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Esperienza della guerra

Le più importanti e rovinose guerre hanno influenzato profondamente non solo il corso della storia ma
anche la cultura della società del loro tempo. Infatti, attraverso lo studio di filosofi, artisti e letterati
possiamo cogliere la vera essenza della guerra.

Guernica

Il 26 aprile del 1937, nel pieno della guerra civile spagnola tra i franchisti e repubblicani, Picasso è sconvolto
dalle notizie sul bombardamento della cittadina basca di Guernica.

L'artista risponde realizzando in appena due mesi un olio su tela intitolato ‘Guernica’.

Guernica già nelle sue dimensioni (351x782 cm) denuncia la propria funzione di manifesto ideologico e
politico, fatto per essere contemporaneamente osservato dal maggior numero di persone possibile. Il
dipinto rappresenta il drammatico momento del bombardamento . Il colore viene abbandonato in favore di
un'omogenea gamma di grigi e azzurri su fondo antracite, le figure appaiono come spettri urlanti, illuminati
all'improvviso dai bagliori delle esplosioni. La composizione è organizzata in 3 fasce verticali, 2 laterali più
strette, simmetriche a quella centrale, in quest'ultima vi sono la maggior parte dei personaggi .

• L'ambientazione è contemporaneamente interna ed esterna

• all'estrema sinistra della composizione una madre lancia al cielo il suo grido straziante mentre stringe fra
le braccia il cadavere del figlioletto

• dal lato opposto della tela un altro personaggio femminile alza urlando le braccia al cielo in segno di
disperazione

• al centro un cavallo ferito nitrisce pretendendo verso l'alto una lingua aguzza come una scheggia di vetro

• chi può cerca di fuggire, come la donna che, dall'angolo inferiore destro, si sgancia diagonalmente verso il
Toro.

• un'altra donna si affaccia disperatamente alla finestra reggendo una lampada a petrolio

• a sinistra una mano protesa, con una linea della vita simbolicamente spezzata in minuti segmenti

• in basso, esattamente al centro, un'altra mano serra ancora una spada spezzata, sullo sfondo di un fiore
intatto che simboleggia la vita.

Futurismo

Il futurismo è una corrente artistica di cui il maggior esponente è Filippo Tommaso Marinetti, poeta e
scrittore italiano. Il vero esordio del futurismo avviene a Parigi con la pubblicazione del Manifesto del
Futurismo, scelta strategica in quanto Parigi è la capitale internazionale dell’arte e della cultura.

Manifesto del Futurismo

1. Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità.

2.Il coraggio, l'audacia, la ribellione, saranno elementi essenziali della nostra poesia.
3.La letteratura esaltò fino ad oggi l'immobilità pensosa, l'estasi ed il sonno. Noi vogliamo esaltare il
movimento aggressivo, l'insonnia febbrile, il passo di corsa, il salto mortale, lo schiaffo ed il pugno.

4.Noi affermiamo che la magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova; la bellezza della
velocità. Un automobile da corsa col suo cofano adorno di grossi tubi simili a serpenti dall'alito esplosivo...
un automobile ruggente, che sembra correre sulla mitraglia, è più bello della Vittoria di Samotracia.

7.Non v'è più bellezza se non nella lotta. Nessuna opera che non abbia un carattere aggressivo può essere
un capolavoro. La poesia deve essere concepita come un violento assalto contro le forze ignote, per ridurle
a prostrarsi davanti all'uomo.

9.Noi vogliamo glorificare la guerra - sola igiene del mondo - il militarismo, il patriottismo, il gesto
distruttore dei liberali, le belle idee per cui si muore e il disprezzo della donna.

10.Noi vogliamo distruggere i musei, le biblioteche, le accademie d'ogni specie, e combattere contro il
moralismo, il femminismo e contro ogni viltà opportunistica e utilitaria.

Il no alla guerra: il Dadaismo

La Svizzera è stata terra di rifugio per molti giovani contrari alla prima guerra mondiale. A Zurigo alcuni di
essi, nel 1916, mentre un’intera generazione si massacrava a vicenda nelle trincee e sui campi di battaglia,
diedero vita al dadaismo: tuttora l’unico movimento artistico internazionale nato in Svizzera.

All’assurdità della guerra, il dadaismo contrapponeva una cultura del nonsense, dell’irriverenza, del rifiuto
della ragione e della logica. Il dadaismo ha interessato le arti visive, la letteratura, il teatro e la grafica.

La sua nascita avvenne al Cabaret Voltaire. Nel locale un gruppo di artisti di vari paesi (Hugo Ball, Tristan
Tzara, Hans Arp, Marcel Janco e altri) discuteva sull'arte e metteva in scena le proprie esibizioni. Durante
una serata pubblica dell'estate 1916 Ball recitò il primo manifesto Dada che due anni dopo Tzara riscrisse
apportandovi modifiche sostanziali.

Secondo i dadaisti stessi, il dadaismo non era arte, era anti-arte. Tentava, infatti, di combattere l'arte con
l'arte. Per ogni cosa che l'arte sosteneva, Dada rappresentava l'opposto. Dada era la voglia di negare
qualsiasi valore a un passato che, essendo stato capace di creare presupposti della guerra, diventava
automaticamente negativo.