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Procedure modulo B

1 a.

RILEVAZIONE DEI PARAMETRI VITALI


TEMPERATURA CORPOREA IN SEDE ORALE:

MATERIALE OCCORRENTE:

. Termometro appropriato

. Coprisonda monouso per termometro

. Lubrificante idrosolubile e guanti monouso

. Penna e documentazione sanitaria per la registrazione dei valori.

PROCEDURA:

1) Lavarsi le mani. Identificare l'assistito e spiegargli la procedura

2) Rimuovere il termometro elettronico dalla base per la ricarica, verificare che la temperatura
non sia superiore ai 34°C e applicare il coprisonda monouso.

3) Porre la sonda nell'area sublinguale in corrispondenza del pavimento buccale e chiedere


all'assistito di serrare le labbra per mantenere la sonda in sede.

4) Attendere per 10-20 secondi il segnale acustico indicante che la temperatura è stata stimata.
Osservare se il valore continua a salire.

5) Rimuovere la sonda dalla bocca dell'assistito e rimuovere il coprisonda premendo l'apposito


pulsante.

6) Riporre il termometro in carica e registrare la temperatura sulla documentazione clinica.

TEMPERATURA CORPOREA IN SEDE RETTALE:

PROCEDURA:

1) Lavarsi le mani, calzare i guanti monouso, identificare l'assistito e spiegargli la procedura.

2) Chiudere la porta della stanza e tirare la tenda o il paravento attorno al letto dell'assistito.
Aiutarlo ad assumere la posizione di Sims con la gamba superiore flessa ed esporre solo la
regione anale.

3) Rimuovere il termometro dalla base, togliere la sonda rettale dall'alloggiamento e controllare


che la temperatura sia inferiore ai 34°C.
4) Applicare il copri-sonda monouso e sopra questa applicare il lubrificante.

5) Separare i glutei dell'assistito con una mano per rendere visibile lo sfintere anale.

6) Chiedere all'assistito di fare un respiro lento e profondo. Inserire la sonda nell'ano in


direzione dell'ombelico per 2,5 cm nel caso di un bambino e per 4 cm nel caso di un adulto.
Non forzare durante l'inserimento della sonda.

7) Mantenere la sonda in sede fino al segnale acustico.

8) Ripetere le stesse azioni dal pt 5 della procedura precedente.

TEMPERATURA CORPOREA IN SEDE ASCELLARE:

PROCEDURA:

1) Seguire i passi 1 e 2 della TC in sede orale.

2) Chidere la porta, tirare le tende del letto, aiutare l'assistito ad assumere una posizione comoda
e esporre l'area subascellare togliendo i vestiti.

3) Posizionare il termometro a metà del cavo ascellare, addurre e flettere il braccio sul torace
dell'assistito.

4) Attendere il segnale acustico. Osservare se il valore continua a crescere. Rilevare il valore e


rimuovere il termometro dal cavo ascellare.

5) Ripetere i passaggi dal pt 5 della TC in sede sublinguale.

TEMPERATURA CORPOREA IN SEDE TIMPANICA CON TERMOMETRO AD


INFRAROSSI:

PROCEDURA:

1) Lavarsi le mani, identificare l'assistito e spiegare la procedura.

2) Rimuovere il termometro timpanico dalla base della ricarica, controllare che la lente sia
pulita e applicare il coprisensore monouso.

3) inserire il sensore nel cavo uditivo assicurandosi che si adatti bene. Evitare di fare forza per
inserire il sensore troppo in profondità. Durante l'inserimento tendere il padiglione auricolare in
senso cranio-posteriore. Ruotare l'impugnatura del termometro verso la mascella.

4) Azionare lo strumento e al segnale acustico leggere la temperatura.

5) Rimuovere il cono monouso spingendo l'apposito pulsante, mettere il termometro in carica e


pulire lo strumento.

6) Registrare il valore nella documentazione clinica.


TEMPERATURA CORPOREA IN SEDE TEMPORALE CON TERMOMETRO A
CONTATTO

PROCEDURA:

1) Lavarsi le mani, identificare l'assistito e spiegargli la procedura.

2) Rimuovere il termometro dalla base, verificare lo stato della batteria, verificare che la lente
sia pulita (nel caso non lo sia utilizzare una soluzione alcolica per la pulizia) e applicare il
coprisensore monouso.

3) Liberare dai capelli la zona dell'arteria temporale e misurare la temperatura solo nella zona
della fronte esposta.

4) Posizionare il sensore a contatto con l'area esposta della cute e azionare lo strumento.
Spostare lo strumento fino alla zona temporale della fronte; sempre tenendo spinto il pulsante
spostare il sensore sul collo posteriormente al lobo dell'orecchio.

5) Rilasciare il pulsante dello strumento e attender per 15 secondiprima di leggere il valore. Per
eseguire un secondo rilevamento bisogna attendere alemno 30 secondi.

6)Rimuovere il coprisensore e riporre il termometro in carica. Pulire lo strumento e tenerlo a


riparo da temperature estreme.

7) Registrare il valore nella documentazione clinica.1

Tali procedure sono prodotte ad uso dello studente del 1° anno Corso di Laurea in Infermieristica per le attività di
Laboratorio Professionale 1.

Testi consultati per la elaborazione:

• Barbara K. Timby: Fondamenti di assistenza infermieristica-concetti e abilità cliniche di base. Milano,


McGraw-Hill Companies, srl Publisching Group Italia 1° Edizione italiana 2011.
• R.F. Craven - C.J. Hirnle, Principi fondamentale dell’assistenza infermieristica Vol. 1-2 III° Edizione, Milano,
Casa Editrice Ambrosiana, 2011
1. b .

TEMPERATURA CORPOREA IN SEDE FRONTALE CON TERMOMETRO CLINICO

SENZA CONTATTO “ THERMOFOCUS”

MATERIALE OCCORRENTE:

-Termometro “Thermofocus”.

-Target disc ( per la calibrazione).

-Penna e documentazione per la registrazione dei dati.

PROCEDURA:

1)Lavarsi le mani e identificare il paziente.


2)Accendere Il termometro spingendo qualsiasi pulsante.
3)Premere e rilasciare contemporaneamente il tasto “faccina “ e “casa”.
4)Appare CAL sul display. (Calibrazione) *
5)Puntare il termometro al centro della fronte del paziente. premendo il pulsante “faccina”.
6)Posizionarlo perpendicolarmente al centro della fronte fino a quando le due luci
convergono in un unico punto.**
7) Senza spostarlo rilasciare il tasto “faccina” e attendere il rapido lampeggio delle luci.
8) Leggere la temperatura sul display e annotarla nella scheda raccolta dati.***
9) Il termometro è pronto per altre misurazioni all’interno della stanza.
*Calibrazione: Entro 10 secondi, aprire il cappuccio, tenere premuto il pulsante “casa” avvicinando
il Thermofocus al Target Disc fino ad ottenere un unico punto luminoso. Qualora non fosse presente
il Target Disc usare un altro punto di riferimento idoneo come pareti interne o armadi lontani da
fonte di caldo o freddo .Sono adatte le pareti interne lontane da caloriferi o getti di aria da
condizionatori. Il Target Disc deve sempre rimanere sulla parete e NON va rimosso né spostato.

**Importante posizionarlo al centro della fronte NON in mezzo alle sopracciglia o alle tempie.
Spostare eventuali capelli che coprono la fronte. Se la fronte è sudata oppure il paziente indossa
una maschera per l’ossigeno, oppure si tratta di un paziente anziano con la fronte molto rugosa,
occorre eseguire la misurazione in una zona alternativa come sulla palpebra (preferibile) oppure
sotto l’orecchio facendo una escursione di circa 2,5 cm. perpendicolarmente al collo per gli adulti e
a 1 cm per i bambini.

***Dopo 20 secondi sul display si evidenzierà la temperatura dell’ambiente che rimane per 4 ore
prima di spegnersi.

Si consiglia di calibrare il termometro in ogni stanza di degenza.

N.B. Tale procedura è prodotta ad uso dello studente del 1° anno Corso di Laurea in Infermieristica per le attività di
Laboratorio Professionale 1.

Si è consultata per la elaborazione la scheda tecnica dello strumento stesso .


RILEVARE LA FREQUENZA RESPIRATORIA

MATERIALE OCCORRENTE:

. Orologio da polso a lancetta

. Penna e documentazione clinica

PROCEDURA:

1)lavare le mani. Identificare il paziente.


2) Invitare e/o aiutare la persona ad assumere la posizione supina.
Una posizione poco confortevole può influenzare il respiro.
Una posizione adeguata facilita l’osservazione dei movimenti della gabbia toracica e
conseguentemente la rilevazione del respiro da parte dell’operatore.

3) Verificare quale attività stava compiendo la persona ed eventualmente attendere qualche


minuto prima di procedere alla misurazione del respiro;
La rilevazione del respiro si effettua con la persona a riposo: i valori di normalità sono
considerati a riposo. Le attività compiute quali, per esempio, camminare, lavarsi, andare in
bagno ecc… possono dar luogo a modificazioni delle caratteristiche del respiro.
4) Tenere le dita a riposo sul polso o , in alternativa, appoggiare una mano sul torace e osservare
e/o sentire il compimento di un atto respiratorio (inspirazione ed espirazione) senza informare la
persona su ciò che viene fatto.
In questo caso, fornire spiegazioni su ciò che viene fatto richiama l’attenzione della persona
sulla respirazione e ciò può determinare una modificazione della medesima.

5) Contare, guardando l’orologio, il numero degli atti respiratori compiuti in un minuto


(frequenza) osservando anche lo sforzo necessario a compierli ( qualità), la regolarità dei
medesimi (ritmo) e le caratteristiche dei movimenti della gabbia toracica (profondità).

6) Annotare le caratteristiche rilevate e posizionare la persona se necessario nella posizione


ottimale.

7) Lavare le mani.2

2
Tale procedura è prodotta ad uso dello studente del 1° anno Corso di Laurea in Infermieristica per le attività di
Laboratorio Professionale 1.

Testi consultati per la elaborazione:

• Barbara K. Timby: Fondamenti di assistenza infermieristica-concetti e abilità cliniche di base. Milano,


McGraw-Hill Companies, srl Publisching Group Italia 1° Edizione italiana 2011.
• R.F. Craven - C.J. Hirnle, Principi fondamentale dell’assistenza infermieristica Vol. 1-2 III° Edizione, Milano,
Casa Editrice Ambrosiana, 2011
RILEVAZIONE DELLA SATURAZIONE DI OSSIGENO

MATERIALE :
- Saturimetro
- Penna e documentazione clinica

PROCEDURA:

1) Lavarsi le mani.

2) Identificare il paziente. e spiegargli la procedura.

3) Applicare il sensore nel modo corretto al dito della mano( la parte con il filo deve essere messa
sull’unghia).

Possibilmente non applicare mai al 2° dito ma preferibilmente al 3° o 4° dito della mano


opposta al lato dominante; ciò perché nel corso degli anni tale dito subisce numerosi microtraumi
venendo così compromesso il circolo capillare.

4) Azionare lo strumento ed attendere che compaia il valore sul display.

5) Spegnere il monitor premendo per circa un secondo il pulsante di accensione /spegnimento.

6) Rimuovere il sensore dal dito del paziente.

7) Riporre il saturi metro e registrare il valore della saturazione nella documentazione clinica.3

3
Tale procedura è prodotta ad uso dello studente del 1° anno Corso di Laurea in Infermieristica per le attività di
Laboratorio Professionale 1.

Testi consultati per la elaborazione:

• Barbara K. Timby: Fondamenti di assistenza infermieristica-concetti e abilità cliniche di base. Milano,


McGraw-Hill Companies, srl Publisching Group Italia 1° Edizione italiana 2011.
• R.F. Craven - C.J. Hirnle, Principi fondamentale dell’assistenza infermieristica Vol. 1-2 III° Edizione, Milano,
Casa Editrice Ambrosiana, 2011
OSSIGENOTERAPIA

MATERIALE OCCORRENTE:

. Cannula nasale e tubazioni (22-44% concentrazione o2)

. Maschera facciale di Venturi (Concentrazione variabile dal 24 al 50%)

- Saturimetro .

. Fonte di ossigeno

. Flussometro

. Umidificatore e acqua distillata (Aquapak).

-Penna e documentazione clinica.

PROCEDURA:

1) Controllare la prescrizione dell'ossigenoterapia e assicurarsi che includa la tecnica di


somministrazione, la percentuale o il flusso di ossigeno e la durata.

2) Lavarsi le mani.

3) Identificare l'assistito e applicare la regola delle 5G. Spiegare la procedura all'assistito e


spiegargli che ciò diminuirà la dispnea. Informarlo sulle precauzioni di sicurezza da adottare.

4) Aiutare l'assistito ad assumere una posizione di Fowler alta (seduto) o di Fowler media
(semiseduto) se tollerata.

5) Inserire il flussometro nell'attacco a muro dell'ossigeno centralizzato. Collegare il tubo di


raccordo dell'ossigeno all'ugello del flussometro. Se si usa ossigeno ad alto flusso collegare
l'umidificatore.

6) Aprire la valvola dell'ossigeno al valore prescritto e controllare che l'ossigeno fluisca nel
tubo.

7) Cannule nasali:

. Posizionare la cannula nell'appropriata posizione coi rebbi verso l'alto

. Inserire i rebbi nelle narici.

. Far passare il tubo di raccordo della cannula sopra e dietro le orecchie dell'assistito.

. Far scorrere il cursore di plastica fino a sotto il mento in modo che la cannula sia ben
fissata ma non stringa.
. Se necessario mettere una garza sotto il tubo in corrispondenza delle orecchie.

. Se i rebbi si dislocano dalle narici rimetterli subito in sede.

8) Maschera facciale:

. Posizionare la maschera sul viso dell'assistito partendo dal naso e appoggiandola sotto il
mento

. Stringere la clip metallica sopra al naso per farla aderire meglio.

. Sistemare l'elastico intorno alla testa in modo che la maschera sia ben fissata, senza
stringere.

9) Monitorare la saturazione con l’apposito strumento.

10) Controllare il corretto funzionamento del sistema e osservare la risposta iniziale


dell'assistito.

Ispezionare la cute del viso e le narici almeno ogni due ore per evidenziare eventuali aree di
pressione.4

4
Tale procedura è prodotta ad uso dello studente del 1° anno Corso di Laurea in Infermieristica per le attività di
Laboratorio Professionale 1.

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• Barbara K. Timby: Fondamenti di assistenza infermieristica-concetti e abilità cliniche di base. Milano,


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RILEVAMENTO DELLA PRESSIONE ARTERIOSA

MATERIALE OCCORRENTE:

. Stetoscopio

. Sfigmomanometro col bracciale di dimensioni adeguate

. Penna e documentazione sanitaria

PROCEDURA:

1) Lavarsi le mani.
2) Identificare l'assistito e informarlo sulla procedura da eseguire e acquisire il consenso
verbale.
3) Aiutarlo ad assumere una posizione confortevole con l'avambraccio appoggiato e posto a
livello cardiaco e il palmo della mano rivolto verso l'alto.
4) Esporre completamente la parte superiore del braccio, libera da vie venose, senza arrotolare
camicie o maglie che occludano i vasi.
5) Posizionare il bracciale sgonfiato in modo uniforme a 1 o 2 cm al di sopra del gomito.
6) Palpare l'arteria brachiale o radiale coi polpastrelli.
7) Posizionare auricolari dello stetoscopio alle orecchie. Ripalpare l'arteria brachiale e
posizionare il diaframma della stetoscopio sulla cute in sede corretta.
8) Chiudere la valvola di sfiato e gonfiare fino a 30 mm al di sopra della pressione sistolica
prevista

9) Aprire la valvola in senso antiorario favorendo l’uscita di aria lentamente in modo uniforme
ed effettuare la lettura sullo sfigmomanometro del primo suono di Korotkoff. (Pressione
sistolica).
10) Continuare a sgonfiare gradualmente e leggere il valore quando compare un suono molto
simile a un soffio o a un battito attenuato ( 4° suono di K.) e quando il suono scompare (5° suono di
K. Pressione diastolica).

11) Sgonfiare completamente il bracciale, rimuoverlo dal braccio dell'assistito e registrare il


risultato nella documentazione clinica. 5

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Tale procedura è prodotta ad uso dello studente del 1° anno Corso di Laurea in Infermieristica per le attività di
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RILEVAMENTO DELLA FREQUENZA CARDIACA

MATERIALE OCCORRENTE:

-Orologio da polso

-Penna e documentazione per la registrazione dei valori

-Stetoscopio

-Doppler e gel in caso di polso difficile da reperire

PROCEDURA:

SEDE RADIALE:

1) Lavarsi le mani, identificare l'assistito e spiegargli la procedura.

2) Far assumere all'assistito una posizione confortevole con l'avambraccio flesso o esteso lungo
il tronco con il polso esteso e libero da vie venose.

3) Appoggiare il polpastrello del dito indice, medio e anulare lungo il solco alla base del pollice
dell'assistito.

4) Premere contro l'arteria radiale per obliterare il polso, poi rilasciare gradualmente la
pressione delle dita finché non si reperisce il polso. Valutarne ritmo e forza.

5) Se il polso non è reperibile utilizzare il doppler:

. Applicare il gel conduttore sulla parte apicale della sonda o sulla cute in sede radiale.

. Azionare l'apparecchio e appoggiare la sonda in corrispondenza della sede del polso.

. Riposizionare lentamente con una pressione ferma fino a sentire il rumore del polso.

6) Se il polso è ritmico contare i battiti cardiaci per 15 secondi e moltiplicarli per quattro. Se il
polso è aritmico contare i battiti per l'intero minuto. Il battito iniziale è contato come 0.
SEDE APICALE:
1) Far assumere al paziente la posizione supina e fargli esporre l'emitorace sinistro.

2) Disinfettare con una soluzione alcolica il diaframma e gli auricolari dello stetoscopio.

3) Riscaldare il diaframma tenendolo tra le mani per circa 5-10 sec.

4) Reperire la sede dove posizionare il diaframma corrispondente all'apice cardiaco,


individuabile dalla congiunzione tra il 5° spazio intercostale e la linea emiclaveare sinistra

5) Appoggiare il diaframma nel pt reperito e auscultare, valutano il ritmo del battito cardiaco.

6) vedi sopra (sede radiale)

7) Aiutare l'assistito a rivestirsi. Registrare i dati.6

6
Tale procedura è prodotta ad uso dello studente del 1° anno Corso di Laurea in Infermieristica per le attività di
Laboratorio Professionale 1.

Testi consultati per la elaborazione:

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ELETTROCARDIOGRAMMA ( ECG )

MATERIALE OCCORRENTE:

- Elettrocardiografo con cavo di alimentazione (controllo stato batteria)

- Gel conduttore

- Carta millimetrata nel dispositivo

- Cavi collegate alle rispettive derivazioni

- Salviette monouso

- Elettrodi monouso con riduttori (coccodrilli)

- Rasoi monouso

PROCEDURA:

1) Lavarsi le mani, identificare il paziente e spiegare la procedura.

2) Chiudere la porta, tirare la tenda o il paravento attorno al letto e aiutare il paziente a


rimuovere calze, orologi e bracciali.

3) Fare assumere al paziente la posizione supina con braccia e gambe distese. Tirare giù il più
possibile la testata del letto e alzare il piano del letto ad un'altezza comoda. Scoprire la zona dei
polsi, delle caviglie e il torace del paziente.
4) Preparare la cute del paziente. Se necessario effettuare una tricotomia nella zona dove
verranno poi posizionati gli elettrodi a ventosa. Applicare una goccia di gel conduttore nella
zona di posizionamento delle 12 derivazioni.

5) Applicare le derivazioni periferiche (derivazioni a placca) nel seguente ordine:

. Elettrodo ROSSO – polso destro

. Elettrodo NERO – caviglia destra

. Elettrodo GIALLO – polso sinistro

. Elettrodo VERDE – caviglia sinistra

6) Applicare le derivazioni precordiali (derivazioni a ventosa) nel seguente ordine:

. V1 e V2 nel 4° spazio intercostale in posizione parasternale (V1 a dx. e V2 a sx.)

. V3 Tra V2 e V4.

. V4 nel 5° spazio intercostale sulla linea emiclaveare

. V5 nel 5° spazio intercostale sulla linea ascellare anteriore

. V6 nel 5° spazio intercostale sulla linea ascellare media


7) Invitare il paziente a rimanere rilassato, immobile, a chiudere gli occhi e di non parlare finché

non abbiamo terminato l’esame.

8) Accendere l'elettrocardiografo, accertarsi della corretta velocità di scorrimento del tracciato


( 25mm/s), accertarsi della corretta taratura (10mm/s), controllare l’assenza di interferenze e
controllare le linee isoelettriche di tutte 12 le derivazioni.

9) Inserire dati anagrafici: Cognome, nome, età e U.O.

10)Premere per acquisire/registrare Ecg (Tasto ECG).

11) Al termine della stampa verificare che il tracciato sia sulla linea isoelettrica e privo dio
artefatti.

12) Rimuovere gli elettrodi, pulire il gel con delle salviette e aiutare il paziente a rivestirsi.

13) Posizionare il paziente in una posizione confortevole, abbassare il piano del letto e alzare la
testata a seconda delle preferenze del paziente.

14) Ricollocamento elettrocardiografo, collegarlo alla rete con il cavo di alimentazione e


consegnare l’Ecg per la refertazione.

15) Lavaggio delle mani e registrazione.

NOTE INFORMATIVE

- La taratura (10mm/s), come la velocità di scorrimento della carta (25mm/s), sono


stabilite automaticamente dall’apparecchio.
- Il tempo medio di esecuzione di un elettrocardiogramma è di circa2/3 minuti con pz.
collaborante.
- In caso di aritmie, oltre all’Ecg standard si eseguirà una registrazione manuale in 3
derivazioni decise dal Medico ( Tasto Ritmo).
- In caso di paziente con arto amputato o con app. gessato si applica un elettrodo adesivo
monouso con rispettivo riduttore (coccodrillo).
- In caso di neonati e bambini vengono utilizzati dei riduttori ( coccodrilli ) per tutte le
derivazioni collegate ad elettrodi monouso pediatrici adesivi.
- In caso di decesso si esegue l’Elettrotanatogramma che consiste nella registrazione
continua per 20 minuti di almeno una derivazione a velocità ridotta (5mm/s). All’inizio
e alla fine della registrazione si annotano i dati della salma, data e ora del decesso,
firma del medico e inserito nella cartella con appositi moduli compilati.7

7
Tale procedura è prodotta ad uso dello studente del 1° anno Corso di Laurea in Infermieristica per le attività di
Laboratorio Professionale 1.

Testi consultati per la elaborazione:

• Barbara K. Timby: Fondamenti di assistenza infermieristica-concetti e abilità cliniche di base. Milano,


McGraw-Hill Companies, srl Publisching Group Italia 1° Edizione italiana 2011.
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RILEVAMENTO, CONTROLLO E MONITORAGGIO DEL DOLORE

CRONICO NELL’ADULTO

MATERIALE:

-Scheda rilevazione del dolore.*

PROCEDURA:

1) All’ingresso del paziente in U.O. l’Infermiere collabora con il Medico nella raccolta dati
dei parametri generali e specifici, inoltre verifica la presenza di dolore proponendo una
semplice domanda: “ Lei sente dolore?”.
2) Tale rilevamento in caso di assenza di dolore non viene riportato.
3) Nel caso affermativo, propongo una scala verbale numerica da 0 a 10, con una semplice
domanda, ad esempio:” Se lei dovesse indicare quanto dolore prova in una scala in cui
“0” corrisponde al fatto che sta benissimo e “10” al peggior dolore che possa
immaginare, che voto darebbe al suo dolore attuale?”.
4) L’Infermiere registra il dato riferito dal paziente nella scheda rilevazione dolore.**
5) In caso di presenza di dolore, l’ Infermiere è responsabile della rilevazione di esso
almeno due volte al giorno (al mattino e al pomeriggio), compilando la scheda e inserirla
in cartella clinica.
6) Se necessario l’Infermiere somministra la terapia al bisogno prescritta precedentemente
dal Medico ,sempre annotandolo nella scheda.
7) Dopo due ore dalla somministrazione della terapia l’ Infermiere rivaluta il grado di
dolore annotandolo sulla scheda.
8) L’Infermiere deve segnalare il rilievo del dolore > 3 al Medico dell’U.O., sia in corso di
trattamento continuativo sia dopo somministrazione di terapia al bisogno.
9) L’Infermiere e il Medico devono attivarsi per il controllo del paziente e il rilevamento di
eventi significativi, compresi gli effetti collaterali dei farmaci impiegati.
10) Se l’entità del dolore si mantiene oltre il livello7 si raccomanda una consulenza con
l’U.O. di Terapia Antalgica.
11) In Assistenza Domiciliare, in assenza della figura di Infermiere sarà il care giver al
rilevamento del dolore e alla somministrazione della terapia.
*Essendo presenti esigenze diverse nelle varie UU.OO. dei Dipartimenti coinvolti si lascia libertà di
ricorrere alla scheda che ogni U.O. riterrà più opportuno utilizzare conformemente alle necessità
individuali.

**l’interpretazione corrente assegna al punteggio 0-3 un livello di dolore assente/lieve,che può


anche non essere trattato; il punteggio 4-7 (dolore moderato) e il punteggio 8-10

( dolore grave) richiedono sempre trattamento.


SCALE DEL DOLORE

Scala verbale

Scala visiva

Scala faccine

Scala numerica __ __ __

DOLORE LIEVE DOLORE MODERATO


DOLORE SEVERO