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IL DRAMMA DELLA MONTAGNA VASTESE

Mons. Bruno Forte denuncia lo stato di grave abbandono della viabilità ed i


politici ne strumentalizzano le dichiarazione: nuova inevitabile polemica con
rimpallo di responsabilità, ma l’impegno chi lo assicura?

Mos. Bruno Forte, in visita pastorale nei comuni dell’Alto e Medio Vastese, si imbatte in quel
“calvario” che quotidianamente percorrono i tenaci cittadini dei comuni montani per recarsi al
lavoro o a fare acquisti, o peggio ancora che fanno “macinare” ai loro figli, anche in tenera età, per
assicurare il più elementare dei diritti ovvero quello allo studio.
Inevitabile è giunta la denuncia dell’eminente teologo che ha dimostrato un particolare
attaccamento a queste terre considerando le sue frequenti visite.
Ricordo una visita in cui lessi nei suoi occhi una tangibile emozione in occasione della
inaugurazione del Santuario della Materdomini in Fraine, a seguito della onerosa ristrutturazione
finanziata con il grande sacrificio dei miei compaesani, e dei sempre devoti emigranti della comunità
Frainese di Paterson nel N.J. in USA.
Non avrebbe certamente potuto tacere un intellettuale del suo calibro e, puntualmente, in una
omelia, la “tiratina di orecchie” agli Amministratori che ancora continuano a tentennare sulla
viabilità della Montagna Vastese lasciando, di fatto, un intero territorio senza prospettive di
sviluppo.
Richiama l’attenzione Mons. Bruno Forte, sulla importanza delle vie di comunicazione quali
snodo strategico per evitare lo spopolamento ed dare qualche minima possibilità di sviluppo, che da
oltre 50 anni è negata proprio a causa dell’assenza di una adeguata viabilità.
Basti pensare che quasi la totalità delle attività artigianali si sono trasferite a Valle ed anche
attività produttive di assoluto prestigio e tipicamente montane hanno dovuto fare i conti con la dura
realtà della malconcia viabilità.
Mi viene in mente un prestigioso salumificio di Roccaspinalveti dei Fratelli Bruno che ha
interamente trasferito la produzione a San Salvo, regalando alla costa anche l’essenza dell’Alto
Vastese.
Ora, a seguito della schiacciante vittoria di ben tre salumi del Vastese, ottenuta nel concorso
nazionale di Parma (il podio monopolizzato dai prodotti nostrani con ben tre salumi ai primi tre
posti), mi sono imbattuto, da qualche parte, con il disciplinare (domanda) per il conferimento del
marchio D.O.P. per la Ventricina Vastese e, guarda caso, la zona di San Salvo non rientra tra i
territori previsti.
I fratelli Bruno dovranno quindi spostare nuovamente una parte della produzione se vorranno
usufruire dei vantaggi dell’eventuale concessione del marchio e probabilmente potrebbero farlo in
una zona comunque distante da Roccaspinalveti se la vabilità non subirà modifiche sostanziali.
Dopo aver riflettuto a lungo, mi sono dedicato all’analisi di alcuni dati statistici ed i risultati
ottenuti sono sconcertanti; essi confermano, anzi sottolineano le gravissime disattenzioni della
Politica Regionale e Provinciale dal dopoguerra ad oggi che non ammettono scuse per nessuno.
I comuni dell’Alto Vastese hanno perso dal 1961 al 2001 ben 9.007 residenti pari al 53% (i dati
relativi agli anni successivi sono poco confortanti in quanto ad oggi i Comuni hanno continuato a
perdere in modo anche più significativo).
Spostandosi più a valle i Comuni del Medio Vastese hanno perso 9.414 residenti in percentuale
pari al 27%.
Altro dato rilevante è che più i Comuni sono vicini alla costa e maggiore è possibilità di crescita
o mantenimento della situazione demografica (Cupello che ha continuato a succhiare, fino a ieri,
risorse alla Comunità Montana Medio Vastese è cresciuta del 10% con l’aumento di 409 residenti).
Quando parliamo della costa i valori rilevati diventano, per me addirittura ripugnanti, mentre
per i cittadini di Vasto, motivo di rallegramento e successo (festeggiato il superamento della soglia
dei 40.000 nel 2010 nell’entusiasmo generalizzato), eccoli:
- Casalbordino + 3% con + 162 residenti;
- Fossacesia + 14% con + 675 residenti;
- Vasto +76% con 15.241 residenti +304% (sappiamo che in realtà ha già raggiunto il 100%
con i superamento della soglia dei 40.000 abitanti nel 2010);
- San Salvo +304% con + 12.984 residenti (davvero strabiliante).
L’analisi attenta ci mostra che più si è vicini alla grande industria, ed al lavoro, maggiori sono i
valori di crescita e lo conferma San Salvo con una vera e propria esplosione, ma anche Gissi che,
dopo aver cambiato la tendenza e guadagnato durante il processo di industrializzazione degli anni
70, 80 e 90, ha perso qualcosa a causa della crisi economica della sua industria.
Alla luce di quanto esposto, mi appare persino insufficiente il pacato rimprovero di S. E. mons.
Bruno Forte ed io, come uomo non di chiesa, mi sento di indirizzare un duro atto di accusa nei
confronti di una politica poco propensa ad assicurare all’intero territorio uno sviluppo equilibrato.
Ma il peggio voglio riservarlo agli amministratori locali, quelli che invece di ambire al benessere
della propria gente, a cercare tenacemente giustizia per i propri cittadini, hanno pensato per anni
ad accodarsi, alla volontà di referenti eccellenti senza intuire che la battaglia per la sopravvivenza
della loro Montagna doveva essere combattuta scrollandosi di dosso, almeno parzialmente e per la
giusta causa, l’appartenenza politica ed il vincolo di “vassallaggio” con tanti illustri condottieri che
si sono succeduti negli ultimi 50 anni al vertice della nostra Regione e della Provincia.
Era prioritario salvare il popolo montano ed hanno in molti invece posto se stessi,
l’accrescimento del loro potere, la sistemazione delle loro famiglie (qualche duro messaggio su
questo è stato lanciato recentissimamente anche dal Governatore Draghi) davanti all’interesse
comune contribuendo in modo tangibile al disatro che ora sappiamo.
Una popolazione di oltre 40.000 unità (20.000 circa gli attuali residenti e 20.000 quelli regalati
alle città costiere) che non sono riusciti mai ad esprimere un esponente politico di rilievo che potesse
correggere quegli errori di programmazione riscontrati nel percorso di industrializzazione e di
crescita dell’Abruzzo iniziato, a suo tempo, da Remo Gaspari.
Si doveva necessariamente porre rimedio, strada facendo e con celerità, per rimanere
competitivi ed evitare il declino.
La realtà sconvolgente è che si continua ad incrementare ed investire su San Salvo che cresce a
dismisura, con le caratteristiche di una tipica periferia metropolitana industriale, inquinata e
architettonicamente non certo entusiasmante, lasciando in abbandono un patrimonio immenso
culturale, storico e urbanistico di assoluto pregio che difficilmente in futuro potrà essere mantenuto
a causa della esigua forza economica di Comuni ormai giunti alla frutta.
Certo, si pensa di costruire un nuovo ospedale a Vasto per collocarlo vicino alle mure cittadine e
prossimo alla industrializzata San Salvo senza saper rinunciare ad una decina di chilometri che
darebbero un piccolo sollievo ai montanari e che permetterebbe loro di non morire per strada....in
caso di intervento di pronto soccorso.
Si costruisce un aeroporto a San Salvo investendo miliardi e non rinunciando ad un solo
chilometro per favorire la Montagna (perseverando negli errori del passato il che dimostra un
aberrante egoismo), ma poi manca un maledetto pugno di Euri per allacciare la Fondo Valle Treste
alla variante SS 86. Allora elenchiamoli noi le utilità di questa opera affinchè qualcuno ne faccia
tesoro:
- per consentire agli operai dell’Alto Vastese di non rischiare la pelle ogni giorno su di una
strada pericolsa e rendere meno penalizzante abitare nei comuni Montani;
- per consentire ai figli della montagna di non passare tre ore al giorno su di un maledetto
pulman per recarsi a scuola e non indurre, quindi, i Cittadini a trasferirsi a valle per
assicurare il diritto allo studio.
- Per permettere che la zona interna sia raggiungibile da TIR per regalare almeno il sogno e la
speranza di una pur fievole possibilità di nascita di una qualche piccola attività industriale o
artigianale;
- Per permettere ai nostri giovani di non rischiare la vita per recarsi a ballare il sabato sera
come fanno tutti gli adolescenti ed i ragazzi del mondo (tra l’altro con vantaggi per la
economia della Costa;
- Per permettere ai nostri emigranti che tornano in estate di raggiungere facilmente le spiagge
e contemporaneamente ritrovarsi con le loro famiglie d’origini (il che farebbe bene anche al
turismo della costa);
- per presentare ai turisti della costa una offerta più competitiva e variegata, dando loro la
possibilità di raggiungere facilmente luoghi incantevoli della Montagna Vastese (Schiavi
d’Abruzzo ed il Sannio, i bellissimi luoghi di culto come la Materdomini, Bomba con il suo
magnifico lago e persino Capracotta in Molise....etc..).
Invece, solo un imbarazzante nulla o quasi nulla che colloca tutti gli addetti ai lavori in un
oceano di pochezza e scarsa responsabilità, con la conseguenza inevitabile che i cittadini
dell’Abruzzo intero, a breve purtroppo, pagheranno molto duramente (Fraine negli ultimi anni con
i suoi 450 abitanti ed i suoi emigranti ha esborsato, con donazioni volontarie devolute per la
ristrutturazione del santuario della Materdomini, il romitorio di San Domenico, della Chiesa
Parrocchiale di San Silvestro nonchè del Salone Parrocchiale San Rocco, una somma vicina alle
300.000 euro. PER CHI NON HA INTESO RIPETO... DONAZIONI VOLONTARIE).
Chi provvederà a mantenere il patrimonio della Montagna quando saranno morti gli ultimi
tenutari della nostre tradizioni e cultura, della civiltà contadina dell’Abruzzo storico che il mondo
intero conosce?
Voi che tenete così tanto ai vostri trabocchi ed investite fior di risorse (giustamente) per
mantenerli e pubblicizzarli, voi che vi affannate a costruire svincoli e rotatorie per rendere ancor
più agevole la vita ai vostri cittadini (senza pensare che con una piccola parte dei vostri investimenti
risolvereste una parte consistente e vitale dei problemi dei fratelli meno abbienti) avete mai provato
a pensare quanta roccia tagliata dalle mani sapienti di scalpellini e scultori (ricordiamo tra questi
un certo signor Ruggero da Fraine che ha abbellito con la sua arte anche Vasto) è messa in opera
per la costruzione di una struttura urbana di un comune dell’Alto Vastese?
Avete coscienza che alle case abbandonate, normalmente parte costituente delle mura di difesa, i
nostri concittadini non più residenti non rivolgono più alcuna attenzione ed interesse (devono
pensare in modo proioritario alla prima casa a valle) accelerando il processo di degrado e quindi il
decadimento dei nostri cari paesini?
Siete coscienti di essere la causa, attraverso la vostra insensata visione dello sviluppo del
territorio, della dispersione di un patrimonio immenso e promotori di una crescita di agglomerati
urbani di inverosimile bruttura e complici, a volte involontari, di sistematiche speculazioni che da
un lato creano mostri e dall’altro affossano la bellezza del nostro territorio cancellando il vecchio
laborioso Abruzzo?
Sarete forse voi Politici, ancora oggi tutori della famelica voracità della costa e di conseguenza
esecutori della condanna a morte della civiltà contadina, ad accollarvi il mantenimento di
quell’immenso patrimonio?
E voi Sindaci ed Amministratori locali, quando imparerete, invece di elemosinare singolarmente
e silenziosamente affinchè i vostri colleghi non sentano, invece di rimanere in eterna attesa della
elargizione delle briciole, a stare uniti scrollandovi di dosso la ossequiosa appartenenza e sudditanza
per chiedere con la forza delle 40.000 persone che vi appartengono (includento i trasferiti a valle che
consarvano ancora qualche residuo sentimento di amore per la terra natale), il riequilibrio del
territorio e la parziale restituzione del mal tolto che ha avvicinato all’orlo del baratro le vostre
Comunità?
Aprite bene le orecchie ed ascoltate con attenzione le proposte che giungono dai Signori della
politica e sappiate, almeno una volta nella vostra vita, no comportarvi da pecore, indicando ai vostri
popoli chi appoggiare nelle competizioni elettorali (senza il condizionamento dei partiti) affinchè la
giustizia trionfi ed le pasciute e ricche cittadine rivierasche comincino a rinunciare alla loro
spropositata crescita, che porta a loro stesse malessere e problemi, modulandola in funzione della
vostra ripresa che deve assolutamente partire.
La crescita dei Comuni montani è l’obiettivo primario dell’Abruzzo e la costa dovrebbe d’ora in
avanti arricchirsi solo attraverso il valore aggiunto della Montagna.
Questa dovrebbe essere la vostra giusta pretesa che comunque difficilmente riuscirebbbe a
compensare il mezzo secolo di iniquità.
Io continuerò a battermi senza mai arrendermi e per quel che posso, dalla mia piccola finestra
sul Web, indicherò ai miei interlocutori chi sono gli amici da tenere in considerazione e chi i nemici
tenere a debita distanza.
Ascolterò tutti naturalmente con un’attenzione straordinaria per dare a tutti i referenti politici
possibilità di riscatto, ma nello stesso tempo proporrò una rigorosa analisi dell’offerta di aiuto alla
mia terra per evitare ulteriori inganni.
Certo è che sarei molto più felice di vedere una Unione dei Comuni che inizi il suo percorso sulla
base della condivisione dei problemi, del dolore, imboccando un sentiero da seguire con già in mente
strategie d’azione lungimiranti e sinergiche che abbia come unico obiettivo chiaro il riequilibrio del
territorio Vastese.
Fra dieci anni a Fraine non resterebbe più nessuno altrimenti, carissimi Assessori e Consiglieri
della Provincia, e questo è motivo sufficiente per affermare che non potete più permettervi il lusso di
investire dosando le risorse con il contagocce su di una maledetta strada, il Fondo Valle Treste.....
Se non avete fondi pensate a qualcos’altro, magari a trasformare quella via di comunicazione
vitale in strada statale tresferendone le competenze e spingendo fortemente chi di dovere per la
completa realizzazione fino all’allacciamento alla variante della SS 86 proveniente dal territorio
molisano (a suo tempo fu una geniale idea quella di collegare Vasto alla Costa Tirrenica attraverso
quella direttrice ma poi spentasi insieme al barlume di ragione della Politica nostrana).
Scrivo Politica con la P maiuscola poichè è stata da me considerata sempre nobile, ma questo
valore dovete, con i fatti, restituirgliela Voi.....non io che di Politica poco intendo.
A S.E. Monsignor Bruno Forte, che stimo immensamente, ed a tutte le gerarchie ecclesiastiche,
parroci inclusi, rivolgo un mio accorato appello affinchè non permettano che cali il silenzio sulla
questione Montana Abruzzese e perchè continuino a pressare denunciando i sopprusi perpetrati nei
confronti di chi si trova nelle condizioni di inferiorità manifesta e suggerisco molto ossequiosamente
che lo facciano con meno garbo e più rumorosamente.
Ritengo sia, più che dovere, un diritto sacrosanto di Santa Madre Chiesa “tirare le orecchie” agli
uomini disattenti che, senza tener conto dei valori della cristianità, dimenticano le vitali esigenze di
fratelli meno fortunati.
Potremo sperare, solo così, di porre fine ad ingiustizie che si apprestano a divenire quasi
secolari.

Duilio MARTINO
Ex Comunità Montana Alto Vastese
Situazione Demografica

Schiavi d’Abruzzo Castiglione Messer Marino Fraine

Torrebruna Carunchio

Castelguidone San Giovanni Lipioni Celenza sul Trigno


Ex Comunità Montana Medio Vastese – Situazione Demografica
Rocca Spinalveti Liscia San Buono

Palmoli Guilmi

Furci Gissi Carpineto Sinello


Tufillo Lentella Dogliola

Frasagrandinaria Casalanguida Scerni

Monteodorisio Cupello
Cittadine Rivierasche
Fossacesia Vasto

San Salvo Casalbordino


COMUNI EX COMUNITA' MONTANA ALTO VASTESE

Residenti Perdita
Comune 1961 1971 1981 1991 2001 Persi Percentuale
Schiavi d'Abruzzo 4.526 3.669 2.689 1.965 1.403 3.123 - 69
Castiglione M.M. 4.001 3.356 3.146 2.600 2.225 1.776 -44
Fraine 1.284 880 651 527 463 821 -64
Torrebruna 1.932 1.800 1.604 1.387 1.173 759 -39
Carunchio 1.573 1.180 1.000 876 781 792 -50
Castelguidone 975 810 679 551 482 493 -51
San Giovanni Lipioni 815 729 545 422 287 528 -65
Celenza sul Trigno 1.813 1.339 1.246 1.098 715 -39
TOTALE ABITANTI 16.919 13.824 11.653 9.574 7.912 9.007 -53

Abitanti dell’Alto Vastese


COMUNI EX COMUNITA' MONTANA MEDIO VASTESE

Residenti Perdita
Comune 1961 1971 1981 1991 2001 Persi Percentuale
Roccaspinalveti 2.579 2.330 2.300 1.916 1.671 908 - 35
Liscia 1.215 1.102 1.015 887 813 402 - 33
San Buono 2.128 1.639 1.425 1.333 1.202 926 - 44
Palmoli 2.305 1.839 1.570 1.292 1.162 1.143 - 50
Guilmi 1.090 877 893 660 520 570 - 52
Furci 1.867 1.534 1.470 1.410 1.275 592 - 32
Gissi 3.548 2.980 3.217 3.314 3.080 468 - 13
Carpineto Sinello 1.320 979 930 818 746 574 - 43
Tufillo 1.232 872 770 641 564 668 - 54
Lentella 961 771 779 773 768 193 - 20
Dogliola 788 598 521 451 415 373 - 47
Fresagrandinaria 1.997 1.604 1.363 1.350 1.088 909 - 46
Casalanguida 1.781 1.446 1.311 1.197 1.096 685 - 38
Scerni 4.837 4.248 4.125 3.848 3.704 1.133 - 23
Monteodorisio 2.681 2.363 2.333 2.259 2.402 279 - 10
Cupello 4.006 4.076 4.134 4.415 - 409 + 10
Totale Abitanti 34.335 29.258 28.156 26.318 24.921 9.414 - 27

Abitanti del MedioVastese


COMUNI DELLA RIVIERA ADRIATICA

Residenti Aumento
Comune 1961 1971 1981 1991 2001 Acquisiti Percentuale
Vasto 20.121 24.944 30.183 32.880 35.362 15.241 + 76
San Salvo 4.270 7.502 12.560 15.527 17.254 12.984 + 304
Casalbordino 6.316 5.907 6.177 6.477 6.478 162 +3
Fossacesia 4.674 4.339 4.661 4.843 5.349 675 + 14
TOTALE ABITANTI 35.381 42.692 53.581 59.727 64.443 29.062 + 82

Abitanti della Costa