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Oggetto: Richiesta di celebrazione della forma straordinaria del rito romano nella diocesi de

Marabá/Pará/Brasile

Cara Commissione.

Siamo un grupo di fedeli (elenco delle firme in allegato) appartenenti alla diocesi di
Marabé nello stato del Pará, situato nella regione settentrionale del Brasile. Attraverso il presente
istrumento veniamo rivendicare i mezzi pertinenti per l'applicazione del Motu proprio Summorum
Pontificum del Papa emerito Benedetto XVI.

Osservando il canone 212 del Codice di Diritto Canonico, che asserisce sul diritto dei
fedeli a manifestare le loro richieste ai pastori, inviamo al signor Dom Vital Corbelini, vescovo
di questa diocesi, una lettera (in allegato copia della lettera e protocollo della curia) esponendo le
nostre motavazioni ad avere accesso alla forma straordinaria del rito romano nella diocesi, sulla
base delle disposizioni del summenzionato Motu Proprio. Non ottenendo alcuna risposta, sia per
lettera, sia per telefono, abbiamo cercato il signor Vescovo personalmente. -

Nella conversazione abbiamo avuto con il signor Vescovo , questo ci ha negato il acesso
al rito romano straordinario. Come giustificazione, abbiamo ricevuto oralmente dallo stesso
Signor Vescovo: 1) che le disposizioni del Motu Proprio Summorum Pontificum sono state
abrogate da Sua Santità il Papa Francesco; 2) per non essere oggi il papa regnante, i decreti di Sua
Santità il papa emerito Benedetto XVI non possiedono validità, cosa invaliderebbe, secondo il
signor vescovo Dom Vital, il medesimo Motu Proprio , non essendoci così più la possibilità della
celebrazione del rito straordinario; 3) che, nella diocesi di Marabá, non ci sarà due modi in cui si
recita la messa e, finalmente; 4) che coloro che partecipano al rito straordinario sarebbero contrari
all'azione pastorale del Papa Francesco.

Nonostante la nostra argomentazione fatta di modo educada e gentile contra le sue


affermazioni, sempre rispettando la persona e la posizione del signor Vescovo davanti alla chiesa
questo semplicemente ci ha dato in modo molto scortese la sua negativa a consentire alla
celebrazione.

Non riusciamo a trovare basi per le affermazione del sig. Vescovo, né tra i decreti del
Magistero della Chiesa, né tra i principi dell'ecclesiologia, veniamo chiedere aiuto alla cara
commissione, quanto sia di sua competenza, nell'applicazione del Motu Proprio Summorum
Pontificum . Sottolineiamo che c'è un grupo stabile di fedeli con più de venti persone che
abbraciano la tradizione liturgica, secondo la definizione del art. 5 del Motu Proprio Summorum
Pontificum .

Inoltre, vogliamo menzionare che, a quanto pare, c'è un sacerdote nella diocesi,
attualmente in anno sabbatico ed incardinato in questa diocesi, che è in grado di celebrare la
Divina Liturgia nello straordinario rito. Questo sacerdote sarebbe il prete che, come è indicato nel
suo profilo della rete sociale Facebook, a celebrato frequentemente il rito straordinario al posto in
cui si trova. Tuttavia, se per caso il prete Tarcísio non sara in grado di celebrarlo per qualche
motivo, l'Istituto del Buon Pastore si è dichiarato pronto a insegnare qualche sacerdote della
diocese a celebrare la Santa Liturgia secondo il rito straordinario.

Infine, sottolineiamo il nostro completo rispetto ed adesione al nostro vescovo diocesano


e la nostra avversione a qualsiasi ideia o gruppo che sia considerato scimatico dalla Santa Chiesa,
storicamente associati a questo rito. Il nostro desiderio per il rito straordinario si fonda
sull'autentica pietà, in cui cerchiamo la perfezione dell'anima attraverso l'acesso all'inestimabile
tesoro della Tradizione Cattolica, rispettando l'ordine data da San Paolo: "state saldi e mantenete
le tradizioni che avete apprese". Per di più, come ben ci insegna Monsignore Guido Pozzo: "Nella
messa nel rito antico sono esplicitati, evidenziati certi valori, certi aspetti fondamentali della
liturgia che meritano di essere mantenuti e non parlo soltanto delle lingua latina o del canto
gregoriano, parlo del senso del mistero, del sacro, il senso della messa come sacrificio e la
prenseza reale e sostanziale di Cristo nell’eucharistia e il fatto che ci sono dei grandi momenti di
raccoglimenti interiore, come partecepazione interiore alla divina liturgia."

In attesa del suo ritorno, ci raccomandiamo alle preghiere degli ecclesiastici di questa
commissione.

In corde Jesu, Semper.