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Firenze, Cupole.

Dati preliminari

Ho ripreso ed aggiornato i calcoli e le ricerche fatti nel 1987, sulla base dei dati nell’articolo
di Forti et al.1 e di altri articoli menzionati in seguito. Qui è una sintesi dei punti principali.
Le posizioni degli astri nell’affresco sono state paragonate ai valori moderni (DE421) e alle
Tavole Alfonsine.
1. San Lorenzo

1442,0704 10 UT Affresco C-Aff LC C-LC Alfonso C-Alf Alf-affr


Sole 110,19 112 -1,81 110 0,19 110,703 -0,513 -1,298
Luna 61,29 57 4,29 61 0,29 69,686 -8,396 12,686
Mercurio 92,18 100 -7,82 92 0,18 93,551 -1,371 -6,449
Venere 114,64 122 -7,36 114 0,64 115,691 -1,051 -6,309
Marte 167,12 167 0,12 167 0,12 165,790 1,330 -1,210
Giove 41,15 43 -1,85 41 0,15 42,285 -1,135 -0,715
Saturno 72,67 76 -3,33 72 0,67 74,197 -1,527 -1,803
Regolo 142,078 142 0,078 142 0,078

media(3/9) -2,537143 0,32 -1,809 -0,728


dev.st 4,2124487 0,234947 3,061163 6,396978
C = calcolo attuale, LC = calcolo precedente.
LC è accettabile, per una verifica sull’affresco, dato che non differisce molto dalla DE421.

Per il 4 luglio 1442 si è presa l’ora 10 UT, corrispondente a 6 ore siderali (quando, come
notato da Ranfagni, il coluro solstiziale coincide con il meridiano e i punti Gamma e Libra
sono nei punti cardinali Ovest ed Est rispettivamente, come nell’affresco).
Scarti sensibili si devono alla Luna, ma ciò dipende dalla sua velocità e dall’ora scelta.

Le posizioni secondo le Alfonsine sono molto vicine a quelle dell’affresco, anche se la


deviazione media standard  è alta2. Potrebbero essere state utilizzate queste tavole, ben note
a Firenze. Ovviamente si pensa subito a Toscanelli.

1
Forti et al., Un planetario del secolo XV, l’astronomia, 62, gennaio 1987, 5-14.
2
Per le posizioni di Mercurio e Venere nell’affresco, non si tratta di un errato posizionamento del dito sulle
Tavole Alfonsine. Queste non sono del tipo delle moderne effemeridi, che danno le posizioni giornaliere, ma di
tavole di moti e variazioni, che con l’uso dei canones delle Tavole stesse permettono il calcolo delle posizioni;
piuttosto si tratta di errori nel calcolo, non rari con quei complessi metodi. Si veda il calcolo per una sola
posizione di Marte in E. Poulle et O. Gingerich, Les positions des planètes au Moyen Âge: applications du
calcul électronique aux Tables Aphonsines, Académie des Inscriptions et Belles-Lettres, Comptes rendus des
séances de l’année 1967, novembre-décembre, Paris 1968. Tuttavia anche nelle Ephemerides di Regiomontano è
si trovano per Venere e Mercurio errori anche maggiori di 5°, mentre generalmente la precisione è buona. Vedi
S. De Meis, From Regiomontanus to Kepler cit.
1
Per la longitudine di Regolo, il valore calcolato si può paragonare con quello dato in alcune
edizioni delle Alfonsine. L’edizione del 1483, coi canoni di Jean de Sax, riporta
“Tempe Alphontij.s.cpletis annis 1251. et mensibus 5.
Qu est sup_ cor et dicit rex long. 2s19°38 lat.0°10 ossia  = 139.63° [errore 0.176°]3
Stffler (1514):”Stelle ad ann Christi domini.1499. rectificate.”
“Cor Leonis Kalb eleced W 22.8 lat.0°10 S(ept)”, ossia  =142.13° [errore 0.758°]
4
Copernico, De revolutionibus, lib. II cap. XIV (1543)
“In corde, quam Basiliscum sive Regulum vocant 115°50 lat 0°10”
Tycho, Progymnasmata, ad annum 1585 completum5
“Regulus W 22 4 2/3 ,  = 142.077°
Tycho, Cat. D , 1601.36
“Regulus 144.283°” [errore 0.016°]
Kepler, Tabulae Rudolphinae ex obs. Tychonis ad annum Incarnatione MDC completum
“Cor, Regulus, Basiliscus W 24.17 lat 0.16 B = 144.283 lat. 0.27° [errore 0°]

Il grafico qui sotto dà la variazione della longitudine di Regolo dal 1200 al 1600.

2. Ricerche storiche e bibliografiche

3
Notare che qui i segni sono di 60°, non di 30°.
4
Valore non attendibile, perché copiato da Tolemeo aggiungendo 6°40 e prendendo longitudini siderali (v.
Swerdlow-Neugebauer, Mathematical Astronomy in Copernicus’ De Revolutionibus, Berlin, 1984).
5
Valori non corretti.
6
V. D. Rawlins, Tycho 1004-Star Catalog, DIO 3, 1993.
2
Rinaldo degli Albrizzi scrive il 21 aprile 1433, a proposito del trasferimento del concilio di
Basilea-Ferrara a Firenze7: “optimum esset si concilium posset huc conduci”.
Eugenio IV, papa dal 1431 al 1447, nipote di papa Gregorio XII successe a Martino V, spostò
il concilio tre mesi dopo il breve dell’8 aprile 1439 a favore dell’Ospedale degli Innocenti8.
La prima datazione dell’affresco si deve ad A. Warburg 9, che secondo P. Fortini Brown, (v.u.)
aveva proposto il 9 luglio 1422, data della consacrazione dell’altar maggiore di San Lorenzo,
secondo quanto riportato in una guida per pellegrini del secolo XVIII.
L. Fortini-Brown è autrice di un importante saggio sul Concilio di Firenze e l’affresco 10. In
esso riassume le ricerche originali ed una successiva datazione, al 6 luglio 1439, dovuta a J.
Heilbronn. Aggiunge anche le difficoltà di datazione dell’affresco dei Pazzi, sia per il
deterioramento che per l’orientamento della cappella.
Menziona la firma dell’accordo per l’unione delle chiese d’Oriente e di Occidente del 5 luglio
143911, per cui a Firenze fu festa il giorno 6 e il papa Eugenio proclamò una bolla che
iniziava “Laetentur coeli et exultet terra”, da 1 Cronache 16.31 (inno di Davide per il ritorno
dell’arca a Gerusalemme).
In appendice segue la nota di Heilbronn che esclude le precedenti datazioni e dichiara valida
solo la sua (sic), basata sulle Tavole di Tuckermann (per Babilonia).
Purtroppo la datazione di Heilbronn è completamente errata.
Heilbronn, utilizzando le Tavole di Tuckermann, cercò per interpolazione la data in cui le
longitudini del Sole e della Luna fossero rispettivamente 112° e 56.5°, trovando che ciò si
verificava il 6 luglio 1439 a mezzogiorno locale di Firenze.
Ignorò del tutto le posizioni degli altri astri nell’affresco; se avesse guardato nella stessa riga
delle Tavole di Tuckermann, anche per il giorno 7, avrebbe visto enormi differenze, senza
necessità di interpolare per il giorno 6 (i pianeti in un giorno si muovono poco) ed evitando
errori di 38° per Mercurio, 124° per Marte, 291° per Giove eccetera. Un paragone con la
DE421 dà i risultati seguenti, ma anche un calcolo secondo Newcomb avrebbe concordato.
Affresco Tuckermann DE421
Sole 112° 113.04° 111.88°
Luna 57 72.1 56.89
Mercurio 100 139.28 138.39
Venere 122 136.57 135.08
Marte 167 43.95 43.13
Giove 43 291.79 291.296
Saturno 76 34.47 34.41

In effetti, dopo migliaia di datazioni, non consiglierei a nessuno di basarsi su due soli astri.
Perciò ritengo che la data del 1442 luglio 4 sia ancora da prendere in seria considerazione.
Va misurato con precisione l’orientamento della cupola, messo in dubbio da Heilbronner.
A. Parronchi attribuì l’affresco a Giuliano d’Arrigo, detto Pesello12.

7
R. Fubini, Italia quattrocentesca: politica e diplomazia nell’età di Lorenzo il Magnifico, Milano 1994 pp.80
sqq.
8
T. Takahashi, Il Rinascimento dei trovatelli, Roma 2003.
9
A. Warburg, Eine astronomische Himmelsdarstellung in der alten Sakristei von San Lorenzo in Florenz,
Gesamte Schriften I, Leipzig 1932, pp.169-172.
10
L. Fortini-Brown, Laetentur Coeli: the Council of Florence and the astronomical Fresco in the Old Sacristy,
Journal of the Warburg and Courtauld Institutes, 44,1981, 179-180.
11
L. Pastor, Storia dei Papi.
12
A. Parronchi, L’emisfero celeste della Sacrestia Vecchia: Giuliano Pesello?, in Scritti di Storia dell’Arte in
onore di Federico Zeri,I, Milano 1984, 134-146.
3
Non dispongo dell’articolo di I. Lapi Ballerini13.
F. Saxl, accettò la datazione di Warburg per S. Lorenzo e datò al 6 luglio 1439 l’affresco della
cappella Pazzi14.
Conclusione: occorre verificare nuovamente le posizioni astrali su entrambi gli affreschi,
come si sta facendo. Ci sarebbe molto da scrivere sulle cupole con zodiaco (es. Qusayr Amr).

Salvo De Meis
Milano, 18 gennaio 2008

Note aggiunte
1. Dalla lettura di I. Lapi-Ballerini15, estraggo alcune date
1700. L. A. Giamboni16, data la rappresentazione dell’affresco al 9 luglio 1422, in occasione
della consacrazione dell’altar maggiore di San Lorenzo.
1909. H. Brockhaus17 collega le cupole di S. Lorenzo e dei Pazzi, ipotizza la collaborazione
di Paolo Toscanelli e di Giuliano d’Arrigo detto il Pesello.
1911. A. Warburg18 per primo interpreta l’aspetto astronomico con K. Graff (Oss. Amburgo)
datando l’evento rappresentato intorno al 6 luglio, 23 giorni dopo il solstizio estivo, in base
alle posizioni del Sole e della Luna; tenendo conto anche della fase e del nodo lunari, optò
per il 9 luglio 1422 come nella guida del Giamboni. Francesca Carrara mi ha inviato
l’articolo originale di Warburg, che ha dati molto illuminanti (v.u.).
1911. L’articolo di Warburg è ripubblicato con una appendice19, che propone il 6 luglio 1439,
data della seduta solenne dell’unione delle chiese greca e latina. Nell’articolo originale il 9
luglio è riferito alla consacrazione dell’altare maggiore di San Lorenzo e la ricerca iniziale a
Graff.
1976. E. Battisti20, propose varie date diverse da Warburg (verificare quali).
1981. P. Fortini Brown21 riprende l’ipotesi di Bing del 6 luglio 1439, con un calcolo di
Heilbronn, basato solo sulle posizioni di Sole e Luna e non sugli altri corpi celesti e quindi
errato. Anche Warburg si era basato su Sole e Luna, ma non solo sulla longitudine, bensì sulla
latitudine e sulla fase. La latitudine è vicina al minimo, per cui il nodo ascendente lunare deve
essere vicino a 150°. Questo si ripete ogni 18.6 anni.
Partendo da questi dati Graff trovò come possibili date 1423 luglio 4, 1439 luglio 7, 1422
luglio 14. Purtroppo, non avendo considerato i pianeti, le date non corrispondono alle
posizioni raffigurate, ma l’astronomo non aveva le posizioni dei pianeti sull’affresco. Tra
l’altro la Luna aveva latitudine tra 4.5° e 5.0°, quindi non alla minima latitudine (5.29°).
Evidentemente le misure sul posto sono fondamentali; e così il calcolo delle posizioni
planetarie e stellari.

13
I.Lapi Ballerini, L’emisfero della Sagrestia Vecchia: rendiconti da un giornale di restauro, in Donatello e la
Sagrestia Vecchia di San Lorenzo, catalogo mostra, Firenze 1986, 75-85.
14
F. Saxl, La fede astrologica di Agostino Chigi, Coll. “La Farnesiana”, N.1, Roma,Reale accademia d’Italia
1934, 70 pp.
15
I. Lapi Ballerini, Considerazioni a margine del restauro della ‘cupolina’ dipinta nella Sagrestia Vecchia,
Donatello-Studien, Firenze 1989.
16
L.A. Giamboni, Diario sacro e guida perpetua per visitare le chiese della città di Firenze, Firenze 1700,p.136.
17
H. Brockhaus, Michelangelo und die Medici-Kapelle, Leipzig 1909, pp. 26 sgg.
18
A.Warburg, Die astronomische Himmelsdarstellung im Gwlbe der alten Sakristei von San Lorenzo in
Florenz, Mitteilungen des Kunsthistorischen Institutes in Florenz 2, 1912-1917, (1911) pp. 34 sgg.
19
P. Fortini-Brown 1981, scrive dovuta a G. Bing.
20
E. Battisti, Filippo Brunelleschi, Milano, pp. 82-84.
21
P. Fortini Brown, Laetentur coeli: the Council of Florence and the astronomical fresco in the Old Sacristy,
Journal of the Warburg and Courtauld Institutes, 44, 1981, pp. *
4
1984. A. Parronchi22 ritiene che il Sole sia tra Cancro e Gemelli e propone il 16 luglio 1416,
nascita di Piero, primogenito di Cosimo il Vecchio e attribuisce l’affresco al Pesello.
1989. I. Lapi Ballerini23 riprende la datazione degli astronomi di Firenze G. Forti, B.
Monsignori Fossi e P. Ranfagni, fatta in base a rilievi sull’affresco, accettando il 4 o 5 luglio
1442 alle 10 antimeridiane circa, e secondo cui la disposizione degli astri è unica dal 1360 al
1480. La datazione viene attribuita ad una motivazione astrologica.
2009. In occasione del restauro della Cappella Pazzi, tutti i calcoli e le proposte precedenti
vengono riesaminati, con nuove considerazioni, misure sull’affresco e calcoli astronomici,
che includono anche una ricerca su uno schizzo che, sia in San Lorenzo che in Cappella
Pazzi, si trova sulla Balena e potrebbe riferirsi ad una cometa.

Considerazioni
Le posizioni nell’affresco di San Lorenzo sono paragonate alle misure e ai nuovi calcoli.
Se considerate nell’insieme si verificano solo il 3 e 4 luglio 1442, dal 1300 a fine 1500:
3 luglio 4 luglio (a 0h TD)
Sole 108.8 109.8
Luna 40.9 55.2
Me 90.0 91.5
Ve 112.9 114.1
Ma 166.3 166.9
Gi 40.9 41.1
Sa 72.5 72.6

A 10 h del 4 luglio 1442


Luna lon. 61.30 lat. 3.81 k 0.18 ZABL 36.55
Posizione e fase sono simili all’affresco.

Nelle altre date proposte, posizione e fase della Luna sono molto diverse:
1416 luglio 16 lon. 12.97 lat. 4.34 k 0.67 ZABL 19.21
1422 luglio 9 359.98 3.86 0.72 22.04
1439 luglio 6 56.26 4.88 0.22 32.63
ossia, rispetto al crescente lunare dell’affresco si hanno illuminazioni maggiori.
Anche le posizioni planetarie non corrispondono.
Maggiori dettagli nella nota sull’articolo di Warburg (21 febbraio 2009).

Per le stelle principali, al 4 luglio 1442


Regolo lon. 142.087 lat. 0.445
Capella 74.066 22.9
Pleiadi () 52.208 3.99
Aldebaran 62.004 5.51
 Ori (Betelgeuse) 80.97 16.10
 Ari 29.87 9.95
Castor 102.47 10.05
Polluce 105.529 6.64

22
A. Parronchi, L’emisfero della Sacrestia Vecchia, Giuliano Pesello?, Scritti di Storia dell’arte in onore di
Federico Zeri, Milano 1984, pp. 134 sqq.
23
I. Lapi Ballerini, Considerazioni a margine del restauro… cit.
5
Non ci sono problemi a calcolare le posizioni di altre stelle.

Per l’iconografia dell’affresco, non si hanno molti paragoni utilizzabili. L’aspetto generale
quattrocentesco delle figure segue le rappresentazioni classiche con alcune particolarità.
Ad esempio il nodo del linum che collega i Pesci è molto all’interno della Balena, le figure
dei Gemelli sono una maschile, l’altra femminile, il che non è molto frequente, come non è
frequente che siano completamente vestite. Le costellazioni seguono generalmente le
descrizioni di Igino, ma non per i Gemelli, per i quali si hanno rappresentazioni uomo-donna
in vari codici, con e senza vesti.24
Il codice del monastero degli Angeli è un prezioso volume 25, ma lo stile delle figure è diverso
da quello dell’affresco.
La ricerca continua.

Cometa.
Sia a San Lorenzo che a Cappella Pazzi lo stesso disegno schematico sulla Balena potrebbe
essere riferito ad una cometa, piuttosto che ad una nova.
G. Celoria pubblicò un importante lavoro26 nel quale descrisse le osservazioni e, sulla base
dei precisi disegni di Toscanelli ne determinò le orbite, delle comete del 1433, del 1449-50,
1456 (Halley), 1457 I di gennaio, 1457 II giugno-agosto, e del 1472; inoltre aggiunse
documentazioni storiche dei passaggi.
La cometa del 1433 sembrerebbe rientrare nel periodo della rappresentazione dell’affresco,
ma non passa per la Balena, mentre ciò si verifica per la cometa del gennaio 1457.
Nel secolo scorso le orbite erano determinate utilizzando tre posizioni, scelte dal calcolatore
tra quelle disponibili, in quanto un calcolo mediante molte posizioni era lungo e difficoltoso,
per cui potevano essere accettate orbite paraboliche. L’orbita determinata da Celoria è infatti
parabolica, ma riproduce con pochi scarti i passaggi disegnati da Toscanelli. Venne
ripubblicata da Crommelin27 con la pretesa di miglioramenti e di paragoni con la cometa
Pons-Coggia, ma con variazioni poco significative, soprattutto con l’ipotesi –non dimostrata
di un periodo di 28 anni.
Attualmente per le determinazioni di orbite si possono utilizzare numerose posizioni, in
quanto la velocità e precisione del calcolo dipendono dall’algoritmo e dalla velocità del
computer.
Utilizzando vari algoritmi ho calcolato sia un’orbita parabolica che una quasi parabolica,
senza imposizioni, ottenendo parametri molto vicini a quelli di Celoria, confermando così il
lavoro di quell’astronomo ed ottenendo residui accettabili nelle posizioni.
Data la natura delicata del procedimento sto affinando i calcoli cercando soluzioni ottimali,
ma già i residui sono inferiori a quelli dell’orbita di Celoria, anche se di poco.
Occorrerebbe cercare altri documenti storici.

24
Ad esempio Tabula Bianchini, Trés riches heures du duc du Berry, al Sufi, etc. Altre sono in opere apocrife di
Regiomontano, ma seguono generalmente Hyginus. In un manoscritto arabo sono rappresentate due donne
vestite e sedute.
25
Fu esposto a Firenze nel 1980 alla mostra Firenze e la Toscana dei Medici nell’Europa del Cinquecento, p.358
del catalogo, num. 3.1.1.
26
G. Celoria, Sulle osservazioni di comete fatte da Paolo dal Pozzo Toscanelli e sui lavori astronomici suoi in
generale, Pubblicazioni del Reale Osservatorio di Brera in Milano N. LV, Milano 1921.
27
A.C.D. Crommelin, MNRAS, 92, 1932, 451-452.
6