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Economia Politica II

(Macroeconomia)

(lucidi del corso 1998-99 del prof. De Arcangelis,


integrati dal prof. Ferri)

GDA-GF
Macroeconomia A. A. 1999-2000

Il mercato del lavoro: i salari

L’equazione di determinazione dei salari (W L):

W = P eF (u, z)

Essa riflette:

• il fatto che imprese e lavoratori contrattano sul


salario reale (i.e., influenza di P e poiché P non é
osservato)

• che una bassa (alta) disoccupazione aumenta (dimi-


nuisce) il potere contrattuale dei lavoratori e quindi
tende a far aumentare (diminuire) i salari

• l’influenza di fattori istituzionali, come il sussidio


di disoccupazione, la legislazione sul lavoro, ecc.
(fattore z)

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Macroeconomia A. A. 1999-2000

Il mercato del lavoro: i prezzi

Funzione di produzione semplificata:

Y = AN

dove A é la produttivitá del lavoro. Poiché A é ipotizza-


ta costante, semplifichiamo ulteriormente e poniamola
uguale a 1; quindi:
Y =N
Conseguentemente, il costo marginale risulta uguale
al salario nominale unitario, W .

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Il mercato del lavoro: i prezzi

Nel caso di concorrenza perfetta:

W =P

Nel caso di concorrenza imperfetta e potere


monopolistico delle imprese:

P = (1 + µ)W

dove µ é il mark up, ovvero il ricarico che le im-


prese possono applicare al costo marginale per il loro
potere di mercato. La precedente é l’equazione di
determinazione dei prezzi (P S).

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Il tasso naturale di disoccupazione

Ipotesi:
P = Pe
ovvero non c’é errore di previsone da parte delle imprese
e dei lavoratori.

Equazione di determinazione dei salari:

W
= F (u, z)
P

Equazione di determinazione dei prezzi:

W 1
=
P 1+µ

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Il tasso naturale di disoccupazione

Allora:
1
F (un, z) =
1+µ
il valore di u = un che soddisfa la precedente equazione
(ovvero la contemporanea validitá di W S e P S sotto
l’ipotesi di P = P e) é detto tasso naturale di
disoccupazione, un.

Ad un tasso naturale di disoccupazione corrisponde


anche un livello naturale di occupazione, Nn:

L − Nn Nn
un = =1− ⇒ Nn = (1 − un)L
L L

e quindi un livello naturale di produzione


attraverso la funzione di produzione:

Yn = Nn

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Il tasso naturale di disoccupazione

Attenzione: il tasso di disoccupazione non sará


sempre uguale al tasso naturale poiché le aspettative
sui prezzi futuri possono non coincidere con i prezzi
futuri che si realizzeranno.

Tuttavia, se non ci sono errori sistematici di previ-


sione (ovvero, in media gli operatori non si sbagliano
nelle loro previsioni) allora nel lungo periodo il tasso di
disoccupazione sará uguale al tasso naturale.

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La curva di offerta aggregata

Consideriamo la W S e la P S:

W = P eF (u, z)

P = (1 + µ)W
Sostituendo:

P = (1 + µ)P eF (u, z)

Si ricorda che u = 1 − N L e che Y = N ; quindi


u = 1 − YL e otteniamo la curva di offerta aggregata:

e Y
P = (1 + µ)P F (1 − , z)
L

che si puó rappresentare nello spazio (P, Y ).

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La curva di offerta aggregata

Caratteristiche:

• la curva AS é inclinata positivamente poiché un


aumento di Y induce un aumento di N , una di-
munzione di u, un aumento di potere contrattuale
dei lavoratori che aumenta W , il quale si riflette in
prezzi P piú alti

• la curva AS si sposta verso l’alto se µ aumenta, se


P e aumenta, se z aumenta

• quando P = P e allora u = un e Y = Yn

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La curva di domanda aggregata

Ipotesi: economia chiusa, assenza di influenza delle


aspettative, uguaglianza tra tasso di interesse reale e
nominale.

IS : Y = C(Y − T ) + I(Y, i) + G

M
LM : = Y L(i)
P

E’ la combinazione di livelli di produzione (Y ) e


prezzi (P ) che soddisfano contemporaneamente l’equi-
librio dei mercati dei beni (curva IS) e dei mercati
finanziari (LM). La sua costruzione passa attraverso
l’influenza che la variazione dei prezzi ha sui saldi reali
di moneta.

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La curva di domanda aggregata

Caratteristiche:

• la curva AD é inclinata negativamente poiché un


aumento nei prezzi P riduce l’offerta reale di mone-
ta, quindi induce un aumento nel tasso di interesse
e una diminuzione nella produzione Y

• la curva AD si sposta a destra in alto quando la spe-


sa pubblica G aumenta, la tassazione T diminuisce,
la quantitá (reale) di moneta aumenta

• curva AD:  
M
Y =Y , G, T
P

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La dinamica nel modello di equilibrio


macroeconomico generale

Ipotesi: Pte = Pt−1 e Pt > Pte, ovvero Yt > Yn

Yt
AS : Pt = (1 + µ)Pt−1F (1 − , z)
L
 
M
AD : Yt = Y , G, T
Pt

Poiché Pt > Pte e, quindi, Y > Yn, la disoccupa-


zione é sotto il valore naturale, la forza contrattuale
dei lavoratori é elevata, i salari aumentano e i prezzi
crescono. Al tempo t + 1 il livello dei prezzi é piú alto
che al tempo t, quindi varia anche il livello dei prezzi
e
atteso; poiché Pt+1 > Pte allora la curva AS si sposta
verso l’alto e la produzione tende al valore naturale.

Nel lungo periodo il sistema economico tende verso


i livelli naturali di disoccupazione e produzione.

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Politica monetaria (espansiva) nel


modello di equilibrio macroeconomico
generale
Caratteristiche:

• Un aumento nell’offerta di moneta sposta la curva


AD, quindi aumenta Y e P nel breve periodo

• Il meccanismo di revisione delle aspettative sposta la


curva AS verso l’alto e riporta l’economia al valore
di reddito iniziale, ma ad un livello dei prezzi piú
elevato nel lungo periodo

• Alla fine il livello dei prezzi é salito esattamente


della stessa percentuale della quantitá di moneta e
non c’é variazione nel reddito ⇒ neutralitá della
moneta

• Anche se la moneta é neutrale nel lungo periodo,


la politica monetaria puó essere utile per guidare
l’economia lungo il ciclo economico

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Politica fiscale (restrittiva) nel modello


di equilibrio macroeconomico generale

Caratteristiche:

• Una diminuzione di G sposta in basso la AD, quindi


dimuisce i prezzi P e la produzione Y al di sotto
del livello naturale nel breve periodo

• La produzione al di sotto del livello naturale ha


un effetto sui prezzi e sulle aspettative future, che
spostano gradualmente la curva AS verso il basso;
nel lungo periodo il reddito ritorna al suo valore
naturale, il livello dei prezzi e il tasso di interesse si
sono ridotti

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Politica fiscale (restrittiva) nel modello


di equilibrio macroeconomico generale

Cambiamento di composizione del reddito nel lungo


periodo:

Yn = C(Yn − T ) + I(Yn; i) + G

Poiché G ↓, Y non é variato e i ↓, allora I ↑. Quindi:

• nel breve periodo la diminuzione di G (come


anche un aumento esogeno del risparmio privato,
ovvero c0 ↓) fa diminuire Y e genera il parados-
so del risparmio; rimane ambiguo l’effetto sugli
investimenti

• nel lungo periodo lo stesso effetto invece genera


sicuramnte un aumento di I, quindi nel tempo un
aumento della dotazione di capitale dell’economia

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Shock di offerta aggregata nel modello


di equilibrio macroeconomico generale

Assumiamo un aumento nel mark up µ (intepretato


nel libro, ad esempio, come un aumento nel prezzo del
petrolio).

Effetto nel mercato del lavoro: diminuisce il salario


reale di equilibrio e aumenta la disoccupazione.

⇒ la produzione naturale diminuisce; la curva AS


si sposta verso l’alto per la variazione nelle aspettative.

Nel lungo periodo l’economia si trova con un


reddito di equilibrio piú basso e prezzi piú alti: la
stagflazione (stagnazione + inflazione).

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La curva di Phillips

Ricordiamo la curva AS:

Pt = Pte(1 + µ)F (ut, z)

Ipotesi: F (ut, z) = 1 − αut + z; allora, passando alle


variazioni percentuali:

πt = πte + (µ + z) − αut

nota come curva di Phillips.

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La curva di Phillips

Caratteristiche:

• nella sua formulazione originale (anni 60) πte = 0,


poiché nel passato l’inflazione in media era stata
nulla

• negli anni 70 il chiaro trade-off tra inflazione e


disoccupazione é scomparso nei dati

• a partire dagli anni 60 l’inflazione ha mostrato una


persistenza nel tempo, quindi le aspettative si so-
no formate in relazione all’inflazione del periodo
precedente, πte = θπt−1 con θ = 1 per molti paesi:

πt = πt−1 + (µ + z) − αut

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Curva di Phillips e tasso naturale di


disoccupazione

πt = πte + (µ + z) − αut

Il tasso di disoccupazione coincide con il tasso


naturale quando le aspettative di inflazione coincidono
con l’inflazione effettiva, πte = πt; allora:

0 = (µ + z) − αun

quindi
µ+z
un =
α
e la curva di Phillips risulta:

πt = πte − α(ut − un)

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Curva di Phillips e tasso naturale di


disoccupazione

πt = πte − α(ut − un)


se πte = πt−1 allora

πt − πt−1 = −α(ut − un)

ovvero, se il tasso di disoccupazione é inferiore (supe-


riore) al tasso naturale, l’inflazione tende ad aumentare
(diminuire) nel tempo. Allora il tasso naturale di disoc-
cupazione é anche detto tasso di disoccupazione
non inflazionistico (NAIRU)

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Curva di Phillips e tasso naturale di


disoccupazione: alcune considerazioni
• In un’economia parzialmente indicizzata, in cui c’é
un adattamento istantaneo di una frazione λ dei
salari all’inflazione, aumenta la reattivitá della va-
riazione dell’inflazione alla divergenza tra il tasso di
disoccupazione e il tasso naturale:
α
πt − πt−1 =− (ut − un)
1−λ
Se λ → 1 allora la curva di Phillips tende al-
la posizione perfettamente verticale e scompare il
trade-off

• Il tasso naturale di disoccupazione puó essere diverso


tra paese e paese, e di periodo in periodo, poiché i
fattori µ, z e α possono variare

• Bisogna fare attenzione a prevedere effetti di varia-


zione di µ e z perché i loro movimenti possono esse-
re contemporanei e talvolta compensarsi o, talvolta,
andare nella stessa direzione

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Macroeconomia A. A. 1999-2000

Il ruolo della politica economica (p.e.)

Fine tuning:La p.e. puó guidare l’economia piú


velocemente verso l’equilibrio di lungo periodo. Pe-
ricolo maggiore: incertezza sull’effettiva conoscenza
quantitativa dei fenomeni economici.

Regole rigide o discrezionalitá nella conduzione


della p.e.?

Il funzionamento dell’economia come risultato del-


l’interazione tra i vari agenti economici (famiglie, la-
voratori, imprese, autoritá) ⇒ utilizzo della teoria dei
giochi. La p.e. come strategia delle autoritá.

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Macroeconomia A. A. 1999-2000

La tentazione delle autoritá: il modello


di Barro-Gordon

Questo modello inserisce il dibattito “regole-


discrezionalitá” in uno schema di teoria dei
giochi.

Curva di Phillips:

π = π e − α(u − un)

se la funzione di produzione é y = N , poiché u =


1 − FyL , allora possiamo riscrivere la curva AS in
termini di inflazione e prodotto:

y = yn + b(π − π e)

dove b = FαL > 0; significato: é possibile spingere il


prodotto ad un valore superiore del prodotto naturale
(yn) se c’é inflazione inattesa.

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Il modello di Barro-Gordon

Obiettivi delle autoritá:

• tenere l’inflazione ad un livello desiderato (π ∗)

• tenere il prodotto ad un livello superiore al livel-


lo naturale (kyn con k > 1); poiché l’economia
é caratterizzata da varie imperfezioni (scarsa com-
petitivitá, rigiditá nei prezzi, ecc.), allora il livello
di produzione naturale (yn) risulta subottimale; at-
traverso la p.e. le autoritá cercano di spingere il
prodotto verso valori maggiori di quello naturale

Strumenti delle autoritá:

• la politica monetaria, attraverso la quale le autoritá


sono in grado di fissare il tasso di inflazione

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Macroeconomia A. A. 1999-2000

Il modello di Barro-Gordon
Funzione di perdita delle autoritá:

L = a(π − π ∗)2 + (y − kyn)2

ipotizziamo per semplicitá π ∗ = 0. Le autoritá vogliono


scegliere π (attraverso la politica monetaria) in modo
da minimizzare la loro funzione di perdita sotto il
vincolo del funzionamento dell’economia attraverso la
curva AS; sostituendo la curva AS nella funzione L,
otteniamo la funzione da minimizzare rispetto a π:

L = aπ 2 + [b(π − π e) + (1 − k)yn]2

Sequenza temporale:

• all’inizio del periodo imprese e lavoratori fissano i


salari secondo il tasso atteso di inflazione, π e, che
puó coincidere con gli annunci delle autoritá;

• dopo che i salari sono stati fissati secondo l’inflazio-


ne attesa, le autoritá decidono la politica monetaria
e quindi il tasso effettivo di inflazione.

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Macroeconomia A. A. 1999-2000

Il modello di Barro-Gordon: regola rigida


di pre-commitment

Se le autoritá realizzano la politica annunciata


allora:
π = πe
y = yn
e la funzione di perdita sará:

Lp = (k − 1)2yn2

La funzione di perdita é positiva perché le autoritá


vogliono raggiungere un livello di reddito piú elevato
(kyn). Tale livello si puó ottenere solamente attraverso
sorprese inflazionistiche, ovvero realizzare un’inflazione
superiore a quella annunciata e non seguire la regola
annunciata.

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Macroeconomia A. A. 1999-2000

Il modello di Barro-Gordon
Formalmente, minimizzando la funzione di perdita
L:
L = aπ 2 + [b(π − π e) + (1 − k)yn]2
deve valere la seguente condizione del primo ordine:
∂L
= 2aπ + 2b[(1 − k)yn + b(π − π e)] = 0
∂π
da cui si ottiene il tasso di inflazione ottimale:
b e
π= 2
[(k − 1)y n + bπ ]
a+b
se le aspettative erano per un’inflazione nulla:

f b
π = 2
[(k − 1)yn]
a+b
e il reddito risulta maggiore di quello naturale (first
best):

a + kb2
 
f b(k − 1)yn
y = yn + b 2
−0 = 2
yn > yn
a+b a+b

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Macroeconomia A. A. 1999-2000

Il modello di Barro-Gordon

Tuttavia, il settore privato non crederá all’annun-


cio, anticipa l’incentivo per le autoritá espresso dalla
soluzione del loro problema di ottimizzazione:

b e
π= 2
[(k − 1)y n + bπ ]
a+b

e ricava le aspettative di inflazione coerentemente con


il modello di comportamento delle autoritá; ponendo
π = π e otteniamo:

b(k − 1)
πd = yn
a

In questo equilibrio, caratterizzato da discreziona-


litá, si ottiene che il reddito rimane al valore naturale
y = yn poiché π = π e, ma il tasso di inflazione é
maggiore di zero.

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Conclusione del modello di Barro-Gordon


in caso di assenza di incertezza

Nel tentativo di raggiungere un livello di reddito piú


elevato (reddito di first best) attraverso una politica
discrezionale, le autoritá ottengono sempre il livello di
reddito naturale, ma con un’inflazione superiore a zero.
La situazione é peggiore che nel caso di regola rigida:

Lf < Lp < Ld

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Macroeconomia A. A. 1999-2000

La tentazione delle autoritá: il modello


di Barro-Gordon

• Le autoritá annunciano che le loro azioni saranno


volte a tenere l’inflazione al valore 0;

• imprese e lavoratori credono alle autoritá e scrivono


contratti incorporando un’inflazione attesa nulla;
quindi la curva di Phillips dell’economia sará:

π = −α(u − un)

• al momento di attuare la p.e. le autoritá hanno


la possibilitá di abbassare il tasso di disoccupazio-
ne sotto al valore naturale spingendo l’inflazione a
valori superiori a zero (incoerenza temporale)

• nel periodo successivo imprese e lavoratori incor-


poreranno l’aumento dell’inflazione passata nelle
aspettative future di inflazione; allora le autoritá
dovranno aumentare ancor di piú l’inflazione per
mantenere u < un

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Macroeconomia A. A. 1999-2000

• dopo vari periodi e nel lungo perido l’inflazione au-


menta, ma il tasso naturale di disoccupazione tende
al suo valore naturale; l’economia nel complesso sta
peggio in questo equilibrio discrezionale rispetto alla
regola rigida

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Macroeconomia A. A. 1999-2000

Il modello di Barro-Gordon in caso di


incertezza

Questo risultato inequivocabile viene attenuato con


la presenza di shock stocastici che influenzano il
sistema economico, ad esempio dal lato dell’offerta:

y = yn + b(π − π e) + 

dove  é una variabile aleatoria con valore atteso nullo


(E() = 0) e varianza costante (E(2) = σ 2 ).

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Il modello di Barro-Gordon in caso di


incertezza

Dalla soluzione del problema di ottimo delle autoritá


ora otteniamo il valore atteso della funzione di perdita
nel caso di discrezionalitá (Ld) e nel caso di regole
(Lr ):

2
 
a+b a
E(Ld) = (k − 1)2yn2 + σ 2
a a + b2

E(Lr ) = (k − 1)2yn2 + σ 2

Si puó notare che con la presenza del termine σ il


caso di discrezionalit’a potrebbe essere preferito; ció
avviene quando σ é molto elevato, ovvero quando c’é
molta variabilitá negli shock di offerta. In quest’ultimo
caso la discrezionalitá é preferita perché comporta
flessibilitá.

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Macroeconomia A. A. 1999-2000

Il modello di Barro-Gordon in caso di


incertezza

In caso di discrezionalitá, se si scegliesse un ban-


chiere centrale piú conservatore della media (ovvero
un’autoritá con a > am), si riuscirebbe ad avere fles-
sibilitá e anche un tasso di inflazione di equilibrio piú
basso della media.

Rimedi per limitare gli effetti negativi


dell’incoerenza temporale e rendere credibili gli annunci
di p.e. (in particolare, politica monetaria):

• scegliere un governatore “conservatore” par-


ticolarmente avverso all’inflazione (con a
elevato)

• rendere il governatore indipendente dal potere po-


litico in modo da poter agire con un a superiore
a quello dell’elettore mediano (vedi Banca Centrale
Europea)

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Ciclo politico economico

Evidenza di attivitá economica piú sostenuta in


prossimitá delle elezioni come risultato di p.e. piú
espansiva da parte di chi sta al potere per farsi
rieleggere.

Possibili limitazioni: scrivere delle regole costitu-


zionali molto rigide riguardo all’utilizzo degli strumenti
della p.e. (disavanzo di bilancio, politica monetaria)

• vantaggio: evitare un utilizzo a fini elettoralistici


della politica fiscale

• svantaggi: assenza completa di flessibilitá

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I fatti della crescita

La crescita economica: tendenza di lungo periodo


del prodotto ad aumentare. Nell’analisi del fenomeno
della crescita perdono di importanza le fluttuazioni di
breve periodo.

I fatti:

• crescita elevata in tutte le economie sviluppate dal


1950 a oggi

• netta diminuzione del tasso di crescita a partire dalla


metá degli anni settanta nelle economie sviluppate

• convergenza dei livelli di prodotto, ovvero é cresciuto


di piú chi partiva da un reddito iniziale piú basso tra
le economie sviluppate

• il probema della trappola della povertá per i paesi


meno sviluppati (economia dello sviluppo)

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Il modello di crescita di Solow

Interazione tra prodotto, risparmio/investimento,


accumulazione, stock di capitale e prodotto. Due
ingredienti importanti:

• il risparmio e la dinamica dell’accumulazione

• il progresso tecnologico e l’efficienza della


produzione

GDA-GF 36
Macroeconomia A. A. 1999-2000

Il modello di crescita di Solow

La funzione di produzione:

Y = F (K, N )

Caratteristiche:

• ipotizziamo che l’occupazione N sia una frazione


costante della popolazione (ovvero non c’é problema
di disoccupazione)

• rendimenti di scala costanti, λY = F (λK, λN )

• rendimenti decrescenti del capitale e del lavoro

GDA-GF 37
Macroeconomia A. A. 1999-2000

Il modello di crescita di Solow

Riformulazione della funzione di produzione in


forma intensiva:
   
Y K K
=F ,1 =f
N N N

ponendo λ = N1 e trasformando la funzione F (·, ·) in


f (·). In questa prima versione del modello ipotizziamo
che l’occupazione non vari nel tempo, mentre il capitale
si accumula (o decumula):
 
Yt Kt
=f
N N

GDA-GF 38
Macroeconomia A. A. 1999-2000

Il modello di crescita: la dinamica


dell’accumulazione

Ipotesi: il risparmio é una frazione (minore di uno)


del prodotto
S = sY
Economia chiusa, quindi

I=S

ovvero
I = sY
Ipotesi: il capitale si deprezza ogni periodo della
frazione δ, ma viene aumentato dall’investimento

Kt+1 = (1 − δ)Kt + It

sotituiamo sYt al posto di It e dividiamo per N :

Kt+1 Kt Yt
= (1 − δ) +s
N N N
GDA-GF 39
Macroeconomia A. A. 1999-2000

Riordinando i termini otteniamo un’equazione dinamica


di variazione dello stock di capitale per lavoratore
(accumulazione) in funzione dello stock di capitale per
lavoratore:
 
Kt+1 Kt Kt Kt
− = sf −δ
N N N N

La variazione nello stock di capitale si arresta


quando si raggiunge lo stato stazionario:

K∗ K∗
 
sf =δ
N N

K∗
dove é il livello di capitale per lavoratore stazionario
N
di lungo periodo e non varia; corrispondentemente

∗ ∗
 
Y K
=f
N N

é il prodotto per lavoratore di lungo periodo e non


varia.

GDA-GF 40
Macroeconomia A. A. 1999-2000

Nota: in questo modello non si evidenzia crescita di


lungo periodo poiché é assente il progresso tecnologico;
l’aumento del capitale per lavoratore, e quindi del
prodotto per lavoratore, avviene solamente al di fuori
dello stato stazionario.

Caratteristiche:

• il tasso di risparmio s non ha effetto sulla crescita


di lungo periodo (che é zero)

• il tasso di risparmio s peró influenza il livello del


capitale (e del prodotto) per lavoratore di lungo
periodo

• un aumento di s fa aumentare il livello del capitale


per lavoratore di lungo periodo e genera crescita nel
periodo di tempo che occorre per passare dal primo
al secondo equilibrio

GDA-GF 41
Macroeconomia A. A. 1999-2000

Il tasso di risparmio ottimale: la regola


aurea

Consumo (pro-capite) di lungo periodo:

∗ ∗
 
C K
= (1 − s)f
N N

dove ricordiamo che il capitale pro-capite di lungo


periodo deve soddisfare la seguente relazione:

K∗ K∗
 
sf =δ
N N

quindi é una funzione del tasso di risparmio e del tasso


di deprezzamento:

K∗
= g(s, δ)
N

allora:
C∗
= (1 − s)f (g(s, δ))
N
GDA-GF 42
Macroeconomia A. A. 1999-2000

Esisterá un valore particolare di s per il quale il


consumo pro-capite é massimizzato. Se s é troppo
basso, il livello di capitale pro-capite e di prodotto pro-
capite é troppo basso, quindi anche il consumo sará
troppo basso. Tuttavia, se s é troppo alto, anche se il
livello di capitale pro-capite di lungo periodo (e quindi
il prodotto) é elevato, il consumo pro-capite piú basso.

KGR
Il livello di capitale pro-capite di lungo periodo N
che corrisponde al tasso di risparmio ottimale sGR:

∗ ∗
 
KGR KGR
sGRf =δ
N N


KGR
N é detto livello di capitale di regola aurea
(golden rule).

GDA-GF 43
Macroeconomia A. A. 1999-2000

Esempio

Funzione di produzione:
√ √
Y = K N

che rispetta tutte le caratteristiche (rendimenti di scala


costanti, rendimenti decrescenti di capitale e lavoro).
Riformulazione in forma intensiva:
√ √ √ √

r
Y K N N N K
= = K √ =
N N N N N

Equazione di accumulazione:
 
Kt+1 Kt Kt Kt
− = sf −δ
N N N N

ovvero: r
Kt+1 Kt Kt Kt
− =s −δ
N N N N

GDA-GF 44
Macroeconomia A. A. 1999-2000

Esempio

Stato stazionario:
r
K∗ K∗
s =δ
N N


 ∗
2
2K K2
s =δ
N N
K ∗  s 2
=
N δ
Prodotto pro-capite di lungo periodo:
r r 
Y K s 2 s
= = =
N N δ δ

GDA-GF 45
Macroeconomia A. A. 1999-2000

Esempio

Il tasso di risparmio ottimale (di regola aurea) si


ottiene massimizzando il consumo pro-capite rispetto
ad s:
C∗ Y∗ s
= (1 − s) = (1 − s)
N N δ
da cui risulta sGR = 12 , quindi:

∗ ∗
KGR 1 YGR 1
= 2 =
N 4δ N 2δ

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Macroeconomia A. A. 1999-2000

Estensioni

• il ruolo del capitale umano (H) nella funzione di


produzione:  
Y K H
=f ,
N N N
La formazione e l’accumulazione del capitale umano:
il ruolo dell’istruzione

• la crescita endogena come approccio alternativo


che spiega la crescita sostenuta nel lungo periodo
anche con il tasso di risparmio (introduzione di
rendimenti di scala crescenti)

GDA-GF 47
Macroeconomia A. A. 1999-2000

Il progresso tecnologico
Il progresso tecnologico, inteso come miglioramento
e aumento di efficienza delle tecniche di produzione,
dipende dalla spesa per ricerca e svilippo (R&S)
delle imprese e dello stato.
La scoperta di un nuovo prodotto (o servizio) forni-
sce un brevetto all’impresa che lo introduce per prima,
ovvero ad un diritto esclusivo alla sua produzione per
un certo periodo di tempo.
La spesa per R&S allora é simile ad una spesa per
investimenti e il suo ammontare dipende dal confronto
tra la spesa di oggi e il futuro flusso di profitti derivante
dalla posizione di monopolio nella produzione del nuovo
prodotto.
La spesa in R&S dipende da:

• la fertilitá della ricerca

• l’appropriabilitá dei risultati della ricerca, ovvero dal


grado di protezione accordato ai brevetti; trade-off
tra protezione e diffusione dei risultati della ricerca

GDA-GF 48
Macroeconomia A. A. 1999-2000

Forme di progresso tecnologico:

• aumento delle capacitá produttive del sistema

• miglioramento della qualitá dei prodotti

• introduzione di nuovi prodotti e aumento della


differenziazione

Nel nostro caso:

Y = F (K, N, A)

dove A rappresenta il progresso tecnologico; in


particolare:
Y = F (K, N A)
dove N A é la quantitá di lavoro effettivo, ovvero
lavoro che incorpora il progresso tecnico.

GDA-GF 49
Macroeconomia A. A. 1999-2000

Il progresso tecnologico

La funzione Y = F (K, N A) é a rendimenti costanti


di scala, quindi

λY = F (λK, λN A)

Se λ = N1A , allora otteniamo la funzione di produzione


in forma intensiva:
   
Y K K
=F ,1 = f
NA NA NA

dove ora si considera il prodotto per unitá di lavoro


effettivo.

Ipotesi: l’occupazione cresce al tasso gN ; il


progresso tecnico cresce al tasso gA.

GDA-GF 50
Macroeconomia A. A. 1999-2000

Il progresso tecnologico
Ricordiamo allora il modello completo:
 
Yt Kt
=f
NtAt NtAt

St Yt
=s
NtAt NtAt
St It
=
NtAt NtAt
Equazione di moto riferita all’accumulazione di capitale
per unitá di lavoro effettivo :
   
K K
− =
N A t+1 NA t
 
Kt Kt
sf − (δ + gN + gA)
NtAt NtAt
per aumentare NKA ora il risparmio (per unitá di lavoro
effettivo) deve compensare non solamente il deprez-
zamento dello stock di capitale (al numeratore), ma
anche l’aumento di N al tasso gN e l’aumento di del
progresso tecnico A al tasso gA (al denominatore).

GDA-GF 51
Macroeconomia A. A. 1999-2000

Il modello con progresso tecnologico: lo


stato stazionario

Il rapporto NKA non varia piú nel tempo e raggiunge



il livello di lungo periodo NK∗A∗ ; condizione:


K∗
 
K
sf = (δ + gN + gA) ∗ ∗
N ∗A∗ N A

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Macroeconomia A. A. 1999-2000

Caratteristiche dello stato stazionario

• risultano costanti nel tempo sia il capitale per unitá


di lavoro effettivo ( NKA ) che il prodotto per unitá di
lavoro effettivo ( NYA )

• allora il capitale e il prodotto per addetto ( K


N e
Y
N)
crescono al tasso gA

• e il capitale e il prodotto in livello (K e Y ) crescono


al tasso gA + gN

• la crescita che si osserva sul capitale e sul prodotto,


in livello e per addetto, non é temporanea ma
permanente ed é denominata crescita bilanciata

• un aumento del tasso di risparmio non ha alcun


effetto permanente sul tasso di crescita del capitale
e del prodotto per unitá di lavoro effettivo (che
risulta per entrambi pari a zero)

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Macroeconomia A. A. 1999-2000

I fatti della crescita

• crescita elevata in tutte le economie sviluppate dal


1950 agli anni settanta

• netta diminuzione del tasso di crescita a partire dalla


metá degli anni settanta nelle economie sviluppate

• convergenza dei livelli di prodotto, ovvero é cresciuto


di piú chi partiva da un reddito iniziale piú basso tra
le economie sviluppate

GDA-GF 54
Macroeconomia A. A. 1999-2000

Le ragioni

• la crescita delle economie sviluppate sembra es-


sere associata ad un elevato tasso di progresso
tecnologico

• il rallentamento della crescita sembra anch’esso es-


sere dovuto ad un rallenamento nella crescita del
progresso tecnico

• la convergenza sembra essere associata ad un tasso


di progresso tecnico piú elevato per i paesi che
partivano piú svantaggiati e non da una maggiore
accumulazione di capitale (crescita bilanciata con
carataeristiche diverse da paese a paese)

GDA-GF 55
Macroeconomia A. A. 1999-2000

Il rallentamento del tasso di progresso


tecnico dagli anni settanta

Perché?

• errori di misurazione dovuti ad un progresso


tecnico incorporato in modalitá meno facilmente
misurabili

• ascesa del settore dei servizi, che risulta notoria-


mente il settore dell’economia meno dinamico (tut-
tavia l’evidenza non é conclusiva su questo punto, e
negli anni novanta si ha invece prova del contrario;
ad es. Internet)

• calo della spesa in R&S

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Macroeconomia A. A. 1999-2000

Le patologie: L’elevata disoccupazione

Due episodi di elevata disoccupazione:

• La Grande Depressione (1929-1933)

• L’attuale disoccupazione in Europa

GDA-GF 57
Macroeconomia A. A. 1999-2000

La Grande Depressione

Ricordiamo la legge di Okun:

ut − ut−1 = −β(gyt − ḡy )

ovvero la disoccupazione tende a diminuire solamente


se il tasso di crescita del prodotto (gyt) é superiore al
tasso di crescita “normale” dell’economia (ḡy , pari al
3% negli USA).

Elementi che hanno causato la Grande Depressione:

• crollo della spesa, dovuto ad una diminuzione del


reddito disponibile per i crolli di borsa e i fallimenti
bancari (spostamento della IS in basso)

• diminuzione nel moltiplicatore monetario che ha


compensato l’aumento nella base monetaria (curva
LM invariata)

• deflazione, che ha portato ad aspettative di


deflazione (spostamento della LM verso l’alto)

GDA-GF 58
Macroeconomia A. A. 1999-2000

Fattori di ripresa:

• politica monetaria fortemente espansiva

• una politica fiscale espansiva di elevata spesa


pubblica (New Deal)

GDA-GF 59
Macroeconomia A. A. 1999-2000

La disoccupazione in Europa

• Negli anni settanta il tasso di disoccupazione é


stato associato ad uno shock di offerta negativo,
con un aumneto della disoccupazione e un aumento
dell’inflazione

• Nei primi anni ottanta l’aumento della disoccupa-


zione é associato alle politiche monetarie restrittive
di lotta all’inflazione

• Nel 1987 l’inflazione ha ripreso ad aumentare ma


senza una notevole diminuzione della disoccupazio-
ne, che é tornata ad aumentare con la recessione
dei primi anni novanta

GDA-GF 60
Macroeconomia A. A. 1999-2000

La disoccupazione in Europa

Opinione dominante di spiegazione dell’Eurosclerosi


é la rigiditá del mercato del lavoro europeo rispetto
ai paesi anglosassoni:

• elevato costo del lavoro, di cui i salari sono


solamente una frazione

• ingenti costi di licenziamento

• i sindacati (molto forti in Europa) limitano la


flessibilitá del lavoro invece di difendere il lavoratore

• sussidi alla disoccupazione piú elevati che in USA e


piú facili da ottenere

• minimi salariali piú elevati in Europa piuttosto che


in USA

GDA-GF 61
Macroeconomia A. A. 1999-2000

La disoccupazione in Europa

Si tratta di elementi che aumentano sia z che µ


nello schema di determinazione del salario reale e del
tasso naturale di disoccupazione.

Tuttavia, gli effetti di questi elementi sono in


evidente diminuzione.

GDA-GF 62
Macroeconomia A. A. 1999-2000

La disoccupazione in Europa: Isteresi

Il fenomeno dell’isteresi: un periodo di disoccu-


pazione elevata puó creare condizioni ambientali che
tendono a mantenere la disoccupazione naturale a livel-
li elevati. Si ha un fenomeno di dipendenza del tasso di
disoccupazione naturale dai livelli che la disoccupazione
effettiva ha assunto nei periodi precedenti.

Elementi a favore del fenomeno dell’isteresi:

• elevati sussidi di disoccupazione

• aumento della disoccupazione di lunga durata; que-


sto provoca perdita di abilitá di lavoro da parte dei
disoccupati di lunga durata e quindi aumento del
tasso naturale di disoccupazione

GDA-GF 63
Macroeconomia A. A. 1999-2000

La disoccupazione in Europa: Isteresi

Come curare la disoccupazione da isteresi?

• riforme radicali del mercato del lavoro in grado di


rompere il circolo vizioso per il quale disoccupa-
zione presente puó provocare disoccupazione anche
domani

• programmi di reintegrazione dei disoccupati di lungo


periodo

• la fonte della riduzione della disoccupazio-


ne puó essere promossa attraverso politiche
antinflazionistiche con effetti recessivi molto marcati

GDA-GF 64
Macroeconomia A. A. 1999-2000

Le patologie: elevato debito pubblico


Definizione

disavanzot = rBt−1 + Gt − Tt

dove r é il tasso di interesse reale, Bt−1 é lo stock di


debito al tempo t − 1, Gt e Tt sono rispettivamente
spesa pubblica e tasse (al netto dei trasferimenti).

Questa misura é il disavanzo corretto per l’infla-


zione, ovvero, rappresenta la variazione nello stock di
debito dello stato in termini reali. Contrasta con:

misura ufficiale del disavanzo = iB + G − T

che rappresenta la variazione nel debito nominale.

Si distingue:

• rBt−1 = interessi sul debito

• Gt − Tt = disavanzo primario

GDA-GF 65
Macroeconomia A. A. 1999-2000

Le patologie: elevato debito pubblico

Ipotesi: tutto il disavanzo é finanziato attraverso


nuovo debito e non attraverso creazione di moneta (ov-
vero i nuovi titoli del debito pubblico sono interamente
acquistati dal pubblico e non dalla banca centrale)

disavanzot = Bt − Bt−1

quindi
Bt − Bt−1 = rBt−1 + Gt − Tt
ovvero
Bt = (1 + r)Bt−1 + Gt − Tt

GDA-GF 66
Macroeconomia A. A. 1999-2000

Vari casi di rimborso del debito pubblico

Bt = (1 + r)Bt−1 + Gt − Tt

1. il rimborso “immediato” (al tempo 1) del debito


implica un avanzo primario che deve comprendere
anche gli interessi maturati nel periodo 1

2. quando il rimborso del debito é ritardato di vari


periodi l’avanzo primario sará maggiore poiché deve
includere un carico maggiore di servizio del debito
accumulato nel tempo

3. se l’avanzo primario coincide esattamente al servizio


del debito, allora il debito si stabilizza

GDA-GF 67
Macroeconomia A. A. 1999-2000

Andamento del rapporto debito/PIL

Bt = (1 + r)Bt−1 + Gt − Tt
si divida per Yt

Bt Bt−1 Gt − Tt
= (1 + r) +
Yt Yt Yt

in modo equivalente
 
Bt Yt−1 Bt−1 Gt − Tt
= (1 + r) +
Yt Yt Yt−1 Yt

dove
Yt−1 1
=
Yt 1+g
g = tasso di crescita del PIL; quindi
 
Bt 1+r Bt−1 Gt − Tt
= +
Yt 1+g Yt−1 Yt

GDA-GF 68
Macroeconomia A. A. 1999-2000

Andamento del rapporto debito/PIL

Poiché
1+r
≈1+r−g
1+g
allora
Bt Bt−1 Gt − Tt
= (1 + r − g) +
Yt Yt−1 Yt
ovvero

Bt Bt−1 Bt−1 Gt − Tt
− = (r − g) +
Yt Yt−1 Yt−1 Yt

Quindi il rapporto debito/PIL varia per due ragioni:

• la spesa per interessi, corretta per il tasso di crescita


del PIL dovendo considerare il rapporto debito/PIL

• disavanzi primari

GDA-GF 69
Macroeconomia A. A. 1999-2000

Andamento del rapporto debito/PIL

Ritorniamo alla formulazione iniziale:

Bt Bt−1 Gt − Tt
= (1 + r − g) +
Yt Yt−1 Yt

Bt Bt−1
Equilibrio di lungo periodo quando Yt = Yt−1 :

(Gt − Tt)/Yt
b̄ =
g−r

Equazione alle differenze di cui si puó dare una


rappresentazione grafica di soluzione.

Combinazioni di casi a seconda:

• del valore di (1 + r − g) (pendenza)

• della presenza di avanzi o disavanzi primari


(intercetta)

GDA-GF 70
Macroeconomia A. A. 1999-2000

Andamento del rapporto debito/PIL

Riassumendo:

• caso (a), disavanzo primario e g > r → il


rapporto debito/PIL converge al valore di equilibrio
di lungo periodo in cui lo stato é debitore

• caso (b), disavanzo primario e g < r → il


rapporto debito/PIL cresce allontanandosi dal valore
di equilibrio di lungo periodo (instabilitá)

• caso (c), avanzo primario e g < r → il rapporto


debito/PIL diminuisce allontanandosi dal valore di
equilibrio di lungo periodo (instabilitá)

• caso (d), avanzo primario e g > r → il rapporto


debito/PIL converge al valore di equilibrio di lungo
periodo in cui lo stato é creditore

GDA-GF 71
Macroeconomia A. A. 1999-2000

Andamento del rapporto debito/PIL in


Italia

Anni settanta:

• Aumento della spesa pubblica e creazione disavanzi


durante gli anni settanta per sviluppare le istituzioni
dello Stato Sociale

• Tuttavia, la crescita del PIL era maggiore del tasso


di interesse reale e il servizio reale del debito é
risultato negativo

• Presenza di signoraggio per la possibilitá di finan-


ziare disavanzi direttamente attraverso creazione di
moneta

GDA-GF 72
Macroeconomia A. A. 1999-2000

Andamento del rapporto debito/PIL in


Italia

Anni ottanta:

• “Divorzio” Banca d’Italia-Tesoro e forte attenuazio-


ne del signoraggio

• Il divorzio non ha funzionato da incentivo a limitare


i disavanzi

• Aumento dei tassi di interesse reali per politiche


antinflazionistiche

Anni novanta:

• Pericolosa impennata nel rapporto debito/PIL

• svolta con i governi Amato (1992-93) e Ciampi


(1993-94) con la promozione di avanzi di bilancio

GDA-GF 73
Macroeconomia A. A. 1999-2000

Una simulazione

Tre scenari per il futuro:

1. (favorevole) g=3%, r=3,5%, avanzo primario/PIL


= 5,5%

2. (sfavorevole) g=2%, r=4,5%, avanzo primario/PIL


= 5,5%

3. (Patto di Stabilitá) g=3%, π=1,5%, disavanzo


totale/PIL = 3%

GDA-GF 74
Macroeconomia A. A. 1999-2000

Come si rientra da un debito pubblico


elevato?

• generare avanzi primari

• ricorrere al finanziamento monetario (aumento nel


signoraggio)

• ripudiare il debito

Ogni soluzione comporta un coflitto distributivo,


discusso nella teoria “politica” del debito
Le esperienze storiche di:

• Germania nel primo dopoguerra

• Francia nel primo dopoguerra

• Regno Unito nel primo dopoguerra

• Stati Uniti nel secondo dopoguerra

GDA-GF 75