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appunti per la 4°K Liceo Classico Alexis Carrel

DALL’EQUAZIONE AL GRAFICO DI UNA FUNZIONE ALGEBRICA RAZIONALE FRATTA

Funzione potenza y = xa con a intero negativo


1
y = x-1 ovvero 𝑦 = 𝑥
- Dominio R0
- non ci sono zeri
- Simmetria DISPARI
𝑙𝑖𝑚
- 𝑥→±∞ 𝑓(𝑥) = 0±
𝑙𝑖𝑚
- 𝑥→0 ± 𝑓(𝑥) = ±∞

- 𝑥 = 0 𝑒 𝑦 = 0 𝑎𝑠𝑖𝑛𝑡𝑜𝑡𝑖

1
y = x-2 ovvero 𝑦 = 𝑥 2
- Dominio R0
- non ci sono zeri
- Simmetria PARI
𝑙𝑖𝑚
- 𝑥→±∞ 𝑓(𝑥) = 0+
𝑙𝑖𝑚
- 𝑥→0 ± 𝑓(𝑥) = +∞

- 𝑥 = 0 𝑒 𝑦 = 0 𝑎𝑠𝑖𝑛𝑡𝑜𝑡𝑖

1
y = x-n ovvero 𝑦 = 𝑥 𝑛 con n pari
- Dominio R0
- non ci sono zeri
- Simmetria PARI
𝑙𝑖𝑚
- 𝑥→±∞ 𝑓(𝑥) = 0+
𝑙𝑖𝑚
- 𝑥→0 ± 𝑓(𝑥) = +∞

- 𝑥 = 0 𝑒 𝑦 = 0 𝑎𝑠𝑖𝑛𝑡𝑜𝑡𝑖

1
y = x-n ovvero 𝑦 = 𝑥 𝑛 con n dispari
- Dominio R0
- non ci sono zeri
- Simmetria DISPARI
𝑙𝑖𝑚
- 𝑥→±∞ 𝑓(𝑥) = 0±
𝑙𝑖𝑚
- 𝑥→0 ± 𝑓(𝑥) = ±∞

- 𝑥 = 0 𝑒 𝑦 = 0 𝑎𝑠𝑖𝑛𝑡𝑜𝑡𝑖

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appunti per la 4°K Liceo Classico Alexis Carrel

Studio qualitativo di funzione algebrica razionale fratta

caso 1: grado numeratore < grado denominatore


𝟏
a) y= 𝒙(𝒙−𝟑)𝟐

- D: (-, 0)(0,3)(3,+)
- ZERI: nessuno
𝑙𝑖𝑚
- 𝑥→−∞𝑓(𝑥) = 0− ;
𝑙𝑖𝑚
- 𝑥→+∞𝑓(𝑥) = 0+ ;
𝑙𝑖𝑚
- 𝑥→0± 𝑓(𝑥) = ±∞ (ax. vert. dispari)
𝑙𝑖𝑚
- 𝑥→3± 𝑓(𝑥) = +∞ (ax. vert. pari)

NB1. Il numeratore è di grado 0, il denominatore 3, con 2 zeri reali; ci sono 2 asintoti verticali e
l’asse x come asintoto orizzontale.
NB2. L’ax. in x=0 è dispari, in corrispondenza allo zero semplice del denominatore; l’ax. in x=3 è
pari in corrispondenza allo zero doppio del denominatore.
NB3. Siamo certi dell’esistenza di un minimo relativo nell’intervallo (0,3) e anche della sua ordinata
positiva; non sappiamo però quale sia il suo valore.

𝒙−𝟏
b) y= 𝒙𝟐 +𝟑

- D: R
- ZERI: x=1
𝑙𝑖𝑚
- 𝑥→−∞𝑓(𝑥) = 0− ;
𝑙𝑖𝑚
- 𝑥→+∞𝑓(𝑥) = 0+ ;

NB1. non ci sono zeri del denominatore; non ci sono ax vert.


NB2. gli zeri della funzione sono i valori che annullano il numeratore
𝒙−𝟏 𝑥 1
NB3. lim 𝒙𝟐+𝟑 = lim 𝑥 2 = lim 𝑥 = 0  l’asse x è asintoto orizzontale
𝑥→∞ 𝑥→∞ 𝑥→∞

caso 2: grado numeratore = grado denominatore


𝟐𝒙𝟐 +𝟒
c) y= 𝒙𝟐 +𝟏

- D: R
- simmetria PARI
- ZERI: nessuno
- y(0)=4
𝑙𝑖𝑚
- 𝑥→±∞𝑓(𝑥) = 2+ ;

𝟐𝒙𝟐 +𝟒 2𝑥 2
NB3. lim = lim = 2  ax. orizz. y= rapporto coeff. x di grado max.
𝑥→∞ 𝒙𝟐 +𝟏 𝑥→∞ 𝑥 2

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caso 3: grado numeratore = grado denominatore+1


𝒙𝟐
d) y= 𝒙−𝟏

- D: R-{1} ovvero (-,1)(1,+)


- ZERI: x=0 doppio
𝑙𝑖𝑚
- 𝑥→±∞𝑓(𝑥) = ±∞;
Svolgendo la divisione x2: (x-1)
si ottiene come quoziente (x+1) con
resto 1. Quindi si può scrivere
1
y= (x+1)+𝑥−1 in cui resta evidenziato
che la funzione ha un asintoto di
equazione y=x+1

NB1. Il grafico si sarebbe potuto costruire anche come somma delle due funzioni
1
y=x+1 retta e 𝑦 =
𝑥−1
caso 4: grado numeratore > grado denominatore+1
𝒙𝟑 −𝟏 (𝒙−𝟏)(𝒙𝟐 +𝒙+𝟏)
e) 𝒚 = →𝒚 =
𝒙+𝟐 𝒙+𝟐

- D: (-,-2)(-2,+)
- ZERI: x = 1 semplice
1
- Y(0)=− 2 ( asse y)
𝑙𝑖𝑚
- 𝑥→±∞𝑓(𝑥) = +∞;
𝑙𝑖𝑚
- 𝑥→−2±𝑓(𝑥) = ∓∞;

NB1. Il numeratore è di grado 3, il denominatore 1 (differenza dei gradi =2), c’è 1 solo asintoto
verticale (dispari) in corrispondenza dello zero (semplice) del denominatore.
NB2. Non ci sono ax. orizzontali.
NB3. Gli zeri sono quelli del numeratore (purchè non anche del denominatore)
NB4. Siamo certi dell’esistenza di un minimo relativo nell’intervallo prima di -2 e anche della sua
ordinata positiva; non sappiamo però quale sia il suo valore.

𝐴(𝑥)
Sintesi sugli asintoti: 𝑦 = 𝐵(𝑥)
 Grado di A(x)<grado di B(x)  la funzione è infinitesimo per x, l’asse x è ax. orizzontale; ci
possono essere asintoti verticali in corrispondenza degli zeri del denominatore (ax. vert.
Dispsri per zeri dispari; ax. vert. Pari per zeri pari), purchè non coincidano con eventuali zeri
del numeratore.
 Grado di A(x)=grado di B(x)  c’è ax. orizzontale di eq y = a/b, dove a e b sono i coeff. delle x
di grado max di numeratore e denominatore.
 Grado di A(x) = grado di B(x)+1  c’è ax. obliquo la cui equazione si ricava dal quoziente delle
divisione A(x) : B(x).
 Grado di A(x) > grado di B(x)+1  la funzione è un infinito per x  , ma senza asintoti.

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N.B. Caso in cui numeratore e denominatore hanno uno zero comune


𝑥 2 −𝑥−2 (𝑥−2)(𝑥+1)
𝑦= 𝑥 2 +𝑥
→ 𝑦= 𝑥(𝑥+1)
Quindi x = -1 è zero semplice sia per il numeratore sia per il denominatore.

D: R --1, 0
(𝑥−2)
 x  -1 𝑦 = 𝑥
che è iperbole
equilatera riferita ai suoi asintoti.

Dunque c’è un punto isolato di


discontinuità per la funzione. Se non ci
fosse questo problema si potrebbe
assegnare y=3 come immagine di x =-1.
E’ quello che si fa per eliminare questo
tipo di discontinuità.

Ridefiniamo la funzione come segue:


(𝑥 − 2)
𝑦={ 𝑥 ∀ 𝑥 ≠ −1
3 𝑝𝑒𝑟 𝑥 = −1
Così è ripristinata la continuità di f(x) in x = -1.

E’ proprio per la facilità con cui si può correggere che questo tipo di discontinuità è denominata
discontinuità eliminabile.