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Le piante sono organismi uni/pluri-cellulari, eucarioti foto aerobici.

La maggior parte delle piante sono


incluse nel gruppo delle angiosperme.

Struttura e funzione delle piante


Le cellule delle angiosperme sono organizzate in 3 sistemi di tessuti disposti a formare la radice il fusto e le
foglie. L’anatomia interna si differenzia in monocotiledoni, e dicotiledoni.

Monocotiledoni Dicotiledoni
Appartengono orchidee, bambù, palme, cereali e Appartengono arbusti e alberi, e le piante
piante erbacee. ornamentali o a uso alimentare.
Le foglie presentano nervature parallele. Le foglie presentano una nervatura ramificata
I tessuti vascolari all’interno del fusto sono I tessuti vascolari all’interno del fusto sono disposti a
organizzati in ordine sparso. formare un anello concentrico
che hanno il compito di trasportare acqua
I petali e le altre parti del fiore sono 3 o multipli di 3 I petali e le altre parti del fiore sono 4-5 o multipli di
Le radici si ramificano nel terreno, formando un fitto intreccio. La radice (fittone) è
Il sistema radicale permette un solido ancoraggio e un’ampia esposizione all’ grande e verticale
acqua e ai minerali
Le angiosperme hanno in comune i due sistemi in cui si sviluppano, ovvero il sistema aereo e il sistema
radicale. La radice che è priva di cloroplasti può vivere al buio in quanto riceve le sostanze nutritive quali
zuccheri e altri, dalle foglie del fusto; cosi come le foglie e il fusto dipendono dalla radice per
l’approvvigionamento di acqua.
Sistema radicale Origine Anatomica Endogena
L’approvvigionamento di acqua proviene dagli apici della radice, attraverso minuscole proiezioni detti peli
radicali, che sono un’estensione dell’epidermide
Sistema aereo Origine Anatomica Esogena
Comprende fusto foglie e organi per la riproduzione.
Il Fusto è la parte della pianta che si trova sopra il suolo e che porta foglie e fiori, che nel caso di alberi sono
il tronco con i rami.
Nei giovani fusti vi sono i nodi punti in cui nascono le foglie, separati dagli internodi. Le foglie sono il
principale organo fotosintetico ed è costituita da una lamina piatta e da un picciolo che le connette al fusto.
La crescita della pianta può avvenire presso la gemma apicale, cioè la gemma posta in cima alla pianta che
le permette di svilupparsi in altezza per raggiungere al meglio la luce solare. Oppure può avvenire
attraverso lo sviluppo di fiori e rami dalle gemme ascellari allargando la ramificazione laterale.
La gemma apicale può produrre un ormone che inibisce lo sviluppo delle gemme ascellari, permettendo
anzitutto uno sviluppo della pianta in altezza, questo fenomeno è detta dominanza apicale, che fa si che le
risorse della pianta siano utilizzate soprattutto per la crescita in altezza.
Il seme
Funzione:
La principale funzione del seme è di preservare la specie, in quanto quest’organo è una capsula in grado di
proteggere l’embrione al suo interno dalle intemperie e dai periodi avversi. Il seme rappresenta la pianta in
miniatura, e al suo interno sono presenti l’apice del germoglio e della radice.
Struttura
Al suo interno il seme contiene una pianta al suo stato embrionale e disidrata, e si distinguono tre parti:
 Embrione: che riproduce la pianta adulta
 Endosperma: un tessuto nutritivo parenchimatico, che contiene glucidi, lipidi e proteine in proporzione
alla specie.
 Tegumenti: involucri protettivi che proteggono la parte vitale della pianta.
Germinazione
La maggior parte dei semi mantiene la capacità di germinare per molti anni, e altri solo per brevi periodi.
Il seme germina in condizioni ambientali favorevoli, quindi in abbondanza di acqua, con la presenza di
ossigeno e con la temperatura idonea.
Il seme, al momento della germinazione può trovarsi in uno stato quiescente, cioè in uno stato di vita
rallentato. Oppure in uno stato dormiente, ovvero che il seme non germina se non è stimolato da un
fattore esterno favorevole.
Eventi della germinazione
1. Assorbimento di acqua per inibizione, o per nutrire le sostanze contenute nel seme.
2. Risveglio del metabolismo.
3. Ripresa della crescita dell’embrione, attraverso la demolizione delle sostanze di riserva, incremento
della sintesi proteica, e aumento dell’intensità della respirazione.

Dalla struttura embrionale all’adulto primario


La maggior parte delle piante può crescere per tutta la vita, in una nota condizione di crescita
indeterminata. Questo non vuol dire che le piante sono immortali; esse comunque hanno un range di uno o
più anni di vita. Questo semplicemente vuol dire che per tutta la vita possono crescere in maniera
indeterminata nella migliore direzione di esposizione al sole.
In tutte le piante, la crescita indeterminata è determinata dalla presenza del tessuto meristematico. Un tipo
di cellula che può sia dividersi sia differenziarsi, permettendo quindi alla pianta di crescere in grandezza e
svilupparsi nei suoi componenti.
I meristemi apicali situati all’interno del seme si dirigono nei due poli opposti dell’asse embrionale:
 Apice meristematico della radice è la parte del seme che genera la radice, e quindi la parte radicale
della pianta, e si sviluppa in basso. [orientamento geotropico positivo]
 Apice meristematico del germoglio è la parte del seme che genera il fusto, e quindi la parte aerea della
pianta, e si sviluppa in alto. [orientamento geotropico negativo]
Le differenze di ambiente di vita tra fusto e radice determina notevoli differenze di carattere anatomico.
 Fusto: formazioni di ramificazioni e foglie ad accrescimento definito = complessità anatomica
 Radice: appendici laterali ad accrescimento indefinito = semplicità anatomica.
L’accrescimento primario è quello che determina la penetrazione della radice all’interno del terreno, e lo
sviluppo dei germogli aerei, mentre l’accrescimento secondario è un po’ più complicato e determina lo
sviluppo l’aumentare del diametro legnoso del fusto
La radice

Dal punto di vista evolutivo, la differenziazione della radice è considerata una specializzazione delle specie
vegetali come adattamento alla vita terrestre.
E’ la parte del corpo della pianta che deriva dallo sviluppo dell’apice radicale, presente nell’embrione. È
l’organo della pianta che cresce all’interno del terreno.
L’apparato radicale può essere in parte complesso e s’irradia nel suolo in tutte le direzioni intorno alla base
del fusto che viene così saldamente ancorato al terreno e in grado di resistere ai piegamenti; inoltre
garantisce la completa esplorazione del terreno circostante per un raggio di molti metri intorno alla pianta.
Le principali funzioni della radice sono:
 Assorbimento delle sostanze nutritive dal terreno
 Conduzione
 Ancoraggio al suolo
 Riserva
Dalla germinazione del seme, la radice si accresce verso il basso: in verticale si sviluppa la radice principale
da cui si diramano le radici secondarie (rizotassia è il termine per indicare la loro disposizione).
Nel corpo primario della radice si possono distinguere come per il fusto 3 zone: l’apice vegetativo radicale,
la zona di determinazione, e la zona di differenziamento.

Apice Radicale
È la regione che comprende il tessuto meristematico da cui ha inizio lo sviluppo della radice. Le cellule
merismatiche per divisione accrescono la radice.
Le cellule merismatiche dell’apice radicale si producono la cuffia protettrice e i tessuti:
 Le prime cellule prodotte dall’apice fungono da cuffia protettrice radicale (costituita di cellule
parenchimatiche); queste dopo un breve periodo degenerano e si trasformano in Mucigel, una massa
viscida che ha lo scopo di diminuite l’attrito tra radice e terreno.
[La velocità di produzione e degenerazione delle cellule si bilancia per cui le dimensioni della cuffia
restano costanti]
 Le cellule merismatiche che si differenziano procedendo verso l’alto formano i tessuti. I tessuti maturi
vanno a formare la struttura primaria, e la struttura secondaria.
Una particolarità dell’apice radicale è la presenza di una zona quiescente, in altre parole una zona
dormiente che si attiva in caso di emergenza per sostituire delle cellule meristematiche danneggiate.
Zona di accrescimento per divisione
Zona in cui le cellule si riproduce continuamente e si aggiungono
in posizione apicale; zona con intensa attività mitotica.
Zona di accrescimento per distensione
Le cellule si allungano duplicando anche la lunghezza originale,
permettendo alle radici di penetrare il terreno. Questa zona è
tenera e flessibile, per permettere all’organo s’insinuarsi nel
terreno. È la zona più importante in quanto avviene
l’assorbimento dell’acqua.
Zona di differenziamento o di struttura primaria
Le cellule quindi si cominciano a differenziare per formare i vari tessuti utili alla radice:
Protoderma (sist. teg) Rizoderma Tessuto tegumentale della radice
Procambio (sist. vasc) Sistema Conduttore È il precursore dei fasci cribrovascolari
Meristema fondamentale Parenchima corticale (sist. fondamentale)
L’anatomia e la struttura della zona primaria sono simili per le radici delle piante mono- e
dicotiledoni.
RIZODERMA (epidermide)
È l’epidermide dalla radice, formato da cellule tegumentali, è un tessuto
privo di spazi intercellulari.
Particolare importanza ha i PELI RADICALI, escrescenze delle cellule
epidermiche, che permettono l’assorbimento di acqua e sostanze
organiche. Ogni radice possiede un numero di peli radicali enorme che
muoiono e sono sostituiti da altri peli, definendo quindi una velocità di
formazione e degenerazione costante nel tempo.
PARENCHIMA CORTICALE (corteccia)
Occupa la maggior parte della radice e svolge funzione di riserva di amido e altre sostanze. È un tessuto
composto di cellule tondeggianti con molti interspazi cellulari.
ENDODERMA
E la parte ancora più interna che delimita il cilindro centrale molto delicato. È formato da cellule molto
particolari disposte ad anello senza spazi intercellulari. Le pareti di queste cellule sono unite mediante una
fascia composta di suberina, una fascia impermeabile che prende il nome di BANDA DEL CASPARY.
Ha la funzione di selezionare le sostanze.
PERICICLO
È la zona compresa tra i tessuti conduttori e l’endoderma, formato da un unico e sottile strato cellulare. La
sua proliferazione dà origine delle radici laterali, e dal via alla formazione della struttura primaria.
CILINDRO CENTRALE VASCOLARE
È la regione anatomica in cui sono alloggiati i fasci conduttori immersi nel parenchima fondamentale.
Questi sono disposti in una struttura actinostelica, in altre parole al centro il tessuto conduttore dello
xilema (legno), e negli archi intorno alla “X” i tessuti conduttori del floema (libro).

Struttura secondaria
La conformazione tipica della radice in struttura primaria era l’actinostele, composta di arche legnose entro
le quali s’inserivano le arche floematiche. Il passaggio alla struttura secondaria avviene con l’unione delle
diverse zone di procambio presenti per opera di cellule che dedifferenziano.
Il procambio, ovvero il sistema conduttore presente tra un’arca lagnosa e un’arca floematica. In
corrispondenza degli apici delle arche legnose le cellule differenziano, ossia ritornano
meristematiche.
Si ha quindi un neoformato cambio cribro-vascolare, detto cambio cribro-vascolare
sinusoidale.
Per assumere una conformazione rotonda, il cambio neoformato svolge, nel primo
periodo di sviluppo un’attività monopleurica: ovvero produce solamente xilema verso
l’interno, al fine di aumentare la sezione interna e di creare un cambio di forma
circolare.
Una volta che il cambio cribro-vascolare ha raggiunto la forma circolare, inizia l’attività
dipleurica, in cui vi è produzione di xilema verso l’interno e di floema verso l’esterno.
Mentre la struttura si evolve, il floema primario diventa indistinguibile, si fonde, è riassorbito con il floema
secondario (prodotto dal cambio), mentre lo xilema, sempre in posizione centrale, rimane visibile.

Assorbimento e trasporto della linfa


I peli radicali sono le estensioni delle cellule epidermiche, e permettono l’assorbimento dell’acqua e di ioni
inorganici utili alla vita e alla crescita.
Tutte le sostanze che entrano nella radice si trovano in soluzione; per essere trasportati, l’acuqa e i soluti
devono attraversare l’epidermide e la corteccia della radice, per poi passare nei tessuti dello xilema e del
cilindro centrale. Piche le membrane dei soluti sono selettive e permeabili, solo determinati soluti, entrano
nel sistema.
Vi sono due vie d’ingresso; utilizzate indifferentemente:
 Via intracellulare: l’acqua e i soluti attraversano la parete cellulare e la membrana delle cellule
dell’epidermide a livello del pelo radicale. All’interno della radice le cellule sono connesse per mezzo
dei plasmodesmi. Pertanto la soluzione acquosa può spostarsi da una cellula all’altra arrivando fino
all’endoderma della radice in giallo, senza dover attraversare altre membrane. Una cellula
dell’endoderma immette poi la soluzione nello xilema.
 Via extracellulare: senza entrare nel citoplasma, la soluzione si sposta all’interno insinuandosi tra le
pareti della radice cellulare. La soluzione non attraversa nessuna membrana plasmatica, ma passa tra le
cellule, raggiungendo la banda di Caspary, che impedisce all’acqua e ai soluti di entrare. La banda fa si
che acqua e ioni a questo punto attraversino la membrana della cellula adiacente alla banda di Caspary,
facendo entrare nello xilema ioni e acqua.
Il fusto
E’ la parte del corpo della pianta che deriva dallo sviluppo dell’apice del germoglio, presente nell’embrione.
Allungandosi dà origine a due tipi di appendici laterali:
 RAMI (dai primordi dei rami o gemme laterali)
 FOGLIE (dalle tracce fogliari).
Le principali funzioni del fusto sono:
 Assicurare il collegamento e il trasporto tra la radice e le foglie.
 Fornire sostegno alla pianta,
 Avere funzione di riserva (rizomi, bulbi, tuberi)
 Quando la pianta è giovane, ha funzione clorofilliana.
La disposizione delle foglie sui rami è detta FILLOTASSIA, e le foglie si mostrano subito dalle gemme
ascellari.
Nel corpo primario del fusto si possono riconoscere 3 zone: l’apice vegetativo del germoglio, la zona di
determinazione, e la zona di differenziamento.

Apice del germoglio (tessuto meristematico del fusto)


È il cervello del fusto, che gestisce e risponde ai messaggi e ai bisogni di tutte le parti della pianta

È l’insieme delle cellule merismatiche che per divisione portano all’accrescimento e all’allungamento del
fusto. L’apice si sposta continuamente in avanti, e le cellule che sono più distanti da esso cominciano a
differenziarsi.
La divisione delle cellule va a determinare due parti della pianta:
 le cellule che si dividono in senso anticlinale (perpendicolare al suolo), determinano la Tunica[zona esterna]
 le cellule che si dividono in senso periclinale (parallelo al suolo) determinano il Corpus[zona interna]
Le cellule quindi si dividono in cellule figlie, di cui una parte continua il ciclo di “accrescimento” (le
progenitrici) rimanendo merismatiche; un’altra parte delle cellule figlie(le derivate) si differenziano per
cominciare a formare i vari tessuti.
L’apice spesso è a forma di cupoletta, sono anche visibili le prime bozze fogliari che sporgono lateralmente,
e sono anche visibili i primordi dei rami , originati dalle gemme ascellari, o dalle gemme fogliarie.
Al microscopio ottico si nota una differenza di colore dovuto all’abbondanza del vacuolo nelle cellule
presenti nella zona di distensione, ovvero vicino all’apice, mentre dalla parte opposta siamo nella zona di
differenziazione, ovvero vicino al terreno.

Zona di determinazione
E’ localizzata alla base dell’apice, costituita da meristemi primari che assumono un orientamento sempre
più definitivo verso la differenziazione in tre sistemi fondamentali:
Protoderma Epidermide
Procambio Sistema Conduttore È il precursore dei fasci cribrovascolari
Meristema fondamentale Parenchima corticale
Midollo
Zona di distensione
Le cellule in questa zona (normalmente dovrebbero essere morte) si dividono intensamente, prendendo
una forma allungata parallela all’asse del fusto, cominciando a formare il Procambio. Inizialmente il
Procambio è a forma di anello cilindrico, poi si frammenta in un numero di cordoni procambiali, ciascuno
dei quali da origine a un fascio conduttore di libro o legno.
Struttura primaria
La differenziazione delle cellule di un cordone procambiale in elementi del libro e del legno, avviene in
sequenza rigidamente prefissate.
Inizialmente alcune cellule nella zona del cordone più vicina alla superficie del fusto si differenziano in
elementi del libro, chiamati primo libro; alcune cellule all’estremità diametralmente opposta si
differenziano il elementi del legno chiamati primo legno.
Questi primi elementi formatisi funzionano solo breve tempo, in quanto sono sottoposti a sforzi di
stiramento violenti.
Successivamente altre cellule si differenziano in libro e legno, diventando il tessuto definitivo.

Collaterale aperto (dicotiledoni) Collaterale chiuso (monocotiledoni)


La differenziazione si espande in direzione radiale La differenziazione del cordone
dall’esterno verso l’interno per il libro, e in senso opposto per procambiale in libro e legno è completa,
il legno. I due processi avanzano un verso l’altro fino a che arrivando a toccarsi. Infatti, in questo caso
tutto il cordone procambiale non è differenziato. Solo una non è presente una striscia cellulare
piccola striscia di cellule, detta Cambio, rimane indifferenziata.
indifferenziata.
Questo genere di fascio è definito collaterale aperto, in Questo genere di fascio è detto chiuso, in
quanto libro e legno si susseguono in direzione radiale, quanto non è presente una striscia di
lasciando un fascio di cellule non differenziate. cellule non differenziate.
I cordoni procambiali sono regolarmente distribuiti in una I cordoni procambiali sono distribuiti in
cerchia anulare dando una forma eustelica. modo sparso e disordinato all’interno del
cilindro centrale, dando una forma
atactostelica.
Passaggio dalla struttura primaria alla struttura secondaria
Le piante legnose accrescono anche di diametro ispessendosi dopo la cessazione dell’accrescimento
primario. Questo è dovuto all’anello cambiale o cambio vascolare, e al cambio di sughero.

1. Il cambio vascolare, o anello cambiale, va a inspessire il fusto della pianta:


Il cambio vascolare inizialmente appare come anello all’interno del quale sono presenti delle cellule
indifferenziate, che divide la regione dello xilema(o legno)[interna], dalla regione del floema(o
libro)[esterna].
L’accrescimento secondario aggiunge strati di tessuto vascolare su entrambi i lati del cambio vascolare,
producendo lo xilema (o legno) secondario, e il floema (o libro) secondario.
Ogni anno il cambio vascolare da origine a strati di xilema e floema che aumentano il diametro della
pianta dall’interno.
2. Il cambio di sughero protegge la pianta termicamente
I tessuti esterni che si trovano tra l’epidermide e il cambio vascolare, non si accumulano, ma vengono
persi dalla pianta alla stessa velocità con cui si formano.
L’epidermide e la corteccia formano il rivestimento esterno del giovane fusto. Quando l’accrescimento
secondario ha inizio, l’epidermide si comincia a sfaldare, e viene rimpiazzare da un nuovo strato di
cellule, il sughero, prodotto dal cambio di sughero; le sue cellule morte hanno la capacità di isolare la
parete interna dell’albero.
Aumentando di spessore il fusto, anche lo xilema si espande, il sughero inziale e il cambio di sughero
vengono spostati esternamente ed eliminati. Nel frattempo le cellule parenchimatiche sviluppano un
nuovo cambio di sughero.
3. Gli strati che si trovano all’esterno del cambio vascolare costituiscono la corteccia.
La parte più giovane del floema secondario partecipa al trasporto degli zuccheri. Questi tessuti vengono
spinti verso l’esterno insieme al sughero e proteggono il fusto fino a che anch’essi si staccano. Il cambio
del sughero segue il ritmo dell’accrescimento secondario.
La struttura del tronco è costituita dalla maggior parte da tessuti morti; gli unici tessuti vivi sono:
il floema secondario più giovane, il cambio sughero, le cellule midollari.
 I raggi midollari, sono formati da cellule parenchimatiche che trasportano acqua ai tessuti vivi negli
anelli piu esterni
 Il durame è il centro del tronco, ed è fomrati da vecchi strati di xilema secondario ormai morti, le cui
cellule sono riempite di resine e altri prodotti metabolici
 L’alburno è lo xilema secondario piu giovane e piu esterno che trasporta la linfa grezza assorbita dalle
radici
La foglia
La foglia è l’appendice laterale del fusto, possiede, infatti, gli stessi tessuti, ma svolge funzioni diverse.
La foglia ha due scopi principali:
 Organicazione del carbonio mediante la fotosintesi
 Traspirazione dell’ossigeno
Dal punto di vista evolutivo, le foglie si sono differenziate più tardi rispetto al fusto.
Organografia della foglia

L’anatomia della foglia, molto semplice, è paragonabile all’anatomia del fusto o della radice nella zona
primaria.
Le foglie si formano dalle bozze fogliari a livello dell’apice merismatica del fusto. Nelle prime fasi di sviluppo
tutte le cellule che fanno parte dell’abbozzo della foglia si dividono intensamente. Quando la distensione è
terminata, la foglia perde ogni capacità di crescita, e al massimo se la superficie è danneggiata, si può
formare una cicatrice di sughero.
Una foglia può essere considerata un sacco appiattito riempito da parenchima clorofilliano chiamato
mesofillo e circondato da epidermide. All’interno del mesofillo
decorrono i fasci conduttori che formano le nervature.
Organografia della foglia:
 Apice: può essere acuminato, ottuso, troncato.
 Margine: può essere liscio, ondulato, dentato, seghettato.
Foglia intera - se le intaccature del margine sono solo accennate.
Foglia lobata – le intaccature non arrivano alla metà del lembo.
Foglia settata o partita – il lembo è diviso fin oltre la metà, ma
non si arriva alla rachide.
 Rachide: è la nervatura principale distinta in, penninervia,
palminervia, retinervia, parallelinervia.
 Base: può essere cuoriforme, cuneiforme, astata, ecc.
 Picciolo: parte assile che regge il lembo. Nella parte basale possono essere presenti due stipole che
hanno lo scopo di reggere il lembo e assicurargli le migliori condizioni d’illuminazione e areazione.
Se il picciolo manco, le foglie sono dette SESSILI.
 Guaina: avvolge in parte il fusto
 Lembo o lamina: grandezza e forma molto variabili in relazione, alle condizioni ambientali, e alle diverse
specie. È ha principale funzione di fotosintesi e traspirazione.
 Può assumere diverse forme: rotonde, ellittiche, ovate, lanceolate, lineari, aghiformi, filiformi.
 La sommità del lembo può essere: acuminata, mucronata, ottusa, troncata, retusa, smarginata.
 La base del lembo può essere: cuneiforme, cuoriforme, astata.
 Amplessicaule: il lembo fogliare è inserito sul fusto in modo da abbracciarlo completamente.
 Stipole: appendici di varia forma inserite alla base delle foglie. A volte sono piccole e caduche (faggio,
melo, susino), altre volte grandi e persistenti che coadiuvano la fotosintesi (fava, pisello). Si
riconoscono dalle vere foglie per la mancanza delle gemme ascellari.
Disposizione delle foglie sul fusto Fillotassia
Le foglie sono disposte sul fusto in modo da essere tutte esposte alla luce. Le foglie si possono disporre sui
rami in due modi: Paripennate, e Imparipennate.
Anatomia interna della foglia

La caratteristica fondamentale della foglia è la presenza di pori epidermici detti stomi, ben visibili al
microscopio ottico, che permettono la respirazione della pianta.
 Ciascuno stoma è costituito da un’apertura posta tra le due cellule di guardia, che regolano gli scambi
gassosi tra l’atmosfera esterna e le cellule fotosintetiche presenti all’interno.
 Il tessuto fondamentale è il mesofillo costituito prevalentemente da cellule parenchimatiche dotate di
cloroplasti e specializzati per la fotosintesi.
 Il sistema di tessuto vascolare della foglia è composto di una rete di vasi detta nervatura. Ogni vaso
proviene direttamente dal meristema fondamentale del fusto, infatti, è composto di xilema e floema. In
questo modo lo xilema e il floema sono a stretto contatto con i tessuti fotosintetici della foglia.
Foglia dicotiledone
La foglia è composta di due tipi di epidermidi.
 L’epidermide che riveste la parte superiore della foglia, e formata da cellule del mesofillo, definite a
palizzata. Queste cellule una spessa cuticola che protegge la foglia in quanto esposta alla luce diretta
del sole, e quindi è sottoposta a maggiore dall’evaporazione. Le cellule in questa parte di tessuto sono
formate da tanti cloroplasti addossati fra loro, per permettere la fotosintesi.
 L’epidermide che riveste la parte inferiore della foglia è formata dalle cellule mesofille definite
parenchime. Qui le cellule hanno una forma irregolare con grandi spazi intercellulari, e direttamente
collegati con gli stomi presente sulla membrana della foglia. Questa parte della foglia permette gli
scambi gassosi.
Le nervature della foglia, collegate direttamente o indirettamente con il fusto, contribuiscono al sostegno
meccanico, formando una fittissima rete.
Foglia monocotiledone
La foglia è asimmetrica rispetto il piano per cui passa il mesofillo. La foglia a differenza della dicotiledone,
può mostrare entrambe le facce al sole, quindi su entrambe le facce sono presenti gli stomi.
Le nervature sono parallele e il calibro diminuisce gradualmente dal centro verso i margini della foglia . esse
sono collegate tra loro da piccole nervature trasversali.
Le cellule epidermiche formano uno strato impermeabile di silice.
Foglia di gimnosperma

L’epidermide della foglia è fatta di cellule e pareti molto grosse, rivestite di una spessa cuticola. Gli stomi
sono affondati in cavità riempite di materiale ceroso e appaiono come puntini bianchi.
Hanno un'unica grossa nervatura delimitata da una cerchia di cellule simile all’endoderma. All’interno della
nervatura si trovano uno o due fasci conduttori circondati da un tessuto parenchimatico, detto di
trasfusione, per una supposta funzione di trasporto di acqua e soluti dai fasci delle cellule del mesofillo.
Alcune cellule del tessuto di trasfusione sono vere e proprie tracheidi con punteggiature areolare.
Trasporto di acqua e Sali minerali

Una pianta è in grado di trasportare acqua e Sali minerali attraverso due forze motrici che avvengono
contemporaneamente:
 Pressione radicale: Le cellule delle radici pompano per il trasporto attivo gli ioni inorganici nello xilema,
e l’endoderma li trattiene al suo interno; a mano a mano che gli ioni si accumulano nello xilema,
l’acqua tende a entrare per osmosi, imprimendo alla linfa grezza una spinta averso l’alto.
 Traspirazione: La foglia tira l’acqua verso l’alto. Le molecole di acqua lasciano la foglia attraverso lo
stoma, quando lo è aperto dalla foglia, si libera acqua, poiche la concentrazione per la differente
pressione osmotica.
 Questa forza motrice avviene attraverso due proprietà dell’acqua:
 La coesione una forza che tiene unite le molecole dello stesso tipo, che permette la formazione di
catene continue per tutto l’albero.
 L’adesione unione di molecole di tipi diversi determinati dai legami a idrogeno.
Meccanismo della traspirazione-coesione-tensione
E il meccanismo che permette il trasporto dell’acqua lungo tutta la pianta senza dispendere energia.
La molecola d’acqua che fuoriesce dalla foglia attraverso lo stoma si stacca solo nel momento in cui il
gradiente di umidita dall’interno all’ambiente esterno sia abbastanza grande. Una volta che la molecola
d’acqua fuoriesce dallo stoma, le forze di coesione della catena, permette l’avanzamento dell’acqua
all’interno della pianta.
Le cellule di guardia controllano la traspirazione.
L’apertura e la chiusura degli stomi delle foglie sono il risultato di un adattamento che consente alle piante
di regolare il loro contenuto di acqua, adeguandosi alle variazioni delle condizioni ambientali. le cellule di
guardia mantengono gli stomi aperti durante il giorno e chiusi durante la notte, in modo che di giorno il CO2
atmosferico possa entrare ed essere utilizzato per la fotosintesi.
Il fiore

Il fiore delle angiosperme e formato di diverse parti:


 Il perianzio e la parte del fiore che comprende i petali e i sepali ed è formato da:
 Il calice, e la parte bassa del fiore, dove gli antofilli sono verdi detti sepali.
 La corolla, e la parte alta del fiore, dove gli antofilli sono colorati e detti petali.
La riproduzione sessuale delle piante avviene nel fiore. L’asse floreale e detto peduncolo; la parte finale di
quest’ultimo è detto ricettacolo o talamo, dove sono inseriti gli organi riproduttivi:
 Androceo è l’apparato sessuale maschile.
 È formato da un numero indefinito si stami.
 A loro volta formati da una parte sottile detto filamento, che s’inserisce nella parte femminile del
fiore;
 E una parte terminale ingrossata detta antera, è formata da quattro sacche polliniche quattro dette
a loro volta (microsporangi).
 Gineceo è l’apparato sessuale femminile
 È formato da un ovario, entro il quale si trovano gli ovuli (megasporangi)
 Lo stilo: la parte basale ingrossata in cui sono racchiusi gli ovuli
 La stimma: per i processi d’impollinazione
 L’ovario può essere di tre tipi: OVARIO SUPERO (fiore ipogino), OVARIO SEMIINFERO, OVARIO INFERO
(fiore epigino).
Il ciclo regolare di una pianta sessuata coesiste in due generazioni che si susseguono tra di loro:
 Un’aploide: gli apparati maschili e femminili mediante meiosi, producono delle cellule aploidi dette
spore , rispettivamente dette microsporangi(m.) megasporangi(f.)
Dove le spore si moltiplicano per mitosi e danno origine al gamefito, che produce i gameti (m. o f.)
 Una fase diploide segue infine la fecondazione tra i due gameti, maschile e femminile, e si forma la
cellula diploide o lo zigote che svilupperà l’embrione

RISPETTO ALLA SIMMETRIA IL FIORE PUO’ ESSERE:


 ZIGOMORFO (un solo piano di simmetria)
 ATTINOMORFO (più piani di simmetria)
 PERFETTO contiene stami e carpelli
 IMPERFETTO se mancano gli stami o carpelli
o STAMINIFERO contiene solo gli stami
o PISTILLIFERO contiene solo i carpelli
I COLORI DEI FIORI sono dovuti a:
 CAROTENOIDI: colorano in arancione e giallo.
 FLAVONOIDI: Classe principale dei flavonoidi: ANTOCIANINE.
Le antocianine sono pigmenti blu e rossi, sono solubili in acqua e si trovano nei vacuoli a differenza
dei carotenoidi che sono liposolubili e si trovano nei plastidi. Inoltre sono pigmenti che cambiano
colore in funzione del pH del succo cellulare nel vacuolo
es. CIANIDRINAè rossa a pH acido, violetta a pH neutro e blu a pH basico.
Impollinazione
L’impollinazione è il trasporto del polline sullo stigma di un fiore, dalla fecondazione, che è l’unione dei
gameti. Quando il polline germina sullo stesso stigma dello stesso fiore, si parla di autoimpollinazione,
mentre se germina sugli stigmi di altre piante della stessa specie si parla di impollinazione incrociata.
Il frutto

La fecondazione della cellula uovo comporta la formazione dello zigote che dara luogo all’embrione, il
quale, provvisto di sostanze di riserva costituisce il seme; i tegumenti dell’ovulo darà origine a quelli del
seme; le cellule del carpello formano il frutto.
I frutti sono ricchi di tessuti parenchimatici e occupano un posto importantissimo sotto il profilo
nutrizionale. Gli acidi organici (acido malico, acido tartarico e citrico) stimolano la digestione ed hanno
un’azione blandamente lassativa; i composti fenolici regolano il pH nell’intestino. I flavonoidi rinforzano le
difese dell’organismo. I frutti sono fonte di fibra solubile che causa un abbassamento del contenuto in
colesterolo.
La colorazione esterna e interna dei frutti è dovuta a diversi pigmenti come carotenoidi e flavonoidi danno
colorazione gialla, e gli antociani hanno colorazione rossa o violetta.
I frutti possono essere classificati in:
 Frutti veri
Il frutto che avvolge i semi è originato solo dall’ovario.
 Frutti falsi
Alla formazione del frutto partecipano anche altri parti di fiore (come il ricettacolo, o l’asse floreale)
 Frutti deiscenti
A maturità il pericarpo si apre lasciando liberi i semi
 Frutti indeiscenti
Il pericarpo non si apre e i semi rimangono all’interno
 Frutti secchi o carnosi
Secondo la maturata del pericarpo
 Multipli
Se formati da parecchi ovari localizzati su un fiore che fa parte di un’infiorescenza
Frutti veri secchi indeiscenti
 Acheni :sono piccoli frutti contenenti un unico seme nel quale il pericarpo, anche se distinguibile, si
fonde con il tessuto tegumentale del seme: [ grano saraceno, amaranto, castagno, girasole e luppolo ]
Frutti veri secchi deiscenti
 Baccello o legume: frutto che a maturità si apre lungo la linea di sutura del carpello mettendo in vista i
semi;
 Lomento: baccello che presenta strozzature trasversali come i frutti del carrubo
 Siliqua: frutto che si apre lungo la linea di sutura dei due carpelli
 Capsula: frutto la cui deiscenza avviene per distacco di un opercolo terminale come nella cipolla
Frutti veri indeiscenti carnosi
 Drupa
 I semi sono racchiusi in un endocarpo
 Bacca
I semi sono protetti dai soli tessuti tegumentali lignificati