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Nascita dell’età moderna: l’epoca

dell’Assolutismo. Rapporto tra

storia e politica: Machiavelli

Il contributo storico di Machiavelli

Il contributo storico di Machiavelli

La riflessione politica medioevale si chiude con la

riflessione umanistico rinascimentale e con Machiavelli.

Machiavelli fu un personaggio particolare. Ebbe scarso

successo in vita, ma in seguito divenne un autore

universalmente noto.

La sua fama fu equivoca, basti pensare agli aggettivi

come “machiavellico”, passati ormai nel lessico

universale.

Il contributo storico di Machiavelli

Machiavelli vive a Firenze, città tra le più

importanti e ricche d’Europa.

Assiste al crollo delle grandi istituzioni

medievali (Impero e Papato) e il

disfacimento dell’equilibrio politico degli

stati italiani.

La calata di Carlo VIII in Italia (fine

1400) segna la fine del periodo aureo

rinascimentale, che si concretizza con il

sacco di Roma dei Lanzichenecchi.

la fine del periodo aureo rinascimentale, che si concretizza con il sacco di Roma dei Lanzichenecchi.

Niccolò Machiavelli

Il contributo storico di Machiavelli

Il grande intento di Machiavelli fu recuperare la grandezza

della Roma antica e fonderlo con l’italianità nascente.

Si augura che questa italianità possa far rivivere la virtù

classica del mondo latino.

Debole equilibrio delle

autonomie locali del tempo:

Difesa affidata alle milizie

locali del tempo: ↓ Difesa affidata alle milizie mercenarie (affidabilità bassa). I nascenti stati

mercenarie (affidabilità

bassa).

I nascenti stati

monarchici europei

erano forti.

(Ad es. in Francia gli

armati non costano nulla).

Il contributo storico di Machiavelli

La riflessione di Machiavelli oscilla tra:

Richiamo alla romanità classica.
Richiamo alla
romanità classica.

Rendere l’Italia uno stato

moderno capace di contrastare

le nascenti monarchie europee.

Repubblica
Repubblica

Riferimenti

le nascenti monarchie europee. Repubblica Riferimenti Principato “E venga un principe e riunisca queste membra

Principato

“E venga un principe e riunisca queste membra sparse” (Il Principe).

La riflessione politica de “Il Principe”

La riflessione politica de “Il Principe”

Il potere può essere gestito in diverso modo.

Un governo può essere: Dispotico Aristocratico Repubblicano Difficile da Facile a Prerequisiti di conquistarsi e
Un governo può essere:
Dispotico
Aristocratico
Repubblicano
Difficile da
Facile a
Prerequisiti di
conquistarsi e
conquistarsi ma
natura storica
facile da
difficile a
e morale
mantenersi.
mantenersi.
assenti.

Il Principato è la forma di governo necessaria in quel momento storico.

La riflessione politica de “Il Principe”

“Il Principe” è condotto sulla base dell’analisi della natura umana.

Se non si conoscono i

requisiti delle persone che

si devono governare è

impossibile un buon

governo.

La natura umana si conosce

attraverso la storia.

L’essere umano “in

universale” ha

caratteristiche che non

mutano nel tempo.

La storia come il laboratorio d’analisi in cui dell’uomo

politico impara a conoscere l’uomo, evitando gli errori del

passato.

La riflessione politica de “Il Principe”

La natura umana secondo

Machiavelli:

Concezione pessimistica: l’uomo è

malvagio. Anche se aspira al bene, se

ne stanca presto. È incostante e

mutevole. Solo dei suoi beni l’uomo

non si stanca.

e mutevole . Solo dei suoi beni l’uomo non si stanca. “The Rich Fool" Rembrandt Van

“The Rich Fool"

Rembrandt Van Rijn

Se il principe non tocca i beni materiali del

suddito, questi sarà disposto a dare il sangue.

La riflessione politica de “Il Principe”

La politica non è una scienza che

dipende dal caso, non è

nemmeno legata all’etica o alla

morale.

È una scienza che ha bisogno di

una conoscenza precisa della

realtà effettuale, di ciò che è

accaduto e che accade

quotidianamente.

Politica = Scienza:

La fortuna va controllata

prevista e analizzata.

“Lo Principe che perda lo suo

principato non dia colpa alla

sfortuna ma all’ignavia sua”.

La riflessione politica de “Il Principe”

Politica = Arte:

“Io non so di scultura e non so di

pittura ma so di politica e scriverò

di questa, perché la politica è

un’arte e chi la sa fare un artista”.

La politica è capacità,

intuizione, estro ed è tipica di

grandi uomini.

La politica è capacità , intuizione , estro ed è tipica di grandi uomini . Dipinto

Dipinto raffigurante

un artista

La riflessione politica de “Il Principe”

Chi sono i grandi uomini?

Quelli che hanno capacità di contrastare i

difetti dell’uomo normale, egoista per natura,

legato ai propri interessi e che non pensa ad

altro.

Gli esseri umani dimenticano più facilmente la

perdita del padre piuttosto che la perdita del

patrimonio.

La riflessione politica de “Il Principe”

Secondo Machiavelli l’essere umano è superficiale (“Gli

uomini indicano più agli occhi che alle mani”):

giudica per

sentito dire, non per aver toccato con mano il problema.

Per un principe è necessario il consenso, cioè apparire,

mostrare anche quello che non si è (“Comandare

credere”).

è far

In politica importante è vincere, chi non vince non può nulla. Chi vince non prova mai vergogna.

La riflessione politica de “Il Principe”

Le doti dell’uomo politico:

politica de “Il Principe” Le doti dell’uomo politico : Intuizione (previsione): ↓ Una scelta non è

Intuizione (previsione):

Una scelta non è mai fine a se

stessa ma è carica di

conseguenze. L’uomo politico le

deve prevedere scientificamente (v.

Coraggio (attuazione):

Il principe “deve avere la furbizia

della volpe e il coraggio del lione”.

Solo individui furbi e forti riescono

a sottomettere un popolo

Carlo VIII). egoista.
Carlo VIII).
egoista.

Le abilità del principe sono acquisite per nascita.

La riflessione politica de “Il Principe”

A fare politica devono essere dei Vir, uomini dotati di

virtù politica, requisito necessario che non è di tutti gli

uomini.

Senza queste doti non si raggiungono risultati buoni ma

solo la “ruina”.

Frequente in politica è ricevere offese, dall’interno e

dall’esterno. Il principe deve saper valutare e non

rispondere ad ogni offesa subita. Se vuole debellare chi

lo ha offeso, lo deve fare in modo definitivo. Altrimenti i nemici si alleano e ritornano.

La riflessione politica de “Il Principe”

Per Machiavelli la politica è scienza autonoma, sciolta

dall’etica e dalla religione.

L’obiettivo è mantenere il potere con i soli strumenti

della politica.

Gli ideali cristiani sono contrari alla politica: la

pietà, la compassione e il perdono sono consigli

evangelici e non politici.

L’uomo che governa ispirato al Vangelo è destinato alla

ruina”.

La riflessione politica de “Il Principe”

Politica come scienza autonoma dotata di propria razionalità.

Rottura con:

autonoma dotata di propria razionalità . Rottura con: Approccio aristotelico (rapporto etica-politica) Approccio

Approccio aristotelico

(rapporto etica-politica)

Approccio medievale

(rapporto religione-politica)

Approccio medievale (rapporto religione-politica) Timore di Dio vs. Timore del Principe (le pene si danno a

Timore di Dio vs. Timore del Principe

(le pene si danno a chi non obbedisce per istaurare un rapporto di comando e

di obbedienza).

La riflessione politica de “Il Principe”

La politica si giudica in base ai risultati.

L’incapacità è dovuta al fatto che chi governa non

governa per virtù propria.

È un potere concesso dai grandi che dura quanto dura

il consenso dei grandi.

Anche il potere, così come la politica, è autonomo e

trae forza in se stesso solamente.

Dai “Discorsi sopra la prima decade di Tito Livio”

Dai “Discorsi sopra la prima decade di Tito Livio”

“Discorsi sopra la prima decade di Tito Livio”:

La Roma di Tito Livio ha rappresentato

un miracolo istituzionale durato

secoli.

In cosa consisteva il segreto di questa

repubblica? Una repubblica che era

persino riuscita ad istituzionalizzare un

dittatore come soluzione ai casi di

difficoltà estrema.

ad istituzionalizzare un dittatore come soluzione ai casi di difficoltà estrema. Monumento a Tito Livio (Padova)

Monumento a Tito

Livio (Padova)

Dai “Discorsi sopra la prima decade di Tito Livio”

Cosa ha reso grande la Repubblica?

La Repubblica romana è frutto di una lunga genesi

istituzionale;

La storia di Roma era parte integrante delle istituzioni;

Chi governava sentiva il peso della Repubblica (la dea

Roma);

Non esisteva scissione tra politica e religione:

La

(religione civile).

religione

della

Repubblica

era

la

sua

politica

La grande forza della Repubblica romana:

istituzioni civili e religiose coincidevano.

Dai “Discorsi sopra la prima decade di Tito Livio”

Repubblica romana:

Senso della storia:

=

Ordine e continuità.

Italia di Machiavelli:

Assenza della storia:

=

Necessario un principe che porti ordine.

L’ordine acquista un valore diverso rispetto al Medioevo, in

cui la pace serviva per la realizzazione degli individui.

Per Machiavelli l’ordine garantisce il godimento dei beni nella

quotidianità, unica cosa cui gli uomini ambiscono.

Dai “Discorsi sopra la prima decade di Tito Livio”

Lo Stato moderno trova in sé stesso la sua ragion

d’essere, che è il benessere del cittadino.

Un benessere, come detto, legato ai beni posseduti,

alle ricchezze.

Firenze era uno degli angoli più ricchi del mondo.

I banchieri fiorentini prestavano soldi ai regnanti di

mezza Europa.

In questo fu anche la sua debolezza (v. ad es. le nozze tra Caterina de’ Medici e il re di Francia).

Dai “Discorsi sopra la prima decade di Tito Livio”

Realismo

politico (ragion

di stato):

di Tito Livio” Realismo politico (ragion di stato): L’ Italia doveva diventare uno stato se voleva

L’Italia doveva diventare uno

stato se voleva entrare a far

parte delle nascenti potenze

europee.

Il potere può essere anche

scellerato, purché consegua l’ordine

politico, purché la scelleratezza

garantisca l’uscita dal caos.

purché la scelleratezza garantisca l’ uscita dal caos . la Chiesa ha impedito l’unità d’Italia. Non

la Chiesa ha impedito l’unità

d’Italia. Non è stata tanto

forte da unirla, né tanto

debole da consentire ad altri

di unirla.

Dai “Discorsi sopra la prima decade di Tito Livio”

Il richiamo al realismo fa sì che Machiavelli rifiuti ogni ipotesi

astratta o ogni principio assoluto. La politica non è l’ambito del

dover essere ma dell’essere e questo ci riporta al rapporto tra

politica ed etica.

Politica amorale vs. politica immorale:

Il buono e il cattivo non rispondono a principi di natura metafisica o

religiosa. Il buono e il cattivo rispondono al criterio di necessità.

In un determinato momento la stessa cosa può essere buona o cattiva.

Dai “Discorsi sopra la prima decade di Tito Livio”

Morale politica secondo Machiavelli:

La moralità della politica si giudica dai risultati: è

morale tutto quello che serve al conseguimento di un

determinato scopo.

È immorale tutto quello che ci allontana dallo scopo.

Anticipa la morale utilitaristica, che è morale del

successo. L’etica del successo definisce l’onnipotenza del

risultato.

La riflessione sulla fortuna

Machiavelli paragona la fortuna ad una bellissima donna

che, durante una festa da ballo, può essere invitata a

ballare da molti cavalieri, ma lei aspira a ballare con uno

in particolare: uno che per conquistarla deve farsi

attraente, deve essere nel pieno delle sue forze e far

credere di essere il migliore.

Questa prospettiva è ancora oggi molto attuale.

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