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LE PIU' RILEVANTI INDAGINI CAMPIONARIE ISTAT

Indice

1 INDAGINE SULLE FORZE DI LAVORO


2 Scopo dell'indagine
2.1 Forze di lavoro
2.2 Non forze di lavoro
3 La rilevazione
4 INDAGINE SUI CONSUMI DELLE FAMIGLIE
5 INDAGINI MULTISCOPO SULLE FAMIGLIE
6 USO DI TECNOLOGIE DELL'INFORMAZIONE E DELLA COMUNICAZIONE DELLE IMPRESE

INDAGINE SULLE FORZE DI LAVORO


L' indagine sulle forze di lavoro (dal 2004 Rilevazione Continua sulle Forze di Lavoro) è
un'indagine statistica condotta dall'ISTAT e dalla quale derivano le stime ufficiali degli occupati e
delle persone in cerca di lavoro.

La necessità di seguire tra un censimento e l'altro la dinamica della popolazione attiva, e quindi,
dell'occupazione e della disoccupazione, ha indotto gli Istituti di Statistica di numerosi Paesi a
realizzare periodiche indagini campionarie sulla situazione occupazionale della popolazione.

L'indagine campionaria sulle forze di lavoro viene condotta in Italia dall'ISTAT, fin dal 1959, con
una periodicità trimestrale nei mesi di gennaio, aprile, luglio e ottobre (la prima settimana del mese
che non ha una festività). Dal 2004 l'indagine ha assunto carattere continuativo, in linea con quanto
stabilito dall'UE, ed ha preso il nome di Rilevazione Continua sulle Forze di Lavoro. Il campione di
famiglie viene infatti suddiviso in sottogruppi ed intervistato lungo tutto l'arco del trimestre di
riferimento.

Scopo dell'indagine
Obiettivo principale dell’indagine è di ottenere informazioni sulla situazione lavorativa, sulla
ricerca di lavoro e sugli atteggiamenti verso il mercato del lavoro della popolazione in età
lavorativa. Oggetto dell'Indagine Campionaria sulle Forze di Lavoro è la rilevazione delle Forze di
Lavoro (FL) e delle Non Forze di Lavoro (NFL), definite come segue:

Forze di lavoro

Le forze di lavoro comprendono:

gli occupati
sono le persone di almeno 15 anni (fino al 1999 in Italia venivano prese in considerazione
pure le persone di 14 anni), possono essere suddivisi in:
• Occupati Dichiarati: ovvero persone che al momento della rilevazione hanno dichiarato di
possedere un'occupazione. A questa categoria appartengono le persone che hanno
regolarmente svolto nella settimana di riferimento (settimana precedente alla rilevazione)
almeno un'ora di lavoro o che nella settimana di riferimento non hanno svolto, per
momentaneo impedimento (ferie, scioperi, malattia, ecc.) alcuna attività lavorativa;
• Altre persone con attività lavorativa; persone che hanno dichiarato una condizione diversa
da occupato, pur avendo effettuato nella settimana di riferimento almeno un'ora di lavoro
(es. lavoro non retribuito presso un'impresa familiare).

Nell'ambito degli occupati si individuano i sottoccupati, ovvero coloro che nella settimana di
riferimento della rilevazione hanno svolto un orario lavorativo inferiore a quello abituale, oppure
lavorano part time perché non hanno trovato un lavoro a tempo pieno.

Le persone in cerca di occupazione


sono quelle persone di almeno 15 anni ed al massimo di 64 che risultano:

• disoccupate: hanno terminato l'attività lavorativa a seguito di licenziamento, fine incarico


oppure per dimissioni, sono alla ricerca attiva di una nuova occupazione che sarebbero
disposti ad accettare immediatamente (entro due settimane) qualora venga loro offerta;
• in cerca di prima occupazione: non hanno mai esercitato un'attività lavorativa alle
dipendenze o hanno interrotto un'attività lavorativa in proprio;
• altre persone in cerca di lavoro: dichiarano di iniziare un'attività in futuro, avendo già
trovato un'occupazione; dichiarano di essere in altra condizione in quanto studenti,
casalinghe, ritirati dal lavoro, ecc., ma che ad una successiva domanda dell'intervista hanno
dichiarato di cercare un'occupazione e di essere immediatamente disposti ad iniziare
l'attività lavorativa.

Non forze di lavoro

Le non forze di lavoro sono costituite da:

• popolazione in età non lavorativa, che comprende gli individui che hanno un'età inferiore ai
15 anni e superiore ai 64 anni;
• popolazione in età lavorativa, cioè la popolazione compresa tra 15 e 74 anni, all'interno della
quale si distingue tra:
o forze di lavoro potenziali composte da persone in cerca di occupazione che hanno
interrotto l'azione di ricerca attiva da almeno 2 mesi e da non più di 2 anni;
o persone che non cercano lavoro ma sarebbero disposte a lavorare a particolari
condizioni;
o persone che non hanno svolto nella settimana alcuna attività né hanno cercato lavoro
o, quantomeno, non lo hanno cercato con le modalità definite per le persone in cerca
di occupazione;
o persone che si dichiarano casalinghe, studenti, inabili, ritirati da lavoro, militari di
leva o in servizio sostitutivo.

La rilevazione
L'unità di rilevazione è costituita da tutti gli almeno 15enni di ogni famiglia di fatto (definita
ufficialmente come un nucleo di persone legate da vincoli di matrimonio, parentela, affinità,
adozione o da vincoli affettivi, coabitanti ed aventi dimora nello stesso comune).
L'unità statistica è costituita da tutti i componenti della famiglia residenti in Italia anche se
temporaneamente non presenti in quanto emigrati all'estero a condizione di essere ancora iscritti alle
anagrafi comunali. Fanno parte della rilevazione anche persone di cittadinanza straniera purché
iscritte alle anagrafi comunali.

Dall'universo di riferimento, inteso come l'insieme delle unità statistiche che formano oggetto di
indagine, sono esclusi i membri permanenti delle convivenze: ospizi, brefotrofi, istituti religiosi,
caserme, ecc.

Il piano di campionamento utilizzato è a due stadi con stratificazione delle unità del primo stadio:

• Unità di primo stadio: comuni


• Unità di secondo stadio: famiglie

La variabile di stratificazione dei comuni adottata dal 1990 è costituita dall'ampiezza demografica
(cioè la popolazione residente) e la stratificazione avviene nell'ambito di ogni provincia.

I comuni che costituiscono le unità di primo stadio sono suddivisi in: 1. Autorappresentativi ne
fanno parte tutti i comuni capoluoghi di provincia e quelli con una popolazione residente superiore
ad una soglia prefissata per ciascuna provincia. Tutti questi comuni entrano a far parte, in maniera
permanente, del campione.

2. Non autorappresentativi sono tutti i comuni caratterizzati da una popolazione inferiore alle soglie
stabilite. Solo alcuni di questi comuni entrano a far parte del campione. In particolare, per ogni
strato della provincia, vengono selezionati due comuni senza remissione e con probabilità
proporzionale all'ampiezza demografica.

Per ogni comune che entra a far parte del campione, si estraggono annualmente dai registri
anagrafici e in maniera casuale un certo numero di famiglie. L'estrazione avviene all'inizio del ciclo
annuale di rilevazione che coincide con il mese di Aprile.

Le famiglie, che costituiscono l'unità di secondo stadio vengono estratte casualmente dai registri
anagrafici. Il numero di famiglie da selezionare è stabilito in modo da assicurare la sostituzione di
quelle che non è possibile intervistare (mancata risposta) e la rotazione di quelle inserite nel
campione.

Il sistema di rotazione adottato è del tipo 2-2-2: ogni famiglia che entra nel campione viene
intervistata per due trimestri consecutivi; segue un'interruzione per i due trimestri successivi,
dopodiché essa viene intervistata nuovamente per altri due trimestri. Complessivamente, ogni
famiglia rimane nel campione per un periodo complessivo di 15 mesi.

Il sistema di rotazione adottato permette di mantenere invariato metà del campione da un trimestre
all'altro e metà da un trimestre al corrispondente trimestre dell'anno successivo. Ciò consente di
utilizzare i dati campionari per poter valutare:

• la variazione congiunturale, intesa come la variazione dell'offerta di lavoro rispetto alla


rilevazione precedente;
• la variazione tendenziale, intesa come la variazione dell'offerta di lavoro rispetto alla
rilevazione effettuata nello stesso periodo dell'anno precedente.
Lo strumento di rilevazione che viene utilizzato nell'indagine presso la famiglia è un questionario
elettronico composto da 12 sezioni e che viene somministrato secondo la tecnica CAPI-CATI
(CAPI= rilevazione diretta presso il domicilio della famiglia; CATI=rilevazione telefonica).

Il questionario è concepito in modo da rilevare le informazioni utili a quantificare l'offerta di lavoro,


producendo indicatori omogenei e comparabili a livello europeo.

Analogamente a quanto avviene negli altri paesi dell'Unione Europea, ogni anno, nel mese di
Aprile, l'indagine viene condotta con un supplemento di quesiti inerenti la formazione e la
condizione lavorativa relativa all'anno precedente.

Questa è la prima indagine che verrà comparata a livello europeo.

L'indagine precedente, nota con l'acronimo RTFL (Rilevazione Trimestrale delle Forze Lavoro), si
svolgeva, per l'appunto trimestralmente, nella settimana successiva alla prima settimana lavorativa
senza festività infrasettimanali di ogni trimestre (nei mesi dunque di gennaio, aprile, luglio ed
ottobre). L'indagine attuale, nota come RCFL (Rilevazione Continuativa delle Forze Lavoro), si
svolge, senza soluzione di continuità, all'interno dei 4 trimestri in cui è suddiviso l'anno. Quindi,
prendendo ad esempio il tasso di disoccupazione, con la RTFL (precedente) il tasso di
disoccupazione italiano del primo trimestre era la "media" dei tassi di disoccupazione dei comuni
componenti la rilevazione registrati nella prima settimana lavorativa di gennaio, adesso, con la
nuova RCFL, il tasso di disoccupazione italiano del primo trimestre è la "media" dei tassi di
disoccupazione dei comuni componenti la rilevazione registrati nel corso di tutto il trimestre. [Fonte:
Wikipedia – Indagine sulle forze di lavoro]

OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo


Economico)
• L’Organizzazione
• Gli obiettivi
• Riforma dell'OCSE e allargamento

L'Organizzazione

L'OCSE è stata istituita con la Convenzione sull'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo


Economico, firmata il 14 dicembre 1960, sostituendo l'OECE, creata nel 1948 per amministrare il
cosiddetto "Piano Marshall" per la ricostruzione postbellica dell'economia europea.

Ne fanno parte 30 Paesi (Australia, Austria, Belgio, Canada, Danimarca, Finlandia, Francia,
Germania, Giappone, Gran Bretagna, Grecia, Irlanda, Islanda, Italia, Lussemburgo, Messico,
Norvegia, Nuova Zelanda, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Repubblica di Corea,
Repubblica Slovacca, Spagna, Stati Uniti, Svezia, Svizzera, Turchia, Ungheria).

L'OCSE mantiene stretti contatti con oltre 70 Paesi non membri, economie in via di sviluppo e in
transizione (che possono partecipare come osservatori ai lavori dei Comitati o a determinati
programmi dell'Organizzazione) e con le altre Organizzazioni Internazionali.
L'OCSE, che ha sede a Parigi, è composta da un Segretariato strutturato in Direzioni Generali che
corrispondono alle attività di oltre 200 tra Comitati, sotto-Comitati, Gruppi di lavoro e Gruppi di
esperti.

La sua funzione è principalmente di preparare il lavoro dell'Organizzazione, che viene


essenzialmente svolto nei Comitati dai delegati nazionali e finalizzato nel Consiglio.

Il Segretario Generale è, dal 1° giugno 2006, il messicano Angel Gurria subentrato al canadese
Donald J. Johnston. Egli è coadiuvato da quattro Segretari Generali Aggiunti.
A partire dal 1.mo giugno 2007 uno dei quattro sarà l’italiano prof. Pier Carlo Padoan.

Gli obiettivi

Gli obiettivi dell'OCSE, che tendono alla realizzazione di più alti livelli di crescita economica alla
luce del concetto di sviluppo sostenibile, di occupazione, di tenore di vita, favorendo gli
investimenti e la competitività e mantenendo la stabilità finanziaria, sono altresì orientati
contribuire allo sviluppo dei Paesi non membri.

Questi obiettivi vengono perseguiti attraverso varie attività tra cui:

• Predisposizione di intese con valore vincolante e di Convenzioni;


• Raccolta e armonizzazione di dati;
• Elaborazione di studi nazionali e comparativi;
• Esami-Paese secondo il metodo della "peer review", o "giudizio dei pari";
• Attività preparatoria e seguiti di incontri internazionali ad alto livello
• Definizione di linee guida e coordinamento delle politiche di cooperazione allo sviluppo
attraverso il Comitato di Aiuto allo Sviluppo (DAC)

L'OCSE riconosce il prezioso contributo della società civile al processo decisionale delle politiche
governative e conferisce molta importanza all'attività di consulenza e di dialogo con le
organizzazioni che rappresentano la società civile (OSC).

Il ruolo della società civile è menzionato anche nelle linee guida del DAC per la riduzione della
povertà e per le strategie di sviluppo sostenibile, la prevenzione dei conflitti e il rafforzamento della
capacità di scambi.

Esiste una lunga tradizione di dialogo con la società civile nell'ambito della politica dell'ambiente,
nella misura in cui le OSC sono state all'origine di una potente lobby di difesa dell'ambiente negli
anni 1960-70. Il ruolo si è evoluto progressivamente dalle campagne di sensibilizzazione fino alla
partecipazione decisionale e alle attività di sorveglianza.

Il Comitato Consultivo Economico ed Industriale presso l'OCSE (BIAC) e la Commissione


Sindacale Consultiva presso l'OCSE (TUAC) sono stati ufficialmente designati come interlocutori
dalla Decisione del Consiglio dell'OCSE del 1962 che continua a disciplinare le relazioni formali
dell'OCSE con le Organizzazioni non Governative (ONG).

Il BIAC e il TUAC partecipano all'insieme delle attività dell'OCSE attraverso il Programma


Lavoratori/Datori di Lavoro, contatti informali e consultazioni a livello degli Uffici di Direzione,
prima delle riunioni dei Comitati. Il BIAC ed il TUAC si riuniscono ogni anno con la Commissione
di collegamento di Consiglio dell'OCSE e partecipano a consultazioni che precedono le riunioni a
livello ministeriale.
Il Consiglio è l'organo politico decisionale ed è formato dai Rappresentanti Permanenti degli Stati
Membri. Si riunisce a livello dei Ministri una volta l'anno. L'ultima riunione della Ministeriale
OCSE ha avuto luogo a Parigi il 23 e il 24 maggio 2006 quasi in concomitanza con il Forum
dell'OCSE dedicato al tema "Equilibrio alla Globalizzazione" tenutosi sempre a Parigi nei giorni 22
e 23 maggio 2006.

Il Consiglio può adottare decisioni vincolanti o raccomandazioni e approva il programma di lavoro


dei Comitati di settore.

I Comitati settoriali sono composti da esperti provenienti dalle Amministrazioni dei Paesi Membri.

Attraverso un ruolo insostituibile di foro di confronto e di armonizzazione delle politiche sin dalle
fasi del loro concepimento e della loro elaborazione, l'OCSE si rivolge alle varie Amministrazioni
dei Governi dei paesi membri ed alle strutture di ricerca e di elaborazione delle politiche che ne
affiancano l'attività.

Tra gli Organi autonomi e semi-autonomi, si menzionano in particolare l'Agenzia Internazionale


dell'Energia (AIE), sorta nel 1974, l'Agenzia per l'Energia Nucleare (AEN) e la Conferenza Europea
dei Ministri dei Trasporti (CEMT). Il Centro di Sviluppo istituito nell'ottobre del 1962, con il
compito di raccogliere le conoscenze disponibili nei Paesi Membri e nell'Organizzazione in materia
di sviluppo economico al fine di adattarle alle necessità concrete dei PVS. Inoltre di particolare
interesse è l'attività del Centro per la Cooperazione con i Paesi non membri (CCNM) che persegue i
fini della promozione del messaggio dell'Organizzazione per adeguare le economie esterne agli
standards dei Paesi membri, attraverso la predisposizione sia di programmi tematici che per Paesi o
Regioni e secondo le linee guida del Comitato per la Cooperazione dei Paesi non membri. Le
iniziative del CCNM, unitamente a quelle condotte dai singoli Comitati, costituiscono nel loro
insieme l'attività di "outreach" dell'OCSE. Infine, il Centro OCSE-LEED ubicato a Trento è
responsabile dell'attuazione della componente del programma LEED ("Local Economic and
Employment Development") dell'OCSE. L'iniziativa rappresenta un passo importante verso un
rafforzamento del sostegno all'imprenditorialità e al governo locale per uno sviluppo sostenibile nei
Paesi membri e non membri dell'OCSE, con particolare riguardo all'area dell'Europa centrale e
orientale.

Riforma dell'OCSE e allargamento

Il processo negoziale di riforma della Governance dell'OCSE per rinnovare la struttura


dell'Organizzazione ed il processo decisionale nella stessa ed adattarlo ad un futuro allargamento
della membership, è stato formalmente adottato dal Consiglio il 12 maggio 2006 ed è entrato in
vigore dal Primo giugno 2006.

La riforma, prevede in primis un Consiglio impegnato essenzialmente a delineare gli orientamenti


strategici dell'attivita' dell'Organizzazione.

I motori della Governance e dell'attività dell'Organizzazione diventeranno gli attuali tre Standing
Committees (SC) previsti nella riforma, segnatamente il Comitato Esecutivo (ExCo), il Comitato
Bilancio (BuCo) e il Comitato Relazioni Esterne (ErCo). A questi tre organi giungeranno la
maggior parte delle questioni che oggi sono regolate in Consiglio.

Un altro aspetto significativo della riforma e' il ragionevolmente ampio uso del potere di delega che
il Consiglio dovrebbe esercitare.
Le categorie di decisioni divise tra "fundamental issues", "special cases" e "normal cases" sono
determinate nelle liste che fanno parte integrante della riforma. In conclusione la riforma situa il
Consiglio sulle questioni di ''policy'' al centro dell'Organizzazione, aumenta considerevolmente le
questioni delegate, che potranno essere trattate negli organismi sussidiari e pone le premesse per
l'allargamento.

Alla fine dell'esercizio di riforma della Governance e' rimasta aperta la questione dell'allargamento
dell'OCSE. Nella Sessione del 12 maggio 2006 il Consiglio, su proposta statunitense, ha approvato
il progetto di risoluzione che individua un meccanismo per identificare i potenziali Paesi ai quali
proporre l'adesione (secondo la normativa OCSE il primo passo formale per l'ingresso
nell'Organizzazione) nonché una lista di Paesi terzi con i quali intensificare la cooperazione. In
linea di principio il Consiglio inizierà ad esaminare la questione, fissando una serie di scadenze
temporali, per arrivare entro aprile 2007 ad un rapporto al Consiglio sui risultati del lavoro,
comprese le implicazioni finanziarie con l'obiettivo di pervenire ad un'approvazione formale dei
risultati da parte della Ministeriale OCSE che si terrà nei giorni 15 e 16 maggio 2007. [Fonte:
Ministero degli Affari Esteri - http://www.esteri.it/MAE/IT/Politica_Estera/Organizzazioni_Internazionali/OCSE.htm]

“2.2 - L'approccio soggettivo: l'Eurobarometro


- […] L'Eurobarometro
Sono molteplici le applicazioni degli indicatori soggettivi. Noi illustreremo sinteticamente
solo l’Eurobarometro, che è un'indagine semestrale iniziata nel 1974 dalla Comunità Europea con
un campione di intervistati (dei vari stati europei) in età non minore di 15 anni, concernente vari
temi.
I subcampioni rilevati nei vari stati oscillano intorno alle 1000 unità: nel 1993, ad es., in
Italia il subcampione aveva un'ampiezza di n=1000 persone e la rilevazione è stata effettuata dalla
PRAGMA di Roma.
Oltre a problemi ricorrenti (ad es., il processo di unificazione europea), di volta in volta
sono proposti vari argomenti (quali la percezione della miseria, la condizione femminile,
l'ambiente, la questione energetica, ì giovani, ecc.) che contribuiscono a definire la qualità della
vita.
II livello di "soddisfazione globale della vita" viene articolato in quattro possibili risposte:
molto soddisfacente, piuttosto soddisfacente, piuttosto insoddisfacente, del tutto insoddisfacente; si
inserisce anche la modalità per i non rispondenti. Per l'Italia, ad es., nel primo semestre di ciascun
anno del periodo 1991-93 si sono avute le risposte riportate nella Tav. V.3.

Tav. V.3 - Percentuale di intervistati secondo il livello di "soddisfazione globale della vita".
Anni Molto soddisfacente Piuttosto soddisfac. Piuttosto insoddisfac. Del tutto insoddisfac.
1991 20 61 16 3
1992 15 62 16 7
1993 15 65 15 5
(Fonte: Eurobarometro- Trends 1947/1993. HAI, 1994)
Tav. V.4 - Valori dell'indicatore di "soddisfazione globale della vita".
Anni B D G Gr S F IH I I, O P GB
1990 9 32 8 2 3 4 9 3 13 16 3 7
1991 10 32 6 1 4 4 7 4 16 19 3 7
1992 9 32 5 1 4 3 6 3 19 13 3 6
1993 8 32 5 1 3 2 6 4 16 16 2 7

Confrontando i risultati fra i vari stati si notano marcate differenze. Poiché il livello dì
soddisfazione è articolato su quattro risposte, è stato calcolato un indicatore di "soddisfazione
globale della vita" fornito dal rapporto fra percentuale di risposte che prevedono la soddisfazione e
quelle a cui compete l'insoddisfazione ottenendo, per ogni primo semestre del periodo 1990-'93, la
distribuzione della Tav. V.4, ove si è posto: B=Belgio; D=Danimarca; G=Germanla; Gr=Grecia;
S=Spagna; F=Francia; Irl=Irlanda; I=Italia; L=Lussemburgo; O^Olanda; P=Portogallo: GB=Gran
Bretagna.
Si vede facilmente che Grecia. Portogallo, Francia, Spagna e Italia sono le nazioni i cui
abitanti sono meno soddisfatti rispetto alla vita che conducono, mentre i cittadini della Danimarca
sono quelli che esprimono maggiore soddisfazione.
I valori degli indicatori non mutano sensibilmente nel tempo per i singoli stati e ciò
evidenzia la conformità dei dati al modello di Inglehart-Rabier "Dell'adattamento delle aspirazioni
alle situazioni", secondo il quale il livello di benessere varia poco con caratteri stabili (nell'ambito
della stessa nazione, invero, i caratteri si mantengono stabili in brevi periodi di tempo) in quanto
gli individui si adattano alle situazioni che sì prolungano a medio termine, mentre i divari fra i
valori dell'indicatore che indica il grado di "soddisfazione globale della vita" degli individui dei
vari paesi sono maggiori perché più marcati risultano fra gli stati le disuguaglianze sociali (reddito,
problemi giovanili, lavoro, ecc.).” [Fonte: F. Delvecchio,”Indagini sociali”]

Cos'è l’Eurobarometro
E' il nome con cui è noto il servizio della Commissione europea, istituito nel 1973, che misura ed
analizza le tendenze dell'opinione pubblica in tutti gli Stati membri e nei paesi candidati. Conoscere
gli orientamenti dell'opinione pubblica è importante per la Commissione europea per preparare le
sue proposte legislative, prendere decisioni e valutare il proprio operato. Le inchieste e gli studi
riguardano argomenti di primaria importanza per la cittadinanza europea, come l’allargamento della
UE, la situazione sociale, la salute, al cultura, l’information technology, l’ambiente, l’Euro e la
difesa. Eurobarometro si avvale sia di sondaggi d'opinione che di gruppi di discussione ("focus
group"). Dalle sue rilevazioni vengono tratte circa 100 rapporti all'anno. [Fonte: Ministero del Lavoro,
della Salute e delle Politiche sociali:
http://www.lavoro.gov.it/Lavoro/Europalavoro/SezioneEuropaLavoro/Utilities/Glossario/Eurobarometro].
Sito sull’Eurobarometro: http://ec.europa.eu/public_opinion/index_en.htm

DOXA

La Doxa è un istituto specializzato in sondaggi d’opinione, ricerche di mercato e analisi statistiche


sulla popolazione italiana fondato nel 1946 da Pier Paolo Luzzato Fegiz. Prende il nome dal termine
greco δὀξα (dóxa) che significa "opinione". Per molti anni Doxa è stata la società di ricerche più
nota e stimata in Italia. In particolare dalla sua fondazione alla metà degli anni '60 Doxa ha
ricoperto di fatto un ruolo di quasi monopolista nel campo delle ricerche di mercato in Italia.
Successivamente con la fondazioni di società concorrenti di matrice italiana (ad es. Demoskopea) e
di filiali italiane di grandi gruppi di ricerca internazionali, nei primi anni '70, Doxa perde poco alla
volta questo suo ruolo esclusivo. Doxa mantiene comunque fino alla fine degli anni '80 un ruolo di
assoluta leadership nel mercato italiano. [Fonte: Wikipedia – Doxa]. Sito ufficiale: http://www.doxa.it

CRÉDOC.

CRÉDOC, Centro di Ricerca per gli Studi e l’Osservazione delle Condizioni di Vita (detto anche
Centro di Ricerca per lo Studio e il Monitoraggio degli Standard di Vita), è un organismo di ricerca
di indagini al servizio degli attori delle vita economica e sociale. Dall’anno della sua fondazione
(1953), CRÉDOC analizza ed effettua analisi previsionali sul comportamento degli individui in
tutti i suoi campi: dal punto di vista dei consumatori, degli imprenditori e di tutti gli attori della vita
sociale.
CRÉDOC, nel 1978, ha istituito una struttura permanente che si occupa di indagini sugli stili di vita,
opinioni e aspirazioni dei francesi ed è diventato un centro specializzato nello sviluppo di sistemi di
gestione dati, relativo a studi di carattere quantitativo e qualitativo basato su tecniche di intervista e
di analisi lessicale.
CRÉDOC, che beneficia di una sovvenzione statale, sviluppa strumenti metodologici che integrano
i più recenti risultati scientifici nel campo della ricerca statistica e che pertanto garantiscono la
qualità dei suoi studi. [http://www.credoc.fr/presentation.php].

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