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Esperienza della guerra

Le più importanti e rovinose guerre hanno influenzato profondamente non solo il corso della storia ma
anche la cultura della società del loro tempo. Infatti, attraverso lo studio di filosofi, artisti e letterati
possiamo cogliere la vera essenza della guerra.

Cubismo

Il Cubismo è un'espressione con la quale si è soliti rappresentare una corrente artistica e culturale ben
riconoscibile, distinta e fondante rispetto a molte altre correnti e movimenti che si sarebbero
successivamente sviluppate. Tuttavia il cubismo non è un movimento capeggiato da un fondatore e non ha
una direzione unitaria. Come tutte le Avanguardie dei primi anni del Novecento, il Cubismo, tende ad
allontanarsi il più possibile dalla rappresentazione verosimile della realtà, cercando di realizzare
opere in cui il soggetto venga rappresentato da molteplici punti di vista simultaneamente. Quello
cubista è stato un modo di dipingere totalmente inedito e originale. Picasso e Braque, infatti, dipingono
oggetti della realtà quotidiana (chitarre, violini, boccali, frutta) frammentandoli in diverse schegge di realtà,
viste tutte da angolazioni diverse, e poi finalmente sovrapposte in un nuovo ordine. In questo modo si
giunge a una rappresentazione delle cose nella loro interezza, in profonda antitesi con la pittura
tradizionale che avrebbe dipinto lo stesso oggetto frontalmente, trattando in questo modo una sola
dimensione. Il termine cubismo, coniato dal critico Louis Vauxcelles per denigrare alcuni quadri
di Braque, fu poi adottato per questa innovativa corrente artistica.

Picasso

Pablo Picasso è nato a Malaga nel 1881.


Il padre era un artista e un professore di disegno e fu lui a iniziare il piccolo Picasso all’arte e a rendersi
conto di quanto grande fosse il talento di suo figlio.
Picasso fu pittore e scultore, ma soprattutto uno sperimentatore, caratteristica che lo ha reso uno degli
artisti più importanti del XX secolo.

Picasso è famoso per essere l’artista del cubismo, ma la sua carriera è lunghissima e il suo stile subisce
continui cambiamenti.
Per questo motivo tutta la sua produzione è suddivisa in quattro periodi: il “periodo blu”, il “periodo rosa”,
“il periodo africano” e il “periodo cubista”.
Il Musèe Picasso di Parigi è completamente dedicato al suo lavoro e offre un percorso completo sulla sua
vita, attraversando tutti i periodi della sua carriera e in particolare sul periodo cubista.

Guernica

Il 26 aprile del 1937, nel pieno della guerra civile spagnola tra i franchisti e repubblicani, Picasso è sconvolto
dalle notizie sul bombardamento della cittadina basca di Guernica.

L'artista risponde realizzando in appena due mesi un olio su tela intitolato ‘Guernica’.

Guernica già nelle sue dimensioni (351x782 cm) denuncia la propria funzione di manifesto ideologico e
politico, fatto per essere contemporaneamente osservato dal maggior numero di persone possibile. Il
dipinto rappresenta il drammatico momento del bombardamento . Il colore viene abbandonato in favore di
un'omogenea gamma di grigi e azzurri su fondo antracite, le figure appaiono come spettri urlanti, illuminati
all'improvviso dai bagliori delle esplosioni. La composizione è organizzata in 3 fasce verticali, 2 laterali più
strette, simmetriche a quella centrale, in quest'ultima vi sono la maggior parte dei personaggi .

 L'ambientazione è contemporaneamente interna ed esterna


 all'estrema sinistra della composizione una madre lancia al cielo il suo grido straziante
mentre stringe fra le braccia il cadavere del figlioletto
 dal lato opposto della tela un altro personaggio femminile alza urlando le braccia al
cielo in segno di disperazione
 al centro un cavallo ferito nitrisce pretendendo verso l'alto una lingua aguzza come una
scheggia di vetro
 chi può cerca di fuggire, come la donna che, dall'angolo inferiore destro, si sgancia
diagonalmente verso il Toro.
 un'altra donna si affaccia disperatamente alla finestra reggendo una lampada a petrolio
 a sinistra una mano protesa, con una linea della vita simbolicamente spezzata in minuti
segmenti
 in basso, esattamente al centro, un'altra mano serra ancora una spada spezzata, sullo
sfondo di un fiore intatto che simboleggia la vita.

Futurismo

Il futurismo è una corrente artistica di cui il maggior esponente è Filippo Tommaso Marinetti, poeta e
scrittore italiano. Il vero esordio del futurismo avviene a Parigi con la pubblicazione del Manifesto del
Futurismo, scelta strategica in quanto Parigi è la capitale internazionale dell’arte e della cultura.

Manifesto del Futurismo

Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità.

2.Il coraggio, l'audacia, la ribellione, saranno elementi essenziali della nostra poesia.

3.La letteratura esaltò fino ad oggi l'immobilità pensosa, l'estasi ed il sonno. Noi vogliamo esaltare il
movimento aggressivo, l'insonnia febbrile, il passo di corsa, il salto mortale, lo schiaffo ed il pugno.

4.Noi affermiamo che la magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova; la bellezza della
velocità. Un automobile da corsa col suo cofano adorno di grossi tubi simili a serpenti dall'alito esplosivo...
un automobile ruggente, che sembra correre sulla mitraglia, è più bello della Vittoria di Samotracia.

7.Non v'è più bellezza se non nella lotta. Nessuna opera che non abbia un carattere aggressivo può essere
un capolavoro. La poesia deve essere concepita come un violento assalto contro le forze ignote, per ridurle
a prostrarsi davanti all'uomo.

9.Noi vogliamo glorificare la guerra - sola igiene del mondo - il militarismo, il patriottismo, il gesto
distruttore dei liberali, le belle idee per cui si muore e il disprezzo della donna.

10.Noi vogliamo distruggere i musei, le biblioteche, le accademie d'ogni specie, e combattere contro il
moralismo, il femminismo e contro ogni viltà opportunistica e utilitaria.
Umberto Boccioni

Umberto Boccioni nasce a Reggio Calabria il 19 ottobre 1882.

Durante la sua formazione artistica frequenta lo studio di Giacomo Balla, dal quale apprende la tecnica
divisionista. Nella prima parte della sua produzione artistica emergono la tecnica divisionista e influenze
impressioniste. Decisivo è l’incontro con Marinetti nel 1910, Boccioni aderisce con entusiasmo al Futurismo
e collabora alla stesura del Manifesto dei Futuristi. Successivamente pubblica Pittura scultura futuriste, un
testo teorico dove egli definisce i concetti fondamentali della pittura futurista ( forza e dinamismo).

La città che sale

La città che sale è un dipinto a olio su tela (199,3 × 301 cm) realizzato a cavallo tra il 1910 ed il 1911 dal
pittore italiano futurista Umberto Boccioni.
Nel 1912 il quadro fu acquistato dal musicista Ferruccio Busoni nel corso della mostra d'opere futuriste
itinerante in Europa. È oggi esposto al Museum of Modern Art di New York. Il bozzetto preparatorio è
esposto nella collezione della Pinacoteca di Brera a Milano.
La città che sale è uno dei dipinti più significativi e che segna una tappa fondamentale dello sviluppo
artistico di Boccioni. Protagonista della tela è un turbinio affollarsi di cavalli da tiro e di operai. Lo scenario è
una sorta di battaglie di forze e di movimenti. Lo scenario è una metropoli moderna, tipico scenario
futurista. Un altro importante tema raffigurato è il lavoro, il dipinto fu inizialmente intitolato il lavoro. Il
cavallo è simbolo del lavoro. Le masse di colore che si compenetrano generano un coinvolgente effetto
dinamico.

Il no alla guerra: il Dadaismo

La Svizzera è stata terra di rifugio per molti giovani contrari alla prima guerra mondiale. A Zurigo alcuni di
essi, nel 1916, mentre un’intera generazione si massacrava a vicenda nelle trincee e sui campi di battaglia,
diedero vita al dadaismo: tuttora l’unico movimento artistico internazionale nato in Svizzera.

All’assurdità della guerra, il dadaismo contrapponeva una cultura del nonsense, dell’irriverenza, del rifiuto
della ragione e della logica. Il dadaismo ha interessato le arti visive, la letteratura, il teatro e la grafica.

La sua nascita avvenne al Cabaret Voltaire. Nel locale un gruppo di artisti di vari paesi (Hugo Ball, Tristan
Tzara, Hans Arp, Marcel Janco e altri) discuteva sull'arte e metteva in scena le proprie esibizioni. Durante
una serata pubblica dell'estate 1916 Ball recitò il primo manifesto Dada che due anni dopo Tzara riscrisse
apportandovi modifiche sostanziali.

Secondo i dadaisti stessi, il dadaismo non era arte, era anti-arte. Tentava, infatti, di combattere l'arte con
l'arte. Per ogni cosa che l'arte sosteneva, Dada rappresentava l'opposto. Dada era la voglia di negare
qualsiasi valore a un passato che, essendo stato capace di creare presupposti della guerra, diventava
automaticamente negativo.

Hans Arp: Ritratto di Tristan Tzara

Il ritratto di Tristan Tzara, o la deposizione degli uccelli e delle farfalle, è un rilievo in legno policromo
40×32, 5×9,3 cm del 1916, conservato a Zurigo, Kunsthaus.

In questo lavoro Arp rompe provocatoriamente ogni precedente scema figurativo e compositivo. Della
riconoscibilità del soggetto non ne resta che il titolo, perché la sua arte è casuale, cioè tutti gli elementi che
compongono il rilievo in legno policromo sono forme astratte, cioè senza alcun riferimento alla realtà
naturale. È la legge del caso a stimolare la sua produzione artistica. Meglio la natura spontanea e innocua
che la ragione umana. La libertà compositiva e naturale è la sua unica regola artistica.