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COLLAUDO DI UNA TURBINA FRANCIS

1. INTRODUZIONE

L’esperienza consiste nell’acquisizione di alcuni parametri caratteristici della turbina Francis,


collocata nell’impianto di laboratorio, con lo scopo di tracciarne le curve caratteristiche.
Mantenendo costante la velocità di rotazione e l’angolo della palettatura del distributore (α1d)
vengono raccolti tramite l’utilizzo di un software i valori di pressione d’ingresso e d’uscita della
girante, di portata, di potenza lorda e idraulica e del rendimento. Tale software, per ogni valore
di portata, esegue un’analisi statistica su cento acquisizioni di ciascun parametro e ne ricava un
valore medio rappresentativo.
I dati sono stati riassunti in un file excel e sono stati elaborati per lo studio del comportamento
della turbina.

2. MODELLO TEORICO

Ogni turbina è progettata sulla base di una prevalenza e di una portata di progetto con l’obiettivo
di massimizzare il rendimento. Le condizioni di progetto (condizioni eureliane) impongono che
la componente tangenziale della velocità assoluta all’uscita della girante sia nulla, Cu2E=0, per
minimizzare le perdite allo scarico, figura 2.1. Tale velocità dipende linearmente dalla portata
Qv, infatti:

𝑄𝑣
𝐶𝑚2 =
𝜋 ∙ 𝐷2 ∙ 𝐵2 ∙ 𝜉2 (1)

𝐶𝑢2𝐸 = 𝑢2 − 𝐶𝑚2 ∙ 𝑐𝑜𝑡𝛽2𝑏 (2)

Il pedice “E” presuppone che, in accordo con il criterio monodimensionale, all’uscita della
girante la corrente relativa W2E segua la direzione della tangente al bordo palare.
Nelle condizioni di collaudo di una turbina la portata Qv subisce delle variazioni rispetto a
quelle di progetto e di conseguenza si deve considerare un triangolo effettivo delle velocità in
uscita in cui Cu2≠0.
Se considero una portata minore di quella di progetto, dato che la velocita di progetto u2 rimane
inalterata per la costanza del numero di giri, la componente tangenziale Cu2 risulta positiva
poiché si ha un moto rotatorio all’uscita della girante avente lo stesso verso di ω. Viceversa, se
considero una portata maggiore di quella di progetto, la componente tangenziale C u2 risulta
negativa.
Figura 2.1 Triangolo delle velocità all’uscita della girante.

Per tracciare l’andamento dell’energia meccanica lorda (Ht) in funzione della portata Qv bisogna
esprimere l’equazione dell’energia meccanica lorda disponibile all’albero in termini delle
componenti meridiane Cm, le quali dipendono appunto da Qv.

𝑔𝐻𝑡 = 𝜂𝑖𝑑 ∙ 𝑔𝐻 = 𝑢1 ∙ 𝐶𝑢1 − 𝑢2 ∙ 𝐶𝑢2 (3)

Ht= energia meccanica che si rende disponibile all’albero al netto delle perdite idraulico; 𝜂𝑖𝑑 =
rendimento idraulico; H=energia totale che il fluido mette a disposizione.

𝛥𝑢2 (4)
𝐶𝑢2 = 𝑢2 − 𝐶𝑚2 ∙ cot 𝛽2𝑏 + ( ) ∙ 𝑢2
𝑢2

𝛥𝑢2 = scorrimento all’uscita della girante indotto dalla vorticità della corrente relativa. Se la
portata Qv è quella di progetto allora 𝛥𝑢2 =0.

𝐶𝑢1 = 𝑢1 − 𝐶𝑚1 ∙ cot 𝛽1 (5)

L’inconveniente di questa ultima formula sta nel fatto che l’angolo 𝛽1 varia con la portata. Dato
che le prove vengono eseguite con α1d costante e si suppone α1d≅ α1 (si trascurre cioè l’effetto
della deviazione della corrente relativa all’ingresso) conviene scrivere:

𝐶𝑢1 = 𝐶𝑚1 ∙ cot 𝛼1 = 𝐶𝑚1 ∙ cot 𝛼1𝑑 (6)

Sostituendo 𝐶𝑢1 e 𝐶𝑢2 nell’equazione (3) si ottiene:

𝛥𝑢2
𝑔𝐻𝑡 = 𝑢1 ∙ 𝐶𝑢1 − 𝑢2 ∙ 𝐶𝑢2 = 𝑢1 ∙ 𝐶𝑚1 ∙ cot 𝛼1𝑑 − 𝑢2 ∙ [𝑢2 − 𝐶𝑚2 ∙ cot 𝛽2𝑏 + ( ) ∙ 𝑢2 ]
𝑢2
Data la costanza di 𝛼1𝑑 , 𝛽2𝑏 , 𝑢1 e 𝑢2 si evince che Ht dipende linearmente dalla portata Qv.

Figura 2.2 andamenti di 𝐻𝑡 , 𝐻, 𝜂𝑖𝑑 𝑖𝑛 𝑓𝑢𝑛𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑝𝑜𝑟𝑡𝑎𝑡𝑎

3. IMAPIANTO E PROCEDURA DI COLLAUDO

Figura 3.1 Schematizzazione impianto laboratorio.


Con riferimento all’impianto di figura 3.1 si definisce escludendo tutte le perdite nel condotto
di scarico la caduta idrica, gH, come:

𝑝𝑖 𝑐𝑖 2 𝑝2 𝑐22 (7)
𝑔𝐻 = ( + + 𝑔𝑧𝑖) − ( + + 𝑔𝑧2 )
𝜌 2 𝜌 2

Nell’impianto del laboratorio il serbatoio superiore viene mantenuto ad un livello costanze


grazie all’ausilio di una pompa che lo alimenta in modo tale da generare un dislivello geodetico
Hg costante e pari a circa 13 m.
Il collaudo della macchina si esegue mantenendo costante sia l’apertura del distributore (𝛼1𝑑 =
14°) e sia il regime di rotazione a 1000 rpm, grazie all’utilizzo di una dinamo applicata
all’albero su cui è calettata la turbina. Per tracciare le curve caratteristiche è necessario variare
la portata Qv agendo su H in virtù della loro dipendenza lineare. Dato che il livello del serbatoio
a monte è mantenuto costante per ragioni di praticità e, perciò, la pressione all’ingresso della
macchina pi = ρgzi è costante, si agisce sulla pressione p2 all’uscita della girante inserendo nel
tubo di scarico una valvola conica tale da introdurre sia una perdita di carico che una variazione
della portata a seguito di una modifica della sezione di attraversamento. Infatti se si applica
l’equazione di Bernoulli tra le sezioni 2 e 3 si può notare questa diretta relazione:
𝑝2 𝑐22 𝑝3 𝑐32
+ = + − 𝑧3 + ℎ𝑟
𝜌𝑔 2𝑔 𝜌𝑔 2𝑔

hr è la perdita di carico nel tubo di scarico; z3 è la quota geodetica dell’uscita del tubo di scarico
(sezione 3); c3 è la velocità in corrispondenza della sezione 3

Le condizioni iniziali di acquisizione dei dati prevedono la valvola conica completamente


aperta così da registrare i dati relativi alla portata massima. Chiudendo progressivamente la
valvola conica, siccome z3 e 𝑝3 rimangono fissi, si ha un aumento di hr e c3 con il conseguente
𝑝 𝑐2
aumento di 𝜌𝑔2 + 2𝑔2 e, quindi, una riduzione della portata Qv.
L’acquisizione dei dati mediante il software è stata eseguita per nove valori della portata diversi.
4. RISULTATI SPERIMENTALI

Di seguito nella tabella 4.1 sono riportati i valori dei parametri che sono risultati dall’analisi
statistica dei dati acquisiti della Turbina Francis inserita nell’impianto di laboratorio appena
descritto.

Pressione Pressione Pressione Pressione Angolo Portata Qv


ingresso [bar] ingresso [Pa] uscita[bar] uscita [Pa] distributore [°] [m3/h]

2,0139 212581,667 0,899 94608,390 14,000 149,311


2,0151 212674,282 1,008 105477,563 14,000 140,085
2,0160 212754,276 1,127 117340,163 14,000 130,795
2,0171 212841,610 1,249 129520,323 14,000 119,240
2,0180 212914,788 1,336 138288,208 14,000 110,653
2,0184 212951,544 1,388 143424,738 14,000 105,038
2,0190 213000,148 1,451 149738,361 14,000 98,024
2,0196 213049,593 1,464 150988,743 14,000 92,686
2,0199 213073,615 1,493 153909,703 14,000 87,468
Potenza Portata Qv Numero di Potenza Rendimento Numero
idraulica Pid[W] [m3/s] giri [rpm] albero P [W] idraulico η [%] specifico k
4892,986 0,041 1000,00 3535,624 72,26 5,96E-01
4171,292 0,039 1000,00 2953,647 70,81 6,20E-01
3466,577 0,036 1000,00 2395,070 69,09 6,54E-01
2759,790 0,033 1000,00 1786,325 64,73 6,91E-01
2293,795 0,031 1000,00 1357,484 59,18 7,23E-01
2028,597 0,029 1000,00 1097,052 54,08 7,43E-01
1722,551 0,027 1000,00 782,331 45,42 7,70E-01
1597,830 0,026 1000,00 513,161 32,12 7,60E-01
1437,485 0,024 1000,00 291,692 20,29 7,65E-01

Tabella 4.1: parametri di collaudo della turbina Francis

Sono stati, poi, ricavati a partire da questi dati i corrispettivi valori dell’energia meccanica lorda
disponibile all’albero, Ht, e dell’energia meccanica al netto delle perdite idrauliche, H,
attraverso le seguenti formule:

𝑃𝑖𝑑 = 𝜌 ⋅ 𝑄𝑣 ⋅ 𝑔𝐻 (8)

𝑔𝐻𝑡 = 𝑔𝐻 ⋅ 𝜂 (9)

Pid è la potenza che sarebbe disponibile all’albero in assenza di perdite; ρ è la densità dell’acqua
pari a 999,86 kg/m3.
H(m) Ht (m)

12,03 8,69
10,93 7,74
9,73 6,72
8,49 5,50
7,61 4,50
7,09 3,83
6,45 2,93
6,33 2,03
6,03 1,22

Tabella 4.2: Ht e H per ogni valore della portata Qv

A partire da questi risultati sono stati realizzati i grafici di η, H e Ht in funzione di Qv (figura


4.1 e 4.2), ossia sono state ricavate le curve caratteristiche della turbina. Si può notare
dall’andamento del rendimento η in figura 4.2 che le acquisizioni sono partite dal valore di
portata massima, quella di progetto con la valvola conica completamente aperta in modo da non
ostruire il passaggio del tubo di scarico, poiché il valore iniziale (72%) è il più alto registrato e
i successivi valori sono via via decrescenti con la progressiva riduzione della portata a causa
della chiusura della valvola. Il rendimento idraulico è influenzato principalmente dalle perdite
per incidenza che, per α1d costante, si manifestano all’imbocco delle pale della girante. Con il
diminuire della portata Qv il rendimento decresce in modo sensibile quando la pressione cambia
di segno sulla faccia della pala originariamente in sovrapressione. In figura 4.1 si può vedere
come l’andamento di Ht sperimentale sia stato approssimato da una retta in accordo con il
modello teorico e, in particolare, il termine negativo -8,8303 coincide, secondo la formula (3),
con il valore di Ht quando Qv è nullo, ossia l’intersezione della retta con l’asse delle ordinate.

𝛥𝑢2
𝑔𝐻𝑡 = −𝑢2 ∙ [𝑢2 + ( ) ∙ 𝑢2 ] = −8.8303
𝑢2
Confrontando i grafici sperimentali con l’andamento ipotizzato dal modello teorico (fig 2.2) si
può osservare una certa somiglianza. In realtà le curve sperimentali non arrivano fino a valori
nulli della portata Qv, ma si fermano prima. Questo avviene perché la presenza di attriti
meccanici e attriti di ventilazione, ossia l’azione frenante sulla girante da parte del fluido nel
traferro, porta all’assorbimento di energia che sarebbe disponibile alla macchina. In laboratorio
si cerca di controllare e stare distante dal punto in cui tali perdite provocherebbero un
progressivo e spontaneo rallentamento della girante, proprio perché, se questo accadrebbe, il
generatore fungerebbe da motore per mantenere costante il numero di giri n. Per questo la
potenza lorda non può essere totalmente sprecata per sopperire a queste perdite, poiché in tal
caso non ci sarebbe alcun effetto utile, la girante assorbirebbe energia idraulica dal fluido solo
per controbilanciare la potenza persa per attriti meccanici e ventilazione.
14.00

12.03
12.00
10.93
9.73
10.00
8.49 8.69
7.74 Ht (m)
7.61
8.00
7.09 6.72
6.33 6.45 H(m)
6.03 5.50
6.00
y = 427.28x - 8.8303
4.50
3.83 Linear (Ht (m))
4.00
2.93
2.03
2.00 1.22

0.00
0.020 0.025 0.030 0.035 0.040 0.045
Portata volumerica Qv (m^3/s)

Figura 4.1: H e Ht in funzione di Qv e retta che approssima l’andamento teorico della curva Ht

80.00
70.81 72.26
69.09
70.00 64.73
59.18
60.00
54.08
Rendimento idraulico (%)

50.00 45.42

40.00
32.12
30.00

20.29
20.00

10.00

0.00
0.020 0.025 0.030 0.035 0.040 0.045
Portata volumetrica (mc/s)

Figura 4.2: grafico η in funzione della portata Qv


5. COMMENTI E CONCLUSIONI

La caduta idrica disponibile in una turbina Francis è definita come la differenza di pressone
totale della portata fluida tra due sezioni caratteristiche poste, rispettivamente, a monte e a valle
della turbina. Tale definizione di totale energia che mette a disposizione la portata di massa
(equazione (7)) non è univoca.
Si possono fare quindi delle osservazioni sulla definizione da noi adottata, riprendendo alcune
formule: siano “i” la sezione di ingresso e “2” la sezione di uscita, figura 3.1.

𝑝𝑖 𝑐𝑖 2 𝑝2 𝑐22 (9)
𝐻=( + + 𝑧𝑖) − ( + + 𝑧2 )
𝜌𝑔 2𝑔 𝜌𝑔 2𝑔

La pressione statica 𝑝2 può essere rappresenta in modo diverso osservando che:

𝑝2 𝑐22 𝑝3 𝑐32
+ + 𝑧2 = ( ) + − 𝑧3 + ℎ𝑟 (10)
𝜌𝑔 2𝑔 𝜌𝑔 2𝑔

𝑝2 𝑐22 𝑝𝐵 𝑐32 𝑝𝐵 𝑐32


+ + 𝑧2 = ( + 𝑧3 ) + − 𝑧3 + ℎ𝑟 = + + ℎ𝑟 (11)
𝜌𝑔 2𝑔 𝜌𝑔 2𝑔 𝜌𝑔 2𝑔

Dove pB è la pressione barometrica sul pelo libero del bacino di scarico ed hr sono le perdite di
carico che hanno luogo nel tubo di scarico.
Sostituendo l’equazione (11) in (9) si ottiene:

𝑝𝑖 𝑐𝑖 2 𝑝𝐵 𝑐32 𝑝𝑖 − 𝑝𝐵 𝑐𝑖 2 𝑐32
𝐻=( + + 𝑧𝑖) − ( + + ℎ𝑟 ) = ( + + 𝑧𝑖) − − ℎ𝑟
𝜌𝑔 2𝑔 𝜌𝑔 2𝑔 𝜌𝑔 2𝑔 2𝑔

𝑐32 (12)
𝐻 = 𝑝𝑖0 − − ℎ𝑟
2𝑔

Il termine 𝑝𝑖0 corrisponde alla pressione totale rispetto alla pressione atmosferica presente nella
sezione di ingresso in “i”. Con questa definizione di H, la caduta idrica disponibile, non si tiene
𝑐2
conto delle perdite hr e della quota parte di energia cinetica 2𝑔3 all’uscita del tubo di scarico. Se
indichiamo con 𝑃𝑎𝑙𝑏 la potenza misurata all’albero, il rendimento complessivo dell’impianto
idroelettrico è:

𝑃𝑎𝑙𝑏
𝜂= (13)
𝜌 ∙ 𝑄𝑣 ∙ 𝑔𝐻

Il tubo di scarico svolge quindi un ruolo attivo nello scambio di energia poiché, rispetto alla
soluzione impiantistica priva di tubo di scarico consente di recuperare, sottoforma di
depressione rispetto alla pressione barometrica pB altrimenti presente nella sezione 2 di figura
𝑐22 −𝑐32
3.1, la quota geodetica z2 e l’energia cinetica al netto delle perdite hr.
2𝑔
Infatti, dall’equazione (10) si ricava per la pressione p2 l’espressione:
𝑝2 𝑝𝐵 𝑐22 − 𝑐32
= −( + 𝑧2 − ℎ𝑟 ) (14)
𝜌𝑔 𝜌𝑔 2𝑔

In conclusione, la pressione del tubo di scarico consente di aumentare la caduta idrica


𝑐22 −𝑐32
disponibile della quantità + 𝑧2 − ℎ𝑟 rispetto alla soluzione impiantistica priva del tubo di
2𝑔
scarico.
Il tubo di scarico, per queste ragioni ed anche perché condiziona il comportamento a cavitazione
delle turbine migliorando il valore della pressione p2 all’uscita della girante, è considerato parte
integrante della turbina. Pertanto, se si considera come sezione di scarico la sezione “3” di
figura 3.1, la caduta idrica disponibile diventa:

𝑝𝑖 𝑐𝑖 2 𝑝3 𝑐32
𝐻′ = ( + + 𝑧𝑖) − ( + − 𝑧3 ) (15)
𝜌𝑔 2𝑔 𝜌𝑔 2𝑔

𝑝3 𝑝
Tenendo conto che = 𝜌𝑔𝐵 + 𝑧3 l’equazione (15) diventa:
𝜌𝑔

𝑝𝑖 𝑐𝑖 2 𝑝𝐵 𝑐32
𝐻′ = ( + + 𝑧𝑖) − ( + ) =
𝜌𝑔 2𝑔 𝜌𝑔 2𝑔
𝑝𝑖 − 𝑝𝐵 𝑐𝑖 2
𝑐32
=( + + 𝑧𝑖) − = (16)
𝜌𝑔 2𝑔 2𝑔
0 𝑐32
= 𝑝𝑖 −
2𝑔

Confrontando l’equazione (12) con (16) si nota come H’ includa al suo interno, oltre alle perdite
idrauliche attraverso la voluta e la girante, anche le perdite di carico di natura idraulica che
accompagnano il deflusso della corrente attraverso il tubo di scarico. Pertanto:

𝑝𝑖 𝑐𝑖 2 𝑝𝐵 𝑐32 𝑐32
𝐻=( + + 𝑧𝑖) − ( + + ℎ𝑟 ) = 𝑝𝑖0 − − ℎ𝑟
𝜌𝑔 2𝑔 𝜌𝑔 2𝑔 2𝑔
𝑝𝑖 𝑐𝑖 2 𝑝𝐵 𝑐32 𝑐32
𝐻′ = ( + + 𝑧𝑖) − ( + ) = 𝑝𝑖0 −
𝜌𝑔 2𝑔 𝜌𝑔 2𝑔 2𝑔

𝐻′ = 𝐻 + ℎ𝑟 > 𝐻 (17)
𝑃𝑎𝑙𝑏
𝜂′ = <𝜂 (18)
𝜌 ∙ 𝑄𝑣 ∙ 𝑔𝐻′

Il rendimento complessivo della turbina 𝜂′ è minore rispetto al valore di 𝜂 da noi adottato nella
definizione (7), dato che si esclude dalla caduta idrica disponibile il tubo di scarico.

Un’ulteriore osservazione deriva dal fatto che l’energia cinetica 𝑐32 /2𝑔 all’uscita del tubo di
scarico dovrebbe intendersi persa, non potendo essere convertita utilmente in energia
meccanica. Quindi:
𝑝𝑖 𝑐𝑖 2 𝑝𝐵 𝑝𝑖 − 𝑝𝐵 𝑐𝑖 2
𝐻′′ = ( + + 𝑧𝑖) − ( ) = ( + + 𝑧𝑖) = 𝑝𝑖0 (19)
𝜌𝑔 2𝑔 𝜌𝑔 𝜌𝑔 2𝑔
𝑐32
𝐻′′ = 𝐻′ + = 𝑝𝑖0 > 𝐻′ > 𝐻 (20)
2𝑔
𝑃𝑎𝑙𝑏
𝜂′′ = < 𝜂′ < 𝜂 (21)
𝜌 ∙ 𝑄𝑣 ∙ 𝑔𝐻′′

Secondo questa terza definizione di caduta idrica, adottata anche dalle turbine Pelton, il
rendimento risulta ancora inferiore: si considera come caduta idrica disponibile la pressione
totale nella sezione “i” a monte della turbina.

La potenza meccanica 𝑃𝑎𝑙𝑏 disponibile al giunto della turbina rimane la stessa per tutte e tre le
definizioni dato che non dipende dalla definizione di caduta idrica adottata.

Figura 5.1: Tubo di scarico

Il tubo di scarico (fig5.1), oltre ad avere un’importanza nel recupero della quota geodetica z2 e
nel ridurre le perdite di energia cinetica allo scarico, condiziona il comportamento a cavitazione
della turbina e perciò deve essere considerato parte integrante della macchina stessa. Infatti
applicando Bernoulli alle sezioni 2 e 3 si osserva che:

𝑝2 𝑐22 𝑝3 𝑐32
+ = + − 𝑧3 + ℎ𝑟 (22)
𝜌𝑔 2𝑔 𝜌𝑔 2𝑔

Inoltre, tenendo presente che la pressione nella sezione 3 può essere scritta come

𝑝3 𝑝𝑎𝑡𝑚
= + 𝑧3 − 𝑧2 (23)
𝜌𝑔 𝜌𝑔

Quindi, inserendo la (23) nella (22)


𝑝2 𝑐22 𝑝𝑎𝑡𝑚 𝑐32
+ = + − 𝑧2 + ℎ𝑟 (24)
𝜌𝑔 2𝑔 𝜌𝑔 2𝑔

Rispetto alla configurazione senza tubo di scarico si ha il pieno recupero della quota z 2 e parte
dell’energia cinetica c2/2g e, quindi, diminuendo l’energia totale allo scarico della girante è
aumentata l’energia a disposizione della macchina, anche se tale guadagno è mitigato dalle
perdite idrauliche. Facendo così si riduce il valore della pressione p2 allo scarico della girante
con il rischio che vada al di sotto del valore della pressione atmosferica patm, pervenendo così
ad un inizio di cavitazione.
Nell’attraversare la sezione interpalare il fluido subisce un’espansione, perciò la pressione
tende a diminuire verso l’uscita (sez 2), soprattutto in corrispondenza della faccia palare in
depressione, dove si ha il raggiungimento della pressione minima pmin (vedi figura 5.2), la quale
è legata alla pressione media all’uscita p2 secondo la relazione (25).

Figura 5.2: gradiente di pressione nella sezione interpalare

𝑝2 𝑝𝑚𝑖𝑛 𝑤22
= + 𝜆𝑤 (25)
𝜌𝑔 𝜌𝑔 2𝑔

2
𝑤𝑚𝑎𝑥
Dove 𝜆𝑤 = − 1 è il coefficiente di depressione idrodinamica, che tiene conto della
𝑤22
disuniformità dei profili di pressione, causati dal principio di variazione della quantità di moto
necessario per lo sviluppo di energia meccanica disponibile alla girante. Unendo le relazioni
(25) e (24) si ottiene:

𝑝𝑎𝑡𝑚 𝑝𝑚𝑖𝑛 𝑤22 𝑐22 − 𝑐32


− 𝑧2 = + 𝜆𝑤 + 𝜂𝑠𝑐 (26)
𝜌𝑔 𝜌𝑔 2𝑔 2𝑔

𝑐22 − 𝑐32
2𝑔 − ℎ𝑟
Dove 𝜂𝑠𝑐 è definita: 𝜂𝑠𝑐 = (27)
𝑐22 − 𝑐32
2𝑔
La (27) è il rendimento del tubo di scarico, cioè il rapporto tra l’incremento di pressione statica
reale e l’incremento senza le perdite idrauliche. Il primo termine della (26) rappresenta l’energia
del serbatoio di scarico, mentre il secondo termine è funzione della portata Qv e della geometria
del tubo di scarico e della turbina stessa. Ci sarà incipiente di cavitazione quando pmin = pv,
tensione di vapore alla temperatura d’esercizio; in questo caso la (26) assume questa forma:

𝑤22 𝑐22 − 𝑐32


−𝑧2 = 𝜆𝑤 + 𝜂𝑠𝑐 (28)
2𝑔 2𝑔

Dove z2 rappresenta la riserva minima di energia rispetto alla tensione di vapore che deve essere
presente nel serbatoio di scarico affinché nella sezione critica (sez 2) della turbina p min = pv,
ossia quando iniziano a formarsi nel liquido cavità di vapore che implodendo danneggiano le
superfici solide.
Nelle pompe si prendeva come parametro sensibile alla cavitazione la riduzione del 3% della
prevalenza H, poiché tale fenomeno si sviluppava all’ingresso della girante. Nelle turbine la
cavitazione non interessa l’ingresso della macchina e, per questo motivo, si usa come parametro
suscettibile il rendimento η. Nelle prove di cavitazione a Qv e n (numero di giri) costante si
valuta la quota z2 in corrispondenza di una riduzione del rendimento del 1% (fig 5.3).

Fig 5.3: Crollo del rendimento η in caso di cavitazione

Da questo si può notare che gli effetti della cavitazione possono essere controllati, se non del
tutto eliminati, riducendo l’altezza z2, fino a disporre eventualmente la macchina sotto battente
(z2 < 0), tenendo però presente i costi che ne derivano.
Viene definito, inoltre, un parametro, chiamato numero di Thoma (σc), che in via previsionale
può essere utilizzato per dare un’idea orientativa sull’entità della riserva di energia minima
disponibile al serbatoio di scarico in caso di cavitazione e, quindi, della quota z 2 a cui devo
collocare la turbina dal pelo libero.

𝑝𝑎𝑡𝑚 − 𝑝𝑣
− 𝑧2
𝜌𝑔 (29)
𝜎𝑐 =
𝐻