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XI Congresso Nazionale “L’ingegneria Sismica in Italia”, Genova 25-29 gennaio 2004

Confronto richiesta-disponibilità per telai in c.a. in presenza di


irregolarità delle resistenze in elevazione

P. Iorio, G. Magliulo e R. Ramasco


Dipartimento di Analisi e Progettazione Strutturale, Università degli Studi di Napoli Federico II, Italia

R. Realfonzo
Dipartimento di Ingegneria Civile, Università di Salerno, Italia

SOMMARIO: E’ presentato uno studio del comportamento sismico di telai in c.a. in presenza di
irregolarità della resistenza in elevazione ed, in particolare, un confronto dei risultati di analisi
statiche non lineari relativi a telai in c.a. “regolari” con i risultati relativi a telai “irregolari”.
L’irregolarità è stata ottenuta introducendo nei telai “regolari” sovraresistenze nelle travi o nei
pilastri. Le analisi statiche sono portate allo “spostamento di target”, valutato con il metodo N2
introdotto nella recente Ordinanza n. 3274. Il confronto è effettuato in termini di spostamenti di
interpiano, rotazioni massime agli estremi degli elementi, nonché valutando i rapporti tra le
rotazioni plastiche richieste (fornite dalle analisi) e quelle disponibili (valutate come previsto
dall’Ordinanza). Dai risultati si evince che i telai caratterizzati da sovraresistenze nelle travi
hanno un comportamento marcatamente irregolare. Infine, è effettuata un’analisi critica dei
criteri di regolarità in elevazione proposti da alcune recenti normative; lo studio consente di
concludere che tali criteri non sono affidabili.

ABSTRACT: A research study on the seismic behaviour of r/c frames with strength
irregularities in elevation is presented; in particular, the results of non linear static analyses on r/c
“regular” frames are compared to the ones obtained in the case of “irregular” frames. The
irregularity is obtained introducing in the “regular” frames overstrength either to the beams or to
the columns. The static analyses are pushed to the “target displacement”, evaluated by the N2
method introduced in the recent Ordinanza n.3274. The comparison is carried out in terms of
interstorey drift, maximum rotations at the element ends and evaluating the ratios between the
plastic rotations given by the analyses (demand) and the available ones (computed as provided
by the aforesaid Ordinanza). The results show that the frames characterised by the overstrength
assigned to the beams have an evident irregular behaviour. Finally, an evaluation of the
irregularity in elevation criteria proposed by some recent codes is carried out; the analysis allows
to conclude that such criteria are not reliable.

1 INTRODUZIONE
In occasione di recenti eventi sismici, gli edifici in c.a. che presentavano irregolarità in elevazione
hanno mostrato una particolare vulnerabilità, con forti danneggiamenti localizzati ad alcuni piani.
Recenti studi (Valmundsson & Nau 1997, Al-Ali & Krawinkler 1998, Magliulo et al. 2002a, b)
hanno evidenziato che tra le irregolarità di massa, rigidezza e resistenza in elevazione, queste ul-
time sono quelle che maggiormente influiscono negativamente sulla risposta sismica non lineare
di strutture intelaiate. Contestualmente si osserva che le attuali prescrizioni delle più recenti nor-
mative internazionali presentano criteri per la definizione delle irregolarità in elevazione spesso
qualitativi, in genere tra loro discordanti e quanto meno discutibili. Ciò è, probabilmente, dovuto
sia alla complessità del problema sia all’attuale carenza di studi sull’argomento.
La problematica è affrontata e discussa in questo lavoro, che presenta i risultati di analisi stati-
che non lineari eseguite su telai piani in c.a.. In particolare sono presi in esame due telai - uno a
5, l’altro a 9 piani – che presentano distribuzioni in elevazione uniformi, e quindi presumibilmente
regolari, delle masse, rigidezze e resistenze. I due telai sono stati progettati in osservanza alle
prescrizioni riportate dagli Eurocodici, utilizzando uno spettro di progetto per suolo di tipo B, ed
una accelerazione al suolo pari a 0.4 g. Il progetto, inoltre, è realizzato considerando una classe
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bassa di duttilità ed adottando un coefficiente di struttura (q) pari a 2.5. I valori caratteristici ado-
perati nel progetto per i materiali sono: calcestruzzo con resistenza cilindrica pari a 20 MPa; ac-
ciaio con resistenza di snervamento pari a 380 MPa
La geometria dei telai regolari è riportata in (Iorio et al. 2003). Le sezioni delle travi e dei pila-
stri progettate presentano, volutamente, le armature strettamente necessarie a soddisfare le sol-
lecitazioni di calcolo, onde non introdurre alcuna sovraresistenza. Telai siffatti devono ritenersi
regolari poiché la distribuzione della domanda plastica nelle diverse membrature deve essere ne-
cessariamente la più uniforme possibile.
Da questi telai, presi come riferimento, ne sono stati “generati” altri che, rispetto a quelli di
partenza, presentano sovraresistenze, nelle travi (telai “Sb”) o nei pilastri (telai “Sc”). Le sovra-
resistenze sono assegnate incrementando la resistenza flessionale allo snervamento degli elemen-
ti del telaio di riferimento, ossia modificandone il legame momento-rotazione assegnato a ciascu-
no di essi moltiplicando per un coefficiente maggiore di 1 il momento flettente di snervamento. A
tal fine sono assunti tre valori del coefficiente di incremento: 1.2, 1.4 e 2.0 per le travi; 1.2, 1.4 e
3.0 per i pilastri. L’inserimento delle suddette sovraresistenze conduce a nuove distribuzioni in e-
levazione della resistenza che, in particolare per gli incrementi maggiori, lasciano presumere una
distribuzione disuniforme della domanda plastica che in definitiva potrebbe comportare una ridu-
zione della disponibilità complessiva. Compito delle analisi non lineari è di verificare se e quando
tale presunta irregolarità è effettiva.
Nel prosieguo i telai “presunti irregolari” saranno indicati con una sigla che chiarisce dov’è lo-
calizzata la sovraresistenze introdotta: ad esempio, con la sigla “Sb(2-5)” verrà indicato il telaio a
5 piani che presenta sovraresistenze in tutte le travi dal secondo al quinto impalcato.
I confronti tra i telai di riferimento e quelli presunti “irregolari” sono stati eseguiti valutando gli
spostamenti di interpiano e le rotazioni massime di piano ottenute dalle analisi statiche nonché
calcolando, per le due estremità di ciascuna trave e ciascun pilastro, i rapporti tra le rotazioni pla-
stiche richieste (sempre desunte dai risultati delle analisi statiche) e le rotazioni plastiche disponi-
bili; queste ultime sono state stimate come previsto dalla recente normativa sismica italiana (Or-
dinanza del Presidente del Consiglio n.3274, 2003) ossia:
 0.5 ⋅ L pl 
( )
θ u ,pl = φ u − φ y ⋅ L pl ⋅  1 − 
 (1)
 L V 
dove φ u è la curvatura ultima, φ y la curvatura allo snervamento, Lpl (=0.08 Lv) la lunghezza della
cerniera plastica in assenza di scorrimento delle armature longitudinali al di là della sezione ter-
minale, Lv (=M/V con M momento agente, V taglio) la luce di taglio.
I risultati delle analisi sono anche utilizzati per valutare l’affidabilità dei criteri proposti per la
verifica della regolarità in elevazione da alcune tra le più recenti normative internazionali (IBC
2000, SEAOC 1999, ATC40 1996, NEHRP 2001, NBC 2003), dall’Eurocodice 8 (EC8 2001) e
dalla richiamata nuova normativa italiana.

2 ANALISI NON LINEARI SEMPLIFICATE


Le analisi non lineari sono state condotte con l’ausilio del programma di calcolo CANNY99, uti-
lizzando per travi e pilastri un elemento a plasticità concentrata agli estremi, dove è assegnato un
legame momento-rotazione caratterizzato da una curva monotona trilineare; per ciascun elemen-
to tale legame è stato ricavato da quello trilineare momento-curvatura, considerando un dia-
gramma del momento antisimmetrico con punto di nullo in mezzeria. Per i pilastri, il legame mo-
mento-curvatura è ottenuto per un livello di sforzo normale pari al valore provocato dall’azione
dei soli carichi gravitazionali concomitanti all’azione sismica (= G+0.3Q; con G carichi perma-
nenti; Q accidentali). Il modello non tiene conto della variazione di sforzo normale.
Al fine di evitare di introdurre sovraresistenze addizionali si è trascurato l’effetto connesso al
confinamento del calcestruzzo.
Come già ricordato, la risposta sismica dei telai precedentemente descritti è stata valutata me-
diante “push-over” (analisi statica non lineare con incremento al passo della distribuzione delle
forze), condotte fino ad un valore dello spostamento, detto di “target”, che approssimativamente
rappresenta lo spostamento dell’ultimo impalcato provocato dal sisma considerato. Lo sposta-
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mento di target è qui valutato applicando il metodo N2 (Fajfar 2000), metodo adottato sia
dall’EC8 sia dall’Ordinanza n.3274.
Nella Tabella 1 sono riportati gli spostamenti di target ottenuti per i telai oggetto delle analisi
applicando il metodo N2. In tabella, inoltre, sono riportati gli spostamenti dell’ultimo impalcato di
ciascun telaio che si hanno al momento della formazione di un numero di cerniere plastiche tale
da dar vita ad un meccanismo. Vale la pena di rilevare come lo spostamento sia sempre inferio-
re, o al più eguale, allo spostamento che si ha in corrispondenza del meccanismo.
Tabella 1. Spostamenti al meccanismo e spostamenti di “target”.
Telai a 5 piani ∆top.Mec ∆top N2 Telai a 9 piani ∆top.Mec ∆top N2
[m] [m] [m] [m]
Regolare 0.184 0.161 Regolare 0.508 0.232
Sc 1.2 0.161 0.160 Sc 1.2 0.384 0.227
(2-5) 1.4 0.160 0.160 (2-9) 1.4 0.365 0.226
3.0 0.160 0.160 3.0 0.365 0.226
Sc 1.2 0.242 0.164 Sc 1.2 0.554 0.235
(1-2,4-5) 1.4 0.229 0.163 (1-4,6-9) 1.4 0.477 0.233
3.0 0.229 0.163 3.0 0.365 0.220
Sb 1.2 0.177 0.162 Sb 1.2 0.385 0.228
(2-5) 1.4 0.204 0.165 (2-9) 1.4 0.363 0.226
2.0 0.205 0.164 2.0 0.337 0.220
Sb 1.2 0.189 0.163 Sb 1.2 0.366 0.227
(1-2,4-5) 1.4 0.181 0.164 (1-4,6-9) 1.4 0.391 0.231
2.0 0.181 0.163 2.0 0.435 0.235

3 RISULTATI DELLE ANALISI NON LINEARI


Nel seguito si riportano i risultati delle analisi statiche non lineari condotte sino allo spostamento
di target per i seguenti telai a 5 piani “Sb(2-5)”, “Sc(2-5)”, “Sb(1-2,4-5)” e “Sc(1-2,4-5)”; e per i
telai a 9 piani “Sb(2-9)”, “Sc(2-9)”, “Sb(1-4,6-9)” e “Sc(1-4,6-9)”. Per ciascun caso sono stati
considerati, come già ricordato, tre diversi valori delle sovraresistenze. Inoltre, sono presentati i
risultati relativi ai due telai regolari da cui i 24 casi sopra menzionati sono stati generati.

3.1 Spostamenti di interpiano e rotazioni massime


Nelle Figura 1 e 2, rispettivamente per i telai a 5 e 9 piani, sono riportate le curve taglio alla
base–spostamento dell’ultimo piano. A conferma di quanto già visto in precedenti lavori (Magliu-
lo et al. 2002b, Iorio et al. 2003), si osserva che le curve di push over relative ai casi “Sc” (telai
con sovraresistenza assegnata ai pilastri) non presentano variazioni significative rispetto al caso
regolare di riferimento.
1000 1000
Vb[KN] Sc(2-5) Vb[kN] Sb(2-5)
800 800

600 reg 600 reg


1.2 1.2
400 1.4 400 1.4
3.0
2.0
200 200
∆/H ∆/H
0 0
0 0.002 0.004 0.006 0.008 0.01 0 0.002 0.004 0.006 0.008 0.01
1000 1000
Vb[KN] Sc(1-2,4-5) Vb[KN] Sb(1-2,4-5)
800 800

600 reg 600 reg


1.2
1.2
400 1.4 400 1.4
2.0
3.0
200 200
∆ /H ∆/H
0 0
0 0.002 0.004 0.006 0.008 0.01 0 0.002 0.004 0.006 0.008 0.01
Figura 1. Telai a 5 piani: “Push over” condotte fino allo “spostamento di target”
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1600 1600
Vb[KN] Sc(2-9) Vb[KN] Sb(2-9)
1200 reg 1200 reg
1.2 1.2
800 1.4 800 1.4
3.0 2.0
400 400
∆/H ∆/H
0 0
0 0.002 0.004 0.006 0.008 0.01 0 0.002 0.004 0.006 0.008 0.01
1600 1600
Vb[KN] Sc(1-4,6-9) Vb[KN] Sb(1-4,6-9)

1200 1200
reg
1.2 reg
800 1.4 800 1.2
3.0 1.4
2.0
400 400
∆/H ∆/H
0 0
0 0.002 0.004 0.006 0.008 0.01 0 0.002 0.004 0.006 0.008 0.01
Figura 2. Telai a 9 piani: “Push over” condotte fino allo “spostamento di target”

Il telaio di riferimento mostra, infatti, un comportamento del tipo trave debole -colonna forte
che non è significativamente modificato dall’introduzione di sovraresistenze nei pilastri; al contra-
rio, i casi “Sb”, in cui sono incrementati i momenti di snervamento delle travi, presentano una re-
sistenza globale variata, maggiore del sistema “regolare” e dipendente dall’entità della sovraresi-
stenza. Difatti, come sarà più chiaro in seguito, la sovraresistenza nelle travi provoca una
modifica sostanziale del comportamento strutturale, con plasticizzazioni che interessano mag-
giormente le colonne piuttosto che le travi.
Lo stato dei telai al punto di target rappresenta, con buona approssimazione, la situazione in-
dotta dal sisma di progetto; per tal motivo tutte le grandezze (spostamenti assoluti e relativi, rota-
zioni, etc.) valutate in tale situazione sono considerate la “domanda” per il sisma di progetto.
Nelle Figure 3 e 4 sono riportate, piano per piano, le richieste in termini di “interstory drift” re-
lative a tutti i casi esaminati; la risposta dei telai dotati di sovraresistenza è sempre confrontata
con quella relativa al telaio “regolare”. Si osserva che l’introduzione di sensibili sovraresistenze
incide, generalmente, in maniera poco significativa sugli spostamenti di interpiano; incrementi più
apprezzabili di tali spostamenti rispetto ai casi di riferimento sono ottenuti per i telai tipo “Sb”.

5 5
Np Np

4 reg 4
reg
1.2
1.4 3 1.2
3
3.0 1.4

2 2.0
2
Sc(2-5) ∆ i / Hi Sb(2-5) ∆i / Hi
1 1
0 0.3 0.6 0.9 1.2 1.5 0 0.3 0.6 0.9 1.2 1.5
5 5
Np Np
reg
4 reg 4
1.2
1.2 1.4
3 1.4 3
2.0
3.0
2 2
Sc(1-2,4-5) ∆i / Hi Sb(1-2,4-5) ∆i / Hi
1 1
0 0.3 0.6 0.9 1.2 1.5 0 0.3 0.6 0.9 1.2 1.5
Figura 3. Telai a 5 piani: spostamenti di interpiano adimensionalizzati
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9 9
Np Np
8 8
7 reg 7 reg
1.2 1.2
6 6
1.4 1.4
5 5
3.0 2.0
4 4
3 3
2 Sc(2-9) ∆i/ Hi 2 Sb(2-9) ∆i / Hi
1 1
0 0.3 0.6 0.9 1.2 1.5 0 0.3 0.6 0.9 1.2 1.5
9 9
Np Np
8 8 reg
7 reg 7 1.2
6 1.2 6 1.4
5 1.4 5 2.0
4 3.0 4
3 3
Sc(1-4,6-9) Sb(1-4,6-9)
2 ∆i / Hi 2 ∆i / Hi
1 1
0 0.3 0.6 0.9 1.2 1.5 0 0.3 0.6 0.9 1.2 1.5
Figura 4. Telai a 9 piani: spostamenti di interpiano adimensionalizzati

Le Figure 5 e 6 mostrano i rapporti tra le rotazioni massime (ÈImax) delle estremità di travi e pi-
lastri dei telai “irregolari” (ad ogni piano si considera la massima rotazione tra tutte quelle ottenu-
te agli estremi delle travi o dei pilastri) rispetto a quelle del relativo telaio “regolare” (ÈRmax). Tali
rapporti consentono di valutare le variazioni locali delle richieste in rotazione dei telai presunti ir-
regolari rispetto al telaio di riferimento.
Si nota che nei telai in cui le sovraresistenze sono introdotte nei pilastri, indipendentemente dal
numero di piani e, soprattutto, indipendentemente dall’entità della sovraresistenza, non si hanno
incrementi significativi delle massime rotazioni rispetto al telaio di riferimento; al contrario, si ri-
scontrano anche sensibili riduzioni delle rotazioni massime nei pilastri, in particolare relativamente
a quei piani dove è stata introdotta la sovraresistenza.
In definitiva, da questo riscontro si evince un comportamento migliore dei telai “Sc” che, per-
tanto, non presentano peculiarità “negative” della risposta.
Quando le sovraresistenza sono assegnate alle travi, invece, si osservano cospicui incrementi
delle rotazioni rispetto ai telai regolari. Tali incrementi sono più evidenti nelle pilastrate ma risul-
tano non trascurabili anche per le travi del piano a resistenza invariata. Ciò evidenzia un compor-
tamento peggiore e, quindi, meno regolare dei casi “Sb” rispetto ai due telai di riferimento.

3.2 Rotazioni plastiche: confronto richiesta-disponibilità


Al fine di approfondire l’indagine sul comportamento dei telai esaminati sono state valutate, per
tutte le estremità di travi e pilastri, le massime rotazioni plastiche richieste, avendo spinto l’analisi
statica non lineare di ciascun telaio al punto di “target” (cfr. § 2). Le rotazioni richieste sono sta-
te, successivamente, confrontate con quelle disponibili, queste ultime stimate come previsto
dall’Ordinanza n.3274, cioè utilizzando l’Equazione (1).
Va sottolineato che, avendo artificiosamente introdotto la sovraresistenza attraverso una modi-
fica del legame momento-rotazione, si è ritenuto di considerare per i telai “Sb” ed “Sc” rotazioni
plastiche disponibili invariate ed eguali a quelle del telaio regolare da cui sono stati “generati”. Si
ritiene, infatti, che questo approccio sia conservativo, in quanto nei casi reali sovraresistenze di
entità pari a quelle considerate in questo lavoro sono generalmente provocate da un incremento
delle percentuali geometriche delle armature longitudinali, e a tale incremento si associano, di
frequente, riduzioni delle rotazioni plastiche disponibili.
Nelle Figure dalla 7 alla 10, per i telai a 5 piani, e dalla 11 alla 14, per i telai a 9 piani, sono ri-
portati i rapporti tra le rotazioni plastiche richieste e quelle disponibili per tutti i casi esaminati. Il
valore di tale rapporto è omesso quando la rotazione richiesta non supera quella di snervamento.
Un valore del rapporto maggiore dell’unità indica che la richiesta supera la disponibilità e, quindi,
che si ha un collasso locale della struttura. Questi casi sono evidenziati in grassetto.
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1.4 1.4
θImax TRAVI θImax TRAVI
1.2 θRmax 1.2 1.4 3.0 1.2 θRmax
1.2 1.4 2.0
1 1

0.8 0.8
Sc(2-5) Np Sb(2-5) Np
0.6 0.6
1 2 3 4 5 1 2 3 4 5
1.4 1.4
θImax PILASTRI PILASTRI

1.2 θRmax 1.2


θImax
1.2 1.4 3.0 1.2 1.4 2.0

1 1 θRmax

0.8 0.8

Sc(2-5) Np Sb(2-5) Np
0.6 0.6
1 2 3 4 5 1 2 3 4 5
1.4 1.4
θImax TRAVI
θImax TRAVI

1.2 θRmax 1.2


θRmax 1.2 1.4 2.0
1.2 1.4 3.0

1 1

0.8 0.8

Sc(1-2,4-5) Np S b(1-2,4-5) Np
0.6 0.6
1 2 3 4 5 1 2 3 4 5
1.4 1.4
θImax PILASTRI θImax PILASTRI

1.2 θRmax 1.2 1.4 3.0


1.2 θRmax 1.2 1.4 2.0

1 1

0.8 0.8

Sc(1-2,4-5) Np Sb(1-2,4-5) Np
0.6 0.6
1 2 3 4 5 1 2 3 4 5
Figura 5. Rapporti tra le rotazioni massime agli estremi di travi o pilastri per i telai a 5 piani.

E’ opportuno rilevare, che nei casi in esame le rotazioni disponibili sono valutate trascurando
l’effetto del confinamento del calcestruzzo offerto dalle staffe, effetto che produce un incremen-
to della duttilità rotazionale delle cerniere plastiche.
L’esame delle Figure 7-14, pertanto, più che fornire un giudizio in assoluto del comportamento
del caso singolo, fornisce un ulteriore elemento di confronto tra il comportamento dei casi “Sc”
ed “Sb” e quello dei telai regolari di riferimento. A tal proposito, osservando le Figure, si rileva
come le situazioni maggiormente critiche si abbiano per i telai con sovraresistenza nelle travi; in
alcuni di questi le rotazioni plastiche disponibili sono inferiori a quelle richieste; i rapporti più ele-
vati si riscontrano sempre per sezioni dei pilastri. Si conferma dunque un peggioramento del
comportamento per i telai suddetti, mentre quando la sovraresistenza è assegnata alle pilastrate
la risposta non lineare risulta, di frequente, anche migliore di quella relativa ai due telai regolari di
partenza; in tal caso i valori maggiori del rapporto calcolato si ottengono per le travi.

4 CONFRONTO CON I CRITERI DI NORMATIVA


Nel seguito, la condizione di regolarità di tutti i telai esaminati è valutata adoperando i criteri di
regolarità delle resistenze in elevazione proposti da numerose normative sismiche internazionali.
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1.4 1.4
θImax TRAVI θImax TRAVI
1.2 θRmax 1.2 1.4 3.0 1.2 θRmax 1.2 1.4 2.0

1 1

0.8 0.8
Sc(2-9) Np Sb(2-9) Np
0.6 0.6
1 2 3 4 5 6 7 8 9 1 2 3 4 5 6 7 8 9

1.4 1.4
θImax PILASTRI θImax PILASTRI

1.2 θRmax 1.2 1.4 3.0


1.2 θRmax 1.2 1.4 2.0

1 1

0.8 0.8
Np Sb(2-9) Np
Sc(2-9)
0.6 0.6
1 2 3 4 5 6 7 8 9 1 2 3 4 5 6 7 8 9
1.4 1.4
θImax TRAVI θImax TRAVI

1.2 θRmax 1.2 1.4 3.0


1.2 θRmax 1.2 1.4 2.0

1 1

0.8 0.8
Sc(1-4,6-9) Np Sb(1-4-6-9) Np
0.6 0.6
1 2 3 4 5 6 7 8 9 1 2 3 4 5 6 7 8 9
1.4 1.4
θImax PILASTRI θImax 1.2 1.4 2.0 PILASTRI

1.2 θRmax 1.2 1.4 3.0 1.2 θRmax


1 1

0.8 0.8
Sc(1-4,6-9) Np Sb(1-4,6-9) Np
0.6 0.6
1 2 3 4 5 6 7 8 9 1 2 3 4 5 6 7 8 9
Figura 6. Rapporti tra le rotazioni massime agli estremi di travi o pilastri per i telai a 9 piani.

In tal modo, il confronto tra quanto previsto dalle norme prese in considerazione e l’effettiva
risposta strutturale dei telai esaminati – di cui si è diffusamente discusso in precedenza – consen-
tirà di esprimere un primo giudizio sull’affidabilità dei criteri previsti dalle normative.

4.1 Cenni sui criteri di normativa


Il criterio di regolarità in elevazione della resistenza previsto dalla normativa italiana - Ordinanza
del Presidente del Consiglio dei Ministri n.3274 del marzo 2003 e successiva Ordinanza n. 3316
“Modifiche ed integrazioni all’Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n.3274 del mar-
zo 2003” – prevede un comportamento regolare se “il rapporto tra resistenza effettiva e resi-
stenza richiesta dal calcolo non è significativamente diverso per piani diversi (il rapporto
fra la resistenza effettiva e quella richiesta calcolata ad un dato piano non deve differire
più del 20% dell’analogo rapporto determinato per un altro piano)”.
Secondo quanto previsto dall’International Building Code (IBC), si ha la formazione di un pia-
no “debole” se la sua resistenza laterale è minore dell’80% di quella del piano superiore.
Per l’EC8, un edificio intelaiato può essere considerato regolare se il rapporto fra la resistenza
effettiva di piano e quella richiesta dall’analisi elastica di progetto non varia in maniera brusca tra
piani adiacenti.
XI Congresso Nazionale “L’ingegneria Sismica in Italia”, Genova 25-29 gennaio 2004

0.225 - 0.026 0.067 0.229 0.029 0.077 0.064 0.229 0.029 0.077 0.064 0.229 0.029 0.077 0.064
- 0.100 - - - - - - - - - -
- 0.243 - - - - - - - - - -
0.043 - 0.001 0.271 0.043 0.152 0.058 0.244 0.043 0.152 0.058 0.244 0.043 0.152 0.058 0.244
- 0.322 - - - - - - - - - -
- 0.414 - - - - - - - - - -
0.167 - - 0.334 0.161 0.246 0.134 0.306 0.161 0.245 0.134 0.306 0.161 0.245 0.134 0.306
- 0.646 - - - - - - - - - -
- 0.744 - - - - - - - - - -
0.157 - - 0.291 0.155 0.222 0.124 0.279 0.155 0.221 0.124 0.279 0.155 0.221 0.124 0.279
- 0.659 - - - - - - - - - -
- 0.820 - - 0.016 - - - - - - -
0.057 - - 0.071 0.081 - 0.011 0.107 0.081 - 0.011 0.107 0.081 - 0.011 0.107
- - - - - - - - - - - -
- 0.198 - - 0.304 0.021 - 0.302 0.021 - 0.302 0.021

Figura 7. Rapporto tra le rotazioni plastiche richieste e quelle disponibili – Telai a 5 piani Regolare (primo a
sinistra) ed Sc(2-5) [da sinistra verso destra rispettivamente casi 1.2, 1.4 e 3.0]

0.225 - 0.026 0.067 0.053 - - - - - - - - - - -


- 0.100 - - 0.058 - - 0.045 - - 0.028 -
- 0.243 - - 0.192 - - 0.185 - - 0.158 -
0.043 - 0.001 0.271 0.022 - - - 0.004 - - - - - - -
- 0.322 - - 0.301 0.079 - 0.293 0.069 - 0.266 0.055
- 0.414 - - 0.416 0.100 - 0.415 0.073 - 0.380 0.040
0.167 - - 0.334 0.073 - - - - - - - - - - -
- 0.646 - - 0.627 0.044 - 0.637 0.025 - 0.594 0.003
- 0.744 - - 0.751 0.024 - 0.777 - - 0.724 -
0.157 - - 0.291 0.064 - - 0.021 - - - - - - - -
- 0.659 - - 1.066 - - 1.355 - - 1.246 -
- 0.820 - - 0.865 - - 0.911 - - 0.875 -
0.057 - - 0.071 0.112 - - 0.185 0.152 0.003 0.015 0.262 0.138 - 0.006 0.236
- - - - - - - - - - - -
- 0.198 - 0.078 0.830 0.099 0.161 1.291 0.183 0.135 1.147 0.157

Figura 8. Rapporto tra le rotazioni plastiche richieste e quelle disponibili – Telai a 5 piani Regolare (primo a
sinistra) ed Sb(2-5) [da sinistra verso destra rispettivamente casi 1.2, 1.4 e 2.0]

0.225 - 0.026 0.067 0.252 0.097 0.105 0.120 0.249 0.086 0.100 0.111 0.249 0.086 0.100 0.111
- 0.100 - - - - - - - - - -
- 0.243 - - - - - - - - - -
0.043 - 0.001 0.271 0.047 0.205 0.072 0.293 0.046 0.198 0.070 0.285 0.046 0.198 0.070 0.285
- 0.322 - - - - - - - - - -
- 0.414 - - - - - - - - - -
0.167 - - 0.334 0.184 0.236 0.129 0.369 0.181 0.228 0.126 0.362 0.181 0.228 0.126 0.362
- 0.646 - - 0.196 - - 0.196 - - 0.196 -
- 0.744 - - 0.457 - - 0.452 0.001 - 0.452 0.001
0.157 - - 0.291 0.167 0.150 0.089 0.308 0.163 0.144 0.086 0.299 0.163 0.144 0.086 0.299
- 0.659 - - - - - - - - - -
- 0.820 - - 0.082 - - - - - - -
0.057 - - 0.071 0.071 - 0.009 0.090 0.070 - 0.012 0.087 0.070 - 0.012 0.087
- - - - - - - - - - - -
- 0.198 - - - - - - - - - -

Figura 9. Rapporto tra le rotazioni plastiche richieste e quelle disponibili – Telai a 5 piani Regolare (primo a
sinistra) ed Sc(1-2,4-5) [da sinistra verso destra rispettivamente casi 1.2, 1.4 e 3.0]

0.225 - 0.026 0.067 0.067 - - - - - - - - - - -


- 0.100 - - 0.086 - - 0.069 - - 0.046 -
- 0.243 - - 0.238 0.013 - 0.224 - - 0.192 -
0.043 - 0.001 0.271 0.028 - - - 0.011 - - - - - - -
- 0.322 - - 0.425 0.153 - 0.443 0.162 - 0.418 0.147
- 0.414 - - 0.504 - - 0.509 - - 0.474 -
0.167 - - 0.334 0.202 - - 0.407 0.207 - - 0.415 0.198 - - 0.393
- 0.646 - - 0.758 - - 0.770 - - 0.737 -
- 0.744 - - 0.983 0.163 - 1.037 0.167 - 0.998 0.154
0.157 - - 0.291 0.063 - - - - - - - - - - -
- 0.659 - - 0.705 - - 0.779 - - 0.762 -
- 0.820 - - 0.746 - - 0.744 - - 0.731 -
0.057 - - 0.071 - - - - - - - - - - - -
- - - - - - - - - - - -
- 0.198 - - 0.228 - - 0.298 0.011 - 0.291 0.010

Figura 10. Rapporto tra le rotazioni plastiche richieste e quelle disponibili – Telai a 5 piani Regolare (primo a
sinistra) ed Sb(1-2,4-5) [da sinistra verso destra rispettivamente casi 1.2, 1.4 e 2.0]

Il criterio fornito dalla “Structural Engineers Association of California” (SEAOC) è analogo a


quello riportato dall’IBC; tuttavia, se l’eventuale “piano debole” presenta un’adeguata sovraresi-
stenza (la cui entità dipende dal sistema resistente alle azioni laterali), la struttura è considerata
regolare in elevazione. I criteri presenti nella normativa del “National Earthquake Hazard Reduc-
tion Program” (NEHRP) sono, invece, esattamente gli stessi previsti dall’IBC.
Per il canadese National Building Code (NBC) si ha un piano debole quando il cui taglio resi-
stente è inferiore rispetto a quello del piano superiore.
XI Congresso Nazionale “L’ingegneria Sismica in Italia”, Genova 25-29 gennaio 2004

0.064 - - - - - 0.061 - - - - -
- - 0.057 - - - - -
- - - - - - - -
0.004 - 0.010 - - - 0.004 - 0.008 - - -
- - 0.078 - - - - -
- - 0.107 - - - - -
0.081 0.051 0.051 - - 0.063 0.069 0.039 0.050 0.048 0.023 0.033
- 0.087 0.332 - - - - -
- - 0.371 - - - - -
0.160 0.172 0.139 - - 0.198 0.134 0.130 0.111 0.151 0.077 0.155
- - 0.714 - - - - -
- - 0.679 - - - - -
0.176 0.193 0.140 0.033 0.014 0.231 0.152 0.154 0.116 0.161 0.100 0.191
- - 0.890 - - - - -
- 0.228 0.608 - - - - -
0.176 0.144 0.105 0.096 0.061 0.230 0.162 0.140 0.103 0.138 0.092 0.207
- - 0.256 - - - - -
- 0.273 0.493 - - - - -
0.110 0.088 0.061 0.008 0.051 0.136 0.110 0.105 0.071 0.011 0.073 0.136
- - - - - - - -
- 0.323 0.511 - - - - -
0.070 0.002 0.011 - - 0.078 0.079 0.032 0.032 0.033 0.022 0.092
- - - - - - - -
- - - - - - - -
- - - - - - 0.004 - - - - -
- - - - - - - -
- - - - - - - -
0.060 - - - - - 0.060 - - - - -
- - - - - - - -
- - - - - - - -
0.004 - 0.007 - - - 0.004 - 0.007 - - -
- - - - - - - -
- - - - - - - -
0.068 0.037 0.049 0.046 0.022 0.032 0.068 0.037 0.049 0.046 0.022 0.032
- - - - - - - -
- - - - - - - -
0.133 0.128 0.109 0.148 0.076 0.153 0.133 0.128 0.109 0.148 0.076 0.153
- - - - - - - -
- - - - - - - -
0.151 0.152 0.114 0.158 0.099 0.189 0.151 0.152 0.114 0.158 0.099 0.189
- - - - - - - -
- - - - - - - -
0.160 0.138 0.101 0.137 0.091 0.204 0.160 0.138 0.101 0.137 0.091 0.204
- - - - - - - -
- - - - - - - -
0.109 0.104 0.070 0.011 0.072 0.134 0.109 0.104 0.070 0.011 0.072 0.134
- - - - - - - -
- - - - - - - -
0.079 0.031 0.031 0.032 0.021 0.091 0.079 0.031 0.031 0.032 0.021 0.091
- - - - - - - -
- - - - - - - -
0.004 - - - - - 0.004 - - - - -
- - - - - - - -
- - - - - - - -

Figura 11. Rapporto tra le rotazioni plastiche richieste e quelle disponibili – Telai a 9 piani Regolare (in alto
sinistra) ed Sc(2-9) [1.2 (in alto destra), 1.4 (in basso sinistra) e 3.0 (in basso destra)]
0.064 - - - - - - - - - - -
- - 0.057 - - - 0.109 -
- - - - - - - -
0.004 - 0.010 - - - 0.002 - - - - -
- - 0.078 - - 0.066 0.131 -
- - 0.107 - - 0.115 0.199 -
0.081 0.051 0.051 - - 0.063 0.033 - - - - -
- 0.087 0.332 - - 0.220 0.360 -
- - 0.371 - - 0.303 0.411 -
0.160 0.172 0.139 - - 0.198 0.067 - - - - -
- - 0.714 - - 0.431 0.635 -
- - 0.679 - - 0.520 0.706 -
0.176 0.193 0.140 0.033 0.014 0.231 0.063 - - - - 0.009
- - 0.890 - - 0.575 0.823 -
- 0.228 0.608 - - 0.613 0.872 -
0.176 0.144 0.105 0.096 0.061 0.230 0.050 - - - - -
- - 0.256 - - 0.294 0.621 -
- 0.273 0.493 - - 0.407 0.598 -
0.110 0.088 0.061 0.008 0.051 0.136 0.021 - - - - -
- - - - - 0.023 0.255 -
- 0.323 0.511 - - 0.150 0.246 -
0.070 0.002 0.011 - - 0.078 0.002 - - - - -
- - - - - - - -
- - - - - - - -
- - - - - - 0.010 - - - - 0.004
- - - - - - - -
- - - - - 0.005 0.009 -
- - - - - - - - - - - -
- - 0.117 - - - 0.113 -
- - - - - - - -
- - - - - - - - - - - -
- 0.070 0.136 - - 0.064 0.129 -
- 0.130 0.207 - - 0.119 0.197 -
- - - - - - - - - - - -
- 0.214 0.344 - - 0.200 0.329 -
- 0.302 0.395 - - 0.288 0.381 -
- - - - - - - - - - - -
- 0.407 0.584 - - 0.385 0.561 -
- 0.498 0.653 - - 0.473 0.629 -
- - - - - - - - - - - -
- 0.572 0.777 - - 0.538 0.744 -
- 0.602 0.822 - - 0.569 0.788 -
- - - - - - - - - - - -
- 0.352 0.623 - - 0.308 0.581 -
- 0.429 0.604 - - 0.396 0.568 -
- - - - - - - - - - - -
- 0.120 0.324 - - 0.081 0.287 -
- 0.187 0.287 - - 0.161 0.260 -
- - - - - - - - - - - -
- - - - - - - -
- - - - - - - -
0.015 - - - - 0.014 0.014 - - - - 0.011
- - - - - - - -
- 0.058 0.060 - - 0.044 0.047 -

Figura 12. Rapporto tra le rotazioni plastiche richieste e quelle disponibili – Telai a 9 piani Regolare (in alto
sinistra) ed Sb(2-9) [1.2 (in alto destra), 1.4 (in basso sinistra) e 2.0 (in basso destra)]
XI Congresso Nazionale “L’ingegneria Sismica in Italia”, Genova 25-29 gennaio 2004

0.064 - - - - - 0.068 - - - - -
- - 0.057 - - - - -
- - - - - - - -
0.004 - 0.010 - - - 0.004 - 0.013 - - -
- - 0.078 - - - - -
- - 0.107 - - - - -
0.081 0.051 0.051 - - 0.063 0.082 0.074 0.067 0.085 0.039 0.067
- 0.087 0.332 - - - - -
- - 0.371 - - - - -
0.160 0.172 0.139 - - 0.198 0.159 0.172 0.140 0.199 0.103 0.199
- - 0.714 - - - - -
- - 0.679 - - - - -
0.176 0.193 0.140 0.033 0.014 0.231 0.184 0.205 0.147 0.196 0.124 0.243
- - 0.890 - - - 0.111 -
- 0.228 0.608 - - 0.266 0.455 -
0.176 0.144 0.105 0.096 0.061 0.230 0.183 0.156 0.112 0.137 0.091 0.241
- - 0.256 - - - - -
- 0.273 0.493 - - - - -
0.110 0.088 0.061 0.008 0.051 0.136 0.119 0.123 0.081 0.013 0.087 0.148
- - - - - - - -
- 0.323 0.511 - - - - -
0.070 0.002 0.011 - - 0.078 0.086 0.044 0.039 0.044 0.030 0.102
- - - - - - - -
- - - - - - - -
- - - - - - 0.008 - - - - 0.001
- - - - - - - -
- - - - - - - -
0.070 - - - - - 0.054 - - - - -
- - - - - - - -
- - - - - - - -
0.004 - 0.014 - - - 0.003 - 0.004 - - -
- - - - - - - -
- - - - - - - -
0.084 0.081 0.070 0.092 0.042 0.074 0.061 0.018 0.039 0.025 0.014 0.013
- - - - - - - -
- - - - - - - -
0.163 0.180 0.145 0.208 0.108 0.206 0.120 0.107 0.095 0.127 0.064 0.130
- - - - - - - -
- - - - - - - -
0.188 0.213 0.152 0.203 0.129 0.251 0.142 0.135 0.104 0.131 0.080 0.176
- - 0.112 - - - 0.104 -
- 0.274 0.464 - - 0.189 0.376 -
0.188 0.162 0.116 0.143 0.095 0.248 0.144 0.101 0.078 0.087 0.055 0.180
- - - - - - - -
- - - - - - - -
0.122 0.129 0.084 0.013 0.091 0.152 0.094 0.078 0.055 0.009 0.055 0.113
- - - - - - - -
- - - - - - - -
0.088 0.048 0.042 0.048 0.033 0.105 0.070 0.014 0.020 0.017 0.009 0.078
- - - - - - - -
- - - - - - - -
0.009 - - - - 0.003 - - - - - -
- - - - - - - -
- - - - - - - -

Figura 13. Rapporto tra le rotazioni plastiche richieste e quelle disponibili – Telai a 9 piani Regolare (in alto
sinistra) ed Sc(1-4,6-9) [1.2 (in alto destra), 1.4 (in basso sinistra) e 3.0 (in basso destra)]
0.064 - - - - - - - - - - -
- - 0.057 - - - 0.083 -
- - - - - - - -
0.004 - 0.010 - - - 0.001 - - - - -
- - 0.078 - - 0.028 0.088 -
- - 0.107 - - 0.057 0.139 -
0.081 0.051 0.051 - - 0.063 0.020 - - - - -
- 0.087 0.332 - - 0.177 0.308 -
- - 0.371 - - 0.254 0.366 -
0.160 0.172 0.139 - - 0.198 0.074 - - - - -
- - 0.714 - - 0.581 0.793 0.011
- - 0.679 - - 0.007 0.701 -
0.176 0.193 0.140 0.033 0.014 0.231 0.180 0.184 0.140 0.035 0.009 0.240
- - 0.890 - - - 0.861 -
- 0.228 0.608 - - 0.861 1.162 -
0.176 0.144 0.105 0.096 0.061 0.230 0.059 - - - - 0.010
- - 0.256 - - 0.212 0.549 -
- 0.273 0.493 - - 0.390 0.528 -
0.110 0.088 0.061 0.008 0.051 0.136 0.010 - - - - -
- - - - - - 0.080 -
- 0.323 0.511 - - 0.025 0.127 -
0.070 0.002 0.011 - - 0.078 - - - - - -
- - - - - - - -
- - - - - - - -
- - - - - - - - - - - -
- - - - - - - -
- - - - - - - -
- - - - - - - - - - - -
- - 0.099 - - - 0.107 -
- - - - - - - -
- - - - - - - - - - - -
- 0.045 0.108 - - 0.058 0.122 -
- 0.089 0.167 - - 0.109 0.187 -
- - - - - - - - - - - -
- 0.194 0.321 - - 0.224 0.354 -
- 0.284 0.374 - - 0.316 0.403 -
0.000 - - - - - - - - - - -
- 0.678 0.856 0.031 - 0.772 0.948 0.058
- 0.004 0.720 - - 0.014 0.751 -
0.195 0.201 0.154 0.050 0.018 0.261 0.211 0.225 0.171 0.069 0.030 0.286
- - 0.894 - - - 0.928 -
- 1.013 1.273 - - 1.146 1.407 0.019
- - - - - - - - - - - -
- 0.344 0.613 - - 0.441 0.701 -
- 0.419 0.586 - - 0.487 0.663 -
- - - - - - - - - - - -
- - 0.189 - - 0.053 0.259 -
- 0.099 0.197 - - 0.151 0.249 -
- - - - - - - - - - - -
- - - - - - - -
- - - - - - - -
- - - - - - - - - - - -
- - - - - - - -
- - - - - 0.003 0.006 -

Figura 14. Rapporto tra le rotazioni plastiche richieste e quelle disponibili – Telai a 9 piani Regolare (in alto
sinistra) ed Sb(1-4,6-9) [1.2 (in alto destra), 1.4 (in basso sinistra) e 2.0 (in basso destra)]
XI Congresso Nazionale “L’ingegneria Sismica in Italia”, Genova 25-29 gennaio 2004

4.2 Valutazione circa l’affidabilità dei criteri


Al fine di utilizzare i criteri di normativa succitati è necessario effettuare la valutazione della resi-
stenza di piano. Nel caso di strutture intelaiate tale grandezza risulta, tuttavia, di difficile defini-
zione; sembrerebbe che i criteri previsti dalle citate normative internazionali siano tarati sulla ba-
se di studi condotti su telai a traversi infinitamente rigidi, per i quali è, difatti, agevole definire la
resistenza di piano.
Ciò nonostante, al fine di applicare i criteri prima riportati ai casi in esame, nel seguito si as-
sume quale resistenza di piano il valore attinto dal taglio di piano in corrispondenza della forma-
zione di un meccanismo locale allo stesso piano.
Sulla base di tale assunto, in Tabella 2 è riportato, caso per caso, l’esito del controllo della re-
golarità delle resistenze dei telai considerati secondo le normative citate.
Dall’esame della tabella si evince che tutti i telai che presentano sovraresistenze nelle travi
(casi “Sb”) sarebbero, per la totalità delle normative qui considerate, regolari. D’altronde, ciò è
conseguenza della definizione data per la resistenza di piano: infatti, se la resistenza di piano di-
pende solo dai momenti di snervamento dei pilastri essa non può variare introducendo una sovra-
resistenza nelle travi.
Pertanto, nell’applicazione dei criteri di norma, i telai “Sb” risultano del tutto analoghi al telaio
regolare di riferimento e, dunque, regolari anch’essi.
Al contrario, molti telai di tipo “Sc” risultano irregolari per le normative in esame; ciò contra-
sta in modo evidente con i risultati delle analisi svolte.
Pertanto, si ritiene che i criteri attualmente introdotti nelle norme non siano affidabili.

Tabella 2. Giudizio di regolarità fornito dalle normative

CODICI Sc(2-5) Sc(1-2)(4-5) Sb(2-5) Sb(1-2)(4-5)


1.2 1.4 3.0 1.2 1.4 3.0 1.2 1.4 2.0 1.2 1.4 2.0
EC8 NO NO SI NO NO SI NO NO NO NO NO NO
Ordinanza 3316 NO SI SI NO SI SI NO NO NO NO NO NO
NBC SI SI SI SI SI SI NO NO NO NO NO NO
IBC
SEAOC NO SI SI NO SI SI NO NO NO NO NO NO
ATC 40
NEHRP
CODICI Sc(2-9) Sc(1-4)(6-9) Sb(2-9) Sb(1-2)(4-5)
1.2 1.4 3.0 1.2 1.4 3.0 1.2 1.4 2.0 1.2 1.4 2.0
EC8 NO NO SI NO NO SI NO NO NO NO NO NO
Ordinanza 3316 NO SI SI NO SI SI NO NO NO NO NO NO
NBC SI SI SI SI SI SI NO NO NO NO NO NO
IBC
SEAOC NO NO SI NO NO SI NO NO NO NO NO NO
ATC 40
NEHRP

Infine, si vuole qui brevemente evidenziare un’ulteriore questione che emerge dall’esame dei
risultati delle analisi effettuate. Controllando i rapporti tra il moltiplicatore delle forze statiche che
conduce alla formazione del meccanismo e quello che corrisponde ad un taglio alla base pari a
quello di progetto – riportati, per telai a 5 piani, in Tabella 3 – si osserva come, seppur lievemen-
te, si abbiano valori maggiori di tale rapporto per i casi “Sb”. Ciò indurrebbe, nello spirito
dell’EC8 e della recente normativa italiana a poter incrementare il valore del fattore di struttura
adoperato nel progetto proprio per quei casi che hanno mostrato un comportamento peggiore,
con concentrazione delle plasticizzazioni nelle colonne e valori delle rotazioni plastiche richieste
prossime, o in alcuni casi addirittura superiori, ai valori disponibili.

Tabella 3. Valori dei coefficienti α moltiplicatori delle forze statiche


Telaio Sc(2-5) Sb(2-5) Sc(1-2,4-5) Sb(1-2,4-5)
Regolare 1.2 1.4 3.0 1.2 1.4 2.0 1.2 1.4 3.0 1.2 1.4 2.0
α1 582 582 582 582 582 582 582 582 582 582 582 582 582
αu'' 774 784 784 784 818 846 863 815 812 812 813 821 830
αu"/α1 1.33 1.35 1.35 1.35 1.41 1.45 1.48 1.40 1.40 1.40 1.40 1.41 1.43
XI Congresso Nazionale “L’ingegneria Sismica in Italia”, Genova 25-29 gennaio 2004

5 CONCLUSIONI
Sono state eseguite analisi statiche non lineari su telai piani in c.a regolari e su telai da questi ge-
nerati introducendo sovraresistenze per le travi o per i pilastri. I telai così ottenuti presentano di-
stribuzioni in elevazione della resistenza che ne fa presumere un comportamento irregolare.
I risultati delle analisi tuttavia hanno dimostrato che si ha un comportamento effettivamente
sfavorevole solo quando la sovraresistenza è assegnata alle travi; infatti, in tal caso, si osservano
incrementi non trascurabili delle rotazioni massime richieste nei pilastri rispetto alle rotazioni valu-
tate per i telai “regolari” di riferimento. Quando, invece, la sovraresistenza è introdotta nei pilastri
non si osservano tali incrementi e la risposta è assimilabile a quella di strutture regolari.
Sono stati successivamente presi in considerazione i criteri riportati da numerose normative
per la definizione della regolarità strutturale in elevazione. Il confronto tra le valutazioni effettuate
secondo tali criteri e la risposta sismica valutata per via numerica, ha dimostrato che le prescri-
zioni attualmente introdotte nei codici qui considerati sono inadeguate.
A parere degli scriventi per le strutture in alta duttilità, per le quali deve essere rispettato il cri-
terio di gerarchia delle resistenze dei nodi trave-colonna, il controllo della regolarità delle resi-
stenze in elevazione non è necessario: anzi le sovraresistenze delle colonne distribuite in maniera
casuale potrebbero erroneamente fornire una indicazione di non regolarità cui non corrisponde in
realtà un comportamento anelastico sfavorevole. Questo aspetto dovrà certamente essere anco-
ra approfondito.Viceversa per le strutture in bassa duttilità, non protette dal criterio di gerarchia
citato, potrebbe essere opportuno, fatti salvi i minimi di armature, limitare la sovraresistenza fle s-
sionale delle sezioni di estremità delle travi. In definitiva, la formulazione attuale dell’indicatore u-
tilizzato per individuare una “irregolarità” della resistenza non sembra trovare alcuna conferma.

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RINGRAZIAMENTI
This work is part of the project of the Regional Center of Competence “Analysis and Monitoring
of the Environmental Risk” supported by The European Community on Provision 3.16.
Questo lavoro è parte del progetto del Centro Regionale di Competenza “Analisi e Monitoraggio
del Rischio Ambientale” finanziato dalla Comunità Europea sulla Misura 3.16.