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L’economia dell’Umbria

Lucia Lucci – Daniele Marangoni

Perugia, 12 giugno 2019


• L’economia dell’Umbria tra bassa produttività e poca innovazione


• Gli andamenti settoriali e le esportazioni
• Il turismo umbro
• I finanziamenti alle imprese
• Le famiglie, l’occupazione e l’indebitamento
• La finanza locale e l’utilizzo dei fondi strutturali europei
Sulla ripresa dell’economia umbra pesano la (bassa)
produttività …

2007 2018 Var 07/18


Valore aggiunto 21.412 18.160 -14,6% (Italia: -3,4%)

Andamento valore aggiunto Variazioni e contributi


(indici: 2007=100) (var. % 2007-2018)
105 105 10 10
Umbria Centro Italia 5 5
100 100
0 0

95 95 -5 -5
-10 -10
90 90
-15 -15

85 85
-20 -20
Umbria Centro Italia
produttività intensità di lavoro
80 80 tasso di occupazione quota pop. età lavoro
2007 '08 '09 '10 '11 '12 '13 '14 '15 '16 '17 '18 popolazione valore aggiunto

Fonte: Istat, conti economici territoriali e Prometeia (per il 2018)

L’economia dell’Umbria – Perugia, 12 giugno 2019


…e la (scarsa) innovazione

Spesa in R&S Start up innovative


(quota % su PIL) (unità)
1,6 1,6 200 200
imprese nate negli anni precedenti
istituzioni pubbliche 160 160
nate nell'anno
1,2 università 1,2
120 120
0,8 0,8
80 80

0,4 0,4 40 40

0,0 0 0 0
Umbria Italia 2014 2015 2016 2017 2018
Fonte: elaborazioni su dati Istat Fonte: Registro delle imprese

Il numero di marchi e di domande di A 3 anni dalla nascita circa il 75% delle


brevetti da parte delle imprese è basso start up era ancora attivo

L’economia dell’Umbria – Perugia, 12 giugno 2019


• L’economia dell’Umbria tra bassa produttività e poca innovazione


• Gli andamenti settoriali e le esportazioni
• Il turismo umbro
• I finanziamenti alle imprese
• Le famiglie, l’occupazione e l’indebitamento
• La finanza locale e l’utilizzo dei fondi strutturali europei
Agricoltura:
produzione e valore aggiunto in debole recupero

Valore aggiunto agricolo Produzione vinicola


(variazioni %) (variazioni % 2007-2018)
105 105 40 40
Italia
100 100 Umbria
20 20
95 95
0 0
90 90

-20 -20
85 85
Italia Centro Umbria
80 80 -40 -40
2007 '08 '09 '10 '11 '12 '13 '14 '15 '16 '17 '18 totale effetto quantità effetto qualità

Fonte: elaborazioni su dati Istat

Quota sul V.A. agricolo nazionale  1,5% Diminuisce il valore della produzione
Quota sul complesso delle risorse PSR (-22%); la qualità migliora
destinate alle regioni italiane  5%

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Nell’industria ordini e fatturato rallentano

2017 2018 Ordini e produzione


Produzione +2,7% +1,0% (var. % su base annua)
8 8
Ordini +3,3% +1,2%
Fatturato +3,1% +2,1% 6 6

4 4
Bene alimentari,
2 2
abbigliamento e metalli
0 0
Ancora in calo le piccole
-2 -2
Calano gli investimenti, in ordini interni ordini esteri produzione
-4 -4
particolare per le I II I II I II I II I II
imprese con bassa 2014 2015 2016 2017 2018
Fonte: Elaborazione su dati Unioncamere
propensione all’export

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L’export continua a espandersi

Export umbro: +8,7% Esportazioni umbre


(numeri indice; 2013=100)

La crescita è più sostenuta 160


metalli
160

della dinamica del commercio macchinari


abbigliamento
140 140
mondiale e della domanda agroalimentare
totale
potenziale rivolta alla regione 120
mezzi di trasporto
120

100 100
Riprende vigore l’export nei
paesi extra-UE: vendite di 80 80
macchinari e alimentari verso
USA e abbigliamento di lusso 60
2013 2014 2015 2016 2017 2018
60

verso la Russia Fonte: elaborazioni su dati Istat. Medie mobili terminanti nel
trimestre di riferimento

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Si arresta il calo dell’edilizia; deboli i servizi

Valore aggiunto edilizia Abitazioni


(indici: 2007=100)
110 110 140 6

Migliaia
prezzi (2015=100; scala di sx)
Umbria Italia Centro
compravendite (migliaia; scala di dx)
100 100 130 5

90 90 120 4

80 80 110 3

70 70 100 2

60 60 90 1
2007 '08 '09 '10 '11 '12 '13 '14 '15 '16 '17 '18 2007 '08 '09 '10 '11 '12 '13 '14 '15 '16 '17 '18

Fonte: elaborazioni su dati Istat e Prometeia (per il 2018) Fonte: elaborazioni su dati Istat e Omi

La modesta dinamica dei consumi delle famiglie si è riflessa in una


debole crescita dell’attività dei servizi e nel calo delle vendite
commerciali, concentrato nei servizi al dettaglio
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• L’economia dell’Umbria tra bassa produttività e poca innovazione


• Gli andamenti settoriali e le esportazioni
• Il turismo umbro
• I finanziamenti alle imprese
• Le famiglie, l’occupazione e l’indebitamento
• La finanza locale e l’utilizzo dei fondi strutturali europei
Stabili le presenze dei turisti. L’incidenza degli arrivi
dall’estero resta contenuta
Andamento presenze Turismo straniero: presenze e
2002-2018
incidenza degli arrivi
40 40 160 100
incidenza arrivi Italia
30 30
incidenza arrivi Umbria
140 80
20 20 presenze Italia
10 10 presenze Umbria
120 60
0 0
-10 -10 100 40
-20 -20
80 20

60 0
'02 '03 '04 '05 '06 '07 '08 '09 '10 '11 '12 '13 '14 '15 '16 '17 '18
Fonte: elaborazioni su dati Regione Umbria
Fonte: elaborazioni su dati Istat

Positivo l’andamento a Orvieto, I flussi totali di turisti sono in


Todi e Foligno. La Valnerina crescita; stabile l’incidenza di quelli
sconta gli effetti del sisma. stranieri che rappresentano meno
di un terzo del totale
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Il turismo UE è diminuito. Il gradimento per l’Umbria è
comunque tra i più elevati
Presenze per paese di Gradimento per l’Umbria
provenienza (2002-2018) (da 1-pessimo a 10-ottimo)

40 60
complessivo
32,7 cortesia 9,5
9
arte Umbria
40 8,5 Italia
20
8
7,5
6,3
3,6 5,6 20 sicurezza 7
ambiente
0 6,5
0 6

-20 Info. alloggio


-20,2 -20

-37,9
-40 -40
Paesi Stati Germania Regno Belgio Francia
acquisti pasti
Bassi Uniti unito
Fonte: elaborazioni su dati Istat prezzi
Fonte: Banca d’Italia , Indagine sul turismo internazionale
In calo i flussi da paesi UE (-3%)
per la flessione dai due I turisti stranieri attribuiscono
principali paesi di provenienza all’Umbria giudizi in crescita
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• L’economia dell’Umbria tra bassa produttività e poca innovazione


• Gli andamenti settoriali e le esportazioni
• Il turismo umbro
• I finanziamenti alle imprese
• Le famiglie, l’occupazione e l’indebitamento
• La finanza locale e l’utilizzo dei fondi strutturali europei
L’espansione dei prestiti alle imprese ha perso vigore;
da agosto 2018 sono tornati a diminuire
Confronto Umbria e Italia Per dimensione di impresa
(var. % su base annua) (var. % su base annua)
3 3 6 6
Umbria Italia
2 2
3 3
0 0
0 0
-2 -2

-3 -3
-3 -3

-5 -5 -6 -6
piccole
-6 -6 medio - grandi
2013 2014 2015 2016 2017 2018 2019 -9 -9
2013 2014 2015 2016 2017 2018 '19
Fonti: segnalazioni di vigilanza

Tornano a diminuire anche i prestiti alle imprese medio grandi


La domanda di finanziamenti si è indebolita
Primi segnali di irrigidimento nelle politiche di erogazione
che restano però favorevoli
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La qualità del credito alle imprese è
migliorata soprattutto nel primo trimestre del 2019
Tasso di deterioramento Cessioni di sofferenze
(flussi annui rispetto allo stock di prestiti) (flussi annui rispetto allo stock di sofferenze)
12 12 40 40
Umbria Italia cessioni
10 10
stralci
30 30
8 8

6 6 20 20

4 4
10 10
2 2

0 0 0 0
2012 2013 2014 2015 2016 2017 2018 '19 2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017 2018
Fonti: Centrale dei rischi e segnalazioni di vigilanza

Il flusso di prestiti anomali è diminuito, soprattutto nel 2019


Il tasso è vicino a quello ante crisi resta però superiore alla media italiana
Sono peggiori le situazioni delle imprese edili (13,3%) e del ternano (6,3%)
Le cessioni di sofferenze hanno accelerato
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• L’economia dell’Umbria tra bassa produttività e poca innovazione


• Gli andamenti settoriali e le esportazioni
• Il turismo umbro
• I finanziamenti alle imprese
• Le famiglie, l’occupazione e l’indebitamento
• La finanza locale e l’utilizzo dei fondi strutturali europei
Le famiglie sono ottimiste
anche se la crescita del reddito è modesta
Reddito e consumi Componenti del reddito
(var. % su base annua) (quote %)
4 4 3 3

2 2
0 0
0 0

-2 -2 -3 -3
reddito disp. totale
-4 -4 da lavoro dipendente
reddito disponibile -6 da lavoro autonomo -6
-6 -6 trasferimenti
consumi
-8 -8
da proprietà
-9 -9
2008 '09 '10 '11 '12 '13 '14 '15 '16 '17 '18 2008 '09 '10 '11 '12 '13 '14 '15 '16 '17 '18
Fonti: Istat, conti economici territoriali e Prometeia (per il 2018)

Il recupero di quanto perso con la crisi è ancora parziale


I consumi salgono in linea con il reddito
Le situazioni di povertà rimangono diffuse (9,3%; 6,9% in Italia)
Il reddito è inferiore alla media, ma la distribuzione è più equilibrata
La sua crescita è legata ai maggiori proventi da lavoro dipendente
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L’occupazione è rimasta stabile;
crescono le assunzioni a tempo indeterminato
Occupati per titolo di studio Assunzioni nette
(numeri indice con base 2008) (migliaia di contratti)
150 150 10 10
totale
sc. superiore 8 8
laurea 6 6
titoli inferiori
125 125 4 4
2 2
0 0
100 100 -2 -2
-4 -4
2016 2017 2018
t. indeterminato apprendistato a termine
75 75
2008 '09 '10 '11 '12 '13 '14 '15 '16 '17 '18 altro totale
Fonti: Istat e INPS

Per il secondo anno l’occupazione è rimasta stabile (in Italia +0,8%)


Dall’inizio della crisi si è perso circa il 3%; la perdita si è concentrata tra
le persone giovani (-34%) e con titolo di studio più basso (-23%)
Le assunzioni nette a tempo indeterminato hanno beneficiato delle
numerose trasformazioni di contratti a termine
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Cala la disoccupazione,
anche per l’aumento di chi si dedica alla formazione
per titolo di studio per età
20 20 25 25
totale totale
laurea 15-34 anni
16 sc. superiore 16 20 35 anni e oltre 20
titoli inferiori
12 12 15 15

8 8 10 10

4 4 5 5

0 0 0 0
2008 '09 '10 '11 '12 '13 '14 '15 '16 '17 '18 2008 '09 '10 '11 '12 '13 '14 '15 '16 '17 '18
Fonte: Istat

Le persone in cerca di occupazione sono diminuite


Il tasso di disoccupazione (9,2%) è più basso della media nazionale
(10,6%); resta maggiore per i giovani e per le persone con minori titoli
di studio
Aumenta chi è impegnato in attività di studio e formazione
In crescita i beneficiari dei sussidi di disoccupazione (30%)
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Crescono ancora i finanziamenti alle famiglie;
la qualità migliora
Prestiti alle famiglie Nuove erogazioni
(var. % su base annua) (in milioni di euro)
12 12 700 700
prestiti totali
600 600
9
di cui: mutui 9
di cui: credito al consumo 500 500

6 6 400 400

300 300
3 3 200 200

100 100
0 0
0 0
2015 2016 2017 2018
-3 -3
2013 2014 2015 2016 2017 2018 '19 nuovo credito al consumo surroghe nuovi mutui
Fonte: segnalazioni statistiche di vigilanza

La crescita dei finanziamenti alle famiglie si è confermata robusta


Il credito al consumo ha leggermente rallentato, ma continua a
espandersi
Il costo dei finanziamenti ha raggiunto un nuovo minimo
Si è attenuato ricorso alle surroghe,
molto intenso nel triennio precedente
L’economia dell’Umbria – Perugia, 12 giugno 2019

• L’economia dell’Umbria tra bassa produttività e poca innovazione


• Gli andamenti settoriali e le esportazioni
• Il turismo umbro
• I finanziamenti alle imprese
• Le famiglie, l’occupazione e l’indebitamento
• La finanza locale e l’utilizzo dei fondi strutturali europei
La spesa degli enti territoriali aumenta nel 2018,
ma meno che in Italia
Spesa corrente Spesa in conto capitale
(var. % su base annua e contribuzione) (var. % su base annua e contribuzione)
6 6 18 18
acquisti beni e servizi altre voci
spese personale tr. ad altre PA
4
totale 4 12 tr. a famiglie e imprese 12
investimenti fissi lordi
2 2 6 6

0 0 0 0

-2 -2 -6 -6
UMBRIA RSO Italia UMBRIA RSO Italia
Fonte: SIOPE

La spesa pro capite è superiore del 2,5% alla media delle RSO
La componente sanitaria è aumentata più che nel resto del Paese…
… è tornato a crescere il costo del personale …
… la dotazione potrebbe risentire dell’elevata età e di «quota 100»
La spesa in conto capitale è cresciuta, ma non gli investimenti
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L’attuazione dei programmi comunitari;
accelera, ma è ancora migliorabile
FESR/FSE FEASR
(quota spesa cumulata sulle dotazioni) (quota spesa cumulata sulle dotazioni)
35 35 35 35
2007-2013 2014-2020
28 28 28 28
2014-2020
21 21 21 21

14 14 14 14

7 7 7 7

0 0 0 0
Umbria Regioni più Italia Umbria Regioni più Italia
Fonte: SIOPE sviluppate sviluppate

L’incidenza della spesa dei pagamenti sulle dotazioni di fondi FESR/FSE


è passata dal 4,3 al 16,2% …
… ma è ancora al di sotto rispetto alle regioni più sviluppate e al
precedente ciclo di programmazione
Per l’agricoltura l’ampia dotazione di risorse FEASR si associa a uno
stato di avanzamento in linea con le regioni più sviluppate (30%)
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Nel 2018 crescono anche le entrate
degli enti territoriali
Entrate non finanziarie
(euro pro capite e var. % su base annua)
4.500 6,0
entrate pro capite variazione 2018
4,5
3,9
4.000 4,0

3,0
3.500 2,0

3.000 0,0
Umbria RSO Italia
Fonte: SIOPE

Le entrate pro capite sono superiori alla media delle RSO


Anche la crescita del 2018 è stata superiore alla media …
… vi ha contribuito la dinamica dei trasferimenti statali
L’economia dell’Umbria – Perugia, 12 giugno 2019
Banca d’Italia - Filiale di Perugia
Direzione
Nicola Barbera
Luca Pilli
Mario Ferrara
Nucleo per la ricerca economica
Paolo Guaitini
tel. 075-5447627 Giovanni Battista Carnevali
paolo.guaitini@bancaditalia.it tel. 075-5447623
giovannibattista.carnevali@bancaditalia.it
Lucia Lucci
tel. 075-5447687
lucia.lucci@bancaditalia.it Simone Santori
Daniele Marangoni tel. 075-5447629
tel. 075-5447621 simone.santori@bancaditalia.it
daniele.marangoni@bancaditalia.it

Grazie per l’attenzione

Lucia Lucci – Daniele Marangoni

Perugia, 12 giugno 2019