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Esame di

ELETTROTECNICA
PROF. A. DOLARA

Appello II del 21 Luglio 2016

1) Il circuito di Figura 1, in regime alternato sinusoidale, è così assegnato:


R1  1  PZ  600 W A
R1 XL
R2  10  
Z  rad XC IZ
XL  5  4
Z
X C  50  IZ  4 A PZ
R2
B
Determinare:
 Il valore, in Ohm, dell’impedenza Z . Figura 1.
 Il valore efficace della tensione alla coppia di morsetti AB.
 Le potenze complessa, apparente, attiva e reattiva assorbite alla coppia di morsetti AB.
 Il fattore di potenza alla coppia di morsetti AB, discutendone la tipologia.

E1 R
2) Il circuito trifase di Figura 2, in regime
alternato sinusoidale, è così assegnato:
E1
E2 C
R  20  L
E1  E2  E3  150 V
L  50 mH E2 E3
A  15 A A
C  150 μF E3 R C R
f  50 Hz
Z  1 j 

Determinare: A Z
 Le potenze complessa, apparente, attiva e
reattiva elaborate dal generatore E2, Figura 2.
discutendone il segno.

S R4
3) Il circuito di Figura 3, con ingressi stazionari, è
così assegnato:
R1 vR3(t) R5
R1  10 
A1 R3 C
E  40 V R2  8 
E A2
R2
A1  2 A R3  6  C  600 μF
A2  5 A R4  4 
Figura 3.
R5  2 

L’interruttore S è aperto da un tempo infinito e si chiude all’istante t = 0 s.


Determinare:
 L’andamento nel tempo, nell’intervallo [0-; +) della variabile di rete vR3(t).
 L’energia accumulata nel condensatore al tempo t* = 50 ms.

1
4) Domanda 1. Teorema del generatore equivalente.
o Enunciare il teorema del generatore equivalente ed evidenziare le sue particolarizzazioni serie
(Thevénin) e parallelo (Norton).
o Esemplificare il teorema nei due diversi casi.
o Illustrare i limiti di applicabilità del teorema e il significato di equivalenza agli effetti esterni.

5) Domanda 2. Regime sinusoidale.


o Si illustrino le condizioni necessarie per l’applicabilità del metodo fasoriale all’analisi delle reti
elettriche.
o Dedurre, con riferimento al circuito serie R-L-C, il teorema di Kennelly-Steinmetz.
o Riportare la tabella di “corrispondenza” tempo-frequenza che lo sintetizza.

Modalità d’esame
 Il tempo previsto per lo svolgimento del compito scritto è di 2 ore a partire dal momento della consegna del tema
 Agli effetti della valutazione dello scritto non verranno considerati gli eventuali esercizi svolti, anche solo
prevalentemente, in forma letterale.
 Nel corso dello svolgimento occorre anteporre ad ogni relazione numerica la formalizzazione letterale corrispondente.
Esempio: V=R I =8 x 4 =32 V
(tale accorgimento, oltre ad essere indispensabile sul piano della correttezza formale, favorisce la correzione del tema)
 Si prega di scrivere il proprio Cognome e Nome in stampatello sia sul foglio di intestazione che, per evidenti ragioni di
sicurezza, su tutti gli altri eventuali. Questi, per le stessa ragione, converrà che siano numerati, pagina per pagina,
secondo l’ordine seguito dal Candidato nello svolgimento degli esercizi.
 Al termine del tempo previsto il Candidato, se lo ritiene, può consegnare il proprio elaborato.

A. Dolara

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SOLUZIONE ESERCIZIO 1

Si risolve il problema avvalendosi del corollario di La sezione B-B è caratterizzata dai seguenti valori:
Boucherot. Si definiscono tre sezioni, come segue.
I B  I A  3.8531 A
B A Z
R1 XL PB  PA  R2  I B2  787.9231 W
QB  QA  X L  I B2  191.1538 VAr
XC IZ AB  PB2  QB2  810.7790 VA
Z
AB
R2 VB   210.4241 V
IB
Il fattore di potenza alla sezione B-B è:
B A Z
PB
Alla sezione Z-Z, si ha: cos    0.9718
AB
IZ  4 A Essendo QB < 0, la natura del bipolo è capacitiva
PZ  600 W (corrente in anticipo sulla tensione).
PZ
VZ   212.1320 V
I Z  cos  Z
SOLUZIONE ALTERNATIVA
L’impedenza Z = R + jXL è calcolata a partire dai valori Alternativamente al metodo di Boucherot, è possibile
che caratterizzano la sezione Z-Z. Si propongono i risolvere il circuito applicando il metodo fasoriale.
metodi seguenti:
Si determinano le impedenze del circuito (oltre
- Approccio energetico. all’impedenza Z calcolata applicando la definizione di
impedenza, come nel caso precedente).
R  Re  Z  
PZ
 37.5 
I Z2 Z1  R1  jX L  1  j 5 
P  tan 
X L  Im  Z   2Z  Z 2 Z  37.5 
Q Z 2  R2  jX C  10  j50 
IZ IZ
Si fissa convenzionalmente la corrente IZ sull’asse reale.
- Definizione di impedenza.
IZ  4 A
V
Z  Z  53.0330  La tensione ai capi di Z (e di Z2) è:
IZ
Z  R  jX L  Z  e jZ  37.5  j 37.5  VZ  Z  I Z  150  j150 V

La tensione alla sezione A-A è la stessa determinata alla La corrente circolante in Z2 è:


sezione Z-Z. Gli scambi attivi e reattivi tra la sezione VZ
Z-Z e la sezione A-A sono: IZ 2   2.3077  j3.4615 A
Z2
VA
I R2  X C   4.1603 A La corrente circolante in Z1 è:
R  X C2
2
2
I Z1  I Z 2  I Z  1.6923  j3.4615 A
PR2  R2  I R22  X C  173.0769 W
QX C   X C  I R22  X C  865.3846 VAr La tensione ai morsetti AB è:
VAB  VZ  I Z1  Z1  134.38  j161.92 V
La sezione A-A è caratterizzata dai seguenti valori:
VA  VZ  212.1320 V La potenza apparente complessa ai morsetti AB è:
PA  PZ  PR2  773.0769 W S AB  VAB  IZ1  787.92  j191.15 VA
QA  QZ  QX C  265.3846 VAr Da cui derivano i valori di potenza apparente, attiva,
reattiva e fattore di potenza calcolati precedentemente.
AA  P  Q  817.3597 VA
2
A
2
A

AA
IA   3.8531 A
IA

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SOLUZIONE ESERCIZIO 2
Si definiscono i fasori associati ai generatori ideali. E2  E3
IR   15 A
E1  j150 V R
E2  150 V E1  E2
IC   7.0686  j 7.0686 A
E3  150 V ZC
A   j15 A La corrente nel generatore di tensione E2 si calcola
mediante LKI:
Si definiscono le impedenze di induttore e condensatore.
Z L  j  2    f  L  j15.7080  E1 R
1
ZC   j   j 21.2207 
2   f  C E2 C L
IE2 IC IL
La rete trifase può essere disaccoppiata nelle tre reti
seguenti, da cui si derivano in modo immediato le R R
E3 C
correnti necessarie per il calcolo di IE2: IR

E1 R E1
A Z

E2 L E2 C
IL IC I E 2  I L  I R  IC  13.1181  j 2.8051 A

B E3 A E2 Le potenze associate al generatore di tensione E2 sono:


C R
SE 2  E2  I2   j1967.7  j 420.77 VA
E3 R
A Z IR AE 2  SE 2  2012.2 VA

PE 2  Re  SE 2   1967.7 W
E1 E2 E3
  A
VAB 
R Z L R  ZC
 5.0955  j81.4730 V QE 2  Im  SE 2   420.77 VAr
1
1 1 1
 
R Z L R  ZC

E2  VAB
IL   5.1867  j 9.8737 A
ZL

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SOLUZIONE ESERCIZIO 3
ETH vc  0 
La parte di rete costituita da E, A1, R1 ed R2 viene 

sostituita dal suo equivalente di Thévenin. 


vR 3  0   TH
R R4
 33.5294 V
1 1 1
 
RTH R3 R4
R1
A1 3) Rete in t = +
E All’istante t = +, la rete è a topologia binodale.
R2
R4

ETH  E  A1  R1  60 V
vR3(+ ) vC(+ )
RTH R5
RTH  R1  R2  18 
R3
1) Rete in t = 0- ETH A2
All’istante t = 0 , l’interruttore S è aperto, il condensatore
-

C è a regime ed A2 imprime la corrente nell’unica maglia


chiusa della rete.
ETH
 A2
R4 R
vR 3     TH  37.5000 V
1 1

vR3(0-) vC(0-) RTH R3
RTH R5
R3 vC     vR3     R4  A2  57.5000 A
ETH A2
4) Costante di tempo
R4
vR3  0 
  A R 2 3  30 V

vC  0   A2   R3  R4   50 V
RTH R5
R3
2) Rete in t = 0+
All’istante t = 0+, il generatore di tensione che
rappresenta il condensatore disaccoppia la rete, la sua
parte di destra assume topologia a due nodi.
R3  RTH
R4 Req  R4   8.5000 
R3  RTH

vR3(0-)   Req  C  5.1 ms


RTH R5
R3 vC(0-) 5) Energia accumulata nel condensatore
ETH A2
 
t
vC  t   vC  0   vC     e


 vC    
t

 7.5  e  57.5 A
vC  0   v 0   50 V

 
C

wC  t *   C  vC2  t *   991.8607 mJ
1
2