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Morpheus di Zaha Hadid

Architects: l’esoscheletro e
la superficie vetrata
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Alto 153,7 m per 42 piani fuori terra e dotato di 147.860 m di
superficie, Morpheus conta di 780 camere e suite, oltre a
stanze per riunioni ed eventi, casinò, lobby, ristoranti e spa
con piscina. Oltre ai vincoli citati nel precedente articolo,
il progetto fu condizionato dal budget e dai tempi di
costruzione, entrambi imposti dal cliente. Rivestire
l’esoscheletro in alluminio, in aggiunta a quella vetrata
dell’involucro, portò ad un raddoppio dell’area da rivestire;
pertanto, sorse la necessità di razionalizzarne la superficie,
al fine di ridurre le aree a doppia curvatura imputate dei
maggiori costi.

L’analisi strutturale
Al netto degli elementi strutturali aggiunti (travi
reticolari, propping columns lungo il perimetro della porzione
centrale, estensione delle 4 colonne dell’atrio), si ottenne
una diminuzione del peso del 40%. Dalla conversione delle
superfici a doppia curvatura in altrettante piane o a singola
curvatura si ottennero ulteriori risparmi, riflessi anche
nella maggiore facilità di fabbricazione dei componenti. A
seguire, la seconda parte del report tecnologico sul sistema
di facciata, reso possibile grazie alle dichiarazioni
dell’Arch. Paolo Matteuzzi, Senior Associate dello studio Zaha
Hadid Architects. Per ulteriori approfondimenti in merito, si
consiglia la lettura dei testi segnalati tra i riferimenti
bibliografici al termine dell’articolo.
Zaha Hadid Architects -Morpheus _ photo Ivan Dupont

Gli External Wall Systems


dell’opera cinese
L’edificio venne dapprima suddiviso in 3 macro-aree:

1. piana e a singola curvatura;


2. faceted, di transizione ai margini dell’area centrale;
3. free-form e triangolata al centro.

Ciascuna di queste comprende 2 macro-categorie in relazione ai


pannelli di rivestimento: in alluminio, se applicati ai membri
strutturali dell’esoscheletro, e la facciata vetrata
retrostante, a costituire l’involucro a tenuta.

Il sistema di facciata
Il sistema di facciata, all’interno delle 3 macro aree
individuate, conta la compresenza di 30 diversi Facade System
Design, generando una complessa mappa di External Wall Systems
distinti per tipologia strutturale ed ulteriori sub-categorie
geometriche. L’estrazione di tutti questi dati è stata gestita
e controllata in Grasshopper dal facade team di ZHA, in
coordinamento con gli ingegneri strutturali di Buro Happold.
Ciò ha permesso l’allineamento geometrico tra le parti
rispetto alle tolleranze costruttive, strutturali e di
movimento reciproco dei macro-componenti, la congruenza dei
dettagli di transizione tra i diversi EWS e l’estrazione dei
dati metrici, quantitativi e geometrici di riferimento per il
calcolo accurato delle sollecitazioni e delle quantità. Gli
unici punti di contatto tra i 2 sistemi di facciata avvengono
in corrispondenza delle travi che, dai 2 cores, giungono
all’esoscheletro e di quelle che, nell’area centrale,
supportano la vetrata stessa.

Zaha Hadid Architects -Morpheus _ photo Virgile Simon Bertrand


Le superfici dell’esoscheletro e
dell’involucro vetrato di Morpheus
La forma dell’edificio è controllata dalla superficie esterna
del rivestimento dell’esoscheletro. Muovendosi verso l’interno
attraverso gli strati che compongono la facciata, si
incontrano livelli di approssimazione crescenti rispetto alla
forma teorica di partenza. L’alluminium cladding reference
surface è la prima e più esterna superficie di riferimento
rispetto alla quale, attraverso un suo offset, si è definita
la seconda area di riferimento. Questa attraversa tutti i
punti medi dei nodi strutturali nello spazio e contiene tutti
gli assi dei membri strutturali. La terza superficie di
riferimento, costruita ancora come offset della prima, è
quella che individua l’involucro vetrato.

L’impegno progettuale
La discretizzazione, la razionalizzazione e l’interfaccia tra
le 3 superfici ha richiesto cospicui sforzi progettuali. Essi
si sono tradotti nel geometrical setting out, il quale ha
governato la posizione dell’esoscheletro, descrivendone il suo
rivestimento, la definizione dei telai della superficie
triangolata nell’area centrale e l’allineamento dei pannelli
in vetro. Pertanto, termini come “glazing reference surface”,
“exoskeleton reference surface”, “topological mesh” e
“cladding reference surface” divennero strumenti di dialogo
con i consulenti per la distribuzione spaziale dei nodi e
degli assi dei membri strutturali. Il parallelismo tra
l’esoscheletro e la vetrata garantisce una distanza minima tra
la faccia interna in alluminio, che riveste i profili
strutturali diagonali e sub-verticali, e il pannello vetrato.
Ciò assicura che le operazioni di pulizia e sostituzione dei
pannelli possano avvenire agevolmente.
Approfondimenti

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Il rivestimento dell’esoscheletro
Come sopra descritto, gli elementi strutturali componenti
l’esoscheletro sono a singola curvatura, dunque piani, al pari
dei nodi componenti l’esoscheletro e che raccolgono i membri a
6 o 4 uscite. Lo spessore di questi ultimi è stato
dimensionato al fine di ricevere i 4 o 6 membri strutturali,
ciascuno governato da una coppia di assi cartesiani tali da
garantire la sezione minima del nodo. Le pareti laterali dei
rivestimenti in alluminio sono state costruite a partire dal
piano medio contenente l’asse del profilo, ricavato come mean-
plane dei 2 vettori ortogonali tracciati nei nodi.

L’offset di questo piano ha generato i rivestimenti laterali


dei profili, realizzati con pannelli piani. Attraverso
raccordi cilindrici tutte le facce interne sono state
collegate, nel rispetto del design-pattern, con superfici a
singola curvatura. I profili strutturali rastremano salendo di
quota, con una riduzione nella sezione strutturale senza
eccentricità rispetto al membro strutturale successivo. Essa
passa da una sezione tipica di 800×800 mm, al piede, a 450×450
mm in sommità.

Zaha Hadid Architects -Morpheus _ photo Ivan Dupont

Morpheus: la superficie vetrata e


la vetrata triangolare
L’involucro vetrato di Morpheus si colloca in posizione
arretrata rispetto ai componenti strutturali
dell’esoscheletro, ad un interasse di 900 cm. Questi consta di

43.388 m2 di pannelli ad alte prestazioni, forniti da Shenbo e


trattati da Saint-Gobain. Tra le aree geometricamente più
complesse, dal punto di vista del controllo geometrico,
strutturale e tecnologico, vi è la facciata triangolata in
acciaio e vetro che avvolge i 2 ponti tra le sub-torri
dell’hotel. Tale zona è stata oggetto di una progettazione in
parallelo tra esoscheletro e vetrata, in quanto ad ogni
razionalizzazione o controllo geometrico del primo doveva
seguire un effetto sul secondo e viceversa, pena il rischio di
clashing dei sistemi.

Le macrowindows
La mesh triangolata fu divisa in un pari numero di
macrowindows indipendenti, corrispondente alle macro maglie
dell’esoscheletro. Ciascuno di essi, triangolare o
quadrangolare e diversamente orientato nello spazio, fu poi
appeso all’esoscheletro dai suoi 3 o 4 vertici vincolandoli a
cerniera nel supporto posto più a monte. La superficie
triangolata della free form area è stata disegnata per
approssimare al meglio la superficie continua di riferimento.
La maglia è stata suddivisa in 242 macro–windows, ognuna
costruita da pannelli di vetro triangolari piani, posati in
situ su telaio in acciaio prefabbricato e pre-assemblato in
officina. La macro-window più grande pesa circa 20 t. Esse
vedono un raddoppio del telaio e una separazione data da un
giunto di movimento; sono inoltre supportate dai vertici
dall’esoscheletro e da ulteriori connessioni intermedie in
caso di luci significative. Nelle macro-aree piane e a singola
curvatura, cosí come nella zona transitoria, la facciata
vetrata è direttamente supportata dai solai. Nella free-form
area il rapporto s’inverte e la facciata vetrata triangolata è
sorretta dagli stabs, ossia puntoni fuoriuscenti
dall’esoscheletro a raggiungere il guscio vetrato dei
macrowindows.

Photogallery
Crediti progettuali
Progetto architettonico: Zaha Hadid Architects;

Progetto architettonico esecutivo: Leigh & Orange;

Architetto locale: CAA City Planning & Engineering


Consultants;

Progetto strutturale: Buro Happold International;

Progetto impianti meccanici ed elettrici: J. Roger Preston;

Progetto strutturale delle facciate: Buro Happold


International;

Revisore: Rolf Jensen & Associates;

Progetto design degli interni: Remedios Studio, Westar


Architects International, Jouin Manku, MC Design, Leigh &
Orange;

Computo metrico: WT Partnership;

Progetto illuminotecnico: Isometrix;

Progetto antincendio: Arup;

Progetto acustico: Shen Milson e Wilke;

Progetto del traffico: MVA.

Riferimenti bibliografici
MORPHEUS Zaha Hadid Architects – 2018 – Autori Vari

MORPHEUS, City of Dreams 5th Hotel, ZHA project Archive, Design


Report, Zaha Hadid Architects

IL MORPHEUS, Editoriale – Paolo Matteuzzi

MAXXI Zaha Hadid Architects, Skira, Rizzoli – 2010