano i
vincoli in corrispondenza della fine dei tratti "cilindrici" (suppongo che questo
sia un modello di un solo tratto di galleria). Le consiglio pertanto di liberare tutti
i vincoli che ha settato nei Freedom Case e di cercare di riprodurre le condizioni
al contorno reali assegnando vincoli come attributi (di faccia, come ha fatto
correttamente nel modello, oppure nodali). Una nota sugli elementi plate:
controlli l'orientamento in quanto ho notato che non tutti i plate hanno normale
coerente (controlli i colori su entity display->plate tab->draw as: orientation).

QUESITO 4 : Avrei bisogno di sapere se è possibile (ed eventualmente quale


procedura adottare) estrapolare le forze nodali in output ad una analisi spettrale.
Tali forze nodali vengono poi utilizzate come assegnazione di un carico nodale
equivalente a quello sismico ma sotto una condizione di carico statica.

RISPOSTA 4 : Non esiste un metodo automatico per farlo, ma con la seguente


procedura si può fare semplicemente: 1. Lanciare la soluzione Spectral e sul
pannello della Spectral Solver scegliere "Inertia Force" per l'opzione Node
Reaction. 2. Aprire il risultato della soluzione Spectral. 3. Aprire Results
Listings e scegliere il sub-tab Reactions (questo mostra le forze e i momenti
generati dalle inerzie sui nodi, essendo i carichi statici equivalenti). 4. Copiare i
valori dentro Excel. 5. Chiudere i risultati in Straus7. 6. Aprire l'Online Editor
(Edit/Online Editor). 7. Scegliere il sub-tab Force (notare che se non si vede il
sub-tab Force significa che il modello non contiene forze nodali.) 8. Mettersi in
modalità Expanded View tramite il pulsante sopra. 9. Incollare le forze da Excel.
9. Ripetere la procedura per i momenti usando il sub-Tab Moments.

QUESITO 3 : A proposito dell'opzione API, quale è la compatibilità con i

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seguenti prodotti ? Windows 7 64bit Matlab 7.1 (R14) (in emulazione su


sistema Windows 2000) Microsoft Visual Studio Express 2010 (32bit - 64bit??)

RISPOSTA 3 : Per Windows non fa differenza - sia 32-bit che 64-bit vanno
bene. Per i linguaggi (es. C, C++, C#, Fortran, Delphi, Visual Studio, ecc.)
bisogna compilare sempre come target 32-bit. Per gli ambienti tipo Excel,
Matlab, ecc., bisogna usare le versioni a 32-bit.

QUESITO 2 : Il mio modello è un plinto su pali. Poichè esso è molto sollecitato


da forze orizzontali, in quanto è la fondazione di una terra eolica, desideravo
mettere in conto e quindi inserire nel modello: 1) il contributo dell'attrito
all'interfaccia tra terreno e plinto; 2) molle alla winkler lungo i pali sempre per
tenere conto del fatto che orizzontalmente i pali sono contenuti dal terreno. Non
essendo riuscito a inserire nel modello i due punti precedenti vi scrivo così che
mi possiate dire come fare.

RISPOSTA 2 : La risposta dipende in realtà da come ha modellato il plinto ed i


pali. Presumo che abbia optato per una modellazione solida del plinto e a beam
dei pali di fondazione. In ogni caso per rispondere al suo quesito: 1. il contributo
dell'attrito del terreno sul plinto può essere considerato con elementi beam di
tipo 'point contact' inserendo un opportuno valore del coefficiente di attrito
coloumbiano. Con questo tipo di elementi si riesce anche a cogliere il
comportamento a sola compressione del terreno nei confronti del plinto. 2. Il
modello di winkler applicato ai pali può essere considerato come attributo ai
beam che costituiscono i pali mediante il comando Attribute->beam->support.

QUESITO 1 : Devo modellare con elementi brick un elemento di cemento


armato in cui inserire dei perni in acciaio (per simulare il fissaggio dei nodi
trave pilastro dei capannoni industriali). Il problema è che i perni sono inseriti a
secco, quindi devo vincolare i perni al cemento armato in modo che il vincolo
offra solo rresistenza a compressione e non a trazione. (i perni lavorano a
taglio). Ho pensato di vincolarli con elementi point contact ma il procedimento
mi sembra lungo (andare a collegare migliaia di nodi con elementi asta è molto
laborioso e sicuramente appesantirebbe a dismisura il modello). Vorrei sapere se
in qualche modo fosse impossibile inserire tra il perno e il cemento armato un
materiale (brick) che non offra resistenza a trazione.

RISPOSTA 1 : La modellazione del perno può essere trascurata inserendo un


vincolo resistente solamente a compressione sulle facce degli elementi brick
interessati dal collegamento. Questo però vale solamente nel caso in cui si
voglia modellare la trave in CLS e non quello che sta a valle del collegamento
(perno compreso). Il vincolo si trova su "attributes->brick->face support" ed è
necessario spuntare l'opzione "compression only" per garantire la reazione alla
sola compressione. Questo attributo richiede il solutore non lineare. Bisogna
inoltre specificare un valore di rigidezza opportuno per tener conto dell'effettiva
rigidezza del perno che si va a modellare con questo vincolo.

Per prelevare il PDF della rottura della fune

http://hsh.info/preguX-68.htm 30/31
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Per richiedere la scheda tecnica e il listino di Straus7

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Alcune tematiche strutturali svolte con Straus7

Per inviare un messaggio: hsh@iperv.it

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