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Salvatore Quasimodo

Alle fronde dei salici


E come potevamo noi cantare
con il piede straniero sopra il cuore1,
fra i morti abbandonati nelle piazze
sull’erba dura di ghiaccio, al lamento
d’agnello dei fanciulli, all’urlo nero
della madre che andava incontro al figlio
crocifisso sul palo del telegrafo?
Alle fronde dei salici, per voto,
anche le nostre cetre erano appese2,
oscillavano lievi al triste vento.

Veglia
Giuseppe Ungaretti
Un’intera nottata
buttato vicino
a un compagno
massacrato
con la sua bocca
digrignata
volta al plenilunio
con la congestione
delle sue mani3
penetrata4
nel mio silenzio
ho scritto
lettere piene d’amore
Non sono mai stato
Tanto
attaccato alla vita
Cima Quattro il 23 dicembre 1915

1
con il piede… il cuore: il poeta allude all’occupazione tedesca di gran parte dell’Italia, avvenuta dopo l’armistizio firmato
dal governo italiano con inglesi e americani.
2
Alle fronde… appese: si tratta di una citazione del Salmo 137 («Sui fiumi di Babilonia / sedendo noi piangiamo / nel
ricordo di Sion / ai salici lungo le rive / le chitarre appendiamo…»). Il salmo si riferisce al periodo della deportazione degli
ebrei a Babilonia. La citazione è tratta da Salmi, Einaudi, traduzione di Guido Ceronetti.
Fratelli

Giuseppe Ungaretti

Mariano3 il 15 luglio 1916

Di che reggimento2 siete


fratelli?
Parola tremante nella notte
Foglia appena nata
Nell’aria spasimante44
involontaria rivolta
dell’uomo presente
alla sua fragilità5
Fratelli

Meriggiare pallido e assorto

Eugenio Montale6

Meriggiare pallido e assorto


presso un rovente muro d’orto,
ascoltare tra i pruni e gli sterpi
schiocchi di merli, frusci di serpi.

Nelle crepe del suolo o su la veccia6


spiar le file di rosse formiche
ch’ora si rompono ed ora s’intrecciano
a sommo di minuscole biche

Osservare tra frondi il palpitare

3
Mariano: località del Carso
4
spasimante: colma di dolore e di tormento
5
presente… fragilità: posto di fronte alla percezione della propria fragilità e dell’incombere della morte.
6
1 Meriggiare: trascorrere le ore del pomeriggio. 2 pallido e assorto: col viso pallido per il calore, e concentrato nei propri
pensieri. 3 rovente muro d’orto: muretto di recinzione in pietra, arroventato dal sole. 4 i pruni e gli sterpi: arbusti spinosi e
aridi. 5 schiocchi: rumori schioccanti. 6 veccia: erba selvatica dai fiori violacei. 7 a sommo: sulla sommità. 8 biche:
mucchietti di terra [che si formano sopra i formicai]. 9 frondi: le fronde degli alberi e dei cespugli. 10 il palpitare: il
movimento intermittente. 11 scaglie di mare: lo scintillìo la tristezza dalla negatività di ciò che viene compreso. 16 com’è...
muraglia: che tutta la vita e il dolore che la accompagna (il suo travaglio) assomiglia a questo camminare lungo (seguitare)
un muro. 17 che ha… bottiglia: su cui sono cementati pezzi di vetro appuntiti e taglienti [che rendono il muro
invalicabile]del mare, illuminato dalla luce del sole, fa apparire la superficie dell’acqua come una distesa di scaglie lucenti.
12 scricchi: il canto delle cicale [simile allo scricchiolio]. 13 dai calvi picchi: dalle cime delle alture appuntite e prive di
vegetazione. 14 sentire: intuire. 15 triste meraviglia: la meraviglia deriva dalla scoperta,
lontano di scaglie di mare
mentre si levano tremuli scricchi
di cicale dai calvi picchi.

E andando nel sole che abbaglia


sentire con triste meraviglia
com’è tutta la vita e il suo travaglio
in questo seguitare una muraglia
che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia.
(Eugenio Montale, L’opera in versi, Einaudi)

La capra

Umberto Saba7

Ho parlato a una capra.


Era sola sul prato, era legata.
Sazia d’erba, bagnata
dalla pioggia, belava.

Quell’uguale belato era fraterno


al mio dolore. Ed io risposi, prima
per celia, poi perché il dolore è eterno5
ha una voce e non varia.
Questa voce sentiva
gemere in una capra solitaria.

In una capra dal viso semita


sentiva querelarsi ogni altro male,
ogni altra vita

7
1 uguale: monotono, ripetitivo. 2 fraterno… dolore: fraternamente vicino al mio dolore. 3 risposi: al suo belato [con un
verso che ne imitava il suono]. 4 celia: scherzo. 5 eterno: universale e senza tempo. 6 ha una voce: si esprime attraverso una
voce comune [agli esseri umani e animali]. 7 sentiva: sentivo. 8 semita: dai lineamenti simili a quelli del volto degli ebrei. 9
querelarsi: lamentarsi.
Giuseppe Ungaretti

San Martino del Carso8

Di queste case
non è rimasto
che qualche
brandello di muro
Di tanti
che mi corrispondevano
non è rimasto
neppure tanto
Ma nel cuore
nessuna croce manca
È il mio cuore
il paese più straziato

Valloncello dell’Albero Isolato il 27 agosto 1916

8
San Martino del Carso: paese situato in una delle zone più colpite dalle distruzioni belliche. 1-4 Queste case: quelle di
San Martino. Brandello: parte non più integra, e perciò brandello di murosignifica ‘rudere’. 5-8 Di tante persone (tanti) che
avevano con me rapporti d’amicizia (che mi corrispondevano) non e rimasto neppure così poco (tanto) [: come i ruderi del
paese; cioè sono morte del tutto]. Si noti la ripetizione del pronome indefinito all’inizio e alla fine della strofe a creare un
doloroso parallelismo tra la moltitudine indistinta degli affetti e la tragica pochezza dei ruderi sopravvissuti. Più in generale,
tutta la poesia è intessuta di riprese e di *anafore, a partire dalla struttura delle prime due strofe (entrambe aperte con Di... e
contenenti un verso identico, anche se in diversa posizione), fino alla ripresa del termine cuore nelle ultime due. 9-10 Ma
dentro di me (nel cuore) [non] manca nessuna croce [: nessun ricordo delle persone scomparse]. Il cuore – cioè la interiorità,
la memoria – del poeta si fa carico di conservare in sé il segno della perdita, di tutte le perdite; di ricomporre in unità il
vuoto delle dispersioni e dei lutti. Croce: è il simbolo cristiano del dolore e della resurrezione e qui indica, come nei
cimiteri, il ricordo di una persona morta. 11-12 L’interiorità del poeta è ancora più dolorosamente colpita (straziato) del
paese stesso che ha suscitato la riflessione, e di ogni altro paese reale. Il paese: il luogo. Valloncello dell’Albero Isolato: una
località del fronte di guerra.

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