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RELAZIONE PENDOLO SEMPLICE

-INTRODUZIONE

Durante l’esperienza di laboratorio avevamo l’obiettivo di calcolare sperimentalmente la costante di


accelerazione gravitazionale g attraverso ripetute misurazioni dell’oscillazione di un pendolo,
consapevoli del fatto che se l’angolo di oscillazione è minore di 7° il suo moto è assimilabile ad un moto
armonico.

-ESPERIMENTI

STRUMENTAZIONI:

-Pendolo

-Cronometro (0.01s)

-Calibro (0.05mm)

-Metro a nastro (0.01mm)

Inizialmente abbiamo misurato il diametro della sfera con il calibro ricavando il raggio (0.012400 +-
0.000025)m di quest’ultima.

Perciò per ricavare g abbiamo utilizzato due metodi distinti:

1)Tenendo costante la lunghezza del filo, che abbiamo misurato essere (0.425 +- 0.001)m, abbiamo
cronometrato per 100 volte il periodo di 5 oscillazioni, impostando un’ampiezza di (L/10) m (così da
assicurarci un angolo di oscillazione sufficientemente piccolo) ricavando così il periodo medio per ogni
singola oscillazione.
Numero misura Durata n (=5) oscillazioni (s) Periodo (s) Numero misura Durata n (=5) oscillazioni (s) Periodo (s)
1 6,46 1,292 51 6,65 1,33
2 6,70 1,34 52 6,70 1,34
3 6,38 1,276 53 6,66 1,332
4 6,63 1,326 54 6,64 1,328
5 6,63 1,326 55 6,68 1,336
6 6,64 1,328 56 6,64 1,328
7 6,36 1,272 57 6,64 1,328
8 6,67 1,334 58 6,63 1,326
9 6,55 1,31 59 6,62 1,324
10 6,60 1,32 60 6,65 1,33
11 6,47 1,294 61 6,63 1,326
12 6,56 1,312 62 6,68 1,336
13 6,39 1,278 63 6,63 1,326
14 6,70 1,34 64 6,49 1,298
15 6,64 1,328 65 6,79 1,358
16 6,57 1,314 66 6,70 1,34
17 6,61 1,322 67 6,65 1,33
18 6,64 1,328 68 6,67 1,334
19 6,65 1,33 69 6,62 1,324
20 6,61 1,322 70 6,58 1,316
21 6,67 1,334 71 6,66 1,332
22 6,62 1,324 72 6,71 1,342
23 6,64 1,328 73 6,64 1,328
24 6,65 1,33 74 6,63 1,326
25 6,64 1,328 75 6,60 1,32
26 6,52 1,304 76 6,64 1,328
27 6,69 1,338 77 6,57 1,314
28 6,61 1,322 78 6,61 1,322
29 6,63 1,326 79 6,64 1,328
30 6,65 1,33 80 6,72 1,344
31 6,64 1,328 81 6,68 1,336
32 6,59 1,318 82 6,73 1,346
33 6,66 1,332 83 6,61 1,322
34 6,67 1,334 84 6,68 1,336
35 6,57 1,314 85 6,69 1,338
36 6,64 1,328 86 6,67 1,334
37 6,65 1,33 87 6,70 1,34
38 6,68 1,336 88 6,68 1,336
39 6,65 1,33 89 6,64 1,328
40 6,63 1,326 90 6,57 1,314
41 6,62 1,324 91 6,68 1,336
42 6,66 1,332 92 6,62 1,324
43 6,65 1,33 93 6,60 1,32
44 6,66 1,332 94 6,66 1,332
45 6,63 1,326 95 6,65 1,33
46 6,58 1,316 96 6,64 1,328
47 6,67 1,334 97 6,62 1,324
48 6,65 1,33 98 6,66 1,332
49 6,66 1,332 99 6,70 1,34
50 6,58 1,316 100 6,64 1,328

4𝜋2 𝐿
Successivamente (sfruttando la formula 𝑔 = ) abbiamo determinato il valore di g e la sua incertezza
𝑇2
(scarto quadratico medio).

Calcolo del valore medio del periodo; della deviazione standard e della
deviazione standard sulla media

Periodo medio Tm (s) 1,32602


Deviazione Standard ST (s) 0,013428434
Deviazione Standard sulla media (s) 0,001342843

Determinazione dell'accelerazione di gravità g e della sua incertezza

g=4p2L/Tm2 (m/s2) 9,834079125


2
incertezza su g (m/s ) 0,020024984
Infine abbiamo creato un istogramma
Confronto sulla di
tra densità base dei dati raccolti.
frequenza e densità di probabilità gaussiana
60.000

Densità di…
50.000 Densità di…

densità di probabilità gaussiana


40.000
Densità di frequenza

30.000

20.000

10.000

0.000
1.276 1.285 1.294 1.302 1.311 1.319 1.328 1.337 1.345 1.354
Periodo (secondi)

Come possiamo notare, l’istogramma presenta una maggior densità di frequenza intorno a 1,328 s (il
periodo medio calcolato è di circa 1,326 s) e la figura si avvicina ad una curva gaussiana.

2)Variando per 5 volte la lunghezza del filo del pendolo, abbiamo misurato ogni volta 5 volte il periodo
associato ad ogni lunghezza.

Abbiamo inoltre calcolato il periodo medio per ogni lunghezza (l’incertezza è data dal semiscarto),
notando che esso aumentava all’aumentare della lunghezza del filo, come era d’altronde prevedibile.
Misure al variare di L

Lunghezza 1 L1 (m)
0,567

Numero misura Durata n (=5) oscillazioni (s) Periodo (s) Tm (s) Incertezza=semiscarto=(Max-Min)/2
1 7,44 1,488 1,5012 0,06
2 7,49 1,498
3 7,52 1,504
4 7,56 1,512
5 7,52 1,504

Lunghezza 2 L2 (m)
0,438

Numero misura Durata n (=5) oscillazioni (s) Periodo (s) Tm (s) Incertezza=semiscarto=(Max-Min)/2
1 6,64 1,328 1,33 0,025
2 6,68 1,336
3 6,64 1,328
4 6,66 1,332
5 6,63 1,326

Lunghezza 3 L3 (m)
0,421

Numero misura Durata n (=5) oscillazioni (s) Periodo (s) Tm (s) Incertezza=semiscarto=(Max-Min)/2
1 6,57 1,314 1,32 0,02
2 6,6 1,32
3 6,62 1,324
4 6,59 1,318
5 6,62 1,324

Lunghezza 4 L4 (m)
0,383

Numero misura Durata n (=5) oscillazioni (s) Periodo (s) Tm (s) Incertezza=semiscarto=(Max-Min)/2
1 6,17 1,234 1,2284 0,03
2 6,11 1,222
3 6,14 1,228
4 6,15 1,23
5 6,14 1,228

Lunghezza 5 L5 (m)
0,336

Numero misura Durata n (=5) oscillazioni (s) Periodo (s) Tm (s) Incertezza=semiscarto=(Max-Min)/2
1 5,8 1,16 1,166 0,025
2 5,84 1,168
3 5,84 1,168
4 5,85 1,17
5 5,82 1,164
Creazione grafico: Tm2 vs L
Lunghezza filo (m) Tm (s) semiscarto
0,438 1,33 0,025
0,421 1,32 0,025
0,383 1,2284 0,03
0,567 1,5012 0,06
0,336 1,166 0,025
Tm 2 (s 2)
1,7689
1,7424
1,50896656
2,25360144
1,359556

Quindi tramite il metodo dei minimi quadrati abbiamo ottenuto rispettivamente i valori di A e B, utili
per trovare la retta che approssima in modo migliore i punti trovati (per le x abbiamo la lunghezza del
filo e per le y abbiamo il periodo elevato al quadrato).

METODO DEI MINIMI QUADRATI Coefficienti del fit


Fit lineare A δA
y=Ax+B 3,9102 0,2074
Questo metodo serve per ricavare a partire da un set di n punti B δB
sperimentali {xi,yi}, i=1,…,n la retta che meglio approssima questi punti. 0,0492 0,0904

AREA IN CUI POSSONO AREA RISULTATI NON TOCCARE


ESSERE INSERITI I DATI ASSOLUTAMENTE!!!

Dati da inserire Calcolo dei coefficienti


2
xi yi Numero dati xi xiyi Axi+B (yi-(Axi+B))2 Δ
0,438 1,769 5 0,19 0,77 1,76 0,000 0,15
0,421 1,742 0,18 0,73 1,70 0,002
0,383 1,509 0,15 0,58 1,55 0,001 NumB
0,567 2,254 0,32 1,28 2,27 0,000 0,007369
0,336 1,360 0,11 0,46 1,36 0,000
0,00 0,00 0,00 0,000 NumA
0,00 0,00 0,00 0,000 0,585634
0,00 0,00 0,00 0,000
0,00 0,00 0,00 0,000 σ
0,00 0,00 0,00 0,000 0,035888
0,00 0,00 0,00 0,000
0,00 0,00 0,00 0,000
0,00 0,00 0,00 0,000
0,00 0,00 0,00 0,000
0,00 0,00 0,00 0,000
0,00 0,00 0,00 0,000
0,00 0,00 0,00 0,000
0,00 0,00 0,00 0,000
0,00 0,00 0,00 0,000
0,00 0,00 0,00 0,000
0,00 0,00 0,00 0,000
0,00 0,00 0,00 0,000
0,00 0,00 0,00 0,000
2,145 8,633 0,95 3,82 8,63 0,004
4𝜋2
Successivamente A, inserita nella formula 𝑔 = , ci ha permesso di ricavare una seconda
𝐴
approssimazione di g con la sua rispettiva incertezza (scarto quadratico medio).

Calcolo di A e relativa incertezza (vedi foglio "fit lineare")

A incertezza su A
3,910219969 0,207355919

Calcolo di B e relativa incertezza (vedi foglio "fit lineare")


B incertezza su B
0,049200433 0,090391913

Calcolo di g=4p2/A e relativa incertezza


g incertezza su g
10,096214 0,207355919

-CONCLUSIONI

Dati i due diversi procedimenti abbiamo ottenuto risultati confrontabili. Come ci aspettavamo il primo
procedimento è risultato migliore in quanto l’elevato numero di misurazioni effettuate ci ha garantito
un risultato statisticamente più preciso, assicurandoci la riduzione dell’incidenza di eventuali errori
legati alla misurazione.
In ogni caso entrambi i metodi ci hanno fornito dei risultati coerenti con il reale valore di g e possiamo
perciò affermare il successo dell’esperimento.