Sei sulla pagina 1di 104

ISOLA DELLE FEMMINE ORDINANZE URGENTI E CONTIBILI SENTENZE T.A.R.

I
REQUISITI FISSAZIONECON DATA IL TERMINE MOTIVARE LE URGENZE LO
STATO DELL’ARTE NELL’EMISSIONE DELL’ORDINANZA SINDACALE

2019 24 APRILE ORDINANZA URGENTE E CONTIGIBILE N 10 BARBERA VITO


LOTTO 20B G.G. 137 11 09 74 MARIA PIA NASTA IN AIELLO LUCIO 10 04 45 VIA R
PILO 14 PAG 10

2019 22 MARZO RICORSO CGA N. 00189/2019 REG.PROV.CAU. RICORSO


9692018 REG REC. PIETRO CARDINALE, MARIA GIOVANNA CARDINALE,
CATERINA MARIA GIAMBONA RIFORMA SENTENZA 2160 2018 ORDINANZA
URGENTE E CONTIGIBILE

2019 22 GENNAIO ORDINANZA N 00063/2019 REG.PROV.CAU CONSIGLIO DI


GIUSTIZIA AMMINISTRATIVA PER LA REGIONE SICILIANA PIETRO CARDINALE,
MARIA GIOVANNA CARDINALE E CATERINA MARIA GIAMBONA, IL COMUNE
SOCCOMBE

2018 26 OTTOBRE RICORSO TAR N. 02160/2018 REG.PROV.COLL. RICORSO N


N. 01655 2018 2018 26 GIUGNO ORDINANZA URGENTE E CONTIGIBILE 19 DEI
7 LOCULI DI CARDINALE FRANCESCO 23 A REPER 59 07 06 79 DELIBERA 11 09
74 PER BOLOGNA TIZIANA 04 06 2018

2018 4 OTTOBRE TAR SENT 02035 PROFETA MARIA FERRANTE GRAZIANO


COSTANZA BENITO LOCULO 47 A ORD 11 23 05 18 ORD 12 23 05 18

2017 17 MAGGIO N. 01353 2017 REG.PROV.COLL. RICORSO NUMERO DI


REGISTRO GENERALE 2083 DEL 2013, PROPOSTO DA: ANTONINO LUCIDO,
REVOCA DELLA CONCESSIONE CIMITERIALE DEL LOTTO N. 7/A ADOTTATO CON
DETERMINA N. 40 DEL 10.5.2013
2016 20 OTTOBRE PRESTIGIACOMO SETTIMA C.G.A. 00704 2015 COMUNE
PALERMO ORDINANZE URGENTI E CONTIGIBILI DURATA DELLA REQUISIZIONE

2015 22 OTTOBRE C.G.A. SENTENZA 01086 AFFARE 956 DEL 2014 LUCIDO
ANTONINO ACCOLTO RICORSO 2017 17 MAGGIO N. 01353 2017
REG.PROV.COLL. RICORSO NUMERO DI REGISTRO GENERALE 2083 DEL 2013,
PROPOSTO DA: ANTONINO LUCIDO, REVOCA DELLA CONCESSIONE
CIMITERIALE DEL LOTTO N. 7/A ADOTTATO CON DETERMINA N. 40 DEL
10.5.2013
2015 4 SETTEMBRE TAR PALERMO N. 02108 2015 REG.PROV.COLL. N. 02066
2015 REG.RIC. ORDINANZE URGENTI E CONTIGIBILI REQUISIZIONE LOCULI
CIMITERIALI GIUSEPPA RUGGERI,

2015 16 GENNAIO PALERMO CIMITERO SENTENZA T.A.R. 455 2015 GRAVE


CARENZE POSTI SALMA ILLEGITTIMA ORDINANZA URGENTE E CONTIGIBILE
REQUISIZIONE LOCULI
1
2016 3 MAGGIO TAR PALERMO COMUNE PALERMO ORDINANZE URGENTI E
CONTIGIBILI N. 01086 2016 REG.PROV.COLL N. 02115 2010
REG.RIC. VINCENZO CARAMANNA E ANTONIO BRANCATO, 2014 12 AGOSTO
TAR SENTENZA 2181 TRICOMI AMOROSO ZACCARIA BUSI ACIERNO BUSACCA

2014 12 AGOSTO TAR PALERMO COMUNE PALERMO ORDINANZE URGENTI E


CONTIGIBILI N. 2181 2014 REG.PROV.COLL N. 2145 2011
REG.RIC. VINCENZO CARAMANNA E ANTONIO BRANCATO, 2014 12 AGOSTO
TAR SENTENZA 2181 TRICOMI AMOROSO ZACCARIA BUSI ACIERNO BUSACCA

2015 22 OTTOBRE C.G.A. PARERE 1086 2015 BOLOGNA SINDACO


LUCIDO ANTONINO CIMITERO ISOLA DELLE FEMMINE LA MANCATA
CONCESSIONE LICENZA EDILIZIA DECADENZA RIICORSI PARERI PRESIDENTE
DELLA REGIONE

2013 10 MAGGIO COMMISSIONE DECADENZA DELLA CONCESSIONE


CIMITERIALE LOTTO 7A NUOVO CIMITERO LUCIDO ANTONINO 1994 9
NOVEMBRE BOLOGNA SINDACO CONCESSIONE AREA CIMITERIALE LOTTO 7A
REPERTORIO 615 LUCIDO ANTONINO CUGINO DEL SINDACO
2015 3 LUGLIO TARN. 01616 2015 REG.PROV.COLL N. 01950 2015
REG.RIC ORDINANZE URGENTI E CONTIGIBILI PALERMO SPINA CATERINA
DIVERSAMENTE OPINANDO LE ORDINANZE CONTINGIBILI ED URGENTI
DIVERREBBERO DEGLI STRUMENTI DEL TUTTO GENERICI E, IN ULTIMA
ANALISI, ARBITRARI, CON GRAVE COMPROMISSIONE DEL PRINCIPIO DI
LEGALITÀ
2015 3 MARZO TAR ORDINANZE URGENTI E CONTIGIBILI N. 00593 2015
REG.PROV.COLL. N. 01366 2014 REG.RIC. LA MALFA ANDREA profilo della
indeterminatezza del termine di durata dei provvedimenti impugnati..la
contingibilità del provvedimento deve essere rapportata al tempo necessario per
fronteggiare il rischio con mezzi ordinari e non a quello – necessariamente più
lungo ed indeterminato – necessario per la soluzione a regime della vicenda che
ha determinato il rischio.
2014 16 LLUGLIO ORDINANZE URGENTI E CONTIGIBILI N. 01889 2014
REG.PROV.COLL. N. 01438 2014 REG.RIC.LIQUORI GIOVANNI solo in via
temporanea può essere consentito l’uso di strumenti extra ordinem, che
permettono la c

2014 5 SETTEMBRE C.G.A. SENTENZA 952 AFARE N 961 2014 RUFFINO


ALESSANDRO AREA DI RISPETTO CIMITERIALE 2018 30 NOVEMBRE 2018
ORDINANZA N 52 ORDINANZA N 52 RUFFINO ALESSANDRO FOGLIO 1 PART
2070 SUN 19 ACCERTAMENTO INGIUNZIONE VINCOLO CIM ETRIALE RUFFINO
ALESSANDRO 1976 2019 14 MARZO DETERMINA GIAMBRUNO MALLIA N 25O
IMMISSIONE IN POSSESSO RUFFINO ALESSANDRO PART 2070 SUB 19 VIA
POZZO 13 CIMITERO

2
2013 2 DICEMBRE ORDINANZE URGENTI E CONTIGIBILI solo in via temporanea può
essere consentito l’uso di strumenti extra ordinem, che permettono la compressione di
diritti ed interessi privati con mezzi diversi da quelli tipici indicati dalla legge N. 02339
2013 REG.PROV.COLLN. 01475 2012 REG.RIC. GIANNETTINO ANGELO

2012 8 MAGGIO CANEPA SALVATORE PARE CGA TABILIMENTO BALNEARE


FASCIA CIMITERIALE PRG 2012

2019 24 APRILE ORDINANZA URGENTE E CONTIGIBILE N 10 BARBERA VITO


LOTTO 20B G.G. 137 11 09 74 MARIA PIA NASTA IN AIELLO LUCIO 10 04 45 VIA R
PILO 14 PAG 10

ORDINANZA SINDACALE
N. 10 DEL 24-04-2019
Oggetto: Ordinanza contingibile ed urgente, concernente la requisizione
temporanea di uno dei 5 loculi liberi della cappella gentilizia ricadente su area
cimiteriale identificata sul lotto n° 20/B del cimitero nuovo, concessa al Sig.
Barbera Vito per il seppe llimento della salma della Sig.ra Maria Pia Nasta.
ILSINDACO
Premesso che:
 i loculi di tumulazione del cimitero comunale sono esauriti e nelle more della
realizzazione di nuovi loculi, si manifesta l'imprescindibile necessità di procedere
alla requisizione temporanea di loculi cimiteriali;
 ad oggi vi è una salma in attesa di tumulazione nella camera mortuaria del
cimitero comunale e precisamente la salma della Sig.ra Maria Pia Nasta, nata
a Palermo il 13.03.1953 e deceduta ad Isola delle Femmine il 04.04.2019, a
seguito di richiesta di assegnazione loculo assunta al ns. prot. n. 3997 del
08.04.2019 presentata a nome del proprio familiare Sig. Aiello Lucio nato a
Palermo il 10.04.1945 e residente a Isola delle Femmine in via Rosolino Pilo civ.
14;

Vista l’autorizzazione al seppellimento rilasciata dall’Ufficio dello Stato civile di


Isola delle Femmine in data 05.04.2019;
Vista l’autorizzazione al trasporto della salma al cimitero di Isola delle Femmine
rilasciata dall’ufficiale di Stato Civile, n. ordine 3944 del 06.04.2019, per la
tumulazione;
Ritenuto che, per quanto sopra esposto, ricorrono i presupposti per l'adozione
di un provvedimento contingibile ed urgente teso a prevenire pericoli per
l'incolumità e la salute pubblica, mediante la requisizione di loculi in
concessione a terzi, laddove vi è attualmente maggiore disponibilità di loculi;
Accertato che nel cimitero comunale vi è la disponibilità di un loculo nella
cappella composta da n° 8 loculi di cui 5 liberi, ricadente su area cimiteriale

3
“lotto n. 20/B del nuovo cimitero, concessa originariamente al Sig. Barbera
Vito, agli atti delibera della G.M. n. 137 del 11.09.1974;
Ritenuto necessario ed urgente requisire temporaneamente un loculo
nella cappella ricadente su area cimiteriale individuata come lotto n.
20/B sopra citata, al fine di tumulare la salma di Maria Pia Nasta, deposita
presso il cimitero comunale, per tutelare l'igiene e la salute pubblica;
Vista la nota Sindacale prot. n.2705 del 06.03.2019 con la quale il C.C. nella
seduta del 21.02.2019 ha impartito specifiche direttive agli uffici interessati per
procedere alle tumulazioni straordinarie, al fine di scongiurare le criticità igienico
sanitarie;
Visto il testo unico approvato con RD 27/07/1937 n° 1265;
Visto il DPR n° 285 del 10/09/1990;
Vista la legge regionale n° 48 dell' 11/12/1991;
Visto l’art. 5 del Dlgs. n. 267/2000 e s.m.i;
Visto l' O.A.EE.LL. vigente nella Regione Siciliana;
Visto l’art. 13 del regolamento di Polizia Mortuaria;
ORDINA
Per le motivazioni sopra evidenziate, al fine di seppellire la salma oggi a deposito
del de cuius Maria Pia Nasta, nata a Palermo il 13.03.1953 e deceduta ad Isola
delle Femmine il 04.04.2019, la requisizione in via contingibile ed urgente e a
titolo temporaneo di uno dei 6 loculi fuori terra non utilizzati facenti parte della
cappella gentilizia ricadente su area cimiteriale del cimitero nuovo, identificata
come lotto n. 20/B, in concessione al Sig. Barbera Vito;
La suddetta requisizione ha carattere temporaneo per il tempo necessario alla
realizzazione dei loculi comunali, per un periodo non superiore ad anni 1
(uno);
Il Comune provvederà alla riconsegna del loculo requisito, ripristinandone le
originarie condizioni, immediatamente dopo la traslazione e la definitiva
tumulazione della salma nei loculi comunali costruiti;
DISPONE
 che la presente ordinanza sia immediatamente esecutiva, pubblicata all’Albo
pretorio dell’Ente, sul sito internet istituzionale;
 la notifica del provvedimento ai concessionari originari e/o agli aventi diritto;
 Al Custode Cimiteriale;
 Avverso la presente Ordinanza può essere presentato entro il termine di giorni
sessanta dalla notifica della stessa o da quando l’interessato ne abbia avuto
piena conoscenza, ricorso dinanzi al T.A.R. ai sensi della legge 1034/71, ovvero
ricorso straordinario al Presidente della Regione Siciliana, da proporre entro
centoventi giorni dalla notifica del presente provvedimento o da quando lì
interessato ne abbia avuto piena conoscenza.

IL SINDACO
Stefano Bologna
Visti gli artt.32 della L.n. 833/78, 40 della L.R. n.30/93 e 4 del Decreto
dell'Assessorato Regionale alla Sanità del 18.11.1994, che individuano nel
Sindaco l'Organo competente all'emanazione di ordinanze di carattere
contingibile ed urgente in materia di igiene e sanità pubblica;

4
Ravvisata l’esigenza di evitare l’insorgere di una condizione di emergenza
igienico sanitaria connessa con l’impossibilità a procedere agli ordinari
seppellimenti, dovuti alla carenza di loculi comunali;

2019 22 MARZO RICORSO CGA N. 00189/2019 REG.PROV.CAU. RICORSO


9692018 REG REC. PIETRO CARDINALE, MARIA GIOVANNA CARDINALE,
CATERINA MARIA GIAMBONA RIFORMA SENTENZA 2160 2018 ORDINANZA
URGENTE E CONTIGIBILE 2018 11 MAGGIO ORDINANZA 8 REQUISIZIONE 64
B PAG 9 CARDINALE CATERINA VINCENZO DELIBERA 34 18.9.85 REP 177
3.10.85 AMIGONI VITTORIA TRIESTE MORTA PARTINICO 26 02 18

Pubblicato il 22/03/2019

N. 00189/2019 REG.PROV.CAU.

N. 00969/2018 REG.RIC.

R E P U B B L I C A I T A L I A N A

Il CONSIGLIO DI GIUSTIZIA AMMINISTRATIVA PER LA REGIONE


SICILIANA

in sede giurisdizionale

ha pronunciato la presente
ORDINANZA

5
sul ricorso numero di registro generale 969 del 2018, proposto da Pietro Cardinale,
Maria Giovanna Cardinale, Caterina Maria Giambona, rappresentati e difesi
dall'avvocato Carlo Malinconico, con domicilio digitale come da PEC da Registri di
Giustizia e domicilio eletto presso lo studio Gabriele La Malfa Ribolla in Palermo,
via Nunzio Morello, 40;

contro
Comune di Isola delle Femmine, in persona del Sindaco pro tempore, rappresentato e
difeso dall'avvocato Giacomo Armetta, con domicilio digitale come da PEC da
Registri di Giustizia;
nei confronti
Orazio Nevoloso non costituito in giudizio;
per la riforma
della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia (Sezione Terza)
n. 2160/2018, resa tra le parti

Visti il ricorso in appello e i relativi allegati;


Visto l'art. 98 cod. proc. amm.;
Visto l'atto di costituzione in giudizio di Comune di Isola delle Femmine;
Visti tutti gli atti della causa;
Vista la domanda di sospensione dell'efficacia della sentenza del Tribunale
amministrativo regionale di inammissibilità del ricorso di primo grado, presentata in
via incidentale dalla parte appellante;
Relatore nella camera di consiglio del giorno 20 marzo 2019 il pres. Rosanna De
Nictolis e uditi per le parti gli avvocati Riccardo Rotigliano su delega di Carlo
Malinconico, Giacomo Armetta;

6
Ritenuto che il ricorso di appello è assistito da fumus boni iuris sulla questione di rito
e che le ragioni dell’appellante possono essere adeguatamente tutelate con la celere
definizione del merito, fissa la udienza pubblica per la data del 25 settembre 2019.
P.Q.M.
Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, in sede
giurisdizionale, accoglie l’appello al solo fine della sollecita trattazione del merito, e
fissa l’udienza pubblica del 25 settembre 2019.
Provvede sulle spese della presente fase cautelare come segue: le compensa.
La presente ordinanza sarà eseguita dall'Amministrazione ed è depositata presso la
segreteria della Sezione che provvederà a darne comunicazione alle parti.
Così deciso in Palermo nella camera di consiglio del giorno 20 marzo 2019 con
l'intervento dei magistrati:
Rosanna De Nictolis, Presidente, Estensore
Hadrian Simonetti, Consigliere
Luigi Massimiliano Tarantino, Consigliere
Giuseppe Verde, Consigliere
Maria Immordino, Consigliere

IL PRESIDENTE, ESTENSORE
Rosanna De Nictolis

IL SEGRETARIO

2019 22 GENNAIO ORDINANZA N 00063/2019 REG.PROV.CAU CONSIGLIO DI


GIUSTIZIA AMMINISTRATIVA PER LA REGIONE SICILIANA Pietro Cardinale,
Maria Giovanna Cardinale e Caterina Maria Giambona, IL COMUNE SOCCOMBE

7
Pubblicato il 22/01/2019

N. 00063/2019 REG.PROV.CAU.

N. 00969/2018 REG.RIC.

R E P U B B L I C A I T A L I A N A

Il CONSIGLIO DI GIUSTIZIA AMMINISTRATIVA PER LA REGIONE


SICILIANA

in sede giurisdizionale

ha pronunciato la presente

ORDINANZA

sul ricorso numero di registro generale 969 del 2018, proposto dai sig.ri Pietro

Cardinale, Maria Giovanna Cardinale e Caterina Maria Giambona, rappresentati

e difesi dall'avvocato Carlo Malinconico, con domicilio eletto presso lo studio

dell’avv. Gabriele La Malfa Ribolla in Palermo, via Nunzio Morello n.40;

contro

Comune di Isola delle Femmine, in persona del Sindaco e legale rappresentante

p.t., rappresentato e difeso dall'avvocato Giacomo Armetta, con domicilio

digitale eletto presso il suo studio in Giustizia, Pec Registri;

nei confronti

Sig. Orazio Nevoloso non costituito in giudizio;

per la riforma

della sentenza n.2160 del 26.10.2018 resa dal T.A.R. Sicilia di Palermo, Sez.

III^;

8
Visti il ricorso in appello e i relativi allegati;

Visto l'art. 98 cod. proc. amm.;

Visto l'atto di costituzione in giudizio di Comune di Isola delle Femmine;

Viste le memorie difensive;

Visti tutti gli atti della causa;

Vista la domanda di sospensione dell'efficacia della sentenza n.2160 del

26.10.2018, con la quale il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia,

Sez. III^, ha dichiarato inammissibile il ricorso;

Nominato Relatore nella camera di consiglio del giorno 16 gennaio 2019 il cons.

Carlo Modica de Mohac e uditi per le parti gli avvocati Riccardo Rotigliano su

delega dell’avvocato Carlo Malinconico, e l’avvocato Giacomo Armetta;

Considerato che i ricorrenti hanno rappresentato di aver chiesto

tempestivamente al Comune di Isola delle Femmine notizie in ordine all’identità

degli eredi del defunto (ed alla loro residenza), ma che il Comune non ha risposto

per tempo, ragion per cui è stato (per essi) impossibile individuare i

controinteressati e notificare loro il ricorso entro il termine decadenziale corrente

dalla data di ricezione del provvedimento impugnato

Ritenuto, pertanto, che al ricorrente avrebbe dovuto essere accordato il diritto

alla rimessione in termini per effettuare la notifica in questione; e che l’appello

avverso la sentenza che ha dichiarato l’inammissibilità (per omessa notifica ai

controinteressati) del ricorso avverso il provvedimento dell’Amministrazione

comunale, appare - sotto l’esaminato profilo - assistito da sufficiente fumus boni

juris;

Ritenuto - seppur all’esito della delibazione sommaria che caratterizza la fase

cautelare - che anche nel merito il ricorso presenti profili di fondatezza (che

9
investono la questione del corretto esercizio del potere di emettere ordinanze

contingibili ed urgenti); e che l’esecuzione della sentenza e del provvedimento

impugnato cagioni ai ricorrenti un pregiudizio grave ed irreparabile;

Ritenuto, in definitiva:

- che sussistono le condizioni per accordare l’invocata misura cautelare

sospensiva della sentenza e del provvedimento impugnato, salva la possibilità

dell’Amministrazione di riesaminare la questione e di rideterminarsi adottando,

eventualmente, ogni misura atta a consentire la partecipazione al procedimento

di tutte le parti interessate;

- e che la delicatezza e novità della questione giustifichi la compensazione fra le

parti delle spese processuali relative alla presente fase cautelare.

P.Q.M.

Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana, in sede

giurisdizionale, accoglie l'istanza cautelare (sul ricorso n.969/2018) e, per

l'effetto, sospende l'esecutività della sentenza impugnata.

Compensa le spese fra le parti.

Fissa per la trattazione del merito l’udienza del 16 ottobre 2019.

La presente ordinanza sarà eseguita dall'Amministrazione ed è depositata presso

la segreteria della Sezione che provvederà a darne comunicazione alle parti.

Così deciso in Palermo nella camera di consiglio del giorno 16 gennaio 2019 con

l'intervento dei magistrati:

Rosanna De Nictolis, Presidente

Nicola Gaviano, Consigliere

Carlo Modica de Mohac, Consigliere, Estensore

Giuseppe Barone, Consigliere

Maria Immordino, Consigliere

10
L'ESTENSORE IL PRESIDENTE
Carlo Modica de Mohac Rosanna De Nictolis

2018 26 OTTOBRE RICORSO TAR N. 02160/2018 REG.PROV.COLL. RICORSO N


N. 01655 2018 2018 26 GIUGNO ORDINANZA URGENTE E CONTIGIBILE 19 DEI
7 LOCULI DI CARDINALE FRANCESCO 23 A REPER 59 07 06 79 DELIBERA 11 09
74 PER BOLOGNA TIZIANA 04 06 2018

Pubblicato il 26/10/2018

N. 02160/2018 REG.PROV.COLL.

N. 01655/2018 REG.RIC.

R E P U B B L I C A I T A L I A N A

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia

(Sezione Terza)

ha pronunciato la presente
SENTENZA

sul ricorso numero di registro generale 1655 del 2018, proposto da


-OMISSIS-, rappresentati e difesi dall'avvocato Gabriele La Malfa Ribolla, con
domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia e domicilio eletto presso il
suo studio in Palermo, via Nunzio Morello, n. 40;
contro
Comune di Isola delle Femmine, in persona del Sindaco pro tempore, rappresentato e
difeso dall'avvocato Antonio Gabriele Armetta, con domicilio digitale come da PEC
da Registri di Giustizia;

11
per l'annullamento
-dell'ordinanza sindacale di requisizione di loculi cimiteriali n. 19 del 26 giugno 2018,
notificata il 28 giugno 2018;
-di ogni altro atto presupposto, connesso o consequenziale.

Visti il ricorso e i relativi allegati;


Visto l'atto di costituzione in giudizio del Comune di Isola delle Femmine;
Visti gli artt. 35, co. 1, e 85, co. 9, cod. proc. amm.;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nella camera di consiglio del giorno 9 ottobre 2018 il dott. Calogero
Commandatore e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.

FATTO e DIRITTO
Preso atto degli avvisi di inammissibilità del ricorso e di definizione della
controversia con sentenza in forma semplificata, formulati dal Collegio ex artt. 73,
comma 3, e 60 c.p.a.;
Ritenuto che il ricorso è inammissibile in quanto i ricorrenti impugnano l’ordinanza
sindacale in oggetto con la quale, onde consentire la tumulazione della Sig.ra -
OMISSIS-, è stata disposta la requisizione temporanea del loculo sito nel cimitero
di del Comune di Isola delle Femmine su cui i ricorrenti vantano lo ius sepulchri in
forza di regolare concessione amministrativa;
Ritenuto che il predetto provvedimento espressamente ne prevedeva la notifica gli
eredi della Sig.ra -OMISSIS-, soggetti facilmente identificabili come i destinatari
dello stesso (Cons. Stato, Sez. sez. V, 22 marzo 2016, n. 1184);
Ritenuto che, per costante insegnamento della giurisprudenza civile e amministrativa
in materia, rivestono la qualità di controinteressati i soggetti a favore dei quali è stata
12
disposta la requisizione e che siano indicati nel relativo provvedimento (Cass. Civ.,
sez. un. 8 maggio 1978, n. 2214 e Cons. Stato, Sez. IV, 3 novembre 1983, n. 778);
Ritenuto che parte ricorrente ha omesso di notificare agli eredi della Sig.ra -
OMISSIS- da qualificarsi sia come controinteressati in senso formale, in quanto
agevolmente individuabili tramite una mera indagine anagrafica (non essendo
necessario l’accesso agli atti richiesto da parte ricorrente), sia in senso sostanziale in
quanto portatori di un interesse giuridicamente qualificato alla conservazione
dell'atto (Cons. Stato, sez. V, 7 giugno 2017, n. 2723);
Ritenuto che la presenza di un controinteressato formale, pena l’inammissibilità, ai
sensi dell'art. 41, comma 2, c.p.a., impone l'onere di notifica del ricorso anche a
quest’ultimo trattandosi di un onere minimo imprescindibile per la stessa
costituzione del rapporto processuale (Cons. Stato, Sez. VI, 30 settembre 2015, n.
4582);
Ritenuto che l’inammissibilità ut supra prospettata non può essere in alcun modo
sanata e che, pertanto, il rinvio della trattazione della causa richiesto da parte
ricorrente, a tal fine, non può essere concesso;
Ritenuto che l’omissione in cui è incorsa la parte ricorrente non può nemmeno
reputarsi scusabile ai sensi dell’art. 37 c.p.a. stante l’insussistenza di profili di
obiettiva incertezza;
Ritenuto che l’eccezione di inammissibilità è stata rilevata d’ufficio dal collegio e che,
pertanto, si rinvengono giusti motivi per compensare le spese del giudizio tra le parti
costituite;
P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia (Sezione Terza), definitivamente
pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo dichiara inammissibile.
Spese compensate.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.

13
Ritenuto che sussistano i presupposti di cui all'art. 52, comma, d.lgs. 30 giugno 2003,
n. 196, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata, manda alla Segreteria
di procedere all'oscuramento delle generalità nonché di qualsiasi altro dato idoneo
ad identificare la parte ricorrente e le altre persone fisiche.
Così deciso in Palermo nella camera di consiglio del giorno 9 ottobre 2018 con
l'intervento dei magistrati:
Maria Cristina Quiligotti, Presidente
Nicola Maisano, Consigliere
Calogero Commandatore, Referendario, Estensore

L'ESTENSORE IL PRESIDENTE
Calogero Commandatore Maria Cristina Quiligo

2018 4 OTTOBRE TAR SENT 02035 PROFETA MARIA FERRANTE GRAZIANO


COSTANZA BENITO LOCULO 47 A ORD 11 23 05 18 ORD 12 23 05 18 2018 23
MAGGIO REQUISIZIONE LOCULO N 12 MORTO COSTANZO BENITO FERRANTE GRAZIANO DELIB 73 24
05 79 CONTR 68 PROFETA ANNA 15 02 2000 LOTTO 47 A PAG 10

Pubblicato il 04/10/2018

N. 02035/2018 REG.PROV.COLL.

N. 01127/2018 REG.RIC.

R E P U B B L I C A I T A L I A N A

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia

(Sezione Terza)

ha pronunciato la presente
14
SENTENZA

ex art. 60 cod. proc. amm.;

sul ricorso numero di registro generale 1127 del 2018, proposto da

-OMISSIS- rappresentata e difesa dall'avvocato Francesca Tuzzolino, con

domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustizia;

contro

Comune di Isola delle Femmine, in persona del Sindaco pro tempore,

rappresentato e difeso dall'avvocato Antonio Gabriele Armetta, con domicilio

digitale come da PEC da Registri di Giustizia;

per l'annullamento

- dell'Ordinanza Sindacale n. 12 di requisizione loculo ricadente sul lotto n. 47/A

del cimitero comunale in testa al de cuius -OMISSIS-", emessa dal Comune

di Isola delle Femmine in data 23.05.2018, pubblicata all'albo pretorio online

dell'Ente il 24.05.2018, e notificata all'odierna ricorrente il 06.06.2018;

- nonchè di ogni altro atto presupposto, connesso e/o consequenziale, se ed in

quanta lesivo

degli interessi della ricorrente;

e per il riconoscimento

dell'interesse legittimo della ricorrente ad accedere privatamente e senza

ingerenza di estranei a un luogo intimo che ospita le salme dei propri cari;

nonché del diritto costituzionalmente e convenzionalmente protetto della

ricorrente al rispetto della propria vita propria vita familiare.

Visti il ricorso e i relativi allegati;

Visto l'atto di costituzione in giudizio del Comune di Isola delle Femmine;

Visti tutti gli atti della causa;

15
Relatore nella camera di consiglio del giorno 25 settembre 2018 il dott. Calogero

Commandatore e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

preso atto degli avvisi di inammissibilità del ricorso e di definizione della

controversia con sentenza in forma semplificata, formulati dal Collegio ex art.

73, comma 3, e 60 c.p.a.;

Ritenuto che il ricorso è inammissibile in quanto la sig. -OMISSIS-impugna

l’ordinanza sindacale in oggetto con la quale, onde consentire la tumulazione del

Sig. -OMISSIS-), è stata disposta la requisizione temporanea del loculo sito nel

cimitero di del Comune di Isola delle Femmine su cui la ricorrente vanta lo ius

sepulchri in forza di regolare concessione amministrativa;

Ritenuto che il predetto provvedimento espressamente ne prevedeva la notifica

gli eredi del -OMISSIS-, indicati quali soggetti beneficiari della requisizione;

Ritenuto che, per costante insegnamento della giurisprudenza civile e

amministrativa in materia, rivestono la qualità di controinteressati i soggetti a

favore dei quali è stata disposta la requisizione e che siano indicati nel relativo

provvedimento (Cass. Civ., sez. un. 8 maggio 1978, n. 2214 e Cons. Stato, Sez.

IV, 3 novembre 1983, n. 778);

Ritenuto che il ricorrente ha omesso di notificare agli eredi del -OMISSIS- da

qualificarsi sia come controinteressati in senso formale, in quanto agevolmente

individuabili tramite una mera indagine anagrafica, sia in senso sostanziale in

quanto portatori di un interesse giuridicamente qualificato alla conservazione

dell'atto (Cons. Stato, sez. V, 7 giugno 2017, n. 2723);

Ritenuto che la presenza di un controinteressato formale, pena l’inammissibilità,

ai sensi dell'art. 41, comma 2, c.p.a., impone l'onere di notifica del ricorso anche

a quest’ultimo trattandosi di un onere minimo imprescindibile per la stessa

16
costituzione del rapporto processuale (Cons. Stato, Sez. VI, 30 settembre 2015,

n. 4582);

Ritenuto che l’inammissibilità ut supra prospettata non può essere in alcun modo

sanata dalla successiva notifica del ricorso effettuata spontaneamente dalla

parte ricorrente il 6 settembre 2018, ossia dopo l’udienza del 6 luglio 2018 in cui

il Collegio ha prospettato l’inammissibilità del ricorso per le motivazioni fin qui

spiegate;

Ritenuto che l’omissione in cui è incorsa la parte ricorrente non può nemmeno

reputarsi scusabile ai sensi dell’art. 37 c.p.a. stante l’insussistenza di profili di

obiettiva incertezza e che, peraltro, non risulta sia mai stata richiesta da parte

della ricorrente, la quale si è unicamente limitata, in sede di trattazione orale del

ricorso alla c.c. del 6.7.2018, a chiedere termine per deduzioni difensive sul

punto, che poi in realtà non sono mai state prodotte in atti, e a depositare, alla

successiva c.c. del 25.9.2018, copia del ricorso notificato ai controinteressati in

data posteriore alla prima c.c.;

Ritenuto che l’eccezione di inammissibilità è stata rilevata d’ufficio dal collegio e

che, pertanto, si rinvengono giusti motivi per compensare le spese del giudizio

tra le parti costituite.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia (Sezione Terza),

definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo dichiara

inammissibile.

Spese compensate.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.

Ritenuto che sussistano i presupposti di cui all'art. 52, comma 1, d.lgs. 30 giugno

2003 n. 196, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata, manda alla

17
Segreteria di procedere all'oscuramento delle generalità nonché di qualsiasi altro

dato idoneo ad identificare parte ricorrente e le altre persone fisiche.

Così deciso in Palermo nella camera di consiglio del giorno 25 settembre 2018

con l'intervento dei magistrati:

Maria Cristina Quiligotti, Presidente

Maria Cappellano, Consigliere

Calogero Commandatore, Referendario, Estensore

ORDINANZA SINDACALE
N. 12 DEL 23-05-2018
Oggetto: Requisizione loculo ricadente sul lotto n. 47/A del cimitero comunale
in testa al de cuius Ferrante Graziano/Profeta Maria per la tumulazione della
salma del de cuius Costanza Benito.
IL SINDACO
Premesso che:
 i loculi di tumulazione del cimitero comunale sono esauriti e nelle more della
realizzazione di nuovi loculi, si manifesta l'imprescindibile necessità di
procedere alla requisizione temporanea di loculi cimiteriali;

ad oggi vi è una salma in attesa di tumulazione nella camera mortuaria del


cimitero comunale, e precisamente la salma del Sig. Costanza Benito nato a
Sousse (EE) 14.10.1936 e deceduto a Isola delle Femmine il 22.03.2018;
Visto l’estratto di morte rilasciato dall’ufficiale di stato civile del Comune di
Isola delle Femmine in data 26.03.2018;
Vista l’autorizzazione al seppellimento rilasciata dall’Ufficiale di Stato Civile del
Comune di Isola delle Femmine in data 23.03.2018;
Vista l’autorizzazione al trasporto della salma rilasciato dall’Ufficiale di Stato
Civile del 23.03.2018;
Ritenuto che, per quanto sopra esposto, ricorrono i presupposti per l'adozione
di un provvedimento contingibile ed urgente teso a prevenire pericoli per
l'incolumità e la salute pubblica;
Accertato che nel cimitero comunale vi è la disponibilità di un loculo nella
cappella gentilizia composta da n° 8 loculi di cui 6 liberi, ricadente su area
cimiteriale individuata sul lotto n. 47/A in concessione a suo tempo al de cuius
Ferrante Graziano, agli atti delibera n 73 del 24.05.1979 rep. contratto n. 68
del 27.09.1980 e successivo subentro nella concessione della Sig.ra Profeta
Maria nata a Palermo il 05.06.1942, C.F. PRFMRA42H45G273T come da atto di
concessione area cimiteriale stipulato in data 15.02.2000, rep. n. 1/2000;

18
Ritenuto necessario ed urgente requisire temporaneamente un loculo nella
cappella ricadente sul lotto n. 47/A, al fine di seppellire la salma a deposito
presso il cimitero comunale, per tutelare l'igiene e la salute pubblica;
Visti gli artt.32 della L.n. 833/78, 40 della L.R. n.30/93 e 4 del Decreto
dell'Assessorato Regionale alla Sanità del 18.11.1994, che individuano nel
Sindaco l'Organo competente all'emanazione di ordinanze di carattere
contingibile ed urgente in materia di igiene e sanità pubblica;
Visto il testo unico approvato con RD 27/07/1937 n° 1265;
Visto il DPR n° 285 del 10/09/1990; Vista la legge regionale n° 48 dell'
11/12/1991;
Visto l' O.A.EE.LL. vigente nella Regione Siciliana;
Visto l’art. 13 del regolamento di Polizia Mortuaria;
ORDINA
Per le motivazioni sopra evidenziate, al fine di seppellire la salma oggi a
deposito del de cuius Sig. Costanza Benito nato a Sousse (EE) il 14.10.1936 e
deceduto a Isola delle Femmine in data 22.03.2018, la requisizione di uno dei
6 loculi liberi e disponibili nella cappella composta da n. 8 loculi, ricadente su
area cimiteriale identificata come lotto n. 47/A concessa a suo tempo al de cuius
Ferrante Graziano ed oggetto di successivo subentro nella stessa della Sig.ra
Profeta Maria, atto di concessione cimiteriale del 15.02.2000;
La suddetta requisizione ha carattere temporaneo per il tempo necessario alla
realizzazione dei loculi comunali, per un periodo non superiore ad anni 1 (uno);
Il Comune provvederà alla riconsegna del loculo requisito, ripristinandone le
originarie condizioni, immediatamente dopo la traslazione e la definitiva
tumulazione della salma nei loculi comunali costruiti;
DISPONE
 che la presente ordinanza sia immediatamente esecutiva, pubblicata all’Albo
pretorio dell’Ente, sul sito internet istituzionale;
 la notifica del provvedimento agli aventi titolo e/o eredi;
 Avverso la presente Ordinanza può essere presentato entro il termine di
giorni sessanta dalla notifica della stessa o da quando l’interessato ne abbia
avuto piena conoscenza, ricorso dinanzi al T.A.R. ai sensi della legge 1034/71,
ovvero ricorso straordinario al Presidente della Regione Siciliana, da proporre
entro centoventi giorni dalla notifica del presente provvedimento o da quando
lì interessato ne abbia avuto piena conoscenza.

IL SINDACO
Stefano Bologna

2017 17 MAGGIO N. 01353 2017 REG.PROV.COLL. RICORSO NUMERO DI


REGISTRO GENERALE 2083 DEL 2013, PROPOSTO DA: ANTONINO LUCIDO,
REVOCA DELLA CONCESSIONE CIMITERIALE DEL LOTTO N. 7/A ADOTTATO CON
DETERMINA N. 40 DEL 10.5.2013

Pubblicato il 17/05/2017

19
N. 01353/2017 REG.PROV.COLL.

N. 02083/2013 REG.RIC.

R E P U B B L I C A I T A L I A N A

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia

(Sezione Terza)

ha pronunciato la presente
SENTENZA

ex art. 74 cod. proc. amm.;


sul ricorso numero di registro generale 2083 del 2013, proposto da:
Antonino Lucido, rappresentato e difeso dall'avvocato Pasquale Foti C.F.
FTOPQL64L12A166V, domiciliato ex art. 25 cpa presso Segreteria Tar in Palermo,
via Butera, 6;
contro
Comune di Isola delle Femmine in Persona del Sindaco P.T., in persona del legale
rappresentante p.t., rappresentato e difeso dall'avvocato Vittorio Fiasconaro C.F.
FSCVTR68E02G273U, con domicilio eletto presso Gregorio Fiasconaro in
Palermo, via Goethe N.1;
per l'annullamento
- del provvedimento di revoca della concessione cimiteriale del lotto n. 7/a adottato
con determina n. 40 del 10.5.2013 del Capo Settore III notificato ai sensi dell'art.
140 c.p.c. il 17.6.2013;

20
- di ogni provvedimento presupposto, connesso e/o conseguente a quello
impugnato.

Visti il ricorso e i relativi allegati;


Visto l'atto di costituzione in giudizio di Comune di Isola delle Femmine in Persona
del Sindaco P.T.;
Viste le memorie difensive;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nell'udienza pubblica del giorno 20 febbraio 2017 la dott.ssa Solveig
Cogliani e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

Considerato che con il ricorso in epigrafe l’istante impugnava il provvedimento di


revoca della concessione, oggetto di causa, che tuttavia era convalidato con la
successiva determinazione n. 157 del 2013 emessa dal Capo Settore I (sotto il profilo
della incompetenza relativa);
Considerato che l’Amministrazione si costituiva per resistere al ricorso e,
preliminarmente, eccependo l’improcedibilità poiché la detta determina, oltre ad
espungere il lamentato vizio di incompetenza, avrebbe inteso svolgere un ruolo
confermativo;
Rilevato che, comunque, con deposito del 16 gennaio 2017, la parte ricorrente ha
prodotto l’esito favorevole del ricorso straordinario avverso tale ultimo
provvedimento;
Ritenuto, pertanto, il ricorso è divenuto improcedibile per sopravvenuto difetto di
interesse e che sussistono giusti motivi per compensare le spese di lite tra le parti;

P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia (Sezione Terza)
21
definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo dichiara
improcedibile.
Spese compensate.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.
Così deciso in Palermo nella camera di consiglio del giorno 20 febbraio 2017 con
l'intervento dei magistrati:
Solveig Cogliani, Presidente, Estensore
Caterina Criscenti, Consigliere
Nicola Maisano, Consigliere

IL PRESIDENTE, ESTENSORE
Solveig Cogliani

IL SEGRETARIO

2016 20 OTTOBRE PRESTIGIACOMO SETTIMA C.G.A. 00704 2015 COMUNE


PALERMO ORDINANZE URGENTI E CONTIGIBILI DURATA DELLA REQUISIZIONE

Numero 01088/2016 e data 20/10/2016

R E P U B B L I C A I T A L I A N A
CONSIGLIO DI GIUSTIZIA AMMINISTRATIVA PER LA REGIONE
SICILIANA
Adunanza delle Sezioni riunite del 6 settembre 2016

NUMERO AFFARE 00704/2015

OGGETTO:

22
.

Ricorso straordinario proposto da Prestigiacomo Settima avverso il

provvedimento Comune di Palermo 24/12/2013 n. 415 in materia di grave

carenza di posti salma;


LA SEZIONE

Vista la relazione n. 10751/327.14.8 del 5.5.2015 con cui la Presidenza della

Regione Siciliana – Ufficio legislativo e legale - ha chiesto il parere di questo

Consiglio sul ricorso straordinario indicato in oggetto;

Esaminati gli atti, relatore il Consigliere Avv. Antonino Lo Presti;

PREMESSO

Con atto depositato presso il Comune di Palermo il 18/11/2014 e

contestualmente presso l’Ufficio legislativo e legale e ritualmente notificato al

controinteressato sig. Pizzino Vincenzo, la signora Prestigiacomo Settima, in

proprio e nell’interesse dei coeredi, ha proposto ricorso straordinario per

l’annullamento dei seguenti provvedimenti:

a) ordinanza sindacale contingibile e urgente del Sindaco del Comune di

Palermo (e connessa relazione prepositiva) del 24/12/2013 prot. n. 415/2005,

adottata ex art. 50 d.lgs. n. 267/2000, avente ad oggetto l’utilizzazione delle

fosse di inumazione disponibili per la grave carenza di posti salma e per ragioni

e motivazioni meglio descritte nel corpo del provvedimento adottato “per

motivi di igiene e sanità pubblica locale”;

b) nota-provvedimento del 22/10/2014, prot. n. 857898-2014/1254 della

medesima amministrazione, attuativa dell’ordinanza sindacale di cui sopra, con

cui veniva data comunicazione dell’utilizzazione temporanea dei loculi nella

sepoltura intestata alla ricorrente.

23
Il ricorso è affidato a motivi che contestano l’ordinanza sindacale impugnata

sotto il profilo del difetto dei presupposti, della erroneità manifesta, del

travisamento dei fatti e per carenza di istruttoria.

La ricorrente lamenta anche la violazione della l. 18/8/2000 n. 267 e contesta in

buona sostanza i provvedimenti impugnati in quanto carenti di una motivazione

congrua con riguardo al fatto eccezionale del pericolo, costituito alla minaccia di

crolli del costone roccioso sovrastante il cimitero in cui è collocata la sepoltura

della ricorrente che avrebbe impedito la creazione di un nuovo spazio per la

inumazione delle salme, ed al rischio eccezionale per l’igiene e di pericolo per la

sanità pubblica, ritenuto insussistente nella fattispecie oggetto dell’ordinanza

sindacale.

Censura, inoltre, l’ordinanza sindacale impugnata, per l’assenza di un

termine finale di efficacia della stessa.

Lamenta altresì, l’eccesso di potere dell’amministrazione con riguardo al fatto

che l’ordinanza sindacale contestata disporrebbe “la requisizione dei sepolcri

(sepolture gentilizie) sui quali la proprietà dei rispettivi titolari èesclusiva, ex

artt. 952 e 956 del codice civile”, … mentre avrebbe dovuto limitarsi a disporre

l’intervento sui sepolcri sui quali i privati vantano diritti di uso ex art 1021 c.c.

Dopo il deposito del ricorso la ricorrente ha provveduto a depositare memoria

difensiva di replica alla relazione prodotta dall’Amministrazione comunale e

alcuni atti, tra i quali la nota del Comune di Palermo del 18/11/20914 n. 935839

di comunicazione dei nominativi delle salme e del periodo iniziale e finale in cui

le stesse dovevano restare allocate nei loculi della sepoltura a lei intestata; note

rese in esecuzione dell’ordinanza sindacale e della nota- provvedimento di

specificazione oggetto del gravame.

L’Ufficio legislativo regionale ha concluso per la inammissibilità del ricorso,

perché esperito avverso un atto privo del carattere della definitività contro il

24
quale, trattandosi di ordinanza contingibile e urgente in materia in cui il Sindaco

avrebbe agito quale ufficiale di governo, avrebbe dovuto essere proposto ricorso

gerarchico al Prefetto oppure ricorso giurisdizionale al Tribunale Amministrativo

Regionale.

CONSIDERATO

Il Collegio ritiene il ricorso ricevibile e ammissibile, non condividendo sul

punto le conclusioni dell’Ufficio per la ragioni di cui infra.

Nel merito lo ritiene infondato.

Come accennato in narrativa, con il ricorso in esame viene impugnata una

ordinanza contingibile e urgente adottata dal Sindaco del Comune di Palermo ai

sensi dell’art. 50 d.lgs. n. 267/2000 che qualifica la competenza dell’organo

emanante, non come ufficiale di governo” (le ordinanze del Sindaco quale

ufficiale del Governo sono contemplate dall’art. 54, d.lgs. n. 267/2000), bensì

“come rappresentante della comunità locale”.

In particolare, ai sensi dell’art. 69, o.r.e.l. (l.r. n. 16/1963) “Il Sindaco adotta

provvedimenti contingibili ed urgenti in materia di edilizia, polizia locale ed igiene

per motivi i sanità o di sicurezza pubblica”.

Per stabilire se tali provvedimenti siano adottati dal Sindaco quale

rappresentante della comunità locale ovvero quale ufficiale del Governo, occorre

considerare che l’art. 65, o.r.e.l. dispone che “Il Sindaco è capo

dell'Amministrazione comunale. È ufficiale del Governo, secondo le leggi

vigenti.”.

Per “leggi vigenti” che indicano quando il Sindaco è ufficiale del Governo, il rinvio

deve intendersi operato alle leggi statali, in quanto la competenza legislativa

esclusiva della Regione Siciliana in materia di enti locali (art. 14, lett. o) dello

statuto di autonomia di cui al r.d.lgs. n. 455/1946) non può che riguardare le

25
attribuzioni diverse da quelle statali che solo la legge dello Stato può attribuire

agli enti locali.

Devono perciò trovare applicazione gli artt. 50 e 54, d.lgs. n. 267/2000, per

individuare in quali casi, anche nella Regione Siciliana, il Sindaco agisca quale

ufficiale del Governo.

In particolare, ai sensi dell’art. 50, c. 5, d.lgs. n. 267/2000, rientra nella

competenza del Sindaco quale rappresentante della comunità locale, l’adozione

di ordinanze per emergenze sanitarie o di igiene pubblica a carattere locale

(recita il citato art. 50, c. 5: “In particolare, in caso di emergenze sanitarie o di

igiene pubblica a carattere esclusivamente locale le ordinanze contingibili e

urgenti sono adottate dal sindaco, quale rappresentante della comunità locale.

Negli altri casi l'adozione dei provvedimenti d'urgenza, ivi compresa la

costituzione di centri e organismi di referenza o assistenza, spetta allo Stato o

alle regioni in ragione della dimensione dell'emergenza e dell'eventuale

interessamento di più ambiti territoriali regionali.”).

Invece, il Sindaco quale ufficiale del Governo, ai sensi del successivo art. 54, c.

1, d.lgs. n. 267/2000:

“, sovrintende:

a) all'emanazione degli atti che gli sono attribuiti dalla legge e dai regolamenti

in materia di ordine e sicurezza pubblica;

b) allo svolgimento delle funzioni affidategli dalla legge in materia di pubblica

sicurezza e di polizia giudiziaria;

c) alla vigilanza su tutto quanto possa interessare la sicurezza e l'ordine pubblico,

informandone preventivamente il prefetto.”.

E’ di tutta evidenza, pertanto, che l’ordinanza in questione rientra tra quegli “atti

amministrativi regionali” che ai sensi dell’art. 23, c. 4 dello Statuto della Regione

Sicilia (approvato con r.d.lgs. 15/5/1946 n. 455 convertito in legge

26
costituzionale n. 2 del 26/2/1948) possono essere ”decisi dal Presidente della

Regione, sentite le Sezioni regionali del Consiglio di Stato”.

Passando quindi all’esame del merito del ricorso, il Collegio non condivide le

censure proposte dalla ricorrente che, in punto di fatto, vengono smentite

dall’articolata motivazione del provvedimento impugnato, sia con riguardo alla

sussistenza dei presupposti che ne hanno determinato la emanazione, sia con

riferimento alla denunciata assenza del termine di vigenza del provvedimento

contestato.

Con riferimento a quest’ultima censura, il Collegio osserva che il termine di

validità dell’ordinanza è chiaramente indicato nella parte dispositiva del

provvedimento ove testualmente si dice : “la procedura…dovrà essere

utilizzata per le autorizzazioni alla inumazione rilasciata nel periodo di

vigenza della presente ordinanza, ovvero fino al 31/12/2014”.

Sicché la ricorrente, che probabilmente ha valutato precedenti comportamenti

dell’Amministrazione tenuti in fattispecie analoghe, ove le relative ordinanze non

contenevano alcun termine di validità, non può oggi lamentare un vizio

(inesistente) che in verità la giurisprudenza amministrativa ha sempre

sanzionato allorquando invece difettasse l’indicazione di un termine di

efficacia.

In quei casi è stata pronunciata la illegittimità di quei provvedimenti (vedi

giurisprudenza citata dalla ricorrente) che l’ordinamento ha previsto

espressamente per assicurare, in via d’urgenza, soluzioni a gravi

problemi di igiene e sicurezza pubblica, purché adottati in una fascia

temporale ben limitata, nell’ambito della quale la P.A. deve provvedere

ad eliminare le cause che hanno imposto l’intervento d’urgenza.

Ciò, soprattutto, allorquando le misure adottate incidono su diritti soggettivi o

interessi legittimi che non possono essere compressi “sine die”.

27
Del pari infondate sono le censure di merito proposte dalla ricorrente, con

riguardo alla supposta carenza o contraddittorietà della motivazione dei

provvedimenti impugnati riferita, soprattutto, alla carenza o inesistenza dei

presupposti fattuali, identificati nel pericolo di crollo del costone roccioso

sovrastante il cimitero e nel contestuale sovraffollamento di salme nei depositi,

per l’assenza o la saturazione dei loculi esistenti.

Esaminando la motivazione (invero articolata) dell’ordinanza sindacale

censurata, il Collegio ne valuta positivamente la congruità, la coerenza e

ragionevolezza, soprattutto con riferimento a quei passaggi ove si afferma la

indisponibilità del servizio di inumazione delle salme che deve essere garantito

“con ogni mezzo disponibile” e si fa riferimento all’interesse pubblico tutelato

(salute), nei confronti del quale recedono e si affievoliscono, provvisoriamente e

per un tempo determinato, i diritti d’uso nascenti dalle concessioni ai privati su

aree che sono e rimangono di natura demaniale e non certo di proprietà privata.

Le ragioni della “crisi delle inumazioni” sono ben chiarite nel provvedimento e

attengono “alla saturazione dei campi di inumazione”, ”alla impossibilità di

svilupparne altri per problemi di sicurezza del costone roccioso e al

completamento delle procedure finalizzate alla liberazione delle sepolture

affidate con concessioni revocabili, cui si contrappone un numero di decessi che

ha fatto aumentare il fabbisogno di sepolture.”

Di contro, la ricorrente non subisce un sacrificio permanente ai diritti di uso della

sepoltura in concessione, ove si consideri viepiù la circostanza che vengono

parzialmente utilizzati loculi della sepoltura vuoti e non si procede ad alcuna

estumulazione di salme colà giacenti.

Un sacrificio, dunque, estemporaneo e peraltro subordinato, in positivo, alla

circostanza che la collocazione delle salme di estranei alla famiglia della

ricorrente per il tempo per ciascuna indicato nella nota prot. n. 935839 del

28
18.11.2014 dell’Amministrazione comunale, prodotta dalla stessa

ricorrente, “potrà essere revocata qualora fosse necessario un utilizzo

dei loculi da parte degli aventi diritto indicati nell’atto di concessione della

sepoltura in questione”.

Concludendo, il provvedimento impugnato è immune dai vizi dedotti e deve

essere confermato, seppur nei limiti temporali di efficacia indicati nella

integrazione effettuata con la nota dell’Amministrazione sopra richiamata.

P.Q.M.

Il Consiglio di Giustizia Amministrativa a sezioni riunite esprime il parere che il

ricorso debba essere respinto.

L'ESTENSORE IL PRESIDENTE
Antonino Lo Presti Rosanna De Nictolis

IL SEGRETARIO

Giuseppe Chiofalo
https://www.giustizia-
amministrativa.it/web/guest/dcsnprr?p_p_id=GaSearch_INSTANCE_2NDgCF3z
WBwk&p_p_state=normal&p_p_mode=view&_GaSearch_INST
ANCE_2NDgCF3zWBwk_javax.portlet.action=searchProvvedimenti&p_aut
h=ZBUL6cyS&p_p_lifecycle=0

2015 22 OTTOBRE C.G.A. SENTENZA 01086 AFFARE 956 DEL 2014 LUCIDO
ANTONINO ACCOLTO RICORSO 2017 17 MAGGIO N. 01353 2017
REG.PROV.COLL. RICORSO NUMERO DI REGISTRO GENERALE 2083 DEL 2013,
PROPOSTO DA: ANTONINO LUCIDO, REVOCA DELLA CONCESSIONE
CIMITERIALE DEL LOTTO N. 7/A ADOTTATO CON DETERMINA N. 40 DEL
10.5.2013

Numero 01086/2015 e data 22/10/2015

29
R E P U B B L I C A I T A L I A N A

CONSIGLIO DI GIUSTIZIA AMMINISTRATIVA PER LA


REGIONE SICILIANA
Adunanza delle Sezioni riunite del 7 luglio 2015

NUMERO AFFARE 00956/2014

OGGETTO:

Ricorso straordinario al Presidente della Regione siciliana proposto da LUCIDO


Antonino contro il comune di Isola delle Femmine per l’annullamento del
provvedimento del 30/10/13 n. 157 avente ad oggetto la ratifica della determina del
10/5/2013 n. 40 con la quale è stata dichiarata la decadenza della concessione
cimiteriale del 9 novembre 1994, lotto n. 7/A.

LA SEZIONE

Vista la relazione n. 17689/71.14.8 del 10/09/2014 con la quale la Presidenza della


Regione Sicilia – Ufficio Legislativo e Legale – ha formulato a questo Consiglio di
Giustizia Amministrativa la richiesta di parere obbligatorio sul ricorso straordinario
indicato in oggetto;
Esaminati gli atti e udito il relatore, consigliere Salvatore Virzi';

IN FATTO E DIRITTO

30
1.- Il ricorrente ha ritualmente impugnato in via straordinaria, chiedendone
l'annullamento, il provvedimento indicato in oggetto per i seguenti motivi di diritto:
a) Difetto di motivazione.
La determinazione n. 157 del 30.10.2013 con la quale è stata ratificata la determina
del 10/5/2013 n. 40 (con la quale è stata dichiarata la decadenza della concessione
cimiteriale del 9 novembre 1994, lotto n. 7/A) non conterrebbe alcuna motivazione,
limitandosi a dichiarare la ratifica del precedente atto.
b) Eccesso di potere per contraddittorietà fra la motivazione addotta ed il
comportamento precedentemente tenuto dalla P.A..
Il provvedimento di decadenza sarebbe frutto di un travisamento dei fatti ed una
lacunosa istruttoria, in quanto il ricorrente ha avviato il procedimento teso ad
ottenere il titolo abilitante alla realizzazione della cappella.
c) Eccesso di potere per difetto di motivazione in ordine all’interesse pubblico
sotteso alla revoca della concessione.
Il comune intimato non avrebbe compiutamente motivato sul pubblico interesse
all’adozione della dichiarazione di decadenza.
1.1.- L'Ufficio Legislativo e Legale ha formulato, in via principale, richiesta di
inammissibilità del gravame per violazione del principio di alternatività (avendo il
ricorrente impugnato in sede giurisdizionale il provvedimento numero 40 del 10-05-
2013), ed in via gradata l'accoglimento nel merito del ricorso siccome il comune
intimato non avrebbe correttamente esercitato il potere di auto tutela ai sensi
dell'articolo 21/nonies legge n. 241/1990.
2.- Il Consiglio in adesione all’ordine di trattazione delle questioni di rito rispetto a
quelle di merito tratteggiato da Consiglio di Stato, Adunanza Plenaria n. 3/2011 e
10/2011 (indirizzo confermato con l’Adunanza Plenaria n. 9/2014) ai sensi dell’art.
276 c.p.c. – richiamato espressamente dall’art. 76, comma 4 c.p.a. (D. Lgs. n.

31
104/2010) – pone, d’ufficio, come prioritario l’esame della questione sulla
giurisdizione.
Il rapporto intercorso tra le parti trae origine dall’atto del 9 novembre 1994,
riconducibile all'istituto del “contratto ad oggetto pubblico” e segnatamente allo
schema della “concessione-contratto” in quanto nell’unico atto (quello del 9
novembre 1994) coesiste il provvedimento concessorio (con il quale è stata attribuita
al ricorrente la disponibilità del lotto 7/A) e la convenzione di diritto privato
(attraverso la quale sono pattiziamente regolati i profili patrimoniali ed esecutivi): il
modello che viene in rilievo è caratterizzato dalla contestuale presenza di un atto
amministrativo unilaterale ed un contratto concluso tra la stessa amministrazione
concedente e il concessionario.
Con il primo la pubblica amministrazione ha disposto del bene in via autoritativa,
con il secondo sono stati regolati convenzionalmente tra le parti i profili patrimoniali
della concessione nonché gli aspetti esecutivi del rapporto: in tale schema rimane
fermo il potere dell'amministrazione di incidere unilateralmente sul provvedimento
e pertanto tra provvedimento e contratto sussiste una corrispondenza univoca, in
base alla quale il primo può condizionare l'esistenza del secondo ma non viceversa;
l'annullamento o la revoca del provvedimento amministrativo può, dunque, incidere
in via derivata sul contratto, senza tuttavia che le vicende relative al contratto
possano riverberare effetti sul provvedimento concessorio.
Così descritto il rapporto instaurato tra le parti, l'originaria determinazione numero
40 del 10-05-2013 va correttamente qualificata come espressione del generale potere
di auto tutela così come disciplinato dagli articoli 21/quinquies e 21/nonies legge n.
241/1990: in particolare, alla stregua del concreto modo di atteggiarsi dell'esercizio
di tale potere questo Consiglio ritiene di dover accedere allo schema all'articolo
21/quinquies della legge n. 241/1990 che al comma 1 stabilisce che “Per sopravvenuti
motivi di pubblico interesse ovvero nel caso di mutamento della situazione di fatto non prevedibile

32
al momento dell'adozione del provvedimento o, salvo che per i provvedimenti di autorizzazione o di
attribuzione di vantaggi economici, di nuova valutazione dell'interesse pubblico originario, il
provvedimento amministrativo ad efficacia durevole può essere revocato da parte dell'organo che lo
ha emanato ovvero da altro organo previsto dalla legge. La revoca determina la
inidoneità del provvedimento revocato a produrre ulteriori effetti. Se la revoca comporta pregiudizi
in danno dei soggetti direttamente interessati, l'amministrazione ha l'obbligo di provvedere al loro
indennizzo”.
Infatti, il comune intimato sulla base di determinate circostanze di fatto (la mancata
utilizzazione del lotto di terreno) ha ritenuto di procedere ad una nuova valutazione
dell’interesse pubblico originario, approdando alla conclusione della prevalenza
dell’interesse pubblico (a che altri dispongano del lotto di terreno) rispetto al
recessivo interesse del privato che attraverso l’inerzia protratta nel tempo avrebbe
“ipso facto” dimostrato di non avere più interesse alla realizzazione dello scopo
originario.
Rebus sic stantibus, la giurisdizione si appartiene al giudice amministrativo, sia
perché la configurabilità del rapporto come “concessorio” attrae la controversia ai
sensi dell’art. 133, lett. b), c.p.a. (D. Lgs. n. 104/2010) nell’ambito della sua
giurisdizione esclusiva, sia perché, in ogni caso, la controversia rientrerebbe nella sua
giurisdizione generale di legittimità avendo ad oggetto la legittimità dell’esercizio del
potere di autotutela a fronte del quale la posizione giuridica del privato è di interesse
legittimo.
3.- Il Consiglio reputa, a tal punto, opportuno concentrare la propria attenzione
sull’ulteriore questione preliminare di inammissibilità del gravame per (presunta)
violazione del principio di alternatività sancito dall'articolo 8 del d.P.R. 1199/1971
(“Contro gli atti amministrativi definitivi è ammesso ricorso straordinario al Presidente della
Repubblica per motivi di legittimità da parte di chi vi abbia interesse. Quando l'atto sia stato
impugnato con ricorso giurisdizionale, non è ammesso il ricorso straordinario da parte dello stesso

33
interessato”), sollevata dall’ufficio riferente e fondata sulla pendenza di ricorso
giurisdizionale innanzi al tribunale amministrativo regionale per la Sicilia, Palermo,
proposto per l'annullamento dell'originario provvedimento di decadenza della
concessione cimiteriale numero 40 del 10-05-2013.
Pertanto, il provvedimento di decadenza del 10-05-2013 risulta in atto impugnato in
sede giurisdizionale, mentre il provvedimento numero 157 del 30-10-2013 – avente
ad oggetto la ratifica dell'originario provvedimento di decadenza del 10-05-2013 –
risulta impugnato in via straordinaria e posto all'attenzione di questo Consiglio;
l'eccezione, tuttavia, non ha pregio giuridico in quanto occorre considerare che
nell'ambito del generale istituto della convalescenza dell'atto amministrativo l'ipotesi
della ratifica risulta essere una particolare “species” di tale genus, avendo ad oggetto
il particolare caso in cui il provvedimento da convalidare sia affetto dal vizio di
incompetenza relativa; in tal caso è ormai pacifico che la pubblica amministrazione
possa provvedere ad effettuare il salvataggio del provvedimento viziato da
incompetenza attraverso un successivo atto adottato dall'organo competente,
motivando espressamente sulla esistenza del vizio da sanare e sulla volontà di voler
provvedere a tale sanatoria. Il particolare effetto del provvedimento ratificante è
quello della efficacia ex tunc, cioè di svolgere effetto fin dal momento in cui è stato
adottato l'atto ratificato.
Dal punto di vista processuale, dunque, non si è in presenza di due diversi
provvedimenti (l’atto viziato e l’atto ratificante) bensì di uno solo, in quanto l'atto
avente ad oggetto la ratifica si salda giuridicamente con l'atto originario esplicando
effetti unitari fin dal momento in cui è stato adottato l'atto successivamente
sottoposto al potere di ratifica (a condizione che l'effetto utile sia giuridicamente
ancora possibile non essendo intervenuto alcun provvedimento giurisdizionale di
annullamento dell'atto viziato); da tale conclusione scaturisce l'inevitabile corollario
che il ricorso straordinario ha impugnato l'unitario provvedimento risultante dalla

34
giuridica fusione dei due diversi atti con l'effetto che non sussistono i presupposti
(impugnativa del medesimo atto davanti a due diversi giudici) che fondano l’ipotesi
di inammissibilità prevista dall’art. 8 del d.P.R. 1199/1971: il ricorso è pertanto
ammissibile e può essere scrutinato nel merito.
4.- Il ricorso è complessivamente fondato e va accolto.
4.1.- Il punto 5 della concessione-contratto del 9 novembre 1994 nel disciplinare i
tempi di realizzazione della tomba di famiglia stabilisce: « i lavori di costruzione della
bomba dovranno essere iniziati immediatamente e dovranno procedere in modo da risultare
perfettamente compiuti entro il termine massimo di mesi 36 dalla data odierna in caso di ritardo
dell'ultimazione dell'opera rispetto al detto termine di mesi 36, la giunta comunale avrà facoltà di
concedere una proroga fino al limite di ulteriori 12 mesi, previo pagamento, da parte dei
concessionari, di una somma pari ad un sesto del corrispettivo globale della concessione, escluse le
spese di contratto e registrazione. Se l'inadempienza dovesse perdurare oltre la scadenza del termine
prorogato o non prorogato, l'amministrazione sarà in diritto di dichiarare la decadenza della
presente concessione rimborsando soltanto due terzi del corrispettivo globale della concessione
dell’area, sempre escluse le spese di contratto e di registrazione, escluse anche quelle eventuali per
lavori eseguiti ».
A giudizio di questo Consiglio emerge dal substrato motivazionale della revoca
impugnata un profilo di insufficienza della motivazione – come rilevato a pag. 6 del
ricorso in disamina – in quanto in essa non è rappresentata l’attualità dell’interesse
pubblico tenuto conto che la “concessione-contratto” risale all’anno 1994 e che la
scadenza dei tre anni per il completamento dell’opera è scaduto, a sua volta,
nell’anno 1997; in altri termini, non spiega il provvedimento impugnato perché ha
ritenuto di esercitare (solo) nell’anno 2013 il potere di autotutela del quale in astratto
avrebbe potuto avvalersi almeno a far data l’anno 1997 e cioè 16 anni prima.
Sotto diverso profilo va rilevato che il ricorrente ha avviato il procedimento
amministrativo finalizzato ad ottenere la concessione edilizia (v. istanza

35
dell’11.06.1997), ottenendo i favorevoli pareri sia della Soprintendenza BB.CC.AA.
(del 19.11.1997) che della Commissione edilizia comunale (del 21.04.1998), ma il
comune non ha mai definito il procedimento rilasciando, come avrebbe dovuto ed
era suo preciso obbligo, la concessione edilizia.
In tale intreccio di comportamenti – che vanno letti alla luce del generale principio
di buona fede – seppur è vero che il ricorrente è rimasto inerte di fronte alla mancata
adozione della concessione edilizia, è tuttavia altrettanto indubbio che il comune ha
passivamente tollerato il trascorrere del tempo (oltre 16 anni) senza mai nulla
eccepire; nel momento in cui il comune ha (finalmente) messo mano alla pratica,
dunque, sarebbe stato più corretto ed improntato a buona fede l’immediato rilascio
della concessione edilizia e non procedere, come invece ha fatto, alla revoca della
concessione cimiteriale.
Infatti, non v’è chi non avverta come l’inerzia del privato, cioè la mancata
realizzazione della tomba di famiglia nei tempi indicati nella concessione-contratto
del 9 novembre 1994, trova comunque giustificazione nella mancanza della
concessione edilizia mai rilasciata dall’ente; il ricorrente non avrebbe (legalmente)
potuto avviare i lavori senza il previo ottenimento della concessione edilizia e tale
circostanza (factum principis) esime il medesimo da ogni responsabilità
comportamentale con l’effetto che sono fondati il secondo e terzo motivo di
gravame e vanno accolti e dichiarata l’illegittimità del provvedimento impugnato che
va, conseguentemente, annullato.
P.Q.M.
Esprime il parere che il ricorso debba essere accolto.

L'ESTENSORE IL PRESIDENTE
Salvatore Virzi' Claudio Zucchelli

36
IL SEGRETARIO
Giuseppe Chiofalo

2015 4 SETTEMBRE TAR PALERMO N. 02108 2015 REG.PROV.COLL. N. 02066


2015 REG.RIC. ORDINANZE URGENTI E CONTIGIBILI REQUISIZIONE LOCULI
CIMITERIALI Giuseppa Ruggeri,

N. 02108/2015 REG.PROV.COLL.

N. 02066/2015 REG.RIC.

R E P U B B L I C A I T A L I A N A

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia

(Sezione Terza)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

in forma semplificata ex art. 60 cod. proc. amm.;

sul ricorso numero di registro generale 2066 del 2015, proposto da:

Giuseppa Ruggeri, rappresentataa e difesa dagli avv. Giovanni Immordino,

Giuseppe Immordino e Giuseppe Nicastro, con domicilio eletto presso lo studio

dell’avv. Giovanni Immordino sito in Palermo, Via Liberta', 171;

contro

37
Comune di Palermo;

per l'annullamento

- dell’ordinanza contingibile ed urgente n. 323/OS del 19.12.2014 adottata ai

sensi dell’art. 50 D.Lgs. n. 267/2000 dal Vice Sindaco del Comune di Palermo;

- del provvedimento del 14.5.2015 n. 386872 Dir. e n. Cron. 2015/493 adottato

dal Comune di Palermo, Area della Partecipazione, Decentramento, Servizi al

Cittadino e Mobilità Settore Servizi alla Collettività - Impianti cimiteriali, con il

quale si dispone l’occupazione temporanea dei loculi in concessione all’odierna

ricorrente sez. 203 lotto 29 presso il Cimitero di Santa Maria dei Rotoli;

- (ove e per quanto di ragione) della nota n. 492514 Dir. Del 18.6.2015 n. Cron.

2015/554 di comunicazione dell’utilizzo temporaneo della sepoltura fino al

7.5.2018;- nonché degli atti tutti presupposti, connessi e consequenziali.

Visti il ricorso e i relativi allegati;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nella camera di consiglio del giorno 21 luglio 2015 il cons. Nicola

Maisano e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

Sentite le stesse parti ai sensi dell'art. 60 cod. proc. amm.;

Con ricorso notificato in data 24 giugno 2015, e depositato il successivo 25

giugno, la ricorrente ha impugnato i provvedimenti indicati in epigrafe

deducendo diverse censure di violazione di legge ed eccesso di potere e

sostenendo in sostanza che l’amministrazione comunale intimata avrebbe

adottato i provvedimenti impugnati, aventi la natura di ordinanze contingibili ed

urgenti, in assenza dei necessari presupposti per l’adozione di tal genere di

provvedimenti.

38
Alla Camera di Consiglio fissata per la trattazione della domanda cautelare,

proposta in seno al ricorso, la controversia è stata posta in decisione.

In via preliminare il Collegio ritiene che il giudizio possa essere definito con

sentenza in forma semplificata emessa, ai sensi dell’art.60 cod. proc. amm.,

adottata in esito alla camera di consiglio per la trattazione dell’istanza cautelare,

stante l’integrità del contraddittorio e l’avvenuta, esaustiva, trattazione delle

tematiche oggetto di giudizio; possibilità espressamente indicata alle parti, dal

Presidente del Collegio, in occasione dell’adunanza camerale fissata per la

trattazione della domanda cautelare.

Il Collegio non può non rilevare come i provvedimenti impugnati si pongano in

linea di continuità con altre analoghe determinazioni adottate dallo stesso

Comune di Palermo, in relazione alla medesima vicenda, impugnate dinanzi a

questo T.A.R. ed annullate con svariate sentenze, fin dal 2013 (T.A.R. Sicilia,

sede di Palermo, sez: III n. 2339/2013 o, tra le più recenti, n. 593/2015 e n.

1616/2015), alcune delle quali peraltro richiamate nello stesso ricorso.

Nonostante le numerose inequivocabili pronunzie rese da questo Tribunale,

sopra richiamate, i cui principi sono stati confermati dal parere del C.G.A. n.

310/2015, citato in ricorso, il Sindaco di Palermo ha ineffabilmente continuato

ad adottare provvedimenti di requisizione temporanea dei loculi esistenti presso

sepolture private del cimitero dei Rotoli, in assenza dei necessari presupposti di

contingibilità ed urgenza per l’adozione di provvedimenti contingibili ed urgenti,

stante la più che decennale situazione di carenza di loculi e l'inesistenza, ad oggi,

di concrete iniziative di natura ordinaria per porvi rimedio.

Pertanto non possono non essere richiamate le motivazioni di tali sentenze –

che, peraltro l’Amministrazione intimata non può non conoscere, essendo stata

parte nelle relative controversie e riguardando provvedimenti del tutto

sovrapponibili a quelli oggetto della presente controversia - nelle quali non solo

39
vengono analiticamente indicate le ragioni per le quali i provvedimenti

contingibili ed urgenti adottati dal Comune nella vicenda per cui è causa sono

privi dei necessari presupposti di legge, ma viene anche rilevato che la loro

continua reiterazione costituisce una grave ed ingiustificata lesione al principio

di legalità.

In conclusione il ricorso è fondato e deve essere accolto e, per l’effetto, annullati

i provvedimenti impugnati.

Le spese di giudizio seguono la soccombenza e vengono liquidate come in

dispositivo.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia (Sezione Terza),

definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie

e per l’effetto annulla i provvedimenti impugnati.

Condanna il Comune di Palermo al pagamento delle spese di giudizio che liquida,

in favore della ricorrente, in €. 1.500,00 (millecinquecento), oltre rifusione del

contributo unificato ed accessori di legge.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.

Così deciso in Palermo nella camera di consiglio del giorno 21 luglio 2015 con

l'intervento dei magistrati:

Calogero Ferlisi, Presidente

Nicola Maisano, Consigliere, Estensore

Aurora Lento, Consigliere

L'ESTENSORE IL PRESIDENTE

40
DEPOSITATA IN SEGRETERIA

Il 04/09/2015

IL SEGRETARIO

(Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)

2015 16 GENNAIO PALERMO CIMITERO SENTENZA T.A.R. 455 2015


GRAVE CARENZE POSTI SALMA ILLEGITTIMA ORDINANZA URGENTE E
CONTIGIBILE REQUISIZIONE LOCULI

N. 00455/2015 REG.PROV.COLL.

N. 00027/2013 REG.RIC.

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia

(Sezione Terza)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

sul ricorso numero di registro generale 27 del 2013, integrato da motivi aggiunti,

proposto da:

Angela Maria Rizzo, Luciana Rizzo, Giovanni Rizzo, rappresentati e difesi, per

procura a margine del ricorso, dall'avv. Diego Marcello Fecarotti, presso il cui

studio in Palermo, viale Lazio, n. 36, sono elettivamente domiciliati;

contro

41
Comune di Palermo, in persona del Sindaco pro tempore, rappresentato e difeso,

per determinazione dirigenziale n. 20 dell’11 gennaio 2013 e procura in calce

alla copia notificata del ricorso, dall'avv. Ezio Tomasello, elettivamente

domiciliato presso l’ufficio legale comunale in piazza Marina, n. 39

nei confronti di

Vaccaro Francesco e Giuffrida Sebastiano, non costituitisi in giudizio;

per l'annullamento

quanto al ricorso principale:

- del provvedimento prot. n. 723647 dell'11 ottobre 2012 relativo a due loculi

facenti parte del sepolcro di cui alla concessione cimiteriale della Sez. 185

Bis/Ampl. Lotto 132 del cimitero dei Rotoli;

- dell'ordinanza sindacale n. 111 del 28.6.12;

- per quanto possa occorrere delle ordinanze sindacali n. 163 del 26 giugno

2008, n. 401/11 e 48/12;

- nonchè di ogni altro atto presupposto connesso o conseguenziale;

nonchè per l'accertamento e la declaratoria dell'illegittimità ed illiceità della

condotta posta in essere dall'Amministrazione intimata;

quanto al ricorso per motivi aggiunti:

- del provvedimento di cui alla nota prot. n 919424 del 28/12/2012, notificato

in data 7 gennaio 2013 al domicilio della sola ricorrente Rizzo Angela Maria,

avente ad oggetto «Utilizzo temporaneo di loculi nella sepoltura sez. 185

BIS/AMPL Lotto 132 in esecuzione dell'ordinanza sindacale n. 283 del

17/12/2012» con il quale, con decorrenza dal 17/01/2013, è stato disposto di

collocare (rectius: tumulare) n. 3 loculi della stessa sepoltura le salme di

altrettanti defunti destinati alla inumazione nel Cimitero S.M. dei Rotoli;

- dell'ordinanza Sindacale n. 283 del 17/12/2012 non notificata ai ricorrenti ed

avente ad oggetto "grave carenza posti salma - ordinanza contingibile e urgente

42
per motivi di igiene e sanità pubblica locale - art. 50 D.Lgs.vo 267/2000 ", con

la quale il Sindaco di Palermo ha ordinato che, per il periodo di vigenza

dell'ordinanza sindacale n. 163 del 26/06/2008 e successive modifiche, venga

disposto lo stazionamento delle salme in attesa di inumazione nel cimitero di

S.M. dei Rotoli nei loculi delle sepolture private ricadenti nello stesso cimitero

che siano liberi, disponibili ed utilizzabili, con la contestuale sospensione per il

solo periodo indicato delle relative concessioni private "per la sola parte dei loculi

disponibili e non utilizzati alla data della presente ordinanza", con ciò

sostanzialmente confermando la precedente ordinanza sindacale n. 111 del

28/06/2012 già impugnata dai ricorrenti;

- degli atti tutti già impugnati con il ricorso principale in quanto costituenti atti

presupposti;

- di ogni altro atto, parere o provvedimento, presupposto connesso o

consequenziale, compreso l'elenco cronologico delle sepolture disponibili da

utilizzare, in esecuzione delle ordinanze sindacali impugnate, in ragione delle

effettive necessità, da quella di più recente costruzione a quella più remota,

elenco allo stato ancora non conosciuto;

nonché per l’accertamento e la declaratoria del diritto dei ricorrenti alla

restituzione o al rilascio del sepolcro e dei loculi illegittimamente occupati

dall'Amministrazione comunale in uno al pieno ripristino della concessione

cimiteriale relativa alla sez. 185 Bis/Ampi. Lotto 132 nel Cimitero di Santa Maria

dei Rotoli illegittimamente sospesa.

Visti il ricorso, i motivi aggiunti e i relativi allegati;

Visti l'atto di costituzione in giudizio e le memorie del Comune di Palermo;

Visti tutti gli atti della causa;

43
Relatore nell'udienza pubblica del 16 gennaio 2015 il consigliere Aurora Lento e

uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

Ritenuto e considerato.

FATTO

Con ricorso, notificato il 21 dicembre 2012 e depositato il 4 gennaio 2013, i

signori Rizzo Angela Maria, Rizzo Luciana e Rizzo Giovanni hanno chiesto

l’annullamento, previa sospensiva e vinte le spese:

- del provvedimento, di cui alla nota prot. n. 723647 dell'11 ottobre 2012, con

il quale il responsabile del servizio cimiteriale del Comune di Palermo ha disposto

l’utilizzo temporaneo di loculi della propria sepoltura ubicata nel cimitero S.M.

dei Rotoli,

- della presupposta ordinanza contingibile e urgente n. 111 del 28 giugno 2005

con la quale il Sindaco ha sospeso alcune concessioni private ricadenti in tale

cimitero.

Hanno dedotto i seguenti motivi:

1) Violazione e falsa applicazione dell’art. 50, comma 5, del d.lgs.vo n.

267/2000. Eccesso di potere sotto il profilo del difetto dei presupposti e dello

sviamento. Carenza di motivazione.

2) Violazione e falsa applicazione dell’art. 7 della l. n. 2248/1865 all. E.

Incompetenza del Sindaco.

3) Violazione e falsa applicazione di legge in relazione al termine di durata.

4) Violazione e falsa applicazione del DPR n. 285/1990. Eccesso di potere.

Si è costituito in giudizio il Comune di Palermo, che ha depositato una memoria

con la quale ha chiesto il rigetto del ricorso, poiché infondato, vinte le spese.

Con ricorso per motivi aggiunti, notificato il 6 marzo 2013 e depositato il giorno

20 successivo, è stato chiesto l’annullamento dei provvedimenti indicati in

44
epigrafe, con i quali è stato ulteriormente disposto l’utilizzo di loculi della

sepoltura dei ricorrenti.

Sono state dedotte censure identiche a quelle di cui al ricorso introduttivo.

Il Comune di Palermo ha depositato una memoria con la quale ha chiesto il

rigetto del ricorso per motivi aggiunti, poiché infondato, vinte le spese.

Alla pubblica udienza del 16 gennaio 2015, su conforme richiesta dei difensori

delle parti presenti come da verbale, il ricorso è stato posto in decisione.

DIRITTO

Il ricorso, come ritenuto in una pluralità di precedenti della sezione relativi a

fattispecie identiche a quella in esame (ex plurimis sentenza n. 1889 del 16 luglio

2014 e n. 2339 del 2 dicembre 2013), dai quali non si ravvisano ragioni per

discostarsi, è fondato sotto l’assorbente profilo della indeterminatezza del

termine di durata dei provvedimenti impugnati.

L’ordinanza sindacale, che costituisce il presupposto della concreta utilizzazione

dei loculi ubicati nella sepoltura dei ricorrenti, non indica, infatti, con certezza il

limite temporale della sua efficacia, come, invece, avrebbe dovuto, trattandosi

di un atto contingibile e urgente.

Il presunto limite di efficacia temporale nella stessa indicato rappresenta, in

particolare, un enunciato meramente formale, in quanto il contenuto

dell’ordinanza è stato più volte prorogato dall’Amministrazione comunale e gli

effetti risultano comunque ancorati al periodo di vigenza della precedente (i.e.

la n. 163/2008) anch’essa più volte prorogata.

Invero, è noto che tali atti costituiscono provvedimenti extra ordinem, in quanto

derogano al principio di tipicità dei provvedimenti amministrativi, al fine di

consentire alla P.A. di sopperire a situazioni straordinarie ed urgenti non

fronteggiabili con l’uso dei poteri autoritativi ordinari.

45
Elemento indefettibile di tali atti è, però, la precisa indicazione del limite

temporale di efficacia, in quanto solo in via temporanea può essere consentito

l’uso di strumenti extra ordinem, che permettono la compressione di diritti ed

interessi privati con mezzi diversi da quelli tipici indicati dalla legge.

Applicando tali principi alla vicenda per cui è causa, è errata, in punto di diritto,

la prospettazione alla base dei provvedimenti impugnati, secondo la quale le

ordinanze contingibili ed urgenti non devono essere necessariamente

temporanee.

Pur essendo indubbio che il limite temporale di tali provvedimenti deve essere

adeguato al rischio da fronteggiare, nel senso che deve essere rapportato al

tempo necessario per fronteggiarlo attraverso gli strumenti ordinari, che devono

essere attivati nel più breve tempo possibile, non può ammettersi che la loro

efficacia perduri sino alla data di risoluzione del problema generale da cui il

rischio è scaturito, qualora la stessa sia del tutto incerta.

In altri termini la contingibilità del provvedimento deve essere rapportata al

tempo necessario per fronteggiare il rischio con mezzi ordinari e non a quello –

necessariamente più lungo ed indeterminato – necessario per la soluzione a

regime della vicenda che ha determinato il rischio.

Diversamente opinando le ordinanze contingibili ed urgenti diverrebbero degli

strumenti del tutto generici e, in ultima analisi, arbitrari, con grave

compromissione del principio di legalità.

Concludendo, assorbiti gli ulteriori motivi, il ricorso è fondato e deve essere

accolto, con conseguente annullamento degli atti impugnati nei limiti di interesse

e quindi nella misura in cui incidono negativamente sui benefici derivanti dalla

concessione di sepolcro in favore dei ricorrenti.

46
Le spese liquidate come in dispositivo vengono poste a carico del Comune di

Palermo che ha adottato gli atti impugnati. Compensate con i controinteressati

non costituitisi.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia (Sezione Terza)

definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie

e, per l’effetto, annulla i provvedimenti impugnati.

Condanna il Comune di Palermo al pagamento delle spese del presente giudizio

liquidate in € 2.000,00, oltre spese e accessori se e in quanto dovuti.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.

Così deciso in Palermo nella camera di consiglio del giorno 16 gennaio 2015 con

l'intervento dei magistrati:

Nicola Maisano, Presidente FF

Aurora Lento, Consigliere, Estensore

Lucia Maria Brancatelli, Referendario

L'ESTENSORE IL PRESIDENTE

DEPOSITATA IN SEGRETERIA

Il 13/02/2015

IL SEGRETARIO

2016 3 MAGGIO TAR PALERMO COMUNE PALERMO ORDINANZE URGENTI E


CONTIGIBILI N. 01086 2016 REG.PROV.COLL N. 02115 2010

47
REG.RIC. Vincenzo Caramanna e Antonio Brancato, 2014 12 AGOSTO TAR
SENTENZA 2181 TRICOMI AMOROSO ZACCARIA BUSI ACIERNO BUSACCA

R E P U B B L I C A I T A L I A N A
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia
(Sezione Seconda)

ha pronunciato la presente
SENTENZA

sul ricorso numero di registro generale 2115 del 2010, integrato da motivi

aggiunti, proposto da Vincenzo Caramanna e Antonio

Brancato, rappresentati e difesi dagli avv. Alessandro Palmigiano, Licia

Tavormina, con domicilio eletto presso lo studio del primo, sito in Palermo, via

Wagner n.9;

contro

- il Comune di Palermo, in persona del Sindaco pro tempore, rappresentato e

difeso dall'avv. Ezio Tomasello, con domicilio eletto presso l’Avvocatura della

medesima Amministrazione sita in Palermo, piazza Marina n. 39;

nei confronti di

- Gesip s.p.a., in persona del legale rappresentante pro tempore, non costituita

in giudizio;

per l'annullamento

a) quanto al ricorso introduttivo:

- dell’ordinanza sindacale n. 301 del 3 settembre 2010 avente ad oggetto

la carenza dei posti salma;

- di tutti gli atti preordinati, connessi e consequenziali;

b) quanto al ricorso per motivi aggiunti:

- dell’ordinanza sindacale n. 27 del 3 febbraio 2011 avente ad oggetto la carenza

dei posti salma;

48
- di tutti gli atti preordinati, connessi e consequenziali.

Visti il ricorso, i motivi aggiunti e i relativi allegati;

Visti l'atto di costituzione in giudizio del Comune di Palermo;

Viste le memorie difensive;

Visti gli atti tutti della causa;

Relatore il dott. Giuseppe La Greca;

Udito nell’udienza pubblica del 28 gennaio 20156 il procuratore della parte

ricorrente come specificato nel verbale; nessuno presente per il Comune di

Palermo;

Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.

FATTO e DIRITTO

Con il ricorso introduttivo i ricorrenti, titolari a diverso titolo di concessione di

diritto di sepoltura, hanno impugnato l’ordinanza del Sindaco di Palermo n.

301 del 3 settembre 2010 con la quale è stato disposto, ai sensi dell’art. 50

del d. lgs. n. 267 del 2000, in attesa dell’inumazione delle salme presso le fosse

assegnate, la relativa allocazione nei loculi di sepoltura privata per il periodo

necessario all’ultimazione dei lavori di messa in sicurezza del costone

roccioso di Monte Pellegrino che inibisce l’utilizzo dei campi nelle zone

“A” e “B”.

Il ricorso si articola in tre motivi di doglianza con i quali si deducono i vizi così

rubricati:

1) Violazione e falsa applicazione degli artt. 50 e 54 del d. lgs. n. 267 del 2000;

eccesso di potere sotto vari profilo ed incompetenza. Sostiene parte ricorrente

che non sussisterebbe nessuna situazione di effettivo pericolo di danno grave ed

imminente per l’incolumità pubblica che legittimerebbe l’adozione

49
dell’ordinanza contingibile ed urgente per motivi sanitari secondo

quanto previsto dall’art. 50 del d. lgs. n.2 67 del 2000;

2) Violazione dell’art. 3 della l. n. 241 del 1990 ed eccesso di potere sotto diversi

ulteriori profili poiché il provvedimento impugnato sarebbe stato adottato

in assenza di un’adeguata e preventiva istruttoria, ciò che si ripercuote anche

sulla motivazione dello stesso rendendola, in tesi, difettosa;

3) Violazione e falsa applicazione del d. lgs. n. 267 del 2000 ed eccesso di potere

per difetto di presupposto e sviamento. L’ordinanza impugnata è priva del

termine finale di efficacia, requisito indispensabile per la sua validità.

Con successiva ordinanza n. 27/2011, l’Amministrazione ha reiterato il

provvedimento contingibile ed urgente e, a differenza, della prima ordinanza, ne

ha limitato la durata al periodo di vigenza di un’ulteriore ordinanza (n. 414/2010)

al cui contenuto ha rinviato.

Tale ordinanza n. 27/2011 è stata impugnata con ricorso per motivi aggiunti ed

avverso la stessa sono state reiterate le censure già rivolte avverso il primo

provvedimento. Con riferimento a siffatto termine di efficacia dell’ordinanza,

parte ricorrente ha dedotto che l’ordinanza n. 414/2010 altro non sarebbe che

un provvedimento di proroga di un’ulteriore altra precedente ordinanza (n.

163/2008).

Si è costituito il Comune di Palermo il quale, con distinte memorie, ha chiesto il

rigetto dei due ricorsi. La parte pubblica ha eccepito la carenza di interesse alla

coltivazione della domanda di annullamento considerata l’assenza di effetti, allo

stato, delle ordinanze nei confronti dei ricorrenti ed in relazione alla presunta

carenza, nei loro confronti, di danni o limitazioni dei diritti.

In relazione al censurato difetto di motivazione ha chiesto farsi applicazione del

disposto di cui all’art. 21-octies l. n. 241 del 1990 ed ha comunque chiesto il

rigetto dell’intero gravame.

50
All’udienza pubblica del 28 gennaio 2016, presente il procuratore di parte

ricorrente che si è riportato alle già rassegnate domande e conclusioni, il ricorso,

su richiesta dello stesso, è stato trattenuto in decisione.

In primo luogo rileva il Collegio, in relazione all’eccezione pregiudiziale sollevata

dalla difesa del Comune resistente, che non è dubitabile l’interesse dei ricorrenti

alla proposizione del presente gravame, a fronte di un provvedimento, quale

quello impugnato, che incide unilateralmente sui benefici derivanti da atti

concessori precedentemente adottati in suo favore (in termini, T.A.R. Sicilia,

Palermo, n. 2180 del 2014).

Ciò premesso, ritiene il Collegio che non ci siano ragioni per discostarsi da quanto

deciso da questo Tribunale in relazione a vicende analoghe a quella oggetto

dell’odierno giudizio (cfr. tra le diverse

Sentenza n. 280 del 2014, qui richiamata ai sensi dell’art. 74 cod.proc. amm.).

Il ricorso merita dunque accoglimento in ragione della fondatezza della censura

articolata da parte ricorrente secondo la quale i provvedimenti impugnati non

indicano, con certezza, il limite temporale della loro efficacia, come avrebbero

dovuto, rientrando nel novero delle ordinanze contingibili ed urgenti.

E’ noto che tali atti costituiscono una sorta di provvedimenti extra ordinem, in

quanto derogano al principio di tipicità che normalmente presiede alla adozione

dei provvedimenti amministrativi, al fine di consentire alla P.A. di sopperire a

situazioni straordinarie ed urgenti che non potrebbero essere efficacemente

fronteggiate attraverso l’uso dei poteri autoritativi ordinariamente previsti in

capo all’amministrazione.

La giurisprudenza della Corte Costituzionale e del Giudice Amministrativo ha

però individuato dei precisi limiti che devono comunque essere rispettati

nell’adozione di tali atti, al fine di evitare che tale strumento, che si pone già ai

limiti del principio di legalità - sul quale è fondato l’intero Ordinamento - possa

51
legittimare atti slegati da alcun paradigma normativo con effetti pesantemente

incidenti sulla realtà fattuale e giuridica.

Anche a volere seguire le ricostruzioni giurisprudenziali più estensive, secondo

le quali l’adozione delle ordinanze contingibili ed urgenti è giustificata anche a

fronte di situazioni determinatesi a seguito di una colpevole inerzia della stessa

amministrazioni – in quanto condizione che non fa venir meno l’emergenza che,

in ipotesi, si è venuta a determinare – costituisce, ai fini che interessano, limite

invalicabile di tali atti la loro temporaneità, attraverso l’indicazione di una data

certa oltre la quale perdono efficacia.

La necessità di tale limite temporale è connessa non soltanto alla stessa natura

“contingibile” degli atti di cui si discute, ma all’ancora più pregnante rilievo che

solo in via temporanea può essere consentito l’uso di strumenti extra ordinem,

che permettono la compressione di diritti ed interessi privati con mezzi diversi

da quelli tipici indicati dalla legge.

Nel nostro ordinamento per gli interventi non temporanei, nei limiti

strettamente necessari, l’amministrazione deve provvedere attraverso

gli ordinari strumenti specificatamente ed analiticamente disciplinati

dalla legge.

Applicando tali principi alla vicenda per cui è causa, è errata, in punto di diritto,

la tesi articolata dalla difesa del Comune, e posta a fondamento del

provvedimento impugnato, secondo la quale le ordinanze contingibili ed urgenti

non devono essere necessariamente temporanee; certamente il limite temporale

di tali provvedimenti deve essere adeguato al rischio da fronteggiare, ma nel

senso che deve essere rapportato al tempo necessario per fronteggiarlo,

attraverso gli strumenti ordinari, che devono essere attivati nel più breve tempo

possibile, e non in attesa che venga risolto il problema generale da cui il rischio

è scaturito, in tempi del tutto incerti.

52
Non è superfluo ricordare come l’emergenza cimiteriale del Comune di Palermo

abbia radici ben più remote rispetto a quelle che le ordinanze impugnate

mostrano, come peraltro si evince dalla stessa memoria del Comune allorché fa

riferimento all’ormai datata requisizione del cimitero di S.Orsola appartenente

all’Ente Camposanto di S. Spirito, ciò che conferma che il carattere di

contingibilità della decisione è del tutto difettoso poiché non rapportato al tempo

necessario per fronteggiare il rischio con mezzi ordinari ma a quello –

necessariamente più lungo ed indeterminato – necessario per la soluzione a

regime della vicenda che ha determinato il rischio.

Tali conclusioni non sono infirmate dalla formale previsione nella seconda delle

ordinanze impugnate di un termine di efficacia della stessa. Deve convenirsi con

la parte ricorrente nel senso di ritenere quel termine sostanzialmente fittizio

poiché agganciato alle previsioni di un’ulteriore precedente ordinanza che, a sua

volta, ne aveva prorogata un’altra ulteriormente anteriore. Circostanza, questa,

che rende il limite temporale quantomeno incerto e, dunque, inidoneo a

preservare l’ordinanza immune dalla censura prospettata.

Da ultimo, quanto al difetto d’istruttoria ed al correlato difetto di motivazione,

non può accedersi alla tesi di parte resistente volta a suffragare l’applicabilità a

siffatto caso del disposto di cui all’art. 21-octies della l. n. 241 del 1990.

Sul punto, deve essere osservato che il difetto di motivazione nel provvedimento

impugnato non può essere in alcun modo assimilato alla violazione di norme

procedimentali o ai vizi di forma, costituendo la motivazione del provvedimento,

ai sensi dell'art. 3, l. 7 agosto 1990 n. 241, il presupposto, il fondamento, il

baricentro e l'essenza stessa del legittimo esercizio del potere amministrativo e,

per questo, un presidio di legalità sostanziale insostituibile, nemmeno mediante

il ragionamento ipotetico che fa salvo, ai sensi dell'art. 21-octies, comma 2, cit.

l. n. 241 del 1990, il provvedimento affetto dai c.d. vizi non invalidanti (ciò che

53
rende inammissibile la motivazione postuma addotta dall'amministrazione in

sede giudiziale).

Alla luce delle suesposte considerazioni il ricorso introduttivo ed i correlati motivi

aggiunti devono essere accolti con conseguente annullamento, per quanto di

ragione, dei provvedimenti impugnati.

Le spese seguono la regola della soccombenza e sono liquidate come da

dispositivo; le stesse vanno dichiarate irripetibili nei confronti della Gesip s.p.a.,

non costituita n giudizio.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia (Sezione seconda),

definitivamente pronunciando sul ricorso in epigrafe lo accoglie e, per l’effetto,

annulla per quanto di ragione i provvedimenti impugnati.

Condanna il Comune di Palermo alla rifusione, in favore della parte ricorrente,

delle spese processuali e degli onorari di causa che liquida in complessivi euro

1.000,00 (euro mille/00), oltre accessori come per legge; dichiara irripetibili le

spese nei confronti della Gesip s.p.a., non costituita in giudizio.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.

Così deciso in Palermo nella camera di consiglio del giorno 28 gennaio 2016 con

l'intervento dei magistrati:

Cosimo Di Paola, Presidente

Anna Pignataro, Primo Referendario

Giuseppe La Greca, Primo Referendario, Estensore

L'ESTENSORE IL PRESIDENTE

54
DEPOSITATA IN SEGRETERIA

Il 03/05/2016

IL SEGRETARIO

(Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)

2014 12 AGOSTO TAR PALERMO COMUNE PALERMO ORDINANZE URGENTI E


CONTIGIBILI N. 2181 2014 REG.PROV.COLL N. 2145 2011 REG.RIC. Vincenzo
Caramanna e Antonio Brancato, 2014 12 AGOSTO TAR SENTENZA 2181
TRICOMI AMOROSO ZACCARIA BUSI ACIERNO BUSACCA

Tar Sicilia, Sez. III, 12 agosto 2014, n. 2181


Pubblicato il 12/08/2014 da Laura

Tar Sicilia, Sez. III, 12 agosto 2014, n. 2181


REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia
(Sezione Terza)
ha pronunciato la presente
SENTENZA
sul ricorso numero di registro generale 2145 del 2011, proposto da:
Nicola Tricomi, Rosalia Rita Maria Amoroso, Natalia Zaccaria, Maria Busi,
Giuseppe Acierno, Lidia Busacca, Maria Concetta Palacardo (quest’ultima in
proprio e nella qualità di procuratore generale di Giovanni Palacardo), Vincenzo
Caramanna, Antonio Brancato, Giuseppa Da Santis, Concetta Compagno,
Salvatore Mendolia, Giacinto Messina, Calogaro Pintacrona, tutti rappresentati e
difesi dagli avv. Licia Tavormina e Alessandro Palmigiano, con domicilio eletto
presso il loro studio sito in Palermo, via Wagner n. 9;
contro
il Comune di Palermo, in persona del Sindaco pro tempore, rappresentato e
difeso dall’avv. Ezio Tomasello, con domicilio eletto presso l’Ufficio legale del
Comune di Palermo, sito in piazza Marina n.39;
nei confronti di
GESIP S.p.a. in liquidazione, in persona del legale rappresentante pro tempore,
non costituita in giudizio;
per l’annullamento:
-dell’ordinanza sindacale n. 235 del 1.7.2011 contingibile e urgente
avente ad oggetto la grave carenza di posti salma;
-dell’ordinanza sindacale n. 234 del 1.7.2011, avente ad oggetto la proroga
dell’o.s. n. 163 del 26.2008 – interdizione e regolamentazione all’ingresso di
persone e mezzi nelle aree a rischio di caduta massi del Cimitero S. Maria dei
Rotoli;

55
-di tutti gli altri atti preordinati, connessi e consequenziali, comunque lesivi della
posizione giuridica dei ricorrenti, ivi compreso, per la sig.ra Natalia Zaccaria, il
provvedimento n. 671093 del 27.9.2011 emesso dal Dirigente del servizio
gestione impianti cimiteriali del Comune di Palermo che, in esecuzione dell’o.s.
n. 235 del 1.7.2011, ha disposto l’utilizzo dei loculi nella sepoltura sez. 218 lotto
16.
Visti il ricorso e i relativi allegati;
Visto l’atto di costituzione in giudizio di Comune di Palermo in Persona del
Sindaco pro tempore;
Viste le memorie difensive;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nell’udienza pubblica del giorno 22 luglio 2014 la dott.ssa Lucia Maria
Brancatelli e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.

FATTO

La presente controversia ha ad oggetto il provvedimento – ordinanza


contingibile ed urgente – n. 235 del 1.7.2011, adottato dal sindaco del
comune di Palermo, nella veste di ufficiale di governo, con il quale sono state
sospese le concessioni private ricadenti nel cimitero S. M. dei Rotoli, per la parte
dei loculi disponibili, per il periodo di vigenza dell’O. S. n. 163/2008 e s.m.i.
(prorogata con l’ordinanza n. 234 del 1.7.2011).
In particolare, i ricorrenti hanno impugnato i provvedimenti indicati in epigrafe
articolando diverse censure di violazione di legge ed eccesso di potere;
attraverso i motivi proposti lamentano, nella sostanza, la mancanza di tutti i
presupposti di legge necessari per l’adozione di un’ordinanza contingibile ed
urgente con conseguente nullità, o quanto meno, illegittimità, dell’ordinanza n.
235/2011, la mancata indicazione della durata dei suoi effetti, la
mancanza di adeguata istruttoria e, comunque, l’arbitrarietà del criterio
utilizzato per sopperire alle esigenze che ne hanno determinato
l’adozione.
Si è costituito il comune di Palermo che, con memoria, ha replicato alle
argomentazioni contenute in ricorso e concluso perché venga dichiarato
inammissibile od infondato.
Alla pubblica udienza del 22 luglio 2014 il ricorso è stato posto in decisione.

DIRITTO

In primo luogo rileva il collegio, in relazione all’eccezione pregiudiziale sollevata


dalla difesa del comune resistente, che non è dubitabile l’interesse dei ricorrenti
alla proposizione del presente gravame, a fronte di un provvedimento, quale
quello impugnato, che incide unilateralmente sui benefici derivanti da un atto
concessorio precedentemente adottato in loro favore.
Ciò premesso, ritiene il Collegio che non ci siano ragioni per discostarsi da quanto
deciso da questa Sezione in relazione a vicende analoghe a quella oggetto
dell’odierno giudizio (cfr. T.A.R. Sicilia, Sez. III, 2 dicembre 2013 n. 2339; 16
luglio 2014, n. 1889).

56
Il ricorso merita dunque accoglimento in ragione della fondatezza della
censura articolata dai ricorrenti secondo la quale l’ordinanza n. 235 del
2011 non indica, con certezza, il limite temporale della sua efficacia,
come avrebbe dovuto, rientrando nel novero delle ordinanze contingibili
ed urgenti.
E ciò in ragione del fatto che il presunto limite di sei mesi relativo all’efficacia
temporale dell’o.s. n. 235/2011 risulta un enunciato meramente formale, in
quanto il contenuto dell’ordinanza è stato più volte prorogato
dall’Amministrazione comunale e gli effetti dell’ordinanza risultano comunque
ancorati al periodo di vigenza dell’o.s. n. 163/2008, anch’essa più volte
prorogata.
Al riguardo, è noto che tali atti costituiscono una sorta di provvedimenti extra
ordinem, in quanto derogano al principio di tipicità che normalmente presiede
alla adozione dei provvedimenti amministrativi, al fine di consentire alla P.A. di
sopperire a situazioni straordinarie ed urgenti che non potrebbero essere
efficacemente fronteggiate attraverso l’uso dei poteri autoritativi ordinariamente
previsti in capo all’amministrazione.
La giurisprudenza della Corte Costituzionale e del Giudice Amministrativo ha
però individuato dei precisi limiti che devono comunque essere rispettati
nell’adozione di tali atti, al fine di evitare che tale strumento, che si pone già ai
limiti del principio di legalità – sul quale è fondato l’intero Ordinamento – possa
legittimare atti slegati da alcun paradigma normativo con effetti pesantemente
incidenti sulla realtà fattuale e giuridica.
Anche a volere seguire le ricostruzioni giurisprudenziali più estensive, secondo
le quali l’adozione delle ordinanze contingibili ed urgenti è giustificata
anche a fronte di situazioni determinatesi a seguito di una colpevole
inerzia della stessa amministrazioni – in quanto condizione che non fa
venir meno l’emergenza che, in ipotesi, si è venuta a determinare –
costituisce, ai fini che interessano, limite invalicabile di tali atti la loro
temporaneità, attraverso l’indicazione di una data certa oltre la quale
perdono efficacia.
La necessità di tale limite temporale è connessa non soltanto alla stessa natura
“contingibile” degli atti di cui si discute, ma all’ancora più pregnante rilievo
che solo in via temporanea può essere consentito l’uso di strumenti
extra ordinem, che permettono la compressione di diritti ed interessi
privati con mezzi diversi da quelli tipici indicati dalla legge.
Nel nostro ordinamento la legge – con le garanzie ad essa connesse – costituisce
il punto di sintesi dell’immanente conflitto tra autorità e libertà, che può essere
derogato solo per straordinarie esigenze ed in via temporanea; oltre la
temporaneità di tali interventi, nei limiti strettamente necessari,
l’amministrazione deve provvedere attraverso gli ordinari strumenti
specificatamente ed analiticamente disciplinati dalla legge.
Applicando tali principi alla vicenda per cui è causa, è errata, in punto di diritto,
la tesi articolata dalla difesa del comune, e posta a fondamento del
provvedimento impugnato, secondo la quale le ordinanze contingibili ed urgenti
non devono essere necessariamente temporanee; certamente il limite temporale
di tali provvedimenti deve essere adeguato al rischio da fronteggiare, ma nel
senso che deve essere rapportato al tempo necessario per fronteggiarlo,

57
attraverso gli strumenti ordinari, che devono essere attivati nel più breve tempo
possibile, e non in attesa che venga risolto il problema generale da cui il rischio
è scaturito, in tempi del tutto incerti.
In definitiva la contingibilità del provvedimento deve essere rapportata
al tempo necessario per fronteggiare il rischio con mezzi ordinari e non
a quello – necessariamente più lungo ed indeterminato – necessario per
la soluzione a regime della vicenda che ha determinato il rischio.
Diversamente opinando le ordinanze contingibili ed urgenti diverrebbero degli
strumenti del tutto generici e, in ultima analisi, arbitrari, con grave
compromissione del principio di legalità che deve presiedere a tutta l’azione della
P.A.
In conclusione il gravame è fondato e deve essere accolto, con conseguente
annullamento degli atti in epigrafe, nei limiti di interesse e quindi nella misura
in cui incidono negativamente sui benefici derivanti dalla concessione di sepolcro
in favore dei ricorrenti.
Le spese del giudizio seguono la soccombenza e vengono liquidate a carico del
Comune intimato come da dispositivo; possono essere compensate nei confronti
della controinteressata Gesip s.p.a., non costituita in giudizio.
P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia (Sezione Terza)
definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie
ai sensi e per gli effetti di cui in motivazione.
Condanna il Comune di Palermo al pagamento delle spese di lite che liquida, in
favore dei ricorrenti, in € 1.000,00 (mille/00), oltre accessori di legge; spese
compensate nei confronti della controinteressata GESIP s.p.a..
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’autorità amministrativa.
Così deciso in Palermo nella camera di consiglio del giorno 22 luglio 2014 con
l’intervento dei magistrati:
Nicolo’ Monteleone, Presidente
Nicola Maisano, Consigliere
Lucia Maria Brancatelli, Referendario, Estensore
L’ESTENSORE
IL PRESIDENTE
IL SEGRETARIO
(Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)

https://www.funerali.org/sentenze-complete/tar-sicilia-sez-iii-12-agosto-2014-
n-2181

2015 22 OTTOBRE BOLOGNA SINDACO LUCIDO ANTONINO CIMITERO


ISOLA DELLE FEMMINE LA MANCATA CONCESSIONE LICENZA EDILIZIA
DECADENZA RIICORSI PARERI PRESIDENTE DELLA REGIONE

2013 10 MAGGIO COMMISSIONE DECADENZA DELLA CONCESSIONE


CIMITERIALE LOTTO 7A NUOVO CIMITERO LUCIDO ANTONINO 1994 9

58
NOVEMBRE BOLOGNA SINDACO CONCESSIONE AREA CIMITERIALE LOTTO
7A REPERTORIO 615 LUCIDO ANTONINO CUGINO DEL SINDACO
1975 2 DICEMBRE DELIBERA GIUNTA MINICIPALE n. 156
ASSEGNAZIONE DI 23 AREE CIMITERIALI A DIVERSI CITTADINI DI
ISOLA DELLE FEMMINE

2015 22 OTTOBRE C.G.A. PARERE 1086 2015 BOLOGNA SINDACO


LUCIDO ANTONINO CIMITERO ISOLA DELLE FEMMINE LA MANCATA
CONCESSIONE LICENZA EDILIZIA DECADENZA RIICORSI PARERI
PRESIDENTE DELLA REGIONE

Numero 01086/2015 e data 22/10/2015

REPUBBLICA ITALIANA

CONSIGLIO DI GIUSTIZIA AMMINISTRATIVA PER LA REGIONE


SICILIANA

Adunanza delle Sezioni riunite del 7 luglio 2015

NUMERO AFFARE 00956/2014

OGGETTO:

Ricorso straordinario al Presidente della Regione siciliana proposto da LUCIDO

Antonino contro il comune di Isola delle Femmine per l’annullamento del

provvedimento del 30/10/13 n. 157 avente ad oggetto la ratifica della

determina del 10/5/2013 n. 40 con la quale è stata dichiarata la decadenza

della concessione cimiteriale del 9 novembre 1994, lotto n. 7/A.

LA SEZIONE

59
Vista la relazione n. 17689/71.14.8 del 10/09/2014 con la quale la Presidenza

della Regione Sicilia – Ufficio Legislativo e Legale – ha formulato a questo

Consiglio di Giustizia Amministrativa la richiesta di parere obbligatorio sul ricorso

straordinario indicato in oggetto;

Esaminati gli atti e udito il relatore, consigliere Salvatore Virzi';

IN FATTO E DIRITTO

1.- Il ricorrente ha ritualmente impugnato in via straordinaria, chiedendone

l'annullamento, il provvedimento indicato in oggetto per i seguenti motivi di

diritto:

a) Difetto di motivazione.

La determinazione n. 157 del 30.10.2013 con la quale è stata ratificata la

determina del 10/5/2013 n. 40 (con la quale è stata dichiarata la decadenza

della concessione cimiteriale del 9 novembre 1994, lotto n. 7/A) non

conterrebbe alcuna motivazione, limitandosi a dichiarare la ratifica del

precedente atto.

b) Eccesso di potere per contraddittorietà fra la motivazione addotta ed il

comportamento precedentemente tenuto dalla P.A..

Il provvedimento di decadenza sarebbe frutto di un travisamento dei fatti ed

una lacunosa istruttoria, in quanto il ricorrente ha avviato il procedimento teso

ad ottenere il titolo abilitante alla realizzazione della cappella.

c) Eccesso di potere per difetto di motivazione in ordine all’interesse pubblico

sotteso alla revoca della concessione.

Il comune intimato non avrebbe compiutamente motivato sul pubblico interesse

all’adozione della dichiarazione di decadenza.

1.1.- L'Ufficio Legislativo e Legale ha formulato, in via principale, richiesta di

inammissibilità del gravame per violazione del principio di alternatività (avendo

60
il ricorrente impugnato in sede giurisdizionale il provvedimento numero 40 del

10-05-2013), ed in via gradata l'accoglimento nel merito del ricorso siccome il

comune intimato non avrebbe correttamente esercitato il potere di auto

tutela ai sensi dell'articolo 21/nonies legge n. 241/1990.

2.- Il Consiglio in adesione all’ordine di trattazione delle questioni di rito rispetto

a quelle di merito tratteggiato da Consiglio di Stato, Adunanza Plenaria n.

3/2011 e 10/2011 (indirizzo confermato con l’Adunanza Plenaria n. 9/2014) ai

sensi dell’art. 276 c.p.c. – richiamato espressamente dall’art. 76, comma 4

c.p.a. (D. Lgs. n. 104/2010) – pone, d’ufficio, come prioritario l’esame della

questione sulla giurisdizione.

Il rapporto intercorso tra le parti trae origine dall’atto del 9 novembre 1994,

riconducibile all'istituto del “contratto ad oggetto pubblico” e

segnatamente allo schema della “concessione-contratto” in quanto

nell’unico atto (quello del 9 novembre 1994) coesiste il provvedimento

concessorio (con il quale è stata attribuita al ricorrente la disponibilità

del lotto 7/A) e la convenzione di diritto privato (attraverso la quale

sono pattiziamente regolati i profili patrimoniali ed esecutivi): il modello

che viene in rilievo è caratterizzato dalla contestuale presenza di un atto

amministrativo unilaterale ed un contratto concluso tra la stessa

amministrazione concedente e il concessionario.

Con il primo la pubblica amministrazione ha disposto del bene in via autoritativa,

con il secondo sono stati regolati convenzionalmente tra le parti i profili

patrimoniali della concessione nonché gli aspetti esecutivi del rapporto: in tale

schema rimane fermo il potere dell'amministrazione di incidere unilateralmente

sul provvedimento e pertanto tra provvedimento e contratto sussiste una

corrispondenza univoca, in base alla quale il primo può condizionare l'esistenza

del secondo ma non viceversa; l'annullamento o la revoca del provvedimento

61
amministrativo può, dunque, incidere in via derivata sul contratto, senza

tuttavia che le vicende relative al contratto possano riverberare effetti sul

provvedimento concessorio.

Così descritto il rapporto instaurato tra le parti, l'originaria determinazione

numero 40 del 10-05-2013 va correttamente qualificata come espressione del

generale potere di auto tutela così come disciplinato dagli articoli 21/quinquies

e 21/nonies legge n. 241/1990: in particolare, alla stregua del concreto modo

di atteggiarsi dell'esercizio di tale potere questo Consiglio ritiene di dover

accedere allo schema all'articolo 21/quinquies della legge n. 241/1990 che al

comma 1 stabilisce che “Per sopravvenuti motivi di pubblico interesse ovvero

nel caso di mutamento della situazione di fatto non prevedibile al momento

dell'adozione del provvedimento o, salvo che per i provvedimenti di

autorizzazione o di attribuzione di vantaggi economici, di nuova valutazione

dell'interesse pubblico originario, il provvedimento amministrativo ad efficacia

durevole può essere revocato da parte dell'organo che lo ha emanato ovvero da

altro organo previsto dalla legge. La revoca determina la

inidoneità del provvedimento revocato a produrre ulteriori effetti. Se la revoca

comporta pregiudizi in danno dei soggetti direttamente interessati,

l'amministrazione ha l'obbligo di provvedere al loro indennizzo”.

Infatti, il comune intimato sulla base di determinate circostanze di fatto (la

mancata utilizzazione del lotto di terreno) ha ritenuto di procedere ad una nuova

valutazione dell’interesse pubblico originario, approdando alla conclusione della

prevalenza dell’interesse pubblico (a che altri dispongano del lotto di terreno)

rispetto al recessivo interesse del privato che attraverso l’inerzia protratta nel

tempo avrebbe “ipso facto” dimostrato di non avere più interesse alla

realizzazione dello scopo originario.

62
Rebus sic stantibus, la giurisdizione si appartiene al giudice amministrativo, sia

perché la configurabilità del rapporto come “concessorio” attrae la controversia

ai sensi dell’art. 133, lett. b), c.p.a. (D. Lgs. n. 104/2010) nell’ambito della sua

giurisdizione esclusiva, sia perché, in ogni caso, la controversia rientrerebbe

nella sua giurisdizione generale di legittimità avendo ad oggetto la legittimità

dell’esercizio del potere di autotutela a fronte del quale la posizione giuridica del

privato è di interesse legittimo.

3.- Il Consiglio reputa, a tal punto, opportuno concentrare la propria attenzione

sull’ulteriore questione preliminare di inammissibilità del gravame per

(presunta) violazione del principio di alternatività sancito dall'articolo 8 del

d.P.R. 1199/1971 (“Contro gli atti amministrativi definitivi è ammesso ricorso

straordinario al Presidente della Repubblica per motivi di legittimità da parte di

chi vi abbia interesse. Quando l'atto sia stato impugnato con ricorso

giurisdizionale, non è ammesso il ricorso straordinario da parte dello stesso

interessato”), sollevata dall’ufficio riferente e fondata sulla pendenza di ricorso

giurisdizionale innanzi al tribunale amministrativo regionale per la Sicilia,

Palermo, proposto per l'annullamento dell'originario provvedimento di

decadenza della concessione cimiteriale numero 40 del 10-05-2013.

Pertanto, il provvedimento di decadenza del 10-05-2013 risulta in atto

impugnato in sede giurisdizionale, mentre il provvedimento numero 157 del 30-

10-2013 – avente ad oggetto la ratifica dell'originario provvedimento di

decadenza del 10-05-2013 – risulta impugnato in via straordinaria e posto

all'attenzione di questo Consiglio; l'eccezione, tuttavia, non ha pregio giuridico

in quanto occorre considerare che nell'ambito del generale istituto della

convalescenza dell'atto amministrativo l'ipotesi della ratifica risulta essere una

particolare “species” di tale genus, avendo ad oggetto il particolare caso in cui

il provvedimento da convalidare sia affetto dal vizio di incompetenza relativa; in

63
tal caso è ormai pacifico che la pubblica amministrazione possa provvedere ad

effettuare il salvataggio del provvedimento viziato da incompetenza attraverso

un successivo atto adottato dall'organo competente, motivando espressamente

sulla esistenza del vizio da sanare e sulla volontà di voler provvedere a tale

sanatoria. Il particolare effetto del provvedimento ratificante è quello della

efficacia ex tunc, cioè di svolgere effetto fin dal momento in cui è stato adottato

l'atto ratificato.

Dal punto di vista processuale, dunque, non si è in presenza di due diversi

provvedimenti (l’atto viziato e l’atto ratificante) bensì di uno solo, in quanto

l'atto avente ad oggetto la ratifica si salda giuridicamente con l'atto originario

esplicando effetti unitari fin dal momento in cui è stato adottato l'atto

successivamente sottoposto al potere di ratifica (a condizione che l'effetto utile

sia giuridicamente ancora possibile non essendo intervenuto alcun

provvedimento giurisdizionale di annullamento dell'atto viziato); da tale

conclusione scaturisce l'inevitabile corollario che il ricorso straordinario ha

impugnato l'unitario provvedimento risultante dalla giuridica fusione dei due

diversi atti con l'effetto che non sussistono i presupposti (impugnativa del

medesimo atto davanti a due diversi giudici) che fondano l’ipotesi di

inammissibilità prevista dall’art. 8 del d.P.R. 1199/1971: il ricorso è pertanto

ammissibile e può essere scrutinato nel merito.

4.- Il ricorso è complessivamente fondato e va accolto.

4.1.- Il punto 5 della concessione-contratto del 9 novembre 1994 nel disciplinare

i tempi di realizzazione della tomba di famiglia stabilisce: « i lavori di costruzione

della bomba dovranno essere iniziati immediatamente e dovranno procedere in

modo da risultare perfettamente compiuti entro il termine massimo di mesi 36

dalla data odierna in caso di ritardo dell'ultimazione dell'opera rispetto al detto

termine di mesi 36, la giunta comunale avrà facoltà di concedere una proroga

64
fino al limite di ulteriori 12 mesi, previo pagamento, da parte dei concessionari,

di una somma pari ad un sesto del corrispettivo globale della concessione,

escluse le spese di contratto e registrazione. Se l'inadempienza dovesse

perdurare oltre la scadenza del termine prorogato o non prorogato,

l'amministrazione sarà in diritto di dichiarare la decadenza della presente

concessione rimborsando soltanto due terzi del corrispettivo globale della

concessione dell’area, sempre escluse le spese di contratto e di registrazione,

escluse anche quelle eventuali per lavori eseguiti ».

A giudizio di questo Consiglio emerge dal substrato motivazionale della

revoca impugnata un profilo di insufficienza della motivazione – come

rilevato a pag. 6 del ricorso in disamina – in quanto in essa non è

rappresentata l’attualità dell’interesse pubblico tenuto conto che la

“concessione-contratto” risale all’anno 1994 e che la scadenza dei tre

anni per il completamento dell’opera è scaduto, a sua volta, nell’anno

1997; in altri termini, non spiega il provvedimento impugnato perché ha

ritenuto di esercitare (solo) nell’anno 2013 il potere di autotutela del

quale in astratto avrebbe potuto avvalersi almeno a far data l’anno 1997

e cioè 16 anni prima.

Sotto diverso profilo va rilevato che il ricorrente ha avviato il procedimento

amministrativo finalizzato ad ottenere la concessione edilizia (v. istanza

dell’11.06.1997), ottenendo i favorevoli pareri sia della Soprintendenza

BB.CC.AA. (del 19.11.1997) che della Commissione edilizia comunale (del

21.04.1998), ma il comune non ha mai definito il procedimento

rilasciando, come avrebbe dovuto ed era suo preciso obbligo, la

concessione edilizia.

In tale intreccio di comportamenti – che vanno letti alla luce del generale

principio di buona fede – seppur è vero che il ricorrente è rimasto inerte di fronte

65
alla mancata adozione della concessione edilizia, è tuttavia altrettanto indubbio

che il comune ha passivamente tollerato il trascorrere del tempo (oltre

16 anni) senza mai nulla eccepire; nel momento in cui il comune ha

(finalmente) messo mano alla pratica, dunque, sarebbe stato più corretto ed

improntato a buona fede l’immediato rilascio della concessione edilizia e

non procedere, come invece ha fatto, alla revoca della concessione

cimiteriale.

Infatti, non v’è chi non avverta come l’inerzia del privato, cioè la mancata

realizzazione della tomba di famiglia nei tempi indicati nella concessione-

contratto del 9 novembre 1994, trova comunque giustificazione nella

mancanza della concessione edilizia mai rilasciata dall’ente; il ricorrente

non avrebbe (legalmente) potuto avviare i lavori senza il previo ottenimento

della concessione edilizia e tale circostanza (factum principis) esime il medesimo

da ogni responsabilità comportamentale con l’effetto che sono fondati il secondo

e terzo motivo di gravame e vanno accolti e dichiarata l’illegittimità del

provvedimento impugnato che va, conseguentemente, annullato.

P.Q.M.

Esprime il parere che il ricorso debba essere accolto.

L'ESTENSORE IL PRESIDENTE
Salvatore Virzi' Claudio Zucchelli

IL SEGRETARIO

https://www.giustizia-

amministrativa.it/cdsintra/cdsintra/AmministrazionePortale/DocumentViewer/i

66
ndex.html?ddocname=6G7TUYVXVE6SLA5BWDACKQTURY&q=ISOLA%20or%2

0DELLE%20or%20FEMMINE

2013 10 MAGGIO DETERMINA 40 UTC INGEGNERE FRANCESCA


USTICANO ARCH SERGIO VALGUARNERA LUCIDO ANTONINO
DECADENZA CONCESSIONE AREA CIMITERIALE LOTTO A 7 CONCESSO
CUGINO SINDACO STEFANO BOLOGNA 1994

COMUNE DI ISOLA DELLE FEMMINE Provincia di Palermo DETERMINAZIONE DEL


CAPO DEL SETTORE 3° - TECNICO N. 40 DEL 10/05/2013
Oggetto: decadenza della concessione dell’area cimiteriale del Lotto n. 7/a del
nuovo cimitero ****** Visto il contratto stipulato in data 09/11/1994, di cui al
repertorio n 615 di questo Comune e registrato all'Ufficio del Registro Atti Civili
di Palermo in data 10/11/1994 al n. 13709/1A intestato al signor: LUCIDO
ANTONINO, nato a Isola delle Femmine il 24/10/1939, residente a Isola
delle Femmine, via Rocco Chinnici n. 5, c.f. LCDNNN39R24E350H; Considerato
che questo Comune ha concesso per la durata di 99 anni a decorrere dalla data
di stipula del suddetto contratto al sig. LUCIDO Antonino, sopra meglio
generalizzato, un'area cimiteriale di mq. 9,005 identificata come lotto n.
7/A della planimetria del nuovo cimitero per la costruzione di una
tomba; Considerato che il punto n. 5 del contratto in argomento il quale
prescrive l'inizio dei lavori di costruzione della tomba e ultimati entro il
termine massimo di mesi trentasei dalla data di stipula del contratto e
che l'inadempienza della costruzione della tomba da parte del
concessionario da facoltà all'Amministrazione il diritto di dichiarare la
decadenza della concessione dell'area cimiteriale; Vista la nota di
ricognizione delle aree cimiteriali del 28/01/2013 - e redatto da questo ufficio in
data 29/01/2013 - p.llo n. 1605 nel quale è stato appurato il mancato inizio dei
lavori di cui alla concessione sopra citata; Visto l'art. 63, lettera "d" del vigente
regolamento dei Servizi Cimiteriali approvato con deliberazione consiliare
n. 44 del 19/07/2006 entrato in vigore il 06/08/2007; Visto l'avvio del
procedimento di dichiarazione di decadenza - p.llo n° 2792 del 21/02/2013,
notificata alla ditta interessata in data 27/02/2013; Viste e non condivise le
memorie trasmesse dalla ditta in data 08/03/2013 - p.llo n. 3634; premesso
quanto sopra, ai sensi del 2° comma, dell'art. 5 del contratto di concessione
cimiteriale sopra indicato, DICHIARA L'AVVENUTA DECADENZA della
concessione dell'area cimiteriale del lotto n. 7/A del nuovo cimitero di
cui al contratto stipulato in data 09/11/1994, al repertorio n 615 di
questo Comune e registrato all'Ufficio del Registro Atti Civili di Palermo
in data 10/11/1994 al n. 13709/1A intestato al signor LUCIDO
ANTONINO, nato a Isola delle Femmine il 24/10/1939, residente a Isola

67
delle Femmine, via Rocco Chinnici n. 5, C.F. LCDNNN39R24E350H . Con
separato provvedimento sarà rimborsato l'importo pari ai due terzi del
corrispettivo globale pagato per la concessione dell'area escluse le spese di
contratto e di registrazione. AVVERTENZE Avverso il presente provvedimento è
ammesso ricorso giurisdizionale innanzi al T.A.R. Sicilia entro sessanta giorni
dalla notifica dello stesso ed entro centoventi giorni ricorso straordinario al
Presidente della Regione. Il Responsabile del Servizio Arch. Sergio Valguarnera
Il Responsabile del III Settore Ing. Francesca Usticano
http://server29.intradata.it/www.comune.isoladellefemmine.pa.it/moduli/down
loadFilef158.php

1975 2 DICEMBRE DELIBERA GIUNTA MINICIPALE n. 156 ASSEGNAZIONE DI


23 AREE CIMITERIALI A DIVERSI CITTADINI DI ISOLA DELLE FEMMINE

2015 16 GENNAIO PALERMO CIMITERO SENTENZA T.A.R. 455 2015


GRAVE CARENZE POSTI SALMA ILLEGITTIMA ORDINANZA URGENTE E
CONTIGIBILE REQUISIZIONE LOCULI

N. 00455/2015 REG.PROV.COLL.
N. 00027/2013 REG.RIC.

R E P U B B L I C A I T A L I A N A

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia

68
(Sezione Terza)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

sul ricorso numero di registro generale 27 del 2013, integrato da motivi aggiunti,

proposto da:

Angela Maria Rizzo, Luciana Rizzo, Giovanni Rizzo, rappresentati e difesi, per

procura a margine del ricorso, dall'avv. Diego Marcello Fecarotti, presso il cui

studio in Palermo, viale Lazio, n. 36, sono elettivamente domiciliati;

contro

Comune di Palermo, in persona del Sindaco pro tempore, rappresentato e difeso,

per determinazione dirigenziale n. 20 dell’11 gennaio 2013 e procura in calce

alla copia notificata del ricorso, dall'avv. Ezio Tomasello, elettivamente

domiciliato presso l’ufficio legale comunale in piazza Marina, n. 39

nei confronti di

Vaccaro Francesco e Giuffrida Sebastiano, non costituitisi in giudizio;

per l'annullamento

quanto al ricorso principale:

- del provvedimento prot. n. 723647 dell'11 ottobre 2012 relativo a due loculi

facenti parte del sepolcro di cui alla concessione cimiteriale della Sez. 185

Bis/Ampl. Lotto 132 del cimitero dei Rotoli;

- dell'ordinanza sindacale n. 111 del 28.6.12;

- per quanto possa occorrere delle ordinanze sindacali n. 163 del 26 giugno

2008, n. 401/11 e 48/12;

- nonchè di ogni altro atto presupposto connesso o conseguenziale;

nonchè per l'accertamento e la declaratoria dell'illegittimità ed illiceità della

condotta posta in essere dall'Amministrazione intimata;

69
quanto al ricorso per motivi aggiunti:

- del provvedimento di cui alla nota prot. n 919424 del 28/12/2012, notificato

in data 7 gennaio 2013 al domicilio della sola ricorrente Rizzo Angela Maria,

avente ad oggetto «Utilizzo temporaneo di loculi nella sepoltura sez. 185

BIS/AMPL Lotto 132 in esecuzione dell'ordinanza sindacale n. 283 del

17/12/2012» con il quale, con decorrenza dal 17/01/2013, è stato disposto di

collocare (rectius: tumulare) n. 3 loculi della stessa sepoltura le salme di

altrettanti defunti destinati alla inumazione nel Cimitero S.M. dei Rotoli;

- dell'ordinanza Sindacale n. 283 del 17/12/2012 non notificata ai ricorrenti ed

avente ad oggetto "grave carenza posti salma - ordinanza contingibile e urgente

per motivi di igiene e sanità pubblica locale - art. 50 D.Lgs.vo 267/2000 ", con

la quale il Sindaco di Palermo ha ordinato che, per il periodo di vigenza

dell'ordinanza sindacale n. 163 del 26/06/2008 e successive modifiche, venga

disposto lo stazionamento delle salme in attesa di inumazione nel cimitero di

S.M. dei Rotoli nei loculi delle sepolture private ricadenti nello stesso cimitero

che siano liberi, disponibili ed utilizzabili, con la contestuale sospensione per il

solo periodo indicato delle relative concessioni private "per la sola parte dei loculi

disponibili e non utilizzati alla data della presente ordinanza", con ciò

sostanzialmente confermando la precedente ordinanza sindacale n. 111 del

28/06/2012 già impugnata dai ricorrenti;

- degli atti tutti già impugnati con il ricorso principale in quanto costituenti atti

presupposti;

- di ogni altro atto, parere o provvedimento, presupposto connesso o

consequenziale, compreso l'elenco cronologico delle sepolture disponibili da

utilizzare, in esecuzione delle ordinanze sindacali impugnate, in ragione delle

effettive necessità, da quella di più recente costruzione a quella più remota,

elenco allo stato ancora non conosciuto;

70
nonché per l’accertamento e la declaratoria del diritto dei ricorrenti alla

restituzione o al rilascio del sepolcro e dei loculi illegittimamente occupati

dall'Amministrazione comunale in uno al pieno ripristino della concessione

cimiteriale relativa alla sez. 185 Bis/Ampi. Lotto 132 nel Cimitero di

Santa Maria dei Rotoli illegittimamente sospesa.

Visti il ricorso, i motivi aggiunti e i relativi allegati;

Visti l'atto di costituzione in giudizio e le memorie del Comune di Palermo;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nell'udienza pubblica del 16 gennaio 2015 il consigliere Aurora Lento e

uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

Ritenuto e considerato.

FATTO

Con ricorso, notificato il 21 dicembre 2012 e depositato il 4 gennaio 2013, i

signori Rizzo Angela Maria, Rizzo Luciana e Rizzo Giovanni hanno chiesto

l’annullamento, previa sospensiva e vinte le spese:

- del provvedimento, di cui alla nota prot. n. 723647 dell'11 ottobre 2012, con

il quale il responsabile del servizio cimiteriale del Comune di Palermo ha disposto

l’utilizzo temporaneo di loculi della propria sepoltura ubicata nel cimitero S.M.

dei Rotoli,

- della presupposta ordinanza contingibile e urgente n. 111 del 28 giugno 2005

con la quale il Sindaco ha sospeso alcune concessioni private ricadenti in tale

cimitero.

Hanno dedotto i seguenti motivi:

71
1) Violazione e falsa applicazione dell’art. 50, comma 5, del d.lgs.vo n.

267/2000. Eccesso di potere sotto il profilo del difetto dei presupposti e dello

sviamento. Carenza di motivazione.

2) Violazione e falsa applicazione dell’art. 7 della l. n. 2248/1865 all. E.

Incompetenza del Sindaco.

3) Violazione e falsa applicazione di legge in relazione al termine di durata.

4) Violazione e falsa applicazione del DPR n. 285/1990. Eccesso di potere.

Si è costituito in giudizio il Comune di Palermo, che ha depositato una memoria

con la quale ha chiesto il rigetto del ricorso, poiché infondato, vinte le spese.

Con ricorso per motivi aggiunti, notificato il 6 marzo 2013 e depositato il giorno

20 successivo, è stato chiesto l’annullamento dei provvedimenti indicati in

epigrafe, con i quali è stato ulteriormente disposto l’utilizzo di loculi della

sepoltura dei ricorrenti.

Sono state dedotte censure identiche a quelle di cui al ricorso introduttivo.

Il Comune di Palermo ha depositato una memoria con la quale ha chiesto il

rigetto del ricorso per motivi aggiunti, poiché infondato, vinte le spese.

Alla pubblica udienza del 16 gennaio 2015, su conforme richiesta dei difensori

delle parti presenti come da verbale, il ricorso è stato posto in decisione.

DIRITTO

Il ricorso, come ritenuto in una pluralità di precedenti della sezione relativi a

fattispecie identiche a quella in esame (ex plurimis sentenza n. 1889 del 16 luglio

2014 e n. 2339 del 2 dicembre 2013), dai quali non si ravvisano ragioni per

discostarsi, è fondato sotto l’assorbente profilo della indeterminatezza del

termine di durata dei provvedimenti impugnati.

L’ordinanza sindacale, che costituisce il presupposto della concreta utilizzazione

dei loculi ubicati nella sepoltura dei ricorrenti, non indica, infatti, con certezza il

72
limite temporale della sua efficacia, come, invece, avrebbe dovuto, trattandosi

di un atto contingibile e urgente.

Il presunto limite di efficacia temporale nella stessa indicato rappresenta, in

particolare, un enunciato meramente formale, in quanto il contenuto

dell’ordinanza è stato più volte prorogato dall’Amministrazione comunale e gli

effetti risultano comunque ancorati al periodo di vigenza della precedente (i.e.

la n. 163/2008) anch’essa più volte prorogata.

Invero, è noto che tali atti costituiscono provvedimenti extra ordinem, in quanto

derogano al principio di tipicità dei provvedimenti amministrativi, al fine di

consentire alla P.A. di sopperire a situazioni straordinarie ed urgenti non

fronteggiabili con l’uso dei poteri autoritativi ordinari.

Elemento indefettibile di tali atti è, però, la precisa indicazione del limite

temporale di efficacia, in quanto solo in via temporanea può essere consentito

l’uso di strumenti extra ordinem, che permettono la compressione di diritti ed

interessi privati con mezzi diversi da quelli tipici indicati dalla legge.

Applicando tali principi alla vicenda per cui è causa, è errata, in punto di diritto,

la prospettazione alla base dei provvedimenti impugnati, secondo la quale le

ordinanze contingibili ed urgenti non devono essere necessariamente

temporanee.

Pur essendo indubbio che il limite temporale di tali provvedimenti deve essere

adeguato al rischio da fronteggiare, nel senso che deve essere rapportato al

tempo necessario per fronteggiarlo attraverso gli strumenti ordinari, che devono

essere attivati nel più breve tempo possibile, non può ammettersi che la loro

efficacia perduri sino alla data di risoluzione del problema generale da cui il

rischio è scaturito, qualora la stessa sia del tutto incerta.

In altri termini la contingibilità del provvedimento deve essere rapportata al

tempo necessario per fronteggiare il rischio con mezzi ordinari e non a quello –

73
necessariamente più lungo ed indeterminato – necessario per la soluzione a

regime della vicenda che ha determinato il rischio.

Diversamente opinando le ordinanze contingibili ed urgenti diverrebbero degli

strumenti del tutto generici e, in ultima analisi, arbitrari, con grave

compromissione del principio di legalità.

Concludendo, assorbiti gli ulteriori motivi, il ricorso è fondato e deve essere

accolto, con conseguente annullamento degli atti impugnati nei limiti di interesse

e quindi nella misura in cui incidono negativamente sui benefici derivanti dalla

concessione di sepolcro in favore dei ricorrenti.

Le spese liquidate come in dispositivo vengono poste a carico del Comune di

Palermo che ha adottato gli atti impugnati. Compensate con i controinteressati

non costituitisi.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia (Sezione Terza)

definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie

e, per l’effetto, annulla i provvedimenti impugnati.

Condanna il Comune di Palermo al pagamento delle spese del presente giudizio

liquidate in € 2.000,00, oltre spese e accessori se e in quanto dovuti.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.

Così deciso in Palermo nella camera di consiglio del giorno 16 gennaio 2015 con

l'intervento dei magistrati:

Nicola Maisano, Presidente FF

Aurora Lento, Consigliere, Estensore

Lucia Maria Brancatelli, Referendario

L'ESTENSORE IL PRESIDENTE

74
DEPOSITATA IN SEGRETERIA

Il 13/02/2015

IL SEGRETARIO

(Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)

2015 3 LUGLIO TARN. 01616 2015 REG.PROV.COLL N. 01950 2015


REG.RIC ORDINANZE URGENTI E CONTIGIBILI PALERMO SPINA CATERINA
DIVERSAMENTE OPINANDO LE ORDINANZE CONTINGIBILI ED URGENTI
DIVERREBBERO DEGLI STRUMENTI DEL TUTTO GENERICI E, IN ULTIMA
ANALISI, ARBITRARI, CON GRAVE COMPROMISSIONE DEL PRINCIPIO DI
LEGALITÀ

R E P U B B L I C A I T A L I A N A
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia
(Sezione Terza)

ha pronunciato la presente
SENTENZA

in forma semplificata ex art. 60 cod. proc. amm.

sul ricorso numero di registro generale 1950 del 2015, proposto da: Spina

Caterina, rappresentata e difesa dall'avv. Anna Maria Crosta, con domicilio eletto

presso la stessa in Palermo, Via C. Nigra n. 51;

contro

Comune di Palermo in Persona del Sindaco p.t., rappresentato e difeso dall'avv.

Ezio Tomasello, con domicilio eletto presso Palermo Ufficio Legale del Comune,

in Palermo, Piazza Marina n.39;

Comune di Palermo, Area della Partecipazione Decentramento Serv. del

Cittadino e Mobilita' Impianti Cimiteriali, n.c.;

75
nei confronti di

Giorgio Cannata;

per l'annullamento

- della nota del 31.03.2015 , ricevuta il 2 aprile 2015, Dir. Num. 251133 del

Comune di Palermo, Area della Partecipazione, Decentramento, Servizi al

Cittadino e Mobilità, Settore Servizi alla Collettività, Impianti Cimiteriali, avente

ad oggetto "Comunicazione utilizzo temporaneo di loculi nella sepoltura

concessionario Sig. Spina Giuseppe sez. 341 lotto 6 BIS cimitero S.M. dei

ROTOLI O. S. 323 del 19.12.2014 per l'emergenza posti salma per inumazione"

con la quale è stato comunicato che l'Ufficio avrebbe provveduto ad utilizzare

come deposito temporaneo n. 1 loculo nella sepoltura indicata nell'oggetto;

- della nota dell'11.05.2015, ricevuta il 13 maggio 2015, Dir. Num. 367902 del

Comune di Palermo, Area della Partecipazione, Decentramento, Servizi al

Cittadino e Mobilità, Settore Servizi alla Collettività, Impianti Cimiteriali,

anch'essa con oggetto "Comunicazione utilizzo temporaneo di loculi nella

sepoltura concessionario Sig. Spina Giuseppe sez. 341 lotto 6 BIS cimitero S.M.

dei ROTOLI O. S. 323 del 19.12.2014 per l'emergenza posti salma per

inumazione" con la quale viene comunicata la collocazione di una salma nella

sepoltura;

- dell'ordinanza sindacale del Comune di Palermo n. 323 del 19.12.2014, non

notificata alla ricorrente, avente a oggetto "grave carenza posti salma

- Ordinanza contigibile ed urgente per motivi di sanità pubblica locale ex art. 50

D.lgs 267100", con la quale sono state "sospese, per il periodo indicato nelle

singole autorizzazioni all'inumazione, le concessioni private ricadenti nel cimitero

comunale di S.M. dei Rotoli per la sola parte dei loculi disponibili e non utilizzati

alla data della presente ordinanza.. "

76
- per quanto possa occorrere, della successiva nota prot. n. 418827 del

25.05.2015; -dell'ordinanza del Commissario straordinario n 48 del 21 febbraio

2012 con la quale la sospensione dell'efficacia delle concessioni cimiteriali, in

precedenza circoscritta solo a quelle temporanee, è stata estesa anche a quelle

perpetue;

- di tutti gli atti presupposti e connessi ai provvedimenti predetti tra i quali, per

quanto occorra, e per quanto è dato di conoscere alla ricorrente,

le ordinanze sindacali n. 301/2010, 111/2012 e 415/2013, mai notificate,

nonchè di tutti gli atti ai medesimi conseguenziali.

Visti il ricorso e i relativi allegati;

Visto l'atto di costituzione in giudizio di Comune di Palermo in Persona del

Sindaco P.T.;

Viste le memorie difensive;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nella camera di consiglio del giorno 24 giugno 2015 il dott. Calogero

Ferlisi e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

Sentite le stesse parti ai sensi dell'art. 60 cod. proc. amm.;

Rilevato che queste nulla hanno obiettato circa la possibilità dell'adozione di

sentenza in forma semplificata;

Considerato che i provvedimenti impugnati risultano basarsi sull'ordinanza

contingibile ed urgente n. 323 del 19.12.2014 adottata dal Sindaco di Palermo

per fare fronte alla situazione di emergenza esistente nel cimitero di cui sopra;

- che parte ricorrente censura tale atto per assenza dei presupposti di legge, alla

stregua dell'art. 50 TUEL, art. 21 quater L. 241/1990 ed art. 3 Cost.; nonché

eccesso di potere sotto diversi profili;

77
- che a tal fine invoca numerosi precedenti giurisprudenziali di questo stesso

T.A.R.;

Ritenuto che il ricorso è fondato perché, come ripetutamente affermato da

questo T.A.R. in casi del tutto analoghi (sentt. 2339/2013 e 455/2015), il

Comune di Palermo illegittimamente adotta provvedimenti extra ordinem,

contintingibili ed urgenti, pur a fronte di problemi e criticità - in materia

cimiteriale e di polizia mortuaria - risalenti nel tempo;

- che comunque, a fronte della temporaneità propria dei provvedimenti in

argomento, gli atti impugnati prevedono l’utilizzo della sepoltura di che trattasi

fino al 28.5.2019, così dilatando in modo eccessivo la concreta efficacia della

misura adottata;

Ritenuto che parte ricorrente richiama fondatamente fra i vari precedenti di

questa Sezione la sent. 593/2015, nella quale si è ritenuto:

- che il limite temporale delle ordinanze in argomento “… deve essere adeguato

al rischio da fronteggiare, nel senso che deve essere rapportato al tempo

necessario per fronteggiarlo attraverso gli strumenti ordinari, che devono essere

attivati nel più breve tempo possibile” sicché “non può ammettersi che la loro

efficacia perduri sino alla data di risoluzione del problema generale da cui il

rischio è scaturito, qualora la stessa sia del tutto incerta”;

- che “diversamente opinando le ordinanze contingibili ed urgenti diverrebbero

degli strumenti del tutto generici e, in ultima analisi, arbitrari, con grave

compromissione del principio di legalità”;

Considerato che le pur articolate difese del Comune non appaiono convincenti in

quanto:

- il limitato periodo di efficacia dell'ordinanza sindacale (fino al 25.12.2015)

assume valore puramente formale dato che – come prima rilevato - l'utilizzo del

loculo della ricorrente è previsto fino al 2019;

78
- il fatto che la citata ordinanza contingibile ed urgente si sia fatta carico di

possibili sopravvenute esigenze dei concessionari, pur apprezzabile in termini di

tentativo di ricerca di una equilibrata contemperazione degli interessi coinvolti

(perché al bisogno è stata prevista la liberazione dei loculi per cui è causa), non

elude il vizio connesso all'abnorme dilatazione del potere straordinario

utilizzato; potere che viceversa è contemplato dalla legge solo per fronteggiare

situazioni non solo urgenti, ma anche temporanee e comunque connesse ad

eventi imprevedibili, tali da non potere essere fronteggiate con gli ordinari mezzi

amministrativi;

- i progetti in corso di messa in sicurezza dei costoni del Monte Pellegrino

attestano viepiù la lentezza dell'azione amministrativa a fronte di un problema

sorto nel 2007 (orsono quasi otto anni);

- la deduzione secondo cui non esiste nell'immediato altra soluzione propone un

argomento che finisce con l'invocare la regola del c.d. "fatto compiuto"; il che,

nella materia di che trattasi ed in relazione alla specialità del potere in

argomento, non può essere condivisa;

- che l'argomento secondo cui l’Amministrazione avrebbe "… posto in essere

quanto in suo potere affidando da una parte ad apposita ditta il ripristino dello

stato dei luoghi con la messa in sicurezza del costone roccioso di Monte

Pellegrino, e dall’altra, avviando le procedure necessarie per la realizzazione di

un nuovo cimitero in località «Ciaculli» nonché l’ampliamento del Cimitero di S.

Maria di Gesù" appare del tutto generico e comunque inadeguato a spiegare una

situazione d'emergenza cimiteriale che notoriamente dura da oltre un

decennio (ed anche di più: v. ad es. ordinanza n. 603 del 12.11.98, con cui il

Sindaco di Palermo p.t., prendendo atto delle gravi difficoltà esistenti nei cimiteri

comunali, ha disposto la revoca delle concessioni cimiteriali a tempo determinato

di durata eccedente i 99 anni o in perpetuità, rilasciate nei cimiteri comunali

79
anteriormente alla data di entrata in vigore del D.P.R. 21.10.1975 n.803, quando

siano trascorsi 50 anni dalla tumulazione dell’ultima salma);

Ritenuto, pertanto, che l'Amministrazione non adduce argomenti validi per

indicare le specifiche e concrete iniziative intraprese nel corso degli anni per

risolvere, in tempi ragionevoli, il problema in esame, così da potere giustificare

oggi l'incolpevole perduranza di criticità che appaiono ormai meccanicamente

riaffermate;

- che i provvedimenti impugnati non resistono alle addotte censure e che il

ricorso deve essere accolto, con la conseguente statuizione di annullamento degli

stessi, per quanto di ragione;

- che le spese debbono seguire la soccombenza come da dispositivo;

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia (Sezione Terza),

definitivamente pronunciando sul ricorso ed sui connessi motivi aggiunti, come

in epigrafe proposti, li accoglie e per l'effetto annulla i provvedimenti impugnati

per quanto di ragione. Condanna l’Amministrazione soccombente al pagamento

delle spese di lite che liquida in complessivi € 1.500,00 (millecinquecento\00)

oltre IVA, C.P.A. e spese generali come per legge.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.

Così deciso in Palermo nella camera di consiglio del giorno 24 giugno 2015 con

l'intervento dei magistrati:

Calogero Ferlisi, Presidente, Estensore

Nicola Maisano, Consigliere

Aurora Lento, Consigliere

IL PRESIDENTE, ESTENSORE

80
DEPOSITATA IN SEGRETERIA

Il 03/07/2015

IL SEGRETARIO

(Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)

HTTPS://WWW.GIUSTIZIA-
AMMINISTRATIVA.IT/WEB/GUEST/DCSNPRR?P_P_ID=GASEARCH_INSTANCE_
2NDGCF3ZWBWK&P_P_LIFECYCLE=1&P_P_STATE=NORMAL&P_P_MODE=VIE
W&_GASEARCH_INSTANCE_2NDGCF3ZWBWK_JAVAX.PORTLET.ACTION=SEAR
CHPROVVEDIMENTI&P_AUTH=SRZ8XXUV

2015 3 MARZO TAR ORDINANZE URGENTI E CONTIGIBILI N. 00593 2015


REG.PROV.COLL. N. 01366 2014 REG.RIC. LA MALFA ANDREA profilo della
indeterminatezza del termine di durata dei provvedimenti impugnati..la
contingibilità del provvedimento deve essere rapportata al tempo necessario per
fronteggiare il rischio con mezzi ordinari e non a quello – necessariamente più
lungo ed indeterminato – necessario per la soluzione a regime della vicenda che
ha determinato il rischio.

R E P U B B L I C A I T A L I A N A
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia
(Sezione Terza)

ha pronunciato la presente
SENTENZA

sul ricorso numero di registro generale 1366 del 2014, integrato da motivi

aggiunti, proposto da:

Alfredo La Malfa, rappresentato e difeso, per procura in calce al ricorso, sia

congiuntamente che disgiuntamente, dagli avv. Gabriele La Malfa Ribolla e

81
Francesco Stallone, elettivamente domiciliato presso lo studio di quest’ultimo in

Palermo, via Nunzio Morello, n. 40;

contro

Comune di Palermo, in persona del Sindaco pro tempore, rappresentato e difeso,

per determinazione dirigenziale n. 404 del 19 maggio 2014 e procura in calce

alla copia notificata del ricorso, dall'avv. Ezio Tomasello, elettivamente

domiciliato presso l’ufficio legale comunale in piazza Marina, n. 39;

per l'annullamento

quanto al ricorso introduttivo:

- del provvedimento n. 217267 del 12 marzo 2014 emesso dal Dirigente dell’area

della gestione del territorio - ufficio impianti cimiteriali;

- del provvedimento n. 363864 del 24 aprile 2014 emesso dal medesimo

dirigente;

- occorrendo, dell'ordinanza sindacale contingibile e urgente n. 301 del 3

settembre 2010;

-di ogni altro atto presupposto, connesso o consequenziale;

quanto ai motivi aggiunti:

- occorrendo e in ragione dell'integrazione postuma delle note impugnate

avvenuta con il deposito del controricorso dell'avvocatura comunale del 29

maggio 2014, dell'ordinanza sindacale n. 415 del 24 dicembre 2013.

Visti il ricorso, i motivi aggiunti e i relativi allegati;

Visti l'atto di costituzione in giudizio e la memoria del Comune di Palermo;

Vista la memoria del ricorrente;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nell'udienza pubblica dell’11 febbraio 2015 il consigliere Aurora Lento e

uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

82
Ritenuto e considerato.

FATTO

Con ricorso, notificato il 6 maggio 2014 e depositato il giorno 12 successivo, il

signor Alfredo La Malfa ha chiesto l’annullamento, previa sospensiva e vinte le

spese, dei provvedimenti n. 217267 del 12 marzo 2014 e n. 363864 del 24 aprile

2014, con i quali il responsabile del servizio cimiteriale del Comune di Palermo

ha disposto l’utilizzo temporaneo di loculi della propria sepoltura ubicata nel

cimitero Santa Maria dei Rotoli.

Ha, inoltre, impugnato cautelativamente la presupposta ordinanza contingibile e

urgente n. n. 301 del 3 settembre 2010 con la quale il Sindaco aveva sospeso

alcune concessioni private ricadenti in tale cimitero.

Ha dedotto i seguenti motivi:

1) Eccesso di potere sotto vari profili.

2) Violazione dell’ordinanza sindacale presupposta.

Si è costituito in giudizio il Comune di Palermo, che ha depositato una memoria

con la quale ha preliminarmente eccepito l’inammissibilità del ricorso per omessa

tempestiva impugnazione dell’ordinanza sindacale n. 415 del 24 dicembre 2013

costituente presupposto dei provvedimenti di utilizzo della sepoltura impugnati;

ha, comunque, chiesto il rigetto del ricorso, poiché infondato, vinte le spese.

Con ricorso per motivi aggiunti, notificato il 21 luglio 2014 e depositato il giorno

successivo, il ricorrente ha chiesto l’annullamento dell’ordinanza sindacale n.

415 del 24 dicembre 2013, deducendo censure identiche a quelle di cui al ricorso

introduttivo.

Il Comune di Palermo ha depositato una memoria con la quale ha chiesto il

rigetto del ricorso per motivi aggiunti, poiché infondato, vinte le spese.

83
Alla pubblica udienza dell’11 febbraio 2015, su conforme richiesta dei difensori

delle parti presenti come da verbale, il ricorso è stato posto in decisione.

DIRITTO

1. La controversia ha ad oggetto il provvedimento n. 217267 del 12 marzo 2014

e quello n. 363864 del 24 aprile 2014 con i quali è stato disposto l’utilizzo

temporaneo di alcuni loculi intestati al ricorrente, in esecuzione

di ordinanze contingibili e urgenti adottate dal Sindaco, quale ufficiale di

governo, di sospensione delle concessioni private ricadenti nel cimitero S. M. dei

Rotoli, per la parte dei loculi disponibili

2. In primo luogo rileva il collegio che, come ritenuto nella condivisa

recente sentenza della sezione n. 1889 del 16 luglio 2014, non merita

accoglimento l’eccezione pregiudiziale sollevata dalla difesa del comune

resistente relativa alla mancata impugnazione dell’ordinanza sindacale n. 415

del 24 dicembre 2013, per effetto della quale i provvedimenti impugnati sono

stati adottati.

Invero, tale ordinanza non è menzionata nei provvedimenti di utilizzo dei loculi

impugnati che si limitavano, nell’oggetto, a un generico riferimento all’ordinanza

sindacale n. 301 del 3 settembre 2010, nei cui confronti il ricorrente ha formulato

censure.

Successivamente al deposito in giudizio e, pertanto, alla sua conoscenza , il

ricorrente ha, peraltro, impugnato con motivi aggiunti la ordinanza sindacale n.

415/2013 con gravame da ritenersi tempestivo in quanto proposto entro 60

giorni dall’avvenuta conoscenza del provvedimento.

3. Ciò premesso, il ricorso, come ritenuto in una pluralità di condivisi precedenti

della sezione relativi a fattispecie identiche a quella in esame (ex plurimis la

succitata sentenza n. 1889/2014 e quella n. 2339 del 2 dicembre 2013), dai

84
quali non si ravvisano ragioni per discostarsi, è fondato sotto l’assorbente profilo

della indeterminatezza del termine di durata dei provvedimenti impugnati.

L’ordinanza sindacale, che costituisce il presupposto della concreta utilizzazione

dei loculi ubicati nella sepoltura del ricorrente, non indica, infatti, con certezza il

limite temporale della sua efficacia, come, invece, avrebbe dovuto, trattandosi

di un atto contingibile e urgente.

Il presunto limite di efficacia temporale nella stessa indicato rappresenta, in

particolare, un enunciato meramente formale, in quanto il contenuto

dell’ordinanza è stato più volte prorogato dall’Amministrazione comunale e gli

effetti risultano comunque ancorati al periodo di vigenza della precedente (i.e.

la n. 163/2008) anch’essa più volte prorogata.

Invero, è noto che tali atti costituiscono provvedimenti extra ordinem, in quanto

derogano al principio di tipicità dei provvedimenti amministrativi, al fine di

consentire alla P.A. di sopperire a situazioni straordinarie ed urgenti non

fronteggiabili con l’uso dei poteri autoritativi ordinari.

Elemento indefettibile di tali atti è, però, la precisa indicazione del limite

temporale di efficacia, in quanto solo in via temporanea può essere consentito

l’uso di strumenti extra ordinem, che permettono la compressione di diritti ed

interessi privati con mezzi diversi da quelli tipici indicati dalla legge.

Applicando tali principi alla vicenda per cui è causa, è errata, in punto di diritto,

la prospettazione alla base dei provvedimenti impugnati, secondo la

quale le ordinanze contingibili ed urgenti non devono essere necessariamente

temporanee.

Pur essendo indubbio che il limite temporale di tali provvedimenti deve essere

adeguato al rischio da fronteggiare, nel senso che deve essere rapportato al

tempo necessario per fronteggiarlo attraverso gli strumenti ordinari, che devono

essere attivati nel più breve tempo possibile, non può ammettersi che la loro

85
efficacia perduri sino alla data di risoluzione del problema generale da cui il

rischio è scaturito, qualora la stessa sia del tutto incerta.

In altri termini la contingibilità del provvedimento deve essere rapportata al

tempo necessario per fronteggiare il rischio con mezzi ordinari e non a quello –

necessariamente più lungo ed indeterminato – necessario per la soluzione a

regime della vicenda che ha determinato il rischio.

Diversamente opinando le ordinanze contingibili ed urgenti diverrebbero degli

strumenti del tutto generici e, in ultima analisi, arbitrari, con grave

compromissione del principio di legalità.

Concludendo, assorbiti gli ulteriori motivi, il ricorso è fondato e deve essere

accolto, con conseguente annullamento degli atti impugnati nei limiti di interesse

e quindi nella misura in cui incidono negativamente sui benefici derivanti dalla

concessione di sepolcro in favore dei ricorrenti.

Le spese liquidate come in dispositivo seguono la soccombenza.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia (Sezione Terza)

definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie

e, per l’effetto, annulla i provvedimenti impugnati.

Condanna il Comune di Palermo al pagamento delle spese del presente giudizio

liquidate in € 2.000,00, oltre spese e accessori se e in quanto dovuti.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.

Così deciso in Palermo nella camera di consiglio del giorno 11 febbraio 2015 con

l'intervento dei magistrati:

Nicola Maisano, Presidente FF

Aurora Lento, Consigliere, Estensore

Lucia Maria Brancatelli, Referendario

86
L'ESTENSORE IL PRESIDENTE

DEPOSITATA IN SEGRETERIA

Il 03/03/2015

IL SEGRETARIO

(Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)

https://www.giustizia-
amministrativa.it/web/guest/dcsnprr?p_p_id=GaSearch_INSTANCE_2NDgCF3z
WBwk&p_p_lifecycle=1&p_p_state=normal&p_p_mode=view&_GaSearch_INS
TANCE_2NDgCF3zWBwk_javax.portlet.action=searchProvvedimenti&p_auth=sr
z8XXUV

2014 5 SETTEMBRE C.G.A. SENTENZA 952 AFARE N 961 2014 RUFFINO


ALESSANDRO AREA DI RISPETTO CIMITERIALE 2018 30 NOVEMBRE 2018
ORDINANZA N 52 ORDINANZA N 52 RUFFINO ALESSANDRO FOGLIO 1 PART
2070 SUN 19 ACCERTAMENTO INGIUNZIONE VINCOLO CIM ETRIALE RUFFINO
ALESSANDRO 1976 2019 14 MARZO DETERMINA GIAMBRUNO MALLIA N 25O
IMMISSIONE IN POSSESSO RUFFINO ALESSANDRO PART 2070 SUB 19 VIA
POZZO 13 CIMITERO

R E P U B B L I C A I T A L I A N A

CONSIGLIO DI GIUSTIZIA AMMINISTRATIVA PER LA


REGIONE SICILIANA
Adunanza delle Sezioni riunite del 8 luglio 2014

NUMERO AFFARE 00961/2013

87
OGGETTO:

Ricorso straordinario al Presidente della Regione siciliana di RUFFINO


ALESSANDRO avverso ordinanza del Comune di Isola delle Femmine n. 57 del
13 ottobre 2009 di rimessione in pristino delle opere edilizie realizzate in assenza di
concessione.

LA SEZIONE

Vista la relazione n. 16881/119.10.8. del 5 luglio 2013, con la quale la Presidenza


della Regione siciliana – Ufficio legislativo e legale – ha chiesto il parere del Consiglio
di Giustizia Amministrativa sul ricorso straordinario indicato in oggetto.
Esaminati gli atti e udito il relatore, Consigliere Giovanni Lo Bue;

Premesso:
Con ricorso straordinario al Presidente della Regione siciliana Ruffino Alessandro,
rappresentato e difeso dall’avv. Gaspare Genova, ha impugnato, chiedendone
l’annullamento, l’Ordinanza del Comune di Isola delle Femmine n. 57 del 13 ottobre
2009, 30 giugno 2008, n. 132, di rimessione in pristino delle opere abusive realizzate
in Via Vittorio Pozzo, n. 13, consistenti in un immobile ad una elevazione fuori terra
avente superficie di mq. 70 volume di mc. 248,50.
Il ricorso è affidato ai seguenti motivi:
1) Invalidità del provvedimento impugnato stante l’assoluta genericità. Erronea
indicazione del termine entro il quale provvedere alla rimessa in pristino dello stato
dei luoghi.
2) Violazione del disposto dell’art. 36 del D.P.R. n. 380/2001, nonché degli artt. 7,
12 e 13 della legge 47/85. Eccesso di potere sotto il profilo dello sviamento e della
illogicità manifesta.

88
3) Carenza di motivazione. Illogicità manifesta.

Il Comune di Isola delle Femmine ha trasmesso la documentazione occorrente per


la trattazione del ricorso, insistendo per la sua reiezione.

Considerato:
Il ricorso in esame, regolare sotto il profilo fiscale, è ricevibile perché presentato
entro il prescritto termine di 120 giorni dalla data di notifica al ricorrente del
provvedimento impugnato.
Il ricorso è, tuttavia, inammissibile. Infatti, dalla documentazione trasmessa dal
Comune di Isola delle Femmine risulta che il ricorrente, successivamente
all’adozione dell’impugnato provvedimento di rimessione in pristino e prima della
presentazione del ricorso in esame, ha presentato in data 21 gennaio 2010 una
richiesta di concessione edilizia in sanatoria per le opere in contestazione di via
Vittorio Pozzo, n. 13, ai sensi dell’art. 36 del D.P.R. n. 380/2001, ma non risulta che
sia stato adottato e notificato al ricorrente alcun provvedimento che definisse il
procedimento, non rilevando a tal fine il parere negativo prot. 614/int. del
21/04/2010 del responsabile del Servizio urbanistica ed edilizia privata del Comune,
trasmesso al responsabile dell’Ufficio tecnico dello stesso Comune e, quindi, da
considerare come atto interno al procedimento che avrebbe dovuto concludersi con
un provvedimento di accoglimento o di diniego dell’istanza di sanatoria, notificato
all’interessato.
Si osserva al riguardo che, per consolidata giurisprudenza di questo Collegio, la
presentazione di una istanza di sanatoria edilizia successivamente alla data di
ingiunzione di demolizione, ma prima della sua impugnazione, “produce l’effetto di
rendere inammissibile l’impugnazione stessa per carenza di interesse all’origine, in quanto il riesame
dell’abusività dell’opera, sia pure al fine di verificarne l’eventuale sanabilità, provocato dall’istanza
89
di sanatoria comporta la necessaria formazione di un nuovo provvedimento (di accoglimento o di
rigetto), che vale comunque a superare il provvedimento sanzionatorio oggetto
dell’impugnativa.”(Cfr. per tutti: C.G.A., Sezioni riunite, 21 settembre 2010, n.683/10;
25 settembre 2012, n. 828/12; 26 marzo 2013, n.276/04).
In altri termini, la presentazione dell’istanza di concessione edilizia in sanatoria
impedisce l’esecuzione dell’ingiunzione di demolizione ed impone al Comune il
previo esame della domanda di sanatoria con la necessità, in caso di rigetto,
dell’adozione di un nuovo provvedimento di ingiunzione di demolizione.
P.Q.M.
Il Collegio, a Sezioni riunite, esprime l’avviso che il ricorso debba essere dichiarato
inammissibile.

L'ESTENSORE IL PRESIDENTE
Giovanni Lo Bue Claudio Zucchelli

IL SEGRETARIO
Giuseppe Chiofalo

2014 16 LLUGLIO ORDINANZE URGENTI E CONTIGIBILI N. 01889 2014


REG.PROV.COLL. N. 01438 2014 REG.RIC.LIQUORI GIOVANNI solo in via
temporanea può essere consentito l’uso di strumenti extra ordinem, che
permettono la c

R E P U B B L I C A I T A L I A N A
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia
(Sezione Terza)

90
ha pronunciato la presente
SENTENZA

ex art. 60 cod. proc. amm.;

sul ricorso numero di registro generale 1438 del 2014, proposto da:

Giovanni Liguori, rappresentato e difeso da se medesimo e dall’avv. Marzia

Giacalone, con domicilio eletto presso il loro studio sito in Palermo, via Principe

di Villafranca 91;

contro

Il Comune di Palermo in persona del Sindaco pro tempore, rappresentato e

difeso dall'avv. Ezio Tomasello, con domicilio eletto presso Ufficio Legale del

Comune di Palermo, piazza Marina n.39;

nei confronti di

Rosaria Bocchiario;

per l'annullamento

a) della nota del 01.04.2014 num. 288898 —N. Cron. 2014/481 - del Comune

di Palermo Area Gestione del Territorio Ufficio impianti cimiteriali, avente ad

oggetto l'utilizzo temporaneo di loculi nella sepoltura intestata all’avv. Giovanni

Liguori (sez. 297 lotto 55 cimitero Rotoli) in esecuzione dell'Ordinanza sindacale

n. 301 del 3.09.2010 e successive modifiche;

b) della nota del 9.05.2014, ricevuta in data 13.05.20 14 num. 406822 Dir -

num. Cron. 2014/615 del Comune di Palermo Area Gestione del Territorio Ufficio

impianti cimiteriali, con la quale è stato comunicato che in data 20 maggio 2014

saranno collocate salme nella sepoltura intestata al ricorrente;

c) dell'Ordinanza sindacale del Comune di Palermo del 3.09.2010 (e sue

successive modifiche) avente ad oggetto la grave carenza posti salma

- ordinanza contingibile ed urgente per motivi di igiene pubblica locale, con la

quale sono state revocate temporaneamente le concessioni private ricadenti

91
nel cimitero di S.M. Dei Rotoli per la sola parte dei loculi disponibili e non

utilizzati:

d) di ogni altro provvedimento presupposto, preparatorio, conseguente e/o

comunque connesso.

Visti il ricorso e i relativi allegati;

Visto il decreto presidenziale n. 420 del 19 maggio 2014 con il quale è stata

rigettata per difetto del periculum in mora l’istanza di misure cautelari

monocratiche proposta dal ricorrente;

Visto l'atto di costituzione in giudizio di Comune di Palermo in persona del

Sindaco pro tempore;

Viste le memorie difensive;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nella camera di consiglio del giorno 10 giugno 2014 la dott.ssa Lucia

Maria Brancatelli e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

Sentite le stesse parti ai sensi dell'art. 60 cod. proc. amm.;

La presente controversia ha ad oggetto il provvedimento del 1° aprile 2014 con

il quale è stato disposto l’utilizzo temporaneo di n. 4 loculi intestati al ricorrente,

in esecuzione dell’ordinanza contingibile ed urgente adottata dal sindaco del

comune di Palermo, nella veste di ufficiale di governo, di sospensione delle

concessioni private ricadenti nel cimitero S. M. dei Rotoli, per la parte dei loculi

disponibili.

Il ricorrente ha impugnato i provvedimenti indicati in epigrafe articolando diverse

censure di violazione di legge ed eccesso di potere; attraverso i motivi proposti

lamenta, nella sostanza, la mancanza di tutti i presupposti di legge necessari per

l’adozione di un ordinanza contingibile ed urgente con conseguente nullità, o

quanto meno, illegittimità, del provvedimento adottato, la mancata indicazione

92
della durata dei suoi effetti, la mancanza di adeguata istruttoria e, comunque,

l’arbitrarietà del criterio utilizzato per sopperire alle esigenze che ne hanno

determinato l’adozione.

Si è costituito il Comune di Palermo che, con memoria, ha replicato alle

argomentazioni contenute in ricorso e concluso perché venga dichiarato

inammissibile od infondato.

Alla camera di consiglio del 10 giugno 2014, alla presenza dei difensori delle

parti, si è dato avviso della possibilità di pervenire, attesa la completezza del

contraddittorio e dell’istruttoria, alla definizione del giudizio con decisione in

forma semplificata ai sensi dell’art. 60 del c.p.a.

In primo luogo rileva il Collegio che non merita accoglimento l’eccezione

pregiudiziale sollevata dalla difesa del comune resistente relativa alla mancata

impugnazione dell’ordinanza sindacale n. 415 del 24.12.2013, per effetto della

quale il provvedimento in epigrafe è stato adottato, in quanto della stessa non è

fatta alcuna menzione nell’atto impugnato che si limitava, nell’oggetto, ad un

generico riferimento all’O.S. n. 301 del 3.9.2010 e s.m.i., nei cui confronti il

ricorrente ha formulato censure.

Non rileva neppure l’ulteriore eccezione relativa al supposto difetto dell’interesse

ad agire, in quanto è indubitabile l’interesse del ricorrente alla proposizione del

presente gravame, a fronte di un provvedimento, quale quello impugnato, che

incide unilateralmente sui benefici derivanti da un atto concessorio

precedentemente adottato in suo favore.

Ciò premesso, il ricorso merita accoglimento in ragione della fondatezza della

censura articolata da parte ricorrente secondo la quale il provvedimento

impugnato è stato adottato in esecuzione di un’ordinanza (rectius, di una

sequenza di ordinanze, adottate a partire dal 2010) che non indica, con certezza,

93
il limite temporale della sua efficacia, come avrebbe dovuto, rientrando nel

novero delle ordinanze contingibili ed urgenti.

E’ noto che tali atti costituiscono una sorta di provvedimenti extra ordinem, in

quanto derogano al principio di tipicità che normalmente presiede alla adozione

dei provvedimenti amministrativi, al fine di consentire alla P.A. di sopperire a

situazioni straordinarie ed urgenti che non potrebbero essere efficacemente

fronteggiate attraverso l’uso dei poteri autoritativi ordinariamente previsti in

capo all’amministrazione.

La giurisprudenza della Corte Costituzionale e del Giudice Amministrativo ha

però individuato dei precisi limiti che devono comunque essere rispettati

nell’adozione di tali atti, al fine di evitare che tale strumento, che si pone già ai

limiti del principio di legalità - sul quale è fondato l’intero Ordinamento - possa

legittimare atti slegati da alcun paradigma normativo con effetti pesantemente

incidenti sulla realtà fattuale e giuridica.

Anche a volere seguire le ricostruzioni giurisprudenziali più estensive, secondo

le quali l’adozione delle ordinanze contingibili ed urgenti è giustificata anche a

fronte di situazioni determinatesi a seguito di una colpevole inerzia della stessa

amministrazioni – in quanto condizione che non fa venir meno l’emergenza che,

in ipotesi, si è venuta a determinare – costituisce, ai fini che interessano, limite

invalicabile di tali atti la loro temporaneità, attraverso l’indicazione di una data

certa oltre la quale perdono efficacia.

La necessità di tale limite temporale è connessa non soltanto alla stessa natura

“contingibile” degli atti di cui si discute, ma all’ancora più pregnante rilievo che

solo in via temporanea può essere consentito l’uso di strumenti extra ordinem,

che permettono la compressione di diritti ed interessi privati con mezzi diversi

da quelli tipici indicati dalla legge.

94
Nel nostro ordinamento la legge – con le garanzie ad essa connesse – costituisce

il punto di sintesi dell’immanente conflitto tra autorità e libertà, che può essere

derogato solo per straordinarie esigenze ed in via temporanea; oltre la

temporaneità di tali interventi, nei limiti strettamente necessari,

l’amministrazione deve provvedere attraverso gli ordinari strumenti

specificatamente ed analiticamente disciplinati dalla legge.

Applicando tali principi alla vicenda per cui è causa, è errata, in punto di diritto,

la tesi articolata dalla difesa del comune, secondo la quale le ordinanze

contingibili ed urgenti non devono essere necessariamente temporanee;

certamente il limite temporale di tali provvedimenti deve essere adeguato al

rischio da fronteggiare, ma nel senso che deve essere rapportato al tempo

necessario per fronteggiarlo, attraverso gli strumenti ordinari, che devono

essere attivati nel più breve tempo possibile, e non in attesa che venga risolto il

problema generale da cui il rischio è scaturito, in tempi del tutto incerti.

In definitiva la contingibilità del provvedimento deve essere rapportata al tempo

necessario per fronteggiare il rischio con mezzi ordinari e non a quello –

necessariamente più lungo ed indeterminato – necessario per la soluzione a

regime della vicenda che ha determinato il rischio.

Diversamente opinando le ordinanze contingibili ed urgenti diverrebbero degli

strumenti del tutto generici e, in ultima analisi, arbitrari, con grave

compromissione del principio di legalità che deve presiedere a tutta l’azione della

P.A.

In conclusione il ricorso è fondato e deve essere accolto, con conseguente

annullamento dei provvedimenti impugnati.

Sussistono giusti motivi per compensare le spese del presente giudizio.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia (Sezione Terza)

95
definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie

e, per l’effetto, annulla i provvedimenti impugnati.

Spese compensate.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.

Così deciso in Palermo nella camera di consiglio del giorno 10 giugno 2014 con

l'intervento dei magistrati:

Nicolo' Monteleone, Presidente

Aurora Lento, Consigliere

Lucia Maria Brancatelli, Referendario, Estensore

L'ESTENSORE IL PRESIDENTE

DEPOSITATA IN SEGRETERIA

Il 16/07/2014

IL SEGRETARIO

(Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)

https://www.giustizia-
amministrativa.it/web/guest/dcsnprr?p_p_id=GaSearch_INSTANCE_2NDgCF3z
WBwk&p_p_state=normal&p_p_mode=view&_GaSearch_INSTANCE_2NDgCF3
zWBwk_javax.portlet.action=searchProvvedimenti&p_auth=6robUgXE&p_p_life
cycle=0

2013 2 DICEMBRE ORDINANZE URGENTI E CONTIGIBILI solo in via temporanea può


essere consentito l’uso di strumenti extra ordinem, che permettono la compressione di
diritti ed interessi privati con mezzi diversi da quelli tipici indicati dalla legge N. 02339
2013 REG.PROV.COLLN. 01475 2012 REG.RIC. GIANNETTINO ANGELO

96
R E P U B B L I C A I T A L I A N A
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia
(Sezione Terza)

ha pronunciato la presente
SENTENZA

sul ricorso numero di registro generale 1475 del 2012, proposto da:

Angelo Giannettino, rappresentato e difeso dagli avv. Luciano Termini e

Alessandro Conigliaro, con domicilio eletto presso lo studio dell’avv. Luciano

Termini sito in Palermo, via Mariano Stabile N. 43;

contro

-il Comune di Palermo, in persona del Sindaco P.T., rappresentato e difeso

dall'avv. Ezio Tomasello, con domicilio eletto presso l’Ufficio Legale del comune

sito in Palermo, piazza Marina 39;

nei confronti di

Rosa Liliana Imperiale;

per l'annullamento

a) della nota del 6.7.2012 di utilizzo temporaneo di loculi nella sepoltura sez.

185/bis-ampl. lotto 44 presso il cimitero S.M. dei Rotoli, in esecuzione

dell'ordinanza sindacale n. 111 del 28.6.2012;

b) dell'ordinanza sindacale n. 111 del 28.6.2012 di sospensione temporanea

delle concessioni private ricadenti nel cimitero S.M dei rotoli per la sola parte dei

loculi disponibili e non utilizzati;

e) della relazione del 28.6.2012 del Servizio gestione impianti cimiteriali, Settore

risorse immobiliari del Comune di Palermo;

d) di ogni altro provvedimento presupposto, preparatorio, conseguente o

comunque connesso.

Visto il ricorso e i relativi allegati;

97
Visto l'atto di costituzione in giudizio del Comune di Palermo;

Viste le memorie difensive;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nell'udienza pubblica del giorno 19 novembre 2013 il dott. Nicola

Maisano e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.

FATTO

La presente controversia ha ad oggetto il provvedimento - ordinanza contingibile

ed urgente - adottato dal sindaco del comune di Palermo, nella veste di ufficiale

di governo, con il quale sono state sospese le concessioni private ricadenti nel

cimitero S. M. dei Rotoli, per la parte dei loculi disponibili, per il periodo di

vigenza dell’O. S. n. 163/2008.

In particolare, con ricorso notificato in data 30 luglio 2012, e depositato il

successivo 5 settembre, il ricorrente ha impugnato i provvedimenti indicati in

epigrafe articolando diverse censure di violazione di legge ed eccesso di potere;

attraverso i motivi proposti lamenta, nella sostanza, la mancanza di tutti i

presupposti di legge necessari per l’adozione di un ordinanza contingibile ed

urgente con conseguente nullità, o quanto meno, illegittimità, del provvedimento

adottato, la mancata indicazione della durata dei suoi effetti, la mancanza di

adeguata istruttoria e, comunque, l’arbitrarietà del criterio utilizzato per

sopperire alle esigenze che ne hanno determinato l’adozione.

Si è costituito il comune di Palermo che, con memoria, ha replicato alle

argomentazioni contenute in ricorso e concluso perché venga dichiarato

inammissibile od infondato.

Alla pubblica udienza di discussione il ricorso è stato posto in decisione.

DIRITTO

98
In primo luogo rileva il collegio, in relazione all’eccezione pregiudiziale sollevata

dalla difesa del comune resistente, che non è dubitabile l’interesse del ricorrente

alla proposizione del presente gravame, a fronte di un provvedimento, quale

quello impugnato, che incide unilateralmente sui benefici derivanti da un atto

concessorio precedentemente adottato in suo favore.

Ciò premesso, il ricorso merita accoglimento in ragione della fondatezza della

censura articolata da parte ricorrente secondo la quale il provvedimento

impugnato non indica, con certezza, il limite temporale della sua efficacia, come

avrebbe dovuto, rientrando nel novero delle ordinanze contingibili ed urgenti.

E’ noto che tali atti costituiscono una sorta di provvedimenti extra ordinem, in

quanto derogano al principio di tipicità che normalmente presiede alla adozione

dei provvedimenti amministrativi, al fine di consentire alla P.A. di sopperire a

situazioni straordinarie ed urgenti che non potrebbero essere efficacemente

fronteggiate attraverso l’uso dei poteri autoritativi ordinariamente previsti in

capo all’amministrazione.

La giurisprudenza della Corte Costituzionale e del Giudice Amministrativo ha

però individuato dei precisi limiti che devono comunque essere rispettati

nell’adozione di tali atti, al fine di evitare che tale strumento, che si pone già ai

limiti del principio di legalità - sul quale è fondato l’intero Ordinamento - possa

legittimare atti slegati da alcun paradigma normativo con effetti pesantemente

incidenti sulla realtà fattuale e giuridica.

Anche a volere seguire le ricostruzioni giurisprudenziali più estensive, secondo

le quali l’adozione delle ordinanze contingibili ed urgenti è giustificata anche a

fronte di situazioni determinatesi a seguito di una colpevole inerzia della stessa

amministrazioni – in quanto condizione che non fa venir meno l’emergenza che,

in ipotesi, si è venuta a determinare – costituisce, ai fini che interessano, limite

99
invalicabile di tali atti la loro temporaneità, attraverso l’indicazione di una data

certa oltre la quale perdono efficacia.

La necessità di tale limite temporale è connessa non soltanto alla stessa natura

“contingibile” degli atti di cui si discute, ma all’ancora più pregnante rilievo che

solo in via temporanea può essere consentito l’uso di strumenti extra ordinem,

che permettono la compressione di diritti ed interessi privati con mezzi diversi

da quelli tipici indicati dalla legge.

Nel nostro ordinamento la legge – con le garanzie ad essa connesse – costituisce

il punto di sintesi dell’immanente conflitto tra autorità e libertà, che può essere

derogato solo per straordinarie esigenze ed in via temporanea; oltre la

temporaneità di tali interventi, nei limiti strettamente necessari,

l’amministrazione deve provvedere attraverso gli ordinari strumenti

specificatamente ed analiticamente disciplinati dalla legge.

Applicando tali principi alla vicenda per cui è causa, è errata, in punto di diritto,

la tesi articolata dalla difesa del comune, e posta a fondamento del

provvedimento impugnato, secondo la quale le ordinanze contingibili ed urgenti

non devono essere necessariamente temporanee (fine pag. 9 memoria del

comune); certamente il limite temporale di tali provvedimenti deve essere

adeguato al rischio da fronteggiare, ma nel senso che deve essere rapportato al

tempo necessario per fronteggiarlo, attraverso gli strumenti ordinari, che devono

essere attivati nel più breve tempo possibile, e non in attesa che venga risolto il

problema generale da cui il rischio è scaturito, in tempi del tutto incerti.

In definitiva la contingibilità del provvedimento deve essere rapportata al tempo

necessario per fronteggiare il rischio con mezzi ordinari e non a quello –

necessariamente più lungo ed indeterminato – necessario per la soluzione a

regime della vicenda che ha determinato il rischio.

100
Diversamente opinando le ordinanze contingibili ed urgenti diverrebbero degli

strumenti del tutto generici e, in ultima analisi, arbitrari, con grave

compromissione del principio di legalità che deve presiedere a tutta l’azione della

P.A.

In conclusione il ricorso è fondato e deve essere accolto, con conseguente

annullamento dei provvedimenti impugnati.

Le spese del giudizio seguono la soccombenza e vengono liquidate come da

dispositivo.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia (Sezione Terza)

definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie

e, per l’effetto, annulla i provvedimenti impugnati.

Condanna l’amministrazione intimata al pagamento delle spese di lite che

liquida, in favore del ricorrente, in €. 3.000,00, oltre accessori di legge.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.

Così deciso in Palermo nella camera di consiglio del giorno 19 novembre 2013

con l'intervento dei magistrati:

Nicolo' Monteleone, Presidente

Nicola Maisano, Consigliere, Estensore

Anna Pignataro, Primo Referendario

L'ESTENSORE IL PRESIDENTE

DEPOSITATA IN SEGRETERIA

Il 02/12/2013

101
IL SEGRETARIO

(Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)


https://www.giustizia-
amministrativa.it/web/guest/dcsnprr?p_p_id=GaSearch_INSTANCE_2NDgCF3z
WBwk&p_p_lifecycle=1&p_p_state=normal&p_p_mode=view&_GaSearch_INS
TANCE_2NDgCF3zWBwk_javax.portlet.action=searchProvvedimenti&p_auth=a
KbFpQyr

2012 8 MAGGIO CANEPA SALVATORE PARE CGA TABILIMENTO BALNEARE


FASCIA CIMITERIALE PRG 2012

Consiglio di Giustizia Amministrativa


per la Regione Siciliana
__________
ADUNANZA DEL 8 maggio 2012
SEZIONI RIUNITE
Parere N. 260/12 Il Consiglio
_____
OGGETTO:
Vista la relazione n.
Ricorso straordinario di CANEPA 4022/822.10.8 del 7 febbraio
Salvatore avverso 2012, con la quale la Presidenza
provvedimento della Regione Siciliana – Ufficio
Comune Isola delle Femmine 21 Legislativo e Legale - ha chiesto
aprile 2010, n. 5626, di diniego il parere di questo Consiglio sul
autorizzazione edilizia. ricorso straordinario indicato in
oggetto.
Esaminati gli atti e udito il relatore, Consigliere Simonetta Vaccari.
PREMESSO E CONSIDERATO
1. Con atto notificato al Comune di Isola delle Femmine mediante
raccomandata postale a.r. del 16 luglio 2010, il Signor Canepa Salvatore ha
impugnato in via straordinaria:
il provvedimento 21 aprile 2010, n.5626, con cui il Responsabile del III Settore di
quel Comune ha espresso parere negativo sulla richiesta di autorizzazione
edilizia presentata dal ricorrente il 17 febbraio 2010 per la realizzazione di uno
stabilimento balneare in un’area censita in catasto al foglio 1, particella n. 346;
“per quanto possa occorrere”, il parere del Responsabile del I Servizio prot. n. 2969
del 25 febbraio 2010, richiamato nel provvedimento di diniego.
In fatto, il ricorrente, al quale è stato comunicato l’avvio del procedimento di
diniego dell’autorizzazione edilizia richiesta in quanto l’area in oggetto
dell’intervento ricade all’interno della fascia di rispetto cimiteriale, rappresenta
di aver rilevato, con memoria del 6 aprile 2010, che l’eventuale provvedimento
di diniego sarebbe stato illegittimo “attesa la natura delle opere da realizzare,
precarie e non stabilmente installate sul terreno”.

102
Il Comune, con il provvedimento 21 aprile 2010, n. 5626, denegava comunque
l’autorizzazione richiesta.
2. Il ricorso è affidato al seguente articolato motivo:
Eccesso di potere per difetto di istruttoria e difetto di motivazione. Violazione e
falsa applicazione dell’art. 338 T.U. leggi sanitarie e dell’art. 57 del D.P.R. n. 285
del 1990.
Secondo il ricorrente, le norme che vietano l’edificazione nelle aree ricadenti
nella fascia di rispetto cimiteriale riguardano i manufatti che, per durata,
inamovibilità ed incorporazione al suolo, appaiono incompatibili con la natura
insalubre dei luoghi e con l’eventuale futura espansione del cimitero. Pertanto,
l’intervento edilizio proposto, non comportando trasformazione irreversibile del
suolo, avrebbe dovuto essere autorizzato, come rappresentato dal ricorrente
nelle osservazioni presentate a seguito della comunicazione dell’avvio del
procedimento di diniego.
3. Il ricorso in esame, regolare sotto il profilo fiscale, è ricevibile e nel merito
appare infondato.
La salvaguardia dell’area di rispetto cimiteriale di 200 metri prevista
dall’art. 338 R.D. 27 luglio 1934, n. 1265 (testo unico delle leggi
sanitarie), costituente il cd. Vincolo cimiteriale, si pone come vincolo assoluto
di inedificabilità tale da non consentire alcuna allocazione sia di edifici che di
opere incompatibili col vincolo medesimo, in considerazione dei molteplici
interessi pubblici che tal fascia di rispetto tende a tutelare e che possono
riassumersi nelle finalità di assicurare condizioni di igene e di salubrità, di
garantire la tranquillità ed il decoro dei luoghi di sepolture, di consentire
futuri ampliamenti del cimitero (cfr. Consiglio di Stato, Sez. V, sent. n.
1933 e 1934 del 3 maggio 2007 e sent. n. 6671 del 14 settembre 2010).
Dal vincolo di rispetto cimiteriale derivante dalla legge discende, dunque,
automaticamente una situazione di inedificabilità legale, senza possibilità di
alcuna valutazione in ordine alla concreta compatibilità dell’opera con i valori
tutelati dal vincolo (Cons. di Stato, Sez V, 8 settembre 2008, n. 4256). Oltre a
ciò e come indicato nelle premesse del provvedimento impugnato il vincolo
assoluto di rispetto cimiteriale è imposto dallo strumento urbanistico comunale
(P.R.G. in vigore) e peraltro l’area in questione risulterebbe soggetta a vincolo
paesaggistico ai sensi dell’art. 146 del D. L.vo n. 42 del 22 gennaio 2004.
Ciò premesso, non appaiono fondate le censure dedotte nel ricorso, stante che
dalle premesse del provvedimento impugnato si evince che il Comune ha
adeguatamente istruito la pratica, anche tenedo conto delle osservazioni
presentate dal ricorrente.
P.Q.M.
Esprime parere che il ricorso debba essere respinto.
IL SEGRETARIO IL PRESIDENTE
F.to: Giuseppe Chiofalo F.to: Riccardo Virgilio

https://www.giustizia-
amministrativa.it/cdsintra/cdsintra/AmministrazionePortale/DocumentViewer/in
dex.html?ddocname=WJXLLMMOGGP436YNBNUYCNTI2Y&q=ISOLA%20or%20
DELLE%20or%20FEMMINE&tipoFile=DOC

103
A CURA DEL COMITATO CITTADINO ISOLA PULITA DI ISOLA DELLE FEMMINE
http://nuovaisoladellefemmine.blogspot.it

104