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CORTE DEI CONTI COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE

2019 13 FEBBRAIO CORTE DEI CONTI DELIBERAZIONE N.40 2019


PRSP COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE - VERIFICA MISURE
CORRETTIVE

2018 27 NOVEMBRE CORTE DEI CONTI


DELIBERAZIONE N.202 2018 PRSP COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE -
148 BIS TUEL.

2018 17 APRILE CORTE DEI CONTI DELIBERAZIONE 90 2018 PRSP


DELIBERAZIONE EX ART. 148 BIS TUEL - RICHIESTA DI ADOZIONE DI
MISURE.

2018 16 FEBBRAIO CORTE DEI CONTI DELIBERAZIONE 29 2018 PRSP


DELIBERAZIONE EX ART. 148 BIS DEL TUEL - ACCERTAMENTO DELLA
RITARDATA APPROVAZIONE DEL RENDICONTO DELL'ESERCIZIO 2016.

2017 14 FEBBRAIO CORTE DEI CONTI DELIBERAZIONE 51 2017 PRSP


VERIFICA 148 BIS RENDICONTO 2014 E BILANCIO 2015.

2016 12 GENNAIO CORTE DEI CONTI DELIBERAZIONE 8 2016 PRSP


VERIFICA 148 BIS SU RENDICONTO 2013 E MISURE CORRETTIVE

2015 30 SETTEMBRE CORTE DEI CONTI DELIBERAZIONE 260 PAR


2015 VALUTAZIONE SU RIMBORSABILITÀ SPESE LEGALI
AMMINISTRATORI IN CONSEGUENZA ASSOLUZIONE.

2014 27 OTTOBRE CORTE DEI CONTI DELIBERAZIONE 174 PRSP


2014 CONTROLLO 148 BIS RENDICONTO 2012 E MISURE
CORRETTIVE.

2013 22 OTTOBRE CORTE DEI CONTI DELIBERAZIONE 298 PRSP


2013 RENDICONTO 2011 E BILANCIO DI PREVISIONE 2012
1
2012 10 MAGGIO CORTE DEI CONTI DELIBERAZIONE 139 2012 PRSP
RENDICONTO 2010

2011 13 GIUGNO CORTE DEI CONTI DELIBERAZIONE 64/2011


PRSP rendiconto 2009 MANCATE AZIONI CORRETTIVE CONSUNTIVO
2008 DELIBERAZIONE 112 2010

2010 2 DICEMBRE CORTE DEI CONTI DELIBERAZIONE N 323 2010


PRSP BILANCIO DI PREVISIONE 2010

2010 26 MAGGIO CORTE DEI CONTI DELIBERAZIONE 112 2010 PRSP


PRONUNCIA SPECIFICA EX ART.1 COMMA 168 L. 266/2005 -
RENDICONTO 2008

2010 18 GENNAIO CORTE DEI CONTI DELIBERAZIONE N 18 2010 PRSP


SPECIFICA PRONUNCIA EX ART. 1, COMMA 168 L. 266/05 RAG BIAGIO
FONTANETTA PATTO DI STABILITA’ MAGGIORE ANTONIO CROCE
INCARICHI ESTERNI

2018 “PAREGGIO DI BILANCIO”: LE ISTRUZIONI RELATIVE ALLA


CERTIFICAZIONE DEL RISPETTO DELL’OBIETTIVO 2018

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2019 N13 FEBBRAIO CORTE DEI CONTI DELIBERAZIONE N.40 2019
PRSP COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE - VERIFICA MISURE
CORRETTIVE

REPUBBLICA ITALIANA
La Corte dei conti
Sezione di controllo per la Regione siciliana
Nell’adunanza del 19 dicembre 2018, composta dai Magistrati:
Luciana Savagnone - Presidente
Ignazio Tozzo - Consigliere
Francesco Antonino - Primo Referendario –
Cancilla relatore

******
Visto l’art. 100, secondo comma, e gli artt. 81, 97 primo comma, 28 e 119
ultimo comma della Costituzione;
visto il R.D. 12 luglio 1934, n. 1214 e successive modificazioni;
vista la legge 14 gennaio 1994, n. 20 e successive modificazioni;
visto l'art. 2 del decreto legislativo 6 maggio 1948, n. 655, nel testo sostituito
dal decreto legislativo 18 giugno 1999, n. 200;
visto il decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 e successive modificazioni,
recante il Testo Unico degli Enti Locali (T.U.E.L.) e, in particolare, l’art. 148 bis;
visto l’art. 7, comma 7, della legge 5 giugno 2003, n. 131;
visto l’art. 1, commi 166 e 167, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (legge
finanziaria 2006);
visto, altresì, l’art. 1, comma 610, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (legge
finanziaria 2006), il quale espressamente prevede che le disposizioni della
predetta legge “sono applicabili nelle regioni a Statuto speciale e nelle province
autonome di Trento e di Bolzano compatibilmente con le norme dei rispettivi
statuti”;

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vista la relazione di deferimento del magistrato istruttore in merito alla
relazione dell’organo di revisione del Comune di Isola delle Femmine sul
rendiconto dell’esercizio 2015 e sulle misure correttive conseguenti alla
deliberazione n. 90/2018/PRSP di questa Sezione;
vista la deliberazione n. 202/2018/PRSP di questa Sezione;
vista l’ordinanza del Presidente della Sezione di controllo n. 300/2018/CONTR,
con la quale la Sezione medesima è stata convocata per l’adunanza ai fini degli
adempimenti di cui al citato articolo 148 bis del TUEL;
viste la memorie presentate dall’ente il 5 novembre 13 febbraio 20192018
(acquisita al prot. CdC n. 9727 in pari data), il 6 novembre 2018 (acquisita al
prot. CdC n. 9789 in pari data) e il 17/12/2018 (acquisita al prot. CdC n.
11090);
-uditi il relatore, Primo Referendario Francesco Antonino Cancilla, nonché, per
il Comune di Isola delle Femmine, il Sindaco, avv. Stefano Bologna, il
Segretario generale, avv. Ernesto Amaducci, e il Responsabile del settore
economico finanziario, dott. Antonio Croce;
******
-Rilevato che, alla luce dell’art. 6, comma 2, del decreto legislativo 6 settembre
2011, n. 149, occorre verificare l’adeguatezza delle misure correttive assunte
dal Comune di Isola delle Femmine a seguito della deliberazione n.
90/2018/PRSP di questa Sezione e che, a tal fine, è necessario accertare se la
situazione del Comune presenti un grave squilibrio finanziario, che possa
eventualmente configurare i presupposti per la dichiarazione del dissesto;
-rilevato che con la deliberazione n. 202/2018/PRSP la Sezione ha chiesto
chiarimenti in merito ai saldi e agli equilibri dell’esercizio 2017, quali risultanti
dal rendiconto già approvato o dal preconsuntivo, e informazioni su diversi
profili della gestione del 2018;
-rilevato che il Comune nella memoria depositata il 17 dicembre 2018, a causa
dell’assenza di preconsuntivo dovuta alla mancata conclusione del 2018, non
ha fornito sufficienti chiarimenti in merito a tale esercizio;
-ritenuto che, pertanto, va chiesto al Comune di Isola delle Femmine di riferire
sui saldi e sugli equilibri dell’esercizio 2018, quali risultanti dal rendiconto già
approvato o dal preconsuntivo, per quanto riguarda: la composizione del

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risultato di amministrazione (parte accantonata, parte vincolata, parte
destinata agli investimenti e parte disponibile), il saldo di cassa e
l’anticipazione di tesoreria (fondo di cassa libero, fondi vincolati, anticipazione
di tesoreria utilizzata e non restituita, utilizzo per cassa di entrate vincolate),
l’andamento dei residui (totale dei residui attivi, di quelli passivi,
determinazione e quantificazione del Fondo crediti di dubbia esigibilità),
l’andamento delle riscossioni, il rispetto dei vincoli di finanza pubblica e del
pareggio di bilancio, la presenza di procedure esecutive. A tal fine, l’Ente dovrà
produrre lo schema di rendiconto approvato dalla Giunta, la relazione
dell’organo di revisione e i documenti di supporto delle risposte fornite;
-rilevato che con l’ordinanza n. 202/2018/PRSP è stato chiesto all’Ente di
fornire chiarimenti sull’esecuzione della deliberazione del Consiglio comunale n.
2 del 15 febbraio 2018, avente ad oggetto il riconoscimento del debito fuori
bilancio derivante dalla sentenza della Corte di Cassazione in favore di Lo
Bianco A. e altri;
-rilevato che il Comune nella memoria depositata il 17 dicembre 2018 ha
dedotto in merito all’imminente concessione del mutuo da parte della Cassa
depositi e prestiti, al fine di pagare il debito fuori bilancio oggetto della
summenzionata deliberazione consiliare n. 2 del 2018, che è stata modificata
con la deliberazione consiliare n. 38 del 26 novembre 2018 “in vista della
presentazione della richiesta di mutuo alla Cassa depositi e prestiti” (così
testualmente);
-ritenuto che, pertanto, al fine di accertare la sostenibilità del debito fuori
bilancio con il mantenimento degli equilibri e la compatibilità con le regole di
sana gestione, va richiesto all’Ente di:
a)- produrre copia integrale della deliberazione del Consiglio comunale n. 38
del 26 novembre 2018, munita di tutti i suoi allegati;
b)- riferire in maniera documentata sull’effettiva concessione del mutuo da
parte della Cassa depositi e prestiti, così da provare la reale capacità di pagare
l’intero debito fuori bilancio per gli importi e secondo le modalità indicate nella
deliberazione consiliare n. 2 del 2018, modificata dalla deliberazione n. 38 del
2018;

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c)- produrre una dichiarazione con firma autenticata dei creditori “Lo Bianco +
18”, con la quale gli stessi: i)- accettano il pagamento secondo le modalità, gli
importi e i termini indicati nella deliberazione consiliare n. 2 del 2018, come
modificata dalla deliberazione consiliare n. 38 del 2018; ii) rinunciano all’avvio
di procedura esecutiva o alla richiesta di misura conservativa fino alla data in
cui la Cassa depositi e prestiti deciderà sulla concessione del mutuo; iii)-
accettano gli importi e i termini di pagamento indicati nella deliberazione
consiliare n. 2 del 2018, come successivamente modificata, pur nel caso in cui
il mutuo non dovesse essere accordato;
d)- produrre una dichiarazione con firma autenticata dei creditori “Lo Iacono P.
+ 2”, con la quale gli stessi: i) rinunciano all’avvio di procedura esecutiva o alla
richiesta di misura conservativa fino alla data in cui la Cassa depositi e prestiti
deciderà sulla concessione del mutuo; ii)- si impegnano a transigere il loro
credito secondo modalità e termini analoghi a quelli degli altri creditori Lo
Bianco + 18 con proporzionale riduzione del loro credito in misura analoga ai
summenzionati Lo Bianco + 18, precisando se ciò vale solo nel caso di
concessione del mutuo o anche per il caso di diniego dello stesso;
e)- nell’ipotesi di mancata concessione del mutuo, chiarire se il Comune è in
grado di provvedere immediatamente all’integrale pagamento del debito fuori
bilancio riconosciuto con la citata deliberazione consiliare n. 2 del 2018, come
successivamente modificata. L’Ente, in ogni caso, dovrà allegare copia del
bilancio di previsione 2018-2020, dell’assestamento di bilancio approvato nel
2018 e del bilancio di previsione 2019-2021 (se già approvato) con specifica
evidenza delle risorse destinate al pagamento del debito riconosciuto con la
citata deliberazione;
-ritenuto, infine, che va richiesta una specifica dichiarazione firmata
congiuntamente dal Sindaco, dal Responsabile del Settore finanziario e dal
Segretario generale, con la quale gli stessi, espressamente consapevoli della
loro personali responsabilità penali, patrimoniali ed erariali per il caso di falso o
di ingiustificato ritardo della dichiarazione di dissesto, attestano che: i)- non
sussistono le condizioni per la dichiarazione di dissesto del Comune ai sensi
dell’art. 244 TUEL; ii)- il Comune può garantire l’assolvimento delle funzioni e
dei servizi indispensabili e può validamente fare fronte ai debiti con le modalità

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ordinarie; iii)- l’Ente può immediatamente provvedere ai pagamenti dei debiti
fuori bilancio secondo le modalità e i termini previsti dalla deliberazione
consiliare n. 2 del 2018, come modificata dalla deliberazione consiliare n. 38
del 2018.
P. Q. M.
La Corte dei conti, Sezione di controllo per la Regione siciliana
DISPONE
che, entro il 4 marzo 2019, il Comune di Isola delle Femmine depositi presso la
segreteria di questa Sezione una dettagliata relazione di chiarimento, la
necessaria documentazione, le dichiarazioni dei creditori e l’attestazione del
Sindaco, del Responsabile dei servizi finanziaria e del Segretario generale nei
sensi indicati in parte motiva;
FISSA
l’adunanza collegiale del 12 marzo 2019, h. 10.30, per l’esame della relazione
e della documentazione che saranno prodotte dal Comune;
ORDINA
che, a cura del Servizio di supporto della Sezione di controllo, copia della
presente pronuncia sia comunicata al Consiglio Comunale -per il tramite del
suo Presidente- ai fini dell’adozione delle necessarie misure correttive, oltre
che al Sindaco e all’Organo di revisione del Comune di Isola delle Femmine.
Così deliberato in Palermo nella camera di consiglio del 19 dicembre 2018
Il Magistrato estensore Il
Presidente
Francesco Antonino Cancilla Luciana
Savagnone

Depositato in segreteria il 13 febbraio 2019


IL FUNZIONARIO RESPONSABILE
(Boris Rasura)

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2018 27 NOVEMBRE CORTE DEI CONTI
DELIBERAZIONE N.202 2018 PRSP COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE - 148
BIS TUEL.

REPUBBLICA ITALIANA
La Corte dei conti
Sezione di controllo per la Regione siciliana
nell’adunanza del 7 novembre 2018, composta dai Magistrati:
Luciana Savagnone - Presidente
Adriana La Porta - Consigliere
Francesco Antonino - Primo Referendario –
Cancilla relatore

******
Visto l’art. 100, secondo comma, e gli artt. 81, 97 primo comma, 28 e 119
ultimo comma della Costituzione;
visto il R.D. 12 luglio 1934, n. 1214 e successive modificazioni;
vista la legge 14 gennaio 1994, n. 20 e successive modificazioni;
visto l'art. 2 del decreto legislativo 6 maggio 1948, n. 655, nel testo sostituito
dal decreto legislativo 18 giugno 1999, n. 200;
visto il decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 e successive modificazioni,
recante il Testo Unico degli Enti Locali (T.U.E.L.) e, in particolare, l’art. 148 bis;
visto l’art. 7, comma 7, della legge 5 giugno 2003, n. 131;
visto l’art. 1, commi 166 e 167, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (legge
finanziaria 2006);
-visto, altresì, l’art. 1, comma 610, della legge 23 dicembre 2005, n. 266
(legge finanziaria 2006), il quale espressamente prevede che le disposizioni
della predetta legge “sono applicabili nelle regioni a Statuto speciale e nelle
province autonome di Trento e di Bolzano compatibilmente con le norme dei
rispettivi statuti”;
vista la nota di deferimento del magistrato istruttore in merito alla relazione
dell’organo di revisione sul rendiconto dell’esercizio 2016 del Comune di Isola
delle Femmine;

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vista l’ordinanza del Presidente della Sezione di controllo n. 259/2018/CONTR,
con la quale la Sezione medesima è stata convocata per l’adunanza ai fini degli
adempimenti di cui al citato articolo 148 bis del TUEL;
vista la memoria presentata dall’ente il 5 novembre 2018 (acquisita al prot.
CdC n. 9727 in pari data);
-vista l’ulteriore memoria presentata dall’ente il 6 novembre 2018 (acquisita al
prot. CdC n. 9789 in pari data);
-uditi il relatore, Primo Referendario Francesco Antonino Cancilla, nonché, per
il Comune di Isola delle Femmine, il Sindaco, avv. Stefano Bologna, il
Segretario generale, avv. Ernesto Amaducci, e il Responsabile del settore
economico finanziario, dott. Antonio Croce;
******
-Rilevato che, alla luce dell’art. 6, comma 2, del decreto legislativo 6 settembre
2011, n. 149, occorre verificare l’adeguatezza delle misure correttive assunte
dal Comune di Isola delle Femmine a seguito della deliberazione n.
90/2018/PRSP di questa Sezione e che, a tal fine, è necessario accertare se la
situazione attuale del Comune presenti un grave squilibrio finanziario, che
possa eventualmente configurare i presupposti per la dichiarazione del
dissesto;
-ritenuta, pertanto, la necessità di acquisire ulteriori elementi istruttori;
-ritenuto che, conseguentemente, va richiesto al Comune di Isola delle
Femmine:
1)- di riferire sui saldi e sugli equilibri dell’esercizio 2017, quali risultanti dal
rendiconto già approvato o dal preconsuntivo, per quanto riguarda: la
composizione del risultato di amministrazione (parte accantonata, parte
vincolata, parte destinata agli investimenti e parte disponibile), il saldo di cassa
e l’anticipazione di tesoreria (fondo di cassa libero, fondi vincolati,
anticipazione di tesoreria utilizzata e non restituita, utilizzo per cassa di entrate
vincolate), l’andamento dei residui (totale dei residui attivi, di quelli passivi,
determinazione e quantificazione del Fondo crediti di dubbia esigibilità),
l’andamento delle riscossioni, il rispetto dei vincoli di finanza pubblica e del
pareggio di bilancio, la presenza di procedure esecutive. A tal fine, l’Ente dovrà

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produrre la deliberazione consiliare di approvazione del rendiconto, la relazione
dell’organo di revisione e i documenti di supporto delle risposte fornite;
2)- di riferire -sulla base delle informazioni disponibili- sui seguenti profili
relativi all’esercizio 2018: a)- attuale situazione di cassa (fondo di cassa libero,
fondi vincolati, anticipazione di tesoreria utilizzata e non restituita, utilizzo per
cassa di entrate vincolate); b)- procedure esecutive nei confronti dell’Ente; c)-
andamento delle riscossioni e dei residui. L’Ente dovrà produrre adeguata
documentazione a supporto;
3)- di riferire in merito all’esecuzione della deliberazione del Consiglio
comunale n. 2 del 15 febbraio 2018, avente ad oggetto il riconoscimento del
debito fuori bilancio derivante dalla sentenza della Corte di Cassazione in
favore di Lo Bianco A. e altri. In particolare, l’Ente dovrà: a)- allegare la nota
del 20 novembre 2017 proveniente dai signori “Lo Bianco A. + 18” (citata nella
lett. a) del punto 2 della deliberazione consiliare) nonché la nota del 21
novembre 2017 proveniente dai signori “Lo Iacono P. + 2” (citata nella lett.
b) del punto 2 della deliberazione consiliare); b)- trasmettere ogni allegato
della summenzionata deliberazione consiliare; c)- chiarire se i signori Lo Bianco
A. + 18 abbiano sottoscritto la transazione e, in tale caso, inviarne copia
integrale; d)- chiarire se i signori Lo Iacono P. + 2 abbiano accettato la
rinegoziazione della loro pretesa creditoria; e)- trasmettere la documentazione
idonea a provare le trattative con la Cassa depositi e prestiti per la
concessione del mutuo, che -come risulta dalla deliberazione consiliare-
dovrebbe consentire il pagamento del debito; f)- chiarire se il Comune, qualora
non fosse concesso il mutuo, sia in grado di provvedere immediatamente
all’integrale pagamento del debito fuori bilancio riconosciuto con la citata
deliberazione consiliare n. 2 del 2018. L’Ente, inoltre, dovrà allegare copia del
bilancio di previsione 2018-2020, dell’assestamento di bilancio approvato nel
2018 e del bilancio di previsione 2019-2021 (se già approvato) con specifica
evidenza delle risorse destinate al pagamento del debito riconosciuto con la
citata deliberazione.
P. Q. M.
la Corte dei conti, Sezione di controllo per la Regione siciliana
DISPONE

10
che, entro il 15 dicembre 2018, il Comune di Isola delle Femmine depositi
presso la segreteria di questa Sezione una dettagliata relazione di chiarimento
e la necessaria documentazione nei sensi indicati in parte motiva;
FISSA
l’adunanza collegiale del 19 dicembre 2018, h. 10.30, per l’esame della
relazione e della documentazione che saranno prodotte dal Comune;
ORDINA
che, a cura del Servizio di supporto della Sezione di controllo, copia della
presente deliberazione sia comunicata -ai fini della sua esecuzione- al Sindaco,
al Presidente del Consiglio comunale e all’Organo di revisione dei conti del
Comune di Isola delle Femmine.
Così deliberato in Palermo nella camera di consiglio del 7 novembre 2018
Il Magistrato estensore Il
Presidente
Francesco Antonino Cancilla Luciana
Savagnone

Depositata in segreteria il 27 novembre 2018


IL FUNZIONARIO RESPONSABILE
(Boris Rasura)

2018 17 APRILE CORTE DEI CONTI DELIBERAZIONE 90 2018 PRSP


DELIBERAZIONE EX ART. 148 BIS TUEL - RICHIESTA DI ADOZIONE DI
MISURE.

Deliberazione n.90/2018/PRSP

REPUBBLICA ITALIANA
La Corte dei conti
Sezione di controllo per la Regione siciliana
11
nell’adunanza del 27 febbraio 2018, composta dai Magistrati:
Maurizio Graffeo - Presidente
Antonio Nenna - Consigliere
Ignazio Tozzo - Consigliere
Sergio Vaccarino - Primo Referendario
Francesco Antonino - Primo Referendario –
Cancilla relatore

******
Visto l’art. 100, secondo comma, e gli artt. 81, 97 primo comma, 28 e 119
ultimo comma della Costituzione;
visto il R.D. 12 luglio 1934, n. 1214 e successive modificazioni;
vista la legge 14 gennaio 1994, n. 20 e successive modificazioni;
visto l'art. 2 del decreto legislativo 6 maggio 1948, n. 655, nel testo sostituito
dal decreto legislativo 18 giugno 1999, n. 200;
visto il decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 e successive modificazioni,
recante il Testo Unico degli Enti Locali (T.U.E.L.) e, in particolare, l’art. 148 bis;
visto l’art. 7, comma 7, della legge 5 giugno 2003, n. 131;
visto l’art. 1, commi 166 e 167, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (legge
finanziaria 2006);
-visto, altresì, l’art. 1, comma 610, della legge 23 dicembre 2005, n. 266
(legge finanziaria 2006), il quale espressamente prevede che le disposizioni
della predetta legge “sono applicabili nelle regioni a Statuto speciale e nelle
province autonome di Trento e di Bolzano compatibilmente con le norme dei
rispettivi statuti”;
-vista la deliberazione di questa Sezione n. 142/2016/INPR del 12 luglio 2016,
avente ad oggetto: “Linee guida cui devono attenersi, ai sensi dell’art.1, commi
166 e 167, della legge 23 dicembre 2005, n.266 (legge finanziaria 2006), gli
organi di revisione economico-finanziaria degli enti locali aventi sede in Sicilia
nella predisposizione della relazione sul rendiconto dell’esercizio 2015”;
-esaminate le relazioni compilate dall’Organo di revisione del Comune di Isola
delle Femmine rispettivamente sul rendiconto del 2015 e sul bilancio di
previsione 2016 - 2018;

12
-vista la relazione di deferimento del magistrato istruttore;

-vista l’ordinanza del Presidente della Sezione di controllo n. 41/2018/CONTR,


con la quale la Sezione medesima è stata convocata per l’odierna adunanza ai
fini degli adempimenti di cui al citato articolo 148 bis del TUEL;
-vista la memoria presentata dall’ente il 26 febbraio 2018 (acquisita al prot.
CdC n. 1855 in pari data);
-uditi il relatore, Primo Referendario Francesco Antonino Cancilla, nonché, per
il Comune di Isola delle Femmine, il Sindaco, dott. Stefano Bologna, il
Responsabile del settore economico finanziario dr. Antonio Croce, e il
Segretario generale, dott.ssa Anna Genova.

******
Premesso che:
L’art. 1, commi 166 e 167, della legge n. 266 del 2005 (legge finanziaria per
l’anno 2006) ha previsto, ai fini della tutela dell’unità economica della
Repubblica e del coordinamento della finanza pubblica, l’obbligo -a carico degli
Organi di revisione degli enti locali- di trasmettere alla Corte dei conti una
relazione sul bilancio di previsione dell’esercizio di competenza e sul rendiconto
dell’esercizio medesimo, formulata sulla base dei criteri e delle linee guida
definite dalla Corte.
Al riguardo, occorre evidenziare la peculiare natura di tale forma di controllo,
volto a rappresentare agli organi elettivi, nell’interesse del singolo ente e della
comunità nazionale, la reale situazione finanziaria emersa all’esito del
procedimento di verifica effettuato sulla base delle relazioni inviate dall’Organo
di revisione, affinché gli stessi possano attivare le necessarie misure correttive.
Esso si colloca nell’ambito materiale del coordinamento della finanza pubblica,
in riferimento agli articoli 97, primo comma, 28, 81 e 119 della Costituzione,
che la Corte dei conti contribuisce ad assicurare quale organo terzo ed
imparziale di garanzia dell’equilibrio economico-finanziario del settore pubblico
e della corretta gestione delle risorse collettive, in quanto al servizio dello
Stato-ordinamento, tanto più a seguito del novellato quadro scaturito dalla
legge costituzionale n.1 del 2012 e dalla legge c.d. rinforzata n. 243 del 2012.
La giurisprudenza costituzionale, anche alla luce dei successivi interventi
legislativi in materia (da ultimo, sentenza n. 39 del 2014 che richiama altresì le
13
precedenti n. 60 del 2013, n. 198 del 2012, n. 179 del 2007), ne ha precisato
contenuti e fondamento, affermando che il controllo finanziario attribuito alla
Corte dei conti e, in particolare, quello che questa è chiamata a svolgere sui
bilanci preventivi e sui rendiconti consuntivi degli enti locali, va ascritto alla
categoria del sindacato di legalità e di regolarità – da intendere come verifica
della conformità delle (complessive) gestioni di detti enti alle regole contabili e
finanziarie – e ha lo scopo, in una prospettiva non più statica (com’era il
tradizionale controllo di legalità-regolarità), ma dinamica, di finalizzare il
confronto tra fattispecie e parametro normativo all’adozione di effettive misure
correttive da parte dell’ente, funzionali a garantire l’equilibrio del bilancio e il
rispetto delle regole contabili e finanziarie.
******
Ciò premesso, esaminata la relazione sul rendiconto dell’esercizio 2015 e
quella sul bilancio di previsione 2016 - 2018, il competente magistrato, sulla
base dell’istruttoria espletata e della documentazione pervenuta, ha richiesto la
pronuncia collegiale su numerosi profili di criticità, illustrati nella nota di
deferimento.
In prossimità dell’adunanza il Comune ha depositato apposita memoria, i cui
contenuti sono stati illustrati dai rappresentanti dell’amministrazione.

*******
Per ciascuno dei motivi di deferimento, che sono qui trascritti, vengono
sinteticamente riportate le deduzioni del Comune unitamente alle valutazioni
conclusive del Collegio.
A)- Per quanto attiene alla relazione sul rendiconto dell’esercizio 2015, dalla
documentazione pervenuta e dalla successiva attività istruttoria è emerso
quanto segue:
1. Il ritardo dell’approvazione del rendiconto del 2015, che, infatti, è stato
approvato il 18 novembre 2016 con deliberazione consiliare n. 44. Va peraltro
segnalato il sistematico ritardo dell’ente nell’approvazione dei documenti
contabili fondamentali: il bilancio di previsione del 2015 è stato approvato il 30
dicembre 2015 con deliberazione n. 54; il bilancio di previsione 2016 è stato
approvato il 29/12/2016 con deliberazione consiliare n. 23; il rendiconto del

14
2016 è stato approvato il 29/12/2017 con deliberazione consiliare n. 43 e non
risulta ancora pubblicato sulla banca dati BDAP.

Il Comune ha dedotto che il ritardo è derivato dalle difficoltà tecniche legate


alla riorganizzazione del settore finanziario e al rinnovo dei software gestionali.

Il Collegio sottolinea che l’Ente deve assicurare l’osservanza dei termini per
l’approvazione del bilancio e del rendiconto, al fine di garantire una sana
gestione finanziaria, che presuppone la tempestività degli adempimenti
connessi al cd. “ciclo del bilancio”. I termini sono fissati dalla legge e non sono
derogabili per mere situazioni ostative di fatto, che richiedono maggiore
impegno amministrativo e idonea capacità organizzativa.

2. Il superamento delle soglie fissate dai seguenti parametri del D.M.


18/02/2013:
-parametro n. 2: volume dei residui attivi di nuova formazione, provenienti
dalla gestione di competenza e relativi a titoli I e III, superiore al 42% delle
entrate correnti;
-parametro n. 3: ammontare dei residui attivi, provenienti dalla gestione dei
residui dei titoli I e III, superiore al 65% delle entrate dei titoli I e III;
-parametro n. 9: esistenza al 31 dicembre di anticipazioni di tesoreria non
rimborsate superiori al 5 per cento rispetto alle entrate correnti.

L’Amministrazione ha affermato che: a)- il superamento della soglia fissata dal


parametro n. 2 scaturisce dalla distanza temporale tra il momento di emissione
degli atti di accertamento tributario e quello della riscossione; b)- i residui, di
cui al parametro n. 3, sono costituiti da importi inseriti nei ruoli consegnati al
concessionario, che, tuttavia, non è riuscito ad operare efficaci azioni di
recupero; c)- è stato frattanto individuato un nuovo concessionario; d)- la
bassa capacità di riscossione delle entrate tributarie e il ritardo dei
trasferimenti statali e regionali hanno costretto l’Ente ad avvalersi
dell’anticipazione di tesoreria, che non è stato possibile rimborsare a fine
esercizio.

15
Con riferimento ai parametri n. 2 e n. 3, la Sezione evidenzia preliminarmente
che residui inesigibili o comunque non riscuotibili, se mantenuti nel rendiconto,
incidono necessariamente sull’attendibilità del risultato di amministrazione, con
ricadute negative sugli equilibri di bilancio. Risulta pertanto opportuno che, a
fronte di posizioni creditorie di dubbia realizzabilità, sia congruamente
quantificato il Fondo crediti di dubbia esigibilità. Invero, l’attività di
riaccertamento dei residui assume rinnovata importanza in considerazione
della riforma dell’ordinamento contabile degli enti locali, come esposto nella
deliberazione della Corte dei conti, Sezione delle autonomie, n. 4/2015/INPR,
poiché attraverso il corretto accertamento dei residui attivi si attua “il principio
di veridicità e attendibilità delle entrate pubbliche accertate, più volte
richiamato dalla giurisprudenza costituzionale, affinché la copertura finanziaria
delle spese pubbliche sia credibile, sufficientemente sicura, non arbitraria o
irrazionale. (…) La determinazione delle entrate di dubbia e difficile esazione e
la conseguente "svalutazione" deve pertanto avere effetti sulla
programmazione degli impieghi delle medesime, in termini di spesa pubblica,
al fine di tutelare l'ente dal rischio di utilizzare entrate non effettive,
finanziando obbligazioni passive scadute ed esigibili con entrate non disponibili
e quindi finanziando il bilancio e la gestione in "sostanziale situazione di
disavanzo" (in tal senso, Corte cost., sentenze n. 250 del 2013 e n. 213 del
2008)”.
Va poi aggiunto che l’Ente è tenuto ad espletare in maniera puntuale le attività
di accertamento tributario e a procedere in modo solerte alla riscossione
coattiva; inoltre, ha l’obbligo di vigilare sull’efficienza e sulla tempestività
dell’esattore nel recupero dei crediti, al fine di impedire la prescrizione e di
conseguire l’esito positivo delle eventuali procedure esecutive. In ogni caso,
per raggiungere gli equilibri di bilancio, già in sede di programmazione, il
Comune dovrà elaborare strategie di riduzione delle spese e di incremento
della percentuale di esazione delle entrate.
Si palesa infine la presenza di una ricorrente crisi di liquidità, poiché
l’anticipazione di tesoreria è divenuta un fondamentale mezzo di
finanziamento. Nel vigente sistema essa, invece, dovrebbe soltanto

16
fronteggiare nel breve periodo momentanei problemi di liquidità, sicché non
può divenire una costante e prolungata modalità di finanziamento.

3. In merito ai saldi e agli equilibri, con riferimento all’esercizio 2015, si


rileva:
a)- un disavanzo di euro 776.000,26, cui si perviene detraendo dal risultato di
amministrazione, pari ad euro 2.246.488,83, l’importo della parte accantonata
(euro 1.217.218,55) e della parte vincolata (euro 1.805.270,54);
b)- la parte accantonata del risultato di amministrazione, pari ad euro
1.217.218,55 è così composta:
-fondo crediti di dubbia esigibilità: euro 582.824,77
-fondo per il contenzioso: euro 634.393,78
c)- la parte vincolata del risultato di amministrazione, pari ad euro
1.805.270,54, è così composta:
-mutui: 1.238.072,02
-trasferimenti: euro 15.050,16
-sanzioni codice della strada: euro 133.964,08
-vincoli per leggi e principi contabili euro 418.184,28
d)- la parte destinata agli investimenti è pari a zero;
e)- la quota annua di disavanzo derivante dal riaccertamento straordinario è
pari ad euro 140.267,70. Il riaccertamento straordinario, rettificato con
deliberazione della Giunta municipale n. 122 del 2016, ha fatto emergere un
disavanzo di euro 4.218.830.

L’Amministrazione ha sostenuto che: a)- in sede di approvazione del


rendiconto del 2015 l’avanzo di amministrazione è stato destinato agli utilizzi di
cui all’art. 187 TUEL; b)- detraendo la quota relativa ai vincoli e agli
accantonamenti, si è determinato un disavanzo di euro 776.000,26 da
ripianare nei due esercizi successivi; c)- l’importo di euro 582.824,77 sulla
quota accantonata è stato destinato al Fondo crediti di dubbia esigibilità; d)- è
in corso una puntuale verifica dei residui attivi; i risultati del riaccertamento
saranno valutati in sede di approvazione del rendiconto del 2017; e)- l’importo
di euro 634.393,78 è stato destinato al fondo per il contenzioso; quest’ultimo è

17
stato oggetto di ulteriore revisione; e)- non è stato costituito un fondo per le
perdite delle società partecipate in considerazione della puntuale attività svolta
dal Comune sia in merito al pagamento dei costi dei servizi sia in merito alle
contestazioni sulla qualità delle prestazioni; f)- il contenzioso con la partecipata
ATO PA1 si è risolto favorevolmente per l’Ente, che, tuttavia, ha mantenuto
residui passivi per euro 3.793.097,89; g)-in ordine alle anticipazioni di liquidità
concesse dalla Regione, quest’ultima, nella quantificazione dei trasferimenti in
favore del Comune, ha illegittimamente detratto somme per il rientro dalle
anticipazioni erogate direttamente in favore dell’ATO PA 1 (adesso in
liquidazione) per sue esigenze di cassa, senza che l’Amministrazione avesse
mai espresso il proprio consenso; h)- la quota vincolata comprende, fra gli
altri, l’importo di euro 1.238.072 per fare fronte alle anticipazioni straordinarie
di liquidità, l’importo di euro 547.657,46 per investimenti (di cui euro
409.030,45 per investimenti programmati ma non impegnati); i)- la quota
annuale del disavanzo derivante dal riaccertamento straordinario è stata
determinata con deliberazione n. 157 del 2015 ed è pari ad euro 140.267,70;
k)- sono stati reimputati residui passivi per euro 1.251.716,15; l)- il disavanzo
scaturito dal riaccertamento, pari ad euro 4.218.830,95, non ha subito
variazioni, mantenendosi così inalterato il ripiano in 30 annualità di euro
140.267,70 ciascuna.

Le deduzioni confermano nel loro complesso le notevoli criticità riferibili alla


parte accantonata e a quella vincolata del risultato di amministrazione.
Va segnalato che con la deliberazione n. 14 del 19 maggio 2017, avente ad
oggetto le misure correttive conseguenti alla pronuncia di questa Corte n.
51/2017/PRSP, il Consiglio comunale -con riferimento alla criticità relativa alla
mancata iscrizione nel bilancio 2015 del disavanzo del 2014- ha deliberato
che nel 2014 non vi è stato un disavanzo di amministrazione di euro
452.228,46 ma semmai un avanzo di euro 341.431,08 e che ciò è dovuto
essenzialmente alla deliberazione della Giunta comunale n. 46 del 26 aprile
2017, che ha rideterminato la destinazione dei proventi derivanti dalle
sanzioni per violazioni del Codice della strada.

18
Il Collegio, in realtà, osserva che la Giunta ha erroneamente modificato ex
post la destinazione dei proventi del Codice della Strada, mentre ciò non è
consentito dal vigente sistema contabile (cfr. Corte dei Conti, Sezione
regionale di controllo per il Veneto, deliberazione n. 254/2016/PAR); il
medesimo provvedimento di Giunta ha peraltro destinato impropriamente i
suddetti proventi a voci di spesa incompatibili con le finalità previste dall’art.
208 del Codice della Strada.
L’errata quantificazione del risultato di amministrazione del 2014 con avanzo
di euro 341.431,08, a sua volta, ha inficiato il riaccertamento straordinario dei
residui, di cui alla deliberazione n. 43 del 18 novembre 2016, che si è basato
sul citato avanzo e non già sull’effettivo disavanzo di euro 452.228,46.
Tutto ciò comporta l’inattendibilità del risultato di amministrazione del 2014 e
del riaccertamento straordinario, che, invece, avrebbe dovuto portare a un
disavanzo maggiore di quello già emerso pari ad euro 4.218.830,95.
In considerazione della stretta connessione tra il seguente punto e il
successivo, le ulteriori valutazioni del Collegio saranno esposte nel prossimo
sottoparagrafo.

4. Con riferimento alla “parte accantonata” sul risultato di amministrazione al


31.12.2015 appare poco chiara la quantificazione delle seguenti voci:
a)- il Fondo crediti di dubbia esigibilità (FCDE), quantificato in euro
3.565.412,36 nella deliberazione della Giunta n. 122 del 2016, ha subito un
decremento di euro 2.982.587,59, pur in presenza di un volume di residui
attivi stabile e di una bassa capacità di riscossione;
b)- l’importo per accantonamenti per il contenzioso è immutato rispetto al 1°
gennaio 2015, sebbene sia stato reputato non congruo dall’organo di revisione;
c)- l’accantonamento per perdite nelle società partecipate è pari a zero;
d)- gli accantonamenti per altri fondi sono pari a zero.
Mancano informazioni in merito all’avvenuta verifica -da parte dell’organo di
revisione- sulla corretta determinazione dei diversi accantonamenti.
Non risultano inoltre effettuati accantonamenti a fronte del debito residuo per
le anticipazioni di liquidità concesse dalla Regione ai sensi delle seguenti
disposizioni: art. 21, comma 17, legge regionale n. 19/2005, art. 11 legge

19
regionale n. 6/2009 e art. 19, comma 2 ter, legge regionale n. 9/2010, art. 46
legge regionale n. 11/2010; la quantificazione di tale esposizione debitoria,
richiesta in sede istruttoria, non risulta comunicata.

Il Comune si è riportato alle deduzioni illustrate nel precedente sottoparagrafo


n. 3.

Il Collegio, innanzitutto, per quanto attiene al Fondo crediti di dubbia


esigibilità, evidenzia che la determinazione delle entrate di dubbia e difficile
esazione, che va effettuata periodicamente, costituisce un adempimento di
particolare importanza. La conseguente “svalutazione” deve avere effetto sulla
programmazione e previsione degli impieghi delle medesime entrate in termini
di spesa, al fine di tutelare l’Ente dal rischio di utilizzare entrate non effettive,
finanziando obbligazioni passive perfezionate, scadute ed esigibili con entrate
non disponibili. Tali principi assumono particolare rilievo nella determinazione
del fondo crediti di dubbia esigibilità (FCDE) da iscrivere nel bilancio
2017/2019: le entrate oggetto di svalutazione devono essere analiticamente
individuate unitamente a tutti i parametri così da fornire una puntuale
motivazione alla quantificazione del fondo; tutto ciò poi deve trovare la propria
esplicitazione nella nota integrativa, allegata al bilancio di previsione 2017-
2019. A tal proposito, è essenziale la dichiarazione di adeguatezza del FCDE
iscritto in bilancio che assume, pertanto, uno specifico valore giuridico e
sostanziale e deve essere attribuita alla competenza dei singoli responsabili
della gestione delle entrate e alla correlata competenza di coordinamento e
vigilanza del responsabile del servizio economico-finanziario dell’ente, ferma
restando la necessaria verifica dell’organo di revisione (cfr. deliberazione n.
32/SEZAUT/2015/INPR).
In ordine all’accantonamento per contenzioso, la Corte rammenta che l’attuale
sistema contabile impone una costante e attenta ricognizione delle liti, al fine
di provvedere alla corretta stima dell’apposito fondo, la cui congruità deve
essere verificata dall’Organo di revisione. La somma accantonata non darà luogo
ad alcun impegno di spesa e confluirà nel risultato di amministrazione per la
copertura delle eventuali spese derivanti da sentenze definitive, a tutela degli

20
equilibri di competenza nell’anno in cui si verificherà l’eventuale soccombenza. Il
Comune va quindi richiamato ad una costante ed esaustiva ricognizione delle
controversie sia attive che passive e alla conseguente puntuale quantificazione
dell’accantonamento.
Infine, va segnalato che è alquanto anomala la mancanza di accantonamenti per
le anticipazioni erogate dalla Regione siciliana.
Nel complesso il mancato superamento delle criticità sugli accantonamenti
induce a dubitare sull’attendibilità del risultato di amministrazione del 2015.

5. Il patto di stabilità per l’esercizio 2015 risulta rispettato per euro 360.000;
l’ente, tuttavia, non ha fornito né i prospetti definitivi di monitoraggio del II
semestre 2015 né il prospetto di determinazione del saldo obiettivo 2015. Alla
determinazione del saldo hanno concorso le minori spese relative ai debiti fuori
bilancio non riconosciuti e gli accertamenti derivanti dalla lotta all’evasione sui
quali l’ente non ha fornito i chiarimenti richiesti in sede istruttoria.

L’Amministrazione ha allegato i prospetti.

La Sezione prende atto del deposito dei prospetti, evidenziando che l’Ente
avrebbe dovuto inviarli tempestivamente. Va nondimeno aggiunto che il
semplice rispetto del patto di stabilità non esclude di per sé la presenza di una
situazione complessiva di grave squilibrio finanziario.

6. In merito ai flussi e risultati di cassa:


a)- il costante utilizzo dell’anticipazione di tesoreria nel corso dell’esercizio
(325 giorni); l’importo dell’anticipazione non rimborsata a fine esercizio è pari
ad euro 1.061.597,26 (vds. pag. 6 della relazione dell’organo di revisione sullo
schema di rendiconto);
b)- vi è stato l’utilizzo di entrate vincolate in termini di cassa ex art. 195,
comma 2, TUEL per l’importo di 156.726,19;
c)- l’ente ha subito pignoramenti presso il tesoriere per euro 4.767,92,
coincidente con il vincolo apposto alle disponibilità di cassa al 31/12/2015;

21
d)- va segnalato, inoltre, il costante ricorso ad anticipazioni straordinarie di
liquidità; nel dettaglio, l’ente ha conseguito: un’anticipazione ai sensi del
decreto legge n. 35 del 2013 di euro 646.237,48, un’anticipazione di euro
1.022.461,09 ai sensi del decreto legge n. 174 del 2012, un’anticipazione di
euro 911.884 ai sensi del decreto legge n. 78 del 2015. L’ente dovrà fornire
dettagliati chiarimenti sulle modalità di contabilizzazione, sull’utilizzo di tali
anticipazioni e sul rimborso delle rate.

L’Amministrazione ha dedotto che: a)- il costante ricorso dell’anticipazione di


tesoreria è stato provocato dalla lentezza della riscossione delle entrate
proprie; b)- l’utilizzo delle entrate vincolate è stato disciplinato con
deliberazione della Giunta n. 231 del 30 dicembre 2014, con la quale si
autorizzava la richiesta di anticipazione e si disponeva l’utilizzo dei fondi
vincolati; c)- il pignoramento è stato regolarizzato nel 2016; d)- con
riferimento all’anticipazione ottenuta ai sensi dell’art. 3 del decreto legge n.
174 del 2012 per l’importo di euro 1.022.461,09, il Comune ha provveduto al
rimborso di tre rate nel corso del 2015; successivamente il Ministero ha
rimodulato il piano di ammortamento con rate costanti; e)- in ordine
all’anticipazione di euro 646.247,48 ottenuta ai sensi dell’art. 1 del decreto
legge n. 35 del 2013, il Comune ha avviato i pagamenti delle rate e il Ministero
ha comunicato la rimodulazione del piano di ammortamento trentennale dal
2019; f)- l’anticipazione di euro 911.034 ottenuta ai sensi dell’art. 6 del
decreto legge n. 78 del 2015 sarà restituita in trenta rate costanti con
decorrenza dal dicembre del 2019.

Il Collegio rileva che è palese la ricorrente crisi di liquidità, poiché


l’anticipazione di tesoreria è divenuta un fondamentale mezzo di
finanziamento; su ciò si rinvia al precedente sottoparagrafo n. 2.
Per quanto poi attiene all’utilizzo della cassa vincolata, la Corte sottolinea che,
così come esposto dalla Sezione delle Autonomie nella deliberazione n.
3/2015/INPR, un tema di particolare rilevanza -emerso nel momento di
transizione tra la vecchia e la nuova disciplina- riguarda le entrate vincolate e
destinate, con particolare riferimento alla gestione di cassa e ai riflessi sul

22
risultato di amministrazione. Gli enti devono pertanto provvedere a una
evidenziazione contabile delle entrate con specifico vincolo, dotandosi di
strumenti e procedure idonei alla rilevazione delle relative movimentazioni. La
vigente formulazione degli artt. 180, 185, 187 e 195 del TUEL, peraltro, mira
in modo chiaro a una più sicura individuazione delle entrate vincolate. La
destinazione delle risorse, infatti, costituisce una sorta di “condizione” che è
apposta all’utilizzo delle stesse in funzione di garanzia del raggiungimento della
finalità pubblica programmata. Il Comune dovrà conformarsi a tali principi,
dandone precisa dimostrazione nel prossimo ciclo di controlli.
In merito all’anticipazione di liquidità, poi, l’Ente non ha dimostrato di essersi
conformato al principio enunciato dalla deliberazione della Sezione delle
Autonomie n. 33/2015/QMIG: “Nei bilanci degli enti locali soggetti alle regole
dell’armonizzazione contabile, la sterilizzazione degli effetti che le anticipazioni
di liquidità erogate ai sensi del decreto-legge 8 aprile 2013, n. 35, convertito
dalla l. 6 giugno 2013, n. 64, e successive modificazioni, integrazioni e
rifinanziamenti, producono sul risultato di amministrazione va effettuata
stanziando nel Titolo della spesa riguardante il rimborso dei prestiti un fondo,
non impegnabile, di importo pari alle anticipazioni di liquidità incassate
nell'esercizio, la cui economia confluisce nel risultato di amministrazione e
come quota accantonata ai sensi dell’art. 187 del decreto legislativo 18 agosto
2000, n. 267. Il fondo di sterilizzazione degli effetti delle anticipazioni di
liquidità va ridotto, annualmente, in proporzione alla quota capitale rimborsata
nell’esercizio”.

7. In merito alla gestione dei residui:


a)- la limitata capacità di riscossione dei residui attivi, in particolare del titolo I
(media del 24%) e del titolo III (media 12%):
b)- l’eliminazione di ingenti residui passivi anteriori al 2015 per euro
8.446.033,10, di cui euro 6.528.111,22 originariamente reimputati in sede di
riaccertamento straordinario; l’importo da ultimo citato ricomprende euro
6.205.017,48 di parte corrente;

23
c)- gli importi elevati dei residui di nuova formazione sia con riferimento al
titolo I delle entrate (euro 2.031.628,98, pari al 45% delle somme accertate)
sia con riferimento al titolo I della spesa (euro 1.246.011,35);
d)- i residui attivi ammontano ad un totale di euro 9.795.651,49; si evidenzia
che il riaccertamento straordinario al 1° gennaio 2015 e il riaccertamento
ordinario al 31/12/2015 hanno avuto modesto impatto sullo stock dei residui
che rimane costante con una significativa incidenza (pari al 13%) di residui
anteriori al 2011 (vds. pag. 32 della relazione dell’organo di revisione sullo
schema di rendiconto):
Residui attivi 31/12/2014 31/12/2015
TIT I 6.423.125,54 7.098.295,62
TIT III 2.006.185,25 1.768.470,71
A-Totale entrate
proprie 8.429.310,79 8.866.766,33
B-di cui anteriori al
2011 1.185.134,84
B/A 13%

e)- i residui passivi ammontano ad un totale di euro 2.643.367,07

Il Comune ha dedotto che: a)- la maggior parte dei residui attivi (circa il 75
per cento) è composta da importi presenti nei ruoli consegnati al
concessionario; b)- nel 2018 è stato individuato un nuovo concessionario; c)- è
stato potenziato l’ufficio tributi ed è stata avviata una più efficace azione di
lotta all’evasione tributaria; d)- l’eliminazione di residui passivi, effettuata in
sede di riaccertamento straordinario, è avvenuta sulla base di attente
valutazioni; la maggior parte dei residui eliminati e reimputati riguarda il
potenziale debito nei confronti dell’ATO PA 1, che gestisce il servizio di igiene
ambientale; la reimputazione per euro 3.793.097,89 riguarda il contenzioso
con l’ATO PA 1, che si è concluso favorevolmente; e)- i residui di nuova
formazione si riferiscono a ICI per euro 324.308, IMU per euro per euro
280.000, TARI per euro 349.160,41, lotta all’evasione della TARSU per euro
715.770, ruoli suppletivi TARI per euro 250.000; f)- i residui passivi di nuova
formazione, pari ad euro 1.246.011,35, riguardano obbligazioni giuridicamente
perfezionate; le voci più significative sono euro 436.398,32 per servizio di

24
igiene ambientale, euro 117.815,68 per servizi socio-assistenziali, euro
185.401,30 per emolumenti per il personale dipendente.

In merito al Fondo crediti di dubbia esigibilità e ai residui, il Collegio ritiene


opportuno rinviare alle considerazioni esposte nei precedenti sottoparagrafi n.
2 e n. 4, aggiungendo che la sua corretta e congrua quantificazione è
indispensabile per una rappresentazione veritiera della situazione finanziaria
dell’Ente.

8. Con riferimento al Fondo pluriennale vincolato (FPV), si osserva:


a)- l’importo del FPV di parte corrente risulta pari ad euro 4.761.852,50 -
come è stato chiarito nella nota dell’organo di revisione acquisita al prot. CdC
n. 9821 del 16 ottobre 2017- ed è quasi immutato rispetto all’importo iniziale
al 1° gennaio 2015. L’ente dovrà chiarire le poste analitiche che concorrono
alla sua formazione e la dinamica delle relative reimputazioni del FPV;
b)- il FPV di parte capitale è pari ad euro 148.711;
c)- la mancata verifica -da parte dell’organo di revisione- della correttezza del
prospetto concernente la composizione, per missioni e programmi, del fondo
pluriennale vincolato per ciascuno degli esercizi considerati, richiesto in sede
istruttoria e non prodotto;
d)- dal confronto fra i dati comunicati dall’organo di revisione, riscontrati nel
risultato di amministrazione, ed il prospetto del quadro 17 del certificato
presente nel sito della “Finanza locale” del Ministero dell’interno emergono le
seguenti differenze:
FPV 01/01/2015 31/12/2015
FPV CORRENTE 4.953.300,73 4.761.852,50
FPV CAPITALE 323.093,74 148.711,01
TOTALE REVISORI 5.276.394,47 4.910.563,51
CERT RENDICONTO 4.910.563,51 4.212.860,78
DIFFERENZA 365.830,96 697.702,73

Il Comune ha affermato che: a)- il FPV determinato al 31 dicembre 2015


ammonta ad euro 4.910.563,51, mentre quello al 31 dicembre 2016 è pari ad
euro 4.212.860,78; b)- il FPV di parte corrente è composto per la maggior

25
parte da residui afferenti al servizio di igiene ambientale, pari ad un totale di
euro 3.793.097,89; c)- il FPV di parte capitale ammonta al 31 dicembre 2015
ad euro 193.205,70 e riguarda impegni per manutenzione del patrimonio e di
strade; d)- i dati corretti sono quelli risultanti nel certificato pubblicato sul sito
della Finanza locale e sono stati successivamente verificati dal collegio dei
revisori.

La Sezione constata che le deduzioni del Comune non possono ritenersi


esaustive, non essendo corroborate da adeguata documentazione. A tal
proposito, il Collegio ritiene opportuno svolgere alcune considerazioni sul Fondo
pluriennale vincolato, che è un saldo finanziario, costituito da risorse già
accertate destinate al finanziamento di obbligazioni passive dell’Ente, già
impegnate, ma esigibili in esercizi successivi a quello in cui è accertata
l’entrata. La verifica della corretta determinazione del FPV richiede: a)
nell’esercizio di riferimento, la nascita dell’obbligazione giuridica perfezionata e
la piena esigibilità dell’entrata vincolata o destinata agli investimenti (oppure di
entrate non vincolate nei soli casi in deroga citati); b) l’impegno giuridicamente
perfezionato nell’esercizio, con esigibilità (parziale o totale) in quelli successivi
e relativa conseguente imputazione; c) la prestazione in corso di svolgimento.
In caso di prestazione conclusa per importi inferiori all’impegno originario
finanziato da FPV, si provvede alla cancellazione dell’impegno e alla
dichiarazione di indisponibilità di quota corrispondente di FPV iscritto in
entrata, con liberazione di risorse che confluiranno nel risultato di
amministrazione. In merito alla determinazione del FPV relativo alle spese di
investimento, si ricorda che possono essere finanziate da FPV solo le spese
relative a procedure di affidamento effettivamente attivate. Per la corretta
imputazione della spesa, è inoltre fondamentale la definizione di un puntuale
cronoprogramma sulle opere pubbliche, anche ai fini di eventuali variazioni
dell’esigibilità a fronte di attuazione delle opere differenti dalla
programmazione. La nota integrativa al bilancio, nel caso in cui gli
stanziamenti riguardanti il fondo pluriennale vincolato comprendano anche
investimenti ancora in corso di definizione, deve indicare le cause che non
hanno reso possibile porre in essere la programmazione necessaria alla

26
definizione dei relativi cronoprogrammi. Il Comune dovrà conformarsi a tali
principi.

9. In merito all’attività di riscossione delle entrate e all’azione di contrasto


all’evasione tributaria:
a)- la modesta percentuale di riscossione delle entrate sia in relazione ai tributi
sia in relazione alle sanzioni per violazioni del codice della strada e ai proventi
dei beni dell’ente;
b)- la ridotta efficacia della repressione dell’evasione fiscale; in particolare, gli
accertamenti, pari ad euro 1.320.078, evidenziano un tasso di riscossione
pressoché nullo; l’importo ricomprende i proventi per l’evasione della tassa sui
rifiuti solidi urbani per euro 715.770,00. L’ente dovrà chiarire quale sia il
totale ad oggi incassato e se gli stessi importi corrispondano a ruoli coattivi
ovvero ad avvisi di accertamento. Tali somme risulterebbero destinate, per
euro 1.281.541,86, al finanziamento di spese correnti di natura ordinaria.

L’Ente ha sostenuto che: a)- le difficoltà economiche dei contribuenti e


l’inefficienza del concessionario hanno portato ad una percentuale di
riscossione degli importi iscritti a ruolo pari al 7 per cento; b)- gli importi per
sanzioni per violazioni al codice della strada presentano un tasso di riscossione
volontaria pari al 55 per cento; c)- sono state incrementate le azioni di
recupero dell’evasione tributaria.

Il Collegio sollecita il solerte compimento delle attività di repressione


dell’evasione fiscale, sicché il Comune dovrà adoperare tutti gli strumenti
previsti dall’ordinamento anche mediante il rafforzamento amministrativo ed
informatico del settore finanziario ormai nevralgico. L’omissione di tali attività
può eventualmente determinare la responsabilità amministrativa degli organi
comunali. Deve essere poi curata la riscossione anche mediante una specifica
vigilanza sul concessionario.

10. In merito alla situazione debitoria:

27
a)- la presenza di debiti fuori bilancio riconosciuti ex art. 194, lett. e), TUEL di
importo pari ad euro 12.870,56;
b)- la presenza di debiti fuori bilancio ancora da riconoscere a fine esercizio
per euro 527.368,10;
c)- la presenza di pignoramenti presso il tesoriere per l’importo di 4.767,92.

Il Comune ha dedotto che: a)- i debiti fuori bilancio da riconoscere si sono


ridotti ad euro 382.753,30; b)- il pignoramento è stato regolarizzato nel 2016.

Il Collegio ritiene doveroso richiamare l’Amministrazione al contenimento dei


debiti fuori bilancio, che costituiscono posizioni debitorie maturate al di fuori
del sistema contabile, poiché si riferiscono a spese per le quali manca
un’originaria previsione ovvero a spese effettuate in violazione delle procedure
stabilite dalle norme di contabilità. La corretta programmazione e la sana
gestione finanziaria dell’Ente locale, per contro, richiedono che tutte le spese
siano anticipatamente previste nel documento di bilancio approvato dal
Consiglio comunale e che le decisioni siano prese nel rispetto delle norme
giuscontabili che ne disciplinano la procedura (artt. 151 e 191 TUEL.

11. In merito al contenzioso:


a)- vi è una notevole presenza di liti passive, evidenziate nella nota del
revisore al questionario sul rendiconto 2015, per un importo pari ad euro
1.497.368,10, che appare comunque sottostimato rispetto all’ammontare delle
controversie indicate nel parere dell’organo di revisione sullo schema di
rendiconto (vds. pagg. 34-36), ove si elencano: cause con l’ATO Palermo 1 per
pretese della società consortile di gestione del servizio di raccolta e
smaltimento rifiuti per le annualità 2006-2015, cause per il risarcimento dei
danni per occupazione illegittima e ulteriori liti aventi ad oggetto richieste
risarcitorie per sinistri stradali;
b)- l’accantonamento al fondo rischi contenzioso nel risultato di
amministrazione al 31/12/2015 ammonta ad euro 634.393,78;
c)- nei primi mesi del 2016 l’ente è risultato soccombente in un giudizio ormai
definito per danni da illegittima occupazione per un importo complessivo di

28
euro 3.793.097,89, pari al 77% delle entrate correnti accertate nel 2015. Il
Comune dovrà chiarire quali mezzi di copertura intende attivare per il
riconoscimento del relativo debito fuori bilancio; nella relazione sullo schema di
rendiconto del 2015 il Collegio dei revisori ha evidenziato che il debito, qualora
non si raggiungesse un accordo transattivo, determinerebbe una situazione
finanziaria tale da comportare il dissesto;
d)- l’ente sarebbe obbligato sulla base di sentenze e provvedimenti giudiziari
non ancora esecutivi per un totale di pagamenti pari ad euro 1.497.368,10
(vds. allegato nota del revisore per gli enti locali siciliani).

Il Comune ha affermato che: a)- l’Ente è risultato vittorioso nel contenzioso


con la società d’ambito ATO PA 1, atteso che il Tribunale ha annullato il debito
dell’Ente verso la società consortile sino al 2012; in via prudenziale, tuttavia,
sono stati mantenuti residui passivi pari ad euro 3.793.097,89 pari alla pretesa
dalla società; b)- con riferimento alla sentenza definitiva di condanna al
pagamento di euro 3.703.774,74, sono stati avviate trattative per ottenere una
dilazione e una riduzione; nel frattempo, i creditori non hanno avviato azioni
esecutive; c)- per far fronte a tale debito di 3,7 milioni di euro, oltre alla quota
di 350.000 euro accantonata nel rendiconto del 2016, risulta necessario il
ricorso a un mutuo della Cassa depositi e prestiti; il Consiglio comunale,
pertanto, nella seduta del 15 febbraio 2018 ha provveduto al riconoscimento
del debito fuori bilancio; d)- in merito ai crediti vantati dalla società ATO PA 1
per gli anni 2013 e 2014, l’Amministrazione ha proposto opposizione.

In ordine all’accantonamento per contenzioso, il Collegio rinvia alle


considerazioni espresse nel precedente sottoparagrafo n. 4. L’entità dei debiti
fuori bilancio e delle liti suscita perplessità sulla possibilità dell’Ente di mantenere
gli equilibri economico-finanziari nei prossimi anni.

12. In merito agli organismi partecipati:


a)- l’incapacità del sistema informativo di rilevare i rapporti finanziari,
economici e patrimoniali tra l’ente e gli organismi partecipati;

29
b)- la presenza di discordanze nei rapporti debitori e creditori tra le scritture
dell’ente e quelle degli organismi partecipati risultanti dalle note informative
asseverate dai rispettivi organi di revisione;
c)- la mancata conciliazione dei rapporti debitori e creditori ai sensi dell’art. 11,
comma 6, lett. h), del d.lgs. 118/2011;
d)- non risulta approvato il piano di razionalizzazione ex art. 24 del d.lgs. 175
del 2016 e non risulta trasmessa la relazione sui risultati conseguiti per effetto
del piano di razionalizzazione ex art. 1, comma 611, della legge n. 190 del
2014.

L’Amministrazione ha precisato che: a)- non è possibile provvedere alla


riconciliazione dei rapporti di debito e credito con la Società ATO PA 1, con la
quale pende un contenzioso; b)- soltanto nel 2017 il Comune si è dotato di un
software, che consente di rilevare i rapporti con le società partecipate; c)- il
piano di razionalizzazione è stato approvato con deliberazione del Consiglio
comunale n. 21 del 5 ottobre 2017.

La Corte non può non ribadire l’esigenza di una maggiore vigilanza sulle società
partecipate; dovranno pertanto seguirsi i principi di sana e corretta gestione
finanziaria enucleati dalla Sezione nella deliberazione n. 61/2016/INPR.
Oltretutto, come si evince dall’art. 20 del decreto legislativo 19 agosto 2016, n.
175, Testo unico in materia di società a partecipazione pubblica, che ripropone
i principi di razionalizzazione analoghi a quelli enunciati dal comma 611
dell’art. 1 della legge 23 dicembre 2014, n. 190, l’intera revisione degli assets
societari, prescindendo da una logica meramente adempimentale, deve
necessariamente inquadrarsi nell’ambito di una visione strategica complessiva,
che tenga in primaria considerazione le finalità indicate dal legislatore, ossia:
a)- eliminazione delle società e delle partecipazioni societarie non
indispensabili al perseguimento delle proprie finalità istituzionali; b)-
soppressione delle società che risultino composte da soli amministratori o da
un numero di amministratori superiore a quello dei dipendenti; c)-
eliminazione delle partecipazioni detenute in società che svolgono attività
analoghe o similari a quelle svolte da altre società; d)- aggregazione di società

30
di servizi pubblici locali di rilevanza economica; e)- contenimento dei costi di
funzionamento, mediante riorganizzazione degli organi amministrativi e di
controllo nonché delle strutture aziendali, anche attraverso la riduzione delle
relative remunerazioni. Un idoneo sistema di controlli è quindi necessario per
l’acquisizione e per l’elaborazione degli elementi informativi per le decisioni
dell’ente concernenti la razionalizzazione.

13. Con riferimento al rispetto del limite di cui all’articolo 9, comma 2-bis,
del decreto legge n. 78 del 2010, nonostante la riduzione dell’organico di n. 3
unità fra gli esercizi 2014 e 2015, l’importo del fondo per la contrattazione
decentrata, pari a 168.954,52, permane invariato.

L’Amministrazione ha affermato che: a)- malgrado la riduzione di tre unità di


personale, nel 2015 non vi è stata la detrazione della quota fissa del fondo per
la contrattazione decentrata; b)- il reale utilizzo del fondo, tuttavia, è stato
inferiore rispetto al 2014; c)- nel 2016 la quota del fondo è stata
proporzionalmente diminuita in ragione della riduzione di personale.

Il Collegio osserva che il Comune avrebbe dovuto provvedere comunque alla


riduzione del fondo nel corso del 2015. Inoltre, considerata la gravità della
situazione finanziaria, si reputa opportuno formulare alcune indicazioni sulla
gestione delle spese per il personale. Al riguardo, gli enti devono prestare
particolare attenzione al dimensionamento delle risorse umane, allo scopo di
assicurare l’efficienza dell’apparato amministrativo e l’equilibrio finanziario,
considerato che la spesa in questione, poiché è fissa, obbligatoria e costante,
comporta l’irrigidimento del bilancio. Con riferimento ai lavoratori precari,
l’amministrazione dovrà verificare non solo la possibilità legale delle proroghe e
delle stesse stabilizzazioni, nel pieno rispetto delle norme di coordinamento
della finanza pubblica, ma dovrà anche valutare la sostenibilità finanziaria e la
corrispondenza delle proroghe stesse alle esigenze di efficienza e di efficacia.

31
B)- Per quanto attiene alla relazione sul bilancio di previsione 2016/2018, dalla
documentazione pervenuta e dalla successiva attività istruttoria è emerso
quanto segue:
1. Il ritardo dell’approvazione del bilancio di previsione, avvenuta con
deliberazione consiliare n. 23 del 29 dicembre 2016.

Il Comune ha dedotto che il ritardo è derivato da difficoltà organizzative


dell’ufficio finanziario e dal rinnovo del software gestionale.

La Corte rinvia alle considerazioni espresse nel sottoparagrafo n. 1 della lettera


A) in merito alla tempestività dell’approvazione dei principali atti del ciclo del
bilancio.

2. Il disavanzo dell’esercizio 2015 troverebbe copertura per euro 387.000


nel 2016 e per euro 387.000 nel 2017 (vds. “ulteriori informazioni” del punto
1.12 del questionario); su tale aspetto occorrono chiarimenti.

Il Comune ha sostenuto che: a)- il disavanzo al 31 dicembre 2015 trova


copertura non già nel 2016 ma nel 2017 e nel 2018 unitamente all’importo di
euro 140.627,70, che è la quota annuale del ripiano del disavanzo da
riaccertamento straordinario; b)- nel bilancio del 2016 è stata prevista solo la
copertura del disavanzo da riaccertamento ma non di quella del disavanzo del
2015

La Sezione osserva che è irregolare il fatto che il ripiano del disavanzo


dell’esercizio 2015 sia stato previsto per il 2017 e per il 2018, tralasciando la
doverosa copertura nell’esercizio 2016.

3. L’anomala quantificazione del FPV; infatti, il fondo pluriennale in entrata


per l’anno 2016 per spese correnti (euro 4.670.752,72) non coincide con il
relativo importo iscritto nel rendiconto 2015 (euro 4.761.852,50) e con il dato
della colonna a) del prospetto della composizione per missioni e programmi,
allegato J) al bilancio di previsione (euro 146.267,78).

32
L’Amministrazione ha sostenuto che gli importi del FPV non coincidono, poiché
il FPV di parte corrente del 2015 è composto dalla somma di euro
4.670.752,72 derivante da reimputazioni da effettuare nel 2016 e dalla somma
di euro 91.099 da reimputazioni da effettuare nel 2017.

Il Collegio esprime perplessità sulla quantificazione del FPV e rinvia alle


considerazioni esposte nel sottoparagrafo n. 8 della parte A) della presente
deliberazione.

4. L’assenza di stanziamenti per accantonamenti per passività potenziali,


indennità di fine mandato e perdite delle società partecipate.

L’Amministrazione ha affermato che non si è ritenuto prevedere alcuno


stanziamento, tenuto conto dell’esito favorevole del contenzioso con l’ATO PA
1.

La Sezione osserva che l’esito favorevole del giudizio con l’ATO PA 1 riguarda
soltanto le pretese sino al 2012; pertanto, il Comune avrebbe dovuto tener
conto di tutte le altre liti pendenti anche con altri soggetti, inclusa quella per la
quale frattanto è stata pronunciata sentenza definitiva di condanna al
pagamento di quasi 3,8 milioni di euro.

5. In merito allo stanziamento per debiti fuori bilancio, l’Ente dovrà chiarire
l’importo complessivamente stanziato ed impegnato nell’esercizio 2016 anche
con specifico riferimento al giudizio ove è rimasto definitivamente soccombente
per euro 3.793.091,89.

Il Comune ha dedotto che non è stato ritenuto opportuno prevedere alcuno


stanziamento.

Ad avviso della Corte, l’assenza di stanziamenti per i debiti fuori bilancio non
rispetta i principi contabili del decreto legislativo n. 118 del 2011 e non è

33
prudente; si rinvia per ogni altra considerazione ai sottoparagrafi n. 4, 10 e 11
della parte A) della presente deliberazione.

6. La mancata attuazione degli adempimenti propedeutici all’applicazione del


principio della contabilità economico-patrimoniale, di cui all’allegato n. 4/3 del
d.lgs. 118/2011.

L’Amministrazione ha affermato che: a)- la Giunta con deliberazione n. 47 del


28 aprile 2018 ha provveduto all’aggiornamento dell’inventario; b)- nel 2017
sono stati introdotti la contabilità economica e il piano dei conti integrato.

L’Ente dovrà assicurare la tempestività degli adempimenti connessi alla


contabilità armonizzata, essendo funzionali ad un’integrale e veritiera
rappresentazione della situazione economico- finanziaria.

***
Infine, in sede di deferimento si è constatato che l’organo di revisione ha
subordinato il parere favorevole al bilancio di previsione 2016 esclusivamente
all’ipotesi che l’ente ricorra alla procedura di riequilibrio di cui all’art. 243 bis e
seguenti del T.U.E.L.. Con la deliberazione consiliare n. 53 del 29 dicembre
2016, relativa all’approvazione del bilancio di previsione 2016/2018, è stato
dato mandato al responsabile del servizio finanziario per la predisposizione dei
provvedimenti conseguenti; il medesimo responsabile, con nota prot. 16923
del 09 dicembre 2016, ha segnalato profili di criticità generali che investono il
documento di programmazione. E’ stato quindi richiesto all’ente di chiarire se e
in quale misura sia stato dato seguito alle indicazioni dell’organo di revisione e
del responsabile dei servizi finanziari.

L’Amministrazione ha dedotto che con la deliberazione n. 126 del giorno 11


ottobre 2017 la Giunta ha rilevato che le risultanze del rendiconto del 2016
hanno manifestato elementi positivi tali da rendere non più necessario il ricorso
alla procedura di riequilibrio. In particolare, la possibilità per l’ente di fare
fronte con mezzi ordinari alle proprie obbligazioni è basata sui seguenti fattori:

34
a)- miglioramento del risultato di amministrazione; b)- incremento della base
imponibile dei tributi locali; c)- introduzione dell’imposta di soggiorno; d)-
potenziamento dell’ufficio tributi; e)- esito favorevole del contenzioso con l’ATO
PA 1 per i crediti vantati dalla stessa sino al 2012; f)- possibile ricorso ad un
mutuo per il pagamento del debito di 3,7 milioni di euro; g)- collocamento a
riposo di diverse unità di personale.

La Corte osserva che la procedura di riequilibrio finanziario pluriennale,


introdotta dall’art. 3, comma 1, lettera r), del decreto legge 10 ottobre 2012,
n. 174, convertito nella legge n. 213 del 2012, è finalizzata al ripristino degli
equilibri finanziari -sia in termini di competenza che di cassa- negli enti locali
che versino in condizioni di squilibrio strutturale così grave da poterne causare
il dissesto.
Tale istituto si colloca sistematicamente (art. 243 bis del TUEL) tra la disciplina
della deficitarietà strutturale (art. 242 e 243 TUEL) e quella del dissesto
finanziario (art. 244 e ss. TUEL), quasi prefigurando una graduazione dei
relativi livelli di criticità gestionale.
La predetta procedura è attivabile qualora sussistano “squilibri strutturali del
bilancio in grado di provocare il dissesto finanziario”, non fronteggiabili
attraverso gli ordinari strumenti previsti dagli articoli 193 e 194 del TUEL; in
tale eventualità l’ente locale può avvalersi di un piano di riequilibrio pluriennale
avente una durata determinata -ai sensi dell’art. 243 bis, comma 5 bis, TUEL-
sulla base del rapporto tra le passività da ripianare nel medesimo e
l'ammontare degli impegni di cui al titolo I della spesa del rendiconto dell'anno
precedente a quello di deliberazione del ricorso alla procedura di riequilibrio o
dell'ultimo rendiconto approvato.
Il piano deve essere congruente ai fini del riequilibrio; ciò presuppone
l’attendibilità della quantificazione dei fattori di squilibrio rilevati, l’idoneità e la
sostenibilità finanziaria delle misure correttive proposte e l’osservanza
dell’ordinamento contabile.
***
Alla luce di tutto quanto sin qui esposto ed accertato, la Corte ritiene
necessario confermare le criticità indicate ai punti della presente deliberazione
35
dal n. 1 al n. 13 relativamente al rendiconto del 2015 e ai punti dal n. 1 al n. 6
relativamente al bilancio di previsione 2016 -2018.
Si sottolinea che la loro mancata correzione può causare nel tempo una
gestione non economica delle risorse ovvero l’aggravamento di situazioni di
squilibrio.
Oltre a tali profili attinenti all’esercizio 2015, in sede di deferimento si è
osservato che la maggior parte dei rilievi sopra descritti è già stata oggetto di
pronuncia di accertamento della Sezione nei precedenti controlli finanziari con
la deliberazione n. 51/2017/PRSP sul rendiconto del 2014.
Al riguardo, il Collegio evidenzia che l’art. 148 bis del d.lgs. 18 agosto 2000 n.
267 (TUEL), introdotto dall’art. 3, comma 1, lettera e), del decreto legge 10
ottobre 2012 n. 174, convertito nella legge n. 213 del 2012 (recante il
rafforzamento del quadro dei controlli della Corte sulla gestione finanziaria
degli enti territoriali) prevede che in caso di accertamento -da parte della
competente Sezione regionale di controllo- di squilibri economico-finanziari,
della mancata copertura di spese, della violazione di norme finalizzate a
garantire la regolarità della gestione finanziaria o del mancato rispetto degli
obiettivi posti con il patto di stabilità interno, è fatto obbligo agli enti
destinatari di adottare, entro sessanta giorni dalla comunicazione del deposito
della pronuncia di accertamento, i provvedimenti idonei a rimuovere le
irregolarità ed a ripristinare gli equilibri di bilancio, da trasmettere alla Sezione
per le verifiche di competenza.
Nei casi più gravi, l’inosservanza del citato obbligo di conformazione, per la
mancata trasmissione dei provvedimenti correttivi o per l’inadeguatezza degli
stessi, ha l’effetto di precludere all’ente inadempiente l’attuazione dei
programmi di spesa per i quali è stata accertata la mancata copertura o
l’insussistenza della relativa sostenibilità finanziaria.
Si tratta di “effetti − attribuiti…alle pronunce di accertamento della Corte dei
conti − chiaramente cogenti e, nel caso di inosservanza degli obblighi a questi
imposti, inibitori, pro parte, dell’efficacia dei bilanci da essi approvati” (Corte
Costituzionale, sentenza n. 39/2014), la cui attribuzione ad un organo
magistratuale terzo e indipendente “si giustifica in ragione dei caratteri di
neutralità e indipendenza del controllo di legittimità della Corte dei conti” onde

36
“prevenire o contrastare gestioni contabili non corrette, suscettibili di alterare
l’equilibrio del bilancio (art. 81 Cost.) e di riverberare tali disfunzioni sul conto
consolidato delle pubbliche amministrazioni, vanificando conseguentemente la
funzione di coordinamento dello Stato finalizzata al rispetto degli obblighi
comunitari” (Corte Costituzionale, sentenza n. 40/2013).
E’ chiaro, pertanto, che l’adozione da parte della Corte di dette specifiche
pronunce ha in definitiva lo scopo di dare impulso all’attuazione di opportune
misure correttive da parte dell’Ente, che “chiudano” il processo circolare del
controllo sui principali documenti contabili indicati dalla legge. Resta fermo,
ovviamente, che la congruità ed idoneità delle stesse vanno valutate dalla
Sezione allorquando verrà in possesso degli atti relativi.
Va sottolineato che tali misure correttive devono necessariamente coinvolgere,
soprattutto qualora riguardino più aspetti della gestione amministrativo-
contabile, l'ampia platea dei soggetti interessati (Sindaco, Giunta comunale,
responsabile del servizio finanziario, responsabili dei settori, Organo di
revisione economico finanziario) mediante atti vincolanti, da adottarsi secondo
le rispettive competenze. Non potranno, peraltro, essere considerate idonee le
mere dichiarazioni di intenti non supportate da atti che abbiano effetti
nell'ordinamento giuridico.
Stante la natura di tale tipologia di controllo, ascrivibile alla categoria del
riesame di legalità e regolarità, il Consiglio comunale deve essere informato dei
contenuti della pronuncia specifica adottata dalla Corte; al Consiglio è riservata
-quale organo di indirizzo e di controllo politico-amministrativo dell’ente locale-
la competenza esclusiva a deliberare le citate misure correttive, previa
auspicabile proposta della Giunta comunale.
L’accertamento dell’idoneità dei provvedimenti correttivi sarà compiuto nel
prossimo ciclo di controllo, atteso che le eventuali misure correttive possono
formare oggetto di valutazione unitamente ai documenti contabili del
successivo periodo. Tale metodologia procedurale, che lega gli esiti del
precedente controllo e delle relative misure correttive al seguente ciclo di
bilancio, garantisce un più accurato apprezzamento dell’evoluzione dei fattori
di squilibrio rilevati e della loro attualità e gravità e assicura, al contempo,

37
l’aderenza ai principi di concomitanza e concentrazione delle attività di
controllo e di effettività dei relativi esiti.
Ciò premesso, una parte delle criticità è stata già stata oggetto di pronuncia di
accertamento della Sezione nei precedenti controlli finanziari con la
deliberazione n. 51/2017/PRSP sul rendiconto del 2014. La deliberazione
consiliare n. 14 del 19 maggio 2017, avente ad oggetto le misure correttive
conseguenti alla citata pronuncia n. 51/2017/PRSP di questa Sezione, non è
corredata dal parere dell’organo di revisione e costituisce una mera presa
d’atto. Per ulteriori valutazioni il Collegio rinvia a quanto esposto nel
sottoparagrafo n. 3 della presente deliberazione. Il Comune va sollecitato a
una maggiore solerzia nell’adozione degli atti necessari per ottemperare alle
decisioni di questa Corte.
In conclusione, si rileva, allo stato degli atti, la presenza di anomalie che
pregiudicano gli equilibri economico-finanziari del Comune; pertanto,
l’Amministrazione dovrà attenersi a quanto prospettato nella presente
deliberazione, adottando le conseguenti misure correttive entro sessanta giorni
e trasmettendole a questa Sezione per la verifica della loro idoneità.
P. Q. M.
-accerta -nei confronti del Comune di Isola delle Femmine- la sussistenza dei
profili di criticità dal n. 1 al n. 13 della parte A) della presente deliberazione
relativamente al rendiconto del 2015 e dal n. 1 al n. 6 della parte B)
relativamente al bilancio di previsione 2016 - 2018 oltre che la mancata
adozione di effettive misure correttive conseguenti alla deliberazione n.
51/2017/PRSP di questa Sezione;
DISPONE
-che il Comune di Isola delle Femmine adotti, entro sessanta giorni dalla
comunicazione del deposito della presente deliberazione, i provvedimenti
idonei a rimuovere le irregolarità e a ripristinare gli equilibri di bilancio e li
trasmetta tempestivamente a questa Sezione per la verifica della loro idoneità;
ORDINA
che, a cura del Servizio di supporto della Sezione di controllo, copia della
presente pronuncia sia comunicata al Consiglio Comunale -per il tramite del

38
suo Presidente- ai fini dell’adozione delle necessarie misure correttive, oltre
che al Sindaco e all’Organo di revisione del Comune di Isola delle Femmine.
Così deciso in Palermo nella Camera di consiglio del 27 febbraio 2018.

L’ESTENSORE IL PRESIDENTE
(Francesco Antonino Cancilla) (Maurizio
Graffeo)

Depositata in segreteria il 17 aprile 2018


IL FUNZIONARIO RESPONSABILE
(Boris Rasura)

2018 16 FEBBRAIO CORTE DEI CONTI DELIBERAZIONE 29 2018 PRSP


DELIBERAZIONE EX ART. 148 BIS DEL TUEL - ACCERTAMENTO DELLA
RITARDATA APPROVAZIONE DEL RENDICONTO DELL'ESERCIZIO 2016.
REPUBBLICA ITALIANA
La Corte dei conti
Sezione di controllo per la Regione siciliana

nell’adunanza del 23 gennaio 2018, composta dai Magistrati:


Anna Luisa Carra - Presidente
Antonio Nenna - Consigliere Visto
Francesco Antonino - Primo referendario - l’art.
Cancilla relatore 100,
second
o
comma, e gli artt. 81, 97 primo comma, 28 e 119 ultimo comma della
Costituzione;
visto il R.D. 12 luglio 1934, n. 1214 e successive modificazioni;
vista la legge 14 gennaio 1994, n. 20 e successive modificazioni;

39
visto l'art. 2 del decreto legislativo 6 maggio 1948, n. 655, nel testo sostituito
dal decreto legislativo 18 giugno 1999, n. 200;
visto il decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 e successive modificazioni,
recante il Testo Unico degli Enti Locali (T.U.E.L.) e, in particolare, l’art. 148 bis;
visto l’art. 7, comma 7, della legge 5 giugno 2003, n. 131;
visto l’art. 1, commi 166 e 167, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (legge
finanziaria 2006);
visto, altresì, l’art. 1, comma 610, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (legge
finanziaria 2006), il quale espressamente prevede che le disposizioni della
predetta legge “sono applicabili nelle regioni a Statuto speciale e nelle province
autonome di Trento e di Bolzano compatibilmente con le norme dei rispettivi
statuti”;
-vista la deliberazione di questa Sezione n. 102/2017/INPR del 19 maggio
2017, avente ad oggetto: “Linee guida cui devono attenersi, ai sensi dell’art.1,
commi 166 e 167, della legge 23 dicembre 2005, n.266 (legge finanziaria
2006), gli organi di revisione economico-finanziaria degli enti locali aventi sede
in Sicilia nella predisposizione della relazione sul rendiconto dell’esercizio
2016”, trasmessa all’ente con nota del Presidente del 6 settembre 2017;

-vista la relazione di deferimento del magistrato istruttore relativa all’omessa


approvazione del rendiconto del 2016 da parte del Comune di Isola delle
Femmine;

vista l’ordinanza del Presidente della Sezione di controllo n. 41/2018/CONTR,


con la quale la Sezione medesima è stata convocata per l’odierna adunanza ai
fini degli adempimenti di cui al citato articolo 148 bis del TUEL;
-vista la memoria dell’ente del 17 gennaio 2018, acquisita in al prot. CdC n.
435;
udito il relatore, Primo referendario Francesco Antonino Cancilla;
udito per il Comune il Responsabile del servizio economico-finanziario, dott.
Antonio Croce;
******
Premesso che:
L’art. 1, commi 166 e 167, della legge n. 266 del 2005 (legge finanziaria per
l’anno 2006) ha previsto, ai fini della tutela dell’unità economica della
40
Repubblica e del coordinamento della finanza pubblica, l’obbligo -a carico degli
Organi di revisione degli enti locali- di trasmettere alla Corte dei conti una
relazione sul bilancio di previsione dell’esercizio di competenza e sul rendiconto
dell’esercizio medesimo, formulata sulla base dei criteri e delle linee guida
definite dalla Corte.
Al riguardo, occorre evidenziare la peculiare natura di tale forma di controllo,
volto a rappresentare agli organi elettivi, nell’interesse del singolo ente e della
comunità nazionale, la reale situazione finanziaria emersa all’esito del
procedimento di verifica effettuato sulla base delle relazioni inviate dall’Organo
di revisione, affinché gli stessi possano attivare le necessarie misure correttive.
Esso si colloca nell’ambito materiale del coordinamento della finanza pubblica,
in riferimento agli articoli 97, primo comma, 28, 81 e 119 della Costituzione,
che la Corte dei Conti contribuisce ad assicurare quale organo terzo ed
imparziale di garanzia dell’equilibrio economico-finanziario del settore pubblico
e della corretta gestione delle risorse collettive, in quanto al servizio dello
Stato-ordinamento, tanto più a seguito del novellato quadro scaturito dalle
legge costituzionale n.1 del 2012 e dalla legge c.d. rinforzata n. 213 del 2012.
La giurisprudenza costituzionale ha precisato contenuti e fondamento di tale
peculiare forma di controllo anche a seguito dei successivi interventi legislativi
(cfr. la sentenza n. 39 del 2014, che richiama altresì le sentenze n. 60 del
2013, n. 198 del 2012, n. 179 del 2007), affermando che il controllo finanziario
attribuito alla Corte dei conti e, in particolare, quello che questa è chiamata a
svolgere sui bilanci preventivi e sui rendiconti consuntivi degli enti locali e degli
enti del Servizio sanitario nazionale, va ascritto alla categoria del sindacato di
legalità e di regolarità – da intendere come verifica della conformità delle
(complessive) gestioni di detti enti alle regole contabili e finanziarie – e ha lo
scopo di finalizzare il confronto tra fattispecie e parametro normativo
all’adozione di effettive misure correttive, funzionali a garantire l’equilibrio del
bilancio e il rispetto delle regole contabili e finanziarie, in una prospettiva non
più statica (come il tradizionale controllo di legalità-regolarità) ma dinamica.
Da ultimo, l’art. 148 bis del d.lgs. 18 agosto 2000 n. 267 (TUEL), introdotto
dall’art. 3, comma 1, lettera e) del decreto legge 10 ottobre 2012 n. 174,
convertito nella legge n. 213 del 2012 (recante il rafforzamento del quadro dei

41
controlli sulla gestione finanziaria degli enti) prevede che in caso di
accertamento -da parte della Sezione- di squilibri economico-finanziari, della
mancata copertura di spese, della violazione di norme finalizzate a garantire la
regolarità della gestione finanziaria o del mancato rispetto degli obiettivi posti
con il patto di stabilità interno, è fatto obbligo agli enti destinatari di adottare,
entro sessanta giorni dalla comunicazione del deposito della pronuncia di
accertamento, i provvedimenti idonei a rimuovere le irregolarità ed a
ripristinare gli equilibri di bilancio, da trasmettere alla Sezione per le verifiche
di competenza. Quanto al contenuto del controllo è, peraltro, espressamente
stabilito che ai fini della suddetta verifica le Sezioni della Corte dei conti
accertano altresì che i rendiconti degli enti locali tengano conto anche delle
partecipazioni in società controllate e alle quali è affidata la gestione di servizi
pubblici per la collettività locale e di servizi strumentali all'ente.
Nei casi più gravi, l’inosservanza del citato obbligo di conformazione, per la
mancata trasmissione dei provvedimenti correttivi o per la inadeguatezza degli
stessi, ha l’effetto di precludere all’ente inadempiente l’attuazione dei
programmi di spesa per i quali è stata accertata la mancata copertura o
l’insussistenza della relativa sostenibilità finanziaria.
Si tratta di “effetti − attribuiti […] alle pronunce di accertamento della Corte
dei conti − chiaramente cogenti e, nel caso di inosservanza degli obblighi a
questi imposti, inibitori, pro parte, dell’efficacia dei bilanci da essi approvati”
(cfr. Corte costituzionale, sentenza n. 39 del 2014) la cui attribuzione ad un
organo magistratuale terzo e indipendente “si giustifica in ragione dei caratteri
di neutralità e indipendenza del controllo di legittimità della Corte dei conti
(sentenza n. 226 del 1976)”, onde “prevenire o contrastare gestioni contabili
non corrette, suscettibili di alterare l’equilibrio del bilancio (art. 81 Cost.) e di
riverberare tali disfunzioni sul conto consolidato delle pubbliche
amministrazioni, vanificando conseguentemente la funzione di coordinamento
dello Stato finalizzata al rispetto degli obblighi comunitari” (cfr. Corte
Costituzionale n. 40 del 2013).
Nel caso in cui, invece, sussistano squilibri meno rilevanti o irregolarità non
così gravi da richiedere l’adozione della pronuncia di accertamento ex art. 148
bis TUEL, l’esito del controllo demandato alla Corte può comunque comportare

42
eventuali segnalazioni, in chiave collaborativa, come previsto dall’articolo 7,
comma 7 della legge n. 131 del 2003, pur sempre volte a favorire la
riconduzione delle criticità emerse entro i parametri della sana e corretta
gestione finanziaria al fine di salvaguardare, anche per gli esercizi successivi, il
rispetto dei necessari equilibri di bilancio e dei principali vincoli posti a
salvaguardia delle esigenze di coordinamento della finanza pubblica. Anche in
tale evenienza l’ente interessato è tenuto a valutare le segnalazioni ricevute e
a porre in essere interventi idonei per il superamento delle criticità.
******
Tanto premesso, il Collegio osserva che, nell’ambito dell’istruttoria per i
controlli di cui all’art. 1, commi 166 e ss., della legge 23 dicembre 2005, n.
266, il Comune di Isola delle Femmine è stato deferito per la mancata
approvazione del rendiconto del 2016.
Il Comune in memoria ha dedotto che: a)- il rendiconto del 2016 è stato
approvato soltanto il 29 dicembre 2017 con deliberazione consiliare n. 43; b)-
il ritardo è derivato dalla indisponibilità della società titolare del software
utilizzato per la contabilità, sicché non è stato possibile acquisire celermente gli
archivi degli anni pregressi; c)- i primi dati in formato elettronico limitatamente
al 2016 sono stati disponibili soltanto a partire dal maggio 2017, mentre per gli
altri esercizi sono stati reperibili solo i dati in formato cartaceo.
Tanto premesso, la Sezione sottolinea che le circostanze esposte nella
memoria non rappresentano una giustificazione, poiché l’amministrazione deve
assicurare l’osservanza dei termini di legge per l’approvazione del bilancio e del
rendiconto, al fine di garantire una sana gestione finanziaria, che presuppone
la puntualità degli adempimenti connessi al cd. “ciclo del bilancio”. I termini
sono fissati dalla legge e non sono derogabili per mere situazioni ostative di
fatto, che richiedono maggiore impegno amministrativo e idonea capacità
organizzativa.
Non va poi trascurato che la ritardata approvazione del rendiconto finisce per
posticipare lo svolgimento dei compiti di controllo demandati all’organo di
revisione e alla Corte dei conti.

43
Va da sé che, essendo ormai stato approvato il rendiconto del 2016, l’organo di
revisione dovrà provvedere alla celere redazione delle relazioni previste
dall’art. 1, comma 166, della legge n. 266 del 2005.
P.Q.M.
ACCERTA

-il ritardo del Comune di Isola delle Femmine nell’approvazione del


rendiconto dell’esercizio 2016;

DISPONE

-che per il futuro il Comune provveda in maniera tempestiva


all’approvazione dei fondamentali documenti di bilancio;
-a cura del Servizio di supporto della Sezione di controllo, la trasmissione di
copia della presente deliberazione: al Sindaco, al Presidente del Consiglio
comunale e all’Organo di revisione del Comune di Isola delle Femmine.
Così deliberato in Palermo il 23 gennaio 2018.
L’ESTENSORE IL PRESIDENTE
(Francesco Antonino Cancilla) (Anna Luisa
Carra)

Depositata in segreteria il 16 febbraio 2018


IL FUNZIONARIO RESPONSABILE
(Fabio Guiducci)

2017 14 FEBBRAIO CORTE DEI CONTI DELIBERAZIONE 51 2017 PRSP


VERIFICA 148 BIS RENDICONTO 2014 E BILANCIO 2015.

REPUBBLICA ITALIANA
La Corte dei conti
Sezione di controllo per la Regione siciliana
nell’adunanza del 21 dicembre 2016, composta dai seguenti magistrati:

44
Maurizio Graffeo - Presidente
Francesco Albo - Consigliere – relatore
Giovanni Di Pietro - Primo referendario

*****
Visto il R.D. 12 luglio 1934, n. 1214 e successive modificazioni;
vista la legge 14 gennaio 1994, n. 20 e successive modificazioni;
visto l'art. 2 del decreto legislativo 6 maggio 1948, n. 655, nel testo
sostituito dal decreto legislativo 18 giugno 1999, n. 200;
visto il decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 e successive
modificazioni;
visto l’art. 1, commi 166 e 167, della legge 23 dicembre 2005, n. 266
(legge finanziaria 2006);
visto, in particolare, l’art. 1, comma 610, della legge 23 dicembre 2005, n.
266 (legge finanziaria 2006), il quale espressamente prevede che le
disposizioni della predetta legge “sono applicabili nelle regioni a statuto
speciale e nelle province autonome di Trento e di Bolzano compatibilmente con
le norme dei rispettivi statuti”;
visto l’art. 148 bis del D. Lgs. n. 267/2000, introdotto dall’art. 3 del D.L.
10 ottobre 2012, n. 174, convertito dalla legge 7 dicembre 2012, n. 213;
vista la deliberazione di questa Sezione n. 241/2015/INPR del 29 luglio
2015 avente ad oggetto “Linee guida cui devono attenersi, ai sensi dell’art. 1,
commi 166 e 167, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (legge finanziaria
2006), gli organi di revisione economico-finanziaria degli enti locali aventi
sede in Sicilia nella predisposizione della relazione sul rendiconto
dell’esercizio 2014”;

vista la nota del Presidente della Sezione di controllo per la Regione


siciliana del 31 agosto 2015, con la quale è stata inoltrata all’ente la
suindicata deliberazione, nonché i relativi questionari ai fini della loro
restituzione a questa Sezione da parte dell’organo di revisione;

vista la deliberazione di questa Sezione n. 8/2016/PRSP avente ad


oggetto il controllo ex art. 148 bis del Tuel sul rendiconto 2013 del comune
di Isola delle Femmine (PA);
45
esaminate le relazioni sul rendiconto 2014 e sul bilancio di previsione
2015, trasmesse dall’organo di revisione contabile del comune;
viste le osservazioni formulate dal magistrato istruttore in sede di
deferimento, con nota prot. n. 59694304 del 3 novembre 2016;
vista l'ordinanza del Presidente della Sezione di controllo n.
376/2016/CONTR del 13 dicembre 2016 con la quale la Sezione medesima è
stata convocata nell’adunanza del 21 dicembre 2016 per gli adempimenti di cui
al menzionato art. 148 bis del D. Lgs. n. 267/2000, con invito all’ente a
presentare memorie entro tre giorni liberi antecedenti;
vista la memoria dell’ente, consegnata direttamente in adunanza ed
acquisita al prot. Cdc n. 12267 del 21 dicembre 2016;
udito il relatore, Cons. Albo Francesco;
udito, in rappresentanza del comune di Isola delle Femmine (PA), il
Sindaco, dr. Stefano Bologna e il segretario comunale d.ssa Anna Genova.

******

Premesso in fatto
All’esito dell’istruttoria condotta sul rendiconto 2014, sul bilancio di
previsione 2015 e sulle misure correttive adottate dall’ente all’esito del
precedente ciclo di controlli, sono emersi i seguenti profili di criticità:
1.- il ritardo nell’approvazione del rendiconto 2014 (delibera di C.C. n. 42
dell’8 ottobre 2015) rispetto al termine di cui all’art. 227, comma 2 del Tuel;
2.- disavanzo di amministrazione, individuato in sede di approvazione del
rendiconto finanziario 2014, non iscritto nel bilancio di previsione 2015,
secondo le modalità di cui all’art. 188 del TUEL;
3.- relativamente al riaccertamento straordinario dei residui, ai sensi
dell’art. 3, comma 7 del D.Lgs. 118/2011 e s.m.i., (deliberazione di Giunta
Comunale n. 157 del 15/10/2015):
a.- probabile errata determinazione dei residui attivi e passivi cancellati e
reimputati agli esercizi in cui sono esigibili, considerata la coincidenza di
importi (euro 423.969,02 ) e la risposta fornita dai revisori relativamente ai
residui passivi del Tit. I ante 2010 che risultano, con il riaccertamento
straordinario dei residui, reimputati per euro 1.838.150,23;
46
b.- probabile errata determinazione del maggiore disavanzo di
amministrazione da ripianare (euro 4.218.830,95), che sembrerebbe non
tenere conto del risultato negativo di amministrazione al 31 dicembre 2014
determinato ai sensi dell’art. 187, co. 1 del Tuel;
c.- mancata determinazione della giacenza vincolata al 1^ gennaio 2015,
secondo il principio applicato 10.6 della contabilità finanziaria;
4.- incapacità dell’ente di finanziare la spesa corrente con entrate della
stessa natura rilevabile dal disallineamento tra entrate e spese correnti aventi
carattere non ripetitivo per euro 1.324.342,54;
5.- il superamento, in base al D.M. del 18.02.2013, dei valori limite previsti
dei seguenti quattro parametri obiettivi di deficitarietà strutturale:
a- volume dei residui attivi di nuova formazione provenienti dalla gestione
di competenza e relativi ai titoli I e III pari al 67,17% rispetto agli
accertamenti delle entrate medesime (>42%);
b- ammontare dei residui attivi di cui ai titoli I e III, provenienti dalla
gestione dei residui attivi, pari a 72,74% rispetto agli accertamenti delle
entrate dei medesimi titoli (> 65%);
c- volume dei residui passivi complessivi provenienti dal titolo I pari al
113,37% degli impegni della medesima spesa corrente (soglia 40%);
d.- anticipazione di tesoreria non rimborsata pari all’ 10,78% (> 5%) delle
entrate correnti;
6.- la bassa capacità di riscossione:
a.- dei proventi da sanzioni amministrative pecuniarie per violazione del
codice della strada, pari al 7,06% dell’accertamento;
b.- dei proventi da recupero evasione tributaria, pari al 9,42%
dell’accertamento;
7.- debiti fuori bilancio riconosciuti per euro 49.330,82 e un consistente
ammontare di debiti fuori bilancio ancora da riconoscere al 31.12.2014,
stimato in euro 634.393,78, di cui solo euro 12.870,56 sono stati riconosciuti
nel corso del 2015;
8.- in relazione agli organismi partecipati:
a.- l’inottemperanza agli adempimenti previsti dall’art. 6, comma 4, del d.l.
95/2012 convertito dalla legge n.135/2012 (nota informativa posizioni

47
debitorie/creditorie); la banca dati Siquel non è stata aggiornata poiché i
Revisori dichiarano che non risultano organismi partecipati;
b.- la presenza di un debito non riconosciuto nei confronti delle società ATO
PA1, che i revisori hanno rilevato dal rendiconto 2013 della società, pari ad
euro 5.560.557,00 a fronte del quale esistono residui passivi per euro
4.123.485,69;
9.- la presenza di passività potenziali connesse al contenzioso in cui l’ente è
convenuto/resistente per euro 631.391,39 e pagamenti cui l’ente sarebbe
obbligato in base a sentenze e provvedimenti giudiziari non ancora esecutivi
ammontano ad euro 2.289.137,00. L’Ente risulta aver vincolato l’avanzo di
amministrazione 2014 per euro 455.000,00 per fondo passività potenziali;
10.- il mancato aggiornamento dell’inventario dall’anno 1997.

Considerato in diritto

L’art. 1, commi 166 e 167, della legge n. 266 del 2005 (legge finanziaria
per l’anno 2006) ha previsto, ai fini della tutela dell’unità economica della
Repubblica e del coordinamento della finanza pubblica, l’obbligo, a carico
degli Organi di revisione degli enti locali, di trasmettere alla Corte dei conti
una relazione sul bilancio di previsione dell’esercizio di competenza e sul
rendiconto dell’esercizio medesimo, formulata sulla base dei criteri e delle
linee guida definite dalla Corte.
Al riguardo occorre evidenziare la peculiare natura di tale forma di
controllo, volto a rappresentare agli organi elettivi, nell’interesse del singolo
ente e della comunità nazionale, la reale situazione finanziaria emersa
all’esito del procedimento di verifica effettuato sulla base delle relazioni
inviate dall’Organo di revisione affinché gli stessi possano attivare le
necessarie misure correttive. Esso si colloca nell’ambito materiale del
coordinamento della finanza pubblica, in riferimento agli articoli 97, primo
comma, 28, 81 e 119 della Costituzione, che la Corte dei conti contribuisce

48
ad assicurare quale organo terzo ed imparziale di garanzia dell’equilibrio
economico-finanziario del settore pubblico e della corretta gestione delle
risorse collettive, in quanto al servizio dello Stato-ordinamento, vieppiù a
seguito del novellato quadro scaturito dalle legge costituzionale n.1/2012 e
dalla legge c.d. rinforzata n. 213/2012.
La giurisprudenza costituzionale ha precisato contenuti e fondamento di
tale peculiare forma di controllo anche a seguito dei successivi interventi
legislativi (cfr. da ultimo la sentenza n. 39/2014 che richiama altresì le
sentenze n. 60 del 2013, n. 198 del 2012, n. 179 del 2007), affermando che
il controllo finanziario attribuito alla Corte dei conti e, in particolare, quello
che questa è chiamata a svolgere sui bilanci preventivi e sui rendiconti
consuntivi degli enti locali e degli enti del Servizio sanitario nazionale, va
ascritto alla categoria del sindacato di legalità e di regolarità – da intendere
come verifica della conformità delle (complessive) gestioni di detti enti alle
regole contabili e finanziarie – e ha lo scopo, in una prospettiva non più
statica (com’era il tradizionale controllo di legalità-regolarità), ma dinamica,
di finalizzare il confronto tra fattispecie e parametro normativo all’adozione di
effettive misure correttive, funzionali a garantire l’equilibrio del bilancio e il
rispetto delle regole contabili e finanziarie.
Da ultimo, l’art. 148 bis del d.lgs. 18 agosto 2000 n. 267 (TUEL),
introdotto dall’art. 3, comma 1, lettera e) del decreto legge 10 ottobre 2012
n. 174, convertito nella legge 213/2012 (recante il rafforzamento del quadro
dei controlli sulla gestione finanziaria degli enti), prevede che in caso di
accertamento, da parte della Sezione, di squilibri economico-finanziari, della
mancata copertura di spese, della violazione di norme finalizzate a garantire
la regolarità della gestione finanziaria o del mancato rispetto degli obiettivi
posti con il patto di stabilità interno, è fatto obbligo agli enti destinatari di
adottare, entro 60 giorni dalla comunicazione del deposito della pronuncia di
accertamento, i provvedimenti idonei a rimuovere le irregolarità ed a
ripristinare gli equilibri di bilancio, da trasmettere alla Sezione per le verifiche
di competenza. Quanto al contenuto del controllo è, peraltro, espressamente
stabilito che ai fini della suddetta verifica le Sezioni della Corte dei conti
accertano altresì che i rendiconti degli enti locali tengano conto anche delle

49
partecipazioni in società controllate alle quali è affidata la gestione di servizi
pubblici per la collettività locale e di quelli strumentali all'ente.

******

Analisi dei fattori di criticità oggetto di deferimento

Il Collegio osserva, preliminarmente, che l’amministrazione, nonostante il


tenore delle contestazioni ed il congruo lasso di tempo concesso per la
corretta instaurazione del contraddittorio, ha ritenuto di produrre ampia
e voluminosa documentazione direttamente in sede di adunanza, e
dunque ben oltre i termini assegnati, non consentendo, nella sostanza, il
proficuo esercizio delle funzioni a questa Sezione istituzionalmente
assegnate.
Fa presente, a riguardo, che le verifiche in questione sono obbligatorie,
in quanto, oltre ad essere previste dalla legge, mirano a “prevenire o
contrastare gestioni contabili non corrette, suscettibili di alterare
l’equilibrio del bilancio (art. 81 Cost.) e di riverberare tali disfunzioni sul
conto consolidato delle pubbliche amministrazioni, vanificando
conseguentemente la funzione di coordinamento dello Stato finalizzata al
rispetto degli obblighi comunitari” (cfr., da ultimo, Corte costituzionale,
sentenza n. 40/2014).
Si riserva, per il futuro, ogni ulteriore iniziativa, anche tramite l’esercizio
dei poteri ispettivi di cui all’art. 3, comma 8, della legge n. 20/94, al fine
di sopperire al deficit conoscitivo, ove perdurante.
1. Venendo ai punti del deferimento, un primo ordine di contestazioni
riguarda il ritardo nell’approvazione del rendiconto 2014 (8 ottobre
2015) rispetto ai termini di legge.
Nelle intempestive controdeduzioni, il comune imputa le cause alle
difficoltà nel recepimento della riforma dell’armonizzazione contabile e
alla necessità di effettuare il riaccertamento straordinario dei residui.
Il Collegio non ignora le problematiche indotte dal peculiare iter
regionale di recepimento del d.lgs. n. 118/2011 e delle difficoltà
programmatorie indotte al sistema degli enti locali (da ultimo, cfr.
50
relazione finanza locale 2014-15, approvata con delibera n.
131/2016/GEST).
Ciononostante, raccomanda, per il futuro, la massima attenzione per il
rispetto dei termini legislativamente imposti, che segnano il momento
ultimo entro cui l’ente dovrebbe approvare il documento finanziario.
Osserva, inoltre, che l’operazione contabile di esordio del regime
armonizzato, prevista dall’art. 3, comma 7, del d.lgs. n. 118/2011, è
contestuale all’approvazione del rendiconto 2014, di cui assume,
quale logico punto di partenza, il relativo risultato di amministrazione.
2. Un secondo ordine di criticità riguarda la mancata iscrizione del
disavanzo di amministrazione, individuato in sede di rendiconto 2014
e non iscritto nel bilancio di previsione 2015 ai sensi dell’art. 188 del
Tuel.
L’amministrazione, in sede di controdeduzioni, si limita a riferire che
“il disavanzo ordinario, a seguito del disposto riaccertamento dei
residui, è stato assorbito (?) dal disavanzo tecnico, finanziato in quote
annuali costanti per trenta esercizi ex art. 3, comma 16, d.lgs. n.
118/2011”.
Il Collegio, alla stregua delle - poco esaustive - spiegazioni ricevute,
ritiene non chiarito il rilievo e ricorda che oggetto di ripiano
trentennale non è il disavanzo tecnico (art. 3 comma 13 d.lgs. n.
118/2011), bensì il maggior disavanzo (art. 3, comma 15, d.lgs. n.
118/2011 e art. 1 D.M. 02.04.2015, avente ad oggetto “criteri e
modalità di ripiano dell’eventuale maggiore disavanzo di
amministrazione derivante dal riaccertamento straordinario dei residui
e dal primo accantonamento al fondo crediti di dubbia esigibilità”).
3. Sempre in riferimento al riaccertamento straordinario dei residui, di
cui alla deliberazione di Giunta Comunale n. 157 del 15/10/2015,
sono stati sollevati i seguenti profili di perplessità:
a.- probabile errata determinazione dei residui attivi e passivi
cancellati e reimputati agli esercizi in cui sono esigibili, considerata
la coincidenza di importi (euro 423.969,02) e la risposta fornita dai
revisori relativamente sui residui passivi del Tit. I ante 2010 che

51
risultano, con il riaccertamento straordinario dei residui, reimputati
per euro 1.838.150,23;
b.- probabile errata determinazione del maggiore disavanzo di
amministrazione da ripianare (euro 4.218.830,95), che sembrerebbe
non tenere conto del risultato negativo di amministrazione al 31
dicembre 2014 determinato ai sensi dell’art. 187, co. 1 del Tuel;
c.- mancata determinazione della giacenza di cassa vincolata al 1^
gennaio 2015, secondo il principio applicato 10.6 della contabilità
finanziaria.
A riguardo, l’amministrazione riferisce che “il riaccertamento dei
residui di cui alla delibera GC n. 157/2015 è stato oggetto di rettifica
con successivo deliberato di Giunta n. 122/2016, offerto in copia per
comodità di consultazione, sì da porre rimedio alle rappresentate
problematiche. Invero, la disposta correzione, non mutando il dato
ponderale oggetto del citato “ripiano”, l’Organo consiliare ha preso
atto della rettifica con DCC n. 43/16”. Con determinazione del capo
del II settore n. 46/16 è stata quindi determinata la cassa vincolata
alla data del 31/12/2015, che ammonta ad euro 156.726,19 in
ossequio al punto 10 dell’allegato al D.lvo n. 118/11”.
Il Collegio, sul punto, ricorda (delibera della Sezione delle autonomie
n. 4/2015) la basilare importanza rivestita dall’operazione di
riaccertamento straordinario dei residui, la quale costituisce un
“punto di snodo essenziale per l’avvio del processo di armonizzazione
contabile”.
Al termine dell’operazione di riaccertamento straordinario, i residui
attivi al 1° gennaio 2015 devono rappresentare crediti effettivi ed
esigibili dell’ente nei confronti di terzi e costituire il punto di partenza
della nuova programmazione e gestione delle entrate secondo il
principio di competenza potenziata.
E’ compito dell’ente, pertanto, garantire che siano registrate e
imputate obbligazioni giuridiche attive perfezionate ed esigibili negli
anni di rispettiva imputazione.

52
Analogamente, sul fronte della spesa, al termine dell’operazione di
riaccertamento straordinario, i residui passivi al 1° gennaio 2015
devono rappresentare debiti effettivi ed esigibili dell’ente nei confronti
di terzi e costituire il punto di partenza della nuova programmazione e
gestione delle spese pubbliche secondo il principio di competenza
potenziata. L’ente, pertanto, dovrà garantire che siano registrate e
imputate obbligazioni giuridiche passive perfezionate, ed esigibili negli
anni di rispettiva imputazione.
Chiaramente, la non corretta applicazione del principio di competenza
finanziaria potenziata - che prescinde, cioè, dalla verifica della
scadenza e dell’esigibilità delle obbligazioni attive e passive -
costituisce una grave irregolarità contabile che compromette anche la
corretta costituzione e gestione del fondo pluriennale vincolato e, più
in generale, il mantenimento degli equilibri di bilancio, con riferimento
alla gestione residui, ma anche di competenza e di cassa.
In ogni caso, la riedizione del riaccertamento straordinario si pone in
contrasto con il principio di unicità e non frazionabilità, previsto
dall’art. 3, comma 7 del D.Lgs. 118/2011 e dal principio 9.3
dell’allegato 4/2 al D.Lgs. 118/2011, al fine di evitare comportamenti
opportunistici.
Sotto il profilo contenutistico, le risultanze da cui prende le mosse la
seconda operazione di rettifica del riaccertamento (delibera GC n.
122/2016) non sembrano collimare con quelle della prima (delibera
GC n. 157/2015).
Il Collegio, pertanto, non può esimersi dal demandare le opportune
valutazioni all’amministrazione ed al Collegio dei revisori, per la parte
di rispettiva competenza.
4.In riferimento al quarto profilo, relativo al disallineamento tra
entrate e spese correnti aventi carattere non ripetitivo per euro
1.324.342,54 , l’amministrazione imputa le cause all’elevato grado di
rigidità della spesa corrente, ed in particolare di quella del personale,
del servizio RSU e dell’illuminazione pubblica.

53
Su questi ultimi due versanti, riferisce delle iniziative tese alla
razionalizzazione della spesa.
Il Collegio, in considerazione dell’elevato squilibrio, richiama la
massima attenzione dell’ente sulla necessità di efficaci misure
correttive, di cui valuterà gli esiti nei prossimi cicli di controllo.
5. A testimonianza di quanto appena riferito, l’ente conferma il
superamento dei valori limite previsti dei seguenti quattro parametri
obiettivi di deficitarietà strutturale:
a- volume dei residui attivi di nuova formazione provenienti dalla
gestione di competenza e relativi ai titoli I e III pari al 67,17%
rispetto agli accertamenti delle entrate medesime (>42%);
b- ammontare dei residui attivi di cui ai titoli I e III, provenienti dalla
gestione dei residui attivi, pari a 72,74% rispetto agli accertamenti
delle entrate dei medesimi titoli (> 65%);
c- volume dei residui passivi complessivi provenienti dal titolo I pari al
113,37% degli impegni della medesima spesa corrente (soglia 40%);
d- anticipazione di tesoreria non rimborsata pari all’ 10,78% (> 5%)
delle entrate correnti.
Imputa le cause alla difficile congiuntura economica ed all’inefficienza
del sistema di riscossione.
Il Collegio conferma i profili di criticità in riferimento alle disfunzioni
gestionali di cui i parametri sono espressione e sollecita anche in
questo caso la pronta ed efficace adozione di misure correttive.
6. Per quanto concerne la bassa capacità di riscossione dei proventi da
sanzioni amministrative pecuniarie per violazione del codice della
strada (7,06% dell’accertamento) e di quelli da recupero evasione
tributaria (9,42% dell’accertamento), il comune riepiloga alcune delle
misure di indirizzo già adottate a seguito del precedente ciclo di
controllo.
Il Collegio invita a proseguire nel percorso correttivo intrapreso,
potenziandone le misure, ove possibile e si riserva di monitorarne gli
effetti nei futuri cicli di controllo.

54
7. Particolarmente preoccupante appare l’esposizione debitoria in
riferimento non tanto alle passività riconosciute (euro 49.330,82),
bensì al volume di quelle ancora da riconoscere al 31.12.2014 (euro
634.393,78, di cui solo euro 12.870,56 sono stati riconosciuti nel
corso del 2015).
Il comune riferisce dell’accantonamento a fondo rischi, a seguito di
riaccertamento straordinario, dell’importo di euro 634.393,78 e
riferisce di aver riconosciuto ulteriori debiti nel 2016 per importo
esiguo (euro 23.000).
Il Collegio, a questo riguardo, osserva che una corretta stima
quantitativa e soprattutto qualitativa del contenzioso passivo -
effettuata sulla base del grado di maturazione dello stesso, dell’esito
dei precedenti gradi di giudizio, nonché della stima del probabile esito
- consente la messa in atto di efficaci misure prudenziali tese a
limitare l’impatto di passività sopravvenute sugli equilibri di bilancio.
In ogni caso, viste anche le peculiari difficoltà gestionali, valuterà, a
partire dal 2015, la corretta consistenza del fondo rischi contenzioso,
alla stregua dei criteri di cui all’allegato 4/2 al d.lgs. n. 118/2011 e
degli opportuni elementi conoscitivi forniti dall’Organo di revisione.
8. Per quanto concerne gli organismi partecipati, è stato contestato
all’ente un duplice profilo di irregolarità:
a.- l’inottemperanza agli adempimenti previsti dall’art. 6, comma 4,
del d.l. 95/2012 convertito dalla legge n.135/2012 (nota informativa
posizioni debitorie/creditorie); la banca dati Siquel non è stata
aggiornata poiché i Revisori dichiarano che non risultano organismi
partecipati;
b.- la presenza di un debito non riconosciuto nei confronti delle
società ATO PA1, che i revisori hanno rilevato dal bilancio 2013 della
società, pari ad euro 5.560.557,00 a fronte del quale esistono residui
passivi per euro 4.123.485,69.
A riguardo, l’amministrazione riferisce delle numerose iniziative
intraprese, anche sul piano del contenzioso, nei confronti della società
d’ambito ATO Palermo 1, nonché dei confortanti risultati raggiunti a

55
seguito delle sentenze del Tribunale di Palermo (220/2012) e della
Corte d’Appello di Palermo (n.333/2016).
Il Collegio, nel prendere atto, invita a monitorare attentamente la
problematica, adottando idonee iniziative a tutela degli equilibri di
bilancio, anche futuri.
9. In sede di deferimento è stato stimolato il contraddittorio con
l’ente anche in relazione alla presenza di passività potenziali connesse
al contenzioso in cui l’ente è convenuto/resistente per euro
631.391,39, nonché alla presenza di pagamenti cui l’ente sarebbe
obbligato in base a sentenze e provvedimenti giudiziari non ancora
esecutivi ammontano ad euro 2.289.137,00.
L’amministrazione, a tale fine, risulta aver vincolato l’avanzo di
amministrazione 2014 per euro 455.000,00 per fondo passività
potenziali.
In sede di controdeduzioni, riepiloga i vari fronti di contenzioso su cui
è attualmente impegnato e le iniziative assunte a riguardo.
Il Collegio rinvia a quanto già osservato al punto precedente.
10. Per quanto concerne il mancato aggiornamento dell’inventario,
l’ente riferisce degli esiti delle operazioni di censimento mobiliare ed
immobiliare già intraprese.
Il Collegio, nel prendere atto, raccomanda la tempestiva conclusione
degli adempimenti propedeutici ai fini di una corretta rilevazione della
situazione patrimoniale, nel più generale contesto della rilevazione
integrata dei fenomeni gestionali.
Da ultimo, questa Corte osserva che la maggior parte dei rilievi sopra
descritti è già stata oggetto di pronuncia di accertamento della
Sezione nel precedente ciclo di controlli finanziari.
A seguito della deliberazione n.8/2016/PRSP, relativa al rendiconto
dell’esercizio 2013, l’ente ha trasmesso la deliberazione di Consiglio
comunale n. 11 del 10 marzo 2016.
Con tale provvedimento, l’amministrazione ha avviato un percorso di
correzione delle disfunzioni segnalate, i cui effetti dovranno essere
oggetto di attento monitoraggio in futuro.

56
Anche in considerazione del quadro gestionale fortemente
problematico, emerso in questa sede, permangono, allo stato, i motivi
di preoccupazione per gli equilibri di bilancio già espressi nei
precedenti cicli di controllo.
Si demanda all’ente il compito di aggiornare il quadro delle misure
correttive a seguito dei rilievi emersi nella presente deliberazione.

P. Q. M.
La Corte dei conti, Sezione di controllo per la Regione siciliana, all’esito
della verifica sul rendiconto di gestione 2014, sul bilancio di previsione 2015
e sulle misure correttive adottate dall’ente all’esito del precedente ciclo di
controlli, accerta la presenza dei profili di criticità di cui ai punti
1,2,3,4,5,6,7,8,9,10, nei termini indicati in narrativa.
Richiama, altresì, l’attenzione dell’ente sull’importanza dei termini
assegnati per la presentazione di memorie e controdeduzioni prima
dell’adunanza, ai fini della corretta instaurazione del contraddittorio con
questa Corte.

ORDINA
che, a cura del Servizio di supporto della Sezione di controllo, copia della
presente pronuncia sia comunicata al Consiglio comunale – per il tramite del
suo Presidente - ai fini della formalizzazione delle necessarie misure
correttive, oltre che al Sindaco ed all’Organo di revisione del comune di Isola
delle Femmine (PA).

DISPONE

che l’ente trasmetta a questa Sezione di controllo, entro 60 (sessanta)


giorni dalla comunicazione della presente deliberazione, le misure correttive
adottate dall’organo consiliare ai sensi dell’art. 148 bis, comma 3, del Tuel, ai
fini della relativa verifica.

Così deciso in Palermo, nella camera di consiglio del 21 dicembre 2016.


L'ESTENSORE IL

57
PRESIDENTE
(Francesco Albo) (Maurizio
Graffeo)

Depositata in segreteria il 14 febbraio 2017


IL FUNZIONARIO RESPONSABILE
(Boris Rasura)

2016 12 GENNAIO CORTE DEI CONTI DELIBERAZIONE 8 2016 PRSP


VERIFICA 148 BIS SU RENDICONTO 2013 E MISURE CORRETTIVE

REPUBBLICA ITALIANA
La Corte dei conti
Sezione di controllo per la Regione siciliana
nell’adunanza del 18 dicembre 2015, composta dai seguenti magistrati:

Maurizio Graffeo - Presidente


Francesco Albo - Primo referendario – relatore
Francesco A. - Referendario
Cancilla

******
Visto il R.D. 12 luglio 1934, n. 1214 e successive modificazioni;
vista la legge 14 gennaio 1994, n. 20 e successive modificazioni;
visto l'art. 2 del decreto legislativo 6 maggio 1948, n. 655, nel testo
sostituito dal decreto legislativo 18 giugno 1999, n. 200;
visto il decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 e successive
modificazioni;
visto l’art. 1, commi 166 e 167, della legge 23 dicembre 2005, n. 266
(legge finanziaria 2006);
visto, in particolare, l’art. 1, comma 610, della legge 23 dicembre 2005,
n. 266 (legge finanziaria 2006), il quale espressamente prevede che le
disposizioni della predetta legge “sono applicabili nelle regioni a statuto
speciale e nelle province autonome di Trento e di Bolzano compatibilmente
con le norme dei rispettivi statuti”;
58
visto l’art. 148 bis del D. Lgs. n. 267/2000, introdotto dall’art. 3 del D.L.
10 ottobre 2012, n. 174, convertito dalla legge 7 dicembre 2012, n. 213;
vista la deliberazione di questa Sezione n. 95/2014/INPR del 30 luglio
2014 avente ad oggetto “Linee guida cui devono attenersi, ai sensi dell’art. 1,
commi 166 e 167, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (legge finanziaria
2006), gli organi di revisione economico-finanziaria degli enti locali aventi
sede in Sicilia nella predisposizione della relazione sul rendiconto
dell’esercizio 2013”;

vista la nota del Presidente della Sezione di controllo per la Regione


siciliana del 15 settembre 2014, con la quale è stata inoltrata all’ente la
suindicata deliberazione, nonché i relativi questionari ai fini della loro
restituzione a questa Sezione da parte dell’organo di revisione;

vista la propria deliberazione di accertamento n. 174/2014/PRSP,


assunta all’esito del precedente ciclo di controllo sul rendiconto 2012, nonché
le misure correttive adottate dal Consiglio comunale di Isola delle Femmine
con atto n. 34 del 21 settembre 2015;

esaminata la relazione sul rendiconto 2013, compilata dall’Organo di


revisione contabile del comune di Isola delle Femmine (PA) e la successiva
documentazione istruttoria;
vista l'ordinanza del Presidente della Sezione di controllo n.
348/2015/CONTR del 7 dicembre 2015 con la quale la Sezione del controllo è
stata convocata per gli adempimenti di cui al menzionato art. 148 bis del D.
Lgs. n. 267/2000;
udito il relatore, Primo referendario dott. Francesco Albo;
uditi, in rappresentanza dell’ente, il sindaco, dott. Bologna Stefano;

******
L’art. 1, commi 166 e 167, della legge n. 266 del 2005 (legge finanziaria
per l’anno 2006) ha previsto, ai fini della tutela dell’unità economica della
Repubblica e del coordinamento della finanza pubblica, l’obbligo, a carico
degli Organi di revisione degli enti locali, di trasmettere alla Corte dei conti
una relazione sul bilancio di previsione dell’esercizio di competenza e sul

59
rendiconto dell’esercizio medesimo, formulata sulla base dei criteri e delle
linee guida definite dalla Corte.
Al riguardo occorre evidenziare la peculiare natura di tale forma di
controllo, volto a rappresentare agli organi elettivi, nell’interesse del singolo
ente e della comunità nazionale, la reale situazione finanziaria emersa
all’esito del procedimento di verifica effettuato sulla base delle relazioni
inviate dall’Organo di revisione affinché gli stessi possano attivare le
necessarie misure correttive. Esso si colloca nell’ambito materiale del
coordinamento della finanza pubblica, in riferimento agli articoli 97, primo
comma, 28, 81 e 119 della Costituzione, che la Corte dei Conti contribuisce
ad assicurare quale organo terzo ed imparziale di garanzia dell’equilibrio
economico-finanziario del settore pubblico e della corretta gestione delle
risorse collettive, in quanto al servizio dello Stato-ordinamento, vieppiù a
seguito del novellato quadro scaturito dalle legge costituzionale n.1/2012 e
dalla legge c.d. rinforzata n. 213/2012.
La giurisprudenza costituzionale ha precisato contenuti e fondamento di
tale peculiare forma di controllo anche a seguito dei successivi interventi
legislativi (cfr. da ultimo la sentenza n. 39/2014 che richiama altresì le
sentenze n. 60 del 2013, n. 198 del 2012, n. 179 del 2007), affermando che
il controllo finanziario attribuito alla Corte dei conti e, in particolare, quello
che questa è chiamata a svolgere sui bilanci preventivi e sui rendiconti
consuntivi degli enti locali e degli enti del Servizio sanitario nazionale, va
ascritto alla categoria del sindacato di legalità e di regolarità – da intendere
come verifica della conformità delle (complessive) gestioni di detti enti alle
regole contabili e finanziarie – e ha lo scopo, in una prospettiva non più
statica (com’era il tradizionale controllo di legalità-regolarità), ma dinamica,
di finalizzare il confronto tra fattispecie e parametro normativo all’adozione di
effettive misure correttive, funzionali a garantire l’equilibrio del bilancio e il
rispetto delle regole contabili e finanziarie.
Da ultimo, l’art. 148 bis del d.lgs. 18 agosto 2000 n. 267 (TUEL),
introdotto dall’art. 3, comma 1, lettera e) del decreto legge 10 ottobre 2012
n. 174, convertito nella legge 213/2012 (recante il rafforzamento del quadro
dei controlli sulla gestione finanziaria degli enti) prevede che in caso di

60
accertamento, da parte della Sezione, di squilibri economico-finanziari, della
mancata copertura di spese, della violazione di norme finalizzate a garantire
la regolarità della gestione finanziaria o del mancato rispetto degli obiettivi
posti con il patto di stabilità interno, è fatto obbligo agli enti destinatari di
adottare, entro 60 giorni dalla comunicazione del deposito della pronuncia di
accertamento, i provvedimenti idonei a rimuovere le irregolarità ed a
ripristinare gli equilibri di bilancio, da trasmettere alla Sezione per le verifiche
di competenza. Quanto al contenuto del controllo è, peraltro, espressamente
stabilito che ai fini della suddetta verifica le Sezioni della Corte dei conti
accertano altresì che i rendiconti degli enti locali tengano conto anche delle
partecipazioni in società controllate e alle quali è affidata la gestione di servizi
pubblici per la collettività locale e di servizi strumentali all'ente.
Nei casi più gravi, l’inosservanza del citato obbligo di conformazione, per
la mancata trasmissione dei provvedimenti correttivi o per la inadeguatezza
degli stessi, ha l’effetto di precludere all’ente inadempiente l’attuazione dei
programmi di spesa per i quali è stata accertata la mancata copertura o
l’insussistenza della relativa sostenibilità finanziaria.
Si tratta di “effetti − attribuiti […] alle pronunce di accertamento della
Corte dei conti − chiaramente cogenti e, nel caso di inosservanza degli
obblighi a questi imposti, inibitori, pro parte, dell’efficacia dei bilanci da essi
approvati” (cfr. Corte costituzionale, sentenza n. 39/2014) la cui attribuzione
ad un organo magistratuale terzo e indipendente “si giustifica in ragione dei
caratteri di neutralità e indipendenza del controllo di legittimità della Corte
dei conti (sentenza n. 226 del 1976)” onde “prevenire o contrastare gestioni
contabili non corrette, suscettibili di alterare l’equilibrio del bilancio (art. 81
Cost.) e di riverberare tali disfunzioni sul conto consolidato delle pubbliche
amministrazioni, vanificando conseguentemente la funzione di coordinamento
dello Stato finalizzata al rispetto degli obblighi comunitari” (cfr. Corte
Costituzionale n. 40/2014).
******
Dall’esame della predetta documentazione del Comune di Isola delle
Femmine (PA), e dalla successiva istruttoria, sono emerse le seguenti
criticità:

61
1.il ritardo nell’approvazione del bilancio di previsione 2013 (delibera di
C.C. n. 26 del 23/12/2013) e del rendiconto 2013 (delibera di C.C. n. 15 del
03/09/2014) rispetto ai termini di legge;
2.il mancato rispetto di quattro parametri obiettivi per l’individuazione
degli enti strutturalmente deficitari:
a)-volume dei residui attivi di nuova formazione provenienti dalla
gestione di competenza e relative ai titoli I e III pari al 59,68% rispetto agli
accertamenti delle entrate medesime (> 42%);
b)- ammontare dei residui attivi di cui al titolo I e III, provenienti dalla
gestione dei residui attivi, pari al 71,06% rispetto agli accertamenti delle
entrate dei medesimi titoli (> 65%);
c)- volume dei residui passivi complessivi provenienti dal titolo I pari al
95,48% degli impegni della medesima spesa corrente (> 40%);
d)- anticipazione di tesoreria non rimborsata pari all’ 20,78% (> 5%);
3. un disavanzo di amministrazione di euro 779.222,43 aumentato dalla
quota vincolata del fondo svalutazione crediti per euro 113.345,25 e dai
pagamenti per azioni esecutive non regolarizzate al 31.12, pari a euro
765,36;
4. il perdurare di una situazione di grave carenza di liquidità, che dà
luogo al ricorso ad anticipazioni di tesoreria non rimborsate a fine esercizio
per euro 1.370.611,24;
5. la presenza di debiti fuori bilancio in attesa di riconoscimento al
31.12.2013 per euro 231.676,87, riconosciuti nel 2013 per un importo pari
ad euro 511.132,58 12 di cui una quota pari a € 150.779,39 riferiti ad
acquisizioni di beni e servizi senza impegno di spesa;
6. la presenza di un potenziale ingente debito di euro 2.289.137,00
(indennità di esproprio) derivante da un procedimento pendente dinanzi la
Corte di Cassazione avverso la sentenza di condanna della Corte d’appello di
Palermo, a fronte del quale non risultano adottate misure prudenziali a tutela
degli equilibri;
7. l’inottemperanza agli adempimenti previsti dall'art. 6, comma 4, del
d.l. n. 95/2012, convertito dalla legge n.135/2012 (nota informativa posizioni
debitorie/creditorie);

62
8. mancato rispetto dei limiti di spesa di cui all’art. 6 commi da 7 a 10 e
commi da 12 a 14 del d.l. 78/2010, dall’art. 5, comma 2 del d.l. n. 95/2012;
9. il mancato aggiornamento degli inventari dal 1998.
*******
All’adunanza del 18 dicembre 2015, per l’Amministrazione, che non ha
fatto pervenire memorie, era presente il sindaco neo insediato, dott. Bologna
Stefano, il quale si è limitato a riportarsi alle misure correttive deliberate dal
Consiglio comunale con atto n. 34 del 21 settembre 2015.

Ha, inoltre, consegnato un prospetto relativo all’attività svolta dal


settore tributi nell’anno 2015, senza peraltro esplicitarne i profili di
pertinenza rispetto alle osservazioni mosse in sede di deferimento.

*******
Benchè formalmente invitato al contraddittorio, sia documentale, sia
in sede di adunanza, l’ente ha prestato acquiescenza ai rilievi mossi,
confermandone, in sostanza, la fondatezza.
Scarsa rilevanza, peraltro, assume il richiamo alla deliberazione
consiliare del 21 settembre 2015, in quanto relativa alle criticità evidenziate
in un precedente ciclo di controllo.

In questo specifico contesto, osserva il Collegio che con la citata


deliberazione n. 34, il Consiglio comunale ha, per lo più, fornito
giustificazioni in ordine alle criticità evidenziate in sede di verifica sul
rendiconto 2012, ed in gran parte confermate in questa sede, senza,
tuttavia, fornire concreti indirizzi al fine di correggere le predette disfunzioni.

Permangono, pertanto, le preoccupazioni espresse nel precedente ciclo


di controllo in ordine al mantenimento degli equilibri di bilancio, anche futuri.

P. Q. M.

- All’esito della verifica sul rendiconto 2013, accerta la presenza dei


profili di criticità con riferimento a tutti i punti elencati in narrativa.
ORDINA
che, a cura del Servizio di supporto della Sezione di controllo, copia
della presente pronuncia sia comunicata al consiglio comunale – per il tramite

63
del suo presidente - ai fini della formalizzazione delle necessarie misure
correttive, oltre che al sindaco ed all’organo di revisione del comune di Isola
delle Femmine (PA).
DISPONE
- che l’ente trasmetta a questa Sezione di controllo, entro 60
(sessanta) giorni dal ricevimento della presente deliberazione, le misure
correttive adottate dall’organo consiliare ai sensi dell’art. 148 bis, comma 3,
del Tuel, ai fini della relativa verifica.
Così deciso in Palermo, nella camera di consiglio del 18 dicembre 2015.
L'ESTENSORE IL PRESIDENTE

(Francesco Albo) (Maurizio Graffeo)

Depositata in segreteria il 12 gennaio 2016

IL FUNZIONARIO RESPONSABILE

(Boris Rasura)

2015 30 SETTEMBRE CORTE DEI CONTI DELIBERAZIONE 260 PAR 2015


VALUTAZIONE SU RIMBORSABILITÀ SPESE LEGALI AMMINISTRATORI IN
CONSEGUENZA ASSOLUZIONE.

REPUBBLICA ITALIANA

la Corte dei conti

Sezione di controllo per la Regione siciliana

nella camera di consiglio dell’adunanza generale del 22 settembre 2015

****

Visto l’art. 23 del R.D.lgs. 15 maggio 1946, n. 455 (Approvazione dello


Statuto della Regione siciliana);

visto il decreto legislativo 6 maggio 1948, n. 655 (Istituzione di Sezioni


64
della Corte dei conti per la Regione siciliana);

vista la legge 14 gennaio 1994, n. 20 (Disposizioni in materia di controllo


e giurisdizione della Corte dei conti);

visto il decreto legislativo 18 giugno 1999, n. 200 (Norme di attuazione


dello Statuto speciale della Regione siciliana recante integrazioni e modifiche
al decreto legislativo n. 655/1948);

vista la legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3 (Modifiche al titolo V


della parte seconda della Costituzione);

vista la legge 5 giugno 2003, n. 131 (Disposizioni per l’adeguamento


dell’ordinamento della Repubblica alla legge costituzionale 18 ottobre 2001,
n. 3);

vista la deliberazione n. 32 dell’11 novembre 2013 delle Sezioni riunite per


la Regione siciliana in sede consultiva;

vista la deliberazione n. 354/2013/PAR del 27 novembre 2013 della


Sezione di controllo per la Regione siciliana in sede consultiva, con la quale
viene affermata la competenza ad esprimere i pareri di cui all’art. 7, comma
8, della legge 5 giugno 2003, n. 131;

vista la richiesta di parere proveniente dal Comune di Isola delle


Femmine (PA), con nota prot.n.4800 del 16.4.15, presa in carico dal
Servizio di supporto della Sezione di controllo in data 21.4.15, prot. n.
3121-SC_SIC-R14-A;

vista l’ordinanza n. 208/ 2015/CONTR dell’ 8 settembre 2015 con la quale


il Presidente della Sezione di controllo per la Regione siciliana ha convocato
l’adunanza generale per il 22 settembre 2015;

udito il relatore, consigliere dott. Stefano SIRAGUSA,

ha emesso la seguente deliberazione.

65
****

Con la nota in epigrafe, il Sindaco del Comune di Isola delle Femmine chiede
di conoscere il parere della Corte in merito alla rimborsabilità delle spese legali
sostenute nell’ambito di procedimenti penali per due ex amministratori locali
assolti con due diverse formule processuali.

****

Ritenuta l’ammissibilità soggettiva, in quanto la richiesta di parere


proviene dal legale rappresentante dell’Ente locale, quanto all’ammissibilità
oggettiva, la Sezione osserva quanto segue:
perchè si abbia legittimamente a radicarsi la competenza della Sezione di
controllo della Corte dei conti ad emanare i pareri di cui all’art. 7, comma 8,
della legge 5 giugno 2003, n. 131, secondo gli indirizzi definiti da queste
Sezioni Riunite per la regione siciliana (delibera n. 1/2004), dalla Sezione delle
Autonomie (delibera n.5 del 2006) e nella pronuncia delle Sezioni Riunite in
sede centrale con la delibera n. 54/CONTR/2010, occorre, tra l’altro, che le
questioni prospettate:
- riguardino la materia della contabilità pubblica (intesa quale sistema
normativo che presiede alla gestione finanziaria ed economico-patrimoniale
dello Stato e degli altri enti pubblici;
- richiedano un esame, da un punto di vista astratto (con esclusione di
valutazione e pareri su casi specifici), di temi di carattere generale: ad
esempio: atti generali; atti o schemi di atti di normazione primaria (quali leggi
o statuti) ovvero secondaria (regolamenti di contabilità, circolari), o inerenti
all’interpretazione di norme vigenti; di preventiva valutazione di soluzioni
tecniche rivolte ad assicurare la necessaria armonizzazione nella compilazione
dei bilanci e dei rendiconti.
Inoltre, la funzione consultiva non può e non deve svolgersi in ordine a
quesiti che implichino valutazioni di comportamenti amministrativi che possano
formare oggetto di eventuali iniziative giudiziarie proprie della Procura
regionale della Corte dei conti o dinanzi ad altro giudice.

66
In particolare, sull’ammissibilità o meno di richiesta di parere in materia
di rimborsabilità di spese legali in favore di amministratori di enti locali assolti
all’esito di giudizi celebrati a loro carico, la Sezione delle Autonomie con la
deliberazione n.5/AUT/2006 del 10 marzo 2006, ha già avuto modo di
pronunciarsi sulle questioni relative alla predetta tematica, dichiarandone la
estraneità alla nozione di contabilità pubblica cui fa riferimento l’ottavo comma
dell’art.7 della legge n.131 del 2003.
Si è affermato infatti che: “ancorché la materia della contabilità pubblica
non possa ridursi alla sola tenuta delle scritture contabili ed alla normativa
avente ad oggetto le modalità di acquisizione delle entrate e di erogazione
delle spese, essa non potrebbe investire qualsiasi attività degli enti cha abbia
comunque riflessi di natura finanziaria patrimoniale.
Ciò non solo rischierebbe di vanificare lo stesso limite imposto dal legislatore,
ma comporterebbe l’estensione dell’attività consultiva delle Sezioni regionali a
tutti i vari ambiti dell’azione amministrativa con l’ulteriore conseguenza che le
Sezioni regionali di controllo della Corte dei conti diventerebbero organi di
consulenza generale delle autonomie locali.
In tal modo, la Corte verrebbe, in varia misura, inserita nei processi decisonali
degli enti, condizionando quell’attività amministrativa su cui è chiamata ad
esercitare il controllo che, per definizione, deve essere esterno e neutrale.
Per le ragioni sopra esposte, emerge dunque l’esigenza che la nozione di
contabilità pubblica strumentale alla funzione consultiva assuma un ambito
limitato alla normativa e ai relativi atti applicativi che la disciplinano, in
generale, l’attività finanziaria che precede o che segue i distinti interventi di
settore, ricomprendendo in particolare la disciplina dei bilanci e i relativi
equilibri, l’acquisizione delle entrate, l’organizzazione finanziaria-contabile, la
disciplina del patrimonio, la gestione delle spese, l’indebitamento, la
rendicontazione e i relativi controlli(…)Così delineato l’ambito oggettivo della
materia, la questione della rimborsabilità agli amministratori delle spese legali
risulta totalmente estranea alla nozione di contabilità pubblica cui si riferisce
l’art.7,comma 8, della legge n.131 del 2003”.
Giova precisare che il suddetto orientamento ha trovato puntuale e
pressoché unanime espressione nelle deliberazioni di numerose Sezioni di

67
controllo e in senso conforme è anche la costante giurisprudenza di questa
Sezione di controllo (cfr. deliberazioni n.409/2013/PAR e n.27/2014/PAR),
dalla quale non si ravvisa motivo di distaccarsi.
Tale orientamento è stato altresì confermato, su analogo quesito posto sulla
rimborsabilità delle spese legali, dalla Sezione delle Autonomie, in data 10
febbraio 2014, con la deliberazione n.3/SEZAUT/2014/QMIG, ai cui criteri si si
conformano le Sezioni regionali di controllo ai sensi dell’art. 6, comma 4, del
d.l. 10 ottobre 2012, n. 174, convertito dalla legge 7 dicembre 2012, n. 213.

P.Q.M.

Dichiara inammissibile la richiesta di parere.

Copia della presente deliberazione sarà inviata, a cura della Segreteria,

all’Amministrazione richiedente ed all’Assessorato Regionale delle Autonomie

locali e della Funzione pubblica – Dipartimento delle Autonomie locali.

L’ESTENSORE IL
PRESIDENTE

Stefano Siragusa
Maurizio Graffeo

Depositato in segreteria il 30 SETTEMBRE 2015

IL FUNZIONARIO RESPONSABILE

(Boris Rasura)

2014 27 OTTOBRE CORTE DEI CONTI DELIBERAZIONE 174 PRSP


2014 CONTROLLO 148 BIS RENDICONTO 2012 E MISURE
CORRETTIVE.

68
REPUBBLICA ITALIANA
La Corte dei conti
Sezione di controllo per la Regione siciliana
nell’adunanza dell’1 ottobre 2014, composta dai seguenti magistrati:

Maurizio Graffeo - Presidente


Anna Luisa Carra - Consigliere
Francesco Albo - Primo referendario - relatore

******
Visto il R.D. 12 luglio 1934, n. 1214 e successive modificazioni;
vista la legge 14 gennaio 1994, n. 20 e successive modificazioni;
visto l'art. 2 del decreto legislativo 6 maggio 1948, n. 655, nel testo
sostituito dal decreto legislativo 18 giugno 1999, n. 200;
visto il decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 e successive
modificazioni;
visto l’art. 1, commi 166 e 167, della legge 23 dicembre 2005, n. 266
(legge finanziaria 2006);
visto, in particolare, l’art. 1, comma 610, della legge 23 dicembre 2005,
n. 266 (legge finanziaria 2006), il quale espressamente prevede che le
disposizioni della predetta legge “sono applicabili nelle regioni a statuto
speciale e nelle province autonome di Trento e di Bolzano compatibilmente
con le norme dei rispettivi statuti”;
visto l’art. 148 bis del D. Lgs. n. 267/2000, introdotto dall’art. 3 del D.L.
10 ottobre 2012, n. 174, convertito dalla legge 7 dicembre 2012, n. 213;
vista deliberazione di questa sezione di controllo n. 196/2013/INPR
avente ad oggetto: “Linee guida cui devono attenersi, ai sensi dell’art.1,
commi 166 e 167, della legge 23 dicembre 2005, n.266 gli organi di revisione
economico-finanziaria degli enti locali aventi sede in Sicilia nella
predisposizione della relazione sul rendiconto di gestione 2012”;
vista la nota del Presidente della Sezione di controllo per la Regione
siciliana del 19 agosto 2013, con la quale è stata inoltrata al Sindaco e al
Presidente del Collegio dei revisori la predetta deliberazione di questa Sezione

69
di controllo, nonché i relativi questionari ai fini della loro ritrasmissione entro
trenta giorni dalla ricezione del questionario, o dall’approvazione del
rendiconto, se successiva;
esaminata la relazione sul rendiconto 2012, compilata dall’Organo di
revisione contabile del comune di Isola delle Femmine (PA), e la successiva
documentazione istruttoria;
vista l'ordinanza del Presidente della Sezione di controllo n.
172/2014/CONTR del 22 settembre 2014 con la quale la Sezione del controllo
è stata convocata per gli adempimenti di cui al menzionato art. 148 bis del D.
Lgs. n. 267/2000;
viste le controdeduzioni dell’ente;
udito il relatore, Primo referendario dott. Francesco Albo;

******
L’art. 1, commi 166 e 167, della legge n. 266 del 2005 (legge finanziaria
per l’anno 2006) ha previsto, ai fini della tutela dell’unità economica della
Repubblica e del coordinamento della finanza pubblica, l’obbligo, a carico
degli Organi di revisione degli enti locali, di trasmettere alla Corte dei conti
una relazione sul bilancio di previsione dell’esercizio di competenza e sul
rendiconto dell’esercizio medesimo, formulata sulla base dei criteri e delle
linee guida definite dalla Corte.
Al riguardo occorre evidenziare la peculiare natura di tale forma di
controllo, volto a rappresentare agli organi elettivi, nell’interesse del singolo
ente e della comunità nazionale, la reale situazione finanziaria emersa
all’esito del procedimento di verifica effettuato sulla base delle relazioni
inviate dall’Organo di revisione affinché gli stessi possano attivare le
necessarie misure correttive. Esso si colloca nell’ambito materiale del
coordinamento della finanza pubblica, in riferimento agli articoli 97, primo
comma, 28, 81 e 119 della Costituzione, che la Corte dei Conti contribuisce
ad assicurare quale organo terzo ed imparziale di garanzia dell’equilibrio
economico-finanziario del settore pubblico e della corretta gestione delle
risorse collettive, in quanto al servizio dello Stato-ordinamento, vieppiù a
seguito del novellato quadro scaturito dalle legge costituzionale n.1/2012 e
dalla legge c.d. rinforzata n. 213/2012.
70
La giurisprudenza costituzionale ha precisato contenuti e fondamento di
tale peculiare forma di controllo anche a seguito dei successivi interventi
legislativi (cfr. da ultimo la sentenza n. 39/2014 che richiama altresì le
sentenze n. 60 del 2013, n. 198 del 2012, n. 179 del 2007), affermando che
il controllo finanziario attribuito alla Corte dei conti e, in particolare, quello
che questa è chiamata a svolgere sui bilanci preventivi e sui rendiconti
consuntivi degli enti locali e degli enti del Servizio sanitario nazionale, va
ascritto alla categoria del sindacato di legalità e di regolarità – da intendere
come verifica della conformità delle (complessive) gestioni di detti enti alle
regole contabili e finanziarie – e ha lo scopo, in una prospettiva non più
statica (com’era il tradizionale controllo di legalità-regolarità), ma dinamica,
di finalizzare il confronto tra fattispecie e parametro normativo all’adozione
di effettive misure correttive, funzionali a garantire l’equilibrio del bilancio
e il rispetto delle regole contabili e finanziarie.
Da ultimo, l’art. 148 bis del d.lgs. 18 agosto 2000 n. 267 (TUEL),
introdotto dall’art. 3, comma 1, lettera e) del decreto legge 10 ottobre 2012
n. 174, convertito nella legge 213/2012 (recante il rafforzamento del quadro
dei controlli sulla gestione finanziaria degli enti) prevede che in caso di
accertamento, da parte della Sezione, di squilibri economico-finanziari, della
mancata copertura di spese, della violazione di norme finalizzate a garantire
la regolarità della gestione finanziaria o del mancato rispetto degli obiettivi
posti con il patto di stabilità interno, è fatto obbligo agli enti destinatari di
adottare, entro 60 giorni dalla comunicazione del deposito della pronuncia di
accertamento, i provvedimenti idonei a rimuovere le irregolarità ed a
ripristinare gli equilibri di bilancio, da trasmettere alla Sezione per le verifiche
di competenza. Quanto al contenuto del controllo è, peraltro, espressamente
stabilito che ai fini della suddetta verifica le Sezioni della Corte dei conti
accertano altresì che i rendiconti degli enti locali tengano conto anche delle
partecipazioni in società controllate e alle quali è affidata la gestione di
servizi pubblici per la collettività locale e di servizi strumentali all'ente.
Nei casi più gravi, l’inosservanza del citato obbligo di conformazione, per
la mancata trasmissione dei provvedimenti correttivi o per la inadeguatezza
degli stessi, ha l’effetto di precludere all’ente inadempiente l’attuazione dei

71
programmi di spesa per i quali è stata accertata la mancata copertura o
l’insussistenza della relativa sostenibilità finanziaria.
Si tratta di “effetti − attribuiti […] alle pronunce di accertamento della
Corte dei conti − chiaramente cogenti e, nel caso di inosservanza degli
obblighi a questi imposti, inibitori, pro parte, dell’efficacia dei bilanci da essi
approvati” (cfr. Corte costituzionale, sentenza n. 39/2014) la cui attribuzione
ad un organo magistratuale terzo e indipendente “si giustifica in ragione dei
caratteri di neutralità e indipendenza del controllo di legittimità della Corte
dei conti (sentenza n. 226 del 1976)” onde “prevenire o contrastare gestioni
contabili non corrette, suscettibili di alterare l’equilibrio del bilancio (art. 81
Cost.) e di riverberare tali disfunzioni sul conto consolidato delle pubbliche
amministrazioni, vanificando conseguentemente la funzione di coordinamento
dello Stato finalizzata al rispetto degli obblighi comunitari” (cfr. Corte
Costituzionale n. 40/2014).
Nel caso in cui, invece, sussistano squilibri meno rilevanti o irregolarità
non così gravi da richiedere l’adozione della pronuncia di accertamento ex
art. 148 bis TUEL, l’esito del controllo demandato alla Corte può, comunque,
comportare eventuali segnalazioni, in chiave collaborativa, come previsto
dall’articolo 7, comma 7 della legge 131/2003, pur sempre volte a favorire la
riconduzione delle criticità emerse entro i parametri della sana e corretta
gestione finanziaria al fine di salvaguardare, anche per gli esercizi successivi,
il rispetto dei necessari equilibri di bilancio e dei principali vincoli posti a
salvaguardia delle esigenze di coordinamento della finanza pubblica. Anche in
tal caso l’ente interessato è tenuto a valutare le segnalazioni ricevute ed a
porre in essere interventi idonei per evitare l’insorgenza di situazioni di
deficitarietà e di squilibrio ovvero per addivenire al superamento delle stesse.
******
Dall’esame della predetta relazione, redatta dall’organo di revisione del
Comune di Isola delle Femmine (PA), e dalla successiva istruttoria, sono
emerse le seguenti criticità:
1. tardiva approvazione del rendiconto 2012 (18/06/2013) rispetto ai
termini previsti dall’art. 227 del TUEL;

72
2. mancata certificazione ed allineamento contabile dei debiti/crediti
con gli organismi partecipati ex art. 6 comma 4 del d.l. 95/2012 e la
conseguente mancata predisposizione della nota informativa. Elevati debiti
dell’Ente nei confronti della Società ATO 1 PA (dalla deliberazione n.
298/2013 risultano pari a € 4.986.963,28) e mancato riscontro tra le
passività potenziali;
3. debiti fuori bilancio ancora da riconoscere al 31.12.2012 per €
729.905,17 e già riconosciuti per € 3.300,00;
4. grave disavanzo di amministrazione per l’esercizio 2012 pari a €
1.416.846,57;
5. basso tasso di realizzazione dei residui attivi del titolo I e III e
conseguente sforamento del parametro di deficitarietà n. 3 (87,99%) e bassa
velocità di pagamento della spesa corrente con conseguente sforamento del
parametro di deficitarietà n. 4 (102,38%);
6. il conseguente perdurare di una situazione di grave carenza di
liquidità, che dà luogo ad anticipazioni di tesoreria non rimborsate a fine
esercizio per €1.068.861,68, che rappresentano il 21,74% dei primi tre titoli
delle entrate.

*******
All’adunanza dell’1 ottobre 2014, per l’Amministrazione, che ha fatto
pervenire una memoria oltre i termini assegnati per il contraddittorio
documentale (prot. Cdc n. 7667 dell’1 ottobre 2014), non erano presenti
rappresentanti.
Per quanto concerne il primo punto, l’ente non motiva le cause del
ritardo, probabilmente riconducibili allo scioglimento del consiglio comunale
ex art. 143 del Tuel, disposto con DPR 12 novembre 2012.
In riferimento al punto 2, il comune riferisce di non aver potuto
procedere all’allineamento contabile con le società partecipate a causa di un
contenzioso instaurato dalla Commissione straordinaria nei confronti della
società d’ambito per la gestione dei rifiuti, che in primo grado ha avuto esito
favorevole per l’ente.

73
Ciononostante, alla data del 31 dicembre 2013, la società ATO 1 PA
vanta un credito nei confronti del comune per euro 5.940.410, a fronte di
corrispondenti residui passivi per euro 3.469.956,44.
Pur riconoscendo il meritorio sforzo intrapreso a tutela dell’ente, il
Collegio non può esimersi dal constatare l’emersione di passività per oltre
1,5 milioni di euro, allo stato sprovviste di copertura finanziaria, che
costituiscono una rilevante incognita per gli equilibri finanziari, anche futuri,
dell’ente, ed impongono l’urgente adozione di tutte le misure prudenziali utili
a mitigarne l’impatto sul bilancio.

A questa situazione si aggiunge la presenza di debiti fuori bilancio al


31.12.2012 da riconoscere per euro 729.905,17.

La Sezione, nel prendere atto dell’avvenuto riconoscimento di buona


parte di queste passività da parte dalla Commissione straordinaria nel 2013
(euro 511.132,58) ed in parte nel 2014 (euro 49.330.32), non può esimersi
dall’esprimere preoccupazione per gli equilibri di bilancio, in considerazione
delle incognite, ereditate da gestioni precedenti, che gravano
finanziariamente sull’ente.
Auspica, pertanto, un controllo concomitante e costante della
situazione gestionale, teso alla tempestiva segnalazione delle passività
all’organo consiliare (o, in sua vece, all’organo straordinario), ai fini della
tempestiva riconduzione delle passività al sistema di bilancio.

Parimenti preoccupante risulta la situazione del disavanzo di


amministrazione, pari ad oltre 1,4 milioni di euro, anche in questo caso
ereditato da precedenti gestioni, pur dovendosi riconoscere che, a seguito
dell’innalzamento del prelievo fiscale e del contenimento della spesa corrente,
lo stesso si è pressochè dimezzato al 31 dicembre 2013 (-euro 779.222,43),
con prospettive di ulteriore miglioramento per gli esercizi futuri.
In riferimento al punto 4, permangono le anomalie gestionali, che
danno luogo al superamento dei valori limite previsti nei parametri di
deficitarietà n. 3 e 4. Tale situazione si protrae nel 2013, pur con un
miglioramento dei valori.

74
Particolare attenzione, in questo contesto, va posta ai residui attivi, da
contabilizzare con criteri prudenziali, anche in considerazione della
progressiva erosione della liquidità che ne consegue, fronteggiata attraverso
il ricorso a frequenti anticipazioni di tesoreria.
La scopertura al 31 dicembre 2012, pari ad euro 1.068.861,68 , supera
i valori limite del parametro di deficitarietà n. 9.
Pur prendendo atto del miglioramento della situazione a seguito
dell’anticipazione di liquidità richiesta ex DL n. 35/2013, in una prospettiva di
medio lungo periodo si rendono comunque necessarie una serie di misure
correttive, che, proseguendo nel percorso intrapreso, tendano
all’efficientamento delle procedure di riscossione, alla contabilizzazione di tali
proventi maggiormente ispirata a criteri prudenziali e ad una riduzione delle
spese entro le reali capacità di bilancio.
Nel delineato contesto, risulta inoltre auspicabile un’intensificazione
della periodicità delle verifiche di cui all’art. 193, comma 2, Tuel, sul
permanere degli equilibri della gestione di competenza, di cassa e in conto
residui, nel più generale contesto delle misure funzionali al controllo di cui
all’art. 147 quinquies, sui cui effetti questa Sezione sarà chiamata a vigilare.
In merito alle misure correttive, il Collegio rileva che la quasi totalità
dei profili di criticità rilevati sono stati oggetto di pronuncia di accertamento
della Sezione in occasione delle verifiche sul rendiconto 2011 e sul bilancio di
previsione 2012. A seguito della delibera n. 298/2013/PRSP, la Commissione
straordinaria del Comune, con la deliberazione n. 2 del 15/01/2014, ha
avviato un percorso di correzione delle disfunzioni segnalate.

Conclusivamente, la Sezione osserva che, nonostante i significativi


sforzi posti in essere dalla Commissione straordinaria al fine di ricondurre il
quadro gestionale ereditato entro parametri fisiologici, e gli apprezzabili
miglioramenti registrati, permangono, allo stato, motivi di forte
preoccupazione per gli equilibri di bilancio.
P. Q. M.
All’esito della verifica sul rendiconto 2012, accerta la presenza, nei
termini evidenziati, dei profili di criticità con riferimento a tutti i punti elencati
in narrativa.
75
ORDINA

che, a cura del servizio di supporto della Sezione di controllo, copia


della presente pronuncia sia comunicata alla Commissione straordinaria ed
all’organo di revisione del comune di Isola delle Femmine (PA).

DISPONE

- che l’ente trasmetta a questa Sezione di controllo, entro 60


(sessanta) giorni dal ricevimento della presente deliberazione, le misure
correttive adottate dall’organo consiliare ai sensi dell’art. 148 bis, comma 3,
del Tuel, ai fini della relativa verifica.

Così deliberato in Palermo, nella camera di consiglio dell’1 ottobre 2014.

L'ESTENSORE IL PRESIDENTE

(Francesco Albo) (Maurizio Graffeo)

Depositato in segreteria il 27 ottobre 2014


IL FUNZIONARIO RESPONSABILE

(Boris Rasura)

2013 22 OTTOBRE CORTE DEI CONTI DELIBERAZIONE 298 PRSP


2013 RENDICONTO 2011 E BILANCIO DI PREVISIONE 2012
REPUBBLICA ITALIANA
Corte dei conti
Sezione di controllo per la Regione siciliana
nell’adunanza del 16 ottobre 2013, composta dai seguenti magistrati:

76
Maurizio Graffeo - Presidente
Corrado Borruso - Consigliere - relatore
Francesco Albo - Primo Referendario

******

visto il R.D. 12 luglio 1934, n. 1214 e successive modificazioni;

vista la legge 14 gennaio 1994, n. 20 e successive modificazioni;

visto l'art. 2 del decreto legislativo 6 maggio 1948, n. 655, nel testo
sostituito dal decreto legislativo 18 giugno 1999, n. 200;

visto il decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 e successive


modificazioni (T.U.E.L.);

visto, in particolare, l’art. 148 bis del T.U.E.L., introdotto dal decreto
legge n. 174 del 10 ottobre 2012, convertito dalla legge n. 213 del 7
dicembre 2012;

visto l’art. 1, commi 166 e 167, della legge 23 dicembre 2005, n. 266
(legge finanziaria 2006);

visto, in particolare, l’art. 1, comma 610, della legge 23 dicembre 2005,


n. 266 (legge finanziaria 2006), il quale espressamente prevede che le
disposizioni della predetta legge “sono applicabili nelle regioni a statuto
speciale e nelle province autonome di Trento e di Bolzano compatibilmente
con le norme dei rispettivi statuti”;

vista la deliberazione di questa Sezione n. 204/2012/INPR del 30 luglio


2012 avente ad oggetto “Linee guida cui devono attenersi, ai sensi dell’art. 1,
commi 166 e 167, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (legge finanziaria
2006), gli organi di revisione economico-finanziaria degli enti locali aventi
sede in Sicilia nella predisposizione della relazione sul rendiconto
dell’esercizio 2011 e/o sul bilancio di previsione 2012”;

vista la nota della Sezione di controllo per la Regione siciliana del 21


agosto 2012, con la quale è stata inoltrata al Sindaco e all’Organo di
revisione economico-finanziaria del Comune di Isola delle Femmine la
77
precitata delibera n. 204/2012/INPR, nonché i relativi questionari ai fini della
loro ritrasmissione, da parte del Collegio dei revisori, entro trenta giorni
dall’approvazione del consuntivo e/o del bilancio di previsione;

vista l'ordinanza del Presidente della Sezione di controllo n.


428/2013/CONTR. del 3 ottobre 2013, con la quale la Sezione del controllo è
stata convocata il giorno 16 ottobre 2013 per gli adempimenti di cui al
menzionato art. 148 bis del T.U.E.L.;

udito il relatore Consigliere dott. Corrado Borruso;

******

L’art. 1, commi 166 e 167, della legge n. 266 del 2005 (legge finanziaria
per l’anno 2006) ha previsto, ai fini della tutela dell’unità economica della
Repubblica e del coordinamento della finanza pubblica, l’obbligo, a carico
degli organi di revisione degli enti locali, di trasmettere alla Corte dei conti
una relazione sul bilancio di previsione dell’esercizio di competenza e sul
rendiconto dell’esercizio medesimo, formulato sulla base dei criteri e delle
linee guida definite dalla Corte.

Al riguardo, occorre evidenziare la peculiare natura di tale forma di


controllo, ascrivibile alla categoria del riesame di legalità e regolarità, in
grado di finalizzare il confronto tra fattispecie e parametro normativo
all’adozione di effettive misure correttive funzionali a garantire il rispetto
complessivo degli equilibri di bilancio.

Questo nuovo modello di controllo, come ricordato dalla Corte


costituzionale nella recente sentenza n. 60/2013, configura, su tutto il
territorio nazionale, un sindacato generale ed obbligatorio sui bilanci
preventivi e rendiconti di gestione di ciascun ente locale, finalizzato a
tutelare, nell’ambito del coordinamento di finanza pubblica, la sana gestione
finanziaria del complesso degli enti territoriali, nonché il rispetto del patto di
stabilità interno degli obiettivi di governo dei conti pubblici concordati in sede
europea.

Esso si colloca nell’ambito materiale del coordinamento della finanza


pubblica, in riferimento agli articoli 97, primo comma, 28, 81 e 119 della

78
Costituzione, che la Corte dei conti contribuisce ad assicurare, quale organo
terzo ed imparziale di garanzia dell’equilibrio economico finanziario del
settore pubblico e della corretta gestione delle risorse collettiva, in quanto al
servizio dello Stato - ordinamento.

Da ultimo, l’art. 148 bis del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267,
introdotto dall’art. 3, comma 1, lettera e), del decreto legge 10 ottobre 2012,
n. 174, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 213 del 7 dicembre 2012,
ha inteso rafforzare il quadro dei controlli e dei presidi della gestione delle
risorse finanziarie pubbliche, nell’ambito di inderogabili istanze unitarie
nell’assetto policentrico della Repubblica.

Nel caso di accertamento, da parte della Sezione, di squilibri economico


finanziari, della mancata copertura di spese, della violazione di norme
finalizzate a garantire la regolarità della gestione finanziaria, o del mancato
rispetto degli obiettivi posti con il patto di stabilità interno, è previsto, infatti,
l’obbligo per gli enti interessati di adottare, entro sessanta giorni dalla
comunicazione del deposito della pronuncia di accertamento, i provvedimenti
idonei a rimuovere le irregolarità e a ripristinare gli equilibri di bilancio, da
trasmettere alla Sezione per le verifiche di propria competenza.

Ulteriori forme di tutela degli equilibri di bilancio sono state previste nel
caso do operazioni contabili prive di copertura o di cui sia accertata
l’insostenibilità finanziaria.

Qualora le irregolarità esaminate dalla Sezione regionale non siano così


gravi da rendere necessaria l’adozione della delibera prevista dall’art. 148 bis,
comma 3, del T.U.E.L., la natura collaborativi del controllo, anche in relazione
alla previsione contenuta nell’art. 7, comma 7, della legge 5 giugno 2003, n.
131, suggerisce di segnalare agli Enti anche irregolarità contabili non gravi o
meri sintomi di precarietà, soprattutto se accompagnate e potenziate da
sintomi di criticità o da difficoltà gestionali, anche al fine di prevenire
l’insorgenza di situazioni di deficitarietà o di squilibrio, idonee a pregiudicare
la sana gestione finanziaria che deve caratterizzare l’amministrazione di
ciascun Ente.

79
In ogni caso, l’Ente interessato è tenuto a valutare le segnalazioni che ha
ricevuto ed a porre in essere interventi idonei per addivenire al loro
superamento.

******

L’organo di revisione del Comune di Isola delle Femmine ha trasmesso


la relazione sul rendiconto 2011 e quella sul bilancio di previsione 2012,
di cui all’art. 1, commi 166 e 167, della legge n. 266/2005 (legge finanziaria
per l’anno 2006).

Dall’esame delle predette relazioni e dalla successiva istruttoria sono


emerse le seguenti criticità:

Rendiconto 2011:

1. notevole ritardo nell’approvazione del rendiconto 2011 rispetto ai termini


di legge (1 ottobre 2012);
2. volume dei residui attivi di nuova formazione provenienti dalla gestione di
competenza e relative ai titoli I e III (con l'esclusione dell'addizionale
Irpef) pari a 52,09% dei valori di accertamento delle entrate dei
medesimi titoli I e III (esclusi i valori dell'addizionale Irpef);
3. ammontare dei residui attivi di cui al titolo I e al titolo III superiore al 65
per cento (pari al 120,28%) (provenienti dalla gestione dei residui attivi)
rapportata agli accertamenti della gestione di competenza delle entrate dei
medesimi titoli I e III;
4. volume dei residui passivi complessivi provenienti dal titolo I superiore al
40 per cento (pari a 88,32%) degli impegni della medesima spesa
corrente;
5. anticipazioni di tesoreria non rimborsate al 31 dicembre 2011, superiori al
5% della spesa corrente;
6. presenza di debiti fuori bilancio non segnalati dai Responsabili dei servizi,
emersi in fase di approvazione del Rendiconto di gestione 2012, per
€629.000 ai quali si aggiungono passività potenziali per €2.300.000 e

80
spese per incarichi legali per €392.000 solo in minima parte impegnati. I
debiti riconosciuti nell’esercizio 2012 ammontano a €3.300;
7. necessità di verificare il rispetto del parametro di deficitarietà n. 6, relativo
al rapporto della spesa per il personale sulle entrate correnti, la
percentuale indicata del 36,69% è impropriamente determinato
rapportando la spesa per il personale depurata delle componenti da
escludere sulle entrate correnti;
8. irregolare utilizzo dei capitoli afferenti ai servizi conto terzi e mancato
rispetto del principio di tassatività di cui al principio contabile 2.25 delle
“altre spese per servizi conto terzi” in particolare:
- liquidazione borsa di studio,
- liquidazione fatture relative al servizio di pulizia dei locali;
- spese per pagamento manifestazioni santo patrono;
9. bassa capacità di riscossione dei proventi derivanti da proventi da
recupero evasione tributaria,
Riscossioni
Residui al 1 al %
gennaio 31/12/201 riscossion
2012 2 e
ICI 142.253,00 13.188,86 9,27%
TARSU 131.822,79 6.221,88 4,72%
2.092.325,5
Proventi CdS 2 33.109,18 1,58%
10. mancato aggiornamento del conto del patrimonio come previsto dall’art.
230 TUEL;
11. debiti nei confronti della Società ATO 1 PA per €4.986.963,28, per i quali
non si riscontra in bilancio un corrispondente importo di residui passivi che
ammontano a € 3.094.130,15;

Le criticità di cui ai punti 2, 3, 5, 6, 8, 9 sono stati oggetto di specifica


pronuncia in sede di esame sul rendiconto 2010 (delibera n. 139/2012/PRSP).

Bilancio di Previsione 2012:

81
1. mancata approvazione del programma degli incarichi di collaborazione
previsto dall’art. 42 comma 2 lettera b) del TUEL ;
2. equilibri di bilancio garantito dal ricorso a entrate correnti aventi carattere
non ripetitivo e forte squilibrio tra entrate e spese correnti aventi carattere
non ripetitivo;
3. bassa capacità di riscossione dei proventi da sanzioni amministrative
pecuniarie per violazione del codice della strada e da recupero evasione
tributaria;
4. reiterato ricorso ad anticipazioni di tesoreria; al 31/12/2012 le
anticipazioni inestinte ammontano a €1.068.861,88;
5. mancato rispetto del limite di spesa per il personale di cui all’art. 1 comma
557 della legge 296/2006;

Le criticità di cui ai punti 3, 4 e 5 sono stati oggetto di specifica pronuncia in


sede di esame sul rendiconto 2010 (delibera n. 139/2012/PRSP).

*******

All’ adunanza pubblica del 16 ottobre 2013, per l’Amministrazione, che


non ha depositato memorie, sono presenti il Segretario generale, D.ssa
Sonia Acquado, ed il Responsabile dei Servizi finanziari, Dr. Ignazio Tabone,
i quali hanno inteso solo riferire che il rapporto tra le spese per il personale
e quelle correnti è stato determinato dal pagamento di una notevole somma
arretrata corrisposta ad un dipendente, consegnando, nella circostanza, uno
specchio riepilogativo.

Alla luce di quanto sopra, il Collegio ritiene che permangano tutte le criticità
evidenziate nei punti sopra indicati.

P. Q. M.

82
All’esito della verifica sul rendiconto 2011 e sul bilancio di previsione 2012
accerta, per quel che riguarda:

- il rendiconto 2011, il permanere delle criticità 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 8, 10 e


11;

- il bilancio di previsione 2012, il permanere delle criticità 1, 2, 3, 4 e 5.

ORDINA

che, a cura del Servizio di supporto della Sezione di controllo, copia della
presente pronuncia sia comunicata alla Commissione straordinaria ed
all’organo di revisione del Comune di Isola delle Femmine (PA) per le
necessarie misure correttive

DISPONE

che l’Ente trasmetta a questa Sezione di controllo le misure correttive


adottate dalla Commissione straordinaria entro i termini di cui all’art. 148
bis, comma 3, del T.U.E.L., ai fini della relativa verifica.

L'ESTENSORE IL PRESIDENTE
(Corrado Borruso) (Maurizio Graffeo)

Depositato in Segreteria il 22 ottobre 2013


Per IL DIRIGENTE
(Gabriella Vincenti)

2012 10 MAGGIO CORTE DEI CONTI DELIBERAZIONE 139 2012


PRSP RENDICONTO 2010

83
Deliberazione n.
139/2012/PRSP

REPUBBLICA ITALIANA
La Corte dei conti
Sezione di controllo per la Regione siciliana
nell’adunanza del 9 maggio 2012, composta dai seguenti magistrati:

Rita Arrigoni - Presidente


Stefano Siragusa - Consigliere
Corrado Borruso - Consigliere - relatore

******

visto il R.D. 12 luglio 1934, n. 1214 e successive modificazioni;

vista la legge 14 gennaio 1994, n. 20 e successive modificazioni;

visto l'art. 2 del decreto legislativo 6 maggio 1948, n. 655, nel testo
sostituito dal decreto legislativo 18 giugno 1999, n. 200;

visto il decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 e successive


modificazioni;

visto l’art. 1, commi 166, 167 e 168 della legge 23 dicembre 2005, n.
266 (legge finanziaria 2006);

visto, in particolare, l’art. 1, comma 610, della legge 23 dicembre 2005,


n. 266 (legge finanziaria 2006), il quale espressamente prevede che le
disposizioni della predetta legge “sono applicabili nelle regioni a statuto
speciale e nelle province autonome di Trento e di Bolzano compatibilmente
con le norme dei rispettivi statuti”;

vista la deliberazione di questa Sezione n. 130/2011/INPR avente ad


oggetto “Linee guida cui devono attenersi, ai sensi dell’art. 1, commi 166 e
167, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (legge finanziaria 2006), gli organi

84
di revisione economico-finanziaria degli enti locali aventi sede in Sicilia nella
predisposizione della relazione sul rendiconto dell’esercizio 2010”;

vista la nota del Presidente della Sezione di controllo per la Regione


siciliana dell’8 agosto 2011, con la quale è stata comunicata al Sindaco ed
all’Organo di revisione economico-finanziaria del comune di Isola delle
Femmine l’adozione della precitata delibera n.130;

vista l'ordinanza del Presidente della Sezione di controllo n.


65/2012/CONTR. del 3 maggio 2012, con la quale la Sezione del controllo è
stata convocata il giorno 9 maggio 2012 per gli adempimenti di cui al
menzionato art.1, comma 168 della legge 23 dicembre 2005, n. 266;

udito il relatore Consigliere dott. Corrado Borruso;

******

L’art. 1, commi 166 e 167, della legge n. 266 del 2005 (legge finanziaria
per l’anno 2006) ha previsto, ai fini della tutela dell’unità economica della
Repubblica e del coordinamento della finanza pubblica, l’obbligo, a carico
degli Organi di revisione degli enti locali, di trasmettere alla Corte dei conti
una relazione sul bilancio di previsione dell’esercizio di competenza e sul
rendiconto dell’esercizio medesimo, formulata sulla base dei criteri e delle
linee guida definite dalla Corte.

Al riguardo occorre evidenziare la peculiare natura di tale forma di


controllo intestata dalla legge alla Corte, essendo la stessa volta a
rappresentare agli organi elettivi, nell’interesse del singolo ente e della
comunità nazionale, la reale situazione finanziaria emersa all’esito del
procedimento di verifica effettuato sulla base delle relazioni inviate
dall’Organo di revisione, affinché gli stessi possano attivare le necessarie
misure correttive ritenute idonee.

Questo nuovo modello di controllo, come ricordato dalla Corte


costituzionale nella sentenza n. 179/2007, trova il proprio fondamento
costituzionale negli artt. 100, ma anche art. 81 Cost., 97 primo comma, 28 e
119 ultimo comma della Costituzione, e tiene anche conto del nuovo assetto

85
istituzionale derivante dalla riforma del titolo V della Costituzione (L. cost. n.
3/2001).

In armonia con i principi autonomistici sanciti da tale riforma


costituzionale, esso ha natura non “interdittiva”, bensì “collaborativa” in
quanto mira, nell’interesse del singolo ente e dello Stato - comunità, a
rappresentare agli organi elettivi la reale ed effettiva situazione finanziaria
e/o le gravi irregolarità riscontrate nella gestione dell’ente, in modo che l’ente
stesso possa responsabilmente assumere le decisioni più opportune,
attraverso un virtuoso processo di autocorrezione.

Dalla finalizzazione di tale controllo alla verifica del rispetto di vincoli di


natura squisitamente finanziaria è agevole comprendere come il riscontro,
che in questa sede si compie, miri fondamentalmente a fare emergere quelle
anomalie e disfunzioni che siano in grado di incidere negativamente sugli
equilibri di bilancio, non consentendo all’ente di concorrere alla realizzazione
degli obiettivi generali di finanza pubblica. Pertanto la gravità della
irregolarità va fondamentalmente riferita, nell’ambito dell’analisi che si
compie in questa sede alla verifica della salvaguardia degli equilibri di
bilancio, con particolare attenzione anche alla verifica del rispetto degli
obiettivi annuali del patto di stabilità interno, all’osservanza del vincolo
all’indebitamento ex art. 119 Cost., all’osservanza delle limitazioni previste in
materia di spese per il personale ed, in generale, a comportamenti difformi
dalla sana gestione finanziaria dell’ente che siano in grado di refluire
negativamente sulla capacità, attuale o futura, di conservazione degli equilibri
di bilancio.

******

In data 26 gennaio 2012, l’organo di revisione del Comune di Isola delle


Femmine ha trasmesso la menzionata relazione. Nell’ambito dell’istruttoria per
i controlli di cui all’art. 1, commi 166 e ss., della L. 266/2005, questa Sezione,
esaminata la citata relazione, ha formulato la richiesta di numerosi chiarimenti.

Nonostante alcune delle risposte fornite siano risultate esaustive, si è


ritenuto il permanere delle seguenti criticità:

86
1. la presenza di debiti nei confronti della società di gestione del servizio
raccolta e smaltimento dei rifiuti per i quali necessità individuare:

a) l’ammontare dei debiti oggetto di contenzioso;

b) l’ammontare dei debiti ancora privi di copertura finanziaria;

2. errata allocazione tra gli altri servizi per conto terzi di numerose spese,
quali, ad esempio: spese per l’organizzazione del carnevale 2010 (euro
3.541,30), contributo anziani indigenti (euro 5.489,40), sagra del pesce
(euro 5.000,00), oneri retributivi e contributi per il personale
dipendente (euro 13.343,38), sanzioni agenzia delle entrate (euro
4.844,00);

3. errata allocazione, tra le partite di giro, degli stanziamenti relativi alla


gestione dei cantieri di lavoro finanziati dalla Regione siciliana;

4. mancato rispetto dei limiti relativi al contenimento della spesa per il


personale previsti dall’art.1, comma 557, della Legge 296/2006;

5. strutturale deficitarietà di cassa che risale ad esercizi pregressi e che si


protrae, per importi significativi, almeno fino al 31/12/2011;

6. la presenza di consistenti residui attivi relativi alle entrate correnti; si


segnalano in particolare i residui relativi ai proventi da sanzioni per
violazione del codice della strada (euro 2.526.279,37) di cui solo una
minima parte è stata riscossa durante l’esercizio successivo (euro
323.764,71);

7. nonostante il Collegio dei revisori abbia risposto “NO” alla domanda


sull’esistenza di debiti fuori bilancio alla data del 31/12/2010 (domanda
n.30 del questionario), dall’acquisizione delle attestazioni dei responsabili
dei servizi, si evince quanto segue:

a) Ufficio tecnico - € 53.200,31, oltre interessi, per pagamento energia


elettrica pubblica illuminazione;

b) Settore amministrativo - € 37.704,44, oltre interessi, per sentenza CGA


causa Sigg.ri Spanò;

87
8. mancato invio dei dati relativi al rendiconto 2010 alla Corte dei conti, ai
sensi dell’art.227 del TUEL e dei successivi D.M. attuativi del 24/6/2004 e
9/5/2006;

9. mancato aggiornamento degli inventari, le cui ultime annotazioni risalgono


al 2007.

Alcuni punti sopra riportati sono stati oggetto di “specifica pronuncia”


in sede di controllo sul rendiconto 2009 (deliberazione n.64/2011).

*******

All’ adunanza pubblica del 9 maggio 2012, l’Amministrazione, che ha


fatto pervenire agli atti una memoria (ns. prot. n. 4136 del l’8/5/2012), era
rappresentata dalla Responsabile del Settore Amministrativo, Sig.ra Nunzia
Pirrone e dal Dott. Antonino Colletto, Consulente, che hanno sostanzialmente
confermato quanto riportato nella memoria e cioè che:

1. il debito nei confronti della società di gestione del servizio di raccolta e


smaltimento dei rifiuti è oggetto di contenzioso, in quanto l’Ente ha
presentato apposizione ad un decreto ingiuntivo;

2. le imputazioni tra le partite di giro riguardano, prevalentemente, l’utilizzo


di contributi aventi specifica destinazione e che tale pratica non è più in
uso nella gestione corrente del bilancio;

3. l’errata imputazione delle entrate e delle spese relative ai cantieri di


lavoro è data un’interpretazione non corretta delle disposizioni impartite
dalla Regione;

4. l’incremento della spesa per il personale è stata influenzata


dall’applicazione dell’indennità di vacanza contrattuale e, comunque, nel
corso dell’esercizio 2010, non sono state effettuate nuove assunzioni;

5. la presenza dell’anticipazione di cassa è dovuta soprattutto ai ritardi nella


riscossione delle entrate derivanti da trasferimenti;

6. la riscossione dei ruoli relativi alle sanzioni per violazione al codice


della strada è stata affidata a terzi;

88
7. lo stanziamento relativo alla copertura dei debiti fuori bilancio è stato
previsto nel documento di programmazione. La liquidazione di detti debiti
avverrà a seguito della definizione di accordi transattivi;

8. il mancato invio alla Corte dei conti dei dati relativi al rendiconto 2010 è
stato determinato dal mancanza del Responsabile del Servizio Finanziario;

9. gli inventari sono stati già aggiornati.

Questa Sezione, valutato quanto rappresentato dall’Amministrazione,


non ritiene assolutamente superate le criticità sopra evidenziate, eccetto per
quella riportata all’ultimo punto.

P. Q. M.

- accerta la presenza di debiti nei confronti della società di gestione del


servizio raccolta e smaltimento dei rifiuti, anche se una parte considerevole è
oggetto di contenzioso ancora in corso;

- accerta errata allocazione tra gli altri servizi per conto terzi di numerose
spese;

- accerta l’errata allocazione, tra le partite di giro, degli stanziamenti relativi


alla gestione dei cantieri di lavoro finanziati dalla Regione siciliana;

- accerta il mancato rispetto dei limiti relativi al contenimento della spesa per il
personale previsti dall’art.1, comma 557, della Legge 296/2006;

- accerta la strutturale deficitarietà di cassa che risale ad esercizi pregressi e


che si protrae, per importi significativi, almeno fino al 31/12/2011;

- accerta la presenza di consistenti residui attivi relativi alle entrate


correnti; si segnalano in particolare i residui relativi ai proventi da
sanzioni per violazione del codice della strada (euro 2.526.279,37) di
cui solo una minima parte è stata riscossa durante l’esercizio
successivo (euro 323.764,71);

- accerta la presenza di debiti fuori bilancio, di importi significati, che ancora


oggi debbono essere riconosciuti e liquidati;

89
- accerta il mancato invio dei dati relativi al rendiconto 2010 alla Corte dei
conti, ai sensi dell’art.227 del TUEL e dei successivi D.M. attuativi del
24/6/2004 e 9/5/2006.

ORDINA

che, a cura del Servizio di supporto della Sezione di controllo, copia della
presente pronuncia sia comunicata al Presidente del Consiglio comunale, al
Sindaco ed all’organo di revisione del Comune di Isola delle Femmine (PA)
per le necessarie misure correttive, sulla cui adozione è chiamata a vigilare
anche questa Sezione.

L'ESTENSORE IL PRESIDENTE
(Corrado Borruso) (Rita Arrigoni)

Depositata in segreteria il 10 maggio 2012

Per IL DIRIGENTE
(Gabriella Vincenti)

2011 13 GIUGNO CORTE DEI CONTI DELIBERAZIONE 64/2011 PRSP


rendiconto 2009 MANCATE AZIONI CORRETTIVE CONSUNTIVO 2008
DELIBERAZIONE 112 2010

Deliberazione n. 64/2011/PRSP

REPUBBLICA ITALIANA
Corte dei conti
Sezione di controllo per la Regione siciliana
nell’adunanza del 20 maggio 2011, composta dai seguenti magistrati:
Ignazio Faso - Presidente f.f.
Francesco Targia - Consigliere – relatore
Francesco Vitiello - Referendario
visto il R.D. 12 luglio 1934, n. 1214 e successive modificazioni;
90
vista la legge 14 gennaio 1994, n. 20 e successive modificazioni;

visto l'art. 2 del decreto legislativo 6 maggio 1948, n. 655, nel testo sostituito
dal decreto legislativo 18 giugno 1999, n. 200;
visto il decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 recante il testo unico delle
leggi sugli enti locali e successive modificazioni;
vista la legge 5 giugno 2003, n. 131, recante disposizioni per l’adeguamento
dell’ordinamento della Repubblica alla legge costituzionale 18 ottobre 2001, n.
3;
visto l’art. 1, commi 166, 167 e 168 della legge 23 dicembre 2005, n. 266
(legge finanziaria 2006);
visto, in particolare, l’art 1, comma 610, della legge 23 dicembre 2005, n. 266
(legge finanziaria 2006), il quale espressamente prevede che le disposizioni
della predetta legge “sono applicabili nelle regioni a statuto speciale e nelle
province autonome di Trento e di Bolzano compatibilmente con le norme dei
rispettivi statuti”;
viste le “Linee-guida cui devono attenersi, ai sensi dell’art. 1, commi 166 -168,
della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (legge finanziaria 2006) gli organi di
revisione economico-finanziaria degli enti locali nella predisposizione delle
relazione sul rendiconto dell’esercizio 2009, approvate dalla Sezione delle
Autonomie con deliberazione n. 15/AUT/10/INPR;

vista la deliberazione di questa Sezione n.122/2010/INPR avente ad oggetto


“Linee guida cui devono attenersi, ai sensi dell’art. 1, commi 166 e 167, della
legge 23 dicembre 2005, n. 266 (legge finanziaria 2006), gli organi di revisione
economico-finanziaria degli enti locali aventi sede in Sicilia nella
predisposizione della relazione sul rendiconto dell’esercizio 2009”;

vista la nota del Presidente della Sezione regionale di controllo per la


Regione siciliana del 12 agosto 2010, con la quale è stata inoltrata al
Sindaco del Comune di Isola delle Femmine e al Collegio dei revisori la
suindicata deliberazione n. 122/2010/INPR, nonché i relativi questionari ai
fini della loro restituzione a questa Sezione da parte dell’organo di revisione;

esaminata la relazione compilata dall’organo di revisione contabile del Comune


di Isola delle Femmine pervenuta a questa Sezione in data 14 febbraio 2011;

91
vista l'ordinanza del Presidente della Sezione di controllo n.94/2011/CONTR.
con la quale la Sezione medesima è stata convocata per il giorno 20 maggio
2011 ai fini degli adempimenti di cui al citato comma 168 della legge 23
dicembre 2005, n. 266;

esaminata la memoria depositata in data 19 maggio 2011;

udito il relatore Consigliere Francesco Targia;

****

Premesso che:

- l’art. 1, commi 166 e 167, della legge n. 266 del 2005 (legge finanziaria
per l’anno 2006) ha previsto, ai fini della tutela dell’unità economica della
Repubblica e del coordinamento della finanza pubblica, l’obbligo, a carico
degli Organi di revisione degli enti locali, di trasmettere alla Corte dei
conti una relazione sul bilancio di previsione dell’esercizio di competenza
e sul rendiconto dell’esercizio medesimo, formulata sulla base dei criteri
e delle linee guida definite dalla Corte.
- dalla finalizzazione di tale controllo alla verifica del rispetto di vincoli di
natura squisitamente finanziaria è agevole comprendere come il riscontro
che in questa sede si compie miri fondamentalmente a fare emergere le
anomalie e disfunzioni in grado di incidere negativamente sugli equilibri
di bilancio o sul rispetto degli obblighi imposti a garanzia degli obiettivi
generali di finanza pubblica. Pertanto la gravità della irregolarità va
fondamentalmente riferita alla verifica sia della salvaguardia degli
equilibri di bilancio, sia del rispetto degli obiettivi annuali del patto di
stabilità interno e all’osservanza del vincolo all’indebitamento ex art. 119
Cost., nonché dei limiti posti relativamente alle spese per il personale ed
in generale a comportamenti difformi dalla sana gestione finanziaria
dell’ente.

Considerato che:

92
dall’esame della predetta relazione, redatta dal Collegio dei revisori del
Comune di Isola delle Femmine è emerso:

non risultano intraprese le azioni correttive a seguito della


deliberazione di questa Sezione sul rendiconto 2008 n. 112/2010, con
riferimento, in particolare, al mancato trasferimento all’APS del
personale del servizio idrico;
la presenza di criticità tali da incidere sui futuri equilibri di bilancio. Il
riferimento, in particolare, è:
- ai consistenti debiti nei confronti della società Servizi comunali
integrati S.p.A. – ATO PA1 – senza che l’ente abbia provveduto ad
effettuare, a livello prudenziale, nonostante parte di essi sia oggetto di
contestazione, alcun accantonamento mediante il vincolo di parte
dell’avanzo di amministrazione;
- alla scarsa capacità dell’Ente nel riscuotere le entrate proprie,
dimostrata dal persistente e significativo volume dei residui attivi;
si segnalano tra gli altri i residui relativi ai proventi da sanzioni per
violazioni del codice della strada (al 31 dicembre 2009 pari ad
euro 1.744.269,91);
- alla persistente e strutturale deficitarietà di cassa;
- con la memoria scritta l’Amministrazione ha fatto presente che:
- il distacco di una sola unità all’APS discende dalla circostanza che un solo
dipendente ha prestato il suo assenso;
- il credito vantato dalla società di gestione del servizio rifiuti è oggetto di
contenzioso per avere la predetta fatturato importi maggiori rispetto a
quelli previsti dal contratto di servizio e per non avere la stessa
integralmente effettuato le prestazioni previste;
- in sede di riequilibrio del bilancio 2010 lo stanziamento destinato al
capitolo 1261 ha subito un incremento significativo;
- la maggior parte dei residui attivi derivano da ruoli regolarmente emessi
e trasmessi alla SERIT Sicilia s.p.a., cui sono imputabili le lentezze
registratesi in fase di riscossione;

93
- il deficit di cassa è imputabile alle evidenziate lentezze nella riscossione
da parte della SERIT Sicilia s.p.a., oltre che alle vicende giudiziarie legate
all’affidamento alla Società Tributi Italia del servizio di riscossione dei
ruoli per sanzioni da violazioni del codice della strada.

A riguardo la Sezione osserva, preliminarmente, come gli elementi forniti


dall’Amministrazione denotino il permanere di alcune delle criticità segnalate. Il
riferimento è, in particolare, ai rallentamenti registratisi nell’attività di
riscossione, al consistente debito, seppur oggetto di contenzioso, nei confronti
della società che gestisce il servizio raccolta rifiuti e all’avvenuto ricorso ad
anticipazioni di tesoreria.

In considerazione di ciò si ritiene di dover fare presente l’esigenza di procedere


all’adozione di misure strutturali anche in considerazione della probabile
esigenza di dover far fronte, anche in futuro, ad ulteriori spese non
programmate.

Per quel che attiene, poi, il solo parziale trasferimento ad APS s.p.a. del
personale impiegato nel servizio idrico, si rappresenta, ancora una volta, la
necessità di un puntuale rispetto del richiamato art. 3, comma 30, della
finanziaria per il 2008 che, come è noto, prevede espressamente che “Le
amministrazioni che, nel rispetto del comma 27, costituiscono società o enti,
comunque denominati, o assumono partecipazioni in società, consorzi o altri
organismi, anche a seguito di processi di riorganizzazione, trasformazione o
decentramento, adottano, sentite le organizzazioni sindacali per gli effetti
derivanti sul personale, provvedimenti di trasferimento delle risorse umane,
finanziarie e strumentali in misura adeguata alle funzioni esercitate mediante i
soggetti di cui al presente comma e provvedono alla corrispondente
rideterminazione della propria dotazione organica”. Infatti, diversamente
operando, si produrrebbe una duplicazione di costi, anziché un loro
contenimento, con grave dispendio di risorse pubbliche, specie in realtà ove il
personale (calcolato computando anche le unità a tempo determinato oggetto
di procedure di stabilizzazione) risulti già in esubero rispetto alla dotazione
organica e alle reali esigenze dell’Ente.

94
P. Q. M.
- accerta l’esigenza di intraprendere le necessarie misure correttive a
seguito della deliberazione sul rendiconto 2008 n. 112 del 2010;
- accerta la presenza, nei limiti di cui in motivazione, di fattori di criticità
tali da poter incidere sui futuri equilibri di bilancio e la necessità di
adottare, in tempi certi, mirate misure correttive;
ORDINA
che, a cura del Servizio di supporto della Sezione di controllo, copia della
presente pronuncia sia comunicata al Presidente del Consiglio comunale ai fini
dell’adozione “delle necessarie misure correttive”, come previsto dal comma
168, dell’art. 1, della legge n. 266 del 2005, oltre che al Sindaco e al Collegio
dei revisori del Comune di Isola delle Femmine.

L'ESTENSORE IL PRESIDENTE
(Francesco Targia) (Ignazio Faso)

Depositata in segreteria il 13/06/2011

IL DIRIGENTE
(Maria Di Francesco)

2010 2 DICEMBRE CORTE DEI CONTI DELIBERAZIONE N 323 2010 PRSP


BILANCIO DI PREVISIONE 2010

Deliberazione n. 323/2010/PRSP
REPUBBLICA ITALIANA
Corte dei conti
Sezione di controllo per la Regione siciliana
nell’adunanza del 24 - Presidente f.f.
novembre 2010,
composta dai seguenti
magistrati: Ignazio
Faso
Tommaso Brancato - Consigliere
95
Francesco Targia - Primo Referendario –
relatore

visto il R.D. 12 luglio 1934, n. 1214 e successive modificazioni;


vista la legge 14 gennaio 1994, n. 20 e successive modificazioni;
visto l'art. 2 del decreto legislativo 6 maggio 1948, n. 655, nel testo sostituito
dal decreto legislativo 18 giugno 1999, n. 200;
visto il decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 recante il testo unico delle
leggi sugli enti locali e successive modificazioni;
vista la legge 5 giugno 2003, n. 131, recante disposizioni per l’adeguamento
dell’ordinamento della Repubblica alla legge costituzionale 18 ottobre 2001, n.
3;
visto l’art. 1, commi 166, 167 e 168 della legge 23 dicembre 2005, n. 266
(legge finanziaria 2006);
visto, in particolare, l’art 1, comma 610, della legge 23 dicembre 2005, n. 266
(legge finanziaria 2006), il quale espressamente prevede che le disposizioni
della predetta legge “sono applicabili nelle regioni a statuto speciale e nelle
province autonome di Trento e di Bolzano compatibilmente con le norme dei
rispettivi statuti”;
viste le “Linee-guida cui devono attenersi, ai sensi dell’art. 1, commi 166 -168,
della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (legge finanziaria 2006) gli organi di
revisione economico-finanziaria degli enti locali nella predisposizione delle
relazione sul bilancio di previsione dell’esercizio 2010”, approvate dalla Sezione
delle Autonomie con deliberazione n. 6/AUT/10/INPR;
vista la deliberazione di questa Sezione n.89/2010/INPR avente ad oggetto
“Linee guida cui devono attenersi, ai sensi dell’art. 1, commi 166 e 167, della
legge 23 dicembre 2005, n. 266 (legge finanziaria 2006), gli organi di revisione
economico-finanziaria degli enti locali aventi sede in Sicilia nella
predisposizione della relazione sul bilancio di previsione dell’esercizio 2010”;
vista la nota del Presidente della Sezione regionale di controllo per la Regione
siciliana del 4 giugno 2010, con la quale è stata inoltrata al Sindaco del
Comune di Isola delle Femmine e al Collegio dei revisori la suindicata
deliberazione n. 89/2010/INPR, nonché i relativi questionari ai fini della loro
restituzione a questa Sezione da parte dell’organo di revisione;
esaminata la relazione compilata dall’organo di revisione contabile del Comune
di Isola delle Femmine pervenuta a questa Sezione in data 2 settembre 2010;
vista l'ordinanza del Presidente della Sezione di controllo n.291/2010/CONTR.
in data 19 novembre 2010, con la quale la Sezione medesima è stata
convocata per il giorno 24 novembre 2010 ai fini degli adempimenti di cui al
citato comma 168 della legge 23 dicembre 2005, n. 266;
esaminata la memoria e la documentazione depositate in data 24 novembre
2010;
udito il relatore primo referendario dott. Francesco Targia;
udito il rag. Biagio Fontanetta, Responsabile del servizio finanziario, delegato
dal Sindaco del Comune di Isola delle Femmine;
****
Premesso che:
- l’art. 1, commi 166 e 167, della legge n. 266 del 2005 (legge finanziaria per
l’anno 2006) ha previsto, ai fini della tutela dell’unità economica della

96
Repubblica e del coordinamento della finanza pubblica, l’obbligo, a carico degli
Organi di revisione degli enti locali, di trasmettere alla Corte dei conti una
relazione sul bilancio di previsione dell’esercizio di competenza e sul rendiconto
dell’esercizio medesimo, formulata sulla base dei criteri e delle linee guida
definite dalla Corte.
- dalla finalizzazione di tale controllo alla verifica del rispetto di vincoli di
natura squisitamente finanziaria è agevole comprendere come il riscontro che
in questa sede si compie miri fondamentalmente a fare emergere le anomalie e
disfunzioni in grado di incidere negativamente sugli equilibri di bilancio o sul
rispetto degli obblighi imposti a garanzia degli obiettivi generali di finanza
pubblica. Pertanto la gravità della irregolarità va fondamentalmente riferita alla
verifica sia della salvaguardia degli equilibri di bilancio, sia del rispetto degli
obiettivi annuali del patto di stabilità interno e all’osservanza del vincolo
all’indebitamento ex art. 119 Cost., nonché dei limiti posti relativamente alle
spese per il personale ed in generale a comportamenti difformi dalla sana
gestione finanziaria dell’ente.

Considerato che:
- dall’esame della predetta relazione, redatta dal Collegio dei revisori del
Comune di Isola delle Femmine è emerso:
- l’esigenza di rivedere, in sede di assestamento generale di bilancio, la
previsione di spesa 2010 per il servizio di raccolta e smaltimento rifiuti e di
prevedere le risorse necessarie a far fronte ai debiti esistenti nei confronti
dell’ATO 1 Rifiuti (euro 3.700.702,93 a fronte di residui passivi al 31 dicembre
2009 per euro 1.999.322,09);
- la programmata assunzione di mutui per importi significativi (euro
3.600.000,00) senza la corrispondente previsione degli oneri di ammortamento
nel bilancio pluriennale;

- il mancato rispetto del disposto di cui all’art. 208 del decreto legislativo n.
285 del 1992, in materia di destinazione della quota vincolata dei proventi da
sanzioni per violazioni del codice della strada;
- l’esigenza di rivedere, in sede di assestamento, lo stanziamento di euro
800.000,00 relativo ai menzionati proventi da sanzione per violazione del
codice della strada, considerato che, a data recente, risultavano riscossi
soltanto euro 100.027,37, nonché di valutare l’opportunità di subordinare
l’attivazione della spesa all’avvenuta riscossione delle entrate;
- con la memoria scritta e in sede di adunanza l’Amministrazione ha fatto
presente che:
- le somme richieste e fatturate dalla società Servizi Comunali Integrati S.p.A.
non è corrispondente a quanto effettivamente dovuto dall’Ente sulla base del
contratto di servizio e del piano industriale sottoscritto;
- è in atto un contenzioso avente ad oggetto l’esatta quantificazione delle
somme dovute alla predetta società, tenuto conto anche che alcuni servizi
previsti non sono poi stati effettivamente resi;

97
- il Comune, in via prudenziale in sede di assestamento di bilancio, effettuato
con atto n. 29 del 7 ottobre 2010, ha integrato lo stanziamento per il servizio
gestione integrata dei rifiuti fino alla somma di euro 1.250.000,00, in attesa
della definizione del contenzioso;
- i mutui previsti non sono stati effettivamente sottoscritti e che al momento
della loro accensione verranno seguite le procedure per l’attivazione dell’art.
204 del TUEL;
- la destinazione della quota vincolata dei proventi da sanzioni per violazioni
del codice della strada è stata prevista con deliberazione consiliare n. 31 del 19
marzo 2010, limitando il riparto al solo importo di euro 156.150,00 tenendo
conto della media degli incassi realizzati negli anni precedenti;
- i relativi atti di impegno di spesa sono agganciati agli effettivi accertamenti e
riscossioni.
A riguardo la Sezione, nel prendere atto degli elementi di giudizio forniti
dall’Amministrazione, specie con riferimento agli stanziamenti effettuati in
bilancio per il servizio raccolta e smaltimento rifiuti anno 2010, alla mancata
attivazione dei mutui e alla scelta operata di subordinare l’attivazione della
spesa all’avvenuta riscossione dei proventi derivanti da violazioni del codice
della strada, ritiene di dovere evidenziare quanto segue.
Con riferimento ai rapporti finanziari tra l’Ente e la società che gestisce il
servizio di raccolta e smaltimento rifiuti si rappresenta l’esigenza, vista la
discrepanza esistente tra i crediti vantati dalla predetta società e l’ammontare
dei relativi residui passivi iscritti in bilancio, di vincolare, almeno in via
prudenziale, in sede di assestamento generale di bilancio, parte dell’avanzo di
amministrazione al fine di poter far fronte agli esiti di un eventuale esito
negativo del contenzioso.
Si evidenzia, poi, per completezza, che ulteriori oneri potrebbero discendere
dalla circostanza che tra l’Ente e la società che gestisce il servizio intercorre un
duplice rapporto: negoziale, disciplinato da un contratto di servizio raccolta e
smaltimento rifiuti, e sociale, con la conseguenza che codesto Ente potrebbe
essere chiamato, oltre che a rispondere delle obbligazioni assunte in sede
negoziale, anche a ripianare le perdite accertate, perdite scaturenti tra l’altro
dal disconoscimento, da parte di molti Comuni, tra cui quello di Isola delle
Femmine, dei crediti vantati dall’ATO PA1.
Relativamente, poi, alla prevista assunzione di mutui senza la corrispondente
previsione degli oneri di ammortamento nel bilancio pluriennale, nel prendere
atto che gli stessi non risultavano alla data dell’adunanza sottoscritti, si
osserva come la previsione di un’entrata da indebitamento comporta
necessariamente l’obbligo di iscrizione nel bilancio pluriennale della correlata
spesa per le quote di ammortamento. Ciò discende con evidenza, oltre che dai
principi in materia di bilancio, anche dal disposto dell’art. 203 del TUEL il quale
precisa chiaramente, con riferimento alle ipotesi in cui l’esigenza di procedere
all’attivazione di nuovi investimenti (o di variare quelli già in atto) insorga nel
corso dell'esercizio, che l'organo consiliare adotta apposita variazione al
bilancio annuale e “contestualmente modifica il bilancio pluriennale e la
relazione previsionale e programmatica per la copertura degli oneri derivanti
dall'indebitamento e per la copertura delle spese di gestione”, ciò a tutela dei
necessari equilibri di bilancio.
98
Per quel che attiene, in ultimo, la rilevata violazione dell’art. 208 del decreto
legislativo n. 285 del 1992, si evidenzia che dalle deduzioni fornite emerge
chiaramente che la relativa previsione di entrata, oltre a non essere in linea
con l’ammontare degli accertamenti e riscossioni effettuati negli anni
precedenti, non risulta supportata da adeguate motivazioni a supporto del
previsto incremento, come dimostrato anche dai dati relativi alle riscossioni.
Tanto si segnala per gli inevitabili riflessi negativi sugli equilibri di bilancio che
può ingenerare una previsione di entrata non corretta.
P. Q. M.
- accerta l’esigenza, nei limiti in cui in parte motiva, di vincolare, in sede di
assestamento generale di bilancio, parte dell’avanzo di amministrazione al fine
di poter far fronte, in ipotesi di esito negativo del contenzioso, ai costi relativi
alla gestione del servizio raccolta e smaltimento rifiuti anni 2007, 2008 e 2009;
- accerta la prevista assunzione di mutui per importi significativi senza la
corrispondente previsione degli oneri di ammortamento nel bilancio
pluriennale;
- accerta l’esigenza di rivedere, in sede di assestamento, lo
stanziamento di euro 800.000,00 relativo ai proventi da sanzione per
violazione del codice della strada.
ORDINA
che, a cura del Servizio IL PRESIDENTE
di supporto della
Sezione di controllo,
copia della presente
pronuncia sia
comunicata al Presidente
del Consiglio comunale
ai fini dell’adozione
“delle necessarie misure
correttive”, come
previsto dal comma 168,
dell’art. 1, della legge n.
266 del 2005, oltre che
al Sindaco e al Collegio
dei revisori del Comune
di Isola delle Femmine.
L'ESTENSORE
(Francesco Targia) (Ignazio Faso)

2010 26 MAGGIO CORTE DEI CONTI DELIBERAZIONE 112 2010 PRSP


PRONUNCIA SPECIFICA EX ART.1 COMMA 168 L. 266/2005 -
RENDICONTO 2008

99
Deliberazione n.112/2010/PRSP
REPUBBLICA ITALIANA
Corte dei conti
Sezione di controllo per la Regione siciliana
nell’adunanza del 26 - Presidente f.f.
maggio 2010,
composta dai seguenti
magistrati: Maurizio
Graffeo
Antonio Dagnino - Consigliere
Francesco Targia - Primo Referendario –
relatore

visto il R.D. 12 luglio 1934, n. 1214 e successive modificazioni;


vista la legge 14 gennaio 1994, n. 20 e successive modificazioni;
visto l'art. 2 del decreto legislativo 6 maggio 1948, n. 655, nel testo sostituito
dal decreto legislativo 18 giugno 1999, n. 200;
visto il decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 recante il testo unico delle
leggi sugli enti locali e successive modificazioni;
vista la legge 5 giugno 2003, n. 131, recante disposizioni per l’adeguamento
dell’ordinamento della Repubblica alla legge costituzionale 18 ottobre 2001, n.
3;
visto l’art. 1, commi 166, 167 e 168 della legge 23 dicembre 2005, n. 266
(legge finanziaria 2006);
visto, in particolare, l’art 1, comma 610, della legge 23 dicembre 2005, n. 266
(legge finanziaria 2006), il quale espressamente prevede che le disposizioni
della predetta legge “sono applicabili nelle regioni a statuto speciale e nelle
province autonome di Trento e di Bolzano compatibilmente con le norme dei
rispettivi statuti”;
viste le “Linee-guida cui devono attenersi, ai sensi dell’art. 1, commi 166 -168,
della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (legge finanziaria 2006) gli organi di
revisione economico-finanziaria degli enti locali nella predisposizione delle
relazione sul rendiconto dell’esercizio 2008”, approvate dalla Sezione delle
Autonomie con deliberazione n. 6/AUT/09/INPR;
vista la deliberazione di questa Sezione n.68/2009 avente ad oggetto “Linee
guida cui devono attenersi, ai sensi dell’art. 1, commi 166 e 167, della legge
23 dicembre 2005, n. 266 (legge finanziaria 2006), gli organi di revisione
economico-finanziaria degli enti locali aventi sede in Sicilia nella
predisposizione della relazione sul rendiconto dell’esercizio 2008”;
vista la nota del Presidente della Sezione regionale di controllo per la Regione
siciliana del 29 ottobre 2009, con la quale è stata inoltrata al Sindaco del
Comune di Isola delle Femmine e al Collegio dei Revisori la suindicata
deliberazione n. 68/2009, nonché i relativi questionari ai fini della loro
restituzione a questa Sezione da parte dell’organo di revisione;
esaminata la relazione compilata dall’organo di revisione contabile del Comune
di Isola delle Femmine pervenuta a questa Sezione in data 25 gennaio 2010;
vista l'ordinanza del Presidente della Sezione di controllo n.88/2010/CONTR. in
data 14 maggio 2010, con la quale la Sezione medesima è stata convocata per

100
il giorno 26 maggio 2010 ai fini degli adempimenti di cui al citato comma 168
della legge 23 dicembre 2005, n. 266;
esaminata la memoria depositata in data 26 maggio 2010;
udito il relatore primo referendario dott. Francesco Targia;
udito il rag. Biagio Fontanetta, Ragioniere capo, delegato dal Sindaco del
Comune di Isola delle Femmine;
****
Premesso che:
- l’art. 1, commi 166 e 167, della legge n. 266 del 2005 (legge finanziaria per
l’anno 2006) ha previsto, ai fini della tutela dell’unità economica della
Repubblica e del coordinamento della finanza pubblica, l’obbligo, a carico degli
Organi di revisione degli enti locali, di trasmettere alla Corte dei conti una
relazione sul bilancio di previsione dell’esercizio di competenza e sul rendiconto
dell’esercizio medesimo, formulata sulla base dei criteri e delle linee guida
definite dalla Corte.

- dalla finalizzazione di tale controllo alla verifica del rispetto di vincoli di


natura squisitamente finanziaria è agevole comprendere come il riscontro che
in questa sede si compie miri fondamentalmente a fare emergere le anomalie e
disfunzioni in grado di incidere negativamente sugli equilibri di bilancio o sul
rispetto degli obblighi imposti a garanzia degli obiettivi generali di finanza
pubblica. Pertanto la gravità della irregolarità va fondamentalmente riferita alla
verifica sia della salvaguardia degli equilibri di bilancio, sia del rispetto degli
obiettivi annuali del patto di stabilità interno e all’osservanza del vincolo
all’indebitamento ex art. 119 Cost., nonché dei limiti posti relativamente alle
spese per il personale ed in generale a comportamenti difformi dalla sana
gestione finanziaria dell’ente.

Considerato che:
- dall’esame della predetta relazione, redatta dal Collegio dei revisori del

Comune di Isola delle Femmine è emerso:


la presenza di criticità tali da incidere sui futuri equilibri di bilancio. Il
riferimento, in particolare, è alla scarsa capacità dell’Ente nel riscuotere le
entrate proprie, evidenziata dal persistente e significativo volume di residui
attivi relativi alle entrate tributarie ed extra-tributarie (al 31 dicembre 2008
pari ad euro 2.442.263,16); al consistente debito nei confronti della società di
gestione del servizio raccolta e smaltimento rifiuti e ai possibili ulteriori
oneri che potrebbero derivare dal contenzioso in essere; alla significativa
presenza di debiti fuori bilancio riconosciuti; alla strutturale deficitarietà di
cassa, persistente da diversi anni, causa di significative spese per
interessi passivi;

- il mancato rispetto di quanto prescritto dall’art.3, comma 30, Legge


244/2007, essendo transitata, in occasione dell’esternalizzazione del servizio
idrico integrato, all’APS una sola unità di personale;

- il mancato rispetto dei limiti relativi alla spesa per il personale previsti
dall’art. 1, comma 557, della legge n. 296 del 2006;

101
- per quanto riguarda i proventi delle sanzioni amministrative per
violazioni al codice della strada, la presenza di notevoli ritardi nella
riscossione delle somme accertate. Infatti, a fronte di accertamenti di
competenza 2008, pari ad euro 922.932,00, le corrispondenti
riscossioni risultano pari ad appena il 6% (euro 56.174,00) e dei
residui attivi iniziali al 1° gennaio 2008 (euro 767.503,21), risultano
riscossi appena 41.215,00 euro.;

- con la memoria scritta e in sede di adunanza l’Amministrazione ha fatto


presente che:

- la maggior parte dei residui attivi derivano da ruoli regolarmente emessi


trasmessi alla SERIT Sicilia s.p.a., la quale, nonostante i ripetuti solleciti è
particolarmente lenta nel riscuotere;

- il credito vantato dalla società di gestione del servizio rifiuti è oggetto di


contenzioso per avere la predetta fatturato importi maggiori rispetto a quelli
previsti dal contratto di servizio e per non avere la stessa integralmente
effettuato le prestazioni previste;

- i debiti fuori bilancio scaturiscono, in massima parte, da spese imprevedibili e


non programmabili derivanti da sentenze passate in giudicato, da procedimenti
espropriativi e da provvedimenti di salute pubblica effettuati d’urgenza per la
lotta al randagismo e soli 3 mila euro dal mancato pagamento di una parte
delle manifestazioni estive organizzate nel 2004;

il deficit di cassa è imputabile alle evidenziate lentezze nella riscossione da


parte della SERIT Sicilia s.p.a., oltre che alle vicende giudiziarie legate
all’affidamento alla Società Tributi Italia del servizio di riscossione dei ruoli per
sanzioni da violazioni del codice della strada;

- il distacco di una sola unità all’APS discende dalla circostanza che un solo
dipendente ha prestato il suo assenso;

- risulta rispettato il limite di spesa in materia di personale previsto dall’art. 1,


comma 557, della legge n. 296 del 2006.
A riguardo la Sezione osserva, preliminarmente, come gli elementi forniti
dall’Amministrazione denotino il permanere di alcune delle criticità
segnalate. Il riferimento è, in particolare, ai rallentamenti registratisi
nell’attività di riscossione, al consistente debito, seppur oggetto di
contenzioso, nei confronti della società che gestisce il servizio raccolta
rifiuti, alla presenza nell’esercizio 2008 di debiti fuori bilancio per
importi significativi e al ricorso ad anticipazioni di tesoreria.
In considerazione di ciò si ritiene di dover fare presente che rilevano, al fine di
individuare possibili ripercussioni negative sui futuri equilibri di bilancio, non i
singoli fattori (avvenuto riconoscimento di debiti fuori bilancio, ritardi nella
riscossione delle entrate proprie, consistente debito nei confronti della Società
ATO PA1, costante deficit di cassa), ma il loro combinarsi. Infatti, la presenza
congiunta di più di essi mette in luce l’esigenza di procedere all’adozione di

102
misure strutturali anche in considerazione della probabile esigenza di
dover far fronte, anche in futuro, ad ulteriori spese non programmate.
Per quel che attiene, poi, il solo parziale trasferimento ad APS s.p.a. del
personale impiegato nel servizio idrico, si rappresenta la necessità di un
puntuale rispetto del richiamato art. 3, comma 30, della finanziaria per il 2008
che, come è noto, prevede espressamente che “Le amministrazioni che, nel
rispetto del comma 27, costituiscono società o enti, comunque denominati, o
assumono partecipazioni in società, consorzi o altri organismi, anche a seguito
di processi di riorganizzazione, trasformazione o decentramento, adottano,
sentite le organizzazioni sindacali per gli effetti derivanti sul personale,
provvedimenti di trasferimento delle risorse umane, finanziarie e strumentali in
misura adeguata alle funzioni esercitate mediante i soggetti di cui al presente
comma e provvedono alla corrispondente rideterminazione della propria
dotazione organica”. Infatti, diversamente operando, si produrrebbe una
duplicazione di costi, anziché un loro contenimento, con grave dispendio di
risorse pubbliche, specie in realtà ove il personale (calcolato computando
anche le unità a tempo determinato oggetto di procedure di stabilizzazione)
risulti già in esubero rispetto alla dotazione organica e alle reali esigenze
dell’Ente.
Con riferimento, in ultimo, alla spesa per il personale, si evidenzia che, come è
noto, i comuni soggetti alle regole previste in materia di patto di stabilità sono
tenuti:
- ad attivare, ai sensi dell’art. 1, comma 557, della legge n. 296 del 2006,
misure di riduzione della spesa per il personale il cui controllo costituisce un
elemento fondamentale per il mantenimento degli equilibri di bilancio;

- a ridurre, per il disposto dell’art. 76, comma 5, del decreto legge n. 112 del
2008, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 133 del 2008, l’incidenza
percentuale della spesa per il personale rispetto al complesso delle spese
correnti, “con particolare riferimento alle dinamiche di crescita della spesa per
la contrattazione integrativa”.

Non risultando dimostrata l’avvenuta adozione delle predette misure si ritiene


di dover richiamare l’attenzione dell’ente circa la necessità di procedere ad un
ulteriore contenimento della dinamica retributiva e occupazionale anche
attraverso la razionalizzazione delle strutture burocratico-amministrative o la
rideterminazione dei fondi per il finanziamento della contrattazione integrativa.
P. Q. M.
- accerta la presenza, nei limiti di cui in motivazione, di fattori di criticità tali da
poter incidere sui futuri equilibri di bilancio e la necessità di adottare, in tempi
certi, mirate misure correttive;

- accerta che, in sede di esternalizzazione del servizio idrico integrato, non


sono state trasferite le correlate risorse umane, nonostante il disposto dell’art.
3, comma 30, della legge 244 del 2007 (finanziaria 2008);

- accerta l’esigenza di adottare misure di contenimento delle dinamiche


retributiva e occupazionale, in applicazione dell’art. 1, comma 557, della legge
n. 296 del 2006 e dell’art. 76, comma 5, del decreto legge n. 112 del 2008,
convertito, con modificazioni, dalla legge n. 133 del 2008.
103
ORDINA
che, a cura del Servizio di IL PRESIDENTE F.F.
supporto della Sezione di
controllo, copia della
presente pronuncia sia
comunicata al Presidente
del Consiglio comunale ai
fini dell’adozione “delle
necessarie misure
correttive”, come previsto
dal comma 168, dell’art.
1, della legge n. 266 del
2005, oltre che al
Sindaco e al Collegio dei
Revisori del Comune di
Isola delle Femmine.
L'ESTENSORE
(Francesco Targia) (Maurizio Graffeo)

2010 18 GENNAIO CORTE DEI CONTI DELIBERAZIONE N 18 2010 PRSP


Specifica pronuncia ex art. 1, comma 168 L. 266/05 RAG BIAGIO FONTANETTA
PATTO DI STABILITA’ MAGGIORE ANTONIO CROCE INCARICHI ESTERNI

Deliberazione n.18/2010/PRSP
REPUBBLICA ITALIANA
CORTE DEI CONTI
Sezione del controllo per la Regione siciliana
nell’adunanza del 24 novembre 2009, composta dai seguenti magistrati:
Ignazio Faso - Presidente Antonio Dagnino - Consigliere - Relatore Giuseppa
Cernigliaro - Referendario
Visto il R.D. 12 luglio 1934, n. 1214 e successive modificazioni;
Vista la legge 14 gennaio 1994, n. 20 e successive modificazioni;
Visto l’art. 2 del decreto legislativo 6 maggio 1948, n. 655, nel testo sostituito
dal decreto legislativo 18 giugno 1999, n. 200;
Visto il decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 recante il testo unico delle
leggi sugli enti locali e successive modificazioni;
Vista la legge 5 giugno 2003, n. 131, recante disposizioni per l’adeguamento
dell’ordinamento della Repubblica alla legge costituzionale 18 ottobre 2001, n.
3;
Visto l’art. 1, commi 166, 167 e 168 della legge 23 dicembre 2005, n. 266
(legge finanziaria 2006);
Visto, in particolare, l’art 1, comma 610, della legge 23 dicembre 2005, n. 266
(legge finanziaria 2006), il quale espressamente dispone che le disposizioni
della predetta legge “sono applicabili nelle regioni a statuto speciale e nelle
province autonome di Trento e di Bolzano compatibilmente con le norme dei
rispettivi statuti”;

104
Vista la deliberazione di questa Sezione avente per oggetto “Linee guida per
l’attuazione dell’art. 1, commi 166-168, della legge 23 dicembre 2005, n. 266
per gli organi di revisione economico-finanziaria degli enti locali aventi sede in
Sicilia (preventivo 2009)”;
Vista nota con la quale è stata inoltrata al Sindaco e all’organo revisione la
deliberazione di questa Sezione del controllo avente per oggetto le anzidette
“linee-guida” ed i relativi questionari da ritrasmettersi, compilati, entro trenta
giorni;
Esaminata la relazione dell’organo di revisione contabile del Comune di Isola
delle Femmine (PA);
Vista l’ordinanza presidenziale con la quale la Sezione del controllo è stata
convocata il giorno 24 novembre 2009 per gli adempimenti di cui al
menzionato art.1, comma 168, della legge 23 dicembre 2005, n. 266;
Udito il relatore Cons. Avv. Antonio Dagnino;
Udito il Rag. Biagio Fontanetta, con delega del Sindaco, del Comune di Isola
delle Femmine, che ha insistito nelle deduzioni dell’Amministrazione di cui alla
nota n. 18180 deI 2041.2009;
Adotta la pronuncia di cui appresso, premettendo:
L’art. 1, commi 166 e 167, della legge n. 266 del 2005 (legge finanziaria per
l’anno 2006) ha previsto, ai fini della tutela dell’unità economica della
Repubblica e del coordinamento della finanza pubblica, l’obbligo, a carico degli
Organi di revisione degli enti locali, di trasmettere alla Corte dei conti una
relazione sul bilancio di previsione dell’esercizio di competenza e sul rendiconto
dell’esercizio medesimo, formulata sulla base dei criteri e delle linee guida
definite dalla Corte;
Al riguardo occorre evidenziare la peculiare natura di tale forma di controllo
intestata, dalla legge alla Corte, essendo la stessa volta a rappresentare agli
organi elettivi, nell’interesse del singolo ente e della comunità nazionale, la
reale situazione finanziaria emersa all’esito del procedimento di verifica
effettuato sulla base delle relazioni dall’Organo di revisione, affinché gli stessi
attivino le necessarie misure correttive ritenute idonee.
Pertanto, il riscontro che in questa sede si compie è funzionalmente rivolto ad
individuare anomalie e disfunzioni in grado di incidere negativamente sugli
equilibri di bilancio, e comunque in violazione degli obblighi imposti a garanzia
degli obiettivi generali di finanza pubblica.
Ciò premesso, dall’esame della predetta relazione redatta dai Revisori dei conti
del Comune di Isola delle Femmine (PA) è emerso quanto appresso:
1. la mancata approvazione del programma relativo agli incarichi
esterni, previsto dall’art.42, comma 2, lett. b) del TUEL, ai sensi
dell’art.3, comma 55, della Legge Finanziaria 2008 e s.m.i.;
2. dai dati forniti dal Collegio dei Revisori (punto 5 del questionario) non si
evince chiaramente il rispetto del patto di stabilità interno per gli anni
2009-2010-2011;
3. mancato rispetto del limite minimo del 50% dei proventi derivanti da
sanzioni per violazioni al codice della strada da vincolare per le finalità
previste dall’art. 208 del D.Lgs.285/92; il notevole stanziamento di euro
652.000,00 è stato destinato infatti soltanto nella misura di euro 162.477,60
(24,9%);

105
Al riguardo, in data 23 novembre 2009, l’Amministrazione del Comune ha
depositato una propria memoria (recante il prot. n. 18180) con la quale ha
adeguatamente giustificato il rilievo di cui al suindicato punto 3), mentre, per
quanto riguarda gli altri due punti ha sostanzialmente rappresentato che il
programma relativo agli incarichi esterni sarà sottoposto quanto prima
all’approvazione del Consiglio comunale, e che in ordine al patto di stabilità
2010 saranno adottati i dovuti correttivi al fine di assicurarne il rispetto.
In relazione alle suindicate deduzioni scritte dell’Ente ed a quanto emerso in
sede di discussione in pubblica adunanza, la Corte deve qui confermare le
irregolarità di cui ai punti 1) e 2) dell’atto di deferimento del 12 novembre
2009, peraltro ammesse dallo stesso Ente.
P.Q.M.
La Corte dei Conti—Sezione del controllo per la Regione siciliana, relativamente
al preventivo 2009, accerta a carico del Comune di Isola delle Femmine la
mancata approvazione del programma relativo agli incarichi esterni, previsto
dall’art.42, comma 2, lett. b) del TUEL, ai sensi dell’art.3, comma 55, della
Legge Finanziaria 2008 e s.m.i., ed il mancato rispetto del patto di stabilità
interno per l’esercizio 2010.
Pertanto,
ORDINA
che, a cura del Servizio di supporto della Sezione di controllo, copia della
presente pronuncia sia comunicata al Presidente del Consiglio comunale ai fini
dell’adozione “delle necessarie misure correttive”, come previsto dal comma
168, dell’art. 1, della legge n. 266 del 2005, oltre che al Sindaco ed al Collegio
dei Revisori del Comune di Isola delle Femmine (PA).
Così deciso in Palermo, nella camera di consiglio del 24 novembre 2009.
L’ESTENSORE IL PRESIDENTE
(Antonio Dagnino) (Ignazio Faso)
Depositato in segreteria il 18/01/2010
Il direttore della segreteria

(Dott.ssa Laura Suriano

“Pareggio di bilancio”: le Istruzioni relative alla Certificazione del rispetto

dell’obiettivo 2018

È stato diffuso dal Ministero dell’Economia e delle Finanze sul proprio


sito internet istituzionale, in attesa di pubblicazione sulla G.U., il Decreto Mef-
RgS 14 marzo 2019, n. 38605, concernente la “Certificazione del saldo, in
termini di competenza, tra le entrate finali e le spese finali di cui all’art. 1,
comma 466, della Legge n. 232/16, per l’anno 2018”.

106
Gli Enti Locali soggetti al “Pareggio di bilancio” devono trasmettere al Mef-
RgS, entro il termine perentorio del 31 marzo 2019, utilizzando il
Portale http://pareggiobilancio.mef.gov.it, la Certificazione (Prospetto “Certif.
2018”), firmata digitalmente dal rappresentante legale, dal Responsabile del
Servizio “Finanziario” e dall’Organo di revisione economico-finanziaria, relativa
al saldo, in termini di competenza, tra le entrate finali e le spese finali per
l’anno 2018.
Gli Enti Locali dissestati, per i quali sono sospesi i termini per la deliberazione
del bilancio 2018, sono tenuti ad inviare la Certificazione entro 30 giorni dal
termine stabilito per l’approvazione del rendiconto di gestione, previsto dal
Decreto del Ministro dell’Interno di approvazione dell’ipotesi di bilancio di
previsione stabilmente riequilibrato.
L’art. 1, comma 823, della Legge n. 145/2018 (“Legge di bilancio 2019”) ha
abrogato, a decorrere dall’anno 2019, le sanzioni da applicare all’Ente Locale,
nell’anno successivo a quello dell’inadempienza, in caso di mancato
conseguimento del saldo, in termini di competenza, tra le entrate finali e le
spese finali per l’anno 2018, ma restano comunque fermi gli obblighi di
monitoraggio e di certificazione per l’anno 2018 e, di conseguenza, le sanzioni
riferite al ritardato invio della Certificazione stessa.
Gli spazi finanziari acquisiti per l’anno 2018 mediante le Intese regionali e i
Patti di solidarietà nazionali non utilizzati per le spese per investimenti, da
realizzare attraverso l’utilizzo dell’avanzo di amministrazione degli esercizi
precedenti e il ricorso al debito, vengono recuperati attraverso una modifica
peggiorativa dell’obiettivo di saldo per l’anno 2018 per un importo pari ai
predetti spazi non utilizzati.
Gli Enti Locali colpiti dal sisma del 2016 certificano gli impegni sostenuti
nell’anno 2018 per investimenti connessi alla ricostruzione, al miglioramento
della dotazione infrastrutturale nonché al recupero degli immobili e delle
strutture destinati a servizi per la popolazione, da realizzare attraverso
l’utilizzo dei risultati di amministrazione degli esercizi precedenti e il ricorso al
debito.
Decorsi 30 giorni dal termine stabilito per l’approvazione del rendiconto di
gestione (a partire dal 31 maggio 2019), in caso di mancata trasmissione da
parte dell’Ente Locale della Certificazione, l’Organo di revisione economico-
finanziaria, in qualità di Commissario ad acta, provvede, pena la decadenza dal
ruolo di revisore, ad assicurare l’assolvimento dell’adempimento e a
trasmettere la Certificazione entro il 29 giugno 2019.
Sino alla data di trasmissione della Certificazione da parte del commissario ad
acta, le erogazioni di risorse o trasferimenti da parte del Ministero dell’Interno
relative all’anno successivo a quello di riferimento sono sospese.
I dati contabili rilevanti ai fini del conseguimento del saldo di “Pareggio”,
trasmessi con la Certificazione digitale, devono corrispondere alle risultanze del
rendiconto della gestione dell’anno 2018; qualora la Certificazione trasmessa
107
entro il termine perentorio del 1° aprile 2019 sia difforme dalle risultanze del
rendiconto della gestione, gli Enti Locali sono tenuti ad inviare, secondo le
stesse modalità, una nuova Certificazione, a rettifica della precedente, entro il
termine perentorio di 60 giorni dall’approvazione del rendiconto della gestione
2018 e, comunque, non oltre il 1° luglio 2019. A partire dal 2 luglio 2019, gli
Enti Locali sono comunque tenuti ad inviare una nuova Certificazione, a
rettifica della precedente, solo se rilevano, rispetto a quanto già certificato, un
peggioramento del proprio posizionamento rispetto all’obiettivo di saldo.
Gli Enti Locali che non provvedono ad inviare la Certificazione entro i termini
perentori citati e con le modalità indicate sono considerati inadempienti
all’obbligo d’invio della predetta Certificazione del “Pareggio di bilancio” e sono
assoggettati alle sanzioni di cui all’art. 1, comma 475, lett. c) e seguenti, della
Legge n. 232/2016:
 qualora la Certificazione, sebbene in ritardo, sia trasmessa entro il
successivo 30 maggio 2019 si applica, nei 12 mesi successivi al ritardato invio
decorrenti dalla data di invio della Certificazione, la sanzione di cui alla lett. e)
[divieto di assunzione di personale a qualsiasi titolo, limitatamente alle
assunzioni di personale a tempo indeterminato];
 qualora la Certificazione sia trasmessa a cura del Commissario ad
acta, entro 60 giorni dal termine stabilito per l’approvazione del rendiconto
della gestione 2018 (entro il 29 giugno 2019), si applicano le sanzioni disposte
dalle lett. e) ed f) [divieto di assunzione di personale a qualsiasi titolo e
rideterminazione delle indennità di funzione ed i gettoni di presenza];
– in caso di mancata trasmissione da parte del Commissario ad acta della
Certificazione, continuano a trovare applicazione le sanzioni di cui alle lett. c) e
seguenti [divieto di impegnare spese correnti in misura superiore all’importo
dei corrispondenti impegni effettuati nell’anno precedente, impossibilità di
ricorrere all’indebitamento per gli investimenti, divieto di assunzioni di
personale a qualsiasi titolo, rideterminazione in riduzione del 30% delle
indennità di funzione ed i gettoni di presenza del Presidente, del Sindaco e dei
componenti della Giunta in carica] e la sospensione delle erogazioni di risorse o
trasferimenti da parte del Ministero dell’interno relative all’anno successivo a
quello di riferimento.
L’art. 3 del Decreto stabilisce che gli Enti Locali ai quali il mancato
conseguimento del saldo per l’anno 2018 sia accertato dalla Corte dei conti
successivamente all’anno seguente a quello cui la Certificazione si riferisce,
sono tenuti ad inviare una nuova Certificazione del “Pareggio di bilancio” entro
30 giorni.
Nell’Allegato al Decreto sono riportati i Modelli di certificazione (“Monit/18”) e
le Istruzioni di compilazione e per l’invio telematico, nonché le indicazioni nel
caso si addivenga al ritardato invio della Certificazione e alla nomina del
Commissario ad acta o all’invio obbligatorio di una nuova Certificazione.
Le informazioni utili ai fini della verifica del saldo devono essere indicate nel
Prospetto previsto nell’Allegato al Decreto Mef 23 luglio 2018, n. 182944,

108
concernente il Monitoraggio periodico del saldo di finanza pubblica per l’anno
2018, così come successivamente integrato nella Sezione 1 (voce AA) al fine di
consentire l’inserimento tra le entrate finali dell’avanzo di amministrazione per
investimenti applicato al bilancio di previsione dell’esercizio 2018.
Il Ministero specifica che, considerato che le informazioni in questione sono già
presenti nel Sistema web, al fine di agevolare gli Enti Locali nella
predisposizione della Certificazione definitiva delle risultanze del “Pareggio di
bilancio” per l’anno 2018 è stata prevista una procedura web che consente
all’Ente di acquisire direttamente il Modello per la Certificazione ai fini del
successivo invio telematico. Il Modello “Certif. 2018” risulta pertanto già
compilato con le informazioni inserite, in fase di trasmissione del Monitoraggio
relativo al II semestre 2018.
Anche nell’anno 2018 è stata prevista la Sezione 2 dedicata all’acquisizione, già
in fase di Monitoraggio periodico, delle informazioni necessarie per ricalcolare
l’obiettivo di saldo finale di competenza 2018 e ad evidenziare:
 l’utilizzo o meno degli spazi finanziari acquisiti nell’ambito dei “Patti di
solidarietà” relativi all’anno 2018 (“Intese regionali” e “Patti di solidarietà
nazionale”);
 gli effetti derivanti dalla chiusura delle contabilità speciali in materia di
Protezione civile.
Gli Enti sono tenuti a controllare, prima di apporre la firma digitale, che i dati
al 31 dicembre 2018, inseriti ai fini del Monitoraggio del II semestre, siano
corretti e, in caso contrario, devono provvedere a rettificarli entro il 1° aprile
2019, mediante la funzione “Variazione modello” nell’applicazione web del
“Pareggio di bilancio”.
Viene specificato che il Sistema web della RgS effettua automaticamente la
differenza tra il “saldo tra entrate e spese finali rideterminato” e l’“obiettivo di
saldo finale di competenza 2018 rideterminato a seguito del recupero degli
spazi finanziari acquisiti per il 2018 e non utilizzati e delle risorse nette da
programmare entro il 20 gennaio 2019”, e conseguentemente espone il saldo
conseguito (cella 9).
La Sezione B dell’Allegato fornisce le Istruzioni per l’invio telematico dei Modelli
di certificazione.
La Certificazione attestante il rispetto del “Pareggio di bilancio” deve essere
sottoscritta con firma digitale.
Effettuata l’acquisizione del Modello, verificati i dati precompilati e inserite le
informazioni richieste, dopo la sottoscrizione con firma digitale, l’Ente può
effettuare l’invio della Certificazione, e successivamente verificare che il campo
“stato” finale del documento riporti la dicitura “inviato e protocollato”.
Informazioni dettagliate riguardo alla procedura e ai controlli preventivi
effettuati sono consultabili sul Manuale Utente dell’applicativo disponibile sul
Sistema web all’indirizzo http://pareggiobilancio.mef.gov.it, mentre quesiti di

109
natura tecnica ed informatica potranno essere posti all’indirizzo di posta
elettronica assistenza.cp@mef.gov.it.
L’acquisizione della Certificazione è consentita solo agli Enti che hanno
trasmesso via web le risultanze del Monitoraggio del “Pareggio di bilancio” al
31 dicembre 2018; gli altri Enti dovranno preliminarmente comunicare
via web le informazioni relative al Monitoraggio dell’anno 2018.
La Sezione C dell’Allegato concerne il ritardato invio della Certificazione e la
nomina del Commissario ad acta.
Gli Enti Locali che non provvedono a trasmettere telematicamente la
Certificazione nei tempi previsti dalla legge sono ritenuti inadempienti
all’obbligo del “Pareggio di bilancio 2018” e assoggettati alle sanzioni di cui al
comma 475, lett. c) e seguenti, della Legge n. 232/2016, come più sopra
specificato.
La Sezione D si riferisce all’obbligo di invio di una nuova Certificazione.
La corrispondenza tra i dati contabili rilevanti ai fini del conseguimento del
saldo e le risultanze del rendiconto di gestione è obbligatoria; nel caso in cui la
Certificazione trasmessa sia difforme dalle risultanze del rendiconto di
gestione, gli Enti Locali sono tenuti ad inviare una nuova Certificazione, a
rettifica della precedente, entro il termine perentorio di 60 giorni
dall’approvazione del Rendiconto e, comunque, non oltre il 1° luglio 2019.
Qualora l’Ente, approvando il rendiconto della gestione, modifichi i dati già
trasmessi con la certificazione mediante il Sistema web di questa Ragioneria
generale dello Stato, è tenuto a rettificare, entro il 1° luglio 2019, i dati del
Monitoraggio al 31 dicembre 2018 presenti nel Sistema web e ad inviare la
nuova Certificazione attestante il miglioramento o il peggioramento del proprio
posizionamento rispetto all’obiettivo di saldo.
A partire dal 2 luglio 2019, gli Enti Locali sono comunque tenuti ad inviare una
nuova Certificazione, a rettifica della precedente, solo nel caso in cui essi
rilevino, rispetto a quanto già certificato, un peggioramento del proprio
posizionamento rispetto all’obiettivo di saldo.
Sul punto, si segnala che, al fine di agevolare gli Enti nelle attività di verifica e
aggiornamento dei dati contabili rilevanti ai fini del conseguimento del saldo e
le risultanze del rendiconto di gestione, verrà reso disponibile un “Modello di
controllo della congruenza dei dati” che metterà a confronto – evidenziando
eventuali scostamenti – i dati inseriti nel Modello del Monitoraggio riferito al 31
dicembre 2018 (“Monit/18”) e nel Modello della Certificazione 2018 e le
informazioni riferite al rendiconto di gestione 2017, trasmesse alla “Banca-dati
delle Amministrazioni pubbliche” (“Bdap”).
Viene ricordato che gli Enti Locali che non rispettano il termine previsto per
l’approvazione del rendiconto e il termine di 30 giorni dalla approvazione per
l’invio dei relativi dati “Bdap”, compresi i dati aggregati per voce del “Piano dei
conti integrato”, non possono procedere ad assunzioni di personale a qualsiasi
titolo, con qualsivoglia tipologia contrattuale, ivi compresi i rapporti di
110
collaborazione coordinata e continuativa e di somministrazione, anche con
riferimento ai processi di stabilizzazione in atto, fino a quando non abbiano
adempiuto. L’applicazione della sanzione decorre dal giorno successivo a quello
dei termini previsti per l’approvazione del rendiconto di gestione e per l’invio
delle relative informazioni alla “Bdap”.

di Giuseppe Vanni

https://www.entilocali-online.it/pareggio-bilancio-le-istruzioni-
relative-alla-certificazione-del-rispetto-dellobiettivo-
2018/?fbclid=IwAR02P7VMqV4tzlIN6MoZCEKWr0di-
k6snWGZmDAzU9Dj6Oku7F1dXgytnqE

“Pareggio di bilancio”: le Istruzioni relative alla Certificazione del rispetto


dell’obiettivo 2018 BOLOGNA STEFANO, CERTIFICAZIONE DEL SALDO, corte
dei conti, CROCE ANTONIO, DEFFAULT, ISOLA DELLE FEMMINE, MONREALE,
PAREGGIO DI BILANCIO, PARTINICO, PUCCIO DEBORAH,RELAZIONE,
REVISORI DEI CONTI,

111