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n, 5567/08 RGNRDDA, n, 5136/09 RGGip n, 9/130CC TRIBUNALE DI REGGIO CALABRIA SEZIONE DEI GIUDICI PER LE INDAGINI PRELIMINARI | ‘ORDINANZA D | E SEQUESTRO PREVENTIVO | (art, 272 e ss., 321 e.p.p.) I Giudice per le Indagini Preliminari, dott. ssa Barbara Bennato, Esaminati gli atti del procedimento in epigrafe indicato nei conftonti di 1. ACA 1 | ACA cn — eee Le 3. ALAM 4. ALAM distribuire tra i sodali le somme di denaro provento dell'accordo illecito raggiunto tra Ja cosca ALAMPI e ROSSATO Sandro, proprietario del 50% della ROSSATO SUD sr. ¢ BBE cmministratore unico della ROSSATO SUD s.rl., in virti det quale dall'anivita della predetia societs e attraverso emissione di fatture per operazioni inesistenti, sovrafatturazioni, futizie assunzioni di personale, aumento ftizio degli elementi passivi, venivano assicurati guadagni indebiti e illeciti alla cosca; pis in generale mettendosi a completa disposizione degl interessi della cosca, cooperando con gli altri associati nella realizzazione del programma criminoso del gruppo, - ROSSATO Sandro, (: CM i primo quale proprietario del 50% delle quote detla ROSSATO SUD s.r. e la ROSSATO Fortunato srl, de! CE i secondo quale amminisiratore unico della ROSSATO SUD s.r, nominato dal 16.3.2009 e dat 12.5.2009 Presidente det C. ‘A. e Consigliere d! ES 4.11 si ponevano al costante servizio dell'associazione mafiosa per la realizzazione dei suoi fini illeciti e, a tal fine revere ne WR 21100 da consentire alla cosca ALAMPI di continuare a tucrare sui guadagni delle predette imprese nonostante l'avvenuta confisca ai loro danni di parte del capitale sociale da parte dello Stato e alle alire cosche di ‘ndrangheta competenti er territorio in relazione al luogo in cui si svolgevano i lavori, di assicurarsi una percentuale sull'importo dei lavori; agendo in stretto contatto con Waltro sodale MR ie t00r¢ tecnico della ROSSATO SUD s.r, il quale assumeva il ruolo di tecnico ¢ di mantenere i contatti con i referenti delle varie cosche di sndrangheta con cui scendere a patti; tutti, comunque, cooperando, pit in generale, con gli altri associati, nella realizzazione del programma criminoso del gruppo: - MM (07720, costante © concreto contributo per la vita dell assoviazione. soprattutto in virtit del suo impiego presso [EE quale responsabile della discarica di Gioia Tauro, dove dovevano essere realizzati i lavori di ricopertura appaltati dalla TEE grazie al suo inne, <_< HR tnctsicencdo con modalité: mafiose le ditte individuate quali fornitori ad abbandonare i lavori e, cosi, obbligando a rifornirsi di argilla e misto presso ditte Le indagini avevano inoltre acclarato Mesistenza di un accordo trasversale tra gli opposti schieramenti mafiosi operanti sul panorama provinciale. In particolare, nell’ambito degli appalti ecologici, si era accertata I’esistenza di un accordo tra le cosche LIBRI - CONDELLO ed ALAMP! IE finalizzato alla ripat dalla gestione fraudolenta delle discariche presenti nel territorio regionale. In tale settore, in ione degli enormi vantaggi economici ricavabili particolare, !'ALAMPI era riuscito ad avviare in Calabria diversi impianti per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani, facendo fronte ai requisiti tecnici espressamente richiesti dai relativi bandi di gara, attraverso Munione societaria con 'imprenditore veneto ROSSATO Sandro, soggetto insospettabile, con esperienza € qualifiche nel settore della gestione dei rifiuti. In particolare, il binomio ALAMPI - ROSSATO aveva costituito numerose societa per opere bonifica, protezione ambientale, smaltimento e recupero dei rifluti, aggiudicandosi diversi appalti per la gestione di alcune discariche in provincia di Reggio Calabria. L.*inserimento in tale redditizio settore era avvenuto mediante il sistematico ricorso ai tradizionali sistemi di a (cft. gestione della discarica di Motta San Giovanni che il gruppo ALAMPI era riuscita ad accaparrarsi dopo reiterate minacce e forti pressioni esercitate ai danni del responsabile amministrativo della ditta, regolare aggiudicataria del!’ appalto, vicenda riportata a pag, 689 ¢ ssg, della sentenza cit). Il procedimento in parola aveva, dunque, consentito di far emergere come, per la prima volta, tuna cosea munita dei requisiti oggeitivi e soggettivi dell'associazione per delinquere di stampo mafioso, si fosse avvalsa dello strumento fittizio di un’impresa, costituita ad hoc, offerta € messa a disposizione delle altre consorterie criminali, al fine di assumere all'unisono, nell'ambito di una perversa logica spartitoria tipicamente ‘ndranghetista, il controllo di tutti appalt necessita di ricorrere alle “classiche” forme di intimidazione od infiltrazione dall’esterno mediante la diretta gestione delle gare, in assenza cioé di vincoli esterni e senza rispetto ai canali associativi, propri degli appartenenti alle locali famighie di mafia (cosi plasticamente, nella sentenza: *...Non dungue - si badi - un"impresa vittima né tanto meno un impresa “semplicemente” vicina 0 collusa con un sodalizio illecito, ma qualcosa di pitt & qualcosa di diverso: una stessa cosea che, uttraverso Uarlificioso paravento giuridico ed economico di una struttura imprenditoriale, entra direttamente a nome e per conto proprio - ¢ delle altre consorterie di nétangheta ad essa affiliate -nell'intero settore degli appalti - e in precipuo modo nel settore dello smaltimenio dei rifluti e in quello edilizio.. - condizionando ab 5