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Caso e indeterminazione nell'opera musicale: proposta di

un modello tassonomico per la classificazione della


'musica aleatoria'

Il problema dell'impiego di processi casuali e/o di fattori di


indeterminazione nella pratica dell'arte musicale, è un problema che ha
coinvolto, a partire dall'inizio degli anni cinquanta, il lavoro di numerosi
compositori, esecutori, critici e musicologi. E quello che si è prodotto, nel corso
di alcuni decenni, è un catalogo eterogeneo di opere, di scritti, di tecniche e di
poetiche, la cui complessità, anche in ragione del disordine terminologico e
concettuale generato dagli stessi compositori, rende ancora oggi difficoltosa la
sistemazione teorica e critica di un fenomeno musicale unico nel suo genere.
Laddove, a ben vedere, lo stesso lavoro di classificazione delle opere e delle
partiture musicali appare ancora problematico, ossia tuttora non in grado di
offrire un modello tassonomico condiviso e di facile fruizione. Una condizione,
quest'ultima, che, a conti fatti, finisce per penalizzare non soltanto l'unitarietà
del lavoro critico, ma anche, e soprattutto, la riuscita della stessa attività
didattica, mancante di uno strumento analitico di base con cui poter
pubblicizzare in modo sintetico ed esemplare la materia.
Delimitando la discussione al problema della classificazione delle opere
musicali, quello che viene presentato in questa relazione è un modello
tassonomico originale, che, a partire da un'implementazione del modello
presentato nel 1997 da Decoupert,1 e ripreso recentemente da De Benedictis
nella storia dei concetti musicali curata da Borio e Gentili, 2 3 si propone come
uno strumento specificamente finalizzato all'esercizio del lavoro di analisi e di
classificazione delle opere/partiture di 'musica aleatoria'. Inoltre, in ragione della
forma grafica che propone e del principio su cui riposa – il riconoscimento di
macro valori formali e strutturali, oggettivi e rendicontabili –, il modello si
candida ad essere impiegato con successo nella preparazione di un modulo
didattico sulla 'musica aleatoria'. Offrendosi come uno strumento capace di
presentare un catalogo di opere, producendo, allo stesso tempo, l'esercizio
esemplare di un pacchetto di competenze analitiche di base, così come la
disambiguazione, fondata su fattori oggettivi, delle categorie di 'musica
aleatoria', 'chance music' e 'musica indeterminata'. Riuscendo ad offrire inoltre
una spiegazione, in forma sintetica ed illustrata, di ciò che si deve intendere in
musica quando si parla di 'processi casuali' e di 'fattori di indeterminazione'
rispettivamente.
Il modello di Decroupet, come scrive De Benedictis, rappresenta la
proposta più recente e più esaustiva prodotta lungo un percorso di ricerca che
muove dalla fine degli anni cinquanta, alimentato dalla necessità di arrivare a
1
PASCAL DECROUPET, Aleatorik und Indetermination – Die Ferienkurse als Forum der europäischen Cage-Rezeption, in a cura di
GIANMARIO BORIO e HERMANN DANUSER, Im Zenit der Moderne: Die Internationalen Feirenkurse für Neue Musik Darmstad 1946-
1966, Rombach, 1997, pp. 189-198.
2
ANGELA IDA DE BENEDICTIS, Opera aperta: teoria e prassi, in a cura di GIANMARIO BORIO e CARLO GENTILI, Storia dei concetti
musicali, Roma, Carrocci Editore, 2007, Vol.2, pp. 317-334.
3
GIANMARIO BORIO e CARLO GENTILI, Storia dei concetti musicali, Roma, Carrocci Editore, 2007, Vol. 2.
congegnare un sistema di classificazione delle opere musicali, basato
sull'individuazione delle caratteristiche qualitative e quantitative
dell'indeterminazione. Ed è nel solco di tale tradizione, pertanto, che il modello
qui presentato aspira a trovare la propria collocazione, attualizzando, ad un
tempo, un'operazione di esegesi e di implementazione dei principi e dei termini
di applicabilità del modello tassonomico proposto dallo studioso francese nel
1997.
Il modello di Decroupet viene qui recuperato in tutta la sua portata teorica:
• Progetto di elaborare un sistema di classificazione delle partiture a
notazione indeterminata.
• Messa in opera di un principio di indicizzazione di valori oggettivi e
rendicontabili.
• Riconoscimento di tre livelli di analisi della partitura:
determinazione/indeterminazione dell'apparato strumentale (voci
timbriche); determinazione/indeterminazione dei parametri delle strutture
(altezze, durate, dinamiche); determinazione/indeterminazione della
forma (chiusa o aperta).
Il nuovo modello qui presentato, che si è deciso di chiamare 'modello di
Decroupet-Farolfi', propone d'altra parte alcune implementazioni sostanziali:
• Elaborazione di un sistema di classificazione in grado di indicizzare non
solo le partiture a notazione indeterminata, ma anche le opere musicali
prodotte con l'impiego di 'processi casuali'.
• Scomposizione del livello di analisi dei parametri delle strutture in tre
livelli indipendenti (altezze, durate, dinamiche).
• Elaborazione di una nuova forma grafica sintetica e di facile fruizione, in
grado di presentare – in un singolo modulo – un catalogo di opere, i
risultati comparati dell'analisi e i criteri di indicizzazione su cui il modello
riposa.
• Impiego del modello ai fini di una disambiguazione delle categorie di
'musica aleatoria', 'chance music' e 'musica indeterminata', così come dei
concetti di 'fattori di indeterminazione' e di 'processi casuali'.
In ragione di quanto argomentato la relazione che viene qui presentata è stata
dunque articolata in funzione della trattazione di quattro nuclei tematici di base:
• Presentazione ed analisi del modello di Decroupet.
• Analisi della lettura del modello fatta da De Benedictis.
• Presentazione ed analisi del nuovo modello Decroupet-Farolfi.
• Valutazione dei termini di applicabilità del nuovo modello, attraverso la
presentazione di campioni di partiture.

(Nella pagina seguente è stata allegata una copia del 'modello Decroupet-
Farolfi' nella sua versione integrale)
Modello Tassonomico Decroupet-Farolfi (Farolfi, giugno 2013)

(1963, Stockhausen) Plus-Minus


[A] Musica Aleatoria:
(1970-71, Maderna) Ausstrahlung
L'opera/partitura è ricondicibile
(1960-61, Berio) Circles ad almeno uno dei punti 1-6

(1972, Maderna) Dialodia


[B] Chance Music:
(1959, Brown) Hodograph I
L'opera è ricondicibile
(1959, Feldman) Last Pieces al punto 1

(1964, Evangelisti) Aleatorio


[C] Musica/Paritura
(1956, Stockhausen) Klavierstück XI Indeterminata:
(1953, Feldman) Intermission 6 La partitura è ricondicibile
ad almeno uno dei punti 2-6
(1951, Cage) Music of Changes

Processo compositivo Partitura

Compositore Esecutore

1) Impiego di processi casuali


2) Indeterminazione della fonte strumentale (voce timbrica)

3) Indeterminazione dei valori di dinamica

4) Indeterminazione dei valori di durata

5) Indeterminazione dei valori di frequenza (altezze)

6) Indeterminazione dell'ordine con cui le diverse strutture e/o sezioni devono essere eseguite

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