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Adobe Photoshop Lightroom 1.

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Guida all’uso

A cura di Marianna Santoni


www.mariannasantoni.biz
RELEASE 1.2

LIGHTROOM
A COSA SERVE ADOBE PHOTOSHOP LIGHTROOM?
Domanda legittima visto che Adobe Photoshop consente di fare “qualsiasi cosa”.

Negli ultimi anni, con il diffondersi grafi a realizzare molti più scatti: lad- esaminare grandi quantità di immagini
delle fotocamere digitali, il mondo della dove prima si facevano 2 o 3 foto, oggi che arrivano quotidianamente, per poi
fotografia ha vissuto un cambiamento se ne scattano almeno 10. In secondo selezionare quelle più adatte ai vari sco-
epocale, una rivoluzione che non si è luogo, la consapevolezza da parte del pi.
fermata alla semplice sostituzione del- mercato dell’annullamento dei tempi di Oggi la fase di photo editing è parte
l’attrezzatura, ma, come tutte le rivolu- sviluppo ha imposto tempi di consegna integrante del flusso di lavoro di ogni
zioni che si rispettino, ha trasformato nel sempre più serrati: ora i clienti si aspet- fotografo, il quale realizza spesso centi-
profondo l’intero sistema fotografico, dal tano di vedere e avere le immagini subi- naia di immagini e in post-produzione si
modo di scattare al modo di gestire le to o quasi. In sintesi il fotografo di oggi ritrova a doverle confrontare, seleziona-
immagini, dalla vendita delle foto alla si ritrova a gestire almeno il triplo del- re, gestire e archiviare ancora prima di
loro fruizione. In pratica oggi i fotografi le foto rispetto a prima, pur disponen- doverle ritoccare, quando necessario,
continuano a fare i fotografi, ma den- do di molto meno tempo… e in più con appositi software.
tro e fuori di loro tutto è cambiato. deve anche occuparsi della post-produ- Photoshop Lightroom non serve
Ecco perché, tra le tante novità, si è zione, elaborando le immagini digital- dunque a fare fotoritocco (questo lo fa
anche affermata la tendenza da parte di mente! già egregiamente Photoshop) ma ha lo
diverse software house a sviluppare Con Photoshop Lightroom non si è scopo di fornire ai fotografi uno strumen-
programmi dedicati ai fotografi. Tutta- di fronte ad un “Adobe Photoshop killer”, to completo per la gestione veloce del
via viene legittimo chiedersi a cosa pos- come qualcuno ha sospettato in prima flusso di lavoro, consentendo, attraverso
sano servire altri software dal momento istanza, quanto piuttosto ad un software un’omogenea interfaccia a pieno scher-
che con Photoshop si può fare pratica- bene integrato con il fratello maggiore e mo, lo svolgimento di tutte le quotidiane
mente “qualsiasi cosa”. Bene, la risposta che tuttavia nasce per svolgere un ruolo operazioni dedicate alla selezione, ar-
a questa domanda va ricercata non tan- complementare rispetto a esso. Se in- chiviazione, correzione, ottimizzazione,
to nella semplice diffusione delle foto- fatti Photoshop è un software dedicato condivisione, stampa e pubblicazione
camere digitali, quanto piuttosto nelle all’image editing, e cioè al fotoritocco, sul web.
conseguenze che la diffusione delle con Photoshop Lightroom si è di fronte a Si tratta in pratica di un’autentica
fotocamere digitali ha portato con sé, un prodotto pensato per il photo edi- “camera chiara” dove eseguire tutto
soprattutto per quanto riguarda il meto- ting, che non è la stessa cosa. Il mestie- quello che serve prima ancora di do-
do e il flusso di lavoro. Tra i tanti aspetti re del photo editor esiste infatti da ben ver aprire Photoshop.
coinvolti in questa rivoluzione basta fo- prima della diffusione della fotografia
calizzarsi su uno soltanto: l’eliminazione digitale ed è il lavoro di chi, ad esempio,
del rullino. Innanzitutto ha indotto i foto- all’interno di una redazione si occupa di

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Lightroom si è posto nel progettare il questo progetto in qualità di beta tester,
Breve Storia di un grande software è stato quello di semplificare scaricando e utilizzando gratuitamente
progetto collettivo: la complessità del flusso di lavoro la versione non ancora terminata del
fotografico professionale rendendolo il software per provarla e fornire feedback
da Shadowland a Adobe più possibile pratico, fluido, facile, flessi- su tutte le possibili implementazioni.
bile e veloce. E’ proprio sulla base delle specifi-
Photoshop Lightroom 1.2 Fino al 10 gennaio del 2006, giorno che richieste da un numero così signifi-
in cui è avvenuto il lancio pubblico della cativo di fotografi che la Adobe ha dato
Il software Adobe Photoshop Li- versione Beta del software, questo pro- alla luce, il 19 febbraio 2007, ad Pho-
ghtroom rappresenta l’atteso risultato getto è stato sviluppato con il nome in toshop Lightroom 1.0: un software, per
finale di un progetto nato intorno alla codice di Shadowland. la prima volta, davvero - ed esclusiva-
metà del 2002 per volontà di Mark Insieme a Mark Hamburg, a questo mente - “fotografico”.
Hamburg, il quale già allora, analizzan- progetto hanno collaborato nel tempo A giugno 2007 è uscito un prezioso
do le grandi trasformazioni che il modo grandi nomi del digital imaging: Thomas aggiornamento gratuito, con significative
della fotografia stava vivendo, si era reso Knoll, Andrei Herasimchuk, Sandy Alves,
conto che stava nascendo sempre più Jeff Schewe, Troy, Melissa Gaul, George
forte tra i fotografi la necessità di un Jardine, Katrin Eismann, Bruce Fraser,
software che consentisse di gestire ve- Seth Resnik, Martin Evening. Inoltre
locemente grandi quantità di immagini. diversi milioni di fotografi da ogni par- Un modo nuovo
Per questa ragione lo scopo primario te del mondo, dopo il lancio della Beta
che il team di sviluppo di Photoshop pubblica, hanno potuto prendere parte a di lavorare.
Un modo tradizionale di
pensare.

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implementazioni che hanno determinato
un rilevante miglioramento nelle perfor-
mance, l’inserimento di molte nuove A chi si rivolge questa Guida A chi rivolgere ulteriori
funzioni, una totale integrazione con la
Adobe Creative Suite 3, un cambiamento Questa Guida non intende essere dubbi su Lightroom?
significativo nella gestione della libreria e esaustiva, ma ha lo scopo princi-
pale di offrire ai fotografi profes- Per tutte le informazioni tecni-
del database. A settembre 2007 è uscito
sionisti una panoramica su che e commerciali consultare
l’aggiornamento alla versione 1.2 che ha la pagina:
Adobe Photoshop Lightroom
principalmente potenziato le performan- 1.2 utile sia per coloro che non http://www.adobe.com/products/
ce in relazione alla scrittura dei dati XMP. hanno mai provato ad utilizzare photoshoplightroom/
questo software sia per coloro
che, già da qualche tempo, lo Per ricevere assistenza tecnica
hanno scelto come elemento es- consultare la pagina:
senziale del proprio flusso di la- www.adobe.com/go/support/
voro quotidiano.
Per parlare direttamente con il
In questa Guida alcune informa- servizio clienti ufficiale Adobe
zioni ricorrono volutamente in comporre il numero:
modo ridondante risultando 800 833 6687
utili sia a coloro che la leggeran-
no integralmente, sia anche e
soprattutto a tutti coloro che,
sommersi dal lavoro, avranno a
malapena il tempo di consultarla
velocemente, attraverso le im-
magini e i titoli principali, alla
ricerca della soluzione immediata
al loro problema.
Un altro scopo di questa guida è
anche quello di fornire spunti
stimolanti per sfruttare al meglio
le potenzialità di questo straordi-
nario software.

Dal momento che Photoshop


Lightroom 1.2 non è disponibile
in lingua italiana, questa guida
offre la traduzione della mag-
gior parte dei termini inglesi.

Per chiarire velocemente dubbi


sulle funzioni del software o sui
termini inglesi utilizzati è sufficien-
te digitare il nome della funzione,
del messaggio di errore o della
finestra di dialogo nella casella
di ricerca di Adobe Acrobat.

PUNTI DI FORZA: VELOCITA’ PRATICITA’ QUALITA’ LIBERTA’

Una velocità produt- La praticità di poter Una qualità di ela- La libertà di un appli-
tiva del tutto nuova gestire diversi formati borazione dei file cativo che ha requisi-
dovuta alla comodità di file (RAW, JPG, “garantita Adobe” ti minimi di sistema
di un’unica inter- T I F F, P S D, D N G ) e quindi analoga a davvero bassi e che
faccia full screen a n c h e s i m u l t a n e a- quella di Adobe Pho- non fa alcuna discri-
(a schermo pieno) mente con i medesimi toshop, ma con una minazione di piatta-
che consente di strumenti e cursori. marcia in più data forma, offrendo con
gestire il flusso di dall’editing non l’acquisto del software
lavoro fotografico in distruttivo. Grazie a sia l’installer per Mac
modo estremamente questo i file originali sia quello per Win-
logico e fluido. non vengono mai dows.
alterati e la versione
modificata occupa
pochissima memoria
su disco.

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INTRODUZIONE ALL’USO DI LIGHTROOM
CARATTERISTICHE ESSENZIALI DEL FLUSSO DI LAVORO
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Principali componenti dell’interfaccia:


1 - La Barra dei Menu.
2 - Il Nome dell’applicativo, accompagnato dal numero della versione
di Photoshop Lightroom correntemente installata. Quest’area è inoltre IN QUESTO CAPITOLO:
destinata alla visualizzazione delle informazioni sullo stato del Progess.
3 - I pulsanti principali che dividono le competenze dell’applicativo in 5 CONCETTI DI BASE
Moduli: una sorta di percorso sequenziale che scandisce il flusso di la- • L’interfaccia
voro fotografico attraverso un’autentica procedura guidata: dall’importa- • Il flusso di lavoro attraverso i 5 Moduli
zione e archiviazione delle immagini alla loro elaborazione; dalla crea- • La gestione multi-formato
zione di presentazioni fino alla stampa e al web. Ad ogni Modulo sono • Il Catalog e l’editing non distruttivo
associati specifici Pannelli e Barra dei menu. • Editing su un unico livello
4 - L’ Area del contenuto destinata all’anteprima dell’immagine o al • Salvataggio istantaneo
gruppo di immagini selezionate. • Gestione del colore
5 - La Barra degli Strumenti con i pulsanti per le diverse modalità di
visualizzazione. REQUISITI MINIMI DI SISTEMA
6 - I Pannelli dedicati al Modulo selezionato. A sinistra ci sono tutti i • Come ottimizzare le performance di Pho-
comandi, i Presets e i Templates che servono a velocizzare le operazioni toshop Lightroom
di routine. A destra ci sono invece gli strumenti e le regolazioni che con-
sentono di intervenire sulle foto manualmente con il massimo controllo.
7 - Il Filmstrip che visualizza l’intera sequenza di foto presenti nel grup-
po selezionato dalla Library. Il Filmstrip rimane sempre disponibile nel-
l’area inferiore dell’interfaccia con qualunque Modulo selezionato.
8 - La Barra delle opzioni del Filmstrip che consente di filtrare le im-
magini, scorrerle una ad una con le due frecce o cambiare modalità di
visualizzazione.

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Requisiti minimi di Concetti di base per L’interfaccia come una
procedura guidata
sistema lavorare con Lightroom
Adobe Photoshop Lightroom è con-
I paragrafi che seguono sono un’in- cepito in un’unica interfaccia che con-
troduzione ad alcune delle caratteristi- sente di affrontare il flusso di lavoro
Requisiti minimi di sistema che più peculiari di questo software. fotografico in modo organico, intuitivo
Alcuni di questi argomenti saranno e sequenziale, senza interruzioni, come
I requisiti minimi sotto elencati
forniscono buone performance su poi meglio sviluppati nei successivi capi- se si stesse seguendo una procedura
flussi di lavoro incentrati su im- toli di approfondimento. guidata.
magini con risoluzione intorno ai
5-6 Megapixel. Per file di gran- Inoltre, l’interfaccia full screen (a
dezza superiore è sicuramente pieno schermo), consente sempre una
consigliabile utilizzare computer visualizzazione comoda e accurata delle
più potenti dotati di più RAM.
immagini, vere protagoniste di questo
software.
Per muoversi agilmente attraverso
Photoshop Lightroom c’è un’unica sem-
MACINTOSH plice regola da seguire: “leggere” e uti-
lizzare l’interfaccia muovendosi da sini-
Sistema operativo: stra verso destra e dall’alto verso il
Mac OS X 10.4 o superiore.
basso.
Processore: In alto a destra si trova il Module
PowerPC G4, G5 con una veloci- Picker dal quale si accede di volta in
tà minima di 1 GHz, oppure pro-
cessore Intel. volta ad ognuno dei 5 Moduli disponibili:
Library, Develop, Slideshow, Print e
Ram: Web.
768 Megabyte (almeno 1 Giga-
byte consigliato). Questi Moduli scandiscono il flusso
di lavoro all’interno di Photoshop Li-
Hard disk: ghtroom in 5 fasi sequenziali e ben di-
almeno 1 GB di spazio libero (si
stinte, accompagnando il fotografo at-
consiglia più spazio).
traverso l’intera post-produzione fotogra-
Risoluzione: fica. Selezionando uno di questi 5 pul-
almeno 1024x768 (si consiglia santi si accede alle funzioni specifiche di
una risoluzione superiore).
ogni Modulo, disponibili attraverso la
Barra dei Menu posta in alto, i Pannelli
laterali disposti in colonna sulla destra e
sula sinistra dell’interfaccia, la Barra de-
WINDOWS
gli Strumenti collocata in basso.
Sistema operativo: I Pannelli sono l’elemento più im-
Microsoft Windows XP con Service portante dell’interfaccia perché offrono a
Pack 2 (SP2) o Windows Vista
Home Premium, Business, Ultima- portata di clic tutte le principali funziona-
te o Enterprise Edition lità specifiche di ogni Modulo. Nei Pan-
nelli di sinistra si trovano generalmente
Processore:
Intel Pentium 4 (o compatibile). i comandi che aiutano ad impostare il
proprio lavoro e a sgrossarlo veloce-
Ram: mente. I Pannelli di destra invece forni-
768 MB (1 GB consigliato).
scono tutte le funzioni per intervenire
Hard disk: sulle immagini in modo manuale ed ac-
almeno 1 GB di spazio libero (si curato, con il massimo controllo.
consiglia più spazio). In generale, il ricorso alla Barra dei
Risoluzione: menu è limitato esclusivamente alle
almeno 1024x768 (si consiglia operazioni meno frequenti, perché l’in-
una risoluzione superiore). terfaccia è strutturata ampiamente intor-
no al concetto del drag & drop (fai clic e
trascina).
In ogni Modulo è sempre disponibile

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in basso il Filmstrip che mostra, come salva le immagini elaborate in uno speci- che la risposta di un’immagine agli inter-
su un nastro di pellicola, le miniature del fico formato adatto all’uso cui sono de- venti di post-produzione è strettamente
gruppo di immagini preso in considera- stinate. correlata al formato con il quale è stata
zione, consentendo di monitorarle velo- Nel primo Modulo, chiamato Libra- salvata e il RAW è l’unico formato a ga-
cemente passando dall’una all’altra sen- ry, il fotografo può visualizzare le imma- rantire il più alto livello qualitativo. Tutta-
za interrompere il flusso di lavoro. gini, organizzarle, selezionarle, confron- via poter usare i medesimi comandi su
Di Modulo in Modulo l’interfaccia tarle, catalogarle, archiviarle ed eseguire file di formati diversi offre un’indubbia
mantiene sempre la stessa coerenza. ricerche accurate. praticità che semplifica il flusso di lavoro
Dal momento che Photoshop Lightroom Nel secondo Modulo Develop il accorciando sensibilmente i tempi pro-
presenta i comandi nell’ordine ideale in fotografo può effettuare tutti i principali duttivi. In questo modo la lavorazione
cui le regolazioni andrebbero eseguite, è interventi di regolazione per ottimizzare delle immagini è davvero fluida e non
in questo modo che si consiglia di l’aspetto delle proprie immagini (lumino- viene mai interrotta dalla necessità di
esplorarle ed utilizzarle. Per questa ra- sità, colore, nitidezza, ritaglio...). utilizzare diversi applicativi, plug-in o
gione, diversamente da quanto avviene I l t e r z o M o d u l o , c h i a m a t o S l i- specifiche finestre di dialogo.
in Photoshop, la posizione dei Pannelli e deshow, serve a creare e personalizzare
degli altri elementi dell’interfaccia non è presentazioni animate con foto in dissol-
alterabile. venza e sfondo musicale.
Inoltre è importante ricordare che Dal Modulo Print è possibile prepa- Il concetto di Catalog e l’editing
l’interfaccia di Photoshop Lightroom rare le immagini per la stampa grazie a
si adatta automaticamente alle carat- diverse opzioni per l’impaginazione e la
non distruttivo
teristiche del nostro archivio, del tipo gestione del colore. Una delle caratteristiche più peculia-
di file che si sta elaborando, dei file L’ultimo Modulo, Web, permette di ri di Photoshop Lightroom è rappresen-
selezionati o del Modulo nel quale ci realizzare velocemente accattivanti gal- tata dal modo in cui vengono salvate le
si trova. Per via di questa caratteristica lerie fotografiche da pubblicare su Inter- modifiche alle immagini.
alcune funzioni, pulsanti o voci di menu net. In pratica all'interno del software le
vengono automaticamente nascoste o immagini originali e le modifiche ap-
appaiono disattivate, in alcune condizio- plicate vengono sempre tenute sepa-
ni. Ad esempio, nel Modulo Library, la rate. In questo modo i file originali pos-
Barra dei Menu mostra il menu Metada-
Photoshop Lightroom supporta sono risiedere ovunque, anche su diver-
ta, che scompare non appena si sele- il secondo monitor? si supporti di memoria, mentre le corre-
ziona un altro Modulo. Oppure, all’inter- zioni vengono salvate automaticamente,
no del Modulo Develop, se è selezionata Al momento il doppio monitor sotto forma di semplici istruzioni, all’in-
può essere utilizzato per visualiz-
una sola immagine, in fondo ai Pannelli terno del database di Photoshop Li-
zare lo slideshow su un monitor
di destra compare il pulsante Previous, mentre si lavora sull’altro con ghtroom chiamato Catalog.
che si sostituisce automaticamente con Lightroom. Grazie a questo sistema qualunque
E’ anche possibile trascinare i intervento sulle foto è sempre rever-
il tasto Sync non appena vengono sele-
Pannelli di destra sul secondo
zionate due o più immagini. E’ quindi monitor, ma è di scarsa utilità sibile e l’editing non causa alcuna
importante ricordare che a causa di data l’alta ottimizzazione dell’in- perdita progressiva dei dati dell’im-
questa caratteristica, in questa Guida, terfaccia. magine perché non altera in alcun
potrebbero essere menzionati menu o modo i file originali.
funzioni temporaneamente non attivi a Inoltre i cursori delle diverse regola-
causa delle caratteristiche specifiche del zioni rimangono sempre esattamente
proprio archivio e dei propri file. come sono stati posizionati, anche dopo
che il programma è stato chiuso e riav-
Nessuna discriminazione di
viato, permettendo di ritornare in qua-
formato di file lunque momento sui propri passi.
All’interno di Photoshop Lightroom
Il flusso di lavoro attraverso i 5 tutte le funzioni disponibili possono es-
sere utilizzate indistintamente su imma-
Moduli
gini in formato RAW, JPG, PSD o TIFF. Editing su un unico livello
Il flusso di lavoro in Photoshop Li- Questo implica che anche regolazioni
ghtroom inizia sempre con l’importazio- Adobe Photoshop Lightroom è pro-
come il bilanciamento del bianco, legate
gettato per svolgere tutte le principali
ne delle immagini nella Library del soft- per loro natura al formato RAW, possono
regolazioni e modifiche alle immagini in
ware. Prosegue poi attraverso i 5 Moduli essere applicate anche su file in formato
un non-layered editing (modifica su un
che guidano il fotografo attraverso i di- JPG, PSD o TIFF, perfino simultanea-
unico livello). Per questa ragione non
versi step della post-produzione. Termi- mente! Naturalmente va tenuto conto
consente di elaborare le immagini su
na infine con l’esportazione dei file che

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livelli né su singoli canali né di utiliz- fondite da chi opera nel settore delle RGB. Questo spazio offre il vantaggio di
zare maschere, selezioni o filtri. Se si immagini. incorporare la maggior parte dei colori
importa quindi un file in formato PSD o Fortunatamente in Photoshop Li- che i sensori delle fotocamere sono in
TIFF a livelli Photoshop Lightroom lo ghtroom si è trovato il modo di semplifi- grado di catturare, evitando eventuali
gestisce come se fosse ad un unico care la gestione del colore automatiz- perdite di sfumature.
livello. zando, con buon senso, la maggior par- Nei Moduli Slideshow e Web viene
te delle scelte “critiche” normalmente automaticamente assegnato alle imma-
delegate all’utente. In linea di massima il gini il profilo sRGB in modo che i colori
grande vantaggio di questo approccio delle foto possano avere un buon aspet-
Salvataggio istantaneo deriva dal fatto che il fotografo deve to sulla maggior parte dei monitor.
preoccuparsi della gestione del colore e Nel Modulo Print invece è possibile
Come tutti i software che sfruttano la scegliere le impostazioni che preferisce convertire i colori delle immagini attra-
logica del Catalog (generalmente chia- solo quando le foto sono pronte per verso funzioni dedicate alla gestione del
mato Libreria) anche Photoshop Li- l’output. Il fattore più rassicurante risiede colore.
ghtroom salva in modo immediato qua- nel fatto che, all’interno di Photoshop Durante l’esportaizione dei file trami-
lunque modifica venga eseguita sui file. Lightroom, è molto difficile compiere te il comando Export si può scegliere di
Questo significa che non occorre mai errori legati alla gestione del colore, convertire le immagini in AdobeRGB
preoccuparsi di salvare il proprio lavoro, perché è il software stesso a guidare (1998), in sRGB o in ProPhoto RGB.
provvede lui a farlo automaticamente. l’utente verso le scelte più adatte o ad Quando si utilizza il comando dal
Qualora avvenga un’interruzione di cor- automatizzare le scelte più opportune. menu Photo > Edit in per esportare le
rente tale da spegnere improvvisamente In generale non occorre preoccu- immagini da Photoshop Lightroom diret-
il computer tutte le modifiche risultereb- parsi delle impostazioni colore fino a tamente in Photoshop o in un altro soft-
bero salvate fino all’ultima. quando non si esportano i file. ware, lo spazio colore può essere modi-
In generale, occorre tenere presente ficato dal menu Preferences > External
che Adobe Photoshop Lightroom impor- Editing.
ta tutte le immagini in RGB, in Scala di
Gestione del colore Grigio, o in Metodo LAB sia a 8 bit sia
Avere cura della gestione del colore a 16 bit, ma è fondamentale ricordare
durante ogni processo di creazione, che le gestisce sempre e comunque
come immagini in RGB. Alcune impor-
Dove si trova il menu Prefe-
lavorazione o stampa delle proprie im-
magini è essenziale per ottenere una tanti eccezioni legate a tipi di immagini rences di Lightroom?
soddisfacente coerenza cromatica tra le non compatibili, come ad esempio i file
in CMYK, sono trattate nel capitolo se- Su Windows menu Edit > Prefe-
diverse periferiche (fotocamera, monitor, rences.
stampante, ecc). guente. Su Macintosh menu Adobe Adobe
Innanzitutto, per osservare corret- Le anteprime delle immagini ven- Photoshop Lightroom > Preferen-
gono conservate nel database nel soft- ces.
tamente i colori delle immagini ed evita-
re che appaiano incongruenze tra la ware nello spazio colore Adobe RGB
visualizzazione a monitor e la stampa è 1998, a prescindere dal formato dei file
indispensabile utilizzare monitor di originali e dal profilo colore in essi in-
buona qualità accuratamente calibrati. corporato. Questo è quindi lo spazio
In secondo luogo occorre tenere pre- utilizzato di default quando si stampa in
sente che un’immagine digitale do- draft mode printing dal Modulo Print.
vrebbe sempre incorporare un profilo I file in formato TIFFF, .JPEG, e i
PSD) vengono visualizzati all’interno di
colore. In questa sede non approfondi-
remo questo argomento, che richiede- Photoshop Lightroom nel profilo colore
rebbe semmai una Guida dedicata, ma incorporato. Anche l’istogramma e i va-
si invita ad approfondirlo attraverso vali- lori cromatici si fondano su questo profi-
de fonti di studio quali il manuale utente lo. Se l’immagine non ha un profilo in-
di Photoshop e lo splendido sito di uno corporato Photoshop Lightroom assegna
dei massimi esperti sull’argomento, automaticamente il profilo sRGB e i colo-
Mauro Boscarol, www.boscarol.com. ri delle immagini potrebbero assumere
In generale la gestione del colore un aspetto diverso.
non è né qualcosa di costoso, né di par- Per tutti i file in formato RAW il
ticolarmente difficile, tuttavia le proble- Modulo Develop utilizza uno spazio co-
matiche e la teoria ad essa legate sono lore molto ampio basato sui valori cro-
complesse e a volte scarsamente appro- matici dello spazio colore ProPhoto

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molto più veloce utilizzando l’opzione
Come ottimizzare le Import photos at their current location.
Scrittura automatica dei dati
XMP
performance di Pertanto se le immagini non sono anco-
ra state trasferite nella loro posizione Per incrementare le performance del
Photoshop Lightroom definitiva e ad esempio, risiedono anco- programma disattivare dal menu: File >
ra nella memory card, è preferibile che Catalog Settings > Metadata > Auto-
vengano trasferite sul computer e poi matically write changes into XMP ed
Diversi fattori influiscono sulla velo-
importate all’interno di Adobe Photos- eseguire semmai l’esportazione dei dati
cità di un programma.
hop Lightroom. XMP manualmente, solo quando neces-
Quelli che seguono sono alcuni
sario. Questo argomento sarà meglio
suggerimenti per ottimizzare al massimo
approfondito nel prossimo capitolo.
le performance di Photoshop Lightroom.

Visualizzazione delle anteprime


Per velocizzare la visualizzazione
delle anteprime all’interno di Adobe Pho-
Stampa in Draft Mode
Requisiti del computer toshop Lightroom è opportuno attivare In fase di stampa si può velocizzare
l’opzione Render standard-sized pre- il render delle immagini attivando l’op-
I requisiti minimi di sistema di Pho-
views nella finestra di dialogo Import. Se zione Draft Mode Printing nel pannello
toshop Lightroom offrono prestazioni
le immagini sono già state importate non Print Job. Tuttavia è bene tenere conto
soddisfacenti in flussi di lavoro con im-
utilizzando questa opzione è possibile che questa opzione non consente di
magini di massimo 5-6 Megapixel.
renderizzare tali anteprime attraverso il gestire il colore, e quindi utilizza lo spa-
Per ottimizzare le performance del
comando dal menu Library > Previews zio AdobeRGB (1998) automaticamente
software si consigliano dunque un pro-
> Render standard-sized previews. incorporato nelle anteprime, per cui se
cessore più potente e un espansione
ne consiglia l’uso solo per stampe di
RAM ad almeno 2 GB.
scarso valore, come ad esempio i provi-
Va inoltre tenuto conto che in molte
ni.
circostanze, Photoshop Lightroom può
essere installato anche su computer con
requisiti inferiori ai minimi richiesti, tutta- Visualizzazione dell’immagine al
via ciò può determinare significativi e 100%
rischiosi malfunzionamenti. Pertanto è
sempre opportuno verificare la propria
Per velocizzare al massimo la visua- Antivirus
lizzazione delle immagini al 100% (ridu-
configurazione ed attenersi a quanto Al pari di altri software che compio-
cendo il tempo di persistenza del mes-
indicato dalla Adobe. no attività costante sui dischi, le perfor-
saggio Working) è opportuno:
- renderizzare tutte le anteprime 1:1 mance di Photoshop Lightroom potreb-
selezionando le immagini e utilizzando il bero decadere con alcuni programmi
comando del menu Library > Previews antivirus.
> Render 1:1 Previews.
Localizzazione dei Catalogs - conservare in memoria l’anteprima
In generale si ottengono maggiori 1:1 per la durata media del tempo di
performance spostando i Catalogs e gli consegna dei propri lavori fotografici.
altri file contenuti nella cartella Lightroom Tale impostazione può essere modificata
(localizzata di default all’interno della dal menu File > Catalog Settings > File
cartella Immagini) su un hard disk di- Handling > Automatically Discard 1:1
verso da quello di sistema, sia esso Previews: After One Day / After One
interno al computer oppure collegato Week / After 30 Days / Never. Grazie a
esternamente, preferibilmente in Firewire questa funzione si può quindi scegliere
800. se conservare in memoria le anteprime
1:1 per un giorno, una settimana, 30
giorni o di conservarle per sempre.

Importazione
Il processo di importazione risulta

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LA LOGICA DEI CATALOGS
LA GESTIONE DEI FILE ATTRAVERSO L’IMPORTAZIONE E L’ESPORTAZIONE

La logica dei Catalogs di Photoshop Lightroom si fonda sul concetto di


Libreria, già utilizzato da tempo in diverse applicazioni, e offre una con- IN QUESTO CAPITOLO:
sistente serie di vantaggi.

In sostanza, grazie ai Catalogs, qualunque intervento si esegue sulle


immagini non modifica mai i file originali, che rimangono inalterati. Le PRO E CONTRO LEGATI AI CATALOGS
modifiche vengono invece registrate sotto forma di istruzioni in un data-
base SQLite, opensource. FILE COMPATIBILI CON LIGHTROOM
• File compatibili con la versione 1.2
Questo database è localizzato di default nella cartella Immagini > Li- • File non compatibili con la versione 1.2
ghtroom ma può essere spostato (o creato ex novo) in una qualunque
posizione all’interno dell’hard disk interno o di un supporto di memoria IMPORTARE LE IMMAGINI
esterno (ad esclusione dei server). • Il comando Import
• Importazione di nuove immagini in un
Ogni modifica viene quindi realmente applicata al file solo quando si Folder
effettua l’esportazione delle immagini che, costituendo una sorta di Salva • Importazione dalla fotocamera
con Nome avanzato, crea una nuova copia dei file nel formato prescelto. in fase di scatto
• Importazione da Photoshop Elements

ESPORTARE LE IMMAGINI
• Il comando Export
• Esportare il solo codice XMP
• Esportare un Catalog

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Pro e contro del
Cosa implica la conversione delle Library di Photoshop Lightroom 1.0 ai
sistema dei Catalogs
Catalogs della versione 1.1 o 1.2?
Il principale lato negativo causato Fino alla versione 1.0 di Photoshop Lightroom il termine Library non faceva rife-
dal sistema dei Catalogs è l’attesa per rimento solo al Modulo omonimo, ma anche al database nel quale questo soft-
l’inevitabile importazione delle immagini ware memorizzava tutti gli interventi sulle immagini.
L'aggiornamento di Photoshop Lightroom alla versione 1.1 (o successive) conver-
che si esegue ogni volta che un nuovo te le Libraries (.Irdb) in Catalogs (.Ircat). Prima della conversione è necessario
gruppo di file deve essere visualizzato e tenere presente che i Catalogs di Adobe Photoshop Lightroom 1.1 o 1.2 non
elaborato con Photoshop Lightroom. possono più essere aperti con la versione 1.0.
Fortunatamente però, i vantaggi che
derivano da questo nuovo approccio
all’archiviazione e alla post-produzione
fotografica ripagano ampiamente il tem-
po di attesa dedicato a questa operazio- Perché l’editing in Adobe Photoshop è distruttivo e come si può evitare?
ne.
Tutti i programmi che, come Photoshop, lavorano con immagini digitali costi-
Uno dei vantaggi più rilevanti cui si è tuite da pixel, utilizzano generalmente un approccio cosiddetto distruttivo.
già accennato consiste nell’editing non Ogni regolazione, infatti, modifica in modo permanente i pixel stessi
distruttivo. In pratica gli interventi ese- del file che, perdendo alcune informazioni, causano un degrado progressivo
e irreversibile alla qualità dell’immagine; questo si traduce in genere in una
guiti sui file all’interno di Photoshop Li- perdita di dettagli, nitidezza, sfumature...
ghtroom non vanno mai ad alterare le In Adobe Photoshop, quando si interviene sul livello stesso dell’immagine, le
immagini originali, ma vengono memo- modifiche possono essere annullate solo tornando indietro nel Pannello Storia.
Non appena l’immagine viene salvata e chiusa qualunque intervento diventa
rizzati nel database chiamato Catalog.
permanente e l’immagine perde definitivamente alcune delle sue caratteristi-
Questo aspetto è essenziale sia per la che originali.
qualità del risultato sia per la modularità Per ovviare a questo problema, già dalle precedenti versioni di Photoshop sono
e reversibilità delle proprie regolazioni. state sviluppate funzioni atte a separare i pixel dalle modifiche loro applicate.
Alcune di queste funzioni sono: le regolazioni di livello, le maschere, gli
Photoshop Lightroom, infatti, consente di oggetti avanzati, i nuovi filtri avanzati di Adobe Photoshop CS3...
effettuare infinite correzioni all’immagine
che vengono applicate, in un unico pas-
saggio e in modo irreversibile, soltanto
in fase di esportazione, con la creazione
di una copia dell'originale.
Quali operazioni di Photoshop Lightroom intervengono direttamente sui
Tutte le operazioni eseguite all’inter-
no di Photoshop Lightroom vengono file originali?
memorizzate nel database del pro-
E’ importante tenere presente che le operazioni segnalate di seguito intervengo-
gramma in modo automatico. Questo
no direttamente sui file originali.
significa che non occorre mai salvare il
file. Tra l’altro, anche a seguito di una Folders
chiusura inaspettata del sistema operati- Se si sposta un Folder o si spostano uno o più file in esso contenuti tali modifiche
vengono fisicamente eseguite anche sulle cartelle all’interno dell’hard disk.
vo o di una interruzione di corrente, tutte
le correzioni svolte vengono memorizza- Renaming
te nel database fino all’ultima operazio- Se attraverso Photoshop Lightroom si modifica il nome delle immagini o dei Fol-
ders che le contengono, vengono fisicamente rinominati anche i file e le cartelle
ne. originali.
A fronte di questo è però importante
tenere conto che, come ogni tipo di file, Edit in Adobe Photoshop
Se si aprono i file da Photoshop Lightroom direttamente in Photoshop utilizzando
anche il database di Photoshop Li-
l’opzione Photo > Edit in Adobe Photoshop > Edit Original disponibile per il
ghtroom potrebbe danneggiarsi. E’ per comando dal menu Photo > Edit in Adobe Photoshop il JPG dell’immagine ori-
questo che è sicuramente saggio ese- ginale viene sovrascritto;
guire con regolarità backup del databa-
XMP
se, come consigliato dalla finestra di I dati XMP vengono scritti direttamente sui metadati dell’immagine in tutti i file
dialogo che compare periodicamente che non sono in formato RAW. Quindi in tutti i file DNG, TIF, JPG, PSD.
all’avvio del software.
Delete from Disk
Sempre grazie alla logica dei Cata- Quando si cancella un file da Photoshop Lightroom scegliendo l’opzione Delete i
logs, non si corre mai il rischio di so- file originali vengono fisicamente cancellati e quindi spostati nel cestino del com-
vrascrivere o danneggiare i file origi- puter.
nali, avendo la possibilità di creare mol-

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teplici versioni della stessa immagine
senza gravare sull’hard disk (come ad
esempio attraverso le Virtual Copies). In Quando e perché eseguire il backup?
pratica le correzioni e le diverse versioni
Il backup è la procedura che si esegue per creare una copia di riserva nel
vengono memorizzate nel Catalog e, per caso in cui i dati originali si danneggino, vadano persi o vengano accidental-
quanto lunghe ed elaborate possano mente cancellati.
essere, occupano solo pochi kilobyte: Dal momento che qualunque tipo di file o supporto di memoria può danneg-
giarsi è di fondamentale importanza eseguire regolarmente dei Backup.
un peso minimo se paragonato al salva- In Photoshop Lightroom questa operazione può essere svolta in diversi modi.
taggio di un’intera immagine.
Inoltre, sempre grazie ai Catalogs, è Backup delle immagini
Per un fotografo professionista è del tutto irragionevole correre il rischio che i
stato finalmente possibile realizzare con
propri lavori vadano persi ed è pertanto fondamentale prevedere nel proprio
Adobe Photoshop Lightroom un deside- flusso di lavoro un momento destinato alla creazione dei Backup.
rio comune a molti utenti di Adobe Pho- Con Photoshop Lightroom il backup delle immagini può essere eseguito conte-
toshop: la possibilità di conservare nel stualmente all’importazione dei file anche su hard disk esterni o server utilizzan-
do il comando Backup To disponibile nella finestra Import per le opzioni Copy
Pannello History un registro virtualmen- e Move del menu File Handling. Naturalmente questa opzione allunga sensibil-
te illimitato ed eterno di tutte le opera- mente i tempi di importazione delle immagini.
zioni svolte sull’immagine. La Storia di
Backup del database
Photoshop Lightroom, infatti, non solo è
Eseguire regolarmente il backup del database di Photoshop Lightroom è di fon-
in grado di “ricordare” un numero vir- damentale importanza. Qualora andasse perso o si danneggiasse andrebbero
tualmente illimitato di stadi, ma li con- perdute tutte le operazioni svolte sulle immagini all’interno di Photoshop Li-
serva “per sempre” in memoria, perfino ghtroom.
Si consiglia quindi di eseguire regolarmente il Backup di questo database atti-
dopo che l’applicativo è stato chiuso. Lo vando la funzione dal menu File > Catalog Settings > General > Back up
stesso vale anche per gli Snapshots catalog. A intervalli regolari, in base all’arco temporale scelto, appare una
(istantanee). finestra di dialogo che chiede di avviare il backup. Come impostazione predefi-
nita i backup vengono salvati nella cartella Immagini > Lightroom > Backups.
Infine, il database di Photoshop Li- Tuttavia è più prudente salvarli in un supporto di memoria diverso da quello nel
ghtroom tiene in memoria le anteprime quale è archiviato il database principale.
di tutte le immagini importate nel tem-
Backup di Presets, Templates, Sets...
po (che possono comunque essere ri-
Anche tutte le impostazioni preconfigurate o personalizzate nel tempo, come
mosse manualmente) consentendo di ogni altro tipo di file, potrebbero danneggiarsi o peggio andare perse.
visualizzarle anche se sono fisicamen- E’ quindi saggio eseguire backup manualmente anche di questi file localizzati in:
te archiviate in un supporto di memo- • Mac: utente/Libreria/Application Support/Adobe/Adobe Lightroom;
• Windows: C:\Documents and setting\utente\Dati applicazioni\Adobe\Li-
ria momentaneamente non disponibile ghtroom.
(come ad esempio hard disk esterni o
DVD) e perfino se le immagini originali
sono state cancellate o sono andate
perse. E’ proprio grazie a questa caratte-
ristica che Photoshop Lightroom è in
grado di generare anteprime di stampa Il database di Adobe Photoshop Lightroom può risiedere su un server per
di migliaia di immagini praticamente in
essere accessibile da diversi computer?
tempo reale.
Attualmente Photoshop Lightroom 1.2 è concepito per un flusso di lavoro indivi-
duale e il suo database chiamato Catalog (.Ircat) non è progettato per funziona-
re su un server. E’ invece possibile che i file immagine originali, cui il database fa
riferimento, risiedano su un server.
Il database con tutte le correzioni deve comunque essere locaalizzato su un hard
disk (interno o esterno, ma collegato fisicamente al computer dove è installato
Photoshop Lightroom).

Se i Catalogs vengono localizzati su un hard disk esterno è possibile


condividerlo, dando l'opportunità a più utenti di intervenire sulle stesse immagini.
In questo le modifiche fatte da un utente ad una singola immagine, risultano tali
per tutti gli altri utenti, e così via.

In alternativa è possibile procedere in modo diverso: l'intero archivio delle


immagini viene depositato su un hard disk esterno (o volendo anche
un server), e i singoli utenti mantengono i Catalogs sui propri computer. In
questo modo, più utenti possono modificare personalmente le immagini, senza
che queste risultino modificate per tutti gli altri.

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Compatibilità di for-
E’ possibile che file con i giusti requisiti non vengano importati all’inter-
mati e tipologie di file
no della Library?
Può verificarsi una situazione simile nei seguenti casi:

File compatibili con la versione 1.2 • Si sta importando un’immagine già precedentemente inserita all’in-
terno della Library. Ogni file può essere importato una sola volta e, in casi
Adobe Photoshop Lightroom con- come questo, una finestra di dialogo segnala che il file è già presente all’interno
sente l’importazione e la gestione di tutti della Library permettendo di visualizzarlo. Qualora si desideri importarlo co-
munque è necessario rinominarlo.
i principali formati per le immagini foto-
grafiche: JPG, TIFF, PSD, DNG e, at- • Si sta importando una cartella che contiene scatti salvati simultaneamen-
tualmente, oltre 150 diversi tipi di formati te in formato RAW e JPG. In questi casi, come impostazione predefinita, vie-
ne importato soltanto il file in formato RAW. Se si desidera invece importare an-
RAW (la lista aggiornata è disponibile che il file JPG oltre al RAW è necessario attivare l’opzione dal menu Preferences
alla pagina: > Import > Treat JPG files next to raw files as separate photos.
http://www.adobe.com/products/Adobe
Photoshop/cameraraw.html).
I file possono essere in RGB, in
Scala di Grigio, o in Metodo LAB sia a
8 bit sia a 16 bit, ma Photoshop Li-
ghtroom gestisce le regolazioni sempre Quanto spazio occupa il database di Photoshop Lightroom?
e comunque in RGB. Come si può “alleggerire”?
Se si importa un PSD a livelli è ne-
cessario che questo sia stato salvato Dal momento che le istruzioni memorizzate nel database di Photoshop Li-
attivando l'opzione Massimizza Compati- ghtroom sono estremamente contenute le sue dimensioni sono principalmente
determinate dalle anteprime dei file presenti al suo interno.
bilità. In caso contrario il file non viene Queste anteprime sono in JPG e la loro risoluzione e compressione può essere
importato. personalizzata attraverso il comando dal menu File > Catalog Settings >
File Handling > Preview Cache. Tanto più sono grandi le anteprime salvate
in memoria tanto più il database cresce. Tuttavia, grazie a queste anteprime,
Adobe Photoshop Lightroom non deve ogni volta attingere ai file originali per
visualizzare le immagini e le regolazioni ad esse applicate e quindi si riduce al
minimo il tempo di attesa per la visualizzazione di ogni modifica. Quando ap-
File non compatibili con la versio- pare il messaggio Working, Photoshop Lightroom sta generando l’anteprima ad
ne 1.2 una dimensione che non era stata precedentemente salvata nel suo archivio.

Non sono supportati: La dimensione ottimale di queste anteprime va trovata in un giusto compromes-
- Tutti i formati di file non espressa- so tra:
mente specificati sopra (che vengono • la capienza del supporto di memoria che conserva i Catalogs;
• la velocità del proprio computer;
automaticamente ignorati in fase di im- • il genere di utilizzo delle immagini importate;
portazione) come i file in formato EPS, • il grado di urgenza insita nel proprio flusso di lavoro.
GIF... ecc;
Ad esempio, se si è soliti consegnare un servizio fotografico nell’arco
• Tutti i file con metodo di colore di una settimana e, successivamente le foto rimangono nella Library solo per
CMYK; un eventuale consultazione, è consigliabile impostare le opzioni Preview Cache
• I file PSD a livelli salvati senza nel seguente modo:
• Standard Preview Size: 1024;
l’opzione Massimizza Compatibilità;
• Preview Quality: Medium;
• Tutte le immagini con un lato su- • Automatically Discard 1:1 Previews: After One Week.
periore ai 10.000 pixel;
• Tutti i file video, anche quelli ac- Se invece si ha poco spazio su disco è importante che il database rimanga
il più leggero possibile, impostando le opzioni nel seguente modo:
quisiti con fotocamere digitali. • File Management > Standard Preview Size: 1024;
• Preview Quality: Low;
• Automatically Discard 1:1 Previews: After One Day.

Se invece si ha un hard disk molto capiente e un computer potente è


preferibile impostare le opzioni nel seguente modo:
• File Management > Standard Preview Size: 2048;
• Preview Quality: High;
• Automatically Discard 1:1 Previews: Never.
In questo modo il database di Photoshop Lightroom occupa un maggiore spazio
su disco, ma il software risulta più performante perché le anteprima sono sem-
pre disponibili in memoria e non devono mai essere ricreate al momento.

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Importare le immagini
Come si evita l’esecuzione automatica della finestra di importazione di
nella Library
Photoshop Lightroom?
Per poter visualizzare ed elaborare Ogni volta che si accende una periferica come ad esempio uno scanner o viene
le immagini all’interno di Photoshop Li- inserita una memory card su un lettore collegato al computer, Photoshop Li-
ghtroom la prima operazione da compie- ghtroom lancia automaticamente la finestra di importazione.
Il comando per modificare questa funzione si trova nel menu Preferences >
re è l’importazione. Import > Show import dialog when a memory card is detected.
Le immagini possono essere impor-
tate da diversi supporti: Nei sistemi operativi Windows è anche necessario fare clic con il tasto destro del
mouse sull’icona dell‘Adobe Photo Downloader, posta nella barra dell’orologio,
• Dall’hard disk del proprio compu-
e selezionare dal menu a comparsa l’opzione Disable.
ter;
• Da un server;
• Da qualsiasi supporto di memo-
ria esterno (hard disk esterno, chiave
USB) collegato via USB o FireWire;
Qual è il modo più semplice e veloce per importare tutto il proprio archi-
• Da una qualunque memory card; vio fotografico all’interno di Adobe Photoshop Lightroom?
• Da CD o DVD;
• Direttamente da fotocamera an- Il modo più pratico per importare archivi costituiti da centinaia di migliaia di file
è quello di importare la cartella madre contenente tutte le sottocartelle. Photos-
che mentre si sta scattando o da qual- hop Lightroom riconosce automaticamente tutta la ramificazione e importa si-
siasi periferica collegata tramite la tecno- multaneamente tutti i file compatibili che rintraccia all’interno di tutte le sottocar-
logia Twain. telle, senza alcuna necessità di importarli cartella per cartella o di creare ad
esempio divisioni per tipologie di file.
Per quanto concerne l’importazione, Tuttavia, va tenuto conto che un’operazione di questo tipo richiede molto tempo
una problematica conosciuta per Pho- e una notevole performance da parte del computer, per cui è bene valutare ac-
toshop Lightroom 1.2 è l’incapacità di curatamente i requisiti della propria macchina ed eventualmente importare le
immagini in diversi step.
gestire file in formato RAW direttamente
da alcune fotocamere Canon su Win-
dows XP. In caso di problemi di questo
tipo è bene consultare il supporto tecni-
co Canon. Come si possono importare immagini scattate in doppio formato RAW e
JPG?
Quando si importano immagini salvate in fase di scatto nel doppio formato
Il comando Import RAW e JPG Photoshop Lightroom identifica questi file come un duplicato e ignora
il JPG importando solo il RAW. In questo caso l’attivazione o meno della funzio-
Per eseguire l’importazione basta ne Ignore Suspected Duplicates disponibile nella finestra Import non modifica il
fare clic sul pulsante Import oppure comportamento del software.
trascinare la cartella contenente le im- A partire dalla versione 1.1 di Photoshop Lightroom è stata inserita una nuova
magini dalla Scrivania del computer al- opzione nel menu Preferences > Import > Treat JPG files next to raw
l’interno del Modulo Libray. La cartella files as separate photos. Se viene attivata i file in formato JPG vengono im-
portati insieme ai file in formato RAW.
selezionata può anche essere ramificata
in sottocartelle, queste saranno a loro
volta incluse nell’operazione. Se sono
presenti altri tipi di file non compatibili ne in cui si trovano i file originali (siano direttamente da una card senza averle
con Photoshop Lightroom, il software li essi all’interno dell’hard disk o di una prima trasferite sull’hard disk. Tuttavia le
ignora automaticamente. Facendo clic memoria esterna). Questa opzione non performance del software traggono no-
sul pulsante Choose si accede alla fine- crea duplicati, ma solo una sorta di col- tevole vantaggio se si esegue l’importa-
stra di dialogo Import Photos. legamento ai file originali ed è pensata zione dei file dopo averli già trasferiti
Grazie alle opzioni relative al menu per chi deve lavorare su immagini che nella loro posizione definitiva.
File Handling si può scegliere la modali- sono già state archiviate su uno specifi- • Move photos to a new location
tà di importazione più adatta al proprio co supporto di memoria. and import: sposta i file in una nuova
metodo di lavoro. • Copy photos to a new location posizione, cancellandoli quindi dal loro
Di seguito le opzioni disponibili: and import: copia i file in una nuova supporto di memoria originale, e con-
• Import photos at their current posizione e contemporaneamente ne temporaneamente li importa.
location: crea un semplice collegamen- esegue l’importazione. Questa modalità • Copy photos as Digital Negative
to tra Photoshop Lightroom e la posizio- è generalmente consigliata quando si (DNG) and Import: crea una copia in
importano immagini da un CD, DVD o formato DNG di tutti i file RAW che si

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importano salvandoli nella cartella indi-
cata. Se, in fase di importazione compa-
re il messaggio di errore An error occur-
red while converting file image.raw è
molto probabile che le immagini che si
stanno importando siano localizzate su
un volume bloccato (locked) o protetto
da scrittura (read only).
Se si sceglie una di queste ultime
tre opzioni (Copy/Move) si può anche:
• Specificare la nuova cartella nella
quale copiare i file utilizzando il coman-
do Copy to (copia in);
• Effettuare un Backup di sicurezza
delle immagini (Backup to);
• Rinominare le foto (File Naming).
Don’t re-import suspected dupli-
cates: questa opzione evita che venga-
no importate due volte foto identiche.
Photoshop Lightroom verifica le caratte-
ristiche delle foto durante l’importazione
e, se qualcuna è già presente nel data-
base, la scarta. Da notare che, nel caso
non venga spuntata questa opzione,
Photoshop Lightroom esegue comunque
un controllo sui nomi delle foto e, in ca-
so di duplicati sospetti, chiede se si de-
sidera sovrascrivere i file con lo stesso
nome oppure no. E’ bene tenere presen-
te che un file con le stesse caratteri-
stiche e lo stesso nome di un’immagi-
ne già importata non può essere im-
portato due volte. E’ però possibile
importare una stessa immagine che è
stata rinominata così come una foto di-
versa che ha lo stesso nome di un’altra.
Eject card after importing: questa
opzione consente di espellere automati-
camente, al temine dell’importazione, la Cosa sono i dati IPTC?
card dalla quale si stanno importando le
immagini, senza alcuna necessità di I dati IPTC costituiscono un metodo per archiviare informazioni testuali in un file
tornare sul proprio Desktop/Scrivania. immagine. Questi metadati aggiuntivi sono di norma compilati dall’autore del-
l’immagine.
Le opzioni relative a Information to
Apply offrono l’opportunità di applicare
già in fase di importazione alcuni Presets
relativi all’aspetto delle immagini, ai dati sana abitudine di farlo fin da subito. viene applicato un leggero contrasto che
IPTC e alle parole chiave che si intendo- Dal menu Develop Settings è pos- rende le immagini più brillanti e realisti-
no associare ai file. Ognuna di queste sibile applicare a tutte le immagini, già in che.
informazioni e regolazioni può essere fase di importazione, uno dei Presets Dal menu Metadata è possibile as-
successivamente modificata, integrata o disponibili all’interno del Modulo Deve- segnare gruppi di dati IPTC. Per snellire
rimossa all’interno del Modulo Library lop. Per fare in modo che tutte le im- le normali operazioni di routine può es-
(Pannelli Keywording e Metadata) e del magini vengano importate senza subi- sere molto utile creare dei Presets di
Modulo Develop (Pannello Presets). Tut- re alcuna modifica automatica da par- metadati selezionando la voce New e
tavia, soprattutto per quanto riguarda i te di Photoshop Lightroom occorre compilando le informazioni assegnate
metadati e le parole chiave, potrebbe selezionare il Preset General - Zeroed, più frequentemente, come ad esempio
risultare davvero molto utile acquisire la in caso contrario ai file in formato RAW quelle relative al copyright e ai recapiti

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del fotografo.
Infine è possibile attribuire specifi-
che parole chiave (Keywords) al gruppo
di foto che si stanno importando, in
modo da poterle ritrovare più veloce-
mente all’interno del proprio archivio.
Ogni parola chiave o insieme di parole
chiave deve essere separato da una
virgola.
L’opzione Render standard-sized
previews crea, già in fase di importazio-
ne, un’anteprima ad alta risoluzione
delle immagini che ne velocizza la visua-
lizzazione all’interno di Adobe Photos-
hop Lightroom e permette di visualizzar-
le anche quando il supporto di memoria
nel quale sono archiviati gli originali è
temporaneamente scollegato. Questa
anteprima in formato JPG viene conser-
vata in memoria all’interno del database
nella cartella Immagini > Lightroom. Il
peso e le dimensioni di queste antepri-
me sono personalizzabili dal menu File
> Catalog Settings > File Handling >
Preview Cache.
L’opzione Show Preview mostra le
miniature delle immagini che si intendo-
no importare consentendo l'eventuale
esclusioni di quelle da scartare, prima Importazione dalla fotocamera sociate istantaneamente al file rendendo
che inizi l'importazione. facile e snella un’operazione che invece,
in fase di scatto
svolta successivamente, può richiedere
Se la propria fotocamera può essere molto tempo e scrupolosità, oltre che
messa in connessione diretta con un esporre il lavoro a possibili errori.
computer, Photoshop Lightroom può Per utilizzare questa procedura è
Importazione di nuove immagini in
importare le foto simultaneamente e innanzitutto necessario configurare la
un Folder preesistente automaticamente mentre vengono propria fotocamera affinché possa
A volte, dopo che una cartella di catturate. essere collegata al computer in mo-
immagini è stata importata all’interno di Questa funzione può essere molto dalità FTP. Per questo si rimanda al
Photoshop Lightroom, può capitare di utile perché consente di visualizzare manuale d’uso della propria fotocamera.
aggiungere nuove immagini in quella istantaneamente le immagini in un moni- In generale è bene tenera conto che le
stessa cartella o di effettuare modifiche tor e di esaminarle accuratamente ad connessioni via cavo FireWire (IEE 1394)
ad alcuni dei file importati utilizzando alta risoluzione, se necessario anche o USB 2.0 permettono di scattare ed
applicazioni diverse. In casi come questi insieme al committente o ai propri colla- eseguire il download su un computer ad
per aggiornare rapidamente tali modifi- boratori. Inoltre questa funzione può una velocità molto simile a quella delle
che anche all’interno del software si può essere molto comoda per assegnare memory card. Alcune fotocamere offrono
fare clic con il tasto destro (CTRL + clic subito parole chiave ai file in tutti quei anche la libertà di una connessione wi-
su Mac) sul nome del Folder e scegliere casi nei quali il flusso di lavoro è com- reless (senza fili) tra fotocamera e com-
la funzione Synchronize Folder. Con plesso e impone un rigore particolare. puter (entro un centro raggio di metri),
questo comando vengono importate Un esempio di questo tipo sono i servizi ma attualmente il trasferimento è signifi-
tutte le immagini mancanti e vengono fotografici per consistenti quantità di cativamente più lento delle connessioni
aggiornate le immagini modificate. Se si prodotti, come quelli per cataloghi o ad via cavo.
desidera importare le nuove immagini esempio foto di archivio per casting di Una volta eseguita tale configura-
così come sono, senza verificarne le modelle. In casi come questi, Photoshop zione si può impostare Lightroom come
anteprime o specificare informazioni Lightroom risulta molto utile perché il segue in modo da importare le immagi-
come quelle relative alle keywords o al nome o il codice del prodotto, piuttosto ni, in tempo reale, direttamente all’inter-
copyright, basta disattivare l’opzione che il nome della modella o altre infor- no della Library:
Show Import Dialog Before Importing. mazioni importanti possono essere as-

[15]
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1 - Specificare una cartella del
computer nella quale eseguire il
download delle immagini. Questa con-
figurazione può essere fatta sulla foto-
camera (attraverso i menu interni) o at-
traverso il software fornito per scattare in
tethered mode (consultare il manuale di
istruzioni della propria fotocamera);
2 - Configurare Photoshop Li-
ghtroom in modo da importare auto-
maticamente ogni immagine che arri-
va nella cartella specificata chiamata
Watched Folder. Questa funzione di
Adobe Photoshop Lightroom si attiva
attraverso il menu File > Auto Import >
Enable Auto Import. Le opzioni di im-
portazione si personalizzano dal menu
File > Auto Import > Auto Import Set-
tings. Dalla finestra di dialogo dedicata è
possibile specificare di volta in volta il
Watched Folder. Photoshop Lightroom
provvede automaticamente a spostare i
file dalla cartella nella quale la fotocame-
ra scarica le immagini in una nuova de-
stinazione e li importa nella Library. Le
altre opzioni disponibili nella finestra di
dialogo sono analoghe a quelle presenti
nella finestra Import Photos.

Importare un catalogo da Photos-


hop Elements 5
Prima di importare i cataloghi di
Photoshop Elements 5 in Photoshop
Lightroom eseguire la seguente opera-
zione, all’interno di Photoshop Elements,
dal menu File > Catalog -> Recover.

[16]
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Esportare le immagini
elaborate Quali software della famiglia Adobe assicurano massima compatibilità
con la versione 1.2 di Adobe Photoshop Lightroom?
E’ durante la fase di esportazione
che tutte le correzioni effettuate sulle Sia Lightroom sia Camera RAW condividono la stessa tecnologia proprio per
foto vengono definitivamente applicate garantire la massima coerenza di risultati e compatibilità tra le applicazioni
Adobe che supportano il RAW processing. Per questa ragione, se si desidera
ad una copia dei file originali. Se si mo- avere la massima compatibilità con il Modulo Develop della versione 1.2 di
dificano le immagini all’interno di Pho- Photoshop Lightroom è necessario aggiornare il plug-in Camera RAW alla ver-
toshop Lightroom, ma non si esegue sione 4.2.
Al momento i software Adobe che lo supportano sono: Photoshop CS3, Pho-
alcun tipo di esportazione, gli originali
toshop Elements 4.01 per Mac, Photoshop Elements 5.0 e Premiere Elements
rimangono a tutti gli effetti inalterati e 3.0 per Windows.
se vengono aperti utilizzando un qua-
lunque altro software questi appaiono
come in origine, ovvero privi di modifi-
che (a meno di aver esportato i dati
XMP). In quali casi le modifiche eseguite con Adobe Photoshop Lightroom po-
L’esportazione può avvenire in trebbero non essere visualizzate in Bridge o in Adobe Photoshop?
vari modi, a seconda dell’utilizzo cui
le immagini sono destinate: In generale, in tutti i flussi di lavoro che prevedono l’utilizzo sia di Lightroom sia
• Tramite il comando dal menu File di Camera RAW è necessario verificare che le Preferenze di Camera RAW siano
impostate nel seguente modo: Salva Impostazioni immagine in > File col-
> Export (vd. paragrafo seguente) si può laterali “.xmp”. Se alcuni file importati in Photoshop Lightroom vengono suc-
effettuare una sorta di “Salva con Nome” cessivamente editati in Camera RAW, Lightroom non aggiorna automaticamente
avanzato in batch che permette il sal- l’anteprima delle nuove versioni. Per farlo basta utilizzare la funzione del menu
Metadata > Read Metadata from Files disponibile all’interno del modulo Library.
vataggio di uno o più file simultanea-
mente nei formati JPG, PSD, TIFF o Se in Bridge (o negli altri programmi compatibili con il plug-in Camera RAW) le
DNG, consentendo di specificarne la immagini appaiono prive di modifiche malgrado siano state elabo-
localizzazione, il nome, la dimensione in rate in Photoshop Lightroom verificare se:
• E’ stata eseguita correttamente l’esportazione dei dati XMP;
pixel, la risoluzione, lo spazio colore, il • La versione di Camera RAW che si sta utilizzando è stata aggiornata alla ver-
Watermark del copyright e alcune speci- sione 3.7 o successiva.
fiche sulla gestione dei metadati e delle
Se in Adobe Bridge o negli altri programmi compatibili con Camera RAW solo
parole chiave; alcune modifiche eseguite in Photoshop Lightroom non vengono vi-
• Si può creare un file PDF, con sualizzate correttamente è possibile che:
una o più immagini impaginate, dai • La versione di Camera RAW che si sta utilizzando non contempla tutte le fun-
zioni disponibili all’interno di Photoshop Lightroom. Ad esempio in Adobe Pho-
Moduli Slideshow (pulsante Export) e toshop CS2 non sono disponibili funzioni nuove come Recovery, Fill Light, Spot
Print (pulsante Print > Salva come PDF, Removal Tool, Red Eye Tool, Vibrance...;
funzione questa disponibile con i sistemi • La versione del software utilizzato per aprire i file elaborati in Photoshop Li-
ghtroom è in una lingua diversa. Ad esempio, in alcuni computer potrebbe esse-
operativi Apple o con il software Acrobat
re installata la licenza in lingua inglese di Photoshop Lightroom e una in lingua
Professional); italiana di Bridge. In questi casi alcune informazioni assegnate ai file (come ad
• Si possono mandare direttamen- esempio il colore delle etichette) non possono essere visualizzate correttamente
te in stampa i file impaginati all’interno perché il metadato viene scritto sul file in una lingua e viene poi letto in un’altra.
L’informazione nel file tuttavia rimane memorizzata, per cui può essere visualiz-
del Modulo Print tramite il pulsante zata con le versioni nella stessa lingua o eseguendo le ricerche utilizzando termi-
Print); ni inglesi. Ad esempio, per ritrovare con Bridge in lingua italiana tutte le imma-
• Si può esportare, o caricare diret- gini alle quali con Photoshop Lightroom si è assegnata l’etichetta rossa si può
effettuare una ricerca dal menu Modifica > Trova > Criteri > Etichetta > Con-
tamente su Internet, una photogallery tiene > Red.
per il web in HTML o animata in Flash
tramite i pulsanti Export e Upload dispo-
nibili nel Modulo Web;
applicare correzioni avanzate, filtri, lavo- XMP in modo da poter ad esempio
• Si possono masterizzare le foto
rare con livelli multipli, con le maschere, trasferire i file originali integri corredati
direttamente su CD o DVD tramite il
su singoli canali o con funzioni comun- delle modifiche applicate;
comando dal menu File > Export > After
que non disponibili in Photoshop Li- • Si può esportare un Catalog in
Export: Burn the exported images to a
ghtroom. Il comando dal menu per pas- modo da integrare tra loro due o più
disc;
sare a Photoshop è Photo > Edit in database di correzioni eseguite con di-
• Si possono aprire una o più im-
Adobe Photoshop ed è disponibile solo versi computer.
magini direttamente in Adobe Photos-
all’interno dei moduli Library e Develop; Infine si può tenere conto che gli
hop quando si ha la necessità di esegui-
• Si può esportare solo il codice utenti Mac possono anche esportare le
re operazioni accurate di fotoritocco,

[17]
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immagini trascinandole dalla Grid della
Library direttamente sulla propria Scriva-
nia, ma in questo modo si ottiene una
copia del file prima delle correzioni ese-
guite in Lightroom.
Nelle prossime pagine sono illustrati
alcuni dei metodi di esportazione sopra
menzionati. Tutte le altre procedure sono
spiegate nei successivi capitoli dedicati
ai singoli Moduli.

Il comando Export
Il comando Export è disponibile sia
come pulsante all’interno del Modulo
Library sia dal menu Edit > Export Pho-
tos.
Questa tipologia di esportazione
può essere considerata a tutti gli effetti
una sorta di “Salva con Nome avanzato
in batch” che permette di eseguire, si-
multaneamente su uno o più file, tutta
una serie di operazioni relative al nome,
al ridimensionamento, allo spazio colo-
re, alla masterizzazione, ecc.
In pratica questo comando lascia
intatti gli originali e crea una copia delle
singole immagini alle quali va ad appli-
care, in una sola fase, tutti gli interventi
che sono stati eseguiti all’interno di Pho-
toshop Lightroom sia sui metadati (stel-
le, etichette colorate, bandiere, parole
chiave, ecc) sia sui pixel (regolazioni del
Modulo Develop).
Dalla finestra di dialogo è possibile
specificare diverse opzioni.
Come si ritagliano le immagini ad una certa dimensione?
Preset: offre alcuni gruppi di impo- Nella finestra di dialogo dell’esportazione c’è l’opzione Constrain Maximum
stazioni predefinite per un’esportazione Size che permette di ridimensionare le immagini automaticamente du-
veloce e di routine dei file. E’ possibile rante l’esportazione.
I valori numerici che si inseriscono nei campi Width/Height ricampionano, alla
salvare nuovi Presets di esportazione
dimensione specificata il lato più lungo della foto, sia esso orizzontale o vertica-
personalizzati in base alle proprie esi- le.
genze utilizzando il comando Save Cur- Se ad esempio si devono esportare alcune immagini da stampare in formato
rent Settings as New Preset. 10x15 cm è sufficiente specificare:
• Units: Centimeters;
Export Location: consente di speci- • Width: 15;
ficare la posizione, e l’eventuale sotto- • Height: 15.
cartella, nella quale si intendono salvare In questo modo, anche se la cartella esportata contiene scatti sia orizzontali sia
verticali, tutti vengono ridimensionati alla stessa grandezza e il lato più corto
i file. viene adattato proporzionalmente.
File Naming: permette di rinominare
i file in modo articolato e accurato.
Per modificare invece il rapporto di proporzione tra l’altezza e la lar-
File Settings: offre opzioni relative al
ghezza dell’immagine si deve utilizzare lo strumento Crop Overlay disponibile
formato di salvataggio e all’eventuale all’interno del Modulo Develop.
tipo di compressione.
Image Settings: si utilizza per attri-
buire lo spazio colore, la profondità di

[18]
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bit, la risoluzione ed eventualmente an-
che per ridimensionare le immagini (vd.
box nella pagina precedente). L’opzione
Add Copyright Watermark scrive diretta-
mente sul bordo dell’immagine le infor-
mazioni contenute nel metadato Copy-
right.
Metadata: l’opzione Minimize Em-
bedded Metadata esporta i file cancel-
lando tutti i metadati ad eccezione del
Copyright. La funzione Write Keywords
as Lightroom Hierarchy, esporta le paro-
le chiave associate alle immagini sepa-
rando con il carattere pipe (|) keywords
della stesso gruppo.
Post-processing: permette di lan-
ciare automaticamente altri applicativi in
modo da applicare un’azione in batch a
tutte le immagini che si stanno espor-
tando. Ad esempio si possono lanciare
droplet di Adobe Photoshop oppure
masterizzare le foto direttamente su CD
o DVD tramite il comando Burn the ex-
ported images to a disc.

In casi come questi è fondamentale


Esportare il solo codice XMP tenere presente che, in generale, tutte le
modifiche che si eseguono sulle imma-
Spesso può capitare che ci sia la
gini con Photoshop Lightroom (siano
necessità di visualizzare o elaborare con
esse regolazioni come il bilanciamento
Photoshop, Bridge o altri software che
del bianco, o alterazioni di altro tipo co-
supportano il plug-in Camera RAW (co-
me l’inserimento di parole chiave) ven-
me Adobe Photoshop Elements o Pre-
gono salvate di norma soltanto nel suo
miere), alcune foto che sono state pre-
database chiamato Catalog. Se si desi-
cedentemente post-prodotte con Pho-
dera salvare queste istruzioni sulle modi-
toshop Lightroom.
fiche, anche direttamente sulle immagi-
Una situazione come questa si veri-
ni, senza però alterarne irreversibilmente
fica spesso quando si desidera visua-
i pixel, si può eseguire l’esportazione dei
lizzare con Adobe Bridge le etichette
dati XMP.
colorate o le stelle precedentemente
Questo genere di esportazione non
assegnate alle immagini utilizzando
crea una copia delle immagini e non
Photoshop Lightroom.
modifica i file originali, le cui informazioni
Oppure può succedere di voler
restano a tutti gli effetti intatte, ma fa sì
masterizzare le immagini originali su
che Photoshop Lightroom registri le mo-
un CD o DVD, conservando però an-
difiche in formato XMP direttamente sul
che tutte le eventuali modifiche che si
file, oltre a memorizzarle nel proprio
sono eseguite con Lightroom.

[19]
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database. In questo modo i file originali,
lasciati integri, preservano la massima
qualità e modularità per qualunque
Dove vengono scritti i dati XMP?
eventuale ulteriore modifica.
Nei file in formato JPG, PSD, TIFF i dati XMP vengono scritti direttamente nei
Questo tipo di esportazione può metadati incorporati nel file originale.
essere eseguita di volta in volta, su una
o più foto selezionate, oppure, automati- Per tutti i formati RAW proprietari (CR2, NEF, ORF, RAF, ecc) queste informazioni
vengono salvate nel leggero file collaterale XMP che viene automaticamente
camente su tutte le immagini del proprio inserito all’interno della stessa cartella del file originale e prende lo stesso no-
archivio. me. Se questo file XMP viene rimosso o rinominato il file RAW apparirà privo di
Per eseguire l’esportazione dei modifiche, ovvero, così come è stato scattato.
dati XMP manualmente: Se si desidera incorporare il file XMP ai file in formato RAW basta conver-
1 - selezionare uno o più file dal tire il file RAW originale in formato DNG.
Modulo Library;
2 - esportare i dati XMP sui singoli
file attraverso il comando dal menu Me-
tadata > Save Metadata to File oppure
utilizzando la comoda scorciatoia da Che fine hanno fatto i Photo Binder?
tastiera CTRL + S su Windows (Coman-
La procedura di esportazione relativa ai Photo Binder, presente nella Beta 4.1 di
do + S su Mac) Questa funzione è di- Photoshop Lightroom, non è più disponibile ed è stata sostituita dalla modalità di
sponibile sia nel Modulo Library sia nel esportazione illustrata sopra.
menu contestuale dell’immagine facen-
do clic sull’anteprima con il tasto destro
(CTRL + clic su Mac).
La procedura appena descritta va
ripetuta ogni volta che si desidera ag-
Si possono avere diversi Catalog?
giornare i dati XMP dei singoli file con le
Per integrare diversi Catalog tra loro si utilizza il comando dal menu File >
modifiche effettuate all’interno di Pho- Export as Catalog Questa funzione si utilizza quando capita ad esempio di
toshop Lightroom. lavorare su diversi computer allo stesso progetto. L’intera procedura è spiegata
Se si desidera eseguire l’esporta- più avanti in questo capitolo.
zione dei dati XMP sempre e in auto- Per creare diversi Catalog da caricare nella Library uno alla volta si utilizza
matico su tutte le immagini elaborate si il comando dal menu File > New Catalog. La finestra di dialogo che appare
può attivare l’opzione disponibile dal consente di stabilire dove si vuole archiviare il nuovo Catalog e il nome che gli si
menu File > Catalog Settings > Meta- vuole assegnare. Una volta creato il nuovo Catalog si può caricarlo nella Library
dal menu File > Open Catalog. Facendo clic sul pulsante Relaunch della fine-
data > Automatically write changes stra di dialogo successiva Photoshop Lightroom viene automaticamente chiuso e
into XMP. Tuttavia l’attivazione di questa riaperto con la Library aggiornata. Per riaprire velocemente un Catalog già aper-
preferenza riduce le performance del to è disponibile il comando dal menu File > Open Recent. che consente di ese-
programma. guire molto più rapidamente l’operazione illustrata sopra.
E’ importante sottolineare che que-
sto tipo di esportazione memorizza tutte
sono essere aperti direttamente con il
le modifiche effettuate ad eccezione di
plug-in Adobe Camera RAW, conservan-
Collections, Snapshots, History, Virtual
do tutte le modifiche compatibili esegui-
Copies, Collections, Quick Collection e
te in Photoshop Lightroom, e questi pos-
Stack. Inoltre la compatibilità delle re-
sono essere ulteriormente modificati
golazioni memorizzate nei file è sem-
attraverso i comandi offerti da Camera
pre vincolata alle funzioni disponibili
RAW.
nella versione di Camera RAW utilizza-
ta per la loro apertura. Ad esempio
Photoshop CS2 è in grado di visualizzare
stelle, etichette colorate e tutte le regola-
zioni del Modulo Develop ad eccezione
delle regolazioni non disponibili nella
versione 3.7 di Camera Raw come ad
esempio Recovery e Fill Light.
Dalla versione 4.0 di Camera RAW,
lanciata con la Creative Suite CS3, perfi-
no file in formato JPG, PSD e TIFF pos-

[20]
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Esportare un Catalog

Nel flusso di lavoro fotografico po-


trebbe a volte essere necessario trasfe-
rire tra due o più computer le corre-
zioni eseguite con Adobe Photoshop
Lightroom su alcune immagini, oppure
visualizzare o elaborare le stesse foto
su diversi computer e in diverse fasi.
Una situazione di questo tipo si veri-
fica di frequente quando capita di inizia-
re una post-produzione sul set fotografi-
co con un computer portatile e la si ter-
mina nel proprio studio su una posta-
zione desktop.
La soluzione a questo problema è
stata implementata nella versione 1.1 di
Adobe Photoshop Lightroom.
Per esportare un Catalog basta se-
guire i seguenti passaggi:
1 - Selezionare una Collection di
immagini, uno specifico gruppo di foto,
o anche, se necessario, l’intera Library.
2 - Scegliere la funzione dal menu
File> Export as Catalog. In alternativa,
premendo il tasto ALT il pulsante Export
in basso a sinistra nel Modulo Library si
trasforma in Export Catalog.
Nella finestra di dialogo che si apre sta finestra di dialogo) nella quale ven-
è possibile scegliere tre semplici opzio- gono salvate tutte le foto oltre a un file in
ni: formato .Ircat, che contiene le modifiche
• Export selected photos only: eseguite sulle stesse da Photoshop Li-
vengono esportate solo le foto selezio- ghtroom.
nate in quel momento. 3 - Trasferire nel secondo computer
• Export negative files: vengono la cartella appena creata utilizzando un
duplicati i file originali, organizzati in qualunque supporto di memoria (hard
cartelle e sottocartelle. Questa opzione è disk, DVD, chiave USB, ecc).
necessaria quando nel secondo compu- 4 - Avviare Photoshop Lightroom e
ter non sono già presenti le foto per le andare sul menu File > Import From
quali si intendono sincronizzare le modi- Catalog. Sfogliare i propri documenti e
fiche. Ad esempio, le foto sono state selezionare il file in formato .Ircat che fa
trasferite dalla memory card sul portatile, riferimento al Catalog esportato. Facen-
dove sono state selezionate e classifica- do clic sul pulsante Choose (Mac) o
te in progress durante il servizio fotogra- Open (Win) si apre una versione sempli-
fico per poi essere trasferite, complete ficata della finestra di dialogo Import.
delle modifiche, sul computer desktop. In questo modo vengono aggiornate
• Include available previews: ven- sul secondo computer tutte le modifiche
gono esportate in un file in formato .Irda- effettuate sulle immagini, comprese le
ta anche le anteprime dei file create au- Keywords, le Collections, la History, gli
tomaticamente da Photoshop Lightroom Snapshots e le Virtual Copies proprio
per fare in modo che le immagini siano come se quelle operazioni fossero state
visualizzate più velocemente (opzione eseguite su quello stesso computer.
consigliata).
Facendo clic sul pulsante Export Cata-
log viene creata automaticamente una
cartella (con il nome assegnato in que-

[21]
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IL MODULO LIBRARY
ORGANIZZARE, SELEZIONARE E ARCHIVIARE LE IMMAGINI

Il primo Modulo, chiamato Library (biblioteca), è dedicato all’organizza-


zione delle immagini: dall’importazione, alla selezione, all’archiviazio- IN QUESTO CAPITOLO:
ne. Volendo fare un paragone, potremmo dire che si tratta del Modulo
grazie al quale si possono svolgere quelle operazioni normalmente ese- PER INIZIARE...
guite con software come Adobe Bridge, oltre a molte altre funzioni di • Visualizzare le foto in diverse modalità
nuova concezione pensate appositamente per i fotografi. • Ordinare gli scatti e la sequenza
• Confrontare diverse immagini
In questo Modulo è possibile eseguire le seguenti operazioni: • Selezionare e classificare le foto
• importare le immagini da diverse periferiche: hard disk, CD, DVD o • Applicare le impostazioni con un clic
direttamente dalla memory card della propria fotocamera; • Filtrare i file
• visualizzare, raddrizzare e confrontare gli scatti attraverso diverse • Cercare nell’archivio
modalità di visualizzazione; • Selezionare una o più immagini
• scegliere, classificare e contrassegnare le immagini con bandierine, • Cancellare una o più immagini
stelle, colori e parole chiave;
• ordinare, filtrare, raggruppare e catalogare l’intero archivio foto- I PANNELLI DEL MODULO LIBRARY
grafico attraverso l’uso di cartelle, raccolte, parole chiave e dati IPTC con • Caratteristiche generali dei Pannelli
la possibilità di modificare i metadati di più file simultaneamente (ad • Il Pannello Navigator
esempio per rinominarli o sincronizzare l’orario e la data di scatto); • Il Pannello Library
• eseguire ricerche accurate di immagini presenti all’interno dell’archi- • Il Pannello Find
vio, in modo rapido e preciso; • Il Pannello Folders
• effettuare alcune regolazioni semplici e veloci su una o più immagini • Il Pannello Collections
simultaneamente. • Il Pannello Keyword Tags
• Il Pannello Metadata Browser
• Il Pannello Histogram
• Il Pannello Quick Develop
• Il Pannello Keywording
• Il Pannello Metadata
• La Barra degli Strumenti

[22]
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SCORCIATOIE DA TASTIERA: PER INIZIARE... Adattare l’area di lavoro
Attualmente le scorciatoie da tastiera di
per VISUALIZZARE le foto
Photoshop Lightroom non sono personaliz- in diverse modalità
zabili. I brevi paragrafi che seguono illu-
Molti tasti di questo software supportano il
long press behavior: tenendoli premuti
strano sinteticamente come svolgere
Come in tutti i programmi Adobe
prolungatamente si attiva la funzione loro con Photoshop Lightroom le principali
associata per poi disattivarsi non appena si l’interfaccia è ridimensionabile libera-
operazioni generali che ogni fotografo
rilascia il pulsante. Nella modalità di visua- mente consentendo una ridistribuzione
lizzazione provvisoria è comunque possibile esegue quotidianamente nel proprio
lavorare usando il mouse normalmente.
delle aree occupate dai vari elementi tale
flusso di lavoro.
da conformarsi perfettamente all’utilizzo
Molti di questi argomenti sono ulte-
COMANDO* Pe r s e l e z i o n a r e i l che si fa del software nelle varie fasi del-
modulo Library. riormente approfonditi nella sezione
la post-produzione.
+ ALT +1 seguente di questo stesso capitolo de-
dicata ai Pannelli del Modulo Library.
COMANDO* Pe r s e l e z i o n a r e i l
modulo Develop.
+ ALT + 2
(OPPURE D) Miniature

COMANDO* Pe r s e l e z i o n a r e i l
modulo Slideshow.
+ ALT + 3 Come si può inserire il proprio
COMANDO* Pe r s e l e z i o n a r e i l marchio sull’interfaccia di
modulo Print.
+ ALT + 4 Photoshop Lightroom?
Photoshop Lightroom è persona-
COMANDO* Pe r s e l e z i o n a r e i l
lizzabile al punto che ogni foto-
modulo Web.
+ ALT + 5 grafo può sostituire il nome del
software personalizzandolo con il
proprio nome o marchio. Il
G Per passare alla mo- comando per farlo si trova nel
dalità Grid del modu- menu Edit > Identity Plate Setup
lo Library. su Windows (Lightroom > Identity
Plate Setup su Mac).
Così come in Adobe
TAB Photoshop questo tasto
Dalla finestra di dialogo che
compare è anche possibile per-
nasconde i Pannelli. sonalizzare i pulsanti dell’in-
terfaccia determinandone font,
Nasconde simultanea-
TAB + SHIFT mente sia i Pannelli sia
dimensione e colori. Si consiglia
Per visualizzare e scorrere veloce-
tuttavia di privilegiare sempre
il Filmstrip. tinte neutre per non viziare la mente molte immagini simultaneamente
percezione cromatica delle im- si può utilizzare il Filmstrip disponibile in
Nasconde la Barra degli
T Strumenti.
magini.
ogni Modulo o la modalità di visualizza-
Per applicare le modifiche all’in-
terfaccia occorre selezionare l‘op- zione Grid (griglia) disponibile dal Mo-
F Alterna le tre modalità
di visualizzazione:
zione Enable Identity Plate. dulo Library.
schermo standard,
Per variare la dimensione delle
schermo intero, scher- miniature:
mo intero senza menu.
• Nel Filmstrip occorre spostarsi con
il cursore lungo il bordo del “rullino” e
COMANDO* E’ la scorciatoia della
funzione Metadata > trascinare verso l’alto;
+S Save Metadata to File.
Serve a salvare i dati
• Nella modalità Grid si utilizza inve-
XMP direttamente sul ce l’apposito cursore Thumbnails posto
file. sulla Barra degli Strumenti.
Da qualunque Modulo, attraverso la
scorciatoia da tastiera G si passa velo-
*Il tasto Comando su Mac equivale al tasto cemente alla Library in modalità Grid.
CTRL su Windows.

[23]
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Foto grandi, una alla volta Su sfondo nero, bianco o grigio nocromatico riducendo la distrazione
arrecata dall’interfaccia. Questa funzione
è disponibile in tutte le modalità di visua-
lizzazione su uno o più file selezionati.
Attraverso il comando dal menu
Preferences > Interface > Lights Out si
può sostituire lo sfondo nero con altri
toni in scala di grigio e intervenire sul-
l’opacità.

A pieno schermo

Per osservare accuratamente


un’immagine alla volta si può utilizzare la
modalità Loupe (lente).
Per destinare il massimo spazio alle
immagini mantenendo a disposizione i Per visualizzare le immagini a pieno
Pannelli laterali basta posizionarsi con il schermo senza l’ingombro di alcuni
cursore lungo il bordo interno di un qua- elementi dell’interfaccia si può:
lunque Pannello, fare clic e trascinare • Nascondere i Pannelli o il Filmstrip
facendo clic sul triangolino bianco po-
sto ai margini dell’interfaccia;
• Nascondere tutti i Pannelli simul-
Zoom taneamente utilizzando la scorciatoia da
tastiera TAB;
• Nascondere tutti i Pannelli e il
Filmstrip simultaneamente utilizzando la
scorciatoia SHIFT + TAB.
Non appena si sposta il cursore
verso il margine laterale o inferiore del-
l’interfaccia i Pannelli il Filmstrip tornano
nuovamente disponibili.
Inoltre si può minimizzare ulterior-
mente l’interfaccia utilizzando la scorcia-
toia da tastiera F
Per esaminare accuratamente ele-
menti come la nitidezza, il rumore e la
messa a fuoco è necessario zoomare su Durante la scelta delle immagini è
alcuni dettagli. Per passare velocemente particolarmente utile la visualizzazione in
dalla modalità Loupe alla visualizzazione modalità “luce spenta” (attivabile con la
al 100% dell’immagine si fa clic diretta- scorciatoia da tastiera L) che consente
mente sull’immagine. di osservare le immagini su fondo mo-

[24]
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ORDINARE gli scatti Personalizzare la successione Raggruppare scatti simili
e la sequenza degli scatti

Raddrizzare le foto

Per modificare l’ordine di visualizzazione


delle immagini si può utilizzare il menu
Sort disponibile nella Barra degli Stru-
menti.
E’ anche possibile personalizzare
l’ordine delle immagini trascinandole
manualmente, ma solo se queste si
trovano in una Collection o nella Quick
Collection. Spesso capita di avere aver effettua-
to una sequenza di scatti afferenti una
stessa situazione. Oppure, ad esempio,
di aver realizzato una serie di foto per
realizzare un’immagine panoramica.
Come si possono riordinare In casi come questi, per evitare che
una ridondanza di fotogrammi affolli
velocemente le proprie imma- inutilmente la visione d’insieme del ser-
gini se si è realizzato un servi- vizio fotografico, può risultare molto utile
utilizzare gli Stack che consentono di
zio fotografico con diverse fo-
impilare le foto le une sotto le altre rac-
Per raddrizzare velocemente gli scatti
tocamere e gli orari non erano chiudendole in una sorta di cartellina
orizzontali e verticali basta fare clic sul-
l’icona freccia che appare sulla Barra sincronizzati? virtuale.
Per creare uno Stack manualmente:
degli Strumenti in modalità Loupe o in
Quando si verifica una situazione • selezionare due o più immagini;
basso a destra sulle miniature in modali- di questo tipo, se si organizzano • fare clic su una di esse con il tasto
tà Grid. le immagini per data di scatto,
l’ordine delle foto non torna chia- destro (CTRL + clic su Mac);
ramente a posto. E’ quindi neces- • selezionare la funzione Stacking >
sario modificare il metadato che Group into Stack.
memorizza questa informazione.
Per creare Stack automaticamente
Per farlo si può utilizzare la fun- basati sul tempo intercorso tra un foto-
zione relativa al Capture Time gramma e l’altro fare clic su un’immagi-
nel Pannello Metadata. ne qualunque e scegliere la funzione
Di seguito la procedura da segui-
re: Stacking > Auto-Stack by Capture Time.
• Selezionare gli scatti dei quali si Dalla finestra di dialogo che appare è
intende modificare la data e/o possibile determinare il tempo che deve
l’orario di scatto;
• Fare clic sull’icona Edit Capture intercorrere tra un fotogramma e l’altro
Time posta alla destra del meta- affinché questi vengano raggruppati in
dato Capture Time nel Pannello uno Stack.
Metadata
Uno Stack può essere contratto o
• Dalla finestra di dialogo che si
apre modificare la data e l’orario. espanso facendo clic sul piccolo rettan-
golo posto in alto a sinistra sulla miniatu-
Gli orari e le date di tutte le foto ra. Su questo rettangolo è presente an-
selezionate vengono adattati pro-
porzionalmente. che il numero di fotogrammi raggruppati
nello Stack. Per stabilire quale foto stia a
capo dello Stack, attivarla facendoci clic
prima di creare o contrarre lo Stack.

[25]
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La modalità Survey View (ispezione)
CONFRONTARE diverse mette invece a confronto due o più im-
Selezionare
foto simultaneamente magini simultaneamente per averne un e CLASSIFICARE le foto
punto di vista globale.
Facendo clic sulla X posta in basso
a destra è possibile escludere alcuni
Confrontare più immagini tra loro
scatti dalla visualizzazione.

In genere, anche grazie al senso di


libertà provocato dell’assenza del rullino,
si tendono a scattare sempre più imma-
gini, spesso anche utilizzando la funzio-
ne dello scatto continuo. Questo fa sì Confrontare l’immagine “prima”
che in fase di selezione, ci si ritrova a
e “dopo” le regolazioni
confrontare molti fotogrammi simili tra
loro, tra i quali scegliere il migliore non è
sempre facile.
In questi casi sono disponibili due
diverse modalità per il confronto.

La modalità Cycles between before


and after views (confronta prima e do-
po) è disponibile nella Barra degli Stru-
menti del Modulo Develop e permette di
La modalità Compare View (con- mettere a confronto la stessa l’immagine
fronto) consente di visualizzare un’im- prima e dopo le regolazioni effettuate.
magine, confrontandole con le altre. (vd. pag. 51)
L’immagine Select posta a sinistra mo-
stra la foto che si seleziona con il curso-
re. L’immagine Candidate posta a destra
mostra, uno alla volta, le altre immagini
potenzialmente valide, che possono
essere alternate spostandosi sul
Filmstrip con le frecce della tastiera.
Grazie allo Zoom posto in basso sulla
Barra degli Strumenti si possono visua-
lizzare le due immagini anche al 100%
per metterne a confronto, ad esempio, il Photoshop Lightroom offre diverse
punto di messa a fuoco. funzioni per selezionare le immagini
creando una graduatoria e applicando
dei contrassegni distintivi. Classificando
le foto con bandiere, stelle e etichette
colorate è possibile selezionarle rapida-
mente e, al contempo, ottimizzare al
meglio la loro catalogazione all’interno
del proprio archivio.
Oltre alle scorciatoie illustrate di
seguito, il comando per assegnare ban-
diere, stelle e etichette colorate è anche
disponibile nel menu Photo:

[26]
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> Set Rating (assegna una classifica con toia da tastiera 6), foto in location Verde
le stelle); - Green - (scorciatoia da tastiera 8), ri-
VISUALIZZARE i file
> Set Flag (assegna bandiera); storante Blu - Blue - (scorciatoia da ta- IN MODO SELETTIVO
> Color Label (assegna etichetta colora- stiera 9), foto di gruppo Viola - Purple -
ta). (per il colore viola non è attualmente
attraverso i filtri
Inoltre altri criteri molto validi per disponibile una scorciatoia da tastiera).
organizzare e ritrovare facilmente le pro- Oppure i colori possono anche essere
prie immagini sono costituiti dall’asse- molto utili per dividere le tipologie di
gnazione di Keywords (parole chiave) e soggetto, in modo da essere facilitati ad
dati IPTC. esempio nel ritrovare velocemente certi
La funzione Filters (filtri) serve a
scatti o aggiornare il proprio portfolio. In
visualizzare solo le immagini che ri-
questo senso, ad esempio, può essere
spondono a certi requisiti nascondendo
Bandiere utile pensare di assegnare un colore ai
temporaneamente le altre. Facendo clic
ritratti, un altro agli still life, un altro an-
Le bandiere sono adatte ad una sui pulsanti disponibili è possibile isolare
cora ai paesaggi e così via...
scelta generale di primo livello. le foto in base alla tipologia di bandiere,
Pick (scorciatoia da tastiera P) as- stelle e/o colori assegnata ai file durante
segna una bandiera bianca, adatta per la fase di selezione e classificazione.
le immagini che sono valide. Facendo clic sull’icona che riproduce un
Rejected (scorciatoia da tastiera X) interruttore, posta all’estremità destra è
assegna una bandiera nera, simbolo Applicare le possibile disabilitare temporaneamente il
adatto per gli scatti che vanno eliminati. filtro lasciandone però immutate le im-
Unflagged (scorciatoia da tastiera
IMPOSTAZIONI con un clic postazioni. Dalla versione 1.1 di Photos-
U) si utilizza per rimuovere una delle due hop Lightroom è stato anche aggiunto
bandiere dall’immagine. un nuovo pulsante che permette di vi-
sualizzare con un solo clic tutte le Virtual
Copies (copie virtuali) presenti in un
Stelle certo gruppo di immagini. L’ultimo pa-
rametro sulla destra, Master Photos,
Le stelle rappresentano uno stru-
(immagini principali) permette invece di
mento più accurato di classificazione
visualizzare solo la versione mastro di
qualitativa delle immagini. In generale
una serie di Virtual Copies.
più alto è il numero delle stelle che si
Altre tipologie di filtri possono esse-
associano ad una foto migliore è l’im-
re applicate anche attraverso il Pannello
magine. I numeri della tastiera da 1 a 5
Keyword Tags e il Pannello Metadata
consentono di assegnarle con estrema
Browser che consentono di visualizzare
praticità. Oppure si può fare clic su uno Questa funzione è stata introdotta velocemente tutte le immagini contenen-
dei 5 puntini presenti sotto l’anteprima nella versione 1.1 di Adobe Photoshop ti una certa parola chiave o un certo
dell’immagine. Per togliere qualunque Lightroom grazie all’inserimento del metadato.
classificazione da una o più immagini nuovo Painter Tool disponibile nella
basta selezionarle e digitare il tasto zero Barra degli Strumenti. Facendo clic sul-
della tastiera. l’icona della bomboletta spray appare
un menu pop-up Paint dal quale è pos-
sibile determinare le impostazioni si in-
Etichette colorate tendono “spruzzare” sulle immagini.
Con il Painter Tool è possibile applicare
Le etichette colorate sono un livello
parole chiave (Keywords), etichette colo-
di classificazione ancora più scrupoloso
rate (Label), bandiere (Flag), classifiche
che si fonda principalmente su un con-
con le stelle (Rating), metadati (Metada-
cetto di classificazione tipologica.
ta), Presets del Modulo Develop (Set-
Ognuno può assegnare ai vari colori la
tings), e perfino ruotare le immagini (Ro-
valenza che preferisce, in base alla tipo-
tation).
logia del proprio flusso di lavoro. Ad
Per applicare velocemente queste
esempio, chi si occupa di fotografia di
impostazioni su diverse immagini in po-
matrimonio, può assegnare un colore ad
co tempo basta fare clic e trascinare lo
ogni fase della giornata: casa della spo-
strumento sopra le miniature, proprio
sa Rosso - Red - (scorciatoia da tastiera
come se si trattasse di uno spray.
5), cerimonia Giallo - Yellow - (scorcia-

[27]
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RITROVARE uno o più file Attivare o SELEZIONARE CANCELLARE
all’interno dell’archivio una o più immagini una o più immagini

Diverse funzioni all’interno di Pho-


toshop Lightroom permettono di esegui-
re ricerche in modo più o meno avanza-
to ed accurato in base alle caratteristi-
che dei singoli file.
Il Pannello Find offre indubbiamente
i controlli più avanzati, basati sul nome Per rimuovere le immagini da Pho-
del file, la data di scatto, e diverse altre toshop Lightroom basta selezionare uno
caratteristiche. o più file e premere il tasto Backspace/
In Photoshop Lightroom esistono
Il Pannello Keyword Tags rintraccia Canc della tastiera. Appare quindi una
diversi gradi e modalità di attivazione/se-
le foto contenenti specifiche parole chia- finestra di dialogo che consente di spe-
lezione di una o più immagini. A secon-
ve assegnate dal fotografo. cificare se si intendono rimuovere (Re-
da della modalità attiva in un determina-
Il Pannello Metadata Browser è una move) le immagini dalla Library, la-
to momento le regolazioni che si ese-
sistema di ricerca che si fonda sui meta- sciando gli originali intatti nella loro po-
guono potrebbero agire su una o più
dati incorporati nel file automaticamente sizione, oppure cancellarle definitiva-
immagini simultaneamente.
dalla fotocamera in fase di scatto. mente (Delete from Disk) spostandole
• Quando una miniatura non è sele-
La funzione Filters (vd. paragrafo nel cestino. Scegliendo il pulsante Can-
zionata la sua cella è di colore grigio
precedente) esegue invece rapide ricer- cel l’operazione viene annullata.
scuro;
che per genere di foto. Se invece si intende rimuovere un
• Quando si fa clic su una miniatura
In ogni caso però è essenziale tene- intero Folder (clic con il tasto destro - o
essa si seleziona e la sua cella diventa di
re presente che ogni ricerca risulta tanto CTRL + clic per gli utenti Mac - sul no-
colore bianco;
più efficace quanto più accurato e scru- me della cartella e scegliere l’opzione
• Quando si selezionano una o più
poloso è l’inserimento delle informazioni Delete) le immagini vengono rimosse
immagini, dopo averne già selezionata
necessarie da parte del fotografo. dalla Library, ma rimangono archiviate
una, queste appaiono grigio chiaro;
Ciascuna delle funzioni sopra elen- nel loro supporto di memoria.
• Quando si passa con il cursore
cate esamina sempre il gruppo di foto Se si rimuove una Collection, una
sopra le miniature, il Pannello Navigator
che appare nel Filmstrip al momento Quick Collection o alcune delle foto in
ne mostra un’anteprima, ma l’immagine
della ricerca. Se si desidera ritrovare esse contenute le immagini rimangono
non è realmente attiva.
un’immagine all’interno dell’intero archi- sia nel supporto di memoria sia all’inter-
Infine quando si selezionano più
vio occorre selezionare All Photograph no della Library, localizzate nel Folder
immagini all’interno del Modulo Library
dal Pannello Library posto in alto a de- cui appartengono.
le modifiche agiscono su tutti i file simul-
stra nel Modulo Library.
taneamente, ad esclusione delle regola-
zione del Pannello Quick Develop, che
vanno sincronizzate con il pulsante
Sync.
All’interno del Modulo Develop, in-
vece, tutte le modifiche vengono sempre
applicate solo alla prima immagine sele-
zionata. Per applicare le stesse regola-
zioni a più foto simultaneamente, evitan-
do la sincronizzazione attraverso il pul-
sante Sync, occorre premere il tasto
Queste funzioni saranno meglio CTRL (Comando su Mac) e fare clic sul
approfondite nella sezione dedicata ai pulsante Auto Sync che prende il posto
Pannelli della Library. del comando Sync.
Inoltre, la selezione di una o più
immagini sul Filmstrip ha validità solo nei
Moduli Library, Develop e Print. All’inter-
no dei Moduli Slideshow e Web la pre-
sentazione o la photogallery vengono
sempre e comunque create con tutte le
immagini che appaiono sul Filmstrip.

[28]
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L’anteprima del Navigator offre inol-
I Pannelli del Il Pannello NAVIGATOR
tre una previsualizzazione per:
Modulo Library • L’effetto dei Presets sull’immagine nel
Modulo Develop;
• L’anteprima di alcune funzioni, stru-
menti e regolazioni come ad esempio il
White Balance Selector (strumento bi-
Caratteristiche generali dei Pan- lanciamento del bianco), il Crop Overlay
nelli Tool (strumento taglierina) e i vari stadi
Per espandere o contrarre i Pan- dei Pannelli Snapshots e History nel Mo-
nelli si fa clic sulla barra che contiene il dulo Develop;
nome del Pannello. • L’anteprima della miniatura del
Per nascondere alcuni Pannelli dal- Filmstrip sopra la quale si trova il curso-
l’interfaccia si fa clic con il tasto destro re.
(CTRL + clic su Mac) sul nome del Pan-
nello e si scelgono i Pannelli da nascon-
dere sul menu pop-up.
Per visualizzare un solo Pannello Il Pannello LIBRARY
alla volta in modo che tutti gli altri si Il Pannello Navigator posto in alto a
chiudano automaticamente e simulta- sinistra è molto simile al Navigatore di
neamente: fare clic sopra il nome del Photoshop anche se presenta caratteri-
Pannello (una sola volta) tenendo pre- stiche più evolute. Questo pannello è
muto il tasto ALT. Questa modalità è mol- disponibile anche nel Modulo Develop.
to utile per evitare di affollare l’interfac- Negli altri tre Moduli invece prende il suo
cia. Ripetendo l’operazione la visualizza- posto il Pannello Preview.
zione ritorna come di default. La stessa I piccoli pulsanti in alto a destra
funzione è comunque disponibile dal consentono di visualizzare l’immagine
menu contestuale di ciascun Pannello con diversi rapporti di ingrandimento
scegliendo l’opzione Solo Mode. predefiniti:
All’interno dei Pannelli (siano essi • Fit (adatta allo schermo) visualizza Il pannello Library è una sorta di
Folders, Collections, Keyword Tags, Pre- l’immagine nella sua interezza adattan- riepilogo generale dal quale è possibile
sets, Snapshots, ecc) posso essere done la dimensione in rapporto allo spa- monitorare lo stato attuale dell’archivio.
creati o eliminati diversi elementi (come i zio disponibile nell’area del contenuto All Photographs (tutte le foto):
singoli Folder o Template) utilizzando i (vd. immagine a pag. 4); permette di accedere a tutte le foto im-
pulsanti +/–. Inoltre tutti, ad eccezione • Fill (adatta all’area del contenuto) portate nella Library.
di quelli relativi agli Snapshots e alla permette all’anteprima di riempire com- Quick Collection (collezione Velo-
History, possono essere organizzati in pletamente l’area disponibile per la vi- ce): permette di creare e visualizzare
modo gerarchico trascinando gli uni sualizzazione dell’immagine; velocemente una raccolta temporanea di
dentro gli altri. I Templates (dei Moduli • 1:1 visualizza la foto al 100%. Se ne immagini concepita per un utilizzo prov-
Slideshow, Print e Web) vengono invece consiglia l’utilizzo per una verifica imme- visorio. E’ il caso ad esempio di quando
aggiunti o rimossi utilizzando i pulsanti diata e precisa di nitidezza, punto di si devono produrre alcune ristampe di
Add e Remove. messa a fuoco, rumore digitale, artefatti, immagini facenti parte di progetti diversi:
aberrazioni cromatiche, ecc; il gruppo di foto che viene creato in que-
• 3:1 visualizza l’immagine al 300% per ste situazioni ha un’utilità momentanea
interventi particolarmente mirati e accu- perché, una volta stampate, non hanno
rati; ragione di rimanere in memoria come
Nel piccolo menu contestuale sono di- criterio organizzativo.
sponibili altre 8 modalità diverse di I file possono essere aggiunti alla
visualizzazione. I rapporti di ingrandi- Quick Collection in diversi modi:
mento sono calcolati in multipli pari (es.: • Per trascinamento;
100%, 50%, 25%) per evitare gli artefatti • Utilizzando la scorciatoia da tastie-
visivi derivanti dall’uso di decimali in fase ra “B”;
di zoom. • Facendo clic sul pallino posto in
Facendo clic sull’immagine si alter- alto a destra sulle miniature delle imma-
nano le modalità di visualizzazione Fit o gini.
Fill con l’ultima modalità utilizzata. Non si possono creare simultanea-

[29]
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mente diverse Quick Collection: data la Il Pannello Find (trova) permette di Il Pannello Folders visualizza sol-
sua valenza provvisoria può esisterne eseguire una ricerca avanzata sull’intera tanto le cartelle delle immagini importa-
soltanto una alla volta. Non appena svol- Library utilizzando i metadati contenuti te, quindi, all’interno dell’hard disk po-
ta la sua funzione la si può svuotare nelle immagini. La ricerca può essere trebbero essere presenti altre che non
cancellandone i file (le immagini rimar- eseguita digitando nel campo Text una o sono mai state importate nella Library.
ranno comunque nei Folder e nelle più informazioni testuali oppure attivan- Inoltre può avvenire che Photoshop Li-
eventuali Collections). Se necessario, do l’opzione Date che consente di sele- ghtroom mostri l’anteprima di file che
può essere trasformata in una normale zionare le foto trascinando i cursori lun- non risiedono più su alcun supporto di
Collection selezionando le immagini in go la linea temporale, in modo da re- memoria. In questo caso sulle miniature
essa contenute e trascinandole sopra il stringere il lasso di tempo cui la data di compare un piccolo punto interrogativo
nome di una Collection. creazione delle immagini si riferisce. e il programma non trovando il file origi-
Previous Import (ultima importazio- nale, non consente di eseguire regola-
ne): visualizza l’ultimo gruppo di foto zioni di sviluppo su questo tipo di im-
importate. magini, sebbene ne conservi in memoria
Already in Library (già nella Libra- l’anteprima e le correzioni. Visualizzando
ry): mostra i file che erano già presenti Il Pannello FOLDERS questo tipo di file all’interno del Modulo
nella Library quando si è cercato di im- Develop compare il messaggio The file
portarli nuovamente durante l’ultima could not be opened.
importazione. E’ bene ricordare che Uno stesso file con lo stesso nome
Photoshop Lightroom non consente di non può essere presente in più Folders
importare più volte uno stesso file. e dunque non può essere importato più
Previous Export as Catalog (pre- di una volta.
cedente importazione come Catalog): Ogni qualvolta si esegue uno spo-
mostra le ultime immagini importate co- stamento di file o cartelle il Pannello Fol-
me Catalog. ders e il supporto di memoria che con-
Missing Files (file mancanti): mostra tiene le immagini si sincronizzano auto-
tutti i file nella Library dei quali si è perso maticamente, sia che le modifiche ven-
il collegamento all’originale. Solitamente gano eseguite all’interno del programma
si tratta di immagini che sono state can- sia che vengano eseguite dal desktop
cellate fuori dall’interfaccia di Photoshop del computer. In pratica, se in Photoshop
Lightroom utilizzando il sistema operati- Lightroom viene trascinato un Folder
vo (delle quali Photoshop Lightroom all’interno di un altro, verrà effettuato
continua a tenere in memoria l’antepri- uno spostamento fisico anche nel sup-
ma e le modifiche applicate ad esse) porto di memoria dove risiedono le im-
oppure di immagini presenti su un hard magini. Se invece effettua lo spostamen-
disk esterno momentaneamente scolle- to di una cartella direttamente su que-
gato. st'ultimo (ove modificabile) la sua posi-
zione viene automaticamente aggiornata
allorché si fa clic sul suo nome all’inter-
no della Library. I file contenuti nelle
cartelle rosse non sono modificabili fino
Il Pannello FIND a quando non vengono localizzati.
Attraverso Photoshop Lightroom i
Folders possono essere:
Il Pannello Folders (cartelle) è una • Rinominate con un doppio clic
rappresentazione fedele della posi- sul nome;
zione esatta che le immagini importa- • Riorganizzate in una gerarchia
te nella Library occupano all’interno logica di contenuti trascinando le une
del supporto di memoria nel quale all’interno delle altre;
sono archiviate, sia esso l’hard disk del • Aggiunte, creandone di nuove,
computer, un hard disk esterno, un CD, facendo clic sul pulsante “+”;
un DVD o altro (ad esclusione dei ser- • Cancellate, facendo clic sul pul-
ver). Facendo clic sul nome di una car- sante “–“. In questo modo le immagini
tella appaiono tutte le foto contenute in vengono rimosse dalla Library, ma la
essa e all’interno delle relative sottocar- cartella e i file originali rimangono sul
telle. supporto di memoria.

[30]
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Un Folder appare di colore rosso Il Pannello COLLECTIONS Se si rimuove un’intera Collection o i file
quando Photoshop Lightroom non è in in essa contenuti le immagini rimangono
grado di localizzarla. Questo può verifi- comunque all’interno del Folder di origi-
carsi se una cartella viene spostata nel ne.
cestino dal desktop del computer oppu- Anche le Collections così come i
re quando il supporto di memoria che Folders possono essere create o elimi-
archivia gli originali è scollegato. Non nate attraverso i tasti +/– e possono
appena un supporto, come un hard disk essere organizzate in modo gerarchico
esterno, viene nuovamente collegato al trascinandole le une sopra le altre.
computer, il programma localizza le car-
telle in modo automatico. Questa opera-
zione si può anche avviare manualmente
facendo doppio clic sul nome di una
Cosa accade se si modifica
cartella rossa. un’immagine che è presente
In alternativa, la localizzazione può
nella Quick Collection o in di-
essere eseguita nei seguenti modi:
• Fare clic con il tasto destro (CTRL verse Collections?
+ clic su Mac) sul nome della cartella e
Quando si esegue una qualun-
scegliere l’opzione Locate Missing Fol- que modifica (parole chiave, bi-
der; lanciamento del bianco...) su un
Questo Pannello consente di creare
• Fare clic sul piccolo punto interro- file presente in diverse Collections
raccolte virtuali di immagini, chiamate o nella Quick Collection questo
gativo che compare sulla sua miniatura.
Collections (collezioni) che, diversamen- file risulta automaticamete modi-
In questo caso Photoshop Lightroom ficato ovunque esso si trovi all’in-
te dai Folders, offrono un’organizzazio-
mostra la posizione nella quale si trova- terno della Library.
ne trasversale delle foto. In questo Se si desidera però avere una
vano le immagini al momento dell’impor-
modo una stessa immagine può essere stessa foto interpretata in vari
tazione e offre l’opportunità di localizzar- modi in diverse collezioni (ad
presente in diverse Collections senza
le manualmente. esempio a colori in una Collection
venire fisicamente duplicata o spostata e in bianco e nero in un’altra) si
Quando un Folder appare di colore
dalla sua posizione originale. può utilizzare la funzione Virtual
grigio nessuna immagine è presente al Copies.
I nomi o la gerarchia delle Collec-
suo interno.
tions viene memorizzata solo all’interno
All’interno di un Folder non è possi-
del database di Photoshop Lightroom
bile personalizzare l’ordine delle imma-
senza modificare la posizione o il nome
gini trascinandole. Per farlo è necessario
delle cartelle che contengono i file origi-
creare una Collection.
nali.
Creare una Collection può tornare
utile quando si devono raggruppare tra Il Pannello KEYWORD TAGS
loro foto appartenenti a diversi progetti.
Quante foto ci sono in un Fol- Ad esempio le Collections sono un otti-
mo sistema per tenere sempre aggiorna-
der?
to il proprio portfolio: un fotografo può
Il numero posto sulla destra del infatti crearne diverse in base ai generi
nome dei Folder indica il numero fotografici nell’ambito dei quali lavora
delle foto in esso contenute. Se le (ritratto, paesaggio, still life, reportage,
immagini sono state raggruppate
in Stacks il contatore considera ecc) e di volta in volta può trascinarvi le
una singola foto e affianco al immagini migliori (ad esempio classifica-
numero appare il simbolo del + te con 4 o 5 stelline) relative ad un de-
che lo segnala. Non appena si
terminato genere, evitando di occupare
espande lo Stack il contatore
ricalcola il numero effettivo degli spazio sull’hard disk con superflue du-
scatti. plicazioni. Oppure può essere utile crea-
re una Collection quando si vuole per-
sonalizzare l’ordine delle immagini o
quando si vogliono creare slideshow o Il Pannello Keywords (parole chiave)
photogallery. visualizza in ordine alfabetico tutte le
Per aggiungere una o più foto ad parole chiave che nel tempo sono state
una Collection basta selezionarle e tra- associate alle immagini, sia in fase di
scinarle sopra il nome di quest’ultima. importazione sia direttamente dal Pan-

[31]
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nello Keywording. Il Pannello METADATA BROWSER • Lens: il tipo di ottica utilizzata per
Anche in questo caso è possibile lo scatto. Spesso, quando un fotografo
creare una struttura gerarchica trasci- cerca una certa immagine, può non ri-
nando le parole chiave le une sulle altre cordare dove o quando ha realizzato la
in modo da creare un’organizzazione foto, ma è facile che abbia bene in men-
logica e fruibile. Ad esempio, per un te se si tratta di uno scatto eseguito con
fotografo naturalista, anziché affollare il un grandangolo o con un teleobiettivo.
primo livello con parole chiave relative a • File Type: il tipo di file, a scelta tra
diverse specie di fiori sarà più utile inse- quelli importati (e importabili): JPG,
rirle all’interno di una chiamata “fiori” RAW, DNG, PSD, TIFF.
collocata all’interno di un’altra chiamata • Aperture: l’apertura del diafram-
“natura” la quale magari potrebbe ospi- ma utilizzata per realizzare la foto.
tare anche un altro sottogruppo di paro- • Shutter Speed: il tempo di posa
le chiave chiamato “animali”. impostato sulla fotocamera al momento
Per assegnare una parola chiave ad dello scatto.
una o più immagini basta selezionarle e • ISO Speed Rating: il valore ISO.
trascinarle su quest’ultima. • Date: la data di creazione delle
Facendo clic su una delle parole immagini, con il richiamo all’anno, al
chiave vengono visualizzate automati- mese e al giorno.
camente tutte le immagini dell’intera • Location: il luogo nel quale sono
Library cui questa è stata associata. Fa- state scattate le foto. Questo parametro
cendo clic su una o più immagini all’in- prende in considerazione sia l’informa-
terno della Library vengono segnalati zione presente nel dato IPTC Location
con un segno di spunta tutti i Keyword sia le coordinate GPS (qualora la foto-
Tags associati alle immagini selezionate. camera ne sia dotata) che vengono as-
Con il segno “–”, invece, vengono se- segnate automaticamente in fase di
gnalate tutte le parole associate solo ad scatto.
alcune delle immagini selezionate in • Creator: l’autore delle foto. Que-
quel momento. sto parametro prende in considerazione
Anche i Keyword Tags come i Fol- il metadato Creator, che viene assegnato
ders e le Collections possono essere direttamente dalla fotocamera opportu-
creati o eliminati attraverso i tasti +/–. namente configurata (consultare il ma-
Rimuovendo o rinominando una parola nuale d’uso) o compilato manualmente
chiave, questa sarà automaticamente in post-produzione anche dal Pannello
rimossa o rinominata nei metadati di Metadata. Particolarmente utile per le
tutte le immagini. agenzie e gli studi nei quali collaborano
diversi fotografi.
• Label: l’etichetta colorata asse-
Questo Pannello consente di ese- gnata ai file in fase di selezione.
guire ricerche veloci sull’intera Library
sfruttando principalmente i metadati
che la fotocamera inserisce nei file al
momento dello scatto. In questo modo,
Nel Pannello Metadata Brow-
anche coloro che non sono soliti utilizza- ser si possono selezionare di-
re criteri avanzati e scrupolosi di catalo-
versi parametri simultanea-
gazione, come le parole chiave e i dati
IPTC, possono comunque eseguire ri- mente?
cerche avanzate sfruttando i metadati
Per selezionare diversi parametri
già incorporati. simultaneamente, ad esempio per
Da questo pannello è possibile ese- cercare tutte le foto scattate con
guire ricerche in base a: una certa fotocamera in un de-
terminato arco di tempo, basta
• Camera: il tipo di fotocamera con
selezionare un parametro e poi
la quale è stata realizzata la foto. Questo selezionare i successivi facendo
parametro, può risultare molto utile an- clic tenendo premuto premuto il
che per avere un riscontro fedele ed tasto CTRL (Comando su Mac).
oggettivo dell’effettivo utilizzo di certe
attrezzature rispetto ad altre.

[32]
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Il Pannello HISTOGRAM già buone, dall’altro di intervenire su associate ad una o più immagini sele-
problematiche legate alla luminosità e al zionate e permette l’inserimento, la can-
colore già al momento della scelta, in cellazione o la sostituzione manuale di
modo da visualizzale correttamente e, una o più parole chiave separandole con
volendo, sondarne già in fase di selezio- una virgola. Questo tipo di modifiche
ne gli eventuali margini di correzione. aggiorna automaticamente l’elenco di-
Può capitare ad esempio che proprio la sponibile nel Pannello Keyword Tags.
foto dove il soggetto ha un’espressione Quando si selezionano più immagini un
migliore sia venuta più scura delle altre, asterisco appare affianco alle parole
per cui può essere utile poter valutare da chiave che sono associate solo ad alcu-
subito, già in fase di selezione, se il re- ne di queste. Mentre si digita una parola
cupero dell’esposizione di quello scatto chiave appare un menu contestuale che
darà comunque un risultato soddisfa- visualizza le parole chiave con la stessa
Questo Pannello visualizza in modo cente. radice già presenti nel database del pro-
dinamico l’istogramma dell’immagine Queste regolazioni, essendo in tutto gramma.
selezionata e alcuni dei più significativi e per tutto analoghe a quelle presenti Anche in questo caso è possibile
dati EXIF relativi allo scatto. nel Modulo Develop, sono trattate e ap- creare e salvare comodi Keyword Set
profondite nel capitolo dedicato a que- (gruppi di parole chiave) che rimangono
sto Modulo. poi sempre disponibili per essere nuo-
vamente associati a servizi fotografici
Il Pannello QUICK DEVELOP della stessa tipologia.

Come si possono utilizzare in


modalità Quick Develop altre
regolazioni utili come Sharpen
e Saturation? Come si rinominano i file?
Tenendo premuto il tasto ALT la All’interno di Lightroom è possibi-
regolazione dedicata a Clarity si le rinominare i file in diversi
trasforma in Sharpness e quella modi:
dedicata a Vibrance diventa Sa- 1 - In fase di importazione e di
turation. esportazione, all’interno delle
finestre di dialogo dedicate, utiliz-
zando il comando File Naming
che consente di rinominare uno o
più file simultaneamente. Nella
Finestra Import questa funzione
appare solo con le opzioni File
Handling > Copy/Move.
Il Pannello KEYWORDING 2- Nella Library si può invece
modificare il metadato File Na-
me disponibile nel Pannello Me-
tadata. Per rinominare un singolo
file basta digitare il nuovo nome
nel campo di testo. Per rinomina-
re diversi file in batch si fa invece
clic sull’icona posta sulla destra.
Attraverso il menu File Naming >
Il Pannello Quick Develop (sviluppo Edit è possibile personalizzare il
veloce) è, a tutti gli effetti, una versione nome dei file con la massima
accuratezza.
ridotta e semplificata di alcune delle Attenzione! Modificando il nome
principali regolazioni disponibili all’inter- dei file all’interno della Library va
no del Modulo Develop. a modificarsi anche il nome dei
file originali. Se si rinominano i
Se si esegue una modifica da que- file utilizzando un altro software
sto Pannello la si ritrova anche nel Mo- Photoshop Lightroom aggiorna
dulo Develop, dal quale, se necessario, automaticamente il nome delle
immagini all’interno della Library.
può essere ancora perfezionata oppure
annullata.
L’utilità di questi pratici comandi
Il campo di testo disponibile in que-
risiede nella possibilità da un lato di per-
sto Pannello mostra le parole chiave
fezionare molto velocemente immagini

[33]
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Il Pannello METADATA
Cosa sono i metadati?
I metadati sono informazioni sul
file e contengono informazioni
come la dimensione del file, lo
spazio colore, le impostazione
della fotocamera al momento
dello scatto, il copyright, il softwa-
re con il quale è stato manipolato
e molto altro ancora.
Alcuni di questi dati vengono
salvati sul file già al momento
dello scatto dalla fotocamera
stessa.
Adobe Photoshop Lightroom con-
sente di sfruttare i metadati dei
file per:
• Eseguire ricerche avanzate at-
traverso il Pannello Metadata
Browser;
• Visualizzare, modificare o ag-
giungere metadati attraverso il
Pannello Metadata;
• Registrare tutti gli interventi
eseguiti nel Modulo Develop,
tramite l'esportazione delle istru-
zioni XMP.

Inoltre consente di rimuovere dal


file tutti i metadati sensibili (come
l'orario di scatto, la fotocamera
utilizzata ecc.) in fase di esporta-
zione attraverso la funzione Mi-
nimize Embedded Metadata. In
questo modo vengono registrate
solo le informazioni relative al
copyright.
Come si elimina dalla lista un
Metadata Preset?
Inoltre dal menu Preset > Edit Pre- Quando un Preset o un qualun-
Questo Pannello, molto simile al suo
sets è possibile creare Presets di dati que Template personalizzabile
omonimo già presente in Adobe Bridge, non è eliminabile dall’interfaccia
IPTC che possono essere salvati grazie del programma si può rimuovere
consente di visualizzare i metadati
al comando Save Current Settings as a manualmente.
dell’immagine e di eseguire diverse ope-
New Preset. In questo modo rimangono
razioni legate ad essi. • Su Mac: utente/Libreria/Appli-
sempre disponibili nel relativo menu
I metadati caratterizzati da un cam- cation Support/Adobe/Lightroom.
contestuale e, una volta selezionati, ap-
po di testo consentono di inserire o
plicano automaticamente interi gruppi di • Su Windows: C:\Documents
modificare le informazioni manualmente. and setting\utente\Dati applica-
metadati su una o più immagini selezio-
La freccia bianca, posta sulla de- zioni\Adobe\Lightroom.
nate. Gli stessi Presets compaiono an-
stra di alcuni metadati, permette invece
che nel relativo menu a comparsa di- Se il percorso indicato sopra non
di eseguire alcune operazioni consen-
sponibile nella finestra di dialogo del- corrisponde a quello del proprio
tendo di utilizzare i metadati come crite- computer si consiglia di utilizzare
l’importazione. il sistema operativo per eseguire
rio di ricerca. Ad esempio facendo clic
sulla freccia a destra del valore ISO la ricerca di uno qualunque dei
Presets, in modo da rintracciarne
Speed Rating vengono automaticamente il percorso.
selezionate tutte le foto scattate alla
stessa velocità ISO, tra le immagini pre-
se in esame.
Inoltre altri metadati possono essere
modificati in batch attraverso una fine-
stra di dialogo dedicata, come ad esem-
pio quella relativa al File Name.

[34]
Testi e immagini: © Marianna Santoni - www.mariannasantoni.biz
La Barra degli
Come si proteggono le
Barra degli STRUMENTI
immagini con il copyright?
Le funzioni relative alla Barra degli
Come ha avuto più volte modo di
ribadire lo stesso Roberto Tome- Strumenti sono state trattate nella sezio-
sani, Presidente dell’Associazione ne iniziale di questo capitolo dal titolo
Nazionale Fotografi Professionisti “PER INIZIARE...” (vd. pag. 23).
Tau Visual, non occorre effettuare
alcun deposito di immagini, né
essere iscritti in elenchi, albi o
associazioni. In effetti, il solo esse-
re autori di un'immagine fa già
godere del diritto d’autore, che
è previsto per legge. Tuttavia è
sempre buona norma salvare nei
metadati dell’immagine il proprio
nome accompagnato dall’anno
di produzione dell’immagine e
dal simbolo del copyright.

In Photoshop Lightroom è possibi-


le inserire tali informazioni sul
campo di testo chiamato Copy-
right.
Inoltre, dalla versione 1.1 è stata
inserita all’interno del Pannello
Metadata una nuova funzione
chiamata Copyright Status che
permette di “marchiare” la pro-
pria foto scegliendo l’opzione
Copyrighted. In questo modo il
simbolo del copyright viene salva-
to nei metadati e, aprendo l’im-
magine in Photoshop, compare il
simbolo copyright sulla barra
superiore dell'immagine, accanto
al nome del file.

Come si fa il simbolo del copy-


right © ? Adobe Photoshop Lightroom
Su Macintosh: ALT + C. e Google Maps
Su Windows: ALT+0169 (in caso
di necessità verificare in Accessori Alcune tra le fotocamere digitali
> Utilità di sistema > Mappa più evolute e recenti consentono
caratteri). di registrare nei metadati del-
l’immagine le coordinate GPS
relative al luogo in cui è avvenuto
lo scatto. Questa informazione,
quando presente nel file, compa-
re automaticamente nella lista dei
metadati. Se si fa clic sulle coor-
dinate da un computer connesso
a Internet, Photoshop Lightroom è
in grado di lanciare automatica-
mente Google Maps visualiz-
zando la foto satellitare del punto
esatto del globo in cui è stato
realizzato lo scatto!
Questa funzione, indubbiamente
avveniristica e divertente, trova in
realtà la sua maggiore utilità nel-
l’ambito della fotografia scientifi-
ca e di documentazione.

[35]
Testi e immagini: © Marianna Santoni - www.mariannasantoni.biz
IL MODULO DEVELOP
“SVILUPPARE” LE FOTO IN UNA “CAMERA CHIARA”

Il Modulo Develop è il vero cuore del programma: un’autentica camera


oscura, anzi “chiara”, con tutto ciò che si potrebbe sognare per l’ottimiz- IN QUESTO CAPITOLO:
zazione delle immagini digitali.
In questo Modulo è integrata l’ultima versione del plug-in Adobe I PANNELLI DEL MODULO DEVELOP
Camera RAW, qui riorganizzato e corredato di nuove funzioni, per of- • Il Pannello Navigator
frire un controllo semplice ma accurato senza distinzioni di formato. In • Il Pannello Presets
Photoshop Lightroom infatti i file in formato RAW, JPG, TIF e PSD vengono • Il Pannello Snapshots
gestiti allo stesso modo e con le stesse funzioni, e possono essere modifi- • Il Pannello History
cati simultaneamente, perfino se di formati diversi tra loro. • Il Pannello Histogram
Da un punto di vista qualitativo Adobe Photoshop Lightroom si fonda • Il Pannello Basic
sugli stessi algoritmi del plug-in Adobe Camera RAW, per cui i risultati che • Il Pannello Tone Curve
si ottengono con l’utilizzo dei due software sono praticamente identici. • I Pannelli HSL / Color / Grayscale
Se si esegue l’esportazione dei dati XMP da Photoshop Lightroom, è pos- • Il Pannello Split Toning
sibile visualizzare le modifiche eseguite con il Modulo Develop anche su • Il Pannello Detail
tutti gli altri software Adobe che sfruttano il plug-in Camera RAW 3.7 e • Il Pannello Lens Corrections
successive versioni. Attualmente la massima compatibilità si ha con la • Il Pannello Camera Calibration
versione 4.1.
Nel Modulo Develop è possibile eseguire le seguenti operazioni:
• Ottimizzare la luminosità, il contrasto e i colori delle foto grazie a LA BARRA DEGLI STRUMENTI
controlli molto avanzati, intuitivi e veloci; • Visualizzare il “prima” e il “dopo”
• Convertire un’immagine in bianco e nero e applicare viraggi; • Tagliare e raddrizzare
• Controllare la nitidezza dell’immagine attraverso controlli sulla resa • Correggere gli occhi rossi
dei dettagli, l’attenuazione del rumore, le aberrazioni cromatiche e • Rimuovere le imperfezioni
la vignettatura; • Sincronizzare più immagini
• Raddrizzare e ritagliare le immagini;
• Eseguire alcune operazioni basilari di fotoritocco relative alla rimozio- INTEGRAZIONE TRA LIGHTROOM E
ne di macchie e occhi rossi; PHOTOSHOP
• Creare un profilo colore per la propria fotocamera.

[36]
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SCORCIATOIE DA TASTIERA: I Pannelli del Il Pannello NAVIGATOR

Attualmente le scorciatoie da tastiera di Modulo Develop E’ analogo a quello descritto nel


Photoshop Lightroom non sono personaliz-
zabili. Modulo Library.
Molti tasti di questo software supportano il
long press behavior: tenendoli premuti
prolungatamente si attiva la funzione loro L’interfaccia di Photoshop Lightroom
associata per poi disattivarsi non appena si presenta i comandi nell’ordine ideale in
rilascia il pulsante. Nella modalità di visua-
lizzazione provvisoria è comunque possibile cui le regolazioni andrebbero eseguite,
lavorare usando il mouse normalmente. ed è in questo modo che si consiglia
quindi di esplorarli ed utilizzarli.
In quali casi le immagini pos-
COMANDO* Equivale al comando
In questo Modulo tanti piccoli ac- sono apparire già modificate
Edit in Photoshop.
+E corgimenti sono stati implementati con il malgrado non siano ancora
solo scopo di rendere l’utilizzo di Pho-
1-5 Assegnano un nume- toshop Lightroom il più semplice possi- state eseguite regolazioni?
ro equivalente di
Stelle. bile, anche per i fotografi meno esperti Come si può evitare?
di post-produzione digitale. Un esempio
6-9 Assegnano etichette di questo approccio è offerto dalla colo- I cursori del Modulo Develop pos-
di colore rosso, gial- sono apparire modificati prima
razione di tutti i cursori, così come la
lo, verde, blu. ancora che il fotografo abbia
riprogettazione in maniera più intuitiva di eseguito le sue regolazioni se:
comandi “storici” come le Curve. • L’immagine è stata preceden-
R Visualizza l’immagine
I Pannelli posti sulla sinistra del temente aperta in Adobe Photos-
in Crop Mode, atti-
hop, con Bridge o con altre appli-
vando lo strumento Modulo Develop sono destinati all’appli- cazioni che utilizzano il plug-in
per il ritaglio.
cazione (Presets), al salvataggio (Sna- Camera RAW;
pshots) e alla visualizzazione (History) di • All’immagine è stato applicato
N Attiva lo strumento
gruppi di regolazioni o stadi di lavora-
un Preset automaticamente, in
Remove Spots. fase di importazione, dal menu
zione dell’immagine. Develop Settings. Da questo me-
I Pannelli posti invece sulla destra nu, anche scegliendo il Preset
D Attiva la modalità di None all’immagine viene comun-
offrono controlli molto accurati per ese-
visualizzazione stan- que applicato un leggero contra-
dard Loupe View. guire regolazioni mirate e impeccabili in sto che la rende più brillante e
modo manuale, attraverso specifici cur- piacevole.
sori. • All’immagine è stato applicato
un Preset tramite il relativo Pan-
*Il tasto CTRL su Windows equivale al tasto nello di sinistra.
Comando su Mac.
In fase di importazione o all’in-
terno del Modulo Develop basta
Perchè a volte sull’immagi- selezionare il Adobe Adobe Pho-
toshop Lightroom Presets > Gene-
ne appare il messaggio The ral - Zeroed per annullare qua-
lunque regolazione.
file could not be opened e le
funzioni sono disattivate?
Quando nel Modulo Develop,
sulla parte superiore dell’imma-
gine, compare questo messaggio,
tutte le funzioni del Modulo Deve-
lop sono disattivate, i cursori ap-
paiono in grigio e sulla miniatura
appare un punto interrogativo.
Questo avvertimento indica che il
programma non riesce a loca-
lizzare il file originale. In que-
sti casi il software visualizza l’an-
teprima dell’immagine alla risolu-
zione e qualità conservata in
memoria, ma non è in grado di
eseguire modifiche su di essa.

[37]
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Il Pannello PRESETS rizzare una o più immagini con una serie
di effetti o regolazioni ottenibili usando i
Pannelli di destra.
I Presets sono ideali per snellire
flussi di lavoro con centinaia di immagi-
ni. In molti casi, se l’immagine non pre-
senta particolari problematiche, il suo
“sviluppo” può tranquillamente conside-
rarsi concluso con la semplice assegna-
zione di uno dei Presets. In altre situa-
zioni più complesse si può scegliere di
considerare i Presets come una comoda
base dalla quale partire per andare poi
ad intervenire manualmente sull’imma-
gine, regolazione dopo regolazione,
grazie ai Pannelli posti sulla destra. Per
questa ragione tutti i Presets disponibili
Come si annullano rapida-
nel Modulo Develop possono essere mente le regolazioni svolte su
applicati, anche in fase di importazione
una o più immagini?
con il comando Develop Settings dispo-
nibile sulla finestra di dialogo Import Per annullare tutte le rego-
I Presets (gruppi di impostazioni Photos. lazioni applicate alle imma-
A tale scopo può essere molto utile gini e tornare alle impostazioni
preconfigurate) servono a salvare gruppi p r e d e f i n i t e d i P h o t o s h o p L i-
di impostazioni in modo da poterli appli- creare alcuni Presets per le curve di con- ghtroom selezionare il pulsante
care ad altre immagini. trasto o di viraggio usate più frequente- Reset.
Alcuni Presets predefiniti (Lightroom mente, per il bianco e nero, o per la ca-
Per tornare all’immagine
Presets) sono già disponibili con l’instal- librazione della fotocamera. In qualun- originale così come è stata ge-
lazione del programma ed offrono di per que momento è comunque possibile nerata dalla fotocamera e senza
riportare l’immagine al suo aspetto ori- alcun tipo di regolazione selezio-
sé risultati soddisfacenti. E’ possibile
nare Lightroom Presets > Ge-
eliminarli o aggiungerne altri personaliz- ginale selezionando Lightroom Presets
neral - Zeroed.
zati facendo clic sui pulsanti “+” e “-” in > General - Zeroed.
alto a destra del pannello. Come impo- Per annullare solo alcuni tipi
di regolazioni premere il tasto
stazione predefinita ogni nuovo Preset ALT e fare clic sopra il nome del
viene aggiunto al gruppo User Presets, gruppo di regolazioni, ad esem-
in ordine alfabetico, ma è anche possibi- pio su Tone, che diventa Reset
le creare nuovi gruppi tematici di Preset
Dove vengono salvati i Pre- Tone.

personalizzati in modo da ritrovarli più sets e come si possono con- Per annullare i singoli cursori fare
velocemente (vd. figura in alto). Ogni doppio clic sul nome della
nuovo Preset rimane nella lista fino a
dividere tra diversi computer regolazione o sul cursore.
quando non viene rimosso manualmen- o con altri utenti? Per annullare l’ultima operazione
te utilizzando il pulsante “-”. L’organizza- utilizzare la scorciatoia da tastiera
zione dei Presets e dei Templates in Per installare Presets su altri com- CTRL + Z (Comando + Z su
puter o condividerli con altri utenti Mac).
gruppi è stata introdotta nella versione di occorre spostare manualmente il
Photoshop Lightroom 1.1 e offre il van- file relativo (identificato dall'esten- Per risalire ad un certo stadio di
taggio di poter accede rapidamente alle sione .lrtemplate) nella cartella lavorazione utilizzare il Pannello
predefinita. History del modulo Develop.
proprie impostazioni personali senza Per localizzare la posizione dei
affollare inutilmente l’interfaccia con Pre- Presets nel proprio computer ba- Per disattivare tempora-
sets dei quali temporaneamente non si sta fare clic con il tasto destro su neamente gruppi di impo-
Windows (CTRL su Mac) sul nome stazioni utilizzare l’icona che
ha bisogno.
del Preset all’interno del relativo rappresenta un interruttore di-
Muovendo il cursore sopra i nomi Modulo e scegliere l’opzione sponibile in alto a sinistra sulla
dei Presets la miniatura del Pannello Show in Explorer su Windows maggior parte dei Pannelli.
Navigator si aggiorna, mostrando un’an- (Show in Finder su Mac).
teprima dell’effetto.
Paragonabili per certi versi alle pelli-
cole usate nella fotografia analogica, i
Presets consentono in pratica di caratte-

[38]
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Lightroom Presets
In questa pagina il risultato di alcuni dei Lightroom
Presets preconfigurati nel programma applicati ad una
stessa immagine.

[39]
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Il Pannello SNAPSHOTS Il Pannello HISTORY
Come si creano diverse ver-
sioni di una stessa foto?
Per creare diverse versioni della
stessa immagine, variando ad
esempio, i colori, il taglio o il
contrasto, si possono creare Sna-
pshots o Virtual Copies.

Gli Snapshots equivalgono alle


Il Pannello Snapshots (istantanee) istantanee già note agli utenti di
serve a salvare un certo stadio di lavora- Photoshop e si possono creare e
visualizzare solo nel Modulo De-
zione dell’immagine. Questa funzione velop con il relativo Pannello.
può essere utile per salvare diverse
versioni della stessa foto o anche per Le Virtual Copies sono invece
delle copie virtuali dei file che si
salvare le fasi principali di lavorazione
gestiscono in maniera indipen-
di un’immagine (vd. figura in alto). In dente e compaiono nel Filmstrip
questo modo è possibile risalire ad esse all’interno di ogni Modulo. Si
velocemente evitando di ripercorrere possono creare facendo clic con il
tasto destro (CTRL + clic su Mac)
tutte le singole operazioni elencate nel sulle miniature del Filmstrip oppu-
Pannello History. Gli Snapshots sono re in modalità Grid o anche in
simili alle Istantanee presenti nel Pannel- modalità Loupe. In alternativa si
può utilizzare la scorciatoia da
lo Storia di Photoshop, ma, a differenza tastiera CTRL + ‘ (Comando + ‘
di questo, rimangono in memoria per su Mac).
sempre, fino a quando non vengono Tutte le Virtual Copies possono poi
essere velocemente visualizzate
rimosse manualmente utilizzando il pul-
grazie all’apposito pulsante di-
sante “-” in alto a destra sul Pannello. sponibile nella Barra dei Filters.
Passando con il cursore sopra i no-
mi degli Snapshots, il Pannello Navigator Entrambe queste funzioni offrono
il grande vantaggio di non dupli-
ne mostra un'anteprima. care il file originale e quindi oc-
cupano pochissima memoria.

Il Pannello History (storia), molto


Infine c’è la funzione dal menu simile al suo omonimo presente in
Photo > Edit in che consente di Adobe Photoshop, tiene traccia delle
creare una copia del file originale
o di sovrascriverlo aprendolo operazioni che si eseguono sull’im-
direttamente in Photoshop o con magine aggiungendo un nuovo stadio
altre applicazioni. ad ogni modifica apportata. La prima
informazione memorizzata è sempre
quella relativa alla data e all’ora dell’im-
portazione dell’immagine, oppure della
creazione della Virtual Copy, oppure
ancora della creazione del file in seguito
ad un'esportazione verso altre applica-
zioni (Edit in External Application). L’or-
dine di visualizzazione degli stadi è cro-
nologico, ma è invertito rispetto a quello
cui Adobe Photoshop ci ha abituati.
Passando con il cursore sopra ai
vari stadi il Pannello Navigator ne mostra
un'anteprima.
Anche nel Modulo Develop emergo-
no evidenti i vantaggi offerti dalla logica
dei Catalogs. Infatti oltre all’editing non
distruttivo il Pannello History ne trae in-
dubbi vantaggi conservando tutti - ma
proprio tutti - gli stadi di lavorazione del-

[40]
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l’immagine durante le diverse sessioni di Il Pannello HISTOGRAM Il Pannello BASIC
lavoro. In effetti, la History rimane
sempre in memoria, anche dopo che il
programma è stato riavviato.

La Storia è “infinita”...
gli Undo no!
Photoshop Lightroom consente
virtualmente una quantità infinita
di Undo (CTRL + Z su Windows / L’istogramma è un grafico che rap-
Comando + Z su Mac). E’ bene
presenta la distribuzione dei toni nel-
però ricordare che questi, a diffe-
renza della History, non sono più l’immagine correntemente selezionata.
disponibili dopo che il program- A sinistra ci sono le ombre, al centro i
ma è stato chiuso e riavviato. mezzitoni, a destra le luci. Se una foto
non presenta un istogramma “pieno”
(che sfrutta cioè tutta la gamma dai neri
ai bianchi), l’immagine potrebbe risultare
sottoesposta, sovraesposta oppure priva
Come si evita che il Pannello di bianchi puliti e neri profondi. Natural-
History si affolli oltre misura? mente l’aspetto dell’istogramma è sem-
pre fortemente legato ai toni e ai colori
Proprio perché la History, oltre ad propri degli elementi rappresentati nel- Nel Pannello Basic (base) si trovano
essere eterna, è anche virtual- l’immagine, per cui ad esempio, un raggruppati tutti i cursori destinati alle
mente infinita, va considerato il
sfondo completamente nero oppure regolazioni complessive di toni e colori.
fatto che, nel caso di post-produ-
zioni complesse, potrebbe affol- bianco condiziona sensibilmente il modo Se un’immagine non presenta parti-
larsi oltre misura risultando diffici- in cui va interpretato. colari problematiche questo Pannello è
le da consultare. Per questa ra- Il Pannello Histogram offre un isto- spesso sufficiente ad ottimizzarne al
gione può essere strategico utiliz-
zare gli Snapshots. Ogni volta che gramma di ultima generazione dinamico meglio l’aspetto generale senza alcuna
si arriva ad un certo stadio di e interattivo: appena viene effettuata una necessità di ricorrere ad ulteriori regola-
lavorazione dell’immagine si può qualunque regolazione si aggiorna in zioni.
creare uno Snapshot in modo da
conservare quella fase di lavoro tempo reale. Inoltre può perfino essere La prima opzione Treatment (trat-
e, volendo, cancellare la History manipolato manualmente: muovendo il tamento) consente di stabilire da subito
(Clear) per ripartire da capo. cursore sopra l’istogramma appare infat- se si intende trattare l’immagine come
ti una segnalazione relativa alle quattro una foto a colori (Color) o in bianco e
aree tonali cui corrispondono i comandi nero (Grayscale). A seconda della mo-
delle regolazioni del gruppo Tone. Basta dalità selezionata vengono attivati Pan-
fare clic e trascinare il cursore verso nelli e regolazioni specifiche.
destra o sinistra per modificare la distri-
buzione dei toni dell’immagine in modo
assolutamente visivo!
I due triangoli posti negli angoli in
alto visualizzano sull’immagine l’avver-
timento delle alte luci e delle ombre pro-
fonde (vd. pag 43).
Sotto l’istogramma sono sempre
disponibili alcuni dei dati EXIF più signifi-
cativi relativi allo scatto.

[41]
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WB - Bilanciamento del Bianco scegliendo Auto o una delle diverse TONE - Interventi tonali
temperature colore (associate alle diver-
se fonti di luce) disponibili dal menu a
comparsa dedicato. Infine è possibile
inserire il valore numerico dei gradi
Kelvin nella casella oppure intervenire
sulla regolazione delle dominanti attra-
verso i cursori osservando l’immagine
nelle sue mutazioni. L’opportunità di
In prima posizione si trovano i co- usare gli strumenti del bilanciamento del
mandi per il White Balance (bilancia- bianco anche su formati di file diversi dal
mento del bianco) che può essere ese- RAW (come ad esempio i file JPG) è
guito in vari modi a seconda delle carat- molto utile anche se va tenuto conto del Il secondo gruppo di cursori chia-
teristiche dell’immagine. Ben in vista c’è fatto che l’efficacia delle regolazioni è mato Tone offre il massimo controllo
lo strumento White Balance Selector limitata per i vincoli intrinseci che li carat- sulla regolazione della gamma, della
(selettore del bilanciamento del bianco) terizzano. luminosità e del contrasto, consentendo
che si attiva come un normale pulsante.
di ottenere un istogramma “pieno” e un
Spostandosi sull’immagine e facendo
equilibrio ottimale nella distribuzione dei
clic su un pixel appartenente ad un ele-
toni. I comandi Exposure (esposizione)
mento di colore neutro (preferibilmente Perché a volte i cursori del e Blacks (neri), già presenti nelle prece-
grigio chiaro) la foto viene automatica- bilanciamento del bianco denti versioni di Camera RAW con i nomi
mente bilanciata. Passando con il mou-
di Exposure (esposizione) e Shadows
se sull’immagine si può vedere sul Pan- non visualizzano i gradi (ombre), regolano rispettivamente il pun-
nello Navigator un’anteprima del risul- Kelvin? to di bianco e di nero dell’immagine. I
tato. La visione ingrandita dei singoli
valori numerici indicano l’equivalente in
pixel offerta da questo strumento per- I cursori del bilanciamento del stop fotografici (+1 corrisponde esatta-
mette di selezionare con precisione il bianco funzionano in modo di-
verso a seconda che l’immagine mente a +1 stop impostato in fase di
pixel più adatto. In alcuni casi infatti, se
selezionata sia o meno un file in scatto).
la foto è stata scattata con valori ISO formato RAW. I cursori Recovery (recupero) e Fill
elevati o l’unico elemento sul quale fare Per tutti i file di formato diverso
dal RAW, come ad esempio i JPG, Light (luce di schiarita) sono una novità
clic è un’area piuttosto scura questa
i cursori forniscono valori generici lanciata fin dalle Beta di Photoshop Li-
potrebbe presentare del disturbo digita- (da -100 a +100) e il menu a ghtroom, ma risultano familiari agli utenti
le. Grazie a questo ingrandimento è comparsa offre soltanto tre op-
che già utilizzano il comando ombre/luci
possibile evitare quei pixel cangianti di zioni (As Shot, Auto e Custom).
di Adobe Photoshop. Queste regolazioni
colorazione verde, rosso o blu intenso il
consentono in pratica il ripristino mirato
cui colore è influenzato dal disturbo di
solo delle alte luci e delle ombre profon-
croma (causato da sottoesposizioni o da
de, senza alterare la luminosità di tutti gli
ISO elevati) e non da una dominate uni-
altri toni dell’immagine. I cursori permet-
forme provocata da una specifica fonte
tono infatti di riequilibrare i contrasti del-
di luce.
l’immagine controllando le tonalità ta-
gliate (luci bruciate e ombre troppo
compatte) segnalate dell’avvertimento
luci e ombre.
Naturalmente, la capacità di ripristi-
no di questi cursori è fortemente vincola-
ta dall’ampiezza tonale del sensore con
cui è stata scattata la foto e dal formato
di salvataggio con il quale la foto è stata
salvata, tuttavia dai molti test che ho
personalmente eseguito ho riscontrato
che la qualità dell’intervento di questi
cursori è così elevata da poterne trarre
giovamento nella quasi totalità delle im-
magini. Infatti, soprattutto nel caso di
immagini sovraesposte, l’uso del curso-
Dal menu a comparsa si può inoltre
re Recovery può essere una valida alter-
bilanciare il bianco automaticamente

[42]
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nativa alla diffusa consuetudine di inibire
il cursore esposizione (evitando di bru-
ciare le luci), per poi schiarire i mezzitoni
dell’immagine con la regolazione Bright-
ness.

Occorre tenere presente però che


se la scena fotografata presenta un’ec-
cessiva differenza di stop tra le luci e
le ombre nessun sensore è attualmente
in grado di catturarne tutti i toni e alcune
informazioni andranno irreparabilmente
perdute già in fase di scatto. Indubbia-
mente, scattare in formato RAW, aiuta a
sfruttare al massimo le reali potenzialità
della gamma del proprio sensore. Per
tutti i casi “impossibili” si può utilizzare la Se si tiene premuto il tasto ALT
preziosa funzione HDR integrata in mentre si regolano i cursori Exposure,
Adobe Photoshop già dalla versione Recovery e Blacks appare una visualiz-
CS2. zazione canale per canale, relativa alle
zone dell’immagine che stanno perden-
do dettaglio, raggiungendo il bianco 255
(bianco carta) o il nero 0 (nero compat-
to).
La regolazione Brightness (lumino-
sità) corrisponde all’omonimo cursore in
Camera RAW e consente di regolare i
mezzitoni dell’immagine, agendo in
modo molto simile al cursore centrale
della regolazione Livelli presente in Pho-
toshop. Il cursore Contrast regola inve-
ce il contrasto generale dell’immagine.

[43]
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PRESENCE - Vivacità alle immagini
Perché Photoshop Lightroom
non visualizza correttamente
le impostazioni selezionate
sulla fotocamera in fase di
scatto?
I tre cursori della sezione Presence In generale i RAW Converter si
(presenza) intervengono sulla profondità possono dividere in due grandi
e la saturazione dell’immagine resti- categorie:
• I software prodotti dalle
tuendole un rinnovato vigore.
case produttrici delle foto-
La prima regolazione Clarity (chia- camere (Digital Photo Professio-
rezza) è progettata per conferire mor- nal della Canon, Nikon Campture,
dente alle immagini rendendone i detta- Capture One Pro della Phase
One...)
gli più limpidi e “croccanti”. Si tratta di • I programmi trasversali
una funzione decisamente innovativa, prodotti da software houses
molto utile per conferire un certo volume (Adobe Camera RAW, Adobe
Photoshop Lightroom, Pixmantec
e profondità agli elementi della foto. Per RawShooter, Apple Aperture...).
utilizzare questa regolazione al meglio si
consiglia di muovere il cursore alternan- I software appartenenti alla prima
tipologia hanno il grande pregio
do la visualizzazione dell’immagine da
di riconoscere tutte le impostazio-
Fit a 1:1. ni assegnate in fase di scatto sulla
Il cursore Vibrance (brillantezza), fotocamera, consentendo un flus-
ereditato dal software RawShooter, ac- so di lavoro facile e veloce. Di
contro però sono generalmente
quisito da Adobe nel 2005, consente di poveri di funzioni e possono apri-
ridare vivacità ai colori saturando l’im- re un numero limitato di formati
magine in un modo molto simile al con- RAW, spesso ristretto a quelli pro-
dotti dalle proprie fotocamere.
cetto di saturazione esperito nella foto- I software RAW Converter appar-
grafia analogica. tenenti alla seconda tipologia
In pratica mentre il comando Satu- hanno invece una valenza più
trasversale consentendo di lavo-
ration satura in modo lineare tutti i colori
rare in modo più fluido, gestendo
indipendentemente dal loro stato natura- simultaneamente anche file pro-
le di saturazione, il comando Vibrance dotti da diverse fotocamere. Que-
riempie di vita i colori dando brio e sti tuttavia non sono in grado di
riconoscere le impostazioni asse-
energia - in perfetto stile Stock Photo - gnate alla fotocamera in fase di
limitando però gli artefatti e senza esa- scatto (temperatura colore, con-
sperare gli incarnati. trasto, nitidezza, saturazione e
tonalità colore, stili...).

Quale sia il software migliore con


cui aprire i propri file RAW è frutto
quindi di una scelta personale
basata sulla valutazione accurata
di fattori importanti quali la quali-
tà dell’immagine che si ottiene, la
facilità e velocità d’uso, l’ottimiz-
zazione del flusso di lavoro, la
ricchezza e versatilità di funzioni
offerte...
Non esiste il software perfetto, ma
è sicuramente facile trovare quel-
lo che meglio si adatta alle pro-
prie esigenze.

[44]
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Il Pannello TONE CURVE
Perché aprendo lo stesso file
RAW con Photoshop Lightroom
e con un altro software si ot-
tengono due immagini diver-
se?
Quando si parla di RAW bisogna
sempre tenere presente che que-
sto tipo di file “non si apre”, come
qualunque altro formato, ma “si
costruisce” al momento dell’aper-
tura.
Per questa ragione va concepito
come un’immagine latente che
deve ancora essere “sviluppata”.
Un po’ come avviene in camera
oscura con una pellicola impres-
sionata.
Quindi, così come nella fotogra-
fia analogica, al variare degli
acidi, varia il risultato sull’imma-
gine, così per i file RAW al variare
del software che li apre varia
l’immagine che ne risulta. Se si
prova ad aprire lo stesso file in
formato RAW con 10 RAW Con- Il Pannello Tone Curve dedicato alle
verter diversi si ottengono 10 “storiche” Curve sfoggia un’interfaccia
immagini diverse.
del tutto nuova, particolarmente intuitiva
e pratica da usare.
Molti fotografi “freschi di pellicola”,
non si trovano ancora del tutto a proprio
agio con comandi “astratti e matematici”
come le curve. Per questa ragione, in
Photoshop Lightroom, le curve sono
state ripensate in chiave parametrica
offrendo un approccio molto più intuiti-
vo.
Una delle novità più consistenti è
rappresentata dalla possibilità di mani-
polare la curva usufruendo di punti di
ancoraggio precostituiti che ne circo-
scrivono e influenzano il comportamen-
to. Passando il cursore sopra la curva
appare un avvertimento che mostra la
sezione modificata e la forma che assu-
me in base alla tonalità sulla quale si va
ad agire. Grazie a queste “briglie invi-
sibili” che dividono la curva in quattro
sezioni, anche i fotografi meno esperti
possono intervenire sui mezzitoni del-
l’immagine senza correre il rischio di
danneggiarla con curve troppo esaspe-
rate.

[45]
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Selezionando lo strumento Targeted I Pannelli
Adjustment Tool, posto in alto a sinistra
HSL / COLOR / GRAYSCALE
(vd. figura nella pagina precedente) e
spostandosi con il cursore sopra l’im-
magine è inoltre possibile: HSL - Affinamenti veloci dei colori
• Visualizzare sulla curva la segna-
lazione del punto tonale esatto cui ap-
partiene quell’area della foto;
• Fare clic direttamente sull’imma-
gine e, trascinando il cursore in alto o in
basso, plasmare la curva in modo da
schiarire o scurire le diverse aree tonali
dell’immagine.
Infine, per quei fotografi che proprio Infine, come in Camera RAW, anche
non amano le curve, sono disponibili 4 in Photoshop Lightroom sono disponibili
cursori che dividono la gamma in 4 re- due curve di contrasto predefinite
gioni (Region): Highlights (luci), Lights (Point Curve: Medium Contrast / Strong
(colori chiari), Darks (colori scuri), Contrast) che possono però essere ap-
Shadows (ombre). plicate anche alla curva che si è appena
Grazie a queste implementazioni le personalizzata.
Curve possono continuare a svolgere la
loro classica funzione ma in una veste
ancora più semplice da utilizzare, per-
mettendo di eseguire le regolazioni ne-
cessarie concentrandosi sull’immagine,
senza preoccuparsi della forma che la
curva dovrà assumere: sarà Photoshop
Lightroom a crearla automaticamente.

Il Pannello HSL consente di interve-


nire sui singoli colori dell’immagine in
termini di Hue (tonalità), Saturation (sa-
turazione) e Luminance (luminanza).
Questo Pannello, simile alla regolazione
Tonalità/Saturazione di Photoshop, è
molto utile per eseguire interventi cro-
matici mirati, soprattutto quando il bilan-
ciamento del bianco non è sufficiente a
soddisfare i nostri intenti.
Anche in questo Pannello, così co-
me nelle curve, è disponibile in alto a
s i n i s t r a l o s t r u m e n t o Ta r g e t e d
I 3 cursori triangolari posti sotto le
Adjustment Tool che consente di affina-
curve sono destinati agli utenti più
re i diversi colori in maniera visiva.
esperti che desiderano personalizzare la
forma della curva ampliando o restrin-
gendo il campo di intervento dei singoli
cursori sulle 4 sezioni tonali.

[46]
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COLOR - Interventi mirati sui colori GRAYSCALE - Conversioni accurate dal
colore al bianco e nero

Il Pannello Grayscale (scala di gri-


gio) grazie a controlli separati per i sin-
goli colori dell’immagine consente di
convertire immagini a colori in bianco
e nero con il massimo controllo, simu-
lando l’uso che si fa dei filtri colorati con
la pellicola in bianco e nero. Anche in
questo Pannello è disponibile in alto a
s i n i s t r a l o s t r u m e n t o Ta r g e t e d
Adjustment Tool che consente di modi-
ficare i toni del bianco e nero in maniera
visiva.
La comodità ed efficacia di questo
nuovo modo di convertire il colore in
bianco e nero è tale da essere stata im-
plementata anche all’interno di Adobe
Photoshop CS3 nella funzione Black &
White (bianco e nero).

Perché su alcune immagini


elaborate con le regolazioni
dei Pannelli HSL, Color o
Grayscale appaiono vistosi
artefatti?
Questo fenomeno può verificarsi
quando le regolazioni che si effet-
tuano portano a trasformazioni
troppo radicali rispetto alle carat-
teristiche del file di partenza. Cer-
care ad esempio di ottenere cieli
Il Pannello Color permette di svolge-
neri “alla Ansel Adams” su file
re le stesse funzioni di Pannello HSL con cieli lattiginosi o con un ca-
raggruppate per colori. nale del blu ricco di disturbo, può
portare a risultati molto scadenti.
Non bisogna mai dimenticare
che, al di la delle funzioni offerte
da un programma, la qualità del
risultato è sempre fortemente
vincolata dalla gamma e dalla
qualità del file di partenza.
Utilizzando file in formato RAW
molti problemi di questo tipo si
riducono. Tuttavia, per elabora-
zioni complesse e radicali è sem-
pre consigliabile l’utilizzo di Pho-
toshop che consente interventi più
mirati grazie all’utilizzo di sele-
zioni, livelli, canali, regolazioni di
livello, maschere e molto altro
ancora.

[47]
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Il Pannello SPLIT TONING Il Pannello DETAIL

Il Pannello Split Toning (divisione


Completamente rinnovato a partire
toni) permette di virare in modo separato
dalla versione 1.1 il Pannello Detail (det-
le luci (Highlights) e le ombre
tagli), offre controlli molto accurati per
(Shadows) dell’immagine sia su foto a
l’attenuazione del disturbo digitale (Noi-
colori sia su immagini in bianco e nero.
se Reduction) e per l’incremento della
nitidezza dell’immagine (Sharpening).

NOISE REDUCTION - Ridurre il disturbo


digitale

Tenendo premuto il tasto ALT men-


tre si regola il cursore Hue si ha un’an-
teprima istantanea della tinta a piena
saturazione.
Lo Split Toning può invece essere
interpretato come una comoda rivisita-
zione del comando Bilanciamento colore
che in Adobe Photoshop consente di
ottenere risultati molto simili.

Con la regolazione Hue (tonalità) si


stabilisce il colore verso cui virare l’im-
magine. Con la regolazione Saturation
(saturazione) se ne determina l’intensità.
Il cursore Balance (bilanciamento) serve
invece a modulare il peso di un colore
rispetto all’altro.

Anche se l’aspetto e l’intensità del di-


sturbo possono variare a seconda della

[48]
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fotocamera utilizzata, va comunque l’intensità del contrasto sull’immagine. Il Pannello LENS CORRECTIONS
considerato che tale fenomeno si mani- Il cursore Radius (raggio) stabilisce
festa principalmente in foto sottoesposte lo spessore in pixel dell’effetto di contra-
e in immagini scattate con valori ISO sto sulle aree di bordo. A differenza della
elevati. Maschera di Contrasto disponibile in
I cursori presenti in questo pannello Photoshop, il massimo raggio applicabi-
consentono di rimuovere il disturbo af- le è di soli 3 pixel. Ancora una volta i
frontando in modo separato i due feno- cursori sono progettati per un utilizzo
meni che lo caratterizzano: la grana, esclusivamente fotografico e, in effetti,
riconducibile alla luminanza (Luminan- raramente occorre un raggio superiore a
ce) e il problema del rumore di croma 1. In effetti, nella maggior parte dei casi,
(Color) che si manifesta attraverso pic- se si aumenta troppo il raggio, l'immagi-
cole macchie rosse, verdi e blu partico- ne inizia a mostrare vistosi artefatti.
larmente vistose nelle aree più scure Il cursore Detail (dettagli) agisce
dell’immagine. L’icona con il punto soltanto lungo i bordi ad alto contrasto e
Il Pannello Lens Corrections (corre-
esclamativo che compare in alto a sini- sulle texture. I maggiori beneficiari di
zioni lente) è simile a quello presente da
stra segnala che si sta visualizzando questa regolazione sono soggetti come i
diverse versioni nel plug-in Camera RAW.
l’immagine ad un grado di zoom non paesaggi e le architetture.
adatto a queste regolazioni. Un clic su Il cursore Masking (mascheratura)
questa icona e la visualizzazione del- limita l’effetto dello sharpening alle sole
l’immagine passa automaticamente al aree di bordo, lasciando morbidi e sfu- CHROMATIC ABERRATION - Ridurre le
100%. mati tutti gli altri dettagli dell’immagine. aberrazioni cromatiche
Questa funzione può risultare davvero
preziosa sulla maggior parte dei ritratti e
non solo.
Infatti, premendo il tasto ALT mentre
SHARPENING - Enfatizzare i dettagli
si regolano i cursori si può monitorare
con estrema precisione l’effetto reale e il
tipo di intervento applicato all’immagine.

I cursori legati alla funzione Chro-


Una leggera sfocatura è presente
matic Aberration (aberrazione cromati-
nella maggior parte delle immagini digi-
ca) servono a ridurre i sottili aloni di co-
tali a causa del filtro anti-alias presente
lore cangiante che spesso si manifesta-
nelle fotocamere digitali.
no lontano dal centro del fotogramma,
Il cursore Amount (fattore) controlla
lungo i bordi ad alto contrasto.

[49]
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I cursori Red/Cyan (rosso/ciano) e LENS VIGNETTING - Controllo della vi- Il Pannello
Blue/Yellow (blu/giallo) servono a cor-
gnettatura CAMERA CALIBRATION
reggere il problema manualmente. Le
opzioni offerte dal menu Defringe (eli-
mina margine) aiutano invece ad inter-
venire in casi particolari. L’opzione Hi-
ghlight Edges riesce ad intervenire sugli
artefatti di colore magenta che spesso
compaiono lungo i bordi di aree ecces-
sivamente luminose. L’opzione All Ed-
ges estende invece all’intera immagine
la correzione dell’aberrazione cromatica
che, normalmente, esclude l’area centra-
le del fotogramma. Inoltre può essere
utilizzata con successo anche in tutti
quei casi in cui l’aberrazione è davvero
forte e l’intervento con i cursori non offre
risultati pienamente soddisfacenti.

Il Pannello Camera Calibration (cali-


brazione fotocamera) fornisce i cursori
necessari per profilare la propria foto-
camera digitale a specifiche condizioni
di luce, tuttavia può anche essere utiliz-
zato per scopi creativi.
L’utilizzo di questo strumento si
consiglia solo in casi specifici ed esclu-
sivamente da parte di utenti esperti.

La vignettatura è la perdita di lumi-


nosità che si può verificare ai bordi di
un’immagine.
Con il cursore Amount (quantità) si
può regolare il fattore di scurimento,
mentre con il cursore Midpoint (punto
medio) si stabilisce se estendere questo
effetto verso il centro del fotogramma o
comprimerlo verso gli angoli.

[50]
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La Barra degli
STRUMENTI
del Modulo Develop

Modalità di VISUALIZZAZIONE e
confronto PRIMA/DOPO

La prima icona sulla sinistra nella


Barra degli Strumenti è relativa all’opzio-
ni di visualizzazione standard - Loupe
(lente). La seconda icona (Cycles
between before and after views) attiva
invece un’interessante modalità di visua-
lizzazione che mette a confronto, affian-
cate, le due versioni dell’immagine “pri-
ma e dopo” l’editing, sia orizzontalmente
sia verticalmente. Facendo clic una se-
conda volta sulla stessa icona l’antepri-
ma si divide a metà mostrando la parte
trattata e quella originale. Questa opzio-
ne può essere molto utile anche pas-
sando alla visualizzazione 1:1.
Quando si attiva questa funzione
compaiono sulla Barra degli Strumenti
altre tre icone che permettono di appli-
care le impostazioni del “prima” alla
visualizzazione del “dopo” e viceversa,
oppure di invertirle.

[51]
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TAGLIARE e RADDRIZZARE fotografica rendendo disponibile in over- Correggere gli OCCHI ROSSI
lay, durante il ritaglio, il noto schema
compositivo della “regola dei terzi”.

Il terzo pulsante da sinistra è il Crop Il quarto pulsante da sinistra è lo


Overlay (taglierina), dedicato al ritaglio e strumento Remove Red Eye (rimuovi
alla rotazione dell’immagine. occhi rossi). Il suo utilizzo è semplice,
Questo strumento mostra il rettan- basta fare clic al centro della pupilla.
golo di ritaglio sovrapposto all’immagine oppure, partendo dal centro della pupil-
originale. Agganciando con il cursore la, trascinare il cursore in modo da trac-
uno dei suoi angoli è possibile modifica- ciare l’area di intervento. In entrambi i
re la grandezza e la proporzione del casi non è necessario essere molto pre-
ritaglio. Posizionandosi invece al di fuori cisi, infatti, non appena si lascia il clic lo
dell’area di ritaglio è possibile effettuare Per visualizzare l’immagine già ta- strumento si adatta automaticamente
la rotazione dell’immagine, che può co- gliata basta tornare alla modalità Loupe sull’area da correggere.
munque essere eseguita anche con il facendo clic sulla prima icona a sinistra
cursore Straighten (raddrizza). In alter- sulla Barra degli Strumenti. Naturalmen-
nativa è possibile selezionare l’apposito te anche il ritaglio, così come tutti gli altri
strumento che permette di raddrizzare la comandi di Photoshop Lightroom, non
foto tracciando una retta lungo una linea altera in alcun modo l’im-
orizzontale (come l’orizzonte) o verticale magine originale e per-
(ad esempio lungo la parete di un edifi- tanto può essere modifi-
cio). cato più volte e anche in
diverse sessioni di lavoro.

Come si ritagliano le immagini


ad una specifica dimensione in Così come in Photoshop, le opzioni
pixel o centimetri? Pupil Size (dimensione pupilla) e Dar-
ken (scurisci) consentono di perfeziona-
re l’aspetto della pupilla intervenendo
Con Lightroom è possibile:
rispettivamente sulla tolleranza al rosso
• Tagliare un’immagine con una
specifica proporzione attraverso della pupilla, e sul suo fattore di scuri-
il menu a comparsa Aspect Cu- mento.
stom presente tra le opzioni dello Per visualizzare l’immagine corretta
strumento Crop Overlay;
• Ricampionare l’immagine ad senza la distrazione delle aree di corre-
una certa dimensione attraverso zione basta tornare alla modalità Loupe
l’opzione Constrain Maximum facendo clic sulla prima icona da sinistra
Size disponibile nella finestra di
esportazione dei file. sulla Barra degli Strumenti.
Dal menu a comparsa Aspect Cu-
stom (personalizza la proporzione) è Questo approccio al ritaglio è
possibile impostare diverse proporzioni molto utile perché consente di
disponibili dal menu o personalizzarle concepire la foto come una vera
e propria matrice svincolata dai
selezionando la voce Enter Custom
diversi utilizzi cui nel tempo può
(stabilisci la proporzione). L’icona che essere destinata. Una stessa im-
rappresenta il lucchetto serve a blocca- magine infatti, potrebbe essere
re o sbloccare la proporzione attuale utilizzata per una stampa molto
grande, per varie ristampe di
dell’area di ritaglio. piccolo formato o, magari, anche
Reset (ripristina) annulla tutte le su Internet. In tutti questi casi la
impostazioni di ritaglio riportando l’im- proporzione cui è stata tagliata
può essere adattata rapidamente
magine al formato originale. a diverse dimensioni, senza alte-
Da apprezzare infine il fatto che an- rare la composizione.
che una funzione semplice come il rita-
glio sia stata reinterpretata in chiave

[52]
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Rimuovere le IMPERFEZIONI SINCRONIZZARE le
regolazioni su più immagini

Il quinto pulsante da sinistra è lo


strumento Remove Spots (rimuovi mac- Per velocizzare al massimo il flusso
chie) ideale per rimuovere velocemente di lavoro Photoshop Lightroom offre la
piccole imperfezioni di routine come lo possibilità di sincronizzare tutte le re-
sporco del sensore o le imperfezioni golazioni tra due o più immagini sele-
della pelle senza passare a Photoshop. zionate. Ad esempio si può sincronizza-
Questa funzione è particolarmente
Questo strumento, tanto facile quan- re il bilanciamento del bianco in gruppi
comoda anche per correggere rapida-
to indispensabile, ha una doppia valenza di foto scattate sotto la stessa fonte di
mente lo sporco del sensore su diversi
che lo rende un ibrido tra il Timbro Clone luce, oppure si può sincronizzare
fotogrammi simultaneamente. Infatti, una
(Clone) e il Pennello Correttivo (Heal) di l’esposizione su piccoli gruppi di foto
volta rimosse le imperfezioni ricorrenti, è
Photoshop. La sua modalità di utilizzo che presentano la stessa luminosità,
possibile sincronizzare la rimozione del-
evoca invece lo strumento Toppa. oppure, come già visto, si possono sin-
le stesse aree di sporco su decine e
In pratica, con il cursore Cursor Size cronizzare su più foto le correzioni relati-
decine di fotogrammi, selezionandoli e
(dimensione del cursore) si determina la ve alle macchie del sensore.
sincronizzandoli con il pulsante Sync e
dimensione dell’area da correggere e Una volta eseguita l’elaborazione di
specificando dalla finestra di dialogo
con lo strumento attivo si fa clic sopra un’immagine, se si desidera applicare gli
Synchronize Settings l’opzione Spot
l’imperfezione. stessi interventi a più foto basta selezio-
Removal. Se il soggetto e l’inquadratura
nare dal Filmstrip (o dalla modalità Grid)
dei fotogrammi sincronizzati varia molto,
le foto che si intendono uniformare –
potrebbero essere necessarie alcuni
anche centinaia simultaneamente – e poi
piccoli aggiustamenti sulle aree prese a
fare clic sul pulsante Sync (nel Modulo
campione, ma si tratta comunque di un
Develop) o Sync Settings (nel Modulo
grosso aiuto nella velocizzazione del
Library) posto in fondo ai Pannelli di
proprio flusso di lavoro.
destra. Questo pulsante apre una fine-
stra di dialogo dalla quale è possibile
scegliere le impostazioni che si intendo-
no sincronizzare.

Dopo il clic appaiono due cerchi: uno


indica l’area da correggere sulla quale si
è fatto clic, il secondo indica l’area “sa-
na” campionata automaticamente dal-
l’area circostante. Il primo cerchio può
essere ridimensionato trascinando il
cursore lungo il bordo della sua circon-
Per rimuovere la visualizzazione dei
ferenza, mentre l’area di campionamen-
cerchi che indicano le aree corrette ba-
to può essere modificata trascinando il
sta tornare alla modalità Loupe facendo
secondo cerchio. Scegliendo invece il pulsante Pre-
clic sulla prima icona da sinistra sulla
vious (precedente), in fondo ai Pannelli
Barra degli Strumenti.
di destra nel Modulo Develop, si appli-
cano al fotogramma selezionato le rego-
lazioni eseguite sull’ultimo fotogramma.
Il pulsante Reset (ripristina) riporta
tutti i cursori alle impostazioni predefinite
del programma.
Per applicare le stesse regolazioni a
più foto simultaneamente, evitando la
sincronizzazione attraverso il pulsante

[53]
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Sync, occorre premere il tasto CTRL
(Comando su Mac) e fare clic sul pul-
sante Auto Sync che prende il posto del
Come si personalizzano le im-
comando Sync. postazioni predefinite di
Photoshop Lightroom?

Dopo aver corretto un’imma- Il pulsante Reset posiziona tutti i


gine è possibile fare in modo cursori e le funzioni del software
alle loro impostazioni predefinite.
che altri scatti, eseguiti con
E’ possibile personalizzare
impostazioni diverse tra loro, queste impostazioni ed è perfino
possibile creare impostazioni
siano uniformati? predefinite per specifiche
fotocamere (basate sul numero
Questa innovativa opportunità è seriale del corpo macchina) e per
stata resa possibile grazie ad i valori ISO utilizzati con speci-
un’implementazione realizzata fiche fotocamere.
nella versione 1.1 di Photoshop Una volta create queste imposta-
Lightroom. zioni il pulsante Reset posizionerà
Questa funzionalità risulta molto i cursori in base ad esse.
utile quando si scatta utilizzando
la misurazione automatica del- Per creare nuove impostazioni
l’esposizione. Infatti tutte le volte predefinite occorre:
che si imposta la ghiera della • Selezionare dal Modulo Deve-
fotocamera su su opzioni come P, lop un’immagine alla quale sono
A o S le foto eseguite contestual- state associate impostazioni che si
mente e alle stesse condizioni di desidera definire come predefini-
luce possono facilmente risultare te;
dissimili tra loro. • Tenere premuto il tasto ALT in
In tutti questi casi, una volta cor- modo da convertire il pulsante
retto uno scatto è possibile uni- Reset nel pulsante Set Default;
formare l’esposizione delle diver- • Nella finestra di dialogo dedi-
se immagini in modo automatico. cata è possibile specificare se si
Basta infatti selezionare tutti gli intendono salvare le nuove impo-
scatti partendo da quello corretto stazioni predefinite (Update the
e scegliere la funzione del menu Current Settings) o se si desidera
Settings > Match Total Expo- ripristinare le impostazioni prede-
sure disponibile all’interno del finite originali del software.
modulo Develop. In questo modo
l’esposizione complessiva di tutte Se si desidera che le nuove impo-
le foto selezionate viene unifor- stazioni siano specifiche per il
mata alla prima grazie ad un modello di fotocamera utilizzato
algoritmo che valuta i metadati per lo scatto selezionato (Make
dei file relativi alle impostazioni defaults specific to camera
della fotocamera. serial number) e per i valori
Questa funzione non è natural- ISO utilizzati con quella specifica
mente efficiente quanto gli occhi fotocamera (Make defaults
di un fotografo, ma può costituire specific to camera ISO set-
un grosso aiuto in diverse circo- ting) andare sul menu Preferen-
stanze. ces > Presets dal quale è possibi-
le attivare tali opzioni.

[54]
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In Photoshop si possono quindi
Integrazione tra eseguire tutte le operazioni di fotoritocco
Integrazione tra
Photoshop Lightroom e necessarie per poi scegliere Salva dal Photoshop Lightroom e
menu File. Se si è scelta una delle prime
Photoshop due opzioni la copia dell’immagine viene
Camera RAW
Photoshop Lightroom è molto ben automaticamente importata all’interno
vd. pag. 17.
integrato con il suo fratello maggiore della Library e rinominata con il suffisso
Photoshop. Selezionando il menu Photo -Edit. Tale suffisso può essere persona-
> Edit in Adobe Photoshop (disponibi- lizzato dal menu Preferences > External
le solo nei Moduli Develop e Library) si Editing > Edit Externally File Naming.
può esportare l’immagine all’interno di Se necessario, si possono aprire in
Photoshop per eseguire ad esempio Adobe Photoshop due o più immagini
operazioni di fotoritocco avanzato. La simultaneamente selezionandole dal
finestra di dialogo che si apre offre 3 Filmstrip o in modalità Grid.
scelte:
• Edit a Copy with Lightroom
Adjustments apre all’interno di Photos- I colori di una stessa immagi-
hop una copia della foto originale cui
sono stati applicati gli interventi eseguiti ne appaiono diversi in Pho-
in Photoshop Lightroom. Questo file vie- toshop Lightroom rispetto a
ne salvato nella stessa cartella nella
Photoshop. Da cosa dipende?
quale si trova l’originale.
• Edit a Copy crea una copia iden- Se i colori di una stessa immagine
tica all’originale (con il suo profilo colo- appaiono diversi tra Lightroom e
re) priva delle modifiche eseguite in Pho- Photoshop:
• Tenere presente quanto spiega-
toshop Lightroom e la localizza all’inter- to in questa Guida sulla gestione
no della stessa cartella (non attivo se il del colore in Lightroom (vd. capi-
file originale è in formato RAW). tolo “Introduzione all’uso di Li-
ghtroom” a pag. 4).
• Edit Original apre il file originale
• Verificare le Impostazioni Colore
(con il suo profilo colore), privo delle di Photoshop.
modifiche eseguite in Photoshop Li-
ghtroom, e va a sovrascriverlo con le
modifiche che si eseguono in Adobe
Photoshop (non attivo se il file originale
è in formato RAW). Come si passa un’immagine
da Photoshop Lightroom ad un
programma di terze parti?
Per aprire un’immagine da Pho-
toshop Lightroom direttamente in
un altro programma basta impo-
stare l’opzione disponibile dal
menu: da Preferences > External
Editing > Additional External Edi-
tor.

Per le prime due opzioni è disponibi-


le il menu Copy File Options dal quale è
possibile specificare di volta in volta il
formato, lo spazio colore e il tipo di
compressione.

[55]
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IL MODULO SLIDESHOW
CREARE VELOCEMENTE PRESENTAZIONI ACCATTIVANTI

Il Modulo Slideshow è interamente dedicato alla creazione di pre-


sentazioni da visualizzare sul monitor, personalizzabili con foto in
dissolvenza e sfondo musicale. IN QUESTO CAPITOLO:
Questo Modulo non intende sostituire i molti software progettati per
realizzare presentazioni complesse e sofisticate, ma ha lo scopo prin-
cipale di offrire uno strumento, perfettamente integrato nel flusso di I PANNELLI DEL MODULO SLIDESHOW
lavoro, che consenta di realizzare slideshow in modo semplice e
veloce per mostrare le proprie foto in modo accattivante. • I Pannelli Preview e Template Browser
• Il Pannello Options
Nel Modulo Slideshow è possibile eseguire le seguenti operazioni: • Il Pannello Layout
• Personalizzare l’aspetto della Slide (impaginazione, colori, • Il Pannello Overlays
elementi grafici, ecc) inserendo anche il proprio nome o marchio • Il Pannello Backdrop
e diverse informazioni relative ad ogni singolo scatto; • Il Pannello Playback
• Aggiungere testi e informazioni alle immagini, come ad esempio
didascalie e metadati;
• Creare e salvare layout di slideshow personalizzati in modo da
poterli riutilizzare anche successivamente;
• Mostrare la presentazione a pieno schermo o utilizzando un
secondo monitor;
• Esportare la presentazione in formato PDF per poterla salvare e
condividere su altri computer.

Inoltre, grazie alla funzione impromptu è possibile avviare la


presentazione anche dai Moduli Library e Develop per poter visua-
lizzare le immagini a pieno schermo e svolgere su di esse opera-
zioni base (bandiere, stelle, etichette colorate, rotazione, elimina-
zione, ecc) utilizzando le scorciatoie da tastiera.

[56]
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SCORCIATOIE DA TASTIERA: I Pannelli del I Pannelli PREVIEW e
TEMPLATE BROWSER
Attualmente le scorciatoie da tastiera di Modulo Slideshow
Photoshop Lightroom non sono personaliz-
zabili.
Molti tasti di questo software supportano il
long press behavior: tenendoli premuti
prolungatamente si attiva la funzione loro I Pannelli posti sulla sinistra del
associata per poi disattivarsi non appena si Modulo Slideshow sono destinati all’ap-
rilascia il pulsante. Nella modalità di visua-
lizzazione provvisoria è comunque possibile
plicazione di layout predefiniti (Template)
lavorare usando il mouse normalmente. o al salvataggio di nuovi Template per-
sonalizzati.
INVIO Avvia il Play. I Pannelli posti invece sulla destra
offrono controlli manuali per modificare
l’impaginazione, aggiungere testi, infor-
SPAZIO Mette in Pause. mazioni sugli scatti, scegliere la musica
e i tempi di dissolvenza delle immagini.
ESC Termina lo Slideshow. Sotto l’anteprima centrale sono pre-
senti i controlli essenziali per visualizzare
la presentazione e alcuni strumenti di
base per la rotazione e l’inserimento di
COMANDO* Equivale al comando
testi.
Export.
+J L’anteprima centrale è completa-
mente interattiva e consente di spostare
COMANDO* Per aggiungere in- i diversi elementi trascinandoli.
formazioni testuali
+T sulle slide.

*Il tasto CTRL su Windows equivale al tasto Come si personalizza il nu-


Comando su Mac.
mero e la sequenza delle
immagini?
Per personalizzare l’ordine delle
immagini trascinandole è neces-
sario che le foto facciano parte
della Quick Collection o di una Il Pannello Template mette a disposizio-
Collection. ne alcuni temi “pronti all’uso” per diver-
se tipologie di Slideshow.
Se si desidera includere solo alcu-
ne foto nella presentazione basta Analogamente a quanto avviene con
invece selezionarle nel Filmstrip. i Presets e il Pannello Navigator del Mo-
dulo Develop, passando con il mouse
sopra i diversi Template il Pannello Pre-
view ne visualizza un’anteprima.
Questi Templates possono essere
utilizzati velocemente così come sono
oppure personalizzati trascinando i vari
elementi sull’anteprima interattiva e uti-
lizzando i cursori disponibili sui Pannelli
di destra.
Così come nel Modulo Develop è
possibile aggiungere nuovi Templates
personalizzati o rimuovere i preesistenti
facendo clic sui pulsanti Add e Remove
posti in fondo ai Pannelli di sinistra.
Il Template scelto viene automati-
camente applicato a tutte le slide della
presentazione.

[57]
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Il Pannello OPTIONS Il Pannello LAYOUT Il Pannello OVERLAYS

Il Pannello Layout definisce l’impa-


ginazione della presentazione, control-
lando la posizione e la grandezza delle
immagini.
Il Pannello Options consente di spe- Show Guides mostra le guide entro
cificare l’aspetto delle immagini nel le quali viene automaticamente posizio-
layout della pagina, il bordo e l’ombra: nata l’immagine. Left, Right, Top e Bot-
caratteristiche generali legate allo stile e tom spostano l’immagine rispettivamen-
al genere di presentazione. te verso destra, verso sinistra, in basso o
Zoom to Fill Frame ingrandisce in alto. I quadratini bianchi consentono
automaticamente l’immagine fino a di scollegare tra loro due o più cursori
riempire completamente il quadro sia se rendendoli indipendenti dagli altri.
l’immagine è orizzontale sia se è vertica-
le. Per ricomporre l’inquadratura basta
trascinare la foto con il cursore sull’an-
teprima centrale.
Stroke Border applica un bordo
Esportazione dello
intorno all’immagine del quale è possibi- Slideshow
le specificare spessore e colore.
Cast Shadow applica un’ombra Per salvare la presentazione in
formato PDF si utilizza il comando
all’immagine e ne controlla l’aspetto dal menu Slideshow > Export Questo Pannello permette di apporre
grazie ad impostazioni dedicate. Opacity Slideshow dal quale si può de- alla presentazione alcuni elementi grafici
regola l’opacità. Offset determina la di- terminare: o testuali che ne personalizzano l’aspet-
- la dimensione (Width/Height) e to.
stanza dell’ombra dalla foto. Radius con- la compressione (Quality) dei file L’opzione Identity Plate consente di
trolla l’estensione rendendola netta o in formato JPG incorporati nella inserire un elemento grafico, come ad
molto sfumata. Angle ruota l’angolazione presentazione;
- la dimensione della presentazio- esempio il proprio nome, il nome del
cioè la direzione verso cui si proietta. cliente, del progetto o anche un marchio
ne (Common sizes);
- il lancio automatico della pre- su ogni slide. Per personalizzarlo basta
sentazione a pieno schermo (Au- fare clic sul preview rettangolare a scac-
tomatically show full screen). chiera e scegliere dal menu a comparsa
la voce Edit. L’opzione Override Color
Attualmente non è possibile consente di impostare un altro colore
esportare la presentazione in altri
per il marchio, indipendentemente dal
formati di salvataggio.
suo colore originale.
I cursori Opacity e Scale regolano
rispettivamente l’opacità e la dimensione
dell’Identity Plate.
L’opzione Place behind image posi-
ziona la scritta sotto l’immagine.
Per personalizzare la posizione di
questo elemento basta spostarsi con il
cursore sull’anteprima centrale e trasci-
narlo con il mouse: un tutore calamitato
calamitato ne aiuta il posizionamento
agganciandosi ai vari elementi della pa-

[58]
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gina. Il Pannello BACKDROP Il Pannello PLAYBACK
L’opzione Rating Stars fa comparire
sullo Slideshow le stelle associate alle
singole immagini e consente di determi-
narne colore, opacità e dimensione.
Le opzioni Text Overlays e Shadow
consentono di formattare e inserire
un’ombra sul testo applicato alla presen-
tazione con lo strumento ABC disponibi-
le sulla Barra degli Strumenti.

Dal Pannello Playback è possibile


scegliere la musica da associare alla
presentazione (Soundtrack), la durata
della persistenza delle immagini (Slides)
e il tempo della loro dissolvenza (Fa-
des).
Inoltre si può sfruttare l’opzione
Il Pannello Backdrop consente di Random Order per visualizzare le foto in
personalizzare lo sfondo delle slide con ordine causale.
una sfumatura (Color Wash), un colore Attualmente le presentazioni espor-
uniforme (Background Color) o un’im- tate in PDF non incorporano la musica
magine di sfondo (Background Image), associata alla presentazione.
trascinandola dal Filmstrip sull’antepri- Lo Slideshow può essere visualizza-
Come si inserisce una dida- ma. to con la musica solo utilizzando il pul-
scalia personalizzata? sante Play posto in fondo ai Pannelli di
destra.
Nella Barra degli Strumenti è pre-
sente il comando ABC che per-
mette di inserire testi personalizza-
ti.
Come si avvia lo Slideshow
Per inserire un testo che deve ap-
parire in ogni slide basta digitarlo dagli altri moduli?
nell’apposito campo di testo.
Per formattarlo si possono utilizza- Da ogni modulo è possibile avvia-
re le opzioni del gruppo Text re uno Slideshow a pieno scher-
Overlays e Shadow disponibili nel mo, chiamato Impromptu Sli-
Pannello Overlays. deshow.
Per ruotarlo si utilizzano le frecce Per avviarlo basta premere CTRL
poste sulla barra degli strumenti. + Enter (Comando + Enter su
Mac) oppure si può utilizzare il
Per inserire metadati specifici di comando del menu Window >
ogni immagine scegliere una delle Impromptu > Slideshow.
opzioni del menu dedicato Cu-
stom Text.

Per inserire un testo o una dida-


scalia specifica per ogni slide uti-
lizzare il comando del menu a
comparsa Custom Text > Edit. Ad
esempio, se si vuole inserire un
titolo ad ogni immagine è suffi-
ciente compilare il campo Title nei
dati IPTC nel Pannello Metadata
del Modulo Library.

[59]
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IL MODULO PRINT
STAMPARE SEMPLICEMENTE

E’ veloce, facile ed estremamente visuale, per questo il Modulo


Print rappresenta attualmente una delle soluzioni più valide per
una gestione rapida ma precisa della stampa fotografica: dall’im- IN QUESTO CAPITOLO:
postazione del layout di pagina fino alla gestione del colore.
I PANNELLI DEL MODULO PRINT

• I Pannelli Preview e Template Browser


Nel Modulo Print è possibile eseguire le seguenti operazioni: • Il Pannello Image Settings
• Impaginare migliaia di foto e provini in pochissimo tempo; • Il Pannello Layout
• Aggiungere testi e informazioni alle immagini, come ad esem- • Il Pannello Overlays
pio didascalie e metadati; • Il Pannello Print Job
• Creare e salvare layout di stampa personalizzati in modo da
poterli riapplicare anche successivamente;
• Stampare le immagini con una stampante collegata o esportare
un file in formato PDF con le foto impaginate.

[60]
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SCORCIATOIE DA TASTIERA: I Pannelli del I Pannelli PREVIEW e
Modulo Print TEMPLATE BROWSER
Attualmente le scorciatoie da tastiera di
Photoshop Lightroom non sono personaliz-
zabili.
Molti tasti di questo software supportano il
long press behavior: tenendoli premuti Così come nel Modulo Slideshow
prolungatamente si attiva la funzione loro
associata per poi disattivarsi non appena si
anche nel Modulo Print i Pannelli posti
rilascia il pulsante. Nella modalità di visua- sulla sinistra sono destinati all’applica-
lizzazione provvisoria è comunque possibile zione di layout predefiniti (Template) o al
lavorare usando il mouse normalmente.
salvataggio di nuovi Template persona-
lizzati.
COMANDO* Equivale al comando
Print. I Pannelli posti invece sulla destra
+P
offrono controlli manuali per modificare il
layout, aggiungere testi, informazioni
COMANDO* Equivale al comando
Page Setup. sugli scatti, scegliere il dispositivo di
+ SHIFT + output e le opzioni legate alla gestione
P del colore.
Le frecce poste sulla sinistra sotto
COMANDO* Mostra le Guides.
l’anteprima centrale offrono invece una
+ SHIFT + rapida vista d’insieme delle stampe. La
scritta Page 1 of ... segnala il numero
H
totale di pagine che andranno in stampa
in base al numero di file selezionati e al
COMANDO* Mostra le Cells.
Template Browser impostato.
+ SHIFT + L’anteprima centrale è completa-
T mente interattiva. Per personalizzare
l’impaginazione basta infatti fare clic sui
bordi della cella trascinandoli. Per cen-
trare un’immagine nello spazio di ritaglio
*Il tasto CTRL su Windows equivale al tasto
basta invece fare clic direttamente sul-
Comando su Mac.
l’immagine, il cursore si trasforma in una
mano, come quando si preme la barra
spaziatrice in Adobe Photoshop.
Una volta pronta l’anteprima si pos-
sono impostare le opzioni della stam-
I Pannelli Preview e Template Brow-
Come si esportano i fogli pante dal menu Print Setting o avviare
ser funzionano in modo analogo a quelli
la stampa con il pulsante Print.
impaginati in modo da Gli utenti Mac o coloro che hanno
già descritti nel Modulo Slideshow.
Così come negli altri Moduli, anche
stamparli con dispositivi non installato sul proprio computer Acrobat
qui i Templates a disposizione sono vari
Professional possono anche esportare i
collegati al proprio compu- fogli di stampa in formato PDF per poter
e personalizzabili. Le performance del
programma sono ancora una volta en-
ter? stampare le immagini anche con altri
comiabili: selezionando migliaia di file
dispositivi.
simultaneamente Photoshop Lightroom
Coloro che hanno installato sul è in grado di generare, in tempo reale,
proprio computer Acrobat Profes- un’anteprima di stampa di centinaia o
sional e tutti gli utenti Mac posso-
no esportare i fogli di stampa in Come si determina il forma- migliaia di immagini!
formato PDF per poter stampare
le immagini anche con altri dispo- to di pagina?
sitivi, ad esempio inviandoli ad un
service esterno. Per impostare il formato di pagina
Gli utenti Mac possono inoltre e molte altre opzioni di stampa si
esportare i propri fogli di stampa utilizza il pulsante Page Setup
anche in altri formati (ad esempio posto in basso sulla destra, sotto
.JPG) utilizzando la seguente pro- l’anteprima.
cedura : Print > Preview > Archi-
vio > Registra col nome.

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Il Pannello IMAGE SETTINGS Il Pannello LAYOUT Il Pannello OVERLAYS

Il Pannello Image Settings consente


di impostare alcune opzioni legate al
taglio dell’immagine (Zoom to Fill
Frame), alla rotazione automatica (Auto
- Rotate to Fit), alla stampa di diverse
copie della stessa foto sullo stesso fo-
glio (Repeat One Photo per Page) e al
bordo delle foto (Stroke Border).

Come si personalizza il nu-


Questo Pannello, in modo simile a
mero e la sequenza delle quello del Modulo Slideshow, consente
immagini? l’inserimento di elementi grafici o testuali
da aggiungere alle immagini. Oltre alla
In modo analogo a quanto già funzione Identity Plate è possibile ag-
visto nel modulo Slideshow, per Questo Pannello offre tutti gli stru-
giungere utili informazioni sulla pagina
personalizzare l’ordine delle im- menti necessari per personalizzare il
magini trascinandole è necessario (Page Options) quali la numerazione
layout di stampa: margini (Margins),
che le foto facciano parte della delle pagine (Page Number), alcune
Quick Collection o di una Collec- righe e colonne (Grid), spaziatura tra le
informazioni a fondo pagina relative alle
tion. celle (Cell Spacing), dimensione delle
opzioni di output (Page Info) e i segni di
celle (Cell Size), forma quadrata delle
Se si desidera stampare solo al- taglio (Crop Marks).
cune foto invece vanno seleziona- celle (Keep Square) visualizzazione del-
Inoltre è possibile inserire dettagliate
te dal Filmstrip. le guide (Show Guides). Queste ultime
informazioni testuali selezionandole dal
naturalmente non vengono mai stampa-
menu Photo Info. Questo tipo di dati
te, ma servono solo da riferimento du-
risultano particolarmente preziosi quan-
rante la preparazione del layout.
do si stampano provini a contatto o fogli
Molte delle operazioni eseguibili con
di archivio. Font Size determina infine la
i cursori possono essere svolte diretta-
grandezza della font.
mente sull’anteprima centrale di stampa
completamente interattiva.

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Il Pannello PRINT JOB

Questo Pannello consente di con-


trollare le opzioni di output.
Come si applica il proprio Draft Mode Printing è un’opzione
marchio sopra ad ogni im- molto utile che permette di rasterizzare i
file per la stampa utilizzando l’anteprima
magine? ad alta risoluzione generata da Photos-
hop Lightroom (anziché il file originale).
Per evitare che le proprie immagi-
ni vengano utilizzate in modo A dispetto del suo nome questa opzione
improprio o senza autorizzazione non inficia la qualità finale della stampa
può essere buona norma porre il (se si rimane entro dimensioni di stampa
proprio nome e il copyright su
ogni provino. E’ sufficiente attivare contenute), ma accorcia in modo im-
l’opzione Render on every
image presente nel Pannello
pressionante i tempi di elaborazione Come si installa un Profilo
della stampa.
Overlays tra le opzioni dedicate
Print Resolution consente di speci- Colore?
alla funzione Identity Plate.
ficare la risoluzione di stampa.
Per ruotare la scritta si può utiliz- Print Sharpening applica una ma- Per gli utenti Windows
zare il menu -90° in alto a destra,
schera di contrasto con 3 diversi livelli di
nello stesso pannello.
intensità. Fare clic con il tasto destro sul
profilo e scegliere Installa Profilo.
Color Management consente di
specificare il profilo della stampante Oppure copiare i profili in:
(Profile) e l’intento di rendering (Rende- WINDOWS\system32\spool\dri-
vers\color (Windows XP).
ring Intent). Dal menu Profile selezio-
nando Other compare una lista comple-
La risoluzione dell’Identity ta dei profili di stampa installati nel pro-
Per gli utenti Mac
Plate prio computer. I profili dei quali si è
spuntata la casellina saranno sempre Copiare i profili in:
Se nell’Identity Plate si seleziona disponibili come voci del menu a com- /Libreria/Colorsync/Profiles
l’opzione Use a styled text Identity
parsa Profile.
Plate la scritta può essere stampa- oppure in:
ta con qualsiasi risoluzione o for- Salvando queste impostazioni in un /Utente/Libreria/Colorsync/Profi-
mato di stampa selezionati dal nuovo Template Browser non sarà ne- les.
Modulo Print. cessario riconfigurarle ad ogni nuovo
Dopo aver installato profili colore
progetto.
è necessario riavviare le applica-
zioni Adobe.

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IL MODULO WEB
CREARE ELEGANTI FOTOGALLERY DA PUBBLICARE SU INTERNET

Il Modulo Web chiude in bellezza il flusso di lavoro fotografico con-


sentendo di pubblicare su Internet, con pochi clic, una accattivante
galleria delle foto appena selezionate e/o elaborate. IN QUESTO CAPITOLO:
Questo Modulo può essere utilizzato per creare gallerie dove
promuovere i propri lavori, ma soprattutto è particolarmente
I PANNELLI DEL MODULO WEB
utile per fare in modo che i propri clienti possano consultare i
provini, o anche il lavoro finito, comodamente dal proprio com-
• I Pannelli Preview e Template Browser
puter collegandosi ad Internet.
• Il Pannello Gallery Style
• Il Pannello Site Info
Nel Modulo Web è possibile eseguire le seguenti operazioni:
• Il Pannello Color Palette
• Creare velocemente photogallery in HTML o animate in FLASH
• Il Pannello Appearance
scegliendo uno gli accattivanti Tamplate forniti con il programma;
• Il Pannello Image Info
• Creare e salvare Tamplates personalizzandone il layout, i colori
• Il Pannello Output Settings
e i testi;
• Il Pannello Upload Settings
• Aggiungere testi e informazioni alle immagini, come ad esem-
pio didascalie e metadati;
• Fare l’upload delle proprie fotogallery direttamente da Photoshop
Lightroom senza alcuna necessità di utilizzare software specifici;
• Esportare la propria fotogallery per masterizzarla su un CD,
trsferirla in un altro computer o aprirla con un altro software.

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SCORCIATOIE DA TASTIERA: I Pannelli del Il Pannello GALLERY STYLE

Attualmente le scorciatoie da tastiera di


Photoshop Lightroom non sono personaliz-
Modulo Web
zabili.
Molti tasti di questo software supportano il
long press behavior: tenendoli premuti
prolungatamente si attiva la funzione loro I Pannelli PREVIEW e
associata per poi disattivarsi non appena si TEMPLATE BROWSER
rilascia il pulsante. Nella modalità di visua-
lizzazione provvisoria è comunque possibile
lavorare usando il mouse normalmente.
Il Pannello Gallery Style consente di
selezionare il Templates di base in
COMANDO* Equivale al comando
FLASH o in HTML.
Export.
+J La scelta di uno di questi due Tem-
plates, particolarmente neutri, può esse-
COMANDO* Assegna la fotogalle-
re un’alternativa a quelli più creativi di-
ry con le nuove im-
+R postazioni. sponibili nel Pannello di sinistra.
A seconda che la galleria sia in
FLASH o in HTML si accede ad alcune
*Il tasto CTRL su Windows equivale al tasto funzioni specifiche.
Comando su Mac.

Lo scopo e il funzionamento di que-


sti due Pannelli è analogo a quello già
descritto nei Moduli Slideshow e Print.
Il ricco gruppo di Templates predefi-
niti, realizzati in FLASH o in HTML offro-
no grande libertà di utilizzo per le inten-
zioni e gli stili più diversi: dal classico, al
minimalista, dal creativo al rigoroso.

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Il Pannello SITE INFO

Il Pannello Site Info consente di per-


sonalizzare il Template con informazioni
testuali relative al nome del progetto,
all’autore degli scatti, al sito Internet del
fotografo e altri dati utili. Inoltre è possi-
bile inserire il proprio indirizzo e-mail per
essere contattati direttamente dalle pa-
gine della galleria fotografica on-line.

Il Pannello COLOR PALETTE

Il Pannello Color Palette offre gli


strumenti necessari a personalizzare i
colori di ogni singolo elemento dell’inter-
faccia per armonizzare i colori con lo
stile delle immagini o del proprio mar-
chio.

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Il Pannello APPEARANCE

Il Pannello Appearance consente di


personalizzare il layout della pagina e il
l’aspetto dei suoi elementi.

APPEARANCE
relativo ai Templates in HTML

APPEARANCE Il menu a comparsa Layout permet-


Le opzioni Common Settings con- relativo ai Templates in FLASH te di scegliere tra 4 diversi tipi di layout
sentono di inserire un’ombra alle celle (vd. fig. pagina precedente).
delle immagini (Add Drop Shadow to La funzione Identity Plate è analoga
Photos) e un sottile bordo sotto il titolo a quella già illustrata nei Moduli Sli-
del sito (Section Borders). deshow e Print.
Nella sezione Grid Pages si stabili- Le opzioni Large Images e
sce il numero di miniature da visualizza- Thumbnail Images consentono di spe-
re in una singola pagina, con la possibili- cificare le dimensioni dell’immagine
tà di numerare le singole celle (Show grande e quelle della miniatura.
Cell Numbers) e di personalizzare il co-
lore del bordo delle immagini (Photo
Borders).
Con il cursore Image Pages è pos-
sibile specificare la dimensione in pixel
del lato più lungo delle immagini.

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Il Pannello IMAGE INFO Il Pannello OUTPUT SETTINGS Il Pannello UPLOAD SETTINGS

Il Pannello Image Info consente di


specificare alcuni dati da visualizzare
sotto l’immagine, come ad esempio il Le funzioni del Pannello Output Set-
nome del file o i dati IPTC, in modo da tings sono utili in tutti quei casi in cui si de-
facilitarne l’identificazione, soprattutto sidera che la galleria fotografica si carichi
nel caso di provini a contatto. velocemente e quando si devono proteg- Questo Pannello serve ad inserire i dati
gere le immagini da possibili utilizzi non FTP del proprio web server per poter ese-
autorizzati. guire il caricamento on line delle photogal-
Il cursore Quality serve a determinare lery appena realizzate, senza alcuna ne-
il grado di compressione dei file in formato cessità di aprire un software dedicato alla
JPG, inseriti nella photogallery. creazione o all’upload di pagine web. Nella
L’opzione Metadata consente invece casella di testo Put in Subfolder si specifica
di scegliere se pubblicare le immagini cor- l’indirizzo Internet nel quale saranno visibili
redate di tutti i metadati (All) o si desidera le immagini.
cancellarli tutti lasciando solo l’informazione Una volta impostati tutti i parametri la
relativa al copyright (Copyright Only). funzione si avvia facendo clic sul pulsante
La funzione Add Copyright Water- Upload.
mark scrive direttamente sulle immagini le
informazioni relative al metadato Copyright.

Se si desidera invece esportare la gal-


leria di immagini per poterla trasferire in un
altro computer, aprirla con un altro software
o masterizzarla in un CD si può utilizzare il
Pulsante Export.

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Ringraziamenti
Siete stati tutti estremamente pazienti nell'attendere questa Guida.
Grazie.

Mi piacerebbe poter dire che ho dovuto lavorarci duramente per tutto questo tempo, ma in realtà il tempo per portare a termi-
ne questo progetto è stato davvero poco, ritagliato a fatica e con perseveranza tra mille altri impegni che tuttavia mi hanno
consentito di realizzare una Guida migliore.
Proprio per questo vorrei ringraziare tutti i colleghi fotografi che ho incontrato nel mio frequente peregrinare per l'Italia.
Condividendo con me i loro dubbi sull'utilizzo di Lightroom mi hanno stimolato a esplorare con motivazione le problematiche
più ricorrenti e a trovare un modo per spiegarle. Malgrado le valanghe di e-mail e gli squilli agli orari più improbabili ammetto
che senza i vostri dubbi e curiosità, questa guida sarebbe stata peggiore.

Vorrei ringraziare Daria Lazzari, Segment Marketing Manager di Adobe Italia, per la sua idea sulla necessità di realizzare
una Guida in italiano su Lightroom e per le sue costanti e-mail e “bonarie minacce”.
Senza di lei questa Guida non sarebbe mai stata finita!

Ringrazio la mia “apprendista guretta” Ilaria Santoni che con il suo supporto così fashion e riflessivo ha portato nel mio studio,
durante questo anno, una deliziosa ventata di allegria, freschezza e poesia.

Ringrazio Alessandro Bernardi di Adapta per la sua esperienza e preparazione e per il suo immancabile e scrupoloso aiuto
nella revisione di tutti i contenuti di questa Guida... sempre e comunque con un sorriso tutto partenopeo e assolutamente indele-
bile... a tutte le ore e di fronte a qualunque sfida.

Ringrazio Stefano Garilli per la sua sorprendente intelligenza, per la sua persistenza, per il suo umorismo. Malgrado i suoi
inimmaginabili impegni è riuscito ad avere il tempo per credere in questo progetto e contribuire a renderlo migliore.

Sono infinitamente grata a Davide Vasta, il mio mentore, per il suo supporto, il suo inestinguibile ottimismo e la sua inestimabile
sopportazione. La premura e la pazienza e che ha posto a tutti i dettagli di questo progetto sono state tanto confortanti quanto
inestimabili.

Infine dedico questo progetto a Lorenzo e a Micaela (in ordine di apparizione nella mia vita) perché sono venuti, e restano,
prima di tutto il resto.

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www.adobe.it

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